{"id":2204,"date":"2006-09-08T09:54:22","date_gmt":"2006-09-08T07:54:22","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-01-06T20:16:00","modified_gmt":"2015-01-06T19:16:00","slug":"la-dekulakizzazione-in-urss-nei-rapporti-della-polizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-dekulakizzazione-in-urss-nei-rapporti-della-polizia\/","title":{"rendered":"La dekulakizzazione in URSS nei rapporti della polizia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>La dekulakizzazione dell\u2019Urss dal 1930 al 1934<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I rapporti della polizia sovietica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-16305\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/09\/holodomor.png\" alt=\"holodomor\" width=\"187\" height=\"250\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppo di storici ha tradotto in francese e reso accessibili al grande pubblico alcuni documenti della polizia politica sovietica sulla liquidazione dei contadini ricchi avvenuta fra il 1930 e il 1934.\u00a0E&#8217; disponibile\u00a0un&#8217;ampia selezione dei rapporti della polizia politica (Ogpu) tradotti in francese e pubblicati a suo tempo sul sito del Centro nazionale delle ricerche di Francia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti sono stati selezionati da un gruppo di storici e di archivisti che fanno capo alla Maison des sciences de l\u2019homme, all\u2019Institut d\u2019historie du temps pr\u00e9sent, all\u2019istituto di storia della Russia dell\u2019accademia di scienze della Russia, agli archivi centrali della Federazione russa e agli archivi economici di Stato della Russia. <strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=8684\" target=\"_blank\">CLICCARE QUI PER LA VISIONE<\/a><\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">Articolo pubblicato su <strong>MILLENOVECENTO<\/strong> n.18 aprile 2004<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Deportate<\/strong><strong> quei Kulaki!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un gruppo di storici ha tradotto in francese e reso accessibili al grande pubblico alcuni documenti della polizia politica sovietica sulla liquidazione dei contadini ricchi avvenuta fra il 1930 e il 1934. Divisa in tre gruppi, a seconda della presunta pericolosit\u00e0 sociale, questa classe fu liquidata in maniera indiscriminata, al punto che i morti furono centinaia di migliaia. Lo stesso Stalin che aveva voluto questa operazione, critic\u00f2 la maniera in cui si era svolta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Federico De Palo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo della collettivizzazione forzata e della \u00abliquidazione dei kulaki come classe\u00bb (1930-34) \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti nella storia della Russia sovietica, in quanto pose le basi per la sua trasformazione forzata e autoritaria in un paese industrializzato moderno. Su quel periodo \u00e8 ora disponibile on line un\u2019ampia selezione di rapporti della polizia politica (Ogpu) tradotti in francese, che consentono quindi la consultazione\u00a0 ad un pubblico molto pi\u00f9 ampio della ristretta cerchia di specialisti sulle vicende della Russia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti sono stati selezionati da un gruppo di storici e di archivisti\u00a0 che fanno capo alla Maison des sciences de l\u2019homme, all\u2019Institut d\u2019historie\u00a0 du temps pr\u00e9sent, all\u2019istituto di storia della Russia dell\u2019accademia di scienze della Russia, agli archivi centrali della Federazione russa e agli archivi economici di Stato della Russia. In particolare i rapporti di polizia fanno luce su tre aspetti: la collettivizzazione e la deportazione dei kulaki, le rivolte contadine, la carestia del 1932-33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1930 Stalin si trovava ormai saldamente al potere da alcuni anni e aveva gi\u00e0 formulato la teoria dell\u2019edificazione del socialismo in un solo paese, per giunta arretrato come l\u2019Unione Sovietica; teoria perfettamente estranea alle concezioni di Lenin e del bolscevismo originario, che vedeva nella rivoluzione negli stati industrializzati occidentali l\u2019unica possibilit\u00e0 di costruzione\u00a0 del socialismo. basti citare l\u2019<em>Abc del comunismo<\/em>, redatto da Bucharin e Preobrazhensky nel 1919, uno dei primi testi che l\u2019internazionale comunista\u00a0 raccomand\u00f2 a tutti i partiti comunisti del mondo: \u00abLa rivoluzione comunista pu\u00f2 essere vittoriosa solo come rivoluzione mondiale [\u2026] In una situazione in cui gli operai hanno vinto solo\u00a0 in un singolo paese, la costruzione economica diviene difficile [\u2026] Per la vittoria del comunismo la rivoluzione mondiale \u00e8 necessaria\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificazione del socialismo in un solo paese, nella visione staliniana, veniva ridotta a un processo di industrializzazione a tappe forzate nel quadro di un capitalismo di stato. In quella concezione risultavano necessari per lo stato sovietico la raccolta e il drenaggio del surplus agricolo per rifornire le citt\u00e0 e aumentarne le esportazioni allo scopo di finanziare le importazioni cruciali per l\u2019industrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ANCORA NEL 1927<\/strong> Stalin si scagliava beffardamente contro i programmi di industrializzazione e di elettrificazione\u00a0 dell\u2019opposizione di sinistra (Trotsky, Zinovev, Kamenev): \u00abtentare di costruire la stazione idroelettrica per noi sarebbe come se un muzhik [un contadino] volesse comprare un grammofono anzich\u00e9 una mucca\u00bb. Ugualmente Molotov, suo fedele alleato, ribadiva: \u00abNon dobbiamo scivolare nelle illusioni dei contadini poveri rispetto alle collettivizzazioni su larga scala. nelle attuali condizioni non \u00e8 pi\u00f9 possibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1928 per\u00f2 Stalin, noto pragmatico, cambi\u00f2 rotta di 180 gradi, lanci\u00f2 il primo piano quinquennale e nel 1929 riprese in maniera gretta e caricaturale un programma dell\u2019opposizione ormai liquidata: quello della collettivizzazione volontaria delle terre, che nella visione staliniana divenne collettivizzazione forzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Nep [nuova politica economica] e il famoso \u00abArricchitevi!\u00bb lanciato da Bucharin ai contadini e ai nepmani [i capitalisti delle citt\u00e0] aveva effettivamente creato una classe di contadini ricchi (kulaki) e intermediari che controllavano l\u2019approvvigionamento delle citt\u00e0 e il sostentamento della classe operaia. Il plenum del comitato centrale del partito comunista in una sessione del novembre 1929 decise allora di lanciare la collettivizzazione forzata e la \u00abliquidazione dei kulaki come classe\u00bb. Il 30 gennaio 1930 il politburo decise la politica di \u201cdekulakizzazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PROPRIO PERCHE\u2019 TROTSKY<\/strong> era stato uno dei sostenitori della lotta ai kulaky la sua descrizione della svolta staliniana riguardo alla campagna \u00e8 esplicativa: \u00abPer alimentare la citt\u00e0, bisognava prendere urgentemente dal kulak il pane quotidiano. Non si poteva farlo che con la forza. L\u2019espropriazione delle riserve di cereali, e non solo, presso il kulak, ma anche presso il contadino medio, fu quantificata \u201cmisura straordinaria\u201d nel linguaggio ufficiale. male campagne non cedettero alle buone parole\u00a0 e avevano ragione. La requisizione forzata del grano toglieva ai contadini ricchi qualsiasi voglia di estendere le aree seminate. Il giornaliero e il coltivatore povero si trovavano senza lavoro. L\u2019agricoltura era ancora una volta nell\u2019impasse. [\u2026] Le misure straordinarie provvisorie, adottate per prelevare il grano, diedero origine, inopinatamente, a un programma di \u201cliquidazione del kulak come classe\u201d. le istruzioni contraddittorie, pi\u00f9 abbondanti delle razioni di pane, misero in evidenza l\u2019assenza di un qualsiasi programma agrario non di cinque anni, ma di cinque mesi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti ora accessibili su Internet illustrano chiaramente i disastri cui questa politica port\u00f2. I kulaki vengono classificati in tre categorie e stabilite diverse quote. la prima categoria (60 mila persone) comprende i kulaki definiti attivisti controrivoluzionari che dovevano essere arrestati e trasferiti in campi di concentramento: la lista doveva venire stipulata solo dalla Ogpu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda categoria di kulaki \u00e8 rappresentata dai \u00abcontadini pi\u00f9 ricchi, ma meno coinvolti nelle attivit\u00e0 controrivoluzionarie\u00bb; il loro numero si stimava tra 129 mila e 154 mila famiglie. Essi dovevano essere espropriati per creare dei kolchoz (cooperative di contadini) e deportati in regioni periferiche da colonizzare: commissioni di militanti locali (Komsomol, soviet rurali, contadini poveri) dovevano stilare le liste. I kulaki della terza categoria , non meglio specificata, dovevano infine essere espropriati e \u00abreinstallati all\u2019interno del loro distretto\u00a0 al di fuori delle terre previste per essere collettivizzate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prima ondata di deportazione avvenne fra febbraio e maggio 1930: gli abusi e gli eccessi furono all\u2019ordine del giorno. Le \u00abcommissioni di dekulakizzazione\u00bb erano formate da membri del partito e del komsomol e da contadini poveri e operai venuti dalle citt\u00e0, che spesso coglievano l\u2019occasione per saccheggiare. le persone arrestate per esempio furono il 400% del numero previsto dalle quote. Lo stesso Pagoda, capo dell\u2019Ogpu, si trov\u00f2 costretto ad affermare: \u00abNon stiamo ripulendo le regioni da popi, commercianti e altri [\u2026] bisogna colpire precisamente il bersaglio: i kulaki e i kulaki controrivoluzionari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>STALIN IL 2 MARZO 1930<\/strong> scrisse a tutti i giornali criticando gli \u00ababusi\u00bb della dekulakizzazione, accus\u00f2 i dirigenti locali per gli \u00abeccessi\u00bb commessi e mise in guardia contro la \u00abvertigine del successo\u00bb. parimenti la disorganizzazione era totale: la Ogpu fu incaricata delle deportazioni, ma autorit\u00e0 locali che si dovevano occupare dei deportati vennero informate solo all\u2019ultimo momento; di conseguenza molto spesso i deportati vennero abbandonati in accampamenti vicino alle linee ferroviarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il politburo istitu\u00ec una commissione presieduta da Tolmacev per verificare la situazione. una sua lettera indicava chiaramente i problemi: fame, malattie infettive, mortalit\u00e0 altissima specie fra i minori. Tolmacev fa anche alcune proposte (dare piccoli appezzamenti di terra ai deportati e alloggiarli fra la popolazione locale in case gi\u00e0 esistenti) per facilitare uno degli obiettivi della \u201cdekulakizzazione\u201d: la colonizzazione della Siberia e della Russia settentrionale. Il 20 aprile, anche a seguito di queste osservazioni, la Ogpu eman\u00f2 una circolare che permise il rientro a casa dei bambini sotto i 14 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra maggio e giugno 1930 si assistette a un fenomeno non previsto dalla polizia politica: la fuga di massa dei deportati, concentrati in campi provvisori vicino alle ferrovie. Molti si dettero al banditismo rurale, mentre molti tornarono a casa, dove spesso furono festeggiati, e destabilizzarono il nuovo \u201cordine sociale\u201d: contadini poveri e militati comunisti che avevano occupato le case vennero cacciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019estate del \u201930 la priorit\u00e0 venne data ai raccolti e le deportazioni furono praticamente interrotte. Alla fine del 1930 il totale delle persone arrestate, deportate o spostate all\u2019interno del proprio distretto raggiunse la cifra di un milione . Fra i deportati (560 mila) il tasso di mortalit\u00e0 fu elevatissimo e a causa della disorganizzazione pochissimi di essi svolsero un lavoro produttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il raccolto del 1930 si rivel\u00f2 ottimo e milioni di contadini erano ormai entrati forzatamente nei kolchoz. nel dicembre il politburo fiss\u00f2 obiettivi ambiziosi: l\u201980% di imprese di collettivizzate nelle regioni cerealicole e il raggiungimento dell\u2019eliminazione dei kulaki come classe. venne decisa una nuova ondata di deportazioni e venne indicato il Kazakistan come meta principale (febbraio 1931).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai rapporti di polizia emerge la volont\u00e0 di non ripetere l\u2019esperienza del sistema di deportazione-abbandono, completamente fallimentare sotto il profilo economico e causa di inutili morti. Il politburo nel marzo istitu\u00ec la commissione Andreiev per riorganizzare il sistema: la Ogpu venne incaricata non solo\u00a0 degli arresti e delle deportazioni, ma anche della gestione amministrativa, economica e organizzativa. la polizia politica venne investita del compito di alloggiamento e sfruttamento economico dei deportati, nonch\u00e9 della gestione dei \u00abvillaggi di popolamento speciale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CIO\u2019 NON TOGLIE CHE SIANO<\/strong> stati compiuti \u00abgrossolani errori\u00bb quali l\u2019arresto di contadini \u00absocialmente vicini al potere sovietico\u00bb e che la situazione permanesse drammatica (fame, malattie, mortalit\u00e0 elevata, fughe, sfruttamento economico che molto si avvicina ai lavori forzati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti di polizia smentiscono la tesi fino ad oggi prevalente secondo la quale la prima ondata di deportazioni sarebbe stata la pi\u00f9 massiccia: nel 1931 i rapporti censiscono 1,244 milioni di persone deportate contro le 560 mila del 1930. nel 1932 e 1933 le deportazioni proseguono, ma a ritmi ridotti. Molte aziende agricole furono abbandonate e si assistette al fenomeno di coloro che la Ogpu definisce gli \u00abauto-dekulakizzati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale le difficolt\u00e0 di raggiungere le quote stabilite nella requisizione del grano nel biennio 1932-33 e le resistenze che si svilupparono nelle campagne contribuirono a modificare la percezione del \u201cnemico\u201d. dal criterio di classe si pass\u00f2 a considerare con sospetto l\u2019intera societ\u00e0 contadina che appariva ingovernabile e ostile al potere sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa direzione andarono le deportazioni in Siberia di interi villaggi cosacchi; un\u2019anticipazione delle deportazioni etniche che inizieranno dal 1935. In quest\u2019ottica si iscrisse anche la famosa legge del 7 agosto 1932 sul \u00abfurto e la dilapidazione della propriet\u00e0 sociale\u00bb, redatta da Stalin in persona, legge che permetteva condanne a 10 anni o addirittura alla pena di morte per furti alla \u00abpropriet\u00e0 sociale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stalin vide minacciato l\u2019ordine socialista da lui concepito e di conseguenza il ferreo controllo che era riuscito a instaurare\u00a0 sul partito e sullo Stato. A causa dei grandissimi problemi logistici e delle reticenze delle autorit\u00e0 regionali a prendersi carico di nuove ondate di deportati, dal maggio 1933 le deportazioni vennero ridotte drasticamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stalin, a nome del comitato centrale, e Molotov, a nome\u00a0 del consiglio dei commissari del popolo, firmarono una direttiva segreta nella quale si accusavano, come nel 1930, le autorit\u00e0 locali degli eccessi della dekulakizzazione e si affermava che il paese \u00abnon necessita pi\u00f9 di repressioni massicce\u00bb e si ordina di \u00abcessare immediatamente le deportazioni massicce di contadini\u00bb, all\u2019infuori\u00a0 di una quota di 12 mila famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I numeri sui decessi e le fughe sono molto frammentati, si pu\u00f2 tuttavia stimare una mortalit\u00e0 fra i deportati fra il 10% e il 15%, a seconda delle regioni, fino al 1934. Un rapporto\u00a0 dell\u20191 febbraio 1932 censiva la presenza di 1,317 milioni di persone su 1,803 milioni di deportati negli anni 1930 e 1031: una perdita di mezzo milione di persone fra morti e fuggitivi. Il tasso di mortalit\u00e0 non cambi\u00f2 di molto nei due anni a seguire. la corposa mole di rapporti della Ogpu \u00e8 consultabile al link: http:\/\/www.ihtp.cnrs.fr\/dossier_soviet_paysans\/\u00a0(disattivato (n.d.r)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I CONTADINI IN RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo grande tema su cui i documenti della Ogpu portano nuova luce \u00e8 quello dei tumulti e delle resistenze che il mondo contadino oppose al potere sovietico in quegli anni. In primo luogo c\u2019\u00e8 da notare\u00a0 che non scoppiarono vere e proprie insurrezioni, come era accaduto durante la guerra civile negli anni 1920 e 1921. nel 1930 mancavano le armi, le comunicazione e la leadership. le rivolte pi\u00f9 importanti scoppiarono in Ucraina, dove assunsero anche un carattere nazionalista, nei territori cosacchi, in Kazakistan, Daghestan, cecenia, Uzbekistan e Azerbaijan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nel 1930 si assistette anche alla recrudescenza del fenomeno del banditismo rurale, che spesso nelle campagne godeva di simpatie sociali. Il banditismo si pu\u00f2 dividere in due categorie: le bande sedentarie che, secondo la Ogpu, reclutavano i propri membri fra i kulaki di terza categoria, espropriati ma non deportati (i pi\u00f9 importanti numericamente), e le bande volanti negli Urali, in Siberia occidentale e in Kazakistan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il grosso della resistenza contadina si manifest\u00f2 per\u00f2 attraverso migliaia di manifestazioni, marce, raduni che raramente sboccarono in atti di violenza, anche se non mancarono quelli che a Ogpu chiamava \u201catti terroristici\u201d: furono pi\u00f9 di 16 mila\u00a0 gli attacchi ai \u00abrappresentanti del potere sovietico\u00bb fra il 1930 e il 1931, con migliaia di morti fra i funzionari e i militanti comunisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1930 le cause dei disordini\u00a0 nell\u2019ordine furono: il rifiuto di entrare nei kolchoz, la solidariet\u00e0\u00a0 nei confronti dei kulaki o di altri \u00abelementi antisovietici\u00bb, l\u2019opposizione alle politiche anticlericali e le resistenze\u00a0 al sistema della collettivizzazione di Stato del grano e della carne secondo le quote stabilite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu chiesta la restituzione dei beni\u00a0 confiscati, il ritorno dei deportati, elezioni nei soviet rurali; fu rifiutato il concetto di dividere la societ\u00e0 contadina in classi \u00abin quanto i kulaki non esistono pi\u00f9\u00bb e si domand\u00f2 la riapertura delle chiese. nel 1931, dopo che il sistema dei kolchoz si andava lentamente impiantando, l\u2019ordine delle cause dei disordini cambi\u00f2 e balzarono al primo posto il problema della confisca del grano e della carne, le difficolt\u00e0 alimentari e il rifiuto di rispettare le quote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimase la costante della distribuzione geografica di questa resistenza rurale: l\u2019Ucraina, la regione centrale delle Terre nere, le regioni del medio e basso Volga e il Caucaso del nord continuarono a mantenere un ruolo centrale nelle proteste: una continuit\u00e0 geografica che si rileva a partire dalle rivolte contadine del XVIII secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo aspetto poco conosciuto che compare nei documenti ora on line in francese, \u00e8 quello della resistenza ai piani stabiliti a livello centrale opposta dai quadri locali di kolchoz, partito e soviet. Socialmente vicini all\u2019ambiente contadino , questi quadri ne condivisero molte volte le opinioni\u00a0 e ne adottarono i temi, affermando, dopo la prima ondata di dekulakizzazioni e deportazioni, che il problema non esisteva pi\u00f9, in quanto i kulaki erano stati liquidati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di resistenza, a partire dalle difficolt\u00e0 alimentari del 1931 e alla carestia dell\u2019anno seguente, si verific\u00f2 in particolare quando le quote collettivizzate si fecero eccessive, soprattutto in Ucraina e nel Caucaso del nord. Molti funzionari si rifiutarono di rispettare il piano, tanto che nel 1932 pi\u00f9 di un terzo dei direttori dei kolchoz fu destituito o arrestato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>1932, ARRIVA LA CARESTIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terzo argomento trattato dai rapporti della Ogpu riguarda la carestia europea che fece pi\u00f9 di 6 milioni di morti. I documenti in questione non apportano grandi novit\u00e0 alla ricerca e ribadiscono le pesanti responsabilit\u00e0 della classe dirigente staliniana e di Stalin stesso. I rapporti non sono numerosi e quando se ne parla \u00e8 prevalentemente una visione distaccata che non comprende la realt\u00e0 rurale e tende ad addossare la colpa della carestia ai contadini stessi, che nascondono il grano, e agli elementi kulaki e controrivoluzionari, che sabotano lo stato sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1931 si erano verificati cattivi raccolti in Siberia occidentale e Kazakistan, cos\u00ec vennero aumentate le quote di grano riscosse in Ucraina , nel Caucaso del nord e nelle regioni centrali delle Terre nere. Da un raccolto mediocre di 69 milioni di tonnellate di grano , le autorit\u00e0 sovietiche riuscirono a prelevare la cifra record di 23 milioni di tonnellate; l\u2019Ucraina forn\u00ec il 42% del proprio raccolto globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, senza rendersi conto del disastro in agguato per il 1932, si stabil\u00ec l\u2019inverosimile quota di 29,5 milioni di tonnellate, mettendo a rischio anche le sementi per l\u2019anno successivo. Nel 1932 l\u2019eccessivo prelievo statale and\u00f2 ad aggiungersi agli effetti della \u201cdekulakizzazione\u201d e della collettivizzazione forzata, che avevano scardinato di fatto il sistema produttivo rurale di intere regioni. le campagne reagirono con furti di \u00abraccolto collettivo\u00bb e il rifiuto di consegnare il grano; diverse volte i quadri locali e dei kolchoz si schierarono contro le autorit\u00e0 centrali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I contadini fuggirono dalle regioni martoriate dalla fame. L\u2019Ucraina fu la pi\u00f9 colpita; il partito comunista ucraino cedette ai diktat moscoviti e a fine anno autorizz\u00f2 il prelievo delle sementi e viet\u00f2 la vendita dei biglietti del treno ai contadini. Stalin, comprendendo la gravit\u00e0 della situazione, rispose con la repressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 in agosto aveva fatto approvare la dura legge sul \u00abfurto della propriet\u00e0 sociale\u00bb, a met\u00e0 ottobre migliaia di agenti della Ogpu furono sguinzagliati in tutto il paese per recuperare il grano che non c\u2019era; 11 mila \u00absabotatori del piano\u00bb vennero arrestati nel Caucaso del nord e 16 mila in Ucraina: fra questi il 30% era composto da quadri comunisti locali e dirigenti dei kolchoz.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nel gennaio 1933 Stalin ordin\u00f2 di ordinare la fuga di massa dei contadini che \u00abcol pretesto di andare a cercare il pane\u00bb abbandonavano le regioni colpite dalla carestia. nel 1933 si pose anche il problema di come assicurare il lavoro nei campi: le autorit\u00e0 lo affrontarono inviando popolazione urbana nelle campagne, organizzando trasferimenti di coloni e distribuendo\u00a0 il cibo ai sopravvissuti in maniera differenziata a seconda del loro ruolo produttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso fra i 40 e i 50 milioni di contadini patirono la fame negli anni seguenti alla collettivizzazione forzata: i decessi per inedia furono 6 milioni. le zone pi\u00f9 colpite furono l\u2019Ucraina, le regioni centrali delle Terre nere e del Volga, ma in termini relativi fu il Kazakistan a soffrire le perdite maggiori: fra emigrazioni e morti, la popolazione, che era di 4 milioni di persone alla fine degli anni venti si ridusse di un terzo tra il 1930 e il 1933.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1934 persistevano nelle campagne i problemi creati dalla collettivizzazione forzata e dalla carestia, ma il sistema dei kolchoz andava lentamente a regime. Anche se i dispacci di polizia testimoniano per quell\u2019anno le notevoli purghe effettuate nei kolchoz, specie in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti questi avvenimenti fecero sorgere nell\u2019arretrata societ\u00e0 rurale russa sentimenti millenaristi che ovviamente accrebbero il sospetto con cui il potere staliniano guardava alle campagne. Nonostante la disorganizzazione profonda e la carestia, la riscossione del grano da parte dello Stato raggiunse cifre considerevoli: 23,3 milioni di tonnellate nel 1933 (34% del raccolto di 67,6 milioni di tonnellate), nel 1935 lo Stato riusc\u00ec a incamerare il 45% della produzione agricola, dando un impulso vertiginoso all\u2019industrializzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edificazione staliniana e burocratica del socialismo procedeva a tappe forzate nel disprezzo pi\u00f9 totale della democrazia dei soviet, con prezzi incalcolabili per le masse rurali e l\u2019accrescimento abnorme del potere della burocrazia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dekulakizzazione dell\u2019Urss dal 1930 al 1934 I rapporti della polizia sovietica Un gruppo di storici ha tradotto in francese e reso accessibili al grande pubblico alcuni documenti della polizia politica sovietica sulla liquidazione dei contadini ricchi avvenuta fra il 1930 e il 1934.\u00a0E&#8217; disponibile\u00a0un&#8217;ampia selezione dei rapporti della polizia politica (Ogpu) tradotti in francese &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-dekulakizzazione-in-urss-nei-rapporti-della-polizia\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":16305,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,24,84],"tags":[1334,147],"class_list":["post-2204","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-storia","category-urss","tag-kulaki","tag-ucraina","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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