{"id":3291,"date":"2009-05-06T17:26:54","date_gmt":"2009-05-06T15:26:54","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-15T13:50:40","modified_gmt":"2016-04-15T11:50:40","slug":"sulla-liturgia-confrontarsi-senza-alcun-pregiudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sulla-liturgia-confrontarsi-senza-alcun-pregiudizio\/","title":{"rendered":"Sulla liturgia confrontarsi senza alcun pregiudizio"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32887 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/05\/liturgia.jpg\" alt=\"liturgia\" width=\"240\" height=\"210\" \/>L&#8217;Osservatore Romano,<\/strong> 18 novembre 2007<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>A sessant&#8217;anni dall&#8217;enciclica di Pio XII &#8220;Mediator Dei&#8221; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Nicola Bux<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in atto una battaglia sulla liturgia:\u00a0 diversamente da quella che agli inizi del secolo scorso diede origine al movimento liturgico, la materia del contendere non \u00e8 appena il rito romano antico.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia il Santo Padre ci rassicura:\u00a0 la lotta per la corretta interpretazione e la degna celebrazione della sacra liturgia \u00e8 necessaria in ogni generazione. \u00c8 grande la posta in gioco:\u00a0 &#8220;giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa&#8221; (<em>Lettera apostolica circa il Motu proprio Summorum Pontificum<\/em>, 7 luglio 2007), anche per portare a compimento la riforma liturgica. Lasceremo cadere l&#8217;invito, se amiamo veramente la Chiesa e la sacra liturgia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, se quanti amano o scoprono la precedente tradizione liturgica devono anche convincersi &#8220;del valore e della santit\u00e0 del nuovo rito&#8221;, tutti gli altri dovrebbero riflettere sul fatto che &#8220;nella storia della liturgia c&#8217;\u00e8 crescita e progresso, ma nessuna rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non pu\u00f2 essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole di Benedetto XVI richiamano queste altre:\u00a0 &#8220;Se da una parte constatiamo con dolore che in alcune regioni il senso, la conoscenza e lo studio della liturgia sono talvolta scarsi o quasi nulli, dall&#8217;altra notiamo con molta apprensione che alcuni sono troppo avidi di novit\u00e0 e si allontanano dalla via della sana dottrina e della prudenza. Giacch\u00e9 all&#8217;intenzione e al desiderio di un rinnovamento liturgico, essi frappongono spesso principi che, in teoria o in pratica, compromettono questa santissima causa, e spesso la contaminano di errori che toccano la fede cattolica e la dottrina ascetica&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi le ha scritte \u00e8 Pio XII, nell&#8217;Introduzione dell&#8217;enciclica <em>Mediator Dei<\/em>. La logica \u00e8 la medesima:\u00a0 la tradizione \u00e8 necessaria e l&#8217;innovazione ineluttabile, ed entrambe sono nella natura del corpo ecclesiale come del corpo umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si oppongono ma sono complementari e interdipendenti. Pertanto non ha senso essere ad oltranza innovatori o tradizionalisti. Semmai bisogna incontrarsi e confrontarsi senza pregiudizio e con grande carit\u00e0, ancora sotto la guida della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e con l&#8217;aiuto dell&#8217;ordine di san Benedetto, entrambi menzionati nell&#8217;enciclica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo proprio dalla <em>Mediator Dei<\/em>, pubblicata il 20 novembre 1947, dal servo di Dio Pio XII:\u00a0 il documento dottrinale pi\u00f9 importante sulla liturgia prima del concilio Vaticano II, senza del quale la costituzione sulla sacra liturgia, emanata solo sedici anni dopo, il 4 dicembre 1963, non si comprende appieno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 la fonte principale quanto ad impostazione classica e a contenuti dottrinali e un termine di paragone con le istanze antiche e nuove della liturgia. Leggendo l&#8217;enciclica a sessant&#8217;anni dalla sua promulgazione, si viene aiutati a superare il pregiudizio verso la Chiesa preconciliare ed anche verso un Papa, definito dal suo successore Giovanni XXIII:\u00a0 <em>Doctor optimus, Ecclesiae sanctae lumen, divinae legis ad monitor<\/em> nella prima enciclica <em>Ad Petri Cathedram<\/em>. Sono i tre titoli che un&#8217;antifona liturgica del Messale romano conferisce ai dottori della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pio XII non si limit\u00f2 ad enunciare la dottrina mediante l&#8217;enciclica, ma fece seguire le riforme:\u00a0 il permesso di usare le lingue locali accanto al latino per alcune parti dei riti liturgici in quei paesi europei e latino-americani dove l&#8217;unit\u00e0 cattolica non era a rischio; il permesso a determinate condizioni di celebrare la messa vespertina (1957), riscoprendo il giorno liturgico; la revisione delle norme sul digiuno eucaristico (1953) e le indicazioni per il rinnovamento della musica sacra sulle orme di san Pio X.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 noto che gi\u00e0 nel 1946 &#8220;Pio XII aveva istituito una commissione per la riforma generale della liturgia, che avrebbe iniziato i propri lavori nel 1948 e che, nel 1959, sarebbe confluita nella commissione preparatoria del concilio per la liturgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 dunque fuori luogo affermare che la costituzione sulla liturgia del Vaticano II aveva cominciato ad essere predisposta fin dal 1948, prendendo spunto dall&#8217;enciclica&#8221; (Andrea Tornelli, <em>Pio XII. Eugenio Pacelli, un uomo sul trono di Pietro<\/em>, Milano, 2007, pagina 510). L&#8217;approfondito lavoro preparatorio eviter\u00e0 al progetto di costituzione conciliare, a differenza di tutti gli altri, la bocciatura. Tutto questo prende avvio dall&#8217;enciclica <em>Mediator Dei<\/em>, e farebbero attribuire al grande pontefice anche il titolo di <em>divini cultus instaurator<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Culmine e fonte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto o la liturgia avviene soltanto per, con e in Ges\u00f9 Cristo:\u00a0 diversamente non arriva a Dio Padre per adorarlo e nemmeno a noi per santificarci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi non la facciamo noi e ci\u00f2 spiega l&#8217;esordio dell&#8217;enciclica:\u00a0 &#8220;&#8221;Il Mediatore tra Dio e gli uomini&#8221; (<em>1 Timoteo<\/em>, 2, 5), il grande pontefice che penetr\u00f2 i cieli, Ges\u00f9 Figlio di Dio (cfr <em>Ebrei<\/em>, 4, 14) assumendosi l&#8217;opera di misericordia con la quale arricch\u00ec il genere umano di doni soprannaturali (&#8230;) attese a procurare la salute delle anime con il continuo esercizio della preghiera e del sacrificio, finch\u00e9, sulla Croce, si offr\u00ec vittima immacolata a Dio per mondare la nostra coscienza dalle opere morte onde servire al Dio vivo (cfr <em>ivi<\/em>, 9, 14) (&#8230;). Il Divin Redentore volle, poi, che la vita sacerdotale da Lui iniziata nel suo Corpo mortale (&#8230;) non cessasse nel corso dei secoli nel suo Corpo Mistico che \u00e8 la Chiesa; e perci\u00f2 offr\u00ec un sacerdozio visibile per offrire dovunque la oblazione monda (cfr <em>Malachia<\/em>, 1, 11), affinch\u00e9 tutti gli uomini, dall&#8217;Oriente e dall&#8217;Occidente, liberati dal peccato, per dovere di coscienza servissero spontaneamente e volentieri a Dio. La Chiesa dunque, fedele al mandato ricevuto dal suo Fondatore, continua l&#8217;ufficio sacerdotale di Ges\u00f9 Cristo soprattutto con la Sacra Liturgia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una simile introduzione fa capire che nessuno possa parlare di liturgia senza partire da Cristo in quanto <em>Mediator Dei<\/em> e senza intenderla come manifestazione somma e continua di tale mediazione. Egli \u00e8 il &#8220;luogo&#8221; dell&#8217;incontro tra Dio e l&#8217;uomo e fa della liturgia il culmine della vita della Chiesa e la fonte di ogni grazia. La liturgia <em>culmen et fons, <\/em>l&#8217;endiadi ormai celebre della <em>Sacrosanctum Concilium<\/em> che ne sintetizza il concetto, \u00e8 gi\u00e0 nella introduzione della<em> Mediator Dei<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima parte dell&#8217;enciclica s&#8217;intitola &#8220;Natura, origine e progresso della liturgia&#8221;. L&#8217;uomo deve convertirsi a Dio, orientarsi a lui:\u00a0 questo si manifesta rendendo &#8220;il debito culto all&#8217;unico e vero Dio&#8221; (I, 1):\u00a0 nell&#8217;Antico Testamento \u00e8 Dio stesso a stabilire le norme del culto; nel Nuovo Testamento \u00e8 la rivelazione che Ges\u00f9 stesso compie con i fatti della sua vita, morte e risurrezione a diventar offerta o culto gradito a Dio, finch\u00e9 &#8220;entrando, poi, nella beatitudine celeste vuole che il culto da lui istituito e prestato durante la sua vita terrena continui ininterrottamente&#8221; (I, 1). L&#8217;opera della redenzione di Cristo viene in modo analogo riproposta nella costituzione <em>Sacrosanctum Concilium<\/em> (cfr 5-6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla volont\u00e0 del Signore l&#8217;enciclica fa risalire le norme e istituzioni liturgiche:\u00a0 esse hanno in lui l&#8217;autore e perci\u00f2 vanno trattate con obbedienza gioiosa. L&#8217;altare sul quale si presenta il sacrificio eucaristico \u00e8 elevato verso l&#8217;alto, \u00e8 un&#8217;<em>ara alta<\/em> e non una tavola, a significare che la liturgia la riceviamo dall&#8217;alto e non la confezioniamo dal basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un secondo elemento essenziale della liturgia cattolica:\u00a0 &#8220;In ogni azione liturgica, quindi, insieme con la Chiesa \u00e8 presente il suo Divin Fondatore:\u00a0 Cristo \u00e8 presente nell&#8217;augusto Sacrificio dell&#8217;altare sia nella persona del suo ministro, sia massimamente sotto le specie eucaristiche; \u00e8 presente nei sacramenti con la virt\u00f9 che in essi trasfonde perch\u00e9 siano strumenti efficaci di santit\u00e0; \u00e8 presente infine nelle lodi e nelle suppliche a Dio rivolte, come sta scritto:\u00a0 &#8220;Dove sono due o tre adunati in nome mio, ivi sono in mezzo ad essi&#8221; (<em>Matteo<\/em>, 18, 20)&#8221; (I, 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il versetto viene ripreso nel noto paragrafo della costituzione liturgica sulla presenza di Cristo (n 7) con la sola aggiunta &#8220;\u00c8 presente nella sua parola, giacch\u00e9 e Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura&#8221;; in precedenza indica Cristo quale &#8220;Mediatore tra Dio e gli uomini&#8221; e &#8220;pienezza del culto divino&#8221; (n 5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enciclica ha potuto cos\u00ec definire la liturgia &#8220;il culto integrale del Corpo mistico di Ges\u00f9 Cristo, cio\u00e8 del Capo e delle sue membra&#8221;. La liturgia serve ad elevare sempre pi\u00f9 l&#8217;anima verso Dio, a <em>con<\/em>-sacrarla:\u00a0 &#8220;cos\u00ec il sacerdozio di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 sempre in atto nella successione dei tempi, non essendo altro la liturgia che l&#8217;esercizio di questo sacerdozio&#8221; (I, 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sacerdote, vescovo e presbitero, sa che vi partecipa intimamente lui stesso e che &#8211; <em>sacerdozio <\/em>indica il <em>sacro<\/em> &#8211; deve aiutare l&#8217;uomo a salire sempre di pi\u00f9 verso Dio Padre, fonte della santit\u00e0; ne sono strumento efficace i riti del culto sacramentale, azioni liturgiche reiterate secondo un ordine, come un esercizio ginnico per lo spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la ragione per cui &#8220;tutto il complesso del culto che la Chiesa rende a Dio deve essere interno ed esterno. \u00c8 <em>esterno<\/em> perch\u00e9 lo richiede la natura dell&#8217;uomo composto di anima e di corpo; perch\u00e9 Dio ha disposto che &#8220;conoscendolo per mezzo delle cose visibili, siamo attratti all&#8217;amore delle cose invisibili&#8221; (<em>Messale romano<\/em>, prefazio del Natale)&#8221; (I, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto non riguarda solo il singolo ma anche l&#8217;umanit\u00e0; in esso si manifesta in special modo l&#8217;unit\u00e0 del Corpo mistico che \u00e8 la Chiesa. &#8220;Ma l&#8217;elemento essenziale del culto deve essere quello <em>interno<\/em>; \u00e8 necessario difatti vivere sempre nel Cristo, tutto a Lui dedicarsi affinch\u00e9 in Lui, con Lui e per Lui si dia gloria al Padre. La sacra liturgia richiede che questi due elementi siano intimamente congiunti (&#8230;) Diversamente, la religione diventa un formalismo senza fondamento e senza contenuto (&#8230;) il Divino Maestro stima indegni del sacro tempio ed espelle coloro i quali credono di onorare Dio soltanto col suono di ben costrutte parole e con pose teatrali, e son persuasi di poter benissimo provvedere alla loro salvezza eterna senza sradicare dall&#8217;anima i vizi inveterati (cfr <em>Marco<\/em>, 7, 6; <em>Isaia<\/em>, 29, 13)&#8221; (I, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enciclica, secondo la dottrina classica dell&#8217;<em>ex opere operato <\/em>e dell&#8217;<em>ex opere operantis Ecclesiae<\/em>, ricorda &#8220;che il culto reso a Dio dalla Chiesa in unione col suo Capo divino ha la massima efficacia di santificazione&#8221; nella messa e nei sacramenti. Mette in guardia cos\u00ec dalle teorie sulla &#8220;piet\u00e0 oggettiva&#8221; che portano a trascurare la &#8220;piet\u00e0 soggettiva&#8221; o personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali teorie rivivono oggi nell&#8217;idea che la &#8220;partecipazione comunitaria&#8221; alla liturgia sia esclusiva. Invece, l&#8217;efficacia oggettiva della liturgia esige le buone disposizioni nell&#8217;anima del fedele come del prete, non solo durante ma anche in preparazione ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enciclica perci\u00f2 richiama, in specie dinanzi all&#8217;eucaristia, il paolino &#8220;Ciascuno esamini se stesso&#8221;. Cos\u00ec, viene ricordato l&#8217;atteggiamento giusto per partecipare alla liturgia:\u00a0 &#8220;La genuina <em>piet\u00e0<\/em>, che l&#8217;Angelico chiama &#8220;&#8216;devozione&#8221; e che \u00e8 l&#8217;atto principale della virt\u00f9 della religione col quale gli uomini si ordinano rettamente, si orientano opportunamente verso Dio, e liberamente si dedicano al culto&#8221; (cfr san Tommaso, <em>Summa Theol. <\/em>II.a IIae, q. 82 a. 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo bisogna &#8220;sottomettere i nostri sensi e le loro facolt\u00e0 alla ragione illuminata dalla fede&#8221;; per farlo &#8220;\u00e8 necessario tener presente l&#8217;insegnamento:\u00a0 &#8220;Voi siete di Cristo e Cristo \u00e8 di Dio&#8221; (cfr <em>1 Corinzi<\/em>, 3, 23)&#8221;. La vera piet\u00e0 o devozione, necessaria alla liturgia, discende dall&#8217;appartenenza a Cristo e mediante lui a Dio. La coscienza di appartenere al Signore fa s\u00ec che il culto operi incessantemente &#8220;finch\u00e9 il Cristo non sia formato in noi (cfr <em>Galati, <\/em>4, 19)&#8221; (I, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla corrispondenza tra la <em>lex orandi<\/em> e quella della fede deve vigilare la gerarchia ecclesiastica, perch\u00e9 il culto che la Chiesa rende a Dio \u00e8 &#8220;una continua professione di fede cattolica e un esercizio della speranza e della carit\u00e0&#8221; (I, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Manifestazione <\/strong><strong>della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pio XII, riallacciandosi alla costituzione <em>Divini cultus<\/em> del suo predecessore Pio XI, osserva che la gerarchia ecclesiastica &#8220;non dubit\u00f2, salva la sostanza del sacrificio eucaristico e dei sacramenti, di mutare ci\u00f2 che non riteneva adatto, aggiungere ci\u00f2 che meglio sembrava contribuire all&#8217;onore di Ges\u00f9 Cristo e della augusta Trinit\u00e0, all&#8217;istruzione e a stimolo salutare del popolo cristiano&#8221; (I, 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La liturgia infatti \u00e8 composta di elementi divini e umani:\u00a0 &#8220;Di qui viene che talvolta sono richiamate nell&#8217;uso e rinnovate pie istituzioni obliterate nel tempo&#8221; (I, 4). \u00c8 il criterio che guider\u00e0 il Papa nel restauro dell&#8217;<em>Ordo<\/em> della Settimana Santa, rimettendo in uso le tradizioni antiche e che sar\u00e0 recepito dalla costituzione conciliare (cfr <em>Sacrosanctum Concilium<\/em>, n. 50). Papa Paolo VI riusciva ad applicarlo ancora nell&#8217;edizione del messale romano del 1965, quando preservava la messa antica, alleggerendola da duplicati tardivi. Esso ritorna in auge col Motu proprio di Benedetto XVI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel criterio, secondo la <em>Mediator Dei, <\/em>presiede all&#8217;evoluzione dei riti, ma senza cadere nell&#8217;archeologismo:\u00a0 &#8220;La Liturgia dell&#8217;epoca antica \u00e8 senza dubbio degna di venerazione, ma un antico uso non \u00e8, a motivo soltanto della sua antichit\u00e0, il migliore (&#8230;) Anche i riti liturgici pi\u00f9 recenti sono rispettabili, poich\u00e9 sono sorti per influsso dello Spirito Santo&#8221; (I, 5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma liturgica &#8211; secondo Pio XII &#8211; risulta dunque dalla necessit\u00e0 delle cose, perch\u00e9 la liturgia stessa \u00e8 una forma che continuamente tende a <em>ri<\/em>-formarsi nel senso dello sviluppo organico. Gli abusi non possono metterla in dubbio; perci\u00f2 egli rammenta che &#8220;per tutelare la santit\u00e0 del culto contro gli abusi&#8221; esiste la Congregazione dei Riti. La liturgia \u00e8 manifestazione della Chiesa corpo e Capo, organismo che produce energie sempre nuove pur conservando la sua forma fondamentale. Tutto questo sar\u00e0 ribadito dalla costituzione liturgica (cfr n. 21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Pio XII ricorda anche che allo sviluppo della liturgia ha contribuito notevolmente la piet\u00e0 del popolo, cio\u00e8 la partecipazione &#8220;agli stessi sentimenti che furono di Cristo Ges\u00f9&#8221;. Quanti hanno scritto che prima del concilio la liturgia non favoriva la partecipazione e che col concilio si \u00e8 restituita la liturgia al popolo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, nella seconda parte l&#8217;enciclica tocca il culto eucaristico e al suo interno quello della partecipazione dei fedeli &#8220;non con una assistenza passiva, negligente e distratta ma con tale impegno e fervore da porsi in intimo contatto col Sommo sacerdote, come dice l&#8217;Apostolo:\u00a0 &#8220;Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono di Cristo Ges\u00f9&#8221; (<em>Filippesi<\/em>, 2, 5), offrendo con Lui e per Lui, santificandosi con Lui&#8221; (II, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 pensare che la partecipazione alla liturgia auspicata dal concilio dovrebbe prescindere da ci\u00f2? Cosa sarebbe se non esigesse &#8220;di riprodurre in s\u00e9, per quanto \u00e8 in potere dell&#8217;uomo, lo stesso stato d&#8217;animo che aveva il Divin redentore quando faceva il sacrificio di s\u00e9:\u00a0 l&#8217;umile sottomissione dello spirito, cio\u00e8 l&#8217;adorazione, l&#8217;onore, la lode, il ringraziamento alla somma Maest\u00e0 di Dio (&#8230;) Esige in una parola, la nostra mistica morte in Croce col Cristo&#8221; (II, 2)? Il concilio ha mutato qualcosa in proposito?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culmine della partecipazione dei fedeli &#8211; secondo Pio XII &#8211; \u00e8 offrire il sacrificio eucaristico insieme al sacerdote, in quanto devono offrire se stessi come vittime, e cita in tal senso la lettera ai Romani:\u00a0 &#8220;Vi scongiuro, dunque, o fratelli&#8230;di offrire i vostri corpi come vittima viva, santa, a Dio gradevole, come vostro culto razionale&#8221; (12, 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, ricorda l&#8217;enciclica, si pu\u00f2 dire dei fedeli quanto dice il Canone romano:\u00a0 &#8220;ti \u00e8 conosciuta la fede e nota la devozione&#8221; (II, 2). Anche san Leone Magno nel V secolo, si domandava:\u00a0 &#8220;Non \u00e8 forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull&#8217;altare del cuore i sacrifici immacolati del nostro culto?&#8221; (<em>Discorsi<\/em>, 4, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec la liturgia aiuta il fedele ad attuare quanto dice l&#8217;Apostolo:\u00a0 &#8220;Sono confitto con Cristo in croce, e vivo non gi\u00e0 pi\u00f9 io, ma \u00e8 Cristo che vive in me&#8221; (<em>Galati, <\/em>2, 19-20). Poteva il concilio sul tema della partecipazione intendere altro? L&#8217;enciclica tratta pure dei mezzi per promuoverla:\u00a0 dalle risposte al sacerdote ai canti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia il <em>prendere parte<\/em> esteriore non vale quanto la coscienza di <em>essere parte<\/em> del Corpo di Cristo, che \u00e8 il senso vero della partecipazione alla liturgia. La partecipazione dei fedeli mira &#8220;a che la loro vita si arricchisca e cresca ogni giorno pi\u00f9 la gloria del Padre celeste&#8221; (II, 2). Allora essa non vuol dire innanzitutto che tutti possano &#8220;fare qualcosa&#8221; ma che vi sono prima altre modalit\u00e0 pi\u00f9 profonde, quali il silenzio, la riverenza al mistero, l&#8217;attenzione ai segni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione \u00e8 inscindibile dalla piet\u00e0 perch\u00e9 il culto cristiano deve contribuire alla santificazione dei fedeli; i riti della liturgia hanno la funzione mistagogica di realizzare l&#8217;unione dei fedeli con Dio, la loro &#8220;divinizzazione&#8221;. Per questo, con grande intuito pastorale, il Papa mira a renderli pi\u00f9 intelligibili:\u00a0 in che senso? Assicurando la partecipazione &#8220;agevole e fruttuosa&#8221;, che culmini nella comunione sacramentale e mistica col Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pio XII interverr\u00e0 ancora (1957) per precisare il dovere di una partecipazione attiva e cosciente dei fedeli. La natura della liturgia richiede la partecipazione dei fedeli. Su tale tema della <em>Mediator Dei<\/em> far\u00e0 quasi da contrappunto la <em>Sacrosanctum Concilium<\/em> (in specie n. 14; cfr anche n. 11.19.21.26-31.48.50.114.124), declinandolo nel primato della parola di Dio nella liturgia, nell&#8217;uso della lingua locale nei riti affiancando il latino, nell&#8217;adattamento legittimo per favorire i fedeli provenienti da culture diverse, salva la sostanziale unit\u00e0 del rito romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tratteremo di quanto dice l&#8217;enciclica della comunione eucaristica, se non per sottolineare l&#8217;importanza della preparazione ad essa e del ringraziamento, in quanto &#8220;per mezzo del sacramento dell&#8217;Eucaristia, Cristo dimora in noi, e noi dimoriamo in Cristo; e come Cristo rimanendo in noi vive ed opera, cos\u00ec \u00e8 necessario che noi rimanendo in Cristo, per Lui viviamo e operiamo&#8221; (II, 3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec comincia l&#8217;adorazione di Cristo nei nostri cuori:\u00a0 in essa la partecipazione dei fedeli raggiunge il suo culmine mentre la stessa liturgia manifesta il suo fine (cfr II, 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>propositio <\/em>numero 6 del Sinodo sull&#8217;Eucaristia del 2005, riconosce che l&#8217;adorazione &#8220;scaturisce dall&#8217;azione eucaristica &#8211; che in se stessa \u00e8 il pi\u00f9 grande atto d&#8217;adorazione della Chiesa, che abilita i fedeli a partecipare pienamente, consapevolmente, attivamente e fruttuosamente al sacrificio di Cristo secondo il desiderio del Concilio Vaticano II &#8211; e ad essa riconduce&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il collegamento tra celebrazione ed adorazione \u00e8 stato rilanciato da Papa Benedetto XVI nel discorso alla Curia romana del 22 dicembre 2005:\u00a0 &#8220;Nel periodo della riforma liturgica spesso la Messa considerata come Cena eucaristica e l&#8217;adorazione del SS.mo Sacramento erano viste come in contrasto tra loro:\u00a0 il Pane eucaristico non ci sarebbe stato dato per esser contemplato, ma per essere mangiato, secondo un&#8217;obiezione allora diffusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;esperienza di preghiera della Chiesa si \u00e8 ormai manifestata la mancanza di senso di tale contrapposizione. Gi\u00e0 Agostino aveva detto:\u00a0 <em>&#8220;nemo autem illum carnem manducat, nisi prius adoraverit&#8230;peccemus non adorando<\/em> &#8211; Nessuno mangia questa carne senza prima adorarla; peccheremmo se non la adorassimo&#8221; (cfr <em>Enarrationes in Psalmos<\/em>, 98, 9 CCL XXXIX 1385).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, non \u00e8 che nell&#8217;Eucaristia riceviamo semplicemente una qualche cosa. Essa \u00e8 l&#8217;incontro e l&#8217;unificazione di persone; la persona, per\u00f2, che ci viene incontro e desidera unirsi a noi \u00e8 il Figlio di Dio. Una tale unificazione pu\u00f2 soltanto realizzarsi secondo le modalit\u00e0 dell&#8217;adorazione. Ricevere l&#8217;Eucaristia significa adorare Colui che riceviamo. Proprio cos\u00ec e soltanto cos\u00ec diventiamo una sola cosa con Lui (&#8230;) E proprio in questo atto personale di incontro col Signore matura anche la missione sociale che nell&#8217;Eucaristia \u00e8 racchiusa e che vuole rompere le barriere non solo tra il Signore e noi, ma anche e soprattutto le barriere che ci separano gli uni dagli altri&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa lunga citazione non \u00e8 una digressione, in quanto contiene la frase di sant&#8217;Agostino che si trova pure nella <em>Mediator Dei<\/em> all&#8217;interno del paragrafo sull&#8217;adorazione eucaristica (II, 4), segno che non c&#8217;\u00e8 discontinuit\u00e0 tra il magistero di Pio XII e quello della Chiesa odierna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;adorazione richiama la necessit\u00e0 delle disposizioni per ricevere Cristo con la dovuta riverenza, e in particolare che l&#8217;Eucaristia \u00e8 ad un tempo sacrificio e sacramento. Anche per questo la Chiesa sin dall&#8217;antichit\u00e0 non ha mai considerato conflittuale la presenza della custodia eucaristica sull&#8217;altare della celebrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La centralit\u00e0 di Cristo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;enciclica tratta nella terza parte dell&#8217;ufficio divino e dell&#8217;anno liturgico, movendo dal principio che l&#8217;ideale della vita cristiana \u00e8 nell&#8217;unione intima con Dio la quale pu\u00f2 avvenire solo &#8220;&#8221;per il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo&#8221;, che, mediatore tra noi e Dio, mostra al Padre celeste le sue stimmate gloriose, &#8220;sempre vivente per intercedere per noi&#8221; (<em>Ebrei<\/em>, 7, 25)&#8221; (III, 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si raccomanda ai fedeli la recita dei salmi e la partecipazione attiva alla recita del vespro domenicale e festivo. Quanto all&#8217;anno liturgico si ricorda che ha al centro la &#8220;persona di Ges\u00f9 Cristo (&#8230;) il nostro salvatore nei misteri di umiliazione, di redenzione e di trionfo. Rievocando questi misteri di Ges\u00f9 Cristo la sacra liturgia mira a farvi partecipare tutti i credenti in modo che il Divin capo del Corpo mistico viva nella pienezza della sua santit\u00e0 nelle singole membra&#8221; (III, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto il Papa non manca di stigmatizzare &#8220;quanto siano lontani dal vero e genuino concetto di liturgia quegli scrittori moderni i quali, ingannati da una pretesa pi\u00f9 alta disciplina mistica, osano affermare che non ci si deve concentrare sul Cristo storico, ma sul Cristo &#8220;pneumatico e glorificato&#8221;; e non dubitano di asserire che nella piet\u00e0 dei fedeli si sarebbe verificato un mutamento, per cui il Cristo \u00e8 stato quasi detronizzato, con l&#8217;occultamento del Cristo glorificato che vive e regna nei secoli dei secoli e siede alla destra del Padre, mentre al suo posto \u00e8 subentrato il Cristo della vita terrena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni, perci\u00f2, arrivano a rimuovere dalle chiese le immagini del Divin redentore che soffre in Croce. Ma queste false opinioni sono del tutto contrarie alla sacra dottrina tradizionale. &#8220;Credi nel Cristo nato nella carne &#8211; cos\u00ec sant&#8217;Agostino &#8211; e arriverai al Cristo nato da Dio, presso Dio&#8221; (<em>Enarrationes in Psalmos<\/em>, 123, n. 2). La sacra Liturgia, poi, si propone tutto il Cristo, nei vari aspetti della sua vita&#8221; (III, 2), come ancora fa la liturgia orientale. \u00c8 il perdurare dei misteri di Cristo nel mistero della Chiesa, con la Vergine e i santi (cfr\u00a0III,\u00a03).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La quarta parte dell&#8217;enciclica \u00e8 dedicata alle direttive pastorali:\u00a0 dalla raccomandazione delle forme di piet\u00e0 quali l&#8217;esame di coscienza, alle quali &#8220;non pu\u00f2 essere estranea l&#8217;ispirazione e l&#8217;azione dello Spirito Santo&#8221; (IV, 1), a quella di evitare &#8220;che le preghiere liturgiche si riducano a un vano ritualismo&#8221;. Se ne parla ancora, ma siamo fuori tempo massimo, perch\u00e9 \u00e8 il secolarismo ad insidiare oggi il culto cristiano. Il vero fine da raggiungere resta quello di &#8220;essere santi e immacolati al suo cospetto&#8221; (<em>Efesini<\/em>, 1, 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec si promuover\u00e0 lo spirito e l&#8217;apostolato liturgico affinch\u00e9, come aveva detto Pio X nel Motu proprio <em>Tra le sollecitudini<\/em>, nella liturgia risplendano &#8220;tre ornamenti&#8221;:\u00a0 &#8220;la santit\u00e0, cio\u00e8, che aborre ogni influenza profana; la nobilt\u00e0 delle immagini e delle forme alla quale serve ogni arte genuina e migliore; l&#8217;universalit\u00e0, infine, la quale, conservando i legittimi costumi e le legittime consuetudini regionali, esprime la cattolica unit\u00e0 della Chiesa&#8221; (IV, 2). E non manca di deplorare quanti moltiplicano senza giusto motivo le immagini, espongono reliquie non autentiche e altri abusi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle orme dei suoi predecessori Pio X e Pio XI, Pio XII esorta a promuovere la musica sacra e il canto gregoriano anche nell&#8217;uso del popolo, le <em>scholae cantorum<\/em>, le risposte alle preghiere in latino e in volgare, senza escludere la musica e il canto moderno, purch\u00e9 conveniente alla santit\u00e0 del luogo e all&#8217;azione sacra e senza ricercare effetti straordinari e insoliti, infine il canto religioso popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito all&#8217;arte sacra raccomanda di evitare &#8220;con saggio equilibrio l&#8217;eccessivo realismo da una parte e l&#8217;esagerato simbolismo dall&#8217;altra, e tenendo conto delle esigenze della comunit\u00e0 cristiana, piuttosto che del giudizio e del gusto personale degli artisti&#8221; e come &#8220;assolutamente necessario dar libero campo anche all&#8217;arte moderna, se serve, con la dovuta riverenza e il dovuto onore, ai sacri edifici e ai riti sacri; in modo che anch&#8217;essa possa unire la sua voce al mirabile cantico di gloria che i geni hanno cantato nei secoli passati alla fede cattolica&#8221; (IV, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa raccomandazione, particolarmente urgente nel momento in cui ci si accingeva a restaurare o riedificare gli edifici di culto distrutti dalla guerra, fu raccolta poi da Paolo VI e resta attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A essa Pio XII univa la preoccupazione per la formazione del clero e dei laici che servivano all&#8217;altare, perci\u00f2 rinviava al tesoro contenuto nella sacra liturgia atta a formare il pensiero e l&#8217;azione dei cristiani nel mondo, senza separarla dalla spiritualit\u00e0. Da ultimo egli ricorda che la liturgia sulla terra \u00e8 preparazione e auspicio di quella celeste, dove &#8220;in compagnia con la eccelsa Madre di Dio e dolcissima Madre nostra, canteremo:\u00a0 &#8220;A Colui che siede sul trono e all&#8217;Agnello, benedizione e onore e potenza nei secoli dei secoli&#8221; (<em>Apocalisse<\/em>, 5, 13)&#8221; (IV, 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sacra liturgia non si misura n\u00e9 il tempo, n\u00e9 lo splendore, n\u00e9 la cera, n\u00e9 l&#8217;incenso, perch\u00e9 nulla \u00e8 pi\u00f9 importante dell&#8217;<em>opus Dei <\/em>che essa stessa \u00e8, e che ne fa l&#8217;anticipo del paradiso. Itinerario dal sensibile allo spirituale, orienta alla Gerusalemme di lass\u00f9, dove Cristo \u00e8 il Signore e attende noi pellegrinanti verso il cielo. La liturgia terrena si svolge in un tempio manufatto e avr\u00e0 fine; mentre nell&#8217;eterna Gerusalemme &#8220;il suo tempio \u00e8 il Signore Dio onnipotente e l&#8217;Agnello&#8221; (<em>Apocalisse<\/em>, 21, 22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La liturgia costituisce un appello permanente a entrare nella citt\u00e0 celeste. Per i padri della Chiesa la liturgia \u00e8 il mistero divino affidato agli uomini, perci\u00f2 va trattata con le mani velate, come quelle degli angeli bizantini. &#8220;E chi non far\u00e0 questo &#8211; ammonisce san Francesco &#8211; sappia che deve rendere ragione al Signore nostro Ges\u00f9 Cristo nel giorno del giudizio&#8221; (<em>Epistola al clero<\/em>, 14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nulla veramente cambia <\/strong><strong>della dottrina\u00a0tradizionale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Annotavamo all&#8217;inizio, che la causa remota dell&#8217;opposizione al rito romano antico \u00e8 altra. In non pochi interventi contrari al Motu proprio si avanza la tesi di non potersi riconoscere nella Chiesa espressa dal messale di san Pio V, malgrado abbia conosciuto ancora una riedizione col beato Giovanni XXIII e con esso si sia celebrato durante il concilio ecumenico Vaticano II; ora, come combinarla con l&#8217;affermazione fatta da Paolo VI durante l&#8217;assise:\u00a0 &#8220;nulla veramente cambia della dottrina tradizionale. Ci\u00f2 che Cristo volle, vogliamo noi pure. Ci\u00f2 che era resta. Ci\u00f2 che la Chiesa per secoli insegn\u00f2, noi insegniamo parimenti&#8221;?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 nella sacra liturgia si manifesta la Chiesa una e cattolica, santa ed apostolica che \u00e8 la medesima in tutti i tempi, sembra che i suddetti interventi tradiscano un&#8217;idea di Chiesa differente da quella che il concilio ha definito nella costituzione dogmatica <em>Lumen gentium <\/em>e che sottost\u00e0 alla <em>Sacrosantum Concilium<\/em>. Quest&#8217;ultima, come abbiamo mostrato, si deve alla preparazione condotta dall&#8217;opera riformatrice di Pio XII e ancor prima alla sua riflessione sulla Chiesa come corpo mistico di Cristo nell&#8217;enciclica <em>Mystici corporis <\/em>a sua volta recepita nella<em> Lumen gentium<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dottrina della Chiesa quale corpo unito a Cristo e quella del culto integrale, cio\u00e8 dell&#8217;intero corpo di Cristo, capo e membra, sono inscindibili:\u00a0 merito dell&#8217;enciclica <em>Mediator Dei<\/em> che su tale solida base ha avviato un equilibrata riforma della liturgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(A.C. Valdera)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Osservatore Romano, 18 novembre 2007 A sessant&#8217;anni dall&#8217;enciclica di Pio XII &#8220;Mediator Dei&#8221; di Nicola Bux<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sulla-liturgia-confrontarsi-senza-alcun-pregiudizio\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32887,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,115],"tags":[1640,1094],"class_list":["post-3291","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-liturgia","tag-mediator-dei","tag-s-messa","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Sulla liturgia confrontarsi senza alcun pregiudizio - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - 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