{"id":2254,"date":"2006-10-06T12:03:39","date_gmt":"2006-10-06T10:03:39","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-21T17:16:36","modified_gmt":"2015-12-21T16:16:36","slug":"1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/","title":{"rendered":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#8217;islam"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29046\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg\" alt=\"caduta_Costantinopoli\" width=\"248\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg 301w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli-300x166.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 248px) 100vw, 248px\" \/><\/a>Il Foglio<\/strong>, 23 settembre 2006, pp. VI e VII<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La conquista di Costantinopoli. Cronaca dell\u2019ultimo giorno, ora per ora. \u201cI tuoi giovani li divor\u00f2 il fuoco e nessuno prese il lutto per le tue vergini\u201d. \u201cCostantinopoli cadde sotto il regno dell\u2019imperatore Costantino, settimo dei Paleologi, il 29 maggio secondo il calendario bizantino nell\u2019anno 6961 dall\u2019inizio del mondo e 1124 dalla fondazione e colonizzazione della Citt\u00e0\u201d (Critobulo di Imbro, \u201cSulle imprese compiute da Mehmed II negli anni 1451-1467\u201d). \u201c\u2026 l\u2019imperiale e nobilissima citt\u00e0 di Costantinopoli \u00e8 perduta&#8230; E\u2019 accaduto il giorno 29 maggio or ora \u00a0trascorso, giorno quanto mai infausto\u201d (Missiva spedita da Candia di Paolo Dotti, 11 giugno 1453). \u201cTutto questo avvenne nell\u2019anno dell\u2019Egira, cio\u00e8 nell\u2019857\u201d (Qyv\u00e2m\u00ee, \u201cRacconto delle conquiste del sultano Mehmed\u201d). <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Stefano di Michele<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">A voler credere a certi segnali, era chiaro che la faccenda buttava malissimo. Racconta John Julius Norwich in \u201cBisanzio\u201d (Mondadori): \u201cIntanto erano comparsi i prodigi. Il 22 maggio ci fu un\u2019eclissi di luna: un paio di giorni dopo l\u2019icona pi\u00f9 venerata della Vergine, portata in processione perch\u00e9 intercedesse per la citt\u00e0, cadde a terra. Qualche minuto dopo scoppi\u00f2 un violento temporale che costrinse i fedeli a rientrare nello loro case. Il giorno successivo Costantinopoli si svegli\u00f2 sotto una fitta nebbia, un fenomeno inaudito alla fine di maggio, e alla sera la cupola di Santa Sofia fu avvolta da un arcano bagliore rossastro, che dalla base sal\u00ec lentamente fino alla cima e quindi si dissolse.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo notarono anche i turchi da Galata e lo stesso Mehemet ne fu molto turbato e si rassicur\u00f2 soltanto dopo che i suoi astrologi lo ebbero interpretato come il segno che la Chiesa sarebbe ben presto stata illuminata dalla vera fede. I bizantini non ebbero dubbi sul suo significato: lo Spirito divino aveva abbandonato la loro citt\u00e0\u201d. Costantinopoli sprofondava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra poche ore il sultano turco entrer\u00e0 in Santa Sofia, che secondo i cronisti \u201cha un perimetro grande come il circuito di una corsa e quattrocentosessantatre porte d\u2019onore e 6.000.600 e 66 colonne che la reggono ed \u00e8 stata costruita in nome delle piaghe di nostro Signore\u201d. \u201cUn prodigio del paradiso\u201d, la definiscono Tursun Beg e Ibn Kem\u00e2l, storici turchi dell\u2019epoca. \u201cSe desideri contemplare il paradiso, visita l\u2019Aya Sofya.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Aya Sofya \u00e8 il pi\u00f9 alto cerchio del Paradiso\u201d. Raccontano ammirati nella \u201cStoria del signore della conquista\u201d: \u201cE\u2019 un edificio solido, una costruzione poderosa, al punto che, per salire sulla cima, che assomiglia al cielo, \u00e8 necessario essere immuni dalle vertigini. Nulla di simile esiste al mondo, bisogna riconoscere che nulla di simile fu costruito sulla terra\u201d. Sotto quella cupola, \u201cche pretende di uguagliare la cupola dei nove cieli\u201d \u2013 ora passeggia Mehmet (Maometto) II il Conquistatore. Con un gesto della mano ferma un soldato che sta devastando il pavimento di marmo a colpi d\u2019ascia, con un secondo gesto invita l\u2019imam pi\u00f9 anziano a salire sul pulpito, da dove pronuncia il nome di Allah, \u201cclemente e misericordioso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal libro di Norwich: \u201cIl sultano chin\u00f2 il capo avvolto nel turbante \u00a0fino a sfiorare il pavimento in segno di preghiera e di ringraziamento. Santa Sofia era diventata una moschea\u201d. E\u2019 in questo preciso istante che davvero Costantinopoli, la nuova Roma, smette di esistere. Ma mancano ancora alcune ore a tutto questo, le ore pi\u00f9 tragiche della storia millenaria della citt\u00e0. Da quasi cinquanta giorni Mehmet bombarda le mura teodosiane, che per secoli l\u2019avevano difesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAll\u2019assedio c\u2019erano parecchie grosse bombarde e un gran numero di colubrine e altri strumenti per il lancio di proiettili\u201d, scrisse nelle sue memorie Jacopo Tedaldi, mercante fiorentino che partecip\u00f2 alla difesa della citt\u00e0. Intanto dentro Santa Sofia, quasi al buio, \u201ctutte le candele, tranne quelle perenni, si spensero\u201d, l\u2019ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo, prega. Non sono arrivate le navi veneziane, non si \u00e8 mossa la cristianit\u00e0. La citt\u00e0 aspetta l\u2019inevitabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costantino torna nel palazzo delle Blacherne, saluta i familiari. Percorre per l\u2019ultima volta a cavallo il perimetro delle mura. Sta per morire. Di sicuro in battaglia. Ma nessuno sapr\u00e0 mai come, n\u00e9 dove sia finito il suo corpo. Ha lasciato scritto Giorgio Sphrantz\u00e8s, che fu suo \u201cgran logothetes\u201d, pi\u00f9 o meno il ministro delle finanze: \u201cLa vita di lui, imperatore e martire, di buona memoria, dur\u00f2 in tutto quarantanove anni, tre mesi e venti giorni, di cui quattro anni, quattro mesi e ventiquattro giorni come imperatore, ottavo nella successione della casa del Paleologi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019inizio della fine di Costantinopoli prende corpo all\u2019una e mezza di notte, tra il 28 e il 29 maggio, quando il sultano d\u00e0 il segnale dell\u2019attacco finale. \u201cLa stella di Lucifero \u2013 scrisse l\u2019umanista Ubertino Pusculo \u2013 impallidendo portava con s\u00e9 il sorgere dell\u2019aurora e per la citt\u00e0 il suo ultimo giorno, la sua caduta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019accampamento turco urla, squilli di tromba, rullio di tamburi. Oltre le mura, suonano tutte le campane dell\u2019antica Bisanzio. E\u2019 l\u2019inizio della battaglia. Ecco ci\u00f2 che il cardinale Isidoro di Kiev vede con i suoi occhi e racconta in una lettera a Papa Nicol\u00f2 V qualche settimana dopo: \u201cAl termine della battaglia durata tutta la notte, quando le truppe turche erano ormai esauste, essendo riuscite a penetrare verso l\u2019alba attraverso una breccia delle mura, la citt\u00e0 di Costantinopoli, un tempo felice capitale di tutte le citt\u00e0, ora invece quanto mai infelice e degna di piet\u00e0, fu presa: era il giorno 29 maggio. La sua conquista supera di gran lunga tutte le conquiste di citt\u00e0 avvenute dall\u2019inizio del nostro secolo: quella di Gerusalemme da parte del re Nabucodonosor fu una piccola e povera cosa in confronto a questa, cos\u00ec grande e cos\u00ec grave\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E il racconto di Nicol\u00f2 Barbaro, medico veneziano imbarcato su una galera della Serenissima: \u201cOr i nostri cristiani avea una gran paura, fexe sonar el serenissimo imperador campana martelo per tutta la zitade, e cus\u00ec a le poste de le mure cridando \u00a0ognomo: \u2018Mixericordia eterno Dio\u2019; cus\u00ec cridava homeni come done, e masima le muneghe e \u00a0donzele; iera tanti i pianti che l\u2019avaria fato piet\u00e0 ad ogni crudo Zudeo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E c\u2019\u00e8 scritto nel \u201cRacconto di Costantinopoli\u201d di Nestore Iskinder: \u201cI cadaveri dei soldati di ambedue gli eserciti cadevano a mucchi dai bastioni e il loro sangue scorreva a fiumi lungo le mura ed i fossati si riempirono interamente di cadaveri, cos\u00ec che i turchi potevano passare su di essi, come se fossero delle scale, e combattere; per loro i morti erano come un ponte e una scala per penetrare nella citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, da una porticina penetrano i primi gruppi di assalitori \u2013 forse irregolari, non i temuti giannizzeri \u2013 appare una bandiera turca su un torrione a nord. La citt\u00e0 cede. E\u2019 l\u2019inizio del suo giorno pi\u00f9 duro e pi\u00f9 lungo. Scrittori e testimoni di entrambi i fronti hanno lasciato testimonianza di quelle ore. Per alcuni di tremenda sconfitta, per altri di esaltante vittoria. Ma sempre testimonianze di un saccheggio sono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E un saccheggio \u00e8 un saccheggio. Cio\u00e8, crudele sempre. Ecco come, per Isidoro di Kiev cardinale Ruteno, in una missiva \u201cal reverendissimo signor Bessarione, vescovo di Tusculo cardinale Niceno, legato papale a Bologna\u201d, mor\u00ec Costantinopoli: \u201cTutte le vie, le strade e i vicoli erano pieni di sangue e di umore sanguigno che colava dai cadaveri degli uccisi e fatti a pezzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle case venivano tratte fuori le donne, nobili e libere, legate fra loro con una fune al collo, la serva assieme alla padrona e a piedi nudi, per lo pi\u00f9, e cos\u00ec pure i figli, \u00a0rapiti con le loro sorelle, separati dai loro padri e dalle loro madri, erano trascinati via da ogni parte. Avresti potuto poi vedere \u2013 o sole, o terra! \u2013 schiavi e servi turchi d\u2019infimo grado portar fuori e spartirsi fanciulle giovanissime e nobilissime, laiche e religiose, e trascinarle fuori dalla citt\u00e0, non come buoi o pecore o altri animali domestici e mansueti, ma come se fossero un gregge indomabile di fiere spaventevoli, selvagge e crudeli, circondate tutt\u2019attorno da spade, sicari, guardie e assassini\u2026 \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi, l\u00e0 dove sta per mettere piede il sultano: \u201cAppena fu loro possibile buttarono gi\u00f9 e fecero a pezzi nella chiesa che si chiamava di Santa Sofia e che ora \u00e8 una moschea turca, tutte le statue, tutte le icone e le immagini di Cristo, dei santi e delle sante, compiendovi ogni sorta di nefandezza. Saliti come invasati sul ripiano dell\u2019ambone, sulle are e sugli altari, si facevano beffe, esultando, della nostra fede e dei riti cristiani e cantavano inni e lodi a Maometto. Abbattute le porte del santuario, ghermivano tutte le cose sacre e le sante reliquie e le gettavano via come cose spregevoli e abbiette. Preferisco passare sotto silenzio ci\u00f2 che han fatto nei calici, nei vasi consacrati, sui drappi. I paramenti intessuti d\u2019oro con le immagini di Cristo e i santi li usavano come giacigli in parte per i cani, in parte per i cavalli. Calpestano coi piedi gli Evangeli ed i libri delle chiese, abbattevano monumenti di marmo lucido e splendente, tutto facevano a pezzi\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso cardinale rischi\u00f2 grosso. Nello scritto di un certo Enrico di Soemmern (forse un addetto alla cancelleria papale) si racconta: \u201cIl cardinale Ruteno, greco di nascita, mandato lo scorso anno dal pontefice a Costantinopoli per indurre i greci a riconoscere anch\u2019essi il primato della Chiesa di Roma e, fin dove \u00e8 possibile, il suo potere di giurisdizione su tutte le Chiese del mondo (cosa che egli fece, ed \u00e8 atteso a Roma tra otto giorni) riusc\u00ec a salvarsi. Quando la citt\u00e0 cadde in mano a Mehmed, egli si era recato a Santa Sofia credendo che l\u00ec vi fossero degli armati in grado di resistere ai turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non avendovi trovato nessuno in armi e vedendo che tutti fuggivano, il buon padre volle andare incontro ai turchi per versare il sangue per la fede. Poi, costretto da alcuni suoi servitori, si rifugi\u00f2 nella chiesa, dove fu catturato dai turchi e rimase poi per tre giorni in incognito nel grande esercito dei turchi. Lo salvava il fatto che correva voce \u2013 e ci credeva anche l\u2019imperatore dei turchi \u2013 che fosse stato ucciso\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, in un modo o nell\u2019altro, Isidoro di Kiev se la cav\u00f2. In seguito racconter\u00e0: \u201cHo visto io stesso, con i miei occhi, le loro azioni ed i loro misfatti, e anch\u2019io, assieme a tutti gli altri costantinopoliani, sono passato attraverso le stesse sofferenze, anche se Iddio mi ha strappato dalle mani degli empi, come Giona dal ventre del mostro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed ecco le stesse scene di saccheggio \u2013 che viste dai vincitori assumono la valenza di scene di \u00a0conquista \u2013 rievocate nella \u201cStoria del signore della conquista\u201d di Tursun Beg e Ibn Kem\u00e2l: \u00a0Quando per il favore divino la fortezza fu espugnata, il nemico perdette ogni forza e fu incapace di reagire. Il popolo fedele non incontr\u00f2 pi\u00f9 ostacoli e pose mano al saccheggio in piena sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si potrebbe dire che la vista della possibilit\u00e0 di poter fare bottino di ragazzi e di belle donne devastasse i loro cuori e i loro animi. Trassero fuori da tutti i palazzi, che uguagliavano il palazzo di Salomone e si avvicinavano alla sfera del cielo, trassero nelle strade, strappandole dai letti d\u2019oro, dalle tende tempestate di pietre preziose, le belt\u00e0 greche, franche, russe, ungheresi, cinesi, khotanesi, cio\u00e8 in breve le belle dai morbidi capelli, uguali alle chiome degli idoli, appartenenti alle razze pi\u00f9 diverse, e i giovanetti che suscitano turbamento, incontri paradisiaci\u2026 \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E oro e pietre e perle e tessuti e argento e ogni sorta di cosa preziosa, \u201cin una tale quantit\u00e0 che sembr\u00f2 di vedere la terra far uscir fuori i suoi tesori\u201d. Ci\u00f2 che invece vide il medico veneziano Nicol\u00f2 Barbaro: \u201cOr per tuta questa zornada Turchi si fexe una gran taiada de cristiani per la tera; el sangue se coreva per la tera come el fosse st\u00e0 piovesto, e che l\u2019aqua si fosse andada per rigatoli cus\u00ec feva el sangue; i corpi morti cus\u00ec de cristiani, come de Turchi, queli si fo butdi in nel Dardanelo, i qual andava a segonda per mar, come fa i meloni per i canali. De l\u2019imperador mai non se pot\u00e8 saver novela de fatti soi, n\u00ec vivo, n\u00ec morto, ma alguni dixe che el fo visto in nel numero di corpi morti, el qua fo dito, che el se sofeg\u00e0 al intra\u2019 che fexe i Turchi a la porta de San Romano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, dov\u2019era finito Costantino XI, l\u2019ultimo imperatore? Morto di sicuro, ma la sua fine resta un punto controverso. Silvia Ronchey, nel suo appassionante \u201cL\u2019enigma di Piero\u201d \u2013 dove viene svelata l\u2019ombra e rivelato un possibile tentativo di far rinascere a occidente parte della civilt\u00e0 bizantina, \u00a0attraverso l\u2019analisi di simboli e figure della grandiosa Flagellazione di Piero della Francesca \u2013 rievoca una leggenda: \u201cCostantino XI, l\u2019ultimo eroico imperatore, era morto in battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti non riuscivano a crederci e dicevano che si era marmificato: una statua di marmo sprofondata nei sotterranei della Citt\u00e0, che ogni notte si animava e continuava a combattere contro gli infedeli, lanciando con la spada scintille nel buio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive John Julius Norwich: \u201cCorreva naturalmente voce che si fosse salvato, ma quasi tutte le fonti, compreso Giorgio Sphrantzes, l\u2019amico pi\u00f9 intimo con cui Costatino avrebbe sicuramente comunicato se fosse stato vivo, sono concordi nel dire che egli \u00a0mor\u00ec combattendo. Un cronista racconta che i soldati turchi ne riconobbero il cadavere dalle aquile imperiali ricamate sugli stivali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mehmet non poteva riservargli un sepolcro, che sarebbe diventato una meta di pellegrinaggio per tutti i filobizantini, ma non \u00e8 del tutto escluso che le spoglie di Costantino siano state nascoste e sepolte in segreto. Fra tutte le versioni sul destino di Costatino XI, la pi\u00f9 probabile tuttavia \u00e8 la pi\u00f9 semplice: che il cadavere non sia mai stato identificato e che l\u2019ultimo imperatore di Bisanzio sia stato gettato in una fossa comune insieme ai suoi soldati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se altre storie, altre leggende, altri racconti dicono cose diverse. Una conclusione che trova qualche riscontro nelle cronache dello storico bizantino Ducas: \u201cAllora l\u2019imperatore, sentendosi perduto, tenendo saldamente ancora la spada e lo scudo disse queste parole commoventi: \u2018Non c\u2019\u00e8 cristiano che mi tagli la testa?\u2019. Era rimasto completamente solo. Allora uno dei turchi lo colp\u00ec e lo fer\u00ec al viso, ed egli gli restitu\u00ec il colpo, ma uno di quelli che gli stavano alle spalle gli inferse un colpo mortale ed egli cadde a terra. I turchi per\u00f2 non sapevano che era l\u2019imperatore, e quindi, dopo averlo ucciso, credendolo un soldato comune, lo lasciarono l\u00ec\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece Costantino di Ostrovica, che era giannizzero e che partecip\u00f2 alla presa di Costantinopoli, sostiene che Costantino fu ucciso insieme ai suoi fanti e \u201ctagli\u00f2 la testa del suo cadavere un giannizzero di nome Sarielles, che la port\u00f2 all\u2019imperatore all\u2019imperatore e gettatala ai suoi piedi disse: \u2018Beatissimo signore, eccoti la testa del pi\u00f9 crudele dei tuoi nemici\u2019 \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin\u00ec cos\u00ec, sotto un mucchio di altri anonimi cadaveri, il sangue nobile mischiato a quello degli schiavi, una fossa o un rogo comune, l\u2019ultimo basileus \u2013 Costantino XI Paleologo, figlio di quel Manuele citato da Benedetto XVI \u2013 della splendida Costantinopoli. O si pu\u00f2 anche credere, come racconta Silvia Ronchey, che si sia fatto pietra e poi sprofondato sotto la terra, per tornare a combattere un giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morti e sangue e urla e violenze accompagnano la fine di Bisanzio. Perch\u00e9 ogni testimone \u2013 cristiano o musulmano \u2013 pure questo racconta. Ecco cosa si trova, a proposito della sorte di Costantino XI e di quella della sua citt\u00e0, nelle pagine del \u201cLibro che descrive il mondo\u201d dello storico turco Mehmet Nesri, forse un dottore della legge islamica al tempo di Mehmet II: \u201cI gh\u00e2z\u00ee penetrarono nella fortezza, tagliarono la testa al principe infedele, fecero \u00a0prigioniero il suo vizir Kyr Luka con tutte le persone che da lui dipendevano. Nella fortezza vi era anche un altro discendente di Osman e sgozzarono pure lui. Passarono a fil di spada tutti i maschi \u00a0dello stolto popolino della citt\u00e0, resero prigionieri delle catene e dei gioghi i loro familiari. In Aya Sofya e in altre chiese i gh\u00e2z\u00ee fecero a pezzi a colpi di scure gli idoli d\u2019oro e d\u2019argento, e chi si prese il braccio, chi le gambe, chi la testa. Misero a sacco tutto ci\u00f2 che trovarono dei beni degli infedeli. Il bottino fu enorme. Disse il profeta: \u2018Certo conquisteranno Costantinopoli e il suo principe sar\u00e0 un principe eccellente e l\u2019esercito che la conquister\u00e0 sar\u00e0 un esercito eccellente\u2019 (\u2026 ) Da quel momento \u00e8 divenuto proverbiale dire a coloro cui si vuole attribuire una grande ricchezza: \u2018Hai partecipato al sacco di Istanbul?\u2019. Se dovessimo descrivere tutto il bottino che fu fatto, il discorso diventerebbe lungo. In questa guerra ci furono cos\u00ec tanti eventi che la penna non riesce a descriverli tutti, la lingua non riesce a enumerarli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa cosa, pur con altri occhi, vide Leonardo di Chio, arcivescovo di Mitilene, che fu fatto anche prigioniero e riusc\u00ec a fuggire. Scrisse \u201cal signore nostro beatissimo\u201d Papa Nicol\u00f2 V nell\u2019agosto del 1453: \u201cPer tre giorni dunque la citt\u00e0 fu percorsa da predatori e saccheggiatori e poi questi, sazi di ricchezze, la lasciarono in potere del sovrano turco. Ogni ricchezza ed ogni preda viene trasportata nelle tende; tutti i cristiani, in numero di circa sessantamila, legati con funi, cadono prigionieri. Le croci, strappate dalle cupole e dalle pareti delle chiese, furono calpestate sotto i piedi; vennero violentate le donne, deflorate le fanciulle, oltraggiati turpemente i giovanetti, contaminate con atti di lussuria le monache e quelle che le servivano. Dio mio, quanto devi esser adirato contro di noi, con quanta durezza hai distolto il tuo sguardo da noi tuoi fedeli! Che dire? Tacer\u00f2 e racconter\u00f2 le offese arrecate al Salvatore e alle sante immagini? Perdonami, o Signore, se narro crimini cos\u00ec orribili\u2026 Gettarono a terra le sacre icone di Dio e dei santi e su di esse compirono non solo orge, ma anche atti di lussuria. Poi portarono in giro per gli accampamenti il Crocefisso, facendolo precedere da suoni di timpani, per irrisione, e lo crocifissero di nuovo durante la processione\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu pi\u00f9 che la conquista di un esercito che espugna la capitale di un altro esercito. Fu sfida furibonda tra le due maggiori fedi, fu un epilogo e un nuovo avvio tra sante crociate e guerre sante. E perci\u00f2, nelle testimonianze del tempo \u2013 insieme al racconto degli abitanti uccisi o fatti schiavi, \u201cuomini, donne, bambini, vecchi, giovani, sacerdoti, monaci, gente di ogni et\u00e0 e condizione\u201d, elenca Critobulo di Imbro, allo scorrere del sangue, alle teste che volano, a una citt\u00e0 che brucia \u2013 molto si insiste sulla profanazione delle chiese e dei luoghi santi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tra mille e mille calici e altari, icone e quadri, paramenti e croci, il cuore di Costantinopoli era la grande icona che raffigurava la Vergine, da secoli al vertice della venerazione bizantina, quella che cadde poche ore prima della caduta della citt\u00e0. Ducas racconta dei giannizzeri che penetrano nel monastero del Grande Precursore e nel monastero di Chora, \u201cin cui si trovava allora l\u2019icona dell\u2019intemerata mia Madre di Dio. \u2018O lingua e labbra, come potrete dire dire ad alta voce ci\u00f2 che fu perpetrato contro l\u2019icona, a causa dei tuoi peccati?\u2019. Mentre gli infedeli cercavano di volgere i loro assalti anche altrove, uno di loro, empio, impugnata la scure con le sue mani turpi, spacc\u00f2 in quattro parti l\u2019immagine e l\u2019ornamento che essa aveva; e tirate a sorte le singole parti, ciascuno prese quella che gli tocc\u00f2. E non se ne andarono prima di aver depredato le sacre suppellettili del monastero\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volto della Vergine strappato in pi\u00f9 parti fece grande impressione nei testimoni del tempo. E in \u201cBisanzio\u201d, secoli dopo, rievoca John Julius Norwich: \u201cA mezzogiorno le strade di Costantinopoli erano rosse di sangue. Le case erano vuote, le donne e i bambini violentati o impalati, le chiese rase al suolo, le icone strappate dalle cornici, i libri stracciati. Il palazzo imperiale delle Blacherne era un guscio vuoto, l\u2019icona pi\u00f9 venerata dell\u2019impero, la Vergine Odigitria, tagliata in quattro pezzi e distrutta. Le scene pi\u00f9 odiose avvennero in Santa Sofia. I sacerdoti stavano celebrando il mattutino, quando si udirono i passi dei conquistatori, ebbri di sangue. Le porte di bronzo furono sbarrate, ma i turchi le abbatterono. Fra i fedeli, i pi\u00f9 miseri e meno attraenti furono massacrati all\u2019istante; gli altri furono trascinati all\u2019accampamento turco in attesa di conoscere il loro destino. I sacerdoti continuarono a celebrare finch\u00e9 non furono abbattuti davanti all\u2019altare. Ancora oggi per\u00f2 c\u2019\u00e8 chi crede che due di essi, afferrati i calici e le patene, si siano volatilizzati dentro il muro\u00a0 sud del santuario, da cui usciranno di nuovo soltanto quando Costantinopoli torner\u00e0 a essere una citt\u00e0 cristiana. Allora la funzione riprender\u00e0 dal punto in cui era stata interrotta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I monaci scomparsi con i calici, l\u2019imperatore che dorme un sonno di marmo, la Vergine che cade: la fine di un impero millenario genera sempre grandi leggende. Ma Costantinopoli era gi\u00e0 una leggenda in terra. Lo era anche per il suo conquistatore, Mehmet II. Era salito sul trono a diciannove anni, riusc\u00ec a passeggiare sotto la cupola di Santa Sofia ad appena ventun anni, quando, come dice poeticamente Tursun Beg, conquist\u00f2 \u201cla giovane sposa a cui aspirarono molti re e molti sultani dell\u2019Islam\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sultano \u00e8 ovviamente un personaggio centrale nella letteratura del tempo. Lo racconta benissimo Agostino Pertusi, che fu professore di letteratura greca e filologia bizantina presso la Cattolica di Milano, e cur\u00f2 per la Fondazione Lorenzo Valla due bellissimi volumi su \u201cLa caduta di Costantinopoli\u201d, con le testimonianze dei contemporanei e l\u2019eco suscitato nel mondo dall\u2019evento, ampiamente usati in questa ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrive dunque Pertusi, analizzando i testi islamici del tempo: \u201cMehmed \u00e8 costantemente rappresentato come \u2018saldo e forte\u2019, con \u2018spirito rivolto alla giustizia e alla misericordia\u2019, osservante \u2018delle norme della legge divina\u2019, combattente \u2018per Dio la vera guerra santa\u2019, confidente nei detti del Corano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertugi cita l\u2019opera di Tursun Beg che si rivolge a Mehmet. \u201c \u2018L\u2019evento della conquista\u2019, egli scrive, \u2018ebbe luogo in un momento storico, il momento felice della tua fede \u2013 ed \u00e8 Dio che percuote con la sua spada \u2013 un momento senza precedenti\u2019. Mehmed \u00e8 il destino di Dio\u2019, l sue bombarde sono le \u2018esecutrici del destino\u2019, la sua vittoria \u00e8 \u2018quella che viene da Dio\u2019; al momento della sua entrata a cavallo \u2018davanti a lui si teneva il Favore celeste, dietro di lui la Felicit\u00e0, a destra la Vittoria, a sinistra la Potenza\u2019, Come Maometto divenne a suo tempo \u2018il suggello della Profezia\u2019, cos\u00ec Mehmed \u00e8 divenuto \u2018l\u2019illustrazione di ci\u00f2 che significhi la devozione della Fede\u2026 l\u2019ombra della bont\u00e0 di Dio\u2019 \u201d. Ovviamente, tutt\u2019altra lettura della personalit\u00e0 del sultano turco davano i cristiani. Il mercante fiorentino che combatt\u00e8 sulle mura di Costantinopoli, Jacopo Tedaldi, scrisse: \u201cSi sa da coloro che sono scampati al Turco e che sono a conoscenza delle sue condizioni e della sua potenza che egli ha ventitr\u00e8 o ventiquattro anni, che \u00e8 pi\u00f9 crudele di Nerone, si compiace di spargere sangue umano, pieno di coraggio e desideroso di signoreggiare e di convertire tutto il mondo, assai pi\u00f9 che Alessandro o Cesare o altro potente che viene ricordato, poich\u00e9 egli stima di avere una potenza ed una signoria assai pi\u00f9 grande di quella che sia mai stata posseduta da altri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il cardinale Isidoro di Kiev \u201cegli nutre un odio, un\u2019avversione e un furore cos\u00ec forte contro i cristiani, che quando egli vede con i suoi occhi un cristiano, ritenendo di aver subito una grave deturpazione e sozzura, lava e deterge i propri occhi. Un nemico tale della fede cristiana non ci fu mai, e non ce n\u2019\u00e8 uno simile a lui, n\u00e9 alcun uomo vide mai n\u00e9 vedr\u00e0 tra il popolo cristiano\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco che se dal punto di vista degli sconfitti la caduta di Costantinopoli rappresent\u00f2 un colpo tremendo, dal punto di vista dei vincitori la presa di Costantinopoli segn\u00f2 un trionfo senza pari. Sul Bosforo il mondo di allora fin\u00ec in un equilibrio non molto diverso da quello di oggi. Perch\u00e9 Costantinopoli, la greca Costantinopoli, la cristiana Costantinopoli, l\u2019ortodossa Costantinopoli, esercitava un grande fascino sullo stesso sultano turco. Il racconto \u00e8 nel \u201cLibro che racconta la conquista di Istanbul protetta da Dio\u201d del poeta T\u00e2dij Beg-z\u00e2de Ga\u2019fer Celebi: \u201cVisit\u00f2 da un capo all\u2019altro i larghi quartieri, le piazze quadrate, i posti meravigliosi, i luoghi strani, le localit\u00e0 amene e le posizioni fortificate, i palazzi e i castelli dalle solide strutture che ne facevano la gloria, le case dai mattoni colorati, i luoghi di preghiera, i templi dalla pura forma. Infine si rec\u00f2 a visitare il grande edificio, l\u2019alto tempio conosciuto con il nome di Aya Sofya\u2026 di cui la grandiosit\u00e0 e la sublimit\u00e0 non pu\u00f2 esser descritta con le parole\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, e molto altro, successe il giorno che Costantinopoli cadde. E il 29 maggio 1453 divenne una data simbolo, un crinale tra un tempo storico e un altro, perch\u00e9 non una citt\u00e0 cristiana, ma la citt\u00e0 cristiana \u2013 di Costantino e sant\u2019Elena, di mille reliquie, di infiniti concili, di dispute eterne, l\u2019ultima precariamente sanata, a fittizia unione tra i cristiani pochi mesi prima che tutto crollasse \u2013 cadde nelle mani dell\u2019islam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in realt\u00e0 gi\u00e0 Bisanzio aveva subito un saccheggio destinato forse a piegarla per sempre: quello del 1204, durante la quarta crociata. A opera dei crociati cattolici. N\u00e9 fu \u2013 seppur tra fratelli,\u00a0 diciamo cos\u00ec, di fede \u2013 meno crudele di quello che avverr\u00e0 quattro secoli dopo. \u201cFu l\u2019ora pi\u00f9 buia per Costantinopoli, ancora pi\u00f9 buia, forse \u2013 secondo Norwich \u2013 di quella che avrebbe visto la sua caduta definitiva per mano del sultano ottomano\u201d. Racconta lo storico: \u201cAlla breccia nelle mura della citt\u00e0 segu\u00ec una carneficina spaventosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vincitori proclamarono la tregua soltanto a sera e si accamparono in una delle grandi piazze di Costantinopoli. Al mattino ogni resistenza era stata domata. Ma per i bizantini era soltanto il primo atto della tragedia. I francesi non avevano aspettato tutto quel tempo davanti alle porte della capitale pi\u00f9 ricca del mondo per andarsene a mani vuote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei tre abituali giorni di saccheggio concessi alle truppe vittoriose, si gettarono sulla preda come cavallette. Era dai tempi delle invasioni barbariche che in Europa non si vedevano pi\u00f9 brutalit\u00e0 e vandalismi del genere. E mai tanta bellezza e tanta straordinaria maestria furono cancellate per capriccio, in cos\u00ec breve tempo, dalla faccia della terra\u201d. N\u00e9 i crociati, con in petto la croce, furono pi\u00f9 rispettosi dei luoghi sacri di quanto lo furono i conquistatori ottomani secolo dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il racconto del grande storico bizantino Niceta Coniata, testimone della furia di quei giorni: \u201cSfasciarono le sacre immagini e gettarono le sacre reliquie dei martiri in luoghi che ho vergogna a nominare, spargendo ovunque il corpo e il sangue del Salvatore\u2026 Quanto alla profanazione della Chiesa Grande, essi distrussero l\u2019altare maggiore e se ne spartirono i pezzi\u2026 E introdussero nella chiesa muli e cavalli, per portare via con pi\u00f9 facilit\u00e0 i sacri calici e il pulpito e le porte e gli arredi su cui mettevano le mani, e quando qualche animale scivolava e cadeva lo trapassavano con la spada, insozzando di sangue e lordura la chiesa. Sul trono del patriarca fu fatta sedere una prostituta per insultare Ges\u00f9 Cristo; e la donna cant\u00f2 canzoni sconce e danz\u00f2 con immodestia nel luogo santo\u2026 n\u00e9 ci fu piet\u00e0 per le matrone virtuose, per le fanciulle innocenti e neppure per le vergini consacrate a Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un saccheggio \u00e8 un saccheggio. Ma fu quello che avvenne secoli dopo, a opera di Mehmet II, il saccheggio che colp\u00ec il cuore della cristianit\u00e0. Letto come castigo del cielo, ira divina, fulmine sull\u2019ignavia dei cattolici. E chi si lamentava e chi invocava la riscossa. Chi prometteva guerra santa a guerra santa e chi gi\u00e0 stringeva accordi con i nuovi padroni di Istanbul, non pi\u00f9 Costantinopoli, mai pi\u00f9 Bisanzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMa fu forse la piet\u00e0 divina a permettere ci\u00f2 \u2013 scriveva Fra Girolamo da Firenze \u2013 Ed ora la potenza e il valore dei cristiani, che sono pieni di spavento, sorgano in armi in modo pi\u00f9 coraggioso e virile, come \u00e8 necessario, con l\u2019aiuto del signor nostro Ges\u00f9 Cristo: si tratta della sua difesa\u201d. E il cardinale Enea Silvio Piccolomini, futuro Pio II, scrive al Papa Nicol\u00f2 V.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lettera piuttosto maliziosa: \u201cVostra Beatitudine ha fatto ci\u00f2 che ha potuto. Non c\u2019\u00e8 nulla che possa esser posto a carico di vostra Clemenza; ci\u00f2 malgrado i posteri, ignari della situazione, ve ne faranno carico, quando leggeranno che Costantinopoli fu presa durante il vostro regno\u2026 E\u2019 vostro dovere ormai muovervi, scrivere ai re, inviare legati, ammonire, esortare i principi ed i comuni perch\u00e9 si riuniscano o inviino i loro rappresentanti in un luogo comune. Ora che la ferita \u00e8 ancora fresca, si affrettino a venire in aiuto della comunit\u00e0 cristiana, in nome della fede facciano pace o tregua tra alleati e, unite le forze, muovano contro i nemici della croce salvifica\u2026 \u201d. Scrive al Papa pure Isidoro di Kiev: \u201cSuscita dunque la tua potenza, o pi\u00f9 santo dei padri, e poich\u00e9 tu conosci a fondo le cose e le capisci e hai potere di influenza notevole su tutte le altre podest\u00e0 inferiori, cerca di assumerti con la forza necessaria e di affrontare questa che \u00e8 la causa di Cristo, nostro Dio; volgi ad essa la tua ira possente\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un monaco del santuario della Vergine Pammakaristos, Gennadio Scolario: \u201cLa sciagure abbattutesi sulla nostra capitale provenivano manifestamente da Dio e dalla giustizia celeste. La potenza, l\u2019arte e la tecnica di guerra dei nemici, che si abbatterono su di noi e che ci distrussero, non ebbero la loro forza da altri che da Dio\u2026 \u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorgio di Trebisonda nientemeno scrive allo stesso Mehmed II per proporgli di unificare la religione cattolica e quella musulmana, e \u201cnessuno meglio di te, mirabile emiro, pu\u00f2 portare a termine un\u2019impresa di tal genere\u201d. Non succede quasi niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persino il Senato veneziano si rivolge al Papa, \u201cnoi ricorriamo a vostra Santit\u00e0 come al pastore sommo del gregge di Dio, supplicandovi con la nostra solita devozione filiale che vi degniate di provvedere a un tal male con tutti i mezzi e con tutte le preghiere che parranno opportune alla vostra saggezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti quelli che non avevano fatto, ora sembrano smaniare per fare. Vengono composte opera, canti, suppliche, pianti e monodie. Si lamenta Abraham di Ankara, poeta armeno, forse un monaco, \u201cpieno di peccati ho composto questo lamento con grande dolore\u201d. E dice, appunto, questo lamento dedicato alla citt\u00e0 appena conquistata: \u201cTi hanno reso obbrobrio dei vicini e sei divenuta oggetto di derisione per chi ti sta intorno. I tuoi giovani li divor\u00f2 il fuoco e nessuno prese il lutto per le tue vergini, i tuoi sacerdoti caddero di spada, nessuno pianse le tue vedove\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di qua il lamento, di l\u00e0 il canto di gioia. \u201cGli amici del sultano ottomano ne esultarono e ne furono felici, i nemici della fede e dello stato ne rimasero stupefatti e schiacciati\u201d, scrive T\u00e2dji Beg-z\u00e2de Ga\u2019fer Celebi. Non succeder\u00e0 quasi nulla. Mehmet non arriver\u00e0 a Roma, come qualcuno paventava, ma gli ottomani da Istanbul non andranno pi\u00f9 via, Costantinopoli sar\u00e0 sepolta per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comincer\u00e0 anche la leggenda nera di Bisanzio, come quella raccontata nell\u2019Ottocento nella \u201cHistory of European Morals\u201d di W.E.H. Lecky, \u201ci suoi vizi erano i vizi di uomini che avevano cessato di essere eroici senza avere imparato a essere virtuosi\u2026 la storia dell\u2019impero \u00e8 un racconto monotono di intrighi di preti, eunuchi e donne, di avvelenamenti, di cospirazioni, di continua ingratitudine e di perenni fraticidi\u201d. Alla faccia del racconto monotono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fondato luned\u00ec 11 maggio 330 da Costantino il Grande, l\u2019impero romano d\u2019Oriente fin\u00ec marted\u00ec 29 maggio 1453, sotto Costantino XI: da allora nel mondo greco marted\u00ec \u00e8 giorno infausto. E\u2019 durato 1123 anni e diciotto giorni: un tempo immenso. Ecco, questa \u00e8 la storia dell\u2019ultimo giorno di Costantinopoli, di marted\u00ec 29 maggio 1453, di ci\u00f2 che videro quelli che c\u2019erano, quelli che poi piansero e quelli che gioirono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla cupola di Santa Sofia, ora moschea, sale Mehmet II, si guarda ammirato intorno e recita antichi versi persiani: \u201cIl ragno assolve alla funzione di portinaio nel palazzo di Cosroe\u2026 \u201d. Sotto, Costantinopoli e il suo ultimo imperatore sono ora pietra che arde.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Foglio, 23 settembre 2006, pp. VI e VII La conquista di Costantinopoli. Cronaca dell\u2019ultimo giorno, ora per ora. \u201cI tuoi giovani li divor\u00f2 il fuoco e nessuno prese il lutto per le tue vergini\u201d. \u201cCostantinopoli cadde sotto il regno dell\u2019imperatore Costantino, settimo dei Paleologi, il 29 maggio secondo il calendario bizantino nell\u2019anno 6961 dall\u2019inizio &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":29046,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,24],"tags":[1360],"class_list":["post-2254","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-islam","category-storia","tag-costantinopoli","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#039;islam - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#039;islam - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2006-10-06T10:03:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-12-21T16:16:36+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"301\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"167\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"27 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#8217;islam\",\"datePublished\":\"2006-10-06T10:03:39+00:00\",\"dateModified\":\"2015-12-21T16:16:36+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/\"},\"wordCount\":5371,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/10\\\/caduta_Costantinopoli.jpg\",\"keywords\":[\"Costantinopoli\"],\"articleSection\":[\"Islam\",\"Storia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/\",\"name\":\"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell'islam - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/10\\\/caduta_Costantinopoli.jpg\",\"datePublished\":\"2006-10-06T10:03:39+00:00\",\"dateModified\":\"2015-12-21T16:16:36+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/10\\\/caduta_Costantinopoli.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/10\\\/caduta_Costantinopoli.jpg\",\"width\":301,\"height\":167},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#8217;islam\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell'islam - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell'islam - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2006-10-06T10:03:39+00:00","article_modified_time":"2015-12-21T16:16:36+00:00","og_image":[{"width":301,"height":167,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"27 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#8217;islam","datePublished":"2006-10-06T10:03:39+00:00","dateModified":"2015-12-21T16:16:36+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/"},"wordCount":5371,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg","keywords":["Costantinopoli"],"articleSection":["Islam","Storia"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/","name":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell'islam - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg","datePublished":"2006-10-06T10:03:39+00:00","dateModified":"2015-12-21T16:16:36+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/10\/caduta_Costantinopoli.jpg","width":301,"height":167},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1453-cos-muore-un-impero-per-mano-dellislam\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"1453 cos&igrave; muore un impero per mano dell&#8217;islam"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2254","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2254"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2254\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":29047,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2254\/revisions\/29047"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29046"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2254"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2254"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2254"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}