{"id":2795,"date":"2009-03-10T09:19:23","date_gmt":"2009-03-10T08:19:23","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-10T15:38:15","modified_gmt":"2015-11-10T14:38:15","slug":"il-circolo-vizioso-del-problema-dei-rapporti-tra-giustizia-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-circolo-vizioso-del-problema-dei-rapporti-tra-giustizia-e-politica\/","title":{"rendered":"Il circolo vizioso del problema dei rapporti tra giustizia e politica"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/magistratura.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-27362\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/magistratura.jpg\" alt=\"magistratura\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Per <strong>Rassegna Stampa<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Giuliano Mignini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente vicenda del processo cosiddetto \u201cBerlusconi \u2013 Mills\u201d e di tutto lo strascico, di polemiche e di iniziative legislative che ne \u00e8 seguito, ripropone il problema dei rapporti tra classe politica (prevalentemente, ma non esclusivamente, di \u201ccentro \u2013 destra\u201d) e mondo giudiziario.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un contrasto, esploso con la \u201cdiscesa in campo\u201d dell\u2019on. Silvio Berlusconi, ma che esisteva da molto tempo prima, almeno dall\u2019inizio degli anni \u201980 e aveva anche toccato punte di altissima tensione: si pensi, ad esempio, alla vicenda del pm trentino Carlo Palermo, impegnato in delicate indagini su un ampio traffico di armi e droga che, per il tramite del finanziere Ferdinando Mach di Palmstein, sembr\u00f2 coinvolgere il segretario del PSI on. Bettino Craxi.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pm, investito da un violento attacco dei vertici socialisti, chiese il trasferimento a Trapani, dove, in seguito a indagini su traffici illeciti della mafia, sub\u00ec nel 1985, un attentato a Pizzolungo, che cost\u00f2 la vita alla signora Barbara Asta ed ai suoi due gemelli che, al momento dell\u2019esplosione, si trovavano all\u2019interno dell\u2019auto sorpassata da quella ove si trovava il Dr. Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla del rapporto \u201cGiustizia \u2013 Classe politica\u201d, ci si trova di fronte ad una sorta di intrico inestricabile, ad un problema che appare insolubile, perch\u00e9 sembrano quotidianamente arricchirsi i fattori che sono di ostacolo alla sua soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un termine che esprime il concetto di una realt\u00e0 problematica in cui aumentano e divengono irreversibili i fattori di contraddizione, <strong>che si alimentano a vicenda<\/strong>: <strong>il cosiddetto circolo vizioso<\/strong>, da cui, in ipotesi, non si esce pi\u00f9, perch\u00e9 i due capi della figura tendono, con il proprio movimento e la propria spinta, a perpetuare il circolo che non si rompe e da cui non si fuoriesce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nostro problema, chi sono i due capi del \u201ccircolo\u201d ? La risposta \u00e8 semplice: <strong>da un lato, ci sono i magistrati<\/strong> e i loro raggruppamenti di tipo \u201csindacale\u201d, cio\u00e8 l\u2019A.N.M. e i gruppi che la compongono, nonch\u00e9 l\u2019organo di autogoverno della Magistratura, cio\u00e8 il C.S.M., <strong>dall\u2019altro, gli appartenenti alla \u201cclasse politica\u201d<\/strong>, che esprimono il potere legislativo e quello esecutivo (cio\u00e8 il primo e il secondo potere che precedono il \u201cterzo\u201d, cio\u00e8 l\u2019Ordine giudiziario), che, in teoria, interpretano e danno voce, istituzionalmente, a quel \u201cpopolo\u201d, in nome del quale viene amministrata la Giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nello stesso ambito, vi \u00e8, poi, quella categoria professionale che esprime nel processo il protagonista diverso dal magistrato, sia esso giudice che pubblico ministero, cio\u00e8 il difensore. Tale categoria professionale si trova oggi, purtroppo, \u00e8 innegabile la constatazione, in una forte contrapposizione dialettica nei confronti dell\u2019Ordine giudiziario e il fatto che una parte non trascurabile dei parlamentari e, spesso, anche degli uomini di governo, appartenga contemporaneamente anche alla categoria forense (altro dato innegabile) contribuisce in modo tutt\u2019altro che trascurabile, all\u2019innegabile convergenza di posizioni tra \u201cpolitici\u201d e \u201cavvocati\u201d e all\u2019isolamento dei magistrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, poi, accade che un avvocato e parlamentare sia anche, come nel caso dell\u2019on. Niccol\u00f2 Ghedini, il difensore del Presidente del Consiglio (naturalmente nella stessa coalizione politica), l\u2019anomalia raggiunge il suo culmine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una concreta espressione di \u201ccircolo vizioso\u201d (per citare solo un esempio non recente e clamoroso) si \u00e8 verificata quando, all\u2019inizio del 2002, il Guardasigilli On. Roberto Castelli, nell\u2019ambito delle riforme che la nuova maggioranza politica, affermatasi con le elezioni politiche del 2001. intendeva realizzare, present\u00f2 un disegno di legge sulla riforma dell\u2019Ordinamento giudiziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale disegno appariva sostanzialmente privo di soluzioni tali da determinare una legittima preoccupazione in ordine ai profili essenziali dell\u2019indipendenza della magistratura e dell\u2019efficienza dell\u2019apparato giudiziario (previsione di una \u201cseparazione di funzioni\u201d solo sotto il profilo dell\u2019incompatibilit\u00e0 distrettuale, previsione di un\u2019unica ipotesi di concorso per esami solo per una quota dei posti disponibili per l\u2019esercizio delle funzioni di legittimit\u00e0 e codificazione degli illeciti disciplinari sulla base della consolidata giurisprudenza formatasi in materia) e comunque era incontestabilmente pi\u00f9 equilibrato e ragionevole delle \u201csoluzioni\u201d che si sarebbero poi affermate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presentazione del testo fu seguita da un proficuo confronto tra il Ministro Castelli e il Presidente dell\u2019A.N.M., Antonio Patrono, di Magistratura indipendente, scelto dopo il \u201cveto\u201d posto dagli altri gruppi a Mario Cicala, anch\u2019egli di M.I., ritenuto troppo vicino alla nuova maggioranza politica e, per questo, fatto oggetto di un pesante e ingiustificato attacco, rivoltogli da Armando Spataro, attuale Procuratore Aggiunto di Milano, schierato con il gruppo dei \u201cMovimenti\u201d, cio\u00e8 con quelli che vengono un po\u2019 impropriamente presentati come i \u201cverdi\u201d dell\u2019A.N.M..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ministro, all\u2019esito degli incontri, assunse l\u2019impegno formale di modificare il testo presentato, andando incontro a quanto auspicato da Patrono. Ciononostante, il Comitato Direttivo dell\u2019A.N.M. ritenne di dovere comunque proclamare lo \u201csciopero\u201dnel giugno dello stesso anno. Antonio Patrono, ritenuta profondamente errata, inopportuna e dannosa l\u2019iniziativa e ingiustificato l\u2019atteggiamento dell\u2019A.N.M. nei confronti del Ministro Castelli, ritenne di dover rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente dell\u2019Associazione e questo spinse, poi, il gruppo di Magistratura Indipendente a uscire dalla giunta centrale dell\u2019Associazione stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo approvato (gi\u00e0 rinviato alle Camere dal Presidente Ciampi) e poi sostanzialmente congelato dalla maggioranza di centro \u2013 sinistra,\u00a0 prevedeva la sostanziale separazione definitiva delle carriere, norme farraginose in materia di progressione di funzioni e di trasferimenti di sede e l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione disciplinare con prevedibile paralisi della Procura generale della Corte di Cassazione e il conseguente allungamento dei tempi dinanzi alla Sezione disciplinare del C.S.M., oltre alla burocratica gerarchizzazione delle Procure e alla discutibilissima concentrazione dell\u2019azione penale sul solo Procuratore capo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tirare le somme \u00e8 facile: che l\u2019A.N.M. abbia dato prova di atteggiamento pregiudizialmente ostile alla nuova maggioranza politica e, in particolare, al Ministro Castelli (atteggiamento poi confermato e corroborato in seguito ad altre iniziative legislative, come, tra le altre, il cosiddetto Decreto \u201cSalva Previti\u201d) \u00e8 difficile contestarlo, ma non \u00e8 parimenti contestabile che sia stata \u201cpartorita\u201d una riforma a dispetto della Magistratura e dell\u2019A.N.M. e, anche se \u00e8 comprensibile l\u2019irritazione del Ministro, non \u00e8 ammissibile un atteggiamento di ripicca e di dispetto nell\u2019elaborazione di un testo legislativo che deve regolare una materia tanto importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste erano per\u00f2 quasi \u201cbazzecole\u201d, oggi il clima \u00e8 insopportabile e intollerabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>In ogni caso, ecco il circolo vizioso<\/em><\/strong>. <strong>La chiusura e il preconcetto dell\u2019uno ha alimentato il dispetto dell\u2019altro<\/strong>. Il guaio, per\u00f2, \u00e8 che da tutto questo, non ha tratto giovamento, nella fattispecie, n\u00e9 il Ministro n\u00e9 tantomeno la Magistratura. Hanno perso entrambi, anche se \u00e8 il Ministro che pu\u00f2 illudersi di aver vinto solo perch\u00e9, piaccia o non piaccia ai magistrati, queste riforme la classe politica \u00e8 intenzionata a farle, contro di loro. Si tratta, per\u00f2, di una magra consolazione, purtroppo, perch\u00e9 da una Giustizia che non funziona e che, con riforme finalizzate ad obbiettivi \u201cpolitici\u201d, di natura diversa da quella dell\u2019efficienza del sistema,\u00a0 funzioner\u00e0 sempre di meno, avremo da perdere tutti, soprattutto i cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2, naturalmente, alimenter\u00e0 il circolo vizioso, perch\u00e9 bisogner\u00e0 pure dar la colpa a qualcuno del fallimento di una delle tante riforme fallite e il capro espiatorio sar\u00e0, ovviamente, la Magistratura, che, a sua volta, avr\u00e0 \u201cbuoni\u201d motivi per sentirsi delegittimata e \u201cperseguitata\u201d dal potere politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna, a questo punto, approfondire l\u2019atteggiamento dei due \u201ccontendenti\u201d, cominciando dalla <strong>Magistratura<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo sarebbe il discorso circa il processo storico che ha condotto a configurare la magistratura italiana, o almeno una sua parte tutt\u2019altro che trascurabile, nei termini in cui essa oggi si presenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sintetizzando al massimo, si pu\u00f2 dire che essa ha attraversato le seguenti tappe (vds. Sul gramscismo, \u201cCristianit\u00e0, Umberto Bringhelli, \u201cLa teoria dell\u2019azione comunista in Italia: il \u201cmarxismo \u2013 leninismo \u2013 gramscismo\u201d, 30.07.2001) che possono cos\u00ec sintetizzarsi, ponendosi nell\u2019ottica del vecchio PCI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mondi ricchi di storia, di articolazione e stratificazione sociale e culturale, la conquista del solo potere politico non basta e men che meno \u00e8 possibile mirarvi attraverso tecniche golpistiche e\/o insurrezionali che riescono solo in societ\u00e0 caratterizzate da un\u2019accentuata centralizzazione del potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre allora pazientemente <em>conquistare la societ\u00e0 dal di dentro<\/em>: se in Russia la Rivoluzione \u00abdall\u2019alto\u00bb \u2013 dal Palazzo alla societ\u00e0 civile \u2013 era stata possibile, anzi era l\u2019unica possibile, \u00abaltrove\u00bb la Rivoluzione deve procedere \u00abdal basso\u00bb, anche accettando sul piano politico un lungo periodo di \u00abguerra di posizione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gramsci, riecheggiando tematiche tipiche di un certo pensiero che potremmo definire reazionario, distingue tra \u00absociet\u00e0 politica\u00bb (\u00abpaese legale\u00bb, il Palazzo, i luoghi del potere politico-burocratico-amministrativo), e \u00absociet\u00e0 civile\u00bb (\u00abpaese reale\u00bb, corpi sociali intermedi, i luoghi dell\u2019autorit\u00e0 e delle gerarchie spontanee o naturali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottica gramsciana, si deve conquistare l\u2019egemonia su quest\u2019ultima per essere in condizione di cogliere finalmente il potere politico come un frutto maturo, senza dover poi temere alcun sussulto reattivo: ed intanto, altro vantaggio di questa strategia, la Rivoluzione \u00e8 gi\u00e0 in corso nel profondo della vita sociale, e la successiva conquista anche del potere politico serve a proteggerla nelle sue realizzazioni, a consolidarle e ad accelerarne il processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta insurrezionale, dunque, persino nell\u2019immediato dopoguerra, per il PCI, diventa una subordinata eventuale, e non per ragioni di principio o etiche, bandite per definizione, ma perch\u00e9 giudicata inadeguata alla realt\u00e0 italiana, e cio\u00e8 perdente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019egemonia di cui parla Gramsci non si caratterizza come direzione esplicita ovvero come infiltrazione: la sua essenza \u00e8 l\u2019influenza, la penetrazione \u00abradioattiva\u00bb nella societ\u00e0 per informarne la mentalit\u00e0, il costume, la cultura, senza che tale processo sia stato minimamente contrastato dai partiti centristi e in particolare dalla DC.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 anche modalit\u00e0 di condizionamento dei centri di decisione e delle polarit\u00e0 di potere attraverso la sapiente creazione di un clima ostile, ovvero favorevole a determinati orientamenti: il partito, moderno principe che organizza i suoi intellettuali organici, cio\u00e8 coloro che preparano la giustificazione ai suoi gesti, si trasforma in gigantesco agente d\u2019influenza, senza tuttavia trascurare il compito di conquistare, l\u00e0 dove \u00e8 possibile, le \u00abcasematte del potere borghese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda che caratterizza due importanti ambiti sociali in Italia, quello giudiziario e quello dell\u2019insegnamento, \u00e8 tipica di questa modalit\u00e0 di conquista del potere \u201cdal basso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel primo, quello giudiziario, tipico \u00e8 il coordinamento tra l\u2019opera di infiltrazione<\/strong> (<em>facile perch\u00e9 alla Magistratura si accede per concorso e quindi non \u00e8 necessario conquistarsi un consenso<\/em>) <strong>e la conquista dell\u2019egemonia sul potere giudiziario<\/strong>: <em>ordine senza vertice gerarchico e quindi luogo ideale di sperimentazione di un potere di fatto, di direzione o orientamento piuttosto che di dominio, a prescindere da qualsiasi titolarit\u00e0 formale ed istituzionale di un posto di comando<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Senza che sia necessaria una qualsivoglia disposizione espressa, e spesso seguendo l\u2019esempio di \u00abavanguardie\u00bb costituite da veri e propri infiltrati, la magistratura italiana si allinea periodicamente a determinati orientamenti<\/strong>: <strong>lassisti<\/strong> quando si tratta di \u00abspezzare l\u2019apparato repressivo dello Stato\u00bb o di proteggere i \u00absocialmente e politicamente vicini\u00bb; <strong>duri e \u201cgiustizialisti\u201d <\/strong>(come si usa dire, impiegando un\u2019orribile e impropria voce lessicale), quando si tratta di colpire i \u00abnemici dell\u2019ordine e della legalit\u00e0\u00bb progressisti e i \u00abfascisti\u00bb, ovvero quando si tratta di abbattere \u00ablegalmente\u00bb un potere costituito avversato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altrettanto tipico, se non di pi\u00f9, \u00e8 il processo di conquista dell\u2019egemonia sui centri di elaborazione e diffusione dell\u2019istruzione<\/strong>, dell\u2019 educazione, dell\u2019informazione e della cultura popolare: <strong>dall\u2019asilo all\u2019Universit\u00e0<\/strong>, <strong>dai mass media ad ogni forma di spettacolo<\/strong>, massime quello cinematografico. Mentre i sedicenti anticomunisti governano, da titolari dei ministeri competenti e si dedicano al piccolo cabotaggio clientelistico, il PCI orienta sempre di pi\u00f9 e sempre meglio questi pedagoghi di massa. N\u00e9 vengono trascurati, dallo sforzo di egemonizzarli, i poteri economici e sindacali, e nemmeno quello ecclesiastico, cio\u00e8 quello della Chiesa-soggetto sociale, opinion-maker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso potere formale, in altre parole la partecipazione ai governi tra il 1944 ed il 1947, viene sfruttato \u2013 nella consapevolezza che non \u00e8 un punto di arrivo, ma di partenza, e che non \u00e8 ancora definitivamente conquistato, mancando la premessa dell\u2019egemonia \u2013 per \u00abottenere il controllo sui servizi segreti e sui <strong>\u201cministeri di forza\u201d<\/strong>, secondo il gergo bolscevico, cio\u00e8 i ministeri dell\u2019<strong>Interno, della Difesa e della Giustizia<\/strong>. <strong>Durante la sua permanenza al governo (\u2026) il PCI riusc\u00ec ad avere solo quello della Giustizia<\/strong>, <em>ma ebbe comunque un ministero importante come le Finanze e posizioni chiave nei ministeri degli Esteri e della Guerra\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione ai governi di unit\u00e0 nazionale, anche dopo il 1947, non viene dunque concepita come il fine ultimo dell\u2019azione rivoluzionaria, allo stesso modo in cui la democrazia formale viene vista fin dall\u2019inizio come \u00abun mezzo per avviare la prima fase di transizione ad un sistema di tipo sovietico, anche se i tempi di questo passaggio non erano definiti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo lavoro produce i suoi effetti all\u2019interno del PCI e nell\u2019intera societ\u00e0 italiana, che viene culturalmente trasformata nel suo ethos e nel suo modo di pensare<\/strong>. La Rivoluzione culturale modernizzatrice proclamata da Gramsci contro il senso comune nazionale si compie. L\u2019egemonia \u00e8 una realt\u00e0, l\u2019Italia cambia la sua anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo <strong>quel che davvero rimane del lavor\u00eco pluridecennale del PCI<\/strong> secondo la traccia gramsciana, esito cui sar\u00e0 molto difficile e penoso rimediare, anche dopo la progressiva \u201criduzione\u201d e l\u2019abbassamento di profilo dello stesso PCI, spappolatosi in una componente \u201cdemocratica\u201d ed in altre pi\u00f9 o meno \u201cmovimentistiche\u201d e divenuto ormai, nella sua componente maggioritaria, un \u201cpartito radicale di massa\u201d (sintetizzando, si passa da \u201cVladimir Lenin\u201d a\u2026\u201dVladimir Luxuria\u201d), <strong>\u00e8 lo sfiguramento dell\u2019identit\u00e0 nazionale, lo sradicamento dalle nostre tradizioni cristiane, la secolarizzazione, detta modernizzazione \u2013 che oggi \u00e8 in voga nella forma del \u00abpensiero debole\u00bb, giustificazione teorica di un\u2019amoralit\u00e0 relativistica che nega la verit\u00e0 e la stessa idea di poterne parlare, insomma una sorta di \u00abradicalismo di massa\u00bb<\/strong> proposto come conquista di cui vantarsi e che \u00e8 invece la vera causa della disperazione e dello squilibrio sociale e personale che affliggono oggi pi\u00f9 che mai il nostro popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Magistratura associata vi \u00e8 una realt\u00e0 a cui occorre guardare, almeno nel suo momento genetico, se si vuol comprendere, almeno nelle sue grandi linee, il processo che si \u00e8 test\u00e8 descritto: <strong>Magistratura democratica<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964 da Terzo Potere si stacc\u00f2 un&#8217;ala &#8220;progressista&#8221; che dette luogo a &#8220;Magistratura Democratica&#8221;.\u00a0 La pluralit\u00e0 di liste non rappresentava di per s\u00e9 una novit\u00e0, dato che gi\u00e0 per l&#8217;elezione di alcuni precedenti C.D.C. erano state presentate liste contrapposte. Nel 1964, tuttavia, le liste facevano capo a gruppi che si erano dati una propria struttura e che aveva una propria ed autonoma visione dei problemi ordinamentali e della\u00a0 magistratura in genere che intendevano trasportare nella gestione dell&#8217;Associazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le liste presentate erano Terzo Potere, Magistratura Indipendente, l\u2019articolato gruppo rappresentativo dei magistrati \u201cconservatori\u201d, sostenitori dell\u2019apoliticit\u00e0 della giurisdizione e Magistratura Democratica ed ottennero, in questo primo confronto con il sistema proporzionale, rispettivamente 1589, 1269 e 729 voti .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;esito di questo confronto elettorale, il 20 dicembre 1964 il C.D.C. (Comitato direttivo Centrale dell\u2019ANM) elesse una giunta di maggioranza \u201cdi centro-sinistra\u201d, presieduta da Mario Berutti in cui erano rappresentate Terzo Potere e Magistratura Democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu questa giunta a promuovere il XII congresso, che si tenne a Gardone nel settembre 1965. Questo congresso rappresent\u00f2 la prima vera occasione di confronto aperto degli orientamenti culturali dell&#8217;associazione: i temi in dibattito furono quelli della valenza\u00a0 politica dell&#8217;attivit\u00e0 giudiziaria e della collocazione del giudice nell&#8217;ambito della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 importante sottolineare un punto, che spesso viene dimenticato, ma probabilmente neppure conosciuto, dal \u201cfronte antigiustizialista\u201d: <strong>quando, nel 1965, a Gardone, Magistratura democratica enunci\u00f2 le sue tesi sulla politicit\u00e0 della giurisdizione, si affid\u00f2, per la relazione congressuale, non a un cattedrattico della schiera dei &#8220;giuristi democratici&#8221;, di osservanza comunista,<\/strong> <strong>ma al professor Giuseppe Maranini<\/strong>, editorialista de \u201cIl Corriere della Sera\u201d, fondatore di \u201cAlleanza costituzionale\u201d, gruppo di pressione per il sistema maggioritario e inventore del termine \u201cpartitocrazia\u201d, <strong>il maggior politologo liberale di quegli anni<\/strong>. Proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il professore intitol\u00f2 la relazione: Funzione giurisdizionale e indirizzo politico e vi sostenne che &#8220;<em>al singolo giudice e alla magistratura nel suo complesso<\/em>&#8221; appartiene una <em>&#8220;funzione di indirizzo politico&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La tesi di Maranini, e di Magistratura democratica, si armonizza con il pensiero -liberale- corrente negli Stati uniti d&#8217;America, alla stregua del quale <em>&#8220;il giudice va considerato un attore politico&#8221;<\/em> <\/strong>( v. Guarnieri, Magistratura e politica in Italia, Il Mulino, 1992, p. 37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ovvio che chi ritenga, come la Destra, che il giudice non sia un organo politico, non pu\u00f2 ispirarsi a siffatto pensiero liberale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tanto meno si pu\u00f2 seguire la pi\u00f9 compiuta elaborazione delle dottrine della Sinistra <\/strong>pubblicati da Laterza nel 1973) con la <strong>teorizzazione dell&#8217;uso alternativo del diritto<\/strong>. Magistratura democratica e il mondo politico-accademico della Sinistra proponevano di utilizzare il diritto vigente per restituire<em> &#8220;alla classe operaia la capacit\u00e0 creativa della storia&#8221;<\/em>, prendendo (i giudici) coscienza <em>&#8220;della natura politica della funzione giudiziaria&#8221;.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Con buona pace di Berlusconi, quindi, liberali, Magistratura democratica e sinistra sono, guardando alla genesi culturale della seconda, tutti d&#8217;accordo sulla concezione politica della giurisdizione e dunque del giudice. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 ha un significato preciso: <strong>se la giurisdizione \u00e8 politica, il potere politico deve controllare la giurisdizione. Ma il discorso, fondato sulle stesse premesse, pu\u00f2 anche capovolgersi nella prospettiva inversa, ma convergente: la giurisdizione deve controllare la politica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Romano Ricciotti, nel volume : \u201c Sotto quelle toghe. La radice delle correnti nella magistratura\u201d, Edizioni Settecolori, 2007, scrive in proposito: \u201c Negli anni successivi (al \u201968), Magistratura democratica attenu\u00f2, fin quasi ad abolire, i propositi di rivoluzione giudiziaria e in particolare la richiesta di una riforma tendente a esercitare un sull\u2019amministrazione della giustizia e sui giudici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo stendardo abbandonato fu raccolto dallo schieramento di centro \u2013 destra, prima e dopo la vittoria nelle elezioni politiche del 2001. Il pensiero unico liberale, ispirato da dottrine correnti negli Stati Uniti d\u2019America, postula che, siccome la giurisdizione \u00e8 una funzione politica, essa deve essere sottoposta a controllo politico\u201d (vds. op. cit., p. 103).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla radice del drammatico scontro tra poteri dello Stato sembra esservi, quindi, un punto di partenza culturale comune, quale pu\u00f2 ritrovarsi nel pensiero e negli scritti del fondatore di \u201cAlleanza costituzionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tirando le somme, l\u2019orientamento della corrente di \u201csinistra\u201d della Magistratura, cio\u00e8 di Magistratura Democratica, che ha finito col condizionare il \u201ccomune sentire\u201d del magistrato aderente all\u2019ANM o del magistrato <em>tout court<\/em>, \u00e8 stato\u00a0 quello, dapprima, di \u201caprire\u201d la Magistratura a tutte le istanze e le influenze della societ\u00e0 civile negli anni sessanta e settanta, utilizzandola in quella \u201crivoluzione dal basso\u201d con la quale gli \u201cintellettuali\u201d in toga hanno acquisito una posizione egemone nella cultura e nella societ\u00e0, per poi passare gradatamente e progressivamente alla \u201cgestione\u201d del potere cos\u00ec acquisito sulla societ\u00e0 civile di cui la \u201ccorporazione giudiziaria\u201d ha cercato di bloccare tendenze sfavorevoli, imponendo un capovolgimento dell\u2019originaria impostazione e promuovendo una \u201crivoluzione dall\u2019alto\u201d, in una prospettiva di chiusura e di separatezza nei confronti del corpo sociale e di contemporanea, persistente tentazione di condizionare la politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero che \u00e8 sufficiente che un uomo politico di un certo rilievo venga inquisito, perch\u00e9 scatti automaticamente il processo politico e mediatico all\u2019\u201dinquisitore\u201d in toga, cui si attribuiscono immediatamente intenti di strumentalizzazione politica della giurisdizione, ma \u00e8 anche vero che appare innegabile, per scendere al concreto, l\u2019accanimento giudiziario che Berlusconi e la sua struttura imprenditoriale ha subito dal 1993-1994 in poi e questo a prescindere dal merito delle accuse e dal fatto che credo di non sbagliare se affermo che dei numerosi processi intentati al Cavaliere, non uno si \u00e8 concluso con una formula assolutoria ampia (salva l\u2019ipotesi del reato di falso in bilancio sostanzialmente e appositamente depenalizzato ad hoc dal legislatore), ma tutti si sono conclusi o per prescrizione o per l\u2019ipotesi dubitativa di cui al secondo comma dell\u2019art. 530 c.p.p. o addirittura per amnistia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8, peraltro, questo il solo caso di \u201cstrabismo giudiziario\u201d che ha caratterizzato il nostro paese: anche e forse soprattutto le indagini sul terrorismo specie quello \u201cstragista\u201d, si sono caratterizzate per un\u2019unica direzione impressa alle indagini, con i tristi \u201crisultati\u201d che sono sotto gli occhi di tutti, anche se in questo caso, le responsabilit\u00e0 vanno equamente condivise tra magistrati, organi di Polizia giudiziaria deputati alle indagini, settori dei servizi di sicurezza e, ovviamente, uomini di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, partendo dalle premesse culturali sopra descritte, \u00e8 facile formarsi dei pregiudizi che incidono inevitabilmente sull\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine, rendendola unidirezionale e non, come dovrebbe essere, aperta a tutte le ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardando ora all\u2019<strong>altro versante del \u201ccircolo vizioso\u201d, cio\u00e8 quello della \u201cclasse politica\u201d<\/strong>, l\u2019atteggiamento della stessa verso la \u201cGiustizia\u201d, si pu\u00f2 sintetizzare come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Fase della (apparente) \u201cneutralit\u00e0\u201d. Dalla fine della guerra sino, grosso modo, alla met\u00e0 degli anni \u201960, la classe politica centrista che ha governato l\u2019Italia dopo la breve parentesi \u201cciellenistica\u201d,\u00a0 ha un atteggiamento sostanzialmente neutrale verso la magistratura e i problemi della giustizia. Vi \u00e8 una sorta di \u201ccomunanza culturale\u201d e di educazione tra politici e magistrati che, salvo eccezioni, mantengono un profilo \u201cbasso\u201d e \u201crispettoso\u201d della categoria dei politici che non si sentono \u201cminacciati\u201d dall\u2019azione giudiziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0Con l\u2019<strong>ingresso dei socialisti nella maggioranza di governo<\/strong>, vengono poste le premesse per i successivi passaggi ad atteggiamenti via via pi\u00f9 ostili. Mentre, infatti, i comunisti, legati alla tradizione gramsciano \u2013 leninista \u2013 staliniana, hanno un atteggiamento pragmatistico e realistico verso gli apparati statuali (giustizia ed istruzione) da infiltrare e da utilizzare come grimaldelli istituzionali, <strong>i socialisti rappresentano l\u2019anima \u201canarcoide\u201d, verbosa, \u201csessantottesca\u201d,\u00a0 velleitaria e irrealistica della sinistra italiana<\/strong> (e non) che guarda agli apparati statuali come strumenti di clientelismo ma osteggia pi\u00f9 o meno apertamente quegli apparati pi\u00f9 o meno autoritativi e privi di agibilit\u00e0 clientelare, come la magistratura e le forze armate e di polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terrorismo e la sudditanza del PSI demartiniano e manciniano verso il PCI frenano, per\u00f2, le tendenze antigiudiziarie del PSI, che si collega idealmente al Partito Radicale e a gruppi della sinistra extraparlamentare di tipo \u201cspontaneista &#8211; movimentista\u201d, come \u201cLotta Continua\u201d e \u201cPotere Operaio\u201d, come area di potenziale e crescente ostilit\u00e0 verso la funzione giudiziaria. Questa situazione permane per tutti gli anni \u201970, condizionata com\u2019\u00e8 dal fenomeno terroristico che non consente eccessive \u201cfughe in avanti\u201d nella guerra alla funzione giudiziaria e nella \u201cnormalizzazione\u201d della magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 1968 si originano due linee culturali e politiche della sinistra: quella di tipo \u201cgramsciano \u2013 lenin &#8211; stalinista\u201d (PCI, Movimento Studentesco) e quella \u201clibertario \u2013 spontaneista &#8211; movimentista\u201d (Lotta Continua, Potere Operaio, Organizzazioni pi\u00f9 o meno legate al trotzkismo come i Gruppi Comunisti Rivoluzionari ed Avanguardia Operaia), quella che, finito il 1968, dismessi i panni \u201cproletari\u201d e alleatasi con gli \u201cestremisti liberali\u201d del Partito Radicale e con il PSI, dar\u00e0 vita, negli anni successivi, ad una specie di \u201c68 dei borghesi e dei colletti bianchi\u201d, prima di confluire nel berlusconismo e, poi, in Forza Italia e nel Pdl.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso, tanto per citare solo uno dei numerosi esponenti di Forza Italia, provenienti significativamente dall\u2019estrema sinistra,\u00a0 l\u2019Onorevole Gaetano Pecorella, legale di Berlusconi e \u201cpadre\u201d della legge sull\u2019inappellabilit\u00e0 delle sentenze, oltre che autorevolissimo esponente della \u201cnomenklatura\u201d antigiudiziaria, del \u201cpartito antigiudici\u201d, proviene dalle fila di Potere Operaio (altra formazione affine a Lotta Continua), poi di Democrazia Proletaria ed \u00e8 stato, addirittura, esponente di \u201cSoccorso rosso militante\u201d, prima dell\u2019immancabile approdo nel PSI, preludio all\u2019ingresso in Forza Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3)\u00a0\u00a0<strong>\u00a0Con gli anni \u201980 lo scenario \u00e8 finalmente pronto.<\/strong> Il PSI si \u00e8 svincolato dalla sudditanza al PCI, ha conquistato la propria \u201cautonomia\u201d con Bettino Craxi, mentre il terrorismo, pur presente, conosce un evidente riflusso. Occorre l\u2019innesco che \u00e8 costituito prima dal caso \u201cPalermo\u201d, poi dal caso \u201cTortora\u201d. <strong>Il potere politico passa all\u2019attacco della giustizia e il punto pi\u00f9 alto della svolta \u00e8 il Referendum<\/strong> <strong>sulla responsabilit\u00e0 civile dei magistrati del 1988<\/strong>, riforma rimasta sostanzialmente inattuata perch\u00e9 inattuabile, pena la vanificazione della funzione giudiziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Referendum apre, per\u00f2, la strada ad un sistematico linciaggio dell\u2019Ordine giudiziario e se le azioni civili non vengono sostanzialmente intentate perch\u00e9 la legge \u00e8 inattuabile, il segnale che viene dato all\u2019opinione pubblica \u00e8 evidente: via libera agli esposti, alle pressioni, alle minacce, alle accuse calunniose, alle invettive di chi si sente autorizzato a piegare il magistrato alle sue pretese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)\u00a0\u00a0<\/strong>Gli anni \u201990 sono gli anni dello scontro violento. <strong>Iniziano con la stagione di \u201cManipulite\u201d<\/strong>, che colpisce un fenomeno e un regime di corruzione indiscutibile. Forse colpisce solo settorialmente, come pu\u00f2 spesso accadere. Forse ci\u00f2 accade per una colpevole parzialit\u00e0 degli inquirenti, orientati a colpire tutti meno il PCI, forse ci\u00f2 deriva anche dalla maggiore \u201cstrutturazione organizzativa\u201d del vecchio PCI, divenuto \u201cPDS\u201d, che lo rende meno permeabile alle indagini giudiziarie rispetto agli altri partiti e in particolare ai socialisti che si portano dietro il fardello della Seconda Internazionale, gli estremismi verbali, i velleitarismi, ma insieme la friabilit\u00e0 organizzativa della struttura e quella psicologica dei dirigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse vi sono entrambe le cause. Fatto sta che le indagini azzerano il vecchio \u201ccentro-sinistra\u201d e lasciano intatti gli eredi del vecchio PCI. MSI e Lega appaiono all\u2019orizzonte: in teoria dovrebbero essere estranei a spiriti di rivalsa e a rancori antigiudiziari, perch\u00e9 (a parte fenomeni marginali) \u201cManipulite\u201d non li ha toccati. E\u2019 vero che le indagini sul terrorismo hanno colpito uomini di destra che sono risultati poi innocenti, ma l\u2019atteggiamento del vecchio MSI era di sostanziale rispetto verso la funzione giudiziaria e verso l\u2019autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema, per\u00f2, \u00e8 che da soli, Lega e MSI, non possono farcela. Nel vuoto a destra, lasciato dalla DC, crollata in seguito alle inchieste e incapace di occupare lo spazio alternativo alla sinistra, in alleanza con la destra, <strong>si inserisce il Cavaliere, diretto erede del \u201ccraxismo\u201d e di tutto il fardello del craxismo, con il nuovo partito che si presenta come l\u2019erede della DC, ma \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019erede del PSI di Craxi, di correnti liberali pi\u00f9 o meno spinte e di Lotta Continua. <\/strong>Vince le elezioni. Si scatena un\u2019evidente offensiva giudiziaria in cui, come al solito, sono presenti gli elementi della \u201cparzialit\u00e0\u201d e della \u201cstrumentalit\u00e0\u201d, ma anche elementi oggettivi che sono comunque emersi dalle indagini. Gli anni \u201990 si fermano alla lotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> <strong>Il Terzo Millennio si apre con il governo, cosiddetto di \u201ccentro \u2013 destra\u201d<\/strong>, con una timida fase di apertura e dialogo con la magistratura (<strong>fase oggettivamente stroncata dall\u2019ANM con l\u2019emarginazione di esponenti che avrebbero saputo e potuto dialogare con la maggioranza di governo e ottenere riforme certamente pi\u00f9 accettabili o meno inaccettabili di quelle poi approvate, come Mario Cicala e gli scioperi del 2002), per giungere poi ad una forsennata aggressione e delegittimazione contro l\u2019Ordine giudiziario che non ha precedenti nella storia italiana, <\/strong>con tutte le componenti del PDL (insieme a quella compatta lobby trasversale degli Avvocati, il Partito \u201cforense\u201d che dimentica che, quando si fa politica, si debbono fare gli interessi di tutti e che guarda alla Giustizia con l\u2019ottica dell\u2019avvocato penalista), unite in una pervicace e sistematica politica di \u201cnormalizzazione\u201ddella magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo esempio \u00e8 l\u2019incredibile reazione dell\u2019on. Berlusconi alla notizia dell\u2019arresto del Presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco per gravi reati di corruzione. Completamente a digiuno degli atti processuali, il Cavaliere, invece di mostrare cautela e prudenza, ha operato il solito, ossessivo transfert di responsabilit\u00e0 sui magistrati, affermando che era venuto il momento di riformare <em>ab imis fundamentis<\/em> non la \u201cpolitica\u201d, finita sotto accusa, ma la giustizia. In modo tale, aggiungo io, perch\u00e9 la reazione sarebbe altrimenti incomprensibile, che simili iniziative giudiziarie, aprioristicamente considerate inique ed arbitrarie, <strong><em>non si ripetano pi\u00f9. <\/em><\/strong>C\u2019\u00e8 ben poco da aggiungere\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che pi\u00f9 colpisce nelle linee di riforma, parzialmente attuate o annunciate, \u00e8 lo scollegamento, in certi casi, la contraddizione conclamata tra la \u201cdiagnosi\u201d e le \u201cterapie\u201d. Si lamentano le lungaggini procedurali e si aumentano gli adempimenti formali del processo, si potenziano i rischi di possibili nullit\u00e0, si condiziona l\u2019esercizio dell\u2019azione penale al previo avviso all\u2019indagato, dandogli la possibilit\u00e0 di chiedere indagini e allungare cos\u00ec i tempi del procedimento \u2013 processo; si d\u00e0 vita ad una sorta di processo preliminare, nell\u2019udienza preliminare, con ulteriore possibilit\u00e0 di accertamenti, che pu\u00f2 concludersi in quella sede o aprire le porte al processo vero e proprio, in cui la necessit\u00e0 di sentire in contraddittorio i testi le cui dichiarazioni rese nelle indagini non contano se non per eventuali contestazioni, dilata ancora di pi\u00f9 i tempi del processo (che oggi sono sensibilmente pi\u00f9 lunghi di quelli del vecchio codice \u201cfascista\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si denunziano quindi i tempi lunghi del processo, ma, contraddittoriamente, se ne moltiplicano gli adempimenti e, colmo dell\u2019assurdit\u00e0, si riducono drasticamente i termini prescrizionali che andavano bene al legislatore \u201cfascista\u201d, in un\u2019epoca in cui la vita media era sensibilmente pi\u00f9 ridotta e i tempi del processo erano singolarmente pi\u00f9 contenuti, perch\u00e9 molto minori erano gli adempimenti formali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 come se si moltiplicassero le soste di un treno ma se ne dimezzassero i tempi consentiti di percorrenza e il conducente si vedesse rifiutato il pagamento dello stipendio perch\u00e9 doveva fare il miracolo di accorciare i tempi di percorrenza, pur dovendosi fermare ad ogni stazioncina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che colpisce \u00e8 la generalizzazione e l\u2019indeterminatezza delle accuse rivolte alla magistratura che non hanno paragone nell\u2019atteggiamento assunto verso altre aree che magari operano continuamente e quotidianamente a fianco dei magistrati, nell\u2019ambito delle indagini, come i vari corpi di Polizia, ma che non subiscono mai l\u2019autentico linciaggio patito dai magistrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che si tratti di accuse strumentali, finalizzate alla delegittimazione di un\u2019intera istituzione, lo dimostra questa semplice constatazione: cio\u00e8 il fatto che, a fronte dei mali, delle inefficienze, delle parzialit\u00e0, reali o presunte, che si addebitano ai magistrati, nessuno dei \u201crimedi\u201d invocati \u00e8 idoneo a correggerli e a sostenere la funzione giudiziaria. In generale, secondo un\u2019ottica di puro e astratto formalismo, i mali lamentati cesserebbero di esserlo, solo perch\u00e9 \u201clegittimati\u201d da leggi che asseconderebbero le condotte lamentate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I magistrati sono politicizzati? Bene, invece di contrastare questa tendenza che si attribuisce \u201cgenerosamente\u201d a un\u2019intera categoria, qual \u00e8 il rimedio ? L\u2019elezione popolare dei magistrati, ad esempio, del Pubblico Ministero o dei capi delle Procure o di altre categorie di magistrati. Cos\u00ec, la \u201cpoliticizzazione\u201d diverrebbe sistema e i magistrati sarebbero espressione di una maggioranza politica a cui evidentemente dovrebbero rispondere. Nello stesso senso vanno le tendenze volte ad aumentare la componente \u201claica\u201d e di nomina parlamentare dei membri del CSM.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l\u2019obbligatoriet\u00e0 dell\u2019azione penale, diretta espressione del principio costituzionale di eguaglianza ? Questo \u00e8 il principio. Nei\u00a0 fatti, per\u00f2, per tutta una serie di ragioni, i pubblici ministeri non riescono, di fatto, si ripete, a garantire questo principio, perch\u00e9 non ce la fanno materialmente a perseguire immediatamente tutti i crescenti reati che una societ\u00e0 ormai priva di punti di riferimento e di valori, autenticamente \u201cspappolata\u201d e ridotta a struttura informe, alimenta giorno per giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcosa di simile accade per le forze dell\u2019ordine, incessantemente impegnate contro la crescente criminalit\u00e0: quante richieste d\u2019immediato intervento dei cittadini vengono disattese per l\u2019impossibilit\u00e0 di intervenire sempre e dovunque ? Ma per le forze dell\u2019ordine, si tiene conto della realt\u00e0 e si manifesta (e giustamente) comprensione e si cerca, spesso invano, di intervenire potenziandone gli strumenti e le strutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i magistrati no. Per loro c\u2019\u00e8 un pregiudizio negativo. Se non perseguono tutti i reati e immediatamente, \u00e8 perch\u00e9 sono neghittosi e indolenti. Chi propala tali calunnie, sa benissimo che non \u00e8 cos\u00ec, ma l\u2019importante \u00e8 calunniare e qualcosa di falso rester\u00e0. Goebbels insegna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora ? Bisogna abolire il principio e legalizzare la discrezionalit\u00e0 dell\u2019azione penale. Questa sarebbe la soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di ispirarsi alla regola aurea dell\u2019\u201dagere contra\u201d e invece di salvaguardare il principio, cercando di renderlo effettivo, si legalizza la prassi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un po\u2019 come avveniva nelle polemiche sugli aborti clandestini: si prescinde completamente dalla sostanza e si guarda con un\u2019ottica puramente formalistica. Se ci sono gli aborti clandestini, il problema non sono gli aborti, ma la clandestinit\u00e0. Baster\u00e0 legalizzarli gli aborti e tutto sar\u00e0 risolto: il nascituro sar\u00e0 \u201clegalmente\u201d soppresso e quell\u2019atto non costituir\u00e0 pi\u00f9 un delitto. Semplice no\u2026.certo, per il nascituro quello che conta \u00e8 la sostanza, non la forma: essere soppresso legalmente o clandestinamente non fa differenza, ma la sua \u201copinione\u201d non conta, com\u2019\u00e8 noto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Pubblici Ministeri sono aprioristicamente orientati ad affermare la colpevolezza degli indagati e non rispettano la norma che impone loro ogni accertamento anche a favore degli indagati ? Benissimo, il principio va buttato a mare e va legalizzata la prassi illegittima che, in quanto legalizzata, cessa di essere illegale. E allora: ecco la separazione delle carriere, con un PM progressivamente privato del rapporto con la giurisdizione e ridotto, via via, ad un superpoliziotto &#8211; funzionario da cui non ci si attende pi\u00f9 un atteggiamento di indipendenza e di rigorosa imparzialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il colmo lo si tocca con l\u2019insostenibile riduzione delle risorse: tanto per fare un esempio, le spese vive per i consumi intermedi (acqua, luce, gas, fax, armadietti, benzina), destinate alla Giustizia, subiranno una falcidia del 22% nel 2009, del 30% nel 2010 e addirittura del 40% nel 2011. E si tratta di spese gi\u00e0 dimezzate nel quinquennio berlusconiano e passate dai 202 milioni del 2002 ai 107 milioni del 2006 ! Passando, tanto per citare un altro esempio, al personale amministrativo, indispensabile al lavoro dei magistrati, vi \u00e8 una scopertura media del 14 %, che si ridurr\u00e0 ulteriormente del 10 %&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 qui che&#8230; cade l\u2019\u201dasino\u201d. Se si destinassero alla Giustizia le risorse adeguate, si potrebbe avere il coraggio di impartire lezioni di produttivit\u00e0 e di efficienza ai magistrati, ma in questa situazione, il minimo che possano fare i politici \u00e8 tacere, per decenza, solo questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 qualcosa che non torna nell\u2019atteggiamento dei politici a cui sembra interessare soprattutto di indebolire l\u2019Ordine giudiziario, ostacolare le indagini e impedire l\u2019accertamento delle responsabilit\u00e0, salvo quando si ha a che fare coi \u201cproletari\u201d del Terzo Millennio, pregiudicati ed extracomunitari, non con gli eredi \u201cborghesi\u201d del \u201968.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Circolo chiuso, quindi e come avviene in Italia, si passa disinvoltamente da un estremo all\u2019altro: dall\u2019ottica \u201cantipolitica\u201d e \u201cforcaiola\u201d\u00a0 del 1992 -.1993 a quella antigiudiziaria del presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ci si trova di fronte ad un fenomeno del genere, l\u2019unica soluzione \u00e8 rompere questa tragica impasse e fare tutti un passo indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I magistrati dovranno s\u00ec denunciare la drastica riduzione delle risorse dedicate alla Giustizia e il complesso di \u201cintoccabilit\u00e0\u201d cos\u00ec presente e diffuso in Italia, specie a livello di politici, ma dovranno ispirare la loro azione ad una assoluta imparzialit\u00e0 e isolare e perseguire disciplinarmente e penalmente coloro che violano un canone di comportamento ineludibile per un magistrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I politici dovranno chiedersi se un settore cos\u00ec delicato e importante della funzione statuale debba essere cos\u00ec negletto e privato delle risorse fondamentali per funzionare e, soprattutto, se sia giusto che di questo debbano essere incolpati i magistrati che ne sono le prime vittime perch\u00e9 i compiti di apprestare i mezzi perch\u00e9 la Giustizia funzioni spettano al potere legislativo ed esecutivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E soprattutto, se compito del politico non debba essere quello, nobilissimo, di farsi carico di tutti e di promuovere il bene comune, senza esclusione di persone o di categorie, bene comune che non\u00a0 necessariamente sempre coincide con quello personale del politico e che non prescinde ma presuppone l\u2019integrit\u00e0 morale di quest\u2019ultimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un passo indietro tutti e un maggior senso del bene comune.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Rassegna Stampa\u00a0 Giuliano Mignini La recente vicenda del processo cosiddetto \u201cBerlusconi \u2013 Mills\u201d e di tutto lo strascico, di polemiche e di iniziative legislative che ne \u00e8 seguito, ripropone il problema dei rapporti tra classe politica (prevalentemente, ma non esclusivamente, di \u201ccentro \u2013 destra\u201d) e mondo giudiziario.<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-circolo-vizioso-del-problema-dei-rapporti-tra-giustizia-e-politica\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27362,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,96],"tags":[1315],"class_list":["post-2795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica-nazionale","category-storia-italiana","tag-magistratura","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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