{"id":3002,"date":"2009-04-01T08:56:32","date_gmt":"2009-04-01T06:56:32","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-13T12:16:03","modified_gmt":"2016-06-13T10:16:03","slug":"ecco-perch-sbaglia-chi-pensa-a-una-crisi-del-dialogo-tra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/ecco-perch-sbaglia-chi-pensa-a-una-crisi-del-dialogo-tra\/","title":{"rendered":"Ecco perch&eacute; sbaglia chi pensa a una crisi del dialogo tra liberali e cattolici"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-34579\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/laici_cattolici.jpg\" alt=\"laici_cattolici\" width=\"233\" height=\"200\" \/>l&#8217;Occidentale, <\/strong>25 Febbraio 2009<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Risposta a Galli della Loggia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Pietro De Marco<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> \u00a0Improvvisamente, per me almeno (ve ne saranno state avvisaglie, che mi sono sfuggite), Ernesto Galli Della Loggia ha annunciato il tramonto della \u201cstagione che \u00e8 andata sotto il nome di incontro o dialogo tra laici e cattolici\u201d (<em>Corriere della Sera<\/em>, domenica 15 febbraio). Si tratta naturalmente di una prognosi ragionata, su cui vorrei anch\u2019io ragionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galli della Loggia evoca due date: i primi anni Novanta (per comodit\u00e0, la scomparsa della DC storica) e l\u2019 11 settembre 2001, come acceleratore del convergere dialogico. Eventi e soglie storiche che \u201caprirono o catalizzarono una serie di interrogativi (\u2026) riguardanti l\u2019Italia e il mondo\u201d, dalla rivoluzione delle tecnoscienze alle nuove situazioni geopolitiche, tali da far \u201cimmaginare una nuova collocazione e una nuova missione politica\u201d, per i cattolici e per quei laici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nuova libert\u00e0 nel rivolgersi ai problemi critici accomunava cattolici e\u00a0(quei) laici; per la prima volta nella storia italiana, l\u2019intreccio tra \u201cla tradizione liberale e il cristianesimo cattolico\u201d vi \u00e8 stato, e produttivo. Galli della Loggia rileva per\u00f2, da un lato, stanchezza e ripetitivit\u00e0, dall\u2019altro il sopraggiungere, congiunturale ma potenzialmente distruttivo, di \u201cnuove ostilit\u00e0\u201d tra le parti. Cos\u00ec appare irraggiungibile, oggi pi\u00f9 di ieri, l\u2019obiettivo di \u201cuna cultura civica capace di coniugare quotidianamente, senza contrasti ultimativi, una dimensione pubblica della religione e un ethos democratico condiviso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che a Galli sembra una seria crisi ha, per\u00f2, origine interna, che spiegherebbe la vulnerabilit\u00e0 dell\u2019incontro laici\/cattolici nella recente congiuntura bio-etica (qualcuno dice piuttosto biopolitica). Cos\u2019\u00e8 avvenuto? Sul lato cattolico gli interlocutori sono stati, nel laicato, prevalentemente i \u201cgiovani intellettuali dei movimenti\u201d, spesso radicali e instabili nel loro contributo al dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha prevalso in effetti una partnership ecclesiastica, gerarchica. Tutti pensiamo al ruolo, di primo rilievo in questo \u201cincontro\u201d, del Card. Ruini (opportunamente Galli non fa nomi); mi permetto di trovare un po\u2019 gratuito, e indelicato, supporre che \u201cmolti prelati\u201d avrebbero trovato nel dialogo un\u2019occasione per divagarsi, come si dice in toscano, o per mettersi in mostra. E, poi, anche i laici (di ogni\u00a0<em>genus<\/em>) corrono ai Convegni per fuggire dalle pareti domestiche!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prevalente\u00a0<em>partnership<\/em>\u00a0gerarchica avrebbe implicato due effetti negativi per l\u2019<em>incontro<\/em>: non ha ricevuto \u201cl\u2019apporto di energie vaste e profonde\u201d , fatte salve appunto quelle ecclesiastiche, e lo ha trasformato \u00a0in un confronto con la Chiesa, etichettabile come politico e tale da suscitare un fuoco di interdizione (che Galli giudica \u201calla fine efficace\u201d) da settori del mondo cattolico (che non chiamerei \u201claici intransigenti\u201d, formula non chiara qui, in qualsiasi accezione la si usi) e dalle sinistre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo proseguire la mia parafrasi, perch\u00e9 possono sfuggire al lettore dei passaggi importanti dell\u2019argomentazione. Il ruolo preponderante assunto nel dialogo dalla Chiesa come tale, dice Galli, in realt\u00e0 da pochi uomini della gerarchia cattolica, sarebbe sintomo di un \u201culteriore fattore negativo\u201d, \u201cl\u2019autoreferenzialit\u00e0 con la quale il mondo cattolico \u00e8 abituato da un paio di secoli ad improntare il suo rapporto con chi non ne fa parte storicamente\u201d.\u00a0Su questo punto sarebbe interessante ragionare a lungo; ma \u00e8 curioso che \u00a0l\u2019esemplificazione (pertinente, anche se nel tono \u201cimpertinente\u201d gi\u00e0 osservato) suoni aneddotica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autoreferenzialit\u00e0 si manifesterebbe nella troppo variabile, e infine contraddittoria, disponibilit\u00e0 della gerarchia a colloquiare ora con i \u201claici di orientamento liberale\u201d, per dare\u00a0subito dopo visibilit\u00e0 e voce in convegni e giornali, persino con maggiore convinzione (pensa Galli della Loggia), ai loro aspri critici ed avversari di sinistra, critici ed avversari dei laici liberali proprio per il loro dialogo con la Chiesa! Avversari trasversali, potrei aggiungere, perch\u00e9 ad essi si aggiungono i cattolici, e non solo entro il laicato, critici della stessa gerarchia coinvolta nel dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale \u201cautoreferenzialit\u00e0\u201d, termine tecnico (passato a connotazione deteriore, tra psicologica e morale) che non amo, indotta dalle condizioni di storica separatezza della Chiesa e del\u00a0\u201cretroterra sociale che fa capo ad essa\u201d nella societ\u00e0 nazionale, avrebbe oggi una evidenza ed un costo proprio nella sua (della Chiesa) manifesta impossibilit\u00e0\u00a0\u201cdi fare politica davvero, cio\u00e8 di avere una visione strategica, di fare scelte nette e conseguenti, di scegliere chi sono i propri amici culturali e chi no\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa mancata scelta della Chiesa a favore di un mondo laico (quello liberale, dialogico e favorevole) rispetto ad un altro (ostile e scarsamente dialogico), una mancata scelta che all\u2019editorialista del <em>Corriere<\/em>\u00a0pare anzitutto espressione di spregiudicatezza politica, il dialogo cattolici\/laici (liberali) starebbe naufragando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diagnosi, e la prognosi, dell\u2019amico Galli della Loggia mi trovano, una volta tanto, in dissenso; potrei\u00a0essere d\u2019accordo su dettagli che per\u00f2, rispetto alla questione centrale, ritengo poco rilevanti, o contingenti.\u00a0Propongo un breve riesame dei termini, che riguarda a) il laicato cattolico italiano b) la Chiesa come\u00a0<em>societas<\/em>\u00a0e nella societ\u00e0, c) i laici liberali e la loro precomprensione dell\u2019interlocutore cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Il laicato cattolico italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formula dell\u2019incontro laici-cattolici si presentava, concettualmente, ambiziosa e indeterminata.\u00a0Lo dico avendo seguito, come lettore interessato, la vicenda dalla met\u00e0 degli anni Novanta (riviste, incontri, libri). Ma se la chiamata non poteva non essere per tutti, forze e uomini in campo erano ben circoscritti, fin dall\u2019inizio. Penso alla terna Adornato, Galli Della Loggia, Rumi, e agli interlocutori delle prime annate di\u00a0<em>Liberal<\/em>.\u00a0Alcuni liberali (laici-liberali) e alcuni cattolici, dunque, e prevalentemente uomini di cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed erano cattolici \u201cconservatori\u201d (nel senso di Roger Scruton), non \u201ci cattolici\u201d, quelli che hanno accolto l\u2019iniziativa e frequentato gli spazi di\u00a0<em>Liberal<\/em>.\u00a0Galli della Loggia sa bene, ma non d\u00e0 alla cosa giusto peso nell\u2019articolo, che i cattolici eredi delle antiche sinistre, di quella gi\u00e0 democristiana come di\u00a0quella gi\u00e0 PCI (i numerosi cattolici \u201cberlingueriani\u201d), hanno visto gli intellettuali e le tesi di\u00a0<em>Liberal<\/em>, come le personali tesi di Galli della Loggia, marcate a destra (ad esempio \u201crevisionistiche\u201d), confinanti e presto coincidenti con lo spirito del (nuovo) centrodestra. Il compianto Rumi collaborava a\u00a0<em>Liberal<\/em>\u00a0per la sua grande libert\u00e0 e intelligenza, coraggioso outsider.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019incontro \u201claici-cattolici\u201d, obiettiva alleanza di minoranze uscite a fatica da maggioranze molto condizionanti, ha operato una comune geometria di distacchi e revisioni. Per i cattolici il distacco dall\u2019eredit\u00e0 democristiana, l\u2019emancipazione dalle derive culturali del postconcilio, l\u2019affinit\u00e0 col programma di Giovanni Paolo II; per i laici liberali l\u2019emancipazione da mezzo secolo di Italia repubblicana a metamorfica dominante gramsciana (nel senso di Del Noce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un \u201ddialogo\u201d tra queste minoranze, dotate di una insorgente forza critica, poteva ragionevolmente porsi obbiettivi di breve periodo?\u00a0Galli attribuisce il \u201cfallimento\u201d dell\u2019incontro al mancato intervento del laicato intellettuale\u00a0cattolico e alla spregiudicatezza della parte ecclesiastica. Ma chiedo: le attese laico-liberali, ed anche quelle in certo modo cattolico-liberali presenti,\u00a0erano per parte loro ben registrate sulla complessit\u00e0 cattolica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo insistere su un chiarimento (ne ho scritto in <a href=\"http:\/\/www.chiesa.espressonline.it\/\" target=\"_blank\">www.chiesa.espressonline.it\u00a0<\/a>\u00a0\u00a0Newsletter dell\u201911 settembre 2008). Se per \u201claici cattolici\u201d si intendono i quadri del laicato di azione cattolica (nel senso pi\u00f9 ampio) non era pensabile, proprio allora, negli anni (anni Novanta) della mobilitazione per la \u201cdifesa della costituzione\u201d, del risorgente estremo dossettismo, trovare in loro dei dialoganti con Galli della Loggia o con Adornato, o con iniziative autonome ma non divergenti, come quelle di Marcello Pera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pi\u00f9, e pi\u00f9 profondamente, va ricordato che\u00a0l\u2019<em>incontro<\/em>\u00a0del laicato cattolico \u201cqualificato\u201d con la laicit\u00e0 dei Moderni, avviato negli anni del Concilio,\u00a0si era gi\u00e0 consumato negli anni Settanta, sotto i traumi e i vincoli del post-Sessantotto.\u00a0Sappiamo tutti, e non fu mai nascosto, che il riconoscimento dei valori laici ebbe allora i caratteri della \u201cscoperta\u201d dei (e della immersione nei) <em>valori moderni<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le opzioni prevalenti, o di esemplarit\u00e0 prevalente, del laicato furono a sinistra entro e fuori la DC, e sempre \u201ca sinistra\u201d oltre la DC e la sua crisi. Per questo laicato la proposta di\u00a0<em>Liberal<\/em>, l\u2019incontro liberali-cattolici (in tutte le sue possibili versioni) erano e appaiono tutt\u2019ora anacronistici,\u00a0e segnati per di pi\u00f9 dall\u2019incombere di un nuovo \u201crischio di destra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il laicato cattolico non \u00e8 esclusivamente quel laicato \u201cqualificato\u201d, ordinariamente definito da un rapporto di collaborazione dai tratti unitari, diretta, organizzata, con i Pastori. E non tanto perch\u00e9 vi sono\u00a0<em>altre forme<\/em>\u00a0di pratica cattolica intensa, e comunit\u00e0 e movimenti. Ma perch\u00e9, costitutivamente, il \u201claicato\u201d \u00e8 la totalit\u00e0 dei\u00a0<em>christifideles<\/em>, militanti (nel senso di un\u2019attiva disponibilit\u00e0 e mobilitazione) e non militanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggioranza degli italiani costituisce tuttora\u00a0<em>il laicato<\/em>; o, se si preferisce, una costellazione di laicati cattolici sui generis, composti o meno di \u201cvirtuosi\u201d (nel senso weberiano) comunque diversi tra loro, ma portatori di pratica, spiritualit\u00e0 e ethos cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa costellazione, che permea la stratificazione sociale e generazionale, vengono anche gli uomini e donne fulcro oggi del voto di centrodestra. Sono, naturalmente, gli \u201cstrani cristiani\u201d deprecati dalle sinistre anticlericali e \u201cclericali\u201d (anche questo nel senso di Del Noce); ma la ricerca sociologica sulla religiosit\u00e0 degli italiani, se non viene messa a servizio della sindrome \u201cminoritaria\u201d, parla diversamente.\u00a0Per gli \u201cstrani cristiani\u201d un orizzonte di \u201cnuovi compiti per cattolici e laici\u201d (per usare le parole di Galli della Loggia) diversi da quelli della stagione democristiana e\/o \u201ccattolico-critica\u201d \u00e8,\u00a0infatti, banco di prova dell\u2019avvenuta emancipazione dal blocco culturale dell\u2019Italia postbellica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, osserverebbe Galli della Loggia, questi laicati cattolici non conformi alla tipologia\u00a0\u201ccatto-comunista\u201d\u00a0(brutta categoria semplificatrice, che vorrei non si usasse), questi cattolici non \u201cclericali\u201d (rispetto al senso che\u00a0<em>clericale<\/em>\u00a0ha in Del Noce) e non \u201cprogressisti\u201d, come si manifestano? Ai fini del dialogo sono (stati) assenti. A ben vedere, no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Direi semplicemente, anzitutto: non sono\u00a0<em>questo<\/em>\u00a0laicato cattolico\u00a0<em>sui generis<\/em>molti uomini e donne dei quadri politici e intellettuali del centrodestra? Non sono cattolici (quindi laicato) parte degli uomini e delle donne che\u00a0operano a Magna Carta, che scrivono\u00a0<em>Il Foglio<\/em>\u00a0o l\u2019attuale\u00a0<em>Liberal<\/em>, e molti altri periodici; o scrivono, intervengono, dibattono sui tanti forum on line?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza contare la morfologia di piccoli gruppi, centri di cultura, associazioni, riviste, bollettini, che confermano l\u2019originalit\u00e0 storica con cui l\u2019ecclesiosfera (bella formula di \u00c9mile Poulat) si dispone negli interstizi delle societ\u00e0 complesse. Questo mondo \u00e8 \u201claicato cattolico\u201d attivo e permeabile (o gi\u00e0 permeato e attivo fino dagli inizi) nell\u2019incontro che sta a cuore a Galli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo differenziato interlocutore, nelle sue variet\u00e0 (estranee alla classica formazione di AC, ma spesso anche a quella di altri movimenti o associazioni), \u00e8 oggi capace di esistere politicamente, e di conservare una<em>\u00a0conformit\u00e0 cattolica<\/em>(faticosa, spesso contraddittoria), fuori dell\u2019unit\u00e0 politica e associativa dei cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma va saputo riconoscere e legittimare come interlocutore.\u00a0Ho arrischiato altrove il giudizio che queste culture e generazioni, questi soggetti dell\u2019<em>ecclesiosfera<\/em>, sono spesso pi\u00f9 in sintonia con l\u2019episcopato e con Roma dei laicati \u201cvirtuosi\u201d che prestano opera nelle parrocchie, plasmati nei decenni dalla\u00a0<em>vague<\/em>\u00a0post-conciliare; dei laicati, cio\u00e8, che si alimentano alla diuturna lettura di Enzo Bianchi o delle meditazioni Card. Martini. Insomma, \u00e8 una ecclesiosfera (meglio, un vasto sottoinsieme della ecclesiosfera totale) post-movimento cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, dialogo\/incontro \u201cliberale\u201d a parte, ritenere che il laicato cattolico non abbia consistenza intellettuale, non faccia cultura, non partecipi al dibattito pubblico, \u00e8 un errore, simmetrico a quello dei \u201ccattolici democratici\u201d, anzi indotto dalla loro diagnosi: \u201cil silenzio del laicato\u201d, basata sulla sola evidenza del proprio \u201csilenzio\u201d che non \u00e8 poi tale. L\u2019espressione \u00e8 metafora (e, ad un tempo, errata diagnosi) della propria perdita di autorit\u00e0 e influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa gerarchia ecclesiastica non ha sempre il polso di questa complessit\u00e0 cattolica; i dati delle ricerche socioreligiose vengono affondati con le lenti di un pastoralismo pessimistico (associato a dubbie ecclesiologie microcomunitarie), che considera il praticante discontinuo e di mediocre formazione religiosa qualcosa come un\u2019entit\u00e0 non pi\u00f9 cattolica, perduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che, di conseguenza, consiglia i vescovi nella direzione di una specie di nichilismo minoritarista.\u00a0Come non bastasse lo spettacolo delle rovine delle (un tempo) grandi chiese nazionali europee che hanno battuto questa strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse l\u2019<em>incontro<\/em>\u00a0pu\u00f2 servire anche su questo fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La Chiesa come\u00a0<em>societas<\/em>\u00a0e nella societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la configurazione dei \u201ccattolici laici\u201d risulta complicata, un&#8217;altra dimensione del ragionamento autorizza ad un giudizio inequivoco. Galli della Loggia ritiene che una secolare autoreferenzialit\u00e0 (strategica e tattica) renda ancora oggi impossibile alla Chiesa una decisa, univoca, scelta di strategia culturale e politica. Direi di no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, quella che egli chiama autoreferenzialit\u00e0 (\u201cda due secoli\u201d) \u00e8, forse , piuttosto la condizione di fatto e di diritto di un corpo ecclesiastico (re)spinto dagli ordinamenti e ideologie post-rivoluzionarie verso una condizione formale di marginalit\u00e0 rispetto all\u2019ordinamento statuale, ai suoi poteri e valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019attesa che tale marginalit\u00e0, dettata unilateralmente da un ordinamento,\u00a0divenisse un fatto.\u00a0Questo tentativo della modernit\u00e0 politico-giuridica non ha avuto successo con la Chiesa cattolica, che non solo ha conservato la sua\u00a0<em>perfectio<\/em>\u00a0e la sua peculiare giurisdizione sui fedeli, sviluppando contemporaneamente l\u2019alta dottrina dello\u00a0<em>ius ecclesiasticum publicum<\/em>,\u00a0ma ha ad un tempo ridefinito e rafforzato la sua missione universale, erga omnes.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per ragioni sostanziali, dunque, il termine \u201cautoreferenziale\u201d non va; se la Chiesa cattolica degli ultimi due secoli si riconfigura come una vasta forma militante certamente coesa e\u00a0gerarchica, vigile su quanto avviene al proprio interno, la sua azione resta essenzialmente ordinata\u00a0<em>ad extra<\/em>.\u00a0La stessa chiesa\u00a0<em>militans<\/em>\u00a0di Pio XI e Pio XII, le cui fondazioni sono nell\u2019et\u00e0 di Leone XIII e di Pio X, \u00e8 sotto questo aspetto tutt\u2019altro che rivolta su di s\u00e9. Molto pi\u00f9 autoreferenziale la chiesa delle insofferenti autonomie parrocchiali di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contemporanea condizione ecclesiastica \u00e8 dunque cosciente di s\u00e9, ordinata e ordinante, universalistica.\u00a0La fine della metamorfica (ma breve, in fondo) tradizione partito\/movimento cattolico ha liberato la Chiesa anche dalla pressione proveniente da una sua cultura interna, negli anni Settanta e oltre, a presentarsi illuministicamente come una forza mondiale di progresso\/giustizia (magari di rivoluzione) &#8211; una suggestiva drammatica tentazione alla perdita di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uscita dal Novecento ha rafforzato entro l\u2019ecclesiosfera la manifestazione della variet\u00e0 (non di un \u201cpluralismo\u201d istituzionale, che in linea di diritto \u00e8 incompatibile con la natura della Chiesa), quella che insisto a chiamare, con i classici, la\u00a0<em>complexio oppositorum<\/em>\u00a0cattolica. Siamo a mio avviso in una imprevista situazione di neo-cristianit\u00e0, postmilitante (si intenda: finch\u00e9 non vengano dal\u00a0<em>moderno sovrano<\/em>\u00a0attentati ai principi), com\u2019\u00e8 ovvio senza gli ordinamenti di\u00a0<em>ancien r\u00e9gime<\/em>, in societ\u00e0 complessa, ossia ad alta differenziazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le implicazioni sul ragionamento di Galli della Loggia mi paiono evidenti. Poich\u00e9 n\u00e9 lui n\u00e9 io siamo interessati all\u2019aneddotica, non importa veramente chi e in quali contesti particolari abbia oggi promosso il dialogo cattolici-laici (liberali) e domani dato voce ai suoi oppositori laici (anticlericali) o provenienti dal laicato cattolico e ideologicamente parenti dei primi (i cattolici che nella discussione pubblica militano dal lato di Scalfari e Zagrebelsky).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importa che pare impensabile, incompatibile con la struttura profonda della Chiesa oltre che con lo statuto attuale della ecclesiosfera (italiana in particolare; il \u201csingolare pluralismo\u201d italiano, come ci si \u00e8 espressi acutamente), che possa darsi qualcosa come un\u2019unica \u201cvisione strategica\u201d nella sfera pubblica,\u00a0consistente\u00a0nel \u201cfare scelte nette e conseguenti, [nello] scegliere chi sono i propri amici culturali e chi no\u201d, per usare ancora le parole stesse di Galli della Loggia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa chiesa pacelliana, dotata per vitale necessit\u00e0 di visione strategica unitaria e di nette alleanze, non fu univoca nello scegliere \u201ci propri amici culturali\u201d.\u00a0Galli sa che nei recenti, critici, anni Novanta e oltre, anche la grande personalit\u00e0 che ha guidato l\u2019episcopato italiano nella transizione ha non scelto univocamente, ma aperto innovativamente la riflessione cattolica\u00a0<em>anche<\/em>ad \u201camici culturali\u201d nuovi, quali appunto i laici-liberali non legati alle\u00a0<em>soci\u00e9t\u00e9s de pens\u00e9e<\/em>\u00a0laiciste (\u201cdi sinistra\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella ecclesiosfera Galli della Loggia e altri sono stati e sono oggi ascoltati con attenzione. Cos\u00ec il lavoro di Ferrara \u00e8 seguito e accolto spesso con ammirazione. Ad alti livelli il dialogo tra Joseph Ratzinger, cardinale poi papa, e Marcello Pera \u00e8 stato davvero importante. Tutto questo non \u00e8 senza conseguenze, gi\u00e0 avvertibili, nella formazione dell\u2019ethos cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce ne danno conto, in negativo, i modi sprezzanti con cui i laici del dialogo liberale sono stati considerati (cinici strumentalizzatori); le reazioni e opposizioni, su tutti i fronti, al governo del Card. Ruini, nonch\u00e9 la celebrazione, non certo sotto traccia, della \u201cirreversibile fine\u201d della stagione ruiniana della chiesa italiana (una povera celebrazione, mal fondata nella diagnosi come nella prognosi); insomma la complessiva\u00a0<em>damnatio<\/em>\u00a0di quanto ho disegnato fino ad ora,\u00a0recitata (con qualche eccezione) dai due fronti dominanti del cattolicesimo della conclusa stagione di secondo Novecento, quello sociale-politico\u00a0e quello \u201ccritico\u201d della milizia postconciliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. I laici liberali e la loro precomprensione dell\u2019interlocutore cattolico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo punto, appena un poco\u00a0<em>ad hominem<\/em>. Galli della Loggia perdoner\u00e0; conosce la mia stima.\u00a0Mi colp\u00ec, diversi anni, fa un suo intervento (<em>Il mea culpa dimenticato<\/em>, in\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>, 23\/3\/2000), avvezzo com\u2019ero ad un sostanziale accordo con le sue intelligentissime sortite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019editoriale si rammaricava di una mancata \u201crichiesta di perdono\u201d (nella congiuntura giubilare del grande rito del mea culpa, celebrato da Giovanni Paolo II il 12 marzo) per la condanna dei modernisti (1907), e riprendeva con accenti personali un giudizio non nuovo sulle conseguenze di quella condanna: \u201cl\u2019Italia [cui aveva attribuito, qualche riga prima,\u00a0una \u201cpovert\u00e0 di vita religiosa e il suo essere storicamente soverchiata dalla gerarchia\u201d] \u00e8 rimasta un paese privo di una vera cultura religiosa, dove a lungo la coscienza moderna si \u00e8 fatta un vanto di sottrarsi all\u2019indispensabile dialogo con la voce misteriosa che viene dal fondo dei tempi e che pretende all\u2019eterno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintomatica in Galli, nonostante l\u2019esibito realismo storiografico, questa valorizzazione delle potenzialit\u00e0 dei modernismi cattolici, e di una \u201criforma religiosa\u201d (che giudico una ancora inguaribile sindrome dei liberali, laici e cattolici). Conosco l\u2019autorit\u00e0 e l\u2019influenza del modello Jemolo, anche se dubito sia pertinente invocarlo oggi: \u201criforma religiosa e laicit\u00e0 dello stato\u201d (di Jemolo l\u2019editrice Morcelliana ha riproposto in un piccolo volume,\u00a0<em>Coscienza laica<\/em>, a cura di Carlo Fantappi\u00e8 [2008], pagine importanti e poco accessibili).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019incontro con i cattolici non pu\u00f2 pretendere la \u201criforma\u201d, non de iure (ovviamente) ma nemmeno de facto, e questo \u00e8 per uno storico l\u2019argomento principe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dialogo con un cristianesimo riformato \u00e8 gi\u00e0 avvenuto, ed \u00e8 stato quello del liberalismo con il protestantesimo nelle diverse espressioni. Quella vicenda \u00e8 conclusa, e possiamo giudicarla: le eredit\u00e0 protestanti-liberali sono oggi indistinguibili dalle laicit\u00e0 etico-politiche agnostiche, il loro richiamo a Cristo e alla Chiesa \u00e8 talmente impoverito nei suoi fondamenti cristologici e trinitari (sono una\u00a0<em>fides qua<\/em>\u00a0senza\u00a0<em>fides quae<\/em>) da poter essere condiviso da chiunque senza conseguenze che dichiarino la differenza cristiana. A conclusione del percorso si dovrebbe dire:\u00a0<em>reformata reformanda<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nei titoli (nella tipica aggressiva titolazione) di\u00a0<em>Repubblica<\/em>\u00a0si vede comparire la formula polemica: \u201cla chiesa del dogma\u201d, come se il rimando al canone della fede fosse una strana reviviscenza, la restaurazione di qualcosa andato in desuetudine,\u00a0non si pu\u00f2 non sorridere; cosa ha autorizzato i \u201claici\u201d a pensare che la Chiesa cattolica avesse abbandonato il Credo, la tradizione dei Concili, la dottrina dei suoi dottori (intelletti tra i pi\u00f9 alti\u00a0della storia mondiale) e dei suoi spirituali ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E credono davvero i \u201claici\u201d che sarebbe stato meglio cos\u00ec? Che ne \u00e8 dell\u2019Europa protestante, ed anche cattolica (che ne segue le tracce), dove i cristiani balbettano solo il credo del politicamente corretto e dei diritti individuali?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Galli della Loggia non ha niente a che fare con gli oltranzismi del quotidiano di Scalfari e Ezio Mauro, con la loro concezione ottocentesca (che \u00e8 anche quella di Gustavo Zagrebelsky) di una Chiesa che nel suo stesso esistere, come istituzione e dottrina, tradisce la predicazione di Ges\u00f9. Ma nell\u2019elogio delle istanze\u00a0modernistiche\u00a0non intende, neppure lui, la necessit\u00e0 cristiana della \u201cchiesa del dogma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 essenzialmente sul fronte del dogma, della\u00a0<em>fides quae<\/em>, che i giovani (per lo pi\u00f9) della battaglia modernistica appaiono disorientati e vulnerabili; e i meno giovani, i maestri\u00a0\u00a0 (i Tyrrell, i Loisy) decisamente nell\u2019errore. Pio X fece ci\u00f2 che doveva, secondo l\u2019imperativo della funzione petrina ( il \u201cconfirma fratres tuos\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confronto con i cattolici non pu\u00f2 essere condotto nell\u2019attesa, detta magari a fior di labbra, di trovarsi ancora di fronte uomini della \u201criforma\u201d, altri \u201csempiterni riformatori\u201d (come scriveva tra ironia e irritazione Delio Cantimori, di fronte ad un inguaribile topos storiografico, concomitante con quello ideologico della \u201criforma mancata\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non perch\u00e9 dei \u201csempiterni riformatori\u201d in campo cattolico non vi siano; hanno anzi monopolizzato la cultura ecclesiale per decenni. Ma, intanto, perch\u00e9 proprio\u00a0<em>questi<\/em>\u00a0cattolici non hanno alcun interesse a dialogare con i laici liberali;\u00a0anzi sono stati ostili, come lo \u00e8 stata la cultura laica di sinistra, a quanto Galli della Loggia ha proposto nei decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, pi\u00f9 a fondo, perch\u00e9 la modernit\u00e0 liberale deve darsi il compito nuovo, cui si \u00e8 sottratta negli \u201cultimi due secoli\u201d, di misurarsi sull\u2019integrit\u00e0 cattolica, che \u00e8 anche la compiutezza del canone occidentale; non sulle sue semplificazioni moderne e modernizzanti.\u00a0Misurarsi su di un cristianesimo che \u00e8 Tradizione e<em>confessio fidei<\/em>\u00a0pubblica, con un patrimonio di fede (il\u00a0<em>credendum<\/em>) determinato e fondante, non \u201cliquido\u201d, e una gerarchia \u00a0che presiede alla trasmissione\/interpretazione autentica; su enunciati di fede che sono enunciati di realt\u00e0, congeniali al Logos e non (anzitutto o esclusivamente) bei simboli e buoni sentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 naturalmente un impegno che si pu\u00f2 desiderar di evitare, poich\u00e9 esige un riesame critico della struttura profonda (\u201cmoderna\u201d) del paradigma liberale. Ma \u00e8 l\u2019unico impegno utile, e credo vitale, per il liberalismo presente e per il suo futuro. Tutto il resto \u00e8 gi\u00e0 stato sperimentato e nei laici delle correnti\u00a0<em>radical\u00a0<\/em>ha come pietrificato obiettivi e convincimenti irreversibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada di Galli della Loggia, e di altri, \u00e8 aperta e promettente, per tutti. Ma dobbiamo tornare, nell\u2019incontro laici-cattolici, sulla frattura moderna pi\u00f9 insidiosa, che individuo nella\u00a0<em>Lettera sulla tolleranza<\/em>\u00a0di Locke. L\u00e0 dove si affianca, di fatto si condiziona, la neutralit\u00e0 del magistrato al carattere congregazionale (\u201ca free and voluntary society\u201d) di una Chiesa e alla sua \u201cinnocuit\u00e0\u201d sociale, di cui il magistrato civile\u00a0sarebbe giudice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa cattolica non \u00e8 questo per essenza, n\u00e9 riducibile a questo; n\u00e9 come mistero dell\u2019incorporazione in Cristo (il dono trinitario della\u00a0<em>historia salutis<\/em>\u00a0non dipende davvero dalla nostra \u201clibera volont\u00e0\u201d),\u00a0n\u00e9 come istituzione conforme alla sua originaria chiamata universalistica.\u00a0\u00a0 Non lo \u00e8 stata quando ha innervato di s\u00e9 l\u2019Europa-Occidente, non \u00a0lo diviene dopo Lutero o dopo Locke, n\u00e9 dopo la Rivoluzione francese o sotto la minaccia delle Religioni politiche e delle Rivoluzioni totali del Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non lo \u00e8 oggi, con un\u2019evidenza tanto pi\u00f9 forte quanto pi\u00f9 una parte degli sviluppi postconciliari volgerebbero, senza il saldo governo di Roma, in direzioni (in \u201cautonomie\u201d) congregazionalistiche e privatistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attenzione, dunque, al paradosso per cui i cattolici che talora, e forse in queste settimane, dispiacciono a Galli della Loggia sono per l\u2019appunto anche i cattolici conservatori, ratzingeriani, e sono ad un tempo quelli che hanno \u201cdialogato\u201d con i liberali. Gli altri, pi\u00f9 \u201claici\u201d \u00a0ad es. sul fronte della legislazione in materie bioetiche, non hanno interesse al suo incontro laici-cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta del \u201cfallimento\u201d del dialogo; si tratta di capire che proprio i cattolici del dialogo\/incontro non possono essere dei neo-modernisti n\u00e9 accettare che la norma del credere sia un\u00a0<em>bonum<\/em>\u00a0sociale definito da altri (che \u00e8 il significato autentico della \u201creligione civile\u201d lockiano-roussoviana).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di capire, anche, che un certo attraente neomodernismo cristiano attuale non \u00e8 liberale (liberal-conservatore), ma \u201claico\u201d alla maniera dei polemisti di\u00a0<em>Repubblica<\/em>\u00a0e sostanzialmente nicodemitico nella sfera pubblica. La ratio di un dialogo con esso \u00e8 gi\u00e0 risolta, dissolta.\u00a0Preferibile attraversare francamente il terreno indicato dal Patriarca di Venezia, Angelo Scola, anche in questi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(A.C. Valdera)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l&#8217;Occidentale, 25 Febbraio 2009 Risposta a Galli della Loggia di Pietro De Marco<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/ecco-perch-sbaglia-chi-pensa-a-una-crisi-del-dialogo-tra\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34579,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[1599],"class_list":["post-3002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-laicismo","tag-cattolici","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Ecco perch&eacute; sbaglia chi pensa a una crisi del dialogo tra liberali e cattolici - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/ecco-perch-sbaglia-chi-pensa-a-una-crisi-del-dialogo-tra\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Ecco perch&eacute; 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