{"id":29393,"date":"2016-01-21T00:00:42","date_gmt":"2016-01-20T23:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=29393"},"modified":"2020-02-24T12:23:55","modified_gmt":"2020-02-24T11:23:55","slug":"politicamente-corretto-la-nuova-religione-della-sottomissione-al-non-pensiero-del-potere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/politicamente-corretto-la-nuova-religione-della-sottomissione-al-non-pensiero-del-potere\/","title":{"rendered":"Politicamente corretto, la nuova religione della \u201csottomissione\u201d al \u201cnon pensiero\u201d del potere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Tempi.it<\/strong> 13 dicembre 2015<a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/politicamente_corretto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-29483\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/politicamente_corretto.jpg\" alt=\"politicamente_corretto\" width=\"141\" height=\"200\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per la nuova religione non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma ci\u00f2 che si riesce a far apparire tale. Il nemico non \u00e8 un\u2019altra religione ma il pensiero stesso. Chi pensa \u00e8 un potenziale nemico<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuseppe Reguzzoni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola \u2013 Anticipiamo in queste pagine alcuni stralci del saggio Il liberalismo illiberale, dell\u2019Editore XY.IT, in libreria in questi giorni. L\u2019autore, Giuseppe Reguzzoni, \u00e8 uno storico e giornalista, traduttore (tedesco, francese, inglese) anche di opere di papa Benedetto XVI. Collabora con l\u2019Istituto Mario Romani dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">_________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Politically Correct \u00e8 il nuovo tab\u00f9 e l\u2019aura di timore che lo circonda \u00e8 il nuovo senso del pudore, del tutto imposto ed eterodiretto. Preso alla lettera, \u201cpolitically correct\u201d richiama in qualche modo l\u2019idea di \u201ccorrect polity\u201d, dunque una certa buona maniera di governare o, anche, di stare al mondo gli uni accanto agli altri, di costruire insieme la polit\u00e9ia, la comunit\u00e0 civile. (\u2026) Il Politicamente Corretto \u00e8, nella prassi sociale di ogni giorno, un elenco implicito di divieti o, se si vuole, di dogmi indimostrabili. Il sacerdote del Politicamente Corretto non mira ad argomentare, ma a puntare il dito, con orrificato stupore, su chi osa mettere in questione la secolarissima sacralit\u00e0 del suo Credo. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 solo accennare alle grandi aree semantiche di cui si occupa questo moderno e laico tribunale dell\u2019Inquisizione costituisce in qualche modo un reato: immigrazione, sicurezza, differenze di civilt\u00e0 e di origine geografica e razziale, omosessualit\u00e0, <em>gender mainstreaming,<\/em> temi identitari, domande esistenziali e fedi religiose sono oggi i nuovi \u201ctab\u00f9\u201d, ci\u00f2 di cui \u00e8 bene non parlare, anche se, inconsciamente, quando sopravvive un minimo di spirito critico, lo si vorrebbe fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di tab\u00f9 \u00e8 stata sviluppata anzitutto dagli antropologi, come una sorta di proibizione rituale, implicita e inconscia, ma \u00e8 stato Freud a evidenziare il nesso tra tab\u00f9 e nevrosi. La nostra \u00e8 una civilt\u00e0 nevrotica, a tratti schizofrenica, che nega l\u2019esistenza stessa del problema, confinandolo nei propri tab\u00f9. Il Politicamente Corretto \u00e8, appunto, il tab\u00f9 rispetto alla ricerca e alla percezione della verit\u00e0, tutta intera. C\u2019\u00e8, tuttavia, chi di questi tab\u00f9 usa consapevolmente per consolidare i propri disegni di potere. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministero orwelliano del condizionamento esiste e la sua forza sta nella sua apparente, superficiale, invisibilit\u00e0. Come nel mondo immaginato da Orwell in 1984 la lingua, o meglio, la \u201cneolingua\u201d \u00e8 strumento di potere. Solo che, a differenza che nel mondo distopico di Orwell, nel linguaggio politicamente corretto i termini sono in costante aggiornamento. Si dice e non si dice, attuando con efficacia forme di censura preventiva che ostacolano o impediscono ogni forma di pensiero critico personale, qui proprio come in 1984. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi tab\u00f9, organizzati ectoplasmaticamente in quella realt\u00e0 fluida e in continuo mutamento che \u00e8 il Politically Correct, costituiscono la nuova religione civile della societ\u00e0 globale. Qui sta il cambiamento in corso almeno da due decenni e coincidente con la crisi dei grandi sistemi politici di matrice ideologica, incluso il liberalismo e la sua pretesa di essere una sorta di via media. Qui sta il nocciolo della forma che il Politically Correct sta assumendo e il fatto che esso non sia ormai pi\u00f9 solo un linguaggio, ma, appunto, un elemento di raccordo e coesione sociale, con tratti simili a quelli che Rousseau attribuiva alla sua religione civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cambiate pure canale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la formulazione del modello del Politically Correct abbia avuto luogo prima negli Stati Uniti non \u00e8 certamente un dato casuale. Rispetto all\u2019Europa gli Stati Uniti, pur essendo un paese fortemente secolarizzato, restano tuttavia fortemente segnati da un ipermoralismo parabiblico, in cui Arnold Gehlen ha riconosciuto i tratti di \u00abuna nuova religione umanitaria\u00bb. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e, soprattutto, negli anni Sessanta del secolo scorso, il linguaggio puritano ha sub\u00ecto una profonda mutazione a contatto con il linguaggio (neo)marxista veicolato dagli intellettuali della scuola di Francoforte o ispirato da loro, dapprima rifugiati negli Stati Uniti e poi installati nelle scuole e universit\u00e0 occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato soprattutto con le rivolte giovanili degli anni Sessanta che costoro hanno assunto il ruolo di sacerdoti del pensiero unico, esercitando un controllo progressivamente egemone sui media e sui sistemi scolastici ed educativi occidentali. Gi\u00e0 le modalit\u00e0 con cui questo pensiero si \u00e8 imposto presentano quei tratti di slealt\u00e0 che sono caratteristici del linguaggio politicamente corretto, dal momento che la critica dell\u2019autorit\u00e0 andava di pari passo con modelli di autoritarismo implicito: si contestavano le figure tradizionali dell\u2019autorit\u00e0, avvalendosi dell\u2019autorit\u00e0 che derivava dalle proprie cattedre e dai propri ruoli. Il politicamente corretto si presentava antidogmatico, imponendo per\u00f2 dogmi impliciti e indiscutibili, cos\u00ec come, nella sua versione sessantottina, si presentava come anticonformista, imponendo per\u00f2 nuove forme di conformismo radicale e disperato. In questo modo, sleale, il nuovo moralismo andava costruendo i suoi dogmi, e si avviava a trasformarsi in quella che Carl Schmitt definiva \u00abla tirannia dei valori\u00bb. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte \u00e8 l\u2019Occidente, nel suo insieme, dunque anche l\u2019America, a divenire vittima di se stesso e dei propri complessi di colpa, evidenti nelle nuove forme di autocensura. Il bombardamento di slogan antirazzisti, multiculturali, antiomofobi ha assunto toni parossistici, quasi religiosi. Non si offrono ragioni, ma tab\u00f9 indiscussi, e il solo sollevare questioni, anche minime, \u00e8 considerato blasfemo. Il politicamente corretto, in quanto nuova religione civile, impone un credo indiscutibile e indiscusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova religione non si crede perch\u00e9 essa \u00e8 ragionevole, ma solo per paura o per assuefazione. Lungo sarebbe l\u2019elenco dei \u201cdogmi\u201d di questa nuova religione civile, pi\u00f9 facile identificare nei grandi media, voce dei poteri forti, la nuova inquisizione, che sentenzia senza ascoltare e condanna attraverso mantra ossessivamente ripetuti. Per essa non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma \u00e8 vero ci\u00f2 che si riesce a far apparire tale. Il nemico di tale tribunale non \u00e8 un\u2019altra religione civile, filosofica o rivelata, ma il pensiero stesso. Chi pensa, per il fatto stesso che pensa, \u00e8 un potenziale nemico. Non affannatevi a pensare, a voler conoscere la realt\u00e0, lo facciamo noi per voi. Voi limitatevi a divertirvi o compiangervi e, soprattutto, adeguatevi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il laicismo come culto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dittatura del politicamente corretto suppone delle societ\u00e0 liberali o, se si preferisce, apparentemente liberali, dove sia almeno a parole garantita la possibilit\u00e0 di scegliere, magari cambiando canale tra reti, in realt\u00e0 tutte omogenee al sistema. \u00c8 il paradosso del liberalismo, che vive di presupposti che non \u00e8 esso stesso in grado di generare, (\u2026) \u00e8 l\u2019involuzione di un modello culturale e politico che, partito in nome della libert\u00e0, finisce per ritagliare quest\u2019ultima a uso di chi ha il potere finanziario e politico. (\u2026) Nel Politicamente Corretto tutto ci\u00f2 che marca la differenza tra comunit\u00e0 e individui, finanche tra i due sessi, \u00e8 percepito e indicato come un ostacolo imbarazzante. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La laicit\u00e0 radicale, o laicismo negativo, mira finanche ad annullare i segni storici della presenza delle religioni in Occidente (dunque della religione cristiana) sostituendovi altri segni in linea con la propria visione del mondo. Alle comunit\u00e0 religiose \u00e8 riconosciuto, al massimo, lo status di enti privati, senza alcuna pertinenza diretta con la realt\u00e0 statuale. \u00c8 quanto non ha mancato di constatare, e denunciare, papa Giovanni Paolo II lungo tutto il proprio pontificato: \u00abNell\u2019ambito sociale si sta diffondendo anche una mentalit\u00e0 ispirata dal laicismo, ideologia che porta gradualmente, in modo pi\u00f9 o meno consapevole, alla restrizione della libert\u00e0 religiosa fino a promuovere il disprezzo o l\u2019ignoranza dell\u2019ambito religioso, relegando la fede alla sfera privata e opponendosi alla sua espressione pubblica. Il laicismo non \u00e8 un elemento di neutralit\u00e0 che apre spazi di libert\u00e0 a tutti: \u00e8 un\u2019ideologia che s\u2019impone attraverso la politica\u00bb (Ai presuli della Conferenza episcopale della Spagna, in visita Ad limina Apostolorum, 24 gennaio 2005).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna contro i crocifissi, sottoscritta anche da un altro Zagrebelsky, a nome del Consiglio d\u2019Europa, non \u00e8 che un elemento di questo complesso processo di sostituzione simbolica che pretende di investire la totalit\u00e0 del vivere civile e le sue espressioni non puramente individuali, come accade, esemplarmente, nella gestione del tempo e della sua dimensione pubblica. Per il momento la rimozione del calendario cristiano risulta ancora troppo complessa, ma val la pena di ricordare che essa \u00e8 gi\u00e0 stata sperimentata all\u2019epoca della Rivoluzione francese e riproposta dai sistemi totalitari del XX secolo. La nascita di un calendario civile, con applicazione rigorosa di nuove forme di \u201cprecetto festivo\u201d si colloca, a sua volta e in pieno, su questa medesima linea, dal momento che il calendario rappresenta la scansione ufficiale del tempo in una societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia il 25 aprile, l\u20191 maggio e il 2 giugno hanno assunto funzioni che vanno ormai ben al di l\u00e0 della commemorazione civile di eventi storici importanti. Ci sono centri commerciali che sono aperti il 25 dicembre, Natale, ma non \u00e8 possibile o \u00e8 estremamente difficile che la stessa cosa avvenga il 25 aprile o il 2 giugno. Eppure, se il presupposto del laicismo radicale \u00e8 che tutto \u00e8 relativo e che, dunque, nessuna posizione debba essere considerata preminente, non si capisce bene su che cosa debba fondarsi la sacralit\u00e0 di tali ricorrenze \u201ccivili\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle feste \u201ccomandate\u201d del calendario civile, paragonabili alle solennit\u00e0 del calendario liturgico, si sommano le \u201cfeste di precetto\u201d e le \u201cmemorie solenni\u201d, come la giornata della memoria (ormai imposta in tutte le scuole, con cerimonie e iniziative culturali), l\u20198 marzo (festa della donna) o la festa della mamma o il 14 febbraio, san Valentino, festa degli innamorati. Queste ultime, laiche feste di precetto, tra l\u2019altro, che pur non hanno il carattere di solennit\u00e0 nazionali, sono oggi elementi costitutivi di una sorta di calendario universale del Politicamente Corretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale calendario \u201ccivile\u201d, non potendo annullare del tutto le festivit\u00e0 religiose, tende a neutralizzarle. Cos\u00ec \u00e8 avvenuto con il Natale cristiano, ormai scomodo sul piano dei dogmi della religione civile del Politicamente Corretto, che \u00e8 stato trasformato in festa dei buoni sentimenti (con apertura dei negozi). D\u2019altra parte, se internet \u00e8 l\u2019emblema della nuova societ\u00e0 globale, quando si parla di calendario, \u00e8 interessante osservare come il motore di ricerca Google ormai da anni scandisca il fluire dei giorni come una sorta di rubrica liturgica di questa nuova religione civile secolare, assumendo il ruolo di custode e guardiano della rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al logo di Google abbiamo visto scorrere di tutto: dall\u2019anniversario della nascita di Confucio, con tanto di costume mandarino stilizzato, a quella di Galileo, con allegato telescopio, e persino quello di Ludwik Zamenhof, ebreo polacco creatore dell\u2019esperanto. Non sono mancati riferimenti alla nascita di Buddha, malgrado la scarsit\u00e0 di dati storici certi, e abbiamo potuto seguire quasi integralmente la scansione annuale delle principali festivit\u00e0 ebraiche. Da qualche anno ci toccano anche gli auguri ai musulmani per l\u2019inizio e la fine del Ramadan. Per par condicio il 25 dicembre ci si attenderebbe l\u2019immagine di un piccolo presepe, ma non \u00e8 mai stato cos\u00ec. Il massimo che ci \u00e8 stato concesso \u00e8 stato il grassone vestito di rosso, con tanto di renne al seguito, caricatura inventata dalla Coca Cola del vescovo greco anatolico Nicola di Myra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il calendario di Google<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su Google sono costantemente e volutamente assenti i riferimenti al calendario cristiano in quanto cristiano, bench\u00e9 il motore di ricerca non abbia ancora rinunciato al calcolo degli anni dalla nascita di Cristo. I richiami alle feste cristiane sono \u201ctab\u00f9\u201d. Ma nella geografia politica dell\u2019imbarazzo, Google non \u00e8 che un elemento accanto a moltissimi altri, come il divieto esplicito del tradizionale augurio \u201cMerry Christmas\u201d sulle insegne di molti comuni inglesi o quello implicito nella stragrande maggioranza delle aziende europee ed americane, fino ad arrivare all\u2019esclusione di presepi e alberi di Natale in alcune scuole statali italiane in nome della multiculturalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda che sorge spontanea \u00e8 se davvero si tratti solo di imbarazzo o se, piuttosto, queste scelte non sottendano un disegno nascosto, non siano cio\u00e8 l\u2019espressione di una visione secolarista che si va imponendo come una nuova e non esplicita religio civilis, mascherandosi da laicit\u00e0 dello Stato che, addirittura, come in Zagrebelsky, dichiara di considerare pericoloso ogni contributo che le religioni possono offrire alla coesione sociale in quanto tale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le forze che agiscono dietro questo progetto sono molteplici e si muovono sulla base di processi anche molto differenti di autocoscienza. Sarebbe ingenuo, per\u00f2, pensare a un movimento in tutto e per tutto spontaneo, di carattere culturale, quasi che la cultura e la mentalit\u00e0 dominante non abbiano nulla a che fare con le forme, indotte, del disciplinamento sociale. Un\u2019analisi compiuta di questi processi \u00e8 arrivata sinora pi\u00f9 dalla letteratura distopica che dalla riflessione speculativa. Certo, la teologia successiva al Vaticano II non si \u00e8 ancora confrontata in maniera seria con il tema del condizionamento socio-culturale come progetto di riscrittura della mentalit\u00e0 e della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I sorrisini e le ironie quando si tocca il tema dell\u2019influenza della massoneria sulla mentalit\u00e0 odierna la dicono lunga su questa profonda ingenuit\u00e0 (\u00e8 davvero solo tale?). Eppure i testi e i documenti che mettono in guardia da un atteggiamento che cerca di mascherare l\u2019ingenuit\u00e0 con la spocchia intellettuale non sono pochi. Una cosa \u00e8 il complottismo, altra, e ben diversa, \u00e8 la progettualit\u00e0 culturale sulla societ\u00e0, particolarmente quando essa non \u00e8 esplicitata in programmi politici trasparenti, ma in forme di condizionamento legate ai soft power. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cristianesimo non \u00e8 una religione civile; il laicismo radicale, almeno implicitamente, s\u00ec. Si pu\u00f2 discutere se e quanto le religioni possano contribuire alla religione civile di una nazione, ma, in una prospettiva cristiana, ci\u00f2 implica che il termine \u201creligione\u201d sia inteso in senso quasi metaforico. E implica che la religione civile non si ponga in termini sostitutivi rispetto alle religioni storiche, ma ne accolga il contributo (\u2026). Benedetto XVI, riassumendo una posizione che non pu\u00f2 essere tacciata di integralismo fondamentalista, non dice che il cristianesimo \u00e8 una religione civile, ma che esso ha una funzione civile. Non \u00e8 la stessa cosa (\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019idolo del progresso<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dirla con Carl Schmitt, si tratta di un processo di continua \u201cneutralizzazione\u201d dei riferimenti ideali. Alle religioni tradizionali si sostituisce la pura razionalit\u00e0, sino ad arrivare a cercare un punto di coesione il pi\u00f9 neutro possibile nell\u2019economia e nella tecnica. Tra queste suggestioni di massa, quella che fluttua da un centro conflittuale all\u2019altro, mantenendo la propria funzione mitica, \u00e8 certamente l\u2019idea di progresso. (\u2026) In fondo, mentre il cosmopolitismo settecentesco era una dottrina filosofica, il globalismo contemporaneo ne \u00e8 l\u2019erede in forma \u201cneutralizzata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro elemento, accanto al mito del progresso e della \u201cneutralit\u00e0 della tecnica\u201d, impostosi soprattutto dal Sessantotto, \u00e8 quello dei diritti dell\u2019uomo, interpretati evolutivamente proprio alla luce del mito del progresso, come ha acutamente dimostrato la professoressa Janne Haaland Matl\u00e1ry proprio in rapporto all\u2019idea di dittatura del relativismo. Il concetto riprende un passaggio fondamentale dell\u2019omelia di Benedetto XVI durante la celebrazione della Messa Pro eligendo pontifice, che ben riassume il carattere (pseudo) \u201creligioso\u201d di questa prospettiva. Il dialogo, per funzionare, implica l\u2019esistenza di un vocabolario comune, in cui i termini fondamentali non vengano usati in maniera e con significati ambigui od equivoci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relativismo etico dell\u2019Occidente e il Politically Correct come sua implicita religione civile non sono in grado di realizzare questo dialogo dato che, nella migliore delle ipotesi, quel che ne deriva \u00e8 solo una mera giustapposizione del diverso, una multiculturalit\u00e0 senza incontro e senza scambio. Anche i diritti dell\u2019uomo, considerati in s\u00e9 e per s\u00e9, non riescono a uscire dal rischio di un\u2019interpretazione ambigua ed equivoca. A prescindere dal fatto che la maggior parte dei paesi islamici non riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo, all\u2019interno dello stesso Occidente \u00e8 al centro di interpretazioni opposte che ne annullano il valore \u201cuniversale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto \u00e8 l\u2019uso che oggi si sta facendo dei diritti dell\u2019uomo. Da una parte sono divenuti la nuova Bibbia politica di una comunit\u00e0 sociale diversamente priva di qualunque riferimento ideale, dall\u2019altra sono stati di volta in volta usati come la bandiera di un valore e del suo esatto contrario, per esempio, della difesa della famiglia tradizionale e della sua demolizione attraverso il riconoscimento dei cosiddetti matrimoni omosessuali. Nessuno in Occidente pu\u00f2 oggi permettersi di andare contro i diritti dell\u2019uomo, e allora si tenta di tirarli dalla propria parte, spostando il problema dall\u2019applicazione dei diritti dell\u2019uomo alla loro interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La strategia del soft power<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Dichiarazione ha una sua precisa collocazione storica e si tratta di un riferimento storico che ha qualcosa di miracoloso, di irripetibile. Si usciva dalla Seconda Guerra Mondiale e dagli orrori del nazifascismo (quelli del comunismo erano ancora ipocritamente occultati). La Dichiarazione Universale nacque come reazione al relativismo politico e legale della Germania hitleriana e, pi\u00f9 in generale, delle ideologie totalitarie, con un implicito riferimento all\u2019idea che stava alla base del processo di Norimberga. Ai criminali nazisti che si appellavano all\u2019obbedienza agli ordini ricevuti dall\u2019alto, si ricordava che esiste un\u2019altra obbedienza, ben pi\u00f9 decisiva. Sulla base di questa idea, per la prima volta nella storia, un tribunale aveva emesso delle condanne non perch\u00e9 gli imputati erano nemici, ma perch\u00e9 avevano violato questa legge di natura, quella a cui si ispir\u00f2 la Dichiarazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, perch\u00e9 questa legge possa davvero essere tale, in forza di quel \u201csentire comune\u201d di tutta l\u2019umanit\u00e0 a cui essa fa riferimento, bisogna che non possa essere modificata arbitrariamente dagli attori politici. Ma \u00e8 proprio questa la crisi che sta investendo i diritti dell\u2019uomo. Se essi sono solo una convenzione, modificabile col cambiare delle opinioni, allora i diritti non sono pi\u00f9 tali, perch\u00e9 possono a loro volta essere modificati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 i diritti dell\u2019uomo siano tali, devono essere al di sopra degli stati, (\u2026) essi non possono neppure essere in bal\u00eca dei nuovi poteri transnazionali che cercano di svuotarli dall\u2019interno reinterpretandoli in direzione di quel mostro ideologico che \u00e8 il politicamente corretto. Le grandi lobbies del potere transnazionale non potendo negare i diritti in quanto tali, tendono a dissolverli considerandoli solo come delle mere convenzioni, delle questioni di maggioranza all\u2019interno di un\u2019opinione pubblica da loro dominata o egemonizzata. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strategia sottesa \u00e8 quella del soft power, vale a dire del condizionamento dell\u2019opinione pubblica da parte di agenzie internazionali di opinione, con meccanismi acutamente descritti da Haaland Matl\u00e1ry nel suo volume sui \u00abdiritti umani traditi\u00bb: si comincia a imporre la trattazione di certi temi, mettendo in conto il rifiuto della maggioranza ancora poco \u201cilluminata\u201d; si pretende che se ne parli come di \u201cdiritti civili\u201d, magari facendo riferimento a \u201ccasi pietosi\u201d e con l\u2019appoggio di importanti figure del mondo dello spettacolo o dello sport; ci si appella al sostegno del mondo scientifico, di volta in volta identificato con qualche personalit\u00e0 di comodo e si ottengono, alla fine, delle \u201cdirettive non vincolanti\u201d emanate da organismi transnazionali (come \u2013 aggiungiamo noi \u2013 potrebbe essere anche il Parlamento europeo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto il gioco \u00e8 fatto e si pu\u00f2 intervenire all\u2019interno di ci\u00f2 che resta dello stato nazionale appellandosi alle moderne conquiste dei paesi civili e al tale pronunciamento della tale commissione per chiedere il \u201cdiritto\u201d al matrimonio omosessuale, alla sperimentazione sugli embrioni, alla clonazione eccetera. Nel frattempo si dilata il vocabolario delle maledizioni politicamente corrette per far s\u00ec che gli avversari nemmeno vengano ascoltati: razzista, omofobo, oscurantista, rozzo. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 chiaro che la Dichiarazione dei Diritti dell\u2019Uomo \u00e8 stata svuotata. Essa ha senso solo in quanto espressione del diritto naturale, cio\u00e8 di quel diritto che viene prima di ogni forma di organizzazione statale e che \u00e8 inviolabile: \u00abNulla nella presente Dichiarazione pu\u00f2 essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un\u2019attivit\u00e0 o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libert\u00e0 in essa enunciati\u00bb (Art. 30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mettere in questione il carattere universale di questi princ\u00ecpi e il loro ancorarsi nelle \u00ableggi non scritte e immutabili\u00bb del diritto naturale significa spianare la strada all\u2019arbitrio e a nuove forme di totalitarismo. All\u2019azione distruttiva del soft power Haaland Matl\u00e1ry oppone la necessit\u00e0 di riscoprire il valore fondativo e universale della ragione. La sua proposta di rivalutazione del diritto naturale indica in modo rigoroso un possibile percorso fondativo della categoria del \u201cprepolitico\u201d in un contesto culturale e sociale secolarizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prospettiva cristiana, restano due questioni: quella di come l\u2019avvenimento cristiano debba porsi di fronte a questa sorta di religione globale, incentrata sul mito del progresso e sulla relativizzazione dei diritti dell\u2019uomo; quella del contributo alla coesione sociale che il cristianesimo \u00e8 chiamato a portare nella vita delle nazioni e nelle relazioni internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto non \u00e8 solo il ruolo che le religioni possono svolgere all\u2019interno delle societ\u00e0 secolarizzate, ma, soprattutto, le condizioni perch\u00e9 queste ultime possano sopravvivere e non sprofondare in una violenza di tutti contro tutti. (\u2026) Una corretta religione civile \u2013 sempre che si voglia ancora insistere su questa espressione di per s\u00e9 ambigua \u2013 sarebbe, dunque, necessaria allo Stato liberale e democratico occidentale proprio in funzione della realizzazione di questi presupposti che esso non pu\u00f2 darsi da solo, ma che pu\u00f2 ricevere dalle forze pi\u00f9 vive che esistono al proprio interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le due tesi di Benedetto XVI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza negare l\u2019evidenza di una societ\u00e0 occidentale divenuta plurale (\u2026), ma comunque bisognosa di riferimenti etici e ideali comuni, si tratta di relativizzare l\u2019idea di religione civile, riconoscendole \u2013 con Benedetto XVI \u2013 un valore necessario, ma non sufficiente: \u00abIl concetto di religio civilis appare cos\u00ec in una luce ambigua: se esso rappresentasse soltanto un riflesso delle convinzioni della maggioranza, significherebbe poco o niente. Ma se invece deve essere sorgente di forza spirituale, allora bisogna chiedersi dove questa sorgente si alimenta\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, allora, le due tesi ratzingeriane, per una rilettura della laicit\u00e0 dello Stato e della religione civile a essa sottesa: \u00abLa mia prima tesi \u00e8 che una religio civilis che realmente abbia la forza morale di sostenere tutti presuppone delle minoranze convinte che hanno trovato la \u201cperla\u201d e che vivono questo in modo convincente anche per gli altri. Senza tali forze sorgive non si costruisce niente. La seconda tesi poi \u00e8 che ci devono essere forme di appartenenza o di riferimento, o semplicemente di contatto con tali comunit\u00e0\u00bb, espressione con cui si intende non solo la presenza di nuove comunit\u00e0 religiose, ma il contributo fattivo e vitale che le comunit\u00e0 possono dare, come \u00absale della terra\u00bb (che pi\u00f9 avanti Ratzinger chiama anche \u00abminoranze creative\u00bb), alla coesione sociale e civile, in rapporto con tutti i fermenti pi\u00f9 vivi che operano all\u2019interno della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che per essere se stessa, l\u2019esperienza cristiana chiede e necessita di non essere privatizzata e ridotta a puro elemento individuale e soggettivo. \u00c8 altrettanto evidente che questa esperienza non deve temere di rapportarsi a un mondo divenuto plurale, rimanendo per\u00f2 se stessa sino in fondo. Diversamente, il concetto di religione civile resta \u00abprigioniero in quella gabbia di insincerit\u00e0 e ipocrisia che \u00e8 il linguaggio politicamente corretto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tempi.it 13 dicembre 2015 Per la nuova religione non \u00e8 vero ci\u00f2 che \u00e8 vero, ma ci\u00f2 che si riesce a far apparire tale. Il nemico non \u00e8 un\u2019altra religione ma il pensiero stesso. Chi pensa \u00e8 un potenziale nemico Giuseppe Reguzzoni<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/politicamente-corretto-la-nuova-religione-della-sottomissione-al-non-pensiero-del-potere\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":42816,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[1835],"class_list":["post-29393","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sguardo-sul-nostro-tempo","tag-politicamente-corretto","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Politicamente corretto, la nuova religione della \u201csottomissione\u201d al \u201cnon pensiero\u201d del potere - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - 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