{"id":329,"date":"2005-01-21T13:51:47","date_gmt":"2005-01-21T12:51:47","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-07-07T12:16:45","modified_gmt":"2025-07-07T10:16:45","slug":"il-progressismo-cristiano-errori-e-deviazioni-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-progressismo-cristiano-errori-e-deviazioni-parte-1\/","title":{"rendered":"Il progressismo cristiano. Errori e deviazioni (Parte 1)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\">Padre <strong>Julio Meinville<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(il testo che segue \u00e8 apparso per la prima volta in una serie di articoli pubblicati dalla rivista Relazioni, venendo poi dalla stessa pubblicati in un volumetto per i tipi delle edizioni Mediterranee, alla vigilia dell\u2019ultima sessione del Concilio Vaticano II, senza indicazione di data ne\u2019 luogo. La traduzione in italiano \u00e8 stata rivista a fondo da Totus tuus network nel 2002 e 2003)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/julio_meinvielle.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"184\" height=\"244\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/01\/julio_meinvielle.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-33222\" style=\"width:224px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">MONITUM<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Certe opere del P. Pietro Theilard de Chardin, comprese anche alcune postume, vengono pubblicate ed incontrano un favore tutt&#8217;altro che piccolo (affatto disdicevole).<\/em><em> Indipendentemente dal dovuto giudizio in quanto attiene alle scienze positive, in materia di Filosofia e Teologia si vede chiaramente che le opere menzionate racchiudono tali ambiguit\u00e0 ed anche errori tanto gravi, che offendono la dottrina cattolica. Di conseguenza, gli Eccellentissimi e Reverendissimi Padri della Suprema Congregazione del Santo Ufficio esortano tutti gli Ordinari e i superiori di Istituti Religiosi, i Rettori di Seminari e i Direttori delle Universit\u00e0, a difendere gli spiriti, particolarmente dei giovani, dai pericoli delle opere di P. Theilard de Chardin e dei suoi discepoli\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dato in Roma, nel Palazzo del Santo Ufficio, il 30 giugno 1962.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sebastiano Masala<\/strong>, Notaio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">PARTE I<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">GLI ERRORI DEL PROGRESSISMO CRISTIANO<\/h4>\n\n\n\n<p>Volendo analizzare le origini del &#8220;progressismo&#8221; nel mondo cattolico, non si pu\u00f2 fare a meno di ricordare, anzitutto, che coloro che usano in maniera sistematica la parola progressismo sono i comunisti, perch\u00e9 per essi la storia si sviluppa in un processo dialettico che va dal peggio al meglio. Cos\u00ec, per esempio, per essi la societ\u00e0 feudale si sviluppa in un processo dialettico verso la societ\u00e0 borghese o liberale, la borghese verso quella socialista e questa, infine, verso quella comunista. Ciononostante, per progressismo si pu\u00f2 anche intendere (in senso generale) il cammino della societ\u00e0 verso condizioni e stadi pi\u00f9 evoluti di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, noi, quando parliamo di progressismo, intendiamo alludere a quel fenomeno che si avverte oggi nella Chiesa e che recentemente \u00e8 diventato di moda a causa di forzate interpretazioni del Concilio Ecumenico Vaticano II. La stampa mondiale ha diviso i Padri conciliari in due grandi correnti: una, quella degli innovatori e amici delle riforme, definiti progressisti; l&#8217;altra, dei Padri pi\u00f9 preoccupati di conservare le legittime tradizioni, qualificati conservatori, reazionari e integralisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel parlare qui di progressismo, vogliamo anche alludere a un movimento che si pu\u00f2 osservare oggi nella Chiesa e che sostiene dottrine e attitudini che devono essere considerate come errori deviazionisti, avvertendo per\u00f2 che non tutti coloro che si definiscono progressisti devono essere qualificati in questo senso censurabile. Infatti, ve ne sono alcuni che, non conoscendo in pieno il contenuto del termine progressismo cos\u00ec come \u00e8 propagandato oggi, si definiscono progressisti, ma chiedono solo un progresso legittimo e necessario nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo anche notare che, bench\u00e9 il teilhardismo sia una versione del progressismo, possono esistere e di fatto esistono, altre manifestazioni censurabili di progressismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 fa vedere come il <em>progressismo<\/em>, che oggi si diffonde, \u00e8 un errore ambiguo, che pu\u00f2 ammettere molte versioni, tendenze, deviazioni pi\u00f9 o meno gravi, ma sempre di carattere ambiguo. Questa nebulosit\u00e0 l&#8217;ha segnalata Paolo VI, nel suo messaggio ai cattolici di Milano, indirizzato il 15 agosto 1963, nel quale dice: \u00ab<em>Noi percepiamo che le ricchezze delle tradizioni religiose sono minacciate dalla diminuzione e dalla rovina; minacciate non solo dall&#8217;esterno ma anche dall&#8217;interno; nella coscienza del popolo si modifica e si dissolve la sana mentalit\u00e0 religiosa e la tradizionale fedelt\u00e0 alla Chiesa, che sono il fondamento e la fonte di questa ricchezza. Il nostro timore \u00e8 proporzionato al valore del patrimonio spirituale che abbiamo la responsabilit\u00e0 di amministrare. La fede di Sant&#8217;Ambrogio, l&#8217;eredit\u00e0 di San Carlo, lo sforzo apostolico degli ultimi Arcivescovi, appaiono compromessi, non tanto per l&#8217;usura naturale del tempo, quanto per un certo mutamento radicale e irresistibile che sostituisce alla concezione di vita del nostro popolo, altra concezione che non si pu\u00f2 definire se non con il termine ambiguo di progressista; essa non \u00e8 n\u00e9 cristiana n\u00e9 cattolica<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il fenomeno progressista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per caratterizzare il fenomeno progressista nella Chiesa, possiamo utilizzare gli articoli che la rivista <em>Le Monde et la Vie <\/em>pubblica nel suo numero di dicembre 1962, sotto il titolo &#8220;<em>Dove va la Chiesa di Francia?<\/em>&#8220;. Leggiamo a pag. 63: \u00ab<em>Sul piano dottrinale, Papa Pio XII, il 13 luglio 1949, colp\u00ec con la scomunica i comunisti ed i loro complici. Tre mesi pi\u00f9 tardi, Mounier, commentando questa condanna, avanz\u00f2 l&#8217;ipotesi che fosse un grosso errore storico, il che permise di dire da parte di un degno Padre Cappellano ai suoi studenti, il 15 agosto 1958, in presenza del Vescovo di Nancy: <\/em>i vostri maestri non sono n\u00e9 il Papa n\u00e9 i Vescovi, ma Emmanuel Mounier e P\u00e9guy<em>. E\u2019 evidente che P\u00e9guy era citato nella sua originaria e poi superata forma socialista e proletaria<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste tendenze progressiste sono espresse pi\u00f9 chiaramente in una rivista cattolica, <em>T\u00e9moignage Chr\u00e9tien. <\/em>L\u201911 marzo 1955, Mons. George Suffert scriveva che nel cuore dei cattolici vi sono oggi due Chiese: una Chiesa visibile, quasi del tutto decomposta, immersa nel capitalismo, che persegue una politica europea discutibile ed \u00e8 condotta da vescovi di altra epoca ed invece una Chiesa ideale, formata da alcuni cristiani aperti, che rappresentano l&#8217;avvenire del cristianesimo, perch\u00e9 lottano gomito a gomito con il proletariato e auspicano, nel fondo del cuore, una Chiesa visibile pi\u00f9 santa, pi\u00f9 libera dai compromessi e dal denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>I sacerdoti della nuova ondata ecclesiastica non si curano, vi si dice, della talare, del rosario, di Lourdes, di Montmartre e della liturgia, si dispensano dal ministero oscuro e fecondo del catechismo, confessionale e dei sacramenti ai moribondi, ma sono solo interessati ad una certa azione politica iniziata dai <em>preti operai. <\/em>Questa azione politica \u00e8 quella che ha strappato a un deputato SFIO della Creuse la seguente confessione, che esprime tutto il programma del clero progressista: \u00ab<em>Io avevo un feudo socialista completamente tranquillo. I Padri della Souterraine (Sacerdoti della Missione di Francia) me lo hanno fatto perdere, favorendo la vittoria del comunismo in esso<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso numero della rivista francese che stiamo esaminando, c\u2019\u00e8 una intervista con Padre Boyer. Padre Boyer \u00e8 un sacerdote che prima fu prete operaio, poi si accost\u00f2 al comunismo e pi\u00f9 tardi ritorn\u00f2 nella Chiesa, ma non in una posizione progressista, anzi, al contrario, in una totalmente opposta. Oggi dirige <em>Action Fatima <\/em>e lotta strenuamente contro i teilhardisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Orbene, in questa intervista Padre Boyer dice: \u00ab<em>i media progressisti della Chiesa danno poca importanza alla Messa individuale e quotidiana. Ritengono che sia la comunit\u00e0 a dover pregare e partecipare collettivamente alla Messa. Si \u00e8, inoltre, adottata la Messa detta in un quarto d&#8217;ora. Gi\u00e0 Teilhard aveva semplificato la Messa. Diceva la <\/em>Messa sopra il mondo<em>: una Messa ben strana, senza altare, senz&#8217;ostia, senza vino, nella quale l&#8217;officiante offriva a Dio il mondo intero, tutto riunito. Certi gruppi, come quelli del Prado di Lione, sono andati pi\u00f9 lontano: non insegnano alcunch\u00e9 sull&#8217;inferno, Satana e sul peccato ai giovani del Catechismo. Tutto ci\u00f2 costituisce uno scisma morale, che diventerebbe senza dubbio effettivo se il Sant&#8217;Uffizio annullasse tutte queste riforme<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 facilmente spiegare come si diffonde questa intossicazione del progressismo. Padre Boyer avverte che, in Francia, \u00ab<em>l&#8217;intossicazione comincia nell&#8217;Istituto Cattolico di Parigi; continua poi attraverso i Gesuiti e i Seminari, ed \u00e8 filtrata, dosata, somministrata attraverso il veicolo delle licenze e dei dottorati. I Seminari inviano i loro migliori allievi all&#8217;Istituto Cattolico. In seguito si dice ai neofiti: <\/em>noialtri non possiamo dire quel che si dice al popolo volgare sinch\u00e8 non si sia entrati nei grandi segreti. Poi, un giorno, verr\u00e0 un Concilio e legalizzer\u00e0 tutto ci\u00f2<em>. Frattanto, l&#8217;iniziato \u00e8 divenuto curato di Parrocchia, Direttore di Seminario, Vescovo o che so io. In quest&#8217;opera i Gesuiti formano un blocco con Teilhard. Tutto si compie, giova ripeterlo, con una assoluta discrezione che non si pu\u00f2 descrivere in un articolo. Concedo che questi giovani credono di agire per il meglio, al pari della maggioranza dei loro professori; tuttavia la purezza delle intenzioni non giustifica l&#8217;errore<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Alcuni errori e deviazioni dei progressismo cristiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; molto difficile definire con precisione gli errori e le deviazioni in cui incorre il progressismo cristiano in quasi tutti gli aspetti della dottrina e della vita religiosa. Alcuni incorrono in determinati errori o deviazioni; altri in errori diversi da quelli. L&#8217;elencazione che qui facciamo non \u00e8 completa n\u00e9 \u00e8 fatta per tutti quelli che si dicono progressisti.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo, si va affermando nei progressisti, soprattutto tra seminaristi e sacerdoti, un disprezzo marcatissimo per la filosofia e la teologia di San Tommaso, mentre \u00e8 noto che per la Chiesa San Tommaso d&#8217;Aquino \u00e8 il primo Dottore che ha effettuato una sintesi sinora insuperata degli insegnamenti cristiani e che li ha esposti in un corpo dottrinale formante una sola architettura. Di conseguenza, i chierici progressisti disprezzano la filosofia e la teologia tomista, ritenendo che essa dipenda da una scienza arcaica e superata definitivamente. E siccome questa scienza \u00e8 ritenuta da essi scaduta, la metafisica e la teologia d\u00ec San Tommaso viene abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 tuttavia difficile individuare altri errori dei progressisti. La metafisica e la teologia sono indipendenti dalla scienza sperimentale della quale si serviva San Tommaso, per il quale l&#8217;importante, in metafisica e teologia, \u00e8 la formulazione dei primi principi della realt\u00e0 e dell&#8217;essere. Censurare San Tommaso significa censurare la filosofia dell&#8217;essere e cadere di conseguenza in una errata interpretazione filosofica dell&#8217;idea, della vita, del divenire, dell&#8217;esistenza. Per questa strada \u00e8 impossibile raggiungere l&#8217;essere e porre in contatto razionale l&#8217;uomo con Dio, suo Creatore. Cos\u00ec facendo l&#8217;uomo chiude il cammino della sua intelligenza verso Dio e si rende incapace di edificare una teologia che rispetti i fondamenti naturali e razionali, sopra i quali bisogna basare, poi, la Rivelazione e la teologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, nei progressisti dei quali stiamo ora parlando, con il pretesto di dover prendere contatto con le fonti, vi \u00e8 logicamente una tendenza a rivedere anche i trattati della teologia scolastica e tomista per privilegiare in modo esclusivo la Bibbia e l&#8217;insegnamento dei Padri. Questo orientamento potrebbe anche essere buono, se fosse meno intransigente e non negasse il progresso legittimo che \u00e8 stato operato con le grandi disquisizioni e i trattati dei dottori successivi. Ma il fatto \u00e8 che essa mira ad una teologia puramente biblica e patristica, che per giunta ignora sistematicamente il Magistero.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tendenza \u00e8 tanto pi\u00f9 pericolosa e si converte in fonte di innumerevoli errori, se teniamo presente che oggi la Bibbia \u00e8 sottoposta a un bombardamento critico demolitore da parte del nuovo razionalismo. Vi sono esegeti, come per esempio Rodolfo Bultmann, che sono impegnati a <em>smitizzare<\/em>, come essi dicono, il kerygma cristiano. In questo modo la parola divina della Scrittura \u00e8 ridotta a ben poco, con il pretesto che tutto \u00e8 mito, inclusa la Risurrezione del Signore. A questo proposito \u00e8 utile sapere che oggi alcuni biblisti cattolici ridiscutono, per esempio, l&#8217;infanzia del Vangelo di San Luca e dicono che il Magnificat non \u00e8 un cantico pronunciato dalla Vergine. Per questa via si apre la porta alla distruzione totale dell&#8217;Antico e del Nuovo Testamento delle Sacre Scritture.<\/p>\n\n\n\n<p>Ridimensionata la teologia di San Tommaso, raccomandata insistentemente dal Magistero della Chiesa, si tende ad inventare nuove teologie, appoggiate su false filosofie, come per esempio lo storicismo, l&#8217;evoluzionismo e l&#8217;esistenzialismo, nonostante che Pio XII abbia condannato, nella <em>Humani Generis<\/em>, tutte queste tendenze pericolose della nuova teologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, ovviamente, il progressismo non fa certo caso agli avvertimenti dei Papi.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, un\u2019altra grave deviazione del <em>progressismo <\/em>\u00e8 il ridimensionamento e la diminuzione dell&#8217;autorit\u00e0 del Papa e della Curia romana, stravolgendo cos\u00ec anche il magistero ordinario della Chiesa. A questo punto i progressisti formulano le asserzioni pi\u00f9 pittoresche. Per essi, quando muore un Papa, perdono di valore tutte le verit\u00e0 da lui dettate. Questo errore \u00e8 tanto pi\u00f9 grave in quanto \u00e8 risaputo che alcuni insegnamenti dei Papi, anche se non definiti in modo solenne, sono connessi alla verit\u00e0 della Rivelazione e dell&#8217;ordine filosofico naturale ed assumono un valore permanente. E&#8217; proprio per questo che i Papi, nei loro documenti, invocano le dottrine del Magistero dei predecessori.<\/p>\n\n\n\n<p>La campagna di disprezzo del Magistero della Chiesa \u00e8 contemporaneamente accompagnata da un\u2019altra contro le persone dei venerandi Pontefici, come per esempio Pio XII. Non si perdona a questo Papa la promulgazione, nel 1950, della <em>Humani Generis <\/em>contro le deviazioni della nuova teologia; n\u00e9 tampoco gli si perdona di avere condannato il movimento dei <em>preti operai<\/em>, di aver posto fine agli eccessi di alcuni teologi o di aver canonizzato San Pio X.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni progressisti, soprattutto in Francia, presentano una immagine della Chiesa come se il suo centro, che \u00e8 Roma, avesse per funzione di frenare, mentre la periferia sarebbe dinamica e spinta dallo Spirito. La mano romana che frena, si dice, \u00e8 retrograda e sterilizzante, mentre il motore della periferia d\u00e0 prova di intelligenza e di audacia apostolica.<\/p>\n\n\n\n<p>I progressisti, spinti da un falso ecumenismo, osano addirittura sminuire i privilegi della Vergine e si oppongono, ad esempio, che le siano pubblicamente riconosciuti o che lei sia chiamata mediatrice di tutte le Grazie.<\/p>\n\n\n\n<p>Rinnovando, poi, gli errori del pelagianismo, stanno giungendo addirittura a negare o oscurare la nozione di peccato e di inferno. Basandosi su tesi di psicoanalisi e della psicologia profonda, arrivano a negare la malizia e la responsabilit\u00e0 del peccato, soprattutto dei peccati sessuali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto attiene alla vita spirituale, nei progressisti si assiste all\u2019impegno di sopprimere lo sforzo degli atti e delle pratiche individuali a beneficio di una piet\u00e0 esclusivamente comunitaria. Essi sogliono incorrere soprattutto nell&#8217;errore di un liturgismo comunitario esagerato.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisognerebbe, infine, segnalare anche gli errori e le deviazioni di un personalismo pericoloso che tende a formulare la tesi della libert\u00e0 religiosa come quella di un diritto alla professione pubblica di qualunque errore e che elabora tutta una morale individualista o della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>L&#8217;errore fondamentale dei progressismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nessuno degli errori elencati \u00e8 quello pi\u00f9 caratteristico del <em>progressismo <\/em>moderno. L&#8217;errore fondamentale del progressismo consiste nel negare la necessit\u00e0 di un ordine sociale cristiano o quello che il Magistero pontificio chiama, dai giorni di Leone XIII sino al Pontefice regnante, la civilt\u00e0 cristiana o citt\u00e0 cattolica. Infatti, i progressisti negano che vi sia stata o, altri, che vi possa essere, una civilt\u00e0 cristiana, un ordine sociale pubblico cristiano. A Parigi si \u00e8 arrivati ad affermare &#8211; in trasmissioni radiofoniche &#8211; che tale concetto non esiste nel Magistero della Chiesa, quando \u00e8 noto che vi sono almeno 50 documenti che fanno esplicito riferimento alla <em>civilt\u00e0 cristiana. <\/em>Ciononostante, i progressisti definiscono nazional-cattolicesimo l&#8217;intento di dare vita ad una civilt\u00e0 cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Respingendo la civilt\u00e0 cristiana, essi respingono i diritti della Regalit\u00e0 di Cristo sull&#8217;ordine temporale e la vita pubblica, vale a dire sulla famiglia, i gruppi sociali, i sindacati, le industrie, le nazioni e il mondo internazionale. E\u2019 dalla Regalit\u00e0 di Cristo che deriva il diritto di tendere ad uniformare per quanto possibile l\u2019ordine temporale e la legislazione all&#8217;insegnamento cristiano. Il progressismo respinge l&#8217;ordine sociale pubblico cristiano e lo taccia di cattolicesimo <em>costantiniano, gregoriano, sociologico, <\/em>allo scopo di presentarlo in una veste odiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancano nemmeno sacerdoti, come il Li\u00e9g\u00e9, i quali affermano che lavorare per l&#8217;ordine sociale cristiano, per la civilizzazione cristiana, \u00e8 fare opera massimamente negativa e nefasta quanto il comunismo. Al contrario, \u00e8 il respingere la necessit\u00e0 di operare per l&#8217;edificazione di un ordine sociale cristiano, per la civilizzazione cristiana, che \u00e8 fare opera massimamente negativa e nefasta quanto il comunismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Respingendo la necessit\u00e0 di lavorare all&#8217;edificazione di un ordine sociale cristiano, i progressisti sono costretti ad accettare la civilt\u00e0 laicista, liberale, socialista o comunista, della modernit\u00e0. Qui \u00e8 radicato il vero errore e la deviazione del progressismo cristiano, che consiste nel cercare l&#8217;alleanza della Chiesa con il mondo moderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel parlare di <em>mondo moderno<\/em>, non intendiamo riferirci al tempo, ma alludere alla natura della societ\u00e0 moderna e soprattutto allo spirito di questa societ\u00e0. La societ\u00e0 moderna, che comincia con il Rinascimento e continua con il naturalismo, il liberalismo, il socialismo ed il comunismo, \u00e8 una societ\u00e0 che tende a rifiutare Dio e a fare dell&#8217;uomo un dio, che con il suo sforzo creatore pu\u00f2 ottenere il suo destino e la sua felicit\u00e0. Per un tale uomo l&#8217;umanesimo &#8211; che comincia nel Rinascimento -, si completa con il comunismo, vale a dire con la fase in cui l&#8217;uomo si trasforma in creatore esclusivo del suo stesso destino: non solo non ha bisogno di Dio, &#8211; anzi, Dio lo disturba e lo molesta -, ma addirittura il credere in Dio \u00e8 anti umano perch\u00e9 non lo induce a fondare solo su se stesso lo sforzo della sua opera creatrice. Per lui, come per Marx, la religione \u00e8 una alienazione che sminuisce l&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa pericolosa alleanza della Chiesa con il mondo moderno, promossa dal cristianesimo progressista, induce a definire scienze supreme la psicologia e la sociologia; la psicologia, perch\u00e9 analizza e guida i condizionamenti interni dell&#8217;uomo; la sociologia, perch\u00e9 guida e conduce i condizionamenti esterni. L&#8217;uomo, cos\u00ec allontanato dall&#8217;ordine sociale cristiano, lavora nell&#8217;ordine laicista della psicologia, sotto l&#8217;influenza di Freud e nella sociologia, sotto l&#8217;influenza di Marx.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cristianesimo progressista, soprattutto oggi, tende ad unire comunismo e cristianesimo e perci\u00f2 esso incorre in gravi errori e deviazioni. In primo luogo, nel considerare comunismo e marxismo come fossero un vero &#8220;umanesimo&#8221;, con valori positivi che debbono essere salvaguardati. E&#8217; chiaro che per sostenere una affermazione tanto peregrina, bisogna disarticolare il marxismo e il comunismo e con ci\u00f2 negare il suo carattere unitario, che si manifesta soprattutto nella dialettica.<\/p>\n\n\n\n<p>Il marxismo \u00e8 un materialismo dialettico, che fa dell&#8217;uomo un puro <em>lavoratore<\/em>, inteso come operatore del cambiamento, il cui valore va misurato in base alla sua efficacia nel far progredire la dialettica nella storia, nell\u2019operare per il cambiamento fine a se stesso. L&#8217;uomo marxista \u00e8 un essere degradato, al quale \u00e8 stata sottratta la sua dignit\u00e0 <em>divina, <\/em>la sua dignit\u00e0 <em>umana <\/em>e finanche la sua dignit\u00e0 <em>animale, <\/em>per trasformarlo in un semplice ingranaggio della dialettica e della storia. E&#8217; assurdo definire umano quello che rappresenta la degradazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cristianesimo progressista \u00e8 impegnato anche a giustificare il comunismo nel suo rifiuto fondamentale del capitalismo. Di fronte alla dialettica capitalismo-comunismo, borghese-proletario e al rifiuto del capitalismo, considerato come il principale nemico, il cristiano progressista si vede obbligato ad accettare il comunismo. Ma questa dialettica \u00e8 falsa, propria di una societ\u00e0 che pone al primo posto i valori economici, mentre prima di questi vi sono i valori politici, culturali e religiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un teologo \u00e8 arrivato a sostenere che \u00e8 possibile &#8220;<em>sostituire le strutture economiche fondate sul profitto come motore dell&#8217;attivit\u00e0 economica<\/em>&#8220;. Ma sopprimere il profitto significa eliminare il capitale privato ed edificare il collettivismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il cristiano progressista si fa una idea errata del &#8220;senso della storia&#8221;, come se questo imponesse di incamminarsi inesorabilmente verso il comunismo, con il quale si dovrebbe perci\u00f2 essere gi\u00e0 scesi a patti. Tuttavia, bench\u00e9 il comunismo &#8211; come domani l&#8217;Anticristo &#8211; si sia imposto nella storia, non \u00e8 detto che perci\u00f2 debba essere accettato. Al contrario, bisogna combatterlo perch\u00e9 trionfi solo il Regno del Signore. Come agirono perversamente i cattolici &#8220;alla Lamennais&#8221;, che nel secolo scorso abbracciarono il liberalismo, oggi i cattolici progressisti mescolano cattolicesimo con comunismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di sotto di questo errore progressista &#8211; che pretende di unire cristianesimo e comunismo &#8211; esiste un altro errore pi\u00f9 diffuso, che consiste nell&#8217;alleare il mondo moderno &#8211; inteso nel significato gi\u00e0 illustrato di laicista e ateo &#8211; con la Chiesa. Si tratta di una tesi cos\u00ec condannata dalla proposizione 80 del <em>Sillabo<\/em>: &#8220;<em>Il Romano Pontefice pu\u00f2 e deve riconciliarsi e transigere con il <\/em>progresso<em>, il liberalismo e la civilizzazione moderna<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la civilt\u00e0 moderna comporta l&#8217;autonomia assoluta dell&#8217;uomo di fronte a Dio, \u00e8 certo chiaro che la Chiesa non pu\u00f2 riconciliarsi con essa. Non si creda che questa dottrina appartenga ad un passato che ha perduto ogni valore. Al contrario, \u00e8 un insegnamento costante da Pio IX a Giovanni XXIII. In effetti, quest&#8217;ultimo Papa, in un documento importante come la <em>Mater et Magistra<\/em>, arriva ad affermare che la &#8220;<em>Chiesa si trova oggi innanzi a questo pesante compito: rendere la civilt\u00e0 moderna conforme a un ordine veramente umano e ai principi del Vangelo<\/em>&#8220;. Il che significa che nell&#8217;opinione di Giovanni XXIII, la civilt\u00e0 moderna non \u00e8 conforme ad un ordine umano n\u00e9 ai principi del Vangelo. Questo stesso concetto aveva adombrato Pio XII, quando segnalava che &#8220;<em>\u00e8 tutto un mondo da rifare dalle sue fondamenta: da selvaggio, farlo umano; da umano, farlo divino, secondo il cuore di Dio<\/em>&#8220;. Gi\u00e0 lo stesso Pio XII, parlando agli assistenti della Giovent\u00f9 Cattolica, l&#8217;8 settembre 1953, li esortava a sentirsi &#8220;<em>mobilitati per la lotta contro un mondo tanto inumano perch\u00e9 anticristiano<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste prese di posizione di fronte alla civilt\u00e0 moderna, esigono da noi una formulazione dei principi basilari di una Teologia della Storia, per giudicare la stessa civilt\u00e0. La civilt\u00e0 moderna, che si sviluppa dal Rinascimento ad oggi, in un processo continuo di sempre maggiore materialismo &#8211; dal naturalismo al comunismo &#8211; comporta un progresso dell&#8217;uomo in quanto uomo o piuttosto un regresso ed una degradazione? E\u2019 questo che \u00e8 da stabilire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">PARTE II<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\">LE FALSI BASI DEL PROGRESSISMO CRISTIANO<\/h4>\n\n\n\n<p>A fondamento di certi errori e deviazioni del progressismo cristiano, vi \u00e8 soprattutto la convinzione che sia indispensabile provocare una alleanza fra il cristianesimo e la civilt\u00e0 moderna. Questo atteggiamento ha ieri indotto il progressismo ad allearsi con il liberalismo e oggi con il comunismo. Alla base di tutto ci\u00f2 vi \u00e8 un errore fondamentale, che consiste nell&#8217;attribuire una direzione necessariamente progressiva al corso della storia e soprattutto alla storia moderna, che si \u00e8 articolata dal Rinascimento ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che sono false le filosofie che attribuiscono alla storia un progresso necessario; cos\u00ec, per esempio, Turgot e Condorcet nel secolo XVIII, Hegel nella sua famosa &#8220;Dialettica&#8221;, Marx che adotta la suddetta dialettica e la applica alla societ\u00e0 per annunciare l&#8217;avvento inesorabile della societ\u00e0 senza classi. Anche Comte attribuisce un progresso necessario alla storia, che si svolgerebbe da una tappa religiosa a una metafisica, per poi giungere a quella del positivismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto detto non vuole sollevare la questione se la civilt\u00e0 moderna sia un progresso o un regresso, un perfezionamento o una degradazione dell&#8217;uomo. E&#8217; chiaro che nella storia moderna, dal Rinascimento fino ai nostri giorni, vi \u00e8 un progresso reale in certi aspetti dell&#8217;uomo. Soprattutto, vi \u00e8 un progresso innegabile nel campo delle scienze positive e nell&#8217;applicazione di queste scienze alle tecniche industriali di produzione di beni e servizi. Vi \u00e8, senza dubbio, un progresso immenso, straordinario, della tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 anche rintracciare un progresso nella coscienza della libert\u00e0 che l&#8217;uomo ha di fronte a certi timori e ingiustizie. Dico progresso nella coscienza, non progresso <em>effettivo, <\/em>come specificheremo pi\u00f9 avanti. Tuttavia il problema che si pone \u00e8 se sussista veramente un progresso nell&#8217;aspetto fondamentale dell&#8217;uomo, vale a dire in quello che rende l&#8217;uomo pi\u00f9 umano, pi\u00f9 buono, migliore, oppure nella sua vita morale per la quale l&#8217;uomo si avvicina a Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo avvicinamento a Dio, principio e fine dell&#8217;uomo, rappresenta il vero progresso, in quanto, essendo l&#8217;uomo di ci\u00f2 partecipe, non pu\u00f2 progredire nella sua sostanza se non nella misura in cui partecipa pi\u00f9 fortemente dell&#8217;essere di Dio. Ci\u00f2 premesso, affermiamo che non vi \u00e8 progresso nell&#8217;uomo della civilt\u00e0 moderna ma che, al contrario, vi \u00e8 una degradazione dei valori che raggiunge il livello pi\u00f9 bassi di tutta la storia umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>I quattro valori di una civilt\u00e0 normale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per esaminare tale questione, bisogna partire dal concetto che tutta la civilt\u00e0 \u00e8 manifestazione della realt\u00e0 umana nell\u2019azione della Provvidenza attuale, in quanto l\u2019uomo \u00e8 stato redento da Cristo. Ci\u00f2 premesso, in un uomo normale, si possono individuare quattro aspetti fondamentali: l&#8217;uomo \u00e8 una cosa, \u00e8 un essere sensibile, \u00e8 un essere intelligente, \u00e8 un essere soprannaturale. Queste quattro dimensioni dell&#8217;uomo sono collegate fra di loro da una gerarchia, nella quale l&#8217;inferiore \u00e8 al servizio del superiore e a sua volta il superiore serve l&#8217;inferiore. Cos\u00ec, l&#8217;uomo \u00e8 un essere fisico-chimico per sentire, sente per pensare, pensa per ragionare.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste quattro dimensioni umane hanno una manifestazione anche nei gruppi sociali di una civilt\u00e0. Per esempio, ad una determinata dimensione corrispondono uomini naturalmente pi\u00f9 attenti alla produzione di beni economici. Vi sono poi gruppi pi\u00f9 portati a livelli pi\u00f9 alti della vita economica. Ancora, altri sono pi\u00f9 sensibili ad attivit\u00e0 culturali, filosofiche, militari, politiche, che hanno per compito di assicurare la difesa, sopravvivenza e la convivenza nella vita civile. Infine, v&#8217;\u00e8 il sacerdozio, che ha per missione di assicurare la vita soprannaturale alla quale \u00e8 destinato l&#8217;uomo nell&#8217;attuale Provvidenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, una civilt\u00e0 normale deve far convivere questi quattro valori con corrispondenti tipi umani, in una gerarchia di valori che \u00e8 anche una gerarchia di servizi. Tutti devono servire gli altri, ognuno nel modo proprio. Per questo, il Sommo Pontefice, che \u00e8 collocato al vertice di tutti i valori, \u00e8 detto Servo dei servi, appunto perch\u00e9 sta l\u00ec per servire tutti gli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella storia esiste un secolo &#8211; il XIII &#8211; durante il quale questa civilt\u00e0 &#8220;normale&#8221; si \u00e8 realizzata, pur nell&#8217;imperfezione delle cose umane. Per questo la civilt\u00e0 di tale secolo produsse una filosofia altissima in San Tommaso d&#8217;Aquino, una politica ammirevole nei Re Santi, e nello stesso tempo un&#8217;arte meravigliosa, quella degli artisti Santi.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a ci\u00f2, vi furono in quel secolo opere &#8211; le cattedrali, i castelli, la filosofia, la poesia -, che ci aiutano a comprendere la grande civilt\u00e0 di quel tempo. Non si tratta qui di fare l&#8217;apologia del Medioevo, n\u00e9 tanto meno di cercare di tornare a quelle epoche, gi\u00e0 passate. Si tratta soltanto di contemplare come si svolgeva la vita di tutti i gruppi di uomini in quella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In essa, le eventuali difficolt\u00e0 erano principalmente dovute non a ingiustizie &#8211; dato che nello stesso periodo si andava delineando un miglioramento nelle relazioni umane, che consentiva il passaggio dalla schiavit\u00f9 alla servit\u00f9 e da questa alla piena libert\u00e0 -, ma soprattutto alle deficienze della tecnologia. L&#8217;uomo non aveva ancora inventato i mezzi per assicurare l&#8217;energia &#8211; come il vapore, il gas, l&#8217;elettricit\u00e0, l&#8217;atomica &#8211; che muove quasi tutto l&#8217;apparato produttivo, senza esigere la sottomissione dell&#8217;individuo all&#8217;energia stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo motivo la vita di tutti &#8211; non solo quella dei gruppi economici e produttivi &#8211; era dura, anche se molto meno di quanto si crede, perch\u00e9 bisogna riconoscere che nella loro esistenza v&#8217;era un progresso reale e soprattutto una preoccupazione dei teologi di assicurare il giusto rapporto e misura in tutte le transazioni umane.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel che importa, comunque, \u00e8 sottolineare che in quel secolo fu realizzata una civilt\u00e0 normale, poich\u00e9 ciascuno occupava il posto giusto per lui, nel riconoscimento comune e legislativo di quei valori umani che non debbono mancare in una civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Le tre grandi rivoluzioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con il Rinascimento hanno inizio una serie di rivoluzioni nella vita civile, durante le quali una dimensione inferiore si ribella a quella superiore. Sia nel Rinascimento che nella Riforma Protestante, il puramente umano, il puramente razionale, il puramente naturale si sollevano contro l&#8217;ambito supremo, rappresentato dal sacerdozio. Vediamo allora che Filippo il Bello, nel secolo XIII, si ribella contro Bonifacio VIII, preparando in qualche modo il disconoscimento del protestantesimo verso la supremazia della Cattedra Romana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha inizio cos\u00ec una civilt\u00e0 posta non gi\u00e0 sotto il segno dei valori cristiani, ma sotto quello dei valori puramente naturali. Si tratta di una civilt\u00e0 umanista, naturalista, razionalista, nella quale il valore supremo \u00e8 assunto da gruppi che rappresentano ambiti puramente culturali, come gli umanisti ed i politici. E&#8217; l&#8217;assolutismo dei monarchi e l&#8217;imperio del razionalismo filosofico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa civilt\u00e0 investe i secoli XV, XVI, XVII e XVIII, ma nel contempo cammina verso la sua rovina e ci\u00f2 per una ragione assai importante. Negando il valore soprannaturale che nella Provvidenza attuale assicura l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;uomo naturale, tale integrit\u00e0 diviene impossibile: ed infatti il razionalismo non \u00e8 altro che la via per sostituire la ragione, l&#8217;assolutismo va a sostituire i monarchi, il naturalismo prende il posto della natura e, ancora il naturalismo, \u00e8 via per la sostituzione dell&#8217;umano. Cos\u00ec, inevitabilmente, il razionalismo termina con il suicidio della ragione in Kant e Nietzsche, l&#8217;assolutismo nel patibolo di Luigi XVI, il naturalismo nel materialismo del secolo XIX, l&#8217;umanesimo con l&#8217;<em>homo economicus <\/em>della borghesia e con la vita animale del positivismo e di Darwin.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima rivoluzione, quella della Riforma contro il sacerdozio, porta alla seconda, quella contro la vita politica, filosofica e umana costituita dalla Rivoluzione francese. La Rivoluzione francese \u00e8, in sostanza, la sostituzione dell&#8217;assolutismo con la democrazia senza valori dei massoni, l&#8217;abbandono dei corpi intermedi a favore dell\u2019onnipotenza (per ora solo teorica) dello Stato, della nobilt\u00e0 con la borghesia, dell&#8217;umano con l&#8217;infraumano, del razionale con il razionalistico, del classico con il romantico. Con la rivoluzione francese comincia un mondo borghese, animale, stupido e positivista. L&#8217;<em>homo naturalis <\/em>\u00e8 abbandonato mentre l&#8217;<em>homo animalis <\/em>prende il suo posto e responsabilit\u00e0. Da qui verr\u00e0 il materialismo del secolo XIX.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rivoluzione francese fa strada al secolo XIX, che \u00e8 il secolo del primato dell&#8217;economia, del capitalismo senza regole e della colossale espansione industriale, commerciale e finanziaria. Tuttavia, il fatto che esso sia il secolo dell&#8217;economia non implica che gli uomini raggiungano il benessere economico. Infatti, l&#8217;economia del capitalismo sfrenato \u00e8 inevitabilmente invertita; in essa si consuma per produrre di pi\u00f9, si produce di pi\u00f9 per accrescere le vendere, si vende di pi\u00f9 per aumentare i guadagni, mentre l&#8217;ordine naturale esige che le finanze e il commercio siano al servizio della produzione e questa al servizio del consumo, ed entrambi dell&#8217;economia, la quale, a sua volta, deve essere al servizio della politica, questa dell&#8217;uomo e l&#8217;uomo al servizio di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa economia cos\u00ec capovolta \u00e8 implacabilmente funesta e ha fine nella tremenda catastrofe contemporanea alla quale assistiamo: un immenso apparato produttivo che sfrutta le ricchezze del mondo e dell\u2019umanit\u00e0, i due terzi della quale continua a patire per la mancanza di tetto, di riparo e di fame. Cos\u00ec come nell&#8217;era dell&#8217;assolutismo politico i popoli soffrivano gli abusi dei monarchi assoluti, oggi, nell&#8217;era dell\u2019economia senza morale, sono sottoposti al gioco dei magnati della ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>La rivoluzione francese, che diede il primato alla borghesia, mosse poi inesorabilmente verso la terza rivoluzione, la rivoluzione socialista, nella quale il proletariato &#8211; marxisticamente inteso come il motore del cambiamento della materia -, impegna la totalit\u00e0 della vita civile. Nella terza rivoluzione, che \u00e8 quella socialista, il proletario dovr\u00e0 sostituire il proprietario, il politico, e il sacerdote: il proprietario con il ripudio della propriet\u00e0 privata e riducendo tutti alla miseria; il politico con il respingere i governi stabili al servizio del bene comune; il sacerdote per erigere a sistema l&#8217;ateismo militante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comunismo, specializzazione di una forma di socialismo, esteso oggi su gran parte del globo, indica l&#8217;ultima delle rivoluzioni sociali possibili in questo secolo. Dopo di esso non \u00e8 possibile altro che il caos dei valori umani. Il comunista \u00e8 un uomo privo del suo aspetto soprannaturale di figlio di Dio, della sua figura naturale di uomo, della sua forma di animale sensibile. Il comunista si trasforma in una cosa: una vite, un ingranaggio della enorme macchina che \u00e8 il partito dei proletari.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa si pu\u00f2 pensare di un uomo che \u00e8 stato privato di queste tre dimensioni? Si pu\u00f2 pensare una sola cosa e cio\u00e8 che vive senza scopo. Cos\u00ec il comunismo \u00e8, in definitiva, la deificazione della realt\u00e0 che tende al nulla. Qual&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 che tende al nulla e che \u00e8 nulla per la sua pura potenzialit\u00e0? E&#8217; la materia prima di Aristotele, quella materia che di per se stessa non \u00e8 n\u00e9 essenza, n\u00e9 qualit\u00e0, n\u00e9 quantit\u00e0, n\u00e9 alcuna altra cosa per cui l&#8217;essere viene determinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 il comunismo \u00e8 necessariamente materialista e tende al nulla, al puramente informale, ad essere null&#8217;altro che la potente mano del cambiamento, della rivoluzione permanente, della dittatura del proletariato. Questa potenza colossale afferra l&#8217;uomo e lo converte in ingranaggio di una macchina altrettanto colossale.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo, l&#8217;uomo individuale, perde la sua condizione di figlio di Dio, fatto a immagine di Dio e per contemplare Dio; perde la sua condizione naturale di signore e dominatore della natura; perde anche la sua condizione animale, fatta per godere dei piaceri sensibili; l&#8217;uomo \u00e8 una pura cosa utile, che si usa o si manovra a seconda delle esigenze del colossale ingranaggio dialettico: l&#8217;uomo ha perduto il suo destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Si consideri poi che l&#8217;era del socialismo raggiunge il suo punto pi\u00f9 acuto come logica conclusione di quel processo che cominci\u00f2 nella riforma protestante, contro la funzione di ponte tra Dio e l&#8217;uomo svolta dalla Chiesa. Da principio ci si sollev\u00f2 contro la Chiesa con il protestantesimo; quindi si rivolse contro Ges\u00f9 Cristo con il deismo prima e il razionalismo poi; oggi la lotta \u00e8 rivolta direttamente contro Dio, con l&#8217;ateismo militante. Perci\u00f2 il socialismo deve essere necessariamente ateo. Cos\u00ec lo spiega Marx, individuando nella religione una frustrazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il comunismo la religione non \u00e8 soltanto inutile ma \u00e8 proprio negativa, in quanto distoglie l\u2019uomo dall\u2019attivit\u00e0 di cambiamento rivoluzionario. La dialettica della opposizione tra Dio e l&#8217;uomo ha alimentato tutto il pensiero di Marx con il seguente sofisma: se Dio esiste ed \u00e8 creatore dell&#8217;uomo, non pu\u00f2 esistere l&#8217;uomo creatore di se stesso. Cos\u00ec, siccome l&#8217;uomo esiste ed \u00e8 creatore della sua storia, Dio non esiste n\u00e9 \u00e8 creatore dell&#8217;uomo. Il processo dialettico conduce il comunismo non solo a negare Dio di fronte all&#8217;uomo, ma anche ad affermare che l&#8217;uomo \u00e8 Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comunismo spoglia anche l&#8217;uomo del suo carattere politico, vale a dire del rapporto che vi \u00e8 tra un uomo e un altro. Nello Stato comunista la vita politica, nel significato pi\u00f9 alto del termine &#8211; cio\u00e8 quello di relazioni tra gli uomini per il loro effettivo miglioramento -, non esiste. L&#8217;uomo non \u00e8 altro che un puro <em>lavoratore<\/em>, il cui valore \u00e8 proporzionato alla sua capacit\u00e0 di produrre il cambiamento nella storia. La <em>politicit\u00e0, <\/em>che consiste in una relazione tra gli uomini, non pu\u00f2 esistere in una societ\u00e0 che non ha altra ragion d&#8217;essere se non quella di usare l&#8217;uomo per l\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soprattutto, al comunismo non interessa il benessere materiale dell&#8217;uomo, il possesso delle ricchezze che fornisce un godimento puramente animale. Questo godimento lo cercava il borghese nella societ\u00e0 liberale. Il comunismo non mira a questo, non \u00e8 questa la sua specificit\u00e0, ma essa \u00e8 piuttosto il lavoro, che \u00e8 lo strumento per modificare la realt\u00e0, l\u2019ordine naturale. Non tende al vivere dell&#8217;uomo, quanto piuttosto al lavorare, all\u2019agire dell&#8217;uomo. Questo insegna chiaramente Marx, nel suo libro <em>Ideologia tedesca. <\/em>Per il comunismo, il supremo e unico valore \u00e8 il lavoro, produttore di beni materiali e modificatore del reale. L&#8217;uomo stesso e ogni suo benessere materiale lo lasciano indifferente. Gli interessa solo che agisca e modifichi, anche se non gode.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, l&#8217;uomo comunista si vede privato del godimento divino della contemplazione di Dio, del godimento umano che produce la convivenza politica, del godimento animale che produce lo sfruttamento dei beni economici. E&#8217; un puro lavoratore, soggiogato al lavoro finalizzato al movimento dialettico della storia, verso la societ\u00e0 collettivistica senza classi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Lo stato frenetico dell&#8217;uomo moderno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 il risultato prodotto dalla civilt\u00e0 moderna, nella quale l&#8217;uomo \u00e8 andato degradando la sua sostanza umana?<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione di oggi riflette il prodotto di questa civilt\u00e0. Negli ultimi 50 anni si vede come l&#8217;uomo \u00e8 vissuto angustiato da avvenimenti orrendi: la Prima Guerra Mondiale, i movimenti totalitari &#8211; come il fascismo, il nazionalsocialismo, la grande crisi del 1929, la guerra civile spagnola provocata dal socialismo -, la seconda Guerra Mondiale con il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, la guerra fredda, la minaccia di guerra nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;uomo vive atterrito e da ci\u00f2 trova origine la filosofia e la letteratura dell&#8217;angustia e della paura. I due terzi dell&#8217;umanit\u00e0 vivono in stato cronico di indigenza e molte famiglie sono private del tetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quattro secoli siamo testimoni del carattere anticristiano e antiumano dell&#8217;orgogliosa civilt\u00e0 moderna. Anticristiano, perch\u00e9 immense popolazioni dei paesi comunisti vivono ai limiti di un ateismo, se non militante, pratico, con la totale negazione di Dio creatore. Antiumano perch\u00e9 immense popolazioni del globo non conoscono se non la fame, la mancanza del tetto, l\u2019angustia, l&#8217;orrore della guerra e delle lotte fratricide, come la guerra fra proletari e borghesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutte queste ragioni notiamo come sia falso il fondamento sul quale il progressismo cristiano basa la sua tesi di accettazione della civilt\u00e0 moderna. Tale ideologia non potrebbe essere accettata neanche se offrisse valori umani in grado di concorrere al reale perfezionamento dell&#8217;uomo. Ma non la si pu\u00f2 accettare anche perch\u00e9 offre un\u2019azione che distrugge e degrada l&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; vero che la civilt\u00e0 moderna garantisce qualche progresso parziale nelle tecniche della produzione delle ricchezze materiali. Tuttavia, il non concorrere all&#8217;effettivo perfezionamento dell&#8217;uomo in ambito morale e religioso, lo sviluppo tecnologico senza corrispondente progresso morale e religioso, si trasformano in una terribile arma di distruzione e di degradazione dell\u2019uomo. Cos\u00ec, si verifica il fenomeno per il quale, proprio mentre gli innegabili progressi della tecnologia permettono di offrire un benessere alla popolazione del globo, immense moltitudini di esseri umani soffrono per le necessit\u00e0 pi\u00f9 elementari. E, quel che \u00e8 peggio, si vedono minacciate dalle armi nucleari nella propria integrit\u00e0 fisica.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, \u00e8 importante che l&#8217;uomo, senza allentare il suo sforzo per la diffusione dei beni materiali, compia uno sforzo maggiore per ordinare la sua vita morale e religiosa. Di qui la necessit\u00e0 prima &#8211; assolutamente prima &#8211; del riconoscimento, nella vita pubblica, dei diritti della Chiesa, diritti che concretizzano quelli pi\u00f9 alti della Redenzione di Cristo e della Sovranit\u00e0 di Dio. Questo riconoscimento pubblico delle nazioni e dell&#8217;ordine mondiale dei diritti della Chiesa, \u00e8 condizione fondamentale per la vita morale dei popoli ed anche per il loro benessere materiale. Qui \u00e8 opportuno rammentare le profonde parole di Cristo: &#8220;<em>Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, che il di pi\u00f9 verr\u00e0 da s\u00e9<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progressismo cristiano, abbandonando questo compito fondamentale e primario della edificazione del Regno di Dio per quello della vita temporale, rinunciando alla creazione della citt\u00e0 cattolica, della civilt\u00e0 cristiana, lavora per la costruzione della citt\u00e0 comunista. Perci\u00f2 il progressismo cristiano finisce con il collaborare col comunismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi sono mezzi termini. Rifiutarsi di lavorare per la civilt\u00e0 cristiana, significa operare per la civilt\u00e0 anticristiana e antiumana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Perch\u00e9 la tentazione filo comunista dei progressismo cristiano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progressismo cristiano, per sfuggire il capitalismo e il liberalismo e accettare il carattere progressista della civilt\u00e0 moderna &#8211; che si svolge dal liberalismo fino al comunismo -, abbraccia forme socialiste di civilt\u00e0. In questo c\u2019\u00e8 un errore gravissimo. Queste forme non sono un progresso rispetto al capitalismo e al liberalismo, perch\u00e9, se questi sono negativi, molto peggiori sono i suoi derivati, cio\u00e8 le forme comuniste e socialiste di civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; per questa ragione che oggi \u00e8 necessario rimontare la corrente capitalista e liberale e risalire il declino socialista e comunista, nel quale sfocia il liberalismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, dir\u00e0 qualcuno, non resta che tornare <em>all&#8217;ancien r\u00e8gime <\/em>o alla citt\u00e0 medievale? Certamente no. Ci\u00f2 non \u00e8 n\u00e9 desiderabile n\u00e9 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che bisogna fare \u00e8 <em>teoricamente <\/em>molto facile. Riconoscendo che invece di avere un progresso <em>umano e morale, <\/em>l&#8217;uomo della civilt\u00e0 che si sviluppa dal Rinascimento ad oggi non ha prodotto altro che degrado e decadenza &#8211; perch\u00e9 sono stati abbandonati i principi dell&#8217;ordine umano naturale e dell&#8217;ordine soprannaturale -, non c&#8217;\u00e8 che da rivolgersi a quei principi. E quei principi si concretizzano precisamente nell&#8217;ordine sociale pubblico cristiano &#8211; la civilt\u00e0 cristiana, la citt\u00e0 cattolica &#8211; che da quasi un secolo la Cattedra Romana propone all&#8217;uomo contemporaneo, nel suo magistero ordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo insegnamento del Magistero dei Pontefici si pu\u00f2 riassumere dicendo che l&#8217;uomo, senza abbandonare i progressi legittimi che ha realizzato negli ultimi quattro secoli, deve rivolgersi ai principi della sana filosofia e teologia &#8211; ordine naturale e rivelato &#8211; il cui espositore insuperato \u00e8 San Tommaso d&#8217;Aquino, che Paolo VI, il 12 maggio 1964, nella sua visita alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, chiam\u00f2 il Primo fra i Dottori della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, l&#8217;unico rimedio alla degradazione dell&#8217;uomo di oggi, che dal capitalismo liberale marcia verso il comunismo, sta nella considerazione che mantenendo il progresso tecnologico moderno (e preservando il progresso del legittimo sviluppo dei gruppi sociali di livello inferiore ad altri, superiori per cultura e benessere, svoltosi in questi ultimi secoli), si accetti, soprattutto nella sociologia, nell&#8217;economia, nella politica e nella vita pubblica, il Magistero della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo Magistero comprende non soltanto l&#8217;ordinamento sociale ed economico, dalla <em>Rerum Novarum <\/em>alla <em>Mater et Magistra, <\/em>ma anche l&#8217;ordinamento politico enunciato nella <em>Libertas <\/em>e nella <em>Diuturnum illud <\/em>di Leone XIII, fino alla <em>Pacem in terris <\/em>di Giovanni XXIII. Esso comprende soprattutto il riconoscimento leale e pubblico della presenza della Chiesa nel mondo, come lo prescrivono la <em>Immortale Dei <\/em>e la <em>Tametsi futura <\/em>di Leone XIII e la <em>Quas Primas<\/em>, sulla Regalit\u00e0 di Cristo di Pio XI. Insomma, il Magistero integrale della Chiesa, luminosamente esposto in innumerevoli Encicliche.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; precisamente questo Magistero ordinario di natura sociale della Cattedra Romana, che il progressismo cristiano non accetta, almeno nella sua integrit\u00e0. Accettare il complesso degli insegnamenti sopra l&#8217;ordine pubblico sociale cristiano del Magistero Pontificio, equivale ad essere maliziosamente qualificato &#8220;integralista&#8221; e &#8220;reazionario&#8221;, dal progressismo cristiano.<\/p>\n\n\n\n<p>I popoli vivono miseramente perch\u00e9 non hanno tetto e pane. Per\u00f2, questo disastro \u00e8 dovuto soprattutto al fatto che essi non hanno pane spirituale. Dopo che il laicismo lo ha privato di questo pane spirituale, l&#8217;uomo \u00e8 cresciuto egoista e si nutre di odio. Cos\u00ec, non cerca che di accumulare ricchezze, con un disprezzo totale per la miseria di suo fratello. Poco conta che oggi l&#8217;uomo disponga di una scienza e di una tecnica ammirevoli, capace di dare benessere a tutta la popolazione del globo. Non curando la vita morale &#8211; assicurata solo da quella religiosa -, egli agir\u00e0 male e solo per se stesso, disprezzando i bisogni di suo fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 la <em>Mater et Magistra <\/em>di Giovanni XXIII, che si occupa del benessere economico dei popoli, nelle sue parole finali avverte che senza Dio non vi \u00e8 ordine morale e senza ordine morale non vi pu\u00f2 essere nei popoli un regime economico di giusta distribuzione della ricchezza. <em>\u00abSi \u00e8 sostenuto <\/em>&#8211; dice Giovanni XXIII &#8211; <em>che nell&#8217;epoca dei trionfi della scienza e della tecnica, gli uomini potrebbero edificare la loro civilt\u00e0 senza bisogno di Dio. La verit\u00e0 \u00e8, al contrario, che i progressi stessi della scienza e della tecnica pongono problemi umani di dimensioni mondiali, che non possono trovare soluzione se non alla luce di una fede in Dio viva e sincera, principio e fine dell&#8217;uomo e del mondo\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, \u00e8 indispensabile lavorare per l&#8217;elevazione ed il benessere materiale degli operai e degli umili; tuttavia &#8211; per ci\u00f2 stesso &#8211; poich\u00e9 \u00e8 necessario operare per questo benessere che giustamente si deve agli umili, bisogna infondere lo spirito del Vangelo in tutti i gruppi sociali, anche nei pi\u00f9 elevati, nella societ\u00e0 e nel potere pubblico, perch\u00e9 cos\u00ec regni in modo effettivo ed a favore dei pi\u00f9 abbandonati, l&#8217;autentica fraternit\u00e0 cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">PARTE III<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>LE CONSEGUENZE DEL PROGRESSISMO CRISTIANO<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Abbiamo visto come l&#8217;idea di un progresso continuo accompagni tutto il dissolvimento della civilt\u00e0 moderna, dal Rinascimento ad ora, e costituisca il falso fondamento su cui si appoggia il progressismo cristiano. Non vi \u00e8 un progresso nell'&#8221;essenziale&#8221;, in ci\u00f2 che \u00e8 fondamentalmente umano, nella civilt\u00e0 moderna. Ci potr\u00e0 essere un certo progresso per quanto riguarda alcuni aspetti, soprattutto quello tecnologico.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aspetto propriamente umano e morale dell&#8217;uomo costituito da un avvicinamento a Dio, non progredisce con il progredire la tecnologia. L&#8217;uomo pu\u00f2 avanzare, ed in effetti realizza un immenso progresso nella produzione di un poderoso apparato produttivo ma, allo stesso tempo, tale apparato produttivo pu\u00f2 convertirsi in rovina e distruzione.<\/p>\n\n\n\n<p>La civilt\u00e0 moderna, per quanto riguarda l&#8217;aspetto pi\u00f9 propriamente umano dell&#8217;uomo, sta &#8220;camminando all&#8217;indietro&#8221; da pi\u00f9 di quattro secoli. Sta regredendo per la degradazione progressiva alla quale sottomette l&#8217;uomo. La societ\u00e0 moderna sta diventando ogni giorno pi\u00f9 materialista. Dopo aver respinto Dio, sta ora respingendo i valori propriamente umani ed anche quelli animali dell&#8217;uomo per convertirlo in un semplice ingranaggio della grande macchina materialista e socialista.<\/p>\n\n\n\n<p>La Rivoluzione Francese segna il punto decisivo di questa civilizzazione, per quanto riguarda il suo aspetto materialista. Con la Rivoluzione Francese l&#8217;uomo respinge definitivamente gli autentici valori spirituali di cui \u00e8 depositaria la Chiesa, societ\u00e0 soprannaturale, e assume un comportamento decisamente materialista.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; a questo punto che si pone un problema angoscioso per il cattolico. Cosa pu\u00f2 fare il cattolico in questa societ\u00e0 che respinge Dio, Cristo e la Chiesa e che proclama come supremo valore la libert\u00e0 materialista dell&#8217;uomo? Vi sono due possibilit\u00e0: o il cristiano prende un atteggiamento complessivamente critico verso questa societ\u00e0 e quindi rischia di rimanerne praticamente ai margini, esposto a non far sentire il messaggio cristiano a questa societ\u00e0, oppure si piega ad essa e scende a patti. In questo caso per\u00f2 si espone ad alterare la purezza e l&#8217;integrit\u00e0 del messaggio cristiano. Questa fu la situazione angosciosa che si present\u00f2 ai cristiani dopo la Rivoluzione Francese. Lamennais fu il primo cattolico che, in tale alternativa, opt\u00f2 per il venire a patti con la nuova civilt\u00e0, con il liberalismo che lo riempiva e decise di &#8220;forgiare&#8221; il liberalismo cattolico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il progressismo di Lamennais<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lamennais \u00e8 il personaggio chiave del cattolicesimo moderno. Nato nell&#8217;ultimo quarto del secolo XVIII si form\u00f2 con le idee e la mentalit\u00e0 di Rousseau e dei filosofi liberali. Pi\u00f9 tardi si convert\u00ec al cattolicesimo per professare un credo sospetto e poi un liberalismo che si svilupp\u00f2 nel diario <em>L&#8217;Avenir, <\/em>fra il 1830 ed il 1831.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 una logica nella concezione di Lamennais che \u00e8 presieduta dall&#8217;idea del progresso storico. La storia progredisce e, di conseguenza, i tempi moderni rappresentano un progresso rispetto ai tempi anteriori. Lamennais giustifica l&#8217;idea del progresso storico con l&#8217;idea della Provvidenza divina che dirige la storia verso il fine che Lei sola conosce; egli sviluppa questi concetti in un articolo molto importante, del 28 luglio 1831.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo lui il progresso della storia si realizza non attraverso una maggiore acquisizione della bont\u00e0 morale, di avvicinamento a Dio attraverso il bene e la virt\u00f9, ma attraverso l&#8217;acquisizione di gradi di maggiore libert\u00e0, che far\u00e0 s\u00ec che i popoli crescano verso la maggiore et\u00e0. Di conseguenza, Lamennais giustifica il liberalismo come un&#8217;acquisizione del progresso dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino a Lamennais non si concepiva altra civilizzazione n\u00e9 progresso autentico per l&#8217;uomo che non fosse il riconoscimento della supremazia soprannaturale della Chiesa. La civilt\u00e0, infatti, non si proponeva come fine dei cittadini la libert\u00e0, ma il bene e la virt\u00f9. Nel quadro della verit\u00e0, la libert\u00e0 rappresenta indubbiamente un bene; per\u00f2 non si pu\u00f2 adottare la libert\u00e0 come un fine indipendente, che possa rinunciare ai diritti della verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Rivoluzione Francese la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 riconosciuta dal pubblico potere come l&#8217;unica vera religione, ma diventa uno dei tanti culti che i cittadini possono praticare. Tale situazione pu\u00f2 essere accettata come un dato di fatto ma non certo come un diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamennais fu il primo cattolico che lo accett\u00f2 come un diritto. Per lui, infatti, le verit\u00e0 moderne erano i diritti dell&#8217;uomo che dovevano essere considerati come conquista del progresso della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lamennais fu quindi il primo a professare il progressismo cristiano e quindi \u00e8 possibile identificare in lui l&#8217;iniziatore del liberalismo cattolico. Il liberalismo del secolo XIX rappresentava &#8211; per Lamennais &#8211; un progresso rispetto alla societ\u00e0 anteriore che si diceva cristiana e che professava il riconoscimento della Chiesa come societ\u00e0 soprannaturale, ed anche il liberalismo cattolico costituiva un vero progresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 noto, Lamenna\u00eds fu condannato da Gregorio XVI nella <em>&#8220;Mirari Vos&#8221;. <\/em>Da allora, tutto il secolo XIX fu teatro di una tremenda lotta in seno alla Chiesa, tra liberali e non liberali. Tra i liberali troviamo figure come Lacordaire, Montalembert, Dupanloup. Tra gli anti-liberali emergono soprattutto il Cardinale Pie ed il pubblicista Veuillot.<\/p>\n\n\n\n<p>Pio IX condann\u00f2 con energia il liberalismo cattolico in una serie di documenti i cui punti salienti furono pi\u00f9 tardi accolti nel famoso <em>Syllabus. <\/em>Ma la lotta non cess\u00f2. Al contrario, ricominci\u00f2 durante il Pontificato di Leone XIII con l&#8217;apparizione dei chierici democratici come Naudet, Lem\u00edre e Dabry.<\/p>\n\n\n\n<p>Leone XIII, nelle sue famose Encicliche, espose un piano completo di come avrebbe dovuto essere la civilt\u00e0 cristiana, la citt\u00e0 cattolica nello stile di vita moderno. Ma il pensiero di Leone XIII fu sistematicamente adulterato dai liberali che agivano in seno alla Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell&#8217;epoca, infatti, apparve nella Chiesa un movimento di tendenze decisamente liberali, democratiche e socialiste. Era il movimento di <em>Le Sillon<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La ferma azione di Pio X per\u00f2, condannando il modernismo che si andava sempre pi\u00f9 estendendo nel campo cattolico e il democratismo di <em>Le Sillon<\/em>, pose fine agli intenti del progressismo cristiano nella Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni forma di progressismo cristiano scomparve dalla scena visibile della Chiesa tra il 1910 ed il 1930. La <em>Pascendi <\/em>e la Lettera <em>Notre charge apostolique<\/em>, che condannava <em>Le Sillon, <\/em>cercarono di ripulire il campo della Chiesa da queste piaghe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Il progressismo di Maritain<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Maritain diede allora un nuovo inizio al progressismo cristiano. Si tratta per\u00f2 del Maritain posteriore al 1930, perch\u00e9 il Maritain anteriore si distinse per la sua forza nel combattere ogni liberalismo ed ogni progressismo. Nel suo primo periodo aveva infatti scritto <em>Antimoderne, Trois Reformateurs, Th\u00e9onas, Primaut\u00e9 du Spirituel, <\/em>nei quali rifiutava l&#8217;idea del progresso incondizionato ed esponeva la dottrina autentica della Chiesa sul piano della civilt\u00e0 cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, dal 1930, Maritain pubblica una serie di libri &#8211; in particolare <em>Umanesimo integrale <\/em>&#8211; dove, sotto le apparenze di una filosofia della cultura, emerge una problematica liberale che coincideva punto per punto con gli errori di Lamennais.<\/p>\n\n\n\n<p>Maritain, che nel suo <em>Antimoderne <\/em>aveva respinto l\u2019idea di un progresso incondizionatamente buono, ora, in <em>Umanesimo integrale<\/em>, difende un concetto ambiguo, quello del progresso ambivalente della storia, per assumere, gi\u00e0 durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo il 1940, la difesa dell&#8217;idea di progresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa idea di progresso affascina Maritain come gi\u00e0 era accaduto a Lamennais, e la sviluppa in due libri scritti durante la Seconda Guerra Mondiale. In <em>Cristianesimo e Democrazia <\/em>e in <em>I Diritti dell\u2019uomo e la Legge naturale <\/em>difende la nozione del progresso, avvertendo di trovarsi, su questo punto, in pieno accordo con Teilhard de Chardin.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice testualmente: &#8220;<em>Ho avuto il piacere di trovare esposte, dal punto di vista scientifico del loro autore, delle concezioni apparse in una conferenza pronunciata a Pechino dal celebre paleontologo Teilhard de Chardin, il quale in essa indica che <\/em>\u2018per vecchia che appaia la preistoria ai nostri occhi, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 ancora molto giovane e dimostra che la sua evoluzione deve essere guardata come la continuazione della vita integra, dove progresso significa ascensione della coscienza e dove tale ascensione \u00e8 legata ad un grado superiore di organizzazione. Se il progresso deve continuare non sar\u00e0 per s\u00e9 solo. L&#8217;evoluzione, per il meccanismo delle sue sintesi, si carica sempre di pi\u00f9 di libert\u00e0\u2019&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Maritain, quindi, pone il progresso dell&#8217;uomo non nel bene, non in una sempre maggiore virt\u00f9, non in un maggiore avvicinamento a Dio, a Cristo, alla Chiesa, ma in una sempre maggiore libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Tutto ci\u00f2 coincide, punto per punto, con il piano di Lamennais. Egli quindi considera odiosa la cristianit\u00e0 medievale ed il concetto autentico di civilt\u00e0 cristiana, proponendo al loro posto una societ\u00e0 fondata sulla libert\u00e0 come idea preminente e dominante. Cos\u00ec, come il liberalismo cattolico di Lamennais fin\u00ec con il declinare nel socialismo, anche per Maritain il liberalismo della nuova cristianit\u00e0 doveva portare ad una societ\u00e0 socialista, nella quale fossero soddisfatte le aspirazioni della funzione storica del proletariato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1580\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>vai alla seconda parte<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Padre Julio Meinville (il testo che segue \u00e8 apparso per la prima volta in una serie di articoli pubblicati dalla rivista Relazioni, venendo poi dalla stessa pubblicati in un volumetto per i tipi delle edizioni Mediterranee, alla vigilia dell\u2019ultima sessione del Concilio Vaticano II, senza indicazione di data ne\u2019 luogo. La traduzione in italiano \u00e8 &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-progressismo-cristiano-errori-e-deviazioni-parte-1\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33222,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,45],"tags":[3200],"class_list":["post-329","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-progressismo-cattolico","tag-julio-meinville","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il progressismo cristiano. Errori e deviazioni (Parte 1) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il progressismo cristiano. Errori e deviazioni. 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