{"id":29327,"date":"2015-08-13T00:00:48","date_gmt":"2015-08-12T22:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=29327"},"modified":"2016-01-13T17:14:47","modified_gmt":"2016-01-13T16:14:47","slug":"il-tramonto-delluomo-e-la-scommessa-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-tramonto-delluomo-e-la-scommessa-della-fede\/","title":{"rendered":"Il tramonto dell&#8217;uomo e la scommessa della fede"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ratzinger.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29328\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ratzinger.jpg\" alt=\"Ratzinger\" width=\"148\" height=\"200\" \/><\/a>Avvenire<\/strong> 11 marzo 1988<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Diagnosi del card. Ratzinger sull&#8217;inquietudine <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>del nostro tempo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel mondo di oggi ridotto a puri fatti, regna il \u00abDio senza senso\u00bb. La droga, il terrorismo e l&#8217;Aids: ecco i sintomi della crisi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0_________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDemolizione e nuovo cammmo. La risposta della fede alla crisi dei valori\u00bb. E&#8217; il titolo della lezione che il Pretetto della Congazione per la dottrina della fede, cardinale Joseph Ratzinger, ha tenuto all&#8217;universit\u00e0 tedesca di Eichst\u00e4tt. In quella occasione, la Facolt\u00e0 di Teologia dell&#8217;universit\u00e0, dove il cardinale insegn\u00f2, confer\u00ec a Ratzinger la laurea honoris causa. Pubblichiamo il testo integrale di quel discorso (ripetuto all&#8217;universit\u00e0 di Cambridge) che rappresenta. a nostro avviso, un importante contributo al dibattito che si \u00e8 sviluppato in questi ultimi giorni attorno al ruolo della fede e della morale cattolica nella crisi dei valori della societ\u00e0 secolarizzata. La lezione di Ratzinger e una diagnosi dei mali pi\u00f9 inquietanti della nostra societ\u00e0, droga, terrorismo, Aids, alla luce di una nuova moralit\u00e0 che ha il suo fondamento nella fede cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">____________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Joseph Ratzinger<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella letteratura moderna, nelle arti figurative, nel cinema e nel teatro domina per lo pi\u00f9 una fosca immagine dell&#8217;uomo. Ci\u00f2 che \u00e8 grande e nobile, \u00e8 sospetto in partenza, va strappato dal piedistallo e scrutato a dovere. Morale equivale a ipocrisia, felicit\u00e0 ad autoinganno. Chi si fida con semplicit\u00e0 del Bello e del Buono, o pecca d&#8217;imperdonabile semplicioneria o persegue intenti malvagi. L\u2019atteg\u00adgiamento morale autentico \u00e8 il sospetto, il colmo dei suoi successi \u00e8 lo smascheramento. La critica della societ\u00e0 \u00e8 un dovere; i pericoli che ci minacciano, non li si prospetter\u00e0 mai a tinte abbastanza vivaci e crude.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, questa voglia di negativo non \u00e8 illimitata. Le \u00e8 simultaneo un dovere di ottimismo, a cui non si pu\u00f2 contravvenire restando impuniti. Chi, poniamo, esprimesse l&#8217;opinione che non tutto \u00e8 stato giusto, nell&#8217;evoluzione spirituale dell&#8217;epoca moderna e che in taluni ambiti essenziali \u00e8 necessario tornare a ri\u00adflettere sul patrimonio sapienziale comune alle grandi culture, avrebbe evidente\u00admente scelto il tipo di critica sbagliato. Si troverebbe improvvisamente dinanzi a una decisa apologia delle scelte moderne fondamentali; che la linea maestra del divenire storico sia progresso e che quindi il bene sia riposto nell\u2019avvenire e in nessunissimo altrove, non \u00e8 lecito contestarlo sul serio, di l\u00e0 d&#8217;ogni gusto per la negazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il singolare dissidio intrinseco all&#8217;odierna critica sociale si fa palmarmente chiaro nelle reazioni radicalmente antitetiche prodottesi nell&#8217;opinione pubblica dominante di fronte a due avvenimenti che l&#8217;anno scorso sono stati avvertiti come le pi\u00f9 virulente sfide morali alla nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;una, la sciagura di Cernobyl. Per chi voleva farsi valere come \u00abilluminato\u00bb, non c&#8217;era discorso sufficientemente drastico per descrivere la pericolosit\u00e0 di quanto era accaduto. Doveva assolutamente vedervi una minaccia immane contro ogni vivente, alla quale l&#8217;unica risposta sufficiente sarebbe stato il congedo totale e definitivo dell&#8217;energia nucleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altro avvenimento \u00e8 la rapida avanzata del nuovo morbo virale, l&#8217;Aids. Non sussiste dubbio che di Aids si ammalino, muoiano o siano gi\u00e0 morte pi\u00f9 persone che per gli effetti di Cernobyl e che il nuovo flagello dell&#8217;umanit\u00e0 rappresenti un pericolo accanto alla porta d&#8217;ognuno assai pi\u00f9 di quello proveniente dalle centrali atomiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi osa affermare che l&#8217;umanit\u00e0 deve affrancarsi dal disordinato libertinismo sessuale, che conferisce all&#8217;Aids la sua capacit\u00e0 di diffusione, l&#8217;opinione pubblica lo mette al bando come un irrecuperabile oscurantista; un&#8217;idea del genere non pu\u00f2 che esser deplorata e passata sotto silenzio dagli illuminati del nostro tempo. Da tutto questo si evince che oggi si danno una critica sociale ammessa e una proibita; ma la prima si arresta sulla soglia delle scelte di fondo, quelle che non \u00e8 lecito mettere in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II tema propostomi richiede indubbiamente una riflessione che non si lasci intimorire dai divieti suaccennati. In verit\u00e0 sarebbe errato, per contro, veder tutto nero nella nostra societ\u00e0 e nella sua situazione morale. Non possiamo lasciarci impressionare dal superficiale ottimismo obbligatorio di certe correnti, ma non _ possiamo nemmeno cedere alla tentazione d&#8217;ignorare gli elementi positivi che esistono nella compagine dell&#8217;\u00e9ra in cui viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SOCIET\u00c0 DI OGGI. DIAGNOSI DEI MALI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente non pu\u00f2 esser questa la sede per descriverne esaurientemente la fisionomia morale. La nostra riflessione mira a trovare quel che sostiene e sovviene, quell&#8217;orientamento di fondo grazie al quale si possa durare il presente e cos\u00ec aprire la via al futuro. Ci interroghiamo sugli elementi caratteristici della nostra \u00e8ra per individuare che cosa blocchi l&#8217;accesso alla via giusta e che cosa lo faciliti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prima parte della nostra analisi, quindi, tratte\u00ademo non di difetti e virt\u00f9, che sempre si sono dati e sempre si daranno, bens\u00ec di segni caratteristici del nostro tempo. Quanto all&#8217;aspetto negativo, ne saltano agli occhi due che non sono propri d&#8217;altri periodi: il terrorismo e la droga. Sul piano positivo si fa sentire e valere una forte coscienza morale concentrata essenzialmente su valori della sfera sociale: libert\u00e0 per gli oppressi, solidariet\u00e0 con i poveri e svantaggiati, pace e riconciliazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La \u00abprigione\u00bb della droga\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo d&#8217;esaminare questo problema pi\u00f9 da vicino. Ricordo una disputa che ebbi con certi amici in casa di Ernst Bloch. Il discorso era caduto per caso sul problema della droga, che allora \u2014 alla fine degli anni Sessanta \u2014 cominciava appena a porsi. Ci si chiese come mai si potesse diffondere subitaneamente codesta tentazione e perch\u00e9 ad esempio nel Medioevo non fosse, com\u2019\u00e8 evidente, esistita affatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti erano d&#8217;accordo nel ritenere insufficiente la risposta secondo cui a quel tempo erano troppo lontane le zone di coltivazione delle \u00aberbe\u00bb. Fenomeni quali la comparsa della droga non sono spiegabili in base a siffatte condizioni esteriori; derivano da bisogni o carenze pi\u00f9 profondi nei quali, poi, \u00e8 compreso anche l&#8217;aver a che fare con i problemi concreti dello spaccio e dell&#8217;acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io azzardai la tesi secondo cui a quei tempi non c&#8217;era evidentemente quel vuoto spirituale che si cerca d&#8217;affrontare con la droga; in altri termini: la sete dell&#8217;anima, dell&#8217;uomo interiore, trovava una risposta che rendeva superflua la droga, Ho ancora in mente la esterrefatta indignazione con cui la signora Bloch reag\u00ec a questa mia proposta di risolvere la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alla nozione di storia propria del materialismo dialettico era per lei sacrilega l&#8217;idea che in cose non proprio inessenziali altri tempi possano essere stati superiori ai nostri; nel Medioevo, un&#8217;epoca di oppressione e pregiudizi religiosi, era impossibile che le masse diseredate conducessero una vita pi\u00f9 felice e interiormente pi\u00f9 armonica che nella nostra, gi\u00e0 alquanto progredita sulla via della liberazione: la logica della \u00abliberazione\u00bb verrebbe a crollare completamente! Ma, allora, come spiegare il fenomeno? Quella sera l&#8217;Interrogativo rimase senza risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la concezione materialistica del mondo non \u00e8 la mia, continuo a ritenere giusta la tesi che sostenni allora Ma naturalmente occorre concretizzarla A tale scopo potrebbe offrire un utile avvio perfino il pensiero di Ernst Bloch. Per Bloch quello dei fatti \u00e8 un mondo scadente. Il \u00abprincipio Speranza\u00bb significa che l&#8217;uomo contraddice energicamente i fatti; si sa obbligato a superare lo scandente mondo dei fatti per crearne uno migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io direi che la droga \u00e8 una forma di protesta contro i fatti, le realt\u00e0. Chi ne prende, si rifiuta di rassegnarsi al mondo dei fatti. Cerca un mondo migliore. La droga deriva dal disperare in un mondo sentito come il regno dei fatti nel quale alla lunga l&#8217;uomo non pu\u00f2 resistere. Naturalmente vi si aggiunge parecchio d&#8217;altro: la ricerca d&#8217;avventura; il conformismo che induce a fare quel che fanno altri; l&#8217;abile affarismo degli spacciatori, e cose simili Ma il nocciolo \u00e8 davvero la protesta contro una realt\u00e0 sentita come prigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u00abgran viaggio\u00bb che le persone tentano nella droga, e la forma pervertita della mistica, il pervertimento dell&#8217;umana esigenza d&#8217;infinito, il no all&#8217;invalicabilit\u00e0 dell&#8217;immanenza e il tentativo d&#8217;infrangere le barriere della propria esistenza per slanciarsi nell&#8217;infinito. La paziente e umile avventura dell&#8217;ascesi, quell&#8217;avvicinarsi dell&#8217;ascendente, a piccoli passi faticosi, al Dio discendente, viene surrogato dal magico potere, dalla chiave magica della droga \u2014 la via morale e religiosa dalla tecnica\u2014. La droga \u00e8 la pseudomistica d&#8217;un mondo che non crede, ma che pure non riesce a liberarsi dall&#8217;assillo del paradiso. La droga, quindi, \u00e8 un segnale d&#8217;allarme che conduce assai lontano; non solo disvela nella nostra societ\u00e0 un vuoto a cui nessuno degli strumenti di cui essa dispone pu\u00f2 metter riparo; addita altres\u00ec un&#8217;intima esigenza dell&#8217;essere umano, un diritto che si fa valere in forma degenerata se non trova il soddisfacimento giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terrorismo emergenza morale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto d&#8217;avvio del terrorismo \u00e8 strettamente affine a quello della droga: anch&#8217;esso all&#8217;inizio \u00e8 protesta contro il mondo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 e l&#8217;aspirazione a un mondo migliore. Dalle sue radici il terrorismo \u00e8 un moralismo, certo deviato, che diventa una crudele parodia delle mete e vie autentiche della moralit\u00e0 (0). Non \u00e8 un caso che abbia avuto i suoi esordi nelle universit\u00e0, e precisamente nella cerchia della moderna teologia, in giovani provenienti da ambienti a marcata impronta religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo della prima ora fu un entusiasmo religioso deviato verso la realt\u00e0 terrena, un&#8217;attesa messianica trasposta in fanatismo politico. La fede nell&#8217;al di l\u00e0 era infranta o era comunque diventata irrilevante, ma il criterio dell&#8217;attesa ultramondana non fu buttato via: fu solo applicato al mondo presente. Dio non fu pi\u00f9 considerato come realmente operante, ma come prima e pi\u00f9 che mai fu preteso il compimento delle sue promesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDio non ha altre braccia che le nostre\u00bb: vuol dire che l&#8217;adempimento delle sue promesse pu\u00f2 e deve esser attuato da noi stessi La nausea del vuoto spirituale e intellettuale della nostra societ\u00e0, l&#8217;aspirazione al totalmente altro, la pretesa alla salvezza incondizionata senza barriere e senza confini \u2014 questa \u00e8, per cos\u00ec dire, la componente religiosa del fenomeno terroristico, quella che gli confer\u00ec lo slancio d&#8217;una passione protesa alla totalit\u00e0, l&#8217;anticompromissoriet\u00e0 e il preteso idealismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo trae la sua pericolosit\u00e0 dal deciso terrenismo della speranza messianica: dal condizionamento si pretende l&#8217;incondizionato, dal finito l&#8217;infinito. Questa intrinseca contraddizione palesa la vera tragicit\u00e0 del fenomeno in cui la grande vocazione dell&#8217;uomo diventa strumento della grande menzogna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la non verit\u00e0 della promessa terroristica fu mascherata, dalla media dei coinvolti, con la combinazione di attesa religiosa e moderna intellettualit\u00e0. Quest&#8217;ultima consiste anzitutto nel trascinare tutti i criteri morali tradizionali davanti al tribunale della ragione positivistica per subirvi un \u00abretro interrogatorio\u00bb ed esservi \u00absmascherati\u00bb come indimostrati. La morale risiede non nell&#8217;essere, ma nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; l&#8217;uomo, che deve progettarla. L&#8217;unico valore morale che si dia, \u00e8 la societ\u00e0 fu\u00adtura. In cui sar\u00e0 realizzato tutto quello che ora non esiste. Nel presente, quindi, la morale consiste nel darsi da fare per codesta societ\u00e0 futura. Ne consegue che il criterio morale nuovo suona cos\u00ec: morale \u00e8 ci\u00f2 che serve all&#8217;avvento della nuova societ\u00e0. Ma ci\u00f2 che serve pu\u00f2 esser individuato con la metodologia scientifica della strategia politica, con la psicologia e la sociologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morale diventa \u00abscientifica\u00bb; ha per meta non pi\u00f9 un \u00abfantasma\u00bb \u2014 il cielo \u2014 ma un fenomeno producibile: la nuova \u00e8ra. Ecco quindi che il Morale e il Religioso sono diventati realistici e \u00abscientifici\u00bb. Che si vuole di pi\u00f9? Ci si pu\u00f2 meravigliare che siano stati proprio dei giovani idealisti a sentirsi stimolati da codeste promesse?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo a guardar bene da vicino si fa visibile il biforcuto dell&#8217;insieme, si fa udibile il ghigno di Mefistofele. \u00abMorale \u00e8 ci\u00f2 che crea futuro\u00bb; con questo criterio pu\u00f2 esser \u00abmorale\u00bb anche l&#8217;assassinio; sulla via dell&#8217;umanizzazione pu\u00f2 servire anche il disumano. In fondo ci\u00f2 non \u00e8 altra logica che quella secondo cui a \u00abrisultati che siano di fatto altamente \u00abscientifici\u00bb \u00e8 senz&#8217;altro lecito sacrificare degli embrioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco quindi che oggi il terrorismo si trasferisce intatto su campi di battaglia un po&#8217; pi\u00f9 sublimi, con tutte le benedizioni della scienza e dello spirito \u00abilluminato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; vero, il rozzo terrorismo dei trasformatori della societ\u00e0 \u00e8 stato represso nelle societ\u00e0 occidentali ha troppo minacciato le loro abitudini di vita; l&#8217;immoralit\u00e0 della sua morale si \u00e8 tetta troppo appariscente. Ma non ha ancora avuto luogo un reale rifiuto dei suoi fondamenti; lo si evince anche dal fatto che si continua a raccomandarlo spensieratamente a paesi del Terzo mondo, che giacciono abbastanza lontani da noi Ora come prima viene considerato pressoch\u00e9 immorale chi per il Terzo mondo non esalta le parole d&#8217;ordine che non preferirebbe non veder realizzate nel proprio ambiente. Lo schierarsi per le ideologie militanti della liberazione appare come una sorta di compensazione morale del fatto che chi se la passa bene non ha nessuna voglia di cambiar niente d&#8217;essenziale nella propria vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Europa si \u00e8 avuto grazieadio un esteso calo di prassi terroristica; ma i fondamenti spirituali del terrorismo non sono stati soggetti a superamento e finch\u00e9 tanto non sar\u00e0 avvenuto, esso pu\u00f2 ridivampare in qualsiasi momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Religione e morale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pone quindi imperiosamente l&#8217;interrogativo: in questi fondamenti spirituali qui appena sommariamente accennati, che cosa \u00e8 di veramente e propriamente stravolto? Dove sta esattamente l&#8217;errore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima, per\u00f2, di andare al fondo della questione, dobbiamo ancora completare il nostro inventario concernente la societ\u00e0 attuale. Abbiamo detto che quali fenomeni negativi emergenti sussistono l\u2019avanzata della droga e la minaccia del terrorismo, ma che quale fenomeno positivo sussiste altres\u00ec una forte nuova tensione verso grandi valori morali, come sono libert\u00e0, giustizia, pace. E&#8217; di qui che forse pu\u00f2 venirci la risposta alle minacce del nostro tempo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 assodato anzitutto che i valori per noi dominanti all\u2019orizzonte s&#8217;identificano piamente con quelli che furono e sono proclamati come valori-obiettivi anche dai movimenti violenti. Ma l&#8217;abuso non scredita i valori in quanto tali. Nell&#8217;insieme della giovane generazione odierna il nuovo sta in questo: quegli obiettivi sono ora proiettati sul piano del concreto agire politico e sociale, e sono perci\u00f2 spogliati del loro carattere arazionale, violento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si abbandonano le ideologie, e pertanto pu\u00f2 ritersi puro lo sguardo rivolto al bene. E&#8217; lecito ritenere di fatto che ci\u00f2 sia un motivo di speranza: il profondo messaggio divino pu\u00f2 esser sepolto e travisato, ma prorompe sempre di nuovo e si scava una via. In tale contesto rientra un altro fatto: si fa avvertibile un nuovo desiderio di raccoglimento, di contemplazione, di vera sacralit\u00e0, diciamolo pure: di contatto con Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si manifesta dunque la spinta di forze che ci fanno sperare. Ma come se ne deve trovare la sorgente perch\u00e8 non vadano disperse, cosi questi impulsi necessitano di purificazione e ordinamento, perch\u00e8 possano ottenere effetti autentici La nuova voglia di religiosit\u00e0 pu\u00f2 ben facilmente essere stravolta in esoterismo; pu\u00f2 svaporare in mero romanticismo. Due sono gli ostacoli che le riesce oltremodo difficile scavalcare: sembra difficile accettare la continuit\u00e0 di un&#8217;educazione permanente, d&#8217;una via dritta che non si discosti dall&#8217;ordine della volont\u00e0 e dell&#8217;intelletto per deviare verso i soddisfacimenti immediati che d\u00e0 la tecnica dei sentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 difficile sembra che codesta volont\u00e0 possa sfociare nel vitale contesto comunitario d&#8217;una \u00abistituzione\u00bb di fede, in cui la religione sia diventata, in quanto fede, configurazione e cammino comunitari. Ma l\u00e0 dove questo doppio ostacolo non viene superato, la religione degenera in bene voluttuario e non sprigiona nessuna forza morale capace di plasmare sia la comunit\u00e0 sia il singolo. Intelletto e volont\u00e0 vi sono dimissionari; non resta che il mero sentimento, ed \u00e8 troppo poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogamente sono in pericolo anche i nuovi impulsi morali. Il loro fianco scoperto \u00e8 il gran vuoto in tetto di valori etico-individuali L&#8217;attenzione si appunta, tutto sommato, sulla realt\u00e0 comunitaria. Certo, va riconosciuto che spesso la dedizione ai gruppi marginali si esprime anche in una disponibilit\u00e0 personale, che determina ammirevoli motivazioni al servizio. In complesso \u00e8 rilevabile piuttosto una certa quale debolezza in fatto di capacit\u00e0 motivazionale personale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; pi\u00f9 facile far dimostrazioni per i diritti e le libert\u00e0 del proprio gruppo che praticare quotidianamente la disciplina della libert\u00e0 e la pazienza della carit\u00e0 per i sofferenti o, addirittura, rinunciando a gran parte delle proprie libert\u00e0 individuali, vincolarsi per tutta la vita a un servizio siffatto. Salta agli occhi che la capacit\u00e0 di motivare al servizio \u00e8 evidentemente diminuita in misura decisiva anche nella Chiesa: ordini religiosi che si consacrano alla cura di malati e anziani, non trovano quasi pi\u00f9 nuove leve. Si preferisce piuttosto operare in servizi \u00abpastoralmente\u00bb pi\u00f9 pretenziosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 propriamente \u00abpastorale\u00bb di un&#8217;esistenza spesa senza pretenziosit\u00e0 per i sofferenti? Per importante che sia la qualificazione professionale a questi servizi, senza un profondo movente morale e religioso essi si fossilizzano in mera tecnica e non offrono pi\u00f9 nulla di umanamente decisivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lato debole dell&#8217;odierna rifioritura morale sta dunque anzitutto, nella debolezza delle motivazioni etico individuali. Ma dietro c&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo: nella societ\u00e0 a impronta tecnologica i valori morali hanno perduto la loro evidenza e quindi anche la loro pretesa di porsi come cogenti. Essi pongono mete in ordine alla totalit\u00e0, per le quali ci si entusiasma e infervora; ma che mi obblighino anche qualora le cose si mettano per me sul negativo, anche quando sono in pericolo la mia propria libert\u00e0 e la mia pace personale, non \u00e8 ragionevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma allora quelle finalit\u00e0 sono poste per restare largamente inattuate, e lo slancio con cui le si evidenzia nelle dimostrazioni di piazza e le si propugna imperterritamente nei discorsi, probabilmente \u00e8 anche compensazione di codesto manco d&#8217;efficacia concreta. Eccoci quindi ritornati all&#8217;interrogativo che abbiamo lasciato in sospeso: dove si origini precisamente l&#8217;errore in quella specie di moralismo che finisce nel terrorismo. Questo errore, infatti, \u00e8 anche la vera radice di quasi tutti gli altri problemi della nostra epoca; i suoi frutti vanno ben oltre l&#8217;area dell&#8217;irradiamento terroristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA RISPOSTA DELLA FEDE ALLA CRISI DEI VALORI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo d&#8217;avvicinarci lentamente, direi quasi a tastoni, alla sostanza di quanto c&#8217;interessa. Ho detto che la moralit\u00e0 ha perduto la sua evidenza Nella societ\u00e0 moderna solo un numero ridotto di persone crede ancora nell&#8217;esistenza di comandamenti divini, e ancora pi\u00f9 rari sono i convinti che questi comandamenti \u2014 se mai se ne diano \u2014 ci sono trasmessi senza errori dalla Chiesa, dalla comunit\u00e0 religiosa. Che un&#8217;altra volont\u00e0, quella del Creatore, ci chiami e che nella sintonia della nostra con la sua si realizzi il bene della nostra natura, \u00e8 un&#8217;idea fattasi estranea alla gran parte degli uomini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Dio resta tutt&#8217;al pi\u00f9 la funzione di aver dato il via all&#8217;esplosione primordiale; che sia operante in mezzo a noi e l&#8217;uomo sia soggetto al suo volere, appare ai pi\u00f9 come un&#8217;idea ingenua, antropomorfica di Dio, con la quale l&#8217;uomo sopravvaluta se stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; pur vero che nella storia delle religioni e dei costumi non \u00e8 del tutto assente la concezione d&#8217;un rapporto personale fra il Dio creatore e ogni singolo uomo, ma nella sua forma autentica essa \u00e8 limitata alla sfera della religione biblica. Quel che invece \u00e8 stato comune a quasi tutta l&#8217;umanit\u00e0 premoderna, si pone di fatto sulla stessa linea: la convinzione che nell&#8217;essere dell&#8217;uomo risiede un dover essere; la convinzione che egli non s&#8217;inventa da s\u00e8 la morale in base a calcoli di opportunit\u00e0, ma la trova preesistente nella natura delle cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Assai prima dell&#8217;eruzione del terrorismo e dell&#8217;irruzione della droga lo scrittore e filosofo inglese C. S. Lewis addit\u00f2 quel pericolo mortale dell&#8217;abolizione dell&#8217;uomo che risiede nella distruzione dei fondamenti della nostra morale, sottolineandone l&#8217;evidenza che interessa l&#8217;umanit\u00e0 tutta, poich\u00e9 su di essa poggia la sopravvivenza dell\u2019uomo in quanto uomo. Egli dimostra inoltre, con una scorsa attraverso tutte le grandi culture, come tale evidenza sussista ovunque. Non ri\u00admanda solo all\u2019 eredit\u00e0 etica dei Greci quale fu articolata particolarmente da Platone; Aristotele e la Stoa, che intesero indurre l&#8217;uomo a cogliere la razionalit\u00e0 dell&#8217;essere, onde postularono un&#8217;educazione nella \u00abconnaturalit\u00e0 essenziale alla ragione\u00bb; ma si rif\u00e0 anche al primo induismo e alla sua nozione di Rta, che significa l&#8217;armonia fra ordine cosmico, virt\u00f9 morali e cerimoniale del tempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lewis sottolinea in particolar modo la dottrina relativa al Tao dei cinesi \u00abEsso \u00e8 la natura, esso \u00e8 la via, la strada. Esso \u00e8 il modo in cui tutto si muove&#8230; Esso \u00e8 anche la via che ogni uomo deve battere imitando questo moto cosmico e sopracosmico, orientando tutto il suo muoversi su questo grande modello (1). Ma Lewis fa riferimento anche alla legge d&#8217;Israele, che collega fra ai loro cosmo e storia e vuol essere espressione della verit\u00e0 dell&#8217;uomo e del mondo tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;ambito di questo sapere delle grandi culture si hanno differenze di dettaglio, ma assai pi\u00f9 pronunciato di esse \u00e8 il grande fondo comune, che si prospetta come l&#8217;evidenza originaria della vita umana: l&#8217;insegnare l&#8217;esistenza di valori obiettivi, che si affermano nell&#8217;essere del mondo; il credere che si danno comportamenti i quali, conformi al messaggio del Tutto, sono veri epper\u00f2 buoni, mentre se ne danno altrettanti che, difformi dall&#8217;essere, sono realmente e sempre falsi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;umanit\u00e0 moderna si \u00e8 fatta persuadere che le morali dell&#8217;umanit\u00e0 si contraddicono radicalmente a vicenda, e cos\u00ec anche le religioni. In entrambi i casi si \u00e8 tratta una semplice conclusione: che tutto, morale e religione, \u00e8 invenzione umana, le cui incongruenze abbiamo potuto finalmente individuare e rimpiazzare con la conoscenza razionale. Ma questa diagnosi \u00e8 superficiale al massimo. Si aggrappa a una serie di particolari che enumera e giustappone disordinatamen\u00adte, per approdare cos\u00ec alla sua banale sicumerosa saccenteria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;intuizione basilare del carattere morale dell&#8217;essere in quanto tale e della necessaria armonia dell&#8217;essere umano con il messaggio della natura \u00e8 comune a tutte le grandi culture, e pertanto lo sono anche i grandi imperativi morali C.S. Lewis ha vigorosamente formulato cosi \u00abQuello che per motivi pratici ho denominato Tao e che altri preferiscono chiamare legge naturale o morale tramandata o primo principio della ragion pratica o verit\u00e0 fondamentali, non \u00e8 un sistema di valori E&#8217; l&#8217;unica fonte di tutti i giudizi di valore. Se la si respinge, si rigetta ogni valore. Se si salvaguarda un valore qualsiasi si salvaguarda anche quella. Il tentativo di rifiutarla e di mettere al suo posto qualcosa di nuovo \u00e8 una contraddizione in s\u00e9&#8230;\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;abolizione dell&#8217;uomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema dei tempi moderni cio\u00e8 il problema morale della nostra epoca, sta nell\u2019essersi essa separata da quella evidenza originaria di cui si \u00e8 detto. Per intendere realmente il fenomeno ci occorre descriverlo un po&#8217; pi\u00f9 precisamente ancora. E&#8217; caratteristico del pensiero improntato dalle scienze naturali scavare un abisso tra il mondo dei sentimenti e il mondo dei fatti. I sentimenti sono soggettivi, i fatti sono oggettivi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I \u00abfatti\u00bb, vale a dire ci\u00f2 che \u00e8 constatabile al di fuori di noi stessi, non sono altro che \u00abfatti\u00bb, nuda effettualit\u00e0. Aggiungere all&#8217;atomo chiss\u00e0 quali altre qualit\u00e0, magari di natura morale o estetica, oltre alle sue determinazioni matematiche, \u00e8 considerato mero prodotto della fantasia. Ma codesta riduzione della natura a fatti esaminabili e quindi anche padroneggiabili, ha come conseguenza che dal di fuori di noi stessi non ci perviene pi\u00f9 alcun messaggio morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora ci\u00f2 che \u00e8 morale, come pure ci\u00f2 che \u00e8 religioso, appartiene alla sfera del soggettivo; non ha posto nell&#8217;oggettivo. Se \u00e8 soggettivo, \u00e8 creazione dell&#8217;uomo. Non ci preesiste; siamo noi a preesistergli e a farlo. Per sua natura questo movimento di \u00abobiettivizzazione\u00bb, che \u00abscruta\u00bb le cose le rende padroneggiabili, non conosce limiti. Gi\u00e0 Auguste Comte postulava una fisica dell&#8217;uomo. A poco a poco si sarebbe dovuto rendere scientificamente comprensibile, cio\u00e8 assoggettabile alla conoscenza naturalistica, anche l&#8217;oggetto naturale pi\u00f9 difficile: l\u2019uomo. Questi sarebbe allora scrutato esattamente, come lo \u00e8 gi\u00e0 la materia (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Psicanalisi e sociologia sono le modalit\u00e0 fondamentali per tradurre in realt\u00e0 il postillato. Ora (a quanto pare) si possono spiegare i meccanismi per i quali l&#8217;uomo arriv\u00f2 a convincersi che la natura esprime una legge morale. Senonch\u00e8 l&#8217;uomo scrutato in tal modo non \u00e8 pi\u00f9 uomo; in base alla natura stessa di tale tipo di conoscenza non pu\u00f2 esser altro che pura effettualit\u00e0 anche lui \u00abChi scruta tutto, non vede pi\u00f9 nulla\u00bb, sentenzia Lewis (4). Le teorie dell&#8217;evoluzione, elaborate in visione onnicomprensiva del mondo, soggellano questa ottica e al tempo stesso ne tentano una compensazione (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente (esse dicono) tutto \u00e8 diventato quel che \u00e8 senza logica di sorta, o meglio con la mera logica dei fatti. Ma questo svolgimento, questo farsi del mondo puramente meccanico, ora lo si pu\u00f2 ricostruire con le teorie sul caso e la necessit\u00e0, con la compiuta dottrina evoluzionistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conclusioni che si traggono dall&#8217;\u00abevoluzione\u00bb, il riprodurne e diffonderne i risultati, sarebbero quindi la nuova morale; il fine dell&#8217;evo<em>luzione <\/em>e l&#8217;ottimizzazione delle specie. La sopravvivenza ottimale della specie \u00abuomo\u00bb sarebbe ora il valore morale basilare; le regole secondo cui lo si fa, sarebbero gli ordinamenti morali particolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo apparentemente tutto questo e un ritorno all&#8217;ascolto del magistero morale della natura In realt\u00e0 ora regna il dio Senzasenso, poich\u00e9 l&#8217;evoluzione \u00e8 di per se stessa priva di senso. Regna il calcolo e regna la forza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morale \u00e8 liquidata, ed \u00e9 liquidato l&#8217;uomo in quanto uomo. Perch\u00e8 mai ci si debba aggrappare alla sopravvivenza di questa specie, non lo si pu\u00f2 pi\u00f9 render comprensibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta vorrei dar la parola a C. S. Lewis, che nel 1943 gi\u00e0 descriveva con tagliente lucidit\u00e0 questo processo. Egli vi scorgeva il vecchio patto col mago: \u00abDammi l\u2019anima tua, e ne riceverai in cambio potere. Ma una volta che avremo ceduto l&#8217;anima, cio\u00e8 noi stessi, il potere che ce ne viene in cambio non riapparterr\u00e0 pi\u00f9&#8230; E&#8217; in potere dell&#8217;uomo concepire se stesso come mero &#8220;oggetto naturale&#8221;&#8230; L&#8217;obiezione pertinente \u00e8 questa: l&#8217;uomo che vuol concepirsi come materiale grezzo, materiale grezzo diventa..\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi moniti, Lewis li formul\u00f2 durante la seconda guerra mondiale, vedendo minacciata dalla distruzione della morale anche la capacit\u00e0 di difendere la patria dall&#8217;assalto della barbarie. Egli, per\u00f2, era sufficientemente obiettivo per soggiungere: \u00abA questo proposito non penso unicamente e nemmeno soprattutto a coloro che al momento sono nostri nemici politici. Il processo che distrugger\u00e0 l&#8217;uomo, nel caso che non lo si blocchi, si svolge tanto palesemente tra comunisti e democratici quanto tra fascisti&#8230;\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo accenno mi sembra di grande importanza: le moderne ideologie, le contrapposte visioni del mondo hanno in comune il punto d&#8217;avvio nella negazione della legge morale e naturale e nella riduzione del mondo a \u00abpuri\u00bb fatti. Diversa \u00e8 la misura in cui esse ritengono illogicamente qualcosa degli antichi valori, ma nel nocciolo sostanziale esse sono minacciate dallo stesso pericolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La falsit\u00e0 vera e propria di quell&#8217;ideologia per la quale droga e terrorismo sono soltanto sintomi, consiste nel ridurre il mondo a fatti e nel restringere la ragione alla percezione del quantitativo. La peculiarit\u00e0 dell&#8217;uomo viene ricacciata nel soggettivo e diviene cos\u00ec irreale. L\u2019\u00ababolizione dell&#8217;uomo\u00bb, che consegue dall&#8217;assolutizzare un unico modo di conoscenza, \u00e8 al tempo stesso l&#8217;evidente falsificazione di questa visione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo esiste, e chi in forza della sua teoria, \u00e8 costretto a tirarlo gi\u00f9 nella sfera dell&#8217;apparato scrutabile e smontabile, vive in un restringimento di prospettiva a cui sfugge proprio l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la scienza mira a una cognizione il pi\u00f9 possibile comprensiva e adeguata alla realt\u00e0, una forma metodologica cos\u00ec assolutizzata \u00e8 il contrario della scienza Per dirla in altri termini: anche la ragion pratica su cui poggia la conoscenza propriamente etica \u00e8 una ragione reale, e non mera espressione di sentimenti soggettivi senza valore gnoseologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo reimparare a capire che le grandi cognizioni morali dell&#8217;umanit\u00e0 sono altrettanto razionali e altrettanto vere, anzi pi\u00f9 vere di quelle sperimentali proprie della sfera naturalistica e tecnologica. Sono pi\u00f9 vere perch\u00e8 pi\u00f9 profondamente raggiungono il proprio dell&#8217;essere e sono pi\u00f9 determinanti a che l&#8217;uomo sia uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fede e l\u2019etica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne risultano due corollari. L&#8217;uno \u00e8 che il dover essere morale non \u00e8 per l&#8217;uomo prigionia da cui egli debba liberarsi per poter fare finalmente quel che vuole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dover essere morale costituisce la sua dignit\u00e0, e se egli se lo scuote di dosso, non diventa pi\u00f9 libero, ma si degrada al livello di apparato, di mera cosa. Se non si d\u00e0 pi\u00f9 dover essere a cui egli possa e debba rispondere in libert\u00e0, non si d\u00e0 pi\u00f9 la sfera della libert\u00e0, n riconoscere l&#8217;esistenza della moralit\u00e0 \u00e8 l&#8217;autentico contenuto della dignit\u00e0 umana; ma non la si pu\u00f2 riconoscere senza viverla al tempo stesso come obbligo di libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morale non \u00e8 il carcere dell&#8217;uomo, ma il divino che \u00e8 in lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esporre il secondo corollario dobbiamo rifarci ancora una volta all&#8217;idea basilare che abbiamo enucleata poco fa: la ragion pratica (o morale) \u00e8 ragione nel senso pi\u00f9 alto della parola, poich\u00e9 si spinge nel mistero del reale pi\u00f9 a fondo della ragione sperimentale. Ma ci\u00f2 vuol dire che la fede cristiana non \u00e8 limitazione o paralisi della ragione; al contrario, \u00e8 solo essa a darle la libert\u00e0 di compiere quel che le \u00e8 proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la ragion pratica, infatti, vuol esser garantita dall&#8217;esperimento, ma da un esperimento maggiore di quello che si pu\u00f2 effettuare nei laboratori: l&#8217;esperimento della comprovata umanit\u00e0 in atto, che pu\u00f2 aversi solo dalla comprovata storia in atto. Per questo la ragion pratica \u00e8 stata sempre inquadrata nel grande contesto d&#8217;esperienza e collaudo di onnicomprensive visioni etico-religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come la scienza della natura si alimenta delle geniali aperture prodotte da grandi personalit\u00e0, cos\u00ec anche queste sistematizzazioni dell&#8217;ottica morale aderiscono per un verso alla comunitariet\u00e0 vissuta, ma per l&#8217;altro alla particolare acutezza visiva di singole personalit\u00e0, alle quali sia riuscito ficcar lo viso a fondo nel Tutto. Le grandi sistemazioni etiche della Grecia, del vicino ed estremo Oriente, di cui abbiamo discorso brevemente dianzi, hanno perduto qualcosa di sostanziale nella loro validit\u00e0, ma oggi possiamo considerarle come affluenti che finiscono con lo sfociare nel gran fiume dell&#8217;interpretazione cristiana del reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto la visione etica propria della fede cristiana non \u00e8 nulla di peculiarmente cristiano, \u00e8 invece la sintesi delle grandi intuizioni etiche dell&#8217;umanit\u00e0, che muove da un centro nuovo, che tutte le abbraccia in un tutto coerente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa armonia della sapienza etica oggi viene spesso fatta passare per argomento contro l&#8217;obbligatoriet\u00e0 dei comandamenti di Dio proclamati nella Bibbia. Se ne evincerebbe, secondo tale argomento, che la Bibbia non ha nessunissima direttiva etica, ma fa di volta in volta sue le cognizioni morali del suo ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sede morale, quindi, avrebbe valore solo ci\u00f2 che in ogni singola epoca viene riconosciuto come razionale, ed eccoci arrivati al deragliamento della morale in mero calcolo, vale a dire all&#8217;abolizione della moralit\u00e0 nel senso proprio della parola. E&#8217; vero il contrario: l\u2019intrinseca armonia della direttiva morale basilare, che senza dubbio fu sviluppata e chiarificata gradualmente, \u00e8 la migliore prova che la morale \u00e8 stata non inventata ma rinvenuta. Rinvenuta dove? Qui la sfera della rivelazione e quella della ragione s&#8217;inembricano intimamente l&#8217;una nell&#8217;altra. Da una parte le cognizioni di cui parliamo sono state scoperte, come s&#8217;\u00e8 detto, da certuni a cui \u00e8 stato concesso di vedere pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un siffatto vedere, che trascende le prestazioni cognitive del singolo, la chiamiamo \u00abrivelazione\u00bb. Ma ci\u00f2 che viene visto in tal modo \u00e8 essenzialmente nella sfera etica, il messaggio morale insito nella creazione stessa. Al contrario, infatti, di quanto pretende uno scientismo totalizzante, la natura non \u00e8 una montatura messa su dal caso e dalle sue regole di gioco, ma \u00e8 creazione. In essa si esprime il Creator Spiritus.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si danno, pertanto, solo leggi naturali intese come funzioni studiate dalla fisica; la legge naturale nel senso vero e proprio \u00e8 una legge morale. E&#8217; la creazione stessa a insegnarci come poter essere uomini nel modo giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede cristiana, che ci aiuta a riconoscere la creazione come creazione, non \u00e8 una paralisi del raziocinio; \u00e8 essa a dare alla ragion pratica lo spazio vitale in cui potersi esplicare. La morale che insegna la Chiesa, non \u00e8 un onere speciale riservato ai cristiani \u00e8 la difesa dell&#8217;uomo dal tentativo di abolizione. Se \u2014 come abbiamo visto \u2014 la morale \u00e8 non riduzione in schiavit\u00f9 ma affrancamento dell&#8217;uomo, allora la fede cristiana \u00e8 avamposto della libert\u00e0 umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei aggiungere un&#8217;ultima considerazione. Quel che m&#8217;interessa a questo proposito \u00e8 stato insuperabilmente espresso dal poeta romano Giovenale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Summum crede nefas praeferre pudori et praeopter vitam vivendi perdere causas.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abRitieni somma nequizia preferire la propria sopravvivenza al rispetto e per voglia di sopravvivere perdere le ragioni del vivere\u00bb. Vale a dire: vi sono valori per i quali vale la pena di morire, giacch\u00e9 una vita ottenuta a costo del loro tradimento poggia sul tradimento delle ragioni del vivere, ed \u00e8 quindi una vita intimamente distrutta Potremmo dirla anche altrimenti: l\u00e0 dove non \u00e8 pi\u00f9 nulla per cui meriti morire, non merita pi\u00f9 nemmeno vivere; la vita ha perduto il suo fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci\u00f2 vale non solo per \u00ec singoli; anche un paese, un&#8217;intera civilt\u00e0, possiede valori che giustificano il mettere in gioco la vita se codesti valori non ci sono pi\u00f9, vengono a mancare anche le ragioni e le forze che sorreggono la coesione sociale e mantengono un paese come comunit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccoci tornati alle considerazioni accennate all&#8217;inizio circa la disputa sulla droga<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo ha bisogno della trascendenza La sola immanenza gli va stretta Egli \u00e8 fatto per qualcosa di pi\u00f9. La contestazione dell&#8217;aldil\u00e0 ha portato sulle prime a un&#8217;appassionata glorificazione della vita, ad affermarla ad ogni costo. Tutto si deve ottenere in questa vita non se ne d\u00e0 un&#8217;altra La sete di vita In sete di ogni sorta di soddisfacimento, fu esasperata all&#8217;estremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ben presto se ne \u00e8 originata una tremenda svalutazione della vita questa non reca pi\u00f9 il sigillo del sacro; la si butta via, se non piace pi\u00f9: i parti plurimi deformi, l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia il suicidio sono i derivati naturali di questa scelta di fondo: dell&#8217;aver negato l&#8217;eterna responsabilit\u00e0 e l&#8217;eterna speranza La sete di vita si rovescia in nausea della vita e nella nullit\u00e0 d&#8217;ogni soddisfacimento. Anche qui la conseguenza \u00e8 l&#8217;abolizione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo ha bisogno dell&#8217;ethos per essere se stesso. Ma l&#8217;ethos ha bisogno della fede nella creazione e nell&#8217;immortalit\u00e0; ha bisogno, cio\u00e8, dell&#8217;obiettivit\u00e0 del dover essere e della definitivit\u00e0 di responsabilit\u00e0 e compimento. L&#8217;impossibilit\u00e0 d&#8217;una vita umana che prescinda da tutto questo \u00e8 la prova indiretta a favore della fede cristiana e della speranza die ne discende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa speranza \u00e8 la salvezza per l&#8217;uomo, anche e soprattutto oggi. Il cristiano pu\u00f2 essere lieto della sua fede. Senza il lieto annuncio della fede la vita umana non regge a lungo. La gioia di credere \u00e8 la responsabilit\u00e0 del cristiano: in questa ora della nostra storia dovremmo feria nostra con nuovo animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(0)<\/strong> Volendo salvare il gioco fonetico dell&#8217;originale tedesco (Abbruch e Aufbruch, alla lettera: demolizione e partenza, avvio), si potrebbe forse azzardare: \u00abIl marcio e la marcia\u00bb, o meglio: \u00abDal marcio in marcia!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> CS. Lewis, Die Abschaffung des Menschen, Einsiedeln 1979, p. 27 (cfr. L&#8217;abolizione dell&#8217;uomo, tr. F. Marano, Milano 1979).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> ibidem, p. 49.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> Cfr. H. de Lubac, \u00dcber Gotthinaus. Trag\u00f6die des atheistischen Humanismus, Einsiedeln 1984, pp. 95-184 (Il dramma dell&#8217;umanesimo ateo, tr. L Ferino, Brescia 1982); H.U. von Balthasar, Die Gottesfrage des heutigen Menschen, Wien 1956.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> Lewis, op. Cit, p. 82.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> Cfr. al riguardo R. Spaemann &#8211; R. Low &#8211; P. Koslowski, Evolutionismus und Christentum. Acta humaniora VCH1986; W. Broker, Sch\u00f6pfung als Auftrag, in: W. Baier e altri, Weisheit Gottes &#8211; Weisheit der Welt Festschrift f\u00fcr 3. Ratzinger, St Ottilien 1987,I. pp. 115-126<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(6)<\/strong> Lewis,op.cit.,p.74.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)<\/strong> ibidem, p. 75<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">1988 Katholische Universit\u00e4t Eichstatt<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">1988 L&#8217;Avvenire (traduzione di Luciano Tosti)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvenire 11 marzo 1988 Diagnosi del card. Ratzinger sull&#8217;inquietudine del nostro tempo Nel mondo di oggi ridotto a puri fatti, regna il \u00abDio senza senso\u00bb. La droga, il terrorismo e l&#8217;Aids: ecco i sintomi della crisi \u00a0_________________________ \u00abDemolizione e nuovo cammmo. La risposta della fede alla crisi dei valori\u00bb. 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