{"id":2617,"date":"2009-02-24T12:35:49","date_gmt":"2009-02-24T11:35:49","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-01-23T13:48:01","modified_gmt":"2015-01-23T12:48:01","slug":"sittina-maryam-la-madonna-dei-musulmani-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/sittina-maryam-la-madonna-dei-musulmani-1\/","title":{"rendered":"SITTINA MARYAM La Madonna dei musulmani (1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">tratto da <strong>Immaculata Mediatrix <\/strong>rivista internazionale di teologia mariana n.2-2008<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Gino Ragazzina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>INTRODUZIONE E CAP. I<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>INTRODUZIONE <\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi non abbia un&#8217;adeguata conoscenza della storia della Chiesa non potr\u00e0 mai cogliere la novit\u00e0 e l&#8217;importanza di quel pur breve documento del Concilio Vaticano II che \u00e8 <em>Nostra Aetate<\/em> ovvero la &#8220;Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane&#8221;. E chi non abbia un&#8217;adeguata conoscenza delle religioni non-cristiane non potr\u00e0 apprezzare la sapienza con la quale in quel documento sono individuati e definiti gli elementi che la Chiesa valuta &#8220;positivi&#8221; nelle religioni, in quanto non lontani dalla verit\u00e0 di cui essa \u00e8 depositaria e custode.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non \u00e8 nostro intento fare una rassegna dei &#8220;semi di verit\u00e0&#8221; che la Chiesa nota ed apprezza nelle religioni non cristiane. Ci proponiamo soltanto di esaminare della Dichiarazione il capitolo 3 che, com&#8217;\u00e8 noto, \u00e8 dedicato alla religione islamica, e specificamente il passo in cui la Chiesa dichiara di guardare con stima i musulmani, oltre che per la loro fede in Dio Uno e Unico e per la venerazione che nutrono per Ges\u00f9 in quanto &#8220;profeta&#8221;, anche perch\u00e9 essi &#8220;onorano la sua Madre Vergine, Maria, e talvolta la invocano con devozione&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esame delle due proposizioni che riguardano la Vergine Maria sar\u00e0 condotto leggendo il <em>Corano, <\/em>il Libro sacro dell&#8217;Isl\u00e0m, confrontandolo di tanto in tanto con la parola dei <em>Vangeli. <\/em>Ci\u00f2 non allo scopo di fare apologetica cristiana, ma semplicemente per meglio capire ci\u00f2 che il Corano dice della Madre di Ges\u00f9 e ci\u00f2 che vi leggono i dottori musulmani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dal confronto risulteranno differenze, anche profonde e sostanziali, non ce ne meraviglieremo. Sappiamo infatti che elementi ed anche personaggi apparentemente identici, se si ritrovano in contesti religiosi diversi, non sono identici affatto, n\u00e9 potrebbero esserlo, giacch\u00e9 diverso \u00e8 il<em> paideuma <\/em>(1) che organizza ed anima ciascuna religione. Lo stesso concetto di Dio Uno e Unico, che accomuna le tre religioni monoteistiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo), assume in ciascuna di queste religioni caratteri propri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, tornando alla persona di Maria, la Madre di Ges\u00f9, non ci meraviglieremo se, tra quanto dice il Corano e quanto dicono i vangeli della Vergine Maria, risulteranno differenze, anche profonde e sostanziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso di questa trattazione vedremo che Maria, la Madre di Ges\u00f9, si pone tra le figure pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 importanti del Corano, ma noteremo anche che quella figura \u00e8 ben diversa e lontana dalla &#8220;piena di grazia&#8221; dell&#8217;angelica salutazione (Le 1,28) e dal &#8220;termine fisso d&#8217;eterno consiglio&#8221; (Dante, <em>Par. <\/em>33,3) della cristiana storia della salvezza. Ma di ci\u00f2 non faremo censura al libro sacro dell&#8217;Isl\u00e0m n\u00e9 faremo colpa ai musulmani che ad esso giustamente si adeguano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La visione islamica di Maria \u00e8 del tutto coerente con la concezione di Dio e dell&#8217;uomo che il Corano proclama e insegna. Sicch\u00e9, per capire chi sia effettivamente la &#8220;Madre Vergine Maria&#8221; che i musulmani &#8220;onorano&#8221; e &#8220;talvolta pure [&#8230;] invocano con devozione&#8221;, ne cercheremo i tratti nel quadro generale della teodicea e dell&#8217;antropologia coranica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 faremo con l&#8217;intento di favorire da parte cristiana la lettura obiettiva del testo coranico, cio\u00e8 una lettura che si riguardi sia dalla polemica, tutta intenta a ricercare ed evidenziare gli &#8220;errori&#8221; del Corano, sia dall&#8217;apologetica, irenisticamente tesa a dimostrare che il testo sacro dell&#8217;Isl\u00e0m conterrebbe pi\u00f9 &#8220;verit\u00e0&#8221; di quanto comunemente si pensi e di quanto gli stessi dottori musulmani abbiano mai riconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, nel caso specifico della Madre di Ges\u00f9, a sostenere che tra la mariologia coranica e quella evangelica non vi sia differenza sostanziale, non trovandosi attributo o dogma mariano che non abbia un qualche riscontro nel Corano, se si esclude quello della maternit\u00e0 divina. Come se, una volta che dai titoli mariani venisse tolta la maternit\u00e0 divina, gli altri potessero conservare fondamento, consistenza e valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I &#8211; CARDINI DELLA DOTTRINA ISLAMICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Il libro sacro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 noto che il libro sacro dell&#8217;Isl\u00e0m \u00e8 il <em>Corano. <\/em>Il nome \u00e8 traduzione dell&#8217;arabo <em>al-qur\u00e0n, <\/em>che significa &#8220;la recitazione&#8221;, il &#8220;dettato&#8221; o, meglio, la &#8220;recitazione del testo dettato&#8221;. Secondo i musulmani, il Libro \u00e8 infatti la raccolta completa e testuale delle parole che l&#8217;arcangelo Gabriele dett\u00f2 a Maometto e che questi, avendole scrupolosamente memorizzate, a sua volta recit\u00f2 ai suoi compagni (si noti &#8220;compagni&#8221;, non discepoli). I compagni del Profeta a loro volta le recitarono ai loro compagni. Infine alcuni di questi, per non commettere errori, si premurarono di fissare per iscritto, senza un ordine prestabilito, i testi a mano a mano che essi venivano a loro dettati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il musulmano il Corano \u00e8, dunque, &#8220;parola testuale di Dio&#8221;: nel sacro Libro non v&#8217;\u00e8 neppure una sillaba che venga dalla inventiva del Profeta. Obbedendo al comando dell&#8217;arcangelo, Maometto recit\u00f2 ci\u00f2 che gli veniva dettato, parola per parola, con tanta scrupolosa fedelt\u00e0 da comprendervi anche il comando iniziale: &#8220;Recita!&#8221;, &#8220;Dici!&#8221;, &#8220;Ricorda!&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Come il musulmano legge il Corano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo parola di Dio in senso strettamente letterale, il Corano non lascia spazio ad esami filologici che, per esempio, vi distinguano &#8220;generi letterari&#8221;, &#8220;contesti storico-culturali&#8221; o altro. Il Corano non \u00e8 testo &#8220;ispirato&#8221;. E\u2019 parola dettata. E dunque, da parte del credente, il Libro va accolto cos\u00ec com&#8217;\u00e8. E significa letteralmente ci\u00f2 che dice. L&#8217;Isl\u00e0m non conosce nulla che sia simile a ci\u00f2 che i cristiani chiamano <em>teologia. <\/em>Il sacro testo ammette solo esegesi, commento e, se \u00e8 necessario, difesa. E questa apologia difensiva <em>(kaldm) <\/em>interviene solo quando una qualche proposizione coranica venga messa in discussione in seno alla Comunit\u00e0 del Profeta <em>(Umm\u00e0). <\/em>Altrimenti anch&#8217;essa tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec si spiega perch\u00e9 nel complesso della letteratura religiosa islamica non vi sia neanche un trattato in dimostrazione dell&#8217;esistenza di Dio. Non v&#8217;\u00e8, semplicemente perch\u00e9 questa fondamentale verit\u00e0 di fede non \u00e8 stata mai, nel mondo islamico, messa in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ordunque, i dottori del <em>kal\u00e0m, <\/em>i <em>mutakallimun, <\/em>non sono teologi. In prospettiva musulmana, una teologia, tale quale \u00e8 intesa dalla cultura cristiana, appare un&#8217;assurdit\u00e0, giacch\u00e9 presume di poter razionalizzare il mistero. Per i <em>mutakallimun <\/em>l\u2019<em>&#8216;intellectus fidei <\/em>dei cristiani \u00e8 una pretesa che confina con la blasfemia. Appellandosi al dettato coranico, essi rilevano che Iddio attraverso i profeti, che si sono susseguiti nel tempo, e ultimamente attraverso l&#8217;arcangelo Gabriele e Maometto, ha comunicato agli uomini \u201cci\u00f2 che Egli vuole&#8221;; ma di Se stesso non ha rivelato nulla. Egli resta dunque l&#8217;Inaccessibile, in ogni senso, bench\u00e9 abbia parlato agli uomini per mezzo dei profeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0, nella storia dell&#8217;Isl\u00e0m non sono mancati tentativi di sottoporre Dio e la sua parola ad esame razionalistico. Ma i razionalisti sono stati bollati come <em>mutaziliti, <\/em>ovvero &#8220;coloro che si allontanano dalla retta via&#8221; e, come tali, emarginati dalla Comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, il musulmano che incontri difficolt\u00e0 nel recepire la parola del Corano, si affida ai cultori del <em>kal\u00e0m <\/em>e ai dottori della legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Struttura del Corano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche altre letture possono risultare altrettanto faticose e ingrate quanto quella del Corano al non musulmano che lo sfogli in una delle sue tante traduzioni per semplice curiosit\u00e0. I pregi letterari del Libro, spesso assai alti, gli sfuggono, perch\u00e9 i traduttori, pi\u00f9 che cercare di rendere questi, si sono preoccupati di rendere del sacro testo il senso letterale. Lo sconcerto \u00e8 poi completo se il lettore occidentale pensa di poter trovare nel Corano qualcosa che si assomigli alla ordinata esposizione della Bibbia, la quale, com&#8217;\u00e8 noto, si inizia con un &#8220;in principio&#8221; e si conclude con un &#8220;amen&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Corano non ha un ordine logico, n\u00e9 si attiene alla successione cronologica delle &#8220;recitazioni&#8221; angeliche, n\u00e9 si raggruppa in nuclei che abbiano omogeneit\u00e0 di contenuto: in uno stesso capitolo <em>(sura) <\/em>si possono susseguire e intersecare brani narrativi, squarci lirici, invettive, precetti legislativi, norme morali, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi voglia sapere il perch\u00e9 di tale struttura deve conoscere la storia primigenia del libro sacro dell&#8217;Isl\u00e0m, tenendo presente che, secondo la tradizione musulmana, le stesse &#8220;recitazioni&#8221; dell&#8217;arcangelo Gabriele, intermittenti e libere, si collocano al di sopra della logica umana e, come spiegano i dottori del <em>kal\u00e0m, <\/em>rispondevano ad una provvidenziale logica divina che rester\u00e0 incomprensibile e misteriosa per sempre alla creatura umana. Il Profeta ripet\u00e8 ai suoi compagni alla lettera le &#8220;recitazioni&#8221;, a mano a mano che gli venivano date. E i compagni assai presto provvidero a fissarle per iscritto e a raccoglierle in capitoli distinti ciascuno da un titolo: &#8220;La vacca&#8221;, &#8220;La famiglia di Imr\u00e0n&#8221;, &#8220;Le donne&#8221;, &#8220;La mensa&#8221;, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo insieme di capitoli non ebbe alcun ordine definito fino a 25 anni dopo la morte del Profeta, cio\u00e8 fino al 637, allorch\u00e9 il califfo Othman provvide ad una prima collazione e recensione dei manoscritti, avvalendosi di una commissione istituita a questo scopo specifico. La commissione interrog\u00f2 innanzi tutto i &#8220;compagni&#8221; del Profeta, perch\u00e9, al momento, la trasmissione orale del testo aveva per i &#8220;credenti&#8221; il primato sulla tradizione scritta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta raccolto il materiale e fissati i capitoli, si present\u00f2 il problema di dare loro un ordine di successione. Problema non facile, perch\u00e9, come sappiamo, i singoli capitoli solo raramente hanno una loro interna organicit\u00e0. Infine si decise che, escluso il primo capitolo intitolato &#8220;L&#8217;aprente il Libro\u201d (2) tutti gli altri fossero disposti in ordine di lunghezza decrescente, a partire dal secondo, &#8220;La vacca&#8221;, che si compone di 206 versetti corposi e lunghi, a finire con l&#8217;ultimo, il CXIV, intitolato &#8220;Gli uomini&#8221;, che ne comprende solo 5, brevissimi, nervosi, scattanti (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo criterio pu\u00f2 sembrare strano al lettore occidentale. Non era invece n\u00e9 nuovo n\u00e9 strano per la cultura araba del tempo (4). Un&#8217;ultima incertezza rest\u00f2, e permane tuttora, nella divisione in versetti <em>(dy\u00e0t, <\/em>sing. <em>\u00e0ya) <\/em>e la loro numerazione. Ancor oggi questa varia nell&#8217;insieme delle lezioni adottate dalle scuole coraniche pi\u00f9 autorevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il concetto di Dio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II santo nome di Dio (in arabo <em>Allah<\/em>) ricorre assai spesso nel Corano ed \u00e8 accompagnato costantemente da aggettivi, quali &#8220;misericordioso&#8221;, &#8220;compassionevole&#8221;, &#8220;onnipotente&#8221;, ecc. S\u00ec che i musulmani hanno potuto raccogliere dal Libro 99 &#8220;nomi di Dio&#8221; e farne una preghiera litanica da recitarsi con il sussidio di una &#8220;corona&#8221; di 33 grani. Ma il Corano, pur rendendo continuamente lode a Dio (5), non dice nulla della sua essenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo proclama l&#8217;Essere-Persona che \u00e8 origine e spiegazione ultima di tutte le cose: \u00abDici: Egli, Iddio, \u00e8 Uno. Iddio l&#8217;eterno, che non ha generato n\u00e9 \u00e8 stato generato e non ha l&#8217;uguale\u00bb (112,1-4); \u00abEgli \u00e8 il Primo e l&#8217;Ultimo\u00bb (57,3). Ne proclama la unicit\u00e0 e la signoria assoluta. Nulla pi\u00f9 (6)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dottori del <em>kal\u00e0m <\/em>spiegano che Dio comunica all&#8217;uomo &#8220;ci\u00f2 che vuole&#8221;, ovvero comunica all&#8217;uomo, ma non <em>Si <\/em>comunica mai. Cos\u00ec, nella dottrina islamica, Dio risulta in assoluto l&#8217;Inaccessibile, l&#8217;Impenetrabile (<em>samad<\/em>) (7).<em> E <\/em>tale rester\u00e0 in eterno. Neanche quando, alla fine dei tempi, risorger\u00e0 e andr\u00e0 a popolare il Paradiso, il musulmano potr\u00e0 godere della visione beatifica di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II Corano (17,1; 53,6-17) proclama che Maometto comp\u00ec un &#8220;viaggio notturno&#8221; da La Mecca a Gerusalemme e dalla sommit\u00e0 del Tempio ascese fino al Trono di Dio; ma infine dovette fermarsi &#8220;a due tiri d&#8217;arco&#8221; dal Trono (53,9). Il Profeta nella sua &#8220;ascensione&#8221; fu chiamato a vedere e a vivere la realt\u00e0 del messaggio che gli veniva affidato, ma non pot\u00e8 vedere Colui donde il messaggio veniva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la dottrina islamica, un abisso separa il Creatore dall&#8217;umana creatura. Questo abisso potrebbe essere colmato dall&#8217;iniziativa di Dio. Ma, di fatto, questa iniziativa Dio non l&#8217;ha presa mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra Dio e l&#8217;uomo non vi sono ponti, non vi sono mediatori. Al musulmano il concetto di mediazione e quello di redenzione risultano incomprensibili. Il musulmano non vede possibile un sacerdozio (8). Neppure Maometto ebbe dignit\u00e0 e funzione sacerdotale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua vita religiosa il musulmano \u00e8, dunque, e si sente solo, nella sua nudit\u00e0 creaturale, dinanzi all&#8217;inaccessibile e pur incombente maest\u00e0 di Dio. L&#8217;uomo \u00e8 un\u00a0<em>nulla <\/em>che si rapporta con l&#8217;immensa maest\u00e0 di Colui che \u00e8 <em>Tutto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che cosa pu\u00f2 offrire un nulla al Tutto? Nulla. E dunque l&#8217;Isl\u00e0m, oltre che non avere sacerdozio, non ha neanche offerta sacrificale. La sua liturgia si esaurisce nella professione di fede <em>(shah\u00e0dd) <\/em>e nella preghiera obbligatoria <em>(as-sal\u00e0h) <\/em>(9)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. La creazione del mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe fatica vana cercare nel Corano il racconto della creazione. Nel Libro non v&#8217;\u00e8 nulla che somigli ai biblici racconti del Genesi (1,1-31; 2,4-25). In pi\u00f9 luoghi la realt\u00e0 della creazione vi \u00e8, non narrata, ma semplicemente affermata con proposizioni secche e perentorie come le seguenti: \u00ab\u00c8 Iddio che ha collocato in alto i cieli senza colonne che si possano vedere [&#8230;]. \u00c8 Lui che ha steso la terra e vi ha posto montagne e fiumi, e di ogni frutto vi ha posto una copia\u00bb (13,2-3); \u00abHo creato i cammelli, da cui ricevete calore, altri vantaggi e alimento\u00bb (16,3); \u00abEgli ha creato i cavalli e i muli e gli asini perch\u00e9 li cavalchiate e ne facciate sfoggio\u00bb (16,8); \u00ab\u00c8 Lui che ha fatto scendere dal cielo l&#8217;acqua, e donde avete bevanda e piante per il pascolo del vostro bestiame. Mediante essa Egli fa crescere i cereali, le ulive, l&#8217;uva e ogni sorta di prodotto\u00bb (16,10-11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali proposizioni sostanzialmente tendono a ricordare che, essendone il Creatore, Iddio \u00e8 signore e padrone di tutte le cose: \u00abA Iddio appartiene ci\u00f2 che sta nei cicli e sulla terra\u00bb (4,131); \u00abEgli si \u00e8 assiso in trono, donde dirige le cose e dichiara i suoi segni\u00bb (13,2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto osserviamo che i &#8220;segni&#8221; sono altro tema insistente del Corano. Tema collegato direttamente a quello della creazione. Infatti gli elementi del creato sono altrettanti &#8220;segni&#8221; dell&#8217;onnipotenza e della provvidenza del Creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali &#8220;segni&#8221; il Libro pi\u00f9 volte li elenca in lode di Dio. Spesso con accenti di autentica poesia religiosa. Per esempio la <em>S\u00f9ra <\/em>LV, intitolata &#8220;II Clemente&#8221;, elenca i doni del Signore, intercalandoli con l&#8217;interrogativo rivolto agli uomini e ai <em>ginn <\/em>(10): \u00abQual dunque negherete dei doni del Signore?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che s\u00ec rifiutano di vedere i segni evidenti di Dio Clemente, Sapiente, Provvidente, non hanno giustificazione alla loro miscredenza e dunque sono rei di morte. E alla fine dei tempi, quando verr\u00e0 l&#8217;Ora del giudizio, saranno scaraventati nel fuoco dell&#8217;inferno (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al credente Dio si fa presente oltre che attraverso i &#8220;segni&#8221; del creato, anche, misteriosamente, nell&#8217;interiorit\u00e0: pur nella sua trascendenza Egli gli \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto non gli sia la vena giugular2 (12). <em>All\u00e0h <\/em>\u00e8 signore inaccessibile, ma non assente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. La creazione dell&#8217;uomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Liberamente, cos\u00ec come ha creato il mondo, ad un certo momento Iddio decide di creare l&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la nascita della nuova creatura \u00e8 evocata dal Corano con note pessi-mistiche. Infatti il Libro (2,30) proclama che, prima di dargli vita, Dio confid\u00f2 agli angeli (13) la sua volont\u00e0 di creare l&#8217;uomo, per affidargli il compito di &#8220;vicario&#8221; <em>(khal\u00ecfd) <\/em>nell&#8217;amministrazione del creato: \u00abRicorda quando il tuo Signore disse agli Angeli: &#8220;Io porr\u00f2 sulla terra un vicario&#8221;\u00bb. Ma gli angeli si dimostrarono stupiti della decisione di Dio di dar vita ad una creatura che avrebbe portato guasti al creato e avrebbe sparso sulla terra sangue fraterno: \u00abPorrai su di essa \u2014 risposero \u2014 chi far\u00e0 guasto e sparger\u00e0 sangue [&#8230;]?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio non smentisce l&#8217;infausta previsione degli angeli. Taglia corto, dicendo: \u00abIo so ci\u00f2 che voi non sapete\u00bb. Cos\u00ec il motivo ultimo della creazione dell&#8217;uomo resta un mistero, cos\u00ec come \u00e8 un mistero la creazione del mondo (14). E, di fatto, Egli da vita ad un essere &#8220;naturalmente inclinato al male&#8221; <em>(nafs ammara bissu) <\/em>(15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima d\u00ec passare a vedere come il Corano dichiari &#8211; senza tuttavia narrarla &#8211; la creazione dell&#8217;uomo dobbiamo notare una cosa: quando ha fatto nascere il cielo e la terra, i mari e i monti, le piante e gli animali, Egli ha espresso la sua volont\u00e0 con un secco comando. E nel Corano rammenta: \u00abQuando vogliamo una cosa, noi diciamo ad essa &#8220;sii!&#8221; <em>(kun) <\/em>ed essa \u00e8\u00bb (16,42). Invece, nel creare l&#8217;uomo, Dio non si limita ad un comando, ma s&#8217;impegna personalmente nell&#8217;opera con cura speciale. Plasma con argilla della terra il corpo dell&#8217;uomo e gli d\u00e0 vita, insufflandovi un alito del suo respiro: \u00abEgli \u00e8 [&#8230;] il Possente, il Clemente; che ha fatto bene la creazione di ogni cosa e che ha iniziato la creazione dell&#8217;uomo dall&#8217;argilla, poi ha costituito la discendenza di esso dalla quintessenza di un&#8217;acqua spregevole, poi lo ha plasmato e soffiato in esso del suo Spirito, e ha dato a voi l&#8217;udito, gli occhi e i cuori\u00bb (32,6-9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, l&#8217;essere che All\u00e0h ha destinato al compito di suo <em>khal\u00ecfa <\/em>sulla terra, nasce, cos\u00ec, composto di due elementi: l&#8217;uno tratto dalla terra, naturalmente ignobile, qual \u00e8 l&#8217;argilla; l&#8217;altro nobilissimo e immortale, qual \u00e8 l&#8217;anima che il Creatore gli insuffla, traendola dal proprio Spirito. In pi\u00f9, Iddio dota l&#8217;uomo di udito, di occhi, di cuore, ovvero delle facolt\u00e0 sensitive, intellettive e affettive. Il Corano cio\u00e8 rinnova e conferma quanto, riguardo alla natura dell&#8217;uomo, per la prima volta nella storia del pensiero umano, \u00e8 proclamato dalla Bibbia, cio\u00e8 che ciascun uomo <em>\u00e8 persona <\/em>(16). Il Corano non lo specifica; ma al-Ghaz\u00e0l\u00ec, uno dei massimi maestri del pensiero islamico, attribuisce al Profeta questo detto: \u00abDio cre\u00f2 Adamo a Sua immagine\u00bb, e avverte che questa proposizione \u00e8 da intendersi solo spiritualmente, non materialmente (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. Il <em>muth\u00e0q, <\/em>il patto primordiale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dotato d&#8217;intelligenza e di cuore, l&#8217;uomo \u00e8 naturalmente capace di cogliere nel creato i &#8220;segni&#8221; di Dio, Uno, Unico, Creatore e Signore di tutte le cose; ma come gli angeli hanno preannunziato, \u00e8 anche naturalmente inclinato all&#8217;errore e al male. In particolare, \u00e8 esposto all&#8217;errore di attribuire valore assoluto alle creature e quindi di porle al posto del Creatore, cadendo cos\u00ec nell&#8217;idolatria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua onniscienza, Iddio lo sa. E, poich\u00e9 \u00e8 misericordioso, premunisce l&#8217;uomo dall&#8217;idolatria, chiamandolo a contrarre un patto <em>(m\u00ecth\u00e0q), <\/em>in virt\u00f9 del quale la stirpe di Adamo viene predisposta a riconoscere e testimoniare Dio Uno e Unico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il patto primordiale \u00e8 proclamato dal Corano con queste parole: \u00abE ricorda quando Iddio trasse dalle spine dorsali dei figli d&#8217;Adamo i loro discendenti e li fece attestare nei riguardi di se stessi: &#8220;Non sono il vostro Signore?&#8221;. &#8220;S\u00ec, lo attestiamo&#8221;, risposero. Questo perch\u00e9 non possiate dire il giorno della Risurrezione: &#8220;Noi non ne sapevamo nulla&#8221;. O perch\u00e9 non diciate: &#8220;I nostri Padri davano degli associati a Dio. Noi siamo i loro discendenti. Ci vuoi far perire perch\u00e9 hanno falsato la verit\u00e0?&#8221;. Cos\u00ec dichiariamo i nostri segni\u00bb (7,171-173).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, il Libro proclama che l&#8217;Onnipotente, dopo aver creato l&#8217;uomo, chiam\u00f2 ad una prima transitoria esistenza tutti i discendenti di Adamo e fece loro assumere l&#8217;impegno solenne di riconoscerlo come unico Signore, affinch\u00e8 nell&#8217;Ora del giudizio universale non cercassero discolpa della loro miscredenza nell&#8217;ignoranza o nel cattivo esempio dei loro padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per effetto del <em>m\u00ecth\u00e0q,<\/em> il patto primordiale, ciascun uomo di ogni tempo e luogo nasce portando impressa dentro di s\u00e9 la <em>f\u00ectra<\/em>, ovvero la predisposizione naturale a riconoscere in Dio il Signore unico e tutte le cose e, di conseguenza, l&#8217;obbligo di adorarlo e di testimoniarlo. E dunque l&#8217;uomo nasce naturalmente <em>muslim,<\/em> &#8220;credente&#8221;, nasce naturalmente musulmano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo storico occidentale che colloca la nascita della religione islamica nell&#8217;anno 622, al tempo dell&#8217;emigrazione (<em>\u00e8gira<\/em>) di Maometto da La Mecca a Medina, il musulmano colto obietta che in quell&#8217;anno nacque la <em>umma<\/em>, la &#8220;comunit\u00e0&#8221; del Profeta, non l&#8217;Isl\u00e0m, che \u00e8 la religione eterna e universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. II primo peccato dell&#8217;uomo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricercando nel Corano, qua e l\u00e0, i passi che si riferiscono alla creazione dell&#8217;uomo, ci imbattiamo in un versetto che dice: \u00abRicorda pure quando dicemmo agli Angeli: &#8220;Prostratevi davanti ad Adamo&#8221;. Tutti si prostrarono, fuorch\u00e9 Ibl\u00ecs, che superbamente rifiut\u00f2, fu cos\u00ec un infedele\u00bb (2,34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il versetto pone non facili problemi agli esegeti. Infatti non si riesce a capire come mai il Signore di tutte le cose, al quale solo \u00e8 dovuta l&#8217;adorazione, abbia comandato a delle creature, quali sono gli angeli, di prostrarsi davanti ad un&#8217;altra creatura, qual \u00e8 l&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci dovrebbero invece essere dubbi sul motivo della disubbidienza di Ibl\u00ecs, giacch\u00e9 \u00e8 detto che l&#8217;angelo ribelle &#8220;superbamente rifiut\u00f2&#8221;: sapendosi fatto di &#8220;luce&#8221; (tale \u00e8 la consistenza degli angeli secondo la dottrina islamica) non volle prostrarsi davanti ad un essere fatto di vile argilla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A motivo della sua infedelt\u00e0, Ibl\u00ecs (dal greco <em>di\u00e0bolos) <\/em>fu scacciato dal paradiso e condannato all&#8217;inferno. Avrebbe dovuto precipitarvi subito e invece chiese e, misteriosamente (18), ottenne una dilazione fino al Giorno del giudizio universale. Nel frattempo egli diventa il Satana <em>(Shaytan), <\/em>il maligno tentatore dell&#8217;uomo, che egli assiller\u00e0 \u00abper dinanzi e per di dietro, da destra e da sinistra\u00bb (7,16). E cos\u00ec la stirpe di Adamo, gi\u00e0 naturalmente incline al peccato, vi viene spinto anche dagli attacchi incessanti di Satana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;opera nefasta di Ibl\u00ecs sortisce subito il suo maligno effetto. Infatti il Corano ricorda: \u00ab[Iddio disse:] &#8220;E tu, Adamo, abita con tua moglie il Giardino, e mangiatevi quello che volete. Solo non vi avvicinate a quest&#8217;albero: commettereste un&#8217;iniquit\u00e0&#8221;. Ma Satana li tent\u00f2 per svelare loro la loro nudit\u00e0 (19), che ignoravano, e disse loro: &#8220;Sapete perch\u00e9 Iddio vi vuole tener lontani da quest&#8217;albero? Perch\u00e9 non diventiate angeli o immortali. Ve lo dico &#8211; concluse giurando &#8211; perch\u00e9 vi voglio bene&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo inganno li fece decadere dal loro grado. Gustato l&#8217;albero, scoprirono la propria nudit\u00e0, e si diedero ad applicarvi sopra il fogliame del Giardino. Allora Dio grid\u00f2 loro: &#8220;Non vi avevo vietato codest&#8217;albero, e non vi avevo detto che Satana \u00e8 vostro nemico dichiarato?&#8221;. &#8220;Signor nostro \u2013 dissero &#8211; abbiamo fatto torto a noi stessi, e se non ci perdoni e usi misericordia, siamo rovinati&#8221;. &#8220;Scendete &#8211; disse Dio. &#8211; Sarete nemici gli uni agli altri, e troverete sulla terra un luogo di soggiorno e di godimento temporaneo&#8221;. &#8220;In essa \u2013 soggiunse &#8211; vivrete e in essa morrete e da essa sarete fatti uscire\u201d (20)\u00bb (7,18-24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Corano ricorda cos\u00ec il &#8220;primo&#8221; peccato di Adamo e di sua moglie, che tuttavia non corrisponde n\u00e9 nella sostanza n\u00e9 negli effetti al &#8220;peccato originale&#8221; che il Cristianesimo legge nel libro della Genesi: l&#8217;Adamo biblico, originariamente pulito, \u00e8 libero di scegliere tra l&#8217;obbedienza e la disobbedienza al comando di Dio, e la sua scelta vale per tutto il genere umano; l&#8217;Adamo coranico invece \u00e8 naturalmente incline al peccato, e pecca, cos\u00ec come hanno previsto gli angeli prima che egli fosse creato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Corano il peccato di Adamo e di sua moglie \u00e8 peccato &#8220;individuale&#8221;, cos\u00ec come individuali saranno i peccati degli uomini che da essi discenderanno. Secondo la dottrina coranica, non v&#8217;\u00e8 peccato individuale che possa ricadere su altri (21). E, all&#8217;inverso, nessuno pu\u00f2 volontariamente caricarsi dei peccati altrui per espiarli. Di conseguenza il pensiero islamico esula del tutto dai concetti cristiani di peccato originale e di redenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. La misericordia di Allah<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla lettura del Corano si deduce che il peccato di Adamo non causa un decadimento, n\u00e9 di Adamo n\u00e9 del genere umano, da uno stato iniziale di grazia a uno di disgrazia in rapporto con Allah.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, il Libro, dopo aver evocato il peccato di Adamo, proclama: \u00abPoi Adamo ricevette delle parole (22) da Dio, che gli perdon\u00f2, perch\u00e9 Egli \u00e8 il Perdonatore, il Misericordioso\u00bb (2,37). Non essendo per\u00f2 accomodante bonomia, la misericordia divina esige un minimo di rimprovero e di condanna. E dunque, come abbiamo letto, Adamo e sua moglie vengono scacciati dal Giardino e mandati sulla terra a vivervi una esistenza di &#8220;godimento temporaneo&#8221; con la consapevolezza della loro &#8220;nudit\u00e0&#8221;, cio\u00e8 della loro miseria creaturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scacciato dal Giardino, privato dell&#8217;ascolto immediato della parola di Dio, attirato e frastornato dall&#8217;eff\u00ecmera bellezza delle cose create, incline naturalmente all&#8217;errore e al male, esposto agli assillanti assalti di Satana, sulla terra l&#8217;uomo, da solo, \u00e8 incapace di &#8220;seguire il retto sentiero\u201d (23), il sentiero del <em>muslim, <\/em>che crede nell&#8217;unico Signore e Lo adora (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo il Misericordioso lo sa. E, nell&#8217;atto stesso di scacciare Adamo e sua moglie dal Giardino, li conforta, promettendo loro la sua guida e la sua esistenza: \u00abRiceverete da me la buona direzione, e chi seguir\u00e0 la mia buona direzione non avr\u00e0 timore n\u00e9 sar\u00e0 contristato\u00bb (2,38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Praticamente indispensabile all&#8217;uomo, tale soccorso \u00e8 comunque un dono libero e gratuito da parte di Dio. Egli lo dispenser\u00e0 nel corso dei secoli con l&#8217;invio di &#8220;apostoli&#8221; e di &#8220;profeti&#8221;. Gli uni e gli altri non aggiungeranno nulla alla <em>fitra, <\/em>la fede innata, impressa fin dall&#8217;inizio nell&#8217;animo dell&#8217;uomo dal Creatore; ma avranno il compito di trasmettere norme e comandamenti indispensabili all&#8217;uomo per l&#8217;acquisto della salvezza eterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non v&#8217;\u00e8 un&#8217;economia progressiva nell&#8217;intervento di Dio nella vicenda terrena dell&#8217;uomo. Nel loro susseguirsi, apostoli e profeti (25) hanno un&#8217;unica identica missione, quella di riconfermare e rinnovare l&#8217;<em>Isl\u00e0m, <\/em>la religione universale ed eterna (26). Essi non sono che &#8220;ammonitori&#8221;. E i loro interventi sono illuminazioni discontinue che bucano il buio della notte a richiamo instancabile del patto primordiale contratto da Adamo con Dio (27) Non v&#8217;\u00e8 progresso nella rivelazione trasmessa; tuttavia vi sono delucidazioni e precisazioni, che si completano e si concludono con la missione di Maometto. Questi &#8220;sigilla&#8221; per sempre la serie dei profeti e f\u00ecssa la Comunit\u00e0 <em>(Umma) <\/em>dei fedeli, nell&#8217;attesa dell&#8217;Ora del giudizio finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10. La serie dei profeti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Isl\u00e0m ignora una legge morale naturale inscritta nel cuore dell&#8217;uomo; ma intanto concepisce la religione come un insieme di legami giuridici (28). Ne deriva che ciascun popolo, ciascuna comunit\u00e0 umana ha bisogno di un <em>ras\u00f9l <\/em>che le porti da parte di Dio un codice da seguire. Il Corano proclama: \u00abMandammo a ogni nazione un Inviato\u00bb (16,36). In teoria ne consegue che il numero degli Inviati deve essere assai alto, cos\u00ec come lo \u00e8 il numero delle &#8220;nazioni&#8221;. E assai alto dovrebbe essere il numero dei &#8220;messaggi&#8221; inviati da Dio al genere umano. Concretamente, per\u00f2, il Corano ne nomina soltanto tre, che in ordine cronologico sono il Pentateuco, il Vangelo (al singolare) e lo stesso Corano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo presuppone il Pentateuco; il Corano presuppone il Pentateuco e il Vangelo. Il riferimento del Corano alle &#8220;scritture&#8221; e ai &#8220;libri&#8221; che lo hanno preceduto d\u00e0 conto e spiega il suo linguaggio evocativo e allusivo. Poche volte il Corano espone e racconta. Generalmente &#8220;ricorda&#8221; e presuppone che chi lo ascolta conosca il Pentateuco e il Vangelo. E degli innumerevoli profeti che, in linea di principio, Iddio ha mandato agli uomini soltanto 25 sono specificamente citati. Il perch\u00e9 della selezione \u00e8 spiegato l\u00e0 dove il Libro dice: \u00abA tali inviati noi abbiamo dato rispettiva preminenza. Fra essi vi \u00e8 a chi Dio parl\u00f2 e che Dio sollev\u00f2 di alcuni gradi\u00bb (2,253). Si pu\u00f2 dunque dire che il Corano nomina soltanto i profeti ai quali Dio ha dato preminenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ordine di successione cronologica i profeti nominati sono: Adamo, Idr\u00ecs, No\u00e8, Hud, S\u00e0lih, Abramo, Loth, Shu&#8217;ayb, Ismaele, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Giobbe, Mos\u00e8, Aronne, Davide, Salomone, Elia, Eliseo, Giona, Dh\u00f9 I-Kifl, Zaccaria, Giovanni, Ges\u00f9 e, infine, Maometto. In gran parte, i personaggi sono biblici. E tutti maschi. La donna \u00e8 esclusa dalla missione profetica. Forse a motivo della sua inferiorit\u00e0 rispetto all&#8217;uomo (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo una ulteriore selezione dei profeti citati nel Corano, i dottori del <em>kal\u00e0m <\/em>segnalano gli &#8220;Inviati dotati di costanza&#8221;, cio\u00e8 quelli che hanno dato prova speciale di pazienza e di sopportazione nelle difficolt\u00e0. In ordine decrescente di merito, essi sono: Maometto, Abramo &#8220;l&#8217;amico di Dio&#8221;, Mos\u00e8 &#8221; l&#8217;interlocutore di Dio&#8221;, Ges\u00f9 &#8220;il figlio di Maria&#8221;, No\u00e8 (30)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla missione di Ges\u00f9, <em>ras\u00f9l <\/em>e <em>nab\u00ec, \u00e8 <\/em>legata nel Corano la figura di Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2618\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2616\">Torna all&#8217;indice<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>tratto da Immaculata Mediatrix rivista internazionale di teologia mariana n.2-2008 di Gino Ragazzina INTRODUZIONE E CAP. 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