{"id":26964,"date":"2015-10-15T00:00:11","date_gmt":"2015-10-14T22:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=26964"},"modified":"2015-10-02T09:33:26","modified_gmt":"2015-10-02T07:33:26","slug":"lituania-la-guerra-delle-croci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lituania-la-guerra-delle-croci\/","title":{"rendered":"Lituania, la guerra delle croci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26965\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci.jpg\" alt=\"collina_croci\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>Sicilia Cristiana <\/strong>19 dicembre 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Guido Verna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>1. La \u201cgrande guerra\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa piccola \u201cstoria\u201d che ho chiamato \u201cla guerra delle croci\u201d, una guerra <em>sui generis<\/em> combattuta in Lituania per lo pi\u00f9 negli anni \u201970, ha lo scopo non solo di riportare alla memoria avvenimenti colpevolmente dimenticati \u2014 o meglio: fatti proditoriamente dimenticare \u2014 ma anche di far riemergere elementi di <em>quel<\/em> tempo della nazione baltica utili a capire meglio il nostro tempo qui. Si tratta di un minuscolo atto di giustizia storica che non vuole essere per\u00f2 solo riparatorio nei confronti di quel popolo ma anche utile per noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Lituania, com\u2019\u00e8 noto, c\u2019\u00e8 il famoso \u201cMonte delle croci\u201d (o \u201cCollina delle croci\u201d), diventato ormai una frequentata meta di pellegrini e di turisti. Ma se quasi tutti lo conoscono, non tutti invece sanno della sua storia e di quel valore simbolico che il popolo lituano cominci\u00f2 ad attribuirgli durante l\u2019occupazione zarista, un valore poi cresciuto a dismisura durante i lunghi anni dell\u2019occupazione sovietica (1945-1991).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201cmonte\u201d \u2014 che in realt\u00e0 \u00e8 solo una minuscola collina che interrompe pudicamente un paesaggio agricolo tutto orizzontale, nel paese di Me\u0161kui\u010diai vicino alla citt\u00e0 di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/%C5%A0iauliai\">\u0160iauliai<\/a> \u2014, cominci\u00f2 a riempirsi di croci nel 1831, quando polacchi e lituani si ribellarono senza successo contro l\u2019esercito zarista di Nicola I (1796-1855), in quella che viene ricordata come la Rivolta di Novembre (1830-1831),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, la sintonia tra il popolo lituano e questo \u201cmonte\u201d divent\u00f2 sempre pi\u00f9 profonda. Le croci aumentarono trent\u2019anni dopo, in conseguenza dell\u2019altra ribellione contro l\u2019Impero Russo dal 1861 al 1864, quella che rese famoso il Governatore generale Muravev [Mikhail Nikolayevich, 1796-1866] come l\u2019 \u201cimpiccatore di Vilnius\u201d. Posto che da tempo era un \u00ab[&#8230;] <em>convinto sostenitore della russificazione delle province dell\u2019Impero<\/em>, [si era poi] [&#8230;] <em>anche persuaso che i principali nemici da sconfiggere erano il clero cattolico e gli studenti polacchi<\/em> [per cui] [&#8230;] <em>all\u2019inizio della sua missione<\/em> [&#8230;] <em>aveva dichiarato che<\/em> <em>avrebbe iniziato la sua attivit\u00e0 impiccando qualche sacerdote<\/em>\u00bb (1), immaginando forse che questi esempi sarebbero stati sufficienti ad incanalare i successivi eventi politici nell\u2019alveo dei suoi progetti. Alla fine per\u00f2 dovette prendere atto di una realt\u00e0 ben diversa, scrivendo allo zar: \u00ab\u201c<em>Non bisogna illudersi <\/em>[&#8230;] <em>e conviene sapere che, fino a quando ci sar\u00e0 nel paese il cattolicesimo, il governo non riuscir\u00e0 a sottometterlo<\/em>\u201d\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quel tempo, tra gli abitanti del luogo, rimase viva \u2014 e lo \u00e8 ancora oggi \u2014 la \u201cleggenda\u201d secondo cui ai piedi del Monte c\u2019era una cappella in cui erano andati a pregare i ribelli che \u00ab<em>i cosacchi, chiusa a chiave la porta <\/em>[\u2026]<em>, in tre giorni seppellirono vivi <\/em>[\u2026]<em> con la<\/em> [stessa]<em> terra del monte. Col passare del tempo le travi sono marcite, il tetto \u00e8 sprofondato ed \u00e8 per questo che la collina \u00e8 affossata al centro&#8230;<\/em>\u00bb (3) .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi arrivarono i sovietici. Durante i primi anni dell\u2019occupazione, il \u201cmonte\u201d pat\u00ec poco la loro presenza. Ma non poteva durare a lungo, considerato che \u00ab<em>numerosa gente portava a piedi le croci per erigerle sul monte<\/em>, [arrivava] [\u2026] <em>dalla Lettonia, dall&#8217;Estonia, dalla Bielorussia e persino dall&#8217;America <\/em>[dicendo:] <em>\u201cQuante sofferenze, quante malattie hanno portato gli uomini su questo monte. Ed esso le accoglieva tutte. Era il Golgota lituano\u201d<\/em> \u00bb (p.177).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-26966\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci_2.jpg\" alt=\"collina_croci_2\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>E allora, quasi per \u201cfesteggiare\u201d il secolo dalle violenze zariste, \u00ab<em>il 5 aprile 1961, di buon mattino, arrivarono presso il Monte delle Croci numerose macchine. Uomini sconosciuti cominciarono a rovesciare le croci. Alla distruzione procedevano i militari, la polizia ed alcuni carcerati. Le croci in legno vennero bruciate sul posto, mentre quelle di pietra e di cemento le spaccarono e le portarono a \u0160iauliai <\/em>[(si dice per pavimentare strade) e, nella misura di due camion,] <em>a Bubniai<\/em>. <em>In un giorno tutte le croci sono state distrutte. Nei dintorni e sugli incroci delle strade vigilavano i poliziotti controllando che la gente non si dirigesse verso il Monte delle Croci. Nei pressi del monte vi era un servizio armato. Si temeva qualche sommossa della popolazione<\/em>\u00bb (<em>Ibid<\/em><em>.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno dopo, \u00ab<em>nel 1962<\/em> [\u2014 per dimostrare forse con ancora maggior forza che \u201covunque\u201d non avrebbero pi\u00f9 tollerato simboli religiosi \u2014] <em>gli ateisti, fatto intervenire l&#8217;esercito, fecero saltare le cappelle dei Calvari di Vilnius e nella stessa notte portarono via le macerie, ricoprendo di terra e spianando i luoghi dove esse sorgevano<\/em><em>\u00bb<\/em> (p.377).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pellegrinaggio dei fedeli si affievol\u00ec. Le foreste intorno tornarono silenziose e sempre meno furono attraversate dai loro inni e dalle loro litanie. Senza per\u00f2 spegnersi del tutto, se \u00e8 vero che <em>\u00abil giorno della Pentecoste vi giungono i pellegrini da tutti gli angoli della Lituania e recitando le orazioni percorrono a piedi i 7 chilometri di sentieri dove sorgevano le cappelle dei Calvari. Mani ignote di persone devote compongono delle croci con i sassi e le ornano di fiori<\/em>\u00bb (<em>Ibid<\/em><em>.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il Monte sembrava ormai privo di vita. La sua terra rimossa aveva per\u00f2 conservato i semi delle croci, che cominciarono perci\u00f2 lentamente a ricrescere, finch\u00e9, piano piano, non tornarono ad essere di nuovo visibili, grazie al concime costituito dall\u2019irriducibile coraggio dei fedeli. Come, per esempio, quello del rev. Algirdas Mocius della parrocchia di Lauksodis che il 14 settembre 1970<em>, \u00ab<\/em>[&#8230;]<em> scalzo e con i piedi sanguinanti, port\u00f2 per 65 chilometri una croce di legno <\/em>[&#8230;] [fino a \u201cquel\u201d monte]<em> e la eresse nella festivit\u00e0 dell&#8217;Esaltazione della Croce nel luogo dove era passata la furia distruttrice degli ateisti<\/em>\u00bb (pp.177-178).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, la \u201cguerra delle croci\u201d cominci\u00f2 ad assumere caratteristiche sempre meglio definite. In misura via via crescente, la croce fu sentita dai lituani come il simbolo della loro identit\u00e0 pi\u00f9 autentica e pi\u00f9 profonda; mentre i comunisti, proprio per questo, la considerarono sempre di pi\u00f9 come il simbolo di un mondo da abbattere per poterlo poi ricostruire insieme all\u2019\u201cuomo nuovo\u201d, finalmente privo di memoria storica, di \u201climiti\u201d nazionali e non pi\u00f9 menomato da credenze religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per spegnere la rinascente \u201cpassione\u201d del popolo lituano per la croce e per inaridire la fertilit\u00e0 del Monte, verso la fine di aprile del 1973 i governanti ateisti mandarono di nuovo i bulldozer a devastarlo finch\u00e9 \u00ab[&#8230;]<em> non vi rimase alcun segno dell&#8217;esistenza delle croci<strong>.<\/strong> Il monte, triste e deturpato, si guardava attorno aspettando che mani credenti e cuori sensibili incoronassero nuovamente il suo capo profanato con il simbolo della redenzione: la croce<\/em>\u00bb (p.338).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Mani credenti e cuori sensibili<\/em>\u00bb non si fecero attendere molto. Meno di un mese dopo, a mezzanotte del 19 maggio 1973, una inconsueta processione di giovani si mosse lentamente alla periferia di Sauliai, verso il Monte, recitando il rosario e portando una pesante croce, \u00ab[&#8230;] <em>abbellita di ornamenti simbolici: un cuore trafitto da due spade, sulle cui impugnature spiccavano una svastica e una stella rossa sovietica<\/em>. [La portavano] [&#8230;] <em>in segno di penitenza <\/em>[&#8230;] [e] <em>come simbolo di vittoria<\/em>\u00bb (p.338). Molti, anche lontani, che sapevano di questa croce in movimento le dedicarono, nella stessa notte, un\u2019ora di preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/croci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26967\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/croci.jpg\" alt=\"croci\" width=\"250\" height=\"168\" \/><\/a>Il KGB aveva sguinzagliato i suoi agenti ma come Dio volle \u00ab[&#8230;] <em>alle ore 2.30 il Monte delle Croci si adorn\u00f2 di una nuova e bella croce attorno alla quale vennero piantati fiori e accese candele. Poi tutti inginocchiati pregarono: \u201cCristo Re, venga il Tuo regno nel nostro paese!\u201d<\/em>\u00bb (p.339). Quattr\u2019ore dopo, gli agenti del KGB, beffati, sradicarono la croce portandola via, ma gi\u00e0 a mezzogiorno un\u2019altra ne era stata piantata. <em>\u00abGli ateisti continuarono a distruggerle, ma pareva che le croci rispuntassero dalla terra\u00bb <\/em>(<em>Ibid<\/em><em>.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cguerra grande\u201d entrava sempre pi\u00f9 nel vivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019audacia di quel trasporto di croce nei giorni del ricordo del sacrificio di Kalanta comport\u00f2 anche una repressione amministrativa che ebbe come vittime altri giovani, a cominciare dallo studente cattolico Zenonas Mi\u0161tautas, che gli agenti del KGB fermarono il 20 maggio 1973, per interrogarlo nella loro sede su \u00ab[&#8230;]<em> cosa aveva fatto la notte precedente, se andava a servire la messa, che chiesa frequentava, chi erano gli altri che servivano la messa, chi partecipava all&#8217;adorazione, che cosa dicevano i preti nelle prediche, eccetera<\/em>\u00bb (p.340).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli perquisirono poi la casa e lo interrogarono ancora, chiedendogli \u00ab[&#8230;] <em>quante persone avevano portato la croce, chi l&#8217;aveva fatta, che strade avevano percorso, a che ora avevano eretto la croce sul monte, eccetera<\/em>\u00bb (p.341). Zenonas non rispose mai, malgrado le continue minacce. Per la \u201crieducazione\u201d lo affidarono alla scuola; i docenti ebbero anche il supporto del KGB, che interrog\u00f2 ancora il povero studente. Ma non riuscirono a piegarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso giorno tocc\u00f2 anche al sedicenne Virginijus Ivanov di essere condotto, insieme a Zenonas, nella sede della Sicurezza e di essere sottoposto a interrogatori e minacce da agenti del KGB. Anche per lui ci fu poi la perquisizione della casa e un altro lungo e duro interrogatorio, protrattosi per tutta la notte \u00ab[&#8230;] <em>che l&#8217;inquisito trascorse senza poter dormire. Ogni due ore un agente ricominciava a chiedergli informazioni sui pr<\/em><em>eti, sul personale della chiesa, sui credenti, eccetera<\/em>\u00bb (p.342). In seguito, Virginijus pi\u00f9 volte non rispose alle convocazioni da parte della Sicurezza, fino ad essere espulso, in forza a un cavillo giuridico, dalla scuola superiore di musica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorte simile tocc\u00f2 a Me\u010dislovas Jurevi\u010dius che la stessa sera del 20 maggio, come Zenonas e Virginijus, fu portato dagli agenti del KGB nella loro sede, dove venne \u00ab[&#8230;] <em>sottoposto a stringenti interrogatori per sapere se aveva portato la croce, che strada aveva seguito il corteo, quante persone avevano portato la croce, chi ne aveva organizzato il trasporto, chi l&#8217;aveva costruita, quali preti avevano sollecitato il suo trasporto sul monte&#8230;<\/em>\u00bb (p.339). Dopo una notte in prigione, fu interrogato altre volte sui preti che conosceva, sui bambini che servivano la messa e cos\u00ec via; alla fine lo rimandarono a casa, con l\u2019inquisitore che lo conged\u00f2 minaccioso con queste parole: \u00ab<em>Noi sappiamo bene che avete portato la croce in onore di Kalanta<\/em>\u00bb (p.340).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Cronaca<\/em> conclude il racconto di questi avvenimenti in modo ammirevole: <strong>\u00ab<\/strong><em>Le persecuzioni degli agenti del <\/em><em>KGB <\/em><em>non soltanto non hanno spaventato la gente, ma anzi hanno perfino ispirato un maggior coraggio. Una delle giovani che parteciparono al trasporto della Croce ha scritto<\/em>: <em>\u201c<\/em><em>Lituano, prendi coscienza della tua forza! Essa sta in Cristo e nella nostra reciproca unione! Rimani irremovibile e coraggioso a guardia di tutto ci\u00f2 che \u00e8 sacro al tuo cuore.<\/em><em> N<\/em><em>on permettere che venga profanato anche il Monte delle Croci. Non lasciarlo deturpato e nudo. Porta l\u00e0 la tua gioia e il tuo dolore, la speranza e la vittoria, porta l\u00e0 il tuo amore e la tua fedelt\u00e0 a Dio, porta l\u00e0 la tua Croce!<\/em>\u201d\u00bb (pp.343-344).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno dopo, per\u00f2, \u00ab[&#8230;] <em>centinaia di croci erano nuovamente sorte sul monte: alcune piantate in terra, altre collocate sulle croci pi\u00f9 grandi, altre ancora appese agli alberi. Pu\u00f2 darsi<\/em> <em>che l&#8217;odio degli ateisti le distrugga nuovamente, ma <\/em>[\u2014 garantisce con forza l\u2019autore della <em>Cronaca<\/em> \u2014] <em>una cosa \u00e8 certa: esse risorgeranno!<\/em>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora, nell\u2019ottobre del 1974, per la terza volta arrivarono i bulldozer a saccheggiare e profanare il Monte. \u00ab<em>Tuttavia, nonostante l&#8217;ennesimo scempio, sul Monte delle Croci di nuovo cominciano ad essere innalzate altre croci grandi e piccole. La fede del lituano \u00e8 pi\u00f9 forte del braccio dei malvagi<\/em>\u00bb (p.247).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma intanto stava cambiando qualcosa: \u00ab<em>La profanazione del Mont<\/em><em>e delle Croci ha fatto nascere una nuova idea: se non ci \u00e8 possibile erigere le croci su di esso, cominciamo ad innalzarle davanti alle nostre case, dentro di esse, nei nostri cuori ed in quelli del nostro prossimo<\/em>\u00bb (p.344). Da parte loro, gli \u201caltri\u201d, instancabili e accaniti, cominciarono a sradicarle anche da l\u00ec: si passava dalla \u201cgrande guerra\u201d alla \u201cguerriglia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Claudo Carpini, <em>Storia della Lituania \u2013 Identit\u00e0 europea e cristiana di un popolo<\/em>, Citt\u00e0 Nuova Editrice, Roma 2007, pp.106-107.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 106<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> <em>Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic. 1-10, La Casa di Matriona, Milano 1976, p.80<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui in avanti, tutte le citazioni riportate e indicate con il solo numero di pagina, sono tratte da questa stessa fonte<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> <em>Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic.11-20, La Casa di Matriona, Milano 1979, p.81<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong style=\"text-align: center;\">2. La \u201cguerriglia\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima degli anni \u201970, nella prospettiva della \u201cguerriglia\u201d la <em>Cronaca<\/em> segnala solo pochi episodi. Come, ad esempio. quello avvenuto nel 1969 nel villaggio di \u0160atraminai, quando il presidente del kolchoz aveva fatto distruggere \u00ab[&#8230;] <em>un&#8217;artistica cro<\/em>ce [&#8230;] [che] <em>veniva protetta come monumento artistico <\/em>[e che]<em> i credenti<\/em> [&#8230;] <em>adornavano di fiori<\/em>\u00bb (1). O come quello di Mie\u017eoniai, dove nel 1964 fu fatta scomparire una croce giubilare di granito che i giovani dell\u2019Azione cattolica rurale \u00ab[&#8230;] <em>avevano eretto<\/em> [&#8230;] <em>lungo la strada del villaggio<\/em> [e sulla quale] <em>vi era scolpita l&#8217;iscrizione: &#8220;A Dio e alla Patria&#8221;<\/em>\u00bb (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/chiesa_Lituania_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-26968\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/chiesa_Lituania_1.jpg\" alt=\"chiesa_Lituania_1\" width=\"250\" height=\"200\" \/><\/a>Qualche tempo dopo, nello stesso anno, la croce fu ritrovata, buttata, nei pressi di una torbiera, in una cava piena d&#8217;acqua e da l\u00ec \u00ab[&#8230;] <em>portata nel cimitero parrocchiale<\/em>, [da dove per\u00f2] [&#8230;] <em>di notte scomparve<\/em> [&#8230;]. [E] <em>fino ad oggi non si \u00e8 potuto sapere dove e come gli ateisti l\u2019abbiano distrutta<\/em>\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu negli anni \u201970 \u2014 in particolare intorno alle ultime due distruzioni del Monte (nell\u2019aprile \u201973 e nell\u2019ottobre \u201974, dopo la prima nell\u2019aprile \u201861) \u2014, che la \u201cguerriglia\u201d si intensific\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se quella nei cuori si serv\u00ec soprattutto del sistema scolastico (di cui dir\u00f2 pi\u00f9 avanti), la \u201cguerriglia\u201d lungo le strade e davanti e dentro le case comport\u00f2 un\u2019utilizzazione di strumenti non solo tecnici \u2014 come nella \u201cgrande guerra\u201d\u2014 ma quasi sempre anche amministrativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La signora Paulina Grigali\u016bnait\u0117 doveva essere una donna forte e fedele, se il 18 giugno 1972 aveva avuto il coraggio di erigere una imponente croce di legno alta 5 metri davanti la sua casa, nel villaggio di Vilkablauzd\u00e9s. L\u2019amministrazione provinciale ne ordin\u00f2 la rimozione immediata, ma la signora Paulina non diede ascolto a quell\u2019ordine. E allora \u00ab<em>nella notte tra il 7 e l\u20198 agosto 1972 la croce venne segata e portata via. Ancora oggi \u00e8 opinione comune che ci\u00f2 sia stato compiuto dagli attivisti del partito.<\/em> <em>Perch\u00e9 non si sentisse il rumore durante il taglio venne messo in moto un trattore<\/em>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno successivo, l&#8217;8 maggio 1973, tocc\u00f2 al parroco di \u0160auk\u0117nai \u2014 che si era permesso di piantare \u00ab[\u2026] <em>nel proprio cortiletto una croce di legno<\/em>\u00bb (p.361) \u2014 scatenare le ire degli ateisti, nella fattispecie del \u00ab<em>segretario dell&#8217;organizzazione di partito del sovchoz, Dara\u0161ka<\/em> [che arriv\u00f2 a dichiarare:] [&#8230;] <em>\u201cNon sar\u00f2 pi\u00f9 io se non butter\u00f2 gi\u00f9 quella croce!<\/em>\u201d\u00bb (<em>ibidem<\/em>). Uno dopo l\u2019altro, intimarono al parroco di abbattere la croce e lo minacciarono: il vice presidente del Comitato esecutivo della provincia, il presidente della circoscrizione, il segretario del komsomol, l\u2019incaricato del Consiglio per gli affari religiosi. Ma il rev. \u0160vambrys ogni volta si rifiut\u00f2. Alla fine, l\u2019incaricato, \u00ab<em>dopo aver esaminato la croce e rendendosi conto che il parroco non l&#8217;avrebbe mai rimossa, <\/em>[\u2026] [si limit\u00f2 a pretendere] <em>che almeno venisse spostata pi\u00f9 lontano dalla strada<\/em>\u00bb (p.362).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1974 la \u201cguerriglia\u201d contro le croci aument\u00f2 di intensit\u00e0, interessando anche elementi \u201cimmateriali\u201d ad esse connessi. Come nel caso del parroco di Labanoras, che a marzo fu pesantemente richiamato \u00ab[&#8230;] <em>per aver<\/em> [\u2026] <em>benedetto nel cimitero le croci tombali e per aver organizzato nel medesimo una processione nella ricorrenza dei Defunti nel 1973<\/em>\u00bb (p.364). Per benedire \u2014 ammon\u00ec il sostituto del presidente della provincia \u2014 sarebbe stata necessaria \u00ab[&#8230;] <em>una specifica autorizzazione della provincia<\/em>\u00bb! (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso anno, lungo una strada del villaggio di Puod\u017eiai era caduta una vecchia croce. Al fedele che chiese il permesso per innalzarne una nuova, l\u2019amministrazione provinciale non solo lo neg\u00f2 ma in pi\u00f9 diffid\u00f2 il richiedente e gli impart\u00ec \u2014 tramite un suo funzionario \u2014 questa \u201clezione\u201d: \u00ab[&#8230;] <em>se la croce \u00e8 crollata vuol dire che ha finito la sua esistenza, e non \u00e8 permesso erigerne un&#8217;altra<\/em>\u00bb (p.36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri casi, i funzionari del partito provvidero direttamente alle \u201cazioni\u201d contro le croci, come per esempio nel villaggio di Try\u0161kiai, quando, nella primavera di quell\u2019anno, \u00ab[&#8230;] <em>demolirono e<\/em> [&#8230;] <em>buttarono nel vicino laghetto<\/em>\u00bb (p.75) una vecchia croce in cemento piantata lungo la strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi giorni del successivo agosto, il parroco di Skriaud\u017eiai ricevette una sanzione pecuniaria per aver violato \u00ab[&#8230;] <em>i decreti governativi sulla procedura per l&#8217;esecuzione delle costruzioni<\/em>\u00bb (p.164). La violazione era consistita nell\u2019aver eretto pochi mesi prima, il 30 giugno, \u00ab[&#8230;] <em>sul sagrato della<\/em> [sua] <em>chiesa<\/em> quattro <em>belle croci lituane<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>). In pi\u00f9 \u2014 trattandosi di un ostinato recidivo, gi\u00e0 sanzionato due volte in passato, prima, con una multa, per avere riverniciato la chiesa di Barzdai (nel 1970) e poi, con il trasferimento alla nuova sede, per aver eretto altre quattro croci sul sagrato di essa \u2014 alla met\u00e0 di dicembre ricevette un severo ammonimento da parte del Comitato esecutivo della provincia per le sue prediche contro gli interessi della societ\u00e0 sovietica e la sua scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1975, l\u2019intensit\u00e0 della \u201cguerriglia\u201d sub\u00ec un ulteriore incremento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26969\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/collina_croci_3.jpg\" alt=\"collina_croci_3\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>Nella cittadina di Silal\u00e8 l\u2019aria in quell\u2019anno si fece pesante. Per cominciare, il direttore dell\u2019ufficio della posta \u2014 su ordine del segretario del partito comunista locale \u2014 proib\u00ec al postino di recapitarla. Il motivo: \u00ab[&#8230;] <em>aveva portato una croce durante i funerali<\/em>\u00bb! (p.252). Poi, al parroco fu vietato \u00ab[&#8230;] <em>di riparare l\u2019orologio della chiesa<\/em> [perch\u00e9] <em>non \u00e8 ammissibile che l&#8217;orologio della chiesa batta le ore e segni il tempo&#8230;<\/em>\u00bb! (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il responsabile della sezione di propaganda del partito comunista, nel mese di marzo, \u00ab[&#8230;] <em>sal\u00ec perfino sul campanile per assicurarsi che l&#8217;orologio non fosse in grado di funzionare, in quanto ci\u00f2&#8230; potrebbe nuocere alla propaganda ateistica!<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>). Infine, ad aprile fu impedito l\u2019ammodernamento dell\u2019impianto elettrico della chiesa, vietando il collegamento del nuovo cavo alla rete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 marzo \u2014 il giorno del Venerd\u00ec Santo \u2014 nel cimitero della citt\u00e0 di Panev\u0117\u017eys, per \u201cfesteggiarlo\u201d ateisticamente, furono abbattute 28 croci e \u2014 forse per completare la \u201cfesta\u201d \u2014 \u00ab[&#8230;] <em>anche un&#8217;alta ed artistica scultura della S.Vergine Maria<\/em> [fu] <em>rovesciata dal suo piedistallo<\/em>\u00bb (pp.252-253). Tutti ovviamente pensarono ad un\u2019azione organizzata dagli ateisti, perch\u00e9 soltanto quelli come loro \u00ab[&#8230;] <em>potevano pensare a profanare delle croci il Venerd\u00ec Santo, giorno del sacrificio di Cristo e della esaltazione della Croce<\/em>\u00bb (p.253).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel Venerd\u00ec Santo fu, in qualche modo, \u201cfesteggiato\u201d anche nella cittadina di Anyk\u0161\u010diai. Erano ormai tre anni che Algis Ladiga \u2014 figlio di un generale lituano morto in Siberia \u2014 stava scolpendo, in una cava, un\u2019artistica croce in pietra per la tomba della madre. Non riusc\u00ec a portarla a termine perch\u00e9 il governo della provincia prima mand\u00f2 \u00ab[&#8230;] <em>ben cinque auto<\/em> [&#8230;] <em>a fare un sopralluogo alla cava, divenuta ormai famosa, dove s&#8217;ergeva il monumento<\/em> <em>ancora incompiuto<\/em> [e poi] [&#8230;] <em>nella notte tra il Venerd\u00ec e il Sabato Santo<\/em> [&#8230;] <em>il monumento scomparve<\/em>\u00bb (pp.255-256). Quella notte furono visti nella cava una gru e un camion, dei quali erano rimaste anche le impronte sul terreno. Ma la croce che Algis aveva scolpito per sua madre non fu mai pi\u00f9 ritrovata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A maggio, lo \u201cscandalo\u201d della croce tocc\u00f2 la sensibilit\u00e0 \u201cstradale\u201d del Comitato esecutivo provinciale della citt\u00e0 di Ma\u017eeikiai. Una coraggiosa vecchietta \u2014 Emilija Gelumbauskien\u0117 \u2014 aveva eretto davanti casa, a distanza di quattro metri dal marciapiede, una bella croce di quercia, che riscuoteva l\u2019ammirazione dei passanti. Questo, per\u00f2, non piaceva ai \u201cgovernanti\u201d, che ne intimarono la demolizione \u00ab[&#8230;] <em>in quanto essa era stata eretta senza la necessaria autorizzazione e inoltre trovandosi nei pressi di una pubblica via, in posizione alquanto visibile, \u201cscandalizzava\u201d i vicini<\/em>\u00bb (p.408).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di maggio l\u2019ingiunzione fu perentoria: la signora Emilija aveva tempo fino alla fine del mese per rimuovere lo \u201cscandalo\u201d. \u00ab<em>Io non demolir\u00f2 la croce e non permetter\u00f2 neppure agli altri di farlo<\/em>\u00bb (p.409), comunic\u00f2 la signora al funzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno tocc\u00f2 la sua croce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa particolare sensibilit\u00e0 dei funzionari della provincia di Ma\u017eeikiai fu colpita nello stesso mese da un\u2019altra croce, anch\u2019essa troppo vicina alla strada e quindi da abbattere. Si trovava nel villaggio di Piev\u0117nai ed era molto venerata dai fedeli, che le attribuivano anche \u00ab[&#8230;] <em>un significato rituale perch\u00e9 portando un defunto al cimitero per la sepoltura <\/em>[&#8230;] [facevano]<em> sostare <\/em>[davanti ad essa]<em> la bara<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>). I fedeli, perci\u00f2, opposero resistenza all\u2019ordine di demolizione e \u00ab[\u2026] <em>temendo che la croce potesse essere distrutta, l&#8217;hanno rimossa dal suo posto e innalzata di nuovo sul sagrato<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A giugno, l\u2019attacco tocc\u00f2 anzitutto a due croci all\u2019interno del kolchoz &#8220;Terra libera\u201d nella provincia di Bir\u017eai: il presidente della circoscrizione \u00ab[&#8230;] <em>ingaggi\u00f2 due uomini e le fece abbattere<\/em>\u00bb (p.455).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 dello stesso mese, stessa sorte tocc\u00f2 a una croce in prossimit\u00e0 del villaggio di Briniai, della circoscrizione di Ku\u010di\u016bnai, che \u00ab[&#8230;] <em>venne rovesciata con un bulldozer e ridotta in pezzi; e i pezzi furono nascosti sotto il serbatoio di carburante<\/em>\u00bb (p.359). La storia di questa frantumazione \u00e8 significativa, perch\u00e9 dimostra come per il regime sovietico, senza sprezzo del ridicolo, qualsiasi scusa fosse buona per eliminare ogni traccia di storia e di religione dal panorama lituano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio del secolo, nel 1901, un vescovo di passaggio \u2014 accolto dai fedeli di tre villaggi, Pazapsiai, Briniai e Kal\u0117di\u0161kiai \u2014 \u00ab[&#8230;] <em>aveva espresso il desiderio che a ricordo di quell&#8217;incontro in quel punto venisse innalzata una croce<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>). In <em>quel<\/em> punto furono erette tre croci, una da ciascun villaggio. Venne il kolchoz e realizz\u00f2 un deposito di carburante al loro fianco; pass\u00f2 il tempo e le rovin\u00f2. I fedeli decisero, allora, di rifarne una nuova in sostituzione delle tre usurate. Ma \u00ab<em>dopo Pasqua, il presidente della circoscrizione di Ku\u010di\u016bnai<\/em> [&#8230;] <em>e l&#8217;architetto della provincia di Lazdijai rimproverarono la popolazione per aver innalzato la croce in un posto cos\u00ec poco bello. Sarebbe stato meglio scegliere un luogo migliore, nei pressi dell&#8217;abitato<\/em>&#8230;\u00bb (<em>ibidem<\/em>). E \u2014 loro, gli esteti \u2014 contro il \u201cbrutto\u201d si videro costretti a mandare ancora una volta il bulldozer&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lenin_statua.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-26970\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Lenin_statua.jpg\" alt=\"Lenin_statua\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>Il 1\u00b0 luglio, poi, il Comitato esecutivo del Soviet dei lavoratori della provincia di Lazdijai deliber\u00f2 per la demolizione, entro il 15 del mese, di un abuso edilizio da parte dell&#8217;azienda ittica di Meteliai, nel villaggio di Buck\u016bnai. L\u2019abuso edilizio consisteva, naturalmente, in una croce, eretta peraltro sul terreno di propriet\u00e0. In particolare, secondo il verbale dell\u2019architetto della provincia, si trattava di \u00ab\u201d<em>Una croce in legno, verniciata di verde, con la fronte rivolta verso la strada Miroslavas-Simnas, <\/em>[&#8230;]<em> eretta presso l&#8217;entrata principale dell&#8217;abitazione, su una base a gradini di cemento<\/em>\u00bb (p.313)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019azienda non avesse provveduto direttamente, \u00ab[&#8230;] <em>l&#8217;opera di demolizione<\/em> [&#8230;] [sarebbe stata] <em>affidata all\u2019associazione volontaria dei vigili del fuoco, che<\/em> [&#8230;] [avrebbe poi rimesso ai proprietari] <em>la fattura delle spese sostenute<\/em>\u00bb (<em>ibidem<\/em>). Non avendo l\u2019azienda provveduto, il 25 luglio prima arrivarono, per una ricognizione preliminare, un incaricato della polizia, il segretario della circoscrizione e il dirigente dell\u2019azienda ittica di Meteliai; poi, dopo circa un\u2019ora, \u2014 secondo l\u2019esposto del proprietario \u2014 \u00ab[&#8230;] <em>un automezzo dei Vigili del Fuoco<\/em> [&#8230;], <em>sul quale<\/em> [&#8230;] <em>si trovavano due uomini piuttosto ubriachi: il comandante dei vigili del fuoco di Lazdijai <\/em>[&#8230;] [e un]<em> operaio del Comitato esecutivo di Lazdijai <\/em>[&#8230;]. <em>Questi individui, dopo aver spaventato<\/em> [&#8230;] <em>moglie e i<\/em> [&#8230;] figli [del proprietario] <em>rovesciarono la croce in un&#8217;aiuola di fiori e se ne andarono in fretta<\/em>\u00bb (p.357).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il proprietario, il signor Ignas Klimavi\u010dius, non si lasci\u00f2 intimidire e rispose, il 30 luglio, con un esposto alla procura, in cui raccont\u00f2 con coraggio e intelligente ironia \u2014 che meritano la lunga citazione \u2014 quanto aveva dovuto subire: \u00ab<em>Un anno fa ho eretto una croce di legno sul pianerottolo della scala della mia abitazione. In Lituania questa tradizione risale all&#8217;antichit\u00e0: i cattolici che intendono venerare la croce la innalzano nelle campagne, la erigono davanti alle case, la appendono alle pareti delle abitazioni, la portano al collo e cos\u00ec via. Ero quindi convinto che per innalzare una croce sul pianerottolo di casa non occorresse alcun permesso da parte del governo, come non occorre alcun permesso per portare una croce al collo o per appenderla ad una parete della propria casa. Tuttavia i funzionari del Comitato esecutivo della provincia di Lazdijai stabilirono e ordinarono di abbattere questa croce. Logicamente, come cattolico, la croce posso soltanto venerarla e non profanarla, e perci\u00f2 non ho eseguito l&#8217;ordine dal momento che mi sembra un reato il solo fatto di ordinare ad un cattolico la demolizione di una croce. Cosa accadrebbe se qualcuno ordinasse ad un comunista di stracciare un ritratto di Lenin o di abbattere una sua statua?<\/em>\u00bb [<em>ibid.<\/em> pp.356-357].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, il suo esposto non produsse risultati. Per cogliere il clima della \u201cgiustizia\u201d allora imperante, basti questo esempio. Il procuratore si rifiut\u00f2 di mettere a verbale \u00ab[&#8230;] <em>le dichiarazioni<\/em> [rese anche per iscritto] <em>delle tre donne, secondo le quali i distruttori erano completamente ubriachi<\/em>\u00bb (p.358), salvo poi sentenziare che \u00ab<em>non si sono trovati testimoni i quali abbiano confermato che la croce sia stata abbattuta da persone ubriache<\/em>\u00bb(<em>ibidem<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi, forse fu l\u2019inverno lituano a proteggere le croci, spegnendo piano piano i fuochi della \u201cguerriglia\u201d, il cui racconto spero che sia stato sufficiente non solo a descrivere un fondamentale elemento caratteristico del comunismo ma anche a farlo \u201cscoprire\u201d ai pi\u00f9 giovani (forse, per\u00f2, anche a tanti \u201cmeno giovani\u201d, per i quali tuttavia poteva essere acquisito qualche anno fa\u2026): e cio\u00e8 che l\u2019odio antireligioso \u2014 ma soprattutto anticristiano e anticattolico \u2014 che si respira in questi giorni non \u00e8 un sentimento improvvisamente e casualmente apparso sulla scena della storia, bens\u00ec rappresenta l\u2019esito di una pervicace e scientifica seminagione, di cui la \u201cguerra delle croci\u201d \u00e8 esemplare descrizione e prefigurazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spero, infine, che questo racconto possa rendere pi\u00f9 evidente il senso delle parole che il Beato Giovanni Paolo II pronunci\u00f2 a Roma, nel 1990, nell\u2019omelia durante la Celebrazione eucaristica nel Pontificio Collegio Lituano: <em>\u00abLa croce \u00e8 diventata il segno particolare dei Lituani: delle persone, delle famiglie, delle comunit\u00e0 e di tutta la societ\u00e0. <\/em>[\u2026] \u00a0<em>Il popolo che con tanta costanza e cos\u00ec fervorosamente si reca in pellegrinaggio su quel colle per piantarvi le croci, \u00e8 lo stesso popolo che crede nella vita! \u201cBeato il popolo che ti sa acclamare e cammina, o Signore, alla luce del tuo volto\u201d (<\/em><em>Sal <\/em><em>89, 16).<\/em> [\u2026] <em>Il Signore ha gi\u00e0 concesso alla Lituania una grande grazia per il fatto che la voce di questa piccola, ma nobile Nazione, \u00e8 in grado di farsi sentire dappertutt<\/em>o\u00bb (5)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> <em>Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic. 1-10, La Casa di Matriona, Milano 1976, p.75<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p.79<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p.80<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> <em>Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic.11-20, La Casa di Matriona, Milano 1979, p.255<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui in avanti, tutte le citazioni riportate e indicate con il solo numero di pagina sono tratte da questa stessa fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> Beato Giovanni Paolo II<em> \u2013 Omelia <\/em>nella Celebrazione eucaristica nel Pontificio Collegio Lituano, 1\u00b0 luglio 1990 in <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/homilies\/1990\/documents\/hf_jp-ii_hom_19900701_collegio-lituano_it.html\" target=\"_blank\">www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/homilies\/1990\/documents\/hf_jp-ii_hom_19900701_collegio-lituano_it.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sicilia Cristiana 19 dicembre 2012 di Guido Verna 1. La \u201cgrande guerra\u201d Questa piccola \u201cstoria\u201d che ho chiamato \u201cla guerra delle croci\u201d, una guerra sui generis combattuta in Lituania per lo pi\u00f9 negli anni \u201970, ha lo scopo non solo di riportare alla memoria avvenimenti colpevolmente dimenticati \u2014 o meglio: fatti proditoriamente dimenticare \u2014 ma &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lituania-la-guerra-delle-croci\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":26965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,44,108],"tags":[470,2276,444],"class_list":["post-26964","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-cristiani-perseguitati","category-paesi-e-continenti","tag-cristiani-perseguitati-2","tag-croci","tag-lituania","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.9 - 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