{"id":2522,"date":"2007-03-08T00:00:00","date_gmt":"2007-03-07T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-07T16:29:57","modified_gmt":"2016-06-07T14:29:57","slug":"il-futuro-della-chiesa-e-della-religione-secondo-ratzinger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-futuro-della-chiesa-e-della-religione-secondo-ratzinger\/","title":{"rendered":"Il futuro della Chiesa e della religione secondo Ratzinger"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Tratto da: J. Ratzinger,<strong> \u201cDio e il mondo\u201d, <\/strong>ed. Paoline, 2001, Pag. 403-406<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Chiesa di massa o Chiesa minoritaria?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Intervista di <strong>Peter Seewald<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34297\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/Ratzinger_cover.jpg\" alt=\"Ratzinger_cover\" width=\"136\" height=\"211\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">segue<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Avvenire<\/strong><em><strong>,<\/strong> <\/em>11 maggio 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Filosofi, dov&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In un&#8217;\u2019intervista del 2001 il futuro Papa lanciava una sfida ai pensatori di oggi: non censurate la questione della verit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Vittorio Possenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">segue<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le Figaro<\/strong> 17 novembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Escludere la religione \u00e8 mutilare l&#8217;essere umano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">Tratto da: J. Ratzinger,<strong> \u201cDio e il mondo\u201d, <\/strong>ed. Paoline, 2001, Pag. 403-406<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Chiesa di massa o Chiesa minoritaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Intervista di <strong>Peter Seewald <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda.\u00a0<\/strong>Eminenza, molti anni fa Lei si espresse in termini profetici sulla Chiesa del futuro: la Chiesa, diceva allora, \u00absi ridurr\u00e0 di dimensioni, bisogner\u00e0 ricominciare da capo. Ma da questa prova uscir\u00e0 una Chiesa che avr\u00e0 tratto una grande forza dal processo di semplificazione che avr\u00e0 attraversato, dalla rinnovata capacit\u00e0 di guardare dentro di s\u00e9. Perch\u00e9 gli abitanti di un mondo rigorosamente pianificato si sentiranno indicibilmente soli&#8230; E riscopriranno la piccola comunit\u00e0 dei credenti come qualcosa di completamente nuovo. Come una speranza che li riguarda,come una risposta che hanno sempre segretamente cercato\u00bb. Pare proprio che abbia avuto ragione. Ma qual \u00e8 la prospettiva che ci attende in Europa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> Per incominciare: la Chiesa si ridurr\u00e0 numericamente? Quando ho fatto questa affermazione, mi sono piovuti da tutte le parti rimproveri di pessimismo. E oggi tutti i divieti paiono caduti in disuso, tranne quello riguardante ci\u00f2 che viene chiamato pessimismo e che spesso non \u00e8 altro che sano realismo. Nel frattempo i pi\u00f9 ammettono la diminuzione della percentuale di cristiani battezzati nell&#8217;Europa di oggi. In una citt\u00e0 come Magdeburgo la percentuale dei cristiani \u00e8 solo dell&#8217;8% della popolazione complessiva, comprendendo &#8211; si badi bene &#8211; tutte le confessioni cristiane. I dati statistici mostrano tendenze inconfutabili. In questo senso si riduce la possibilit\u00e0 di identificazione tra popolo e Chiesa in determinate aree culturali, ad esempio da noi. Dobbiamo semplicemente prenderne atto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda.<\/strong> Che cosa significa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> La Chiesa di massa pu\u00f2 essere qualcosa di molto bello, ma non \u00e8 necessariamente l&#8217;unica modalit\u00e0 di essere della Chiesa. La Chiesa dei primi tre secoli era una Chiesa piccola senza per questo essere una comunit\u00e0 settaria. Al contrario, non era chiusa in s\u00e9 stessa, ma sentiva di avere una responsabilit\u00e0 nei confronti dei poveri, dei malati, di tutti. Nel suo grembo trovavano posto tutti coloro che da una fede monoteista traevano alimento nella loro ricerca di una promessa. Gi\u00e0 le sinagoghe, le comunit\u00e0 ebraiche presenti nelle citt\u00e0 dell&#8217;Impero Romano avevano costituito una cerchia di simpatizzanti esterni, i cosiddetti timorati di Dio, che si erano avvicinati alla fede ebraica e che ne testimoniavano la grande apertura all&#8217;esterno. Il catecumenato della Chiesa antica aveva una funzione simile. Persone che non si sentivano ancora pronte a un&#8217;identificazione totale con la Chiesa, potevano in un certa misura avvicinarvisi per poi valutare se compiere il passo definitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa consapevolezza di non essere un club chiuso ma di essere sempre aperti alla comunit\u00e0 nel suo complesso \u00e8 sempre stata una componente ineliminabile nella Chiesa. E anche al processo di riduzione numerica che stiamo vivendo oggi dovremo far fronte proprio esplorando nuove forme di apertura all&#8217;esterno, nuove modalit\u00e0 di coinvolgimento parziale di coloro che sono al di fuori della comunit\u00e0 dei credenti. Non ho niente in contrario a che persone che durante l&#8217;anno non hanno mai messo piede in chiesa vadano alla Messa della notte di Natale o a San Silvestro o in occasione di altre festivit\u00e0 perch\u00e9 anche questa \u00e8 una forma di avvicinamento alla benedizione del sacro, alla sua luce. Ci devono quindi essere forme diverse di coinvolgimento e partecipazione, la Chiesa deve aprirsi interiormente a coloro che stanno ai margini delle sue comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domanda.<\/strong> Ma la Chiesa di massa non \u00e8 la pi\u00f9 alta conquista della civilt\u00e0 religiosa? Non \u00e8 forse la Chiesa davvero universale, accessibile a tutti, la Chiesa che con i suoi mille rami offre un tetto ad ogni uomo? La Chiesa pu\u00f2 davvero rinunciare all&#8217; aspirazione a essere una Chiesa di massa e quindi la Chiesa della maggioranza? Questa \u00e8 una conquista che \u00e8 pur sempre costata immani sforzi e sacrifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Risposta.<\/strong> Dobbiamo prendere atto dell&#8217;assottigliarsi delle nostre fila, ma dobbiamo parimenti rimanere una Chiesa aperta. La Chiesa non pu\u00f2 essere un gruppo chiuso, autosufficiente. Dobbiamo essere missionari innanzi tutto nel senso di riproporre alla societ\u00e0 quei valori che dovrebbero informare di s\u00e9 la sua coscienza, valori che sono le fondamenta della forma statuale che la societ\u00e0 stessa si \u00e8 data, e che sono alla base della possibilit\u00e0 di costituire una comunit\u00e0 sociale davvero umana. In questo senso il dibattito su ci\u00f2 che fu una volta la Chiesa di massa &#8211; e che in alcuni Paesi continuer\u00e0 ad essere, e in altri ancora diventer\u00e0 per la prima volta &#8211; proseguir\u00e0 sicuramente. La Chiesa continuer\u00e0 a esprimere il suo punto di visto nell&#8217;ambito del processo di produzione legislativa e a riproporre i grandi valori umani universali quali stelle polari nel processo di costruzione di un corpo sociale umano. Perch\u00e9, se il diritto non ha pi\u00f9 fondamenta morali condivise, decade anche in quanto diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista la Chiesa ha una responsabilit\u00e0 universale. Responsabilit\u00e0 missionaria significa appunto, come dice il papa, tentare davvero una nuova evangelizzazione. Non possiamo accettare tranquillamente che il resto dell&#8217;umanit\u00e0 precipiti nel paganesimo di ritorno, dobbiamo trovare la strada per portare il Vangelo anche ai non credenti. Esistono gi\u00e0 dei modelli. Il neocatecumenato possiede un proprio modello, altre comunit\u00e0 intraprendono altri tentativi. La Chiesa deve ricorrere a tutta la sua creativit\u00e0 per far s\u00ec che non si spenga la forza viva del Vangelo. Per plasmare le masse, pervaderle del suo messaggio e agire in loro come il lievito. Proprio come disse Ges\u00f9 allora a una comunit\u00e0 molto piccola, quella degli Apostoli: siate lievito e sale della terra. La definizione di \u00ablievito\u00bb presuppone la dimensione molto piccola da un lato, ma anche l&#8217;universalit\u00e0 della responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Avvenire<\/strong><em><strong>,<\/strong> <\/em>11 maggio 2005<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Filosofi, dov&#8217;\u00e8 la verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In un&#8217;\u2019intervista del 2001 il futuro Papa lanciava una sfida ai pensatori di oggi: non censurate la questione della verit\u00e0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Vittorio Possenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Dopo il declino della critica, lungamente sollevata, secondo cui la religione varrebbe come oppio dei popoli, quali interrogativi e problemi verosimilmente interpellano con maggior vigore la coscienza umana e religiosa del XXI secolo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab\u00c8 difficile fare previsioni, perch\u00e9 potrebbero sempre entrare in scena improvvisi cambiamenti della coscienza storica. All&#8217;inizio del XX secolo chi avrebbe potuto prevedere che negli anni Venti il liberalismo sarebbe stato improvvisamente considerato una ideologia borghese ormai superata, al cui posto erano subentrati l&#8217;esistenzialismo, la filosofia dei valori e nuovi abbozzi della metafisica? All&#8217;inizio degli anni Sessanta chi avrebbe potuto prevedere che nel 1968 sarebbe sopraggiunta una svolta che a sua volta rigettava l&#8217;esistenzialismo come filosofia borghese e invece implicava di rivolgersi con passione al marxismo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo anche noi oggi non possiamo prevedere i possibili cambiamenti della coscienza collettiva. Come appare dalla situazione attuale, ci saranno da un lato una riabilitazione del mito e delle forme di religiosit\u00e0 di impronta mitica, in cui l&#8217;essere umano cerca l&#8217;esperienza della comunit\u00e0, dell&#8217;unit\u00e0 di anima e corpo, dell&#8217;unitotalit\u00e0 e la fuoriuscita dai vincoli del mondo della tecnica come momenti di libert\u00e0, di oblio, in sintesi di felicit\u00e0. A tale riguardo potrebbe ulteriormente aumentare la frattura fra il mondo del razionale e i mondi dell&#8217;esperienza irrazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 significherebbe poi in ambito filosofico un ulteriore allontanamento dalla metafisica e un consolidamento del dominio del positivismo come unica forma della razionalit\u00e0, per cui la capacit\u00e0 di comprendere che cosa sia la ragione e che cosa sia razionale si riduce sempre pi\u00f9. Ma vedo anche possibili nuovi risvegli della fede cristiana, di una cattolicit\u00e0 viva, e da ci\u00f2 giungeranno anche nuovi impulsi per la filosofia. Come negli anni Venti del secolo scorso la fenomenologia husserliana all&#8217;improvviso aveva aperto le porte per un rinnovamento della metafisica e il personalismo aveva mutato il quadro della filosofia, cos\u00ec una fede rinnovata aprir\u00e0 di nuovo alla filosofia le porte delle domande primigenie dell&#8217;essere umano &#8211; domande fondamentali e mai risolte &#8211; sulla sua origine e il suo futuro, sulla vita e la morte, su Dio e l&#8217;eternit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il liberalismo filosofico, di cui \u00e8 nota la considerevole diffusione ai vari livelli della cultura occidentale, continua a sostenere che il primo e fondamentale &#8220;bisogno umano&#8221; debba ravvisarsi nella libert\u00e0. Considerando questo assunto, si fa strada la riflessione se non siano presenti nell&#8217;uomo bisogni, domande, esigenze almeno (e forse pi\u00f9) fondamentali di quello vertente sulla libert\u00e0, la quale dal liberalismo filosofico \u00e8 intesa solo come libert\u00e0 di scelta. Non sembra questa una seria restrizione del problema?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn effetti ci troviamo di fronte a una pericolosa unilateralizzazione delle domande fondamentali sull&#8217;esistenza umana. Il concetto stesso di libert\u00e0 viene ridotto indebitamente. In generale il concetto di libert\u00e0 non solo \u00e8 ridotto a quello di libert\u00e0 di scelta, ma \u00e8 anche concepito da un punto di vista esclusivamente individualistico; per fare un esempio, nel senso in cui una volta era stato formulato dal giovane Marx: La libert\u00e0 consiste &#8220;nel fare oggi questo, domani quello&#8230; proprio a seconda di come ne ho voglia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma in tal modo si dimentica che l&#8217;umanit\u00e0 ci \u00e8 data solo nel nostro essere l&#8217;uno con l&#8217;altro e che la mia libert\u00e0 pu\u00f2 funzionare solo in unione con la libert\u00e0 degli altri. Siamo collegati l&#8217;un l&#8217;altro in un sistema di prestazioni reciproche: solo cos\u00ec nutrimento, salute, lavoro e tempo libero possono essere assicurati. La mia libert\u00e0 \u00e8 sempre una libert\u00e0 dipendente, una libert\u00e0 con gli altri e attraverso gli altri. Senza la sinergia con le altre libert\u00e0, la mia libert\u00e0 annienta se stessa. Dunque, la libert\u00e0 in primo luogo deve tener conto del reciproco essere l&#8217;uno con l&#8217;altro. Non pu\u00f2 essere arbitrariet\u00e0, ma h a bisogno dell&#8217;ordinamento delle libert\u00e0 e dell&#8217;osservanza delle sue regole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se cos\u00ec \u00e8, segue subito la duplice domanda: chi stabilisce queste regole? E qual \u00e8 il criterio secondo cui vengono istituite? Alla prima domanda oggi rispondiamo rinviando alla democrazia come forma regolatrice delle libert\u00e0, e ci\u00f2 \u00e8 giusto. Tuttavia rimane la seconda domanda, perch\u00e9 devono pur esserci dei criteri per il giusto ordinamento delle libert\u00e0. Ora, noi diciamo: \u00e8 la maggioranza che decide. Ma ci possono anche essere maggioranze malate, e il secolo scorso lo ha dimostrato. Ci pu\u00f2 essere una maggioranza che decide che una parte della popolazione deve essere sterminata perch\u00e9 ostacola il godimento della propria libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure che un popolo confinante deve essere combattuto perch\u00e9 restringe il proprio spazio vitale. Ci sono norme che nessuna maggioranza pu\u00f2 abrogare. Cos\u00ec \u00e8 davvero necessario porre la domanda: quali sono i beni che nessuno pu\u00f2 distruggere senza distruggere l&#8217;essere umano e in tal modo anche la libert\u00e0? La domanda sull&#8217;incondizionatamente buono e sull&#8217;incondizionatamente malvagio non pu\u00f2 essere elusa, se ci deve essere un ordinamento della libert\u00e0 che sia degno dell&#8217;uomo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Nonostante la fine catastrofica dell'&#8221;ateismo scientifico-dialettico&#8221; di origine marxista, permane nella cultura occidentale postmoderna una forte obiezione nei confronti del cristianesimo. Come valutare l&#8217;atteggiamento che intende prescindere sistematicamente da Dio nel campo civile, procedendo \u00abetsi Deus non daretur\u00bb? Sarebbe questo il canone centrale di ogni autentica morale laicista?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIn effetti sembra che attualmente il pensiero continui a svilupparsi in questa direzione. Dopo che il marxismo, di fronte alla svolta del 1989, continua ancora oggi a trovarsi in una pausa di riflessione, le filosofie simili a quella del razionalismo critico di Popper corrispondono maggiormente al senso contemporaneo di ci\u00f2 che si pu\u00f2 considerare razionale. La verit\u00e0 in quanto tale &#8211; cos\u00ec si pensa &#8211; non pu\u00f2 essere conosciuta, ma si pu\u00f2 avanzare a poco a poco solo con i piccoli passi della verificazione e della falsificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si rafforza la tendenza a sostituire il concetto di verit\u00e0 con quello di consenso. Ma ci\u00f2 significa che l&#8217;uomo si separa dalla verit\u00e0 e cos\u00ec anche dalla distinzione tra il bene e il male, sottomettendosi completamente al principio della maggioranza. Il cammino in questa direzione comincia gi\u00e0, naturalmente, nell&#8217;idealismo tedesco, quando si parte dal presupposto che l&#8217;uomo possa conoscere non la realt\u00e0 in quanto tale ma solo la struttura della sua coscienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo filosofie come quelle di Singer, Rorty, Sloterdijk indicano ulteriori radicalizzazioni nella stessa direzione: l&#8217;uomo progetta e &#8220;monta&#8221; il mondo senza criteri prestabiliti e cos\u00ec supera necessariamente anche il concetto di dignit\u00e0 umana, sicch\u00e9 anche i diritti umani diventano problematici. In una siffatta concezione della ragione e della razionalit\u00e0 non rimane spazio alcuno per il concetto di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tuttavia la dignit\u00e0 umana alla lunga non pu\u00f2 essere difesa senza il concetto di Dio creatore. Essa perde cos\u00ec la sua logica. Naturalmente noi non possiamo e non ci \u00e8 consentito di costringere alcuno a credere in Dio. Tanto pi\u00f9 urgente \u00e8 allora il compito di far di nuovo valere il concetto di Dio creatore nella sua razionalit\u00e0 e di tenerlo presente nel conflitto della ragione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Osservatori di varia estrazione sostengono che \u00e8 in atto un abbandono interno alla Chiesa delle &#8220;prove&#8221; della verit\u00e0 del cristianesimo, della sua pretesa alla verit\u00e0. A suo parere, si pu\u00f2 assegnare validit\u00e0 a tale diagnosi, secondo la quale la prassi attuale del cattolicesimo riterrebbe secondaria la verit\u00e0 dei propri contenuti?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abProbabilmente \u00e8 vero che importanti settori del cattolicesimo attualmente nel dialogo con i non credenti accantonino la domanda sulla verit\u00e0 considerandola priva di prospettive e quindi sterile e vogliano focalizzare il dibattito sull&#8217;utilit\u00e0 sociale della fede. P er specifiche fasi della discussione questo pu\u00f2 essere ammesso oppure pu\u00f2 costituire l&#8217;unica via percorribile. Ma se complessivamente si volesse lasciar cadere la pretesa alla verit\u00e0 e in tal modo si intendesse declassare il cristianesimo da &#8220;verit\u00e0&#8221; a (utile) abitudine (&#8220;tradizione&#8221;), questo significherebbe la rinuncia del cristianesimo a se stesso. Il cristianesimo sarebbe certo perfettamente inglobato nel sistema del mondo moderno, per\u00f2 avrebbe perso la sua anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque Cristo non potrebbe pi\u00f9 dire: &#8220;Io sono la verit\u00e0&#8221;, ma sarebbe retrocesso all&#8217;ordine di grandezza di un uomo con una significativa esperienza religiosa oppure a quello di un riformatore della societ\u00e0 che purtroppo ha fallito. Del resto la Chiesa proprio grazie all&#8217;altezza della sua pretesa rende un servizio alla societ\u00e0; essa non permette di rimanere ancorati alle filosofie del consenso o alle tecniche sociali; la Chiesa ci esorta sempre di nuovo a porci la domanda sulla verit\u00e0, solo cos\u00ec la statura dell&#8217;uomo pu\u00f2 essere preservata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Come mantenere la pretesa cristiana alla verit\u00e0, se si assume che l&#8217;idea stessa di verit\u00e0 non sia applicabile alla religione, la quale verterebbe solo sulla piet\u00e0 e i costumi ed escluderebbe la conoscenza?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSe la fede cristiana \u00e8 solo una tradizione religiosa, anche se certamente una tradizione significativa, non \u00e8 pi\u00f9 comprensibile il motivo per cui dovrebbe essere impartita agli altri. Al contrario, la verit\u00e0 \u00e8 per tutti una sola, e se Cristo \u00e8 la verit\u00e0, allora riguarda tutti; allora \u00e8 una colpa occultarla agli altri. Se si definisce il cristianesimo una religione europea si dimentica che non \u00e8 nato in Europa e che nei primi secoli si \u00e8 diffuso in modo uniforme sia in Europa sia in Asia; la missione nestoriana aveva raggiunto l&#8217;India e la Cina; l&#8217;Armenia e la Georgia sono antiche terre cristiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nella penisola arabica c&#8217;era una rilevante presenza di cristiani; presenza che fu notevolmente indebolita dal successo dell&#8217;islam, ma che ci\u00f2 nonostante non si riusc\u00ec a far scomparire. Oggi l&#8217;opposizione pi\u00f9 forte al cristianesimo proviene dall&#8217;Europa e dalla sua filosofia postcristiana, mentre nei paesi extraeuropei la fede trova un sostegno sempre pi\u00f9 forte. A questo si obietta che il cristianesimo, nella manifestazione concreta che ha assunto, ha ricevuto la sua impronta soprattutto dalla filosofia greca e dai suoi sviluppi nel pensiero medievale nonch\u00e9 dal pensiero europeo moderno, per far derivare da ci\u00f2 il diffuso postulato della deellenizzazione e del puro ritorno alla Bibbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva si dimentica per\u00f2 in primo luogo che la filosofia greca nell&#8217;incontro con il messaggio cristiano ha subito un profondo processo di ri-fusione. In opposizione a ci\u00f2 ci fu una reazione in campo filosofico che si contrappose a questa trasformazione cristiana e alla nuova sintesi delle culture, con l&#8217;intento di preservare l&#8217;elemento autenticamente greco. Ma qui si dimentica anche che gi\u00e0 nell&#8217;Antico Testamento ha avuto luogo un incontro tra il pensiero greco e l&#8217;antica tradizione biblica: il processo dell&#8217;incontro fra le culture \u00e8 quindi gi\u00e0 avviato nella Bibbia stessa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>* * *<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Le Figaro<\/strong> 17 novembre 2001.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Escludere la religione \u00e8 mutilare l&#8217;essere umano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da venti anni, al Vaticano, \u00e8 il guardiano del dogma. Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Joseph Ratzinger \u00e8 uno dei primi personaggi della gerarchia cattolica. Ma se \u00e8 il vicino collaboratore di Giovanni Paolo II, \u00e8 anche perch\u00e9 l&#8217;amicizia e una profonda complicit\u00e0 intellettuale uniscono i due uomini. Quando questo teologo prende la parola, definisce secondo verit\u00e0 gli orientamenti della Chiesa. In occasione della pubblicazione in francese del suo ultimo libro ha concesso al &#8220;Figaro Magazine&#8221; una intervista esclusiva<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Intervista rilasciata a <strong>Jean S\u00e9villa<\/strong><\/em> Figaro Magazine<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>oi, tempo fa, avete scritto che &#8220;la fede non \u00e8 scomparsa , ma ha emigrato nell&#8217;ambito del soggettivo.&#8221; Per la Chiesa, quali sono le conseguenze del relativismo contemporaneo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Joseph Ratzinger &#8211;<\/strong> Dall&#8217;epoca dell&#8217;Illuminismo, la fede non \u00e8 pi\u00f9 la missione comune del mondo cos\u00ec com&#8217;era, invece, nel Medio Evo. La scienza ha istituito una nuova percezione della realt\u00e0: si considera come oggettivamente fondato quello che pu\u00f2 essere dimostrato come in un laboratorio. Tutto il resto &#8211; Dio, la morale, la vita eterna &#8211; \u00e8 trasferito nel nell&#8217;ambito del soggettivo. Pensare che c&#8217;\u00e8 una verit\u00e0 accessibile a tutti nell&#8217;ambito della religione implicherebbe anche una certa intolleranza. Il relativismo diventa la virt\u00f9 della democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Per la Chiesa, la fede cristiana ha, quindi, un contenuto oggettivo?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, e in questo contesto intellettuale \u00e8 tutta la nostra difficolt\u00e0 per annunciare il Vangelo. Ma possiamo mostrare i limiti del soggettivismo: se noi accettiamo totalmente il relativismo, nella religione ma anche nelle questioni morali, ci\u00f2 ha come esito la distruzione della societ\u00e0. Con sempre maggiore razionalismo, la ragione si distrugge da s\u00e9 stessa, istituendo l&#8217;anarchia: quando ciascuno costituisce un&#8217; isola incomunicabile, sono le regole del vivere insieme che spariscono. Se sono le maggioranze che definiscono le regole morali, una maggioranza pu\u00f2 stabilire domani delle regole contrarie alle regole di ieri. Abbiamo avuto anche l&#8217;esperienza del totalitarismo, per il quale il potere fissava autoritariamente le regole morali. Cos\u00ec pure il relativismo morale sfocia nell&#8217;anarchia o nel totalitarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La Chiesa si considera sempre missionaria?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, direi di nuovo come missionaria. Oggi, il termine missione non \u00e8 sempre ben compreso, perch\u00e9 si pensa alla distruzione delle culture antiche da parte degli Occidentali. La realt\u00e0 storica \u00e8 tuttavia differente: noi sappiamo che i missionari cristiani &#8211; in Africa, in Asia ma anche in America Latina &#8211; erano spesso i veri difensori della dignit\u00e0 umana. Questi missionari hanno salvato una parte delle culture antiche trascrivendo le lingue indigene, redigendo dei dizionari dei dizionari e delle grammatiche. Essi sono stati di aiuto a questa grande rivoluzione che \u00e8 stato l&#8217;incontro dell&#8217;Europa e di questi popoli, integrando le tradizioni che convergevano con la fede cristiana. Certi problemi dell&#8217;Africa, attualmente, risultano dal fatto che, con il razionalismo occidentale, si sono distrutte le antiche forze morali senza offrire altre cose. Come abbiamo portato la tecnica, restano le armi, e la guerra di tutti contro tutti, In definitiva, \u00e8 la missione cristiana che pu\u00f2 difendere l&#8217;edificazione di societ\u00e0 moderne, legate alle loro proprie radici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La Chiesa dichiara di rifiutare l&#8217;intolleranza. Ma non \u00e8 anch&#8217;essa vittima dell&#8217;intolleranza?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente. Vi sono state da una parte le filosofie totalitarie, anche se il marxismo \u00e8 ora in crisi. Dall&#8217;altra parte, il razionalismo agnostico non \u00e8 cos\u00ec pacifico come sembra. Certi considerano la Chiesa come l&#8217;ultimo bastione dell&#8217;intolleranza, ma per combattere questa intolleranza diventano intolleranti. E questa intolleranza pu\u00f2 giungere fino alla violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Nelle polemiche contro la Chiesa, le questioni relative alla sessualit\u00e0 e al libero arbitrio morale si ripropongono molto spesso. Perch\u00e9 questa incomprensione tra il mondo moderno e la Chiesa?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci riferiamo qui alla visione individualista dell&#8217;uomo. La nostra epoca glorifica il corpo e i suoi piaceri, esalta la libert\u00e0 sessuale, ma prende in considerazione ci\u00f2 che si rileva dalla biologia pi\u00f9 che dalla psicologia. Si opera una sottile separazione tra il biologico, il corporale &#8211; che sfuggirebbero dalla responsabilit\u00e0 spirituale perch\u00e9 sono dell&#8217;ordine della natura &#8211; e l&#8217;essere umano in quanto tale. A partire dal momento ove si considera la sessualit\u00e0 come un fenomeno puramente biologico, una morale sessuale non ha pi\u00f9 senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura contemporanea \u00e8 quella della libert\u00e0 assoluta, attraverso la quale l&#8217;uomo si deve &#8220;realizzare&#8221;. Non esiste dunque una natura umana che definisca il bene e il male. Questa visione si oppone alla tradizione della Chiesa, ma anche a tutte le concezioni per le quali \u00e8 inscritta nella nostra natura una certa linea di comportamento, il senso stesso del nostro essere. La Chiesa parla di diritto naturale, di morale naturale. Viceversa, se non siamo che prodotti dell&#8217;evoluzione, noi siamo liberi di definirci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 allora, come diceva Sarte, una libert\u00e0 nel senso che &#8220;io non sono definito&#8221;: nella mia situazione, io devo inventare che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo. Invece, nella visione cristiana, l&#8217;esistenza dell&#8217;uomo &#8211; maschio e femmina &#8211; porta una idea del Creatore, un Creatore che ha un progetto con il mondo, che esprime delle idee incarnate nella realt\u00e0 del mondo. E la relazione di fedelt\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna rivela un destinazione dell&#8217;uno e all&#8217;altro, in una profonda unit\u00e0 di corpo e di spirito, e dove si legano le generazioni future. L&#8217;elevazione dei riflessi fisici al rango di realt\u00e0 vissute nel rispetto della persona \u00e8 il cammino difficile, ma grande e bello, della morale cristiana sulla sessualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione Europea, approvata lo scorso anno, ha rifiutato di fare riferimento all&#8217; &#8220;eredit\u00e0 religiosa&#8221; dell&#8217;Europa. Cosa ne pensa di questa interpretazione della laicit\u00e0?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo definire bene la laicit\u00e0. Per me, esiste una nozione positiva di laicit\u00e0 nel senso che, fenomeno nuovo nella storia, il cristianesimo ha creato la differenza riconoscendo la distinzione tra religione e Stato. Questa distinzione tra l&#8217;ambito di Dio e quello di Cesare \u00e8 la sorgente del concetto di libert\u00e0 che si sviluppa in Europa, in Occidente. Essa implica che la religione dona all&#8217;uomo una visione per tutta la sua vita, non solamente per la vita spirituale. Ma l&#8217;istituzione religiosa non \u00e8 totalitaria: essa \u00e8 limitata dallo Stato. E lo Stato non pu\u00f2 prendere tutto in mano: \u00e8 limitato dalla libert\u00e0 della religione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Stato non \u00e8 tutto, e la Chiesa in questo mondo non \u00e8 tutto. Presa in questo senso, la laicit\u00e0 \u00e8 profondamente cristiana. L&#8217;ostilit\u00e0 dei nazisti al cristianesimo, soprattutto al cattolicesimo, era fondata su questa idea che lo Stato \u00e8 tutto. Ma se la laicit\u00e0 vuole significare che nella vita pubblica non c&#8217;\u00e8 posto per Dio, questo \u00e8 un grande errore. Le istituzioni politiche e le istituzioni religiose possono loro sfere proprie. Tuttavia i valori fondamentali della fede devono manifestarsi pubblicamente, non per la forza istituzionale della Chiesa ma per la forza della loro verit\u00e0 interiore. Se la laicit\u00e0 vuole escludere la religione, \u00e8 una mutilazione dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il confronto tra il mondo occidentale e il mondo musulmano \u00e8 uno scontro di civilt\u00e0 ?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;islam non esiste come un blocco. Non c&#8217;\u00e8 un magistero dell&#8217;islam, n\u00e9 delle costituzioni centralizzate dell&#8217;islam. Il Corano fornisce certo un riferimento comune al mondo islamico. Ma da luogo a interpretazioni differenti, e l&#8217;islam si incarna in contesti culturali diversi, dall&#8217;Indonesia all&#8217;India, dal Medio &#8211; Oriente all&#8217;Africa. Quindi il mondo islamico non \u00e8 un blocco e non cancella i caratteri nazionali: ci sono dei paesi a maggioranza islamica che sono molto tolleranti e altri che escludono pi\u00f9 o meno il cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, l&#8217;islam \u00e8 molto presente in Europa. E sembra che si manifesti un certo disprezzo presso coloro che sostengono che l&#8217;Occidente a perso la sua coscienza morale. Per esempio, se il matrimonio e l&#8217;omosessualit\u00e0 sono considerati come equivalenti, se l&#8217;ateismo si trasforma in diritto alla bestemmia, notoriamente nell&#8217;arte, questi fatti sono orribili per i musulmani. Perci\u00f2, c&#8217;\u00e8 l&#8217;impressione diffusa nel mondo islamico, che il cristianesimo \u00e8 morente, che l&#8217;Occidente \u00e8 decadente. E il sentimento che solo l&#8217;islam porta la luce della fede e della moralit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una parte dei musulmani vede in questo caso una opposizione fondamentale tra il mondo occidentale, e il suo relativismo morale e religioso, e il mondo islamico. Parlare di un confronto di culture, \u00e8 in certi casi vero: nel disprezzo verso l&#8217;Occidente troviamo le conseguenze del passato durante il quale l&#8217;islam ha subito il dominio dei paesi europei. Ci si pu\u00f2 allora imbattere in un fanatismo terribile. \u00c8 una delle facce dell&#8217;islam, non \u00e8 tutto l&#8217;islam. Esistono anche dei musulmani che desiderano un dialogo pacifico con i cristiani. Di conseguenza, \u00e8 importante giudicare i differenti aspetti di una situazione che \u00e8 preoccupante per tutte le parti in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L&#8217;anno scorso, il Card. Biffi, arcivescovo di Bologna, ha suscitato una polemica affermando che l&#8217;immigrazione musulmana pone delle difficolt\u00e0&#8230;<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione del Cardinale Biffi era pi\u00f9 sottile. Ha sottolineato che oggi esiste una migrazione di popoli, ma che \u00e8 chiaro che ogni governo, anche il pi\u00f9 aperto, non pu\u00f2 accettare indefinitamente tutti gli immigrati. Bisogna dunque distinguere quelli che possono arrivare e gli altri. Secondo quale criterio? Era la domanda del Cardinale Biffi. A partire dal momento che delle scelte sono inevitabili, bisogna accettare in primo luogo &#8211; in vista della pace civile delle nostre societ\u00e0 europee &#8211; i gruppi che sono pi\u00f9 integrabili, i pi\u00f9 vicini alla nostra cultura. Se si manifesta una incompatibilit\u00e0 di cultura, una incomprensione, \u00e8 tutta la societ\u00e0 che \u00e8 frantumata. E ci\u00f2 non serve a nessuno, neppure agli immigrati musulmani. Definire i criteri permette l&#8217;unit\u00e0 di un paese e consente la pace sociale, \u00e8 l&#8217;interesse di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il mondo moderno vive nel culto del progresso e della ragione. Dopo due guerre mondiali, i gulag, Auschwitz, il terrorismo, le nozioni di progresso e di ragione hanno un senso?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il concetto di progresso, sono sempre stato scettico. C&#8217;\u00e8 naturalmente un progresso nel numero delle nostre conoscenze, nella scienza e nella tecnica. Ma, questo progresso non conduce necessariamente a un progresso nei valori morali, n\u00e9 nella nostra capacit\u00e0 a fare buon uso del potere conferito da questa conoscenza. Al contrario: il potere pu\u00f2 essere un fattore di distruzione. Sono sempre stato contrario allo spirito dell&#8217;utopia, al credere in una societ\u00e0 perfetta: concepire una societ\u00e0 una volta per tutte perfetta, \u00e8 escludere la libert\u00e0 di ogni giorno. Tanto \u00e8 vero che la morale e la ragione sono fragili, una societ\u00e0 pu\u00f2 sempre autodistruggersi. Ci\u00f2 che bisogna sperare \u00e8 nella presenza sufficiente di forze morali capaci di resistere al male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Vendita degli organi, manipolazione genetica, clonazione: bisogna porre dei limiti alla ricerca medica e scientifica?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;uomo moderno, l&#8217;idea di mettere dei limiti alla ricerca costituisce una bestemmia. Tuttavia esiste un limite interiore ed \u00e8 la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo. Dei progressi pagati al prezzo della violazione della dignit\u00e0 umana \u00e8 inaccettabile. Se la ricerca attacca l&#8217;uomo \u00e8 una deviazione della scienza. Anche se si pretende che l&#8217;una o l&#8217;altra ricerca apra delle possibilit\u00e0 per l&#8217;avvenire, bisogna dire no quando l&#8217;uomo \u00e8 in gioco. Il paragone \u00e8 un po&#8217; forte, ma ricordo che, un tempo, alcuni hanno proceduto a degli esperimenti medici con delle persone che essi dichiaravano inferiori. Dove condurr\u00e0 la logica che consiste nel trattare un feto o un embrione come una cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Che cosa si aspetta la Chiesa dalla giovent\u00f9?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la giovent\u00f9 non abbia in lei i pregiudizi delle generazioni del &#8217;68, che hanno alienato numerose persone &#8211; e anche membri della Chiesa &#8211; dalla fede. Ci aspettiamo che la giovent\u00f9 riparta con una nuova vitalit\u00e0, una apertura per scoprire in Cristo un Dio che \u00e8 verit\u00e0 e amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Quali saranno le grandi caratteristiche del prossimo pontificato?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sta a me stabilire il suo programma! E poi il mondo cambia rapidamente: quello che ci appariva imperativo ieri non riveste oggi la stessa importanza. Mi sembra che i problemi pi\u00f9 urgenti, per la Chiesa, risultino da ci\u00f2 che abbiamo appena evocato. Come rispondere alla questione posta da parte di un mondo occidentale che dubita di se stesso, che non riconosce pi\u00f9 un fondamento razionale in una fede comune, un mondo che \u00e8 dunque lasciato al soggettivismo e al relativismo? E poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;islam e anche il buddismo, le due grandi sfide per il mondo occidentale: trovare il dialogo con loro, trovare la possibilit\u00e0 di comprendersi senza perdere la grande luce che ci venuta nella figura di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>traduzione a cura di<\/em> Don Pierre Laurent Cabantous<em>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da: J. Ratzinger, \u201cDio e il mondo\u201d, ed. Paoline, 2001, Pag. 403-406 Chiesa di massa o Chiesa minoritaria? Intervista di Peter Seewald segue Avvenire, 11 maggio 2005 Filosofi, dov&#8217;\u00e8 la verit\u00e0? 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