{"id":22992,"date":"2015-03-13T09:10:59","date_gmt":"2015-03-13T08:10:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=22992"},"modified":"2016-06-22T14:38:11","modified_gmt":"2016-06-22T12:38:11","slug":"charles-peguy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/charles-peguy\/","title":{"rendered":"Charles Peguy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Strumenti culturali di <strong>Litterae Communionis <\/strong>n.1 gennaio 1081<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Chaeles-_Peguy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22993\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Chaeles-_Peguy.jpg\" alt=\"Chaeles _Peguy\" width=\"162\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abCon una vita totale quale \u00e8 la cristiana si pu\u00f2 misurare solo una vita nuova. I grandi uomini dell\u2019azione rivoluzionaria sono uomini di grande vita ionteriore\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Testo di <strong>Mimmi Cassola<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua <\/strong><strong>vita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00ab<em>Io sono un peccatore. Non sono un santo. Un pec<\/em><em>catore, ma uno con tesori di grazia<\/em>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Orleans.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22994\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Orleans.jpg\" alt=\"Orleans\" width=\"250\" height=\"150\" \/><\/a>Nasce P\u00e9guy il 7 gennaio 1873, a Orl\u00e9ans, in una modesta casa del faubourg Bourgogne. A Orl\u00e9ans: citt\u00e0 \u00abcos\u00ec perfettamente francese\u00bb, scrive Daniel-Rops, \u00abcon l&#8217;eroismo e la santit\u00e0 sul suo stemma. Essa da a P\u00e9guy il simbolo nel quale tenter\u00e0 d&#8217;incarnare tutto il suo pensiero: Giovanna d&#8217;Arco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orl\u00e9ans, citt\u00e0 circondata allora dalla campagna, e con l&#8217;anima contadina in contatto fraterno. Nella campagna e nel faubourg vive la gente semplice, quel \u00abpopolo\u00bb al quale P\u00e9guy sempre si vant\u00f2 di appartenere. Il padre, D\u00e9sir\u00e9, di mestiere falegname, mor\u00ec pochi mesi dopo la nascita del figlio, in seguito alle ferite riportate nella guerra contro i Prussiani. La madre impara il mestiere di impagliatrice di sedie, e da lei la nonna. \u00c8 un lavoro artigianale, di precisione, da compiere con pazienza e amore: il bimbo Charles cresce nel rispetto del lavoro ben fatto, e presto aiuta sua madre, taglia i lunghi steli di paglia, batte la segale col piccolo maglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla madre viene iniziato al mestiere: dalla nonna, analfabeta narratrice di storie, impara la lingua francese. A sette anni va a scuola, il suo primo maestro, Monsieur Fautras, \u00e8 un uomo \u00abdolce, grave, un po&#8217; triste\u00bb. Il bambino P\u00e9guy \u00e8 studioso e attento. Nel 1884 ha la sua licenza elementare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli insegnanti sostiene che quel ragazzo \u00abdeve fare del latino\u00bb; con una borsa di studio municipale, P\u00e9guy va al \u00abliceo\u00bb inferiore. Studia bene, riporta una quantit\u00e0 di quei premi e allori scolastici che il sistema francese suole distribuire. E ne \u00e8 fiero, ne sar\u00e0 fiero per tutta la vita: il suo \u00e8 un \u00ablavoro ben fatto\u00bb. Nel &#8217;91, con un&#8217;altra borsa di studio, passa al Liceo Lakanal di Parigi: un po&#8217; rustico, provinciale, ma forte, domina presto i suoi compagni. Al termine dell&#8217;anno si presenta al concorso per l&#8217;ammissione alla Scuola Normale Superiore (Universit\u00e0): e viene bocciato. Allora va a fare il servizio militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_enfants.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22995\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_enfants.jpg\" alt=\"Peguy_enfants\" width=\"181\" height=\"200\" \/><\/a>Spesso P\u00e9guy pare procedere a forza di colpi di testa; ma le sue sono decisioni ben meditate. L&#8217;anno di servizio militare, prestato a Orl\u00e9ans, in fanteria, avr\u00e0 un&#8217;influenza determinante sul suo destino. La vita disciplinata e marziale \u00e8 molto attraente per lui che ha un alto senso del dovere e dell&#8217;onore. Non \u00e8 forse Giovanna d&#8217;Arco, l&#8217;eroina della sua infanzia, il suo ideale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la Patria per lui non \u00e8 un concetto astratto: \u00e8 la terra che l&#8217;ha visto nascere, che l&#8217;ha nutrito, i campi con gli alberi e le bestie, e la paziente fatica dell&#8217;uomo, la citt\u00e0 con le case e le strade, il luogo dove si lavora e quello dove si riposa, dove vive la gente, il popolo: la Patria ha un volto e un&#8217;anima. \u00c8 stata anche, e di nuovo sar\u00e0, la parrocchia: l\u00e0 dove la Chiesa s&#8217;incarna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stata: quando il bambino P\u00e9guy assorbiva docilmente, tenacemente il catechismo, e cos\u00ec profondamente che la sua fede adulta se ne sarebbe un giorno nutrita. Non \u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 l&#8217;adolescente P\u00e9guy ha scoperto la contraddizione del Male universale, e con essi una nuova religione, il socialismo: perch\u00e9 il mondo va salvato dal Male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_tenente.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22996\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_tenente.jpg\" alt=\"Peguy_tenente\" width=\"200\" height=\"177\" \/><\/a>Ma il giovane sergente di fanteria non pu\u00f2 che volgersi nuovamente all&#8217;universit\u00e0; entra allora nel collegio di Sainte-Barbe, a Parigi, con una nuova borsa di studio, chiesta e ottenuta per lui da alcuni compagni che lo conoscevano e l&#8217;ammiravano. Sainte-Barbe ebbe per P\u00e9guy un&#8217;importanza decisiva: fu qui che conobbe e leg\u00f2 a s\u00e9 quel gruppo di amici sui quali in seguito si sarebbe appoggiato per tentare la grande avventura dei <em>Cahiers: <\/em>i Tharaud, Peslouan, Baillet, che poi si fece benedettino, Marcel Baudouin, l&#8217;amico prediletto, Joseph Lotte, il fedelissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studiando e passeggiando nell&#8217;ormai letterario <em>cortile rosa <\/em>del collegio, discutendo con i compagni, vide passare i mesi. Agosto &#8217;94, P\u00e9guy \u00e8 ammesso alla Scuola Normale; ottobre di quell&#8217;anno, licenza in Lettere; agosto &#8217;95, baccalaureato in Scienze. E gli incontri, cos\u00ec importanti: con il socialista Herr. col filosofo Bergson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dopo due anni P\u00e9guy lascia l&#8217;universit\u00e0, e se ne torna ad Orl\u00e9ans, senza laurearsi. Un altro colpo di testa? Si sente ormai maturo, non pu\u00f2 restare a scuola. Ha un&#8217;opera da compiere, opera letteraria, opera sociale. Ha ventiquattro anni. La sua educazione \u00e8 compiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E scrive la sua <em>Giovanna d&#8217;Arco. <\/em>Una singolare opera prima, d&#8217;impegno eccezionale, che tra documentazione e stesure gli prese tre anni di lavoro. Parleremo pi\u00f9 avanti di questo testo teatrale che mai pot\u00e8 essere rappresentato integralmente. Ma una cosa va detta subito: il dramma non fu firmato \u00abCharles P\u00e9guy\u00bb, ma <em>Marcel e Pierre Bau<\/em><em>doin. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Baudoin-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22997 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Baudoin-.jpg\" alt=\"Peguy_Baudoin,\" width=\"219\" height=\"172\" \/><\/a>Marcel, l&#8217;amico prediletto, lavor\u00f2 effettivamente con P\u00e9guy a una parte della prima stesura dell&#8217;opera: ma poco dopo, mentre era sotto le armi, il 15 luglio 1896, mor\u00ec. E qui entra in scena la grande fedelt\u00e0 dell&#8217;amicizia di P\u00e9guy: firmare l&#8217;opera prima col nome dell&#8217;amico morto \u2014 l&#8217;altro Baudoin, Pierre, \u00e8 lui stesso \u2014 \u00e8 logico per lui. Ma non si limita a questo: la madre e la sorella dell&#8217;amico sono rimaste sole: e P\u00e9guy prende il posto di Marcel al loro fianco, sposando la giovane Baudoin, Charlotte Francoise, il 28 ottobre 1897. Il primo figlio si chiamer\u00e0 Marcel. Altri due nasceranno, nel 1901 Germaine e Pierre nel 1903, e un quarto nel febbraio del &#8217;15, che si chiamer\u00e0 Charles-Pierre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dramma <em>Giovanna d&#8217;Arco <\/em>viene pubblicato nel dicembre del &#8217;97: 752 pagine, un chilo e mezzo di carta. Commercialmente se ne vende una sola copia; le altre, regalate o perdute. La critica tace. L&#8217;opera rimane totalmente sconosciuta. Ma non finisce qui l&#8217;avventura della <em>Giovanna <\/em>di P\u00e9guy: anzi, comincia appena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi anni P\u00e9guy insegna, scrive i suoi primi manifesti socialisti, prende parte attiva al caso Dreyfus, che dopo l&#8217;ingiusta condanna alla deportazione del capitano israelita Alfred Dreyfus, nel 1895, su accusa di spionaggio, divise la Francia in due partiti, e mise in pericolo la stessa repubblica. Ma il dreyfusismo che P\u00e9guy serve \u00e8 essenzialmente l&#8217;espressione temporale della Giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P\u00e9guy si crede socialista: ma non \u00e8 un politico, \u00e8 un mistico; e abbandoner\u00e0 il partito non appena ne vedr\u00e0 il volto del politicante apparire sotto le immediate affermazioni generose. <em>La mistica, <\/em>scrive, <em>era quando si moriva per la Repubblica: la politica repubblicana \u00e8 adesso che della Repub<\/em><em>blica si vive. <\/em>E aggiunge: <em>Tutto comincia in mistica <\/em><em>e finisce in politica.<\/em> <em>Noi non siamo uomini che preparano altri uo<\/em><em>mini perch\u00e9 siano fatti come noi, ma siamo uomini che preparano altri uomini perch\u00e9 siano liberi da <\/em><em>ogni servit\u00f9, liberi da noi&#8230; L&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 fatta <\/em><em>per realizzare il socialismo. Siamo noi invece che facciamo il socialismo per realizzare l&#8217;umanit\u00e0: <\/em>cos\u00ec scrive a Jaur\u00e8s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto P\u00e9guy non rinnegher\u00e0 mai il <em>suo <\/em>socialismo. <em>Non si pu\u00f2 contestare, <\/em>scriver\u00e0 nel 1910, <em>che in tutto il nostro socialismo c&#8217;era infinitamente pi\u00f9 cristianesimo che dentro la Madeleine, <\/em>ecc. \u2014 segue un elenco di chiese \u2014; <em>era essenzialmente <\/em><em>una religione di povert\u00e0 temporale. <\/em>E aggiunge nell&#8217; 11: <em>Socialismo mistico, religioso della povert\u00e0, apparentato al cristianesimo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1 maggio 1898 P\u00e9guy \u00e8 a Parigi, principale fondatore della \u00abLibreria socialista Georges Bellais\u00bb. In quest&#8217;impresa invest\u00ec la piccola dote di sua moglie: 40.000 franchi, tutto quello che possedeva. In pochi mesi la Libreria inghiott\u00ec denaro e illusioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_23000\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahiers.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-23000\" class=\"wp-image-23000 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahiers-300x154.jpg\" alt=\"Cahiers\" width=\"300\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahiers-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahiers.jpg 313w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-23000\" class=\"wp-caption-text\">Il Ristorante in 8 rue de la sorbonne dove Peguy istalla e dirige i cahiers<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo con la fondazione dei <em>Cahiers, <\/em>P\u00e9guy doveva riuscire l\u00e0 dove con la Libreria aveva fallito. E sarebbe stata un&#8217;impresa editoriale portata avanti per 13 anni, senza denaro, quasi da solo, fino all&#8217;ultimo giorno di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo di nuovo la parola a Daniel-Rops: <em>\u00abI Cahiers <\/em>furono un&#8217;impresa eroica e pienamente significativa. Furono lanciati da P\u00e9guy senza nessuno di quei grandi mezzi finanziari e pubblicitari che i nostri tempi hanno conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eroica: dell&#8217;eroismo lento delle ore e dei giorni, della fatica quotidiana, dello sconforto quotidiano, P\u00e9guy scrive, spazza, riceve, impacchetta, corregge, ascolta, discute, e di nuovo scrive: lettere, un&#8217;infinit\u00e0 di lettere, e saggi, articoli, risposte, dialoghi, racconti, meditazioni filosofiche, storiche, scientifiche, sociali, testi di ogni genere, sempre assolutamente impegnati, dalla frase lapidaria al libro di 300 pagine: 228 testi nei primi dieci anni. E i <em>Cahiers <\/em>continuano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cahiers de la Quinzaine: <\/em>Quaderni della Quindicina, che escono ogni due settimane. Il primo <em>Cahier <\/em>il 5 gennaio 1900. Una \u00abbottega\u00bb situata al numero 8 di Rue de la Sorbonne: due stanzette, una per l&#8217;amministratore Andre Bourgeois, l&#8217;altra per P\u00e9guy e i suoi visitatori. E tutta la cultura francese del tempo passa di l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;iniziativa culturale all&#8217;insegna socialista e dreyfusista all&#8217;inizio, seguendo il cammino spirituale di P\u00e9guy, e di quel cammino specchio. All&#8217;insegna della Verit\u00e0, della Realt\u00e0, della Libert\u00e0: <em>una specie di libera citt\u00e0, come una libera istituzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di una rivista quindicinale normale: i fascicoli variano di spessore, secondo l&#8217;importanza della materia trattata. A volte il libro di un unico autore, spesso testi di vari autori. Nella libert\u00e0: gli autori erano liberi di dire quello che sentivano: <em>Non ci sar\u00e0 mai fra di noi nessuna re<\/em><em>lazione da autore a editore, nessuna subordinazione, ma un rapporto tra uomo libero e uomo libero.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Herr, Jaur\u00e8s, Bergson, Anatole France, Zola, Clemenceau, Romain Rolland, Alain-Fournier, Jacques Maritain, i fratelli Tharaud: per citare alcuni degli 80 collaboratori. Amici o nemici, tutti quelli che contavano nella vita culturale francese di allora furono in contatto con P\u00e9guy. La \u00abbottega\u00bb dei <em>Cahiers \u00e8 stata <\/em>paragonata, per importanza spirituale, a un Port-Royal del XX secolo. \u00abP\u00e9guy \u00e8 il Pascal dei socialisti\u00bb, scrive Faguet,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahier_methode.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23001\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Cahier_methode.jpg\" alt=\"Cahier_methode\" width=\"127\" height=\"200\" \/><\/a>I <em>Cahiers, <\/em>ahim\u00e8, dipendono finanziariamente dagli abbonati: e il prezzo dell&#8217;abbonamento \u00e8 lasciato al giudizio del lettore. Un povero pagher\u00e0 due franchi, un benestante venti o cento. I pi\u00f9 indigenti riceveranno i <em>Cahiers <\/em>gratuitamente: ci saranno cos\u00ec pi\u00f9 di 800 \u00ababbonati\u00bb gratuiti, devoluti per lo pi\u00f9 a insegnanti. Naturalmente P\u00e9guy doveva poi arrabattarsi a cercare fondi per la sua insolita impresa commerciale. \u00c8 miracoloso che sia sempre riuscito a tenere in piedi la rivista. Rischiava tutto ogni giorno: la sua sicurezza, quella della famiglia, la perdita dei vecchi amici, l&#8217;abbandono dei lettori. Si batteva contro tutti, intellettuali della Sorbona, benpensanti, pacifisti, e su ogni argomento: socialismo, bergsonismo, romanticismo, libert\u00e0 dell&#8217;insegnamento, progresso, democrazia, questione ebraica, questioni coloniali, di Alsazia e Lorena, Universit\u00e0 popolari, crisi del teatro &#8230; s&#8217;impegnava a fondo, ogni giorno, battaglia dopo battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anni e anni di lavoro. P\u00e9guy s&#8217;\u00e8 staccato dal socialismo ufficiale, e da quei vecchi amici che, a parer suo, hanno abbandonato il comune ideale. Lui al suo ideale non ha rinunciato: ancora e sempre si batte per la sconfitta della miseria, dell&#8217;ingiustizia: del Male. E approda alla fede: c&#8217;\u00e8 chi si \u00e8 stupito che non se ne sia accorto prima, di essere essenzialmente cristiano, soprattutto allora che una grande corrente di giustizia animava la Chiesa e spingeva i cattolici a inventare un ordine sociale nuovo in cui adattare al mondo moderno gli eterni principi cristiani: nasceva il \u00abcattolicesimo sociale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso di P\u00e9guy non possiamo parlare di \u00abconversione\u00bb, nel senso proprio del termine. Non ci fu una via di Damasco, un avvenimento sfolgorante nella sua vita; ma un lento ritrovarsi, riconoscersi figlio della Chiesa. <em>Non ci piacciono i<\/em> <em>convertit\u00ec. Io non sono un convertito. Sono sem<\/em><em>pre stato cattolico, <\/em>confidava a Rene Johannet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo una data: settembre 1908. Ma gi\u00e0 nel 1905 aveva detto a Bourgeois, che si stupiva che avesse scritto \u00abvoglia l&#8217;avvenimento\u00bb: \u00abTra due anni scriver\u00f2: <em>Dio voglia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Settembre 1908, la famosa frase detta a Lotte, dal fondo dell&#8217;abbattimento, della disperazione, malato, a letto: <em>Non ti ho detto tutto. Ho ritro<\/em><em>vato la fede, sono cattolico. <\/em>E Lotte, il fedele, rompendo in pianto, quasi suo malgrado esclam\u00f2: \u00abVecchio mio, arriviamo tutti a questo!\u00bb. La fede li raggiungeva come di sorpresa. E torna Giovanna d&#8217;Arco. <em>Ormai tutta la mia <\/em><em>produzione si realizzer\u00e0 nell&#8217;ambito della mia Gio<\/em><em>vanna d&#8217;Arco. Prevedo una dozzina di volumi. <\/em><em>Posso metterci dentro tutto, <\/em>disse a Lotte nell&#8217;aprile del 10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Jean-dArc.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23002\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Jean-dArc.jpg\" alt=\"Jean d'Arc\" width=\"132\" height=\"200\" \/><\/a>Tutto veniva a porsi sotto la bandiera della Pulzella. Scrive Daniel Rops che \u00abGiovanna, quella della prima opera e ancor pi\u00f9 quella dei <em>Mi<\/em><em>steri, <\/em>\u00e8 come la figura magnificata del poeta stesso. Nel temporale, essa rappresenta ci\u00f2 che egli pi\u00f9 am\u00f2: il popolo, la patria, la vita militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello spirituale, incarna le sue virt\u00f9 e i suoi pensieri: l&#8217;eroismo, la fede, la speranza, e anche il suo amore per gli uomini, il suo desiderio di salvare tutto. Scrivendo il suo gigantesco commento, P\u00e9guy ha indicato profondamente che faceva sua, in tutta umilt\u00e0, l&#8217;esperienza di una vita che, per lottare contro il <em>male universale umano, \u00e8 <\/em>arrivata fino al sacrificio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora P\u00e9guy sente il bisogno di riscrivere la sua prima opera, di ridirla con parole nuove: la riprende dall&#8217;inizio, con gli stessi personaggi e il discorso fluisce veloce dalla penna, e dopo la prosa nasce il verso libero, quel suo straordinario verso libero che subito seppe riconoscere ottimo strumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<em>Non si \u00e8 mai fatto nulla di simile, <\/em><em>come prosa musicale&#8230;<\/em>)<em>; <\/em>verso dopo verso, pagina dopo pagina, si allarga a dismisura, si dilata in meditazione l&#8217;opera iniziale: dal <em>Dramma <\/em>nasce il <em>Mistero.<\/em> Il <em>Mistero della carit\u00e0 di Giovanna d&#8217;Arco, <\/em>pubblicato nei <em>Cahiers <\/em>il 16 gennaio 1909, cade in un silenzio stupefatto da parte del pubblico. Cos\u00ec gli altri due Misteri: <em>il Portico del Mistero della se<\/em><em>conda Virt\u00f9 <\/em>(22 ottobre 1911), e il <em>Mistero dei Santi Innocenti <\/em>(24 marzo 1912). Molti abbonati, scandalizzati disdicono l&#8217;abbonamento. I libri non si vendono. P\u00e9guy attraversa tempi difficili, in ogni senso. \u00c8 povero. <em>\u00c8 <\/em>solo. \u00c8 malato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di questi anni (1910-12) la sofferenza vivissi-ma di un grande amore per una giovane donna, sorella di uno dei suoi collaboratori: ma seppe restare fedele a se stesso e ai suoi, soffr\u00ec e super\u00f2 la prova, la tentazione della rivolta e della dispe\u00adrazione: <em>Ho tanto sofferto e tanto pregato, <\/em>disse a Lotte. <em>Sono un peccatore, ma un peccatore che ha tesori di grazia e un angelo custode stupefacente. <\/em><em>Ora io mi abbandono. Della gloria che m&#8217;interes\u00adsava due anni fa, me ne infischio. Mi abbandono.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si abbandonava: non rinunciava alla battaglia, ma imparava a lasciare a un Altro la responsabilit\u00e0 della vittoria. E nell&#8217;abbandono trovava la gioia. Anche se non era capito, se non da pochissimi. Gli amici di un tempo lo lasciavano, i cattolici non lo riconoscevano dei loro. In un certo senso, era uno strano cattolico, perch\u00e9 restava lontano dai sacramenti. A dire il vero, non aveva poi molta scelta: sposato civilmente, avrebbe dovuto far benedire la sua unione <em>e <\/em>battezzare i tre figli, per poter essere ricevuto nel seno della Chiesa. E la moglie, dobbiamo pur dirlo, rifiut\u00f2 recisamente di sottomettersi a questo. (In seguito, dopo la morte di P\u00e9guy, arriv\u00f2 con i figli alla fede e ai sacramenti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 molto parlato del comportamento di P\u00e9guy in questa situazione; ma non \u00e8 facile giudicare. Probabilmente fu anche questa una questione di fedelt\u00e0: pur potendo, <em>forse, <\/em>accostarsi ai sacramenti con una speciale dispensa, prefer\u00ec restare al di fuori dalla certezza della salvezza, per rimanere con i figli senza battesimo, affidandosi completamente alla misericordia di Dio: come la sua <em>Gio<\/em><em>vanna, <\/em>che chiedeva di essere dannata se questo poteva salvare i dannati. <em>Non ci si salva da soli, <\/em>diceva. E seppe vivere nella speranza la sua situazione contraddittoria, proclamandosi figlio della Chiesa e accettandone le conseguenze: l&#8217;incomprensione, l&#8217;abbandono dei lettori, il fallimento materiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era un cattolico singolare, P\u00e9guy, l&#8217;abbiamo detto: un uomo del Medioevo. Aveva risolto i suoi problemi affidandosi a Dio, e gettando i suoi tre figli nelle braccia di Maria. Quando il figlio minore si ammala, fa voto di andare in pellegrinaggio a Chartres se il bambino si salva. Pierre guarisce, e venuta l&#8217;estate P\u00e9guy si mette in cammino: giugno 1912, 144 chilometri a piedi in tre giorni, fino alla cattedrale di Nostra Signora di Chartres: \/\/ <em>solo punto della terra in cui tutto diviene facile, <\/em>scrisse. E a Lotte: <em>\u00c8 stata un&#8217;estasi. L\u00e0 ho lasciato <\/em><em>il mio cuore, Vi ho ricevuto grazie inaudite. <\/em>Ma il fragile bimbo si riammala, questa volta di difterite; guarisce e il padre torna a Chartres a ringraziare la Vergine. E le fa dono anche dei versi: <em>l&#8217;Arazzo di Nostra Signora <\/em>segue quello di Santa Genoveffa e di Giovanna d&#8217;Arco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Eve.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23003\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Eve.jpg\" alt=\"Peguy_Eve\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Eve.jpg 216w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Eve-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Nel dicembre 1913, ecco un altro testo colossale: <em>\u00c8ve, <\/em>7644 versi. L&#8217;opera sconcerta il pubblico per l&#8217;ampiezza e i temi, e incontra solo il silenzio. \/\/ <em>silenzio che si fa intorno a quest&#8217;opera, mi pare <\/em><em>che passi la misura, <\/em>commenta P\u00e9guy. <em>\u00c8ve <\/em>non \u00e8 il suo capolavoro, ma l&#8217;opera somma, quella in cui ha dispiegato tutti i suoi doni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo ormai alla fine della sua parabola terrena. Sappiamo ci\u00f2 che avvenne: allo scoppio della prima guerra mondiale, uno come lui non poteva che offrirsi volontario e andare a morire al fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era un patriota; non un militarista, pur subendo il fascino dell&#8217;uniforme. Ma sapeva che l&#8217;esercito era necessario alla patria minacciata e che \u00e8 \u00abda pusillanimi pretendere di amare la patria in spirito, senza volerla difendere con la propria carne\u00bb; scrive Daniel-Rops: \u00abII sacrificio personale \u00e8 uno dei rari elementi di giudizio che abbiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la morte di P\u00e9guy che da tutto il suo valore alla sua figura: \u00e8 decisivo, probante che il suo sacrificio compia esattamente l&#8217;immagine che la sua vita aveva tracciato e tutti i suoi atti e pensieri non furono pienamente giustificati che da questa morte\u00bb. Aveva cantato: <em>Beati quelli che sono morti in <\/em><em>una giusta guerra, \/ Beati quelli che sono morti <\/em><em>per la terra carnale: <\/em>\u00abventi pazienti strofe avevano lodato i morti delle guerre giuste; prendere il fucile era aggiungere una nuova strofa, o far passare nell&#8217;azione il pensiero poetico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Part\u00ec con gioia per la guerra. <em>Vivete nella pace <\/em><em>come noi, <\/em>scriveva agli amici. <em>Vorrei che aveste un po&#8217; di questa grande pace che abbiamo noi qui. Siamo nelle mani di Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Combatt\u00e8 semplicemente, eroicamente. Lunghe marce di ripiegamento, da percorrere con passo di soldato, di pellegrino. Il 5 settembre 1914, il primo giorno della gloriosa battaglia della Marne, che doveva fermare l&#8217;invasore, ci si batte a Villeroy. Il tenente Charles P\u00e9guy, 276 fanteria, 19 compagnia, all&#8217;attacco in mezzo ai suoi uomini, cade colpito in fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il resto \u00e8 presto detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lotte, l&#8217;amico fedele, parte anch&#8217;esso per la guerra, per vendicarlo e muore a sua volta colpito in fronte, due mesi dopo di lui. P\u00e9guy morto diventa attuale: entra in una specie di gloria, ha il posto d&#8217;onore nelle antologie degli autori combattenti, si leggono i suoi versi davanti ai monumenti ai caduti. Poi, l&#8217;oblio. Nel &#8217;25 nessuno lo legge pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bruscamente, nel 1927, la biografia dei fratelli Tharaud rende familiare al grande pubblico il loro \u00abcaro P\u00e9guy\u00bb. I cattolici lo accolgono, infine, con fervore. Nuove edizioni ne ripetono i testi, fino ad allora poco accessibili. Emmanuel Mounier, Bernanos li studiano con passione. Dopo la seconda guerra mondiale, il grande editore Gallimard mette in cantiere l&#8217;edizione delle Opere Complete nella prestigiosissima collana della <em>Pl\u00e8iade.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Amitie_Peguy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23004\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Amitie_Peguy.jpg\" alt=\"Amitie_Peguy\" width=\"133\" height=\"200\" \/><\/a>Nel 1946, sotto l&#8217;impulso di Auguste Martin, nasce <em>l&#8217;Amiti\u00e9 Charles P\u00e9guy, <\/em>che unisce in un culto senza idolatria tutti quelli che amano la sua opera. <em>L&#8217;Amiti\u00e9 <\/em>pubblica dei <em>Cahiers, e <\/em>un mensile d&#8217;informazione, con un ricchissimo insieme di documenti, lettere, testimonianze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno una moltitudine di giovani ripercorre la via dei suoi pellegrinaggi a Chartres, nel ricordo di lui. Scuole e strade portano il nome di P\u00e9guy, c&#8217;\u00e8 un suo busto a Orl\u00e9ans, una targa a Parigi in Rue de la Sorbonne. Le traduzioni si moltiplicano. <em>Si parler\u00e0 di noi fra vent&#8217;anni, <\/em>aveva predetto a Romain Rolland il poeta ignorato e incompreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma sul piano letterario non si pu\u00f2 dire che P\u00e9guy abbia conquistato totalmente il pubblico e la critica. Gide l&#8217;escluse dalla sua antologia della poesia francese. Nel &#8217;55, all&#8217;indomani della brutta rappresentazione della prima <em>Giovanna d&#8217;Arco, <\/em>Robert Kanters scriveva <em>sull&#8217;Express: <\/em>\u00abDobbiamo bruciare P\u00e9guy? Non se ne accorgerebbe quasi nessuno e non ci perderemmo granch\u00e9\u00bb. Aggiungeva anche, per\u00f2, mettendo l&#8217;opera in buona compagnia: \u00abC&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 noioso <em>dell&#8217;Iliade e <\/em>della <em>Chanson de Roland, <\/em>ed \u00e8 la <em>Giovanna d&#8217;Arco <\/em>di Charles P\u00e9guy\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri ne hanno parlato diversamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alain-Fournier: \u00abIo dico, sapendo quello che dico, che probabilmente dopo Dostoevskij non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 stato un uomo che sia cos\u00ec chiaramente un uomo di Dio\u00bb. Un critico tedesco, Hans Schmitt, scrisse nel &#8217;30: \u00ab P\u00e9guy, il pi\u00f9 francese del suo tempo, non appartiene alla Francia soltanto. La sua potenza letteraria e spirituale ha fatto di lui un maestro veramente mondiale\u00bb. Romain Rolland: \u00abNon posso pi\u00f9 leggere nulla dopo P\u00e9guy. Come risuonano vacui i pi\u00f9 grandi di oggi paragonati a lui\u00bb.E Bernanos: \u00ab\u00c8 un uomo che, morto, resta a portata di voce, che risponde ogni volta che lo chiamiamo\u00bb.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"746\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mia figlia stellata&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>O notte, o mia figlia Notte, tu che sai tacere, o mia figlia dal bel mantello.<\/p>\n<p>Tu che versi il riposo e l&#8217;oblio. Tu che versi il balsamo, e il silenzio, e l&#8217;ombra<\/p>\n<p>O mia Notte stellata io t&#8217;ho creata per prima. (&#8230;)<\/p>\n<p>E quasi prima che per prima<\/p>\n<p>O silenziosa dai lunghi veli<\/p>\n<p>O tu grazie a cui scende sulla terra un pregustare<\/p>\n<p>Tu che spandi con le tue mani, tu che versi sulla terra<\/p>\n<p>Una prima pace Che precorre la pace eterna.<\/p>\n<p>Un primo riposo<\/p>\n<p>Che precorre il riposo eterno.<\/p>\n<p>Un primo balsamo, cos\u00ec fresco, una prima beatitutine<\/p>\n<p>Che precorre la beatitudine eterna.<\/p>\n<p>Tu che calmi, tu che profumi, tu che consoli. (&#8230;)<\/p>\n<p>O mia figlia <em>scintillante ed oscura <\/em>io ti saluto<\/p>\n<p>Tu che ripari, tu che nutr\u00ec, tu che riposi<\/p>\n<p>O <em>silenzio dell&#8217;ombra<\/em><\/p>\n<p>Un tale silenzio regnava prima della creazione dell&#8217;inquietudine.<\/p>\n<p>Prima dell&#8217;inizio del regno dell&#8217; inquietudine.<\/p>\n<p>Un tale silenzio regner\u00e0, ma un silenzio di luce<\/p>\n<p>Quando tutta quest&#8217;inquietudine sar\u00e0 consumata,<\/p>\n<p>Quando tutta quest&#8217;inquietudine sar\u00e0 esaurita. (&#8230;)<\/p>\n<p>Dopo la consumazione, dopo l&#8217;esaurimento di tutta questa inquietudine<\/p>\n<p>D&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec figlia mia tu sei antica e sei in ritardo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in questo regno d&#8217;inquietudine tu ricordi, tu commemori, tu ristabilisci quasi,<\/p>\n<p>Tu fai quasi ricominciare la Quiete anteriore<\/p>\n<p>Quando il mio spirito planava sulle acque.<\/p>\n<p>Ma anche o mia figlia stellata, mia figlia dal mantello oscuro, tu sei molto in anticipo, tu sei molto precoce.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 tu annunci, perch\u00e9 rappresenti, perch\u00e9 tu fai quasi cominciare in anticipo tutte le sere<\/p>\n<p>La mia grande Quiete di luce<\/p>\n<p>Eterna.<\/p>\n<p>Notte tu sei santa. Notte tu sei grande, Notte tu sei bella.<\/p>\n<p>Notte dal grande mantello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Notte io ti amo e ti saluto e ti glorifico e tu sei la mia figlia maggiore e creatura mia.<\/p>\n<p>O bella notte, notte dal grande mantello, figlia mia dal mantello stellato<\/p>\n<p>Tu mi ricordi, a me stesso ricordi quel grande silenzio che c&#8217;era<\/p>\n<p>Prima che avessi aperto le dighe dell&#8217;ingratitudine.<\/p>\n<p>E tu mi annunci, a me stesso tu annunci quel grande silenzio che ci sar\u00e0<\/p>\n<p>Quando le avr\u00f2 richiuse.<\/p>\n<p>O dolce, o grande, o santa, o bella notte, forse la pi\u00f9 santa delle mie figlie,<\/p>\n<p>notte dalla grande veste, dalla veste stellata<\/p>\n<p>Tu mi ricordi quel grande silenzio che c&#8217;era nel mondo<\/p>\n<p>Prima dell&#8217;inizio del regno dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Tu mi annunci quel grande silenzio che ci sar\u00e0<\/p>\n<p>Dopo la fine del regno dell&#8217;uomo, quando avr\u00f2 ripreso il mio scettro.<\/p>\n<p>E ci penso gi\u00e0 qualche volta, perch\u00e9 quest&#8217;uomo fa veramente molto rumore.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, Notte, tu mi ricordi quella notte.<\/p>\n<p>E me la ricorder\u00f2 eternamente.<\/p>\n<p>L&#8217;ora nona era suonata. Era nel paese del mio popolo d&#8217;Israele.<\/p>\n<p>Tutto era consumato. Quell&#8217;enorme avventura<\/p>\n<p>Dall&#8217;ora sesta c&#8217;erano state tenebre su tutto il paese, fino all&#8217;ora nona.<\/p>\n<p>Tutto era consumato. Non parliamone pi\u00f9. E&#8217; una cosa che mi fa male.<\/p>\n<p>Quell&#8217;incredibile discesa di mio figlio tra gli uomini<\/p>\n<p>Presso gli uomini.<\/p>\n<p>Per quello che ne hanno fatto.<\/p>\n<p>Quei trent&#8217;anni in cui fu carpentiere tra gli uomini.<\/p>\n<p>Quei tre anni in cui fu una specie di predicatore tra gli uomini.<\/p>\n<p>Un prete.<\/p>\n<p>Quei tre giorni in cui fu una vittima tra gli uomini.<\/p>\n<p>In mezzo agli uomini.<\/p>\n<p>Quelle tre notti in cui fu un morto tra gli uomini.<\/p>\n<p>In mezzo agli uomini morti.<\/p>\n<p>Questi secoli e secoli in cui \u00e8 un&#8217;ostia tra gli uomini.<\/p>\n<p>Tutto era consumato, quest&#8217;incredibile avventura<\/p>\n<p>Per la quale io, Dio, ho le braccia legate per la mia eternit\u00e0<\/p>\n<p>Quest&#8217;avventura con la quale mio Figlio mi ha legato le braccia.<\/p>\n<p>Per l&#8217;eternit\u00e0 legando le braccia della mia giustizia, per l&#8217;eternit\u00e0 slegando le braccia della mia misericordia.<\/p>\n<p>E contro la mia giustizia inventando una giustizia stessa.<\/p>\n<p>Una giustizia d&#8217;amore. Una giustizia di Speranza. Tutto era consumato. Quello che era necessario. Com&#8217;era stato necessario. Come i miei profeti l&#8217;avevano annunciato.<\/p>\n<p>Il velo del tempio s&#8217;era squarciato in due, dall&#8217;alto fino in basso.<\/p>\n<p>La terra aveva tremato; delle rocce s&#8217;erano spaccate.<\/p>\n<p>Dei sepolcri s&#8217;erano aperti, e molti corpi di santi che erano morti erano risuscitati<\/p>\n<p>E circa all&#8217;ora nona mio Figlio aveva gettato<\/p>\n<p>II grido che non si canceller\u00e0 pi\u00f9. Tutto era con\u00adsumato. I soldati se n&#8217;erano tornati alle loro caserme.<\/p>\n<p>Ridendo e scherzando perch\u00e9 era un servizio finito.<\/p>\n<p>Un turno di guardia che non avrebbero fatto pi\u00f9.<\/p>\n<p>Solo un centurione restava, e qualche uomo.<\/p>\n<p>Un piccolissimo gruppo per sorvegliare quel legno senza importanza.<\/p>\n<p>Il patibolo dal quale pendeva mio Figlio.<\/p>\n<p>Solo alcune donne erano restate.<\/p>\n<p>La Madre era l\u00e0.<\/p>\n<p>E forse anche alcuni discepoli, e non se ne \u00e8 neanche ben sicuri.<\/p>\n<p>Ora ogni uomo ha il diritto di seppellire suo figlio.<\/p>\n<p>Ogni uomo sulla terra, se ha questa grande sventura<\/p>\n<p>Di non essere morto prima di suo figlio. E io solo, io, Dio,<\/p>\n<p>Con le braccia legate da quell&#8217;avventura,<\/p>\n<p>lo solo in quel minuto padre dopo tanti padri,<\/p>\n<p>Io solo non potevo seppellire mio figlio<\/p>\n<p>E&#8217; allora, o notte, che tu venisti.<\/p>\n<p>O mia figlia cara fra tutte e lo vedo ancora e lo<\/p>\n<p>vedr\u00f2 per tutta la mia eternit\u00e0 E&#8217; allora o Notte che tu venisti e in un grande sudario tu seppellisti<\/p>\n<p>Il Centurione e le pie donne,<\/p>\n<p>E quella montagna, e quella vallata, sulla quale<\/p>\n<p>scendeva la sera, E il mio popolo d&#8217;Israele e i peccatori e insieme<\/p>\n<p>colui che moriva, che era morto per loro<\/p>\n<p>E gli uomini di Giuseppe d&#8217;Arimatea che gi\u00e0 si avvicinavano<\/p>\n<p>Portando il sudario bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(da <em>Il<\/em> <em>portico del mistero della seconda virt\u00f9)<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua <\/strong><strong>opera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00ab<em>Il mio lavoro non \u00e8 l&#8217;opera di un singolo; lo alimentano, infatti, con il meglio della loro vita tutti quelli che gli appartengono<\/em>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL POETA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Giovanna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23005\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Giovanna.jpg\" alt=\"Peguy_Giovanna\" width=\"126\" height=\"200\" \/><\/a>La prima <em>Giovanna d&#8217;Arco <\/em>doveva essere, nell&#8217;intenzione iniziale di P\u00e9guy, una specie di studio storico. Nato e cresciuto a Orl\u00e9ans, all&#8217;ombra della Pulzella (o alla sua luce), non poteva che esserne colpito dalla pura, eroica figura. Gi\u00e0 a Sainte-Barbe cominci\u00f2 a documentarsi su di lei, utilizzando ampiamente la biblioteca del collegio. L&#8217;opera prevista non sarebbe stata \u00absocialista\u00bb; nel &#8217;96 scriveva a un amico: <em>Mi sono classificato ufficialmente <\/em><em>con i socialisti. Comunque sia, voglio finire almeno questo studio disinteressato prima di cominciare l&#8217;azione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;idea dello studio storico si trasforma: <em>Mi sono reso conto che era decisamente impossibile, <\/em><em>con la storia come si \u00e8 obbligati a scriverla, fare <\/em><em>la storia di questa vita interiore. Mi \u00e8 venuta al<\/em><em>lora un&#8217;idea che alla fine ho osato accogliere: quella di usare tutte le risorse del dramma, all&#8217;occorrenza del verso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vita interiore: da questo punto di vista ha considerato Giovanna, abbandonando il facile pittoresco delle battaglie, con cavalcate, costumi e stendardi. Dramma di una vocazione, di un&#8217;angoscia, di una carit\u00e0, di una fedelt\u00e0. Dramma umano di fronte al Male. Questa prima opera anticipa e gi\u00e0 prefigura il clima in cui si svolger\u00e0 la parabola poetica e umana di P\u00e9guy, nell&#8217;unit\u00e0 che serra tutta l&#8217;opera sua come in un blocco compatto, all&#8217;attacco delle forze del male, sotto un&#8217;unica bandiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ora compiamo idealmente un salto di 13 anni, per arrivare al momento in cui il poeta, come abbiamo visto, riprese in mano la sua <em>Giovanna. <\/em>Lui, P\u00e9guy, \u00e8 sempre lo stesso, eppure profondamente diverso: ha ritrovato la fede. La nuova <em>Giovanna <\/em>sar\u00e0 una lunga meditazione cristiana. Gli nasce fra le mani, inaspettata, dapprima in margine al testo originale del &#8217;97, come correzione, rimaneggiamento: fluisce cos\u00ec il primo <em>Mistero. <\/em>Altri seguiranno, pensa, ricalcando tutto il dramma, cos\u00ec come questo ne segue la prima parte. Ma gli altri due <em>Mi<\/em><em>steri <\/em>dal dramma si staccheranno totalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante osservare come scriveva P\u00e9guy: di getto, irrefrenabilmente, in un fluire di parole quasi senza correzioni, defininendo i concetti per tocchi sovrapposti, susseguirsi di precisazioni, accumularsi di aggettivi, come si aggiunge creta a una figura abbozzata per renderne le rotondit\u00e0, i lineamenti. Con un ripetersi di frasi, sempre pi\u00f9 definite, di parole sempre pi\u00f9 precise, come in un discorso musicale, per variazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Misteri_Peguy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23006\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Misteri_Peguy.jpg\" alt=\"Misteri_Peguy\" width=\"124\" height=\"200\" \/><\/a>Cos\u00ec sono costruiti i <em>Misteri: o, <\/em>meglio, cresciuti: come alberi, in un allargarsi di rami, e ramoscelli dai rami, e foglie dai ramoscelli (testi quasi non corretti e subito pubblicati, senza possibili ripensamenti: <em>\u00e8 det<\/em><em>tato, <\/em>diceva). Per questo <em>\u00e8 <\/em>difficile definirne la struttura, e arduo prelevarne dei brani, tagliando nella viva carne del testo, col rischio di emorragie e necrosi. Per questo sono opere lunghe e non sempre di uguale respiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo <em>Mistero, <\/em>quello <em>della Carit\u00e0 di Giovan<\/em><em>na d&#8217;Arco, <\/em>conserva parti in prosa, reliquie della struttura del dramma originario. Sempre aderenti al dramma, come abbiamo visto, P\u00e9guy ne progettava altri due: Mistero della speranza di Giovanna d&#8217;Arco, Mistero della vocazione di Giovanna d&#8217;Arco. Ma i due che effettivamente scrive, <em>Portico del Mi<\/em><em>stero della seconda Virt\u00f9 <\/em>e <em>Mistero dei Santi Innocenti, <\/em>pi\u00f9 fusi, pi\u00f9 omogenei, non pi\u00f9 drammi ma monologhi, sono una grande meditazione sulla Speranza, seconda Virt\u00f9 cardinale, e si distaccano ormai consapevolmente dalla prima <em>Giovanna; <\/em>sono testi totalmente originali, del tutto nuovi. <em>Por<\/em><em>tico aperto sulla speranza, <\/em>dice lui stesso, <em>speranza <\/em><em>per cos\u00ec dire sperata. <\/em>Sperata: non posseduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La melodia della Speranza <em>\u00e8 <\/em>sottesa da un canto di sconforto da un capo all&#8217;altro dell&#8217;opera: <em>\u00c8 spe<\/em><em>rare che <\/em>\u00e8 <em>difficile. E facile <\/em>\u00e8 <em>disperare, <\/em>\u00e8 <em>la pi\u00f9<\/em> <em>grande tentazione. <\/em>Sono gli anni della rinuncia al grande amore. Dir\u00e0 poi a Lotte: <em>La Vergine mi ha salvato dalla disperazione. Era il pericolo maggiore. Ne sono uscito scrivendo il mio Portico. <\/em>I misteri della Speranza, dice Guyon, non sono un canto di speranza: sono un canto di fede nella Speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel <em>Mistero dei Santi Innocenti <\/em>lo sguardo si leva al ciclo, allo spirituale. La poesia si alimenta al simbolismo sacro della liturgia cristiana: l&#8217;acqua del battesimo sgorga e purifica, la notte pasquale <em>\u00e8 <\/em>pi\u00f9 luminosa del giorno. Ed <em>\u00e8 <\/em>la liturgia che ritma i due poemi: il Padre nostro, l&#8217;Ave Maria, l&#8217;Inno dei Santi Innocenti. Inno all&#8217;infanzia, il terzo <em>Mistero, <\/em>cio\u00e8 alla purezza, all&#8217;essere nuovi, non segnati, non contaminati, viventi incarnazioni della speranza, della gratuit\u00e0, della grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il protagonista di questi due <em>Misteri \u00e8 <\/em>indiscutibilmente uno solo e il pi\u00f9 inatteso: Dio stesso. Con incredibile audacia, P\u00e9guy lo fa parlare da un capo all&#8217;altro dei due poemi: con semplicit\u00e0, con la familiarit\u00e0 che nasce dall&#8217;amore. Ed \u00e8 un Dio, questo, che non contrasta con la maest\u00e0 dell&#8217;Antico Testamento: \u00absenza cessare mai di essere trascendente, il sovrano padrone del mondo resta costantemente presente nel pi\u00f9 intimo del nostro cuore\u00bb (Guyon)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I <em>Misteri <\/em>sono contemplazione pura, poesia mistica, teologica e viva. Un insieme unico, nell&#8217;opera di P\u00e9guy, per la libert\u00e0 del verso e del pensiero, sotto lo zampillare prezioso dell&#8217;ispirazione, come acqua di sorgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;opera poetica immediatamente seguente, i <em>Quatrains <\/em>(Quartine), pu\u00f2 lasciare sconcertati. \u00c8 un fatto che P\u00e9guy non li pubblic\u00f2 mai. Scritti nella notte dell&#8217;angoscia, in essi pass\u00f2 tutta la fatica, l&#8217;amarezza, la consapevolezza del peccato, della miseria di s\u00e9: poesia febbrile, non canto di rivolta, grido dell&#8217;uomo disgustato d\u00ec s\u00e9, sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso, lontano dalla speranza. Incompiuti, non organizzati, pubblicati postumi, malamente, i <em>Quatrains <\/em>sono documenti rivelatori dell&#8217;uomo, non grandi creazioni del poeta. Molto interessanti per la forma metrica, legati in versi di sei sillabe alternati a versi di quattro, annunciano un nuovo P\u00e9guy classicamente serrato nella matematica precisione del ritmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Tapisseries.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23007\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Tapisseries.jpg\" alt=\"Peguy_Tapisseries\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Tapisseries.jpg 216w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_Tapisseries-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>L&#8217;anno 1912 si concluse con le <em>Tapisseries <\/em>(Arazzi): <em>Santa Genoveffa <\/em>(dal nome cos\u00ec dolce in francese: Genevi\u00e8ve &#8230;) e <em>Giovanna d&#8217;Arco. <\/em>Nel maggio seguente, <em>l&#8217;Arazzo di Nostra Signora. <\/em>Prima ancora, P\u00e9guy aveva scritto diversi sonetti in \u00abalessandrini\u00bb, versi di 13 sillabe: sonetti classici, due quartine seguite da due terzine, e sonetti in cui l&#8217;ispirazione gli prendeva la mano, con il molti-plicarsi delle terzine, incessabilmente, fino al record di un \u00absonetto\u00bb con 2 quartine, 312 terzine, e un verso isolato finale. Trepidamente il poeta provava il nuovo strumento, umilmente sollecitava consigli e critiche: <em>La tua accoglienza di ieri mi <\/em><em>ha molto rassicurato. Temevo tanto per degli alessandrini!, <\/em>scriveva a Peslouan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco, dopo sei mesi di esercizi <em>(L&#8217;Arazzo <\/em><em>di Santa Genoveffa <\/em>\u00e8 stato definito da Guyon il \u00abClavicembalo ben temperato\u00bb di P\u00e9guy), ecco l&#8217;opera perfetta: <em>l&#8217;Arazzo di Nostra Signora. <\/em>Tre parti ben distinte: un preludio, il saluto del pellegrino alla citt\u00e0 di Parigi e alla sua patrona prima della partenza per l&#8217;altra N\u00f2tre-Dame; il poema del pellegrinaggio, formato dalle 89 quartine della <em>Presentazione della Beauce, <\/em>la grande piana di Chartres; e infine le cinque <em>Preghiere nella Catte<\/em><em>drale, <\/em>testimonianza del ritorno del fedele alla Chiesa, che introducono il lettore nella cripta del cuore, in cui il poeta si disvela nel segreto dell&#8217;intimo suo. (L&#8217;ordine di composizione non fu questo: prima la Presentazione, poi le Preghiere, e quindi, per equilibrare l&#8217;opera, l&#8217;addio a Parigi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro di quest&#8217;insieme armonioso sta la <em>Presentazione, <\/em>capolavoro \u00abpi\u00f9 commovente e pi\u00f9 grande di tutto il resto\u00bb (Alain-Fournier) : continua preghiera che evoca, senza mai raccontarlo, il pellegrinaggio a Chartres e termina con l&#8217;ultima tappa del viaggio terreno, la morte, dischiudendosi sull&#8217;infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_autografo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23008\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_autografo.jpg\" alt=\"Peguy_autografo\" width=\"200\" height=\"150\" \/><\/a>La grandiosa opera finale \u00e8 <em>\u00c8ve, <\/em>epopea cristiana dell&#8217;umanit\u00e0. Ormai P\u00e9guy ha superato la tentazione terribile della disperazione: l&#8217;immenso poema, in cui metter\u00e0 tutto se stesso, sar\u00e0 soprattutto poema della fede e della speranza cristiana. <em>Bisogna che produca finch\u00e9 non morr\u00f2. Non devo mo<\/em><em>rire ora&#8230; Non immagini tutto quello che ho ancora da scrivere. Preparo la mia <\/em>\u00c8ve, <em>avr\u00e0 15.000 <\/em><em>versi&#8230; <\/em>Tra versi editi e inediti, ne ebbe 12.000, <em>Sar\u00e0 un&#8217;Iliade!, <\/em>disse P\u00e9guy a Lotte. Una Divina Commedia: ma <em>Dante \u00e8 un turista! Lui inventa, e io scopro&#8230; Nella mio <\/em>\u00c8ve <em>ci sar\u00e0 tutto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo poema puramente lirico non poteva avere forma pi\u00f9 austera: un enorme blocco di quartine, senza uno spazio, un titolo, compatte, dal tessuto serrato, perfettamente omogeneo. Pesante a volte, certo, non leggibile tutto d&#8217;un fiato, non recitabile integralmente, senza che la mente intorpidita si appanni e non sappia pi\u00f9 trasalire davanti alla freschezza di un&#8217;idea nuova, introdotta improvvisamente da un verso, da una parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Impossibile non vedere le imperfezioni, l&#8217;incompiutezza, la dismisura di quest&#8217;opera: impossibile non ammirarne i numerosi frammenti perfetti, gli innumerevoli particolari splendenti di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meditazione e contemplazione del mistero della salvezza, l&#8217;opera mette a confronto due personaggi che rappresentano entrambi l&#8217;umanit\u00e0: \u00c8va, simbolo dell&#8217;umanit\u00e0 decaduta, e Ges\u00f9. \u00c8 Ges\u00f9 che parla per tutto il poema; con tenerezza e piet\u00e0 Egli si rivolge a colei che fu anche sua antenata: <em>Ed io ti amo tanto, madre di nostra madre&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8ve <\/em>\u00e8 il canto dell&#8217;Incarnazione: deplorazione della miseria dell&#8217;uomo dopo il paradiso terrestre, visione della resurrezione dei morti, condanna dello scandalo della guerra e inno ai morti, implora\u00adzione alla misericordia di Dio, contemplazione del mistero del Dio fatto uomo, della Passione, meditazione sul mistero della salvezza e sulla comunione dei santi, evocazione del Paradiso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stupefacente nel poema l&#8217;ampiezza del respiro, e poi la bravura tecnica, la ricchezza inesauribile del vocabolario, delle rime. <em>\u00c8ve <\/em>\u00e8 il testamento poetico di un uomo, di un&#8217;umanit\u00e0, di un&#8217;anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;ANIMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Verdun.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23009\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Verdun.jpg\" alt=\"Verdun\" width=\"250\" height=\"147\" \/><\/a>Chi fu P\u00e9guy? Un eroe, un santo? Un eroe, certo: non tanto per la morte esemplare sul campo di battaglia, quanto per l&#8217;umile, quotidiano combattimento di tutta una vita. Un santo? Forse. Non tocca a noi giudicare. <em>Non sono un santo, <\/em>diceva, <em>sono un peccatore, un buon peccatore. Non sono <\/em><em>un Padre della Chiesa: \u00e8 gi\u00e0 abbastanza esserne <\/em><em>figli! <\/em>Un&#8217;anima grande? Questo s\u00ec, certo. O, pi\u00f9 semplicemente, un&#8217;anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;anima fedele: agli amici, l&#8217;abbiamo visto,, ma soprattutto a s\u00e9, al suo destino: <em>il vero tradi<\/em><em>tore \u00e8 quello che vende la propria fede, il proprio <\/em><em>stesso essere. <\/em>Fedele all&#8217;impegno preso di fronte a se stesso, alla fede professata, il socialismo all&#8217;inizio, il cristianesimo poi, al quale per fedelt\u00e0 a se stesso era tornato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;anima generosa, appassionatamente altruista, immensamente indulgente, sempre pronta a vedere la grandezza degli altri, non le loro piccinerie. Eppure capace di odiare, quando la giustizia era in gioco, terribile con gli avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;anima orgogliosa, ma anche infinitamente umile. Orgogliosa, anzi puerilmente vanitosa, candidamente fiera del lavoro ben riuscito: <em>Non si <\/em><em>\u00e8 mai fatto nulla di simile, come prosa musicale &#8230; <\/em><em>Siamo stati grandi, siamo stati grandissimi&#8230; <\/em>Ma umile davanti a Dio, senza conoscere l&#8217;orgoglio di credersi migliore degli altri. Eppure umanamente desideroso di gloria, talvolta; mai per\u00f2 orgoglioso della propria intelligenza, delle proprie capacit\u00e0, considerando la sua azione come votata al servizio di una causa, di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;anima retta, giusta, coerente. Am\u00f2 il popolo, la Patria, la Giustizia, odi\u00f2 la politica, il potere del denaro, il progresso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al popolo apparteneva. <em>Io sono popolo, <\/em>diceva, con una fierezza che poteva far sorridere. Per lui il popolo \u00e8 integro, puro, fedele; povero, nella povert\u00e0 ha imparato a disprezzare il denaro. Popolo di lavoratori, lavoratori come lui. Popolo erede e testimone di una storia, di una tradizione, di una fede. Eppure, <em>quando oggi si dice popolo, <\/em>scriveva, <em>si fa della letteratura, e anche una delle pi\u00f9 basse, una letteratura elettorale, politica e parlamentare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Am\u00f2 la Patria, fino all&#8217;estremo sacrificio. La Patria: <em>la quantit\u00e0 di terra in cui un&#8217;anima pu\u00f2 respirare. <\/em>Patria incarnata nel <em>paese, <\/em>terra, citt\u00e0 e uomini; Patria amata come il contadino ama il campo che ara, semina e miete. E la Francia era per lui un paese, una storia e una missione: avrebbe voluto una Francia guida delle nazioni. Deplorava che si insegnasse al popolo <em>una storia gratui<\/em><em>ta, laica e obbligatoria, una storia di difesa repub<\/em><em>blicana: <\/em>perch\u00e9 prima della mistica rivoluzionaria ci fu la mistica della Francia antica, dieci secoli di storia e d&#8217;azione. Mai per\u00f2 fu nazionalista e meno che mai internazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_stamp.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23010\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_stamp.jpg\" alt=\"Peguy_stamp\" width=\"200\" height=\"139\" \/><\/a>Odi\u00f2 la politica, in cui si degrada ogni mistica; odi\u00f2 il cosiddetto progresso, quella <em>scala che si <\/em><em>sale e non si scende mai. <\/em>P\u00e9guy crede in una legge di degradazione generale, alla quale non si pu\u00f2 sfuggire. La santit\u00e0 non trova pi\u00f9 posto nel mondo moderno: <em>Non \u00e8 per caso che il mondo moderno <\/em><em>da una parte \u00e8 il mondo dell&#8217;avarizia e della venalit\u00e0, e dall&#8217;altra \u00e8 il mondo del meccanismo, dell&#8217;intellettualismo, del determinismo e del materialismo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Odi\u00f2 il denaro, segno della degradazione dell&#8217;uomo, che <em>non \u00e8 disonorante <\/em>soltanto <em>quando \u00e8 <\/em><em>il salario e la paga, quando \u00e8 poveramente guada<\/em><em>gnato. <\/em>Ma ora <em>il denaro \u00e8 diventato padrone al po<\/em><em>sto di Dio. <\/em>Non esiste potere capace di resistere a quello del denaro: e il mondo moderno, mondo del denaro, \u00e8 totale materialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apprezz\u00f2 la povert\u00e0, suscitatrice di virt\u00f9 e poveramente visse; odi\u00f2 la <em>miseria, <\/em>che \u00e8 schiavit\u00f9 senza speranza, inferno nel senso teologico della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro la miseria universale bisogna lottare, con ogni mezzo: purch\u00e9 sia nella giustizia. Con la rivoluzione, magari, che \u00e8 <em>o pu\u00f2 essere il pi\u00f9 santo <\/em><em>dei doveri. <\/em>Ma <em>la Rivoluzione sociale sar\u00e0 morale <\/em><em>oppure non sar\u00e0. <\/em>Una rivoluzione che sia un ordine, che crei, costruisca. Scrive Daniel-Rops che \u00abl&#8217;accordo tra il cristianesimo di P\u00e9guy e la sua profonda aspirazione rivoluzionaria si situa ben al di l\u00e0 della politica, in quell&#8217;area della coscienza in cui l&#8217;atto si elabora sotto lo sguardo di Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disprezz\u00f2 la democrazia, perch\u00e9 il sistema maggioritario <em>\u00e8 <\/em>contro l&#8217;uomo, quando delle <em>contesta<\/em><em>zioni di quantit\u00e0 <\/em>sono pi\u00f9 importanti delle decisioni della coscienza. Nel sistema democratico, diceva, <em>ognuno vende la sua parte di giusta libert\u00e0 <\/em><em>per una parte dell&#8217;autorit\u00e0 ingiusta che esercita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lott\u00f2 tutta la vita; non comprendiamo l&#8217;opera dei <em>Cahiers <\/em>se li consideriamo un&#8217;impresa editoriale, invece di un immenso sforzo di lotta per la verit\u00e0, contro il male, contro la degradazione universale, morale, sociale, intellettuale. Il caso Dreyfus fu per lui un movimento religioso: non si batteva per un uomo, ma per un&#8217;idea, per la giustizia. <em>La passione della verit\u00e0, la passione della giustizia, <\/em>disse, <em>occupavano tutte le nostre ore, prendevano tutte le nostre forze. <\/em>In seguito, alla Giustizia avrebbe dato un altro Nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non cap\u00ec la Chiesa, finch\u00e9 non se ne scopr\u00ec figlio: <em>La Chiesa <\/em>\u00e8 <em>diventata nel mondo moderno, <\/em><em>subendo anch&#8217;essa una modernizzazione, quasi uni<\/em><em>camente la religione dei ricchi, e quindi non <\/em>\u00e8 <em>pi\u00f9 <\/em><em>socialmente, se cos\u00ec posso dire, la comunione dei <\/em><em>fedeli&#8230;, non <\/em>\u00e8 <em>pi\u00f9 socialmente un .popolo, la reli<\/em><em>gione di tutto un popolo, di tutta una razza &#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quando fu tornato alla fede e della Chiesa si scopr\u00ec figlio, la vide sprizzare dal costato di Cristo, portatrice e dispensatrice di quel Sangue, di quella Vita. Ed <em>\u00c8ve <\/em>fu il poema della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/chartre.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-23011\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/chartre.jpg\" alt=\"chartre\" width=\"139\" height=\"200\" \/><\/a>Quando fu tornato alla fede. Non \u00abconvertito\u00bb: <em>sono sempre stato cattolico. <\/em>E nella Chiesa trov\u00f2 lo spazio vitale per la sua anima, assetata d&#8217;infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anima di fede: fede umile, senza orgogli teologici: <em>Quello che non sapevo la mattina della mia <\/em><em>prima comunione, non lo sapr\u00f2 mai. <\/em>Anima mistica, non razionalizzante, per cui una dottrina valeva quasi unicamente per la mistica che racchiudeva, e ragionare su una fede era gi\u00e0, in un certo senso, comprometterla e avvilirla: <em>ogni motivo di crede<\/em><em>re muove alla fede, <\/em>aveva detto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per lui i pi\u00f9 alti valori della religione erano <em>fede, speranza e carit\u00e0. <\/em>Tutto ci\u00f2 che gli occorreva sapere si trovava nel catechismo. Una fede infantile, per il candore e la semplicit\u00e0: una fede adulta, per la profondit\u00e0 e la consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non che tutto gli fosse facile, dal 1908 in poi. Anzi! La prova pi\u00f9 crudele doveva ancora venire, l&#8217;amore impossibile, la rivolta del suo stesso essere contro se stesso, la disperazione era in agguato, la solitudine lo colmava di amarezza. Non riusciva pi\u00f9 a dire il Padre Nostro: <em>Non pregavo <\/em><em>da tre settimane. C&#8217;\u00e8 nel <\/em>Padre Nostro <em>quella frase <\/em><em>terribile, <\/em>Sia fatta la tua volont\u00e0. <em>Quella frase non <\/em><em>mi poteva passare fra i denti&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrebbe ritrovato la gioia abbandonandosi nelle mani di Dio. Non lo spaventava il peccato. C&#8217;\u00e8 qualcosa di peggio del peccato, <em>l&#8217;abitudine, <\/em>che uccide ogni freschezza di spirito: <em>c&#8217;\u00e8 qualcosa di <\/em><em>peggio che aveva un&#8217;anima perversa, \u00e8 avere un&#8217;a<\/em><em>nima abituata, <\/em>diceva. E ancora: <em>Quello che \u00e8 pi\u00f9 <\/em><em>contrario alla stessa salvezza non \u00e8 il peccato, \u00e8 l&#8217;abitudine. <\/em>Un&#8217;anima abituata non si aspetta pi\u00f9 nulla, e non accoglie la Grazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece <em>il peccatore e il santo sono due parti ugualmente integranti del meccanismo della grazia. Il peccatore, col santo, entra nel sistema del cristianesimo. Chi non \u00e8 cristiano, invece, \u00e8 chi non \u00e8 letteralmente peccatore, chi non commette alcun peccato, che non pu\u00f2 commettere alcun peccato. <\/em>\u00c8 il peccato che fa il cristiano: riconoscere il proprio peccato. E Dio non si stupisce del peccato: <em>Voi che li avete impastati di questa terra, <\/em><em>non meravigliatevi che siano trovati terrosi&#8230; La grazia e il peccato sono due operazioni del medesimo regno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La carne ha le sue miserie. Ma la carne e lo spirito sono uniti: P\u00e9guy ha compreso che <em>\u00e8 vera<\/em><em>mente un grande mistero questa specie di legatura <\/em><em>dello spirituale al temporale; si potrebbe quasi <\/em><em>dire che sia come una specie di misterioso inne<\/em><em>sto. <\/em>E <em>il soprannaturale stesso \u00e8 carnale, <\/em>da quando Cristo si \u00e8 incarnato. Dio si \u00e8 fidato del temporale, ne ha avuto bisogno, ha sperato nel carnale e nel temporale, da quando ha dec\u00ecso di incarnarsi. E il carnale, il temporale, ha <em>una missione in<\/em><em>sostituibile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni minuto della vita temporale si carica di eternit\u00e0, se vissuto nella preghiera. E P\u00e9guy \u00e8 un&#8217;anima orante: pregava sempre, ma interiormente, segretamente. (Qualcuno gli aveva dato un rosario; partendo per il fronte, lo lasci\u00f2 nella tasca di una vecchia giacca, certo intenzionalmente). Preghiera di ogni passo furono i suoi lunghi pellegrinaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando non poteva dire Sia fatta <em>la tua volont\u00e0, <\/em>si rifugiava nell&#8217;Ave Maria, nella Salve Regina, in tutte le preghiere alla Vergine. <em>Le preghiere a Maria, <\/em>diceva a Lotte, <em>sono le preghiere <\/em><em>\u00abdi riserva\u00bb. Non ce n&#8217;\u00e8 una in tutta la liturgia, non una, che il peccatore pi\u00f9 disgraziato non possa dire \u00abveramente\u00bb. Nel meccanismo della salvezza, l&#8217;Ave Maria \u00e8 l&#8217;estremo soccorso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maria: la nuova \u00c8va, la Madre, l&#8217;ultima speranza, l&#8217;ultimo rifugio: il tramite della Redenzione. P\u00e9guy, dice il Moeller, non poteva convertirsi che al Dio incarnato: La Sua Carne ha salvato il mondo, per l&#8217;eternit\u00e0, per fare del temporale un&#8217;eternit\u00e0. Ed \u00e8 questa salvezza la risposta a ogni lotta, l&#8217;unica risposta al disperato problema del Male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce cos\u00ec la Speranza: giovanissima, quasi bambina, <em>che salterebbe alla corda nelle proces\u00adsioni, e <\/em>tutto vivifica, ricrea. Nella speranza P\u00e9guy si \u00e8 abbandonato e ha trovato la gioia. La salvezza viene dal Dio incarnato: e <em>non ci s\u00ec salva da soli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Socialista, P\u00e9guy voleva salvare tutto: che nessuno restasse al di fuori dalla \u00abcitt\u00e0 armoniosa\u00bb. Cristiano, non potr\u00e0 mai ammettere che un&#8217;anima, una sola, sia respinta dalla salvezza. La sua Giovanna avrebbe accettato la dannazione per salvare le anime dannate. Nella sua profonda carit\u00e0, P\u00e9guy scopriva la Comunione dei Santi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_1913.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23012\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Peguy_1913.jpg\" alt=\"Peguy_1913\" width=\"250\" height=\"186\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 la Comunione dei Santi, ed essa comincia <\/em><em>con Ges\u00f9. Lui c&#8217;\u00e8 dentro. \u00c8 alla testa. Tutte le preghiere, tutte le prove, le fatiche, tutti i meriti insieme e tutte le virt\u00f9 di Ges\u00f9 e di tutti gli altri santi,&#8230; pregano per tutta la cristianit\u00e0.<\/em> Non ci si salva da soli: \/\/ <em>peccatore tende la <\/em><em>mano al santo, da la mano al santo, perch\u00e9 il santo da la mano al peccatore. E tutti insieme, uno con l&#8217;altro, fanno una catena che risale fino a Ges\u00f9, una catena dalle dita inestricabili.<\/em> <em>Non si \u00e8 cristiani perch\u00e9 si \u00e8 a un certo livello, morale, intellettuale, anche spirituale. Si \u00e8 cristiani perch\u00e9 si \u00e8 di una certa razza mistica, d\u00ec una certa razza spirituale e carnale, temporale ed eterna, di un certo sangue.<\/em> <em>Chi non \u00e8 cristiano \u00e8 chi non tende la mano.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunione dei santi, comunione con i peccatori. La grazia del perdono ci unisce agli altri. La grazia: una specie d&#8217;infanzia restituita, la giovinezza di Dio comunicata a ognuno di noi (Moeller). La grazia \u00e8 resurrezione. E libert\u00e0: perch\u00e9 Dio spera nell&#8217;uomo, che pu\u00f2 accogliere la salvezza, o respingerla. \u00c8 questo il rischio di Dio, davanti all&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">P\u00e9guy: un&#8217;anima libera, un&#8217;anima graziata. Un&#8217;anima salvata, ricreata, un&#8217;anima bambina. Alla vigilia della morte pass\u00f2 lunghe ore ad ornare di fiori l&#8217;altare della Vergine della cappella di Mont-m\u00e9lian, dov&#8217;era accampata la sua compagnia. Un&#8217;anima bambina, un&#8217;anima rifatta bambina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFedele nel tempo dell&#8217;infedelt\u00e0\u00bb, scrive Da niel-Rops, \u00abgiusto nei giorni dell&#8217;ingiustizia, povero nel mondo del denaro, ricco di esperienza nelle ore di disperazione: la sua vita interna ha un valore di protesta e di rivolta\u00bb. S\u00ec: ma soprattutto di speranza, di gioia nell&#8217;abbandono, perch\u00e9 la protesta e la rivolta si sono quietate in lui nella certezza della salvezza, di s\u00e9 e del mondo, per l&#8217;amore immenso di Dio.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"546\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cuore di Dio<\/strong><br \/>\nPadre nostro che sei nei cieli. Naturalmente quando un uomo comincia a questo modo pu\u00f2 continuare a parlarmi come vuole. Voi vedete pure, sono disarmato. Mio Figlio lo sapeva bene&#8230; In questa maniera vengo aggredito, lo vi domando: \u00e8 giusto. No, non \u00e8 giusto, perch\u00e9 tutto questo \u00e8 del regno della mia misericordia.Il regno di Dio patisce violenza, e le violenze lo conquisteranno. Si pu\u00f2 anche dire: lo violenteranno. Come pu\u00f2 uno difendersi in questi casi. Mio Figlio ha detto loro tutto. E non solo questo. Egli si \u00e8 messo a suo tempo alla loro testa. Ed ora essi sono come una grande flotta antica, con navi senza numero, in assalto contro il Gran Re. Dietro il punto estremo si ten\u00adgono stretti in un fascio che non posso rompere, avanzano temerariamente le pesanti triremi, impudentemente fendono i flutti della mia collera.Essi si offrono a me da questo angolo, e io li posso prendere solo da questo angolo. Si avvicinano accucciati come guerrieri che vanno all&#8217;assalto e formano insieme una lancia, un tetto con i loro scudi formano e spesso anche coi loro corpi. E le punte formano le mani spalancate di mio Figlio.Che volete che io giudichi dopo che \u00e8 accaduto cos\u00ec. Padre Nostro che sei nei cieli, mio Figlio sapeva assai bene in che modo bisognava ordire una congiura. Per incatenare il braccio della mia giustizia e per liberare il braccio della mia misericordia. Ed ora io li devo giudicare come padre. \u00abUn padre aveva due figli\u00bb. Si sa abbastanza come il padre ha giudicato il figlio che se n&#8217;era andato e che poi \u00e8 ritornato. Il padre al massimo, quella volta, si \u00e8 messo a piangere. Storie simili le ha raccontate loro mio Figlio. Mio Figlio ha consegnato in loro bal\u00eca il segreto del giudizio.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\">(da Il <em>Mistero dei Santi Innocenti<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"546\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td style=\"text-align: justify;\"><strong>La speranza<\/strong>Colui che ama cade, si mette in schiavit\u00f9, sotto un giogo di schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Dipende da colui che ama.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 questa la situazione, bambina, in cui Dio s&#8217;\u00e8 messo, amandoci.<\/p>\n<p>Dio si \u00e8 degnato di sperare in noi, poich\u00e9 ha voluto sperare da noi, attendere da noi.<\/p>\n<p>Situazione miserevole, (in) ricompensa di quale amore,<\/p>\n<p>Pegno, riscatto di quale amore.<\/p>\n<p>Singolare ricompensa. E che era nella condizione, nell&#8217;ordine stesso, nella natura di questo amore.<\/p>\n<p>Egli s&#8217;\u00e8 messo in questa singolare situazione, capovolta, in questa miserevole situazione cos\u00ec che \u00e8 lui che attende da noi, dal pi\u00f9 miserabile peccatore.<\/p>\n<p>Che <em>spera <\/em>dal pi\u00f9 miserabile peccatore.<\/p>\n<p>Che cos\u00ec dipende dal pi\u00f9 miserabile peccatore.<\/p>\n<p>E noi.<\/p>\n<p>Ecco dove s&#8217;\u00e8 lasciato portare, dal suo grande amore, ecco dove s&#8217;\u00e8 messo, dov&#8217;\u00e8 stato messo, dove insomma s&#8217;\u00e8 lasciato mettere.<\/p>\n<p>Ecco a che punto \u00e8, dove \u00e8.<\/p>\n<p>Dove noi dobbiamo essere, \u00e8 lui che ci si \u00e8 messo.<\/p>\n<p>A questo punto, in questa condizione.<\/p>\n<p>Che ha da temere, da sperare, infine da attendere dall&#8217;ultimo degli uomini.<\/p>\n<p>Che \u00e8 nelle mani dell&#8217;ultimo dei peccatori.<\/p>\n<p>(Ma il corpo di Ges\u00f9, in ogni chiesa, non \u00e8 forse nelle mani dell&#8217;ultimo dei peccatori.<\/p>\n<p>Alla merc\u00e9 dell&#8217;ultimo dei soldati?)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(da \/\/ <em>portico del mistero della seconda virt\u00f9)<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0__________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Balthasar: Statura di Pe\u00e9guy\u00a0 (da <em>Gloria<\/em>)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/von_Balthasar.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-23013\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/von_Balthasar.jpg\" alt=\"von_Balthasar\" width=\"126\" height=\"150\" \/><\/a>Ci\u00f2 che nell&#8217;ordine naturale \u00e8 il popolo, contesto dell&#8217;uomo e pi\u00f9 che non la semplice somma dei singoli, \u00e8 sul piano cristiano la comunione dei santi. Se non che in questo caso emergono singoli santi reali, singolarmente chiamati alla santit\u00e0 e santificati. Per P\u00e9guy qui c&#8217;\u00e8 anzitutto, a fare da centro, la figura di Giovanna d&#8217;Arco, questo irripetibile punto nodale di chiesa e mondo, di azione spirituale e terrestre. Ma Giovanna lo \u00e8 appunto perch\u00e9 essa \u00e8 \u00abpopolo\u00bb e agisce \u2014 come P\u00e9guy vi ha subito aggiunto fin dall&#8217;inizio \u2014 in una totale solidariet\u00e0. Dietro Giovanna sta, \u00abquale suo maestro e modello\u00bb, re Luigi di Francia, santo e principe temporale, crociato spirituale (&#8230;)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rappresentazione vuoi dire rappresentare per. Per gli altri, per tutti. Significa perci\u00f2 solidariet\u00e0, amore come servizio. E proprio perch\u00e9 questa \u00e8 la determinazione fondamentale, \u00e8 fondamentalmente delimitata. Su piano terrestre qui sta l&#8217;etico: l&#8217;impegno disinteressato; ma anche l&#8217;estetico, il geniale: guai al genio che non \u00e8 \u00ab voce, espressione, rivelazione di tutto il popolo! \u00bb. Su piano spirituale sta invece il santo e il sacro, che come tale \u00e8 un&#8217;altra volta la chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Missioni e compiti su entrambi i piani hanno perci\u00f2 ogni volta le loro congiunzioni disposte verticalmente: l&#8217;eroe verso il popolo, il santo verso la massa dei peccatori. Ma se il peccatore \u00e8 nello stesso tempo eroe e poeta, pu\u00f2 \u2014 come P\u00e9guy \u2014 accostarsi verticalmente al santo e rappresentarlo sia raffigurandolo (nell&#8217;opera), sia imitandolo (nella vita). Entrambe le cose sono per P\u00e9guy ovviamente inseparabili. Ma non \u00e8 lui, il poeta con la sua missione, che copia su piano terrestre ci\u00f2 che Giovanna compie su piano spirituale. Decisivo \u00e8 che Giovanna stessa compia lo spirituale terrestremente. In questo essa \u00e8 cristiana, \u00e8 imitatrice dell&#8217;ebreo Ges\u00f9. Ges\u00f9 \u00e8 l&#8217;adempimento del Testamento e Popolo antichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che P\u00e9guy ammira negli antichi martiri cristiani e nei grandi dottori della chiesa, che ammira nella cavalleria medioevale, nella classicit\u00e0 cristiana di Corneille \u00e8 la sanit\u00e0 e la gioia della donazione di s\u00e9. Esistenza come \u00abnobile gioco\u00bb davanti a Dio, a riguardo delle cose pi\u00f9 serie (&#8230;)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 non riesce senza la piena affermazione, nell&#8217;intimit\u00e0 della fede e di tutti i suoi misteri vitali, di quella libert\u00e0 che il Creatore ha dato e lasciato all&#8217;uomo di lavorare la terra, di fondare cultura. Cristianesimo e cultura. Cultura non significa unilateralmente civilizzazione, tanto meno tecnica. Cultura \u00e8 conquista della forma dalla terra, dalla storia, dalla stessa natura umana. P\u00e9guy non pu\u00f2 essere cristiano senza la terra, ma essa non \u00e8 la terra selvaggia di Hopkins, bens\u00ec la Beauce ondeggiante di messi all&#8217;infinito, la regale Loira con i suoi castelli, le sue vigne, i suoi costumi, la sua lingua, e mai assente l&#8217;infinito paesaggio di Parigi, \u00abmonumento di tutti i monumenti, citt\u00e0 della cultura massima\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paesaggio etico a cui riesce al primo colpo di essere perfetto, senza fatica classico. \u00abSacramentale\u00bb. Nobile, \u00absenza nessun effettismo\u00bb. Paesaggio, lavorato, in cui riposa l&#8217;ordine prefigurato, in cui l&#8217;uomo si inalvea fiduciosamente per imparare ordine, e tuttavia gi\u00e0 da sempre paesaggio ordinato dall&#8217;uomo, in cui l&#8217;ordine dell&#8217;uomo e l&#8217;ordine di Dio si intrecciano l&#8217;uno con l&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ablo ho giocato spesso con gli uomini, dice Dio. Ma con quale mai gioco! Tremo ancora al solo pensarci. Ma la mia fede ha le sue vie nascoste, \u00e8 pi\u00f9 astuta di una donna. Gioca con l&#8217;uomo e lo gira, e gira l&#8217;avvenimento. Io gioco spesso contro l&#8217;uomo, dice Dio, ma egli vuoi perdere, lo sciocco, e io voglio che vinca. E talvolta mi riesce che lui vince. Si pu\u00f2 veramente dire che noi giochiamo a &#8220;chi perde vince&#8221;. Lui almeno perch\u00e9 solo se perde vince. E&#8217; uno strano gioco: io sono il suo partner e il suo avversario: lui vuole vincere contro di me e cos\u00ec perdere; ed io suo avversario lo voglio far vincere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due cose da notare in tutto ci\u00f2. La prima \u00e8 che il peccatore pu\u00f2 fare quel che vuole ma cos\u00ec facendo urta sempre contro il cuore tremante dell&#8217;amore che tutto circonda e porta, dentro cui inevi\u00adtabilmente ricade come chi \u00e8 sveglio ricade nel sonno e come il giorno ricade nella notte. La seconda \u00e8 che Dio deve esercitare l&#8217;uomo in questo suo proprio rischio, cio\u00e8 nella libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli assomiglia a quel padre \u2014 dice P\u00e9guy con una immagine singolare \u2014 che immerso nel fiume \u00ab vuole insegnare il nuoto al suo bambino ed \u00e8 diviso tra due sentimenti: se lo tiene sempre con le mani il bambino vi si appogger\u00e0 e non imparer\u00e0 mai a nuotare. Ma inoltre, se il padre non inizia al momento giusto a lasciare il bambino, questi inghiottir\u00e0 acqua cattiva. Da una parte gli uomini devono operare essi stessi la propria salvezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 legge. Indefettibile. Se non fosse cos\u00ec non sarebbe interessante. Non sarebbero uomini. E devono essere uomini virili e meritarsi da s\u00e9 i galloni di cavaliere. D&#8217;altra parte non devono inghiottire cattiva acqua mentre affondano nella palude dei peccati\u00bb. La grazia deve dunque allenarli alla libert\u00e0, ma nello stesso tempo insegnare loro in che modo ci si serve veramente della propria libert\u00e0: devono imparare a capire la larghezza, la gratuit\u00e0, l&#8217;inutilit\u00e0 dell&#8217;amore per corrispondere \u00abcon cuore liberale\u00bb al cuore di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 l&#8217;essenza del cristianesimo: che nel cuore dell&#8217;uomo \u00absi risvegli un riflesso della gratuit\u00e0 della mia grazia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(&#8230;) P\u00e9guy comincia perci\u00f2 il suo mistero della speranza, dopo alcune teologiche idee introduttive, con le riflessioni del taglialegna nel bosco d&#8217;inverno dove si strema di lavoro per i suoi bambini (&#8230;) Il taglialegna \u00e8, attraverso i suoi figli, solidale con la cristianit\u00e0, perci\u00f2 egli mette subito la sua speranza nella comunione dei santi; con decisione audace fino a spaventarsene e scavalcando tutti i normali santi patroni, egli ha messo il suo bambino ammalato semplicemente nelle mani della Madre di Dio e ve l&#8217;ha lasciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 vuoi dire: la speranza socialista di P\u00e9guy, fondata sulla ineccepibile solidariet\u00e0 di tutti gli uomini, sulla intollerabilit\u00e0 di un unico esilio, \u00e8 ora passata senza residuo alla egualmente ineccepibile solidariet\u00e0 della comunione dei santi e che ha il suo vertice in Maria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0_______________________________<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"606\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Notre Dame di Chartres<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, stella del mare, la distesa pesante E l&#8217;ondata profonda e l&#8217;oceano del grano E la mobile schiuma e i ricolmi granai, Ecco lo sguardo tuo su quest&#8217;immensa cappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco la tua voce sulla pesante piana E i nostri amici assenti e i cuori spopolati, E abbandonate ai fianchi le mani separate E ta nostra stanchezza, la nostra forza piena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">O stella del mattino, regina inaccessibile, Ecco che camminiamo verso l&#8217;illustre corte Tua, del nostro povero amore ecco la piana. Ed ecco qui l&#8217;oceano di quest&#8217;immensa pena.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec navighiamo verso la cattedrale Tua. E di lontano un rosario di biche, Rotonde come torri, ed opulente e sole, Come castelli in fila sulla nave ammiraglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatica duemila anni, d\u00ec questa terra Alfe et\u00e0 nuove fecero dispensa senza fine. Mille anni di tua grazia, dei lavori Hanno fatto un riposo al cuore solitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci vedi camminare sulla diritta strada, Polverosi, fangosi, con la pioggia fra i denti. 3u questo gran ventaglio aperto a tutti i venti La strada nazionale \u00e8 nostra porta stretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando, recitati gli ultimi personaggi, Quando avremo posato la cappa ed il mantello, Quando avremo gettato la maschera e il colt\u00e8llo, Ricorda allora i nostri lunghi pellegrinaggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ritorneremo in questa fredda terra, <em>Com&#8217;\u00e8 <\/em>stato prescritto gi\u00e0 per il primo Adamo, 3 regina di Sant&#8217;Arnoldo e di Durdano, Ricordati di questo cammino solitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando ci avranno messi in una stretta fossa, Quando avranno cantato su noi l&#8217;ultima messa, Ricordati, regina della promessa, allora, nostro lungo camminare in Beauce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando avremo lasciato questo sacco e la corda, Quando gli estremi tremiti avremo gi\u00e0 tremato, Quando gli estremi rantoli avremo rantolato, Ricordati, regina, la tua misericordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non chiediamo nulla, rifugio al peccatore, olo l&#8217;ultimo posto l\u00e0 nel tuo Purgatorio, &#8216;er pianger lungamente questa tragica storia, : contemplar da lungi il tuo giovin splendore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0(dalla <em>Presentazione della Beauce a Nostra Signora <\/em><em>di Chartres &#8211;<\/em> traduzione M. Cassola)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CHARLES PEGUY, <em>Oeuvres Po\u00e9tiques Compl\u00e8tes<\/em>, Biblioth\u00e8que de la Pl\u00e8iade. Gallimard 1957.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PEGUY, <em>Il Mistero della Carit\u00e0 di Giovanna d&#8217;Arc<\/em>o, Jaca Book 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PEGUY, <em>Il Portico del Mistero della seconda Virt\u00f9<\/em>, Jaca Book 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PEGUY<em>, Il Mistero dei Santi Innocenti<\/em>, Jaca Book 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DANIEL ROPS, <em>P\u00e9guy<\/em>, Plon, 1958.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BERNARD GUYON, <em>P\u00e9guy,<\/em> Hatier 1961.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">JEAN ROUSSEL, <em>Charles P\u00e9guy,<\/em> Editipns Universitaires 1958.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">CHARLES MOELLER, <em>Charles P\u00e9guy<\/em>, in \u00abLitt\u00e9rature du XX si\u00e8cle et christianisme\u00bb, vol. IV, Casterman 1960 (Vita e Pensiero, Milano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">U. VON BALTHASAR, <em>P\u00e9guy,<\/em> in \u00abGloria\u00bb, vol. III, <em>Stili laicali<\/em>, Milano, Jaca Book.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strumenti culturali di Litterae Communionis n.1 gennaio 1081 \u00a0I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI \u00abCon una vita totale quale \u00e8 la cristiana si pu\u00f2 misurare solo una vita nuova. 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