{"id":2894,"date":"2009-03-18T12:07:36","date_gmt":"2009-03-18T11:07:36","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-05-06T12:39:13","modified_gmt":"2016-05-06T10:39:13","slug":"il-non-riconoscimento-del-volto-umano-del-concepito-quali-conseguenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-non-riconoscimento-del-volto-umano-del-concepito-quali-conseguenze\/","title":{"rendered":"Il non riconoscimento del volto umano del concepito. Quali conseguenze?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-33977\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/ecografia_concepito.jpg\" alt=\"ecografia_concepito\" width=\"181\" height=\"200\" \/>pubblicato su &#8220;<strong>Il Foglio<\/strong>&#8221; del 24 febbraio 2008.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sudio della dott.ssa <strong>Cinzia Baccaglini\u00a0<\/strong>\u00a0tratto dall&#8217;appendice del libro &#8220;Storia dell&#8217;aborto&#8221;, di Francesco Agnoli, edito da Fede E Cultura nel febbraio 2008<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Quando nel dolore si hanno compagni<br \/>\n<em>che lo condividono <\/em><br \/>\n<em>l\u2019animo umano pu\u00f2 superare <\/em><br \/>\n<em>molte sofferenze.<br \/>\n<\/em><strong>Re Lear<\/strong> \u2013 Shakespeare<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 di riflettere sul tema della sofferenza post abortiva \u00e8 tema cos\u00ec delicato, cos\u00ec importante, cos\u00ec sconosciuto e con il quale non \u00e8 facile confrontarsi senza avere paura di dire troppo o troppo poco e in maniera sufficientemente chiara n\u00e9 con le persone comuni n\u00e9 purtroppo con tanti colleghi psicologi-psichiatri, senza che essi partano da tutta una serie di pregiudizi che fanno riferimento ad ideologie.L\u2019antidoto a questo, \u00e8 l\u2019esperienza clinica vicino alle persone che non hanno riconosciuto il volto umano\u00a0 del concepito.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono una psicologa clinica e di comunit\u00e0 con un indirizzo bio-psico-sociale attenta all&#8217;unit\u00e0 inscindibile della persona e non credo che l&#8217;uomo possa essere tagliato a fettine ma che, invece, si relazioni con il mondo che gli sta intorno in maniera globale e che certe settorializzazioni, di moda oggi, possano essere eventualmente utili solo a fini didattico-metodologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune parole sono parole chiave per capire ed addentrarsi nelle conseguenze della sofferenza postabortiva. Il titolo contiene la <strong>negazione del riconoscimento <\/strong>dell&#8217;essere umano concepito, <strong>riconoscimento <\/strong>significa l&#8217;azione del ravvisare-individuare una persona conosciuta, significa identificare, distinguere, esaminare con attenzione, ispezionare, ammettere, dichiarare, confessare, ma ancora accettare come legittimo, approvare pubblicamente e ufficialmente, ammettere di essere debitore a qualcuno di qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito strettamente tecnico psicologico \u00e8 uno degli aspetti della memoria e della conoscenza consistente nell&#8217;avvertire consapevolmente che un oggetto o una situazione nel nostro caso di una persona, seppur piccola e invisibile a occhio nudo, sono gi\u00e0 noti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riconoscere<\/strong> non significa inventare dal nulla ma aprire gli occhi su una realt\u00e0 che gi\u00e0 c&#8217;\u00e8, si dovrebbe riconoscere pertanto con maggiore evidenza e chiarezza ci\u00f2 che pi\u00f9 mi \u00e8 simile e pi\u00f9 dovrebbe essere naturale riconoscere come uguale portatore di dignit\u00e0, qualsiasi appartenente alla famiglia umana, quindi il \u201ccucciolo d&#8217;uomo\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">.Questa consapevolezza \u00e8 determinata dal fatto che credo che il concepito sia <strong>refero <\/strong>, cio\u00e8 portatore di un senso e di un significato di per s\u00e9 per il solo fatto che esiste. Il non riconoscere \u00e8 quindi il non accogliere, ancora di pi\u00f9, il respingere. [1]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Volto umano<\/strong>: l&#8217;importanza del volto umano \u00e8 a prima vista la sua sostanziale differenza dal muso degli animali, \u00e8 la caratteristica per la quale riconosciamo la diversit\u00e0 delle persone che ci circondano, \u00e8 la capacit\u00e0 di cogliere emozioni, sentimenti, pensieri dagli sguardi che esso irradia che \u00e8 peculiare dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; la possibilit\u00e0 biologica di esprimere anche nel silenzio, pertanto anche nel grembo della madre, la meraviglia dell&#8217;essere al mondo. E&#8217; il mezzo pi\u00f9 facile per il riconoscimento di un \u2018Tu&#8217;, di un altro diverso da me.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi dice \u2018Tu&#8217;, non ha mai un qualcosa per oggetto. Poich\u00e9 dove \u00e8 qualcosa \u00e8 un altro qualcosa; ogni Esso confina con un altro Esso, e un Esso esiste solo in quanto \u00e8 limitato da un altro. Ma dove si dice \u2018Tu&#8217; non vi \u00e8 mai un qualcosa .Chi dice \u2018Tu&#8217; non ha mai un qualcosa . Ma sta nella relazione. Quando io sto di fronte a un uomo come al mio \u2018Tu&#8217;, e gli dico la parola base io-Tu , egli non \u00e8 una cosa fra le cose e non \u00e8 fatto di cose. [2]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Concepire<\/strong>: dal latino significa prendere insieme, accogliere in s\u00e9 ma ancora sentir nascere in s\u00e9, accogliere nell&#8217;animo, provare, nutrire ma allo stesso tempo questa parola viene utilizzata anche per l&#8217;aspetto del pensiero che si riferisce all&#8217;ideare, immaginare. Questo dovrebbe far riflettere sia per quanto riguarda il rapporto fra il pensiero e l&#8217;azione, sia perch\u00e9 volenti o nolenti, un figlio concepito \u00e8 sempre pensato anche se non voluto in quel momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2- Quandonon vi \u00e8 il riconoscimento della dignit\u00e0 umana del concepito<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le situazioni nelle quali non viene riconosciuto il volto umano del concepito nella nostra societ\u00e0 sono ormai molte, tutte partono per\u00f2 dal declassare il concepito dall&#8217;essere qualcuno all&#8217;essere qualcosa, quindi cosificandolo e gestendolo come un prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa considerazione parte da un presupposto culturale che possiamo riscontrare anche tra la gente quando all&#8217;annuncio di una gravidanza si chiede: \u201cma l&#8217;hai voluto, l&#8217;hai cercato?\u201d, fino a frasi del tipo \u201cma non te ne bastavano due?\u201d A livello pratico molte sono le azioni che permettono la negazione dell&#8217;essere umano concepito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con diverse sfumature ma con tratti comuni, molto evidenti sono per\u00f2 le conseguenze a livello individuale, a livello familiare, a livello sociale. Per brevit\u00e0, e non scendendo nei particolari tecnici, sono da considerarsi ugualmente atti di negazione: aborto volontario, RU486, pillola del giorno dopo (Norlevo) e tutta l&#8217;insieme delle tecniche dette \u201ccontraccezione d&#8217;emergenza o post-coitale\u201d e, non ultima, la fecondazione artificiale extracorporea, omologa o eterologa che sia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che accomuna tutti questi atti \u201cmedicalmente assistiti\u201d \u00e8 la negazione di uno o pi\u00f9, nel caso della fecondazione artificiale, volti umani di concepiti con atti deliberatamente scelti anche se non sempre consapevolmente scelti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunit\u00e0 scientifica sta discutendo se esista una sindrome post-aborto strictu senso oppure se esistano conseguenze psichiche identificate ma che non siano sempre, costantemente e immancabilmente legate fra loro. Sindrome deriva dal greco sun-dromo e significa correre insieme, designa un gruppo di sintomi o segni in rapporto costante tra loro, espressioni di una situazione patologica, psichica oppure organica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dovrebbe forse distinguere tra segno, come manifestazione riscontrabile oggettivamente dal terapeuta e sintomo quale sensazione soggettiva di dolore o disagio da parte della persona. E&#8217; certo per\u00f2 che la sofferenza post-abortiva \u00e8 solo da pochi anni indagata e sempre nella \u201cclandestinit\u00e0\u201d poich\u00e9 non \u00e8 una sofferenza che viene esplicitata chiaramente ma che solo terapeuti sensibili al problema riescono ad individuare e ricercando le cause finalizzano la cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; per questo motivo che io non credo che psicoterapeuti abortisti possano curare sindromi post-aborto, proprio per una questione di misconoscimento di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto: l&#8217;uccisione di un bambino, di un figlio. Queste tecniche sono gli unici atti che io ho trovato uccidano oltre al 100%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei lavori scientifici prodotti a livello mondiale si definiscono tre quadri gnoseologici:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. La psicosi post-aborto, che insorge subito dopo l&#8217;aborto, pu\u00f2 perdurare per oltre sei mesi ed \u00e8 un disturbo di natura prevalentemente psichiatrica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Lo stress post-aborto, insorge tra i tre e i sei mesi e rappresenta il disturbo pi\u00f9 lieve sinora osservato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. La sindrome post-abortiva :un insieme di disturbi che possono insorgere subito dopo l&#8217;interruzione come dopo svariati anni in quanto possono rimanere a lungo latenti ,nella mia esperienza clinica anche dopo 23 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si aumenta il rischio a scadenza dei termini legali, in et\u00e0 adolescenziale (e qui bisognerebbe fare un sana riflessione su ci\u00f2 che significa dare il Norlevo alle adolescenti), in et\u00e0 pre-climaterica quando si fa un bilancio della propria attivit\u00e0 sessuale e del poco tempo riproduttivo rimasto,- dopo un lutto, dopo un&#8217;infertilit\u00e0 precedente (si pensi nella fecondazione artificiale), al termine di una relazione affettiva, legata ad ambivalenza decisionale (si pensi al pensiero persecutorio di questo bimbo nel dilemma della Norlevo quando non si sa se c\u2019era o non c\u2019era), in condizione di isolamento affettivo ma bisogna anche dire che la sindrome post-abortiva non concerne esclusivamente la mamma che ha abortito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conseguenze per chi ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla delle conseguenze psichiche dell&#8217;aborto si pensa solo alla donna, che da adesso in poi chiamer\u00f2 sempre mamma, in quanto, come \u00e8 stato dimostrato recentemente dal momento del concepimento, la madre subisce alcune modificazioni a lungo termine proprio dalla persona del figlio e, indirettamente anche del padre del bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sa che dall&#8217;embrione alla madre passano un&#8217;infinit\u00e0 di messaggi attraverso sostanze chimiche quali ormoni, citochine, linfochine, neurotrasmettitori ecc. Tali informazioni servono a far adattare l&#8217;organismo della madre alla presenza del nuovo essere. In pi\u00f9 \u00e8 stato riscontrato che l&#8217;embrione manda anche cellule staminali che, grazie alla tolleranza immunitaria della madre verso il figlio, vanno a colonizzare il midollo spinale materno, da cui non si separano pi\u00f9. Anzi, da cui nascono linfociti per tutto il resto della vita della mamma, sia in caso di parto, spontaneo o cesareo sia in caso di aborto, spontaneo o volontario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto dal concepimento si \u00e8 madri per sempre. Ma la mamma non \u00e8 l&#8217;unica a subirne le conseguenze bens\u00ec anche il padre del bambino e\/o partner della madre, gli altri figli gi\u00e0 in vita, quelli successivi e scampati, i nonni e gli operatori sanitari, quindi se ci pensiamo bene l&#8217;intera societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dovrebbe fare un lungo discorso sulla differenza tra il bisogno e desiderio di maternit\u00e0 e sui\u00a0 pensieri collegati ad una gravidanza e non necessariamente un figlio. Nel senso che spesso la gravidanza \u00e8 la prova dell&#8217;efficienza dell&#8217;essere donna, dell&#8217;essere feconda, si resta incinta come modo di diventare pi\u00f9 femminili, pi\u00f9 mature, pi\u00f9 adulte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La base stessa della sindrome post-abortiva si situa al livello della percezione soggettiva del tutto esatta dei fatti, cio\u00e8 dell&#8217;aborto sub\u00ecto. In altri termini: la donna risente l&#8217;aborto come il fatto d&#8217;aver ucciso il proprio figlio in modo cosciente e premeditato. Il fatto che l&#8217;esecutore sia stato un medico accresce l&#8217;orrore dell&#8217;accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo visto prima, la percezione di una complicit\u00e0 da parte della donna \u00e8 di importanza capitale per tentare di capire cosa avviene nella coscienza della donna che ha abortito. Partendo da questi fatti \u00e8 chiaro che la sindrome post-abortiva costituisce per la donna una prova ben pi\u00f9 terribile della perdita di un bambino per un aborto spontaneo ed anche di un bambino che muore dopo la nascita. La ragione sta nel fatto che questa consapevolezza \u00e8 risentita fortemente da ogni donna che abortisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna crede nel proprio intimo d&#8217;aver eliminato con l&#8217;aborto solo \u201cun piccolo mucchio di cellule\u201d, come viene definito su una certa stampa femminile poco scrupolosa di rappresentare i fatti come stanno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni donna sa che abortendo uccide. E che uccide il proprio figlio. E che lo fa in modo lucido e premeditato. L&#8217;elemento di panico di fronte alle proprie responsabilit\u00e0, davanti al proprio avvenire, talvolta cambiato radicalmente a causa di questo concepimento non desiderato, \u00e8 solo un aspetto drammatico supplementare, bench\u00e8 contingente, in questa prova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze per la donna colpita da questa sindrome terribile sono l\u00ec a testimoniare la gravit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l&#8217;Elliot institute for social sciences research : il 90% di queste donne soffre di danni psichici nella stima di s\u00e9; il 50% inizia o aumenta il consumo di bevande alcoliche e\/o quello di droga; il 60% \u00e8 soggetto a idee di suicidio; il 28% ammette di aver persino provato fisicamente a suicidarsi; il 20% soffre gravemente di sintomi del tipo stress post-traumatico; il 50% soffre dello stesso in modo meno grave; il 52% soffre di risentimento e persino di odio verso quelle persone che le hanno spinte a compiere l&#8217;aborto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professor David Fergusson, ricercatore della Christchurch School of Medicine in Nuova Zelanda, ha svolto uno studio in cui voleva dimostrare che l\u2019aborto non comporta alcuna conseguenza psicologica. Ma si \u00e8 sorpreso nello scoprire che le donne che hanno avuto un aborto avevano una probabilit\u00e0 1,5 volte superiore di sviluppare malattie mentali, e 2 o 3 superiore di diventare tossicodipendenti o di fare abuso di alcol.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fergusson ha seguito un campione di 500 donne dalla nascita all\u2019et\u00e0 d 25 anni. \u201cQuelle che hanno abortito avevano elevate probabilit\u00e0 di sviluppare successivamente problemi di salute mentale, tra cui la depressione (aumento del 46%), l\u2019ansia, comportamenti suicidi e tossicodipendenza\u201d, afferma lo studio pubblicato nel <em>Journal of Child Psychiatry and Psychology<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aborto \u00e8 in effetti responsabile di una serie di fenomeni gravi: l\u2019aumento del 160% nei tassi di suicidio negli Stati Uniti nel 2001, secondo l\u2019<em>Archives of Women&#8217;s Mental Health<\/em>; aumento del 225% nei tassi di suicidio in Gran Bretagna nel 1997, secondo il <em>British Medical Journal<\/em>; aumento del 546% nei tassi di suicidio in Finlandia nel 1997, secondo gli <em>Acta Obstetrica et Gynecologica Scandinavica<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, la media degli aumenti nell\u2019incidenza del suicidio riportati da questi tre studi \u00e8 del 310%! Gli alti tassi di suicidio successivi all\u2019aborto contraddice chiaramente l\u2019idea che porre fine alla gravidanza possa essere una scelta pi\u00f9 sicura rispetto a quella di dare alla luce il bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio pi\u00f9 autorevole sui legami tra ricovero psichiatrico e aborto rivela che nei quattro anni successivi ad una gravidanza, le donne che abortiscono ricorrono alla psichiatrica da due a quattro di pi\u00f9 rispetto alle donne che portano avanti la gravidanza. Un altro studio rivela che anche quattro anni dopo aver abortito, i tassi di ricorso alla psichiatria rimangono del 67% pi\u00f9 alti rispetto alle donne che non hanno abortito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019<em>Archives of Women&#8217;s Mental Health<\/em>, nel 2001, le donne che hanno abortito risultano aver sviluppato in maggior misura reazioni di aggiustamento, psicosi depressive e disturbi neurologici e bipolari. Anche il rischio di depressione o psicosi post parto per le nascite desiderate \u00e8 maggiore per le donne che avevano precedentemente abortito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per una media di otto anni successivi all\u2019aborto, le donne sposate hanno dimostrato una propensione a cadere in depressione clinica del 138% superiore rispetto alle corrispondenti donne che avevano portato avanti la loro gravidanza indesiderata. Questo, secondo il <em>British Medical Journal<\/em> del 19 gennaio del 2002.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo il problema dell\u2019alcol e della tossicodipendenza, le donne che hanno abortito risultano essere 4,5 volte pi\u00f9 portate ad affrontare il loro contrasto e dolore interiore in questo modo. E questo dato si basa solo su quelle donne la cui dipendenza da alcol o dalle droghe \u00e8 resa nota. Non sono invece considerate tutte quelle donne che ogni sera si bevono i loro bicchieri di vino pensando che ci\u00f2 sia semplicemente un modo per rilassarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo aspetto \u00e8 stato riportato dall\u2019<em>American Journal of Drug and Alcohol Abuse<\/em>, nel 2000. Le conclusioni del primo studio di lungo termine condotto dal dr. Vincent Rue riportano abbondanti dati sui disturbi da stress post traumatico.Dalle statistiche relative agli Stati Uniti risulta che: il 55% di coloro che hanno abortito afferma di avere incubi e di essere ossessionato dall\u2019aborto; il 73% afferma di avere dei <em>flashback<\/em>; il 58% delle donne afferma di avere pensieri suicidi e di riferirli direttamente all\u2019aborto; il 68% rivela di essere scontenta di se stessa; il 79% si sente in colpa e afferma di essere incapace di perdonarsi; il 63% ha timori per future gravidanze e dell\u2019idea di diventare genitore; il 49% non si sente a proprio agio vicino ai neonati; il 67% si descrive\u201csentimentalmente insensibile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da molti altri studi ed esperienze cliniche si comprende che per molte donne l\u2019emergere di disfunzioni sessuali, di disordini alimentari, di un aumento del consumo di tabacco, di attacchi di panico e di ansia, o di relazioni conflittuali, \u00e8 un dato costante che consegue all\u2019esperienza dell\u2019aborto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come societ\u00e0, sappiamo discutere dell\u2019aborto in quanto problematica politica, ma non sappiamo parlarne ad un livello intimo e personale. Non vi \u00e8 alcun obbligo sociale che imponga di affrontare la questione dell\u2019aborto, tanto che tutti cerchiamo di ignorare il problema.Uno dei motivi per cui non vogliamo parlare del dolore delle donne e degli uomini che hanno vissuto l\u2019esperienza dell\u2019aborto \u00e8 che, come societ\u00e0, siamo profondamente turbati dalla questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comparsa di disturbi organici a seguito di questo stato di trauma psicologico \u00e8 anche difficile da quantificare, ma molte donne soffrono di disturbi ginecologici dopo l&#8217;aborto. Fra questi l&#8217;amenorrea (cessazione della mestruazione) prolungata, dolori persistenti ai seni. Tali disturbi, che possono trascinarsi per anni, non si spiegano solo con l&#8217;aspetto chirurgico dell&#8217;intervento, poich\u00e9 esistono anche secondariamente ad aborti non chirurgici ma chimici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il prestigioso Journal of the national cancer institute (n.1-2- 1995) \u2018l&#8217;aborto \u00e8 un fattore di rischio per il cancro al seno: la probabilit\u00e0 di contrarre un tumore della mammella \u00e8 del 50% maggiore per le donne che ne hanno subito uno&#8217;. L&#8217;articolo illustra i risultati di uno studio condotto su 1800 donne dal Fred Hutchinson cancer research center di Seattle. E&#8217; lo studio pi\u00f9 ampio mai realizzato alla ricerca di un eventuale legame tra aborto e tumore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;\u00e8quipe, guidata dall&#8217;epidemiologa Janet Daling, ha accertato che il rischio di cancro al seno \u00e8 pi\u00f9 elevato nelle adolescenti a di sotto dei 18 anni che abortiscono entro il terzo mese di gravidanza. Non solo, ma per queste donne arriva all&#8217;800 % prima del 45esimo anno. Nessuno secondo lo studio \u00e8 in grado di spiegare come mai le donne che portano a termine una gravidanza prima dei 30 anni, risultano statisticamente pi\u00f9 protette contro questo tipo di tumore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217; ipotesi vuole che le cellule che nascono in occasione del rapido sviluppo del seno durante le prime fasi della gravidanza, siano particolarmente esposte al rischio di diventare maligne se gli ormoni prodotti in seguito non le portano a completa maturazione, non le rendono meno vulnerabili. Ovviamente se la gravidanza viene interrotta, le cellule immature sono pi\u00f9 esposte alla trasformazione in cellule tumorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa che non avviene nel caso di aborti spontanei. Queste donne subiscono pure, molto frequentemente, diversi sintomi di relegazione nel loro subcosciente dell&#8217;aborto subito. Si sforzano di compensare il loro rimorso, pi\u00f9 o meno ammesso attraverso un&#8217;attivit\u00e0 vicariante; gettandosi in pieno nelle loro occupazione, rese sempre pi\u00f9 trepidanti allo scopo di non dover pensare ancora&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso queste donne non mettono in relazione i loro disturbi psichici con l&#8217;aborto sub\u00ecto. Ci\u00f2 non facilita il lavoro del medico consultato per sintomi a prima vista molto disparati. Si \u00e8 ben lungi dai luoghi comuni ripresi incessantemente dalla stampa favorevole all&#8217;aborto. Avere il coraggio di dire che le donne dopo l&#8217;aborto sono sollevate rappresenta una subdola disinformazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, se il problema a volte grave che crea un concepimento inatteso e indesiderato sembra \u201crisolto\u201d con l&#8217;uccisione del bambino dichiarato indesiderato e indesiderabile, d&#8217;altra parte la vita della donna continua. L&#8217;idea di omicidio del proprio bambino rimane scolpita nella memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi tutti pensiamo all&#8217;aborto come a un fatto privato, una decisione che la donna assume in prima persona su di s\u00e9, e si delega l&#8217;uomo in una posizione marginale nel processo decisionale, comunque non determinante (Dogliotti, 1995).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte delle decisioni vengono prese senza che il partner sappia o con un suo atteggiamento pilatesco, ma per il vissuto del padre non \u00e8 indifferente se \u00e8 stato coinvolto o no, cio\u00e8 se ha dovuto cedere alla decisione della sua compagna. Il sentimento dominante sar\u00e0 quello di una profonda impotenza di fronte alla decisione della madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo causer\u00e0 frizioni intollerabili nella loro vita di coppia, portandoli spesso ad una separazione. E anche un senso di colpevolezza per non aver potuto impedire l&#8217;aborto. E, da ultimo, un senso di perdita di responsabilit\u00e0, perch\u00e9 comunque il \u2018padre&#8217; non ha pi\u00f9 niente da dire nel campo del concepimento e della salvaguardia del bimbo prima della nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l&#8217;aborto viene fatto alla presenza delle difficolt\u00e0 a rendersi coppia relazionalmente ed emotivamente, se questa decisione intacca il \u2018narcisismo di coppia&#8217;, se dopo l&#8217;aborto la mamma si chiude a riccio rivendicando attraverso l&#8217;isolamento l&#8217;essere stata costretta perch\u00e9 non aiutata o al contrario affermando che era solo affare suo aumentano esponenzialmente questi sentimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto molto importante \u00e8 se il padre si vive come maschio che trasmette il cognome, che porta avanti la generazione, se\u00a0 sente il ruolo del figlio come trasmettitore familiare che non ha potuto realizzare, qui spesso accade l&#8217;implosione della famiglia. Quando si parla di sofferenza postabortiva spesso si parla solo delle donne e a questi uomini chi ci pensa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono pochi studi riguardanti gli a<strong>ltri figli gi\u00e0 in vita e quelli successivi all&#8217;aborto. S<\/strong>u questo argomento viene incontro solo l\u2019esperienza clinica, ma \u00e8 abbastanza facile immaginare cosa deve pensare un figlio dei propri genitori quando viene a sapere che uno dei suoi fratelli o sorelle \u00e8 stato ucciso da un medico su domanda esplicita della loro madre, con il consenso del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sintomo prevalente in questi bambini \u00e8 un grande senso di insicurezza; una perdita di fiducia, accompagnata, talvolta, da senso di paura, d&#8217;avversione e persino di odio verso i genitori giudicati capaci di uccidere anche loro, dal momento che hanno osato uccidere un fratello o una sorella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bimbi sanno che \u00e8 successo qualcosa, che qualcuno \u00e8 morto perch\u00e9 sono vivi loro , lo capiscono dall&#8217;ansia della madre se sono figli successivi, dai pianti nascosti se precedenti, capiscono che parte della responsabilit\u00e0 \u00e8 loro, loro creavano problemi o sono nati per rimpiazzare, spesso infatti donne che hanno abortito cercano subito un altro bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sono evidenziati per i bimbi nati dopo un aborto aumenti di aggressivit\u00e0, abusi sessuali, abbandoni e queste fantasie di abbandono ci sono anche nei bimbi nati prima .Altro tipo di fantasia \u00e8 quella di avere altri genitori. Spesso le domande che fanno sono molto semplici, dirette ma tragiche tipo : &#8216;Perch\u00e9 io s\u00ec e lui no? Potevo esserci io al suo posto&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A volte gli elementi arcaici della relazione primaria con la madre influenzano i sopravvissuti fino al punto estremo \u2018 non ho mai chiesto di venire al mondo, siete stati voi a mettermici quindi non \u00e8 stata una libera scelta mia, l&#8217;unica cosa che mi resta da fare per riconquistare la mia autonomia \u00e8 farmi fuori, suicidarmi, perdermi&#8217; .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra riflessione da fare \u00e8 a questo punto sull&#8217;aumento dei suicidi infantili e adolescenziali, gli abusi sessuali, l&#8217;aumento di giovani che si drogano, che si sballano e che non a caso si dice hanno perso il \u2018senso della vita&#8217;. <strong>(Sindrome del sopravvissuto e la sindrome di Caino)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, infine, anche gli altri membri della famiglia, e in modo particolare i nonni. Questi ultimi vedono la discendenza pi\u00f9 lontana, i loro nipotini uccisi dai loro stessi figli. Quando si vede l&#8217;affetto particolare che molti nonni hanno per i loro nipoti, non occorre essere psicologo per rendersi conto di cosa devono sentire nel proprio intimo i nonni di un bambino abortito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma c&#8217;\u00e8 un altro aspetto che da psicologa mi preoccupa : sempre pi\u00f9 nella mia esperienza clinica dove c&#8217;\u00e8 una mamma che uccide il proprio figlio c&#8217;\u00e8 una nonna materna che ha fatto la stessa cosa con un figlio\/a , quindi con una sorella o fratello della mamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse una normalizzazione dei comportamenti culturali, forse la perdita del senso della preziosit\u00e0 della vita che si tramanda : se l&#8217;ha fatto mia madre perch\u00e9 non io? . Questo emerge anche a dispetto della conoscenza che \u00e8 solo posteriore all&#8217;aborto e dove magari prima c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;azione di estrema pressione all&#8217;aborto stesso, con ricatti affettivi allucinanti. E&#8217; come ci fosse una frattura generazionale e si pu\u00f2 immaginare anche per altri figli e per le relazioni significative . Diventa realmente un problema di sanit\u00e0 mentale a livello sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E il personale medico ?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di per s\u00e9 una professione che metta le proprie capacit\u00e0 e professionalit\u00e0 umane al servizio degli altri \u00e8 molto esposta alla sindrome del burnout che ha come elementi principali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. l&#8217;esaurimento emotivo: la sensazione di essere in continua tensione, emotivamente inariditi dal rapporto con gli altri;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. La depersonalizzazione : dare risposte negative nei confronti delle persone che ricevono la prestazione professionale, deterioramento della relazione con la persona;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Ridotta produttivit\u00e0 nel lavoro: cio\u00e8 la sensazione che nel lavoro a contatto con gli altri la propria competenza ed il proprio desiderio di successo stiano esaurendosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono i presupposti perch\u00e9 questa sindrome si presenti pi\u00f9 frequentemente e\/o in modo pi\u00f9 grave tra il personale sanitario, in particolare medico, che pratica l&#8217;aborto volontario per diverse motivazioni: le sfere emotive che interpella, un tipo di intervento senza cura, senza miglioramento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque esercita la professione in funzione dello stipendio , difficilmente risentir\u00e0 delle implicazioni legate a tali problematiche; se invece si agisce secondo scienza e coscienza vedendo la mamma nella sua soggettivit\u00e0 , la contraddizione di chi ha scelto una professione che aiuta a dare la vita e si trova coinvolta nella sua negazione pu\u00f2 emergere in tutta la sua drammaticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne pu\u00f2 derivare un comportamento totalizzante (che ricerca l&#8217;efficientismo, disumanizzando se stessi) o estraniante( in cui attraverso l&#8217;esecuzione materiale della prestazione senza alcun coinvolgimento si disumanizzano gli altri). Sono le due strade che, in ogni settore dell&#8217;assistenza, portano alla sindrome del <em>burn-out<\/em> caratterizzata da abulia, ripetitivit\u00e0, demotivazione, insofferenza verso il prossimo, scarsa o nessuna gratificazione professionale. Un altro aspetto si riferisce al vissuto emotivo di impotenza di chi, obiettore di coscienza, \u00e8 in questi reparti e non pu\u00f2 far nulla per impedire questa strage giornaliera e la conseguente ghettizzazione degli obiettori stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di 130000 aborti all\u2019anno in Italia, 130000 mamme con conseguenze psichiche, altrettante famiglie in crisi, una crisi sociale e silenziosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quanto appena esposto \u00e8 chiaro che i livelli a cui si situano queste conseguenze sono diversi: intraindividuale, relazionale di coppia, relazionale familiare, relazionale generazionale, relazionale sociale; se si considerano i macrosistemi : relazionale mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che fare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sofferenza abortiva se non deve essere giudicata non deve essere nemmeno patita. La prima cosa lapalissiana da fare \u00e8 dire che esiste una sofferenza post-aborto sempre e comunque che attualmente nella mia esperienza clinica sta prendendo anche la via delle dermatiti psicogene e dei disturbi alimentari come se seguisse anche l&#8217;evoluzione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente l&#8217;aborto \u00e8 irreversibile; per cui ogni terapia sar\u00e0 essenzialmente riparativa e in parte. Non bisogna farsi illusioni, la cura che riesce meglio \u00e8 riuscire a conviverci utilizzando questa esperienza in positivo per la vita. La morte \u00e8 irreversibile. Ogni persona colpita dalla morte sa cosa voglio dire. Per\u00f2 \u00e8 dovere di ogni persona, e ancor pi\u00f9 di ogni medico, aiutare chi soffre nella verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dovere di consolare e di assistere psicologicamente \u00e8 un obbligo perentorio alla persona, non di accettazione del fatto in s\u00e9. Ed \u00e8 proprio il carattere di irreversibilit\u00e0 che ci costringe a considerare la prevenzione, anche nella dissuasione. L&#8217;aborto \u00e8 davvero \u2018mortale&#8217; per tutte le persone che sono coinvolte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono persone che trovano la loro via di guarigione nel credo religioso ma c&#8217;\u00e8 anche chi non crede che ha diritto di trovare degli specialisti che non misconoscano e che soprattutto riconoscano il punto di partenza di una sofferenza cos\u00ec subdola. Le persone che incontrano queste mamme devono stare attente ai loro vissuti poich\u00e9 la mamma che ha abortito ha gi\u00e0 vissuto l&#8217;ipocrisia di chi le stava intorno, la violenza dell&#8217;omert\u00e0, il non dover dire per paura, per rimorso e per altro, la violenza della rimozione, il non voler ricordare, il negare le conseguenze attribuendole ad altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna pensare a 360\u00b0 gradi all&#8217;aborto, non solo al bambino, non solo alla madre, non solo agli altri a lei vicini ma anche a tutti gli embrioni chiamati sovrannumerari e quindi eliminabii in un lavandino di laboratorio prodotti dentro gli alambicchi della vita da stregoni che vorrebbero far diventare le donne mamme e che invece le rendono\u2026, non c&#8217;\u00e8 un termine in italiano per questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo chiamare i bimbi che perdono i genitori orfani, vedovi coloro che perdono il coniuge, ma non c&#8217;\u00e8 un termine per le mamme che perdono un figlio. Pensate a quando sono pi\u00f9 figli come nella fecondazione artificiale o nella riduzione embrionaria , anche loro non possiamo pi\u00f9 chiamare per nome. Il lavoro delle persone coinvolte in un aborto \u00e8 duro, molto duro. Devono passare la negazione di un fatto culturalmente accettato, la rabbia per il fatto di dover affrontare il problema, il mercanteggiamento con la propria coscienza per tentare di liberarsene, la depressione, il senso di colpa e di vergogna, il perdono, la riconciliazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arrivare alle due ultime tappe senza aiuto esterno \u00e8 impossibile e il fatto di non progredire pi\u00f9 dalla depressione in avanti \u00e8 all&#8217;origine del tasso dei suicidi e tentati suicidi in questa categoria di persone. Il lavoro da fare \u00e8 molto e tutti siamo coinvolti per quello che possiamo, non possiamo pi\u00f9 aspettare perch\u00e9 la catastrofe non solo demografica ma di sanit\u00e0 mentale \u00e8 imminente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agonia psicologica e spirituale conseguente all\u2019aborto viene soffocata dalla societ\u00e0, ignorata dai mezzi di comunicazione, rifiutata dagli psicologi e disprezzata dai movimenti femminili. Il trauma post-aborto \u00e8 una malattia grave e devastante che non dispone di portavoci celebri, che non \u00e8 oggetto di film, n\u00e9 di programmi televisivi o talk show. (Forbidden Grief: The Unspoken Pain of Abortion\u201d,Theresa Burke &#8211; David C. Reardon).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Non puoi impedire all\u2019uccello del malaugurio di volare sopra la tua testa, ma puoi impedirgli di fare il nido tra i tuoi capelli.<\/em><\/strong><em> <strong>Proverbio cinese<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Dizionario della Lingua Italiana \u2013Garzanti<br \/>\n&#8211; L&#8217;Io e il Tu \u2013Martin Buber ,pagg 6-8 Ed IRSeF Pavia 1991<br \/>\n&#8211; Aborto volontario, le conseguenze psichiche \u2013Atti del convegno 8-9 Febbraio 1996 Ed. CIC<br \/>\n&#8211; Maternit\u00e0 negata. Ricerca su vissuti e atteggiamenti nell&#8217;IVG \u2013 E.Gius, D.Cavanna Ed.Giuffr\u00e8 1988<br \/>\n&#8211; Che ne sai dell&#8217;aborto ? &#8211; J&amp;B. Willke Ed. CIC 1995 pagg 95-125<br \/>\n&#8211; La scelta di abortire. Motivazioni e sequele psichiche \u2013 G. Brera Ed Amici per la Vita 1981<br \/>\n&#8211; Guarire la vita \u2013 T. Mannion \u2013 Ed Gribaudi<br \/>\n&#8211; Ma questo \u00e8 un figlio \u2013 Testimonianze di donne vittime dell&#8217;aborto \u2013Ed . Gribaudi<br \/>\n&#8211; \u2018Sono due le vittime dell&#8217;aborto&#8217; \u2013 Philippe Shepens in S\u00ec alla Vita Giugno 1995pagg43-46<br \/>\n&#8211; \u2018C&#8217;\u00e8 una correlazione tra aborto e tumore&#8217; in S\u00ec alla Vita Febbraio 1995 pag 44<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] Dizionario della lingua Italiana Garzanti<br \/>\n[2] L&#8217;Io e il Tu \u2013Martin Buber ,pagg 6-8 Ed IRSeF Pavia 1991<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>pubblicato su &#8220;Il Foglio&#8221; del 24 febbraio 2008. Sudio della dott.ssa Cinzia Baccaglini\u00a0\u00a0tratto dall&#8217;appendice del libro &#8220;Storia dell&#8217;aborto&#8221;, di Francesco Agnoli, edito da Fede E Cultura nel febbraio 2008 Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono l\u2019animo umano pu\u00f2 superare molte sofferenze. Re Lear \u2013 Shakespeare<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-non-riconoscimento-del-volto-umano-del-concepito-quali-conseguenze\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33977,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1479],"class_list":["post-2894","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-aborto","tag-sindrome-post-aborto","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il non riconoscimento del volto umano del concepito. 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