{"id":2860,"date":"2009-03-17T08:53:17","date_gmt":"2009-03-17T07:53:17","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-28T16:13:14","modified_gmt":"2016-04-28T14:13:14","slug":"dal-divorzio-ai-dico-lattacco-alla-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/dal-divorzio-ai-dico-lattacco-alla-famiglia\/","title":{"rendered":"Dal divorzio ai DI.CO: l&#8217;attacco alla famiglia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><em>Ponsacco, 19 aprile 2007\u00a0<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-33727\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Do.Co_.jpg\" alt=\"Do.Co\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Do.Co_.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Do.Co_-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Aldo Ciappi<\/strong>, <em>presidente dell&#8217;Unione Giuristi Cattolici di Pisa <\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1<\/strong> &#8211; Nel fare una panoramica del processo storico-giuridico riguardante la famiglia in un paese di radicate tradizioni cattoliche come l\u2019Italia negli ultimi decenni, Marco Invernizzi, studioso del movimento cattolico e della dottrina sociale della Chiesa, individuava una delle ragioni della rapida trasformazione dei tratti profondi della nostra societ\u00e0 nel ritardo con cui la cultura cattolica (1) ha preso coscienza dell\u2019esistenza di un progetto ben definito mirante a \u201csecolarizzare\u201d il nostro paese (ossia a spogliarlo di quelle tradizioni culturali e giuridiche permeate dai valori cristiani che lo avevano storicamente caratterizzato) che, gi\u00e0 negli anni della ricostruzione postbellica, si stava rapidamente delineando, guidato da un movimento militante (il partito radicale), numericamente esiguo ma logisticamente sorretto da potenti <em>lobbies<\/em> culturali, in sintonia con quanto gi\u00e0 in parte attuato in altri paesi di quello che, una volta, era l\u2019 occidente cristiano.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla nutrita schiera di intellettuali che si rifacevano alle classiche categorie marxiste dello scontro di classe, ben presto predominante nelle universit\u00e0, nel panorama culturale italiano si affacci\u00f2 un\u2019elite libertaria, formatasi sulle teorie della psicanalisi di Sigmund Freud e dei suoi seguaci, che scorgeva nelle secolari tradizioni cattoliche del nostro popolo, avente come fulcro i legami familiari, un ostacolo alla realizzazione di un\u2019astratta libert\u00e0 individuale, nella quale \u2013 secondo tali teorie &#8211; risiederebbe la vera felicit\u00e0 dell\u2019uomo e per ottenere la quale si sarebbe dovuto, dunque, liquidare ogni vincolo e ogni \u201ctab\u00f9\u201d presenti nella societ\u00e0 (1 bis).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Costituzione Italiana, alla cui formazione, peraltro, avevano contribuito autorevoli esponenti di aree culturali diverse (liberale e socialcomunista, oltre a quella cattolica) aveva recepito, all\u2019art. 29, la nozione dell\u2019istituto familiare come \u201c<em>societ\u00e0 naturale fondata sul matrimonio<\/em>\u201d, ossia su un patto solenne tra i coniugi, assegnando loro il compito primario \u201c<em>di mantenere, istruire ed educare i figli<\/em>\u201d (art. 30) ed impegnando lo stato \u201c<em>ad agevolare con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l\u2019adempimento dei compiti relativi, con particolare riferimento alle famiglie numerose<\/em>\u201d (art. 31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 in perfetta sintonia con la tradizionale definizione ricavabile dal diritto naturale, come \u201c<em>comunit\u00e0 naturale anteriore allo stato e a qualsiasi altra, titolare di diritti propri inalienabili, alla quale \u00e8 affidata in maniera esclusiva la missione di trasmettere la vita e di educare i figli<\/em>\u201d (v. Carta dei Diritti della Famiglia presentata dal Pont.Cons. per la Famiglia della S. Sede; 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella stessa Dichiaraz. Univers. Dei Diritti dell\u2019Uomo \u2013 adottata dall\u2019 Ass. Gen. O.N.U. il 10.12.1948 &#8211; la famiglia viene definita come \u201c<em>nucleo naturale e fondamentale della societ\u00e0<\/em>\u201d (art. 16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tali argini posti a salvaguardia dell\u2019istituto della famiglia questi due citati filoni di pensiero &#8211; per i quali essa costituiva, da un lato, una \u201csovrastruttura\u201d della borghesia da abolire perch\u00e9 di ostacolo all\u2019avvento della rivoluzione proletaria (3); dall\u2019altro, uno strumento di repressione sessuale e, pi\u00f9 in generale, una compressione del diritto di autodeterminazione dell\u2019individuo &#8211; cominciarono ben presto a minarne le fondamenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale prospettiva queste due \u201cculture\u201d, di segno apparentemente opposto, trovarono nella filosofia di Herbert Marcuse (1898-1979) (4) un potente strumento di sintesi e, in assenza di una valida azione culturale contrapposta, si calarono rapidamente nella mentalit\u00e0 comune preparandosi a dare l\u2019 assalto congiunto alla famiglia; l\u2019istituzione, cio\u00e8, che ancora conservava i tratti fondamentali dell\u2019 \u201c<em>auctoritas<\/em>\u201d (che deriva dal latino <em>augere<\/em>=dare) nel rapporto di trasmissione educativa da genitore a figlio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mix di cultura sovversiva faceva esplodere la contestazione giovanile alla fine degli anni \u201960; fenomeno che segna lo spartiacque da cui si fa datare la diffusione a livello di massa delle idee sovvertitrici della famiglia attraverso l\u2019azione incalzante di quei movimenti di opinione che, tanto in campo politico quanto in quello della cultura e dei costumi, se ne fecero portatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.<\/strong>\u00a0&#8211; Si arriv\u00f2 ben presto, dunque, all\u2019approvazione della legge sul divorzio (n. 898 del 01.12.1970), detta Baslini-Fortuna dal nome dei due proponenti, (liberale il primo, radicale il secondo), il cui dibattito trov\u00f2 impreparato gran parte del mondo cattolico (politico e non), incapace di mettere adeguatamente in evidenza la necessit\u00e0 di tutelare il principio della stabilit\u00e0 del vincolo matrimoniale affinch\u00e9 la famiglia potesse svolgere appieno la propria insostituibile funzione di formazione delle nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una battaglia, quella, persa dai cattolici sul piano culturale, prima che politico, proprio per non aver colto o rappresentato appieno quelle devastanti ricadute a lungo termine, sull\u2019intero corpo sociale, derivanti dall\u2019introduzione del divorzio che, oggi, sono sotto gli occhi di tutti ma che erano facilmente intuibili gi\u00e0 allora, sulla base dei dati (maggiore disagio giovanile, pi\u00f9 ampia diffusione di droghe, pi\u00f9 alto numero di suicidi, ecc. tra i figli delle coppie divorziati) provenienti dai paesi che avevano in precedenza introdotto legislazioni permissive (p. es. quelli scandinavi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzich\u00e9 mantenere l\u2019indissolubilit\u00e0 come carattere tipico del matrimonio, eventualmente apportando piccoli ritocchi normativi, laddove necessari (per fare un possibile esempio, nell\u2019ambito dei motivi di nullit\u00e0 originaria del vincolo), prevalse nella classe\u00a0 politica di allora quell\u2019atteggiamento ideologico (nelle due forme sopra richiamate) di ostilit\u00e0 alla famiglia <em>tout court<\/em>, mentre i cattolici, rappresentati politicamente nella D.C. (all\u2019interno della quale vi erano correnti affatto convinte della necessit\u00e0 di una ferma difesa di principi \u201cnon negoziabili\u201d) tennero, nel complesso, un basso profilo (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu introdotta, cos\u00ec, nel nostro ordinamento una legge che faceva prevalere, sopra ogni altra considerazione nell\u2019interesse della famiglia e dei figli, l\u2019 insindacabile facolt\u00e0, per il singolo coniuge, di sciogliere in qualunque momento il vincolo matrimoniale senza incorrere, perci\u00f2, in alcuna conseguenza o sanzione (salvo l\u2019obbligo di contribuire al mantenimento dell\u2019altro coniuge se non economicamente indipendente). Bastava che egli adducesse una soggettiva \u201cintollerabilit\u00e0\u201d alla prosecuzione della vita coniugale dovuta ad un\u2019 altrettanto generica \u201cincompatibilit\u00e0 di carattere\u201d con l\u2019altro coniuge per consentirgli di ottenere comunque lo scioglimento del matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quattro anni di distanza dall\u2019entrata in vigore della legge si tent\u00f2, con un referendum abrogativo, di rimediare all\u2019accaduto ma, vuoi per le carenze proprie di questo strumento, vuoi ancora per la scarsa percezione dell\u2019effettiva posta in gioco della questione (sentita, anche tra molti cattolici come una difesa ad oltranza di una prerogativa clericale), l\u2019esito fu infausto (il 59,3% dei votanti dissero no alla richiesta di abrogazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3<\/strong> &#8211; Incoraggiate dal risultato referendario, le forze laiciste si mossero subito all\u2019attacco di un altro caposaldo di ogni civile convivenza: quello del rispetto della vita umana sin nella sua fase iniziale, mettendo in campo, anche in questa occasione come per il divorzio, argomenti di tipo suggestivo o dati artefatti, amplificati dalla grancassa mediatica (quasi tutta a favore dell\u2019 aborto), contro cui la classe politica del tempo, che in larga parte si richiamava ancora ai principi cristiani, non fu in grado di opporsi adeguatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A titolo di esempio, come non ricordare la vicenda, risalente al 1976, della fuoriuscita di una nube di diossina a Seveso e del clima di terrore scatenato attorno ad essa dalla potente lobby abortista che riusc\u00ec addirittura a far autorizzare, senza che vi fosse ancora una legge che lo consentisse, una trentina di donne incinte ad interrompere la gravidanza per il timore, rivelatosi poi del tutto infondato, di gravi malformazioni dei loro figli (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo clima inquinato dalla propaganda ideologica si concluse negativamente, come per il divorzio, l\u2019iter normativo con l\u2019approvazione della L. n. 194 del 22.05.1978 che reca in calce la firma di un Presidente della Repubblica (Leone), di un Capo del Governo (Andreotti) e di un Guardasigilli (Bonifacio), tutti democristiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche contro questa legge si tent\u00f2 la via del referendum abrogativo (tenutosi il 17-18.05.1981) che, purtroppo, come il precedente, fall\u00ec miseramente (il 68% dei votanti si espressero per il no all\u2019abrogazione) per la perdita, nel corpo sociale, di un\u2019 adeguata sensibilit\u00e0 circa il valore intangibile della vita o, perlomeno, per l\u2019abilit\u00e0 propagandistica del compatto fronte abortista (che vedeva coalizzati tutti i partiti ad eccezione della DC e del MSI) nel camuffare la verit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019 aborto (ovvero, la soppressione del bambino innocente nel grembo materno) a favore del quale gioc\u00f2, anche, un senso diffuso di rassegnazione alla sconfitta nel campo avverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bilancio agghiacciante di questa legge, a quasi 30 anni dalla sua entrata in vigore, \u00e8 di circa 4 milioni e mezzo di esseri umani soppressi mediante aborto (7). L\u2019intera popolazione della Norvegia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sembrerebbero esservi grossi ostacoli, oggi, in un contesto culturale e sociale ormai cos\u00ec permeato dalla mentalit\u00e0 abortista, per far accettare all\u2019opinione pubblica l\u2019ulteriore principio per cui anche gli anziani e gli ammalati ritenuti (sulla base di parametri puramente convenzionali e quindi mutevoli) non pi\u00f9 recuperabili ad una vita \u201cdegna\u201d di essere vissuta, dovrebbero essere \u201cpietosamente\u201d aiutati ad andarsene con la somministrazione di una dose letale,\u00a0 automaticamente risolvendo, in questo modo, il problema dei costi della cura di persone improduttive e a carico dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, dunque, spiegati l\u2019improvvisa accelerazione del dibattito politico e l\u2019 inaudito <em>forcing<\/em> mediatico messi in atto nel corso dell\u2019attuale legislatura, per introdurre anche in Italia, come gi\u00e0 avvenuto in Belgio e in Olanda, l\u2019eutanasia (dal greco: \u201cdolce morte\u201d), quantomeno, inizialmente, nella forma pi\u00f9 <em>soft<\/em>, e quindi pi\u00f9 ipocrita ed insidiosa, del cd. \u201c<em>testamento biologico<\/em>\u201d (8)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legislatura, questa, caratterizzata da una maggioranza in cui prevalgono componenti ideologicamente schierate contro la famiglia e contro la tutela della vita in ogni sua fase, salvo qualche eccezione che ha dimostrato, tuttavia, scarso peso o coerenza all\u2019interno di essa, come attestato dall\u2019episodio dell\u2019autorizzazione del Governo italiano al finanziamento della ricerca sull\u2019embrione umano nei paesi europei adottata il 19.07.2006 dal Parlamento italiano (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4<\/strong> &#8211; Il processo di disgregazione sociale e, in primo luogo, della famiglia, avviato con la rivoluzione culturale del \u201868, non si fermava al divorzio o all\u2019aborto ma, come una locomotiva lanciata in velocit\u00e0, procedeva coerentemente verso altri obiettivi cogliendoli, purtroppo, uno dopo l\u2019altro: liberalizzazione di fatto del consumo delle droghe (con il meccanismo della non punibilit\u00e0 della dose giornaliera personale) e della pornografia (con lo svuotamento di ogni significato della nozione di \u201ccomune senso del pudore\u201d); de-qualificazione della scuola (con la scomparsa della figura dell\u2019insegnante tradizionale soffocato da una pletora di adempimenti burocratici e controllato a vista dai rappresentati dei genitori e del corpo docente).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma gi\u00e0 nel 1982 era stata introdotta in sordina una legge (la n. 164 del 14.04, \u201cnorme in materia di rettificazione di sesso\u201d) che prevedeva la facolt\u00e0 per chiunque lo volesse, di ottenere dal Tribunale un provvedimento di modifica del proprio stato anagrafico, in seguito ad un\u2019operazione di chirurgia plastica agli organi genitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale intervento normativo presupponeva gi\u00e0 la futura rivendicazione, su cui \u00e8 ormai \u201cmatura\u201d la discussione politica anche nel nostro paese, di un vero e proprio diritto all\u2019 <em>autodeterminazione dell\u2019 identit\u00e0 sessuale<\/em>, a prescindere, cio\u00e8, da quella stabilita geneticamente per ciascun individuo, che dovrebbe portare, coerentemente, all\u2019approvazione di ulteriore pi\u00f9 ampia legge che consenta a chiunque di cambiare anagraficamente il proprio genere senza neppure dover ricorrere all\u2019intervento chirurgico (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 di questi giorni, del resto, la notizia di un cittadino spagnolo il quale, in base ad una recentissima modifica legislativa (\u201cLegge sull\u2019identit\u00e0 del genere sessuale\u201d approvata dal Parlamento spagnolo il 2 marzo 2007), ha ottenuto di cambiare il proprio genere all\u2019anagrafe semplicemente allegando una certificazione medica (11)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse non tutti sanno, a proposito, che la Regione Toscana ha approvato una legge (n. 63 del 15.11.04) che afferma il principio della libert\u00e0 di genere e, all\u2019art. 10, prevede che \u201c<em>le aziende unit\u00e0 sanitarie locali (aziende USL) assicurano adeguati interventi di informazione, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla libert\u00e0 di scelta della persona circa il proprio orientamento sessuale o la propria identit\u00e0 di genere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La transessualit\u00e0, dunque, \u00e8 gi\u00e0 ritenuta, dal nostro legislatore regionale, una delle possibili espressioni dell\u2019identit\u00e0 di genere, che, dunque, cessa di essere vincolata alla dimensione naturale per divenire un elemento legato esclusivamente alla volont\u00e0 individuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5<\/strong> &#8211; E\u2019 un dato di fatto, infine, che le regioni italiane a pi\u00f9 alto tasso di secolarizzazione, che coincidono con quelle tradizionalmente pi\u00f9 \u201crosse\u201d, abbiano, ormai da tempo, adottato norme che equiparano le coppie conviventi dello stesso sesso a quelle sposate ai fini dell\u2019ottenimento di certi benefici pubblici, quali ad esempio l\u2019assegnazione di alloggi popolari (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi erano maturi, dunque, per sferrare, con le ormai collaudate tecniche di propaganda, l\u2019attacco finale per via legislativa alla famiglia, svuotandone il suo significato profondo attraverso la sostanziale equiparazione delle unioni di fatto a quelle legalmente unite in matrimonio ma, soprattutto &#8211; e questo \u00e8 il vero obiettivo di fondo, prettamente ideologico (13) dei suoi pi\u00f9 accesi sostenitori- abolendo la distinzione dei sessi come presupposto imprescindibile per dar vita ad un nucleo familiare, preparando, cos\u00ec, il terreno per ulteriori \u201ctraguardi\u201d, tra cui l\u2019adozione di minori anche alle coppie omosessuali, come gi\u00e0 avvenuto in molti paesi (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cito alcuni passi salienti del comunicato emesso dall\u2019U.G.C.I. sul tema delle unioni civili \u201c<em>Chi sceglie liberamente di convivere, anzich\u00e9 ricorrere all\u2019istituto del matrimonio, sceglie anche di rinunciare agli oneri e ai benefici che lo Stato impone e garantisce ai coniugi; la libert\u00e0 nelle scelte personali di ciascuno, che certo va garantita, non pu\u00f2 essere confusa con la parificazione di situazioni fra loro obiettivamente differenti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Al contrario, tanto la previsione di specifiche forme para-matrimoniali quanto l\u2019accertamento amministrativo e anagrafico delle convivenze di tipo affettivo, hanno come inaccettabile conseguenza quella di offrire alle relazioni private di convivenza un indebito rilievo di diritto pubblico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Creare (\u2026) un istituto para-matrimoniale per disciplinare le convivenze e i rapporti omosessuali, significa donare a tali rapporti un rilievo pubblico analogo a quello coniugale sancito dalla Costituzione; un rilievo che tali rapporti o rifiutano per libera scelta, come nel caso delle convivenze, o non possono avere, come nel caso di rapporti omosessuali, in quanto, essendo strutturalmente non aperti alla generazione, sono privi di rilievo sociale<\/em>\u201d(15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il D.D.L Bindi-Pollastrini sui cd. \u201cDI.CO, licenziato dal Governo nella seduta dell\u2019 8 febbraio 2007 (16), rappresenta il punto di arrivo (peraltro \u201c<em>privo di un impianto giuridico valido per poter essere adottato come testo base<\/em>\u201d, come dichiarato dal Sen. Cesare Salvi, Presidente della Commissione Giustizia Senato e relatore del medesimo\u00a0 (17)) di quel processo, di cui si \u00e8 cercato di tracciare le linee guida, caratterizzato dalla sistematica negazione di ogni principio etico e di buon senso giuridico; l\u2019ulteriore cedimento ad una concezione in cui ogni desiderio ambisce a diventare diritto (18) e la famiglia \u00e8 vista come un generico e volatile intreccio di rapporti affettivi tra individui svincolato dal suo ruolo insostituibile come luogo di trasmissione della vita e di formazione di nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Processo al cui orizzonte si delinea con sempre maggior chiarezza (ne \u00e8 prova il pesante clima di intimidazione creato attorno al nuovo Presidente della C.E.I.) quello scenario da \u201c<em>dittatura del relativismo<\/em>\u201d (19) che la Chiesa, attraverso il regnante Pontefice, ha \u2013 come il precedente, del resto (20) \u2013 in pi\u00f9 occasioni denunciato, incontrando il consenso degli esponenti pi\u00f9 aperti e lucidi di altre culture o sensibilit\u00e0 pur distanti dal cristianesimo (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo \u00e8 doveroso, da parte di tutti coloro che, cattolici, non cattolici o anche atei, si battono per evitare la definiva cancellazione al contempo, culturale e fisica (come gli indici demografici attestano), dell\u2019Italia e dell\u2019Europa, denunciare con forza questa ulteriore deriva nichilista (verso la quale spingono oggettivamente molti cattolici adulti o sedicenti cattolici) non lasciando solo il Papa nella difesa di quel poco che resta dell\u2019istituzione familiare (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> cfr. Marco Invernizzi, \u201cAppunti per una storia dell\u2019idea di famiglia in Italia dalla seconda guerra mondiale alla guerra dei PACS\u201d (v. <a href=\"http:\/\/www.identitaitaliana.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.identitaitaliana.it\/<\/a>, sito dell\u2019Istituto Italiano delle Insorgenze \u2013 ISIIN, visitato il 18.04.07). Secondo questo autore \u201c<em>fra i pochi che ne ebbero presentimento ci furono i pedagogisti italiani pi\u00f9 avvertiti, che lo denunciarono come fosse uno spettro che si aggirava nell\u2019oscurit\u00e0. Ma non riuscirono ad allertare il mondo politico. I loro nomi per\u00f2 devono essere ricordati per giustizia e perch\u00e9 sarebbe utile ritornare a studiarli: Augusto Baroni (1897-1967), il filosofo neotomista Mario Casotti (1896-1975) e il filosofo personalista Luigi Stefanini (1891-1956)<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 bis) Per una pur sintetica ma puntuale descrizione dei caratteri della \u201csociet\u00e0 permissiva\u201d e delle premesse filosofiche che la prefigurano, vedi l\u2019acuta critica di Augusto Del Noce, in\u201c<em>Fascismo e antifascismo<\/em>\u201d, ed. Leonardo, Milano 1995, pagg. 132 e ss<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Cfr.<em>\u201cCarta dei diritti della famiglia\u201d<\/em>, presentata dalla Santa Sede a tutte le persone, istituzioni e autorit\u00e0 interessate alla missione della famiglia nel mondo di oggi\u201d(cfr. L&#8217;Osservatore Romano, 24.11.1983).La data ufficiale \u00e8 quella della presentazione ai giornalisti, avvenuta nella sala stampa della Santa Sede appunto il 24.11.1983, come annota <em>Civ. Catt<\/em> 134 (1983) IVI3204, p. 581. Il testo diffuso dalla Libreria Editrice Vaticana nella collana \u00abDocumenti vaticani\u00bb porta la data 22 ottobre 1983<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> (cfr. F. Engels, <em>L\u2019origine della famiglia, della propriet\u00e0 privata e dello Stato<\/em>, Rinascita, 1955, pagg. 36 e ss; C. Marx, <em>Manifesto del Partito Comunista<\/em>, XV edizione, Roma, Ed. Riuniti 1974, pagg. 82 e ss.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> cfr. H. Marcuse: <em>Eros e civilt\u00e0<\/em>, 1955<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> cfr. Cesare Cavalleri, in \u201cPresentazione\u201d a \u201c<em>Ripensare il divorzio<\/em>\u201d di Amadeo De Fuenmayor, Ares, Milano, 2001, pagg. 5 e ss.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Cfr. \u201c<em>Il vivaio<\/em>\u201d di Vittorio Messori, su \u201cIl Timone\u201d n. 62 Aprile 2007<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> cfr. dati ufficiali forniti annualmente dal Ministero della Salute (sito internet: <a href=\"http:\/\/www.ministerosalute.it\/pubblicazioni\/ppRisultato.jsp?id=415\">http:\/\/www.ministerosalute.it\/pubblicazioni\/ppRisultato.jsp?id=415<\/a> visitato il 18.04.07)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Al Senato furono 152 i voti favorevoli contro 150 contrari alla mozione Finocchiaro &#8211; DS, che avallava il ritiro dell\u2019adesione del nostro Governo, attraverso il ministro Mussi, alla \u201cdichiarazione etica\u201d condivisa da Germania, Polonia, Slovacchia, Austria e Malta, riguardante la ricerca sulle cellule staminali, tesa fra l&#8217;altro a precludere il prelievo da embrioni viventi delle cellule staminali. Spiccano tra i favorevoli, il voto dei Sen. Binetti, Bobba, Baio Dossi della Margherita e Mastella dell\u2019UDEUR; di contro furono 147 i voti favorevoli contro 137 contrari alla mozione Bottiglione, che impegnava il Governo a ripristinare l\u2019adesione alla dichiarazione, con 9 astenuti o assenti, parificati ai contrari, tra i quali ancora Binetti, Baio Dossi Mastella e Fisichella).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Bozza di testamento biologico (o dichiarazioni anticipate di trattamento) tratte da http:\/\/www.fondazioneveronesi.it\/images\/campagne\/documenti\/testamento_bio.pdf visitato il 18.04.07 <em>Il sottoscritto\u2026 nel pieno delle mie facolt\u00e0 mentali in totale libert\u00e0 di scelta dispongo quanto segue: in caso di: a) malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante, b) malattia che mi costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una <strong>normale vita di relazione C<\/strong><\/em><em>hiedo di non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Dispos.ni Partic.ri: autorizzo donazione dei miei organi\u2026<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Nomino mio rappresentante fiduciario il Sig. la Sig.ra\u2026<\/em><em><br \/>\n<\/em><em>Le presenti volont\u00e0 potranno essere da me revocate o modificate in ogni momento con successiva dichiarazione<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> La teorizzazione dell\u2019identit\u00e0 sessuale come prodotto della cultura dominate e come \u201c<em>costrutto delle spinte politiche ed economiche<\/em>\u201d risale ai lavori di Shulamit Firestone (\u201c<em>La dialettica dei sessi:autoritarismo maschile e societ\u00e0 tardo capitalista<\/em>, Guaraldi, Firenze 1971) e di Michel Focault, <em>Storia della sessualit\u00e0<\/em>, Feltrinelli, 1978, citati in Alessandra Nucci, <em>La donna a una dimensione<\/em>, Marietti, Milano 2006, pag. 21)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> cfr. Roberto Pellegrino, <em>Transessuale cambia identit\u00e0 senza operazione chirurgica<\/em>, Il Giornale 11.04.07)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> cos\u00ec, per es., L.R. Toscana n. 33 del 23-12-1997 (art. 4-5): Disciplina per l&#8217;assegnazione, gestione e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> Che si tratti di una battaglia tutta ideologica lo dimostrano i dati dei comuni in cui sono stati istituiti i registri delle unioni civili: a Pisa, citt\u00e0 con 100 mila abitanti, in 10 anni solo 38 sono le coppie che si sono iscritte e di queste solo 6 sarebbero omosessuali, secondo il comunicato ufficiale a margine del convegno svoltosi il\u00a0\u00a0 1\/7\/2006 nella citt\u00e0 toscana<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.comune.pisa.it\/doc\/stam-pi\/pisainformaflash\/dati%20unioni%20civili.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.comune.pisa.it\/doc\/stam-pi\/pisainformaflash\/dati%20unioni%20civili.htm<\/a>, visitato il 18.04.07), dato corretto da un sito omosessuale che cita un solo caso di coppia registrata a Pisa<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/www.stefanobolognini.it\/attualita\/unioni_civili\/unioniinternazionali.html\">http:\/\/www.stefanobolognini.it\/attualita\/unioni_civili\/unioniinternazionali.html<\/a>, visitato il 18.04.07)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> Cos\u00ec, p. es., Spagna, Regno Unito, Belgio, Olanda, Canada. E\u2019 interessante, al riguardo, rileggere la relazione illustrativa della Proposta di legge n. 3296 sui Patti civili di solidariet\u00e0, presentata alla Camera dei Deputati il 21.10.2002 (cfr. sito ufficiale: http:\/\/legxiv.camera.it\/_dati\/leg14\/lavori\/stampati\/pdf\/14PDL0050850.pdf, consultato il 18.04.07), primo firmatario l\u2019On. Franco Grillini (a seguire gli On.li Fassino, D\u2019Alema, Violante, Pollastrini ecc.) in cui si preannuncia che \u201c<em>alla realizzazione della parit\u00e0 formale ed effettiva dei diritti dei cittadini e delle cittadine omosessuali dovranno provvedere altri pi\u00f9 specifici e avanzati (e forse pi\u00f9 controversi) provvedimenti legislativi, del resto gi\u00e0 formulati da alcuni dei proponenti la presente proposta di legge<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> Comunicato diramato dall\u2019U.G.C.I. a margine del dibattito politico seguito alla presentazione del d.d.l. governativo sui cd. \u201cDI.CO\u201d (cfr. sul sito dell\u2019associazione alla pagina <a href=\"http:\/\/www.ugci.it\/news.htm\">http:\/\/www.ugci.it\/news.htm<\/a>, consultato il 18.04.07)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> L\u2019art. 1 del citato D.d.L. cos\u00ec recita \u201c<em>Due persone maggiorenni e capaci, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidariet\u00e0 materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta entro il secondo grado, affinit\u00e0 in linea retta entro il secondo grado, adozione, affiliazione, tutela, curatela o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti, dei doveri e delle facolt\u00e0 stabiliti dalla presente legge<\/em>.\u201d Merita ricordare che il testo del d.d.l. \u00e8 stato curato dal giurista pisano Stefano Ceccanti, parlamentare diessino e punta di diamante del cattocomunismo nostrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> Cfr. Teresa Pittelli, \u201c<em>Al Senato sono tutti pazzi per i PACS<\/em>\u201d, Italia Oggi, 08.03.07.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> cfr. Francesco D\u2019Agostino, <em>Una filosofia della famiglia<\/em>, Giuffr\u00e8, Milano, 2003, pagg. 146.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> cfr. Cappella Papale Missa pro eligendo Pontefice del 18.04.05 (L\u2019Osservatore Romano) \u201c<em>Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero&#8230; La piccola barca del pensiero di molti cristiani \u00e8 stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all\u2019altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all\u2019individualismo radicale; dall\u2019ateismo ad un vago misticismo religioso; dall\u2019agnosticismo al sincretismo e cos\u00ec via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull\u2019inganno degli uomini, sull\u2019astuzia che tende a trarre nell\u2019errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cio\u00e8 il lasciarsi portare \u201cqua e l\u00e0 da qualsiasi vento di dottrina\u201d, appare come l\u2019unico atteggiamento all\u2019altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> cfr. Giovanni Paolo II, <em>Memoria e identit\u00e0<\/em>, Rizzoli, Milano, 2005, pag. 63.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> Cfr., per es., il manifesto del Comitato laico in difesa della famiglia (il cui testo si pu\u00f2 trovare integralmente sul sito della Fondazione Magna Charta alla pagina: <a href=\"http:\/\/www.magna-carta.it\/riforme%20e%20garanzie\/0305_appello_famiglia.asp\">http:\/\/www.magna-carta.it\/riforme%20e%20garanzie\/0305_appello_famiglia.asp<\/a>, visitata il 18.04.07) nel quale, tra l\u2019altro, si afferma che \u201c\u2026<em>l<\/em><em>a sopravvivenza della famiglia (\u2026) non pu\u00f2 riguardare solo i cattolici. Essa spetta a tutti quanti siano consapevoli del contributo che essa ha dato all\u2019allargamento della libert\u00e0 individuale e alla dignit\u00e0 della persona umana, e di quanto queste conquiste, nel nuovo secolo, appaiano precarie e in pericolo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> \u201c\u2026<em>non si pu\u00f2 pensare di edificare un\u2019autentica &#8220;casa comune&#8221; europea trascurando l\u2019identit\u00e0 propria dei popoli di questo nostro Continente. Si tratta infatti di un\u2019identit\u00e0 storica, culturale e morale, prima ancora che geografica, economica o politica; un\u2019identit\u00e0 costituita da un insieme di valori universali, che il Cristianesimo ha contribuito a forgiare, acquisendo cos\u00ec un ruolo non soltanto storico, ma fondativo nei confronti dell\u2019Europa<\/em>\u201d (Discorso di Benedetto XVI ai partecipanti al Congresso \u201cI 50 anni dei Trattati di Roma &#8211; <em>Valori e prospettive per l\u2019Europa di domani<\/em>\u201d, organizzato dalla Commissione degli Episcopati della Comunit\u00e0 Europea, su L\u2019Osservatore Romano del 25.03.07)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ponsacco, 19 aprile 2007\u00a0 Aldo Ciappi, presidente dell&#8217;Unione Giuristi Cattolici di Pisa<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/dal-divorzio-ai-dico-lattacco-alla-famiglia\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33727,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[1434,315],"class_list":["post-2860","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-famiglia","tag-dico","tag-divorzio","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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