{"id":22773,"date":"2015-04-09T11:45:05","date_gmt":"2015-04-09T09:45:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=22773"},"modified":"2015-04-09T11:45:05","modified_gmt":"2015-04-09T09:45:05","slug":"fedor-michajlovic-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/","title":{"rendered":"Fedor Michajlovic Dostoevskij"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Strumenti culturali di <strong>Litterae Communionis <\/strong>n.2 1981<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-22774\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij-237x300.jpg\" alt=\"Fedor_Dostoevskij\" width=\"158\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg 305w\" sizes=\"auto, (max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>\u00abL\u2019uomo \u00e8 un mistero. Se per tutta la vita tu avrai cercato di risolverlo, non dire: ho perso tempo. Io mi occupo di questo mistero, perch\u00e9 voglio essere uomo\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Testo di <strong>Daniela Cattaneo<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>La sua <\/strong><strong>vita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Tutta la legge dell&#8217;umana esistenza sta solo in questo: che l&#8217;uomo possa inchinarsi all&#8217;infinitamente grande.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persuaso di dover morire quello stesso giorno, il 9 febbraio 1881, F.M. Dostoevskij si rivolse alla moglie, Anna Grigor&#8217;evna Snitkina, e, pregandola di accendere una candela, le chiese il suo Vangelo. Quel libro lo aveva accompagnato nei momenti pi\u00f9 dolorosi e difficili della sua vita. Gli era stato regalato quando, condannato a quattro anni di lavori forzati, stava per partire per la Siberia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abF. M, Dostoevskij &#8211; racconta la moglie &#8211; non si separ\u00f2 mai, durante quei quattro anni, dal Vangelo, unico libro che gli consentivano di tenere. In seguito quel libro fu sempre sul suo tavolo, ed egli, quando dubitava di qualche cosa, apriva il Vangelo e leggeva le righe che gli cadevano sotto gli occhi\u00bb. Anche la mattina di quell&#8217;ultimo giorno egli volle affidarsi alla Parola del Vangelo. Il libro si apr\u00ec al capitolo III di S. Matteo: \u00abMa Giovanni lo trattenne e disse: io debbo essere battezzato da te non tu da me. Ma Ges\u00f9 gli rispose: non trattenermi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolto alla moglie, allora egli disse: <em>Senti, Ari]a, non trattenermi vuoi dire che <\/em><em>debbo morire <\/em>e, dopo queste parole, richiuse il Vangelo. \u00abL&#8217;espressione del suo viso &#8211; si legge ancora nelle memorie di Anna Grigor&#8217;evna &#8211; dimostrava che il pensiero della morte non lo abbandonava e che il passaggio da questo all&#8217;altro mondo non gli faceva spavento \u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, con un semplice atto di fede, si concluse la vita di un uomo che, giorno dopo giorno, si era trovato a dover lottare contro il dubbio e l&#8217;incredulit\u00e0 in una ricerca tormentata, ma non per questo meno appassionata, <em>dell&#8217;infinitamente grande. Il problema che tutta la vita, coscientemente o incoscientemente, mi ha tormentato \u00e8 quello dell&#8217;esistenza di Dio: <\/em>la storia della sua vita \u00e8 la storia di questo tormento e di questa ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato il 30 ottobre 1821 in uno dei quartieri pi\u00f9 poveri e tristi di Mosca, F. M. Dostoevskij venne presto a contatto con le miserie e le sofferenze della vita umana. Fino all&#8217;et\u00e0 di dieci anni, cio\u00e8 fino a che il padre non decise di trasferirsi in campagna, egli visse con la famiglia in uno dei padiglioni dell&#8217;ospedale per indigenti, in cui il padre, medico militare, esercitava la professione di chirurgo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni il giardino, le corsie, i padiglioni dell&#8217;ospedale costituirono tutto il suo mondo. Fu nella propriet\u00e0 di TuT, acquistata dal padre nel 1831, che Dostoevskij incominci\u00f2 a conoscere il popolo russo delle campagne. L\u00ec avvenne l&#8217;incontro con il servo della gleba Marej, di cui vent&#8217;anni dopo, in Siberia, avrebbe ricordato <em>il dolce sorriso materno, i segni di croce, e par<\/em><em>ticolarmente quel dito grosso sporco di terra <\/em>col quale il buon contadino lo aveva accarezzato e benedetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche gli anni trascorsi in campagna, tuttavia non furono anni felici. La madre, Mar&#8217;ja F\u00e8dorovna Necaeva, era una donna sensibile, intelligente e buona, che amava profondamente il marito <em>e <\/em>i figli; ma il padre, Michajl Andreevic Dostoevskij, aveva un carattere tetro, collerico e violento. Facinoroso e facile agli scoppi d&#8217;ira, egli tormentava continuamente la moglie con infondate accuse di tradimento. Verso i servi aveva un atteggiamento dispotico e tracotante, per non dire crudele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La morte della moglie segn\u00f2 l&#8217;inizio della tragedia. Michajl Andreevic, gi\u00e0 dedito all&#8217;alcool, divenne sempre pi\u00f9 preda di questo vizio e di tutti i suoi peggiori effetti. Finch\u00e9 un giorno d&#8217;estate del 1839, fu assassinato, per vendetta, dai suoi contadini. L&#8217;animo di Fedor Michajlovic risent\u00ec dolorosamente di questo dramma familiare: nell&#8217;ideazione dell&#8217;assassinio di F\u00e8dor Pavlovic Ka-ramazov, nella raffigurazione del carattere dissoluto, avido e sfrenato di questo personaggio dostoevskijano, \u00e8 riconoscibile l&#8217;eco di avvenimenti personali che avevano procurato allo scrittore, negli anni della giovinezza, dolore, turbamento e angoscia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/S_Pietroburgo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22777 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/S_Pietroburgo-300x150.jpg\" alt=\"S_Pietroburgo\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/S_Pietroburgo-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/S_Pietroburgo.jpg 318w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>All&#8217;epoca della tragedia F. M. Dostoevskij si trovava con il fratello Michajl a Pietroburgo, per frequentarvi la Scuola di Ingegneria. Il padre aveva voluto indirizzare i due figli maggiori verso una brillante carriera militare, senza tener conto delle inclinazioni artistiche e letterarie che, gi\u00e0 da alcuni anni, si erano manifestate in loro. Pur adempiendo i suoi obblighi scolastici, Dostoevskij prese a dedicarsi con tutte le sue energie alla propria formazione letteraria. Leggeva e studiava con passione i grandi autori della letteratura russa come Puskin, Lermontov, Gogol&#8217;, Odoevskiy, Zukovskij, ma, accanto a questi, anche i grandi autori della letteratura mondiale come Byron W Scott, Balzac, V. Hugo, G. Sand, E. Sue, Hoffmann, Schiller e Shakespeare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Terminati gli studi nel 1843, Dostoevskij ricevette un modesto incarico di ingegnere disegnatore. Un anno dopo chiese di essere congedato dal servizio, giacch\u00e9 soltanto una cosa egli desiderava ardentemente: <em>studiare la vita degli uo<\/em><em>mini, <\/em>servire <em>alla sete spirituale dell&#8217;umanit\u00e0. <\/em>Da quel momento tutta la sua vita e la sua attivit\u00e0 furono consacrate all&#8217;arte e alla letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1845 ultim\u00f2 la stesura del suo primo racconto, <em>Povera gente. <\/em>Il manoscritto fu fatto leggere a Belinskij, uno dei maggiori e pi\u00f9 temuti critici del tempo. Fu il successo. Belinskij lo giudic\u00f2 un capolavoro che, a venticinque anni, poteva essere stato scritto soltanto da un genio. <em>Povera <\/em><em>gente <\/em>fu salutato come il primo \u00abromanzo sociale\u00bb russo. Ricordando il suo primo incontro con Belinskij, trentadue anni dopo Dostoevskij avrebbe scritto: <em>Fu quello l&#8217;istante pi\u00f9 incante<\/em><em>vole di tutta la mia vita. Quando lo ricordavo, ai <\/em><em>lavori forzati, mi sentivo pi\u00f9 forte d&#8217;animo ed an<\/em><em>che ora lo ricordo ogni volta con entusiasmo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A <em>Povera gente <\/em>segu\u00ec <em>Il sosia <\/em>che, a differenza del primo racconto, non incontr\u00f2 il favore della critica. Dal 1846, anno di pubblicazione di queste prime opere, al 1849, anno in cui lo scrittore fu arrestato e deportato in Siberia, Dostoevskij pubblic\u00f2 altri nove racconti fra cui <em>Il signor Pro<\/em><em>charcin, La padrona, Un cuor debole, L&#8217;albero di natale e lo sposalizio, Le notti bianche; <\/em>alcuni feuilletons dal titolo <em>Cronaca di Pietroburgo; <\/em>le prime due parti di <em>Netocka Nexvanovna, <\/em>romanzo di grosse proporzioni che rimase tuttavia incompiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;arresto e la conseguente deportazione interruppero infatti l&#8217;attivit\u00e0 creativa dello scrittore fino al 1854. Ma le prove e le sofferenze di quegli anni ne maturarono la fisionomia interiore, aprendo il suo animo ad una nuova, pi\u00f9 profonda esistenziale percezione del significato della vita e della morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Davanti al tribunale militare Dostoevskij era giunto per aver preso parte attiva alle riunioni del circolo di Petrasevskij, circolo progressista del tempo che, ispirandosi alle idee di Fourier, propugnava un socialismo di carattere utopistico. Pur essendosi pronunciato a favore della liberazione dei contadini e della libert\u00e0 di stampa e di pensiero, Dostoevskij era ben lontano dall&#8217;essere un rivoluzionario nel significato politico del termine: mai aveva desiderato un rivolgimento violento e rivoluzionario della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei suoi sogni giovanili aveva prestato fede, secondo le sue stesse parole, <em>Alla teoria e nell&#8217;utopia; <\/em>aveva sperato in <em>un&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro, <\/em>in quella che nel 1876 avrebbe poi definito come <em>la pi\u00f9 inverosimile di <\/em><em>tutte le fantasticherie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/fucilazione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22778\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/fucilazione.jpg\" alt=\"fucilazione\" width=\"240\" height=\"171\" \/><\/a>Il processo intentato contro gli aderenti al circolo di Petrasevskij si concluse con la condanna a morte di alcuni di loro. Fra questi vi era anche Dostoevskij. Il 22 dicembre 1849 i condannati vennero condotti sul luogo della fucilazione, ma la sentenza non venne eseguita. Quando il plotone d&#8217;esecuzione era gi\u00e0 pronto a far fuoco, fu dato pubblico annuncio che la pena di morte, per volont\u00e0 dello zar, era stata commutata in una condanna ai lavori forzati. La sera di quello stesso giorno Dostoevskij scrisse al fratello Michajl:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fratello! <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Io non sono avvilito e non mi sono <\/em><em>perso d&#8217;animo.\u00a0<\/em><em>La vita \u00e8 vita dappertutto, la vita \u00e8 in noi stessi <\/em><em>e non fuori d\u00ec noi. Accanto a me ci saranno sem<\/em><em>pre degli esseri umani ed essere uomo fra gli <\/em><em>uomini e restarlo sempre, in nessuna sventura avvilirsi o perdersi d&#8217;animo: ecco in che cosa consiste la vita, ecco il suo compito&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Riguardandomi indietro penso quanto tempo \u00e8 stato speso inutilmente, quanto ne \u00e8 andato perduto in aberrazioni, errori, futilit\u00e0, incapacit\u00e0 di vivere; per quanto l&#8217;apprezzassi, quante volte ho peccato contro il mio cuore e il mio spirito &#8211; il cuore mi sanguina. La vita \u00e8 un dono, la vita \u00e8 felicit\u00e0, ogni minuto poteva essere un secolo di felicit\u00e0&#8230; Adesso, cambiando vita rinasco in nuova forma. Fratello! Ti giuro che non perdo la speranza e conservo il mio spirito e il mio cuore puri. Rinascer\u00f2 migliore. Ecco tutta la mia speranza, tutto il mio conforto!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo quella terribile, tragica esperienza la speranza di rinascere a nuova vita non lo avrebbe pi\u00f9 abbandonato. \u00abIn quel minuto in cui Dostoevskij stette sul patibolo e guard\u00f2 fisso negli occhi la morte &#8211; scrive il poeta e filosofo russo Ivanov &#8211; avvenne in lui un repentino e risolutivo mutamento spirituale&#8230; In quei minuti di attesa della morte sul patibolo&#8230; la persona fu strappata con violenza da ci\u00f2 che \u00e8 fenomenico e percep\u00ec, per la prima volta, la sostanzialit\u00e0 dell&#8217;essere sotto il velo dell&#8217;apparenza delle cose\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nell&#8217;abisso del peccato, del dubbio e dell&#8217;incredulit\u00e0, la speranza non lo avrebbe pi\u00f9 abbandonato. Tale speranza era radicata in una nuova, mistica percezione della realt\u00e0 della vita e del mondo e costituiva tutto il suo conforto, giacch\u00e9 egli era dolorosamente consapevole d&#8217;essere <em>un figlio del se<\/em><em>colo, un figlio della miscredenza e del dubbio: &#8230; Quante terribili sofferenze &#8211; si legge in una sua lettera del 1854 &#8211; mi \u00e8 costata e mi costa ora questa sete di fede, la quale \u00e8 tanto pi\u00f9 forte nell&#8217;anima mia, quanto pi\u00f9 sono gli argomenti contrari. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E tuttavia Dio mi manda talvolta dei minuti, nei quali io sono del tutto sereno; in questi minuti io amo e trovo di essere amato dagli altri e, in questi minuti, io ho creato in me stesso il simbolo della fede, nel quale tutto mi \u00e8 chiaro e sacro. Questo simbolo \u00e8 molto semplice; eccolo: credere che non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 bello, di pi\u00f9 profondo, di pi\u00f9 simpatico, di pi\u00f9 ragionevole, di pi\u00f9 virile e perfetto di Cristo e non solo c&#8217;\u00e8, ma con geloso amore mi dico che non pu\u00f2 non esserci.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scontati i quattro anni di lavori forzati nella prigione di Omsk, Dostoevskij fu arruolato come soldato semplice e inviato, per un imprecisato periodo di tempo, in una remota localit\u00e0 della Siberia, non lontana dal confine cinese. La terribile esperienza di quegli anni in cui, secondo quanto egli stesso scrisse al fratello Andrej, <em>era stato se<\/em><em>polto vivo e chiuso in una tomba, <\/em>aveva messo a dura prova la resistenza fisica, psichica e morale dello scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I disturbi nervosi, di cui egli aveva gi\u00e0 sofferto in precedenza, si erano intensificati e aggravati, causandogli dei frequenti attacchi di epilessia. Ma l&#8217;isolamento, l&#8217;assoluta solitudine spirituale in cui era vissuto lo avevano indotto, lo avevano anzi costretto, a riguardare e giudicare tutta la sua vita passata <em>fino alle pi\u00f9 piccole mi<\/em><em>nuzie, <\/em>a osservare e studiare pi\u00f9 attentamente la natura dell&#8217;uomo e quella dell&#8217;uomo russo in particolare, ad indagare la verit\u00e0 di un popolo che, <em>nonostante la sua bestialit\u00e0 e il suo peccato, <\/em>aveva saputo conservare integra in s\u00e9 la capacit\u00e0 di guardare religiosamente al mistero della vita umana. Con un tale arricchimento in cuore, Dostoevskij fece ritorno alla vita; nel 1855 egli riprese a scrivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Semilpalatinsk, la remota cittadina in cui era stato inviato, egli pose subito mano ad un romanzo dal titolo <em>Memorie da una casa di morti, <\/em>che rappresenta il frutto di quattro anni di sofferenze, privazioni e umiliazioni. Fu in quello stesso periodo che egli compose due racconti di genere farsesco: \/\/ <em>villaggio di Stepancikovo e i <\/em><em>suoi abitanti <\/em>e \/\/ <em>sogno dello ziuccio. <\/em>Nel 1857 spos\u00f2 una vedova di nome Mar&#8217;ja Dmitrevna Isaeva. Tisica ed estremamente fragile, Mar&#8217;ja Dmitrevna aveva un carattere geloso e volubile, <em>appassionato, <\/em><em>suscettibile e morbosamente fantastico. Ella mi amava sconfinatamente <\/em>&#8211; avrebbe scritto Dostoevskij qualche tempo dopo la sua morte &#8211; <em>io l&#8217;ama<\/em><em>vo ugualmente, non avevamo vissuto felici insieme, sebbene fossimo positivamente infelici\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1859 Dostoevskij ottenne di poter risiede a Pietroburgo. Contemporaneamente gli fu a cordato il permesso di pubblicare. Dopo un cos\u00ec lungo periodo di silenzio forzato, lo scrittore diede a una frenetica attivit\u00e0 giornalistica e letteraria. Divenuto uno dei principali collaboratori della rivista politico-letteraria <em>Il tempo, <\/em>fondata da suo fratello Michajl e dal critico N. N. Strichov, Dostoevskij ne scrisse nel settembre del 18 un articolo programmatico. Tale suo articolo costitu\u00ec un vero e proprio manifesto del \u00abpocvennicestvo\u00bb (dal sostantivo \u00abpocva\u00bb che in russo significa \u00absuolo\u00bb, \u00abterreno\u00bb), nuovo indirizzo culturale che propugnava una conciliazione del civilt\u00e0 con il principio popolare, della verit\u00e0 delle classi colte con la verit\u00e0 del popolo e che auspicava la creazione di <em>un&#8217;idea russa, sintesi di tutte le idee che <\/em>l&#8217;Europa aveva sviluppato nelle sue singole nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le opere che Dostoevskij scrisse in quel periodo furono pubblicate nella rivista: le gi\u00e0 citate <em>Memorie da una casa di morti <\/em>(1861-1862), il romanzo <em>Umiliati e offesi (1862), <\/em>lo scritto a carattere pubblicistico <em>Note invernali su impressioni <\/em><em>estive <\/em>(1863) in cui lo scrittore rievocava le impressioni suscitategli dal suo primo viaggio Europa. Nel 1863, per decreto dell&#8217;autorit\u00e0 imperiale, venne proibita la pubblicazione de <em>Il tempo. <\/em>Ottenuta nel giro di pochi mesi l&#8217;autorizzazione pubblicare una nuova rivista, Michajl Dostoevskij fond\u00f2 <em>L&#8217;epoca, <\/em>su cui apparvero le <em>Memorie dal<\/em> <em>sottosuolo <\/em>(1864), opera che costitu\u00ec un punto di svolta nel processo di maturazione artistica e nello sviluppo del pensiero di Dostoevskij, scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una percezione sempre pi\u00f9 acuta e sofferta della dimensione tragica dell&#8217;esistenza umana, che trovava la sua massima espressione artistica nello stato di sdoppiamento e interiore dissociazione proprio dei personaggi dostoevskijani, nacquero tutti i pi\u00f9 grandi romanzi di Dostoevskij: da <em>De<\/em><em>litto e castigo <\/em>(1866) a <em>L&#8217;idiota <\/em>(1868), da I <em>demoni <\/em>(1871) a <em>L&#8217;adolescente <\/em>(1875) fino a <em>I<\/em> <em>fratelli Kara<\/em><em>mazov <\/em>(1880).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I grandi romanzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Delitto e castigo, <\/em>il romanzo che lo avrebbe reso celebre in tutto il mondo, fu pubblicato in un periodo in cui Dostoevskij era angustiato da gravi preoccupazioni di carattere finanziario. Nel 1864, pochi mesi dopo la scomparsa di Mar&#8217;ja Dmitrevna, era deceduto anche il fratello dello scrittore, Michajl. Questi aveva lasciato la famiglia in uno stato di assoluta rovina. Impegnatosi a pagare tutti i debiti del fratello, Dostoevskij si era poi trovato nell&#8217;impossibilit\u00e0 di far fronte a tutte le richieste dei creditori. L&#8217;assillo dei debiti non gli avrebbe pi\u00f9 dato requie per tutta la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai debiti del fratello si aggiunsero ben presto i debiti di giuoco. Nel 1863, durante un soggiorno all&#8217;estero, Dostoevskij aveva infatti incominciato a frequentare le sale da giuoco con un&#8217;assiduita e una passione che, col tempo, si sarebbero fatte sempre pi\u00f9 grandi. Frutto di queste amare esperienze fu il romanzo <em>II giocatore <\/em>(1866) che Dostoevskij, per mantener fede al suo contratto con l&#8217;editore Stellovskij, scrisse in soli ventiquattro giorni. La posta in giuoco era stata alta. Allo scadere dei termini di consegna l&#8217;editore si sarebbe infatti impadronito di tutti i diritti di autore sulle opere che lo scrittore aveva pubblicato fino a quel momento. Una giovane stenografa lo aveva aiutato nell&#8217;impresa: Anna Grigor&#8217;evna Snitkina che, di l\u00ec a pochi mesi, sarebbe divenuta sua moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recatisi all&#8217;estero subito dopo il matrimonio per sfuggire ai creditori, i due sposi vi sarebbero rimasti per quattro anni e cio\u00e8 dal 1867 ai 1871. Nonostante le preoccupazioni finanziarie, i sempre pi\u00f9 frequenti attacchi di epilessia e la dolorosa perdita della figlioletta Sof&#8217;ja, questi furono anni di intensa attivit\u00e0 creativa per lo scrittore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo periodo, oltre a <em>L&#8217;idiota, <\/em>egli ide\u00f2 e compose un breve racconto intitolato <em>L&#8217;eterno marito <\/em>(1870), lavorando nel frattempo a un progetto grandioso, all&#8217;idea di quello che fu da lui stesso definito come <em>un enorme romanzo filoso<\/em><em>f\u00ecco-religioso, <\/em>il cui titolo avrebbe dovuto essere dapprima <em>L&#8217;ateismo, <\/em>poi <em>La santa vita di un gran<\/em><em>de peccatore. <\/em>Mai realizzato secondo il piano originario, questo romanzo avrebbe dovuto incentrarsi sulla crisi della coscienza dell&#8217;uomo russo del XIX secolo, dell&#8217;uomo cio\u00e8 che, perdendo la fede, era rimasto completamente privo di radici. Per molti loro aspetti, <em>I<\/em> <em>demoni, L&#8217;adolescente <\/em>e <em>I<\/em> <em>fratelli Karamazov\u00a0 <\/em>costituirono un riflesso di questa sua idea primitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Divenuto direttore responsabile del settimanale <em>il cittadino, <\/em>Dostoevskij, dopo il suo rientro in patria, incominci\u00f2 a pubblicare il <em>Diario di uno scrittore, <\/em>raccolta di scritti giornalistici sugli avvenimenti politici, sociali, giudiziari e letterari del momento. Nel <em>Diario, <\/em>che dal 1876 sarebbe uscito come pubblicazione a s\u00e9, apparvero anche alcuni racconti dello scrittore fra cui <em>La mite <\/em>(1876), che A. Gide defin\u00ec come \u00abuna delle cose pi\u00f9 potenti di Dostoevskij\u00bb, e <em>II sogno di un uomo <\/em><em>ridicolo <\/em>(1877), sogno di <em>un&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro <\/em>ormai perduta e di <em>un&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro <\/em>ancora da costruire sulla <em>immagine vivente <\/em>della verit\u00e0. L&#8217;ideale di un mondo felice governato dalle leggi dell&#8217;amore e della misericordia era radicato fortemente nell&#8217;animo dello scrittore. Il sogno dell&#8217;uomo ridicolo era gi\u00e0 stato, sia pure con accenti diversi, il sogno di Stavrogin, eroe de <em>I<\/em> <em>demoni, <\/em>e di Versilov, uno dei personaggi principali de <em>L&#8217;adolescente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I fratelli Karamazov<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/karamazov.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22779\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/karamazov.jpg\" alt=\"karamazov\" width=\"167\" height=\"200\" \/><\/a>All&#8217;apice della fama e tuttavia sempre pi\u00f9 debole a causa delle precarie condizioni di salute, Dostoevskij dedic\u00f2 gli ultimi anni della sua vita a <em>I<\/em> <em>fratelli Karamazov, <\/em>\u00abla vetta da cui a noi si schiude &#8211; scrive il Moculskij &#8211; l&#8217;unit\u00e0 organica di tutta la creazione dello scrittore\u00bb, \u00abl&#8217;immensa sintesi\u00bb in cui trova posto \u00abtutto ci\u00f2 che da lui \u00e8 stato vissuto, meditato e creato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I<\/em> <em>fratelli Kara<\/em><em>mazov <\/em>furono questa sintesi cos\u00ec come, nel campo della pubblicistica, sintesi del suo pensiero sui futuri destini della Russia e dell&#8217;umanit\u00e0 fu il di\u00adscorso su Puskin, che egli pronunci\u00f2 a Mosca nel giugno del 1880. In quell&#8217;occasione egli lanci\u00f2 un appello al suo popolo, all&#8217;uomo russo del suo tempo affinch\u00e8, nella riscoperta delle radici pi\u00f9 profonde della tradizione, ritrovasse il significato della sua missione universale: <em>diventare fratello <\/em><em>di tutti gli uomini, <\/em>dire <em>la definitiva parola della grande armonia universale, dell&#8217;accordo definitivo, fraterno di tutte le razze, secondo la legge evangelica di Cristo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutte le sue cadute e le sue debolezze, Dostoevskij aveva posto a fondamento della sua vita questa legge di amore e misericordia. La coscienza <em>dell&#8217;infinitamente grande <\/em>non lo aveva mai abbandonato, neppure nei momenti di buio e di incertezza. Egli aveva sempre creduto nella presenza misericordiosa di un \u00abPadre\u00bb, cui far ritorno. Ce lo testimoniano le parole che egli, in punto di morte, rivolse ai suoi figli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Conservate una fede senza riserve in Dio e <\/em><em>non disperate mai del Suo perdono. Io vi amo <\/em><em>molto, ma il mio amore non \u00e8 nulla in confronto <\/em><em>all&#8217;infinito amore di Dio per tutti gli uomini da <\/em><em>Lui creati. Se anche vi accadesse nel corso della vostra vita di compiere un&#8217;azione delittuosa, no<\/em><em>nostante questo non perdete la speranza in Dio. <\/em><em>Voi siete Suoi figli: sottomettetevi a Lui come a <\/em><em>vostro padre, implorate il Suo perdono ed Egli <\/em><em>si rallegrer\u00e0 del vostro pentimento, cos\u00ec come <\/em><em>Egli si rallegr\u00f2 del ritorno del figliuol prodigo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"656\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>L&#8217;idolo sociale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S&#8217;insegna dacch\u00e9 mondo \u00e8 mondo, ma che cosa si \u00e8 insegnato di buono, perch\u00e9 il mondo fosse una dimora pi\u00f9 bella e allegra e piena di ogni gioia? E dir\u00f2 ancora: non hanno bellezza morale, anzi non la vogliono; tutti sono perduti, solo ciascuno loda la propria posizione, ma di rivolgersi all&#8217;unica Verit\u00e0 non pensa, mentre vivere senza Dio non e che tormento. E n&#8217;esce che malediciamo proprio quello che c&#8217;illumina e non lo sappiamo nemmeno. E poi, che costrutto c&#8217;\u00e8 mai? Non pu\u00f2 nemmeno esistere un uomo che non si pieghi, un uomo simile sarebbe impari a se stesso, a qualunque uomo in generale, E se rinnega Dio, si in\u00adchiner\u00e0 a un idolo di legno o d&#8217;oro, oppure immaginario. Sono tutti idolatri e non atei, ecco come bisogna chiamarli.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">(Il pellegrino Makarij in <em>L&#8217;adolescente<\/em><em>)<\/em><\/h5>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"636\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Il Mistero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Che cos&#8217;\u00e8 il mistero? Tutto \u00e8 mistero, amico mio, in tutto, c&#8217;\u00e8 il mistero di Dio. In ogni albero, in ogni filo d&#8217;erba \u00e8 racchiuso questo mistero. Se un uccellino canta, o se tutte le stelle splendono in folla di notte in cielo, \u00e8 sempre lo stesso identico mistero. E il mistero pi\u00f9 grande \u00e8 in quello che aspetta l&#8217;anima dell&#8217;uomo all&#8217;altro mondo. <em>E&#8217; <\/em>cos\u00ec, amico mio!\u00a0\u00a0 (&#8230;)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Fai male, amico, a non pregare; \u00e8 bello, il cuore si\u00a0 rallegra, e prima\u00a0 del sonno, e appena svegli, e destandosi la notte. Ora ti dir\u00f2 una cosa. D&#8217;estate poi, nel mese di luglio, ci affrettavamo al monastero della Vergine per la festa. Quanto pi\u00f9 ci avvicinavamo al luogo, tanta pi\u00f9 gente si univa a noi ed alla fine ci ritrovammo quasi in duecento, tutti ansiosi di adorare le sante e integre reliquie di entrambi i grandi taumaturghi Anikji e Grigorij. Ci addormentammo, fratello, in aperta campagna, e mi destai la mattina presto. Tutti ancora dormivano e nemmeno il sole aveva fatto capolino da dietro il bosco. Adersi, mio caro, i! capo, girai intorno lo sguardo e sospirai!\u00a0 Una bellezza indicibile dovunque! Tutto \u00e8 quieto, l&#8217;aria \u00e8\u00a0 leggera; cresce l&#8217;erba \u2014 cresci, erbetta del Signore; canta un uccellino \u2014 canta pure, uccellino del Signore; un pargolo in braccio a una donna ha vagito \u2014 il Signore sia con te, piccolo omino, cresci per essere felice, bambinello! Ed ecco che fu come se allora per la prima volta, dacch\u00e9 ero al\u00a0 mondo, avessi racchiuso tutto ci\u00f2 in me &#8230; Mi chinai di nuovo, mi addormentai cos\u00ec leggermente. E&#8217; bello il mondo, caro! lo, per esempio, se mi sentissi meglio, andrei di nuovo in giro per la primavera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, quanto al mistero, \u00e8 anzi meglio: da sgomento al cuore e meraviglia, pure anche questa paura fa allegrezza al cuore: \u00abTutto \u00e8 in Te, Signore, e io stesso sono in Te, accoglimi!\u00bb. Non mormorare, giovane, \u00e8 tanto pi\u00f9 bello che ci sia il mistero \u2014 soggiunse intenerito.<\/p>\n<p>(Il pellegrino Makarij in <em>L&#8217;adolescente)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>La sua <\/strong><strong>opera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Senza bellezza l&#8217;umanit\u00e0 non potrebbe vivere, poich\u00e9 <\/em><em>non ci sarebbe nulla da fare al mondo. Tutto il se<\/em><em>greto \u00e8 qui. Tutta la storia \u00e8 qui<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i primi esperimenti artistici di Dostoevskij e l&#8217;opera della sua maturit\u00e0 \u00e8 possibile cogliere una continuit\u00e0 ideale. Ci troviamo di fronte ad una medesima posizione umana, pi\u00f9 ingenua ed inconsapevole prima, pi\u00f9 tragicamente sofferta poi. <em>L&#8217;uomo \u00e8 un mistero &#8211;<\/em> scrive Dostoevskij agli inizi della sua carriera di artista &#8211; <em>se per tutta la vita tu avrai cercato di risolverlo, non dire: ho perso tempo. Io mi occupo di questo mistero, perch\u00e9 voglio essere uomo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svelare il mistero dell&#8217;uomo \u00e8 il compito che Dostoevskij si prefigge per essere veramente uomo e per questo, fin dagli inizi, \u00e8 il suo primo interesse, la sua prima occupazione. Il suo cammino e la sua attivit\u00e0 di artista si collocano esattamente a questo livello, come risposta a ci\u00f2 che egli sente essere la sua vocazione umana, adempimento di una missione cui egli fino alla fine si sentir\u00e0 chiamato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con pieno realismo trovare l&#8217;uomo nell&#8217;uomo&#8230;<\/em> &#8211; scriver\u00e0 lo scrittore gi\u00e0 affermato, pochi mesi prima della morte &#8211; <em>Mi chiamano psicologo; non \u00e8 vero, io sono soltanto realista nel senso pi\u00f9 alto, cio\u00e8 raffiguro tutte le profondit\u00e0 dell&#8217;animo umano<\/em>. L&#8217;arte di Dostoevskij si caratterizza come un realismo teso a cogliere e rappresentare la realt\u00e0 della vita nelle sue dimensioni pi\u00f9 profonde, nei suoi fondamenti ultimi, nella sua relazione con la realt\u00e0 assoluta ed eterna della vita divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei primi racconti Dostoevskij rivela tutta la sua profonda umanit\u00e0. Egli volge uno sguardo pieno di compassione agli uomini dimenticati, <em>umiliati e offesi<\/em>, uomini calpestati dalla vita, schiacciati dalle inquit\u00e0 del mondo. Narrandone le vicende dolorose, egli si fa interprete della loro intima sofferenza. .Si concentra sul mondo interiore di questa umanit\u00e0 infelice, umanit\u00e0 che, sotto le forme pi\u00f9 degradanti e paradossali, conserva tuttavia una sua dignit\u00e0, una sua consapevolezza morale ed esistenzale. <em>Povera gente<\/em> \u00e8 tutto questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/il-sosia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22780\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/il-sosia-202x300.png\" alt=\"il sosia\" width=\"135\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/il-sosia-202x300.png 202w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/il-sosia.png 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 135px) 100vw, 135px\" \/><\/a>E&#8217; la storia di due vite senza speranza: <em>un cuore d&#8217;impiegatuccio, onesto e puro, morale e devoto all&#8217;autorit\u00e0; ed insieme ad esso una fanciulla, offesa dalla vita e triste<\/em>. Ne <em>Il sosia<\/em>, il suo secondo racconto, lo sguardo dell&#8217;artista si fa pi\u00f9 penetrante. Egli non giunge pi\u00f9 solo a comprendere e rappresentare l&#8217;intima sofferenza dell&#8217;uomo, ma si spinge a ricercarne le motivazioni ultime. Ci\u00f2 che rende infelice il destino dell&#8217;uomo non sono pi\u00f9 soltanto le condizioni esteriori, sociali della vita, ma qualcosa di intrinseco, di connaturale all&#8217;esistenza stessa dell&#8217;uomo, qualcosa di terribile e di tragico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; infatti ne <em>Il sosia<\/em> che Dostoevskij per la prima volta rivela e analizza il dualismo tragico della natura umana, raffigurando artisticamente quello che costituir\u00e0 il tratto caratteristico di tutti i suoi pi\u00f9 grandi personaggi: lo stato di divisione, di autentica dissociazione dell&#8217;animo e della coscienza umani. Il\u00a0 racconto narra la storia della pazzia del Signor Goljadkin, un modesto, inoffensivo impiegato che, rendendosi conto di quale ruolo insignificante rivesta la sua persona nell&#8217;ingranaggio della vita, prova un sentimento di angoscia e di terrore al pensiero che la sua personalit\u00e0 possa essere totalmente annullata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per affermare la sua identit\u00e0, egli si chiude allora in un suo mondo fatto di solitudine; per difendere il suo diritto alla vita, egli si isola dalla vita degli altri. Da questa condizione di paura e di estraneit\u00e0 prende avvio il processo che conduce il signor Goljadkin alla pazzia, allo sdoppiamento della sua personalit\u00e0: davanti a lui sorge l&#8217;immagine di un sosia, incarnazione vivente di tutto ci\u00f2 che di meschino e di ignobile si cela nel suo animo, <em>un altro perfettamente simile e, per la depravazione del cuore, ripugnante signor Goljadkin.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della pazzia dell&#8217;eroe sar\u00e0 ripreso ne <em>Il signor Procharcin<\/em>, ma ci\u00f2 che pi\u00f9 conta \u00e8 che Il problema dell&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;\u00abio\u00bb e della definizione della persona nel suo rapporto con la vita e la realt\u00e0 del mondo continuer\u00e0 ad essere il perno attorno a cui Dostoevskij costruir\u00e0 tutte le sue opere successive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel racconto <em>La padrona <\/em>questo problema \u00e8 affrontato da un punto di vista nuovo rispetto ai racconti precedenti: qui Dostoevskij per la prima volta delinea il tipo del <em>so-<\/em><em>gnatore pietroburghese <\/em>che, per sfuggire alla volgarit\u00e0 e banalit\u00e0 di un mondo spesso dominato da interessi meschini, si rifugia in un suo mondo di sogni e visioni deliranti, finendo per diventare <em>non uomo, ma un certo strano essere di genere <\/em><em>neutro. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Ordynov, il protagonista de <em>La pa<\/em><em>drona <\/em>(figura di intellettuale squattrinato che, divorato da una profonda ed insaziabile passione per la scienza, rivela nella sua misantropia, nella selvatichezza e nella debolezza di cuore una radicale estraneit\u00e0 alla vita), saranno altri personaggi ad incarnare, sia pure in forme diverse, questo tipo d&#8217;uomo incline alle fantasticherie e ai sogni: dal protagonista de <em>Le notti bianche <\/em>a Vanja, eroe di <em>Umiliati e offesi, <\/em>dall&#8217;uomo del sottosuolo a Raskol&#8217;nikov, protagonista di <em>Delitto e castigo, <\/em>fino a <em>L&#8217;adolescente <\/em>e a tanti altri personaggi che Dostoevskij ha raffigurato nei suoi romanzi maggiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel protagonista de <em>Le memorie del sotto<\/em><em>suolo <\/em>la crisi di identit\u00e0 si manifesta come affermazione esasperata del proprio <em>libero ed auto<\/em><em>nomo volere. <\/em>Il racconto si divide in due parti: nella prima, sotto forma di monologo il protagonista <em>presenta se stesso e il suo punto di vista, <\/em>esponendo la filosofia della vita che egli si \u00e8 costruito in vent&#8217;anni di sottosuolo, egli racconta alcuni avvenimenti della sua vita e, in particolare la storia dell&#8217;offesa da lui arrecata a Liza, una fanciulla che, nella sua depravazione, aveva tuttavia conservato tutta la sua purezza e dignit\u00e0 interiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo del sottosuolo \u00e8 un uomo dalla <em>coscienza ipertrofica <\/em>che, nella consapevolezza di tutta la sua nullit\u00e0, di tutta la sua tragica inconsistenza &#8211; <em>non seppi diventare niente del tutto: <\/em><em>n\u00e9 cattivo n\u00e9 buono, n\u00e9 furfante n\u00e9 onesto, n\u00e9 eroe n\u00e9 insetto -, <\/em>afferma il suo incontestabile diritto ad essere tale. Nel suo <em>freddo e disperato stato di <\/em><em>mezza disperazione e mezza fede, <\/em>egli vuole essere libero di <em>amare alla follia anche la distruzione <\/em><em>e il caos, <\/em>qualunque cosa questa libert\u00e0 gli possa costare, ed \u00e8 per questo che non pu\u00f2 risolversi ad accettare nessuna legge, nessun principio razionale o morale, nessun <em>palazzo di cristallo <\/em>costruito sull&#8217;utopia) sogno dell&#8217;uomo di pervenire, con l&#8217;ausilio della sola ragione, ad una formula perfetta di ordinamento della societ\u00e0 umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La difesa dell&#8217;illimitata libert\u00e0 del singolo individuo conduce il protagonista di <em>Delitto e ca<\/em><em>stigo <\/em>a compiere un crimine. La logica di questo delitto \u00e8 abnorme: traendo le conseguenze ultime della filosofia del sottosuolo, Raskol&#8217;nikov, come sottolinea il filosofo russo Bercijaev, con questo suo atto \u00abmette a prova i confini della propria natura e, in generale, della natura umana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca di una piena realizzazione della propria persona degenera in un rifiuto della propria condizione umana: Raskol&#8217;nikov uccide <em>per diventare <\/em><em>un Napoleone, <\/em>per sentirsi <em>non un pidocchio come lutti, ma un uomo, <\/em>un uomo tuttavia con degli attributi particolari, attributi che appartengono soltanto alla natura di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/attori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-22781\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/attori.jpg\" alt=\"attori\" width=\"250\" height=\"164\" \/><\/a>Il protagonista di <em>Delitto e castigo <\/em>\u00e8 un giovane studente che, lasciata l&#8217;universit\u00e0 per mancanza di mezzi, vive in estrema miseria, abbandonandosi ad un&#8217;idea che diventa ben presto l&#8217;ossessione della sua vita: uccidere una vecchia usuraia avida, la cui esistenza gli appare priva di ogni utilit\u00e0, di ogni valore. La sua tragedia si consuma tutta nell&#8217;ideazione, nella realizzazione, nella confessione e nell&#8217;espiazione di questo delitto, la cui motivazione teorica &#8211; diventare un Napoleone &#8211; \u00e8 sorretta da una serie di motivazioni pratiche e contingenti: derubare la vecchia e, con il suo denaro, assicurare una vita finalmente felice alla madre, che per lui si \u00e8 sempre sacrificata, e alla sorella, che per amor suo ha deciso di accondiscendere ad un matrimonio di convenienza; finire l&#8217;universit\u00e0, andarsene all&#8217;estero e diventare un benefattore dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La salvezza di Raskol&#8217;nikov si compir\u00e0 attraverso l&#8217;espiazione del delitto, cio\u00e8 percorrendo una strada di sofferenza, innanzi tutto inferiore, che lo porter\u00e0 a riconoscere quel principio di unit\u00e0 mistica dell&#8217;essere che egli ha calpestato e violato con il suo crimine. Strumento della sua redenzione \u00e8 Sonja, una giovane fanciulla che, per sfamare il padre alcolizzato, la madre tisica e tutti i suoi fratelli, si \u00e8 data alla prostituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coscienza di Sonja \u00e8 pura, come puro \u00e8 il suo sguar do sulle cose. Se pecca, ha coscienza del suo peccato, provandone un dolore profondo, in un anelito di redenzione che passa attraverso una sofferta accettazione del suo destino e, incontrando Raskol&#8217;nikov, attraverso il sacrificio a lui della sua stessa vita. L&#8217;amore di Sonja risveglia in Raskol&#8217;nikov quel sentimento di moralit\u00e0 che \u00e8 insito nella natura stessa dell&#8217;uomo e che permane nell&#8217;animo del delinquente, tanto da fargli desiderare di essere punito per il suo delitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;idea che sia il delinquente stesso ad <em>esigere dal <\/em><em>punto di vista morale <\/em>la sua punizione anche giuridica, secondo quanto afferma Dostoevskij stesso in una lettera, \u00e8 sviluppata in <em>Delitto e <\/em><em>castigo <\/em>sulla base di osservazioni da lui compiute personalmente durante i quattro anni di lavori forzati. Qui si rivela il legame di <em>Delitto e ca<\/em><em>stigo <\/em>con <em>Memorie da una casa di morti, <\/em>l&#8217;opera di Dostoevskij in cui pi\u00f9 palesemente si manifesta la sua profonda conoscenza dell&#8217;umanit\u00e0 dei reietti. <em>Credimi &#8211; <\/em>egli scrive al fratello &#8211; <em>vi sono <\/em><em>caratteri profondi, -forti, bellissimi e fu molto <\/em><em>piacevole cercare l&#8217;oro sotto la rozza scorza. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercando questo oro, Dostoevskij da vita al suo realismo: <em>Delitto e castigo <\/em>non \u00e8 un semplice racconto della meccanica di un delitto e neppure una analisi della psicologia di un delinquente, pia la raffigurazione dei moti pi\u00f9 interiori della coscienza umana posta di fronte al dilemma della sua contraddittoria esistenza<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lacerazione, la dicotomia in cui si dibatte la coscienza umana vengono messe a nudo da Dostoevskij in quelli che, nella sua opera, rappresentano i momenti di pi\u00f9 elevata e sofferta tragicit\u00e0: sono questi i monologhi interiori dei personaggi, le loro confessioni, le loro autoaccuse, resi artisticamente sotto forma di veri e propri monologhi-confessioni, come nel caso dell&#8217;uomo del sottosuolo, o sotto forma di visioni e deliranti sogni, come nel caso di Raskol&#8217;nikov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi momenti di pi\u00f9 intensa verit\u00e0, in cui l&#8217;uomo si ritrova solo davanti a se stesso, la lotta fra i due contraddittori principi operanti nella natura umana, il principio divino e quello demoniaco, si fa pi\u00f9 serrata. L&#8217;uomo del sottosuolo, sognatore deluso, con la sua psicologia da <em>topo offeso, bat<\/em><em>tuto, deriso <\/em>e la cattiveria con cui vuole vendicarsi di tutti i torti subiti, prende coscienza di tutta la demonicit\u00e0 del suo essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 un&#8217;iner<\/em><em>zia tenebrosa ha infranto ci\u00f2 che avevo di pi\u00f9 <\/em><em>caro? <\/em>&#8211; grida il protagonista della novella <em>La mite<\/em> davanti al cadavere suicida della moglie, ed egli sa che \u00e8 stata l&#8217;inerzia tenebrosa della sua anima, chiusa in una tetra e altera solitudine, a spingere <em>la mite<\/em> al suicidio. L&#8217;inerzia dell&#8217;uomo che non combatte contro la demonicit\u00e0 del suo essere conduce l&#8217;uomo stesso alla disperazione, alla rottura di tutti i suoi legami pi\u00f9 cari, quei legami di unit\u00e0 che facevano di lui un uomo vivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli <\/em><em>uomini sono soli<\/em> <em>sulla terra<\/em> &#8211; egli grida ancora <em>&#8211;<\/em><em>ecco il male!&#8230; Tutto \u00e8 morto e dappertutto non <\/em><em>ci sono che morti. Soltanto uomini e intorno a <\/em><em>loro il silenzio; ecco la terra! \u00abUomini, amatevi <\/em><em>l&#8217;un l&#8217;altro\u00bb: chi disse questo? di chi \u00e8 questo <\/em><em>precetto? Batte il pendolo, insensibile, odioso. Le <\/em><em>due di notte. Le sue piccole scarpe sono accanto <\/em><em>al letto, sembra che l&#8217;aspettino&#8230; No, sul serio, <\/em><em>quando domani la porteranno via, che mai far\u00f2?.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi della coscienza dell&#8217;uomo del sottosuolo \u00e8 una crisi religiosa e, pi\u00f9 propriamente, la crisi religiosa dell&#8217;uomo russo-europeo del XIX secolo. Da <em>Delitto e castigo<\/em> in poi si fa pi\u00f9 approfondita e palese la analisi della crisi della coscienza umana nella sua dimensione sociale e culturale. Nel romanzo <em>Il giocatore,<\/em> il cui soggetto \u00e8 la vita dei russi all&#8217;estero c\u00f3lta in un&#8217;atmosfera particolare, quella delle case da giuoco europee, traspare la povert\u00e0 spirituale di una societ\u00e0 che si \u00e8 estraniata dalle radici religiose della sua cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, nel romanzo successivo a <em>Delitto e castigo<\/em>, <em>L&#8217;idiota<\/em>, appaiono considerazioni sul liberalismo, quale fenomeno culturale incapace di indirizzare la societ\u00e0 verso un&#8217;autentico sviluppo della vita umana. Come sar\u00e0 anche ne <em>L&#8217;adolescente<\/em>, la sete di potere dell&#8217;uomo della nuova generazione, espressione della perdita della fede in Dio, si manifesta in particolare nella sua avidit\u00e0 di denaro. <em>Pazzi, vanitosi<\/em>! &#8211; grida Lizaveta Prokof\u2019evna, uno dei personaggi femminili de <em>L&#8217;idiota<\/em>, parlando degli uomini progressisti del suo tempo &#8211; <em>Non credono in Dio, non credono in Cristo! Siete tanto vanitosi, l&#8217;orgoglio vi ha tanto <\/em><em>corroso le anime, che finirete per divorarvi a vicenda.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrapposta a tutto questo mondo di prepotenze, scandali e caos morale \u00e8, ne <em>L&#8217;idiota,<\/em> la figura del principe Myskin. In lui Dostoevskij vuole rappresentare un uomo positivamente buono. <em>Questo <\/em>&#8211; scrive Dostoevskij &#8211; <em>\u00e8 compito smi<\/em><em>surato. Il bello \u00e8 un ideale, ma l&#8217;ideale non \u00e8 no<\/em><em>stro, n\u00e9 la civile Europa l&#8217;ha minimamente elaborato. Nel mondo c\u2019\u00e8 una persona positivamente <\/em><em>buona<\/em> &#8211; <em>Cristo, cos\u00ec che l&#8217;apparizione di quest&#8217;uo<\/em><em>mo smisuratamente, sconfinatamente buono \u00e8 naturalmente un miracolo sconfinato.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epilettico, <em>idiota<\/em>, Myskin la figura di Cristo, incarnazione ideale e perfetta della Bellezza, \u00e8 ancora solo adombrata. Ma la sua personalit\u00e0, nonostante vivano ancora in lui dei <em>doppi pensieri<\/em>, irradia Lina forza di luce interiore che attira a s\u00e9 tutti coloro con cui egli entra in rapporto. Nonostante permangano in lui la duplicit\u00e0 e la debolezza insite nella natura dell&#8217;uomo, per la sua sconfinata capacit\u00e0 di contemplazione<em> All&#8217;infinitamente gran<\/em><em>de<\/em> Myskin vive un&#8217;esperienza di unit\u00e0 interiore tanto profonda e vera, da costituire una fonte inesauribile di <em>calma suprema<\/em>. In questa esperienza il suo cuore si spalanca alla compassione verso tutti, giacch\u00e9 <em>la compassione \u00e8 la pi\u00f9 im<\/em><em>portante e forse l&#8217;unica legge di vita di tutta l&#8217;umanit\u00e0<\/em>. E la sua compassione\u00a0che per le sofferenze di chi gli \u00e8 accanto \u00e8 infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli scambia le croci della fratellanza con Rogozin, dispodendosi a farsi carico del doloroso destino che attende l&#8217;amico. Dopo che Rogozin tenta di ucciderlo, Myskin riconosce in questo suo atto<em> un nostro peccato co<\/em><em>mune<\/em>. Rogozin uccider\u00e0 Nastasja Filippovna, la donna per cui egli prova un sentimento d&#8217;amore torbido e perverso, e Myskin precipiter\u00e0 insieme con lui nella follia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/I-demoni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-22782\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/I-demoni.jpg\" alt=\"I demoni\" width=\"142\" height=\"200\" \/><\/a>In questa intricata storia di amori e passioni, Myskin sa penetrare a fondo nell&#8217;animo di ciascun personaggio, cogliendone tutta l&#8217;interiore tragica lacerazione, <em>fino ad accor<\/em><em>gersi<\/em> <em>di tutto ci\u00f2 che agli altri sfugge<\/em>. Il problema di tutti, sotto la folla di problemi da cui tutti gli animi appaiono pi\u00f9 immediatamente afferrati, \u00e8 quello dell&#8217;esistenza o non esistenza di Dio, quello del riconoscimento, non solo a livello intellettuale, ma anche e soprattutto a livello esistenziale, della realt\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il problema che tormenter\u00e0 indistentamente tutti i personaggi de<em> I demoni<\/em>. Il caos, la demonicit\u00e0 della loro vita si comprende sullo sfondo di questo tormento irrisolto. Tema del romanzo \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 clandestina del movimento rivoluzionario sorto in Russia nella seconda met\u00e0 del secolo XIX. Ma l&#8217;emergere di questo movimento \u00e8 guardato nel romanzo come un dramma innanzi tutto religioso, come la lotta della fede contro l&#8217;ateismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frutto dello spirito nichilista, cio\u00e8 di quello spirito che \u00e8 stato definito dal filosofo russo Frank come \u00abla disposizione tendente ad eternare ed assolutizzare &#8220;l&#8217;umano, il troppo umano&#8221;\u00bb, la rivoluzione non si risolve per Dostoevskij in un compito politico, ma ha un ben definito risvolto spirituale: la negazione di Dio da un lato e l&#8217;affermazione dell&#8217;assoluto, indiscriminato potere dell&#8217;uomo dall&#8217;altro, poich\u00e9 \u00e8 una assurdit\u00e0 insopportabile per l&#8217;uomo<em> capire <\/em><em>che non c&#8217;\u00e8 Dio e non capire nello stesso momento <\/em><em>d&#8217;essere diventato tu stesso un dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Stavrogin, la figura centrale del romanzo, si vede attuato in modo macroscopico il processo di distruzione di una personalit\u00e0, il cui sentimento di moralit\u00e0 \u00e8 stato soffocato da una razionalit\u00e0 smisurata. La sua capacit\u00e0 di vivere risulta come paralizzata; e difatti, nel romanzo, egli non appare come una persona viva, ma come una <em>maschera<\/em>, indifferente sia al bene che al male, da cui<em> non \u00e8 uscita che la negazione, senza nes<\/em><em>suna magnanimit\u00e0 e nessuna forza, da cui non \u00e8 <\/em><em>uscita, anzi, nemmeno la negazione<\/em>, giacch\u00e9 tutto in lui \u00e8 sempre <em>minuto e fiacco<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attorno a lui ruotano tutti gli altri personaggi, che appaiono come dei riflessi, quasi dei frammenti, della sua anima divisa. Seducendoli con idee diverse e spesso opposte fra loro, Stavrogin non fa che manifestare l&#8217;inconsistenza assoluta della sua persona. Tutti possono identificarsi in lui, perch\u00e9 tutto in lui \u00e8 astratto; egli vive di idee astratte, in cui<em> crede <\/em><em>e, netto stesso tempo, non crede<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Unica fra la folla di figure che lo circondano a non lasciarsi ingannare dalla <em>maschera <\/em>di Stavrogin \u00e8 Mar&#8217;ja Timofeevna Lebjadkina, la <em>zoppa <\/em>idiota che, per la innata capacit\u00e0 di contemplazione interiore, ha una percezione intuitiva, ancora quasi pagana, eppure reale, esistenziale, vera, della misteriosa presenza di Dio nell&#8217;universo creato. La fede della <em>zoppino <\/em>nella <em>gran madre terra, speranza del ge<\/em><em>nere umano \u00e8 <\/em>preludio alla fede cristiana che si incarner\u00e0 in figure come quella del pellegrino Makarij ne <em>L&#8217;adolescente, <\/em>dello starec Zosima o del novizio Al\u00ebsa ne \/ <em>fratelli Karamazov.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel romanzo <em>L&#8217;adolescente <\/em>la figura del pellegrino Makarij si erge a simbolo di una realt\u00e0, quella del popolo russo ortodosso, che per le profonde radici religiose della sua cultura, si contrappone alla realt\u00e0 divisa, caotica, <em>causale <\/em>dell&#8217;intelligencija russa progressista. Nell&#8217;ampio quadro che Dostoevskij dipinge della realt\u00e0 sociale del suo tempo, la vita dell&#8217;uomo in tutti i suoi aspetti, individuale, familiare e sociale, appare dominata da questo sentimento di <em>causalit\u00e0, <\/em>di indeterminatezza, di sconnessione. Cos\u00ec accade anche alla vita dell&#8217;adolescente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello scontro quotidiano con la realt\u00e0, egli scopre quale biunivoca e terribile corrispondenza esista fra le contraddizioni, cui egli stesso si sente oggetto &#8211; <em>io sono un m\u00ecsero adolescente, e non so io stesso sempre che cosa sia bene e che cosa sia male &#8211; <\/em>e le contraddizioni ancora irrisolte, cui sono soggette le figure enigmatiche di adulti, prima fra tutte quella del padre Versilov, che gli \u00e8 capitato di incontrare nel breve, ma gi\u00e0 tormentato corso della sua esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel pellegrino Makarij l&#8217;adolescente trova qualcosa che gli era prima sconosciuto, qualcosa di perfettamente nuovo per lui: <em>in quell&#8217;essere del popolo, <\/em>come egli lo definisce, <em>c&#8217;era la letizia del cuore e perci\u00f2 anche \u00abla bellezza morale<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne <em>I Fratelli Karamazov<\/em> alla <em>brama di bellezza morale<\/em>,che \u00e8 sete d\u2019infinito, sdi assoluto,di eterno, si contrappone l&#8217;istinto carnale, passionale, tutto terreno e sensuale dei Karamazov. La bellezza diviene cos\u00ec <em>una cosa terribile e paurosa. Paurosa, perch\u00e9 \u00e8 indefinibile, e definirla non si pu\u00f2 perch\u00e9 Dio non ci ha dato che enigmi. Qui le due rive si uniscono, qui tutte le contraddizioni coesistono&#8230; La cosa paurosa \u00e8 che la bellezza non solo \u00e8 terribile, ma \u00e8 anche un mistero. E&#8217; qui che Satana lotta con Dio, e il loro campo di battaglia \u00e8 il cuore degli uomini. <\/em>La <em>Bellezza <\/em>\u00e8 nella santit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Bellezza <\/em>gi\u00e0 vive nell&#8217;immensit\u00e0 del cuore dell&#8217;uomo, ma l&#8217;uomo, che ancora vive dentro le strette pareti della sua meschinit\u00e0, della sua abiezione, della sua strutturale limitatezza, continuamente ne profana e ne calpesta l&#8217;immagine. <em>C&#8217;\u00e8 forse bellezza nell&#8217;ideale di Sodoma? &#8211; <\/em>eppure, <em>proprio nell&#8217;ideale di Sodoma la trova l&#8217;enor<\/em><em>me maggioranza degli uomini. <\/em>Questo \u00e8 il pi\u00f9 grande tormento della vita umana. Anche per l&#8217;animo pi\u00f9 forte \u00e8 insopportabile che <em>un uomo, <\/em><em>magari di cuore nobilissimo e mente elevata, cominci con l&#8217;ideale della Madonna e finisca con l&#8217;ideale di Sodoma, <\/em>insopportabile che l&#8217;animo umano sia cos\u00ec immenso, che in un cuore da angelo continui ad insinuarsi il verme della volutt\u00e0, che, anelando all&#8217;infinito, l&#8217;uomo continui a precipitare nell&#8217;abisso della pi\u00f9 umiliante vergogna. Insopportabile \u00e8 tutto questo per l&#8217;uomo che non conosce la misericordia di Dio, per l&#8217;uomo che, ribellandosi <em>a <\/em>Dio, confida soltanto nelle sue forze, per l&#8217;uomo <em>dallo spirito euclideo <\/em>che non conosce altre misure all&#8217;infuori di quella che la ragione stessa gli detta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivolta dell&#8217;uomo contro Dio e la ricerca appassionata di Lui: fra questi due poli, entro cui scorre l&#8217;esistenza umana, si costruisce tutta la trama, la storia, il contenuto dell&#8217;ultima grande fatica, dell&#8217;ultima grande opera che Dostoevskij ha donato all&#8217;umanit\u00e0: \u00a0<em>I fratelli Karamazov.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo romanzo, come scrive il Moculskij, \u00absi schiude davanti a noi come una biografia spirituale dell&#8217;autore e una sua confessione artistica. Ma, trasformata in opera d&#8217;arte, la storia della personalit\u00e0 di Dostoevskij diventa la storia della personalit\u00e0 umana in generale. Scompare il casuale e l&#8217;individuale, compare l&#8217;universale che abbraccia tutta l&#8217;umanit\u00e0. Nel destino dei fratelli Karamazov, ognuno di noi riconosce il suo destino \u00bb. La storia di ognuno di loro, che si compenetra e si fonde con la storia degli altri, formando \u00ab un&#8217;unit\u00e0 spirituale\u00bb, \u00e8 la storia di ognuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura di Ivan \u00e8 caratterizzata da un esasperato razionalismo, che determina ogni atto della sua coscienza. Egli restituisce il suo biglietto <em>a <\/em>Dio, poich\u00e9 la sua ragione non pu\u00f2 risolversi ad ammettere ed accettare la disarmonia, che ancora regna nel mondo di Dio. La sua rivolta \u00e8 la rivolta del <em>Grande Inquisitore <\/em>che, dopo essere insorto contro Dio in nome dell&#8217;uomo, formula un sistema di ordinamento del mondo basato sulla negazione della libert\u00e0 e dignit\u00e0 umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lussuria e passionalit\u00e0 definiscono il personaggio di Dmitrij, cos\u00ec che egli ama la depravazione e la depravazione pi\u00f9 ignobile. <em>Non giudicarmi &#8211; <\/em>egli grida a Dio &#8211; <em>perch\u00e9 io stesso mi sono condannato: non <\/em><em>giudicarmi perch\u00e9 Ti amo! Sono abietto, ma Ti <\/em><em>amo; se mi manderai all&#8217;inferno anche l\u00e0 Ti ame<\/em><em>r\u00f2 e di l\u00e0 grider\u00f2 che Ti amo per l&#8217;eternit\u00e0&#8230; Ma lasciami amare fino all&#8217;ultimo&#8230; Dmitrij ama Dio, <\/em><em>ma come Dio e forse pi\u00f9 di Dio, egli ama il suo <\/em><em>fango, il suo puzzo, la sua abiezione e la sua vilt\u00e0. <\/em><em>Si riscatter\u00e0, accettando un destino di sofferenza, consapevole che solo la sofferenza pu\u00f2 ricondurlo <\/em><em>l\u00e0 dove il suo spirito anela ad essere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la purezza dell&#8217;amore racchiuso nel suo giovane cuore. Al\u00ebsa, <em>il cherubino, <\/em>tende all&#8217;ideale in modo esclusivo fino all&#8217;oblio di tutto e <em>di tutti. <\/em>Nella sua giovanile esaltazione, egli resta ferito e scosso nella sua fede di fronte al lezzo della putrefazione che si sprigiona dal corpo del suo amato, <em>santo, <\/em>starec, giacch\u00e9 <em>una suprema giustizia <\/em><em>\u00e8 stata, secondo lui, offesa. <\/em>Proprio da questa esperienza egli uscir\u00e0 <em>temprato per sempre, pron<\/em><em>to a lottare <\/em>e ad andare a <em>vivere nel mondo, <\/em>per adempiere la sua missione in mezzo agli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Ivan, di Dmitrij, di Al\u00ebsa e di tutti gli altri personaggi del romanzo \u00e8 la storia del cammino dell&#8217;uomo verso il possesso definitivo del suo destino. Nella figura di Al\u00ebsa, cos\u00ec come in quella dello starec Zosima, questo cammino si fa luminoso, tanto da non temere pi\u00f9 l&#8217;ombra del peccato, n\u00e9 quella della morte. Al di sopra di tutto infatti <em>ecco, \u00e8 la verit\u00e0 divina, che da la gioia, la <\/em><em>pace, e tutto perdona.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"626\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Cieli e terra nuovi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la mia povera intelligenza terrena, euclidea, so soltanto che la sofferenza esiste e che i colpevoli non esistono, che ogni cosa infatti, deriva semplicemente e direttamente da un&#8217;altra, che tutto scorre e tutto si equilibra, ma queste non seno che sciocchezze, euclidee, lo so bene e non posso accontentarmi di vivere in base a simili sciocchezze. Cosa mi importa che non esistano colpevoli, che ogni cosa derivi semplicemente e direttamente da un&#8217;altra, e che io lo sappia, io ho bisogno di un compenso se no mi distruggo e di un compenso non nell&#8217;infinito, astratto, chiss\u00e0 dove e chiss\u00e0 quando, ma qui, sulla terra e voglio vederlo coi miei occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ho creduto e perci\u00f2 voglio vedere anch&#8217;io e se allora sar\u00f2 gi\u00e0 morto, mi devono resuscitare perch\u00e9 se tutto accadesse senza di me, sarebbe una cosa avvilente, sarebbe la distruzione di tutto. Non ho sofferto per concimare con le mie colpe e le mie sofferenze una armonia futura in favore di chiss\u00e0 chi. Voglio vederlo coi miei occhi il daino che gioca accanto al leone e l&#8217;ucciso che si rialza e abbraccia l&#8217;uccisore, voglio esserci anch&#8217;io quando tutti sapranno finalmente perch\u00e9 le cose sono andate cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(da \/ <em>fratelli Karamazov)<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"646\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<h6><strong>La nostra giovent\u00f9<\/strong><\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify;\">Ho proprio la segreta convinzione che fa nostra giovent\u00f9 soffra e languisca da noi proprio per mancanza di fini elevati nella vita. Ne-lle nostre famiglie non si fa quasi cenno a fini elevati nella vita e quanti all&#8217;idea dell&#8217;immortalit\u00e0 non solo in gene\u00adrale non ci si pensa, ma abbastanza spesso la si considera ironicamente, in presenza dei ragazzi, fin dall&#8217;infanzia e forse addirittura a scopo educativo.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify;\">\u00abMa da noi la famiglia non esiste per nulla\u00bb mi faceva osservare di recente uno dei nostri pi\u00f9 dotati scrittori. Da certi punti di vista \u00e8 anche vero; dato il nostro generale indifferentismo per i fini elevati della vita, pu\u00f2 darsi benissimo che in certi strati della nazione abbia cominciato a essere scossa anche la famiglia. In ogni modo, \u00e8 del tutto chiaro che la nostra giovane generazione \u00e8 condannata a cercarsi ideali propri e fini elevati di vita propri. Ma \u00e8 terribile che la giovent\u00f9 sia cos\u00ec isolata e abbandonata alle proprie forze.<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: justify;\">E&#8217; una questione molto importante nell&#8217;attuale mo\u00admento della nostra vita. La nostra giovent\u00f9 si trova in una situazione tale che non trova in nulla accenni a un senso superiore della vita. Dai nostri sapientoni e in generale dalle sue guide, la giovent\u00f9 del nostro tempo pu\u00f2 tutt&#8217;al pi\u00f9 prendere a prestito una concezione satirica, ma niente di positvo in cui credere, a cui portar rispetto, qualcosa da adorare, a cui aspirare; e intanto tutto ci\u00f2 \u00e8 cos\u00ec necessario per la giovent\u00f9, di ci\u00f2 sol\u00adtanto essa ha sete, ha avuto sempre sete nei secoli e ovunque!<\/h6>\n<h6 style=\"text-align: right;\">(da <em>Diario di uno scrittore<\/em>, Dicembre 1876)<\/h6>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DALLA RIVOLUZIONE NICHILISTA ALLA RESURREZIONE DEI MORTI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Carlo Giannetto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grandezza della vita e dell&#8217;opera di Dostoev-skij sono oggi universalmente riconosciute. Scopo di queste note non \u00e8 dunque quello di sottolinearne un&#8217;ennesima volta i pregi, quanto piuttosto il tentativo di invitare attraverso i testi dell&#8217;autore a una lettura che sia esperienza d&#8217;autentico incontro con l&#8217;opera d&#8217;un artista che di s\u00e9 avrebbe potuto dire, come fa uno dei suoi personaggi: \u00abDio mi ha tormentato tutta la vita\u00bb (in <em>I<\/em> <em>taccuini]. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa osservazione di O. Cl\u00e9ment illumina la stretta connessione tra la ricerca lunga e tormentata d&#8217;una qualsiasi fede primaria in un socialismo utopistico, (pagata da Dostoevskij con la condanna a morte e la deportazione) e l&#8217;emergere dell&#8217;eterna domanda sul proprio destino; ricerca questa che trover\u00e0 la strada della fede rivelata solo nell&#8217;ultimo dei grandi romanzi, che segnano la sua maturit\u00e0 di uomo e d&#8217;artista, \/ <em>fratelli Karamazov.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dostoevskij deve la sua enorme popolarit\u00e0 di critica e di pubblico anche all&#8217;estrema complessit\u00e0 della sua opera, che ha reso possibile le interpretazioni pi\u00f9 opposte. Si cercher\u00e0 ora di esaminare <em>quest&#8217;ambiguit\u00e0 <\/em>attraverso il concetto di mistero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo Bernanos forse ha dato tanta potenza e felicit\u00e0 creativa agli eroi negativi e alle forze del male. Anche il lettore pi\u00f9 sprovveduto e casuale sar\u00e0 colpito dalla potenza, quasi ispirata, delle argomentazioni ateistiche di Ivan Karamazov. Il mistero del nostro destino viene qui concepito nichilisticamente: \u00abII Cristo stesso non ha trovato nulla dopo la sua croce\u00bb. Un altro personaggio ne <em>L&#8217;adolescente <\/em>dir\u00e0 \u00abII tempo non serve a nulla\u00bb. Al termine della sua grandiosa requisitoria sul rifiuto di accettare il dolore nei bambini, Ivan \u00abrestituisce il biglietto d&#8217;invito\u00bb e rifiuta la fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grandezza di Dostoevskij e la sua fecondit\u00e0 per noi lettori d&#8217;oggi sta nel fatto ch&#8217;egli proprio nei suoi personaggi demoniaci, mantiene chiara la coscienza che l&#8217;uomo non pu\u00f2 dire impunemente no a Dio, suo Destino. Infatti Ivan impazzisce, Svidrigailov e Stavrogin si uccidono perch\u00e9 se nessuno \u00e8 colpevole, \u00e8 anche vero che nessuno ti perdona. Allora anche l&#8217;incontro di Stravrogin con il santo monaco Tichon \u2014 \/ <em>demoni <\/em>\u2014 come il fidanzamento di Svidrigailov \u2014 in <em>Delitto e Ca<\/em><em>stigo <\/em>\u2014 invece che in salvezza si tramutano in occasione di condanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti \u00e8 l&#8217;incontro con le varie forme di santit\u00e0 che provoca nei personaggi negativi di Dostoevskij un giudizio sulla loro vita. La purezza di Al\u00e8scia fa dire alla dissoluta e avara Gruscenka \u00abEgli mi ha rovesciato il cuore\u00bb. L\u2019incontro col Destino, se accolto, cambia la vita. Famoso meritatamente il celebre episodio della prostituta Sonia che legge a un assassino, Raskolnikov, il Vangelo della resurrezione di <em>Lazzaro <\/em>e con la sua fede sincera provoca il suo pentimento. Si pensi, a ulteriore prova di quanto detto, sull&#8217;inscindibile legame d&#8217;una specie di trinit\u00e0 narrativa \u2014 mistero, destino, nulla \u2014 (i suicidi di Stavrogin, Svidrigailov, Kirillov); al caso positivo della conversione di Stefan Trofimovich I <em>Demoni), <\/em>figura moralmente deprecabile, eppure cos\u00ec grande nell&#8217;oggettivit\u00e0 religiosa di questa sua affermazione: \u00abDio mi \u00e8 necessario perch\u00e9 egli \u00e8 la sola realt\u00e0 che si possa amare eternamente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche critico ha giustamente osservato che i buoni troppo spesso in Dostoevskij fanno discorsi sentimentali e inconcludenti. La stessa figura di Al\u00ebscia convince il lettore solo nel celebre episodio conclusivo de \/ <em>fratelli Karamazov <\/em>dove finalmente la fede diventa luogo dell&#8217;altra vita. L&#8217;ambiguit\u00e0 teologica di certi esiti specie ne <em>L&#8217;idiota <\/em>e nello stesso \/ <em>Demoni, <\/em>gi\u00e0 rilevata tra gli altri con chiarezza persuasiva dal De Lubac nulla toglie, anzi avvalora l&#8217;utilit\u00e0 di guida al lettore della trinit\u00e0 interpretativa mistero-destino-nulla. De Lubac si riferisce allo sviluppo della figura di Cristo ne <em>L&#8217;idiota, <\/em>data dalla quale \u00e8 assente la potenza della Grazia divina e la cui bellezza \u00e8 intesa in modo gi\u00e0 decadente, come umanit\u00e0 esangue ed impotente di fronte al male, tanto che il principe Myskin non impedisce il delitto di Rogozin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta ora da specificare come la tensione verso il mistero e il destino ultimo dell&#8217;uomo si traduca in Dostoevskij in moralit\u00e0 che giudica, limpida, tagliente e sicura, tutte le idolatrie sia teistiche (vedi le frequenti polemiche stringenti e vittoriose di Ivan e del protagonista delle <em>Memorie <\/em><em>del sottosuolo <\/em>contro l&#8217;illuminismo), sia con forza ancor pi\u00f9 attuale contro l&#8217;ateismo e il progressismo, sia umanitari che terroristici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Efficace e profetica la forza di polemica non tanto e non solo antiromana, ma anche e soprattutto anti-totalitaria della <em>leggenda del Grande Inquisitore. <\/em>L&#8217;ateismo di stampo socialista, al pari di ogni altro sforzo di costruire una societ\u00e0 presuntuosamente perfetta conduce inevitabilmente ad una torre di Babele, una realt\u00e0 umana ridotta ad un formicaio (\u00abSe Dio non c&#8217;\u00e8, tutto \u00e8 permesso\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affinch\u00e8 il lettore non si perda nell&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;opera di Dostoevskij occorre rivelarne un&#8217;ultima chiave di lettura emergente dal destino dei suor personaggi. Si tratta dell&#8217;estremo realismo dell&#8217;altra vita, della bellezza e della <em>grazia <\/em>della santit\u00e0, che comincia qui e si realizza in un al di l\u00e0, nient&#8217;affatto vago ed esangue, ma trasfigurato in letizia: \u00ab&#8230; E&#8217; vero forse, quanto dice la religione, che noi risorgeremo dai morti e ci rivedremo gli uni gli altri?\u00bb \u00abCerto, noi risorgeremo e ci rivedremo, ci racconteremo gioiosamente quello che ci \u00e8 accaduto\u00bb (finale de \/ <em>Fratelli Ka<\/em><em>ramazov}. <\/em>In questo senso la santit\u00e0 per Dostoevskij corrisponde a quella bellezza che \u2014 come lui stesso ha scritto \u2014 salver\u00e0 il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"626\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Rapporto col Destino<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da principio, proprio agli inizi, s\u00ec, mi sentivo attirato e provavo una grande inquietudine. Pensavo sempre quale sarebbe stata la mia vita; volevo scrutare il mio destino e in certi momenti specialmente ero inquieto. Voi lo sapete, ci sono di questi momenti, specie quando si \u00e8 soli. L\u00e0 da noi c&#8217;era una cascatella che scendeva dall&#8217;alto d&#8217;un monte come un filo sottile, quasi perpendicolarmente: candida, rumorosa, spumeggiante; cadeva dall&#8217;alto, ma pareva abbastanza in basso, era a una mezza versta e pareva a cinquanta passi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notte mi piaceva ascoltare il frastuono; ed ecco, In quei momenti, giungevo talvolta a un punto di grande inquietudine. La stessa cosa mi accadeva talora a mezzogiorno, quando andavo in qualche posto sui monti e mi trovavo solo in mezzo alla montagna, e all&#8217;intorno c&#8217;erano antichi pini, grandi e resinosi; in alto, su una roccia, le rovine di un vecchio castello medioevale; il nostro villaggio appena visibile lontano, in basso; il sole splendente, il cielo <em>azzurro, e <\/em>un silenzio pauroso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, in quei momenti, mi sentivo chiamato sempre non so dove, e mi pareva che, se fossi andato sempre diritto, se fossi andato a lungo, a lungo, e avessi oltrepassato quella l\u00ecnea, proprio quella linea dove il cielo si incontra con la terra, l\u00e0 avrei trovato la chiave dell&#8217;enigma e avrei subito veduto una nuova vita mille volte pi\u00f9 intensa e tumultuosa che da noi; sognavo sempre una grande citt\u00e0 come Napoli, in cui c&#8217;erano <em>palazzi, <\/em>chiasso, frastuono, vita &#8230; S\u00ec, erano forse poche le cose che sognavo? <em>Ma poi mi parve che s\u00ec potesse tro<\/em><em>vare una vita Immensa anche in una prigione. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(Il principe Miskin in <em>L&#8217;idiota)<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"646\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>Presenza riconosciuta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scese rapidamente la scala esterna. La sua anima colma di gioia aveva bisogno di libert\u00e0, di spazio, di vastit\u00e0. Sopra di lui, a perdita d&#8217;occhio, si spalanc\u00f2 l&#8217;immensa volta celeste, piena di quiete stelle scintillanti. Dallo zenit all&#8217;orizzonte si stendeva in due strisce la via lattea, ancora indistinta; una notte fresca e calma fino all&#8217;immobilit\u00e0 avvolgeva la terra. Le bianche guglie della basilica e le sue cupole dorate luccicavano in un cielo zaffiro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I magnifici fiori autunnali delle aiuole attorno alla casa si erano addormentati, in attesa del mattino. La pace della terra sembrava si fon\u00addesse con la pace del cielo, e il mistero della terra si riallacciava a quello delle stelle &#8230; Al\u00e9sa era in piedi e guardava. A un tratto, come se l&#8217;avessero falciato, si gett\u00f2 con la faccia a terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sapeva nemmeno lui perch\u00e9 abbracciasse la terra, non si rendeva conto del perch\u00e9 avesse tanto desiderio di baciarla, di baciarla tutta, ma la baciava, piangendo, singhiozzando, la bagnava delle sue lacrime, e nella sua esalazione giurava di amarla, di amarla, di amarla teneramente. \u00abBagna la terra con le tue lacrime di gioia, e <em>amale, <\/em>queste tue lacrime&#8230;\u00bb gli riecheggi\u00f2 nell&#8217;anima. Perch\u00e9 piangeva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oh, nella sua ebrezza egli piangeva perfino al pensiero di tutte quelle stelle che risplendevano per lui dall&#8217;infinito, e \u00abnon si vergognava di questa sua esaltazione<em>\u00bb. <\/em>Pareva che i fili di tutti quegli innumerevoli mondi divini si fossero ricongiunti insieme nella sua anima, e l&#8217;anima era tutta un palpito a quel.\u00abcontatto con altri mondi<em>\u00bb. <\/em>Egli voleva perdonare tutti e tutto, e chiedere perdono, oh, non per s\u00e9, ma per tutti e di tutto! \u00abPer me lo chiederanno gli altri<em>\u00bb, <\/em>riud\u00ec dentro di s\u00e9 come in un&#8217;eco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di attimo in attimo sempre pi\u00f9 distintamente e quasi tangibilmente, sentiva che gli entrava nell&#8217;anima qualcosa di certo e di incrollabile come quella volta celeste. Un&#8217;idea pareva si stesse impadronendo del suo spirito, e ormai per tutta la vita e per tutta l&#8217;eternit\u00e0. Quando era caduto con la faccia a terra era un debole ragazzo, ma quando si rialz\u00f2 era un uomo pronto a lottare, temprato per sempre, e lo sent\u00ec subito, ne ebbe coscienza proprio in quel momento di gioia. E mai, mai, finch\u00e9 visse, Al\u00e9sa pot\u00e8 dimenticare quel momento! \u00abQualcuno in quell&#8217;ora visit\u00f2 l&#8217;anima mia\u00bb, diceva pi\u00f9 tardi fermamente convinto.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni lasci\u00f2 il monastero, e ci\u00f2 si accordava anche con le parole del suo <em>starec, <\/em>che gli aveva ordinato di <em>\u00abvivere <\/em>nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(in \/ <em>fratelli Karamazov)<\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Edizioni in italiano delle opere di F. M. Dostoevskij:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Romanzi e taccuini, <\/em>a cura di E. Lo Gatto, 5 voll., Sansoni, Firenze, 1958.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Racconti e romanzi brevi, <\/em>a cura di M. B Luporini, 3 voll., Sansoni, Firenze, 1963.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Diario di uno scrittore, <\/em>a cura di E. Lo Gatto, Sansoni, Firenze, 1963.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dostoevskij inedito <\/em>(Quaderni e taccuini: 1860-1881), a cura di L. Dal Santo, Vallecchi, Firenze, 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;epistolario, <\/em>a cura di E. Lo Gatto, Edizioni Scientifiche di Napoli, 1953.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0I romanzi maggiori si possono trovare anche nella collana<em> I<\/em>\u00a0<em>Grandi libri <\/em>della Garzanti &#8211; Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BACHTINM., <em>Dostoevskij, <\/em>Piccola Biblioteca Ei-naudi, Torino, 1968.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BRRDJAEVN., <em>La concezione di Dostoevskij, <\/em>Ei-naudi, Torino, 1977.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">EVDOKIMOV \u00a0P., Gog\u00f2\/ <em>e Dostoevskij, <\/em>Edizioni Paoline, Roma, 1978.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">GUARDINI\u00a0R., <em>Il<\/em>\u00a0<em>mondo religioso di Dostoevskij, <\/em>Morcelliana, Brescia, 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">BULGAKOV \u00a0S. N., <em>Ivan Karamazov come tipo filo<\/em><em>sofico, <\/em>in \u00abRivista del Centro Studi Russia Cristiana\u00bb, n. 2, Marzo-Aprile 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FRANK\u00a0S., <em>La leggenda del Grande Inquisitore, <\/em>in \u00abRivista del Centro Studi Russia Cristiana \u00bb, n. 6, Novembre-Dicembre 1976.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">TAGLIABUE\u00a0F., \/ <em>demoni, <\/em>in \u00abRivista del Centro Studi Russia Cristiana\u00bb, n. 5, Settembre-Ottobre 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">U. von BALTHASAR, <em>Dostoevskij, <\/em>in <em>Gloria, <\/em>vol. V, \u00abNello spazio della metafisica: l&#8217;epoca moderna\u00bb, Jaka Book, Milano, pp. 172-183.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOSTOEVSKAJ A. G., <em>Dostoevskij mio marito, <\/em>Tascabili Bompiani, Milano, 1977.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strumenti culturali di Litterae Communionis n.2 1981 I GRANDI DELLA CULTURA MODERNA RIVISITATI \u00abL\u2019uomo \u00e8 un mistero. Se per tutta la vita tu avrai cercato di risolverlo, non dire: ho perso tempo. Io mi occupo di questo mistero, perch\u00e9 voglio essere uomo\u00bb Testo di Daniela Cattaneo<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":22774,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[1966],"class_list":["post-22773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-personaggi","tag-fedor-dostoevskij","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-04-09T09:45:05+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"305\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"385\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"47 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"Fedor Michajlovic Dostoevskij\",\"datePublished\":\"2015-04-09T09:45:05+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/\"},\"wordCount\":9862,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/Fedor_Dostoevskij.jpg\",\"keywords\":[\"Fedor Dostoevskij\"],\"articleSection\":[\"Personaggi\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/\",\"name\":\"Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/Fedor_Dostoevskij.jpg\",\"datePublished\":\"2015-04-09T09:45:05+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/Fedor_Dostoevskij.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/04\\\/Fedor_Dostoevskij.jpg\",\"width\":305,\"height\":385},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/fedor-michajlovic-dostoevskij\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Fedor Michajlovic Dostoevskij\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2015-04-09T09:45:05+00:00","og_image":[{"width":305,"height":385,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"47 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"Fedor Michajlovic Dostoevskij","datePublished":"2015-04-09T09:45:05+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/"},"wordCount":9862,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg","keywords":["Fedor Dostoevskij"],"articleSection":["Personaggi"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/","name":"Fedor Michajlovic Dostoevskij - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg","datePublished":"2015-04-09T09:45:05+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Fedor_Dostoevskij.jpg","width":305,"height":385},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fedor-michajlovic-dostoevskij\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Fedor Michajlovic Dostoevskij"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=22773"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":22783,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/22773\/revisions\/22783"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/22774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=22773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=22773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=22773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}