{"id":2494,"date":"2007-02-21T13:02:00","date_gmt":"2007-02-21T12:02:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-21T10:54:18","modified_gmt":"2016-04-21T08:54:18","slug":"leuropa-nata-in-pellegrinaggio-e-la-sua-lingua-materna-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nata-in-pellegrinaggio-e-la-sua-lingua-materna-il\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa &egrave; nata in pellegrinaggio e la sua lingua materna &egrave; il latino"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-33249\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2007\/02\/pellegrinaggi.jpg\" alt=\"pellegrinaggi\" width=\"250\" height=\"181\" \/>Ag <span style=\"text-decoration: underline;\">ZENIT.org<\/span>.- <\/strong>sabato, 17 febbraio 2007<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ROMA, Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato da monsignor <strong>Rino Fisichella<\/strong>, Rettore della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, nell\u2019intervenire il 12 febbraio a Roma al XV Convegno Nazionale Teologico Pastorale dell\u2019Opera Romana Pellegrinaggi dal titolo \u201cCammini d\u2019Europa. Romei, Palmieri e Giacobei\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Avvolti nel mistero <\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;E&#8217; sentimento del poeta divulgare il mistero e confidarcelo ancora prima dell&#8217;azione o almeno di certo durante\u2026 Il mistero deve venir fuori, dovessero pure annunciarlo le pietre&#8221; [1]. Questa citazione del grande poeta tedesco sono riuscita a farla mia sapendo dove andare a coglierla quasi una pietra preziosa da innestare in questa riflessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso dire la stessa cosa per la citazione che mi \u00e8 stata affidata come titolo. Essa appare suggestiva, profondamente veritiera e coerente con la storia, ma come spesso avviene anche caduta nell&#8217;oblio per la volont\u00e0 di imporre modelli di pensiero e stili di vita che rifiutano il valore della ricchezza di una tradizione che ci ha preceduto e senza della quale non potremmo vivere il nostro presente n\u00e9 pensare di costruire alcun futuro. Se, quindi, non posso dare coerente citazione al titolo, che costituir\u00e0 comunque l&#8217;oggetto della mia relazione, almeno posso immettermi con lo sguardo fisso sul mistero che, afferma G\u00f6the deve emergere sempre, fossero anche le pietre, paradossalmente, ad esprimerne la necessit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mistero di cui parliamo \u00e8 quello dello svolgersi della storia e delle vicende che in essa avvengono. La maggioranza delle volte queste prescindono dal volere degli uomini perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che regola in maniera autonoma e previdente porta a compimento nonostante noi un piano che \u00e8 carico di salvezza. Da dove \u00e8 sorta l&#8217;unit\u00e0 di queste terre che ora chiamiamo Unione europea e cosa ha spinto uomini e donne ha mettersi in cammino sfidando tutto e mettendo a rischio la propria vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente delle spiegazioni logiche, veritiere e storiche le possiamo dare; eppure, alla base permane un qualcosa che non riusciamo a cogliere pienamente, che sfugge a ogni tentativo della ragione di farlo suo; \u00e8 il mistero che ci viene incontro, che ci affascina e chiede di essere lasciato nella sua libert\u00e0 di esprimersi e di agire cos\u00ec come spesso lo percepiamo nella nostra stessa esistenza personale. Il pellegrino che si mette in viaggio sa da cosa \u00e8 mosso, pu\u00f2 darne spiegazione con il desiderio di conoscere nuovi orizzonti, di dare forza alla propria fede e di vivere un&#8217;esperienza di comunione e partecipazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, percepisce che qualcosa lo spinge ed egli non riesce a comprimere perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 forte e pi\u00f9 convincente; se non si oppone resistenza, questa forza \u00e8 tale da trasformare e permette di percorrere sentieri che il vero pellegrino scopre come frutto della grazia e dell&#8217;amore gratuito dello Spirito che tutto rinnova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il lento cammino dell&#8217;unit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esiste, purtroppo, una malattia che contagia non solo le singole persone, ma intere popolazioni, \u00e8 l&#8217;<em>oblio<\/em>. Nulla, come la dimenticanza, annienta l&#8217;uomo e gli fa percepire la sua profonda contraddizione. Ne \u00e8 testimonianza feconda un brano del Deuteronomio; al popolo che dopo il lungo peregrinare nel deserto sta per entrare nella terra promessa, viene chiesto di evitare la tentazione di dimenticare tutti i benefici ricevuti: &#8220;Il Signore tuo Dio sta per farti entrare in un paese fertile: paese di torrenti, di fonti e di acque sotterranee che scaturiscono nella pianura e sulla montagna; paese di frumento, orzo, fichi e melograni; paesi di ulivi, olio, miele; paese dove non mangerai con scarsit\u00e0 il pane, dove non ti mancher\u00e0 nulla; paese dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame. Mangerai dunque a saziet\u00e0 e benedirai il Signore Dio tuo a causa del paese fertile che ti avr\u00e0 dato. Guardati bene dal dimenticare il Signore tuo Dio cos\u00ec da non osservare i suoi comandi, le sue norme e le sue leggi che oggi ti do. Quando avrai mangiato e ti sarai saziato, quando avrai costruito belle case e vi avrai abitato, quando avrai visto il tuo bestiame grosso e minuto moltiplicarsi, accrescersi il tuo argento e il tuo oro e abbondare in ogni cosa, il tuo cuore non si inorgoglisca in modo da dimenticare il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dal paese d&#8217;Egitto, dalla condizione servile\u2026 Guardati, dunque, dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. Ricordati invece del Signore tuo Dio perch\u00e9 egli ti d\u00e0 la forza per acquistare ricchezze\u2026 Ma se tu dimenticherai il Signore tuo Dio e seguirai altri dei e li servirai e ti prostrerai davanti a loro, io attesto oggi contro di voi che certo perirete&#8221; (Deut 8,7-20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si nota, la sapienza antica \u00e8 sempre maestra di vita. Se l&#8217;Europa non \u00e8 capace di fare una memoria storica che le permette di mantenere viva la sua tradizione culturale e religiosa, non potr\u00e0 pretendere di spiccare il volo. L&#8217;icona di Icaro dovr\u00e0 essere presente per non illudersi che le ali con cui si sta volando sono di cera; dimenticare gli insegnamenti del padre Dedalo pu\u00f2 far innalzare per un po&#8217; oltre il labirinto, ma avvicinandosi al sole quelle ali si sciolgono e la caduta \u00e8 inevitabilmente mortale. A poco possono valere le lacrime di quanti piangono per la morte se prima non ci si \u00e8 preoccupati di dare solidit\u00e0 di insegnamento e far prendere coscienza dei propri strumenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per alcuni versi, torna alla mente la grande unit\u00e0 che aveva segnato la stagione europea dopo la caduta dell&#8217;impero romano e nello stesso tempo balzano immediate le divisioni religiose e sociali che caratterizzarono l&#8217;epoca moderna, segnata dalla centralit\u00e0 della scoperta scientifica. Quando, di fatto, una legittima richiesta di autonomia della scienza divenne il pretesto per relegare nell&#8217;angolo Dio e i valori fondamentali che avevano segnato il sorgere stesso dell&#8217;unit\u00e0 europea. Diventava chiara cos\u00ec la crisi interiore e spirituale che mostra oggi i segni pi\u00f9 marcati nella persistente convinzione che si possa facilmente sbarazzarsi del patrimonio culturale di millenni, senza nulla perdere della propria identit\u00e0. Illusione devastante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa \u00e8 stata veramente se stessa e profondamente grande nel creare forme di autentica civilt\u00e0 e progresso dei popoli a livello universale, solo nel momento in cui ha trasmesso quei valori costitutivi che le provenivano dalla fede cristiana, avendoli fatti diventare patrimonio di cultura e identit\u00e0 di popoli. Il ritorno di un&#8217;unit\u00e0 potr\u00e0 essere tale solo nella misura in cui verranno poste come fondamenta una serie di valori che esprimono con evidenza l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;Europa, frutto della sua lunga storia che, nel bene e nel male, ci appartiene e di tradizioni culturali che hanno creato progresso e civilt\u00e0 nel corso di questi secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di questo, la Chiesa si sente in prima persona responsabile perch\u00e9 il suo legame con l&#8217;Europa \u00e8 intimo; per molti, i versi i due hanno un destino comune. Hanno percorso insieme un periodo scandito dallo scorrere dei secoli ed entrambe sono segnate dalla stesse vicende storiche. Il cristianesimo, infatti, \u00e8 legato in modo del tutto peculiare alla storia dell&#8217;Europa e questa, da parte sua, ha nel cristianesimo le sue radici pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, il cristianesimo nasce in quella terra santa che ha visto Ges\u00f9 di Nazareth percorrere le sue strade e i suoi sentieri annunciando il Regno di Dio. Da quella terra \u00e8 partito, portando con s\u00e9 il carico di una tradizione che ben presto con l&#8217;acutezza di Paolo ha trovato la sua via maestra e ha esplicitato con un&#8217;originalit\u00e0 che non conosce confronti. E&#8217; sufficiente riprendere tra le mani la lettera ai Galati per verificare direttamente cosa si \u00e8 verificato nei primi anni di vita della Chiesa. La sfida pi\u00f9 grande si \u00e8 giocata proprio sulla forza dell&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;annuncio di Ges\u00f9 Cristo che non poteva essere imbrigliato nella logica della legge mosaica, come a pi\u00f9 riprese afferma l&#8217;apostolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La libert\u00e0 che Cristo aveva portato nel mondo era di tale spessore che non trovava riscontro nel mondo giudaico n\u00e9 in quello greco e romano. Coniugando la libert\u00e0 con la verit\u00e0 e questa ritrovata nell&#8217;amore, si veniva a porre nel mondo una miscela talmente esplosiva che solo le generazioni future avrebbero sperimentato nella loro profondit\u00e0: &#8220;Cristo ci ha liberati perch\u00e9 restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavit\u00f9.. In Cristo non \u00e8 la circoncisione che conta o la non circoncisione, ma la fede che opera per mezzo della carit\u00e0\u2026 Voi infatti siete stati chiamati a libert\u00e0\u2026 ma mediante la carit\u00e0 siate a servizio gli uni degli altri&#8221; (Gal 51.6.13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante questo, il cristianesimo ha trovato in Europa il suo ambiente vitale; ci\u00f2 che le ha permesso di esprimere al meglio la sua novit\u00e0 con l&#8217;aiuto di uno strumentario concettuale e linguistico che alla luce dell&#8217;originalit\u00e0 dottrinale ha permesso uno sviluppo culturale senza precedenti. Il cristianesimo, infatti, si immette nelle culture e nelle societ\u00e0 non distruggendo il bene di ci\u00f2 che trova, frutto della saggezza e dell&#8217;intelligenza dei popoli, ma lo rinnova e indirizza, facendolo sfociare verso la pienezza di ci\u00f2 che contiene <em>in nuce<\/em>. L&#8217;espressivit\u00e0 pi\u00f9 efficace dal punto di vista concettuale, linguistico e culturale \u00e8 stato realizzato pertanto all&#8217;interno di quel tessuto territoriale e culturale che conosciamo come Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una memoria storica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa \u00e8 nata cristiana e solo nella misura in cui rimarr\u00e0 tale potr\u00e0 pensare di conservare a pieno le proprie idealit\u00e0 e il proprio apporto originale alla costruzione di una civilt\u00e0 post-moderna. La Chiesa, da parte sua, \u00e8 stata davvero la comune e antica madre che ha dato vita all&#8217;unione di tanti popoli, che alcuni oggi sembrano voler dimenticare senza comprendere dove affondano le proprie origini. Per comprenderlo a fondo, \u00e8 necessario ritornare al IV secolo per individuare la grave crisi dell&#8217;impero romano e il sorgere del nuovo soggetto storico, culturale e politico rappresentato dalla Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per capire cosa sia avvenuto bisogna partire da Roma e dalla sua storia. Un&#8217;immagine suggestiva \u00e8 offerta nei Fori imperiali; a met\u00e0 strada, procedendo verso il Colosseo, sono collocate quattro steli di porfido in cui si racconta l\u2019estendersi di questa citt\u00e0. Nel primo riquadro, Roma \u00e8 segnata con un puntino bianco che emerge solenne nel nero dello spazio intorno: \u00e8 il tempo delle origini. Al quarto riquadro, ci si trova a spaziare nella grandezza dell\u2019impero sotto Domiziano: \u00e8 l\u2019epoca d\u2019oro; il porfido nero \u00e8 costretto a lasciare il posto al bianco della massima espansione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roma \u00e8 stata questa realt\u00e0 che le ha permesso di essere definita con ragione caput mundi. La storia di Roma, tuttavia, va oltre la storia dell\u2019impero. Il canto dei suoi ultimi poeti mostrano con evidenza che la sua grandezza era ormai al declino; certo, Claudiano poteva ancora scrivere versi quali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>Haec est in gremium victos quae sola recepit<\/em><\/p>\n<div align=\"justify\"><em>Humanumque genus communi nomine fovit<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>Matris, non dominae ritu, civesque vocabit<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>Quos domuit nexuque pio longinqua revinxit<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>Cuncti gens una sumus<\/em>&#8221; [2].<\/div>\n<p>E Rutilio Numaziano poteva aggiungere:<\/p>\n<div align=\"justify\">&#8220;<em>Fecisti patriam diversis gentibus unam<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>profuit iniustis te dominante capi.<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>Dumque offers victis propria consortia iuris<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>Urbem feristi quod prius orbis erat<\/em>&#8221; [3].<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni testi di s. Ambrogio, proprio verso la fine della Roma imperiale proverebbero che la presenza del cristianesimo non \u00e8 stato per Roma un caso fortuito, ma una vocazione particolare che le ha impresso la grandezza che la rende fino ad oggi unica. Se dinanzi al mondo essa fu sempre ricordata come \u201c<em>caput mundi<\/em>\u201d per essere vero crocevia di incontro, di accoglienza e di convivenza tra i popoli, tanto da farla riconoscere come <em>communis patria<\/em>, questo \u00e8 dovuto al cristianesimo che subentr\u00f2 alla grave crisi di Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dimenticare in questo frangente il ruolo svolto da papa Leone Magno che nei pressi di Mantova incontra Attila re degli Unni (452), convincendolo a riprendere la via del ritorno o con Genserico re dei Vandali (455) che sulla sua parola non mise Roma a ferro e fuoco significherebbe non comprendere il lento ma inarrestabile imporsi di una nuova visione del mondo che veniva data dal cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 parlare di Europa, ma se lo si fa con memoria storica, allora si deve necessariamente parlare dell&#8217;opera di Gregorio uno dei primi grandi &#8220;europei&#8221;. Egli costituisce il vero baluardo non solo per la difesa di Roma da parte dei Longobardi, ma della loro stessa conversione e progressiva civilizzazione. La sua opera fu altamente politica; egli riusc\u00ec, infatti, ad imporsi nei confronti dei Longobardi come il vero mediatore con Bisanzio e comprese l&#8217;opera di trasformazione che si poteva realizzare mediando tra la <em>lex romana<\/em> e la cultura longobarda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 forse sua l&#8217;azione di inviare 40 monaci in Gran Bretagna per riprendere dopo circa 150 anni il suo rapporto con l&#8217;Europa? Eppure quest&#8217;opera non gli sarebbe stata possibile se non fosse stato figlio di Benedetto. Ma \u00e8 possibile pensare anche all&#8217;opera di Benedetto e alla sua <em>Regola<\/em> senza far riferimento alla tradizione romana che egli fu brillantemente capace di coniugare con i principi della fede cristiana?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intuizione di porre in giusta sintesi l&#8217;attivit\u00e0 della contemplazione cristiana e l&#8217;agire tipico dell&#8217;uomo nel lavoro rappresenta la sinergia coerente che ha reso civili le popolazioni barbare, creando il presupposto indelebile per lo sviluppo della civilt\u00e0 medievale e moderna. Il sorgere dei monasteri, la creazione delle universit\u00e0 hanno permesso lo scambio fruttuoso tra i monaci e i primi maestri dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anselmo d&#8217;Aosta poteva muoversi con facilit\u00e0 fino a Canterbury e divenire vescovo santo di quella citt\u00e0, scrivendo opere memorabili per i suoi monaci d&#8217;Inghilterra; alla stessa stregua, Tommaso d&#8217;Aquino poteva andare da Maestro Alberto, il grande di Colonia e ambedue insegnare a Parigi senza alcun problema di competenza territoriale. Come si pu\u00f2 osservare da questa rapidissima sintesi, il cristianesimo si contraddistinse per conservare non per distruggere la ricchezza culturale e giuridica che aveva trovato a Roma. Il <em>codex Iustinianum<\/em> (525) solo per fare un esempio sintetico, raccoglie l&#8217;intero diritto romano; la Chiesa, per\u00f2, lo ha gelosamente custodito, posto in atto e trasformato sulla base di quei principi fondamentali di dignit\u00e0 della persona e bene comune che provenivano dal vangelo di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutto questo \u00e8 necessario aggiungere il pellegrinare ininterrotto attraverso l&#8217;Europa che i cristiani realizzarono avendo come meta Roma e Santiago e le varie cattedrali che sorgevano dappertutto. Come si nota, la lingua madre era veramente il cristianesimo e il pellegrino sorgente di unit\u00e0 profonda. Muoversi da un Paese all&#8217;altro, conoscere differenti lingue e culture, usi e costumi, creando un confronto e una comunicazione che aggiungeva ricchezza a ricchezza \u00e8 stato possibile perch\u00e9 il pellegrino trovava la forza antica di lasciare la sua casa e la sua terra per addentrarsi in luoghi che mediante lui sarebbero divenuti maggiormente uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fondamento di tutto, comunque, si ritrova la stessa fede. Le lingue potevano cambiare, le usanze erano certamente differenti tra loro, ma ognuno comprendeva la madre lingua della fede. Questa creava unit\u00e0, comunicazione, cultura e progresso. Dimenticare questo aspetto potr\u00e0 certamente sollevare l&#8217;anima di qualcuno, ma non consentir\u00e0 di rispettare la verit\u00e0 storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripartire dalla centralit\u00e0 della persona<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa memoria deve riprendere posto ai nostri giorni, non per vanagloria n\u00e9 per trionfalismo alcuno, ma solo ed esclusivamente per permettere un salto qualitativo nell&#8217;attuale momento di passaggio culturale. Vorrei solamente accennare al ruolo determinante che l&#8217;occidente ha avuto nel momento in cui ha compreso l&#8217;originalit\u00e0 del concetto cristiano di <em>persona<\/em>. Se si vuole, \u00e8 intorno a questo termine che si pu\u00f2 rileggere la storia del progresso e della maturazione religiosa, civile, culturale, sociale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al IV secolo, il termine \u00e8 soggetto a una lunga discussione sul suo significato pi\u00f9 coerente. Nell&#8217;accezione latina \u2013 che risentiva dell&#8217;origine etrusca \u2013 il termine persona va ricondotto allo spazio del teatro; indica la maschera che copriva il volto dell&#8217;attore. Nella semantica greca, il termine <em>pr\u00f2sopon<\/em> indica ugualmente la maschera teatrale, ma insieme ad esso anche &#8220;che cade sotto gli occhi&#8221;, &#8220;ci\u00f2 che si vede&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diatriba sul termine nasce proprio nel momento in cui si vuole esplicitare la fede nella Trinit\u00e0 e la presenza di tre persone con un&#8217;unica natura; alla stessa stregua, i primi cristiani dovevano esplicitare nei confronti di Ges\u00f9 Cristo, sul fatto che la sola persona divina era presente nella natura umana e in quella divina. Si deve alla grande intelligenza di Agostino la soluzione pi\u00f9 adeguata che rimarr\u00e0 fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ha saputo armonizzare il termine con il concetto, mostrando che la persona \u00e8 se stessa nella relazione con l&#8217;altro. Saranno i concili, in seguito a stabilire dogmaticamente l&#8217;esattezza della formula; ci\u00f2 che importa, comunque, \u00e8 verificare che sulla base della chiarificazione trinitaria e cristologia del concetto si viene a produrre una delle conquiste pi\u00f9 rivoluzionarie della cultura universale. Persona \u00e8 un&#8217;identit\u00e0 propria che si qualifica nella sua relazione con l&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per cogliere in profondit\u00e0 il valore semantico, \u00e8 necessario comprendere la sua derivazione dalla sfera della fede nella Trinit\u00e0. Nell&#8217;unit\u00e0 della natura divina, che non \u00e8 divisa, ma partecipata totalmente, le tre Persone si qualificano e differenziano come Padre, Figlio e Spirito Santo; ognuna delle tre persone vive solo in relazione con l&#8217;altra in una forma di donazione e accoglienza totale che permette loro di essere identificate come Padre che tutto dona, Figlio che tutto riceve e Spirito Santo come Frutto del tutto dare e del tutto ricevere. La persona, insomma, si qualifica per la relazione d&#8217;amore che le permette di essere ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; alla luce di questa prospettiva che possiamo comprendere il valore portante della persona nel mondo contemporaneo e lo sviluppo che essa ha avuto nelle diverse istanze scientifiche. Dal concetto di persona scaturisce come conseguenza quello della sua dignit\u00e0 e del suo valore universale e, quindi, l&#8217;attenzione che \u00e8 dovuto per ogni persona, per tutta la persona e per il bene di tutte le persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 azzardato affermare che solo nella misura in cui si vuole salvaguardare il concetto di persona e la sua dignit\u00e0 \u00e8 determinante che essa rimanga legata a Dio che ne garantisce l&#8217;esatta comprensione ed esplicitazione. Nella misura in cui si dimentica Dio si dimentica anche la persona che reca impressa in s\u00e9 la sua immagine e somiglianza; nella misura in cui si dimentica la persona, si dimentica anche Dio che ne \u00e8 la sua garanzia ultima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La conseguenza inevitabile che sembra proiettarsi all&#8217;orizzonte \u00e8 quella di un&#8217;ulteriore svolta; questa, tuttavia, non pone pi\u00f9 al centro l&#8217;uomo, ridotto ormai a un ruolo marginale nei confronti della stessa natura, ma la tecnica. Se, d&#8217;altronde, la tecnica \u00e8 in grado di determinare l&#8217;esistenza personale fin dai suoi primordi e neppure la scienza sente il bisogno di porre limiti alla sperimentazione perfino sull&#8217;embrione, scavalcando le stesse regole che si era data in precedenza, allora non si potr\u00e0 che verificare le logiche conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, sulla scena del teatro di questo mondo, non potr\u00e0 pi\u00f9 giocare il ruolo di protagonista a cui si era abituato per secoli, ma deve necessariamente lasciare il posto a chi ora pretende di determinare la sua stessa esistenza. Si riaffaccia sulla scena del mondo la tetra figura di Medea che uccide i suoi figli; \u00e8 proprio cos\u00ec, la tecnica creata dall&#8217;uomo per rendere pi\u00f9 umana la sua esistenza, sembra respingere in un angolo l&#8217;uomo stesso quasi si trattasse di un nuovo e mai mutato complesso di Edipo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; ormai condivisa l&#8217;analisi secondo la quale, il nostro contemporaneo ha talmente delegato la tecnica a produrgli ogni cosa, da non comprendere pi\u00f9 il grave pericolo in cui \u00e8 caduto. La tecnica, infatti, ha assunto il ruolo di <em>padrona<\/em> non solo della natura, ma anche dell&#8217;uomo riducendolo a un oggetto della sua sperimentazione senza curarsi pi\u00f9 delle sue reazioni. Se cresce la tecnica, ma non aumenta di conseguenza anche l&#8217;orizzonte <em>spirituale<\/em> dell&#8217;uomo e la persona non permane in una dinamica di maturazione verso la trascendenza, allora si viene spogliati di ci\u00f2 che possediamo come di pi\u00f9 prezioso: la coscienza di s\u00e9, del proprio limite e dell&#8217;apertura infinita verso cui si \u00e8 indirizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizione mortale, perch\u00e9 in questo modo non solo cessa il vero progresso, ma l&#8217;uomo stesso muore per asfissia. Egli, infatti, non ha pi\u00f9 uno spazio spirituale che gli consente di andare oltre se stesso verso quell&#8217;orizzonte di senso ultimo che da risposta alle sue domande fondamentali. Per paradossale che possa sembrare, la tecnica allontana anche ogni domanda sul limite, illudendo di una eternit\u00e0 che non pu\u00f2 essere data dalla produzione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dovr\u00e0 guardare con occhio vigile a come il pensiero maturato in Europa si porr\u00e0 nel prossimo futuro nei confronti della sofferenza e della morte. La morte non sar\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;ultimo baluardo da affrontare nella libert\u00e0 propria della decisione di vita, ma un evento da scongiurare per l&#8217;illusione dell&#8217;immortalit\u00e0. La morte non sar\u00e0 pi\u00f9 interpretata come un accadimento naturale e inevitabile della vita, piuttosto una sciagura da evitare come qualsiasi altra malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si porr\u00e0 l&#8217;uomo davanti alla morte dopo l&#8217;illusione della tecnica di allontanarla per sempre da lui? Con la dignit\u00e0 propria della libert\u00e0 cosciente o come una stupida conclusione che non si \u00e8 potuto evitare? E se la vita sar\u00e0 pi\u00f9 o meno indefinita, ci sar\u00e0 ancora qualcuno disposto a offrire la propria vita per gli altri? Le biotecnologie favoriranno un attaccamento alla vita oppure la renderanno insopportabile? Interrogativi non affatto ovvi e tanto meno inattuali; saranno sul tappeto nello sviluppo del pensiero a partire gi\u00e0 da domani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi di identit\u00e0 che l&#8217;Europa vive \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Tolto il concetto di persona si allontana quello della sua sacralit\u00e0 e tutto cade nell&#8217;arroganza del pi\u00f9 forte. Ne deriva la pretesa di imporre il diritto individuale sulla stessa legge naturale e senza alcun riferimento alla dimensione sociale e la conseguente distruzione di modelli sui quali l&#8217;occidente \u00e8 fondato. Imporre l&#8217;esistenza del diritto individuale porta a imprimere nella societ\u00e0 la volont\u00e0 degli individui, spezzando in questo modo il concetto stesso di persona come relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contraddizione insanabile, frutto dell&#8217;individualismo che regna sovrano, avendo distrutto ogni possibile tensione verso il bene comune. La prima conseguenza di questo stato di crisi \u00e8 la <em>solitudine<\/em> in cui \u00e8 caduto l&#8217;uomo contemporaneo. Privo di una relazione salda che gli consente di comprendere se stesso, \u00e8 diventato ormai estraneo a se stesso, incapace a doversi collocare e comprendere tende a rinchiudersi in s\u00e9 con la conseguente mancanza di amore e donazione gratuita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rapporti diventano soggetti all&#8217;interesse individuale e la violenza dell&#8217;uno sull&#8217;altro ha la meglio. In questo contesto \u00e8 necessario porre anche la crisi del matrimonio e della famiglia. Incapace a essere se stesso e colto dalla paura di una incapacit\u00e0 stabile alla relazionalit\u00e0 e all&#8217;amore, si apre la strada a modelli che contraddicono e distruggono ogni relazione sociale. Il tentativo di minare alla base anche lo stesso concetto di matrimonio monogamico e tra persone di sesso diverso non \u00e8 che uno degli ultimi bastioni che una cultura in crisi intende abbattere per l&#8217;imposizione di un progetto, estraneo al mondo, alla natura e alla stessa cultura che ha il solo intento di eliminare l&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recupero di responsabilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa ha una profonda responsabilit\u00e0 in questo momento. Senza alcuna forma di presunzione, a me sembra che sia rimasta solo lei a far sentire la sua voce per fermare questo insano desiderio di autodistruzione. E&#8217; importante, quindi, che la Chiesa provochi a una riflessione che prendendo la <em>ragione<\/em> come compagna di strada, illumini anche i molti non credenti, che sparsi per le diverse strade del mondo hanno compreso i gravi rischi a cui l&#8217;Occidente \u00e8 esposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, in ultima analisi, di riprendere a cercare con maggior vigore e insistenza il bene dell&#8217;uomo, a quanto egli produce con sapienza e a farlo diventare responsabile del suo futuro. Tolta la parentesi in cui tutto gli viene concesso in forza di un diritto soggettivo che lo ha viziato facendolo sentire come figlio unico, \u00e8 determinante recuperare il senso della relazionalit\u00e0 in quanto parte di un&#8217;unica famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;assunzione del <em>principio di responsabilit\u00e0<\/em> \u00e8 una delle priorit\u00e0 che vediamo all&#8217;orizzonte; esso impegna a una fatica che sa rimettere alla base i veri diritti iscritti nel cuore di ogni uomo e per ci\u00f2 stesso garanti dell&#8217;uguaglianza e della libert\u00e0 a cui il legislatore deve ispirare la sua opera. Come credenti nella vittoria del bene sul male sempre e dovunque, noi lavoriamo perch\u00e9 la crisi che stiamo vivendo possa trasformarsi in un reale momento di confronto edi progresso per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa ha bisogno di credere ancora in se stessa, lo potr\u00e0 fare con autentico e profondo significato, nella misura in cui porr\u00e0 dinanzi a se stessa ci\u00f2 che \u00e8 stata e in ci\u00f2 che dovr\u00e0 essere. Sono convinto che solo mediante un recupero forte del concetto di <em>tradizione<\/em> questo sar\u00e0 possibile. La tradizione, infatti, \u00e8 forma di una trasmissione che inserisce in un processo pi\u00f9 ampio e che genera conoscenza; a nostro avviso, esprime una risorsa di cui i credenti anzitutto dovrebbero farsi carico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tradizione per noi non significa soltanto il riferimento a una storia bimillenaria che, nel bene e nel male ci appartiene, indica, piuttosto, la partecipazione diretta a una viva trasmissione della fede che ispira e genera cultura. I cristiani dovrebbero ricuperare, in questo frangente, la memoria perenne dell&#8217;evento salvifico di cui sono responsabili nel mondo e, all&#8217;interno di questo momento, ripensare il ruolo della loro partecipazione alla missione evangelizzatrice della Chiesa in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni azione credente, infatti, anche il pellegrinaggio ha una valenza sociale, politica e culturale oltre che religiosa; essa porta con s\u00e9 la peculiarit\u00e0 di essere annuncio del vangelo che salva. Il recupero del senso della tradizione e del suo valore per la costruzione dell&#8217;Europa \u00e8 una strada da percorrere. Essa non \u00e8 semplice; richiede, infatti, uno sforzo di originalit\u00e0 e un recupero di spessore speculativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i credenti perderanno il senso e il peso della tradizione, il rischio per aver costruito un&#8217;Europa sulle fragili fondamenta di un interesse puramente economico sar\u00e0 irreversibile ed essi ne saranno in parte responsabili. Se, invece, il recupero della coscienza storica far\u00e0 da sostegno, allora anche le obiezioni e gli scetticismi di oggi potranno essere risolti e svanire alla vista della ricchezza che la tradizione ha saputo mantenere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa, in questo frangente, forte della sua storia di maestri e di santi che hanno reso queste terre fermento continuo di cultura e di civilt\u00e0, si sente interpellata direttamente ad assumersi le sue responsabilit\u00e0. Essa dovr\u00e0 instancabilmente riproporre la fede in Ges\u00f9 Cristo morto e risorto come premessa per il riconoscimento pieno della persona, della sua dignit\u00e0 e dell&#8217;inviolabilit\u00e0 dei suoi diritti fondamentali che sono patrimonio di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza illusioni, se mi \u00e8 dato di guardare con serenit\u00e0 al futuro, io intravedo l&#8217;opera dei credenti come un&#8217;azione convinta che sapr\u00e0 produrre nuova cultura sulla forza della fede di sempre. Non perderemo la nostra identit\u00e0, perch\u00e9 non potremmo comprendere le nostre citt\u00e0 senza un campanile che richiami a rientrare in noi stessi; non potremo mai assuefarci a un mondo dove non esiste l&#8217;amore che porta la nostra impronta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rispetto che abbiamo verso tutti e verso chi non condivide la nostra scelta di fede, ci impone di qualificare sempre meglio la nostra identit\u00e0 per evitare di diventare erranti senza pi\u00f9 una meta e cittadini senza pi\u00f9 una patria. L&#8217;Europa, quindi, potr\u00e0 essere davvero <em>patria comune<\/em> di popoli con lingue diverse e tradizioni differenti solo nella misura in cui sapr\u00e0 ritrovare il cristianesimo come <em>lingua madre<\/em> attraverso cui rinsaldare gli slanci per una nuova stagione di pace e di promozione umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[1]<\/strong> G\u00f6the, <em>Shakespeare und kein Ende<\/em>, citato da H. U. von Balthasar, in Teodrammatica I Introduzione al dramma, Milano 1980, 264.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[2]<\/strong> &#8220;Questa \u00e8 colei che, sola, accolse nel proprio grembo i vinti e come madre non come signora, protesse il genere umano nel nome che tutti accomuna: cittadini chiam\u00f2 quelli che lei aveva dominato, legando a s\u00e9 con vincolo pio le genti lontane. Tutti siamo cos\u00ec un&#8217;unica gente&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>[3]<\/strong> Da tante genti diverse hai fatto una sola patria: ai popoli incivili giov\u00f2 essere conquistati da te. E mentre offri ai vinti di partecipare alla tua legge, hai fatto di tutto il mondo una sola urbe&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ag ZENIT.org.- sabato, 17 febbraio 2007 ROMA, Pubblichiamo di seguito il discorso pronunciato da monsignor Rino Fisichella, Rettore della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, nell\u2019intervenire il 12 febbraio a Roma al XV Convegno Nazionale Teologico Pastorale dell\u2019Opera Romana Pellegrinaggi dal titolo \u201cCammini d\u2019Europa. Romei, Palmieri e Giacobei\u201d. * * *<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nata-in-pellegrinaggio-e-la-sua-lingua-materna-il\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33249,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,21,24],"tags":[467],"class_list":["post-2494","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-radici-cristiane-ue","category-storia","tag-radici-cristiane-ue-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;Europa &egrave; nata in pellegrinaggio e la sua lingua materna &egrave; il latino - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/leuropa-nata-in-pellegrinaggio-e-la-sua-lingua-materna-il\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;Europa &egrave; 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