{"id":30621,"date":"2016-02-11T00:00:15","date_gmt":"2016-02-10T23:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=30621"},"modified":"2016-02-09T15:20:42","modified_gmt":"2016-02-09T14:20:42","slug":"la-dottrina-religiosa-sciita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-dottrina-religiosa-sciita\/","title":{"rendered":"La dottrina religiosa sciita"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Islam_sciita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-30622\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Islam_sciita.jpg\" alt=\"Islam_sciita\" width=\"250\" height=\"151\" \/><\/a>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong> n.3975<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">13 febbraio 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giovanni Sale S.I.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente esecuzione, voluta dal Governo di Riad, dello sceicco sciita Nimr al-Nimr (1), uno dei capi carismatici della \u00abprimavera saudita\u00bb del 2011, seguita a sua volta da numerosi movimenti di protesta nei Paesi dove sono presenti importanti comunit\u00e0 sciite \u2014 in particolare in Iran, dove l&#8217;ambasciata dell&#8217;Arabia Saudita \u00e8 stata assalita da diversi manifestanti \u2014, rischia di far deflagrare un duplice scontro religioso e politico nella regione: quello tra sunniti e sciiti \u2014 da anni promosso dalla propaganda dell&#8217;Isis \u2014 e quello ancora pi\u00f9 grave tra le due grandi \u00abpotenze confessionali\u00bb \u2014 Arabia Saudita e Iran \u2014 in competizione tra loro per la <em>leadership<\/em> del mondo islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa contrapposizione, oltre che allargare il conflitto ad altre regioni (come ad esempio lo Yemen), indebolirebbe certamente \u00abil fronte\u00bb dei Paesi che in vario modo combattono, su mandato dell&#8217;Onu, contro il cosiddetto \u00abStato Islamico\u00bb, lasciando soltanto alle potenze occidentali, alla Russia e alla Turchia, il compito di lottare contro un nemico insidioso che, nonostante le recenti sconfitte sul territorio, si sta pericolosamente ramificando ed espandendo, con il rischio di alimentare tra i musulmani anche europei il vecchio stereotipo dello scontro religioso e culturale tra islam e crociati (e sionisti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni, a partire dalla rivoluzione khomeinista del 1979, vi \u00e8 stata, a livello globale, una sorta di revival dello sciismo, che dopo secoli di \u00abquietismo\u00bb \u00e8 riemerso con forza sul piano storico, ridefinendo gli equilibri politici del mondo islamico e mediorientale in generale. Ma chi sono gli sciiti? Quali sono i tratti distintivi della loro spiritualit\u00e0 e della loro cultura? In che cosa essi si differenziano dalla maggioranza sunnita? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste significative domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Cenni sulla dottrina religiosa sciita<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli sciiti costituiscono una delle principali ramificazioni dell&#8217;islam. Essi, al loro interno, si suddividono in diverse osservanze, ma sono tutti concordi nel sostenere il diritto della famiglia del profeta alla guida religiosa e politica della comunit\u00e0. Il termine \u00absciita\u00bb deriva da <em>shi&#8217;a Ali,<\/em> che in arabo significa il \u00abpartito di Ali\u00bb, cugino e genero di Maometto: infatti egli spos\u00f2 la figlia di questi, Fatima, dalla quale ebbe due figli, Hassan e Hussein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste figure dell&#8217;islam delle origini formano una sorta di \u00abpentarchia\u00bb sacra, e danno specificit\u00e0 e forza alla religiosit\u00e0 sciita. Essa infatti, prima di essere una dottrina religiosa, come poi \u00e8 diventata nei secoli successivi, \u00e8 un \u00abevento storico\u00bb, un \u00abfatto\u00bb, che ha coinvolto in modo diretto la famiglia del profeta. Questo accostamento, anche simbolico-narrativo, tra Maometto, da una parte, e Ali e la sua famiglia, dall&#8217;altra, \u00e8 considerato dai sunniti \u2014 che sono il gruppo pi\u00f9 consistente dell&#8217;islam \u2014 un sacrilegio, per cui gli sciiti sono considerati eretici e idolatri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da parte sua, la dottrina sciita nel corso dei secoli ha sostenuto una sorta di divinizzazione di Al\u00ec, tanto da \u00abampliare\u00bb, ma non modificare (come al contrario sostengono i sunniti), la professione di fede islamica (shahada), che costituisce il primo pilastro dell&#8217;islam e che recita: \u00abNon vi \u00e8 altro Dio al di fuori di <em>Allah<\/em>, e Maometto \u00e8 il suo profeta\u00bb. Dopo questa professione, gli sciiti aggiungono un \u00abricordo\u00bb del cugino-genero del profeta, affermando: \u00abE Ali \u00e8 l&#8217;amico di Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo processo di divinizzazione \u00e8 accaduto anche per la figlia e per i nipoti del profeta. Un posto particolare \u00e8 stato per\u00f2 assegnato dalla storia sacra dello sciismo a Hussein, l&#8217;eroe tragico e il martire di Kerbala, il quale combatt\u00e9 contro il tiranno usurpatore (della carica califfale) per affermare \u00abil Vero e il Giusto\u00bb (2). Questo evento fu interpretato dai sostenitori del partito di Ali secondo categorie martiriali (3), gi\u00e0 presenti nel mondo e nella cultura del tempo, e divenne per gli sciiti di tutti i tempi un esempio da seguite e uno dei fondamenti del loro agire politico e morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi princ\u00ecpi, che incitano il fedele all&#8217;azione per riaffermare i diritti di Dio violati dal governante infedele, dopo secoli di \u00abquietismo\u00bb \u2014 che rappresent\u00f2 uno dei tratti caratteristici del pensiero politico sciita \u2014 sono stati attualizzati e reinterpretati nei tempi moderni dalla rivoluzione khomeinista, che ha istituito, in modo inatteso, uno Stato integralmente islamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studiosi sono concordi nel ritenere che lo sciismo sia una delle maggiori ramificazioni dell&#8217;islam e che, insieme al sunnismo, rappresenti una delle due facce, differenti ma complementari, della stessa medaglia. Inoltre, le altre \u00abconfessioni\u00bb islamiche oggi esistenti si rifanno in qualche modo a questa originaria distinzione, come gli ismailiti di diverse osservanze, i drusi, lo zaidismo e il sufismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono invece diversi punti di vista circa la sua natura e definizione. Secondo alcuni, a motivo della sua dottrina, lo sciismo sarebbe una sorta di religione a s\u00e9 stante, che tiene insieme elementi che provengono da diverse tradizioni culturali. Secondo altri, esso sarebbe una forma di \u00abislam rinnovato\u00bb, e non invece, come sostengono molti sunniti tradizionalisti, un&#8217;eresia islamica. Tra sciismo e sunnismo ci sarebbe, insomma, una differenza simile a quella che esiste nel mondo cristiano tra cattolicesimo e calvinism0 (4). Per altri ancora, quella sciita sarebbe semplicemente una delle grandi \u00abdenominazioni\u00bb in cui, durante la sua lunga storia, si \u00e8 articolata la religione islamica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sciismo storicamente si \u00e8 diviso in diverse osservanze, molte delle quali oggi sono scomparse. Le principali sono la duodecimana o imamita, che oggi \u00e8 quella maggioritaria, e la settimana o ismailita, a sua volta suddivisa in ismailismo <em>musta&#8217;li,<\/em> nizari (detti anche \u00abriformati di Alamut\u00bb [5]), nonch\u00e9 altre \u00abs\u00e8tte\u00bb minori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa pluralit\u00e0 di osservanze va posta in relazione alla cosiddetta \u00abdottrina dell&#8217;imamato\u00bb, in particolare alle modalit\u00e0 di designazione o di legittimazione dei relativi <em>imam<\/em>. Questi, infatti, discendenti \u2014 sulla linea di Ali e dei suoi figli \u2014 della famiglia del profeta, come i califfi sunniti, sono i capi spirituali e temporali della comunit\u00e0, dotati per\u00f2 di particolari facolt\u00e0 carismatiche e messianiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Motivi particolari, soprattutto di ordine politico-religioso, hanno indotto in diverse occasioni una parte della comunit\u00e0 a \u00abfermarsi\u00bb (cio\u00e8, fare <em>wuquf<\/em>) su un particolare <em>imam<\/em>, dichiarandone, dopo la scomparsa, l&#8217;\u00aboccultamento\u00bb (<em>ghayba<\/em>) e attendendone il ritorno come messia o<em> mahdi,<\/em> ossia come restauratore di un regno in cui la giustizia sociale e i diritti di Dio verranno realizzati. Egli, inoltre, introdurr\u00e0, in una prospettiva apocalittica, l&#8217;ultimo periodo della storia umana prima del giudizio finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di queste teorie, gli zaiditi si sono \u00abfermati\u00bb al quinto<em> imam<\/em>, gli ismailiti al settimo, i duodecimani al dodicesimo. Nello stesso modo altri gruppi, oggi minoritari, come i drusi e gli alauiti, hanno fatto <em>wuquf<\/em> su<em> imam<\/em> particolari, ma in tempi diversi; per altri (come i bohra e i khoja ismailiti), la catena degli \u00ab<em>imam<\/em> del tempo\u00bb non si \u00e8 mai interrotta (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro grande tema di discussione tra gli sciiti riguarda il ruolo e la natura dell&#8217;<em>imam<\/em>, vale a dire la sua natura pi\u00f9 o meno divina e la sua prossimit\u00e0 ad <em>Allah<\/em>. Roberto Gritti divide le confessioni sciite esistenti in tre categorie: la prima \u00e8 quella degli ismailiti, che tendono a \u00abdivinizzare\u00bb la figura dell&#8217;<em>imam<\/em>, fino a farne una sorta di ipostasi divina; la seconda \u00e8 quella degli zaiditi, che considerano l&#8217;<em>imam<\/em> una figura sostanzialmente umana e quindi fallibile come tutti gli uomini; la terza \u00e8 quella dei duodecimani, che si pone in una posizione intermedia, considerando gli imam come un segno di Allah, una guida perfetta da seguire, \u00abuna scintilla divina\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine va ricordato che la dottrina sciita si \u00e8 sviluppata lentamente dopo la morte di Ali e dei suoi figli, stabilizzandosi soltanto in un momento successivo, in particolare sotto la dinastia degli Abbasidi, intorno al X secolo. Le divisioni alle quali abbiamo fatto riferimento, e che oggi contrappongono le diverse confessioni sciite come al tempo in cui sorsero, non erano percepite come tali dalle varie fazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei primi fondamenti della dottrina sciita \u00e8 stato posto intorno agli inizi del secolo VIII dal movimento Kaysaniya. Questo movimento condannava come usurpatori i primi tre califfi \u00abillegittimi\u00bb, anteriori ad Ali, mentre i suoi figli venivano definiti come <em>imam<\/em> designati da Dio e dotati di qualit\u00e0 soprannaturali (8). Ci\u00f2 sul piano dottrinale significava che, a differenza della maggioranza sunnita, essi non riconoscevano i primi tre <em>imam<\/em> \u00abben guidati\u00bb e la corrispondente tradizione religiosa ad essi legata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa trattazione faremo riferimento soprattutto allo sciismo duodecimano, il quale, secondo alcuni studiosi islamici aperti al confronto, professa una dottrina che nella sostanza non differisce molto da quella sunnita, se non nella concezione dell&#8217;imamato. Esamineremo, dunque, dapprima \u2014 in modo sintetico \u2014 le vicende storiche che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo dello sciismo e delle sue numerose ramificazioni; successivamente esporremo le questioni riguardanti il rapporto tra la dottrina sciita e quella sunnita (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Breve \u00abexcursus\u00bb storico<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di trattare della dottrina sciita, sembra opportuno fare un breve <em>excursus<\/em> storico sugli eventi che hanno dato origine alla nascita del \u00abpartito di Ali\u00bb. Gli sciiti ritengono che Maometto, prima di morire nel 632, abbia designato come successore suo cugino e genero Ali, ritenendolo il pi\u00f9 perfetto e pio tra gli uomini del suo tempo. Alcuni esponenti dell&#8217;aristocrazia meccana fecero per\u00f2 in modo che dalla carica califfale venissero esclusi i \u00abparenti del profeta\u00bb, che in base al principio di <em>nasad<\/em> (cio\u00e8 prossimit\u00e0 di sangue) rivendicavano la guida della comunit\u00e0, al posto dei primi compagni di lotta di Maometto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo partito, invece, faceva riferimento \u2014 circa la successione \u2014 al principio islamico di <em>sabiqa<\/em>, cio\u00e8 dei meriti ottenuti dal candidato nel difendere la nuova religione (10). Alcuni proposero la nomina contemporanea di due califfi, scelti sulla base dei suddetti princ\u00ecpi, ma questa soluzione fu ritenuta impraticabile. I primi tre califfi furono nominati in base al principio di <em>sabiqa<\/em>. Dalla tradizione sunnita furono definiti i quattro califfi \u00abben guidati\u00bb. Essi furono, oltre ad Ali, Abu Bakr (632-634), Omar (634-644) e Othman (644-656), che fu ucciso a Medina da un gruppo di guerriglieri che provenivano dall&#8217;Egitto e dall&#8217;Iraq con il sostegno dei nemici degli omayyadi, governatori di Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo stesso partito nel 656 appoggi\u00f2 l&#8217;elezione di Ali (656-661) al califfato, facendo cadere su di lui il sospetto di aver tramato per l&#8217;uccisione del suo predecessore. Ci\u00f2 provoc\u00f2 la \u00abprima discordia\u00bb (<em>fitna<\/em>) nella giovane comunit\u00e0 islamica: il governatore della Siria, Mu&#8217;awiya, per vendicare suo cugino, dichiar\u00f2 guerra al califfo. Questi sconfisse i \u00abribelli\u00bb nella celebre \u00abbattaglia del cammello\u00bb, ma la discordia non cess\u00f2. Nell&#8217;estate del 657 si tent\u00f2, nell&#8217;incontro di Siffin, di ricomporre la divisione tra i due partiti, ricorrendo \u2014 secondo una procedura ammessa dal Corano \u2014 a un arbitrato (<em>tahkim<\/em>), che per\u00f2 non sort\u00ec alcun effetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel partito di Ali non tutti erano d&#8217;accordo riguardo al ricorrere a un collegio arbitrale per comporre la divisione. Ci\u00f2 determin\u00f2 la prima grande scissione all&#8217;interno della comunit\u00e0 musulmana, dando origine alla \u00absetta\u00bb dei <em>kharigiti<\/em> (che significa \u00abcoloro che escono\u00bb) (11). Fu appunto un sostenitore di questa setta a uccidere Ali nel 661, nella moschea di Kufa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 prima della scomparsa di Ali, Mu&#8217;awiya aveva accresciuto la sua influenza politica e militare; infatti, nel 660 aveva occupato Medina e La Mecca, i luoghi santi della nuova religione. Hassan, figlio primogenito di Ali, cedette la carica califfale in favore di Mu&#8217;awiya. Da quel momento la guida della comunit\u00e0 pass\u00f2 agli Omayyadi, signori di Damasco (12). Storicamente ci\u00f2 segn\u00f2 la nasci\u00adta dello sciismo, anche se nessun fedele musulmano del tempo ne aveva consapevolezza. Alla morte di Mu&#8217;awiya, gli succedette suo figlio Yazid. Va ricordato che, a partire da quel momento, la carica califfale da elettiva divenne dinastica, sebbene la dottrina sul califfato mantenesse i princ\u00ecpi tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I figli di Ali e nipoti del profeta, Hassan e Hussein, continuarono a essere riconosciuti dal \u00abpartito di Ali\u00bb come imam, cio\u00e8 come le uniche guide legittime delle comunit\u00e0. Mentre Hassan, assumendo un atteggiamento fondamentalmente quietista nei confronti del .nuovo potere califfale, si dedic\u00f2 allo studio del Corano e alla meditazione, suo fratello Hussein decise di sfidare sul campo di battaglia \u2014 nonostante la disparit\u00e0 di forze dei due partiti \u2014 l&#8217;usurpatore, per riaffermare la giustizia e difendere i diritti di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostandosi con tutta la sua famiglia e i suoi sostenitori da Medina a Kufa, dove gli era stato promesso aiuto per fronteggiare il nemico, il piccolo gruppo fu intercettato dall&#8217;esercito califfale e, dopo una coraggiosa battaglia (dai toni epici), tutti furono uccisi, salvo le donne e il figlio di Hussein allora ammalato (Zayn al-Abidin), riconosciuto dagli sciiti come il quarto <em>imam.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avvenimento scosse la coscienza della comunit\u00e0 nel suo complesso, ed ebbe il risultato di consolidare il \u00abpartito di Ali\u00bb. Questo diede origine a tanti movimenti di protesta, che con il tempo portarono alla caduta della dinastia omayyade a favore degli Abbasidi, che in un primo momento sembravano sostenere le ragioni degli alidi. Il martirio di Hussein costituisce uno dei tratti fondamentali della dottrina sciita. Esso assurse a simbolo martiriale, e non soltanto dagli sciiti, ma da tutti coloro che combattono per una giusta causa e muoiono per sostenere i diritti di Dio. Questa dottrina \u00e8 stata di recente riscoperta e riattualizzata da alcuni importanti movimenti della galassia islamista, primi tra tutti l&#8217;Hezbollah (sciiti) e Hamas (sunniti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, alcuni studiosi interpretano in senso politico-religioso l&#8217;atteggiamento che i due figli di Ali, dopo l&#8217;uccisione del padre, assunsero nei confronti del potere costituito, ritenuto illegittimo: si parla cio\u00e8 di \u00abparadigma duale\u00bb. Essi sostengono che le due opzioni in apparenza opposte furono nei secoli assunte dalla comunit\u00e0 come legittimi modelli da imitare. Ci\u00f2 permette di spiegare l&#8217;alternanza di cicli di attivismo rivoluzionario o di quietismo e mimetismo politico, tipico della storia sciita. \u00abAnche nella dottrina religiosa gli sciiti si muovono su due piani paralleli, oscillando, ad esempio, fra l&#8217;idea del martirio e quella della dissimulazione. In realt\u00e0 martirio e dissimulazione sono due facce della stessa medaglia e rappresentano i due opposti entro cui si \u00e8 sviluppata la storia sciita\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal XX secolo, sul piano storico ha prevalso il modello di Hussein, cio\u00e8 quello attivista-rivoluzionario, ed \u00e8 ad esso che si \u00e8 ispirata la nuova teologia sciita (come, ad esempio, il pensiero di Ali Shariati e Jalal Al-e Ahmad) e soprattutto la rivoluzione khomeinista del 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quinto <em>imam<\/em> riconosciuto dagli alidi fu Muhammad al-Baqir, definito \u00abgiardino di sapere\u00bb; i suoi detti sono importanti sia per la legge islamica, sia per le scienze esoteriche. Il sesto<em> imam<\/em>, Ja&#8217;far al-Sadiq, ha un&#8217;importanza tutta particolare nella dottrina e nella storia sciita. Egli fu maestro di mistica e di scienze naturali, ma soprattutto scrisse il primo commentario del Corano, ponendo le basi, anche per il futuro, dell&#8217;ortodossia sciita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La successione a questo <em>imam<\/em> determin\u00f2 una delle pi\u00f9 importanti scissioni del movimento. Infatti, mentre i settimani o ismailiti sostengono che la successione imamale si sia arrestata con Isma&#8217;il, primo figlio di al-Sadiq, diseredato e morto prima del padre, o con il figlio di questi, Muhammad Ibn Isma&#8217;il (per i qarmati, costui sarebbe il settimo <em>imam<\/em>), gli imamiti fanno proseguire la catena imamale attraverso il secondo figlio di al-Sadiq, Musa al-Kazim, e giungono fino al dodicesimo, detto al-Mahdi o al-Muntazar (Inatteso\u00bb), entrato in \u00aboccultamento\u00bb nell&#8217;874.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;evento fondante dell&#8217;identit\u00e0 imamita fu la morte dell&#8217;undicesimo <em>imam<\/em>, al-Hasan al-Askari, il quale mor\u00ec senza lasciare, in apparenza, eredi designati, e fu allora che gli imamiti elaborarono la dottrina del dodicesimo<em> imam<\/em> occultato. Questi, Muhammad al-Muntazar, non era morto, ma si era ritirato dal mondo per rimanere nascosto fino al momento in cui sarebbe riapparso come messia (<em>mahdi<\/em>) alla fine dei tempi, per far trionfare la giustizia e la verit\u00e0. In ogni caso, scrive Massimo Campanini, \u00abil settimo o il dodicesimo imam non rappresentano soltanto i termini di una successione sacra, ma i simboli di un destino escatologico: essi, infatti, non sono realmente morti, ma si sono occultati e riappariranno alla fine del mondo per preparare la grande resurrezione dell&#8217;umanit\u00e0\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia dello sciismo, \u00e8 stato quello duodecimano a prevalere su quello ismailita (15). Furono i primi, a partire dall&#8217;XI secolo, a rivaleggiare sul piano politico con i sunniti. A questo partito apparteneva la dinastia dei sultani buyidi, che governarono L\u2019<em>umma<\/em> musulmana al posto dei califfi abbasidi, privi ormai di potere reale. Imamita era anche la dinastia safavide \u2014 sebbene in origine fosse sunnita \u2014, che a partire dal XVI secolo govern\u00f2 la Persia. Furono essi a istituzionalizzare la dottrina sciita e a farne una religione di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi lo sciismo duodecimano o imamita \u00e8 in assoluto quello pi\u00f9 professato (16). \u00c8 presente in Iran, che \u00e8 anche il solo Paese islamico a maggioranza sciita, nell&#8217;Azerbaijan, nell&#8217;Iraq meridionale, nel Libano meridionale, nella Siria settentrionale, nel Bahrein, nell&#8217;Arabia Saudita orientale, in alcune zone dell&#8217;Afghanistan, in India, e di recente anche in alcune parti del Pakistan. Lo sciismo ismailita (oggi fortemente minoritario) ebbe storicamente il suo momento di gloria all&#8217;epoca del califfato abbaside nei secoli X-XII, quando gli imam fatimidi del Cairo fondarono un grande ma eff\u00ecmero impero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla tradizione fatimida nacquero, nell&#8217;XI secolo, i drusi. Essi possono essere considerati uno dei rami pi\u00f9 radicali dello sciismo ismailita, in quanto ritengono il loro <em>imam<\/em> terreno una sorta di incarnazione vivente di Dio. I drusi contano oggi circa un milione di persone, distribuite in quattro Paesi del Medio Oriente: Libano, Israele (alture del Golan), Giordania e Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una forma particolare di sciismo \u00e8 lo zaidismo, diffuso soprattutto nello Yemen. Questa corrente (seguita da circa 12 milioni di persone), pur riconoscendo la superiorit\u00e0 di Ali, considera imam legittimi anche Abu Bakr e Omar. Inoltre, riguardo alla teoria imamita, essa mantiene una linea mediana: non ritiene che l&#8217;imam abbia caratteristiche semi-divine e neppure che sia il messia atteso alla fine dei tempi. Tra gli sciiti, essi sono quelli pi\u00f9 vicini ai sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Sciismo e sunnismo a confronto<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il rapporto tra sciiti (duodecimani) e sun\u00adniti, tratteremo in primo luogo degli elementi dottrinari condivisi tra le due grandi confessioni islamiche, e successivamente delle differenze che esistono tra di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa il primo punto, gli sciiti hanno in comune con i sunniti i princ\u00ecpi fondamentali della dottrina islamica: credono nell&#8217;unicit\u00e0 di Dio, invisibile e trascendente, e riconoscono il ruolo del tutto speciale di Maometto, l&#8217;inviato di Dio, ritenuto il \u00absigillo della profezia\u00bb, cio\u00e8 l&#8217;ultimo anello di una lunga catena profetica attraverso la quale Dio si \u00e8 rivelato all&#8217;uomo. I testi sacri di riferimento anche per gli sciiti sono innanzitutto il Corano, \u00abrivelato\u00bb da <em>Allah<\/em> a Maometto, e poi la <em>Sunna<\/em>, che raccoglie gli <em>hadith<\/em> (detti e gesta) del profeta, anche se questa compilazione, chiamata <em>akhbar<\/em> e redatta da eminenti personalit\u00e0 religiose sciite nel X e XI secolo, in alcune parti \u00e8 diversa da quella sunnita, in quanto riporta l&#8217;operato di Ali e di Ja&#8217;far.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli sciiti inoltre posseggono la stessa legge sacra (<em>sharia<\/em>) dell&#8217;islam sunnita, con alcune differenze negli aspetti rituali, \u00abessenzialmente non pi\u00f9 grandi delle differenze delle quattro grandi scuole sunnite stesse\u00bb (17). Ricordiamo pure che il calendario sciita prevede le stesse feste e ricorrenze religiose osservate dai sunniti, in genere legate ai momenti pi\u00f9 importanti della vita del profeta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi per\u00f2 ne aggiungono tre, che celebrano i fondamenti della dottrina sciita: l&#8217;<em>Ashura<\/em> e l&#8217;<em>Arba&#8217;in<\/em>, in memoria del martirio di Hussein; e il <em>Ghadir Khunm,<\/em> che ricorda la designazione di Ali da parte del profeta. Al pellegrinaggio alla Mecca essi aggiungono, come pratica sacrale della loro dottrina, la visita alle tombe degli imam (da essi considerati martiri), in particolare a quelle molto venerate di Ali a Najaf e di Hussein a Kerbala.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le differenze tra le due confessioni islamiche non riguardano tante) i fondamenti dottrinali concernenti <em>Allah<\/em> e il suo profeta, quanto le questioni sulla guida della comunit\u00e0, cio\u00e8 sulla cosiddetta \u00abdottrina sull&#8217;imamato\u00bb (18), e alcuni aspetti della teologia sciita, in particolare l&#8217;interpretazione dei testi sacri e le norme che disciplinano la pratica religiosa. Innanzitutto il Corano, mentre per i sunniti \u00e8 Dio stesso, per gli sciiti \u00e8 creazione di Dio (19): per i primi, esso ha un senso esclusivamente essoterico (manifesto), per i secondi, ha un significato prevalentemente esoterico (nascosto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per gli imamiti, soltanto l<em>\u2019imam<\/em> \u00e8 l&#8217;interprete qualificato del testo sacro; in sua assenza, questo compito pu\u00f2 essere svolto dai suoi vicari. Anche se la rivelazione \u00e8 chiusa, per gli sciiti non \u00e8 chiuso invece lo sforzo esegetico di interpretare e penetrare il significato nascosto e profondo della rivelazione. Ora, mentre l&#8217;islam sunnita separa nettamente l&#8217;aspetto essoterico da quello esoterico, identificando quest&#8217;ultimo con il sufismo, lo sciismo li tiene uniti: tutto il Corano, anche nei passaggi pi\u00f9 espliciti, deve essere letto secondo i due suddetti criteri ermeneutici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo alcuni autori, lo sciismo fin dalle origini avrebbe incluso nel suo corpo dottrinale alcuni elementi di carattere gnostico, presi a prestito dallo spiritualismo mazdeo (come, ad esempio, la complessa gerarchia degli angeli) e dal neoplatonismo, come la lettura esoterica dei libri sacri (20). Ma non \u00e8 giusto, scrive Campanini, \u00abirrigidire una presunta dicotomia tra il sunnismo, freddo, razionalista e legalista, e lo stesso sciismo, emozionale, spiritualista e mistico\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano dottrinale, le maggiori differenze tra le due confessioni sono sostanzialmente tre: la posizione tutta particolare che la persona e la famiglia di Ali hanno nel pensiero teologico-politico sciita; il tema della giustizia e del libero arbitrio; e il non riconoscimento, da parte della dottrina sunnita, dei cosiddetti \u00abcaliffi ben guidati\u00bb, ad eccezione di Ali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del primo e del secondo punto si \u00e8 gi\u00e0 trattato, seppure brevemente, in precedenza. Circa il secondo, va sottolineato che la giustizia fa parte dell&#8217;essenza stessa di Dio (Dio \u00e8 giusto e non potrebbe agire nel mondo diversamente), e tutti i fedeli sono chiamati a pro\u00admuoverla; infatti, alla fine dei tempi tutti saranno giudicati in base ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, per gli sciiti \u00e8 centrale l&#8217;idea di libero arbitrio. Gli uomini sono responsabili dei propri atti e sono chiamati ad agire secondo \u00abi disegni della giustizia divina\u00bb (22), la quale viene \u00absvelata\u00bb attraverso una serie di segni, i pi\u00f9 importanti dei quali sono la profezia e la guida degli <em>imam<\/em>. \u00abSeguire il loro insegnamento e imitarne il com\u00adportamento \u00e8 dunque un modo per entrare in sintonia con l&#8217;agire divino, e ci\u00f2 deve essere fatto attraverso una ricerca razionale del significato profondo del loro messaggio religioso\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec soltanto la ragione e il pensiero razionale permettono di conoscere e di seguire la giustizia divina, che spinge l&#8217;uomo ad agire rettamente. Nel pensiero politico-religioso sciita, giustizia divina e giustizia sociale sono in qualche modo complementari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza dei sunniti, che non hanno un clero vero e proprio, indipendente dall&#8217;autorit\u00e0 pubblica, ma soltanto degli interpreti qualificati della legge islamica (cio\u00e8 della <em>sharia<\/em>), gli sciiti conoscono un&#8217;organizzazione istituzionalizzata dell&#8217;autorit\u00e0 religiosa. Il clero sciita viene formato in vere e proprie scuole religiose, chiamate <em>hawzah<\/em> (le pi\u00f9 importanti delle quali sono quelle di Najaf in Iraq e di Qom in Iran), ed \u00e8 autonomo dallo Stato (anche se questo \u00e8 islamico), nel senso che non \u00e8 economicamente sostenuto dal Governo, ma dai fedeli riuniti in congregazioni religiose. Nello sciismo, infatti, esistono diverse autorit\u00e0 religiose, e i fedeli possono scegliere la guida da seguire e imitare nella loro vita. In questo modo il potere religioso non \u00e8 centralizzato, cio\u00e8 strutturato gerarchicamente, ma \u00e8 plurale, diffuso, organizzato intorno a figure carismatiche, esperte nell&#8217;interpretazione dei testi sacri e della legge, chiamate \u00abgrandi <em>ayatollah<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel periodo della rivoluzione iraniana (1979), ad esempio, accanto al prestigioso <em>ayatollah<\/em> Khomeini, che aveva una sua proposta personale sul modo di creare lo Stato islamico sciita \u2014 proposta che poi risult\u00f2 vincente sul piano politico \u2014, esistevano altre \u00abguide\u00bb altrettanto importanti (come, ad esempio, l&#8217;<em>ayatollah<\/em> al-Khoi), che avevano su tale questione posizioni differenti e che erano seguite devotamente dai fedeli delle loro congregazioni (24). Lo stesso accade oggi in riferimento all&#8217;orientamento religioso e politico della guida spirituale che i singoli fedeli scelgono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altre differenze tra sunniti e sciiti nella pratica religiosa riguardano tre questioni rilevanti: il <em>jihad,<\/em> l&#8217;istituto della dissimulazione e il cosiddetto \u00abmatrimonio temporaneo\u00bb. Circa la prima questione, nel mondo sciita ha da sempre prevalso il \u00abgrande <em>jihad<\/em>\u00bb, quello interiore, cio\u00e8 la lotta spirituale per migliorare se stessi, sul \u00abpiccolo <em>jihad<\/em>\u00bb, quello esteriore, finalizzato alla lotta armata e alla conquista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pensiero giuridico sciita il jihad esteriore \u00e8 sottoposto a norme molto rigide: esso \u00e8 solo difensivo e, soprattutto, deve essere autorizzato dall&#8217;imam. Ora, essendo questo in uno stato di \u00aboccultamento\u00bb, chi ha la facolt\u00e0 di dichiarare quando esistono le condizioni previste dalla legge islamica? In teoria, in questo periodo nessuno potrebbe farlo. In realt\u00e0, come per la questione sulla guida della comunit\u00e0, anche per la dichiarazione del <em>jihad<\/em> questa facolt\u00e0 \u00e8 stata trasferita dall&#8217;<em>imam<\/em> ai <em>mujtahid<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi soltanto alle pi\u00f9 importanti autorit\u00e0 religiose sciite \u00e8 consentito autorizzare il<em> jihad,<\/em> ma solo in alcune circostanze. Questo differenzia gli sciiti dai sunniti, per i quali non esiste un clero ufficiale gerarchicamente ordinato, e qualsiasi fedele pu\u00f2 dichiarare, nell&#8217;interesse della religione, il <em>jihad.<\/em> Il fatto che questo debba essere autorizzato dalle massime autorit\u00e0 religiose ha fatto in modo che non si sviluppassero, in contesto sciita, movimenti jihadisti disordinati a tendenza transnazionale (<em>al Qaeda<\/em> e affiliati), come invece \u00e8 accaduto in ambito sunnita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;istituto della dissimulazione, invece, \u00e8 il frutto di una lunga storia di persecuzioni e di violenze che gli sciiti hanno subito per mano della maggioranza sunnita, in particolare durante le persecuzioni attuate da califfi o sultani violenti e intolleranti. La <em>taqiyya<\/em> \u00e8 l&#8217;atteggiamento per cui, in caso di necessit\u00e0, risulta lecito nascondere le proprie convinzioni religiose fino ad arrivare alla menzogna, cautelando cos\u00ec la propria persona e i propri beni contro potenziali persecutori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo atteggiamento ha favorito la nascita, in ambito sciita, di importanti movimenti quietisti, i quali professavano indifferenza nei confronti dello Stato e del potere pubblico. La stessa flessibilit\u00e0 dottrinale \u00e8 presente anche nell&#8217;ambito della dottrina del matrimonio: accanto al coniugio permanente, gli sciiti consentono anche quello temporaneo, che pu\u00f2 durare addirittura soltanto un&#8217;ora. Esso viene permesso anche quando il suo obiettivo manifesto \u00e8 quello, da parte dell&#8217;uomo, della semplice soddisfazione di un desiderio sessuale. Tale forma di matrimonio \u00e8 invece condannata dai sunniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante queste differenze, secondo molti islamici tra le due maggiori confessioni dell&#8217;islam ci sarebbero pi\u00f9 punti di convergenza di quanto si creda. Lo sciismo infatti non \u00e8 una \u00aberesia\u00bb, ma, come scrive Seyyed Hossein Nasr, \u00abrappresenta un aspetto essenziale dell&#8217;ortodossia islamica e ha le sue radici nella rivelazione coranica e nell&#8217;anima del profeta, proprio come il sunnismo\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente fondazione di un presunto \u00abcaliffato\u00bb in territorio siro-iracheno ha riacceso in modo inaspettato l&#8217;antica rivalit\u00e0 tra le due grandi confessioni islamiche. In particolare fu Abu Musab al-Zarqawi, fondatore di <em>al Qaeda<\/em> in Iraq e uno degli ispiratori della strategia di azione dell&#8217;Isis (ucciso da un drone statunitense nel 2006), a riaccendere in epoca moderna l&#8217;antico e sanguinoso conflitto tra le due maggiori branche dell&#8217;islam (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa strategia fu adottata da Abu Barkr al-Baghdadi. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 nella serie di attentati organizzati nel 2015 da Daesh nei confronti del \u00abnemico vicino\u00bb, oltre agli odiati occidentali, spesso siano stati colpiti obiettivi sciiti, come \u00e8 successo a Beirut sud, e ancora prima a Baghdad, a Kuwait City e in alcune localit\u00e0 dell&#8217;Arabia Saudita, nonch\u00e9 le ripetute violenze contro le minoranze religiose in Siria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo Paese mirava a far deflagrare non soltanto il conflitto infra-religioso tra musulmani, ma anche quello tra le potenze regionali che si considerano rispettivamente protettrici dei sunniti e degli sciiti, cio\u00e8 l&#8217;Arabia Saudita e l&#8217;Iran, facendo aumentare, dopo questi fatti, la diffidenza e l&#8217;ostilit\u00e0 tra le due grandi potenze arabe. Mai come in questo momento, dopo gli attentati di Parigi, le ragioni della pace in Medio Oriente riguardano anche il \u00ablontano\u00bb Occidente. Ma in nessun caso, come ha detto ripetutamente Papa Francesco, \u00e8 lecito invocare il nome di Dio per uccidere o giustificare rivalit\u00e0 tra religioni, popoli e nazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Insieme allo sceicco, accusato di \u00abincitamento alla lotta settaria\u00bb, sono state giustiziate altre 46 persone, per lo pi\u00f9 terroristi di al Qaeda e pericolosi oppositori politici. Questo fatto \u00e8 stato considerato da Teheran come un chiaro atto di provocazione. Al-Nimr, infatti, dalle autorit\u00e0 iraniane era considerato come un leader religioso e come uno studioso pacifico, in ogni caso non pericoloso per la sicurezza dello Stato saudita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> G. Kepel, <em>Oltre il terrore e il martirio<\/em>, Milano, Feltrinelli, 2009, 61.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Cfr ivi, 60 s; G. Sale, <em>Islam contro islam<\/em>, Milano, Jaca Book, 2013, 95 s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Cfr M. Campanini,<em> Islam e politica,<\/em> Bologna, il Mulino, 2015, 83.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> I nizari furono impropriamente denominati dai crociati \u00abassassini\u00bb, a causa \u2014 sembra \u2014 del suono della loro denominazione in arabo. In seguito alla ribellione a un califfo fatimida nel 1090, furono costretti ad arroccarsi nella possente fortezza di Alamut, nella Persia settentrionale, costituendo uno Stato di monaci-guerrieri. Formarono l&#8217;ala militante e rivoluzionaria dell&#8217;ismailismo, animata da un forte spirito millenaristico. Essi inoltre teorizzarono in modo radicale i princ\u00ecpi dell&#8217;infallibilit\u00e0 e della necessit\u00e0 storica dell&#8217;imam, fino a ridurre l&#8217;autorit\u00e0 di Maometto a vantaggio dell&#8217;imam del tempo, a cui compete l&#8217;insegnamento autoritativo ed esoterico (il <em>ta&#8217;lim<\/em>). Ai nizari oggi si rifanno i pochi seguaci dell&#8217;Aga Kahn. Cfr F. Daftary, <em>The Isma&#8217;ils. Their History and Doctrines<\/em>, Cambridge, Cambridge University Press, 1990, 56.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Cfr M. Campanini, <em>islam<\/em>, Brescia, La Scuola, 2013, 58 s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> R. Gritti &#8211; G. Anzera, <em>I<\/em> <em>partigiani di Al\u00ec. Religione, identit\u00e0 e politica nel mondo sciita<\/em>, Milano, Guerini Studio, 2007, 25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Cfr W. Madelung, \u00absi&#8217;at\u00bb, in <em>Enciclopedia delle religioni,<\/em> a cura di M. Eliade, Roma &#8211; Milano, Citt\u00e0 Nuova -Jaca Book, 2004, 577.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Trattandosi di un articolo divulgativo, nella trascrizione dei nomi arabi non si terr\u00e0 conto dei numerosi accenti e dei complessi segni diacritici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Cfr A. Noth, \u00abL&#8217;islam delle origini\u00bb, in <em>Storia del mondo arabo,<\/em> a cura di U. Haarmann, Torino, Einaudi, 2010, 76 s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Cfr ivi, 100.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Cfr ivi, 101.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> R. Gritti &#8211; G. Anzera,<em> \u00a0I\u00a0partigiani di Ali&#8230;<\/em>, cit., 30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> M. Campanini,<em> Islam e politica,<\/em> cit., 84.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> Sulla storia degli sciiti, cfr D. Sourdel, <em>L&#8217;imamisme vu par le Cheikh al-Mufid<\/em>, Paris. Geuthner. 1974; A. Tabataba&#8217;i, <em>L&#8217;Islam Shi&#8217;ta,<\/em> Roma, Centro Culturale Islamico Europeo, 1989; Y. Richard, <em>L&#8217;islam Shi&#8217;te<\/em>, Paris, Fayard, 1991; B. Scarcia Amoretti, <em>Gli sciiti nel mondo<\/em>, Roma, Jouvence, 1994.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> Gli sciiti duodecimani nel mondo sono circa 150 milioni e costituiscono il 70% dell&#8217;intera popolazione sciita. I princ\u00ecpi fondamentali della dottrina sciita duodecimana sono sostanzialmente quattro:<em> 1)<\/em> La confessione dell&#8217;unicit\u00e0 di Dio (tawliid); <em>2)<\/em> Il riconoscimento che Dio \u00e8 giusto per natura (&#8216;adi); <em>3)<\/em> La dottrina della funzione profetica di tutti i profeti a partire da Adamo fino al dodicesimo imam, passando per Maometto (imama); <em>4)<\/em> La dottrina dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima, della responsabilit\u00e0 dell&#8217;uomo circa le proprie azioni e del giudizio di Dio circa queste, nonch\u00e9 la dottrina del paradiso, del purgatorio e dell&#8217;inferno (ma&#8217;ad). Tutti questi aspetti sono comuni anche all&#8217;islam sunnita. Cfr S. H. Nasr, \u00absi&#8217;at\u00bb, cit., 601.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> S. H. Nasr, \u00absi&#8217;at\u00bb, cit., 601.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> Cfr G. Sale, \u00abLa dottrina sciita dell&#8217;imamato e dello Stato islamico integrale\u00bb, in <em>Civ. Catt.<\/em> 2015 IV 317-327.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Cfr R. Gritti &#8211; G. Anzera, <i>I\u00a0<\/i><em>partigiani di Al\u00ec..<\/em>., cit.,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Cfr H. Corbin, <em>Storia della filosofia islamica,<\/em> Milano, Adelphi, 1989, 78.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> M. Campanini, I<em>slam e politica<\/em>, cit., 83.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Ivi, 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> R. Gritti &#8211; G. Anzera, <em>I partigiani di Ali.<\/em>.., cit., 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> Cfr M. Campanini, <em>Islam e politica,<\/em> cit., 23.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> S. H. Nasr, \u00absi&#8217;at\u00bb, cit., 601.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> Cfr L. Napoleoni, <em>Isis. Lo Stato del terrore. Chi sono e cosa vogliono le milizie islamiche che minacciano il mondo,<\/em> Milano, Feltrinelli, 2014, 26.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Civilt\u00e0 Cattolica n.3975 13 febbraio 2016 Giovanni Sale S.I. 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