{"id":2122,"date":"2006-07-07T12:46:05","date_gmt":"2006-07-07T10:46:05","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-27T10:24:27","modified_gmt":"2015-11-27T09:24:27","slug":"alfred-rosenberg-il-mito-del-secolo-xx-e-i-suoi-avversari-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alfred-rosenberg-il-mito-del-secolo-xx-e-i-suoi-avversari-1\/","title":{"rendered":"Alfred Rosenberg, &laquo;Il mito del secolo XX&raquo; e i suoi avversari (1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_28187\" style=\"width: 145px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/07\/Alfred-Rosenberg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-28187\" class=\"wp-image-28187\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/07\/Alfred-Rosenberg.jpg\" alt=\"Alfred Rosenberg\" width=\"145\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-28187\" class=\"wp-caption-text\">Alfred Rosenberg<\/p><\/div>\n<p><strong>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 325 (2004)<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Un contributo alla storia del conflitto fra Chiesa cattolica e nazionalsocialismo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Ermanno Pavesi <\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Alfred Rosenberg e \u00abIl mito del secolo XX\u00bb<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfred Rosenberg, l\u2019ideologo ufficiale del nazionalsocialismo, ha esposto le sue teorie in modo sistematico e completo nella sua opera pi\u00f9 importante, <em>Der Mythus des 20. <\/em><em>Jahrhunderts. Eine Wertung der seelisch-geistigen Gestaltenk\u00e4mpfe unserer Zeit, <\/em>\u00abIl mito del secolo XX. Una valutazione delle battaglie spirituali del nostro tempo\u00bb (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera, pubblicata per la prima volta nel 1930, ha avuto numerose ristampe ed \u00e8 giunta, alla fine della seconda guerra mondiale (1939-1945), a una tiratura complessiva di 1 milione e 100 mila copie. La pubblicazione di <em>Der Mythus<\/em> non ha raccolto solamente larghi consensi all\u2019interno del Partito Nazionalsocialista e in ambienti nazionalisti, ma ha provocato anche discussioni e decise resistenze, alle quali Rosenberg ha risposto in diverse occasioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura di <em>Der Mythus<\/em> \u00e8 indispensabile per comprendere l\u2019ideologia del nazionalsocialismo, mentre dalle reazioni di Rosenberg \u00e8 possibile rendersi conto di quali fossero i suoi avversari, cio\u00e8 di chi allora ha reagito contro le sue tesi e in genere contro l\u2019ideologia nazionalsocialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. La vita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfred Rosenberg nasce il 12 gennaio 1893 a Reval, nell\u2019Impero degli Zar \u2014 oggi Tallinn, in Estonia \u2014 da una famiglia appartenente da generazioni alla minoranza tedesca del paese baltico. Lo scoppio della prima guerra mondiale (1914-1918) mette fine a un clima di pacifica convivenza della comunit\u00e0 tedesca con la popolazione slava. La nuova situazione pone in modo acuto la questione dell\u2019identit\u00e0 nazionale e il giovane Rosenberg comincia a interessarsi delle radici della cultura tedesca e di quella dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si appassiona alla lettura di opere di antichit\u00e0 classica, di letteratura e di filosofia tedesca. Ma la lettura di <em>Die Grundlagen des Neunzehnten Jahrhunderts<\/em>, \u00abI fondamenti del secolo diciannovesimo\u00bb, pubblicata nel 1899 dallo scrittore tedesco di origine inglese Houston Stewart Chamberlain (1855-1927) (2), gli fornisce un\u2019interpretazione unitaria della storia dell\u2019Occidente e gli suggerisce un atteggiamento critico nei confronti del cristianesimo: <em>\u00abDa allora ho sempre presente il problema del cristianesimo\u00bb<\/em> (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019autobiografia Rosenberg ricorda due episodi che lo hanno colpito profondamente durante un viaggio in Germania nel 1911. In una chiesa osserva un giovane contadino inginocchiato davanti a un confessionale e nota: <em>\u00abE io mi sono chiesto: cosa avete fatto al popolo orgoglioso, che non si rende pi\u00f9 conto dell\u2019indegnit\u00e0 di un <\/em>simile<em> inginocchiamento?\u00bb<\/em> (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uscito dalla chiesa, Rosenberg vede in una trattoria un contadino che d\u00e0 da bere la sua birra al piccolo figlio: <em>\u00abQuesta manifestazione di forza e di naturalezza mi ha posto davanti <\/em>agli occhi<em> quanto in seguito \u00e8 diventato l\u2019oggetto delle mie considerazioni di filosofia della religione: il rapporto fatale fra una \u201cdottrina rivelata\u201d orientale e lo spirito contadino tedesco\u00bb<\/em> (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo le scuole superiori Rosenberg studia architettura prima a Riga, sempre in Estonia, e successivamente a Mosca, dove la facolt\u00e0 era stata trasferita durante la prima guerra mondiale. A Mosca Rosenberg ha la possibilit\u00e0 di migliorare la conoscenza della lingua, della cultura e della mentalit\u00e0 russe, e segue da vicino gl\u2019inizi della Rivoluzione bolscevica del 1917. Egli \u00e8 preoccupato per gli sviluppi della situazione politica in Russia e decide, dopo aver terminato gli studi, di lasciare il paese e, nel dicembre del 1918, si trasferisce in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Monaco di Baviera trova una situazione rivoluzionaria simile a quella che aveva vissuto a Mosca e decide d\u2019impegnarsi contro la Rivoluzione bolscevica; allaccia in breve tempo contatti con ambienti nazionalisti e fa conoscenza anche di Adolf Hitler (1889-1945). Nel 1919 Rosenberg \u00e8 iscritto al Deutsche Arbeiter Partei, il Partito dei Lavoratori Tedeschi, da cui nascer\u00e0 lo NSDAP, il Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie alla sua personalit\u00e0 e alla sua cultura, molto superiore a quella degli altri collaboratori di Hitler, Rosenberg ottiene incarichi molto importanti e riveste posizioni dirigenziali in tutta la storia del partito, dalle difficolt\u00e0 iniziali alla presa del potere e al crollo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1921 \u00e8 redattore capo del <em>V\u00f6lkischer Beobachter. <\/em><em>Kampfblatt der nationalsozialistischen Bewegung Grossdeutschlands<\/em>, \u00abL\u2019osservatore nazionale. Foglio di battaglia del movimento nazionalsocialista della Grande Germania\u00bb, talora, nella propaganda dell\u2019epoca, indicato come \u00abIl giornale del <em>F\u00fchrer<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1922, pubblica <em>Wesen, Grunds\u00e4tze und Ziele der Nationalsozialistischen Deutschen Arbeiterpartei<\/em>, \u00abNatura, princ\u00ecpi e obiettivi del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi\u00bb, cio\u00e8 edita e commenta ufficialmente il programma del partito, il che costituisce anche il primo scritto ideologico ufficiale del movimento (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1923 al 1924, mentre sconta la pena per il fallito <em>putsch <\/em>di Monaco di Baviera, Hitler affida a Rosenberg l\u2019incarico di dirigere il partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1930, Rosenberg \u00e8 rappresentante dello NSDAP all\u2019Ufficio Affari Esteri del <em>Reichstag<\/em>, il parlamento del <em>Reich<\/em>; nel 1933, \u00e8 capo dell\u2019Ufficio Affari Esteri dello NSDAP; nel 1934, \u00e8 \u00abIncaricato del <em>F\u00fchrer<\/em> per il controllo di tutta la formazione ed educazione spirituale e ideologica del NSDAP\u00bb, e in questa veste organizza un ufficio indicato spesso per semplicit\u00e0 come <em>Amt Rosenberg<\/em>, \u00abServizio Rosenberg\u00bb; nel 1940, \u00e8 \u00abIncaricato del <em>F\u00fchrer<\/em> per la sicurezza dell\u2019ideologia nazionalsocialista\u00bb; e nel 1941, \u00e8 ministro del <em>Reich<\/em> per i territori orientali occupati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg viene processato a Norimberga e giustiziato il 16 ottobre 1946.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la prigionia Rosenberg ha scritto delle memorie, <em>Letzte Aufzeichnungen. N\u00fcrnberg 1945\/46<\/em>, \u00abUltimi appunti. Norimberga 1945-1946\u00bb (7). In questi appunti autobiografici egli cerca di sminuire il proprio ruolo all\u2019interno del partito, dichiara di aver rivestito importanti funzioni, ma di esser stato impegnato soprattutto nell\u2019ambito della cultura, di aver passato ogni giorno molte ore in biblioteche, preso dalle sue ricerche, mentre altri gerarchi tessevano reti di rapporti, formavano cordate e cercavano di estendere la propria influenza. Fino all\u2019ultimo rimane fedele all\u2019ideologia nazionalsocialista e a Hitler, ma prende le distanze dalle \u00abdeviazioni\u00bb del regime, la cui responsabilit\u00e0 attribuisce soprattutto a Joseph G\u00f6bbels (1897-1945), a Heinrich Himmler (1900-1945) e a Martin Bormann (1900-1945).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. La svolta nella teoria della razza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli specialisti non sono unanimi circa il ruolo svolto da Rosenberg all\u2019interno dell\u2019ideologia e della politica nazionalsocialiste, e le differenti posizioni dipendono in parte anche dal modo con cui viene recepita la teoria delle \u00abreligioni politiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il politologo tedesco Eric Voegelin (1901-1985) si \u00e8 servito del concetto di \u00abreligioni politiche\u00bb per contraddistinguere la particolarit\u00e0 di certi moderni movimenti politici di massa. Voegelin si mostra critico nei confronti della pretesa di sistemi politici moderni di costruire forme di Stato sulla base di concezioni astratte dell\u2019uomo. Egli \u00e8 convinto, infatti, che <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> le radici dello Stato devono essere cercate nella natura dell\u2019uomo\u00bb<\/em> (8); deve per\u00f2 ammettere che <em>\u00abnon \u00e8 stato ancora risolto il problema di sviluppare la dottrina dello Stato a partire da una teoria della natura dell\u2019uomo\u00bb<\/em> (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Rosenberg il Terzo <em>Reich<\/em> costituisce una rivoluzione radicale nei confronti di forme precedenti non solo dello Stato confessionale, ma anche di quello secolarizzato: <em>\u00abQuesto Reich non \u00e8 il fondamento per questo o per quel potere confessionale, ma \u00e8 il primo Stato nazionale tedesco, al quale non possono essere applicate le formule del secolo XIX, come \u201cStato laico\u201d, \u201cStato secolarizzato\u201d e cos\u00ec via, perch\u00e9 esso porta in s\u00e9 e comprende la vita spirituale, psichica e politica. I valori di questo mondo non sono pi\u00f9 idee con un\u2019aura religiosa, ma i valori dell\u2019uomo tedesco sono un tutt\u2019uno, come costituiscono un\u2019unit\u00e0 anche l\u2019uomo tedesco e l\u2019anima nazionale nel loro fondamento pi\u00f9 profondo\u00bb<\/em> (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voegelin riconosce nel movimento nazionalsocialista il tentativo di costruire l\u2019ordinamento dello Stato sulla natura profonda dell\u2019uomo, che \u00e8 strettamente legata alla sua origine e alla sua vocazione, che a loro volta rimandano a problemi di ordine religioso e alla posizione dell\u2019uomo all\u2019interno dell\u2019universo: <em>\u00abLa comunit\u00e0 politica \u00e8 sempre incorporata nel contesto dell\u2019esperienza del mondo e di Dio da parte degli uomini: sia che l\u2019ambito politico occupi, nella gerarchia dell\u2019essere, un grado pi\u00f9 basso dell\u2019ordinamento divino, sia che esso venga a sua volta divinizzato. Anche il linguaggio della politica \u00e8 sempre permeato dalle emozioni della religiosit\u00e0 e diventa cos\u00ec simbolismo, nel senso pregnante della compenetrazione dell\u2019esperienza mondana con quella trascendente e divina\u00bb<\/em> (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <em>Rasse und Staat<\/em>, \u00abRazza e Stato\u00bb, Voegelin sottolinea la fondamentale differenza <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> fra le forme precedenti dell\u2019idea della razza, che \u00e8 rappresentata da persone come G\u00fcnther <\/em>[Hans Ferdinand Karl (1891-1968)]<em>, Lenz <\/em>[Fritz (1887-1976)]<em> e Eugen Fischer <\/em>[1874-1967]<em> e quella che \u00e8 rappresentata da Rosenberg e dalla giovane generazione del movimento nazionale <\/em>[&#8230;].<em> Mentre la forma pi\u00f9 vecchia di idea della razza si fonda in modo caratteristico su un\u2019antropologia intesa come scienza naturale, la nuova si presenta esplicitamente come \u201cmito\u201d o, come noi nella sfera scientifica preferiremmo, come idea del corpo, cio\u00e8 come un\u2019idea della natura generale dell\u2019uomo nordico, che ha come modello un tipo spirituale dell\u2019uomo nordico. Qui, corpo e anima non sono pi\u00f9 due ambiti separati, che vengono uniti da una metafisica insostenibile, ma un\u2019unit\u00e0; qui lo spirito non dipende dal corpo, ma sangue e anima sono solamente differenti espressioni di un\u2019immagine unitaria dell\u2019uomo nordico\u00bb<\/em> (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voegelin vede nette analogie fra queste teorie del movimento politico e quelle del filosofo tedesco Ludwig Ferdinand Clauss (1892-1974), che per anni fu assistente del filosofo tedesco Edmund Husserl (1859-1938) e che si \u00e8 poi dedicato completamente alla ricerca sulla razza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Clauss la teoria della razza non deve limitarsi alle caratteristiche somatiche e, tutt\u2019al pi\u00f9, al temperamento e al carattere, ma deve comprendere anche la visione del mondo, la religiosit\u00e0 e la dimensione spirituale. Sempre per Clauss rivelazione e redenzione presuppongono sistemi religiosi precisi: la trascendenza di Dio, le particolari modalit\u00e0 con cui Dio o il divino si rivela all\u2019uomo, o in cui l\u2019uomo si apre al divino, la questione dell\u2019origine del male nella storia tanto dell\u2019individuo quanto di tutta l\u2019umanit\u00e0 e la questione, poi, se l\u2019uomo necessiti di una redenzione o meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Clauss rivelazione e redenzione non possono aver valore per tutta l\u2019umanit\u00e0, e non possono fondare una religione universale, in quanto sarebbero tipiche di talune razze, ma non di quella nordica. Clauss distingue per questo differenti tipi razziali che presenterebbero anche forme particolari di religiosit\u00e0: l\u2019uomo nordico sarebbe un tipo attivo, con un rapporto immediato con il divino, e che non conosce divisione fra corpo e spirito, mentre l\u2019uomo tipico dell\u2019Asia Minore tenderebbe a una scissione interiore, a sensi di colpa e necessiterebbe di una redenzione, mentre l\u2019uomo tipico del deserto vive il divino come qualcosa di esterno e che gli si manifesta attraverso una rivelazione (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporanei hanno criticato, nella misura in cui era possibile, queste tesi. Ildefons Herwegen O. S.B. (1876-1946), abate dell\u2019abbazia benedettina di Maria Laach, in Germania, riconosceva, per esempio, le peculiarit\u00e0 della spiritualit\u00e0 dell\u2019uomo germanico ma sottolineava l\u2019unicit\u00e0 del messaggio cristiano:<em> \u00abIl cristianesimo \u00e8 unico e indiviso nella sua dottrina, nel suo culto e nella sua morale, e immutabile nel suo contenuto essenziale. Il modo di accostarsi a questo mondo cristiano e gli echi che evoca con i suoi stimoli sono differenti da popolo a popolo\u00bb<\/em> (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte teorie sulla religione germanica precristiana, correnti in ambienti nazionalistici, sono state contraddette in punti importanti da Walter Baetke (1884-1978), professore di Filologia Nordica e di Storia della Religione all\u2019universit\u00e0 di Lipsia, in Germania (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Clauss e Rosenberg avviene un cambiamento epocale nella teoria della razza. Anche in <em>Der Mythus<\/em> si trovano alcuni riferimenti ai caratteri esteriori, come occhi azzurri e capelli biondi, cos\u00ec come prese di posizione contro ogni confusione delle razze e dichiarazioni a favore dell\u2019eugenetica, ma l\u2019interesse principale \u00e8 rivolto alla cultura umana in tutte le sue manifestazioni: arte, politica, filosofia, religione e morale, che dovrebbero essere in sintonia con quanto Rosenberg definisce la <em>\u00abverit\u00e0 organica\u00bb<\/em>, cio\u00e8 con la forma interna, con la funzionalit\u00e0 e con la volont\u00e0 di ogni organismo di raggiungere la propria meta. Forme religiose e morale <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> sono \u2014 se sono autentiche \u2014 al servizio della verit\u00e0 organica, cio\u00e8 al servizio del carattere nazionale legato alla razza\u00bb<\/em> (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questa teoria l\u2019uomo dovrebbe poter sentire, pensare e agire in un modo corrispondente alla propria razza, in modo funzionale. Funzionalit\u00e0 nella formazione della vita <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> significa la costruzione di un essere vivente, mancanza di funzionalit\u00e0 il suo declino; allo stesso tempo si trova a questo proposito lo strumento che consente di migliorare la forma, o di provocare una deformazione. Da un punto di vista ancora pi\u00f9 profondo, impedire lo sviluppo della forma significa un duplice peccato: un peccato contro la natura e un peccato contro forze e valori interiori che cercano di affermarsi\u00bb<\/em> (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova scienza della razza non s\u2019interessa tanto di questioni di tipo biologico, ma piuttosto delle scienze umane. Storia, etnologia, archeologia, scienza della religione, storia dell\u2019arte, filologia antica, linguistica e cos\u00ec via devono aiutare a comprendere tanto le forze e i valori di un popolo, quanto le influenze straniere che ne deformano e ne impediscono lo sviluppo<em>: \u00abIl sapere ultimo di una razza si trova gi\u00e0 incluso nel suo primo mito religioso\u00bb<\/em> (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova politica razziale non pu\u00f2 quindi esaurirsi in leggi eugenetiche o che limitano i diritti dei cittadini non ariani, ma si deve occupare della storia almeno degli ultimi duemila anni e deve purificare e proteggere il popolo germanico da influenze esterne religiose, politiche, filosofiche e artistiche. Questo principio viene espresso chiaramente gi\u00e0 nel programma dello NSDAP: il partito <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em>combatte lo spirito ebraico-marxista dentro e fuori di noi\u00bb<\/em> (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il compito che sta particolarmente a cuore a Rosenberg \u00e8 proprio quello di riconoscere, di smascherare e, quindi, di combattere lo \u00abspirito ebraico\u00bb, che attraverso il cristianesimo era penetrato anche nei tedeschi razzialmente puri: <em>\u00abLa nostra anima \u00e8 stata contaminata dall\u2019ebraismo; i mezzi per fare questo sono stati la Bibbia e la Chiesa di Roma. Con il loro aiuto il demone del deserto \u00e8 diventato il \u201cdio\u201d dell\u2019Europa\u00bb<\/em> (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Le \u00abreligioni politiche\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg vede la soluzione della profonda crisi che ha colpito la nazione tedesca dopo la prima guerra mondiale e con la fine dell\u2019ordinamento monarchico non in un programma di partito convenzionale, ma nella costruzione di un <em>Reich<\/em>, supportato da un nuovo mito fondato sui valori eterni dell\u2019anima tedesca: <em>\u00abIl problema del futuro <\/em>Reich<em> della nostalgia tedesca consiste quindi nel predicare una nuova visione del mondo a questi milioni di tormentati e d\u2019ingannati, di procurare loro, a partire da un nuovo mito, un valore assoluto che tutto forma o, pi\u00f9 precisamente, di purificare il valore della nazione e dell\u2019onore nazionale sopito in tutti dai detriti secolari, di porre sotto il suo segno tutta la vita\u00bb<\/em> (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo mito \u00e8 <em>\u00abil mito del sangue\u00bb<\/em>, che scaturisce dalla natura pi\u00f9 profonda dell\u2019uomo e che, in opposizione alle altre ideologie della razza, non \u00e8 di natura biologica ma divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abOggi si ridesta per\u00f2 una nuova fede: il mito del sangue, la credenza di difendere soprattutto col sangue l\u2019essenza divina dell\u2019uomo. La fede incarnata colla pi\u00f9 chiara consapevolezza che il sangue nordico rappresenta quel mistero che ha sostituito e superato i vecchi sacramenti\u00bb<\/em> (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si tiene conto di simili tesi non ci si pu\u00f2 meravigliare se Voegelin, che nel 1933 riferendosi a Rosenberg parla ancora di movimento <em>\u00abnazionale\u00bb<\/em> e <em>\u00abpolitico\u00bb<\/em> , nel 1939 utilizza invece il concetto di <em>\u00abreligione politica\u00bb<\/em>. <em>Der Mythus<\/em>, l\u2019opera pi\u00f9 importante del custode della purezza della visione del mondo nazionalsocialista, non \u00e8, in senso stretto, un manifesto politico, ma un libro di fede, che annuncia un mistero, <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> che ha<\/em> \u2014 come abbiamo appena letto \u2014 <em>sostituito e superato i vecchi sacramenti\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella discussione a proposito delle \u00abreligioni politiche\u00bb vi sono specialisti come Hans Mommsen, professore emerito dell\u2019universit\u00e0 di Bochum, in Germania, che rifiutano l\u2019applicazione di questo concetto al nazionalsocialismo, che non avrebbe avuto una dottrina unitaria, in quanto i maggiori esponenti del regime avrebbero avuto opinioni diverse su punti importanti e sarebbero stati in conflitto fra loro, Hitler avrebbe frenato le critiche contro la Chiesa cattolica e le comunit\u00e0 protestanti e non avrebbe auspicato la creazione di una Chiesa nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mommsen \u00e8 anche del parere che la \u00absacralizzazione\u00bb del <em>F\u00fchrer<\/em> e della vita del partito <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>non aveva lo scopo di creare una religione alternativa\u00bb<\/em> (23). Quest\u2019ultima affermazione appare alquanto problematica, dal momento che lo stesso Mommsen cita una lettera del vice del <em>F\u00fchrer<\/em>, Rudolf Hess (1894-1987), dell\u2019aprile 1940, nella quale si legge: <em>\u00abIl <\/em>F\u00fchrer<em> non ha solo abbandonato il piano di creare una Chiesa nazionale. Oggi rifiuta totalmente questo piano\u00bb<\/em> (24): a quanto pare il piano di una Chiesa del<em> Reich<\/em> venne perseguito, almeno per un certo periodo, dallo stesso Hitler, che lo abbandona solo negli anni della guerra per motivi facilmente comprensibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mommsen non sembra neppure tenere in debito conto i diversi livelli della Rivoluzione nazionalsocialista, cio\u00e8 il fatto che alla presa del potere non segue automaticamente l\u2019affermazione e la diffusione dell\u2019ideologia del partito, cosa di cui uomini come Rosenberg sono pienamente consapevoli. Il 22 febbraio 1934 egli tiene il suo primo discorso ufficiale come \u00abIncaricato del <em>F\u00fchrer<\/em> per il controllo di tutta la formazione ed educazione spirituale e ideologica del NSDAP\u00bb. In tale discorso, intitolato <em>La lotta per la Weltanschauung<\/em>, Rosenberg sottolinea che <em>\u00abla Rivoluzione nazionalsocialista, portata a termine dal punto di vista del potere politico, dal punto di vista della storia dello spirito \u2014 \u00e8 necessario ripeterlo ancora una volta \u2014 \u00e8 ancora agli iniz\u00ee\u00bb<\/em> (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg distingue nettamente la rivoluzione politica da quella culturale e spirituale, cos\u00ec come le loro differenti velocit\u00e0 e strategie. In un articolo del <em>V\u00f6lkischer Beobachter. Kampfblatt der nationalsozialistischen Bewegung Grossdeutschlands<\/em> del 1\u00b0 gennaio 1935 ribadisce che non vi \u00e8 stata ancora la svolta nell\u2019ambito della scienza, della cultura e dell\u2019arte; Rosenberg \u00e8 per\u00f2 convinto che il confronto imminente presenta anche aspetti positivi:<em> \u00abGli avversari della nostra ideologia dovranno prendere posizione\u00bb<\/em> (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E d\u00e0 per scontato che la rivoluzione ideologica durer\u00e0 a lungo: infatti, si deve essere consapevoli del fatto che <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>noi nell\u2019ultimo anno \u2014 e probabilmente anche nell\u2019anno 1935 e dopo \u2014 abbiamo vissuto e vivremo in una condizione di transizione. Un\u2019altra situazione non sarebbe naturale; in quanto la Rivoluzione nazionalsocialista ha sollevato talmente tanti problemi fondamentali sulla natura tedesca e sul pensiero europeo, che questi possono essere impostati veramente soltanto attraverso un lento processo di elaborazione interiore\u00bb<\/em> (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Karl-Josef Schipperges, docente emerito dell\u2019Istituto Storico del Politecnico di Aquisgrana, in Germania, sottolinea a ragione che il nazionalsocialismo ha sviluppato rituali, una liturgia e concezioni che danno l\u2019impressione di un sostituto della religione tradizionale (28). Quindi, l\u2019essenza delle \u00abreligioni politiche\u00bb non consiste solamente nelle forme esteriori di tipo religioso assunte da movimenti politici che, a parte la struttura autoritario-totalitaria, non si distinguono da altri movimenti pure politici, ma soprattutto nella pretesa di dare risposte definitive ed esclusive a tutte le domande dell\u2019uomo, politiche e non politiche, quindi anche specificamente religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che la rivoluzione politica sia molto pi\u00f9 avanzata di quella spirituale, e che questa si sia manifestata in forme che spesso possono apparire poco autentiche, affettate, <em>kitsch<\/em> e pseudoreligiose non pu\u00f2 impedire di considerare il nazionalsocialismo come una \u00abreligione politica\u00bb almeno nelle intenzioni e <em>in fieri<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche se non \u00e8 stato realizzato nella vita di tutti i giorni il programma del NSDAP presenta una connotazione religiosa, come mostra l\u2019introduzione di Rosenberg al programma del partito del 1922: <em>\u00abIl risveglio pi\u00f9 profondo del nostro presente \u00e8 l\u2019autocoscienza della razza europea cos\u00ec come si \u00e8 incarnata nell\u2019uomo <\/em>tedesco<em>, la forza dell\u2019anima che non vuole solo mostrare s\u00e9 stessa, convinta fermamente che in questo modo viene creato il massimo di cui \u00e8 capace. Dopo secoli di negazione della natura eterna il movimento <\/em>v\u00f6lkisch<em> e nazionalsocialista s\u2019inserisce nuovamente nella regolarit\u00e0 del processo vitale eterno. Questa coscienza gli d\u00e0 la forza e la fede\u00bb<\/em> (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 senz\u2019altro possibile che altre personalit\u00e0 influenti del regime, che dal punto di vista del potere politico hanno avuto maggior peso di Rosenberg, abbiano sostenuto altre teorie della razza. Gli obiettivi di Rosenberg erano chiari, soprattutto nelle sue polemiche con Goebbels, che accusa di fare della propaganda superficiale invece di occuparsi di una formazione dottrinale coerente e approfondita. Rosenberg esercita la sua influenza in vari modi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto influisce sulla formazione della <em>Hitlerjugend<\/em>, la Giovent\u00f9 Hitleriana, e quindi sulla nuova generazione del partito, il cui capo, il <em>Reichsjugendf\u00fchrer<\/em> Baldur von Schirach (1907-1974), era convinto che <em>\u00abla via della Hitlerjugend \u00e8 la via di Alfred Rosenberg\u00bb<\/em> (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso viene sostenuta la tesi secondo cui <em>Der Mythus<\/em>, tanto per la sua mole quanto per il contenuto complesso, ha avuto uno scarso numero di lettori e, quindi, una scarsa influenza. Per esempio, Bernd Kleinhans, alla voce <em>Alfred Rosenberg<\/em> nel sito &lt; www.shoa.de&gt; scrive: <em>\u00abComunque il \u201cMito\u201d venne letto poco a causa della sua scarsa comprensibilit\u00e0\u00bb<\/em> (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile che non tutti gli esemplari stampati di <em>Der Mythus<\/em> siano stati letti e la lettura sia risultata troppo difficile per il lettore medio, ma si deve tener conto che l\u2019opera ha un ruolo importante nel lavoro di formazione all\u2019interno di varie organizzazioni nazionalsocialiste: dalle <em>SS<\/em>, le <em>Schutzstaffel<\/em>, le \u00abSquadre di protezione\u00bb, al <em>Nationalsozialisticher Lehrerbund<\/em>, la \u00abLega nazionalsocialista degl\u2019insegnanti\u00bb, e al <em>Nationalsozialisticher Dozentenbund<\/em>, la \u00abLega nazionalsocialista dei professori\u00bb, e influenza soprattutto gli ambienti pi\u00f9 ideologizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, si deve ricordare che le tesi in essa contenute vengono esposte in forma pi\u00f9 accessibile in innumerevoli pubblicazioni e riviste ufficiali del partito dirette da Rosenberg, come i <em>Nazionalsozialistische Monatshefte<\/em>, i \u00abQuaderni mensili nazionalsocialisti\u00bb, o la rivista mensile <em>Schulungsbrief<\/em>, \u00abLettera di formazione\u00bb, che raggiunse una tiratura di ben sette milioni di esemplari (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei pochi anni di attivit\u00e0 l\u2019<em>Amt Rosenberg<\/em> raccoglie una quantit\u00e0 enorme d\u2019informazioni: scheda tutti gl\u2019iscritti al partito, costituisce un archivio con <em>dossier<\/em> ben documentati su sessantamila personalit\u00e0 della vita culturale (33), che vengono discriminate in base a questa documentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per esempio, nei concorsi per cattedre universitarie l\u2019<em>Amt Rosenberg<\/em> doveva fornire una valutazione dei candidati: <em>\u00abCriteri di giudizio erano, oltre alla razza, soprattutto l\u2019atteggiamento nei confronti della religione e i rapporti con le Chiese. Precedenti contatti con ambienti del <\/em>Zentrum<em> o con un\u2019organizzazione cattolica erano un motivo privilegiato per l\u2019esclusione\u00bb<\/em> (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, dal momento che le leggi ancora vigenti e l\u2019autonomia della ricerca e dell\u2019insegnamento ponevano limiti all\u2019ideologizzazione dell\u2019universit\u00e0, Rosenberg progetta la costituzione di una serie d\u2019istituti di ricerca e d\u2019insegnamento di orientamento esplicitamente nazionalsocialista, la <em>Hohe Schule<\/em>, una \u00abScuola superiore\u00bb per il partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli obiettivi della <em>Hohe Schule<\/em> sono stati definiti da Hitler stesso nell\u2019Ordinanza del <em>F\u00fchrer<\/em> del 29 gennaio 1940: <em>\u00abLa Hohe Schule deve diventare un giorno il luogo della ricerca, dell\u2019insegnamento e dell\u2019educazione nazionalsocialiste. La sua istituzione avverr\u00e0 dopo la guerra. Per sostenere i preparativi gi\u00e0 in atto ordino che il <\/em>ministro<em> Alfred Rosenberg prosegua questi lavori preparatori, soprattutto nel campo della ricerca e nella costituzione della biblioteca\u00bb <\/em>(35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la sede principale della <em>Hohe Schule<\/em> Hitler stesso aveva scelto una localit\u00e0 su un lago della Baviera, il Chiemsee, ma erano previste diverse sedi staccate, che in parte erano nella fase di costituzione, come la sede di Scienza della Religione a Halle, quella per la Ricerca Biologica e della Razza a Stoccarda e un Istituto per lo Studio della Questione della Razza a Francoforte sul Meno (36).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se fra i gerarchi del partito non vi fu unanimit\u00e0 in campo ideologico, \u00e8 indubbio che per Hitler l\u2019ideologo del partito era Rosenberg, al quale ha affidato gl\u2019incarichi pi\u00f9 importanti in campo dottrinale e al quale ha ripetutamente confermato la fiducia, come in occasione del conferimento del Premio Nazionale Tedesco, che il <em>F\u00fchrer<\/em> istituisce nel 1937 dopo aver proibito ai cittadini tedeschi di accettare il premio Nobel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Goebbels, incaricato della <em>laudatio<\/em>, dichiara: <em>\u00abCon le sue opere Alfred Rosenberg ha contribuito in modo assolutamente eminente a fondare e a rafforzare scientificamente e intuitivamente l\u2019ideologia nazionalsocialista. In una lotta indefessa per mantenere pura la visione del mondo nazionalsocialista ha acquisito meriti molto particolari. Solo in un\u2019epoca futura sar\u00e0 possibile valutare quanto profonda \u00e8 stata l\u2019influenza di quest\u2019uomo sulla formazione spirituale e ideologica del <\/em>Reich<em> nazionalsocialista. Non solo il movimento nazionalsocialista ma anche tutto il popolo tedesco saluter\u00e0 con profonda soddisfazione il fatto che il <\/em>F\u00fchrer<em>, con l\u2019assegnazione del Premio Nazionale Tedesco, ha voluto onorare uno dei suoi pi\u00f9 vecchi e pi\u00f9 fidati collaboratori\u00bb<\/em> (37).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Rosenberg vengono spesso affidati incarichi non facili, in quanto si trattava in molti casi di dar vita a istituzioni nuove, cominciando dalla scelta dei collaboratori pi\u00f9 stretti. Il fine era chiaro e l\u2019ideologia avrebbe incorporato sempre pi\u00f9 anche le tematiche religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche altri intellettuali nazionalsocialisti erano consapevoli del fatto che la rivoluzione politica doveva essere seguita e completata da una rivoluzione religiosa, ma che questo passaggio, a causa delle forti reazioni che si sarebbero per certo manifestate, non poteva essere realizzato con precipitazione, come mostrano due citazioni di Ernst Bergmann (1881-1945): <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> io credo che la rivoluzione resti incompiuta se non si trasforma in una riforma\u00bb<\/em> (38); e <em>\u00abCi avviamo verso uno scontro di dimensioni tremende. Di proporzioni talmente immani da dover chiudere gli occhi davanti a esso. Per dimensione non \u00e8 assolutamente paragonabile a quella luterana. Per questo abbiamo la massima comprensione se il <\/em>F\u00fchrer<em> vuole ancora rimandare questa lotta, e per il momento la vuole risparmiare alla nostra povera, amata patria, fino a quando sar\u00e0 guarita e rafforzata\u00bb<\/em> (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. \u00abDer Mythus\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura di <em>Der Mythus<\/em> pu\u00f2 riservare talune sorprese al lettore impreparato. Nelle 700 pagine del testo si trovano alcuni riferimenti alla politica, con critiche dell\u2019attivit\u00e0 del partito del <em>Zentrum<\/em> \u2014 che era stato fondato nel 1870 per rappresentare la minoranza cattolica contro la politica ispirata al <em>Kulturkampf<\/em> (1871-1879) del cancelliere Otto von Bismark (1815-1898), ma dal 1919 partito di governo \u2014 e della Rivoluzione bolscevica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma tali riferimenti rappresentano, nell\u2019economia generale dell\u2019opera, una quantit\u00e0 trascurabile. Rosenberg supera l\u2019ambito dell\u2019attualit\u00e0 politica, e la situazione del popolo tedesco viene inserita in una visione unitaria della storia dell\u2019Occidente e di tutta l\u2019umanit\u00e0. Il problema politico viene interpretato alla luce della storia della cultura e in chiave religiosa, per cui non ci si deve stupire se <em>Der Mythus<\/em> considera la Chiesa cattolica come il nemico pi\u00f9 importante del rinnovamento del popolo tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere meglio la concezione che sta alla base di <em>Der Mythus<\/em> dev\u2019essere ricordata una tesi particolare dell\u2019autore: <em>\u00abIl concetto di Bene non \u00e8 assolutamente comprensibile senza quello di Male, e solo attraverso di esso ottiene una limitazione, cio\u00e8 una forma. <\/em>[&#8230;]<em> Dalla contrapposizione del SI e del NO sempre sussistente, peraltro ha origine ogni vita, tutto ci\u00f2 che \u00e8 creativo, ed anche il monista dogmatico \u2014 sia materialista che spiritualista \u2014 vive solo tramite l\u2019esistenza dell\u2019eterno contrasto<\/em>\u00bb (40<em>)<\/em>;<em> \u00ab<\/em>[&#8230;]<em> noi proclamiamo l\u2019antica formula, secondo cui il conflitto \u00e8 il padre di tutte le cose\u00bb<\/em> (41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi, secondo cui il bene non \u00e8 assolutamente comprensibile senza il male e per cui la vita \u00e8 un processo dinamico, originato dalla tensione fra opposti, pu\u00f2 spiegare perch\u00e9 Rosenberg descriva <em>\u00abl\u2019anima nordica\u00bb<\/em> in modo, in definitiva, piuttosto vago, per esempio con i valori di onore e di libert\u00e0 o come dinamica, combattiva, in ricerca e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova teoria della razza il mito prende forma solo vagamente in riferimento a valori positivi e, soprattutto, in contrapposizione a un principio opposto di pari dignit\u00e0. In <em>Der Mythus<\/em> \u00e8 principalmente la Chiesa cattolica a rappresentare la negativit\u00e0, come pu\u00f2 mostrare un passo in cui il domenicano tedesco Johannes Eckhart, noto come Meister Eckhart (1260 ca.-1327), viene contrapposto alla Chiesa come esempio dell\u2019anima nordica: <em>\u00abCon la sua religione, la sua etica e la sua critica della conoscenza antiromane, Eckhart si separa coscientemente, anzi bruscamente, da tutti i basilari comandamenti sia della Chiesa romana che della successiva Chiesa luterana. In luogo della statica anima giudaico-romana, egli pone la dinamica dell\u2019anima nordico-occidentale; in luogo di un violentamento monistico esige il riconoscimento della duplicit\u00e0 di ogni vita; al posto della dottrina della sottomissione e di una felicit\u00e0 da servi egli predica il riconoscimento della libert\u00e0 dell\u2019anima e del volere; al posto della presunzione ecclesiastica della rappresentanza di Dio mise l\u2019onore e la nobilt\u00e0 della personalit\u00e0 spirituale; al posto dell\u2019amore estatico, devoto e sottomesso, subentra l\u2019idea aristocratica della segregazione personale e della solitudine spirituale; al posto della violenza della natura subentra la sua realizzazione. E tutto ci\u00f2 significa: al posto della concezione del mondo giudaico-romano subentra la confessione spirituale nordico-occidentale come il lato interiore dell\u2019uomo tedesco-germanico, della razza nordica\u00bb<\/em> (42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima parte di <em>Der Mythus<\/em> Rosenberg interpreta la storia del mondo antico alla luce della sua teoria della razza. Egli \u00e8 convinto che<em> \u00ab<\/em>[&#8230;]<em> il \u201csenso della storia del mondo\u201d \u00e8 andato irraggiandosi dal Nord su tutta la Terra, portato da una razza bionda e dagli occhi azzurri, che in varie grandi ondate stabil\u00ec il volto spirituale del mondo, e ci\u00f2 fece anche laddove dovette tramontare. Noi chiamiamo questi periodi di migrazioni nel modo seguente: la migrazione ravvolta nella leggenda degli Atlantidi nell\u2019Africa del Nord; la migrazione degli Arii verso la Persia-India, seguita da Dorii, Macedoni, Latini, il passaggio della migrazione dei popoli germanici; la colonizzazione del mondo tramite l\u2019Occidente germanicamente determinato\u00bb<\/em> (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo cammino la razza nordica affronta molte sfide, descritte da Rosenberg come una lotta fra due princ\u00ecpi assoluti: <em>\u00abSulla terra di Grecia si disput\u00f2, in modo decisivo dal punto di vista della storia universale, il primo grande conflitto risolutivo fra i valori razziali, a favore della natura nordica\u00bb<\/em> (44).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo queste tesi, la lotta non si sarebbe limitata a una sola battaglia, ma si sarebbe prolungata per secoli, in diverse fasi. Le migrazioni nordiche di achei, dori e macedoni incontrano la resistenza delle popolazioni originarie, che ricevono rinforzi dall\u2019Asia Minore. La lotta si svolge su diversi piani: il principio paterno nordico contro l\u2019ordine matriarcale asiatico, la religiosit\u00e0 pura nordica contro la magia sacrificale, divinit\u00e0 \u00absolari\u00bb come Apollo e Atena contro culti estatico-tellurici di Dioniso e di Demetra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una lotta analoga avrebbe caratterizzato anche gl\u2019inizi del cristianesimo e lo sviluppo della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abLa lotta dei primi secoli postcristiani si pu\u00f2 comprendere soltanto come una lotta fra diverse anime razziali contro il policefalo caos razziale, in cui la mentalit\u00e0 siriaco-mediorientale con la sua superstizione, la sua stregoneria e i suoi \u201cmisteri\u201d sensuali, aveva riunito dietro di s\u00e9 tutto ci\u00f2 che era caotico, spezzato, disgregato, imprimendo al cristianesimo il carattere discordante, di cui ancora oggi soffre\u00bb<\/em> (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elementi asiatici vengono attribuiti per esempio all\u2019evangelista san Matteo e a san Paolo: <em>\u00abLe nostre Chiese paoline, in sostanza, non sono cristiane, ma il prodotto delle aspirazioni apostoliche ebraico-siriache, come iniziate dal gerosolimitano autore del Vangelo di Matteo e completate, indipendentemente da lui, da Paolo\u00bb<\/em> (46).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg parla addirittura di <em>\u00abimbastardimento, orientalizzazione e giudaizzazione del Cristianesimo\u00bb<\/em> (47), ai quali si era opposto <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> il Vangelo di Giovanni, che ancora respirava aria aristocratica\u00bb<\/em> (48). <em>\u00abPaolo ha raccolto in modo completamente consapevole tutta la feccia dello Stato e dello spirito nei paesi del suo mondo, per scatenare una rivolta degli esseri inferiori\u00bb<\/em> (49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Roma il conflitto all\u2019interno del cristianesimo \u00e8 stato ampliato da nuovi elementi; i latini hanno dato alla Chiesa un carattere nordico, mentre influssi etruschi hanno rafforzato la componente orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abL\u2019\u201charuspex\u201d vinse, il Pontefice romano si erse suo immediato successore, mentre la signoria del tempio, il collegio dei cardinali, rappresenta una mescolanza del sacerdozio degli etrusco-siro-mediorientali e dei Giudei col nordico Senato di Roma. A questo \u201charuspex\u201d etrusco risale anche allora la \u201cnostra\u201d concezione di vita medievale, quella tremenda credenza magica, quella \u201cfollia stregonesca\u201d , di cui sono caduti vittime milioni di occidentali\u00bb<\/em> (50).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione del cristianesimo in Europa non avrebbe solo alienato per secoli la religiosit\u00e0 degli europei, ma anche tutta la loro natura<em>. \u00abLa ricerca religiosa dell\u2019Europa \u00e8 stata avvelenata alla fonte da una forma a essa estranea, quando la sua prima epoca mitologica stava per finire. L\u2019uomo occidentale non poteva pi\u00f9 pensare, sentire e pregare in una forma a lui connaturale\u00bb<\/em> (51).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non viene risparmiato neanche il diritto romano: <em>\u00abDalla falsificazione da parte delle influenze siriaco-romane dell\u2019idea del diritto, nordica e consapevole dell\u2019onore, dipende una delle cause pi\u00f9 profonde anche della nostra lacerazione sociale\u00bb<\/em> (52).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. La reazione alla cristianizzazione delle popolazioni germaniche e Meister Eckhart<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia dell\u2019Europa viene interpretata da Rosenberg come la lotta fra i discendenti dei germani e il <em>\u00abcaos di popoli romano\u00bb<\/em> (53). La storia di <em>\u00abAlbigesi, Valdesi, Catari, Arnoldisti, Stendighesi, Ugonotti, Riformati, Luterani\u00bb<\/em> (54) viene interpretata come la reazione nordico-germanica contro <em>\u00abl\u2019ipnosi romano-mediorientale\u00bb <\/em>(55), una reazione che con Meister Eckhart raggiunge la sua forma pi\u00f9 completa e pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se non siamo ancora morti, ci\u00f2 \u00e8 merito della potenza dell\u2019anima germanica, che ha finora impedito la definitiva vittoria di Roma (e di Gerusalemme). In Meister Eckhart l\u2019anima nordica pervenne per la prima volta alla totale consapevolezza di s\u00e9 stessa. Nella sua personalit\u00e0 sono gi\u00e0 contenuti tutti i nostri successivi grandi uomini. Dalla sua grande anima pu\u00f2 \u2014 e potr\u00e0 \u2014, un giorno, nascere la fede tedesca\u00bb<\/em> (56).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meister Eckhart viene considerato come colui che sarebbe stato in grado di fondare un cristianesimo nordico, se una morte prematura non avesse posto fine alla sua attivit\u00e0. <em>\u00ab<\/em>In tal modo Meister Eckhart non si mostra come un estatico sognatore, ma come il fondatore di una nuova religione<em>, della nostra religione, liberata dall\u2019essenza straniera, come ci era stata infusa attraverso la Siria, l\u2019Egitto e Roma\u00bb<\/em> (57).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religione di Meister Eckhart non consiste, secondo Rosenberg, in una concezione trascendente di Dio, ma, per esempio, nel riconoscere e nell\u2019\u00ab[&#8230;] <em>annunciare l\u2019eguaglianza dell\u2019anima e di Dio\u00bb<\/em> (58). Dio non \u00e8 un essere superiore, al di sopra dell\u2019uomo, ma l\u2019esistenza di Dio dipende da quella dell\u2019uomo: <em>\u00abSe per\u00f2 io non fossi, non sarebbe neanche Dio\u00bb<\/em> (58). L\u2019anima umana deve superare ogni divisione e conflitto interiori e vuole soltanto <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> essere una cosa sola con se stessa\u00bb<\/em> (60).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Meister Eckhart e la Riforma, iniziata nel 1517, un\u2019importante tappa per la coscienza tedesca \u00e8 rappresentata dalla <em>Bauernkrieg<\/em>, la Guerra dei Contadini (1523-1525), la <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> prima e finora l\u2019unica rivoluzione sociale tedesca <\/em>[&#8230;]<em>; la sollevazione dei contadini all\u2019inizio del secolo XVI: contro la servit\u00f9 romana nella sua triplice forma come Chiesa, Stato e Giurisprudenza\u00bb<\/em> (61).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei secoli seguenti l\u2019anima tedesca non si esprime pi\u00f9 nella religione, ma in politica, nella letteratura, nell\u2019arte, nella filosofia e cos\u00ec via: Bismarck, Johann Wolfgang Goethe (1749-1832), Johann Sebastian Bach (1685-1750), Ludwig van Beethoven (1770-1827), Richard Wagner (1813-1883), Arthur Schopenhauer (1788-1860), Immanuel Kant (1724-1804) e cos\u00ec via, ciascuno a suo modo, avrebbero espresso i valori eterni dell\u2019anima tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. \u00abCristianesimo positivo\u00bb e \u00abcristianesimo negativo\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg riprende la tesi del 24\u00b0 punto del programma dello NSDAP, secondo cui <em>\u00abil partito come tale sostiene il punto di vista di un cristianesimo positivo, senza legarsi a una particolare confessione religiosa\u00bb<\/em> (62). Il concetto di \u00abcristianesimo positivo\u00bb viene integrato con quello di \u00abcristianesimo negativo\u00bb e Rosenberg ritiene di riconoscere all\u2019interno del cristianesimo l\u2019esistenza di un conflitto secolare, riconducibile proprio a quello fra cristianesimo positivo e negativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abIl Cristianesimo negativo e quello positivo furono da sempre in conflitto, e anche oggi si combattono accanitamente proprio ai nostri giorni. Quello negativo si vanta della propria tradizione siriaco-etrusca, dei suoi dogmi astratti e dei suoi usi consacrati ab antico, quello positivo desta di nuovo consapevolmente le forze del sangue nordico\u00bb<\/em> (63).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 possibile a questo punto ricordare tutti gli aspetti della dottrina cattolica definiti come \u00abestranei alla razza\u00bb e quindi caratteristici di un cristianesimo negativo; basti dare qualche esempio, come la tradizione biblica della creazione: <em>\u00abLa dottrina giudaico-romana annuncia con la sua affermazione della creazione del mondo dal Nulla un collegamento causale tra \u201ccreatore\u201d e \u201ccreatura\u201d, essa trasmette quindi una forma di contemplazione valida solo per questo mondo nel campo metafisico e sostiene questa premessa della sua posizione \u201crappresentativa\u201d del Creatore fino ad oggi con la pi\u00f9 ostinata energia, nella consapevolezza di condurre su questa posizione la lotta per la sua esistenza. Contro questo mostruoso principio fondamentale lo spirito germanico \u00e8 stato da sempre nella pi\u00f9 aspra posizione di lotta. <\/em>[&#8230;]<em> mai un mondo sorge dal nulla, come insegnarono figli del deserto siro-africani e come Roma assunse con il suo d\u00e8mone Jahwe\u00bb<\/em> (64).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg definisce \u00abunitarismo\u00bb una dottrina religiosa che pretende di essere valida per tutta l\u2019umanit\u00e0, ritiene inconcepibile che uomini bianchi e di colore possano avere la stessa fede e praticare le stesse forme liturgiche, o addirittura che uomini di colore possano diventare dignitari della Chiesa cattolica e celebrare la Messa con uomini bianchi: <em>\u00abDa \u201cBonifacio\u201d fino a Ludovico il Pio, che si sforz\u00f2 di estirpare radicalmente tutto ci\u00f2 che era germanico, fino ai nove milioni di eretici trucidati, si sviluppa sino al Concilio Vaticano, sino ad oggi, un unico tentativo di affermare una inesorabile fede unitaria, e di diffondere <\/em>una<em> forma, <\/em>un<em> articolo di fede coercitivo, <\/em>una<em> lingua ed <\/em>un<em> rito per uomini nordici, levantini, negri, cinesi ed esquimesi (si confronti il Congresso Eucaristico di Chicago del 1926, ove vescovi negri celebrarono la Messa). Da due mila anni l\u2019eterno sangue di tutti i popoli e razze si indigna contro di ci\u00f2\u00bb<\/em> (65).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg critica pure la Chiesa cattolica per aver condannato rigorosamente, fin dall\u2019inizio, le tesi nazionaliste del movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abE cos\u00ec anche i relatori del Katholikentag, la Giornata dei Cattolici Tedeschi, del 1923 a Costanza erano arrivati alla conclusione che la pi\u00f9 grande eresia del nostro tempo sarebbe quel \u201cnazionalismo eccessivo\u201d, che avrebbe gi\u00e0 provocato i pi\u00f9 \u201cterribili disastri e devastazioni\u201d anche nelle teste dei cattolici. Una formula che viene ripetuta ogni mese dai vescovi tedeschi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> Da questo atteggiamento spirituale procede la valutazione della storia tedesca, il rifiuto del tentativo di creare un <\/em>Reich<em> veramente tedesco e lo sforzo di non tollerare mai per il futuro un tipo autenticamente tedesco. Il cosiddetto Sacro Romano Impero di Nazione Tedesca, quella costruzione non organica per la quale centinaia di migliaia di tedeschi hanno versato invano il loro sangue, viene circondato oggi di una gloria fantastica e l\u2019epoca medioevale viene presentata come un\u2019epoca della pace, dovuta al fatto che la Chiesa decideva delle sorti del mondo\u00bb<\/em> (66).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Rosenberg l\u2019amore cristiano per il prossimo sperpera le risorse dello Stato a favore degli svantaggiati e dei deboli, e contemporaneamente si oppone agli sforzi eugenetici: cos\u00ec <em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> la societ\u00e0 europea si \u00e8 senz\u2019altro \u201csviluppata\u201d come protettrice di ci\u00f2 che \u00e8 deteriore, malato, deforme, marcio e criminale. L\u2019\u201cAmore\u201d con l\u2019aggiunta dell\u2019\u201cUmanit\u00e0\u201d \u00e8 diventato una dottrina disgregatrice di tutti i comandamenti e di tutte le forme vitali di un popolo e di uno stato, e si \u00e8 quindi ribellata in tal modo contro la Natura che oggi si vendica. Una Nazione, il cui centro rappresentasse l\u2019onore e il dovere, non manterrebbe delinquenti e fannulloni, ma li eliminerebbe\u00bb<\/em> (67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg prende posizione in particolare contro l\u2019enciclica di Papa Pio XI (1922-1939) <em>Casti connubi <\/em>sul matrimonio cristiano, del 31 dicembre 1930: <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>il Vaticano si \u00e8 mostrato di nuovo come l\u2019avversario pi\u00f9 accanito dell\u2019allevamento di quanto \u00e8 pi\u00f9 valido e come protettore del mantenimento e della riproduzione di quanto vale di meno. In opposizione anche a seri eugenisti cattolici Papa Pio XI dichiara agli inizi del 1931 nella sua enciclica \u201cSul matrimonio cristiano\u201d, che non \u00e8 legittimo compromettere l\u2019integrit\u00e0 fisica di persone che sono in s\u00e9 capaci di sposarsi, ma che probabilmente darebbero la vita a una prole minorata. <\/em>[&#8230;]<em> Dunque, chi vuole una Germania sana e spiritualmente forte deve respingere energicamente tanto questa enciclica pontificia, che porta all\u2019allevamento di uomini inferiori, quanto il fondamento del pensiero romano in quanto contro natura e ostile alla vita\u00bb<\/em> (68).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo stesso passo Rosenberg ricorda che alcuni ambienti cattolici, in Germania, avevano assunto un atteggiamento conciliante verso la politica eugenetica del nazionalsocialismo. Si deve sottolineare che sono teologi modernisti come Fritz Tillman (1874-1953), Karl Adam (1876-1966) e Joseph Mayer (1886-1967) a difendere posizioni eugenetiche: <em>\u00abProprio perch\u00e9 questi teologi cattolici erano <\/em>moderni<em>, sono stati travolti dal vortice eugenetico e simboleggiano allo stesso tempo il <\/em>doppio volto<em> della modernit\u00e0. <\/em>[&#8230;] <em>\u00abSostenitori principali dell\u2019eugenetica cattolica erano il cattolicesimo sociale, organizzazioni femminili cattoliche e politici \u201cdell\u2019ala sinistra\u201d del partito del <\/em>Zentrum<em>\u00bb<\/em> (69).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il teologo cattolico Lucia Scherzberg mostra come Adam abbia sostenuto la compatibilit\u00e0 fra cattolicesimo e nazionalsocialismo, sviluppando una teologia sulla base di concezioni del rapporto fra natura e soprannatura, del peccato originale, della Redenzione non molto differenti da quelle del cristianesimo tedesco auspicato da ambienti nazionalsocialisti, e si sia servito pure della sua collaborazione con il nazionalsocialismo per cercare di attuare i suoi piani di riforma in senso modernista del cattolicesimo tedesco (70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur manifestando comprensione per i progetti di riforma di Adam, Lucia Scherzberg trova del tutto ingiustificabile che il teologo tedesco abbia perseguito tale obiettivo sviluppando <em>\u00abuna teologia che disprezza l\u2019uomo\u00bb <\/em>(71).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Verso un cristianesimo tedesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La distinzione fra cristianesimo negativo e positivo non dovrebbe limitarsi al piano teorico ma dovrebbe fornire criteri per purificare il cristianesimo in Germania<em>. \u00abNoi riconosciamo oggi che i valori massimi centrali della Chiesa romana e di quella protestante, quale Cristianesimo negativo, non corrispondono alla nostra anima, che bloccano la strada alle forze organiche dei popoli in senso nordico razzialmente determinati, che devono far loro posto, e che devono accettare di trasformare i propri valori nel senso di un cristianesimo germanico. \u00c8 questo il senso dell\u2019odierna ricerca religiosa\u00bb <\/em>(72).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg fa anche alcune proposte concrete su come germanizzare progressivamente il cristianesimo: <em>\u00abDev\u2019esser eliminato una volta per tutte il cosiddetto Vecchio Testamento come libro religioso. In tal modo viene a cessare il tentativo fallito dell\u2019ultimo millennio e mezzo di trasformarci spiritualmente in ebrei\u00bb<\/em> (73).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abDa parte di un uomo combattivo (non del politico) dev\u2019essere rafforzato il movimento che si propone l\u2019eliminazione dal Nuovo Testamento dei racconti evidentemente contraffatti e superstiziosi. L\u2019indispensabile Quinto Vangelo non pu\u00f2 naturalmente essere deciso da un <\/em>sinodo<em>. Sar\u00e0 la creazione di <\/em>un uomo<em> che sente la nostalgia di una purificazione nella stessa misura in cui ha approfondito la ricerca sul Nuovo Testamento\u00bb<\/em> (74).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abGes\u00f9 ci appare oggi come Signore sicuro di s\u00e9 nel senso migliore e pi\u00f9 alto del termine. \u00c8 la sua <\/em>vita<em> ad aver senso per gli uomini germanici, non la sua tormentata morte, a cui si deve ascrivere il successo presso le popolazioni alpine e del Mediterraneo\u00bb<\/em> (75).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abPer\u00f2 \u00e8 fuori discussione che anche oggi migliaia di tedeschi meravigliosi sono attivi come sacerdoti all\u2019interno della Chiesa romana e nel profondo del loro cuore desiderano con ardore soltanto la purificazione del cristianesimo dalla superstizione siriaca e l\u2019approfondimento della vita religiosa per mezzo della separazione da finanziamenti dello Stato e dalle seduzioni del potere politico. <\/em>[&#8230;]<em> Essi saranno felici, un giorno, di poter celebrare il servizio divino purificato unicamente nella santa lingua materna e al servizio di valori superbi. Non \u00e8 ancora arrivata l\u2019ora in cui sacerdoti tedeschi potranno avanzare nei confronti della casta superiore legata a Roma la richiesta di una trasformazione dell\u2019anima, del capo e dei membri. Ma arriva. Anche qui vi dovranno essere, come sempre, dei martiri. Ma a uno Stato tedesco spetta poi il dovere di proteggere questi uomini dalla persecuzione e di farli integrare nella Chiesa Nazionale Tedesca\u00bb<\/em> (76).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abCon l\u2019eliminazione delle prediche sul servo e il capro espiatorio come Agnello di Dio, sull\u2019incarico a Pietro di fondare la Chiesa romana, sul \u201ccompimento\u201d del Vecchio Testamento, sull\u2019indulgenza, sui mezzi miracolosi magici anche la pratica esterna (rito) dovr\u00e0 essere modificata di conseguenza. Insieme a una vasta letteratura d\u2019informazione, che dev\u2019essere diffusa dal clero della Chiesa tedesca all\u2019interno di quelle che fino a ora sono le loro comunit\u00e0. Ma da un nuovo atteggiamento interiore verso l\u2019immagine di Ges\u00f9 deriva inevitabilmente anche una trasformazione necessaria, apparentemente solo esteriore: la sostituzione nelle chiese e nelle strade di paese delle croci che rappresentano lo strazio della Crocifissione. Il crocifisso \u00e8 il simbolo della dottrina dell\u2019Agnello sacrificale, un\u2019immagine che c\u2019ispira il crollo di tutte le forze e per mezzo della raccapricciante rappresentazione del dolore ci deprime, ci rende \u201cumili\u201d, come volevano le Chiese con la loro bramosia di potere\u00bb<\/em> (77).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abLe Chiese e le comunit\u00e0 della Chiesa Tedesca devono disporre che nei luoghi di pellegrinaggio le opere d\u2019arte bastarde del barocco di origine gesuitica vengano progressivamente sostituite da quadri e statue del portatore della vita, che appaia di nuovo il Dio con la lancia, e poi da immagini e da detti di Meister Eckhart e di altri predicatori tedeschi\u00bb<\/em> (78).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab<\/em>[&#8230;]<em> contemporaneamente dovranno essere eliminati gl\u2019inni a Jehova dai libri di canti religiosi\u00bb<\/em> (79).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rosenberg si rende conto della scarsa importanza dei gruppi che vogliono far rivivere la fede degli antichi germani; ma apprezza questo lavoro come contributo che potrebbe essere d\u2019aiuto nell\u2019auspicato processo di germanizzazione delle Chiese cristiane: <em>\u00abLe comunit\u00e0 di fede germanica finora non sono andate oltre ad accenni teorici. I tentativi pratici non sono stati incoraggianti. Ma, indipendentemente dal loro esito, queste ricerche rappresenteranno il lievito nel campo della storia della religione nordica, che stimoler\u00e0 le componenti della Chiesa Tedesca, tanto quelle provenienti dalla Chiesa cattolica, quanto da quella luterana. Poich\u00e9 al posto delle storie veterotestamentarie di magnaccia e di commercianti di bestiame verranno messe leggende e favole nordiche, raccontate all\u2019inizio in modo semplice e successivamente comprese come simboli\u00bb<\/em> (80).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. Le reazioni a \u00abDer Mythus\u00bb: prelati e cardinali mobilitano le masse dei fedeli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019introduzione alla terza ristampa del 1931, Rosenberg analizza le reazioni di diversi ambienti alla sua opera. Al primo posto ricorda le reazioni di parte cattolica, alle quali dedica anche lo spazio maggiore. Se ne dichiara in parte meravigliato, ma anche confermato nel suo proposito, poich\u00e9 <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>la furiosa, sfrenata polemica soprattutto dei circoli romani mi ha dimostrato quanto fosse profondamente giustificata la valutazione da me data, nella presente opera, del principio romano-siriaco\u00bb<\/em> (81) e denuncia la mobilitazione delle masse da parte di prelati e cardinali (82).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente Rosenberg ricorda che <em>Der Mythus<\/em> \u00e8 stato discusso vivacemente in ambienti protestanti, che teologi condividevano alcune interpretazioni dell\u2019antichit\u00e0 e della Riforma in chiave di psicologia della razza, ma che l\u2019attaccamento al Vecchio Testamento e la<em> \u00abvenerazione di Paolo, un peccato originale del Protestantesimo\u00bb <\/em>(83), impedivano un\u2019intesa maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al terzo posto vengono ricordate le reazioni in ambienti nazionali: <em>\u00abDa parte nazionale il \u201cMito\u201d, per paura del <\/em>Zentrum<em>, \u00e8 stato passato sotto silenzio, e solo pochi hanno osato impegnarsi a favore dei suoi ragionamenti. Il giudizio di disapprovazione da parte di queste file consisteva per\u00f2 quasi sempre nell\u2019attribuirmi il fatto di aver voluto diventare un \u201cfondatore di una nuova religione\u201d\u00bb<\/em>, accusa che Rosenberg respinge categoricamente (84).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo al quarto posto vengono ricordate le reazioni democratico-marxiste: <em>\u00abLo schieramento democratico-marxista aveva dapprima cercato, mettendolo a tacere, d\u2019impedire la diffusione dell\u2019opera. Poi fu per\u00f2 anch\u2019esso costretto ad una presa di posizione. Questa gente ha dunque attaccato il \u201cfalso socialismo\u201d, come a lor dire esso veniva insegnato nella presente opera a danno dei lavoratori\u00bb<\/em> (85). Per Rosenberg le reazioni tardive del campo democratico-marxista si sarebbero limitate a smascherare il nazionalsocialismo come <em>\u00abfalso socialismo\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2126\" target=\"_blank\">vai alla seconda parte e alle note<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristianit\u00e0 n. 325 (2004) Un contributo alla storia del conflitto fra Chiesa cattolica e nazionalsocialismo di Ermanno Pavesi<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/alfred-rosenberg-il-mito-del-secolo-xx-e-i-suoi-avversari-1\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28187,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,94,18,24],"tags":[1316,168],"class_list":["post-2122","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-nazionalsocialismo","category-personaggi","category-storia","tag-alfred-rosemberg","tag-laicismo-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.8 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Alfred Rosenberg, &laquo;Il mito del secolo XX&raquo; 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