{"id":2283,"date":"2006-10-20T09:17:40","date_gmt":"2006-10-20T07:17:40","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-21T17:07:02","modified_gmt":"2016-06-21T15:07:02","slug":"il-discorso-del-papa-a-verona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-discorso-del-papa-a-verona\/","title":{"rendered":"Il discorso del Papa a Verona"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35236\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/BenedettoXVI_Verona.jpg\" alt=\"BenedettoXVI_Verona\" width=\"240\" height=\"177\" \/>da <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/\" target=\"_blank\"><strong>www.vatican.va<\/strong><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">VISITA PASTORALE DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI A VERONA\u00a0IN OCCASIONE DEL<br \/>\nIV CONVEGNO NAZIONALE DELLA CHIESA ITALIANA<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI<br \/>\nAI PARTECIPANTI AL CONVEGNO<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fiera di Verona Gioved\u00ec, 19 ottobre 2006<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div><em>Cari fratelli e sorelle!<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi rallegro di essere con voi oggi, in questa tanto bella e storica citt\u00e0 di Verona, per prendere parte attivamente al IV Convegno nazionale della Chiesa in Italia. Porgo a tutti e a ciascuno il pi\u00f9 cordiale saluto nel Signore. Ringrazio il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale, e la Dottoressa Giovanna Ghirlanda, rappresentante della Diocesi di Verona, per le gentili parole di accoglienza che mi hanno rivolto a nome di voi tutti e per le notizie che mi hanno dato sullo svolgimento del Convegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringrazio il Cardinale Dionigi Tettamanzi, Presidente del Comitato preparatorio, e quanti hanno lavorato per la sua realizzazione. Ringrazio di cuore ognuno di voi, che rappresentate qui, in felice armonia, le varie componenti della Chiesa in Italia: il Vescovo di Verona, Mons. Flavio Roberto Carraro, che ci ospita, i Vescovi qui convenuti, i sacerdoti e i diaconi, i religiosi e le religiose, e voi fedeli laici, uomini e donne, che date voce alle molteplici realt\u00e0 del laicato cattolico in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo IV Convegno nazionale \u00e8 una nuova tappa del cammino di attuazione del Vaticano II, che la Chiesa italiana ha intrapreso fin dagli anni immediatamente successivi al grande Concilio: un cammino di comunione anzitutto con Dio Padre e con il suo Figlio Ges\u00f9 Cristo nello Spirito Santo e quindi di comunione tra noi, nell\u2019unit\u00e0 dell\u2019unico Corpo di Cristo (cfr <em>1Gv<\/em> 1,3; <em>1Cor<\/em> 12,12-13); un cammino proteso all\u2019evangelizzazione, per mantenere viva e salda la fede nel popolo italiano; una tenace testimonianza, dunque, di amore per l\u2019Italia e di operosa sollecitudine per il bene dei suoi figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo cammino la Chiesa in Italia lo ha percorso in stretta e costante unione con il Successore di Pietro: mi \u00e8 grato ricordare con voi i Servi di Dio Paolo VI, che volle il I Convegno nell\u2019ormai lontano 1976, e Giovanni Paolo II, con i suoi fondamentali interventi ai Convegni di Loreto e di Palermo, che hanno rafforzato nella Chiesa italiana la fiducia di poter operare affinch\u00e9 la fede in Ges\u00f9 Cristo continui ad offrire, anche agli uomini e alle donne del nostro tempo, il senso e l\u2019orientamento dell\u2019esistenza ed abbia cos\u00ec &#8220;un ruolo-guida e un\u2019efficacia trainante&#8221; nel cammino della Nazione verso il suo futuro (cfr Discorso al Convegno di Loreto, 11 aprile 1985, n. 7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Signore risorto e la sua Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso spirito sono venuto oggi a Verona, per pregare il Signore con voi, condividere \u2013 sia pure brevemente \u2013 il vostro lavoro di queste giornate e proporvi una mia riflessione su quel che appare davvero importante per la presenza cristiana in Italia. Avete compiuto una scelta assai felice ponendo Ges\u00f9 Cristo risorto al centro dell\u2019attenzione del Convegno e di tutta la vita e la testimonianza della Chiesa in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risurrezione di Cristo \u00e8 un fatto avvenuto nella storia, di cui gli Apostoli sono stati testimoni e non certo creatori. Nello stesso tempo essa non \u00e8 affatto un semplice ritorno alla nostra vita terrena; \u00e8 invece la pi\u00f9 grande &#8220;mutazione&#8221; mai accaduta, il &#8220;salto&#8221; decisivo verso una dimensione di vita profondamente nuova, l\u2019ingresso in un ordine decisamente diverso, che riguarda anzitutto Ges\u00f9 di Nazareth, ma con Lui anche noi, tutta la famiglia umana, la storia e l\u2019intero universo: per questo la risurrezione di Cristo \u00e8 il centro della predicazione e della testimonianza cristiana, dall\u2019inizio e fino alla fine dei tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un grande mistero, certamente, il mistero della nostra salvezza, che trova nella risurrezione del Verbo incarnato il suo compimento e insieme l\u2019anticipazione e il pegno della nostra speranza. Ma la cifra di questo mistero \u00e8 l\u2019amore e soltanto nella logica dell\u2019amore esso pu\u00f2 essere accostato e in qualche modo compreso: Ges\u00f9 Cristo risorge dai morti perch\u00e9 tutto il suo essere \u00e8 perfetta e intima unione con Dio, che \u00e8 l\u2019amore davvero pi\u00f9 forte della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli era una cosa sola con la Vita indistruttibile e pertanto poteva donare la propria vita lasciandosi uccidere, ma non poteva soccombere definitivamente alla morte: in concreto nell\u2019Ultima Cena egli ha anticipato e accettato per amore la propria morte in croce, trasformandola cos\u00ec nel dono di s\u00e9, quel dono che ci d\u00e0 la vita, ci libera e ci salva. La sua risurrezione \u00e8 stata dunque come un\u2019esplosione di luce, un\u2019esplosione dell\u2019amore che scioglie le catene del peccato e della morte. Essa ha inaugurato una nuova dimensione della vita e della realt\u00e0, dalla quale emerge un mondo nuovo, che penetra continuamente nel nostro mondo, lo trasforma e lo attira a s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 avviene concretamente attraverso la vita e la testimonianza della Chiesa; anzi, la Chiesa stessa costituisce la primizia di questa trasformazione, che \u00e8 opera di Dio e non nostra. Essa giunge a noi mediante la fede e il sacramento del Battesimo, che \u00e8 realmente morte e risurrezione, rinascita, trasformazione in una vita nuova. E\u2019 ci\u00f2 che rileva San Paolo nella Lettera ai Galati: &#8220;Non sono pi\u00f9 io che vivo, ma Cristo vive in me&#8221; (2,20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stata cambiata cos\u00ec la mia identit\u00e0 essenziale e io continuo ad esistere soltanto in questo cambiamento. Il mio proprio io mi viene tolto e viene inserito in un nuovo soggetto pi\u00f9 grande, nel quale il mio io c\u2019\u00e8 di nuovo, ma trasformato, purificato, &#8220;aperto&#8221; mediante l\u2019inserimento nell\u2019altro, nel quale acquista il suo nuovo spazio di esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diventiamo cos\u00ec &#8220;uno in Cristo&#8221; (<em>Gal<\/em> 3,28), un unico soggetto nuovo, e il nostro io viene liberato dal suo isolamento. &#8220;Io, ma non pi\u00f9 io&#8221;: \u00e8 questa la formula dell\u2019esistenza cristiana fondata nel Battesimo, la formula della risurrezione dentro al tempo, la formula della &#8220;novit\u00e0&#8221; cristiana chiamata a trasformare il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui sta la nostra gioia pasquale. La nostra vocazione e il nostro compito di cristiani consistono nel cooperare perch\u00e9 giunga a compimento effettivo, nella realt\u00e0 quotidiana della nostra vita, ci\u00f2 che lo Spirito Santo ha intrapreso in noi col Battesimo: siamo chiamati infatti a divenire donne e uomini nuovi, per poter essere veri testimoni del Risorto e in tal modo portatori della gioia e della speranza cristiana nel mondo, in concreto, in quella comunit\u00e0 di uomini entro la quale viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il servizio della Chiesa in Italia alla Nazione, all\u2019Europa e al mondo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia di oggi si presenta a noi come un terreno profondamente bisognoso e al contempo molto favorevole per una tale testimonianza. Profondamente bisognoso, perch\u00e9 partecipa di quella cultura che predomina in Occidente e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un nuovo costume di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne deriva una nuova ondata di illuminismo e di laicismo, per la quale sarebbe razionalmente valido soltanto ci\u00f2 che \u00e8 sperimentabile e calcolabile, mentre sul piano della prassi la libert\u00e0 individuale viene eretta a valore fondamentale al quale tutti gli altri dovrebbero sottostare. Cos\u00ec Dio rimane escluso dalla cultura e dalla vita pubblica, e la fede in Lui diventa pi\u00f9 difficile, anche perch\u00e9 viviamo in un mondo che si presenta quasi sempre come opera nostra, nel quale, per cos\u00ec dire, Dio non compare pi\u00f9 direttamente, sembra divenuto superfluo ed estraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In stretto rapporto con tutto questo, ha luogo una radicale riduzione dell\u2019uomo, considerato un semplice prodotto della natura, come tale non realmente libero e di per s\u00e9 suscettibile di essere trattato come ogni altro animale. Si ha cos\u00ec un autentico capovolgimento del punto di partenza di questa cultura, che era una rivendicazione della centralit\u00e0 dell\u2019uomo e della sua libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella medesima linea, l\u2019etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell\u2019utilitarismo, con l\u2019esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso. Non \u00e8 difficile vedere come questo tipo di cultura rappresenti un taglio radicale e profondo non solo con il cristianesimo ma pi\u00f9 in generale con le tradizioni religiose e morali dell\u2019umanit\u00e0: non sia quindi in grado di instaurare un vero dialogo con le altre culture, nelle quali la dimensione religiosa \u00e8 fortemente presente, oltre a non poter rispondere alle domande fondamentali sul senso e sulla direzione della nostra vita. Perci\u00f2 questa cultura \u00e8 contrassegnata da una profonda carenza, ma anche da un grande e inutilmente nascosto bisogno di speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia per\u00f2, come accennavo, costituisce al tempo stesso un terreno assai favorevole per la testimonianza cristiana. La Chiesa, infatti, qui \u00e8 una realt\u00e0 molto viva, che conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni et\u00e0 e condizione. Le tradizioni cristiane sono spesso ancora radicate e continuano a produrre frutti, mentre \u00e8 in atto un grande sforzo di evangelizzazione e catechesi, rivolto in particolare alle nuove generazioni, ma ormai sempre pi\u00f9 anche alle famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 inoltre sentita con crescente chiarezza l\u2019insufficienza di una razionalit\u00e0 chiusa in se stessa e di un\u2019etica troppo individualista: in concreto, si avverte la gravit\u00e0 del rischio di staccarsi dalle radici cristiane della nostra civilt\u00e0. Questa sensazione, che \u00e8 diffusa nel popolo italiano, viene formulata espressamente e con forza da parte di molti e importanti uomini di cultura, anche tra coloro che non condividono o almeno non praticano la nostra fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa e i cattolici italiani sono dunque chiamati a cogliere questa grande opportunit\u00e0, e anzitutto ad esserne consapevoli. Il nostro atteggiamento non dovr\u00e0 mai essere, pertanto, quello di un rinunciatario ripiegamento su noi stessi: occorre invece mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tocca a noi infatti \u2013 non con le nostre povere risorse, ma con la forza che viene dallo Spirito Santo \u2013 dare risposte positive e convincenti alle attese e agli interrogativi della nostra gente: se sapremo farlo, la Chiesa in Italia render\u00e0 un grande servizio non solo a questa Nazione, ma anche all\u2019Europa e al mondo, perch\u00e9 \u00e8 presente ovunque l\u2019insidia del secolarismo e altrettanto universale \u00e8 la necessit\u00e0 di una fede vissuta in rapporto alle sfide del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rendere visibile il grande &#8220;s\u00ec&#8221; della fede<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle, dobbiamo ora domandarci come, e su quali basi, adempiere un simile compito. In questo Convegno avete ritenuto, giustamente, che sia indispensabile dare alla testimonianza cristiana contenuti concreti e praticabili, esaminando come essa possa attuarsi e svilupparsi in ciascuno di quei grandi ambiti nei quali si articola l\u2019esperienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saremo aiutati, cos\u00ec, a non perdere di vista nella nostra azione pastorale il collegamento tra la fede e la vita quotidiana, tra la proposta del Vangelo e quelle preoccupazioni e aspirazioni che stanno pi\u00f9 a cuore alla gente. In questi giorni avete riflettuto perci\u00f2 sulla vita affettiva e sulla famiglia, sul lavoro e sulla festa, sull\u2019educazione e la cultura, sulle condizioni di povert\u00e0 e di malattia, sui doveri e le responsabilit\u00e0 della vita sociale e politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per parte mia vorrei sottolineare come, attraverso questa multiforme testimonianza, debba emergere soprattutto quel grande &#8220;s\u00ec&#8221; che in Ges\u00f9 Cristo Dio ha detto all\u2019uomo e alla sua vita, all\u2019amore umano, alla nostra libert\u00e0 e alla nostra intelligenza; come, pertanto, la fede nel Dio dal volto umano porti la gioia nel mondo. Il cristianesimo \u00e8 infatti aperto a tutto ci\u00f2 che di giusto, vero e puro vi \u00e8 nelle culture e nelle civilt\u00e0, a ci\u00f2 che allieta, consola e fortifica la nostra esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">San Paolo nella Lettera ai Filippesi ha scritto: &#8220;Tutto quello che \u00e8 vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che \u00e8 virt\u00f9 e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri&#8221; (4,8). I discepoli di Cristo riconoscono pertanto e accolgono volentieri gli autentici valori della cultura del nostro tempo, come la conoscenza scientifica e lo sviluppo tecnologico, i diritti dell\u2019uomo, la libert\u00e0 religiosa, la democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ignorano e non sottovalutano per\u00f2 quella pericolosa fragilit\u00e0 della natura umana che \u00e8 una minaccia per il cammino dell\u2019uomo in ogni contesto storico; in particolare, non trascurano le tensioni interiori e le contraddizioni della nostra epoca. Perci\u00f2 l\u2019opera di evangelizzazione non \u00e8 mai un semplice adattarsi alle culture, ma \u00e8 sempre anche una purificazione, un taglio coraggioso che diviene maturazione e risanamento, un\u2019apertura che consente di nascere a quella &#8220;creatura nuova&#8221; (<em>2Cor<\/em> 5,17; <em>Gal<\/em> 6,15) che \u00e8 il frutto dello Spirito Santo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho scritto nell\u2019Enciclica <em>Deus caritas est<\/em>, all\u2019inizio dell\u2019essere cristiano \u2013 e quindi all\u2019origine della nostra testimonianza di credenti \u2013 non c\u2019\u00e8 una decisione etica o una grande idea, ma l\u2019incontro con la Persona di Ges\u00f9 Cristo, &#8220;che d\u00e0 alla vita un nuovo orizzonte e con ci\u00f2 la direzione decisiva&#8221; (n. 1). La fecondit\u00e0 di questo incontro si manifesta, in maniera peculiare e creativa, anche nell\u2019attuale contesto umano e culturale, anzitutto in rapporto alla ragione che ha dato vita alle scienze moderne e alle relative tecnologie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica fondamentale di queste ultime \u00e8 infatti l\u2019impiego sistematico degli strumenti della matematica per poter operare con la natura e mettere al nostro servizio le sue immense energie. La matematica come tale \u00e8 una creazione della nostra intelligenza: la corrispondenza tra le sue strutture e le strutture reali dell\u2019universo \u2013 che \u00e8 il presupposto di tutti i moderni sviluppi scientifici e tecnologici, gi\u00e0 espressamente formulato da Galileo Galilei con la celebre affermazione che il libro della natura \u00e8 scritto in linguaggio matematico \u2013 suscita la nostra ammirazione e pone una grande domanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Implica infatti che l\u2019universo stesso sia strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un\u2019unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell\u2019una e dell\u2019altra. Cos\u00ec proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il <em>Logos<\/em> creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene capovolta la tendenza a dare il primato all\u2019irrazionale, al caso e alla necessit\u00e0, a ricondurre ad esso anche la nostra intelligenza e la nostra libert\u00e0. Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalit\u00e0, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell\u2019intrinseca unit\u00e0 che le tiene insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo un compito che sta davanti a noi, un\u2019avventura affascinante nella quale merita spendersi, per dare nuovo slancio alla cultura del nostro tempo e per restituire in essa alla fede cristiana piena cittadinanza. Il &#8220;progetto culturale&#8221; della Chiesa in Italia \u00e8 senza dubbio, a tal fine, un\u2019intuizione felice e un contributo assai importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La persona umana. Ragione, intelligenza, amore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona umana non \u00e8, d\u2019altra parte, soltanto ragione e intelligenza. Porta dentro di s\u00e9, iscritto nel pi\u00f9 profondo del suo essere, il bisogno di amore, di essere amata e di amare a sua volta. Perci\u00f2 si interroga e spesso si smarrisce di fronte alle durezze della vita, al male che esiste nel mondo e che appare tanto forte e, al contempo, radicalmente privo di senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare nella nostra epoca, nonostante tutti i progressi compiuti, il male non \u00e8 affatto vinto; anzi, il suo potere sembra rafforzarsi e vengono presto smascherati tutti i tentativi di nasconderlo, come dimostrano sia l\u2019esperienza quotidiana sia le grandi vicende storiche. Ritorna dunque, insistente, la domanda se nella nostra vita ci possa essere uno spazio sicuro per l\u2019amore autentico e, in ultima analisi, se il mondo sia davvero l\u2019opera della sapienza di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, molto pi\u00f9 di ogni ragionamento umano, ci soccorre la novit\u00e0 sconvolgente della rivelazione biblica: il Creatore del cielo e della terra, l\u2019unico Dio che \u00e8 la sorgente di ogni essere ama personalmente l\u2019uomo, lo ama appassionatamente e vuole essere a sua volta amato da lui. D\u00e0 vita perci\u00f2 a una storia d\u2019amore con Israele, il suo popolo, e in questa vicenda, di fronte ai tradimenti del popolo, il suo amore si mostra ricco di inesauribile fedelt\u00e0 e misericordia, \u00e8 l\u2019amore che perdona al di l\u00e0 di ogni limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Ges\u00f9 Cristo un tale atteggiamento raggiunge la sua forma estrema, inaudita e drammatica: in Lui infatti Dio si fa uno di noi, nostro fratello in umanit\u00e0, e addirittura sacrifica la sua vita per noi. Nella morte in croce si compie dunque &#8220;quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l\u2019uomo e salvarlo \u2013 amore, questo, nella sua forma pi\u00f9 radicale&#8221;, nel quale si manifesta cosa significhi che &#8220;Dio \u00e8 amore&#8221; (<em>1 Gv<\/em> 4,8) e si comprende anche come debba definirsi l\u2019amore autentico (cfr Enc. <em>Deus caritas est<\/em>, nn. 9-10 e 12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio perch\u00e9 ci ama veramente, Dio rispetta e salva la nostra libert\u00e0. Al potere del male e del peccato non oppone un potere pi\u00f9 grande, ma &#8211; come ci ha detto il nostro amato Papa Giovanni Paolo II nell\u2019Enciclica <em>Dives in misericordia<\/em> e, da ultimo, nel libro <em>Memoria e identit\u00e0 <\/em>\u2013 preferisce porre il limite della sua pazienza e della sua misericordia, quel limite che \u00e8, in concreto, la sofferenza del Figlio di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec anche la nostra sofferenza \u00e8 trasformata dal di dentro, \u00e8 introdotta nella dimensione dell\u2019amore e racchiude una promessa di salvezza. Cari fratelli e sorelle, tutto questo Giovanni Paolo II non lo ha soltanto pensato, e nemmeno soltanto creduto con una fede astratta: lo ha compreso e vissuto con una fede maturata nella sofferenza. Su questa strada, come Chiesa, siamo chiamati a seguirlo, nel modo e nella misura che Dio dispone per ciascuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La croce ci fa giustamente paura, come ha provocato paura e angoscia in Ges\u00f9 Cristo (cfr <em>Mc<\/em> 14,33-36): essa per\u00f2 non \u00e8 negazione della vita, da cui per essere felici occorra sbarazzarsi. \u00c8 invece il &#8220;s\u00ec&#8221; estremo di Dio all\u2019uomo, l\u2019espressione suprema del suo amore e la scaturigine della vita piena e perfetta: contiene dunque l\u2019invito pi\u00f9 convincente a seguire Cristo sulla via del dono di s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui mi \u00e8 caro rivolgere un pensiero di speciale affetto alle membra sofferenti del corpo del Signore: esse, in Italia come ovunque nel mondo, completano quello che manca ai patimenti di Cristo nella propria carne (cfr <em>Col<\/em> 1,24) e contribuiscono cos\u00ec nella maniera pi\u00f9 efficace alla comune salvezza. Esse sono i testimoni pi\u00f9 convincenti di quella gioia che viene da Dio e che dona la forza di accettare la croce nell\u2019amore e nella perseveranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo bene che questa scelta della fede e della sequela di Cristo non \u00e8 mai facile: \u00e8 sempre, invece, contrastata e controversa. La Chiesa rimane quindi &#8220;segno di contraddizione&#8221;, sulle orme del suo Maestro (cfr <em>Lc<\/em> 2,34), anche nel nostro tempo. Ma non per questo ci perdiamo d\u2019animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, dobbiamo essere sempre pronti a dare risposta (<em>apo-logia<\/em>) a chiunque ci domandi ragione (<em>logos<\/em>) della nostra speranza, come ci invita a fare la prima Lettera di San Pietro (3,15), che avete scelto assai opportunamente quale guida biblica per il cammino di questo Convegno. Dobbiamo rispondere &#8220;con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza&#8221; (3,15-16), con quella forza mite che viene dall\u2019unione con Cristo. Dobbiamo farlo a tutto campo, sul piano del pensiero e dell\u2019azione, dei comportamenti personali e della testimonianza pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forte unit\u00e0 che si \u00e8 realizzata nella Chiesa dei primi secoli tra una fede amica dell\u2019intelligenza e una prassi di vita caratterizzata dall\u2019amore reciproco e dall\u2019attenzione premurosa ai poveri e ai sofferenti ha reso possibile la prima grande espansione missionaria del cristianesimo nel mondo ellenistico-romano. Cos\u00ec \u00e8 avvenuto anche in seguito, in diversi contesti culturali e situazioni storiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa rimane la strada maestra per l\u2019evangelizzazione: il Signore ci guidi a vivere questa unit\u00e0 tra verit\u00e0 e amore nelle condizioni proprie del nostro tempo, per l\u2019evangelizzazione dell\u2019Italia e del mondo di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019educazione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, perch\u00e9 l\u2019esperienza della fede e dell\u2019amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all\u2019altra, una questione fondamentale e decisiva \u00e8 quella dell\u2019educazione della persona. Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza, senza trascurare quelle della sua libert\u00e0 e capacit\u00e0 di amare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E per questo \u00e8 necessario il ricorso anche all\u2019aiuto della Grazia. Solo in questo modo si potr\u00e0 contrastare efficacemente quel rischio per le sorti della famiglia umana che \u00e8 costituito dallo squilibrio tra la crescita tanto rapida del nostro potere tecnico e la crescita ben pi\u00f9 faticosa delle nostre risorse morali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019educazione vera ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libert\u00e0, ma in realt\u00e0 sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita, in particolare per far maturare l\u2019amore in tutta la sua bellezza: quindi per dare consistenza e significato alla stessa libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa sollecitudine per la persona umana e la sua formazione vengono i nostri &#8220;no&#8221; a forme deboli e deviate di amore e alle contraffazioni della libert\u00e0, come anche alla riduzione della ragione soltanto a ci\u00f2 che \u00e8 calcolabile e manipolabile. In verit\u00e0, questi &#8220;no&#8221; sono piuttosto dei &#8220;s\u00ec&#8221; all\u2019amore autentico, alla realt\u00e0 dell\u2019uomo come \u00e8 stato creato da Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio esprimere qui tutto il mio apprezzamento per il grande lavoro formativo ed educativo che le singole Chiese non si stancano di svolgere in Italia, per la loro attenzione pastorale alle nuove generazioni e alle famiglie. Tra le molteplici forme di questo impegno non posso non ricordare, in particolare, la scuola cattolica, perch\u00e9 nei suoi confronti sussistono ancora, in qualche misura, antichi pregiudizi, che generano ritardi dannosi, e ormai non pi\u00f9 giustificabili, nel riconoscerne la funzione e nel permetterne in concreto l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Testimonianze di carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9 ci ha detto che tutto ci\u00f2 che avremo fatto ai suoi fratelli pi\u00f9 piccoli lo avremo fatto a Lui (cfr <em>Mt<\/em> 25,40). L\u2019autenticit\u00e0 della nostra adesione a Cristo si verifica dunque specialmente nell\u2019amore e nella sollecitudine concreta per i pi\u00f9 deboli e i pi\u00f9 poveri, per chi si trova in maggior pericolo e in pi\u00f9 grave difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa in Italia ha una grande tradizione di vicinanza, aiuto e solidariet\u00e0 verso i bisognosi, gli ammalati, gli emarginati, che trova la sua espressione pi\u00f9 alta in una serie meravigliosa di &#8220;Santi della carit\u00e0&#8221;. Questa tradizione continua anche oggi e si fa carico delle molte forme di nuove povert\u00e0, morali e materiali, attraverso la <em>Caritas<\/em>, il volontariato sociale, l\u2019opera spesso nascosta di tante parrocchie, comunit\u00e0 religiose, associazioni e gruppi, singole persone mosse dall\u2019amore di Cristo e dei fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa in Italia, inoltre, d\u00e0 prova di una straordinaria solidariet\u00e0 verso le sterminate moltitudini dei poveri della terra. \u00c8 quindi quanto mai importante che tutte queste testimonianze di carit\u00e0 conservino sempre alto e luminoso il loro profilo specifico, nutrendosi di umilt\u00e0 e di fiducia nel Signore, mantenendosi libere da suggestioni ideologiche e da simpatie partitiche, e soprattutto misurando il proprio sguardo sullo sguardo di Cristo: \u00e8 importante dunque l\u2019azione pratica ma conta ancora di pi\u00f9 la nostra partecipazione personale ai bisogni e alle sofferenze del prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, cari fratelli e sorelle, la carit\u00e0 della Chiesa rende visibile l\u2019amore di Dio nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Responsabilit\u00e0 civili e politiche dei cattolici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vostro Convegno ha giustamente affrontato anche il tema della cittadinanza, cio\u00e8 le questioni delle responsabilit\u00e0 civili e politiche dei cattolici. Cristo infatti \u00e8 venuto per salvare l\u2019uomo reale e concreto, che vive nella storia e nella comunit\u00e0, e pertanto il cristianesimo e la Chiesa, fin dall\u2019inizio, hanno avuto una dimensione e una valenza anche pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho scritto nell\u2019Enciclica <em>Deus caritas est<\/em> (cfr nn. 28-29), sui rapporti tra religione e politica Ges\u00f9 Cristo ha portato una novit\u00e0 sostanziale, che ha aperto il cammino verso un mondo pi\u00f9 umano e pi\u00f9 libero, attraverso la distinzione e l\u2019autonomia reciproca tra lo Stato e la Chiesa, tra ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare e ci\u00f2 che \u00e8 di Dio (cfr <em>Mt<\/em> 22,21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa libert\u00e0 religiosa, che avvertiamo come un valore universale, particolarmente necessario nel mondo di oggi, ha qui la sua radice storica. La Chiesa, dunque, non \u00e8 e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunit\u00e0 politica, la cui anima \u00e8 la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede cristiana, infatti, purifica la ragione e l\u2019aiuta ad essere meglio se stessa: con la sua dottrina sociale pertanto, argomentata a partire da ci\u00f2 che \u00e8 conforme alla natura di ogni essere umano, la Chiesa contribuisce a far s\u00ec che ci\u00f2 che \u00e8 giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato: qui di nuovo c\u2019\u00e8 per la Chiesa uno spazio assai ampio, per radicare queste energie nelle coscienze, alimentarle e irrobustirle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito immediato di agire in ambito politico per costruire un giusto ordine nella societ\u00e0 non \u00e8 dunque della Chiesa come tale, ma dei fedeli laici, che operano come cittadini sotto propria responsabilit\u00e0: si tratta di un compito della pi\u00f9 grande importanza, al quale i cristiani laici italiani sono chiamati a dedicarsi con generosit\u00e0 e con coraggio, illuminati dalla fede e dal magistero della Chiesa e animati dalla carit\u00e0 di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una speciale attenzione e uno straordinario impegno sono richiesti oggi da quelle grandi sfide nelle quali vaste porzioni della famiglia umana sono maggiormente in pericolo: le guerre e il terrorismo, la fame e la sete, alcune terribili epidemie. Ma occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell\u2019essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell\u2019ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La testimonianza aperta e coraggiosa che la Chiesa e i cattolici italiani hanno dato e stanno dando a questo riguardo sono un servizio prezioso all\u2019Italia, utile e stimolante anche per molte altre Nazioni. Questo impegno e questa testimonianza fanno certamente parte di quel grande &#8220;s\u00ec&#8221; che come credenti in Cristo diciamo all\u2019uomo amato da Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Essere uniti a Cristo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle, i compiti e le responsabilit\u00e0 che questo Convegno ecclesiale pone in evidenza sono certamente grandi e molteplici. Siamo stimolati perci\u00f2 a tenere sempre presente che non siamo soli nel portarne il peso: ci sosteniamo infatti gli uni gli altri e soprattutto il Signore stesso guida e sostiene la fragile barca della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorniamo cos\u00ec al punto da cui siamo partiti: decisivo \u00e8 il nostro essere uniti a Lui, e quindi tra noi, lo stare con Lui per poter andare nel suo nome (cfr <em>Mc<\/em> 3,13-15). La nostra vera forza \u00e8 dunque nutrirci della sua parola e del suo corpo, unirci alla sua offerta per noi, come faremo nella Celebrazione di questo pomeriggio, adorarlo presente nell\u2019Eucaristia: prima di ogni attivit\u00e0 e di ogni nostro programma, infatti, deve esserci l\u2019adorazione, che ci rende davvero liberi e ci d\u00e0 i criteri per il nostro agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019unione a Cristo ci precede e ci guida la Vergine Maria, tanto amata e venerata in ogni contrada d\u2019Italia. In Lei incontriamo, pura e non deformata, la vera essenza della Chiesa e cos\u00ec, attraverso di Lei, impariamo a conoscere e ad amare il mistero della Chiesa che vive nella storia, ci sentiamo fino in fondo parte di essa, diventiamo a nostra volta &#8220;anime ecclesiali&#8221;, impariamo a resistere a quella &#8220;secolarizzazione interna&#8221; che insidia la Chiesa nel nostro tempo, in conseguenza dei processi di secolarizzazione che hanno profondamente segnato la civilt\u00e0 europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle, eleviamo insieme al Signore la nostra preghiera, umile ma piena di fiducia, affinch\u00e9 la comunit\u00e0 cattolica italiana, inserita nella comunione vivente della Chiesa di ogni luogo e di tutti i tempi, e strettamente unita intorno ai propri Vescovi, porti con rinnovato slancio a questa amata Nazione, e in ogni angolo della terra, la gioiosa testimonianza di Ges\u00f9 risorto, speranza dell\u2019Italia e del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da www.vatican.va VISITA PASTORALE DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI A VERONA\u00a0IN OCCASIONE DEL IV CONVEGNO NAZIONALE DELLA CHIESA ITALIANA DISCORSO DI SUA SANTIT\u00c0 BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO Fiera di Verona Gioved\u00ec, 19 ottobre 2006<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-discorso-del-papa-a-verona\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35236,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[110,5],"tags":[157,1370],"class_list":["post-2283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-benedetto-xvi","category-chiesa","tag-chiesa-2","tag-verona-2006","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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