{"id":27982,"date":"2015-12-03T00:00:06","date_gmt":"2015-12-02T23:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=27982"},"modified":"2015-11-23T13:25:50","modified_gmt":"2015-11-23T12:25:50","slug":"il-giusto-ruolo-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-giusto-ruolo-del-governo\/","title":{"rendered":"Il giusto ruolo del governo*"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/liberalisti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-27983 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/liberalisti.jpg\" alt=\"liberalisti\" width=\"192\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/liberalisti.jpg 192w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/liberalisti-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.storialibera.it\/\">Storia Libera<\/a><\/strong> n.3 anno II \u2013 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Ezra Taft Benson<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>A cura e traduzione di Maurizio Brunetti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">The Proper Role of Government, <em>\u00abIl giusto ruolo del governo\u00bb, \u00e8 il titolo del pi\u00f9 famoso dei discorsi di Ezra Taft Benson (1899-1994), segretario dell\u2019Agricoltura nel corso dei due mandati presidenziali di Dwight David \u00abIke\u00bb Eisenhower (1890-1969) e, negli ultimi anni della sua vita, presidente della comunit\u00e0 dei mormoni (Chiesa di Ges\u00f9 Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni). Il discorso costituisce una serrata disamina di argomentazioni anti-stataliste nel solco di una tradizione di pensiero inerente al liberalismo classico, per la quale la propriet\u00e0 privata \u00e8 intesa come diritto naturale e i rapporti sociali sono il risultato della spontanea coordinazione degli individui.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Agli uomini che vivono sotto i riflettori pubblici viene chiesto in continuazione di esprimere opinioni su una miriade di proposte e di progetti governativi. \u00abChe ne pensa del TVA?\u00bb (1), \u00abCome si pone rispetto al <em>Medicare<\/em>?\u00bb (2), \u00abCi d\u00e0 un suo parere sull\u2019<em>Urban Renewal<\/em>?\u00bb (3). La lista \u00e8 senza fine. Troppo spesso, le risposte a questo tipo di domande sembrano dipendere pi\u00f9 dalla popolarit\u00e0 dello specifico programma governativo in questione, che da argomenti fondati su solidi principi. Di rado gli uomini che ambiscono a essere popolari \u2013 e specialmente ove puntino a ricoprire un incarico pubblico \u2013 sono disposti a prendere posizione contro un piano che abbia un certo consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. L\u2019azione del governo andrebbe fondata su solidi principi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un accostamento del genere alle questioni politiche vitali del giorno non pu\u00f2 che condurre verso lo scompiglio sociale e il caos legislativo. Decisioni di questa portata andrebbero prese, invece, tenendo conto di alcuni principi di base riguardanti il giusto ruolo del governo. Se i principi sono quelli giusti, potranno, allora, essere utilmente impiegati per valutare ogni proposta specifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSemplice o complessa che sia una societ\u00e0, non \u00e8 forse vero che esistono principi universali, fondativi, appellandosi ai quali si possa trovare una soluzione a ogni questione che la riguardi? Credo che, se sottoponessimo ogni situazione al semplice test \u201c\u00c8 giusto o \u00e8 ingiusto?\u201d, ci libereremmo di molte delle perplessit\u00e0 che cos\u00ec tanto ci preoccupano e ci disorientano. Il giusto e l\u2019ingiusto, il bene e il male intesi come principi morali, non mutano, e costituiscono un criterio attendibile e appropriato, comunque complicate siano le questioni da affrontare. La domanda \u201c\u00e8 bene o \u00e8 male?\u201d riguarda ogni problema che esige una soluzione da parte nostra\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario del politico opportunista, il vero uomo di Stato apprezza i principi pi\u00f9 della popolarit\u00e0, e lavora per alimentare il consenso attorno a quei principi politici che ritiene saggi e giusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Il ruolo che al governo veramente compete<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prover\u00f2 a indicare per sommi capi, e in termini che siano i pi\u00f9 chiari e concisi possibili, i principi politici in cui credo. Essi costituiscono i criteri che determinano ora \u2013 e continueranno a farlo in futuro \u2013 il mio giudizio e le mie azioni nei confronti di tutti i progetti e proposte di politica interna fatti dal governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[Io credo] <em>che i governi furono istituiti da Dio per il beneficio dell\u2019uomo, e che egli considera gli uomini responsabili dei loro atti relativi ad essi, sia nel fare le leggi che nell\u2019amministrarle per il bene e la sicurezza della societ\u00e0. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Io credo]<em> che nessun governo possa sussistere in pace a meno che non siano formulate e mantenute inviolate leggi tali da assicurare ad ogni individuo il libero esercizio della propria coscienza, il diritto e il controllo della propriet\u00e0 e la salvaguardia della vita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Io credo]<em> che tutti gli uomini siano vincolati a sostenere e ad appoggiare i rispettivi governi del paese in cui risiedono, finch\u00e9 sono protetti nei loro diritti innati e inalienabili dalle leggi di tali governi, e che la sedizione e la ribellione siano indegne di ogni cittadino cos\u00ec protetto e<\/em> debbano essere punite di conseguenza; e che tutti i governi abbiano il diritto di promulgare leggi tali che, a loro giudizio, siano meglio formulate per assicurare l\u2019interesse pubblico, considerando tuttavia sacra, allo stesso tempo, la libert\u00e0 di coscienza\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Il ruolo principale del governo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 accordo generale sul fatto che, se esiste una funzione del governo pi\u00f9 importante delle altre, questa stia nel garantire i diritti e le libert\u00e0 di ogni singolo cittadino. Ci\u00f2 nonostante, \u00e8 improbabile che si riesca a individuare con precisione le modalit\u00e0 con cui un governo pu\u00f2 meglio garantirli, se prima non diamo una risposta agli interrogativi che seguono: \u00abquali sarebbero questi diritti? e da dove scaturiscono?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai tempi della Rivoluzione Americana, Thomas Paine (1737-1809) spiegava che<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[\u2026] <em>i diritti non sono doni che un uomo fa a un altro uomo, n\u00e9 che una classe di uomini fa a un\u2019altra classe di uomini<\/em> [\u2026]; <em>per scoprire l\u2019origine di un qualsivoglia diritto, bisogna risalire all\u2019origine dell\u2019uomo; ne consegue che i diritti appartengono all\u2019uomo in virt\u00f9 della sua esistenza, e devono essere perci\u00f2 uguali per tutti<\/em>\u00bb (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grande Thomas Jefferson (1743-1826) si domandava:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Potranno mai essere garantite le libert\u00e0 di una nazione, se si rimuove l\u2019unico sostegno saldo su cui esse si reggono, e cio\u00e8 la convinzione radicata nelle menti della gente che queste libert\u00e0 sono un dono di Dio? Che esse non andranno violate se non si vorr\u00e0 incorrere nella sua ira?<\/em>\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo dalle fondamenta della piramide e consideriamo innanzitutto l\u2019origine di quelle libert\u00e0 che, come si \u00e8 compreso, sono diritti umani. Ci sono solo due possibilit\u00e0: o i diritti provengono direttamente da Dio, in quanto parte di un disegno divino, oppure sono garantite dal governo, in quanto parte di un programma politico. La ragione, la necessit\u00e0, la tradizione e le convinzioni religiose: tutto concorre ad ammettere che l\u2019origine di questi diritti sia divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ammettessimo, invece, la premessa che i diritti umani sono tali in quanto garantiti dal governo, dovremmo essere anche disposti ad ammettere come corollario che esso abbia il diritto di abolirli; quanto a me, non accetter\u00f2 mai tale premessa. Nel modo mirabilmente sintetico in cui si espresse l\u2019economista francese Fr\u00e9d\u00e9ric Bastiat (1801-1850), \u00ab[\u2026] non \u00e8 che la vita, la libert\u00e0 e la propriet\u00e0 esistano perch\u00e9 degli uomini hanno promulgato delle leggi. Piuttosto, proprio il fatto che prima esistevano la vita, la libert\u00e0 e la propriet\u00e0 ha spinto gli uomini a promulgare le prime leggi\u00bb (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il vero significato del principio di separazione tra Chiesa e Stato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono un sostenitore della dottrina riguardante la separazione della Chiesa dallo Stato, purch\u00e9 la si interpreti nel modo tradizionale, cio\u00e8 in modo tale che la separazione si traduca nel divieto di erigere una delle religioni a religione ufficiale dello Stato. Allo stesso tempo, mi oppongo al modo in cui al giorno d\u2019oggi questa dottrina viene interpretata, e cio\u00e8 al fatto che il governo dovrebbe astenersi da ogni e qualunque riconoscimento pubblico di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tendenza odierna mette seriamente in pericolo la tesi dell\u2019origine divina dei nostri diritti e apre uno spiraglio di cui potr\u00e0 facilmente approfittare per insediarsi una futura tirannia. Immaginiamo che gli americani si convincano, un giorno, che i loro diritti e le loro libert\u00e0 dipendano dalla decisione positiva di uomini e di burocrati: inevitabilmente, smetteranno di rivendicare con orgoglio il retaggio dei padri fondatori e andranno a prostrarsi dinanzi a quei padroni in cerca di favori e di elemosine, regredendo alla peggiore versione del sistema feudale dei \u201csecoli oscuri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ispirate parole di Thomas Jefferson che troviamo nella Dichiarazione di indipendenza non andrebbero mai dimenticate:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verit\u00e0: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi diritti inalienabili, che tra questi diritti sono la Vita, la Libert\u00e0, e il perseguimento della Felicit\u00e0; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 Dio ha creato l\u2019uomo con certi diritti inalienabili, e l\u2019uomo, dal canto suo, ha creato il governo perch\u00e9 lo aiuti a tutelare questi diritti, ne consegue, poich\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 superiore a una propria creatura, che egli \u00e8 superiore al governo e che dovr\u00e0 continuare a esercitare una signoria su di esso; non vale certo il viceversa. Anche un non credente pu\u00f2 comprendere e ammettere la logica di questa relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. L\u2019origine del potere di governare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciando da parte, per il momento, la questione dell\u2019origine divina dei diritti, \u00e8 ovvio che, grossomodo, il governo non sia altro che un gruppo relativamente piccolo di cittadini ingaggiati, per cos\u00ec dire, da tutti gli altri per accollarsi determinate responsabilit\u00e0 comuni e per assolvere funzioni per le quali vengono espressamente autorizzati. \u00c8 facile convincersi, allora, che, di per s\u00e9, il governo non abbia, in realt\u00e0, alcun potere o privilegio connaturato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sola fonte dell\u2019autorit\u00e0 e del potere che esso esercita proviene dal popolo che lo ha creato. Ci\u00f2 viene detto chiaramente proprio nel Preambolo alla Costituzione degli Stati Uniti, che recita: \u00abNOI, IL POPOLO [\u2026] decretiamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d\u2019America\u00bb (9). La cosa importante da tener presente \u00e8 che il popolo, quando crea il proprio organo di governo, pu\u00f2 cedergli solo quei poteri che lui stesso, in primo luogo, possiede. Sicch\u00e9 tutta la questione si riduce a questo: quali poteri appartengono propriamente al singolo in assenza o in precedenza dell\u2019istituzione di una qualche forma organizzata di governo? \u00c8 questa una domanda solo teorica? Pu\u00f2 darsi! Tuttavia, rispondervi \u00e8 fondamentale per la comprensione di quali principi individuino le funzioni proprie di un governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, come disse James Madison (1751- 1836), talvolta definito \u201cil padre della Costituzione\u201d: \u00abSe gli uomini fossero angeli non occorrerebbe alcun governo. Se fossero gli angeli a governare gli uomini, ogni controllo esterno o interno sul governo diverrebbe superfluo\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. I diritti di natura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno stato primitivo, non c\u2019\u00e8 dubbio che ogni uomo sarebbe giustificato se ricorresse, ove necessario, all\u2019uso della forza per difendere se stesso da un\u2019aggressione fisica, da un ladro che voglia portar via i frutti del suo lavoro, o da qualcuno che intenda ridurlo in schiavit\u00f9. Bastiat ha spiegato bene questo concetto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Ciascuno di noi ha un diritto naturale, dato da Dio, di difendere la sua persona, la sua libert\u00e0, la sua propriet\u00e0, poich\u00e9 questi sono i tre elementi costitutivi della vita, e la salvaguardia di uno di essi dipende completamente da quella delle altre due. Infatti, cosa sono le nostre facolt\u00e0 se non un\u2019estensione della nostra personalit\u00e0? E che cos\u2019\u00e8 la propriet\u00e0 se non un\u2019estensione delle nostre facolt\u00e0?<\/em>\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, infatti, i primi pionieri si ritrovarono a impiegare una buona quantit\u00e0 del loro tempo e delle loro energie su tutti e tre questi fronti \u2013 difendere se stessi, i propri beni e la propria libert\u00e0 \u2013 vivendo in quello che, giustamente, veniva chiamato l\u2019\u201cOvest senza legge\u201d. Se voleva fare fortuna, per\u00f2, un uomo non poteva certo passare ogni attimo della giornata a proteggere la propria famiglia, il suo campo e la sua propriet\u00e0 dalle aggressioni e dai furti. Ecco perch\u00e9 ci si mise presto d\u2019accordo con i propri vicini nell\u2019assumere uno sceriffo. \u00c8 in questo preciso istante che l\u2019organo di governo nasce. Il singolo cittadino delega allo sceriffo il sacrosanto diritto di proteggere lui stesso e i propri beni. Lo sceriffo, a questo punto, si limita a fare, per quelli che lo hanno assunto, solo quanto costoro avevano gi\u00e0 loro stessi il diritto di fare, nulla di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citando nuovamente Bastiat:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Se ogni uomo ha il diritto di difendere, anche con la forza, la sua persona, la sua libert\u00e0 e la sua propriet\u00e0, un gruppo di uomini ha il diritto di stipulare intese, di organizzare una forza comune per difendere questi diritti in ogni istante. Cos\u00ec, il principio del diritto collettivo trova la sua ragion d\u2019essere e la sua legittimit\u00e0 nel diritto individuale<\/em>\u00bb (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin qui, tutti d\u2019accordo. Ma ci avviciniamo al punto decisivo. Supponiamo che il pioniere \u201cA\u201d desideri un altro cavallo per trainare il suo carro. Non ha il denaro per acquistarlo, tuttavia, poich\u00e9 il pioniere \u201cB\u201d ne ha uno in pi\u00f9, si convince di avere il diritto di approfittare della migliore fortuna del suo prossimo. Ha forse il diritto di prendersi il cavallo del suo prossimo? Ovviamente no! Se questi volesse donarglielo, o anche solo prestarglielo, sarebbe un altro paio di maniche. Ma, nella misura in cui il pioniere \u201cB\u201d voglia tenersi ci\u00f2 che gli appartiene, il pioniere \u201cA\u201d non ha alcun diritto di reclamarlo. Se, dunque, \u201cA\u201d non ha il potere di prendersi ci\u00f2 che appartiene a \u201cB\u201d, potr\u00e0 mai delegare allo sceriffo un tale potere? No.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se pure l\u2019intera comunit\u00e0 desiderasse che \u201cB\u201d ceda il cavallo che ha in pi\u00f9 ad \u201cA\u201d, essi non hanno alcun potere, n\u00e9 individuale n\u00e9 collettivo per obbligarlo a rinunciarvi. N\u00e9 potrebbero delegare ad altri un potere che loro stessi non posseggono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">John Locke (1632-1704) aveva capito e spiegato questo principio circa trecento anni or sono: \u00abnessuno pu\u00f2 trasferire ad un altro pi\u00f9 potere di quanto non abbia per s\u00e9; e nessuno ha un potere assoluto e arbitrario su se stesso o su altri, tale da distruggere la sua vita o portar via ad altri la vita o la propriet\u00e0\u00bb (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. Gli ambiti propri del governo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ci\u00f2 che si \u00e8 appena detto, il governo rispetta il suo ruolo solo quando si mantiene entro quelle sfere di attivit\u00e0 nelle quali il singolo cittadino ha il diritto di agire. Se i suoi giusti poteri gli derivano dai governati, il governo diventa primariamente un apparato per la difesa contro le aggressioni fisiche, il furto e l\u2019asservimento non volontario. Quindi esso non pu\u00f2 rivendicare per s\u00e9 il diritto di ridistribuire la ricchezza o imporre con la forza al cittadino riluttante di compiere atti di carit\u00e0 se questi non lo vuole. Il potere di governare \u00e8 creato dall\u2019uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun uomo possiede un tale potere da poterlo delegare. La creatura non \u00e8 superiore al proprio creatore. In termini generali, dunque, gli ambiti propri del governo includono attivit\u00e0 di carattere difensivo come il provvedere al mantenimento di una forza militare nazionale e di forze di polizia locale che compiono, infatti, operazioni di tutela contro la perdita della vita, la perdita della propriet\u00e0 e la perdita della libert\u00e0 minacciata da despoti stranieri o da criminali entro i confini della patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. I poteri di un governo che rispetti la propria natura<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ambiti propri del governo troviamo, di conseguenza, anche quei poteri che sono accessori alle funzioni di carattere protettivo, come<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il mantenimento di corti dove possano essere processati coloro che vengono incolpati di aver commesso reati e dove le controversie tra cittadini possano essere imparzialmente risolte;<\/li>\n<li>l\u2019istituzione di un sistema monetario e di uno standard di pesi e misure in modo che le corti stesse possano emettere sanzioni di carattere pecuniario, le autorit\u00e0 tributarie possano imporre tasse, e i cittadini possano avere standard condivisi da usare per i propri scambi commerciali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Costituzione dell\u2019Alabama, nell\u2019articolo che segue, descrive in sintesi e con esattezza il mio atteggiamento e il mio modo di pensare circa l\u2019organo di governo: \u00abl\u2019unico oggetto e il solo fine legittimo del governo consiste nel proteggere il cittadino nel godimento dei beni della vita, della libert\u00e0 e della propriet\u00e0, ogni altra funzione assunta dal governo si traduce sempre in usurpazione e oppressione\u00bb (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un criterio importante che mi aiuta spesso a formulare giudizi su un determinato atto del governo \u00e8 il seguente: se dipendesse da me come individuo punire il mio prossimo per aver violato una certa legge, il farlo andrebbe forse contro la mia coscienza? Se questo \u00e8 il caso, dato che la mia coscienza non mi autorizzerebbe mai a punire fisicamente il tizio in questione, a meno che questi non abbia fatto qualcosa di male, oppure abbia omesso di fare qualcosa che avevo il diritto morale di pretendere da lui, non dar\u00f2 mai intenzionalmente al mio agente, il governo, il mandato di farlo. Io sono ben consapevole del fatto che, dando il mio consenso all\u2019approvazione di una legge, io do istruzioni specifiche alla polizia \u2013 cio\u00e8 al governo \u2013 perch\u00e9 si prenda o la vita, o la libert\u00e0 o la propriet\u00e0 di chi non rispetter\u00e0 quella legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di pi\u00f9, do anche loro mandato di usare ogni mezzo necessario per vincere l\u2019eventuale resistenza all\u2019applicazione di quella legge, non esclusi quelli di giustiziare il trasgressore o di mandarlo in prigione. Sono misure estreme, senza dubbio, ma l\u2019alternativa al non far rispettare le leggi \u00e8 l\u2019anarchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spieg\u00f2 John Locke molti anni fa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Il fine della legge non \u00e8 di sopprimere o limitare la libert\u00e0, ma di conservarla e ampliarla; infatti in tutte le condizioni in cui possono trovarsi gli esseri creati capaci di legge, dove non c\u2019\u00e8 legge, non c\u2019\u00e8 libert\u00e0. Libert\u00e0 significa infatti essere liberi dal vincolo e dalla violenza degli altri, ci\u00f2 che non pu\u00f2 darsi laddove non c\u2019\u00e8 legge; ma la libert\u00e0 non \u00e8, come si \u00e8 detto, la libert\u00e0 per ciascuno di fare ci\u00f2 che gli pare (chi potrebbe essere libero, se il capriccio di chiunque potesse dominarlo?) bens\u00ec la libert\u00e0 di disporre e regolare, come gli pare, la sua persona, le sue azioni, i suoi possessi e la sua intera propriet\u00e0 entro i limiti consentiti dalle leggi cui \u00e8 soggetto e in cui non sottost\u00e0 alla volont\u00e0 arbitraria di un altro ma segue liberamente la propria<\/em>\u00bb (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono convinto che noi americani, prima di dare il nostro appoggio al piano di intervento governativo di turno, dovremmo procedere con estrema cautela. Rendiamoci pienamente conto che il governo non \u00e8 un giocattolo. Ammoniva George Washington (1732-1799): \u00abil governo non \u00e8 ragione, non \u00e8 eloquenza, \u00e8 soprattutto costrizione! Come il fuoco, \u00e8 un servitore pericoloso e un padrone di cui aver paura\u00bb (16). Si tratta di uno strumento di costrizione e, a meno che la nostra coscienza non sia tranquilla al punto che non esiteremmo a mettere un uomo che non ha rispettato una determinata legge a morte, o a mandarlo in prigione, o a privarlo forzosamente di ci\u00f2 che possiede, a quella legge noi dovremmo opporci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. La Costituzione degli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro metro di giudizio che mi \u00e8 utile per giudicare quale legge sia buona e quale sia cattiva \u00e8 la Costituzione degli Stati Uniti. Dal mio punto di vista, questo documento ispirato \u00e8 un accordo solenne fra i cittadini di questa nazione cui ogni uomo con mansioni di governo ha il sacro dovere di sottostare. Washington lo espose in maniera veramente chiara nel suo imperituro \u201cDiscorso di addio\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Il diritto del popolo di emanare e di alterare le costituzioni del loro governo \u00e8 il fondamento dei nostri sistemi politici. Tuttavia la costituzione cui fare sempre riferimento, fino a quando non verr\u00e0 cambiata tramite un atto esplicito e autentico dell\u2019intero popolo, ha un carattere sacro e vincolante sopra tutto. Nel suo senso autentico, l\u2019idea di un potere e di un diritto del popolo di istituire un governo, presuppone l\u2019obbligo di ogni individuo di ubbidire al governo da lui istituito<\/em>\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che gran parte delle attivit\u00e0 legittime di governo si svolga a livello locale o quantomeno del singolo Stato dell\u2019Unione \u00e8 una verit\u00e0 prevista dalla Costituzione e che ritengo particolarmente importante. Del resto, \u00e8 il solo modo, questo, per rendere effettivo il principio di \u201cauto-governo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima che la Costituzione venisse ratificata, James Madison disse: \u00abtutti i nostri esperimenti politici [si baseranno] sulla capacit\u00e0 di autogoverno dell\u2019umanit\u00e0\u00bb (18). \u00c8 interessante l\u2019osservazione di Thomas Jefferson che segue: \u00absi dice talora che non si pu\u00f2 aver fiducia di un uomo che si governi da solo. Forse che si pu\u00f2 aver fiducia di lui quando siano altri a governarlo? O abbiamo scoperto che a governarlo siano angeli che hanno assunto la forma di sovrani? Lasciamo che sia la storia a rispondere\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10. Il valore del governo locale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che ogni compito debba essere intrapreso al minimo dei livelli possibili \u00e8 un principio irrinunciabile. Viene prima la comunit\u00e0 locale o la citt\u00e0. Se la citt\u00e0 non riesce a risolvere il problema, ci pensi la regione. Altrimenti intervenga lo Stato locale. Lo Stato federale, che si trova a un livello superiore a tutti quelli precedentemente nominati, dovr\u00e0 prendere provvedimenti solo quando nessuna delle unit\u00e0 di livello inferiore riesce a venirne a capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una mera applicazione al campo della politica di un principio saggio e collaudato nel tempo: non chiedere mai a un gruppo di fare qualcosa se ve n\u2019\u00e8 un altro pi\u00f9 piccolo che possa farlo al suo posto. E, in materia di decisioni di governo, pi\u00f9 piccola \u00e8 l\u2019unit\u00e0 decisionale, pi\u00f9 questa \u00e8 vicina al popolo, pi\u00f9 \u00e8 facile fargli da guida e riscuotere da lui quanto \u00e8 dovuto, pi\u00f9 \u00e8 facile preservare la libert\u00e0 di ognuno. Thomas Jefferson, che aveva capito bene questo principio, lo spiegava cos\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Il mezzo per avere un governo buono e fidato non sta nell\u2019affidare ad un nuovo organo tutto il potere, ma nel dividerlo fra molti, distribuendo a ciascuno esattamente le funzioni che \u00e8 in grado di assolvere. Che al governo nazionale siano affidate la difesa della nazione e le relazioni estere e federali; ai governi degli Stati le leggi, i diritti politici, la polizia e l\u2019amministrazione di quanto concerne lo Stato nel suo complesso; alle contee le materie di interesse locale al livello della contea ed a ciascuno comunit\u00e0 minore gli affari che la interessano direttamente. \u00c8 dividendo e suddividendo i problemi della cosa pubblica, partendo dall\u2019ambito nazionale e arrivando, gradino dopo gradino, alle sue articolazioni pi\u00f9 locali, finch\u00e9 si giunga all\u2019amministrazione da parte di ciascun individuo della propria fattoria, attribuendo ad ognuno la direzione di ci\u00f2 che il suo occhio riesce a sorvegliare direttamente. Che cosa \u00e8 stato a distruggere la libert\u00e0 e i diritti dell\u2019uomo in ogni forma di governo esistita sotto il sole? L\u2019estendere ed il concentrare tutti i poteri e tutte le attribuzioni in un solo corpo<\/em>\u00bb (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 opportuno ricordare sempre che sono gli Stati di questa Repubblica ad aver creato lo Stato federale. Non \u00e8 stato, al contrario, lo Stato federale ad aver creato gli Stati locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11. Le cose che il governo NON dovrebbe fare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 tutta una categoria di attivit\u00e0 compiute dal governo che non solo necessita di essere esaminata minuziosamente, ma che, addirittura, \u00e8 in grado di mettere in grave pericolo la libert\u00e0 di cui abbiamo goduto finora: \u00e8 il genere di attivit\u00e0 che NON rientra nella sfera propria del governo. Programmi di tipo assistenziale, direttive per ridistribuire la ricchezza e prassi che obblighino le persone ad agire in accordo a un codice prestabilito di pianificazione sociale: tutte cose che, per essere messe in atto, presuppongono poteri che nessuno pu\u00f2 mai aver concesso al governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo caso, esiste un semplice test. Ho personalmente il diritto di usare la forza col mio prossimo per ottenere questo risultato? Se posseggo un tale diritto, allora potrei, eventualmente, delegare tale potere al governo che lo eserciti su mio mandato. Se invece non ho quel diritto come individuo, a maggior ragione non posso delegarlo al governo e non posso chiedere al governo che agisca per mio conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di sicuro vi sono casi in cui il principio secondo il quale il governo non debba operare oltre i limiti propri del suo ruolo d\u00e0 luogo a inconvenienti assai spiacevoli. Magari io potessi solo un poco <em>forzare <\/em>l\u2019ignorante a istruirsi e il ricco egoista a essere generoso! Se, per\u00f2, in concreto, permetto al governo di fabbricarsi da solo l\u2019autorit\u00e0 che esercita e di auto-munirsi di poteri che il popolo non gli ha delegato, allora la creatura superer\u00e0 il creatore e ne diventer\u00e0 il padrone. Oltre quel punto, dove andr\u00e0 tracciata la linea da non superare? Chi potr\u00e0 dire \u201cfin qui, bene, ma non oltre\u201d? Quale chiaro principio terr\u00e0 a bada la mano del governo, impedendogli di intromettersi e invadere ogni giorno di pi\u00f9 la sfera della nostra vita quotidiana?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dovremmo dimenticare mai le sagge parole del presidente Grover Cleveland (1837-1908) secondo cui \u00ab[\u2026] sebbene il popolo mantenga il governo, mai il governo dovrebbe mantenere il popolo\u00bb (21). Dovremmo, poi, anche tener presente, ce l\u2019ha ricordato Fr\u00e9d\u00e9ric Bastiat, che nulla \u00ab[\u2026] entra nel tesoro pubblico in favore di un cittadino o di una classe, se non ci\u00f2 che gli altri cittadini e le altre classi sono costretti a mettervi\u00bb (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12. Il confine tra un governo che opera entro i propri limiti e uno che non lo fa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 di un secolo fa, Bastiat notava che vi \u00e8 una linea di confine, superata la quale il governo diventa uno strumento al servizio di ci\u00f2 che lui chiamava, molto a proposito, spoliazione legale: ci\u00f2 avviene quando, non limitandosi pi\u00f9 a un ruolo solo protettivo e, per quanto possibile, \u201cdi assenza\u201d, il governo si assume anche il compito prevaricatore di ridistribuire la ricchezza e di fornire benefits ad alcune categorie di cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, il governo diviene una leva di accesso a un potere senza limiti cui ambiscono individui senza scrupoli e gruppi di pressione, ognuno desideroso di impadronirsi del controllo della macchina per gonfiare il proprio portafogli o per favorire \u2013 col denaro degli altri, si intende \u2013 i propri enti di beneficenza prediletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13. La natura della spoliazione legale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, con le parole di Bastiat, le caratteristiche di questa \u201cspoliazione legale\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Quando una porzione di ricchezza passa, senza consenso n\u00e9 risarcimento, da chi la detiene a colui che non la possedeva \u2013 che ci\u00f2 avvenga con la forza o avvenga con l\u2019inganno \u2013 io dico che vi \u00e8 un attentato alla propriet\u00e0, che vi \u00e8 spoliazione<\/em>\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Come riconoscere la spoliazione legale? Semplice: occorre esaminare se la legge prende agli uni ci\u00f2 che loro appartiene per dare agli altri ci\u00f2 che loro non appartiene. Occorre esaminare se la legge compie a profitto di un cittadino e a detrimento di un altro un atto che quel cittadino non potrebbe compiere egli stesso senza delitto<\/em>\u00bb (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dunque Bastiat osservava, e la storia ha dimostrato, ogni singolo gruppo di interesse e ogni classe entra in competizione con gli altri gruppi e con le altre classi al fine di spostare la leva del potere di governo a proprio vantaggio o, quantomeno, per difendersi dalle conseguenze di una mossa precedente. Se gli operai ottengono il salario minimo garantito, l\u2019agricoltura chiede una politica di supporto ai prezzi. Se i consumatori chiedono il controllo dei prezzi, l\u2019industria chiede barriere protezionistiche. Alla fine nessuno ne risulta granch\u00e9 avvantaggiato, e tutti patiscono il carico di un gigantesco apparato burocratico nonch\u00e9 la perdita della libert\u00e0 personale. Alla fine, ogni gruppo preme per avere la sua fetta del malloppo e i governi \u2013 \u00e8 storia \u2013 si trovano completamente trasformati in Stati assistenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta che il processo sia iniziato, una volta che il principio secondo cui un governo deve limitarsi alle funzioni protettive ceda il passo dinanzi a velleit\u00e0 redistributive e aggressive, si mette in moto una macchina che conduce la nazione verso il totalitarismo. \u00abInfatti\u00bb, osserva correttamente Bastiat, \u00abnon si potrebbe immaginare di introdurre nel seno della societ\u00e0 un male pi\u00f9 grande di questo: trasformare la legge in uno strumento di spoliazione\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14. Il governo non pu\u00f2 produrre la ricchezza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha studiato la storia sa che nessun governo, nella storia dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 mai riuscito a produrre alcuna ricchezza. A riuscirci sono le persone, lavorando. James R. Evans, nel suo ispirato volume <em>The Glorious Quest<\/em>, illustrava la spoliazione legalizzata con il semplice esempio che segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Supponiamo, per esempio, di essere agricoltori e di ricevere una lettera del governo che ci annunci l\u2019arrivo per quest\u2019anno di un contributo di mille dollari per aver arato i campi. Immaginiamo, per\u00f2, anche che, in questa lettera, ci sia scritto che il denaro non ci arriver\u00e0 nel modo consueto: bisogner\u00e0 presentarsi con questa lettera a casa di Bill Brown, all\u2019indirizzo riportato, e farsi dare da lui 69,71 dollari, poi farsene dare 82,47 da Henry Jones, 59,80 da Bill Smith e cos\u00ec via fino in fondo alla lista; supponiamo, insomma, che ad alcuni uomini particolari tocchi pagare il sussidio che ci spetta per la fattoria. N\u00e9 voi, n\u00e9 io, n\u00e9 il 99% degli agricoltori andremmo mai a bussare alla porta delle persone, a tendere loro la mano, per poi dire: \u201cio non ho guadagnato ancora niente. Dammi, allora, parte di quello che hai gi\u00e0 guadagnato tu\u201d. Semplicemente, non lo faremmo perch\u00e9 sarebbe una violazione bella e buona di una legge morale: \u201ctu non ruberai\u201d. In breve, sentiremmo la responsabilit\u00e0 e il peso delle nostre azioni<\/em>\u00bb (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019energia creativa di questa nazione eletta, lasciata libera, \u00ab[\u2026] \u00e8 arrivata a creare, nell\u2019arco di soli 160 anni, pi\u00f9 del 50% dei prodotti e dei beni di tutto il mondo. L\u2019unica imperfezione del sistema \u00e8 l\u2019imperfezione che \u00e8 insita nell\u2019uomo stesso\u00bb (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019ultimo paragrafo di questo libro \u2013 che io raccomando a tutti \u2013 recita: <\/em>\u00ab<em>nessuno storico del futuro potr\u00e0 mai sostenere che le idee di libert\u00e0 individuale messe in pratica negli Stati Uniti d\u2019America abbiano fatto fiasco. Al massimo, potrebbe, eventualmente, trovare materia per dimostrare che noi non ne siamo stati all\u2019altezza<\/em>\u00bb (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15. L\u2019errore fondamentale del marxismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la dottrina marxista, per un essere umano \u00e8 l\u2019aspetto economico a venire prima di tutto. In altre parole \u00e8 il suo benessere materiale la cosa pi\u00f9 importante; mentre la vita privata e la sua libert\u00e0 hanno una rilevanza certamente secondaria. La Costituzione sovietica fa trapelare la filosofia soggiacente nell\u2019enfasi posta sulla sicurezza: il cibo, il vestiario, l\u2019alloggio, l\u2019assistenza medica \u2013 quasi si trattasse di amministrare una prigione. Il concetto base \u00e8 che il governo sia responsabile in maniera assoluta del benessere delle persone. Per assolvere questo dovere, deve assumere il pieno controllo di ogni loro attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 significativo che, ai giorni nostri, il popolo russo, di tutti i diritti \u201cgarantiti\u201d dalla Costituzione, ne goda in realt\u00e0 pochissimi; al contrario, il popolo americano ne gode in misura abbondante, anche se la Costituzione non li garantisce. La ragione di ci\u00f2 sta nel fatto che, nella realt\u00e0, nessun governo potr\u00e0 mai garantire n\u00e9 vantaggi materiali n\u00e9 la sicurezza economica che sono, invece, il risultato e il premio del duro lavoro, come pure di una produzione efficiente e laboriosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se delle persone non infornano almeno una pagnotta per ogni cittadino, il governo non potr\u00e0 mai garantire che ciascuno abbia una pagnotta da mangiare. Si potranno, certo, ratificare costituzioni, approvare leggi ed emanare sovrani decreti, ma il pane potr\u00e0 essere distribuito solo a patto che qualcuno lo produca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16. La vera causa della prosperit\u00e0 americana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 sapere, allora, come mai gli americani infornano pi\u00f9 pane, fabbricano pi\u00f9 scarpe e costruiscono pi\u00f9 televisori di quanto riescano a fare i russi? Semplice: ci riescono esattamente perch\u00e9 il nostro governo non garantisce che vengano fatte tutte queste cose. Se lo facesse, ci sarebbero tante di quelle imposte aggiuntive, e controlli, e regolamenti, e maneggi politici che quel genio produttivo che \u00e8 l\u2019America scenderebbe ben presto allo stato malconcio di inefficienza e di spreco che si riscontra al di l\u00e0 della Cortina di Ferro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spiegava Henry David Thoreau (1817-1869):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Questo governo non ha mai favorito di sua iniziativa alcuna attivit\u00e0, se non decidendo di togliersi di torno il pi\u00f9 rapidamente possibile. Non \u00e8 lui che mantiene il paese libero. Non \u00e8 lui che insedia i coloni nel West. Non \u00e8 lui che educa. \u00c8 stato il carattere insito nel popolo americano a compiere tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato realizzato; e ancor di pi\u00f9 sarebbe stato fatto, se il governo non si fosse talvolta messo in mezzo. Perch\u00e9 il governo \u00e8 solo una trovata per far s\u00ec che gli individui riescano pi\u00f9 facilmente a non importunarsi l\u2019un l\u2019altro; e, come \u00e8 stato detto, il governo raggiunger\u00e0 tanto meglio questo obiettivo quanto pi\u00f9 i governati siano lasciati liberi e indisturbati<\/em>\u00bb (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1801, il presidente Thomas Jefferson, nel suo primo discorso inaugurale, disse:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Con tutte queste benedizioni, che cos\u2019altro ci manca per essere un popolo felice e prospero? Una cosa ancora \u2013 o concittadini \u2013 un governo saggio e frugale, che impedisca agli uomini di arrecarsi danno l\u2019un l\u2019altro, che li lasci per il resto liberi di regolare la loro attivit\u00e0 e la loro ricerca di progresso e che non tolga al lavoratore il pane che si \u00e8 guadagnato<\/em>\u00bb (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17. Una formula per la prosperit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio dietro questo modo americano di pensare pu\u00f2 essere ridotto a una formula piuttosto semplice che riportiamo di seguito.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>L\u2019agiatezza economica per tutti \u00e8 possibile solo se l\u2019abbondanza \u00e8 diffusa.<\/li>\n<li>L\u2019abbondanza \u00e8 impossibile senza una produzione efficiente e operosa.<\/li>\n<li>Una tale produzione \u00e8 impossibile senza un lavoro che sia energico, volitivo e appassionato.<\/li>\n<li>Questo tipo di lavoro si ottiene solamente tramite incentivi.<\/li>\n<li>Di tutte le forme di incentivi, quello che sprona in maniera pi\u00f9 efficace la maggior parte delle persone \u00e8 la libert\u00e0 di conseguire una ricompensa per il proprio lavoro; chiamato talvolta il motore del profitto, esso consiste semplicemente nel diritto di poter prefissare, guadagnare e, infine, godere i frutti del proprio lavoro.<\/li>\n<li>Il motore del profitto diminuisce il suo potenziale nella misura in cui controlli governativi, regolamenti e tasse aumentano e negano a quelli che producono i frutti del loro successo.<\/li>\n<li>Ecco perch\u00e9 ogni tentativo di ridistribuire i guadagni materiali del lavoro tramite interventi da parte del governo non pu\u00f2, alla fine, che portare alla distruzione della base produttiva della societ\u00e0, senza la quale un\u2019abbondanza e un\u2019agiatezza che non sia ristretta alla classe dirigente \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>18. Che cosa pu\u00f2 comportare il non tener conto di questi principi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo dinanzi a noi un triste esempio di ci\u00f2 che accade a una nazione che non tenga conto di questi principi. Dan Smoot (1913-2003), un ex-agente del Federal Bureau of Investigation (FBI), ne parl\u00f2 succintamente nel suo programma radiofonico, la trasmissione no. 649 in onda il 29 gennaio 1968:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>L\u2019Inghilterra \u00e8 stata assassinata da un\u2019idea: l\u2019idea che l\u2019indolente, il debole e il dissoluto possano vivere alle spalle del forte, dell\u2019industrioso e del parsimonioso \u2013 al punto che coloro che le tasse le consumano abbiano standard di vita paragonabili a quelli di coloro che le tasse le pagano; l\u2019idea che il governo esista al fine di sottrarre a coloro che lavorano il frutto delle loro fatiche per darlo a coloro che non lavorano. Il cannibalismo sociale ed economico che scaturisce da questa idea social-comunista distrugger\u00e0 ogni societ\u00e0 che vorr\u00e0 adottarla e aggrapparsi ad essa come a un pilastro fondamentale. Ripeto: ogni societ\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19. Il potere della vera libert\u00e0 contro l\u2019interferenza di un governo non limitato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero che segue \u00e8 tratto dal libro La ricchezza delle nazioni, scritto circa duecento anni fa da Adam Smith (1723- 1790), scozzese, che aveva molto bene compreso questi principi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Lo sforzo naturale di ogni individuo per migliorare la sua condizione, quando lo si lascia agire con libert\u00e0 e sicurezza, \u00e8 un principio cos\u00ec potente che da solo, e senza nessun aiuto, \u00e8 non solo capace di condurre la societ\u00e0 alla ricchezza e alla prosperit\u00e0, ma anche di superare i cento inconsulti ostacoli con cui la follia della leggi umane troppo spesso intralcia la sua azione; anche se l\u2019effetto di questi ostacoli \u00e8 sempre, in misura pi\u00f9 o meno grande, quello di incidere sulla sua libert\u00e0 o di diminuire la sua sicurezza<\/em>\u00bb (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20. Ma, allora, che fare per i bisognosi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A primo acchito, questo approccio potrebbe sembrare spietato e insensibile ai bisogni degli individui meno fortunati che esistono in ogni societ\u00e0, non importa quanto opulenta. \u201cCome ci comportiamo, allora, nei confronti del disabile, del malato e dell\u2019indigente?\u201d \u00e8 un quesito che si sente spesso formulare. Gran parte degli altri Paesi nel mondo hanno provato a usare il potere del governo per venire incontro a quei bisogni. Eppure, in ogni caso, il miglioramento, quando c\u2019\u00e8 stato, \u00e8 risultato marginale e, alla lunga, ha finito per creare pi\u00f9 indigenza, pi\u00f9 povert\u00e0 e, certamente, meno libert\u00e0 di quanto ne esisteva prima dell\u2019intervento del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come scrisse Henry Grady Weaver (1889-1949) nel suo eccellente <em>The Mainspring of Human Progress<\/em>, \u00abLa molla principale del progresso umano\u00bb:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Molti dei peggiori mali nel mondo sono causati da persone che, pur bene intenzionate, non valorizzano il principio della libert\u00e0 individuale, a meno che non sia applicato a loro stesse; persone zelanti fino all\u2019ossessione col pallino di elevare l\u2019umanit\u00e0 delle masse applicando teorie tutte personali.<\/em> [\u2026] <em>Il male fatto da criminali comuni, assassini, gangster e ladri \u00e8 trascurabile rispetto alla sofferenza estrema inflitta agli esseri umani da questi \u201cbuoni di professione\u201d che, neanche fossero divinit\u00e0 sulla terra, ambiscono a porsi sull\u2019alto di piedistalli da cui imporre spietatamente la loro visione del mondo agli altri, forti della granitica convinzione che il fine giustifica i mezzi<\/em>\u00bb (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21 Una via migliore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro, l\u2019America ha tradizionalmente accolto il suggerimento di Jefferson di fare affidamento, piuttosto, sulla carit\u00e0 e sull\u2019azione individuale. Il risultato premia questa scelta: gli Stati Uniti sono il paese col il minor numero di casi di effettiva indigenza rispetto a quelli del mondo intero, nel presente come nel passato. Persino ai tempi della Grande Depressione degli anni 1930, gli americani mangiavano e vivevano meglio di quanto sia concesso alla maggior parte dei popoli al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22. Che cosa c\u2019\u00e8 di sbagliato nel socialismo \u201cmorbido\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta a chi sostiene che un po\u2019 di socialismo non guasti a patto che non si spinga troppo in l\u00e0, si sarebbe tentati di dire che, alla stessa maniera, subire un furto o avere un cancro, a patto che siano di piccole dimensioni, non faccia che bene! La storia dimostra che \u00e8 difficile stimare esattamente il tasso di crescita dello Stato assistenziale fino a quando non si manifesti nella sua completa fioritura, cio\u00e8 come Stato totalitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Speriamo comunque che, al presente stato di cose, questo processo possa essere fermato e la sua direzione invertita. In caso contrario, l\u2019avvento del socialismo nel nostro Paese sar\u00e0 inevitabile e accadr\u00e0 entro questa generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23. Tre ragioni per cui non \u00e8 detto che l\u2019America abbocchi all\u2019esca del socialismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre fattori potrebbero fare la differenza. Primo, da noi esiste un\u2019adeguata conoscenza storica dei fallimenti del socialismo e degli errori passati delle societ\u00e0 che l\u2019hanno adottato. Secondo, i mezzi di comunicazione sono oggi sufficientemente veloci per trasmettere queste lezioni della storia a una parte cospicua e non illetterata di popolo. Terzo, il numero di uomini e donne che alacremente lavorano, a costo di personali sacrifici, perch\u00e9 questi concetti vengano sempre meglio compresi e diffusi, \u00e8 in aumento. Col tempo, l\u2019operare congiunto di questi tre fattori ci permetter\u00e0 di invertire questo processo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24. Come far cambiare direzione all\u2019attuale tendenza verso il socialismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo ci porta a ulteriori domande: come sar\u00e0 possibile eliminare i non pochi connotati da Stato assistenziale che il nostro Stato ha assunto e che, come cellule cancerogene, hanno attecchito nel corpo sociale? Non sar\u00e0 gi\u00e0 necessaria una drastica operazione chirurgica? E potr\u00e0 questa essere eseguita senza mettere in pericolo la vita del paziente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispondendo sinceramente; \u00e8 scontato che misure drastiche <em>non<\/em> potranno essere evitate. Compromessi e mezze misure non basteranno. Come per ogni altra operazione chirurgica, non mancheranno disagi e, forse, anche cicatrici destinate a perdurare. Ma si dovr\u00e0 agire al pi\u00f9 presto se si vuole salvare il paziente e senza rischi eccessivi. \u00c8 ovvio che l\u2019eliminare in un colpo solo tutti i programmi assistenziali attualmente in vigore causerebbe un tremendo sconvolgimento economico e sociale. Se si provasse a farlo sarebbe come se, assumendo il controllo di un aereo dirottato, si volesse farlo tornare indietro semplicemente spegnendo i motori. L\u2019aereo va fatto virare, l\u2019altitudine di volo diminuita, la velocit\u00e0 progressivamente ridotta, per poi tentare un atterraggio morbido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto in pratica, questo significa che il primo passo verso il ripristino di un governo limitato consiste nel congelare al loro livello attuale tutti i programmi assistenziali in atto, stando attenti che non se ne aggiungano di nuovi. Il passo successivo \u00e8 attendere la scadenza di ognuno di essi, impedendo, senza eccezioni, un loro rinnovo. Il terzo passo corrisponde alla graduale eliminazione di quei programmi per i quali non era prevista una durata a termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo me, basterebbero dieci anni per avviare gran parte del processo di transizione e venti per portarlo a termine. Questo programma di fuoriuscita graduale dovrebbe innanzitutto essere proposto e approvato dal Congresso, e il presidente agirebbe di conseguenza in quanto capo del potere esecutivo in accordo con le tradizionali procedure costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25. Ricapitolando<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un modo per riassumere ci\u00f2 che ho cercato di esporre, consiste nel mettere a fuoco la relazione strutturale che esiste fra i sei concetti cardine che hanno fatto dell\u2019America una nazione invidiata in tutto il mondo. Ho fatto riferimento all\u2019origine divina dei diritti; al governo limitato; ai pilastri della libert\u00e0 economica e alla libert\u00e0 personale, che portano con s\u00e9 l\u2019abbondanza; seguita dalla sicurezza e dal perseguimento della felicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019America \u00e8 stata costruita su solide fondamenta ed \u00e8 sorta in un arco di molti anni dal basso verso l\u2019alto. Altre nazioni, impazienti di procurarsi un\u2019eguale abbondanza, sicurezza e perseguimento della felicit\u00e0, puntano in maniera precipitosa alla fase finale della costruzione senza munirsi di fondamenta o di pilastri di supporto adeguati. Sono sforzi inutili. Anche nel nostro paese, vi sono quelli che pensano che, siccome siamo riusciti a conseguire tutti i successi materiali che nella vita si possono desiderare, ci possiamo ormai permettere di fare a meno delle fondamenta che li hanno resi possibili. E, cos\u00ec, vogliono rimuovere dalle istituzioni di governo ogni riconoscimento pubblico di Dio. Vogliono espandere oltre ogni limite la portata e il raggio d\u2019azione del governo, la qual cosa miner\u00e0, corrodendole, la libert\u00e0 personale e quella economica. La nostra abbondanza, l\u2019esistenza libera da preoccupazioni, di cui godiamo come se fosse una cosa scontata, rischiano seriamente di venire annientate da questi sperimentatori insensati e da uomini a caccia di potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per grazia di Dio e col Suo aiuto, innalzeremo attorno alle fondamenta della nostra libert\u00e0 bastioni che costoro non potranno oltrepassare; dopodich\u00e9 sar\u00e0 nostro compito porre finalmente mano al restauro e alla ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, presenter\u00f2, ora, una dichiarazione di principi come \u00e8 stata di recente stilata da alcuni americani \u2013 veri amanti della patria \u2013 e che io con tutto il cuore sottoscrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26 Quindici principi per un governo virtuoso che rispetti il suo vero ruolo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u201camericano indipendente\u201d (33) favorevole a un governo rispettoso della Costituzione, dichiaro quanto segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Io credo che nessun popolo possa preservare la propria libert\u00e0, a meno che le sue istituzioni non siano fondate sulla fede in Dio e nell\u2019esistenza di una legge morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Io credo che Dio, come \u00e8 anche scritto nella Dichiarazione di Indipendenza, abbia investito l\u2019uomo di alcuni diritti inalienabili che nessuna assemblea legislativa n\u00e9 alcuna maggioranza, per quanto grande, potr\u00e0 di fatto sminuire o annientare; altres\u00ec credo che la sola funzione del governo consista nel proteggere la vita, la libert\u00e0 e la propriet\u00e0; il di pi\u00f9 si traduce in usurpazione e oppressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Io credo che la Costituzione degli Stati Uniti sia stata pensata e approvata da uomini che hanno agito ispirati da Dio Onnipotente; che essa sia un patto solenne tra i popoli degli Stati di questa nazione, cui tutti i rappresentanti del governo debbano rispetto e obbedienza; che la libert\u00e0 individuale \u00e8 destinata a perire se non si rimarr\u00e0 fedeli alle eterni leggi morali ivi espresse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Io credo che ogni volta che il governo privi un individuo o della vita, o della libert\u00e0, o della propriet\u00e0 la Costituzione venga violata, a meno che non lo si faccia al fine:<\/p>\n<p>a. di punire un crimine o provvedere all\u2019amministrazione della giustizia;<\/p>\n<p>b. di proteggere il diritto o il possesso della propriet\u00e0 privata;<\/p>\n<p>c. di condurre una campagna militare difensiva o, comunque, di provvedere alla difesa della nazione;<\/p>\n<p>d. di esigere la giusta contropartita \u2013 perch\u00e9 si possa adempiere alle funzioni sopra elencate \u2013 da chiunque usufruisca della protezione del governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. Io sostengo che la Costituzione neghi al governo il potere di sottrarre all\u2019individuo la vita, la sua libert\u00e0, o la sua propriet\u00e0, se non quando ci\u00f2 non sia in accordo con la legge morale; che la stessa legge morale che obbliga l\u2019uomo quando agisce da solo sia allo stesso modo applicabile quando egli agisce in concerto con altri; che nessun cittadino \u2013 o gruppo di cittadini \u2013 abbia alcun diritto di comandare a chi agisce per suo conto, il governo, di compiere atti che sarebbero cattivi, o semplicemente offensivi per la coscienza, se compiuti individualmente al di fuori dell\u2019iniziativa di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. Affermo risolutamente che in nessuna circostanza si potranno calpestare le libert\u00e0 garantite dal <em>Bill of Rights<\/em> (34). In particolare, mi opporr\u00f2 a ogni tentativo da parte del governo federale di negare ai cittadini il loro diritto di portare armi, di pregare e di rendere culto dove e quando lo ritengano pi\u00f9 opportuno, e di essere titolari e avere il pieno controllo della propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. Ritengo che sia in corso una guerra che ci vede schierati contro il comunismo internazionale, il quale si adopera per distruggere il nostro governo, il nostro diritto di propriet\u00e0 e la nostra libert\u00e0; inoltre ritengo che prestare soccorso e assistenza a questo nemico implacabile sia, nel senso definito dalla Costituzione, tradimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. Mi oppongo e mi opporr\u00f2 sempre a ogni forma, parziale o totale, di socialismo; inoltre, giudico un\u2019usurpazione incostituzionale del potere e una negazione del diritto di propriet\u00e0 privata ogni tentativo, da parte del governo, di detenere e controllare risorse per la produzione o la distribuzione di beni o servizi in competizione con l\u2019iniziativa privata, o anche solo di assoggettare i proprietari a un uso \u201clegittimo\u201d della propriet\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. \u00c8 mia convinzione che ogni persona la cui vita, libert\u00e0 e propriet\u00e0 viene tutelata debba sostenere, nella sua giusta parte, i costi cui il governo fa fronte per attuare quella protezione; inoltre, che gli elementari principi di giustizia enunciati nella Costituzione richiedano che non vi sia difformit\u00e0 nell\u2019imposizione delle tasse e che la propriet\u00e0 o il reddito di ognuno siano tassati nella medesima percentuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10. Io credo nell\u2019<em>honest money<\/em>, cio\u00e8 nella necessit\u00e0 di battere moneta in oro e in argento come stabilito nella Costituzione, e di emettere denaro circolante convertibile senza perdita in quel tipo di moneta. Considero una flagrante violazione delle disposizioni della Costituzione circa il governo federale, sanzionare l\u2019uso di monete d\u2019oro e d\u2019argento come valuta corrente o costringere il popolo a usare banconote di carta non convertibili (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11. Io credo che ogni Stato sia sovrano nell\u2019esercitare quelle funzioni che la Costituzione gli conferisce; e credo, inoltre, che ogniqualvolta il governo federale prova a orientare o a controllare gli Stati locali nell\u2019esercizio di quelle funzioni \u2013 o, addirittura, cerca di esercitarle lui stesso \u2013 contribuisca a demolire il nostro sistema federale e il diritto di autogoverno degli Stati locali sancito dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12. Ritengo vi sia una violazione della Costituzione ogniqualvolta che il governo federale imponga tasse al fine di finanziare il governo locale o del singolo Stato locale; d\u2019altra parte, nessuno Stato o autorit\u00e0 locale potrebbe accettare finanziamenti dal governo federale e rimanere indipendente nell\u2019esercizio delle sue funzioni, n\u00e9, sotto queste condizioni, i cittadini potrebbero esercitare i propri diritti di autogoverno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13. Il diritto alla propriet\u00e0 privata garantito dalla Costituzione viene, a mio parere, violato ogniqualvolta il governo federale sottrae, mediante tassazione o altre modalit\u00e0, la propriet\u00e0 ai cittadini di questa nazione e ne fa dono a governi stranieri e ai loro cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">14. Io credo che nessun accordo o trattato con altre nazioni dovrebbe poter privare i nostri cittadini dei diritti loro garantiti dalla Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15. Giudico che il governo federale agisca in contrasto ai doveri imposti dalla Costituzione quando intende smantellare o solo indebolire il nostro apparato militare in modo da non essere pi\u00f9 in grado di proteggere gli Stati da un\u2019eventuale invasione, o quando cede o semplicemente affida i nostri uomini, le nostre armi o il nostro denaro a organizzazioni governative straniere o sovranazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi quindici punti descrivono bene quello che io credo sia il giusto ruolo del governo. Ce ne siamo allontanati fin troppo. Dobbiamo assolutamente ritornare ai concetti di base e ai principi, alle verit\u00e0 eterne. Non c\u2019\u00e8 altra via. Si intravedono fin troppi segnali di burrasca all\u2019orizzonte. Sono chiari e di cattivo auspicio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come americani \u2013 cittadini della nazione pi\u00f9 grande e bella che si sia vista sotto questo cielo \u2013 ci aspettano giorni difficili. \u00c8 dai tempi della guerra civile \u2013 e sono passati pi\u00f9 di cento anni \u2013 che questa nazione eletta non si trovava a fronteggiare una tale crisi. In conclusione, mi si permetta di rammentare le parole del patriota Thomas Paine, i cui scritti, ai tempi della Rivoluzione Americana, furono cos\u00ec efficaci da riattizzare un patriottismo fumigante sotto le ceneri e trasformarlo in uno spirito ardente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Ci sono tempi che mettono alla prova gli animi degli uomini. Il soldato e il patriota che si battono solo in tempi propizi, in questa crisi si dilegueranno; al contrario, colui che adesso non si tirer\u00e0 indietro meriter\u00e0 l\u2019affetto e la gratitudine di ogni uomo e di ogni donna. La tirannia, come il male assoluto, non \u00e8 facile da sconfiggere; e, tuttavia, c\u2019\u00e8 una cosa che ci consola: pi\u00f9 arduo sar\u00e0 il conflitto, pi\u00f9 glorioso sar\u00e0 il trionfo nella vittoria. Poca stima va alle cose che si ottengono troppo facilmente. A tutt\u2019altra sorte \u00e8 destinato un bene acquistato a caro prezzo. Il Cielo sa come proporre i suoi beni al giusto importo; e sarebbe, invero, assai strano, se un articolo cos\u00ec divino come la LIBERT\u00c0 avesse un costo meno elevato<\/em>\u00bb (36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 mia intenzione continuare a combattere. \u00c8 pi\u00f9 conforme alla mia indole l\u2019essere risoluto che l\u2019essere rassegnato. Io ho fiducia nel popolo americano. Prego affinch\u00e9 nessuno di noi faccia qualcosa che metta in alcun modo a repentaglio la nostra inestimabile eredit\u00e0. Vivendo e lavorando in modo da godere dell\u2019approvazione della Divina Provvidenza, noi non potremo fallire. Senza quell\u2019aiuto, al contrario, non potremo resistere a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>27. Tutti i veri americani dovrebbero prendere una posizione, ora!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, esorto tutti gli americani ad affrontare questa prova con coraggio. Siate saldi nella convinzione che la nostra causa \u00e8 giusta. Riaffermate la fede in tutti i valori in cui ogni vero americano ha sempre creduto. Io esorto tutti gli americani a destarsi e a rimanere svegli. Non dobbiamo fare pi\u00f9 alcuna concessione al comunismo, n\u00e9 in patria, n\u00e9 all\u2019estero. Non ce n\u2019\u00e8 alcuna ragione. Dobbiamo opporci al comunismo dalla nostra posizione di forza, poich\u00e9 non siamo affatto pi\u00f9 deboli di lui. Molto \u00e8 il lavoro da fare e il tempo \u00e8 poco. Mettiamoci subito e sul serio all\u2019opera. Umilmente prego che Dio benedica la nostra impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*<\/strong> Discorso pronunciato per la prima volta il 29 febbraio 1968 a Salt Lake City dinanzi ai membri dell\u2019associazione The Utah Forum for the American Idea. Il testo integrale si trova nel volume EZRA TAFT BENSON, An Enemy Hath Done This, Parliament Publishers, Salt Lake City (Utah) 1969, p. 125-148<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Il Tennessee Valley Authority (TVA) \u00e8 un ente pubblico federale creato nel 1933 che ha giurisdizione in quell\u2019area degli Stati Uniti che fu maggiormente colpita dalla Grande Depressione. Inizialmente operante soprattutto come fornitore di energia elettrica, si trasform\u00f2 in un\u2019agenzia di servizi con l\u2019obiettivo di accelerare la ripresa economica di quelle regioni. Ronald Wilson Reagan (1911-2004) ne denunci\u00f2 gli sprechi nello storico discorso <em>A time for choosing<\/em> pronunciato in appoggio al candidato presidenziale Barry Goldwater (1909-1998) e mandato in onda il 27 ottobre 1964. Cfr. RONALD WILSON REAGAN, <em>Tempo di scegliere,<\/em> trad. it., in \u00abCristianit\u00e0, Organo ufficiale di Alleanza Cattolica\u00bb, 29 (2011), n. 359 (gennaio-marzo 2011), p. 63-75.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Si tratta di un programma di assicurazione sanitaria amministrato dal governo degli Stati Uniti, riguardante le persone dai 65 anni in su e altre tipologie sociali, istituita il 30 luglio 1965 con una legge firmata dal presidente Lyndon Baines Johnson (1908-1973).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> L\u2019espressione <em>Urban Renewal<\/em>, \u00abrinnovamento urbano\u00bb, fu usato negli Stati Uniti a partire dall\u2019approvazione, avvenuta nel 1949, dell\u2019<em>Housing Act<\/em>, in base al quale, per riqualificare gli slums, i quartieri identificati come bassifondi, il governo federale metteva a disposizione dei comuni i due terzi del prezzo di acquisizione dei siti su cui costruire nuovi fabbricati o far passare autostrade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Cit. in JERRELD NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival,<\/em> Publisher\u2019s Press, Salt Lake City (Utah) 1964, p. 21-22. La frase \u00e8 di Albert E.[rnest] Bowen (1875-1953) \u00e8 stato membro del Quorum dei Dodici Apostoli della Chiesa di Ges\u00f9 Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Anche Newquist fu membro della medesima comunit\u00e0 religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> <em>Dottrina e Alleanze<\/em>, 134, 1-2,5. Disponibile alla pagina web <a href=\"https:\/\/www.lds.org\/scriptures\/dc-testament\/dc\/134?lang=ita\" target=\"_blank\">https:\/\/www.lds.org\/scriptures\/dc-testament\/dc\/134?lang=ita<\/a> (visitata il 27 giugno 2015). Nel testo, che fa parte delle Scritture ufficiali della Chiesa di Ges\u00f9 Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ogni capoverso inizia con \u201cNoi crediamo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> THOMAS PAINE, <em>Dissertations on the First Principles of a Government<\/em>, cit. in J. NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival<\/em>, cit., p. 134.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> THOMAS JEFFERSON, <em>Notes on the State of Virginia<\/em> (1787), in MERRILL D. PETERSON (edited by), <em>Jefferson: Writings<\/em>, Library of America, New York 1984, p. 123-326 (p. 289). La prima parte di questo passo si ritrova scolpita all\u2019interno del monumentale Jefferson Memorial di Washington D.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> FR\u00c9D\u00c9RIC BASTIAT, <em>The Law (1850),<\/em> trad. ing., Foundation for Economic Education, Irvington-on-Hudson (New York) 2007, p. 2. Una trad. it. dell\u2019opera \u2013 che \u00e8 diversa da quella da noi proposta \u2013 \u00e8 presente nel volume IDEM, <em>Ci\u00f2 che si vede, ci\u00f2 che non si vede e altri scritti<\/em>, Rubbettino, Soveria Mannelli (Catanzaro) 2005, p. 105-154.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Una traduzione italiana degli articoli della Costituzione degli Stati Uniti e dei suoi emendamenti \u00e8 contenuta in ALEXANDER HAMILTON, JAMES MADISON, JOHN JAY, <em>Il federalista<\/em>, trad. it., il Mulino, Bologna 1997, p. 725- 746.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> J. MADISON, <em>The Federalist<\/em> n. 51, in A. HAMILTON, J. MADISON, J. JAY, <em>Il federalista<\/em>, cit., p. 458.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> F. BASTIAT, <em>The Law<\/em>, cit., p. 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> JOHN LOCKE, <em>Il secondo trattato sul governo<\/em>, trad. it. con testo inglese a fronte e con Introduzione di Tito Magri, Rizzoli, Milano 2004, p. 243.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> Costituzione dello Stato dell\u2019Alabama del 1901, art. 1, sez. 35. Il testo completo si trova suddiviso in varie sezioni consultabili a partire dalla pagina web <a href=\"http:\/\/alisondb.legislature.state.al.us\/acas\/ACASLoginie.asp\" target=\"_blank\">http:\/\/alisondb.legislature.state.al.us\/acas\/ACASLoginie.asp<\/a> (visitata il 26 giugno 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> J. LOCKE, <em>Il secondo trattato sul governo<\/em>, cit., p. 133-135.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> Tra le fonti reperite in cui si attribuisce la frase a Washington \u2013 senza, per\u00f2, ulteriori rimandi \u2013 la prima in ordine di pubblicazione \u00e8 un articolo \u2013 firmato con le soli iniziali W. M. \u2013 dal titolo <em>Liberty and Government <\/em>apparso su \u00abThe Christian Science Journal\u00bb, November 1902, p. 465.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> GEORGE WASHINGTON, <em>Farewell Address<\/em>, cit. in J. NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival,<\/em> cit., p. 542.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> J. MADISON <em>The Federalist<\/em> n. 39, in A. HAMILTON, J. MADISON, J. JAY, <em>Il federalista<\/em>, cit., p. 370-371.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> T. JEFFERSON, <em>Primo messaggio di insediamento alla presidenza<\/em> (4 marzo 1801), in ALBERTO AQUARONE (a cura di), <em>Antologia degli scritti politici di Thomas Jefferson<\/em>, il Mulino, Bologna 1961, p. 75-80 (p. 77), trad. variata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> T. JEFFERSON, <em>Lettera a Joseph C. Cabell<\/em> <em>(2 febbraio 1816), <\/em>in A. AQUARONE (a cura di), <em>Antologia degli scritti politici di Thomas Jefferson<\/em>, cit., p. 109-110 (p. 109).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> Cfr. J. NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival<\/em>, cit., p. 345.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> F. BASTIAT, <em>The Law<\/em>, cit., p. 21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> JAMES R. EVANS, <em>The Glorious Quest. Reflections on American Political Philosophy,<\/em> Charles Hallberg and Co., Chicago (Illinois) 1967, p. 35.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>27)<\/strong> Il testo \u00e8 tratto da un\u2019intervista radiofonica rilasciata nel 1968 da James R. Evans al \u201cpreside\u201d Clarence E. Manion (1896-1979) per la trasmissione <em>The Manion Forum<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>28)<\/strong> J. R. EVANS, <em>The Glorious Quest. Reflections on American Political Philosophy<\/em>, cit., p. 118.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>29)<\/strong> HENRY DAVID THOREAU, <em>On the Duty of Civil Disobedience (1848), <\/em>cit. in J. NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival<\/em>, cit., p. 171.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>30)<\/strong> T. JEFFERSON, <em>Primo messaggio di insediamento alla presidenza<\/em>, cit., p. 78.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>31)<\/strong> ADAM SMITH, <em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, 2a ed., trad. it., Newton Compton Editori, Roma 2008, p. 457.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>32)<\/strong> HENRY GRADY WEAVER, <em>The Mainspring of Human Progress<\/em>, Talbot Books, Denver (Colorado) 1947, p. 40-41, cit. in J. NEWQUIST, <em>Prophets, Principles and National Survival,<\/em> cit., p. 313.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>33)<\/strong> Il riferimento \u00e8 all\u2019American Independent Party fondato nel 1967. Tale partito sostenne nel 1968 la candidatura presidenziale di George Corley Wallace jr. (1919-1998), governatore dell\u2019Alabama nel quadriennio 1963-1967 e anche in seguito. Esiste negli Stati Uniti anche un National Independent American Party, fondato nel 1998, che riconosce come piattaforma proprio i quindici punti di Benson qui elencati e che, a sua volta ha le sue radici, nello Utah Independent American Party. Si consulti il sito web <a href=\"http:\/\/www.independentamericanparty.org\/about-the-iap\/platform\" target=\"_blank\">http:\/\/www.independentamericanparty.org\/about-the-iap\/platform<\/a> (visitato il 26 giugno 2015). Ezra Taft Benson, tuttavia, neg\u00f2 ogni tipo di affiliazione con tale gruppo partitico. Cfr. <em>Ezra Taft Benson: Will Mormons go political?,<\/em> in <em>The Modesto Bee,<\/em> Modesto (California), 4.4.1976.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>34)<\/strong> Si tratta dei primi dieci emendamenti alla Costituzione, ratificati nel 1791.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>35)<\/strong> All\u2019art. 1, sez. 10, della Costituzione americana si legge: \u00abNessuno Stato potr\u00e0 [\u2026] consentire che il pagamento dei debiti avvenga in altra forma che mediante monete d\u2019oro e d\u2019argento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>36)<\/strong> THOMAS PAINE, <em>The Crisis (23 dicembre 1776).<\/em> Il testo completo \u00e8 disponibile alla pagina web <a href=\"http:\/\/www.ushistory.org\/paine\/crisis\/c-01.htm\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ushistory.org\/paine\/crisis\/c-01.htm<\/a> (visitata il 27 giugno 2015).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia Libera n.3 anno II \u2013 2016 di Ezra Taft Benson A cura e traduzione di Maurizio Brunetti The Proper Role of Government, \u00abIl giusto ruolo del governo\u00bb, \u00e8 il titolo del pi\u00f9 famoso dei discorsi di Ezra Taft Benson (1899-1994), segretario dell\u2019Agricoltura nel corso dei due mandati presidenziali di Dwight David \u00abIke\u00bb Eisenhower (1890-1969) &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-giusto-ruolo-del-governo\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27983,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[2300,770],"class_list":["post-27982","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-governo","tag-liberalismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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