{"id":22963,"date":"2015-03-12T12:40:21","date_gmt":"2015-03-12T11:40:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=22963"},"modified":"2015-04-13T08:53:07","modified_gmt":"2015-04-13T06:53:07","slug":"albert-einstein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/albert-einstein\/","title":{"rendered":"Albert Einstein"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Strumenti culturali di <strong>Litterae Communionis <\/strong>n.8<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Albert_Einstein.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22964\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Albert_Einstein.jpg\" alt=\"Albert_Einstein\" width=\"153\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abla cosa pi\u00f9 bella che possiamo provare \u00e8 il senso del mistero. Esso \u00e8 la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la scienza\u00bb <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Testo di <strong>Vittorio Banfi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua <\/strong><strong>vita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00abLa libert\u00e0 interiore \u00e8 un raro dono della natura <\/em><em>e un degno obiettivo per l&#8217;individuo\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Witemberg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22968\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Witemberg.jpg\" alt=\"Witemberg\" width=\"250\" height=\"183\" \/><\/a>Alberto Einstein nacque ad Ulma (Wiirtemberg) il 14 marzo 1879 da modesta famiglia ebraica. Non si trovano nella sua fanciullezza indizi di facolt\u00e0 straordinarie: invano si cercherebbero i segni premonitori di quella genialit\u00e0 che dopo proruppe, possente e genero\u00adsa, nella sua giovinezza. I suoi primi studi furono nel ginnasio a Monaco di Baviera ed apprese i primi rudimenti matematici da uno zio ingegnere. Pur manifestando una spiccata attitudine alle scienze esatte, non si distinse per meriti singolari. \u00abSembra che abbia ottime qualit\u00e0, non \u00e8 per\u00f2 molto incline allo studio\u00bb, questo fu il giudizio di uno dei suoi professori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Compiuti gli studi al Politecnico di Zurigo, si impieg\u00f2 all&#8217;Ufficio Brevetti della Confederazione Svizzera. Gli anni dal 1902 al 1909 rappresentano il periodo della sua pi\u00f9 intensa produzione scientifica. La pubblicazione dei fondamenti della teoria ristretta della relativit\u00e0 (1905) gli valse nel 1912 la nomina a professore ordinario di matematiche superiori al Politecnico di Zurigo. Nel Novembre 1913 ottenne la cattedra di fisica all&#8217;accademia prussiana delle scienze a Berlino e nella Primavera del 1914 fu chiamato a dirigere il Kaiser-Wilhelm-Institut per la fisica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/juden-raus.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22970\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/juden-raus.png\" alt=\"juden raus\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>In seguito al tragico avvento di Hitler ed alle conseguenti persecuzioni razziali, Einstein fu costretto a lasciare l&#8217;Europa per stabilirsi negli Stati Uniti. A Princeton, presso l&#8217;Institute for Advanced Study, soggiorn\u00f2 sino alla data della sua morte, il 18 aprile del 1955. In una serie numerosissima di scritti, saggi di vario argomento, articoli, interviste, lettere e testi di conferenze si delinea assai chiaramente la figura dell&#8217;uomo Alberto Einstein. Acutissimo senso della libert\u00e0 e della solidariet\u00e0 umana, carattere pensoso e schivo dai gusti semplici di vita, si compiaceva di assumere talvolta comportamenti fortemente anticonformistici ed ironici. Sempre nei suoi scritti od interventi \u00e8 presente un robusto senso del valore morale e del valore veritativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo commemorativo del settantesimo compleanno, il biografo amico Philip Frank racconta di aver un giorno parlato ad Einstein di un giovane fisico che aveva pochissimo successo nel suo lavoro di ricerca. Quest&#8217;uomo affrontava con metodo e tenacia problemi che presentavano enormi difficolt\u00e0; adoperava un&#8217;analisi assai penetrante ma non riusciva ad altro che scoprire difficolt\u00e0 sempre maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22971\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_2.jpg\" alt=\"Einstein_2\" width=\"250\" height=\"155\" \/><\/a>Non era molto considerato dai suoi colleghi. Einstein, secondo quanto racconta Frank, rispose: \u00abAmmiro questo tipo d&#8217;uomo. Ho poca pazienza con quegli scienziati che prendono una tavoletta di legno e, dopo aver guardato dove \u00e8 pi\u00f9 sottile, fanno un gran numero di buchi nei punti dove la perforazione \u00e8 pi\u00f9 agevole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo aneddoto \u00e8 assai importante perch\u00e9, attraverso l&#8217;allegoria della tavoletta, il Nostro riafferma il superiore intento della ricerca del vero (anche se \u00e8 il parziale vero scientifico) su quello dell&#8217;efficientismo, della notoriet\u00e0 acquisita spesso con scelte \u00abocchiute\u00bb anzich\u00e9 veramente \u00abintelligenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto poi al conformismo che misura, per cos\u00ec dire, la valentia di un pensatore dal numero delle opere da lui pubblicate (i molti buchi nella tavoletta), si consideri questo suo pensiero (da un&#8217;intervista sulla libert\u00e0 ed il suo significato): \u00abLo sviluppo della scienza ed in generale delle attivit\u00e0 creative dello spirito richiede ancora un altro genere di libert\u00e0, che pu\u00f2 essere definito come libert\u00e0 interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa libert\u00e0 dello spirito consiste nell&#8217;indipendenza del pensiero dalle limitazioni imposte dai pregiudizi sociali e dall&#8217;autorit\u00e0 ed in genere dalla meccanica routine prodotta dalle abitudini inveterate. Questa libert\u00e0 interiore \u00e8 un raro dono della natura ed un degno obbiettivo per l&#8217;individuo\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_22972\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_Princeton.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-22972\" class=\"wp-image-22972\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_Princeton.jpg\" alt=\"Einstein_Princeton\" width=\"250\" height=\"140\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-22972\" class=\"wp-caption-text\">Einstein a Princeton<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre prendendo spunto dall&#8217;aneddoto citato, \u00e8 interessante porre l&#8217;accento sulla ripugnanza che Einstein nutriva per il comportamento umano permeato dalla competitivita. In un discorso tenuto ad Albany (N.Y.) nel 1936, Einstein stigmatizza tale comportamento. Dopo aver riconosciuto che il desiderio dell&#8217;approvazione e della stima altrui \u00e8 connaturato all&#8217;uomo ed \u00e8 un suo impulso, egli denuncia la sua degenerazione, per il tarlo dell&#8217;egoismo, con inevitabili effetti dannosi per l&#8217;individuo stesso e per la comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto il Nostro aborrisce dalla teorizzazione della competitivita che favorisce il suo diffondersi. \u00abLa teoria di Darwin sulla lotta per l&#8217;esistenza\u00bb egli dice \u00abe sulla selezione ad essa connessa \u00e8 stata da molti assunta come una autorizzazione ad incoraggiare lo spirito di competizione. Alcuni hanno anche tentato in questo modo di provare in maniera pseudoscientifica la necessit\u00e0 di una lotta economica distruttiva nella competizione fra gli individui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo \u00e8 errato, poich\u00e9 l&#8217;uomo deve la sua forza, nella lotta per l&#8217;esistenza, al fatto di essere un animale sociale &#8230; Pertanto ci si dovrebbe guardare dal predicare ai giovani, come scopo della vita, il successo nella sua accezione corrente. Infatti un uomo che ha avuto successo \u00e8 colui che molto riceve dai suoi simili, incomparabilmente di pi\u00f9 di quanto gli sarebbe dovuto per i servigi da lui resi a costoro. Il valore di un uomo, tuttavia, si dovrebbe giudicare da ci\u00f2 che egli da e non da ci\u00f2 che egli riceve\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In et\u00e0 avanzata A. Einstein sent\u00ec in modo assai acuto e quasi doloroso i problemi centrali socio-politici dell&#8217;umanit\u00e0, il problema della pace nel mondo e dell&#8217;avvenire del popolo ebraico. La generosit\u00e0 e la nobilt\u00e0 di questi interventi sono presenti a noi tutti ancora oggi e costituiscono un autentico patrimonio della migliore testimonianza culturale del XX secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein-cover.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22973\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein-cover.png\" alt=\"Einstein cover\" width=\"130\" height=\"200\" \/><\/a>Nella sua vita comunque ricorre una costante riflessione filosofica sulla attivit\u00e0 di scienziato. La convinzione, pi\u00f9 volte presente nei suoi scritti, che la scienza nella sua totalit\u00e0 sia un mistero. E&#8217; sempre in lui vivo il senso della meraviglia, dello stupore nel senso che Platone dava a questa parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro <em>Come <\/em><em>io vedo il mondo, <\/em>pubblicato nel 1929, Einstein scrisse: \u00abLa cosa pi\u00f9 bella che noi possiamo provare \u00e8 il senso del mistero. Essa \u00e8 la sorgente di tutta la vera arte e di tutta la scienza &#8230; Sapere che ci\u00f2 che \u00e8 per noi impenetrabile esiste realmente manifestandosi come la pi\u00f9 alta saggezza e la pi\u00f9 radiosa bellezza che le nostre povere facolt\u00e0 possono comprendere solo nelle forme pi\u00f9 primitive, questa conoscenza, que\u00adsto sentimento \u00e8 il centro della vera religiosit\u00e0\u00bb. E&#8217; soprattutto con questi accenti che desideriamo ricordare la testimonianza di vita dell&#8217;uomo Alberto Einstein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La sua <\/strong><strong>opera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00ab<em>La ricerca e la lotta per la verit\u00e0 e la conoscenza <\/em><em>sono tra le pi\u00f9 alte qualit\u00e0 dell&#8217;uomo\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22974\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti.png\" alt=\"Einstein_appunti\" width=\"250\" height=\"192\" \/><\/a>Nell&#8217;accezione comune l&#8217;attivit\u00e0 dello scienziato \u00e8 collegata con l&#8217;avvenimento della scoperta. Si dice seguendo il senso comune: \u00e8 la scoperta di un nuovo fenomeno naturale ci\u00f2 che contraddistingue quella dello scienziato da altre attivit\u00e0 umane; e tale credenza \u00e8 diffusa anche in vasti ambienti culturali umanistici e letterari. In realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec: la scoperta, an\u00adche se importante momento, non \u00e8 il pi\u00f9 dell&#8217;attivit\u00e0 dello scienziato. Perch\u00e9 la scienza \u00e8 <em>ordine e ricerca di ordine; <\/em>una teoria scientifica generale richiede uno sforzo di immaginazione, un&#8217;intuizione felice ed una potente elaborazione analitica per giungere ad una concezione che consenta di spiegare tutti i fatti naturali noti ed anticipare il pi\u00f9 possibile di quelli ancora ignoti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane A. Einstein forn\u00ec la spiegazione completa dei cosidetti fenomeni browniani, che aveva costituito un enigma per gli scienziati durante quasi ottant&#8217;anni; tra il 1905 ed il 1911 svilupp\u00f2 la <em>teoria dei quanti <\/em>giungendo alla spiegazione dell&#8217;effetto fotoelettrico: questi studi gli procurarono il premio Nobel per la fisica nel 1921.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la grandezza di Einstein consiste soprattutto nella fondazione della teoria della relativit\u00e0 con cui egli ha ordinato e stabilito su salda base la conoscenza attuale del mondo fisico. A riprova di quanto prima affermato su scienza e senso comune ed allo scopo di confronto, si consideri un uomo che ha goduto di grandissima fama, in questo secolo, per la scoperta delle comunicazioni mediante onde radio: Guglielmo Marconi. Se si toglie a questo scienziato l&#8217;invenzione dell&#8217;antenna radio e l&#8217;ostinazione a ritenere non impossibili le comunicazioni per onde che invece sarebbero state veramente tali senza l&#8217;intervento di un fatto (l&#8217;esistenza della ionosfera della Terra) che allora n\u00e9 lui n\u00e9 altri conoscevano, che cosa resta? Assai poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della scienza sono pilastri l&#8217;acquisizione oggettiva dei fatti sperimentali, l&#8217;elaborazione matematica dei modelli interpretativi e la tendenza all&#8217;unit\u00e0 nella sintesi, mediante un grande sforzo razionale, di distinte teorie in una concezione unica pi\u00f9 generale. Ebbene, la grandezza di Einstein rifulge soprattutto in quest&#8217;ultima fase dell&#8217;attivit\u00e0 di scienziato. Nel concepire la teoria della relativit\u00e0 egli \u00e8 stato guidato da un senso estetico e in certo modo anche da un gusto di economia di pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo al primo occorre ricordare che il bello \u00e8 l&#8217;unione di pi\u00f9 veri compresi dalla mente in un concetto; e come Einstein era stato affascinato, sui banchi di scuola, nell&#8217;apprendere l&#8217;intima unione che lega elettricit\u00e0 e magnetismo, cos\u00ec persegu\u00ec da adulto una sintesi, con il suo genio poderoso, dei fenomeni fisici mediante la sua teoria della relativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe dire col Tommaseo: \u00abL&#8217;artista e lo scienziato veri, se, lavorando anche a cosa praticamente utile, apparisce loro in cammino un concetto o un&#8217;immagine rilevante, si fermano a vagheggiarla senza punto considerare qual materiale utilit\u00e0 ne trarranno, anzi certi che son per averne scemamento di lucri e propriamente danni; ma l&#8217;asseguimento della verit\u00e0 e della bellezza \u00e8 ad essi massimo vantaggio e suprema necessit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto al secondo \u00e8 sempre costante in Einstein la convinzione del fine della scienza: <em>l&#8217;unit\u00e0 e la compendiosita dei suoi conte<\/em><em>nuti. <\/em>Mentre le assunzioni di base diventano sempre pi\u00f9 astratte, pi\u00f9 lontane dal cosidetto \u00absenso comune\u00bb, al tempo stesso ci si avvicina alla meta che \u00e8 quella di abbracciare per deduzione logica, <em>con il minimo di ipotesi <\/em><em>e di assiomi, <\/em>il massimo di contenuti empirici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_relativit\u00e0.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22975\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_relativit\u00e0.png\" alt=\"Einstein_relativit\u00e0\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a>Relativit\u00e0 si pu\u00f2 definire, nel modo pi\u00f9 semplice, un insieme fondamentale di concetti, esposto gi\u00e0 dal tempo di Galileo; essa ha subito una trasformazione profonda, soprattutto per opera di Einstein. Ogni fenomeno fisico pu\u00f2 essere studiato e tradotto in una legge (di solito espressa in forma matematica) quando sia stato scelto, in modo arbitrario, un sistema di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio la traiettoria della luna, nel suo moto di rivoluzione attorno alla terra, appare diversa se, per studiarla e descriverla graficamente, scelgo come riferimento \u00abimmobile\u00bb il suolo terrestre, o il centro del sole, o il centro della nostra galassia. Quindi tutti i fenomeni si devono considerare descritti sempre <em>relativamente <\/em>al sistema di riferimento; la relativit\u00e0, in prima e rozza approssimazione, \u00e8 riducibile a quest&#8217;unico concetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tentare una sintesi, il pi\u00f9 possibile essenziale ma anche lineare, delle varie tappe del pensiero relativistico einsteiniano, seguiamo una successione logica di ragionamenti e di annesse definizioni. Due osservatori analizzano il medesimo fenomeno fisico e ne deducono una legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un momento ammettiamo che un osservatore sia immobile nell&#8217;universo (vedremo dopo che ci\u00f2 non ha senso), mentre l&#8217;altro si muove, rispetto al primo, a) con un moto rettilineo uniforme oppure b) con un moto variabile in direzione ed entit\u00e0 in modo qualsiasi. Adottando il moto a) si definisce <em>prin<\/em><em>cipio di relativit\u00e0 galileiana (Dialogo sopra i massimi sistemi, <\/em>Giornata II) il seguente: \u00abPer i due osservatori qualunque fenomeno, scelto nel campo della meccanica, \u00e8 regolato dalla stessa legge\u00bb; sempre adottando il moto a) si definisce <em>principio della relativit\u00e0 ristretta <\/em><em>di Einstein <\/em>il seguente: \u00abPer i due osservatori qualunque fenomeno della fisica (non solo della meccanica) \u00e8 regolato dalla stessa legge\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adottando invece il moto b) si definisce <em>princ\u00ecpio di relativit\u00e0 generale di Einstein <\/em>il seguente: \u00abPer i due osservatori qualunque fenomeno della fisica \u00e8 regolato dalla stessa legge\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Galileo.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22977\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Galileo.png\" alt=\"Galileo\" width=\"157\" height=\"200\" \/><\/a>Esaminiamo ora il principio di relativit\u00e0 galileiano. Nel <em>Dialogo sopra i due massimi si<\/em><em>stemi <\/em>Galileo nota che se uno sperimentatore si trova su una nave, dotata di moto rettilineo ed uniforme, e non dispone di riferimenti esterni, non \u00e8 in grado di stabilire solo con i suoi esperimenti meccanici se la nave \u00e8 ferma o si muove. In parole \u00abtecniche\u00bb moderne si dir\u00e0 che la nave \u00e8 \u00absistema di riferimento inerziale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 ci consente intanto di respingere la provvisoria ipotesi precedente dall&#8217;osservatore immobile. Infatti non potremo mai distinguere con esperienze meccaniche quale sia l&#8217;osservatore fisso e quale l&#8217;osservatore mobile: possiamo soltanto parlare di due osservatori in moto relativo l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si suole introdurre le equazioni di trasformazione di Galileo, qualora si considerino i due osservatori solidali a due terne cartesiane S ed S\u2019, aventi in comune le direzioni degli assi x ed x&#8217; (mentre gli assi y, y&#8217; e z, z&#8217; giacciono sempre sullo stesso piano), in moto relativo, con velocit\u00e0 relativa v costante, l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro (la velocit\u00e0 \u00e8 diretta secondo x, x&#8217;). Con notazione matematica si scriver\u00e0 (equazioni del gruppo di Galileo):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GRUPPO DI GALILEO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">x&#8217;\u00a0 =\u00a0 x \u2014 vt<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">y\u00a0\u00a0 =\u00a0 y<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">z&#8217;\u00a0 =\u00a0 z<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">t&#8217;\u00a0\u00a0 =\u00a0 t<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime tre equazioni esprimono la variazione di posizione per un punto nello spazio quando lo si osservi dall&#8217;uno o dall&#8217;altro dei sistemi di riferimento, che scivolano l&#8217;uno sull&#8217;altro con velocit\u00e0 relativa v; la quarta equazione afferma che il tempo \u00e8 assoluto: su questo ritorneremo pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di esaminare il principio einsteiniano della relativit\u00e0 ristretta \u00e8 bene ricordare <em>la famosa questione dell&#8217;etere. <\/em>L&#8217;esistenza di una sostanza invisibile, impalpabile, che permea l&#8217;intero universo era stata ammessa da molti autori, filosofi o scienziati, nei secoli. Questa ipotetica sostanza aveva essenzialmente il compito di trasmettere, da un punto all&#8217;altro del cosmo, alcune azioni n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come l&#8217;aria trasmette le vibrazioni sonore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo, in un brevissimo excursus, i progressi della fisica da Newton in poi; oltre al trionfale sviluppo della meccanica, proprio del XVIII secolo, l&#8217;indagine fisica si era andata estendendo anche a molti altri fenomeni (ottici, termici, elettrici e magnetici). Appariva sempre pi\u00f9 evidente che i fenomeni si potevano ricondurre a due grandi classi: quelli che riguardavano la materia e quelli relativi alle radiazioni. Nel periodo 1850-1900, allora, l&#8217;esistenza dell&#8217;etere cosmico assurgeva ad importanza essenziale, dal punto di vista teorico, in quanto permetteva di unificare le due classi prima dette: le radiazioni e la loro propagazione sarebbero state strettamente legate alle vibrazioni meccaniche, e quindi materiali, dell&#8217;etere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il 1881 ed 1887 i fisici americani Michelson e Morley con una delicatissima esperienza misero in chiara evidenza la non esistenza dell&#8217;etere ed inoltre pervennero al seguente importantissimo risultato sperimentale: \u00abla velocit\u00e0 della luce \u00e8 identica in tutte le direzioni, indipendentemente dal moto della sorgente e del ricevitore della luce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguenza di questo importantissimo risultato \u00e8 poi anche la falsificazione dell&#8217;esistenza di un osservatore immobile (cio\u00e8 privilegiato), come prima si \u00e8 accennato. Infatti se fosse stato possibile riconoscere l&#8217;esistenza dell&#8217;etere, sarebbe stato agevole definire anche un riferimento assoluto (appunto l&#8217;etere stazionario), cio\u00e8 un sistema assolutamente fisso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22976\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0-300x165.jpg\" alt=\"relativit\u00e0\" width=\"250\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0.jpg 302w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Esaminiamo ora ci\u00f2 che avveniva nel mondo dei ricercatori dei fenomeni magnetici ed elettrici. Il fisico A. Lorentz nell&#8217;ultimo decennio del XIX secolo svilupp\u00f2 una completa teoria dei fenomeni elettrici che culmin\u00f2 in una celebre memoria del 1904 dal titolo \u00abFenomeni elettromagnetici in un sistema che si muove con qualsiasi velocit\u00e0 non raggiungente quella della luce\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo studio Lorentz, notando che le trasformazioni del gruppo di Galileo non lasciavano invariate le equazioni fondamentali dell&#8217;elettromagnetismo di Maxwell, ricerc\u00f2 un nuovo gruppo di trasformazioni che assolvessero questo compito. Egli non raggiunse esattamente l&#8217;obbiettivo che si era prefisso; ma il grande H. Poincar\u00e9, che aveva avviato Lorentz su quella via molto generale, ne fu entusiasta e si affrett\u00f2 a correggere la deficienza formale, che aveva impedito a Lorentz stesso di conseguire l&#8217;esattezza, formulando le definitive equazioni di trasformazione che denomin\u00f2 senz&#8217;altro le <em>trasformazioni di Lorentz.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gruppo-_lorentz0002.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22983\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gruppo-_lorentz0002-300x262.bmp\" alt=\"gruppo _lorentz0002\" width=\"250\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gruppo-_lorentz0002-300x262.bmp 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/gruppo-_lorentz0002-1024x895.bmp 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nIl secondo aggiunge: \u00abLa velocit\u00e0 della luce nello spazio vuoto \u00e8 sempre la stessa, indipendentemente dal moto della sorgente o del ricevitore della luce\u00bb. Il genio di Einstein raduna tutti i descritti risultati, nella prospettiva dei due precedenti principi, in modo tale da rendere la conoscenza del mondo fisico un tutto armonico e semplice.Questa la situazione nel 1905, quando Einstein pubblica la memoria \u00abSulla elettrodinamica dei corpi in movimento\u00bb; in essa \u00e8 contenuta, in veste compendiosa, la relativit\u00e0 ristretta che si fonda sui due seguenti cardini. Il primo, gi\u00e0 visto, si enuncia cos\u00ec: \u00abTutte le leggi della natura sono le stesse in tutti i sistemi di riferimento, in moto rettilineo uniforme gli uni rispetto agli altri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte vi \u00e8 il principio di Galileo, con le relative trasformazioni, valide per l&#8217;invarianza delle leggi meccaniche ma <em>non di quelle elettromagnetiche; <\/em>dall&#8217;altra vi sono le trasformazioni di Lorentz, valide per l&#8217;invarianza delle leggi elettromagnetiche ma <em>non <\/em><em>di quelle meccaniche. <\/em>I due sistemi di equazioni di trasformazione sono incompatibili, se si resta nell&#8217;ambito della fisica classica ed in particolare della meccanica newtoniana; ma allora quale scegliere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le equazioni di Maxwell, che sintetizzano mirabilmente tutti i fenomeni elettromagnetici, sono verificate dall&#8217;esperienza ad un grado di approssimazione assai superiore a quello delle leggi meccaniche. Einstein, nel solco luminosamente tracciato da Galileo, opta per l&#8217;assunzione del gruppo di Lorentz quale gruppo fondamentale (principio einsteiniano della relativit\u00e0 ristretta). Infatti il metodo galileiano ha il suo cardine <em>nell&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;esperienza sensata. <\/em>Ora per\u00f2 Einstein deve affrontare la falsificazione, con relativa correzione, della meccanica newtoniana, sottoponendone i concetti e le conclusioni ad una serrata critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontando i due sistemi di equazione relativi al gruppo di Galileo ed al gruppo di Lorentz, si constata che t = t&#8217; per il primo mentre ci\u00f2 non \u00e8 per il secondo, assunto come fondamentale. Per Galileo e Newton la simultaneit\u00e0 di due eventi \u00e8 verificata qualunque sia il sistema di riferimento adottato: esiste cio\u00e8 <em>un tempo pubblico. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22978\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti-300x105.jpg\" alt=\"Einstein_appunti\" width=\"250\" height=\"88\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Einstein_appunti.jpg 379w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>Per Einstein invece il tempo non \u00e8 indipendente dall&#8217;osservatore ma dipende dal suo moto nello spazio: esiste cio\u00e8 <em>un tempo privato. <\/em>La definizione di massa inoltre pu\u00f2 essere modificata in maniera opportuna: invece della massa costante della teoria newtoniana, Einstein propone una massa che varia al variare della velocit\u00e0, essendo questa correzione piccola se la velocit\u00e0 \u00e8 assai minore di quella della luce e non varia sensibilmente in un dato sistema di riferimento. Notando poi che l&#8217;energia cinetica \u00e8 proporzionale alla massa, Einstein intuisce una relazione tra massa ed energia e, sulla base di altre considerazioni, perviene a formulare l&#8217;equazione notissima:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Energia = Massa x (Velocit\u00e0 della luce)<sup>2<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; importantissimo- osservare come i precedenti notevoli risultati siano stati teoricamente mirabilmente dedotti dal genio di Einstein. Oggigiorno, sulla base di una estesissima quantit\u00e0 di esperienze, possiamo a buon diritto affermare quanto felici siano state le intuizioni e le scelte einsteiniane e quanto esatte le correzioni apportate alla meccanica classica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riflettere ancora sui precedenti risultati ci consente di comprendere a fondo il riordinamento e la successiva sintesi profonda operata da Einstein, mediante la relativit\u00e0 generale dal 1916 in poi. Sintetizziamo le conseguenze della relativit\u00e0 ristretta:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) non sono separatamente assoluti n\u00e9 lo spazio n\u00e9 il tempo, perch\u00e9 passando da un osservatore inerziale ad un altro varia la distanza tra due punti dello spazio geometrico tridimensionale (contrazione relativistica della lunghezza) e varia la durata di un fenomeno (dilatazione relativistica dei tempi); \u00e8 invece assoluta la propagazione della luce e si assumono fondamentali le trasformazioni di Lorentz;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) le leggi della meccanica classica devono essere modificate in modo da renderle invarianti rispetto a tali trasformazioni di Lorentz (rispetto alle quali le leggi di Maxwell sono gi\u00e0 invarianti);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) se due eventi coincidenti nel luogo, sono contemporanei rispetto ad un osservatore, non lo sono rispetto ad un altro in moto inerziale rispetto al primo <em>(criti<\/em><em>ca relativistica del concetto di contemporaneit\u00e0 tra due eventi). <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tiriamo ora un&#8217;altra conseguenza di quanto detto prima. Un osservatore inerziale, solidale al suo sistema, si vale delle sue coordinate spaziali x, y, z e del suo tempo t, come anche un secondo osservatore inerziale, in moto uniforme e rettilineo rispetto al primo, si vale delle sue coordinate x&#8217;, y&#8217;, z&#8217; e del suo tempo t&#8217;. Grazie all&#8217;invarianza della propagazione della luce \u00e8 facile dimostrare che la quantit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22984 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula-300x47.bmp\" alt=\"formula\" width=\"300\" height=\"47\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula-300x47.bmp 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/formula-1024x161.bmp 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 invariante nel passaggio tra un osservatore e l\u2019altro (essendo c = velocit\u00e0 della luce e x y z t, x<sub>2<\/sub> y<sub>2<\/sub> z<sub>2<\/sub>1<sub>2<\/sub> due punti-eventi). Una interpretazione del 1908, avanzata dal matematico Minkowsky, proponeva la concezione di un iperspazio continuo quadridimensionale astratto, detto cronotopo, in cui ogni punto, o meglio punto-evento, \u00e8 individuato dalle tre coordinate spaziali e dalla coordinata temporale t e la metrica (cio\u00e8 il modo di misurare le distanze) \u00e8 del tipo di quella indicata dalla formula precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante osservare che Minkowsky si era forse ispirato ad una proposizione della <em>Protologia <\/em>del filosofo italiano V. Gioberti, che vale la pena di riportare qui: \u00abII cronotopo \u00e8 immenso ed eterno, senza divisione e moltiplicazione, immagine della immensit\u00e0 ed eternit\u00e0 divina. Istante e punto sono tutt&#8217;uno: ci\u00f2 dimostra la unit\u00e0 del cronotopo, la cui sintesi di spazio e di tempo, \u00e8 nel moto &#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come l&#8217;uomo trae dall&#8217;intuito dello spazio e del tempo la matematica, cos\u00ec Dio ne trae il mondo. La costruzione matematica \u00e8 la pi\u00f9 viva immagine della creazione divina. La realt\u00e0 del cronotopo non \u00e8 gi\u00e0 subiettiva e umana come vuole Kant, ma obiettiva e divina\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Einstein accetta questa concezione di Minkowsky per fondare la sua relativit\u00e0 generale sul seguente principio: <em>tutti i sistemi di riferi<\/em><em>mento devono essere equivalenti per la formulazione delle leggi fisiche. <\/em>Sulla base delle precedenti considerazioni Einstein formula una teoria secondo la quale tutte le interazioni gravitazionali sono interpretate come il risultato della curvatura del cronotopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli ricorre dal punto di vista analitico ai tensori ed al calcolo differenziale assoluto, il cui studio era stato iniziato e continuato principalmente dai matematici italiani (Ricci, Curbastro e Levi-Civita) proprio all&#8217;inizio del secolo. La teoria della relativit\u00e0 generale viene esplicitata in forma di un sistema di dieci equazioni differenziali del secondo ordine, la cui soluzione \u00e8 in generale molto complessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0_generale.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22979 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0_generale.png\" alt=\"relativit\u00e0_generale\" width=\"251\" height=\"201\" \/><\/a>Era da prevedere, dal 1916 in poi, nel mondo scientifico internazionale, una grande attesa per le eventuali conferme sperimentali di questa affascinante e complessa teoria. Esse non tardarono a giungere, anche se restarono solo tre per lunghi anni (sino praticamente agli anni cinquanta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>prima prova <\/em>\u00e8 Io spostamento secolare del perielio di Mercurio; gli astronomi avevano osservato che l&#8217;elisse, che costituisce l&#8217;orbita di Mercurio, non rimane stazionaria ma ruota lentamente spostando il suo asse maggiore (e quindi il suo perielio) di un piccolissimo angolo nel corso di ogni rivoluzione. Considerato per un intervallo di cento anni detto spostamento angolare (chiamato perci\u00f2 secolare) ammonta a 43&#8243; di arco. Non era stata avanzata alcuna spiegazione plausibile, nell&#8217;ambito della meccanica celeste classica, a detta anomalia di moto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base della relativit\u00e0 generale Einstein giustifica esattamente questa anomalia e fornisce una spiegazione che consente di calcolare tale spostamento angolare proprio intorno ai 43 secondi d&#8217;arco. La <em>seconda prova <\/em>\u00e8 la flessione dei raggi luminosi in un campo gravitazionale. La teoria della relativit\u00e0 generale consente di prevedere che i raggi della luce debbano incurvarsi quando attraversano un campo gravitazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le osservazioni astronomiche hanno abbondamente confermato \u2014 durante le eclissi totale di sole in cui \u00e8 possibile effettuare questo rilievo sperimentale \u2014 che i raggi di luce provenienti da una stella, quando passano vicini al sole, vengono deviati di un piccolo angolo. L&#8217;entit\u00e0 di questo angolo di deflessione corrisponde a quello previsto dal calcolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>terza prova <\/em>\u00e8 lo spostamento delle righe spettrali verso il rosso, sempre in campo gravitazionale. In altre parole un&#8217;onda elettromagnetica cambia frequenza in conseguenza del campo gravitazionale in cui si trova. Pertanto le righe spettrali, che appaiono negli spettri del sole e delle stelle, paragonate a quelle analoghe ottenute nei laboratori di chimica, risultano spostate verso il rosso, a causa del campo gravitazionale. A questo effetto si \u00e8 data razionale spiegazione con la teoria della relativit\u00e0 generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli anni cinquanta le verifiche sperimentali si moltiplicarono sicch\u00e9 fisici ed astronomi si familiarizzarono con la relativit\u00e0 generale, sia nelle ricerche concernenti il microcosmo sia in quelle riguardanti il macrocosmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per lunghi anni, praticamente sino alla morte nel 1955, Einstein tent\u00f2 una sintesi ancor pi\u00f9 poderosa di quella della relativit\u00e0 generale: <em>la teoria unificata dei campi <\/em>(ossia quello gravitazionale e quello elettromagnetico). Obiettivo di questa teoria generale era quello di unificare, su una comune base geometrica, i due campi precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Einstein non riusc\u00ec a completare questa sintesi prima del 1955; con le conoscenze di oggi peraltro tale sintesi sarebbe stata giudicata parziale. Dovrebbero essere introdotti infatti in essa i campi mesonici, iperonici e quant&#8217;altri provengono dallo studio della meccanica quantlstica ed ondulatoria. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 conta, in quest&#8217;ultima fase dell&#8217;opera einsteiniana, \u00e8 l&#8217;incrollabile certezza che la conoscenza del mondo fisico, pur nella sua immensa complessit\u00e0, sia riconducibile ad eleganti concezioni il pi\u00f9 possibile unitarie e razionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_____________________________________________________________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sul concetto di simultaneit\u00e0 (1917)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le nostre considerazi9oni sono state finora svolte rispetto ad un particolare corpo di riferimento, a cui abbiamo dato il nome di \u00abbanchina ferroviaria\u00bb. Supponiamo che un treno molto lungo viaggi sulle rotaie con velocit\u00e0 costante V e nella direzione indicata dalla figura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/critica_Einstein.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22965\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/critica_Einstein.png\" alt=\"critica_Einstein\" width=\"350\" height=\"84\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone che viaggiano su questo treno useranno vantaggiosamente il treno come corpo di riferimento rigido (sistema di coordinate); esse considerano tutti gli eventi in riferimento al treno. Ogno evento poi che ha luogo lungo lalinea ferroviaria ha pure luogo in un determinato punto del treno. Anche la definizione di simultaneit\u00e0 pu\u00f2 venir data rispetto al treno nello stesso preciso modo in cui viene data rispetto alla banchina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora per\u00f2 si presenta, come conseguenza naturale, la seguente domanda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due eventi (ad esempio i due colpi di fulmine A e B), che sono simultanei rispetto alla banchina ferroviaria, saranno tali anche rispetto al treno?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mostreremo subito che la risposta deve essere negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allorch\u00e9 diciamo che i colpi di fulmine A e B sono simultanei rispetto alla banchina, intendiamo: i raggi di luce provenienti dai punti A e B dove cade il fulmine si incontrano l&#8217;uno con l&#8217;al\u00adtro nel punto medio M dell&#8217;intervallo A\u00a0&#8212;&#8211; &gt;B della banchina. Ma gli eventi A e B corrispondono anche alle posizioni A e B sul treno. Sia il punto M il punto medio dell&#8217;intervallo A&#8212;-&gt;\u00a0\u00a0B sul treno In moto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio quando si verificano i bagliori del fulmine, questo punto M&#8217; coincide naturalmente con il punto M, ma esso si muove verso la destra del diagramma con la velocit\u00e0 V del treno. Se un osservatore seduto in treno nella posizione M&#8217; non possedesse questa velocit\u00e0, allora egli rimarebbe permanentemente in M e i raggi di luce emessi dai bagliori del fulmine A e B lo raggiungerebbero simultaneamente, vale a dire si incontrerebbero proprie dove egli \u00e8 situato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia nella realt\u00e0 (considerata con riferimento alla banchina\u00a0 ferroviaria) egli si muove rapidamente verso il raggio di luce che proviene da B, mentre corre davanti al raggio di luce che proviene da A. pertanto l\u2019osservatore vedr\u00e0 il raggio di luce emesso da B prima di vedere quello emesso da A. Gli osservatori che assumono il tremo come loro corpo di riferimento debbono perci\u00f2 giungere\u00a0 alla conclusione che il lampo di luce B ha avuto luogo prima del lampo di luce A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perveniamo cos\u00ec al seguente importante risultato: Gli eventi che sopno simultanei rispetto alla banchina non sono simultanei rispetto al treno e viceversa (relativit\u00e0 della simultaneit\u00e0). Ogni corpo di riferimento (sistema di coordinate) ha il suo proprio tempo particolare; una attribuzione di tempo \u00e8 fornita di significato solo quando ci venga detto a quale corpo di riferimento tale attribuzione si riferisce<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">__________________________________________________________________________<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"558\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sui fini dell&#8217;uomo (1931)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026ciascun uomo \u00e8 determinato nel suo sforzo e guidato nei suoi giudizi da determinati ideali. In questo senso io non ho mai guardato all&#8217;agiatezza <em>e <\/em>alla felicit\u00e0 come a fini assoluti (un ideale etico, questo, peculiare ai porci). Gli ideali che hanno illuminato il mio cammino e che in molte occasioni mi hanno dato nuovo coraggio per far fronte serenamente alla vita, sono stati la bont\u00e0, la bellezza e la verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza la coscienza di essere in armonia con coloro che partecipano delle mie convinzioni, senza l&#8217;ansia verso una meta, sempre irraggiungibile, nel campo dell&#8217;arte e della ricerca scientifica, la vita mi sarebbe parsa vuota. Le mete banali verso le quali l&#8217;umanit\u00e0 indirizza i suoi sforzi: il possesso materiale, il successo esterno, il lusso, mi sono sempre apparse spregevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sui problemi sociali (1931)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">II mio ideale politico \u00e8 la democrazia. Ciascuno deve essere rispettato come individuo e nessuno deve essere idolatrato. E&#8217; una ironia della sorte che io sia divenuto per i miei contemporanei l&#8217;oggetto d\u00ec un&#8217;eccessiva ammirazione e venerazione, senza colpa n\u00e9 merito da parte mia. Ci\u00f2 pu\u00f2 forse spiegarsi col desiderio, irrealizzabile per molti, di comprendere quelle poche idee cui, grazie alle mie deboli forze, sono pervenuto nel corso di una lotta incessante, lo sono convinto che per assicurare la riuscita di una qualsiasi impresa \u00e8 indispensabile che un solo individuo pensi, diriga e porti la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma coloro che vengono governati non devono essere forzati, essi devono poter scegliere chi li dirige. Un sistema coercitivo autocratico non pu\u00f2, a mio avviso, che degenerare in breve tempo. La forza, infatti, attira sempre gli uomini di scarsa moralit\u00e0 e io sono ugualmente convinto che i tiranni geniali hanno sempre come successori dei piccoli furfanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong>Per il 60 compleanno di Max Plank (1918)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>Quale variet\u00e0 di stili presenta il tempio della scienza! E come diversi sono gli uomini che lo frequentano e diverse le ragioni che ve li hanno condotti! Non pochi si dedicano alla scienza per il gusto d\u00ec mettere alla prova le proprie superiori capacit\u00e0 intellettuali; per costoro la scienza assomiglia allo sport preferito che permette di vivere una vita intensa e soddisfa le proprie ambizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ve ne sono poi molti che offrono il prodotto del proprio cervello sull&#8217;altare della scienza per motivi puramente utilitari. Basterebbe che un angelo divino cacciasse dal tempio gli uomini di queste due categorie e l&#8217;edificio rimarrebbe vuoto in modo inquietante, se non vi restassero ancora alcuni uomini del passato e del presente: a questa minoranza appartiene il nostro Planck, ed \u00e8 per questa ragione che noi io amiamo<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>La sua <\/strong><strong>eredit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00ab<em>La verit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che resiste <\/em><em>alla prova dell&#8217;esperienza<\/em>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre distinguere tra eredit\u00e0 in campo scientifico nel senso proprio e nel campo del pensiero in generale. Per quanto riguarda il pensiero scientifico \u00e8 ormai accettato da tutti che la scienza dell&#8217;universo nel suo insieme, ossia <em>la cosmologia contemporanea, <\/em>si basa su modelli teorici che derivano dalla relativit\u00e0 generale di Einstein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 affermare anzi che la cosmologia \u00e8 entrata storicamente nella sua \u00abfase galileiana\u00bb (per stabilire una analogia con la fisica nell&#8217;accezione storica consueta) proprio tra il 1920 ed il 1930, ossia quando hanno cominciato a svilupparsi ed a diffon\u00addersi i modelli teorici einsteiniani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quella data ad oggi abbiamo assistito ad una rigogliosissima crescita di conoscenze teoriche e di interpretazioni che sono state confermate (ed alcune anche smentite) dalla grande massa di dati empirici posti a disposizione da un imponente sviluppo di mezzi tecnici. La cosmologia \u00e8 oggi un&#8217;affascinante ed elegantissima branca del sapere ed il padre teorico \u00e8 senz&#8217;altro Albert Einstein.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 poi la questione delle teorie unitarie; anche se la teoria unitaria einsteiniana del 1953 \u00e8 stata criticata in quanto incompleta, essa \u00e8 indiscutibilmente una pietra miliare di partenza: i ricercatori di oggi e di domani non possono e non potranno evitare di cimentarsi in questo assai arduo problema, che ormai \u00e8 stato posto sul tappeto per sempre dal Nostro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In senso pi\u00f9 largo e profondo, la revisione critica einsteiniana della scienza ha notevoli conseguenze gnoseologiche. La vecchia scienza, sia fisica, sia matematica, faceva spesso appellato all&#8217;evidenza intuitiva, o sensibile, o razionale, per la fondazione dei suoi princ\u00ecpi, ai quali si attribuiva perci\u00f2 un indubitabile valore oggettivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, si ammetteva senz&#8217;altro che un corpo potesse muoversi nello spazio, conservando inalterata la sua forma e grandezza. Era l&#8217;abitudine della grossolana percezione dei corpi e della loro grossolana misura, a principio e fine del movimento, che forniva l&#8217;apparenza di questa rigidit\u00e0, su cui si modellavano\u00a0 le figure dei solidi geometrici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno sospettava che vi potessero essere alterazioni piccolissime delle lunghezze e che l&#8217;unit\u00e0 di misura potesse subire anch&#8217;essa variazioni proporzionali in modo tale che il rapporto delle grandezze rimanesse in apparenza costante. Cos\u00ec come non vi \u00e8 spazio assoluto, non vi \u00e8 neanche il tempo assoluto, che \u00e8, in fondo, il tempo della nostra coscienza esteso a tutto l&#8217;universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Einstein ci ha fatto toccare con mano che la misura del tempo varia secondo il soggetto e la sua concreta situazione. <em>Soprattutto \u00e8 falsa la <\/em><em>divisione di spazio e di tempo come due forme <\/em><em>indipendenti l&#8217;una dall&#8217;altra. <\/em>Lo spazio ed il tempo <em>sono fusi <\/em>(non confusi) <em>nel cronotopo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22980 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/relativit\u00e0_2.jpg\" alt=\"relativit\u00e0_2\" width=\"293\" height=\"172\" \/><\/a>La teoria di Einstein esclude la visione kantiana secondo cui tempo e spazio sono concetti o intuizioni a priori. La gnoseologia come capitolo di certa filosofia moderna (cio\u00e8 a partire dal XVII secolo) deve fare un po&#8217; i conti con la relativit\u00e0; a meno di far rientrare la gnoseologia nel \u00abcorpus\u00bb della filosofia perenne e rimediare cos\u00ec ad uno dei grandi errori degli ultimi secoli (ma questo discorso \u00e8 assai lungo e complesso).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per terminare, cos\u00ec come si era iniziato, l&#8217;inserto sull&#8217;uomo Alberto Einstein, \u00e8 bello anche concludere in questo modo. Si \u00e8 parlato, secondo varie prospettive della geometrizzazione eccessiva einsteiniana e della sua rigida visione cosmica necessitante. Si \u00e8 voluto ricollegarla con le vedute del giovane Piatone \u00ab&#8230;Dio geometrizza eternamente &#8230;\u00bb e, in verit\u00e0, alcune sue citazioni estimative di Spinoza sembrerebbero confermarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma d&#8217;altra parte le appassionate affermazioni di adesione alle tre forme dell&#8217;essere (il vero, il buono, il bello), che si trovano disseminate in alcuni suoi scritti, ci consentono forse di sperare in un&#8217;ultima evoluzione della visione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; allora bello pensare che Einstein, nella quiete delle sue giornate di Princeton, abbia intuito, oltre al Dio che geometrizza eternamente, anche il Dio della Tradizione dei suoi antenati, il Dio che \u00e8 l&#8217;Eterno e che dall&#8217;eterno ci ama<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A EINSTEIN, <em>Relativit\u00e0,<\/em> Boringhieri \u2013 1960 (Esposizione divulgativa)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A EINSTEIN e INFELD, <em>L\u2019evoluzione della fisica<\/em>, Boringhieri \u2013 1960<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A EINSTEIN, <em>Come io vedo il mondo<\/em>, Giachini \u2013 1955<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">M BORN, <em>La sintesi einsteniana<\/em>, Boringhieri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A EINSTEIN, M BORN, <em>Scienza e Vita, Lettere, 1916-1955<\/em>, Einaudi \u2013 1973<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">J MERLEAU \u2013 PONTY, <em>Le\u00e7on sur la gen\u00e9se des th\u00e9orie physiques<\/em>, Vrin \u2013 1974<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R RESNIK, <em>Introduzione alla relativit\u00e0 ristretta<\/em>, Ambrosiana \u2013 1979<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Autori vari, <em>50 anni di relativit\u00e0,<\/em> Sansoni, Guiuntini \u2013 1955<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">G ARCIDIACONO, Relativit\u00e0 ed esistenza, Ed. Studium Christi &#8211; 197<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strumenti culturali di Litterae Communionis n.8 \u00a0I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI \u00abla cosa pi\u00f9 bella che possiamo provare \u00e8 il senso del mistero. 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