{"id":266,"date":"2004-12-22T11:18:42","date_gmt":"2004-12-22T10:18:42","guid":{"rendered":""},"modified":"2025-07-06T15:11:59","modified_gmt":"2025-07-06T13:11:59","slug":"la-procreazione-medicalmente-assistita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-procreazione-medicalmente-assistita\/","title":{"rendered":"La Procreazione Medicalmente Assistita:"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/alleanzacattolica.org\/indici-della-rivista-cristianita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cristianit\u00e0<\/a> <\/strong>323 del 2004<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><em>alcune considerazioni dopo l&#8217;approvazione della legge n.40 del 19 febbraio 2004<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">di <strong>Chiara Mantovani<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/12\/legge-40.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/12\/legge-40.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-28760\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/12\/legge-40.jpg 225w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2004\/12\/legge-40-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p>Siamo gi\u00e0 giunti alla seconda generazione: infatti, nell\u2019estate del 1999 &#8220;Natalie Brown, la quarantesima bambina nata nel Regno Unito da tecniche di Fecondazione in Vitro, ha dato alla luce una figlia sana, Casey. Natalie \u00e8 nota per essere la prima nata da tecniche di Fecondazione in Vitro giunta a concepire un figlio in modo naturale. Questa nascita allontana la paura che i nati da tecniche di Fecondazione in Vitro siano sterili. Luise Brown, la prima nata da Fecondazione in Vitro nel mondo, \u00e8 la sorella di Natalie&#8221; (1).<\/p>\n\n\n\n<p>La notizia della nascita, il 25 luglio 1978, con parto cesareo, di Louise Joy Brown \u00e8 accolta con evidente compiacimento: &#8220;Oggi, il processo di fecondazione in vitro \u00e8 da considerarsi diffuso e utilizzabile dalle coppie sterili in tutto il mondo&#8221; (2). Infatti, una tecnica che, fino ad allora, aveva dato grandi soddisfazioni, e profitti, ai veterinari e agli allevatori di bestiame era cos\u00ec ufficialmente diventata efficace e disponibile per la procreatica umana.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nel 1891 Walter Heape [1855-1928] per primo trasfer\u00ec con successo embrioni di coniglio in altra specie. Come spesso accade, si fece tesoro delle esperienze in campo veterinario: nel 1944 quindi ha origine la preistoria della FIVET umana quando pionieristicamente due biologi, Rock e Menkin, mettendo spermatozoi a contatto con centinaia di ovociti umani ottennero 4 embrioni apparentemente normali&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca progred\u00ec barcollando nella penombra fino alla fine degli anni \u201960.&nbsp;&#8220;Nel \u201969 [Robert] Edwards in Inghilterra, effettuando fecondazioni in vitro, ottenne embrioni umani non pi\u00f9 occasionalmente ma in maniera riproducibile. [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>[&#8230;] Cos\u00ec nel \u201976 Steptoe [Patrick Cristopher (1913-1988)] ed Edwards ottennero la prima gravidanza da FIV, ma purtroppo fu ectopica e quindi abbandonarono questo protocollo adducendo come causa dell\u2019esito negativo l\u2019ambiente sfavorevole creato da farmaci utilizzati.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Lavorando quindi su cicli naturali nel 1978 nacque Louise Brown, una splendida bambina perfettamente sana. Da allora il settore della fecondazione assistita ebbe uno sviluppo esplosivo e numerose \u00e9quipe nel mondo si lanciarono con entusiasmo ad applicare le nuove tecniche realizzando, a tutt\u2019oggi, la nascita di oltre 100.000 bambini&#8221; (3).<\/p>\n\n\n\n<p>Dire con sicurezza quante persone siano gi\u00e0 nate grazie a tecniche di fecondazione artificiale \u00e8 davvero arduo: &#8220;Negli Stati Uniti d\u2019America, attualmente, sono attivi pi\u00f9 di 300 centri per la fertilit\u00e0&#8221; (4), &#8220;nel 1994 sono nati circa 7.000 bambini da tecniche di fecondazione in vitro&#8221; (5) e, fino al 1999, &#8220;si valuta in 500 mila bambini il risultato della fecondazione in vitro&#8221; (6).<\/p>\n\n\n\n<p>La Pontificia Accademia per la Vita, in un documento del 21 febbraio 2004, riferisce come credibile che &#8220;[&#8230;] fino ad oggi, siano nati in tutto il mondo pi\u00f9 di un milione di bambini&#8221; (7) con procedure di fecondazione in vitro. Bisogna anche ricordare che la FIVET, la Fecondazione In Vitro con Trasferimento di Embrione, \u00e8 solo una, anche se la pi\u00f9 diffusa e pubblicizzata, delle possibili tecniche.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro interrogativo rilevante \u00e8 quello relativo a quanti embrioni congelati \u2014 gli &#8220;avanzi&#8221; ancora non utilizzati da FIVET avviate e quelli rimasti da FIVET gi\u00e0 concluse, perch\u00e9 chi ha richiesto il figlio lo ha gi\u00e0 ottenuto \u2014 restano nei vari centri nel mondo: un popolo silenzioso, con vita sospesa e a termine \u2014 poich\u00e9 \u00e8 tecnicamente consigliato che la conservazione non superi i 5 anni \u2014, certamente numerosissimo se gi\u00e0 nel 1995 la Gran Bretagna si trova a decidere della sorte di 3.500 embrioni congelati; e, dopo un acceso dibattito, decide per la loro &#8220;distruzione&#8221;. Da allora certamente non sono diminuiti n\u00e9 i centri dove le tecniche vengono applicate, n\u00e9 le richieste per quanto oggi appare un modo relativamente facile per ottenere gravidanze desiderate.<\/p>\n\n\n\n<p>La PMA, la Procreazione Medicalmente Assistita, trasferisce l\u2019atto della generazione fuori dall\u2019ambito dell\u2019agire umano, per porlo nell\u2019ambito del fare: da atto umano la generazione diventa cos\u00ec un atto tecnico. Questa trasformazione comporta certamente problemi, che mi pare possano cos\u00ec individuarsi: in primo luogo, un problema di senso; in secondo luogo, un problema etico; e anche, in terzo luogo, un problema legislativo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Il problema di senso<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Che significato ha la PMA? Se essa s\u2019inscrivesse esclusivamente nell\u2019ambito di un atto terapeutico di natura medica, nel quale tutti i soggetti che operano, richiedono o subiscono l\u2019atto stesso avessero unanimemente definita la propria identit\u00e0 e il proprio statuto ontologico, le leggi morali e quelle giuridiche, che sono chiamate a governarla, usufruirebbero di protocolli teoretici e operativi ampiamente indagati e sostanzialmente condivisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019atto medico in questione mira, non solo nel proprio orizzonte operativo, ma come scopo intrinseco, alla procreazione di persone umane. Al di l\u00e0 di ogni terminologia usata \u2014 spesso con un preciso intento valorizzante oppure banalizzante \u2014, quanto si promette alle pazienti da sottoporre a PMA \u00e8 un figlio: cio\u00e8 un nuovo soggetto umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il senso della PMA non \u00e8 dunque, come per altre azioni mediche, quello di adoperarsi a sanare una patologia; la sterilit\u00e0 di coppia, che rappresenta la situazione patologica per cui si ricorre alle varie tecniche artificiali, non \u00e8 risolta dopo la PMA: non succede cio\u00e8 che, a nascita avvenuta del figlio richiesto, la sterilit\u00e0 sia risolta e la fertilit\u00e0 ristabilita. Questa constatazione \u00e8 condivisa anche da quanti reputano le tecniche di PMA sostanzialmente accettabili e, anzi, auspicabili, nella fattispecie i deputati del PdCI, il Partito dei Comunisti Italiani, Maura Cossutta, Gabriella Pistone e Katia Bellillo, presentatori, il 17 ottobre 2001, della proposta di legge n. 1775 recante Norme in materia di procreazione medicalmente assistita: &#8220;\u00c8 comunque falsa la autorappresentazione delle tecniche di PMA come &#8220;cura della sterilit\u00e0&#8221;: in realt\u00e0, esse non mirano a risanare il corpo sterile, che rimane tale&#8221; (8).<\/p>\n\n\n\n<p>La PMA consente, dunque, di usare tecniche che assicurano \u2014 o tentano di farlo \u2014 la nascita di una persona umana in quanto realizzazione del desiderio di divenire genitore.<\/p>\n\n\n\n<p>Se sono ammalato, e desidero legittimamente essere sanato, chiedo a un medico di usare della propria scienza sulla mia persona al fine di essere guarito. Io sono l\u2019unico interlocutore dell\u2019operatore sanitario e, proprio in virt\u00f9 di questo personale rapporto, invoco sia un\u2019ampia autonomia nella scelta della cura che una ormai codificata privacy.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se non posso avere un figlio \u2014 e questa \u00e8 una delle particolarit\u00e0 della PMA \u2014 chiedo a un medico di agire su di un\u2019altra persona, tentando di causarne volontariamente la nascita. Per oltrepassare, in questa fase della riflessione, la difficolt\u00e0 teoretica del riconoscimento della natura di persona del concepito, sembra sufficiente sottolineare che nessuna paziente chiede al proprio ginecologo embrioni: gli chiede figli, dunque certamente persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la mia identit\u00e0 \u2014 il fatto che io sono io \u2014 e il mio statuto ontologico \u2014 una persona umana depositaria di diritti \u2014 sono, oggi pi\u00f9 che mai, destinatari di un\u2019attenzione e di un rispetto encomiabili in ogni atto medico, altrettanto non pu\u00f2 dirsi del soggetto umano posto in essere dalla PMA. Questi, che cosa \u00e8? L\u2019effetto di una terapia? Un sogno realizzato? Un organismo biologico che aspetta il mio beneplacito per essere riconosciuto titolare di diritti?<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco il primo problema posto dalla PMA: che senso ha? Pare essere un atto medico \u2014 in quanto per sua natura non pu\u00f2 prescindere dalla competenza medica \u2014 nel quale il paziente pi\u00f9 importante \u2014 tanto importante che la sua nascita costituisce il &#8220;risultato positivo&#8221; \u2014 ancora non esiste.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Il problema etico<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Ecco allora aprirsi il problema etico: \u00e8 giusto compiere un atto solo in virt\u00f9 del fatto che se ne \u00e8 capaci?&nbsp;Ci\u00f2 che in proposito crea inciampo \u00e8 la discussa natura di quanto \u00e8, letteralmente, prodotto dalla PMA: un \u2014 tanti, in realt\u00e0 \u2014 embrione. Il problema etico \u00e8 sintetizzato dunque da un quesito ontologico: chi \u00e8 l\u2019embrione? A seconda della risposta a questa domanda, si delineer\u00e0 la risposta relativa alla liceit\u00e0 della PMA in generale ed, eventualmente, della PMA nelle varie e specifiche circostanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi reputi ragionevole considerare l\u2019embrione come uno dei primi stadi di sviluppo di ogni persona umana, non diverso in qualit\u00e0 \u2014 ma solo in quanto appare della sua corporeit\u00e0 \u2014 dall\u2019uomo adulto, e perci\u00f2 ritenga di condividere il personalismo ontologicamente fondato come criterio di giudizio della natura dell\u2019embrione, la PMA \u00e8 di per s\u00e9 un atto ingiusto. &#8220;In forza della sua unione sostanziale con un\u2019anima spirituale, il corpo umano non pu\u00f2 essere considerato solo come un complesso di tessuti, organi e funzioni, n\u00e9 pu\u00f2 essere valutato alla stessa stregua del corpo degli animali, ma \u00e8 parte costitutiva della persona che attraverso di esso si manifesta e si esprime&#8221; (9).<\/p>\n\n\n\n<p>E che il personalismo ontologicamente fondato sia un\u2019antropologia condivisa dal Magistero della Chiesa cattolica non significa che lo stesso Magistero ne detenga l\u2019esclusivit\u00e0: &#8220;Pur tra difficolt\u00e0 e incertezze, ogni uomo sinceramente aperto alla verit\u00e0 e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, pu\u00f2 arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cf. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario. Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l\u2019umana convivenza e la stessa comunit\u00e0 politica&#8221; (10).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingiustizia della PMA non risiede solo nelle sue possibili conseguenze illecite, prima fra tutte la morte di persone umane allo stato embrionale, che \u00e8 un fatto gravissimo. Al momento attuale questa ne \u00e8 piuttosto un\u2019aggravante. Anche ammettendo che, in un futuro pi\u00f9 o meno prossimo, si potesse eventualmente rimuovere questo effetto non voluto causato dalle tecniche di PMA oggi in uso, tuttavia anche allora essa non diventerebbe lecita, poich\u00e9 nessun uomo merita, in virt\u00f9 della sua natura personale, di essere equiparato a una cosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando &#8220;l\u2019uomo non riesce pi\u00f9 a percepirsi come &#8220;misteriosamente altro&#8221; rispetto alle diverse creature terrene&#8221; (11); quando, &#8220;chiuso nel ristretto orizzonte della sua fisicit\u00e0, si riduce in qualche modo a &#8220;una cosa&#8221; e non coglie pi\u00f9 il carattere &#8220;trascendente&#8221; del suo &#8220;esistere come uomo&#8221;&#8221; (12); quando &#8220;[&#8230;] si preoccupa solo del &#8220;fare&#8221; e, ricorrendo ad ogni forma di tecnologia, si affanna a programmare, controllare e dominare la nascita e la morte&#8221; (13), &#8220;[&#8230;] non sorprende che il senso di tutte le cose ne esca profondamente deformato&#8221; (14). Le cose si possono fabbricare, se ne pu\u00f2 disporre e se ne pu\u00f2 rivendicare il diritto di possesso: ma non altrettanto pu\u00f2 essere lecito fare con le persone, che sono sostanzialmente e per definizione diverse dalle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi, invece, reputasse il prodotto del concepimento null\u2019altro che materiale biologico d\u2019indiscutibile specie umana s\u00ec, ma con una natura umana ancora tutta da dimostrare, la PMA non si occuperebbe d\u2019altro che di produrre &#8220;cose&#8221; che solo in seguito diventano uomini. Come per tutte le cose \u2014 anche per quelle di grande valore, reputate tali o per universale giudizio o per intenso interesse personale \u2014 sar\u00e0 possibile sacrificare qualche esemplare per un risultato migliore e pi\u00f9 alto e la tensione etica sar\u00e0 rivolta a regolamentare una prassi al fine di renderla pi\u00f9 sicura, pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 vantaggiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse non sar\u00e0 superfluo sottolineare che &#8220;sicuro&#8221;, &#8220;efficace&#8221; e &#8220;vantaggioso&#8221; non sono categorie morali, almeno non prima di aver risposto affermativamente all\u2019interrogativo: &#8220;\u00c8 giusto?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sarebbe illusorio rivendicare la neutralit\u00e0 morale della ricerca scientifica e delle sue applicazioni; d\u2019altro canto non si possono desumere i criteri di orientamento dalla semplice efficienza tecnica, dalla utilit\u00e0 che possono arrecare ad alcuni a danno di altri o, peggio ancora, dalle ideologie dominanti. Pertanto la scienza e la tecnica richiedono, per il loro stesso intrinseco significato, il rispetto incondizionato dei criteri fondamentali della moralit\u00e0&#8221; (15).<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, ha un peso rilevante nella valutazione dell\u2019eticit\u00e0 della PMA, almeno sicuramente a riguardo della FIVET, la stima dei successi, ovvero dei bimbi in braccio, che costituiscono il parametro dell\u2019efficacia di tali tecniche. Ebbene, &#8220;[&#8230;] la ricerca scientifica in questo settore ha investito crescenti risorse, umane ed economiche, per cercare di rendere pi\u00f9 &#8220;efficaci&#8221; le ART (Artificial Reproductive Technologies), senza riuscire, per altro, ad ottenere un sostanziale innalzamento del tasso globale di nascite per ciclo di trattamento; tale tasso permane cos\u00ec basso che, se si verificasse in altri trattamenti medici, sarebbe senza dubbio interpretato come chiaro segno di un sostanziale fallimento tecnico. [&#8230;] Purtroppo, questo dato statistico negativo ha una tragica corrispondenza fattuale nella enorme perdita di embrioni umani&#8221; (16).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Il problema legislativo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La legge \u00e8 uno strumento operativo attraverso il quale una societ\u00e0 cerca di favorire quanto ha giudicato giusto e di proibire quanto ha giudicato ingiusto.&nbsp;Se la coscienza individuale detta il comportamento morale di ogni uomo, la legislazione aspira a essere il regolamento dettato dalla coscienza sociale al fine di aiutare la realizzazione di quanto \u00e8 giusto in vista del bene comune: la legge perci\u00f2 \u00e8, o dovrebbe essere, l\u2019applicazione dell\u2019etica politica.<\/p>\n\n\n\n<p>In merito al tema PMA si pongono due quesiti. Primo: \u00e8 necessario che il legislatore si occupi di PMA? Risposta: s\u00ec, dal momento che \u00e8 dovere della legge tutelare il pi\u00f9 debole e nessuno \u00e8 pi\u00f9 debole di colui che \u00e8 alla totale merc\u00e9 di chi ne ha appena originato l\u2019esistenza. &#8220;\u00c8 necessario, \u00e8 il primo e pi\u00f9 nobile compito della legge civile, tutelare i diritti fondamentali delle persone pi\u00f9 deboli&#8221; (17). Inoltre, tutta la materia della procreatica umana \u00e8 argomento di bene comune, essendo gli uomini il bene pi\u00f9 prezioso di una comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quesito: che caratteristiche deve avere una legge che voglia davvero essere strumento di realizzazione del bene comune in questo ambito? Risposta: certamente una legge dovrebbe tenere in alta considerazione, salvaguardandoli, almeno tre diritti fondamentali di colui che \u00e8 lo scopo dell\u2019atto che la stessa legge si propone di regolamentare, cio\u00e8 di colui che dev\u2019essere concepito.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrebbero essere dunque assicurati &#8220;il diritto ad essere trattato come soggetto e non oggetto&#8221; (18), &#8220;il diritto inviolabile alla vita&#8221; (19), &#8220;il diritto ad una famiglia fondata sul matrimonio&#8221; (20).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Cenni di cronistoria<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La situazione italiana prima dell\u2019approvazione avvenuta il 19 febbraio 2004 era di vacatio legis. Era, cio\u00e8, sostanzialmente permesso tutto quanto fosse sufficientemente &#8220;igienico&#8221;. &#8220;La regolamentazione dei centri che praticano le tecniche di riproduzione assistita \u00e8 tuttora affidata a due circolari ministeriali, rispettivamente del 1985 e nel 1987 dai Ministri della sanit\u00e0 pro tempore, Degan [Costante (1930-1988)] e Donat Cattin [Carlo (1919-1991)].<\/p>\n\n\n\n<p>La prima ha introdotto il divieto dell\u2019effettuazione della fecondazione eterologa nei centri del Servizio sanitario nazionale, divieto peraltro privo di fondamento legislativo e che nei fatti ha favorito lo sviluppo dei soli centri privati. La seconda, auspicando la rapida definizione di un\u2019organica disciplina legislativa in materia (nel 1987!), regolamenta la raccolta di seme a fini di fecondazione con intervento di un donatore, rinviando ad atti successivi, mai peraltro adottati, la definizione dei requisiti dei centri. L\u2019applicazione delle tecniche di fecondazione eterologa \u00e8 pertanto attualmente lecita, riconosciuta da uno dei due atti a contenuto normativo vigenti, ed ammessa senza limiti n\u00e9 soggettivi n\u00e9 oggettivi&#8221; (21).<\/p>\n\n\n\n<p>Il giudizio, in buona sostanza unanime, su quanto ormai indicato come &#8220;far west procreatico&#8221;, descrive una situazione gravemente ingiusta. Il Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige, il 10 dicembre 1999, cos\u00ec si esprime: &#8220;[&#8230;] considerata l\u2019urgenza che l\u2019Italia si doti di una legislazione in materia che finalmente regolamenti l\u2019attuale situazione definita un vero e proprio &#8220;far west procreatico&#8221;, [&#8230;] preso atto che in questa materia non \u00e8 possibile intervenire efficacemente con provvedimenti amministrativi, in quanto solo la legge \u00e8 in grado di proteggere i diritti umani e di stabilire ci\u00f2 che si pu\u00f2 e ci\u00f2 che non si deve fare; FA VOTO affinch\u00e9 il parlamento italiano approvi quanto prima una disciplina legislativa in materia di procreazione medicalmente assistita che ponga fine alla giungla procreatica in atto e che sia pienamente rispettoso dei diritti umani dell\u2019embrione alla vita, alla famiglia, all\u2019identit\u00e0&#8221; (22).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Il quadro precedente italiano per quanto riguarda la procreazione artificiale era costituito da una situazione gravemente ingiusta&#8221; (23). Nella prolusione del cardinale presidente della Conferenza Episcopale Italiana, in occasione del Consiglio tenutosi a Roma dal 19 al 24 gennaio 2004, S. Em. il card. Camillo Ruini afferma: &#8220;Il suo [della legge n. 40 del 2004] merito consiste piuttosto nel porre fine ad un vuoto normativo, presente ormai solo in Italia, le cui conseguenze inaccettabili erano pressoch\u00e9 da tutti riconosciute&#8221; (24).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Si \u00e8 dunque pervenuti ad uno stato di impasse in cui a solenni e perlopi\u00f9 univoche affermazioni di principio, fanno riscontro un\u2019autonomia della scienza e della ricerca che sembrano esprimersi al massimo della loro libert\u00e0 ed una preoccupante inerzia legislativa, almeno nel nostro paese&#8221; (25). &#8220;Dopo decenni di discussioni, rinvii, scontri, rifiuti di affrontare il problema, sta giungendo in porto la legge che si propone di cominciare a mettere ordine nella giungla della &#8220;riproduzione&#8221; medicalmente assistita&#8221; (26).<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elaborazione di una legge, sufficientemente condivisa da poter superare gli ostacoli dei veti incrociati, era evidentemente molto difficoltosa, se dal 1984 si \u00e8 dovuti giungere al 2004 (27).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1984, infatti, iniziano i lavori della Commissione Santosuosso \u2014 cosiddetta dal nome del presidente, il magistrato Fernando Santosuosso \u2014, il primo gruppo di esperti incaricato dal Governo italiano di esaminare le problematiche sollevate dalla nascita di Louise Joy Brown.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quei lavori nascono due ipotesi, mai tradotte in testi di legge. Nel 1995 altre due Commissioni vengono incaricate di studiare la materia, ma il risultato dei loro lavori non viene applicato. Sono invece emanate alcune circolari, per esempio quella del 1985 del ministro Degan, che disciplinano la PMA nelle strutture pubbliche, prescrivendo cautele igienico-sanitarie. Dopo ripartenze e rinvii, nella XIII legislatura, dal 1996 al 2001, il lavoro parlamentare s\u2019intensifica. Nel luglio del 1998, relatrice l\u2019on. Marida Bolognesi, dei Democratici di Sinistra, viene presentato alla Camera un testo che unifica ben 17 proposte di legge; a questo punto sono approvati vari emendamenti e quando, all\u2019articolo 4, \u00e8 vietata la procreazione eterologa, la relatrice si dimette.<\/p>\n\n\n\n<p>La discussione riprende alla Camera, dopo che il testo ha conosciuto, fra durissime polemiche, modificazioni anche sostanziali; al Senato sono votate di nuovo modifiche tali da negare la soggettivit\u00e0 dell\u2019embrione e da consentire la procreazione eterologa. Viene anche rigettato all\u2019articolo 5 l\u2019emendamento tendente a esigere il matrimonio della coppia richiedente la PMA.<\/p>\n\n\n\n<p>La fine della XIII legislatura annulla tutto il lavoro compiuto e cos\u00ec la XIV, iniziata nel 2001, pu\u00f2 ricominciare tutto da capo. Infine la proposta di legge giunta in aula il 27 marzo 2002, avente come testo base quello approvato dalla Camera nel luglio del 1999 \u2014 relatrice l\u2019on. Dorina Bianchi dell\u2019UDC, l\u2019Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro \u2014, \u00e8 approvata il 18 giugno 2002. Ancora qualche emendamento \u00e8 stato recepito; in particolar modo non sono stati evitati, al comma 1 e al comma 4 dell\u2019articolo 14, la citazione e la possibilit\u00e0 di ricorso alla legge sull\u2019aborto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;I tentativi di rinvio sono stati continui, tanto che, sia nella Commissione Igiene e Sanit\u00e0 che in aula, sono stati presentati altri 400 emendamenti e 2 relazioni di minoranza che hanno costretto il Senato ad un lavoro estenuante. [&#8230;], ma alla fine, l\u201911 dicembre 2003, la legge ha ottenuto 169 voti favorevoli contro 90 voti contrari e 5 astenuti&#8221; (28). Infine, sulla Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2004, \u00e8 stata pubblicata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, recante Norme in materia di procreazione medicalmente assistita.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>La legge n. 40 del 2004<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Da pi\u00f9 parti si \u00e8 gi\u00e0 ampiamente dibattuto su pregi e difetti della legge e proprio la rilevanza dei temi sui quali vi \u00e8 disaccordo di giudizio mostra chiaramente le difficolt\u00e0 che l\u2019iter legislativo ha dovuto superare.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato chi reputa la vita umana un bene da difendere gi\u00e0 a partire dal concepimento ritrova nell\u2019impianto della legge \u2014 accanto a importanti e positivi elementi \u2014 ancora ampi margini di miglioramento. Dall\u2019altro quanti, oltre a &#8220;cosificare&#8221; l\u2019embrione, invocano anche una libert\u00e0 assoluta della sperimentazione tecnico-scientifica la giudicano gravemente limitativa. A titolo esemplificativo, si pu\u00f2 citare il giudizio sul testo unico, che poi \u00e8 praticamente divenuto il testo della legge n. 40 del 2004, riportato nella relazione del disegno di legge dell\u2019on. Maura Cossutta: &#8220;Cos\u00ec i testi elaborati prima dalla Camera dei deputati e poi dal Senato della Repubblica hanno prodotto veri e propri &#8220;mostri&#8221; giuridici che dall\u2019esclusione all\u2019accesso alle tecniche di PMA per le donne single e le cosiddette &#8220;coppie di fatto&#8221;, \u00e8 giunto fino al riconoscimento dell\u2019adottabilit\u00e0 dell\u2019embrione.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 prodotto dunque, proprio a partire dal disconoscimento della titolarit\u00e0 femminile nella riproduzione e del diritto all\u2019autodeterminazione delle donne a decidere della propria maternit\u00e0 e del proprio corpo, un processo, [&#8230;] che [&#8230;] ha prodotto dal punto di vista legislativo testi di legge che hanno tentato di introdurre princ\u00ecpi giuridici di una pericolosit\u00e0 senza precedenti&#8221; (29).<\/p>\n\n\n\n<p>I giudizi sfavorevoli alla legge, in quanto considerata troppo restrittiva, non sono rimasti nell\u2019ambito delle opinioni: gi\u00e0 sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo 2004 \u00e8 apparso l\u2019annuncio della raccolta di firme per un referendum popolare abrogativo della legge n. 40 del 2004, definita &#8220;oscurantista e clericale&#8221; (30), promosso dall\u2019Associazione Comitato Promotore Referendum.<\/p>\n\n\n\n<p>I toni usati per la pubblicizzazione dell\u2019iniziativa, come anche le argomentazioni che dovrebbero sostenerla, mostrano da un lato il contrasto che gi\u00e0 si \u00e8 svolto nelle aule parlamentari e di Commissione, dall\u2019altro di che natura e di che intensit\u00e0 \u00e8 destinato a essere il dibattito culturale che ne seguir\u00e0 ed evidenziano i campi sui quali si svolger\u00e0 il confronto. \u00c8 presente la rivendicazione di una libert\u00e0 personale e scientifica che, negando la dignit\u00e0 di persona dell\u2019embrione, si sgancia dall\u2019ambito filosofico ed etico per poggiarsi su constatazioni che appaiono francamente grossolane: &#8220;Nella fecondazione assistita e nella ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, infatti, gli embrioni non vengono fatti sviluppare pi\u00f9 di 2 o 3 giorni prima di essere congelati. Un embrione a quello stadio di sviluppo non \u00e8 neanche visibile senza microscopio&#8221; (31).<\/p>\n\n\n\n<p>Compaiono, inoltre, alcune affermazioni di tenore generico, come &#8220;La legge vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, cio\u00e8 la speranza di cura per 10 milioni di malati italiani&#8221; (32), che tendono a enfatizzare come gi\u00e0 applicabili ed efficaci i risultati terapeutici di ricerche appena all\u2019inizio. Al contrario, allo stato attuale degli studi, le terapie con cellule staminali embrionali appaiono di molto dubbia, quasi nulla, validit\u00e0 immediata, come pi\u00f9 volte autorevolmente dichiarato dal maggior esperto italiano di cellule staminali, il professor Angelo Vescovi, codirettore dell\u2019Istituto di Ricerca sulle Cellule Staminali dell\u2019Ospedale San Raffaele di Milano: &#8220;Non esistono protocolli clinici, nemmeno a livello di sperimentazione sull\u2019uomo, che si basano sull\u2019uso di cellule embrionali&#8221; (33).<\/p>\n\n\n\n<p>Richiesto se cellule tratte dagli embrioni siano le uniche su cui orientare la ricerca, il professore ha negato decisamente questa possibilit\u00e0 e ha ricordato che &#8220;[&#8230;] la ricerca sulle cellule staminali embrionali &#8220;offre degli elementi oggettivi di possibile applicazione terapeutica in molti ambiti, ma solo in una prospettiva a lungo termine, attualmente non valutabile in alcun modo affidabile&#8221;. [&#8230;]<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Riferendosi poi in particolare alle cure di malattie neurologiche, quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson, il prof. Vescovi sottolinea che &#8220;come cellule staminali cerebrali umane, non di origine embrionale, siano gi\u00e0 disponibili in enormi quantit\u00e0, senza richiedere l\u2019impiego di cellule staminali embrionali di cui troppo spesso si dimentica di ricordare l\u2019intrinseco potenziale tumorigenico delle stesse&#8221;&#8221; (34).<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle dichiarazioni d\u2019intenti dei promotori del referendum non manca l\u2019aspetto ideologico: &#8220;Sono tornati, malgrado le lezioni ricevute sul divorzio e sull\u2019aborto ci riprovano, vogliono la rivincita. Contro la libert\u00e0 di scienza e di coscienza, sempre contro le donne, ora anche contro le speranze per dieci milioni di malati, con la legge sulla procreazione assistita&#8221; (35).<\/p>\n\n\n\n<p>Entrando nel merito della legge essa ha, indubbiamente, alcuni grandi meriti: l\u2019articolo 1, comma 1, in cui, per la prima volta nella legislazione italiana, dichiarando di voler assicurare &#8220;i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito&#8221;, si riconosce soggetto di diritti un concepito non ancora nato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il comma 2 \u2014 cos\u00ec come il comma 1 dell\u2019articolo 4 \u2014 \u00e8, dal punto di vista medico, molto significativo: la PMA \u00e8 consentita solo quando &#8220;altri metodi terapeutici&#8221; per l\u2019infertilit\u00e0 non siano utilizzabili. Non sembri un\u2019osservazione di poco conto, dal momento che altri scenari, oltre alla sterilit\u00e0 di coppia, hanno fatto da sfondo, in questi anni, alle cronache di fecondazioni artificiali tentate o effettuate o anche solo annunciate, soprattutto all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>A titolo d\u2019esempio basti citare un fatto accaduto al Pacific Fertility Center di Los Angeles, negli Stati Uniti d\u2019America, nel 2001: &#8220;[&#8230;] la francese Jeanine Salomon, di 62 anni, ha portato in utero un bambino concepito a mezzo della fecondazione dell\u2019ovulo di una donatrice statunitense con gli spermatozoi del fratello Robert Salomon, di 52 anni malato di mente. Il piccolo [&#8230;] sembra che sia stato concepito per una questione ereditaria al fine di consentire ai due fratelli-genitori di incassare la miliardaria eredit\u00e0 materna.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Con lo stesso metodo di fecondazione in vitro sarebbe nata (secondo la notizia giornalistica) anche una sorellina [&#8230;], partorita a pochi giorni di distanza [&#8230;], da una donna che aveva venduto il suo ovulo fecondato con gli spermatozoi di Robert Salomon e affittato il suo utero&#8221; (36).<\/p>\n\n\n\n<p>Di certo eticamente corrette, e dunque encomiabili sono \u2014 secondo quanto disposto dall\u2019articolo 12 \u2014 la proibizione della fecondazione eterologa, il divieto del ricorso a tecniche di PMA da parte di coppie omosessuali, di donne gi\u00e0 in menopausa \u2014 le cosiddette &#8220;mamme-nonne&#8221; \u2014, di maternit\u00e0 surrogata \u2014 i cosiddetti &#8220;uteri in affitto&#8221; \u2014 e delle paternit\u00e0 post mortem, utilizzando spermatozoi di uomini deceduti.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro elemento di pregio della legge \u00e8 il divieto della clonazione e della sperimentazione su embrioni sia a fini procreativi che di ricerca: \u00e8 il pieno recepimento di ripetute esortazioni, consigli e deliberazioni del Parlamento Europeo nonch\u00e9 della Convenzione del Consiglio d\u2019Europa per la protezione dei diritti dell\u2019uomo e della dignit\u00e0 dell\u2019essere umano riguardo all\u2019applicazione della biologia e della medicina, stipulata a Oviedo, in Spagna, il 4 aprile 1997.<\/p>\n\n\n\n<p>Rilevante anche il divieto della riduzione embrionaria: si tratta di evitare che una donna, alla quale, con una procedura standard, siano posti in utero tre embrioni, nel caso in cui due di essi \u2014 o magari tutti e tre \u2014 siano stati capaci di &#8220;aggrapparsi&#8221; alla mucosa uterina e dunque di proseguire il viaggio verso la nascita, decida che lei desiderava un figlio e quindi chieda di ridurre, cio\u00e8 di eliminare con un aborto selettivo, chi sopravanza il suo desiderio. Purtroppo l\u2019articolo in questione, l\u2019articolo 14, comma 4, contiene un\u2019inquietante eccezione: i &#8220;casi previsti&#8221; dalla legge n. 194 del 1978. Evidentemente non \u00e8 stata realizzabile un\u2019operazione che davvero sarebbe stata epocale: quella di passare da una pseudo-etica della soggettivit\u00e0 materna a un\u2019etica dell\u2019oggettivit\u00e0 ontologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che sia significativo, al di l\u00e0 della sua doverosit\u00e0, l\u2019aver contemplato la possibilit\u00e0 dell\u2019obiezione di coscienza, all\u2019articolo 16: quando una legge dello Stato &#8220;sente&#8221; \u2014 ma la legge &#8220;sente&#8221; o non piuttosto &#8220;dice&#8221;? \u2014 di dover ammettere deroghe a s\u00e9 stessa, con ci\u00f2, implicitamente, dichiara di aver consapevolezza della propria perfettibilit\u00e0. E, se una legge per prima ammette la propria perfettibilit\u00e0, forse davvero la si potr\u00e0 migliorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultima segnalazione positiva, a dire il vero poco citata: il censimento del popolo &#8220;prodotto&#8221;. Grazie all\u2019articolo 17 comma 2 si potr\u00e0 conoscere &#8220;l\u2019indicazione numerica degli embrioni &#8220;prodotti&#8221;&#8221; prima dell\u2019entrata in vigore della legge. Si avr\u00e0 dunque conoscenza dell\u2019entit\u00e0 del problema degli embrioni crioconservati: qualcuno oggi autorevolmente li stima in 24.000 (37). E forse, insieme alla consapevolezza numerica, giunger\u00e0 o aumenter\u00e0 anche la consapevolezza che esistono davvero uomini messi &#8220;dans un temps suspendu&#8221;, come affermava il genetista francese J\u00e9r\u00f4me Lejeune (1927-1994) (38).<\/p>\n\n\n\n<p>Altra, di diversa natura, \u00e8 la considerazione che l\u2019etica cattolica pu\u00f2 esprimere nei confronti della PMA in generale. Tutto quanto il Magistero cattolico \u2014 traendo dal suo tesoro pi\u00f9 prezioso, la persona e l\u2019insegnamento del Signore Ges\u00f9, &#8220;cose nuove e cose antiche&#8221; (Mt. 13, 52) \u2014 ha potuto nei secoli indicare come adeguato alla preziosit\u00e0 della persona umana, si oppone a ogni tecnica di &#8220;fabbricazione&#8221; degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe importantissimo comprendere che, ancora una volta, il giudizio della Chiesa cattolica sulle situazioni storiche contingenti e sugli atti degli uomini \u00e8 sempre un servizio reso alla verit\u00e0 e alla libert\u00e0. &#8220;Come un secolo fa ad essere oppressa nei suoi fondamentali diritti era la classe operaia, e la Chiesa con grande coraggio ne prese le difese, proclamando i sacrosanti diritti della persona del lavoratore, cos\u00ec ora, quando un\u2019altra categoria di persone \u00e8 oppressa nel diritto fondamentale alla vita, la Chiesa sente di dover dare voce con immutato coraggio a chi non ha voce. Il suo \u00e8 sempre il grido evangelico in difesa dei poveri del mondo, di quanti sono minacciati, disprezzati e oppressi nei loro diritti umani&#8221; (39).<\/p>\n\n\n\n<p>La legge n. 40 non pu\u00f2 essere definita una legge cattolica per due rilevanti ordini di motivazioni. In breve si pu\u00f2 dire: in primo luogo, perch\u00e9 non esistono leggi definibili in senso proprio &#8220;cattoliche&#8221;, al di fuori delle leggi canoniche. Questa non \u00e8 una legge canonica n\u00e9 alcuno pretende che il Codice di Diritto Canonico faccia parte dell\u2019ordinamento legislativo dello Stato.<\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo, perch\u00e9 una legge si possa definire &#8220;cattolica&#8221; in senso lato, del tutto aderente cio\u00e8 all\u2019insegnamento della Chiesa in tema di fede e di morale, non potrebbe prevedere alcuna possibilit\u00e0 di ricorso alla PMA.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 da rilevare che l\u2019errore di definire &#8220;cattolica&#8221; la legge n. 40 non \u00e8 solo semantico: di fatto potrebbe indurre molte persone a pensare che esistano modi leciti e altri illeciti di PMA. Si tratta di un punto fondamentale: anche se molti di quanti si sono impegnati per farla approvare sono dichiaratamente cattolici, tuttavia essa non \u00e8 il frutto della trascrizione nella legislazione italiana della dottrina cattolica; \u00e8, forse, solo la vetrina di alcune, poche, residue certezze sulla dignit\u00e0 dell\u2019uomo che ancora risuonano nelle intelligenze post-moderne.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cristiano \u00e8 realista: tiene in massima considerazione sia il vero che il reale; mentre il vero resta immutato \u2014 le persone umane sono sostanzialmente diverse dalle cose, vanno accolte e non prodotte \u2014, la realt\u00e0 mostra scenari non rispettosi del valore incommensurabile della vita umana: e questa era la situazione reale prima dell\u2019approvazione della legge. &#8220;[&#8230;] chi ha responsabilit\u00e0 legislative pu\u00f2 trovarsi dentro una situazione nella quale, per ragioni indipendenti dalla sua volont\u00e0, esistono gi\u00e0 fatti gravemente contrari alle esigenze del bene comune. Pi\u00f9 precisamente: trovarsi di fronte a proposte di legge sottoposte a discussione e votazione, che sono gravemente lesive del bene comune&#8221; (40).<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 fondamentale &#8220;[&#8230;] tenere ben distinte le responsabilit\u00e0. Altra \u00e8 la responsabilit\u00e0 e il compito di un parlamentare che ha doveri legislativi, altra \u00e8 la responsabilit\u00e0 e il compito di soggetti culturali (per esempio movimenti e associazioni) che hanno doveri educativi. Questi ultimi devono continuamente tenere viva nell\u2019ethos del nostro popolo non semplicemente la giustizia legale, ma la giustizia reale&#8221; (41).<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte \u00e8 da sottolineare che quanto non fu realizzato in tempi di egemonia politica di sedicenti cattolici \u2014 lo stop a divorzio e ad aborto \u2014 \u00e8 oggi, almeno in parte, riuscito in ambito di PMA, coagulando forze cosiddette &#8220;trasversali&#8221;, grazie alla buona volont\u00e0 di uomini di retta coscienza, cattolici e non.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, qui, e non altrove; in questo momento storico, e non in altro tempo; e, infine, in questo contesto parlamentare e governativo era compito del legislatore inserire nella realt\u00e0 una legge che risultasse &#8220;pi\u00f9 restrittiva, volta cio\u00e8 a restringere il numero degli aborti autorizzati, in alternativa ad una legge pi\u00f9 permissiva gi\u00e0 in vigore o messa al voto&#8221; (42).<\/p>\n\n\n\n<p>La notissima citazione indica il primo obiettivo da perseguire: salvare vite umane, restringere &#8220;il numero degli aborti&#8221;. Se la legge n. 40 fa s\u00ec che alcuni \u2014 sia pochi che molti \u2014 bambini non vengano &#8220;prodotti&#8221; e tanti non vengano &#8220;perduti&#8221; o &#8220;ridotti&#8221;; se proibisce espressamente di crioconservare esseri umani; se vieta in modo assoluto la clonazione umana \u2014 sperimentale e\/o terapeutica \u2014, ci\u00f2 si traduce indiscutibilmente in una diminuzione delle morti embrionali che oggi realmente si verificano.<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9, oggettivamente, vi \u00e8 stata finora una realt\u00e0 fattuale di ampia uccisione d\u2019innocenti, qualsiasi restrizione \u00e8 un bene parziale, rispetto al bene totale da perseguire, che \u00e8 il divieto di &#8220;produrre&#8221; persone umane (43). Non si tratta, in questo caso, di scegliere un male minore: questa sarebbe un\u2019abdicazione al principio di non eligibilit\u00e0 di alcun male, neppure il minore. Si tratta, invece, di aver reso pi\u00f9 piccolo un male, di aver ottenuto un bene minore: e, in quanto bene, legittimamente sceglibile.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Del resto, occorre ricordare come esista per ciascuna persona, hic et nunc, il preciso dovere morale di fare tutto il bene concretamente possibile e non si pu\u00f2 negare che eliminare o diminuire un male costituisce, di per s\u00e9, un bene&#8221; (44). &#8220;L\u2019attuale legge non permette nulla di ingiusto che prima fosse vietato e invece dichiara illegali e punibili molte ingiustizie gravi che prima erano permesse. [&#8230;] In questo caso, l\u2019abolizione parziale di un male, quando non comporta alcuna responsabilit\u00e0 reale sulla parte di male che resta, \u00e8 un bene, e non richiede ulteriori giustificazioni&#8221; (45).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Quale compito \u00e8 dunque affidato ai &#8220;soggetti culturali&#8221;, cio\u00e8 ad associazioni, movimenti, \u00e9lite culturali e, in genere, a chiunque si senta chiamato alla missione educativa, rivolta a s\u00e9 stesso e al prossimo, responsabilmente consapevole della valenza etica della cultura, che non \u00e8 solo informazione su quanto esiste ma anche capacit\u00e0 di valutazione di tutto il reale? Un\u2019opera educativa cos\u00ec intesa non pu\u00f2 accontentarsi del bene minore, ma \u00e8 tenuta a illustrare e a difendere tutto il bene, giudicando gli atti con la legge della gradualit\u00e0 non identificabile con la gradualit\u00e0 della legge (46).<\/p>\n\n\n\n<p>A molti appassionati difensori della vita umana e della dignit\u00e0 della procreazione, che per esse da anni si sono spesi con grande generosit\u00e0, sarebbe oggi piaciuto partire da altri &#8220;blocchi di partenza&#8221; e da altre conquiste ormai acquisite della ragione e della fede: ma la realt\u00e0 ha imposto solo questi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se e quando, e nella misura in cui, quanti fanno cultura sapranno svolgere il compito scelto e magari far germogliare vocazioni e capacit\u00e0 tutte dedite al bene comune, allora sar\u00e0 possibile una maggiore adesione nella vita civile al dettame sapienziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi \u00e8 motivo per allentare la tensione \u2014 o la passione \u2014 ad annunciare, testimoniare e servire il Vangelo della vita; ma la consapevolezza che leggi migliori arriveranno solo con presupposti culturali, con entroterra spirituali e ragionevolezze migliori, molto pi\u00f9 profonde e diffuse di quanto oggi non sia dato vedere, costituisce un ulteriore incentivo a impegnarsi nella formazione di rette coscienze. Le leggi formano il costume \u2014 e dunque, letteralmente, la moralit\u00e0 \u2014 cos\u00ec come lo esprimono: non sono mai lo sbocciare improvviso di un fiore ma, nel bene e nel male, la maturazione di un frutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 non sia condivisibile in toto, l\u2019introduzione alla proposta di legge n. 1775 contiene una considerazione significativa: &#8220;Ma come Stefano Rodot\u00e0 ha giustamente osservato, \u00e8 difficile e rischioso chiedere al diritto di fornire valori che la societ\u00e0 non esprime. Ovvero la premessa di intervento del diritto \u00e8 l\u2019esistenza di valori &#8220;forti&#8221; presenti nell\u2019organizzazione sociale; valori attualmente inesistenti, poich\u00e9 non \u00e8 la societ\u00e0 ad aver &#8220;prodotto&#8221; il progresso tecnologico, bens\u00ec \u00e8 vero il contrario: sono le tecnologie ad innescare e a guidare i processi sociali, invocando l\u2019intervento del diritto e dell\u2019etica quando il governo dei processi si rivela difficile&#8221; (47).<\/p>\n\n\n\n<p>E se \u00e8 vero, com\u2019\u00e8 vero, che &#8220;dai loro frutti li riconoscerete&#8221; (Mt. 7, 16), anche questa legge aiuta a comprendere di quali luci e di quali ombre sono costituiti i chiaroscuri dell\u2019attuale cultura, quali sono le ragionevolezze da spiegare meglio \u2014 &#8220;Pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che \u00e8 in voi&#8221; (1 Pt. 3, 15) \u2014, quali gli errori da evitare, quali i segnali di buona volont\u00e0 da apprezzare e da coltivare. Affinch\u00e9 tutto concorra, per la piccola, ma misteriosamente necessaria, parte che compete a ciascuno, alla gloria di Dio, che \u00e8 l\u2019uomo vivente (48).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(1) <a href=\"www.inciid.org\/thatchersthoughts\/80299.htm%20l\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Happy birthday to the Brown family<\/a>, che cos\u00ec sintetizza la notizia tratta da BioNews 018, settimana dal 19-7-1999 al 25-7-1999.<\/p>\n\n\n\n<p>(2) Jennifer Rosenberg, First Test-Tube Baby. Louise Brown, <a href=\"http:\/\/history1900s.about.com\/library\/weekly\/aa043001a.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/history1900s.about.com\/library\/weekly\/aa043001a.htm<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>(3) Pasquale Bilotta e Manuela Steff\u00e8, Il percorso della cicogna. Scienza della riproduzione, La FIVET, <a href=\"http:\/\/www.telematica.it\/almares\/fivet.html\">www.telematica.it\/almares\/fivet.html<\/a>, visitato il 24-7-2004.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) Bruce Kennedy, Bottle Babies. Revolutionary techniques born in \u201970s bring life to hundreds of thousands, <a href=\"http:\/\/edition.cnn.com\/SPECI%20A%20LS\/1999\/century\/episodes\/08\/currents\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/edition.cnn.com\/SPECI%20A%20LS\/1999\/century\/episodes\/08\/currents\/<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>(5) Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(6) Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(7) Pontificia Accademia per la Vita, X Assemblea Generale. Comunicato finale su &#8220;La dignit\u00e0 della procreazione umana e le tecnologie riproduttive. Aspetti antropologici ed etici&#8221;, Roma 21-2-2004, n. 2, in .<\/p>\n\n\n\n<p>(8) Relazione all\u2019Atto Camera n. 1775.<\/p>\n\n\n\n<p>(9) Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione &#8220;Donum vitae&#8221; sul rispetto della vita umana nascente e la dignit\u00e0 della procreazione. Risposte ad alcune questioni di attualit\u00e0, del 22-2-1987, n. 3.<\/p>\n\n\n\n<p>(10) Giovanni Paolo II, Enciclica sul valore e l\u2019inviolabilit\u00e0 della vita umana &#8220;Evangelium vitae&#8221;, del 25-3-1995, n. 2.<\/p>\n\n\n\n<p>(11) Ibid., n. 22.<\/p>\n\n\n\n<p>(12) Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(13) Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(14) Ibidem.<\/p>\n\n\n\n<p>(15) Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione &#8220;Donum vitae&#8221; sul rispetto della vita umana nascente e la dignit\u00e0 della procreazione. Risposte ad alcune questioni di attualit\u00e0, cit., n. 2.<\/p>\n\n\n\n<p>(16) Pontificia Accademia per la Vita, doc. cit., n. 2.<\/p>\n\n\n\n<p>(17) Mons. Carlo Caffarra, La procreazione artificiale: aspetti etici ed aspetti politici, Discorso all\u2019Ospedale S. Cuore di Negrar, Verona 8 febbraio 2003, in <a href=\"http:\/\/www.caffarra.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.caffarra.it\/<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 323 del 2004 alcune considerazioni dopo l&#8217;approvazione della legge n.40 del 19 febbraio 2004 di Chiara Mantovani<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-procreazione-medicalmente-assistita\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28760,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[212,543,3175],"class_list":["post-266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bioetica","tag-fivet","tag-pma","tag-procreazione-assistita","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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