{"id":2347,"date":"2006-11-30T00:00:00","date_gmt":"2006-11-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-14T16:36:13","modified_gmt":"2016-01-14T15:36:13","slug":"le-donne-che-mancano-allappello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/le-donne-che-mancano-allappello\/","title":{"rendered":"Le Donne che mancano all\u2019appello"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/11\/aborto-selettivo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-29358 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/11\/aborto-selettivo.jpg\" alt=\"aborto selettivo\" width=\"232\" height=\"171\" \/><\/a>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong> n.3753 4 novembre 2006<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Negli ultimi decenni la proporzione tra uomini e donne, specialmente in alcuni grandi Paesi dell\u2019Asia, \u00e8 stata alterata a sfavore delle donne, che nascono in misura minore rispetto alle normali leggi demografiche. Il fenomeno \u00e8 provocato perch\u00e9 i genitori preferiscono avere un bambino, anzich\u00e9 una bambina. Potendosi oggi conoscere in anticipo il sesso del nascituro, vengono eliminati con l\u2019aborto i feti femminili, quando non si ricorre addirittura all\u2019infanticidio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Giampaolo Salvini<\/strong> s.j.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Solo lentamente il mondo sta prendendo coscienza di un fenomeno inedito, molto triste e inquietante, che rischia, specialmente in alcuni Paesi asiatici, di avere profonde ripercussioni sulla popolazione. La proporzione tra uomini e donne, da circa 25 anni, \u00e8 stata alterata. Com&#8217;\u00e8 noto da sempre ai demografi, in ogni popolazione umana nascono ogni anno pi\u00f9 bambini che bambine e l&#8217;eccedenza in genere \u00e8 costante: nascono tra 104 e 108 maschi per ogni 100 femmine. \u00abQuesto lieve eccesso [&#8230;] non \u00e8 un fenomeno limitato nel tempo e nello spazio, ma si verifica per tutti i popoli e per tutti i tempi conosciuti\u00bb(1).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma negli anni successivi alla nascita il numero dei maschi che muoiono \u00e8 costantemente superiore a quello delle femmine (in particolare nei primi cinque anni di vita), con il risultato che in tutte le popolazioni la vita media delle donne \u00e8 pi\u00f9 lunga di quella degli uomini, e ad et\u00e0 avanzata si contano sempre pi\u00f9 donne che uomini in una determinata popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I motivi della maggiore mortalit\u00e0 maschile vengono in genere attribuiti a una maggiore resistenza dell&#8217;organismo femminile, ma anche al fatto che nella grande maggioranza dei casi sono gli uomini a svolgere i lavori pi\u00f9 pericolosi (minatori, soldati, autisti di trasporti pesanti o a lunga percorrenza ecc.) o a praticare gli sport pi\u00f9 a rischio (corse in moto e in auto, acrobazie di vario tipo ecc.) (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa proporzione tra maschi e femmine, lungamente studiata e documentata, conosce negli ultimi decenni vistose deviazioni dalla norma, specialmente in alcuni Paesi asiatici, ma non solo, dove si constata un&#8217;anomala diminuzione delle nascite di bambine. Fu l&#8217;economista indiano Amartya Sen, oggi attivo negli Stati Uniti e premio Nobel per l&#8217;economia, a lanciare uri primo grido di allarme capace di suscitare una certa risonanza a livello internazionale, nel 1990 (3). Ma nessuno si \u00e8 inquietato pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spiegazione non \u00e8 difficile da trovare: poich\u00e9 per una serie di ragioni culturali, politiche, economiche buona parte delle famiglie preferisce avere un figlio anzich\u00e9 una figlia, e, poich\u00e9 oggi \u00e8 possibile conoscere in antecedenza il sesso del nascituro, si fa ricorso all&#8217;aborto, se non all&#8217;infanticidio, per eliminare la nascita di una bimba non desiderata. Si tratta quindi di un fenomeno provocato, non naturale. Qualcuno ha parlato di <em>gendercide<\/em> (\u00abgenericidio\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quante bambine mancano all&#8217;appello?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cina e in alcuni Stati indiani si comincia ad avvertire la mancanza di donne al momento del matrimonio: molti giovani emigrano in altri Stati per trovare una moglie, o si \u00abimportano\u00bb donne straniere (ad esempio, dal Vietnam) per potersi sposare o avere una compagna. Alle volte si tratta di veri e propri rapimenti o di \u00abacquisti\u00bb di donne e ragazze vietnamite o nordcoreane, vendute poi nelle campagne cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le agenzie che si incaricano di adozioni internazionali e che si prestano anche a questi traffici hanno difeso pratiche di questo tipo sostenendo che il rivendere le bambine all&#8217;estero le salva dall&#8217;infanticidio e procura un profitto alle famiglie pi\u00f9 diseredate (4). \u00abSi calcola che a partire dal 2010, ogni anno pi\u00f9 di un milione di cinesi resteranno candidati al matrimonio frustrati, per mancanza di donne\u00bb (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono soprattutto la Cina e l&#8217;India a risentire del fenomeno in forma massiccia, e poich\u00e9 si tratta di due Paesi che da soli rap\u00adpresentano pi\u00f9 di un terzo della popolazione mondiale (il 37%) la tendenza \u00e8 perlomeno inquietante, poich\u00e9, se non altro, si tratta di una grave forma di discriminazione verso le donne, selezionate sia prima della nascita, sia nei primi anni di vita, offrendo alle bambine minori probabilit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto nascono meno bambine, e pi\u00f9 bambine muoiono nei primi anni di vita rispetto ai maschietti. Se la tendenza si protrae per un certo numero di anni, lo squilibrio demografico diventa inevitabile a favore dei maschi. In realt\u00e0 il numero dei figli, cio\u00e8 la natalit\u00e0, \u00e8 in diminuzione e questo fa s\u00ec che la preferenza per il figlio maschio, gi\u00e0 resistente, si esasperi, rompendo un equilibrio millenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cina insieme con il comunismo in economia, ci si \u00e8 lasciati anche la difesa dell&#8217;uguaglianza dei sessi, che il comunismo predicava con fervore, e le strutture sociali ed economiche che nei secoli passati favorivano i maschi sono risorte prepotentemente. L\u2019India, settima potenza economica mondiale, mostra lo stesso atteggiamento, senza essere passata attraverso le teorie marxiste. A questi due grandi Paesi occorre aggiungere anche Pakistan, Bangladesh, Taiwan, Corea del Sud e Indonesia (quest&#8217;ultima in minore misura): messi insieme sono Paesi che riuniscono met\u00e0 della popolazione mondiale attuale, cio\u00e8 circa tre miliardi di abitanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il continente pi\u00f9 femminile \u00e8 attualmente l&#8217;Europa, che, secondo i dati del 2000, conta a livello generale di popolazione (cio\u00e8 calcolando tutti gli abitanti, di qualunque et\u00e0) 92,7 uomini ogni 100 donne, seguita da Stati Uniti e Canada con 96,9, dall&#8217;America Latina con 97,5 e dall&#8217;Oceania con 99,5. L&#8217;Africa, sempre nel 2000, presenta una situazione di quasi equilibrio, con 99,8 uomini ogni 100 donne. L&#8217;Asia invece conta in media 103,9 uomini 100 donne, con notevoli differenze da uno Stato all&#8217;altro: l\u2019Indonesia ha 100,6 uomini ogni 100 donne (6), l&#8217;India 102,5, la Cina 105,6 e il Pakistan 106,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle singole regioni i dati possono essere peggiori: in due Stati dell&#8217;India, Punjab e H\u00e0ryana, nel 1997 si contavano 75 donne ogni 100 uomini. Ma lo Squilibrio demografico \u00e8 ben maggiore se si riconsiderano le statistiche alla nascita: in Cina si contano 117 bambini ogni 100 bambine, in India 111, in Corea del Sud 108, in Indonesia (tra i bambini inferiori a 1 anno) 106. In Georgia e in Armenia rispettivamente, 118 e 120. Nei Paesi del Caucaso (Georgia, Armenia e Azerbaigian) la proporzione dei maschi si \u00e8 brutalmente accresciuta a partire dalla met\u00e0 degli anni Novanta, raggiungendo quasi la Cina. Ma il fenomeno non si \u00e8 esteso ai Paesi vicini: Ucraina, Russia e Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Asia \u00e8 quindi il continente pi\u00f9 maschile del pianeta. Ma anche in altri Paesi cominciano a notarsi tendenze analoghe, come in Ecuador, Messico, Per\u00f9 e Paraguay, e in misura minore anche in Bolivia, Iran, Nigeria e Arabia Saudita. \u00c8 molto difficile fornire cifre globali, ma alcuni studiosi parlano di 150-180 milioni di donne che gi\u00e0 mancano all&#8217;appello, cio\u00e8 risultano mancanti in base alle normali leggi demografiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet, gli aborti selettivi in India sono 500.000 all&#8217;anno, e il fenomeno sarebbe in espansione. Quando le bambine e i bambini nati in questi anni arriveranno all&#8217;et\u00e0 nuziale, sar\u00e0 inevitabile uno squilibrio che si risolver\u00e0 nell&#8217;assenza di un numero sufficiente di possibili mogli. In Cina si calcola che dopo il 2010 lo squilibrio sar\u00e0 particolarmente acuto, arrivando al 20% verso il 2030, quando ogni anno circa 1,6 milioni di uomini non potranno trovare una moglie della stessa et\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Societ\u00e0 in cui nascere donna \u00e8 una sciagura<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato in alcuni Paesi si faceva ricorso all&#8217;infanticidio per i neonati non desiderati o che una famiglia pensava di non poter mantenere. Anche in Italia l&#8217;istituzione delle \u00abruote\u00bb nei conventi di molte citt\u00e0, in cui deporre i neonati rifiutati, per evitare gli infanticidi testimoni\u00f2 per secoli l&#8217;esistenza del doloroso fenomeno dell&#8217;abbandono dei neonati, ma non si trattava soltanto di bambine. In India l&#8217;infanticidio era soprattutto femminile anche in passato, ed \u00e8 stato studiato da almeno un secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra che inizialmente fosse un fenomeno limitato ad alcune aree o caste. Ultimamente per\u00f2 si \u00e8 esteso un po&#8217; dovunque, ma soprattutto \u00e8 grandemente aumentato il numero di aborti selettivi a danno dei feti femminili. La morte di bambine in numero maggiore rispetto ai maschietti tra 1 e 5 anni di et\u00e0 (contro la norma che vede in ogni Paese morire pi\u00f9 bambini che bambine nei primi anni di vita) oggi per\u00f2 sembra dovuta pi\u00f9 a una serie di discriminazioni in fatto di alimentazione, cure mediche ecc., che non per diretta soppressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio dell&#8217;Onu del 1998 rileva che oggi il 50% dell&#8217;umanit\u00e0 vive in Paesi nei quali le disuguaglianze tra i sessi provocano una sovramortalit\u00e0 delle bambine (7). In Cina la mortalit\u00e0 delle bambine nei primi 5 anni di vita supera quella dei maschi del 28%, caso unico al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina \u00e8 il Paese pi\u00f9 noto e pi\u00f9 studiato per questo dramma, provocato o accelerato anche dal diretto intervento delle autorit\u00e0 dopo gli anni Settanta in materia demografica, intervento diretto a limitare la crescita della popolazione dell&#8217;immenso Paese. Negli anni Settanta infatti il Governo cinese, temendo un\u2019esplosione demografica incontenibile, impose la regola del figlio unico per ogni famiglia in molte regioni del Paese, sperando di elevare contemporaneamente il livello di vita e di aumentare la stabilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vennero offerti incentivi economici per far osservare la norma del figlio unico, infliggendo sanzioni gravi alle famiglie che non obbedivano. In una societ\u00e0 nella quale gi\u00e0 esisteva la preferenza per il figlio maschio (8),\u00a0 infanticidi femminili e aborti selettivi si sono moltiplicati. L&#8217;ex-ministro cinese per la pianificazione familiare, Peng Peiyun, ha ammesso candidamente che la politica del figlio unico ha fatto s\u00ec che le donne finiscano per essere trattate come merci. Il numero di figli ogni donna \u00e8 sceso da pi\u00f9 di 5 all&#8217;inizio degli anni Settanta e meno di 2 (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Taiwan e Corea del Sud hanno ormai una natalit\u00e0 tra le pi\u00f9 basse del mondo (1,2 figli per donna). In India dove pure il Governo preme per una riduzione del numero dei figli, si \u00e8 gi\u00e0 scesi da 5 figli a meno di 3. Ma, anche se si dice che l\u2019ideale sia avere un bambino e una bambina, le famiglie desiderano un bambino o pi\u00f9, ma al massimo una bambina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preferenza per i figli maschi rispecchia mentalit\u00e0 e culture profondamente radicate non soltanto nei Paesi poveri o nelle zone agricole. Le famiglie cercano in tutti i modi di avere un erede maschio perch\u00e9 il nome della famiglia e la continuit\u00e0 della linea familiare\u00a0 vengono assicurati nella maggioranza delle societ\u00e0 dai maschi (famiglie patrilineari). In Cina, a Taiwan e in Corea, l&#8217;assenza significa la fine della linea familiare e del culto degli antenati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In India \u00e8 il maschio che si occuper\u00e0 dei riti funebri dei genitori, i quali, senza un degno funerale, secondo la credenza locale saranno condannati a vagare per l&#8217;eternit\u00e0. In Cina, anche dopo la privatizzazione delle campagne, sono i maschi a poterne essere assegnatari. Inoltre dal figlio ci si attende la cura dei genitori quando saranno vecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cina, ad esempio, dispone di un sistema di pensioni molto limitato, e si pensa che soltanto i figli maschi potranno provvedere ai genitori anziani. La figlia, infatti, se si sposa, diventa \u00abpropriet\u00e0\u00bb del marito, andr\u00e0 fuori di casa lasciando i genitori senza il reddito di quanto guadagna e senza il lavoro di casa, mentre sar\u00e0 la famiglia dello sposo a ricevere una lavoratrice che essa non deve mantenere durante l&#8217;infanzia dei suoi bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se queste sono ragioni per preferire un figlio maschio, vi sono altri motivi che fanno sottovalutare le femmine e che fanno comprendere le scelte operate dalle famiglie in questo tipo di abusi. Le figlie hanno in genere minori possibilit\u00e0 di guadagno economico rispetto ai ragazzi. Esse infatti hanno minor accesso al mercato del lavoro remunerato (e soprattutto a quello ben remunerato) e minori possibilit\u00e0 di ricevere la formazione e l&#8217;addestramento adeguati che lo renderebbe possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una famiglia povera spesso non desidera aggiungere le spese che comporta un nuovo figlio se non si prevede che in futuro porter\u00e0 un beneficio economico alla famiglia. In Cina anche una ragazza che ha studiato e ha trovato un lavoro invia alla famiglia di origine meno denaro di quanto farebbe un maschio, se non altro perch\u00e9 lo deve anzitutto offrire al marito al quale \u00e8 subordinata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preferenza per il figlio maschio si manifesta cos\u00ec nell&#8217;infanzia in una migliore alimentazione, migliori cure mediche, vaccinazioni pi\u00f9 puntuali, una migliore abitazione ecc. peri maschi, ai quali vengono dedicate le poche risorse disponibili in famiglia. Ma lo stesso sembra avvenire in non pochi casi anche in famiglie abbienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune societ\u00e0 poi hanno rigidi usi sociali che rendono l&#8217;educazione di una figlia molto pi\u00f9 costosa di quella di un figlio. In alcune regioni dell&#8217;India, ad esempio, \u00e8 costume che alla nascita di una bimba la famiglia offra una festa o un regalo a tutti gli abitanti del villaggio. Una cerimonia \u00abadeguata\u00bb pu\u00f2 rovinare una famiglia povera. In molti Paesi il sistema della dote, secondo il quale la famiglia deve pagare una notevole somma allo sposo affinch\u00e8 questi sposi la ragazza, \u00e8 un vero flagello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pratica in molti Stati \u00e8 illegale, ma ci\u00f2 nonostante ampiamente diffusa. Cos\u00ec il matrimonio di una figlia pu\u00f2 rovinare una famiglia, mentre il matrimonio di un figlio la arricchisce. Per aggirare il divieto della dote, ci si attende che la famiglia della sposa faccia alla propria figlia numerosi regali che la aiutino a impiantare la nuova casa. E il genero, o la sua famiglia (in particolare la suocera), possono continuare a lungo in questo genere di richieste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni Paesi dell&#8217;Africa \u00e8 viceversa lo sposo a dover \u00abcomprare\u00bb la sposa con denaro o capi di bestiame per compensare la famiglia di lei della perdita della figlia: infatti in Africa sono le donne che compiono buona parte del lavoro in campagna e in casa. Inutile dire che in questi Paesi un tale tipo di discriminazione non esiste: ogni bambina che nasce \u00e8 un investimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 chiaro che il valore di una bambina non si valuta soltanto in termini economici, come purtroppo sembra alle volte avvenire, quando si pensa, ad esempio, che la famiglia, se alleva una figlia, compie una fatica \u00abinutile\u00bb. Un proverbio locale indiano dice: \u00abAllevare una ragazza \u00e8 come innaffiare la pianta del vicino\u00bb; e uno cinese: \u00abUna figlia sposata \u00e8 acqua buttata via\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono poche poi le donne la cui vita si svolge in condizioni cos\u00ec umilianti o miserabili che non desiderano avere una figlia destinata a vivere in futuro nelle stesse condizioni e nella stessa infelicit\u00e0 nelle quali esse si sono trovate. Preferiscono non farle nascere o eliminarle appena nate. \u00abMolte donne delle regioni feudali dell&#8217;India non vogliono avere una figlia che dovr\u00e0 vivere nella stessa miseria, umiliazione e dipendenza che sembrano definire le loro vite\u00bb, ha dichiarato V. Parthasarathy, presidente dal&#8217;India&#8217;s National Commission for Wotnen (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Cina spesso si crede che sia la donna a determinare il sesso del nascituro, mentre come \u00e8 noto, dal punto di vista genetico \u00e8 l&#8217;uomo a determinarlo. Cos\u00ec molte donne vengono rimproverate quando mettono al mondo una femmina, se non addirittura, in casi documentati, avvelenate, strangolate, prese a bastonate e socialmente ostracizzate per \u00abaver fallito\u00bb nel dare un figlio al marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pressione \u00e8 cos\u00ec forte che molte mamme piangono quando vengono a sapere di aver dato alla luce una bimba. Ma \u00e8 evidente che l&#8217;argomento di non eliminare le bambine prima o dopo la nascita, perch\u00e9 questo pu\u00f2 produrre una scarsit\u00e0 di mogli, riflette una visione molto impoverita della dignit\u00e0 della donna e del suo ruolo futuro nella vita. Inoltre \u00e8 un argomento che rinforza la svalutazione della vita della donna che sembra contare soltanto se \u00e8 importante in relazione all&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Infanticidio femminile e aborto selettivo<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l&#8217;infanticidio, vietato attualmente in tutti gli Stati, sembra giocare oggi un ruolo relativamente secondario nell&#8217;eliminazione delle bambine, una parte preponderante viene oggi dalla pratica dell&#8217;aborto. Con le nuove tecniche che consentono di determinare il sesso del nascituro, \u00e8 stata aperta la via per selezionare la figlia o il figlio desiderati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1970 si inizi\u00f2 con la pratica dell&#8217;amniocentesi. Uno dei primi studi in proposito rilev\u00f2 che in una clinica urbana in India 430 donne su 450, alle quali era stato detto che attendevano una bambina, preferirono abortire, mentre tutte le 250 donne il cui feto era maschile portarono a termine la gravidanza, anche nei casi in cui esisteva la possibilit\u00e0 di malformazioni genetiche. Ma l&#8217;uso dell&#8217;amniocentesi \u00e8 rimasto limitato ad alcune aree urbane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato il diffondersi della rilevazione con il metodo degli ultrasuoni (ecografia), a met\u00e0 degli anni Ottanta, che ha aumentato enormemente la determinazione del sesso prima della nascita. Il metodo infatti si diffuse rapidamente anche nelle campagne (11). Nelle zone rurali del Maharashtra, in India, una donna ogni sei sposate che aveva abortito nei 18 mesi precedenti dichiar\u00f2 di averlo fatto dopo un&#8217;ecografia che aveva stabilito che il feto era femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risultati analoghi si sono avuti da indagini svolte in Cina. Se inizialmente si pensava che ad abortire fossero soprattutto donne che avevano gi\u00e0 delle figlie, uno studio compiuto nel Nord dell&#8217;India mise in evidenza che la selezione tesa a eliminare le femmine avveniva anche nel caso del primo parto o di donne che avevano gi\u00e0 dei maschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l&#8217;amniocentesi \u00e8 possibile stabilire il sesso del nascituro intorno alla 18<sup>a<\/sup>-20<sup>a<\/sup> settimana di gravidanza; con l&#8217;ecografia intorno alla 13\u00b0-14\u00b0\u00a0 settimana, anche se la precisione della diagnosi aumenta con l&#8217;avanzare della gravidanza; con il metodo Cvs (chorionic villus sampling), diffusosi negli anni Novanta, i pi\u00f9 abbienti hanno accesso a una tecnica che determina il sesso anche nella 6-7\u00a0settimana di gravidanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nuove tecniche consentono ora la selezione del sesso anche prima del concepimento, separando gli spermatozoi portatori del cromosoma X da quelli che portano il cromosoma Y (che danno vita a un maschio) e usando soltanto i secondi per la fecondazione in vitro o per l&#8217;inseminazione artificiale. Oggi \u00e8 pure possibile, anche se assai costoso, determinare il sesso di un embrione prima del suo impianto nell&#8217;utero, per chi vuole ricorrere a queste pratiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre le donne operano questa selezione, come si \u00e8 accennato, per una serie di motivi che possono essere costringenti, \u00e8 diff\u00eccile negare che i medici che effettuano questi esami lo fanno soprattutto per motivi venali. Gli operatori sanitari di questi Paesi appartengono allo stesso tipo di societ\u00e0 che attribuisce un maggior valore ai figli rispetto alle figlie, ma, a differenza delle donne, non sono vittime delle strutture sociali del loro Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innegabilmente la selezione del sesso dei figli si \u00e8 dimostrata un grande affare e ha condotto alla proliferazione delle cliniche che usano gli ultrasuoni un po&#8217; in tutta l&#8217;India, persino in remote comunit\u00e0 rurali che non hanno accesso ad altri servizi sanitari. Molte di queste cliniche non dispongono neppure di personale medico adeguatamente preparato. E ci\u00f2 avviene anche se tutti sono teoricamente convinti che i medici non dovrebbero mai trarre profitto da pratiche contrarie all&#8217;etica<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Che cosa fare<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte all&#8217;estendersi del fenomeno si \u00e8 tentato anzitutto di modificare la legislazione. In ogni Paese esistono leggi che proibiscono l&#8217;infanticidio, senza distinzione di sesso. La Corea del Sud gi\u00e0 nel 1987 ha proibito che si rivelasse di che sesso \u00e8 il nascituro. La Cina lo ha fatto nel 1989-90 con varie leggi che proibiscono ogni discriminazione nei confronti delle bambine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una legge pi\u00f9 recente commina fino a tre anni di prigione al medico che rivela il sesso del nascituro. In India la legge che vieta le tecniche per la diagnosi prenatale (Regulation and Prevention of Misure) del 1994, ma che entr\u00f2 in vigore nel 1996, rese la pratica illegale, comminando carcere e multe per quanti rivelano ai genitori il sesso dei nascituri, ma la legge continua ad essere largamente violata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggioranza di queste leggi proibiscono i tesi che consentono di determinare il sesso del nascituro, ma non proibiscono l&#8217;aborto compiuto in base al test stesso. In tutti questi Paesi esistono infatti leggi molto liberali che consentono l&#8217;aborto, e naturalmente una donna che desidera abortire pu\u00f2 addurre facilmente motivi diversi da quello di non volere una figlia, tanto pi\u00f9 che alcune di queste tecniche, come quella basata sugli ultrasuoni, possono venire usate durante la gravidanza per altre ragioni diagnostiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare chiaro per\u00f2, anche da quanto abbiamo esposto, che non si tratta soltanto di problemi legislativi, ma di aspetti culturali, spesso profondamente inseriti nella societ\u00e0 del proprio Paese. Colpire soltanto le donne che compiono queste scelte pu\u00f2 rischiare di colpevolizzare una volta ancora donne che sono gi\u00e0 vittime di una societ\u00e0 che le emargina e discrimina, aggiungendo una nuova sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 uno degli assiomi di ogni societ\u00e0 di oggi \u00e8 che, se un&#8217;azione \u00e8 tecnicamente possibile e se \u00e8 oggetto di domanda (in senso economico), essa si pu\u00f2 sempre compiere, la tecnologia aiuter\u00e0 sempre purtroppo quanti desiderano operare una discriminazione sessuale di questo genere, a meno che non se ne affrontino le cause. La Cina nel 2001 ha lanciato una campagna intitolata \u00abPi\u00f9 stima per le figlie\u00bb, cercando di promuovere l&#8217;uguaglianza dei sessi, a partire dall&#8217;educazione nelle scuole e dalla protezione delle famiglie che hanno soltanto figlie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di famiglie in alcune regioni beneficiano di un fondo di sostegno e sono esentate dalle imposte agricole e dalle spese per la scolarit\u00e0 delle figlie sino a che raggiungano l&#8217;et\u00e0 per sposarsi. Il Governo vorrebbe riportare il tasso di natalit\u00e0 nelle proporzioni normali entro il 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, come si \u00e8 detto, non \u00e8 tanto un problema di leggi, quanto di cultura e di mentalit\u00e0. Solo lentamente molte famiglie ammettono che sono le ragazze a restare pi\u00f9 attaccate ai genitori e sono pi\u00f9 attente ad essi quando invecchiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soltanto cambiando usi e abitudini \u00e8 probabile che anche concezioni patriarcali vengano modificate e che i genitori diventino pi\u00f9 indifferenti al sesso dei figli. Per ora soltanto la Corea del Sud \u00e8 riuscita a invertire la tendenza in quanto, anche grazie a una serie di leggi e di incentivi, le giovani coppie sono meno disposte a conservare le abitudini sessiste del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00abse il deficit di donne continua la corsa attuale, approfondendosi di molti milioni ogni decennio, esso avr\u00e0 pesanti ripercussioni. Chi dice infatti meno donne, dice meno figli a breve scadenza, quindi matematicamente meno figlie, quindi meno donne nelle generazioni future, quindi rallentamento rapido della crescita demografica nei Paesi oggi pi\u00f9 popolati del mondo\u00bb (12). In pratica si tratta di un suicidio demografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Qualche osservazione conclusiva<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare evidente che ci troviamo di fronte a una forma di pesante discriminazione a sfavore delle donne. Se ne \u00e8 parlato poco in passato, anche perch\u00e9 in Occidente sembrava una conquista di libert\u00e0 la scelta della donna di avere o non avere figli, interrompendo liberamente anche una gravidanza iniziata. Ma anche gli abortisti pi\u00f9 accaniti cominciano ad avere dubbi sul fatto che il diritto della donna a scegliere il sesso del proprio figlio abbia la precedenza sul diritto alla giustizia e all&#8217;uguaglianza, che vengono chiaramente violate in una societ\u00e0 che favorisce una discriminazione sistematica basata sul sesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uguale dignit\u00e0 di uomo e donna va chiaramente riaffermata e difesa, ma rischia di rimanere lettera morta se non si traduce anche in uguali possibilit\u00e0 e condizioni di vita e di realizzazione per le donne. Per i credenti poi \u00e8 evidente che il piano di Dio sull&#8217;umanit\u00e0 contempla un&#8217;armonia tra i due sessi, numerica ma soprattutto qualitativa, che non \u00e8 concesso all&#8217;uomo alterare se non vuole mettere a rischio la stessa esistenza della specie umana. Occorre rendere operativo il concetto di un&#8217;autentica \u00abecologia umana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 pi\u00f9 che mai necessario che ogni famiglia non pensi soltanto al proprio piccolo focolare, ma allarghi Io sguardo anche all&#8217;intera societ\u00e0, dalla quale non pu\u00f2 prescindere e alla cui armo\u00adnia, pensando all&#8217;oggi e al futuro, deve anch&#8217;essa provvedere. Oggi si \u00e8 giustamente attenti a lasciare alle future generazioni un ambiente non depauperato delle risorse indispensabili. Sarebbe molto triste se preparassimo un futuro impoverito della risorsa principale, quella umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> M. BOLDRINI, <em>Demografia<\/em>, Milano, Giuffr\u00e8, 1956,106. Il dato pi\u00f9 basso, al di fuori dei Paesi asiatici, dove la proporzione \u00e8 stata sistematicamente alterata dall&#8217;intervento umano, oggi si registra in Ruanda, dove nascono 101 maschi per 100 femmine, e il pi\u00f9 alto nel Suriname, con 108 bambini ogni 100 bambine. Non intendiamo qui addentrarci nella spiegazione di questi dati statistici, per la quale sono state formulate varie teorie. Il dato si riscontra anche nella maggioranza delle specie animali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Fanno eccezione a questa regola pochissimi Paesi come il Bangladesh, dove uomini e donne hanno pi\u00f9 o meno la stessa speranza di vita, e il Pakistan, in cui gli uomini vivono in media cinque mesi pi\u00f9 delle donne, che vivono sistematicamente svantaggiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Cfr A. sen, \u00abMore than 100 million women are missing\u00bb, in The New York Re-view of Books, november 20,1990<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Cfr youth advocate program international, <em>Discrimination Against the Giri Child<\/em>, Booklet No. 6, 10. Ringraziarne anche l&#8217;Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo) per averci fornito questi e altri dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> I. ATTANE\u2019, \u00abVers le c\u00e9libat forc\u00e9. L&#8217;Asie manque de femmes\u00bb, in <em>Le Monde diplomatique<\/em>, n. 628, juillet 2006, 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> In Indonesia negli ultimi anni i dati si sono pure squilibrati con un aumento dei maschi, e questo sia per la forte emigrazione di donne, specialmente verso l&#8217;Arabia Saudita, sia per lo squilibrio accennato, che si rileva gi\u00e0 alla nascita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Cfr P. AROKIASAMY, \u00abLes variations r\u00e9gionales de la discrimination et de la surmortalit\u00e9 des petites filles en Inde\u00bb, in <em>Population<\/em> 59 (2004) 949.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Secondo i detti della millenaria tradizione cinese, l&#8217;ideale per ogni famiglia era avere cinque figli, tre maschi e due femmine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Non \u00e8 escluso che le statistiche risultino in parte alterate per il fatto che molte bambine, bench\u00e9 \u00ablasciate\u00bb nascere, non vengono denunciate all\u2019anagrafe, sia per non incorrere in sanzioni, sia per non privarsi della possibilit\u00e0 di avere in seguito l\u2019agognato figlio maschio. Le bambine non registrate rischiano poi di vivere come \u00abmorte viventi\u00bb in quanto prive di documenti e di diritti civili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Citato in YOUTH ADVOCATE PROGRAM INTERNATIONAL, <em>Discrimination Against the Girl Child<\/em>, cit., 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Cfr N. OOMMAN &#8211; B. R. GANATRA, \u00abSex Select: The Systematic Elimination of Girls\u00bb, in <em>Reproductive Health Matters<\/em>, vol. 10, n. 19, may 2002, 185.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> I. ATTANE\u2019, \u00abVers le c\u00e9libat forc\u00e9, L&#8217;Asie manque de femmes\u00bb, cit., 17<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Civilt\u00e0 Cattolica n.3753 4 novembre 2006 Negli ultimi decenni la proporzione tra uomini e donne, specialmente in alcuni grandi Paesi dell\u2019Asia, \u00e8 stata alterata a sfavore delle donne, che nascono in misura minore rispetto alle normali leggi demografiche. Il fenomeno \u00e8 provocato perch\u00e9 i genitori preferiscono avere un bambino, anzich\u00e9 una bambina. 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