{"id":3335,"date":"2009-05-28T00:00:00","date_gmt":"2009-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-02-23T09:27:59","modified_gmt":"2015-02-23T08:27:59","slug":"un-centenario-da-non-celebrare-la-nascita-di-giovanni-calvino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/un-centenario-da-non-celebrare-la-nascita-di-giovanni-calvino\/","title":{"rendered":"Un  centenario da &laquo;non&raquo; celebrare: la nascita di Giovanni Calvino"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/Giovanni-Calvino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-19687\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/Giovanni-Calvino.jpg\" alt=\"Giovanni Calvino\" width=\"152\" height=\"200\" \/><\/a>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 351, gennaio-marzo 2009<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il riformatore fu tutt&#8217;altro che un &#8220;maestro&#8221;, ma un personaggio &#8220;triste e solitario&#8221; che ha lasciato dietro di s\u00e9 una\u00a0 eredit\u00e0 di fanatica intolleranza, ambiziosa presunzione e tradimento del Vangelo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Roberto Spataro S.D.B.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Nel 2009 ricorre il quinto centenario della nascita di Jean Cauvin \u2014 nato in Piccardia, in Francia, nel 1509, e deceduto a Ginevra, in Svizzera, nel 1564, in lingua italiana noto con il nome umanistico di Giovanni Calvino \u2014, il fondatore delle comunit\u00e0 cristiane riformate.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 inverosimile pensare che numerose celebrazioni, anche d&#8217;indole ecumenica, saranno tenute per commemorare questo avvenimento. Infatti, gi\u00e0 nel 1983, in occasione del quinto centenario della nascita di Martin Lutero (1483-1546), nel mondo cattolico si sono registrate sorprendenti attestazioni di apprezzamento per l&#8217;autore della Riforma protestante, spesso associate a un contrito <em>mea culpa<\/em> per l&#8217;atteggiamento di biasimo e di condanna che, per secoli, aveva caratterizzato la vantazione della Chiesa Cattolica nei confronti dell&#8217;<em>ex<\/em> monaco agostiniano, iniziatore di una radicale reinterpretazione della fede cristiana e di un dolorosissimo scisma (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 auspicabile che nel 2009 non si ripetano le medesime ingenuit\u00e0, ispirate da certo irenico ecumenismo, e che non si giunga a una sorta di beatificazione postuma di Calvino (2). Non vi sono ragioni per manifestare alcuna forma di entusiasmo nei suoi confronti. Al contrario, sono numerosi i motivi che rendono inopportuna ogni forma di celebrazione e, tutt&#8217;al pi\u00f9, sarebbe ragionevole che, almeno all&#8217;interno della Chiesa Cattolica, si lasci passare sotto silenzio questo quinto centenario. Ricordiamo tre motivi per evitare di \u00abfesteggiare\u00bb la nascita di Calvino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Violenza e intolleranza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Calvino fu un uomo duro e intollerante. A Ginevra egli introdusse un&#8217;organizzazione teocratica della comunit\u00e0 cristiana abolendo, di fatto, ogni forma di distinzione fra dimensione civile e religiosa e imponendo una legislazione opprimente (3). Vale la pena di ricordare gli avvenimenti, per quanto siano abbastanza noti. Nel 1536 Calvino, in visita a Ginevra, accetta di sostenere i riformatori locali e viene nominato professore di teologia e predicatore. Due anni dopo, per\u00f2, \u00e8 espulso dalla citt\u00e0 per le sue posizioni estremiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene richiamato nel 1541 e vi rimane fino alla morte, avvenuta nel 1564. Il regime teocratico che instaura governa la citt\u00e0 attraverso una serie di ordinanze che prevedevano severe punizioni non solo per deviazioni dottrinali, ma anche per atti quali la danza, il gioco, la vendita e il consumo di birra. Il governo viene affidato alla responsabilit\u00e0 ministeriale dei quattro ordini introdotti da Calvino: pastori, dottori, anziani e diaconi. Il Concistoro, composto dai pastori e da dodici anziani eletti dalle autorit\u00e0 civili, diventa una sorta di suprema corte, giudicante finanche la vita privata dei cittadini. Una cappa, plumbea e asfissiante, cala su Ginevra. Molte sono le vittime del sistema calvinista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A scopo di controllo si compiono pi\u00f9 volte all&#8217;anno visite a domicilio, e all&#8217;occorrenza si ricorre anche alle denunce e allo spionaggio prezzolato. I trasgressori vengono colpiti da ammonizioni, deplorazioni e scomuniche \u2014 esclusione cio\u00e8 dalla sacra cena \u2014 e obbligati a far pubblica penitenza. I grandi peccatori, come i sacrileghi, gli adulteri e gli avversali ostinati della nuova fede, sono consegnati al consiglio cittadino per la punizione. Vengono eseguite molte condanne a morte \u2014 cinquantotto fino al 1546 \u2014 e pi\u00f9 ancora all&#8217;esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tortura \u00e8 usata nel modo pi\u00f9 rigoroso. La citt\u00e0 deve sottomettersi, seppure di malavoglia, alla disciplina ferrea di Calvino. \u00ab<em>Tutte le feste religiose scompaiono, eccettuate le domeniche [&#8230;]. La vita della societ\u00e0 ginevrina acquist\u00f2 l&#8217;impronta di una tetra seriet\u00e0: le vesti di lusso, i balli, il gioco delle carte, il teatro e simili divertimenti erano severamente condannati<\/em>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lista delle vittime \u00e8 tristemente lunga: il predicatore S\u00e9bastien Ch\u00e0tillon (1515-1563), biblista che proponeva un&#8217;interpretazione del<em> Cantico dei Cantici<\/em> sgradita a Calvino, \u00e8 costretto all&#8217;esilio; il medico Girolamo Bolsec (m. 1584), un ex-monaco carmelitano apostata che aveva osato contestare la dottrina della predestinazione insegnata da Calvino, viene espulso dalla citt\u00e0 nel 1551.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta solo di questioni squisitamente teologiche. Essendo stato bandito il gioco delle carte, perch\u00e9 ritenuto frivolo e immorale, Pierre Ameaux (m. 1552), che aveva anche richiesto al Concistoro il divorzio dalla moglie, viene ridotto in stato d&#8217;indigenza: suo mestiere era appunto la vendita delle carte da gioco. Spinto dalla disperazione, pronunzia parole offensive contro il regime puritano di Calvino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene incarcerato e, nonostante avesse responsabilit\u00e0 all&#8217;interno della comunit\u00e0 riformata ginevrina, per disposizione del Concistoro \u00e8 sottoposto a una punizione umiliante la sua dignit\u00e0: \u00ab<em>In data 8 aprile 1546, il Consiglio pronunci\u00f2 la seguente sentenza: &#8220;Avendo visto il contenuto delle risposte, dalle quali ci sembra che egli <\/em>[Ameaux] <em>abbia malvagiamente parlato contro Dio, il Magistrale e il ministro Calvino ecc. [&#8230;] si ordina che sia condannato a fare il giro della citt\u00e0 in camicia, a capo scoperto, con una torcia accesa in mano e che poi venga innanzi al tribunale a invocare misericordia da Dio e dalla giustizia, in ginocchio, confessando di avere mal parlato, condannandolo inoltre a tutte le spese, e che la sentenza sia resa pubblica&#8221;<\/em>\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;<em>affaire Perrin <\/em>\u00e8 sintomatico della situazione imposta a Ginevra da Calvino e dei metodi adoperati per reprimere ogni forma di dissenso. In questo episodio, infatti, si ritrovano tutti gli elementi che concorrono a mostrare il volto del \u00abriformatore\u00bb: proibizione dell&#8217;espressione delle gioie pi\u00f9 umane, come la danza in occasione di un matrimonio, carcere, esilio e anche spargimento di sangue. Protagonista ne \u00e8 Ami Perrin (m. 1561), che pure inizialmente era stato un sostenitore di Calvino. Questi i fatti: in occasione di un matrimonio fra giovani di distinte famiglie borghesi, si festeggia con un ballo. Il Concistoro convoca tutti i partecipanti che, per paura, respingono l&#8217;accusa, eccetto due di essi, fra cui Perrin, che \u00e8 costretto a fare ammenda del \u00abcrimine\u00bb commesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sua moglie, per\u00f2, Franchequine Perrin, figlia di Francois Faivre, personaggio altolocato a Ginevra, continua a protestare pubblicamente e, provocatoriamente, a danzare. Poich\u00e9 gode dell&#8217;appoggio di molti cittadini, stanchi delle vessazioni del Concistoro, compaiono anche scritti anonimi contro Calvino e i suoi partigiani. Infuriato, questi ordina una perquisizione in casa di uno degli amici delle famiglie Perrin e Faivre, Jacques Gruet (m. 1547). All&#8217;interno vengono trovati materiali compromettenti, cio\u00e8 quaderni e annotazioni polemiche verso il regime teocratico di Calvino. La punizione \u00e8 implacabile: condanna a morte per decapitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 quello di Michele Serveto (1511-1553), il medico spagnolo che negava il dogma della Trinit\u00e0. In territorio francese, a Vienne, egli \u00e8 sottoposto a un processo da parte dell&#8217;Inquisizione cattolica che adopera materiale fornito, segretamente, da Guillaume de Trie (1521 ca.-1561), un amico di Calvino, che gi\u00e0 nel 1546, in una lettera al riformatore francese Guillaume Farei (1489-1565), aveva scritto: \u00ab<em>Se verr\u00e0 qui, posto che la mia autorit\u00e0 abbia un peso, non tollerer\u00f2 che se ne vada vivo<\/em>\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 condannato in Francia, Serveto, probabilmente con la dissimulata accondiscendenza del blando tribunale inquisitorio cattolico, fugge e si rifugia proprio a Ginevra, ove, riconosciuto, viene immediatamente condannato a morte e arso vivo, nel 1553. Il ruolo giocato da Calvino in questa vicenda mostra lati umani veramente riprovevoli: non solo fanatica intolleranza, ma anche ricorso allo spionaggio, spirito vendicativo e, a vicenda conclusa, menzogneri tentativi di ritrattazione delle sue responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>La cosa pi\u00f9 triste in tutto ci\u00f2, conclude lo storico protestante Auguste Lang <\/em>[1867-1945],<em> \u00e8 che nella sua <\/em>Difesa contro Serveto<em>, apparsa nel febbraio 1554, Calvino non ebbe il coraggio di confessare il ruolo che aveva avuto nell&#8217;imprigionamento di Serveto a Vienne. Afferma seccamente, in questo scritto, che \u00e8 una frivola calunnia accusarlo di aver consegnato l&#8217;infelice ai nemici mortali della fede<\/em>\u00bb (7)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Una personalit\u00e0 inquietante<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II governo teocratico di Calvino non sopravvive a lungo, anche se a esso s&#8217;ispirano le comunit\u00e0 riformate che si diffondono stabilmente in molti paesi d&#8217;Europa. Al di l\u00e0 dei successivi sviluppi, quanto avviene a Ginevra negli anni 1541-1564 mostra tratti della personalit\u00e0 di Calvino che confermano l&#8217;inopportunit\u00e0 di ricordare la nascita di un uomo orgoglioso e ambizioso. \u00ab<em>[&#8230;] fu orgoglioso, collerico e vendicativo. &#8220;Io non so, dice Renan <\/em>[Joseph Ernest (1823-1892)],<em> se sia possibile trovare un esemplare pi\u00f9 completo di uomo ambizioso, desideroso di far dominare il suo pensiero perch\u00e9 lo crede vero, [&#8230;] tutto <\/em>[\u00e8] <em>sacrificato al desiderio appassionato di formare gli altri a sua immagine &#8220;<\/em>\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tratti negativi della personalit\u00e0 di Calvino, drammaticamente espressi nell&#8217;imposizione della tirannia religiosa a Ginevra, oscurano il suo approccio alla Rivelazione cristiana e la Parola di Dio viene asservita ai suoi fini iconoclasti e non servita con devota e religiosa fedelt\u00e0, come la storia della santit\u00e0 cristiana mostra negli autentici riformatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>A parer nostro, tutto Calvino \u00e8 in questa dottrina cupa e desolante, ci sembra uno scolastico a cui gli umanisti abbiano insegnato a scrivere, tutto irto di argomentazioni, tutto rinsecchito dalla mania di raziocinare, spirito falso, poco originale, testardo nelle scelte adottate, cieco nelle opinioni che ha respinto,<\/em> <em>carattere teso, aspro, tenace, dominatore, saccente nell&#8217;imporsi con l&#8217;intransigenza dei princ\u00ecpi, l&#8217;algebra dei ragionamenti, la regolarit\u00e0 esteriore della vita, una maschera affetta da puritanesimo severo e compresso, e infine e soprattutto mediante il prestigio allora onnipotente della parola di Dio, contenuta nella Scrittura, di cui citava ininterrottamente gli oracoli, con un tono dogmatico e perentorio, per appoggiarvi le pi\u00f9 piccole affermazioni e per autorizzare ogni minimo gesto. Nessuno ha abusato a tal punto del ruolo di profeta, d&#8217;interprete infallibile del pensiero e della volont\u00e0 di Dio. Ha regnato attraverso il terrore religioso<\/em>\u00bb<em>.<\/em> (9)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli storici Pierre Jourda (1898-1978) ed Edouard de Moreau S.J. (1879-1952) \u00ab<em>c&#8217;\u00e8 qualcosa di duro nel suo carattere [&#8230;]. Di qui l&#8217;orgogliosa certezza che egli ebbe, fin dal 1536, di essere in possesso della verit\u00e0, ed anche le sue collere, i suoi rifiuti di scendere a discussioni, il disprezzo per i suoi avversari, la facilit\u00e0 a coprirli di ingiurie spesso grossolane, quando poi non si trattava di odio e dei rigori ch &#8216;esso trae seco<\/em>\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pretesa di riformare evangelicamente la Chiesa \u00e8 originata da un inconcepibile atteggiamento: secoli di storia del dogma, insegnamento costante del Magistero, sensibilit\u00e0 religiosa della piet\u00e0 popolare vengono spazzati via in nome del verbo calvinista, che rappresenta un travisamento e un tradimento del Vangelo stesso. \u00ab<em>E si resta confusi, aggiungeremmo noi, dall\u2019audacia orgogliosa di quest\u2019uomo che si sostituisce cos\u00ec tranquillamente e senza rimorsi a una Chiesa plurisecolare, ai Padri, ai concili, ai papi, e che, in nome della sua autorit\u00e0 recente, condanna, uccide, scatena la guerra, rendendola inevitabile, e infine muore facendosi testimone di se stesso dinnanzi ai ministri riuniti. Ecco ci\u00f2 che sicuramente \u00e8 pi\u00f9 grave di un &#8216;avventura scabrosa o di un gusto troppo pronunciato per il buon vino. Calvino ebbe l&#8217;animo di un settario pi\u00f9 che di un apostolo<\/em>\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;implacabilit\u00e0 con la quale Calvino impone la riforma nasce dalla convinzione di essere un \u00abunto\u00bb, in possesso della pienezza della verit\u00e0, coincidente con le sue idee. Di qui l&#8217;odio settario e la prevaricazione adoperata per perseguire le sue finalit\u00e0. \u00ab<em>Egli non \u00e8 un riformista, ma un rivoluzionario. \u00c8 di un radicalismo terribile, nutrito, sul piano emotivo, dalla sua irritabilit\u00e0 e dalla sua violenza appassionata, e, sul piano intellettuale, da un temperamento dialettico e deduttivo ulteriormente affinato nel corso degli studi. Analizza e deduce implacabilmente. Segue il suo pensiero in modo lineare, rifiutandosi e non pensando affatto a compararlo con altri aspetti della realt\u00e0. In ogni cosa ricerca atteggiamenti onnicomprensivi: questo \u00e8 il comune denominatore di tutte le sue lotte di Ginevra<\/em>\u00bb (12) Si tratta di una convinzione pericolosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E infatti le comunit\u00e0 riformate furono caratterizzate da un ostile e rabbioso livore anticattolico. I martiri cattolici torturati e giustiziati durante le persecuzioni perpetrate dai calvinisti costituiscono una pagina cospicua del martirologio e inducono a una silenziosa riflessione in questo quinto centenario della nascita di Calvino. I calvinisti olandesi e gli \u00abugonotti\u00bb francesi si macchiano di crimini efferati contro quanti desiderano conservare la fede dei loro padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cronache riportano episodi raccapriccianti: preti crocifissi, sventrati per poi riempire il cadavere di avena data in pasto agli animali, esecrabili mutilazioni del corpo. Orrori, questi, associati alla dissacrazione di chiese, d&#8217;immagini venerate e persino delle realt\u00e0 pi\u00f9 sante: si diede pure il caso dell&#8217;Eucaristia data in pasto a una bestia (13). I germi infettivi di questo anticattolicesimo animato da tanto odio e poi espresso in efferata violenza sono radicati nel pensiero e nell&#8217;esperienza religiosa di Calvino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco una sintesi del pensiero del riformatore piccardo sulla Chiesa Cattolica. \u00ab<em>\u00c8 una &#8220;consorteria di preti perversa e fatta di menzogne&#8221; che pratica, al posto della Cena &#8220;un sacrificio abominevole &#8221; e che si compiace di &#8220;superstizioni infinite&#8221;: le sue &#8220;riunioni pubbliche sono come scuole d&#8217;idolatria ed empiet\u00e0 &#8220;. Ci si pu\u00f2 separare da essa senza scrupolo n\u00e9 timore. &#8220;\u00c8 pi\u00f9 un &#8216;immagine di Babilonia che la Citt\u00e0 santa di Dio &#8220;. Ora, se \u00e8 cosa notoria che vi regna l&#8217;Anticristo, dobbiamo da ci\u00f2 inferire che sono Chiese di Dio dal momento che la Scrittura predice ch &#8216;egli sar\u00e0 assisa nel santuario di Dio. Ma bisogna intendere che esse sono chiese contaminate e profanate dalle proprie abominazioni<\/em>\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I provvedimenti che lo zelo riformatore di Calvino introduce sono ispirati da una furia iconoclasta tesa a far scomparire ogni traccia della spiritualit\u00e0 e della piet\u00e0 cattolica per rimpiazzarla con una fede espressa in forme irrispettose della ricchezza di un&#8217;autentica antropologia che sapeva valorizzare la sensibilit\u00e0, le emozioni, la corporeit\u00e0, insomma<em> \u00ab[&#8230;] caro salutis est cardo\u00bb, \u00ab[&#8230;] la carne \u00e8 cardine della salvezza\u00bb <\/em>(15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCalvino ha cura di sopprimere tutto ci\u00f2 che potrebbe, sia pure lontanamente, ricordare l&#8217;idolatria romana: il culto cattolico \u00e8 scomparso totalmente; le immagini vengono distrutte; i nomi che si impongono ai bambini nel giorno del Battesimo sono tratti dall&#8217;Antico Testamento e non pi\u00f9 dall&#8217;elenco dei santi. Sono citati in giudizio tutti quelli che nella foga della conversazione si lasciano sfuggire anche la pi\u00f9 breve formula che ricordi le antiche abitudini, come capita ad esempio ai mendicanti che chiedono in nome della Vergine che si dia loro un po\u2019 di minestra. Ma non \u00e8 tutto: chi vende rosari o &#8220;candele &#8221; (ceri) si vede comminare una multa di dieci soldi. \u00c8 vietata la vendita di incensieri, di calici, di croci, di ornamenti; \u00e8 vietato portar ceri a benedire nel giorno della candelora, commemorare le feste segnate sul calendario cattolico, recitare le preghiere in latino e le formule di ringraziamento dopo i pasti o pregare per i morti, &#8220;che \u00e8 cosa terribile e detestabile&#8221;. \u00c8 proibito onorare la Vergine e i santi: verr\u00e0 espunta la salutazione angelica da tutti i libri di piet\u00e0 stampati a Ginevra; sar\u00e0 processata una donna colpevole d&#8217;aver pregato San Felice. \u00c8 proibito osservare il digiuno e l&#8217;astinenza, attribuire un qualsiasi merito alle buone opere, contrarre matrimoni misti\u00bb (16)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Travisamento del Vangelo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II cristianesimo presentato da Calvino \u00e8 ancora cristianesimo? A fatica la risposta pu\u00f2 essere positiva. Al cuore della sua proposta vi \u00e8 infatti la dottrina della doppia predestinazione, secondo la quale, essendo tutta l&#8217;umanit\u00e0 massa dannata a causa del peccato originale, per un imperscrutabile giudizio divino alcuni soggetti sono destinati all&#8217;inferno e altri alla salvezza eterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una deformazione radicale del Vangelo che pregiudica l&#8217;universalit\u00e0 della Redenzione di Cristo, annulla l&#8217;annuncio liberante della predicazione apostolica secondo la quale \u00ab<em>Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi<\/em>\u00bb (I Tim. 2, 4), immiserisce la speranza cristiana. Questo si legge nella <em>magna charta<\/em> del calvinismo, la<em> Christianae Religionis Inst\u00ectutio,<\/em> del 1536: \u00ab<em>Noi intendiamo per predestinazione l&#8217;eterna disposizione di Dio, in virt\u00f9 della quale egli ha deciso tra s\u00e9 ci\u00f2 che deve accadere, conformemente alla sua volont\u00e0, di ogni singolo uomo. Gli uomini non sono infatti tutti creati con lo stesso destino, ma agli uni viene assegnata la vita eterna e agli altri l&#8217;eterna dannazione. Or quindi, come il singolo \u00e8 creato per l&#8217;uno o per l&#8217;altro fine, cos\u00ec noi diciamo: egli \u00e8 predestinato alla vita o alla morte<\/em>\u00bb \u00a0(17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Calvino trova magnifica questa concezione di un Dio che crea esseri capaci di pensare, di volere e di amare, avidi di felicit\u00e0 eterna, e che freddamente fa la sua scelta fra di loro, senza alcun riguardo per i loro sforzi, per i loro meriti o demeriti, senza alcuna considerazione per lo sviluppo ulteriore della loro vita, che destina gli uni al cielo \u2014 e di conseguenza garantisce loro la fede, la giustificazione, la certezza della salvezza \u2014 e gli altri agl&#8217;inferi, distribuendo fra loro i vizi, le tenebre dello spirito, la perversione del cuore, per poterli accusare nel momento stesso in cui li condanna! Consacra tutto il capitolo XII a stabilire questo dogma sulla base dei testi di san Paolo e dei commenti di Agostino<\/em> [Aurelio (354-430)].<em> Si sforza di provare che la gloria di Dio esige la dannazione di molti<\/em>\u00bb \u00a0(18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, l&#8217;intero edificio teologico del cristianesimo viene rovinosamente distrutto per far prevalere un&#8217;immagine irragionevole di Dio, il cui volontarismo \u00e8 sinonimo di arbitrariet\u00e0 se non proprio di malvagit\u00e0. Scrive Calvino nel libro terzo della sua<em> Institutio<\/em>: \u00ab<em>Non possiamo quindi addurre che un &#8216;unica motivazione del fatto che egli procura misericordia ai suoi eletti: perch\u00e9 cos\u00ec gli piace; ma anche per la riprovazione di altri, noi non abbiamo ugualmente alcun&#8217;altra ragione che la sua volont\u00e0<\/em>\u00bb \u00a0(19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il calvinismo \u00e8 una religione molto lontana dal Vangelo. Sono gli stessi teologi riformati a rendersi conto dell&#8217;assurdit\u00e0 delle credenze di Calvino: \u00ab<em>II calvinismo fu ben presto messo in difficolt\u00e0 dalla teodicea del riformatore. Il suo Dio era, senza dubbio, una straordinaria mescolanza di nozioni giudaiche di Geova e di pretese concezioni metaf\u00ecsiche sulla sua Prescienza e Provvidenza. In epoca contemporanea, il pastore W<\/em>[ilfred].<em> Monod<\/em> [1894-1940] <em>si \u00e8 accanito contro questo Dio di Calvino, &#8220;Essere arbitrario e capriccioso, crudele e vendicativo&#8221;, una sorta di despota dell&#8217;antico Oriente, che s&#8217;impone con la paura attraverso il cieco esercizio della sua autorit\u00e0 assoluta e che \u00e8 lontano mille miglia dal Dio del Vangelo [&#8230;]. M. Vallotton concorda sul fatto che il calvinismo moderno deve rigettare la dottrina del riformatore identificata con la prescienza e la predestinazione, in virt\u00f9 delle quali Dio ha tutto previsto e voluto, poich\u00e9 questa formulazione falsamente scolastica fa di Dio l&#8217;autore del male<\/em>\u00bb (20)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficilmente si possono rintracciare \u00abradici cristiane\u00bb nella teologia calvinista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Leggendolo, si prova l&#8217;impressione ch&#8217;egli obbedisca al Dio terribile della Bibbia, al giustiziere geloso, a Jehovah, pi\u00f9 che seguire il Salvatore e ispirarsi alla misericordia e all&#8217;amore predicati nel Vangelo. Egli oppone in una terribile antitesi il Dio onnipotente, volont\u00e0 immutabile, eterna, somma e sempre attiva \u2014perch\u00e9 con la sua misteriosa, inintelligibile provvidenza dirige il mondo fin nelle sue pi\u00f9 piccole cose \u2014 all\u2019uomo-niente, privato della libert\u00e0 dalla caduta dei suoi progenitori, corrotto dai richiami della carne, schiavo cieco dette sue passioni, spoglio, malgrado il suo folle orgoglio, di ogni merito<\/em>\u00bb (21)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo monsignor Cristiani, \u00ab<em>il Dio di Calvino, scrive Henri Bois <\/em>[1862-1924]<em>, professore alla Facolt\u00e0 di teologia protestante di Montauban, non \u00e8 altro che un grande egoista. Si preoccupa molto poco delle sue creature. Le loro sofferenze presenti ed eterne non gl\u2019interessano punto. Gl\u2019interessa solo la sua gloria. Se condanna una moltitudine alla perdizione eterna, la loro deplorevole sorte non lo tocca: che importa, se essa vale a mettere in luce la sua giustizia? E se ne destina alcuni al cielo, non \u00e8 perch\u00e9 semplicemente li ama, senza alcun retropensiero, ma perch\u00e9 a lui ne verr\u00e0 onore. Sempre la sua gloria. La gloria del suo nome! Non un sentimento disinteressato! Il Dio del Vangelo, il Padre di Ges\u00f9, non \u00e8 un Dio di questo tipo (La Pr\u00e9destination d&#8217;apr\u00e8s Calvin, in R<\/em>[evue]. <em>de m\u00e9taphysique et de morale, 1918, p. 682)<\/em>\u00bb (22)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo di Cristo propone un comportamento etico fondato sulla libera adesione e non sull&#8217;uniformit\u00e0 forzata, che fu esattamente la degenerazione morale provocata dall&#8217;imposizione del governo teocratico ginevrino teorizzata negli scritti dottrinali di Calvino. Che cosa rimane del<em> \u00absi vis\u00bb, <\/em>\u00abse vuoi\u00bb, evangelico (Mt. 19, 21) nella Ginevra soggiogata al verbo calvinista?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Ginevra vive sotto il segno della sanzione o della scomunica. Il cittadino \u00e8 sottoposto alla regola comune e non potrebbe sfuggirvi: costumi, abitudini, divertimenti, pasti, libri, tutto \u00e8 sorvegliato da vicino. La scuola forma i fanciulli secondo le direttive del capo; la chiesa li guida nel cammino della virt\u00f9 quando si son fatti adulti \u2014 la chiesa, vale a dire Calvino. L&#8217;assistenza al culto \u00e8 obbligatoria e controllata: case e strade devono restar vuote e silenziose nell&#8217;ora della predica e della Cena; la polizia svolge al riguardo una stretta sorveglianza. Ma non basta recarsi al tempio: bisogna comportarsi bene e partecipare alla Cena nei giorni fissati dal regolamento. Cos\u00ec bisogna subire le investigazioni del magistrato \u2014 vere visite a domicilio \u2014 e i suoi interrogatori, subire la sorveglianza di tutti e di ciascuno, genitori, figli, domestici, amici o vicini, sempre pronti a segnalare la pi\u00f9 lieve mancanza alla regola. Si \u00e8 virtuosi, a Ginevra, per convinzione sincera o per forza, perch\u00e9 non si pu\u00f2 far diversamente, se non si vuole essere molestati. Unit\u00e0 morale, imposta dalla legge \u2014 e dalla polizia \u2014; trionfo della disciplina: impossibilit\u00e0 per chiunque di sottrarvisi<\/em>\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il clima di \u00abcaccia alle streghe\u00bb, che come naturale conseguenza rattrista la Ginevra calvinista e la spiritualit\u00e0 puritana ispirata a Calvino, snatura la gioia evangelica e il godimento della creazione, mai del tutto corrotta dal peccato e rinnovata dall&#8217;opera della Redenzione. L&#8217;anti-vangelo calvinista si sposa e si spiega con la personalit\u00e0 di Calvino, triste e solitario. \u00ab<em>Non sapremmo immaginarlo che col viso grave, i tratti austeri, appena animati, in qualche attimo<\/em> <em>fuggevole, da una nota di ironia sarcastica o di collera, mai da un sorriso spontaneo. [&#8230;] \u00c8 questa tristezza di cui furono segnati i suoi giorni che ha dato alla sua dottrina quel pessimismo aspro e totale che nulla mai pot\u00e8 attenuare<\/em>\u00bb (24)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Bibbia di Calvino cessa di essere il grande codice teologico e antropologico che ha forgiato la civilt\u00e0 europea. Si riduce a un codice di leggi. Ammettiamo pure in Calvino sentimenti religiosi di riconoscimento della grandezza di Dio e di sottomissione ai suoi imperscrutabili disegni. \u00c8 per\u00f2 assente in lui il gaudio dell&#8217;abbandono fiducioso in Dio, testimoniato e rivelato da Cristo, la paternit\u00e0 che ama e che chiede amore filiale, che libera e redime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa contemporanea, smarrita nella sua incapacit\u00e0 di ancorarsi alle radici cristiane che hanno forgiato la grande civilt\u00e0 umanistico-cristiana, ha bisogno di altri maestri e di altri riferimenti storici e non di un \u00abriformatore\u00bb che ha lasciato dietro di s\u00e9 una triste eredit\u00e0: fanatica intolleranza, ambiziosa presunzione e tradimento del Vangelo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Cfr. l&#8217;editoriale Luteo visto dai cattolici ieri e oggi, in La Civilt\u00e0 Cattolica, anno 134, fasc. 3204, Roma 17-12-1983, pp. 521-538. L&#8217;autore sintetizza la posizione assunta da alcuni teologi cattolici in questi termini: \u00abIn conclusione, per certi &#8220;ecumenici cattolici&#8221; non ci sarebbe pi\u00f9 contrasto radicale tra la Chiesa Cattolica e Lutero. Il luteranesimo altro non sarebbe che un &#8216;espressione di pluralismo teologico all&#8217;interno della Chiesa\u00bb (ibid., p. 531). Inevitabile la reazione di molti all&#8217;interno della Chiesa Cattolica: \u00abDa queste affermazioni, alcuni cattolici traggono motivi di stupore e anche di scandalo. Allora \u2014 essi dicono \u2014 la Chiesa si \u00e8 sbagliata quando ha scomunicato Lutero e ha condannato come eretiche le sue dottrine! Oppure la Chiesa si sta protestantizzando, facendo oggi di Lutero \u2014 fino a ieri considerato un eretico \u2014 un &#8220;maestro nella fede&#8221;?\u00bb (ibid., p. 523).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Gi\u00e0 nel 1966, poco dopo il IV centenario della sua morte, un orientamento \u00abecumenicamente\u00bb molto positivo nei confronti di Calvino veniva espresso dal teologo e scrittore di origine ungherese Alexandre Ganoczy, Calvino nel giudizio dei cattolici di oggi, in Concilium. Rivista internazionale di teologia, anno II, n. 2, Brescia marzo-aprile 1966, pp. 48-56. Ispirato da una certa benevolenza verso Calvino \u00e8 pure don Joseph Dedieu (1878-1960), <em>Calvin et Calvinisme, in Dictionnaire de spiritualit\u00e9: ascetique et mystique, doctrine et histoire<\/em>, diretto da Marcel Viller (1880-1952), Ferdinand Cavallera (1875-1944) e Joseph de Guibert S.J. (1877-1942), proseguito sotto la direzione di Charles Baumgartner S.J., vol. II, tomo II, Beauchesne, Paris 1953, coli. 23-50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Alcuni studiosi tentano di mitigare la triste fama della Ginevra calvinista: cfr. Steven Ozment, <em>The Age of Reform 1250-1550.<\/em> <em>An Intellectual and religious history of Late Medieval and Reformation Europe<\/em>, Yale University Press, New Haven and London 1980, pp. 365-372; Ozment, per\u00f2, presentando gli avvenimenti che ebbero luogo a Ginevra negli anni in cui Calvino ne fu incontrastato monarca, finisce per smentire se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Karl Bihlmeyer (1874-1942) e don Hermann Tuchle (1874-1942), <em>Storia della Chiesa<\/em>, vol. III, <em>L&#8217;epoca delle riforme<\/em>, trad. it., a cura di monsignor Igino Rogger, con <em>Prefazione <\/em>di Vincenzo Monachino S.J., Morcelliana, Brescia 2001, p. 272.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Cfr. il documento, redatto nel francese del secolo XVI, in monsignor Leon Cristiani (1879-1971), <em>R\u00e9forme. V. Calvin et le Protestantisme a Genove<\/em>, in Adh\u00e9mar D&#8217;Al\u00e8s SJ. (1861-1938) (a cura di), <em>Dict\u00econnaire Apolog\u00e9tique de la Foi Catholique<\/em>, vol. IV, Beauchesne, Parigi 1928, coli. 622-647 (col. 641).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6) <\/strong>Cit. <em>ibid,<\/em> col.643.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> <em>Ibidem.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Card. Alfred Baudrillart (1859-1942), <em>Calvin<\/em>, in don Jeanmichel-Alfred Vacant (1852-1901), don Eugene Mangenot (1856-1922) e monsignor \u00c9mile Amann (1880-1948), <em>Dict\u00econnaire de Th\u00e9ologie catholique<\/em>, vol. 2, Letouzey et An\u00e9, Parigi 1909, coll. 1377-1398 (col. 1395).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Monsignor L. Cristiani, <em>art. cit<\/em>., col. 645.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Pierre Jourda ed Edouard de Moreau S.J., <em>Calvino e il Calvinismo<\/em>, in Augustin Fliche (1884-1951) e Victor Martin (1886-1945) (iniziatori), Storia della Chiesa, trad. it, a cura di Aldo Stella (1923-2007), vol. XVI, La crisi religiosa del secolo XVI, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Milano) 1990, pp. 225-415 (p. 326).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Card. A. Baudrillart, <em>op. cit.,<\/em> col. 1396.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Card. Yves Congar O.P. (1904-1995), <em>Calvin, in don Gabriel Jacquemet<\/em> (1901-1977) (a cura di), <em>Catholicisme. Hier aujourd\u2019hui demain<\/em>, vol. II, Letouzey et An\u00e9, Parigi 1949, coll. 405-421 (col. 412).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> Cfr. un riferimento documentario dettagliato ad alcuni degli episodi pi\u00f9 tristi della violenza anticattolica scatenata dai calvinisti, in Paul Allard (1841-1916), <em>Martyre. <\/em><em>V. Le martyre a l&#8217;\u00e9poque de la R\u00e9forme<\/em>, in A. D&#8217;Al\u00e8s (a cura di), op. cit., coll. 331-492, specialmente coli. 397-402.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> P. Jourda ed E. de Moreau S.J., <em>art. cit<\/em>., p. 268.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> Quinto Settimio Florente Tertulliano (160 ca.-220 ca.), <em>La resurrezione della carne,<\/em> VIII, a cura di Pietro Podolak, Morcelliana, Brescia 2004, pp. 56-57.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> P. Jourda ed E. de Moreau S.J., <em>art. cit<\/em>., pp. 304-305.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> Cit. in Erwin Iserloh (1915-1996), <em>L&#8217;Europa dominata dal pluralismo delle confessioni<\/em>, in Hubert Jedin S.J. (1900-1980) (sotto la direzione di), <em>Storia della Chiesa<\/em>,.vol VI, <em>Riforma e Controriforma. Crisi-consolidamento-diffusione missionaria (XVI-XVII sec.),<\/em> trad. it, Jaca Book, Milano 1975, pp. 361-515 (p. 450).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> Monsignor L. Cristiani, <em>art. cit.,<\/em> coli. 644-645<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Cit. in E. Iserloh, <em>art. cit<\/em>., p. 450.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> J. Dedieu, <em>art. cit<\/em>., col. 44.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> P. Jourda ed E. de Moreau S.J., <em>art. cit.,<\/em> p. 288.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Monsignor L. Cristiani, <em>art. cit.,<\/em> col. 645.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23) <\/strong>P. Jourda ed E. de Moreau S.J., <em>art. cit<\/em>., p. 307<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24) <\/strong><em>Ibid.,<\/em>p.326.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 351, gennaio-marzo 2009 Il riformatore fu tutt&#8217;altro che un &#8220;maestro&#8221;, ma un personaggio &#8220;triste e solitario&#8221; che ha lasciato dietro di s\u00e9 una\u00a0 eredit\u00e0 di fanatica intolleranza, ambiziosa presunzione e tradimento del Vangelo di Roberto Spataro S.D.B.<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/un-centenario-da-non-celebrare-la-nascita-di-giovanni-calvino\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":19687,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,18,95],"tags":[1645],"class_list":["post-3335","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-eresie-cristiane","category-personaggi","category-riforma","tag-giovanni-calvino","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Un centenario da &laquo;non&raquo; 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