{"id":32222,"date":"2016-04-07T00:00:49","date_gmt":"2016-04-06T22:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=32222"},"modified":"2016-04-07T08:52:36","modified_gmt":"2016-04-07T06:52:36","slug":"la-dottrina-sociale-in-pillole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-dottrina-sociale-in-pillole\/","title":{"rendered":"La Dottrina sociale&#8230; in pillole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-32223 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Croce_cover.jpg\" alt=\"Croce_cover\" width=\"240\" height=\"124\" \/>La Croce quotidiano<\/strong> 24 marzo 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Popolo della Famiglia ha \u00ab<\/em>un programma nutrito ed esaustivo di ben 319 pagine! Si chiama Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa<em>\u00bb (G. Amato). Abbiamo prodotto, con ingente sforzo<\/em> <em>di sintesi, queste 26 parole riassuntive dell\u2019idea che muove il PdF: non esaustive e certamente<\/em> <em>perfettibili, esprimono per\u00f2 il nostro orientamento. Si trovano anche online su www.arssroma.org<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuseppe Brienza-Alessandro Serini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cA\u201d COME AMBIENTE, PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE. PI\u00d9 PRATI MENO SPRECHI.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambiente \u00e8 il giardino di casa dell\u2019umanit\u00e0, per questo va rispettato. Dobbiamo lasciare alle generazioni future un ambiente migliore di come l\u2019abbiamo trovato. \u00c8 compito della nostra generazione rispettare la biodiversit\u00e0, utilizzare le risorse con sobriet\u00e0 e senza sprechi, valorizzare le biotecnologie che soddisfano l\u2019alimentazione e la salute, senza fare della natura un dio assoluto ma una risorsa al nostro servizio. La cooperazione internazionale favorisce la libera circolazione di beni primari come acqua e cibo tra i popoli. In assenza di studi scientifici, la ricerca e la tecnologia si attengono ad un principio di <em>precauzione<\/em>. Tutelare la biodiversit\u00e0 significa anche assistere allo spettacolo della ricchezza e della diversit\u00e0 favorendo il mantenimento delle specie (Compendio DSC, n. 466).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cB\u201d COME BENE COMUNE. NON SIAMO SOLI<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Costituzione degli Stati Uniti d\u2019America ogni cittadino \u00e8 dotato dal suo Creatore di alcuni diritti inalienabili, tra i quali vi \u00e8 la ricerca della <em>felicit\u00e0<\/em>. Il bene comune \u00e8 la strada per raggiungere la propria felicit\u00e0 pi\u00f9 pienamente e celermente, grazie alla societ\u00e0 (cfr. Compendio DSC, n. 164). Non siamo soli. Come nel calcio si vince tutti insieme e si perde tutti insieme, cos\u00ec il bene comune \u00e8 un traguardo che si raggiunge tutti insieme o non si raggiunge. La centralit\u00e0 della persona e la intoccabilit\u00e0 della vita umana fanno s\u00ec che non si possano sacrificare esseri umani pretendendo di conseguire il \u201cbene\u201d (aborto, divorzio, eutanasia, <em>stepchild adoption<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cC\u201d COME CARIT\u00c0. LA CARIT\u00c0 COME CRITERIO SUPREMO DEL COMPORTAMENTO SOCIALE <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la persona umana \u00e8 il centro della Dottrina sociale della Chiesa, la carit\u00e0 \u00e8 il motore della societ\u00e0. Senza carit\u00e0, la societ\u00e0 \u00e8 fredda, le persone isolate, la giustizia una condanna, la libert\u00e0 egoismo, la verit\u00e0 un giudizio, la famiglia una convenzione, lo Stato un burocrate, l\u2019associazionismo un affare, il mercato opportunismo. Con la carit\u00e0, la societ\u00e0 \u00e8 accogliente, le persone comunit\u00e0, la giustizia una grazia, la libert\u00e0 felicit\u00e0, la verit\u00e0 libert\u00e0, la famiglia un nido, lo Stato servizio, l\u2019associazionismo partecipazione, il mercato relazione. La carit\u00e0 \u00e8 il primo servizio della politica (cfr. Compendio DSC, nn. 204-208).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cD\u201d COME DESTINAZIONE UNIVERSALE DEI BENI. UNA CASA, UN LAVORO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La destinazione universale dei beni della terra serve ad assicurare la funzione sociale di qualsiasi forma di possesso privato. Richiede, quindi, che buona parte dei beni pubblici siano redistribuiti permettendo alle persone ed alle famiglie non in condizione di rispondervi da sole, di accedere ai propri bisogni primari (alimentazione, salute, casa, istruzione e lavoro). Di conseguenza, la legislazione dovr\u00e0 fare in modo che tutti gli altri diritti, dalla propriet\u00e0 privata al libero commercio, siano subordinati a questo principio, facilitandone la realizzazione (cfr. Compendio DSC, nn. 171-181). L\u2019obiettivo finale? Che tutti i cittadini possano diventare, almeno in qualche misura, proprietari. Concretamente, per le autorit\u00e0 pubbliche consegue fra l\u2019altro il dovere di: 1) permettere a tutti l\u2019accesso ai servizi pubblici essenziali, 2) favorire al maggior numero possibile di cittadini di poter disporre di una abitazione di propriet\u00e0, 3) consentire l\u2019accesso di singoli e aziende ai mercati del lavoro e del credito, 4) indurre i proprietari di immobili a non tenere inoperosi i beni posseduti e di destinarli all\u2019utilizzo di chi ha bisogno o all&#8217;attivit\u00e0 produttiva, 5) estendere il pi\u00f9 possibile i frutti del recente progresso e tecnologico, 6) favorire l&#8217;equa distribuzione della terra coltivabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cE\u201d COME EDUCAZIONE. IL FIGLIO \u00c8 MIO E ME LO ISTRUISCO IO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia ha un ruolo del tutto originale e insostituibile nell&#8217;educazione dei figli (cfr. Compendio DSC, n. 239). La famiglia provvede alla cura e all&#8217;educazione dei figli, si configura come strumento primario per la crescita integrale di ogni persona e per il suo positivo inserimento nella vita sociale (Compendio DSC, n. 227). Nell&#8217;educazione dei figli, il ruolo materno e quello paterno sono ugualmente necessari (Compendio DSC, n. 242). Data la sua funzione sociale nella crescita dei cittadini, la famiglia ha diritto all&#8217;assistenza da parte della societ\u00e0 per quanto concerne i suoi compiti circa la procreazione e l&#8217;educazione dei figli (Compendio DSC, n. 237). Il diritto di tutti a una cultura umana e civile\u00a0implica il diritto delle famiglie e delle persone ad una scuola libera e aperta (Compendio DSC, n. 557).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cF\u201d COME FAMIGLIA. VOGLIO LA MAMMA, E ANCHE IL PAP\u00c0.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia \u00e8 una realt\u00e0 originaria e precedente lo Stato. Quest\u2019ultimo, come riconosce anche la Costituzione italiana, \u00ab<em>agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l&#8217;adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose<\/em>\u00bb (art. 31). Oltre che dovere di giustizia, si tratta di un compito necessario per il benessere di ogni Nazione (cfr. Compendio DSC, n. 483). Infatti, come sanno gli specialisti, le dinamiche demografiche condizionano sotto vari aspetti (attitudine all\u2019imprenditorialit\u00e0 ed alla ricerca, tenuta dei sistemi della sanit\u00e0 e delle pensioni etc.) un sistema economico: non c\u2019\u00e8 bisogno di aspettare decenni per verificare gli effetti dell&#8217;assenza di figli sull&#8217;economia nazionale. L&#8217;invecchiamento demografico rallenta il prodotto interno lordo, gonfia il debito pubblico, fa calare gli investimenti e indebolisce l&#8217;efficacia delle politiche monetarie delle banche centrali. Secondo l\u2019ultimo rapporto Istat, in Italia il tasso di fecondit\u00e0 \u00e8 pari a 1,37 contrariamente a quanto accade nel Nord Europa, dove oscilla tra 2 e 1,8 figli per donna. In Italia aumenta la disoccupazione femminile e diminuiscono le nascite, in particolare nel Mezzogiorno nonostante il desiderio del 60% delle italiane di avere almeno due figli senza rinunciare a lavorare. \u00c8 quindi assolutamente necessario attuare misure che possano favorire la crescita della natalit\u00e0 nel nostro Paese ed agevolare i compiti di quelle gi\u00e0 esistenti, soprattutto se numerose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cG\u201d COME GIUSTIZIA. A CIASCUNO IL SUO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giustizia sociale, una volta tramontate le ideologie ed affermatasi la \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d, \u00e8 un principio da riproporre oggi nel modo pi\u00f9 deciso. Dal punto di vista soggettivo essa si traduce anzitutto nel riconoscimento dell\u2019altro, concepito, malato o handicappato che sia, come persona pienamente umana, dotata degli stessi diritti e doveri di ogni uomo sano ed efficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giustizia, che regola i rapporti sociali in base al criterio dell&#8217;osservanza della legge, non \u00e8 una semplice convenzione umana, perch\u00e9 quello che \u00e8 \u201cgiusto\u201d non \u00e8 originariamente determinato da assemblee o parlamenti, bens\u00ec dalla sua conformit\u00e0 all&#8217;identit\u00e0 profonda dell&#8217;essere umano (cfr. Compendio DSC, nn. 201-203). La legge morale naturale riguarda non solo la bioetica ma anche i temi economici, come il giusto prezzo o il giusto salario. Non defraudare l\u2019operaio della sua paga \u00e8 un principio di legge morale naturale, perch\u00e9 la giustizia \u00e8 dare a ciascuno il suo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cH\u201d COME HANDICAP. DIGNIT\u00c0, DIRITTI E DOVERI.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone handicappate sono soggetti titolari di diritti e doveri e, per la loro condizione di svantaggio, devono essere aiutate dalla comunit\u00e0 a partecipare alla vita familiare, lavorativa e sociale. Nel promuovere con misure efficaci ed appropriate la loro dignit\u00e0, una particolare attenzione dovr\u00e0 essere rivolta alle condizioni di lavoro fisiche e psicologiche ed alla tutela della salute della persona handicappata (cfr. Compendio DSC, n. 148). Occorre poi promuovere un\u2019opera di sensibilizzazione sui temi della disabilit\u00e0 nelle scuole e sui mass media, dove l\u2019handicap non ha quasi nessuno spazio, perch\u00e9 la sofferenza del disabile dipende spesso pi\u00f9 dall\u2019ambiente che dalla malattia. Inoltre, l\u2019idea che il disabile abbia una vita che \u201cnon merita di essere vissuta\u201d si diffonde, e conduce progressivamente all\u2019eugenetica. D\u2019altronde, ormai, di disabili non ne nascono quasi pi\u00f9, per via di una selezione prenatale e, l&#8217;eutanasia diretta, quella che consiste cio\u00e8 nel mettere fine, con un atto o l&#8217;omissione di un&#8217;azione dovuta, alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte, merita di essere rubricata come reato penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cI\u201d COME IMPRESA. PICCOLA \u00c8 BELLA.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle espressioni della <em>soggettivit\u00e0 creativa del cittadino<\/em> \u00e8 l\u2019esercizio del <em>diritto di iniziativa economica<\/em> (cfr. Compendio DSC, n. 336). La piccola impresa e l\u2019impresa familiare, in particolare, sono frutto di relazioni, di fiducia reciproca e di solidariet\u00e0 \u201cPiccolo \u00e8 bello\u201d, insomma, perch\u00e9 vi si fanno tanti mestieri contemporaneamente e si imparano anche tante professioni. Il rapporto ad esempio di un direttore di banca con il cliente \u00e8 basato sulla stretta di mano. Questo dovrebbe comportare, per lo Stato e le autonomie territoriali, il dovere di favorire le piccole e medie imprese (PMI) e l\u2019impresa familiare attraverso, per esempio, l\u2019unione del capitale del piccolo risparmio con il credito alla piccola impresa agraria, artigianale, industriale, commerciale o, da parte del legislatore nazionale, operare per una detassazione delle spese fisse, per ricerca e investimento delle PMI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cJ\u201d COME JACKPOT. ETICA DELLA RESPONSABILIT\u00c0 E GIOCO D\u2019AZZARDO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giochi d&#8217;azzardo<em>, casin\u00f2 <\/em>e scommesse, nell\u2019attuale crisi etica, hanno peggiorato il loro carattere di mezzi moralmente inaccettabili di svago, tanto pi\u00f9 in quanto promossi da pubblicit\u00e0 ingannevoli e, soprattutto, perch\u00e9 \u201ccommissionati\u201d dallo Stato. La \u201ccultura jackpot\u201d si oppone all\u2019etica della responsabilit\u00e0 ed aliena la persona e la famiglia privandole di ci\u00f2 che \u00e8 loro necessario per vivere (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2413). I danni sociali causati affliggono soprattutto gli strati pi\u00f9 emarginati e poveri della popolazione, coinvolti nel vizio del gioco e quindi poco propensi a cercare un proprio riscatto sociale attraverso il lavoro. La dipendenza che scaturisce dal gioco d\u2019azzardo (ludopatia) si traduce in una grave forma di schiavit\u00f9 personale e in un impoverimento complessivo per la societ\u00e0. Il gioco d\u2019azzardo patologico \u00e8 stato riconosciuto per la prima volta come disturbo mentale nel 1980, con la sua introduzione nel \u201cManuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali\u201d (DSM-III) all\u2019interno dei \u201cDisturbi del Controllo degli Impulsi\u201d. In tale contesto non \u00e8 ammissibile che i siti Internet di gioco d\u2019azzardo fioriscano indisturbati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cK\u201d COME KYOTO. CONCILIARE SVILUPPO ECONOMICO E PROTEZIONE AMBIENTALE<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Protocollo di Kyoto (Giappone), trattato internazionale sulla riduzione del riscaldamento globale entrato in vigore nel 2005, \u00e8 stato prodotto in un clima di incertezza scientifica circa le reali conseguenze sull\u2019ambiente delle emissioni di gas a effetto-serra. Se \u00e8 vero che l\u2019attivit\u00e0 industriale \u00e8 chiamata a rispettare attentamente l&#8217;integrit\u00e0 e i ritmi della natura, \u00e8 anche necessario che le esigenze della protezione ambientale siano conciliate con quelle dello sviluppo economico, soprattutto dei Paesi pi\u00f9 poveri (cfr. Compendio DSC, n. 470). Le implicazioni riguardanti i cambiamenti climatici, data la loro estrema complessit\u00e0, non possono quindi essere \u201cdecise per legge\u201d, ma dovrebbero essere costantemente e periodicamente valutate a livello scientifico, politico e giuridico, a livello sia nazionale sia internazionale. Ogni cittadino, poi, nei suoi comportamenti come consumatore ed operatore economico, dovrebbe sviluppare un maggiore senso di responsabilit\u00e0 e, da parte dello Stato, essere messo nelle migliori condizioni per rispettare l\u2019ambiente. L\u2019inquinamento prodotto dall\u2019uomo, comunque, \u00e8 probabilmente sopravvalutato nella sua capacit\u00e0 d\u2019influire sul clima, le cui variazioni sono epocali e avvengono per cause per lo pi\u00f9 poco conosciute (macchie solari, andamenti ciclici, etc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cL\u201d COME LIBERT\u00c0. MA QUANTE BELLE ELLE, MADAMA DOR\u00c8, MA QUANTE BELLE ELLE<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni persona umana, creata ad immagine di Dio, ha il diritto naturale di essere riconosciuta come essere libero e responsabile, e di realizzare la propria vocazione personale (cfr. Compendio DSC, n. 199). Ogni essere umano \u00e8 libero di cercare la verit\u00e0, professare le proprie idee religiose, culturali e politiche; esprimere le proprie opinioni; decidere il proprio stato di vita; decidere il proprio lavoro per quanto possibile; costruirsi la propria famiglia; promuovere la libert\u00e0 d\u2019impresa; promuovere iniziative di carattere sociale, economico e politico (cfr. Compendio DSC, n. 199 e 200); associarsi con altri per finalit\u00e0 di bene comune (cfr. Compendio DSC, n. 91 e 426); esercitare il culto religioso (cfr. Compendio DSC, n. 387 e 426). La libert\u00e0 non \u00e8 vivere in un\u2019isola deserta e non esiste veramente se non l\u00e0 dove legami reciproci, regolati dalla verit\u00e0 e dalla giustizia, uniscono le persone (cfr. Compendio DSC, n. 199). La libert\u00e0 deve esplicarsi, d&#8217;altra parte, anche come capacit\u00e0 di rifiuto di ci\u00f2 che \u00e8 moralmente negativo, sotto qualunque forma si presenti, come capacit\u00e0 di effettivo distacco da tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 ostacolare la crescita personale, familiare e sociale (cfr. Compendio DSC, n. 200 e 399).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cM\u201d COME MANUTENZIONE E OPERE PUBBLICHE. PI\u00d9 TANGENZIALI, MENO TANGENTI.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pubblica amministrazione, a qualsiasi livello &#8211; nazionale, regionale, comunale -, quale strumento dello Stato, ha come finalit\u00e0 quella di servire i cittadini. Posto al servizio dei cittadini, lo Stato \u00e8 il gestore del bene del popolo, che deve amministrare in vista del bene comune. Contrasta con questa prospettiva l&#8217;eccesso di burocratizzazione,\u00a0che si verifica quando le Istituzioni, diventando complesse nell&#8217;organizzazione e pretendendo di gestire ogni spazio disponibile, finiscono per essere rovinate dal funzionalismo impersonale, dall&#8217;esagerata normazione, dagli ingiusti interessi privati, dal disimpegno facile e generalizzato.\u00a0Il ruolo di chi lavora nella pubblica amministrazione non va concepito come qualcosa di impersonale e di burocratico, bens\u00ec come un aiuto premuroso per i cittadini, esercitato con spirito di servizio (cfr. Compendio DSC, n. 412)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cN\u201d COME NATALIT\u00c0: SERVE UNA MISURA FORTE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle parti pi\u00f9 ricche del pianeta si assiste ad una caduta verticale del tasso di natalit\u00e0, con ripercussioni sull&#8217;invecchiamento della popolazione, incapace perfino di rinnovarsi biologicamente. In pi\u00f9 di 75 Paesi nel mondo il tasso di fertilit\u00e0 \u00e8 attualmente al di sotto del livello di sostituzione \u2013 2,1 bambini per donna \u2013 necessario a mantenere stabile il livello demografico. Siccome la crescita demografica \u00e8 associata ad uno sviluppo integrale e solidale, una politica natalistica ragionata ma decisa dovrebbe essere al primo posto di una strategia efficace di sviluppo globale (cfr. Compendio DSC, n. 483). Anche l&#8217;Italia sta inesorabilmente invecchiando, avendo toccato negli ultimi anni il livello minimo di nascite dall&#8217;Unit\u00e0 nazionale. Per questo parlare di crescita e di uscita dalla crisi senza affrontare il tema della ripresa della natalit\u00e0 \u00e8 semplicemente miope se non irresponsabile. Le misure finora previste, di ordine economico ed episodico, non sono assolutamente sufficienti. Di fronte ad una emergenza come questa serve una scelta forte, sia di carattere quantitativo (ad es. assicurando uno stipendio alle neo-mamme oppure mettendo a disposizione a chi si deve sposare alloggi a costi calmierati), sia di carattere qualitativo (ad es. dando maggiore sostegno alle aziende familiari che assicurano maggiore stabilit\u00e0 economica alle famiglie o prevedendo una riserva di posti nei concorsi pubblici per i candidati giovani da poco sposati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cO\u201d COME ORGANIZZAZIONE SANITARIA. L\u2019ETICA DELLA RESPONSABILIT\u00c0 PRIMA DI TUTTO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019etica della responsabilit\u00e0, che consiste nella cura della persona e nella prevenzione delle malattie proprie e dei familiari affidati alla propria cura, implica che il diritto alla salute consista in stretto senso solo nell\u2019offerta di misure pubbliche per garantire l&#8217;assistenza sanitaria di base (cfr. Compendio DSC, n. 447). Questo perch\u00e9, se \u00e8 vero che la promozione della salute \u00e8 impegno prioritario di ogni Istituzione, \u00e8 anche vero che essa \u00e8 condizionata dalle risorse economiche disponibili le quali, essendo limitate, devono far emergere delle priorit\u00e0 che dipendono prima di tutto dalla solidariet\u00e0 verso i pi\u00f9 deboli e bisognosi (bambini nascenti, donne incinte, anziani, malati gravi, disabili bisognosi di cure). Nascono cos\u00ec modelli diversi di sistemi sanitari che, partendo proprio dall\u2019analisi dei valori morali che ispirano i criteri di gestione delle risorse nella sanit\u00e0, perseguono in modo diverso la prospettiva universalistica. Ad ogni modo deve essere consentito tanto al personale sanitario, con l\u2019obiezione di coscienza, quanto alla cittadinanza, con l\u2019obiezione fiscale, la facolt\u00e0 di ad astenersi dal collaborare ad azioni moralmente cattive, sul piano sanitario e del diritto alla vita, essendo salvaguardate da sanzioni penali e da qualsiasi danno sul piano legale, disciplinare, economico e professionale rispetto a tali comportamenti (cfr. Compendio DSC, n. 399).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cP\u201d COME CENTRALIT\u00c0 DELLA PERSONA UMANA. TUTTO INTORNO A TE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come la carit\u00e0 \u00e8 il <em>motore<\/em> della societ\u00e0, la persona umana \u00e8 la <em>destinazione<\/em> della carit\u00e0. Tutto \u00e8 in funzione della persona e della sua realizzazione: i suoi diritti personali e civili, la sua famiglia, l\u2019associazionismo, lo Stato, il mercato, le organizzazioni mondiali e la cooperazione internazionale. Dei quattro principi fondamentali (dignit\u00e0 della persona, bene comune, solidariet\u00e0, sussidiariet\u00e0), il pi\u00f9 importante \u00e8 la dignit\u00e0 della persona, gli altri tre essendone al servizio (cfr. Compendio DSC, n.204). La persona umana \u00e8 intoccabile: per questo legislazioni, Stati, organizzazioni internazionali e la stessa Chiesa hanno blindato la sua inviolabilit\u00e0 con le Carte dei diritti umani. Tra i principali diritti troviamo: il diritto alla vita (dal concepimento fino alla morte naturale) di cui \u00e8 parte integrante il diritto a crescere sotto il cuore della madre dopo essere stati generati; il diritto a\u00a0vivere in\u00a0una famiglia unita e in un ambiente morale, favorevole allo sviluppo della propria personalit\u00e0; il diritto a maturare la propria intelligenza e la propria libert\u00e0\u00a0nella ricerca e nella conoscenza della\u00a0verit\u00e0; il diritto a partecipare al lavoro per valorizzare i beni della terra ed a ricavare da esso il sostentamento proprio e dei propri cari; il diritto\u00a0a fondare liberamente\u00a0una famiglia e ad accogliere ed educare i figli, esercitando responsabilmente la propria sessualit\u00e0.\u00a0Fonte\u00a0e sintesi di questi diritti \u00e8, in un certo senso, la libert\u00e0\u00a0religiosa, intesa come diritto a vivere nella verit\u00e0 della propria fede ed in conformit\u00e0 alla dignit\u00e0 trascendente della propria persona (cfr. Compendio DSC, n.155).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cQ\u201d COME QUOZIENTE FAMILIARE. TAGLIARE A FETTE IL REDDITO IMPONIBILE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quoziente familiare significa stabilire un criterio di progressivit\u00e0 del sistema tributario in ragione della capacit\u00e0 contributiva della famiglia nel suo insieme (cfr. Compendio DSC, n. 355). Dato uno stesso livello di reddito di due diversi soggetti, se su uno di essi gravano oneri che ne riducono la capacit\u00e0 contributiva, l&#8217;imposta non dovr\u00e0 colpire il reddito in quanto tale, ma quello diminuito dei costi necessari per far fronte a questi oneri. Con questo strumento la somma dei redditi dei componenti della famiglia viene divisa per la somma dei componenti (viene \u201ctagliato a fette\u201d), cui viene attribuito un peso non necessariamente uguale. Per esempio pi\u00f9 crescono i figli pi\u00f9 il \u201cpeso\u201d aumenta. In questo modo si ottiene il risultato di far pagare meno tasse alle famiglie unite e che hanno due o pi\u00f9 figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cR\u201d COME EQUA RETRIBUZIONE DEL LAVORO. IL LAVORO NOBILITA L\u2019UOMO, QUANDO NON LO RENDE SCHIAVO.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro \u00e8 per l\u2019uomo, non l\u2019uomo per il lavoro (cfr. Compendio DSC, n. 272). Lo sfruttamento lede la dignit\u00e0 umana, per questo \u00e8 vietata ogni forma di sfruttamento del lavoratore, in particolare dei minori, degli immigrati, dei disabili e delle donne (cfr. Compendio DSC, nn. 295-298; 316). Il lavoratore ha diritto ad un giusto e lecito stipendio e ad alcuni diritti connessi alla persona, come il riposo di Domenica, la sicurezza nel lavoro, la tutela in caso di malattia o incidente, la maternit\u00e0, la conciliazione tra lavoro e famiglia, la sovvenzione nella disoccupazione, la pensione (cfr. Compendio DSC, nn. 284, 286, 301). La dignit\u00e0 umana scoraggia l\u2019eccessiva flessibilit\u00e0 nei rapporti di lavoro (cfr. Compendio DSC, n. 280). Il capitale e il lavoro sono necessari l\u2019uno all\u2019altro, per questo la lotta di classe \u00e8 inaccettabile (cfr. Compendio DSC, n.306). Fermo restando il diritto di sciopero (cfr. Compendio DSC, n. 304), capitale e lavoro collaborano per trovare soluzioni ai problemi derivanti dalla gestione delle attivit\u00e0 produttive (cfr. Compendio DSC, nn. 276-281).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cS\u201d COME SUSSIDIARIET\u00c0. PROTAGONISTI DEL PROPRIO FUTURO. THE BIG SOCIETY.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio di sussidiariet\u00e0, \u201cin positivo\u201d, spinge la politica a prendersi cura della famiglia, dei gruppi, delle associazioni, delle realt\u00e0 territoriali locali e, in breve, di quelle espressioni aggregative di tipo economico, sociale, culturale, sportivo, ricreativo, professionale, politico, alle quali le persone danno spontaneamente vita e che rendono loro possibile una effettiva crescita sociale (cfr. Compendio DSC, nn. 185-188). \u201cIn negativo\u201d, invece, chiede allo Stato di non togliere agli individui ed ai corpi intermedi sopra citati i compiti che possono realizzare con le loro sole forze. Allo stesso tempo, impedisce di far fare ad una associazione \u201cmaggiore\u201d (ad esempio un Comune) quelle e le attivit\u00e0 che potrebbe fare autonomamente una \u201cminore\u201d (es. una o pi\u00f9 famiglie unite). Per \u201cBig Society\u201d intendiamo appunto la \u201csussidiariet\u00e0 locale\u201d sopra accennata, che \u00e8 all\u2019opposto del welfare state centralista e burocratico sperimentato nel Novecento e che, del resto, nel nostro Paese ha subito anche notevoli storture. Per esempio, l\u2019aiuto informale dato alle coppie dalle famiglie d\u2019origine, dalle comunit\u00e0 parrocchiali e non, dal quartiere etc., hanno svolto e svolgono ancora un ruolo molto importante nel sostenere le persone nei momenti della vita caratterizzati da maggiore vulnerabilit\u00e0 (giovani senza lavoro, madri lavoratrici con figli piccoli, anziani non autosufficienti, disabili). Per un malinteso senso della sussidiariet\u00e0, per\u00f2, le famiglie si sono trovate ad essere strumentalizzate dallo Stato che le ha \u201cusate\u201d come una specie di \u201cammortizzatore sociale\u201d. Non \u00e8 questa la sussidiariet\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cT\u201d COME TASSE. LEGGERE ATTENTAMENTE LE AVVERTENZE. PU\u00d2 AVERE EFFETTI COLLATERALI.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rispetto dell\u2019autorit\u00e0 corrisponde all\u2019ordine stabilito da Dio. Per questo si d\u00e0 a Cesare quel che \u00e8 di Cesare (cfr. Compendio DSC, n. 380). La tassazione \u00e8 una forma di solidariet\u00e0. L&#8217;obiettivo verso cui tende il fisco e la spesa pubblica \u00e8 una finanza pubblica capace di proporsi come strumento di sviluppo e di solidariet\u00e0. Una finanza pubblica equa, efficiente, efficace, produce effetti virtuosi sull&#8217;economia, perch\u00e9 riesce a favorire la crescita dell&#8217;occupazione, a sostenere le attivit\u00e0 imprenditoriali e le iniziative senza scopo di lucro, e contribuisce ad accrescere la credibilit\u00e0 dello Stato quale garante dei sistemi di previdenza e di protezione sociale, destinati in particolare a proteggere i pi\u00f9 deboli (cfr. Compendio DSC, n. 355). La finanza pubblica si orienta al bene comune quando si attiene ad alcuni fondamentali principi: le tasse vanno pagate, ma devono essere eque e razionali (ad esempio, diminuire al diminuire del reddito; essere eque e non esagerate); la spesa pubblica va amministrata con rigore e integrit\u00e0 (gli stipendi devono essere giusti, le risorse pubbliche non vanno derubate). Inoltre, tale spesa va distribuita in un\u2019ottica di solidariet\u00e0, valorizzando i talenti presenti sul territorio, aiutando chi ne ha bisogno e prestando grande attenzione a sostenere le famiglie, destinando a tal fine un&#8217;adeguata quantit\u00e0 di risorse (cfr. Compendio DSC, n. 355).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cU\u201d COME URBANISTICA A DIMENSIONE UMANA.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La casa, il quartiere e il villaggio, nella storia delle civilt\u00e0, sono sempre state il luogo ideale dell\u2019educazione e dell\u2019integrazione sociale, unit\u00e0 di produzione e centro di vita spirituale insieme, oltre che snodo di solidariet\u00e0 tra le generazioni (cfr. Compendio DSC, n. 248). Nell\u2019ultimo secolo la vita divenuta anonima delle grandi citt\u00e0, il sovraffollamento urbano e la conseguente mancanza di abitazioni, gli sfratti, le situazioni precarie e disagiate, la crisi morale ed il crimine diffuso hanno causato un degrado, morale e sociale, senza precedenti. Ci\u00f2 ha condizionato fortemente la vita umana piegandola alle esigenze del controllo e del consumo e determinando conseguentemente un totale accantonamento delle esigenze vitali delle comunit\u00e0 e delle famiglie. Il mondo occidentale, in particolare, soffre di una \u201cperdita metafisica\u201d dell\u2019intimit\u00e0 della casa, che genera senso di solitudine, estraneit\u00e0, alienazione. Ma non solo la societ\u00e0 urbana necessiterebbe di un riequilibrio demografico e di decisi interventi architettonici ed infrastrutturali. La \u201cqualit\u00e0 della vita\u201d nelle zone periferiche e rurali, infatti, urge di una politica di riqualificazione umana dalla quale potrebbero scaturire risultati positivi per l\u2019intera comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cV\u201d COME VERIT\u00c0. LA VERIT\u00c0 VI FAR\u00c0 LIBERI<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre ai princ\u00ecpi che presiedono alla costruzione di una societ\u00e0 degna dell&#8217;uomo (dignit\u00e0 umana, bene comune, solidariet\u00e0, sussidiariet\u00e0), la Dottrina sociale della Chiesa indica anche dei valori fondamentali, i principali dei quali sono carit\u00e0, giustizia, libert\u00e0, verit\u00e0. La carit\u00e0 \u00e8 il pi\u00f9 importante di tutti e d\u00e0 senso agli alti tre. Rispettare questi valori conduce alla propria perfezione e ad una convivenza sociale pi\u00f9 umana (cfr. Compendio DSC, n. 197). La verit\u00e0 \u00e8 la corrispondenza tra l\u2019intelligenza e la realt\u00e0. In altre parole, chiamare le cose per nome. Gli uomini sono tenuti a cercare di continuo la verit\u00e0, a rispettarla e a testimoniarla responsabilmente, nell\u2019informazione, nell\u2019economia, nella politica, nei rapporti sociali. Tanto pi\u00f9 le persone e i gruppi si sforzano di risolvere i problemi sociali secondo verit\u00e0, tanto pi\u00f9 si avvicinano alla buona societ\u00e0 (cfr. Compendio DSC, n. 198). Per questo \u00e8 importante in famiglia educare i figli alla verit\u00e0 (cfr. Compendio DSC, n. 212). La verit\u00e0 (assieme alla carit\u00e0 e alla giustizia) dirige la libert\u00e0 e le permette di essere responsabile e non arbitraria (cfr. Compendio DSC, n. 199 e 203)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cW\u201d COME WELFARE PARTECIPATIVO. IL CALDO ABBRACCIO DEL VOLONTARIATO SOCIALE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio della solidariet\u00e0 spinge i cittadini ad essere tutti per uno e uno per tutti. Il principio della sussidiariet\u00e0 rende i cittadini protagonisti del proprio futuro: lo Stato non deve fare ci\u00f2 che un cittadino pu\u00f2 fare da solo. La combinazione di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0 genera welfare partecipativo. Il benessere dei cittadini \u00e8 un compito di tutti, non solo dello Stato. Per questo va costruito unendo le forze delle persone, delle famiglie, dell\u2019associazionismo, del mercato e dello Stato. Lo Stato si pone come regolatore in tema di livelli essenziali di assistenza e di rispetto delle leggi; gli attori sociali contribuiscono ciascuno nel proprio ambito a soddisfare i bisogni di cura, sanit\u00e0 ed assistenza con spirito di servizio e rispetto delle leggi e dei regolamenti statali. In casi di particolare gravit\u00e0 o di latenza dei soggetti sociali, lo Stato interviene direttamente in via sussidiaria (cfr. Compendio DSC, nn. 419-420)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cX\u201d COME XENOFILIA EQUA ED EQUILIBRATA. SOCIET\u00c0 MULTICULTURALE O SOCIET\u00c0 MULTIETNICA? TUTTI I COLORI DEL MONDO, MA SOTTO LA STESSA BANDIERA<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli immigrati sono innanzitutto persone, e la prima accoglienza \u00e8 un dovere: dare da mangiare agli affamati. Inoltre, nella maggioranza dei casi, essi rispondono a una domanda di lavoro che altrimenti resterebbe insoddisfatta (cfr. Compendio DSC, n.297). Tuttavia, i flussi migratori vanno regolamentati secondo criteri di equit\u00e0 e di equilibrio, criteri che servono ad evitare tensioni sociali e sono indispensabili per ottenere inserimenti con le garanzie richieste dalla dignit\u00e0 della persona umana. Gli immigrati vanno aiutati ad integrarsi nella vita sociale, assieme alle loro famiglie; in tale prospettiva, va rispettato e promosso il diritto al ricongiungimento familiare. Nello stesso tempo, per quanto \u00e8 possibile, vanno favorite tutte quelle condizioni che consentono accresciute possibilit\u00e0 di lavoro nelle proprie zone di origine (cfr. Compendio DSC, n.298). Nel rispetto dei diritti delle minoranze, le culture dei popoli immigrati si confrontano con la legge civile e con la legge morale naturale in tema di rispetto della dignit\u00e0 umana, tutela della famiglia, libert\u00e0 dei diritti civili e politici, libert\u00e0 di culto. La reciprocit\u00e0 nelle relazioni internazionali esige la tutela dei cristiani nei paesi dove sono perseguitati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cY\u201d COME <\/em><\/strong><strong>Y CHROMOSOME<em>. EDUCARE S\u00cc ALLA SESSUALIT\u00c0, MA RISPETTANDO L\u2019IDENTIT\u00c0 E L\u2019ARMONIA MASCHIO\/FEMMINA.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>cromosoma Y<\/em>, uno dei due cromosomi umani determinanti il sesso (l&#8217;altro cromosoma sessuale \u00e8 il cromosoma X), viene tramandato di padre in figlio. Siccome i genitori hanno una responsabilit\u00e0 primaria nella sfera dell&#8217;educazione sessuale, \u00e8 loro diritto-dovere assicurare che i loro figli apprendano in modo ordinato e progressivo il significato della sessualit\u00e0 e imparino ad apprezzare i valori umani e morali ad essa collegati (cfr. Compendio DSC, n. 243). I genitori devono essere messi in condizione di verificare e scegliere le modalit\u00e0 con cui viene attuata l&#8217;educazione sessuale nelle istituzioni educative, al fine di controllare che un tema cos\u00ec importante e delicato sia affrontato in modo graduale e senza ridurre il tutto alla genitalit\u00e0 o all\u2019anatomia. L&#8217;educazione affettiva e sessuale, inoltre, deve abbracciare la totalit\u00e0 dell&#8217;essere umano, non solo gli aspetti fisici, ed essere calibrata allo specifico dell\u2019identit\u00e0 maschile e femminile, realt\u00e0 complementari ma differenti. Si tratta, insomma, di preparare i futuri sposi, uomini e donne del domani, all&#8217;amore di comunione e fecondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u201cZ\u201d COME TOLLERANZA ZERO VERSO CHIUNQUE ATTENTI ALLA SICUREZZA.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato e le Istituzioni locali dovrebbero perseguire in tutte le sedi possibili e reprimere con tutti i mezzi a disposizione l\u2019obiettivo della tolleranza zero verso chiunque attenti alla sicurezza fisica delle persone, dei rapporti sociali, del credito etc. Particolare severit\u00e0 verso chi corrompe o tenta di corrompere, all&#8217;interno del mondo della scuola, dei media e dello sport, i giovani (cfr. Compendio DSC, n. 157). Non si tratta solo di disincentivare o punire il crimine, ma anche di collaborare positivamente all\u2019opera di educazione e formazione delle giovani generazioni da parte delle famiglie e delle varie agenzie educative presenti sul territorio. L\u2019obiettivo dovrebbe tradursi concretamente nell\u2019elaborazione di programmi di prevenzione ben studiati che diano vita ad un sistema legale severo e ben conosciuto che stronchi i fautori e responsabili di: 1) pedofilia, 2) violenza sessuale, 3) diffusione delle droghe; 4) promotori del loro uso e della \u201ccultura dello sballo\u201d, 5) doping sportivo, 6) teppismo negli stadi, 6) degrado di citt\u00e0 e beni culturali.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32223\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Croce_cover.jpg\" alt=\"Croce_cover\" width=\"240\" height=\"124\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Croce quotidiano 24 marzo 2016 Il Popolo della Famiglia ha \u00abun programma nutrito ed esaustivo di ben 319 pagine! Si chiama Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa\u00bb (G. Amato). 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