{"id":2804,"date":"2009-03-10T14:14:56","date_gmt":"2009-03-10T13:14:56","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-09-10T12:15:31","modified_gmt":"2018-09-10T10:15:31","slug":"il-manifesto-della-razza-del-1938-e-i-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-manifesto-della-razza-del-1938-e-i-cattolici\/","title":{"rendered":"Il &laquo;Manifesto della razza&raquo; del 1938 e i cattolici"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/manifesto_razza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-30960 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/manifesto_razza.jpg\" alt=\"manifesto_razza\" width=\"248\" height=\"203\" \/><\/a>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong> n.3793 del 5 luglio 2008<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00a0di <strong>Giovanni Sale s.j<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo provvedimento in materia razziale in Italia fu promulgato dal Governo Mussolini nell&#8217;aprile del 1937: esso vietava, comminando pesanti pene detentive, ai cittadini italiani di tenere \u00abrelazione d&#8217;indole coniugale con persona suddita dell&#8217;Africa Orientale italiana\u00bb. Tale legislazione, che costitu\u00ec il primo passo di un processo teso a discriminare i cittadini e le persone in base alla loro appartenenza razziale, aveva lo scopo di vietare il concubinato tra bianchi e persone di colore nei Paesi colonizzati, in modo da evitare che in quelle terre si sviluppasse una razza meticcia, considerata pericolosa per la purezza di quella italica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Tale tipo di convivenze coloniali (in particolare il cosiddetto \u00abmadamato\u00bb), molte delle quali col tempo si sarebbero trasformate in unioni coniugali, avrebbero finito, si diceva, per imbastardire la razza dei dominatori latini. A differenza della Francia e dell&#8217;Inghilterra che su tale materia privilegiarono la politica dell&#8217;assimilazione\u00bb, l&#8217;Italia fascista scelse quella della separazione netta, vietando ogni forma di unione e di fraternizzazione tra italiani e indigeni.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello assimilazionista, adottato dalle \u00abdeprecate\u00bb democrazie occidentali, era considerato dai fascisti italiani e dai nazisti tedeschi l&#8217;anticamera della corruzione e della degradazione della razza bianca e, quindi, della sua inesorabile decadenza. Il Governo fece di tutto, a livello sia legislativo sia propagandistico, per scoraggiare e arginare tale fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso chiese all&#8217;autorit\u00e0 religiosa, e in particolare ai missionari presenti nelle colonie italiane, di collaborare con le autorit\u00e0 coloniali per dissuadere i cattolici dal contrarre \u00abmatrimoni misti\u00bb e di combattere insieme la \u00abpiaga sociale del madamato\u00bb. In realt\u00e0, in quegli anni anche il mondo cattolico, incluso quello ecclesiastico, basandosi su princ\u00ecpi pseudoscientifici, ritenevano come acquisiti alcuni dati concernenti l&#8217;eugenetica, che invece erano soltanto il risultato di scelte di natura ideologica (per lo pi\u00f9 filo-razziste), non fondati su riscontri oggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-41048\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-2.jpg 591w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>In ogni caso la Chiesa vedeva nei nuovi provvedimenti che vietavano il concubinato efficaci strumenti repressivi adatti a limitare comportamenti disordinati e a volte scandalosi dal punto di vista morale adottati dai nuovi conquistatori, i quali del resto si professavano cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una Nota del 1 agosto 1938 indirizzata dal Nunzio Apostolico in Italia, mons. E Borgongini Duca, al Capo del Governo a tale proposito si diceva: \u00abLa Santa Sede si compiace col Governo Italiano per aver colpito il concubinato fra gli italiani e gli indigeni di colore. Quanto a fiancheggiare l&#8217;azione moralizzatrice del Governo, come si domanda dalle Autorit\u00e0 Coloniali, la Chiesa non si rifiuta di prestare largamente, per mezzo dei suoi missionari, l&#8217;invocata opera di persuasione ad impedire tali ibride unioni, per i saggi motivi igienico sociali intesi dallo Stato, ma soprattutto per le ragioni di indole morale e religiosa, che hanno la maggiore efficacia nelle anime\u00bb (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il \u00abManifesto della razza\u00bb e la posizione della Santa Sede<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II 15 luglio 1938 il <em>Giornale d&#8217;Italia <\/em>pubblicava, col significativo titolo \u00abII fascismo e i problemi della razza\u00bb, i risultati di uno studio condotto da un gruppo anonimo di studiosi fascisti, docenti nelle universit\u00e0 italiane, il quale fissava \u00abla posizione del fascismo nei confronti dei problemi della razza\u00bb. A una prima superficiale lettura sembrava che il compito di tale documento fosse quello di dare una base ideologico-culturale alle disposizioni emanate dall&#8217;autorit\u00e0 pubblica su tale delicata materia e concernesse quindi soltanto o, meglio, soprattutto la gi\u00e0 nota \u00abquestione coloniale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale <em>Manifesto <\/em>constava di dieci punti, che venivano poi singolarmente sviluppati; in essi si stabiliva: <em>1) <\/em>Le razze umane esistono; <em>2) <\/em>Esistono grandi razze e piccole razze; <em>3) <\/em>II concetto di razza \u00e8 concetto puramente biologico; <em>4) <\/em>La popolazione dell&#8217;Italia attuale \u00e8 di origine ariana e la sua civilt\u00e0 \u00e8 ariana; <em>5) <\/em>\u00c8 una leggenda l&#8217;apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici; <em>6) <\/em>Esiste ormai una pura razza italiana; <em>7) <\/em>\u00c8 tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti; <em>8) <\/em>\u00c8 necessario fare una netta distinzione fra i mediterranei dell&#8217;Europa occidentale, da una parte; gli orientali e gli africani, dall&#8217;altra; <em>9) <\/em>Gli ebrei non appartengono alla razza italiana; <em>10) <\/em>I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in alcun modo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un primo momento tale <em>Manifesto <\/em>fu commentato dalla stampa di regime in modo da non creare allarmismi nella piccola, ma influente, comunit\u00e0 ebraica italiana, come anche negli ambienti della borghesia cosmopolita e nel mondo cattolico. <em>Il <\/em><em>Messaggero <\/em>del 15 luglio, mettendo in evidenza l&#8217;obiettiva scientificit\u00e0 dei punti indicati nel manifesto, precisava: \u00abEsula dalla concezione fascista della razza qualsiasi intenzione polemica di natura filosofica o religiosa allo stesso modo che esula da essa il vecchio mito tanto discusso nell&#8217;Ottocento delle razze superiori o inferiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41047 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/leggi_raziali-1.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"172\" \/><\/a>Essa si limita ad affermare che esistono razze umane &#8220;differenti&#8221;, con caratteri propri fino a costituire un tipo a s\u00e9, inconfondibile\u00bb. L&#8217;intento principale di tale studio, secondo la propaganda del regime, era in ogni caso di sensibilizzare gli italiani al problema della cura e della purezza della razza, come, si diceva, veniva fatto anche in altri Paesi civili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 molto dibattuto in sede storica sulle cause e sulle motivazioni di ordine politico e ideologico che spinsero il regime fascista a adottare una legislazione razzista (2). In realt\u00e0, gi\u00e0 a quel tempo, molti, anche tra i cattolici, si domandavano quale senso avesse tale nuovo indirizzo politico. \u00abLo scopo vero di questa politica razziale \u2014 \u00e8 detto in una Nota vaticana \u2014 non lo si conosce: <em>ap<\/em><em>parentemente <\/em>sembra quello di salvaguardare la razza italiana da ogni ibridismo e contaminazione\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tale Nota risulta che la propaganda del fascismo e le stesse parole del Duce sulla questione razziale venivano accolte in Vaticano con un certo scetticismo. Commentando l&#8217;informativa diplomatica n. 18 del 5 agosto 1938 (la quale, a proposito della questione ebraica, fissava il principio che \u00abdiscriminare non \u00e8 perseguitare\u00bb), un prelato della Segreteria di Stato scrisse che essa era il frutto della penosa impressione suscitata all&#8217;estero dal <em>Manifesto detta razza: <\/em>\u00abTale indirizzo politico non sembra giustificato dai fatti, perch\u00e9 un vero problema ebraico non pare esistere in Italia, dove gli ebrei sono 50.000 e sarebbe forse bastato eliminare quelli che maggiormente danno noia e impedire l&#8217;immigrazione di nuovi elementi\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circa le cause che diedero vita a tale indirizzo razzistico e xenofobo vengono generalmente indicati due ordini di motivi. Il primo, di carattere politico-propagandistico, era rivolto a vivificare il regime, dandogli nuove, o meglio pi\u00f9 aggiornate, basi ideologiche e identitarie, fondate sul concetto di razza e sull&#8217;orgoglio di appartenenza razziale. Su tali princ\u00ecpi, considerati scientifici e quindi inattaccabili, si intendevano inoltre forgiare le nuove generazioni, in particolare i giovani che facevano parte delle associazioni fasciste, in modo da dar vita una volta per tutte al \u00abfascista integrale\u00bb, sinceramente razzista e fiero di appartenere alla razza ariano-latina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo riguardava invece il nuovo orientamento assunto in ambito internazionale negli ultimi tempi dall&#8217;Italia: naufragati gli accordi con l&#8217;Inghilterra, Mussolini si adoper\u00f2 con tutte le sue forze a consolidare il rapporto di amicizia con la Germania nazista, gi\u00e0 iniziato due anni prima in occasione della guerra civile spagnola. In questa per la prima volta gli Stati totalitari europei si scontrarono, su \u00abterreno neutro\u00bb, con quelli democratici, mettendo a confronto il proprio potenziale bellico e la propria capacit\u00e0 di trascinare le masse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, in quei mesi i rapporti Italo-tedeschi si erano intensificati a un punto tale che, anche sotto l&#8217;aspetto operativo, la scelta razzista e antiebraica del regime era praticamente obbligata. Eppure non c&#8217;\u00e8 dubbio \u2014 scrive in proposito De Felice \u2014 che anche sull&#8217;adozione dei provvedimenti razziali la visita di Hitler a Roma, che si svolse dal 3 al 9 maggio 1938, ebbe un&#8217;influenza notevole: non perch\u00e9 i tedeschi imponessero tale scelta all&#8217;alleato italiano, \u00abma perch\u00e9 quello era per Mussolini il momento di imboccare a bandiere spiegate la strada dell&#8217;antisemitismo di Stato\u00bb (5)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/Pio-XII.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29581\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/Pio-XII.jpg\" alt=\"\" width=\"242\" height=\"200\" \/><\/a>Quale fu l&#8217;atteggiamento della Santa Sede e del mondo cattolico davanti a tali dichiarazioni del regime in materia razziale? Come vedremo tra breve, almeno in un primo momento, esso non fu perfettamente unitario, come era accaduto su altre importanti questioni, come, ad esempio, quando si tratt\u00f2 di difendere i movimenti di Azione Cattolica contro le interferenze del regime e la violenza squadrista. Infatti, mentre Pio XI assunse una posizione di critica aperta nei confronti della nuova politica razziale inaugurata dal regime (posizione che imbarazz\u00f2 alcuni prelati vicini ai circoli governativi), gli organi centrali della Chiesa e la stampa cattolica ufficiale assunsero posizioni, per cos\u00ec dire, dialoganti e in ogni caso, almeno per il momento, interlocutorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi tempi il <em>Manifesto della razza <\/em>fu accolto dalla stampa cattolica vicina alla Santa Sede in modo non ostile: si cerc\u00f2 di comprendere le \u00abragioni\u00bb dell&#8217;autorit\u00e0 governativa, che sembravano fondate su dati di carattere scientifico, quindi moralmente neutri e in ogni caso verificabili, e le si interpret\u00f2 pi\u00f9 secondo i desideri, la cultura o le preferenze dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica che secondo lo spirito discriminatorio che sottendeva lo \u00abstudio\u00bb preparato dagli scienziati fascisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si disse che il \u00abrazzismo\u00bb italiano era sostanzialmente diverso da quello tedesco: questo \u2014 a differenza del primo che si riteneva basato su solidi princ\u00ecpi di carattere eugenetico orientali al miglioramento della razza latina \u2014 si presentava come intrinsecamente pagano e idolatrico, poich\u00e9 fondato sul culto sacrale del sangue e sulla superiorit\u00e0 della razza ariana su tutte le altre. Si disse che il <em>Manifesto <\/em>riguardava soltanto questioni di carattere biologico e che quindi non toccava la dimensione religiosa o morale, la quale rientrava nella competenza della sola autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni sottolinearono la distinzione tra \u00abrazzismo\u00bb vero e proprio, condannato dal recente magistero della Chiesa (come, ad esempio, dall&#8217;enciclica <em>Mit brennender Sorge <\/em>del 1937), e \u00abpolitica razziale\u00bb volta al miglioramento della razza umana. Questa poteva anche essere accettata o compresa dall&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica, ma soltanto nella misura in cui non entrasse in conflitto con la sana dottrina cattolica e non si tramutasse poi, per necessit\u00e0 di carattere politico, in atti concreti di persecuzione e di violenza nei confronti di una determinata razza umana considerata inferiore o \u00abdifferente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Civilt\u00e0 Cattolica, <\/em>commentando il manifesto degli scienziati, scriveva: \u00abChi ha presenti le teorie del razzismo tedesco, rilever\u00e0 subito la notevole divergenza di queste proposte da quelle del gruppo degli studiosi fascisti italiani. Questo confermerebbe che il fascismo italiano non vuole confondersi con il nazismo o razzismo tedesco intrinsecamente ed esplicitamente materialistico e anticristiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;era nella rivista romana dei gesuiti, che alcuni anni prima aveva combattuto il \u00abgiudaismo massonico e rivoluzionario\u00bb, in particolare da parte di alcuni padri la tendenza ad armonizzare i princ\u00ecpi razziali fissati nel manifesto con la dottrina sociale cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un primo momento addirittura sembrava che il regime in tale materia avesse imboccato la strada di un \u00absano proporzionalismo discriminatorio\u00bb (ad esso si ispirava, infatti, l&#8217;informativa diplomatica n. 18 del 5 agosto 1938) tanto caro ai cattolici, poich\u00e9, in armonia con i princ\u00ecpi della giustizia distributiva, \u00abpermetteva di dare a ciascuno il suo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Mussolini-a-Siracuisa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29994 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Mussolini-a-Siracuisa.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"152\" \/><\/a>Tale principio consisteva nell&#8217;applicare il principio proporzionale, misurato sulla consistenza numerica del gruppo <em>razziale, <\/em>circa la sua presenza nella vita economica e sociale del Paese; tale criterio era stato utilizzato, con il plauso della <em>Civilt\u00e0 Cattolica, <\/em>in Ungheria nei confronti degli ebrei. Applicando tale criterio, commentava il p. Barbera, si garantisce \u00abla difesa della nazione, contro il pericolo presente di una pi\u00f9 numerosa invasione giudaica dalla Germania, dall&#8217;Austria e dalla Romania, e contro il liberalismo favoreggiatore del giudaismo e del suo nefasto predominio, senza persecuzioni, ma con mezzi energici ed efficaci\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulle questioni sollevate dal <em>Manifesto della razza <\/em>intervenne anche il giornale cattolico di Friburgo <em>La libert\u00e9, <\/em>con un articolo che in realt\u00e0 era stato scritto per <em>L&#8217;Osservatore Romano, <\/em>ma che per ragioni prudenziali fu fatto pubblicare altrove. \u00abOra \u2014 si sottolineava con tono preoccupato \u2014 se i punti fissati dal gruppo degli studiosi fascisti in Italia si differenziano dalle teorie tedesche; se questa diversit\u00e0 fu rilevata anche in campo cattolico in Italia, come da quello razzista in Germania, tuttavia in Germania si salutarono come un incontro sullo stesso cammino quelle dichiarazioni del ministro Starace, segretario del partito, e quelle amplificazioni dei giornali, che scendevano per la prima volta in Italia dal &#8220;concetto di razza&#8221;, comunque inteso, enunciato e applicato, alla &#8220;pratica razzistica&#8221;: cio\u00e8 dalla &#8220;difesa della razza&#8221; al &#8220;razzismo&#8221;\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale articolo \u00e8 molto importante perch\u00e9 mette l\u2019ac-cento \u2014 forse seguendo i suggerimenti dello stesso Pontefice \u2014 sui rischi a cui il regime si esponeva insistendo sulla politica razziale appena intrapresa: tanto pi\u00f9 che molti gerarchi fascisti, come, ad esempio, Alfieri, Farinacci e altri, interessati a una stretta alleanza politica con la Germania nazista, avrebbero fatto di tutto per estendere all&#8217;Italia i princ\u00ecpi del razzismo tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A differenza della stampa cattolica e di buona parte della Gerarchia \u2014 interessata a non scontrarsi con Mussolini con il quale quasi dieci anni prima si era sottoscritto un Concordato e a non estendere le occasioni di conflitto con il regime, oltre quelle gi\u00e0 esistenti sull&#8217;Azione Cattolica e in particolare sui movimenti giovanili ad essa collegati \u2014 Pio XI giudicava il <em>Manifesto <\/em>e tutte le iniziative che il Governo stava organizzando per la tutela della razza in modo piuttosto severo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Papa disse parole dure nei confronti della politica razziale inaugurata dal regime, mettendo in guardia dall&#8217;imitare su tale materia l&#8217;indirizzo tedesco, considerato contrario alla dottrina cristiana, al diritto naturale e ad ogni elementare senso di umanit\u00e0. Il cosiddetto \u00abnazionalismo esasperato\u00bb e ogni forma di razzismo che mettesse in discussione la dottrina dell&#8217;originaria unit\u00e0 (e dignit\u00e0) del genere umano erano da lui considerati come eresie da condannare e da combattere con le armi della testimonianza della verit\u00e0 e della vigilanza cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno stesso in cui veniva pubblicato il <em>Manifesto <\/em>della razza, il Papa, ricevendo in udienza le suore del Cenacolo, le fece partecipi di ci\u00f2 che in quel momento angustiava il suo cuore di Padre, vale a dire le idee che venivano dappertutto affermate e diffuse in materia di nazionalismo estremo e di razzismo: \u00abSi tratta ormai \u2014 disse il Papa \u2014 di una vera e propria apostasia. Non \u00e8 soltanto l&#8217;una o l&#8217;altra idea errata: \u00e8 tutto lo spirito della dottrina che \u00e8 contrario alla fede di Cristo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una settimana dopo, il 21 luglio, ricevendo in udienza 150 assistenti ecclesiastici dei giovani dell&#8217;Azione Cattolica, ritornava sullo stesso argomento: \u00abCattolico \u2014 disse il Papa \u2014 vuoi dire universale, non razzistico, nazionalistico, separatistico\u00bb. Queste ideologie non soltanto non sono cristiane, ma finiscono \u00abcon il non essere neppure umane\u00bb (8). Per Pio XI quello del razzismo \u00abera il tema pi\u00f9 scottante del momento\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mussiolini-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-16316\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/mussiolini-2.jpg\" alt=\"\" width=\"131\" height=\"200\" \/><\/a>Da qualche tempo esso teneva il Papa in uno stato di agitazione e di angustia spirituale: tale tema \u00abgirava e rigirava nella sua mente\u00bb (10), \u00e8 detto in una lettera del p.J. Lafarge, gesuita statunitense, il quale il 22 giugno era stato incaricato da Pio XI in persona di scrivere un&#8217;enciclica contro il razzismo <em>(Humani gene<\/em><em>ris unitas}. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Com&#8217;\u00e8 noto, essa non vide mai la luce, ma rimase allo stato di bozza, perch\u00e9 lo scritto fu ritenuto dal Generale dei gesuiti e da altri suoi collaboratori non conforme alla \u00abmente del Papa\u00bb, e la malattia e la successiva morte del Papa impedirono che l&#8217;enciclica fosse corretta, completata e pubblicata. Ricordiamo che, in un breve capitolo della bozza, si condannava esplicitamente l&#8217;antisemitismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dispaccio del conte Pignatti dell&#8217;ambasciata d&#8217;Italia del 20 luglio 1938 ci informa sulla mente del Papa riguardo al manifesto sulla razza degli studiosi fascisti; in esso \u00e8 detto: \u00abII Papa medita le contromisure da adottare dinnanzi alla campagna anti-israelitica progettata dall&#8217;Italia e che verr\u00e0 condotta in base ai principi di purezza di razza, redatti dai professori universitari italiani\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tale documento risulta che Pio XI, prima ancora che Mussolini specificasse la dirEzione sostanzialmente antisemita della nuova politica razziale, era praticamente certo che tale indirizzo si sarebbe tradotto in provvedimenti discriminatori molto duri nei confronti degli ebrei italiani. Questo spiega perch\u00e9 il Papa, una settimana dopo, nel celebre discorso agli studenti di <em>Propaganda <\/em><em>Fide, <\/em>attacc\u00f2 con forza l&#8217;indirizzo filo-tedesco adottato dal regime in materia razziale, mettendo in imbarazzo Mussolini, che reag\u00ec con forza alle dure parole del Papa, minacciando la rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto il 25 luglio un comunicato del Partito Nazionale Fascista, per far tacere alcuni sospetti sollevati negli ambienti internazionali (e non soltanto) sull&#8217;autorit\u00e0 scientifica degli estensori del <em>Manifesto, <\/em>rendeva noto i nomi di coloro che lo avevano redatto e di quelli che vi avevano aderito, e dichiarava che esso era stato preparato sotto l&#8217;egida del Ministero della Cultura Popolare (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pio XI e la lotta contro il razzismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Pio-XII.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-15090\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Pio-XII.jpg\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"200\" \/><\/a>Pio XI il 28 luglio 1938, ricevendo in udienza gli studenti del collegio urbaniano di <em>Propaganda Fide<\/em>, tenne, come si \u00e8 detto, un importante discorso sul tema del razzismo. \u00abEgli \u2014 \u00e8 scritto in una Nota della Segreteria di Stato \u2014 precisava alcuni punti di dottrina cattolica, confutava alcune affermazioni razziste; spiegava in che senso si poteva parlare di razze diverse e accennava alle conseguenze dolorose a cui avrebbe portato la politica razzistica, praticata su larga scala e non intesa soltanto a salvaguardare gli interessi imperiali evitando pericolosi incroci e imbastardimenti\u00bb (13), e soprattutto si interrogava \u00abcome mai l&#8217;Italia abbia avuto bisogno di imitare la Germania\u00bb in materia di razzismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale frase indispett\u00ec moltissimo Mussolini, che riteneva di non dovere nulla al collega tedesco in materia di politica razziale come anche in altre questioni. Egli, inoltre, chiese al ministro degli Esteri italiano, conte G. Ciano, di convocare immediatamente il Nunzio Apostolico per esprimergli la disapprovazione del capo del Governo nei confronti del recente discorso del Papa, poich\u00e9 ritenuto lesivo degli interessi politici nazionali e internazionali dell&#8217;Italia. Il giorno successivo Mussolini, in un incontro con un gruppo di segretari federali del fascismo a Forl\u00ec, rispondendo indirettamente al Papa, disse: \u00abSappiate, ed ognuno sappia, che anche nella questione della razza noi tireremo diritti. Dire che il fascismo ha imitato qualcuno e qualche cosa \u00e8 semplicemente assurdo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale scambio di battute tra il Papa e il Duce, in un momento in cui i contrasti tra regime e Gerarchia ecclesiastica sulla questione dell&#8217;Azione Cattolica si andavano acuendo, cre\u00f2 una certa preoccupazione tra i vescovi, interessati a mantenere \u00abcontrollati\u00bb i rapporti tra le due istituzioni. Per tale motivo essi cercarono di interpretare in senso non contrario alla propaganda del regime le parole del Papa, cercando di armonizzare il punto di vista fascista sul problema della razza con quello cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/leggi_raziali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-41050 alignleft\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/leggi_raziali.jpg\" alt=\"\" width=\"151\" height=\"200\" \/><\/a>Emblematica, a questo riguardo, \u00e8 la lettera indirizzata il 9 agosto 1938 dal vescovo di Cremona, mons. G. Cazzani, a Farinacci, a proposito del discorso del Papa del 28 luglio: \u00abII S. Padre \u2014 scriveva il vescovo al <em>ras <\/em>di Cremona \u2014 non parlava contro un razzismo fascista [&#8230;], ma parendogli che una certa corrente di stampa fascista volesse promuovere e caldeggiare anche in Italia un razzismo alla hitleriana, ha voluto mettere l&#8217;avviso contro il pericolo di un tale razzismo, e perci\u00f2 ha parlato di mutuazione dai tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il S. Padre non ha condannato qualunque cura o difesa della razza [&#8230;], ma ha dichiarato espressamente di riprovare quel razzismo esagerato e divisionista, che animato da un culto superbo ed egoistico della propria razza, \u00e8 contrario alla legge della umana e cristiana fraternit\u00e0 tra i popoli\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una relazione del Nunzio Apostolico, redatta il 2 agosto, ci informa dettagliatamente sull&#8217;incontro che egli ebbe il 30 luglio con il conte Ciano; di esso si conoscevano finora soltanto le \u00abimpressioni\u00bb riportate da quest&#8217;ultimo nel suo Diario (15). \u00abMonsignore dove andiamo? \u2014 scriveva mons. Borgongini Duca \u2014. Il Duce questa mattina mi ha chiamato irritatissimo per le parole pronunciate dal S. Padre agli alunni di <em>Propaganda Fide; <\/em>tanto irritato, che aveva gi\u00e0 risposto pubblicamente e cos\u00ec dicendo mi mostr\u00f2 il <em>Giornale d&#8217;Italia <\/em>e mi lesse la brevissima replica\u00bb; poi disse che il Duce era molto contrariato per l&#8217;accenno fatto dal Papa alle Cinque giornate di Milano, poich\u00e9 esso \u00abaveva una portata politica nei confronti dell&#8217;asse Roma-Berlino\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla lunga relazione del Nunzio, inoltre, si ricavano alcuni elementi che ci aiutano a capire quale fosse l&#8217;indirizzo che il regime intendeva portare avanti in materia razziale e, soprattutto, cosa si chiedesse alla Chiesa e ai cattolici. Innanzitutto dalle parole del Ministro si ricava che il nuovo indirizzo altro non era, a suo modo di intendere, che la naturale prosecuzione della politica di difesa della razza, gi\u00e0 iniziata un anno prima, da possibili imbastardimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su tale materia egli sapeva di poter contare sulla comprensione della Gerarchia ecclesiastica. Subito dopo, per\u00f2, il conte Ciano pass\u00f2 a trattare del punto pi\u00f9 delicato concernente la questione razziale, quello cio\u00e8 riguardante gli ebrei italiani, sapendo che su tale materia sarebbe stato pi\u00f9 difficile trovare il sostegno convinto dell&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica e dei cattolici alla politica razziale governativa: a meno che questa non si indirizzasse secondo i princ\u00ecpi della morale sociale cattolica: \u00abA fianco della questione dei neri \u2014 continuava il Ministro \u2014, si dovr\u00e0 trattare anche quella degli ebrei, per due ragioni: <em>1) <\/em>perch\u00e9 essi sono espulsi da ogni parte, e non vogliamo che gli espulsi credano di poter venire in Italia come nella terra promessa; <em>2) <\/em>perch\u00e9 \u00e8 loro dottrina consacrata nel <em>Talmud, <\/em>che l&#8217;ebreo deve mischiarsi con le altre razze come l&#8217;olio con l&#8217;acqua, ossia rimanendo di sopra, cio\u00e8 al potere. E noi vogliamo impedire che gli ebrei in Italia abbiano posti di comando\u00bb (16)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conte Ciano tratt\u00f2 della questione degli ebrei in modo pi\u00f9 che diplomatico, per non dire ambiguo, toccando soltanto tasti a cui la sensibilit\u00e0 cattolica di quel tempo, segnata da un marcato antigiudaismo, era molto sensibile, scivolando cos\u00ec sulle questioni pi\u00f9 importanti e di sostanza, come, ad esempio, il contenuto concreto della disciplina discriminatoria che il Governo intendeva applicare agli ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Nunzio cap\u00ec immediatamente, nonostante la malcelata riservatezza del Ministro, che il Governo era intenzionato su tale materia a procedere con una certa durezza. \u00abCirca gli ebrei \u2014 scriveva il Nunzio \u2014 mostravo la mia preoccupazione perch\u00e9 in Germania si seguitano a colpire come ebrei i convertiti battezzati, che perci\u00f2 sono usciti dal loro popolo; in Italia invece, ove esiste il Concordato, non si sarebbe potuto impedire il matrimonio tra un ebreo convertito e un cattolico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/ebrei_caricatura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-29879 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/07\/ebrei_caricatura.jpg\" alt=\"\" width=\"146\" height=\"200\" \/><\/a>Nella replica del Nunzio si coglie appieno l&#8217;intrinseca debolezza e inadeguatezza della posizione cattolica riguardo al problema degli ebrei: troppo forte e pesante era a quel tempo l&#8217;eredit\u00e0 di una lunga tradizione antigiudaica e a volte anche, negli anni pi\u00f9 vicini, antisemita, perch\u00e9 tale materia fosse concepita e compresa alla luce di princ\u00ecpi pi\u00f9 generali, fondati sulla stessa dottrina del diritto naturale, o semplicemente su princ\u00ecpi pi\u00f9 autenticamente evangelici, in modo che la difesa della dignit\u00e0 della persona umana venisse affermata senza limitazioni o tentennamenti contro chi intendeva, sulla base di princ\u00ecpi pseudoscientifici o apertamente razzistici, limitarne, o meglio annullarne, la dignit\u00e0 sul piano sia personale, sia pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensiamo di non peccare di anacronismo, sottoponendo a giudizio storico tali eventi, anche perch\u00e9 molti interventi di Pio XI si mossero proprio in tale direzione: il fatto che il Papa dovesse intervenire in difesa della persona umana, anche fuori dell&#8217;ambito strettamente confessionale, era dottrina accettata, anche se ancora non pienamente compresa nelle sue implicazioni, a partire dal pontificato di Benedetto XV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, il Nunzio Apostolico, a quanto pare, in quel momento sembrava essere interessato pi\u00f9 che alla sorte degli ebrei italiani in generale, a cui il conte Ciano faceva riferimento, al fatto che un&#8217;eventuale disciplina antiebraica non riguardasse gli ebrei convertiti al cattolicesimo o che questa costituisse un <em>vulnus <\/em>al Concordato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle parole del Nunzio il Ministro replic\u00f2 che il razzismo italiano, come aveva proclamato il Duce, \u00abnon si ispira a quello tedesco, ma vuole semplicemente regolare, con opportune leggi, le relazioni tra bianchi e neri nel nuovo Impero, ed in questa occasione regolare la questione degli ebrei [&#8230;.]. Mi ha poi detto che l&#8217;Italia \u00e8 cattolica, e se uno qui si azzardasse di dire [come era avvenuto in Germania] che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 bastardo, sarebbe punito come bestemmiatore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stampa governativa non fece nessun accenno al discorso del Papa del 28 luglio. Esso fu pubblicato soltanto da alcuni quotidiani cattolici. Il Governo, intenzionato a bloccare ogni possibile polemica su tale delicata materia, che avrebbe reso pi\u00f9 difficile l&#8217;accoglienza da parte dei cattolici della progettata legislazione antiebraica, invi\u00f2 a tutti i prefetti due comunicazioni firmate dal ministro Alfieri (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/sinagoga_Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29884\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/sinagoga_Roma.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"200\" \/><\/a>In questo modo il regime riusc\u00ec a imbavagliare la stampa cattolica, impedendole cos\u00ec di partecipare in modo libero al dibattito pubblico in materia razziale: coloro che non condividevano l&#8217;indirizzo dettato dal regime in tale materia da questo momento in poi dovettero tacere. La Segreteria di Stato, con una Nota di mons. G. B. Montini, l&#8217;8 agosto 1938 inform\u00f2 la delegazione apostolica negli Stati Uniti dei provvedimenti assunti dal Governo italiano contro la stampa cattolica, in modo che all&#8217;estero non si dicesse che la Santa Sede e la stampa cattolica tacevano sui provvedimenti liberticidi emessi contro gli ebrei per pusillanimit\u00e0 o per complicit\u00e0 con il regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le parole del Papa contro la propaganda razziale iniziata dal fascismo per preparare il terreno alle successive disposizioni discriminatorie, in particolare contro gli ebrei, furono riportate e commentate dalla stampa internazionale, soprattutto quella di lingua francese e inglese, in senso piuttosto positivo. Importanti associazioni ebraiche internazionali, inoltre, indirizzarono al Papa lettere di omaggio e di ringraziamento.<br \/>\n<em><br \/>\nL&#8217;Alliance \u00ecsra\u00e9lite universelle <\/em>testimoni\u00f2 a Pio XI la sua gratitudine \u00abper l&#8217;ammirabile energia con la quale condann\u00f2, nell&#8217;udienza agli alunni del collegio di <em>Propaganda Fide, <\/em>le teorie razziste, come false, inumane, empie e gravide di conseguenze detestabili\u00bb. Con gli stessi sentimenti di gratitudine si espressero l&#8217;Associazione ebraica dei Veterani di guerra degli Stati Uniti, nonch\u00e9 l&#8217;ambasciatore statunitense a Roma, W. Phillips, il quale inform\u00f2 il Papa sulla preoccupazione del presidente Roosevelt riguardo all&#8217;indirizzo politico intrapreso dal Governo italiano. In particolare l&#8217;ambasciatore fece presente alle autorit\u00e0 vaticane che il Governo degli Stati Uniti avrebbe molto gradito \u00abun&#8217;ulteriore dichiatazione della Santa Sede riguardo alla questione ebraica in Italia\u00bb (18)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quel momento sia il Governo italiano, sia la Santa Sede non avevano alcun interesse a inasprire il conflitto: da ambedue le parti c&#8217;era la volont\u00e0 di risolvere ogni questione, come era accaduto in passato, attraverso accordi soddisfacenti per ambedue le istituzioni in modo da poter festeggiare, il febbraio successivo, il decennale dei Patti Lateranensi in un clima di concordia e di collaborazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale occasione, per il regime, sarebbe stata un&#8217;opportunit\u00e0 unica per mostrare agli aborriti Paesi democratici che in Italia Chiesa cattolica e Stato totalitario convivevano pacificamente. In tal modo, nonostante Mussolini fosse molto irritato per i continui interventi del Papa in materia di razzismo, diede disposizione ai suoi collaboratori di giungere a un accordo segreto con la Santa Sede sulle questioni pi\u00f9 controverse del mo\u00admento: cos\u00ec facendo, egli pensava di legare i cattolici al carro del fascismo e soprattutto di far tacere (o \u00abimbavagliare\u00bb) il Papa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;accordo fu \u00abcontrattato\u00bb per parte vaticana dal p. P. Tacchi Venturi, fiduciario della Santa Sede presso il Duce, e fu sottoscritto il 16 agosto del 1938. Esso toccava tre questioni principali: quella concernente \u00abil razzismo e l&#8217;ebraismo\u00bb; quella pi\u00f9 \u00abgenerale dell&#8217;Azione Cattolica\u00bb: a tale proposito veniva riconfermato l&#8217;accordo del 2 settembre 1931; infine, una questione di carattere locale, che riguardava la sostituzione del segretario del partito fascista di Bergamo che era entrato in conflitto con il vescovo di quella citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/Civilt\u00e0-Cattolica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-30981 alignright\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/11\/Civilt\u00e0-Cattolica.jpg\" alt=\"\" width=\"123\" height=\"200\" \/><\/a>Per quanto riguarda il primo punto, che era il pi\u00f9 delicato e controverso, l&#8217;accordo sembrava condividere il punto di vista cattolico in materia di razzismo e si muoveva secondo lo spirito dell&#8217;Informativa diplomatica n. 18 del 5 agosto 1938, che, come abbiamo visto, trovava consenzienti vasti settori del mondo cattolico e la stessa Gerarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, dall&#8217;accordo traspare una forte polemica contro la Chiesa e la volont\u00e0 del regime di metterla a tacere su tale importante materia: \u00abE intenzione del Governo che questo problema sia tranquillamente definito in sede scientifica e politica, senza aggravio dei gruppi allogeni, ma solo con la doverosa applicazione di onesti criteri discriminatori che lo Stato ritiene essere in diritto di stabilire e di seguire. Gli ebrei possono essere sicuri che non saranno sottoposti a trattamento peggiore di quello usato loro per secoli e secoli dai Papi che li ospitarono [&#8230;]. Desiderio del Capo del Governo \u00e8 chela stampa cattolica, i predicatori e i conferenzieri si astengano dal trattare in pubblico, il problema razzista\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la Curia e la diplomazia vaticana lavorarono senza sosta per un accomodamento con il regime mussoliniano, in modo da contenere entro limiti accettabili la programmata legislazione antiebraica, cos\u00ec che questa non si discostasse troppo dai principi della morale cattolica e non violasse punti significativi degli Accordi del Laterano, Pio XI continu\u00f2 la sua lotta solitaria contro \u00able ideologie totalitarie\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli non sottopose a censura, come voleva Mussolini, il suo pensiero e continu\u00f2 sino alla fine dei suoi giorni a condannare le aberranti dottrine del \u00abnazionalismo estremo\u00bb e soprattutto del cosiddetto \u00abrazzismo esagerato\u00bb, che considerava un&#8217;eresia in quanto contraddiceva il fondamentale principio sull&#8217;originale uguaglianza tra gli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo intervento magisteriale pi\u00f9 forte da questo punto di vista fu quello pronunciato all&#8217;indomani del primo provvedimento governativo antiebraico, cio\u00e8 il 6 settembre 1938, a un gruppo di pellegrini belgi: con tono commosso, egli disse che l&#8217;antisemitismo \u00e8 inammissibile e che spiritualmente siamo tutti semiti perch\u00e9 discendenza di Abramo, nostro padre nella fede. Era la prima volta che un Pontefice in modo chiaro ed esplicito condannava l&#8217;antisemitismo. Delle vicende che seguirono tale discorso e degli ulteriori provvedimenti antiebraici tratteremo prossimamente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1) <\/strong>Archivio segreto vaticano \u2013 Affari ecclesiastici straordinari (ASV \u2013 AAEESS), Italia, 1.040, 720, 22.<br \/>\n<strong>2)<\/strong> La letteratura storica sulle leggi razziali in Italia \u00e8 molto vasta; segnaliamo qui alcuni lavori che ci sembrano pi\u00f9 significativi: R. DE FELICE, <em>Storia degli ebrei italiani sot<\/em><em>to i! fascismo, <\/em>Torino, Einaudi, 1961; ID., <em>Mussolini il Duce, <\/em>vol. II, Torino, Einaudi, 1981. A. MARTINI, <em>Studi sulla questione romana e sulla Conciliazione, <\/em>Roma, Cinque Lune, 1965; G. MICCOLI, \u00abQuestione ebraica e antisemitismo tra Otto e Novecento\u00bb, in <em>Storia d&#8217;Italia. Annali, <\/em>vol. XI, Torino, Einaudi, 1997, 1.369-1.574; ID<em>., I<\/em> <em>dilemmi e i si<\/em><em>lenzi di Pio XII, <\/em>Milano, Rizzoli, 2000; S. ZUCCOTTl, <em>L&#8217;Olocausto in Italia, <\/em>Milano, Mondadori, 1988. M. SARFATTI, <em>Gli ebrei nell&#8217;Italia fascista. Vicende, identit\u00e0, persecuzione, <\/em>Torino, Einaudi, 2000; ID., <em>La Shoah in Italia. La persecuzione degli ebrei sotto il fasci<\/em><em>smo. <\/em>Torino, Einaudi, 2005; E. COLLOTTI, <em>Il fascismo e gli ebrei Le leggi razziali in Ita<\/em><em>lia, <\/em>Roma &#8211; Bari, Laterza, 200); A. CAVAGLION &#8211; G. P. ROMAGNANl, <em>Le interdizioni del <\/em><em>Duce. Le leggi razziali in Italia, <\/em>Torino, Claudiana, 2002. Su Pio XI e il razzismo ricordiamo: E. FATTORINI. <em>Pio XI, Hitler e Mussolini La solitudine di un Papa, <\/em>Torino, Einaudi. 2007; Y. CHIRON, <em>Pie XI, <\/em>Paris, Perrin, 2004.<br \/>\n<strong>3)<\/strong> ASV &#8211; AAEESS. <em>Italia, <\/em>1.054, 732, 11.<br \/>\n<strong>4)<\/strong> Ivi, 1.05-1,730,22.<br \/>\n<strong>5)<\/strong> Cfr R. DE FELICE, <em>Mussolini il Duce, <\/em>Cit, 498.<br \/>\n<strong>6)<\/strong> M. BARBERA, \u00abLa questione dei giudei in Ungheria\u00bb, in <em>Civ. Catt. <\/em>1938 III 152.<br \/>\n<strong>7)<\/strong> <em>La libert\u00e9, <\/em>6 agosto 1938.<br \/>\n<strong>8)<\/strong> \u00abCronaca contemporanea\u00bb, in <em>Civ. Catt. <\/em>1938 III 271.<br \/>\n<strong>9)<\/strong> G. PASSELEQ- B. SUCHEKY, <em>L&#8217;enciclica nascosta di Pio XI. Un&#8217;occasione mancata <\/em><em>dalla Chiesa nei confronti dell&#8217;antisemitismo, <\/em>Milano, Corbaccio, 1997, 42.<br \/>\n<strong>10)<\/strong> Ivi, 47.<br \/>\n<strong>11)<\/strong> ASV &#8211; AAEESS, <em>Italia, <\/em>1.054, 727, 42.<br \/>\n<strong>12)<\/strong> I firmatari pi\u00f9 noti del <em>Manifesto della razza <\/em>erano due medici (S. Visco e N. Pende), un antropologo (L. Cipriani), uno zoologo (E. Zavattari), uno statistico (F Savorgnan) e uno psichiatra (A. Donaggio); gli altri erano oscuri assistenti universitari, tra i quali ricordiamo G. Landra, M. Ricci e L. Businco. Pare che nessuno dei firmatari sia stato interpellato prima della pubblicazione del <em>Manifesto. <\/em>Soltanto due di essi per\u00f2, successivamente, anche se in modo non troppo chiaro, protestarono per essere stati inclusi nella lista dei firmatari. Cfr R. MAIOCCHI, <em>Scienza italiana e razzismo fascista, <\/em>Firenze <em>La Nuova Italia, 1999; <\/em>G. ISRAEL &#8211; P. NASTASI,<em> Scienza e razza nell&#8217;Italia fascista<\/em>, Milano, Comunit\u00e0, 1998; M. MlCHAELIS, <em>Mussolini e la questione ebraica. Le relazioni ita<\/em><em>lo-tedesche e la politica razziale in Italia,<\/em> ivi, 1982.<br \/>\n<strong>13)<\/strong> ASV &#8211; AAEESS, 1.054, 738, 22.<br \/>\n<strong>14)<\/strong> Ivi, 730, 19.<br \/>\n<strong>15)<\/strong> Cfr G. CIANO, <em>Diario: 1937-1938, <\/em>Bologna, Cappelli, 1948, 216. Su tale materia cfr E. FATTORINI, <em>Pio XI, Hitler e Mussolini, La solitudine di un papa, <\/em>cit., 179 s.<br \/>\n<strong>16)<\/strong> ASV -AAEESS, <em>Italia, <\/em>1.054, 728, 46.<br \/>\n<strong>17)<\/strong> La prima comunicazione, del 4 agosto, diceva: \u00abDirettori dei periodici cattolici sono richiamati sulla perentoria necessit\u00e0 che ogni commento sul problema razzista sia contenuto entri i limiti conformi alle direttive del Governo nazionale\u00bb. La seconda, emanata due giorni dopo, affermava perentoriamente: \u00abInvito disporre che quotidiani e periodici cattolici si astengano da ora in poi di pubblicare l&#8217;allocuzione pontif\u00eccia del 28 luglio\u00bb (ivi, 728,55).<br \/>\n<strong>18)<\/strong> Ivi, 730, 46<br \/>\n<strong>19) <\/strong>Ivi,40<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Civilt\u00e0 Cattolica n.3793 del 5 luglio 2008 \u00a0\u00a0di Giovanni Sale s.j Il primo provvedimento in materia razziale in Italia fu promulgato dal Governo Mussolini nell&#8217;aprile del 1937: esso vietava, comminando pesanti pene detentive, ai cittadini italiani di tenere \u00abrelazione d&#8217;indole coniugale con persona suddita dell&#8217;Africa Orientale italiana\u00bb. 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