{"id":26937,"date":"2015-10-08T00:00:39","date_gmt":"2015-10-07T22:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=26937"},"modified":"2015-09-29T20:14:33","modified_gmt":"2015-09-29T18:14:33","slug":"lituania-e-don-juozas-una-nazione-e-un-sacerdote-esemplari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lituania-e-don-juozas-una-nazione-e-un-sacerdote-esemplari\/","title":{"rendered":"Lituania e don Juozas: una nazione e un sacerdote esemplari."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Juozas-Zdebskis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-26938 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Juozas-Zdebskis.jpg\" alt=\"Juozas Zdebskis\" width=\"160\" height=\"231\" \/><\/a><strong>Sicilia cristiana<\/strong> 19 dicembre 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Guido Verna<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sofferenze e l\u2019eroismo della nazione lituana sono ampiamente generalizzabili per essere assunti come esemplari descrizioni del rapporto tra regime comunista e mondo \u201creligioso\u201d in genere e cattolico in specie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La patria di Romas Kalanta \u2014 il diciannovenne che a Kaunas, il 14 maggio 1972, aveva bruciato la sua giovane vita al grido \u00ab\u201d<em>Libert\u00e0 alla<\/em> <em>religione, libert\u00e0 alla Lituania, fuori i<\/em> <em>russi!\u201d<\/em>\u00bb \u2014 era profondamente cattolica. Per mantenere questa sua identit\u00e0 aveva gi\u00e0 molto sofferto sotto le occupazioni zarista e nazionalsocialista; ma l\u2019invasione comunista era ben pi\u00f9 dura da sopportare: ora la Lituania aveva di fronte la massima organizzazione antidio prodotta dalla storia umana che non tollerava ostacoli nella costruzione del suo \u2019\u201duomo nuovo\u201d, \u201cpensato\u201d e \u201cprogettato\u201d ateo e totalmente terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per descrivere \u201cquel\u201d tempo racconter\u00f2 la \u201cstoria\u201d del reverendo Juozas Zdebskis, esemplare e paradigmatica. \u201cQuel\u201d tempo non era pi\u00f9 quello del comunismo stalinista \u201ccattivo\u201d ma quello del comunismo finalmente autentico, e quindi \u201cbuono\u201d e \u201cgiusto\u201d e \u201cpacifico\u201c, secondo la vulgata occidentale, in particolare nella versione italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo racconto, per\u00f2, ha uno scopo soggiacente rispetto alla sola memoria: cercare di far cogliere, anche solo minimamente, come il comunismo \u2014 se \u00e8 finito tanto per la sua parte economica, impresentabile e indifendibile a fronte degli esiti fallimentari ovunque conseguiti, quanto per il suo aspetto liberticida e violento ovunque praticato, sempre meno nascondibile agli occhi ancorch\u00e9 \u201cmiopizzati\u201d del \u201cmondo\u201d libero \u2014 sia invece ancora ben presente, sebbene come \u201cpost\u201d o anonimamente, con i suoi fondamenti materialisti e antireligiosi nel nostro \u201clibero\u201d Occidente. Che prima \u00e8 stato debilitato, con la diffusione della \u201cmorale\u201d che in tali fondamenti \u00e8 implicita, attraverso l\u2019opera paziente e capillare delle molteplici agenzie politico-culturali insediate nei vari paesi e coordinate dal centro. E che ora sembra quasi sul punto di essere conquistato nel \u201cprofondo\u201d, perch\u00e9 tali agenzie hanno potuto notevolmente aumentare la loro pressione sul corpo sociale, essendo riuscite finalmente a fruire del moltiplicatore costituito da quelle forze laiciste e radicali che in passato, malgrado le tante consonanze, avevano avuto sempre qualche remora \u2014 almeno di carattere \u201cdemocratico\u201d \u2014 al loro abbraccio pubblico e continuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a) <em>L\u2019arresto e il rinvio a giudizio<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel luglio del 1971, nella sua chiesa di Prienai, don Juozas aveva raccolto i bambini della prima comunione, accompagnati dalle mamme, per verificare la loro preparazione catechistica, quando \u2014 come si legge nell\u2019esposto firmato da 89 genitori e inviato inutilmente a Mosca \u2014 \u00ab<em>improvvisamente irruppe nella chiesa un gruppo di uomini e di donne<\/em> [\u2026] [costituito] <em>dal presidente del Comitato esecutivo, dal segretario del Komsomol, da alcuni insegnanti, da miliziani ed altre persone <\/em>[\u2026] [che] <em>fecero interrompere tutto, poi si misero a fotografare i bambini ed a chiedere loro le generalit\u00e0. Una bambina per la paura \u00e8 persino svenuta<\/em>!\u00bb (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La procura interrog\u00f2 tutti, l\u2019accusato, i bambini e i genitori. Poi, il 26 agosto, il sacerdote fu arrestato e a niente valse un nuovo esposto alla procura dell\u2019URSS, firmato da 350 persone, in cui \u2014 posto che l\u2019accusa rivolta al \u00a0\u00ab[\u2026]<em> rev. J. Zdebskis <\/em>[\u2026] [era quella]<em> di aver preparato i bambini alla prima comunione<\/em>\u00bb \u2014 si chiedeva retoricamente ma logicamente: \u00ab<em>se egli ha commesso un reato adempiendo ai propri precisi doveri sacerdotali, perch\u00e9 allora\u00a0 la costituzione dell\u2019URSS garantirebbe al libert\u00e0 e di coscienza di culto?<\/em>\u00bb (p.19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A settembre, pi\u00f9 di duemila fedeli firmarono \u2014 e Dio sa i rischi che si correvano firmando \u2014 un altro esposto in difesa del sacerdote, il cui ministero fu poi esplicitamente richiesto da oltre mille cattolici di Santaika che erano privi di parroco. Fu, ovviamente, tutto inutile. Il 12 novembre, a Kuanas, cominci\u00f2 il processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b) <em>Il processo e il ruolo degli ateisti<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli agenti della Sicurezza provvidero alla selezione degli spettatori. Le persone radunate all\u2019esterno furono brutalmente disperse, molti cattolici furono arrestati e fu permesso l\u2019ingresso solo agli \u201cateisti\u201d (di cui dir\u00f2 pi\u00f9 avanti). Il regime non voleva \u201cesterni\u201d \u2014 tanto pi\u00f9 se \u201cesterni religiosi\u201d \u2014 in quel processo che aveva anzitutto lo scopo di \u00ab[\u2026] <em>mantenere il paese in un\u2019atmosfera di paura, affinch\u00e9 nessuno osasse chiedere maggiori libert\u00e0<\/em>\u00bb (p.24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciarono a interrogare i testimoni, prima i bambini, poi i genitori, poi ancora i funzionari. Il testimone Kucinkas, funzionario, raccont\u00f2 di quando, su alcune segnalazioni di \u201ccittadini\u201d, si recarono in chiesa e trovarono \u00ab[\u2026] <em>50 bambini e altrettante donne <\/em>[mentre] <em>il prete<\/em> <em>Zdebskis stava spiegando <\/em>[\u2026]. o ammonirono perch\u00e9] [\u2026] <em>con tale comportamento egli commetteva un reato di fronte alla legge<\/em>\u00bb (p.28). Ma il prete rispose loro con coraggio ammirevole: <em>\u00ab\u201dHo insegnato e continuer\u00f2 a farlo. Allorch\u00e9 si scontrano le leggi di Dio e della Chiesa con quelle dello stato, bisogna ubbidire senz\u2019altro a Dio\u201d<\/em>\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche al testimone funzionario Naginavicius che lo aveva trovato a insegnare allo sesso modo, il reverendo rispose che \u00ab[\u2026] <em>avrebbe continuato a farlo per un preciso comandamento di Dio&#8230;<\/em> \u00bb (<em>Ibid.<\/em>). Le accuse contro di lui furono ancora pi\u00f9 \u201cgravi\u201d. Da Kapciamestis, una parrocchia in cui aveva prestato servizio qualche tempo prima, venivano descritti gli esiti nefasti della sua influenza: \u00ab[\u2026] <em>l\u2019attivit\u00e0 religiosa \u00e8 diventata pi\u00f9 intensa: durante la processione vengono portati la croce e gli stendardi anche se ci\u00f2 non \u00e8 permesso<\/em>. <em>Egli attira i pionieri e gli ottobrini e li iscrive alla recita del rosario.<\/em> [In pi\u00f9] [\u2026] <em>possiede una motocicletta \u201cJAVA\u201d e gira per le case. Si \u00e8 recato<\/em> [addirittura!] <em>anche da una famiglia comunista dicendosi disposto a battezzare il figlio anche in casa\u201d<\/em>\u00bb (p.29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriva il momento del procuratore. La sua arringa \u00e8 \u201cesemplare\u201d e nella sua costruzione descrive perfettamente il micidiale \u201csurrealismo sovietico\u201d: \u00ab[Premesso che] <em>i genitori e i tutori hanno il pieno diritto di insegnare ai propri figli le cose della religione<\/em>. <em>Per l\u2019impedimento a compiere i riti religiosi sono previste delle sanzioni.<\/em> [Rilevato che] <em>il \u201cDecreto sull\u2019educazione cristiana\u201c del Concilio Vaticano II dichiara che, oltre ai genitori anche lo Stato ha dei diritti sui giovani. <\/em>[Constatato che] <em>Il rev. ha violato la legge di separazione della Chiesa dallo Stato<\/em> [perch\u00e9] [\u2026] <em>ha organizzato sistematicamente l\u2019istruzione di minorenni, in tutto circa 200-300 bambini\u201d <\/em>[e]<em> perci\u00f2 egli deve essere punito con la pena prevista dall\u2019articolo di legge infranto<\/em>&#8230; [si chiede la sua condanna] <em>ad un anno di privazione della libert\u00e0, pena da scontarsi in un lager a regime normale<\/em>\u00bb! (p.30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, la richiesta della procura viene pienamente accolta e il rev. Zdebskis, riconosciuto colpevole, \u00e8 condannato come da richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tra l\u2019arringa del procuratore e il verdetto finale, si situa la splendida e contrastata autodifesa dell\u2019imputato, che non \u00e8 solo un esemplare atto di coraggio ma \u00e8 anche, a suo modo, una piccola, luminosa esposizione di Dottrina sociale della Chiesa relativamente alla famiglia e all\u2019educazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva violato il divieto dell\u2019insegnamento religioso? Lo aveva fatto perch\u00e9 \u00ab<em>bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini<\/em>\u00bb (<em>At<\/em>, 5,29). Aveva insegnato ai bambini il catechismo, cio\u00e8\u00a0 \u00ab[\u2026] <em>non il proprio sapere, non un sistema di vita proposto da qualche filosofo, ma ci\u00f2 che vuole Cristo<\/em>\u00bb (p.31)? Lo aveva fatto perch\u00e9 era suo dovere di sacerdote conformarsi al precetto: \u00ab<em>Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni<\/em> [\u2026] <em>insegnando loro ad osservare tutto ci\u00f2 che vi ho comandato<\/em>\u00bb (<em>Mt<\/em>, 28, 19-20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapeva bene che \u00ab<em>il comandamento di insegnare ai bambini le verit\u00e0 della\u00a0 fede <\/em>[competeva ai]<em> genitori, che posseggono il diritto naturale sui propri figli<\/em>\u00bb (p.32), ma conosceva altrettanto bene i limiti umani e il principio di sussidiariet\u00e0 (\u00ab<em>Quando i genitori vogliono che i propri figli imparino la musica, chiamano un insegnante di musica; per la matematica, un insegnante di matematica <\/em>[\u2026]\u00bb) (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto, conosceva bene \u2014 si potrebbe dire: \u201csperimentatamente\u201d \u2014 la doppiezza dello \u201cstile\u201d del regime comunista, che lui denunciava con audace e brillante sincerit\u00e0: \u00ab<em>la costituzione dell&#8217;URSS riconosce la libert\u00e0 di coscienza e il diritto dei genitori sui propri figli<\/em> [\u2026]; [ma allora,] [\u2026] <em>se si autorizza ad esistere, con ci\u00f2 stesso si deve anche permettere di mangiare, di respirare, ecc. Se ufficialmente si consente che vi siano dei sacerdoti, automaticamente si prevede anche la<\/em> possibilit\u00e0 che questi esercitino le loro funzioni principali<em>, cio\u00e8 di officiare il Sacrificio, di assolvere i peccati in nome di Dio (giudicare) e di insegnare<\/em>\u00bb. Perci\u00f2, concludeva con un po\u2019 di beffarda e coraggiosa ironia di avere l\u2019impressione di essere \u00ab[\u2026] <em>processato per l&#8217;adempimento<\/em> [dei suoi] [\u2026] <em>precisi doveri<\/em>\u00bb (pp.32-33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dove tale \u201cdoppiezza\u201d trovava la sua maggiore evidenza pubblica era nella differenza di trattamento da parte dell\u2019autorit\u00e0 nei confronti degli \u201dateisti\u201d, una parola \u00a0utilizzata perch\u00e9 qui appare \u2014 come sottolinea Don Juozas \u2014 \u00ab[\u2026] <em>la pi\u00f9 appropriata <\/em>[\u2026]<em>, dato che un ateista, sia che si tratti di un funzionario per la Sicurezza dello Stato, dell&#8217;apparato amministrativo o di quello della pubblica istruzione, si presenta per questo aspetto ugualmente come un combattente contro Dio<\/em>\u00bb (p.33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa \u2014 pur se giuridicamente \u00e8 separata dallo Stato \u2014 di fatto non lo \u00e8, perch\u00e9 \u00ab[\u2026] <em>piegata<\/em> <em>agli interessi degli ateisti<\/em>\u00bb (<em>Ibid.<\/em>), di modo che \u00ab[\u2026] <em>i credenti si sentono \u201cfuori della societ\u00e0\u201d <\/em>[e] [\u2026] <em>si trovano ad<\/em> essere discriminati di fronte alla legge\u00bb (pp.33-34). Per esempio: \u00ab<em>gli ateisti hanno una propria stampa e scuole proprie mentre ai credenti tutto questo viene negato<\/em>\u00bb [p.34]; \u201cgrazie\u201d al loro \u201czelo\u201d \u2014 per impedire che \u00ab[\u2026] <em>la cultura interiore del popolo<\/em>\u00bb possa essere alimentata \u2014 si ostacola la sua partecipazione alla santa messa, forse perch\u00e9 \u00ab<em>essi sentono istintivamente che<\/em> [\u2026] <em>l&#8217;azione della\u00a0 grazia, come pure la robustezza della fede, sono necessariamente legati<\/em> [proprio alla messa]\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).; in molti casi l\u2019insegnante vieta agli allievi la partecipazione ad un funerale entrando in chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte dell\u2019ampia notoriet\u00e0 di tali fatti e dell\u2019inerzia silenziosa delle procure, don Zdebskis si chiede e chiede a tutti i presenti, ancora una volta con grande coraggio: \u00ab<em>Ci si deve forse meravigliare se nel popolo sorge il sospetto che la libert\u00e0 di coscienza sancita dalla costituzione e la ratifica della Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo, ed altro, servano soltanto per motivi di propaganda? <\/em>[\u2026] <em>Possibile che <\/em>ci siano delle leggi segrete<em>, contrarie a quelle ufficiali e ignote a popolo?<\/em>\u00bb (pp.35-36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019azione degli ateisti contro la libert\u00e0 di coscienza era, poi, caratterizzata molto spesso da un comportamento ingannevole e subdolo, paragonato dall\u2019imputato a \u00ab[\u2026] <em>quello del duca di Gloucester nel secolo XV, descritto nelle opere di Shakespeare<\/em> [che] [\u2026] <em>aspirando al trono d&#8217;Inghilterra trucidava segretamente i propri rivali, mentre era capace di mostrarsi al popolo con un libro di preghiere in mano<\/em>\u00bb (p.36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono esemplari, al riguardo, le loro manovre per \u00ab[\u2026] <em>scegliere sia i sacerdoti da mandare a Roma a perfezionare gli studi, sia i candidati per le nomine dei vescovi<\/em> [con l\u2019intenzione] [\u2026] <em>di far credere al mondo che i vescovi si trovano ai propri posti e che le disposizioni provengono dalla curia vescovile, mentre in realt\u00e0<\/em> [\u2026] <em>vengono dettate dagli ateisti<\/em> [stessi]\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O quelle per \u00ab[\u2026] <em>compromettere agli occhi dei fedeli e del Vaticano diversi sacerdoti e persino i vescovi <\/em>\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O ancora quelle tese a \u00ab[\u2026] <em>far funzionare un solo seminario ecclesiastico <\/em>[\u2026] <em>nel quale si permette di ammettere, e con ci\u00f2 stesso di ordinare ogni anno, soltanto 4-5 sacerdoti quando nello stesso periodo ne muoiono in Lituania dai 20 ai 30 <\/em>[con l\u2019aggiunta di impedirne l\u2019accesso agli] [\u2026] <em>studenti e professori particolarmente capaci e di elevata vita interiore<\/em>\u00bb (p.37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O, infine, la concessione dell\u2019\u00ab[\u2026] <em>autorizzazione ad accedere alla prima comunione e contemporaneamente la pretesa che i bambini vengano preparati singolarmente<\/em> (sono centinaia! ndr)\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).che il Don Juozas, molto felicemente, commenta cos\u00ec: \u00ab[\u2026] <em>In tal modo la libert\u00e0 religiosa diventa simile al<\/em> \u201cpermesso di vivere\u201d, <em>ma<\/em> con il divieto di nascere&#8230; \u00bb (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coraggio e l\u2019intelligenza di questo sacerdote \u2014 che si possono assumere come la misura e la rappresentazione delle condizioni della chiesa lituana di allora \u2014 sono descritte in modo perfettamente esauriente dalle parole che subito dopo egli rivolge ai giudici, che per tanti versi suonano purtroppo attuali: <em>\u00a0<\/em>\u00ab[\u2026]<em> Onorevoli giudici, si \u00e8 spinti a pensare che anche voi, come gran parte della nuova generazione, conosciate Dio solamente dal libro <\/em>Le amenit\u00e0 bibliche<em> e da altre pubblicazioni analoghe, e non quel Dio che \u00e8 morto per noi sulla croce. Chiss\u00e0 se oggi, pur possedendo diplomi di studi superiori nella vostra specializzazione, riuscireste a superare almeno un esame nelle materie della religione, cos\u00ec come lo sostengono i bambini alla vigilia della prima comunione?<\/em>\u00bb [<em>Ibid.<\/em>].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere in modo altrettanto ammirevole: \u00ab<em>Tenendo ben presente tutto questo (dato che anche voi siete secondo il detto di Rachmanov persone prodotte dalla \u201cNuova Fabbrica di Uomini \u201c), noi dobbiamo perdonarvi per questo processo ed implorarvi il perdono di Dio<\/em>\u00bb (<em>Ibid.<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1964, era stato gi\u00e0 condannato ad un anno di carcere con una analoga accusa e poi prosciolto perch\u00e9 era \u00ab[\u2026] <em>stato accertato che non venne usata alcuna coercizione nei riguardi dei bambini<\/em>\u00bb (p.38). Ora si era nelle stesse condizioni: \u00ab[\u2026] <em>il tribunale sa bene che non vi \u00e8 stata da parte mia alcuna coercizione; che i bambini non venivano istruiti a scuola, ma in chiesa e dietro la volont\u00e0 dei genitori, come attesta anche l&#8217;appello inviato a questo proposito dai genitori dei bambini al governo dell&#8217;URSS. La legge non pu\u00f2 essere interpretata, nelle identiche circostanze, una volta in un modo e un&#8217;altra in un altro modo<\/em>\u00bb (<em>Ibid.<\/em>). Invece, con i sovietici, poteva esserlo e lo sarebbe stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>c) Le due possibilit\u00e0 di essere sacerdote<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conclusioni del reverendo Juozas Zdebskis sono cos\u00ec \u201cbelle\u201d, cos\u00ec intense e cos\u00ec vere \u2014 e purtroppo ancora oggi cos\u00ec \u201ccomprensibili\u201d e, in tanti casi, cos\u00ec \u201cspendibili\u201d per capire certi comportamenti \u2014 da rendere ingiusto qualsiasi riassunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abEbbene, considerando umanamente gli eventi con una visuale molto ristretta, in simili casi si vorrebbe ripetere le parole di Ges\u00f9: \u201cPadre, se \u00e8 possibile, passi questo calice da me\u201d. In realt\u00e0 invece noi sacerdoti<\/em> dovremmo ringraziarvi <em>per questo ed altri simili processi. Ci\u00f2 costringe la nostra coscienza a parlare, a non addormentarsi e a decidere. Voi ci ponete davanti a due possibilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La prima: scegliere la strada della cosiddetta \u201c<\/em>pacifica collaborazione con gli ateisti\u201d<em>, cercare di barcamenarci, tentare di servire due padroni, accondiscendere alle mire degli ateisti.<\/em> <em>Restare sacerdoti per conto proprio, ma innocui all\u2019ateismo. Cacciare spontaneamente\u00a0 dalla chiesa la giovent\u00f9 perch\u00e9 non partecipi alle funzioni e alle processioni, perch\u00e9 non serva la messa.\u00a0 Persino non chiedere che essa venga alla messa, dato che non \u00e9 permesso&#8230; Nel preparare i bambini alla prima comunione accontentarsi soltanto che sappiano le preghiere senza che capiscano nulla del mistero della santa messa \u2014 l\u2019essenza di tutta la vita cristiana \u2014 e senza riflettere a quale situazione ci sar\u00e0 nel paese fra 10 o 20 anni!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ci\u00f2 significherebbe non adempiere ai propri doveri di sacerdote; vorrebbe dire entrare in conflitto con la propria coscienza, occuparsi soltanto del menu per il pranzo, cercando di scordare che ai bambini si continuer\u00e0 ugualmente a parlare di Dio ma di <\/em>un dio che in realt\u00e0 non esiste<em>. <\/em><em>Io stesso non credo nel dio che continuano a presentare, nella situazione in cui ci troviamo, la vostra stampa e la radio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Voi mi avete fatto vedere dietro le sbarre migliaia di giovani. Nessuno di loro conosce quel Dio che si deve amare e che ci ama. Nessuno ha parlato loro di un tale Dio. Nessuno ha insegnato loro a cercare la felicit\u00e0,\u00a0 facendo del bene ad ogni uomo, anche al nemico. Lo so bene che se noi sacerdoti non\u00a0 parleremo di questo ai giovani saranno le pietre a gridarlo! E Dio ci chieder\u00e0 conto del loro destino!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ecco che cosa significa, nel nostro ambiente, la \u201cpacifica collaborazione con l&#8217;ateismo\u201d; una cosa che i credenti all\u2019estero non riescono a comprendere. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E di questo non sono forse responsabili gli ateisti?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La seconda possibilit\u00e0: essere sacerdoti secondo il volere di Cristo decisi a compiere i doveri richiesti da Cristo e dai canoni della Chiesa, e con ci\u00f2 accettare tutto quello che la Provvidenza pu\u00f2 riservarci. In questo caso, optare per le finestre con le grate, come mi disse il giudice istruttore: \u201cNon hai voluto mangiare le anatre arrosto, ora proverai il pane del carcere!\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma se non fosse oggi il tribunale, sarebbe la nazione domani a giudicare noi preti!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alla fine verr\u00e0 l&#8217;ora della giustizia divina. Il Signore aiuti noi preti ad avere paura di questa pi\u00f9 che dei vostri tribunali!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>So bene che<\/em> [la nostra patria] [\u2026] <em>scomparir\u00e0 se i suoi figli non saranno in grado di ascoltare i genitori&#8230; Di questo ho parlato loro; ho detto che questo \u00e8 il volere di Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ma se tutto ci\u00f2, secondo la vostra coscienza, costituisce un crimine, consideratemi pure un fanatico e giudicatemi. Ma nello stesso tempo giudicherete anche voi stessi!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non mi rimane altro che ripetere le parole degli apostoli, gi\u00e0 pronunciate davanti a questo tribunale: \u201cBisogna obbedire pi\u00f9 a Dio che agli uomini\u201d\u00bb<\/em> (pp.37-40)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>d) La pena e la persecuzione psicologica<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anno di pena da scontare in una colonia di lavori correzionali a regime normale cui fu condannato Don Juozas cominci\u00f2 a decorrere, per decisione del tribunale, dal 26 agosto 1971, data del suo arresto (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu richiuso nel lager di Pravieni\u0161kiai dove riusc\u00ec a conquistare a suo modo un\u2019altra \u201cmedaglia\u201d, quando cio\u00e8 il direttore \u2014 per negargli qualsiasi piccolo sconto di pena che gli poteva spettare per il suo buon comportamento \u2014, addusse la seguente motivazione: \u00ab<em>\u00e8 incorreggibile<\/em>\u00bb (p.99). In realt\u00e0, uno sconto lo ebbe ma di un solo giorno: usc\u00ec dal lager, infatti, il 26 luglio 72, ventiquattrore prima del previsto, ma solo per il timore di una \u00ab\u201d<em>dimostrazione politica<\/em>\u201d\u00bb (p.185).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 gennaio dell\u2019anno successivo \u2014 dopo aver \u201cverificato\u201d coattivamente le sue condizioni di salute presso il policlinico \u2014 gli fu ingiunto di\u00a0 \u00ab[\u2026]<em> trovarsi un lavoro qualsiasi che non fosse quello sacerdotale, altrimenti gliene sarebbe stato assegnato uno a discrezione della milizia<\/em>\u00bb (p.224). Aveva solo 15 giorni di tempo: in compenso, godeva di buona salute\u2026 Gli fu concesso di compiere il proprio dovere sacerdotale soltanto in \u201cesilio\u201d canonico, cio\u00e8 in una diocesi diversa dalla sua di Vilkavi\u0161kis: il governo gli \u201cassegn\u00f2\u201d quella di Tel\u0161iai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persecuzione psicologica prosegu\u00ec l\u2019anno successivo, il giorno delle Ceneri del 1974, quando a Vilnius \u2014 nella sede del Comitato per la Sicurezza dove era stato convocato \u2014, fu sottoposto ad un lungo interrogatorio per verificare la veridicit\u00e0 delle \u201cinformazioni\u201d del KGB secondo cui \u00ab[\u2026]<em> egli sarebbe<\/em> <em>il \u201cgenerale\u201d,<\/em> <em>cio\u00e8 colui che dirigerebbe tutta l&#8217;attivit\u00e0 antisovietica in Lituania<\/em>\u00bb (p.386).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quello stesso anno, tale persecuzione trov\u00f2 il modo di proseguire, sviluppandosi all\u2019interno del famoso \u00ab[\u2026] processo<em> n. 345 <\/em>\u2014 <em>riguardante la riproduzione e la divulgazione di libri di preghiere, di letteratura religiosa nonch\u00e9 della LKB KRONIKA <\/em>\u2014\u00bb (3), allorch\u00e9 il giudice neg\u00f2 l\u2019autenticit\u00e0 della splendida autodifesa di don Juozas prima ricordata, sprezzandola \u00ab[\u2026] <em>come uno dei fatti prefabbricati che la <\/em><em>LKB KRONIKA sarebbe solita pubb<\/em><em>licare<\/em>\u00bb (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>e) Gli attentati e infine la morte.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 gennaio 1975, don Juozas fu vittima di un attentato. Mentre di sera viaggiava \u00a0\u00ab[\u2026] <em>tra Meteliai e Seirijai (prov. di Lazdijai), due macchine di agenti della Sicurezza tentarono di causare un incidente<\/em>\u00bb (5), che, fortunatamente, provoc\u00f2 solo danni all\u2019auto che stava guidando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Don Juozas restava \u201cincorreggibile\u201d. L\u2019incidente \u201cprovocato\u201d non bast\u00f2 a tacitarlo. Reag\u00ec con grande coraggio. E circa un mese dopo l\u2019 \u201cavvertimento\u201d, il 25 febbraio 1975, con un esposto trasmesso al Tribunale supremo conferm\u00f2 la veridicit\u00e0 della sua autodifesa cos\u00ec come riportata dalla <em>Cronaca<\/em>, facendo notare come le non corrispondenze tra lo scritto e la registrazione della sua deposizione erano da attribuirsi soltanto alle continue interruzioni del giudice, che arriv\u00f2 infine a togliergli la parola. (6)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continu\u00f2 a svolgere la sua funzione di sacerdote cos\u00ec intensamente che il KGB ritenne di doverlo \u201cavvertire\u201d ancora. Il 3 ottobre 1980, mentre portava la comunione agli anziani e agli ammalati delle campagne per il primo venerd\u00ec del mese, gli agenti della sicurezza spruzzarono i sedili con una micidiale sostanza chimica che gli provoc\u00f2 ustioni e ferite terribili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo coraggio rimase indomito e la sua volont\u00e0 indomata. \u00a0Finch\u00e9 la <em>Cronaca<\/em> n.70 dell\u2019aprile 1986 \u2014 dopo i ringraziamenti al beato Giovanni Paolo II per l\u2019\u201caffetto\u201d che mostrava verso la Lituania \u2014 si apr\u00ec seccamente con questa notizia: \u00ab<em>Il 5 febbraio 1986, il parroco della parrocchia di Rudamina, uno dei fondatori del CaCDBR (cattolico Comitato per la Difesa dei Diritti dei credenti), Padre Juozas Zdebskis, \u00e8 stato ucciso in un incidente automobilistico<\/em>\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva 57 anni. Fu pianto da tutta la Lituania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il camion del latte con cui la sua auto si scontr\u00f2 proveniva quasi certamente dalla consueta e famigerata centrale: il KGB.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>f) Come don Juozas, tanti altri<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aggiungo, in conclusione, che don Juozas non fu un caso isolato, ma, al contrario, pu\u00f2 assumersi come un prototipo rappresentativo dei tanti altri sacerdoti che purtroppo subirono lo stesso suo trattamento, per fortuna quasi sempre senza lo spietato esito finale. Come, per esempio Don Prosperas Bubnys (1918-2012), condannato il 12 novembre 1971 a un anno di lager a regime duro per aver cercato di verificare la preparazione catechistica dei bambini da cresimare [cfr. p.41].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O come Padre Antanas Se\u0161kevi\u010dius (1914-2002), anche lui condannato il 9 settembre 1970 a un anno di lager a regime duro, per l\u2019istruzione religiosa dei bambini [cfr. p.50]. O come padre Leonas \u0160apoka (1909-1980), pesantemente torturato e morto nel 1980 (8). O come padre Bronius Laurinavicius (1913-1981), deceduto un anno dopo in un incidente stradale come quello di don Juozas (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong><em> Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic. 1-10, La Casa di Matriona, Milano 1976, p.18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le citazioni indicate con il solo numero di pagina sono tratte da questa fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> Per descrivere il clima dell\u2019epoca in Italia, segnalo un articolo che permette con coglierlo con immediatezza. Il giorno dopo l\u2019arresto di don Juozas, <em>L\u2019Unit\u00e0 <\/em>\u2014 l\u2019organo ufficiale del Partito comunista italiano \u2014 pubblicava un articolo, con un titolo a tre colonne <em>II viaggio di Arrupe<\/em> [Pedro (1907-1991), all\u2019epoca Superiore generale della Compagnia di Ges\u00f9] <em>in Unione Sovietica<\/em>. Nell\u2019occhiello (\u00ab<em>Precedenti e significato di un&#8217;iniziativa al centro dell&#8217;attenzione internazionale<\/em>\u00bb) e nel catenaccio (\u00ab<em>II ruolo dell&#8217;attuale \u00abgenerale\u00bb dei gesuiti nel gruppo dirigente del cattolicesimo mondiale <\/em>&#8211; <em>II \u201cpapa nero\u201d e un fautore del dialogo con i paesi socialisti<\/em> &#8211; <em>Dalla rottura del 1922 tra Vaticano e URSS alla svolta giovannea\u00bb<\/em>) erano molto ben condensati il suo contenuto e il suo senso. Il giornalista legava la visita di Padre Arrupe al pregresso in questo modo: \u00ab[\u2026] <em>arriva a pochi mesi di distanza dal viaggio prevalentemente diplomatico politico del \u201cministro degli esteri\u201d di Paolo VI Mons. Agostino Casaroli che si era recato nella capitale sovietica per firmare il trattato anti H e per suggellare cos\u00ec la crescita che in questi anni ha fatto il dialogo tra URSS e Vaticano attorno ai grandi problemi della pace mondiale\u00bb <\/em>[Alberto Scandone, <em>II viaggio di Arrupe in Unione Sovietica, L\u2019Unit\u00e0<\/em>, 27 agosto 1971, p.6]. Si trattava, per\u00f2, di una crescita di cui ancora nulla si percepiva in Lituania. Nella patria del reverendo Juozas Zdebskis la <em>collaborazione pacifica con l&#8217;ateismo<\/em> continuava ad essere duramente impraticata. E sarebbe rimasta cos\u00ec ancora per molto tempo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong><em> Cronaca della Chiesa Cattolica in Lituania<\/em>, fascic. 11-20, La Casa di Matriona, Milano 1979, p.87<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p.120<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p.216<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(6)<\/strong> cfr. <em>Ibidem<\/em>, pp.201-202<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)\u00a0<\/strong>cfr. <a href=\"http:\/\/translate.google.it\/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.lkbkronika.lt%2Fen%2Findex.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D517%26Itemid%3D408\" target=\"_blank\">http:\/\/translate.google.it\/translate?hl=it&amp;sl=en&amp;tl=it&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.lkbkronika.lt%2Fen%2Findex.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D517%26Itemid%3D408<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(8)<\/strong> cfr. Giampaolo Barra, <em>La persecuzione in Urss e nei paesi comunisti<\/em>, in <em>Il Timone<\/em>, marzo 2009, in <a href=\"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=3022\" target=\"_blank\">http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/modules.php?name=News&amp;file=print&amp;sid=3022<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(9)<\/strong><em> Ibidem<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sicilia cristiana 19 dicembre 2012 di Guido Verna Le sofferenze e l\u2019eroismo della nazione lituana sono ampiamente generalizzabili per essere assunti come esemplari descrizioni del rapporto tra regime comunista e mondo \u201creligioso\u201d in genere e cattolico in specie. 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