{"id":2105,"date":"2006-06-23T22:33:21","date_gmt":"2006-06-23T20:33:21","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-01T09:00:19","modified_gmt":"2015-12-01T08:00:19","slug":"referendum-la-posta-in-gioco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/referendum-la-posta-in-gioco\/","title":{"rendered":"Referendum, la posta in gioco"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/scheda-referendum.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-28309\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/scheda-referendum.jpg\" alt=\"scheda referendum\" width=\"250\" height=\"140\" \/><\/a>Articolo per <strong>Settimana<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">(n. 24 del 18 giugno 06)<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Antonio Cecconi<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">I prossimi 25 e 26 giugno siamo chiamati a confermare con un s\u00ec o respingere con un no la riforma costituzionale voluta dal centrodestra nella passata legislatura. Questo tipo di consultazione referendaria ha luogo quando la modifica non viene approvata con la maggioranza qualificata dei 2\/3 da entrambi i rami del Parlamento e il referendum \u00e8 richiesto a norma dell\u2019art. 138 della Costituzione. L\u2019esito sar\u00e0 valido indipendentemente dal numero dei votanti.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il nuovo Parlamento e le sue competenze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per capire la posta in gioco, esaminiamo i contenuti della riforma. Una prima serie di modifiche riguarda il Parlamento, le pi\u00f9 vistose sono quelle apportate al Senato. Finisce il bicameralismo perfetto (tutte le leggi devono passare per l\u2019approvazione da entrambi i rami del Parlamento) e il Senato diventa \u201cfederale\u201d: i 252 (rispetto agli attuali 315) senatori vengono eletti su base regionale contestualmente all\u2019elezione dei Consigli regionali; poich\u00e9 le elezioni regionali avvengono in tempi diversi, il Senato sar\u00e0 rinnovato \u201ca pezzi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I senatori (per diventarlo basteranno 25 anni, rispetto agli attuali 40) si occuperanno principalmente delle leggi su cui Stato e Regioni hanno competenze \u201cconcorrenti\u201d, cio\u00e8 comuni; per\u00f2 il Governo ha facolt\u00e0 di \u201cpassare\u201d alla Camera quei disegni di legge ai quali ritenga necessario apportare modifiche essenziali per l\u2019attuazione del programma del Governo stesso. I senatori non voteranno pi\u00f9 la fiducia al premier e scomparir\u00e0 la figura dei \u201csenatori a vita\u201d, sostituiti dai \u201cdeputati a vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Camera passa dagli attuali 630 a 518 deputati, 18 dei quali eletti dalla circoscrizione elettorale degli italiani all\u2019estero; ha competenza nelle materie di pertinenza statale esclusiva. Sia Camera che Senato possono proporre modifica alle proposte di legge approvate dall\u2019altro ramo del Parlamento entro 30 giorni dalla votazione. Per\u00a0 materie specifiche (tra cui i livelli essenziali delle prestazioni) la competenza legislativa \u00e8 esercitata congiuntamente dalle due Camere. I deputati non votano pi\u00f9 la fiducia la Governo (v. sotto) mentre possono sfiduciarlo e nominare un nuovo Primo ministro, per\u00f2 con una serie di vincoli anti-ribaltone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo fatto una sintesi assai sommaria delle modifiche. Le varie e complicate norme di cui \u00e8 composta questa parte della riforma comportano procedimenti legislativi diversificati, con la possibilit\u00e0 per ciascuna delle due Camere di intervenire con \u201cosservazioni\u201d sull\u2019attivit\u00e0 dell\u2019altra, come pure di concorrere al processo legislativo mediante la convocazioni di una commissione mista paritetica ad opera dei due Presidenti delle stesse Camere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un Primo ministro \u201cassoluto\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capo del Governo si chiamer\u00e0 Primo ministro e godr\u00e0 di un notevole potenziamento dei suoi poteri e competenze. La sua nomina deriver\u00e0 direttamente dai risultati elettorali, in base alla preventiva indicazione della coalizione che risulter\u00e0 vincente. Il Presidente della Repubblica si limiter\u00e0 a ratificarne la nomina e non avr\u00e0 possibilit\u00e0 di incidere sulle procedure di designazione e revoca dei ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La composizione del Governo \u00e8 competenza piena ed esclusiva del Primo ministro, a cui spetta il compito di \u201cdeterminare\u201d (anzich\u00e9 di \u201cdirigere\u201d, come recita l\u2019attuale formula) la politica del Governo stesso. I poteri del Governo aumentano anche nei confronti del Parlamento, in materia di definizione della programmazione dei lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 detto dei diminuiti poteri del Presidente della repubblica, in parte controbilanciati dalle facolt\u00e0 di designare il Vicepresidente del CSM e di nominare i presidenti di alcune Authority. Si potr\u00e0 diventare presidente a quarant\u2019anni, dieci anni prima di adesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La forma di Stato e gli organi di garanzia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma costituzionale ridistribuisce le competenze tra Stato e Regioni con ulteriori modifiche, di non grande entit\u00e0. Questo aspetto era gi\u00e0 stato parzialmente modificato dalla riforma costituzionale votata dal centrosinistra nel 2001. Riprendendo quell\u2019impostazione, che ripartiva le competenze tra Stato e Regioni secondo tre ipotesi (competenza esclusiva dello Stato; intervento \u201cconcorrente\u201d di Stato e Regioni; potest\u00e0 esclusiva delle Regioni sugli ambiti non specificamente attribuiti alle altre due ipotesi), viene accresciuta la potest\u00e0 esclusiva dello Stato su alcune materie in precedenza affidate alla competenza concorrente (anche per correggere alcune difficolt\u00e0 create dalla precedente riforma) mentre \u00e8 attribuita alle Regioni potest\u00e0 legislativa esclusiva sulle seguenti materie: assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione; polizia amministrativa regionale e locale; ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Viene introdotto un limite all\u2019azione legislativa regionale: il Governo ha facolt\u00e0 di convocare il Parlamento in seduta congiunta per annullare leggi regionali contrastanti con l\u2019interesse nazionale (un istituto che esisteva gi\u00e0 prima del 2001, mai utilizzato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) subisce due modifiche: una riguarda le modalit\u00e0 di elezione dei membri designati dal Parlamento, che probabilmente modificher\u00e0 le proporzioni in favore dei membri nominati dalla maggioranza; l\u2019altra la designazione del Vicepresidente (che di fatto svolge in larga parte le funzioni di Presidente, essendo pochi i casi in cui il Capo dello Stato esercita attivamente questa funzione) che finora spettava allo stesso CSM e che adesso diventa attribuzione diretta del Presidente della Repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per la Corte costituzionale sono introdotte due novit\u00e0: nella composizione aumenta il numero dei membri eletti dal Parlamento (da 5 a 7), mentre sia il Presidente della Repubblica sia le supreme magistrature eleggono non pi\u00f9 5 ma 4 membri per ciascuno. L\u2019altra modifica riguarda la possibilit\u00e0 di ricorso alla Corte, che viene estesa a Comuni, Province e Citt\u00e0 metropolitane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Precedenti tentativi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le novit\u00e0 sono quantitativamente rilevanti, rappresentano il pi\u00f9 grande sforzo riformatore fin qui attuato. I precedenti tentativi di riforma costituzionale si erano avuti all\u2019inizio degli anni \u201980 con la Commissione Bozzi, poi con le commissioni bicamerali De Mita-Jotti e successivamente D\u2019Alema. Le esigenze di modificazioni al testo costituzionale (stiamo sempre parlando della II parte, non avendo mai nessuno, al di l\u00e0 di qualche battuta, pensato di modificare n\u00e9 i Principi fondamentali, n\u00e9 la parte I che tratta dei diritti e doveri dei cittadini) hanno oscillato tra un\u2019opera di \u201cmanutenzione\u201d e impianti riformatori profondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla mancata riuscita di tutti i precedenti tentativi di riforma pes\u00f2 la scelta di modificare la costituzione con maggioranze ampie, pi\u00f9 estese di quelle che reggono i Governi e quindi col consenso dell\u2019opposizione. Questo criterio \u00e8 gi\u00e0 inscritto nell\u2019attuale testo, che prevede per le modifiche costituzionali la doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento e il successivo referendum confermativo nel caso che l\u2019approvazione definitiva avvenga con maggioranze inferiori ai 2\/3 dei parlamentari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito di queste norme sta nella volont\u00e0 dei costituenti di edificare per il popolo italiano una \u201ccasa comune\u201d, sulla cui conformazione ed uso fosse d\u2019accordo larga parte dei soggetti politici, in maniera che ciascuna componente del sistema democratico avesse agio di svolgere il proprio ruolo, sia che i suoi rappresentanti stessero al Governo o all\u2019opposizione. Altro criterio fondamentale \u00e8 il cosiddetto \u201cequilibrio dei poteri\u201d, con opportuni contrappesi perch\u00e9 nessuna componente dell\u2019organizzazione statale abbia a prevalere pesantemente sulle altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si dimentiche che la Costituzione repubblicana, approvata a larghissima maggioranza il 22 dicembre del \u201947, fu una felice e impegnativa sintesi dei suddetti criteri: in essa si riconobbero le componenti socialiste e comuniste (fortemente legate all\u2019ideologia marxista), quelle laico\/liberali e quelle cattoliche. I cattolici diedero in particolare significativi apporti alla formulazione dei principi fondamentali (articoli 1-12) e della I parte, mettendo a frutto un lungo lavoro di riflessione avviato durante il fascismo e la guerra, favorendo l\u2019accettazione convinta del principio democratico e operando un\u2019intelligente traduzione dei principi della dottrina sociale della chiesa in formulazioni capaci di \u201ctenere\u201d nel libero dibattito politico (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima consistente riforma costituzionale giunta a compimento fu quella votata nel 2001 dalla sola maggioranza di centrosinistra a conclusione della XIII legislatura. Fu modificato il solo titolo V, principalmente il rapporto tra Stato centrale e Regioni, con una ridistribuzione di poteri in senso \u201cfederalista\u201d. C\u2019\u00e8 da dire che i contenuti erano stati a lungo confrontati e in larga misura concordati con l\u2019opposizione nella bicamerale presieduta da D\u2019Alema (secondo alcuni concedendo fin troppo alle istanze leghiste). Ci\u00f2 non serv\u00ec tuttavia ad acquisire i voti dell\u2019opposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una riforma blindata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in forza di quella modifica \u201cdi parte\u201d, giustamente criticabile, il centrodestra una volta andato al potere si sent\u00ec autorizzato a una \u201csua\u201d riforma \u2013 anche questa \u201ca colpi di maggioranza\u201d \u2013 insistendo sulla <em>devolution<\/em>, anche se il passaggio di poteri dallo Stato alle Regioni \u00e8 solo una parte della riforma, certamente non la pi\u00f9 significativa. Al contrario di quanto era avvenuto in precedenza, l\u2019elaborazione non fu prodotta in una sede istituzionale, ma in una baita nel Cadore ove quattro \u201csaggi\u201d (uno per ciascun partito della Casa delle libert\u00e0) licenziarono la \u201cbozza di Lorenzago\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iter parlamentare, \u201cblindato\u201d dalla maggioranza, \u00e8 stato una sorta di slalom tra il Senato e la Camera, con alcune iniziali modifiche dovute esclusivamente ad accordi di vertice tra i partiti di maggioranza, senza accogliere alcuna proposta n\u00e9 dell\u2019opposizione n\u00e9 di esperti di diritto costituzionale. In sede di seconda lettura, la Commissione Affari costituzionali della Camera, competente in materia, ha dedicato ben tre ore e mezza, concentrate nell\u2019ultima settimana di luglio 2005 (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la scelta del centrosinistra di approvare le modifiche al solo titolo V della II parte con una maggioranza ristretta era stato un errore, denunciato dal centrodestra, a parti invertite si \u00e8 scelto di perseverare nell\u2019errore, addirittura amplificandolo con la preventiva rinuncia a ricercare una sede istituzionale di elaborazione e confronto e con l\u2019estensione della riforma pressoch\u00e9 all\u2019intera II parte della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Problemi e pericol<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorniamo sulle modifiche prima descritte per una valutazione critica. Il primo e pi\u00f9 evidente elemento di discontinuit\u00e0 \u00e8 il cambiamento della forma di Governo, che l\u2019ex Presidente della Corte Costituzionale Leopoldo Elia ha definito \u201cpremierato assoluto\u201d, con prerogative analoghe a quelle degli antichi monarchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla scia di quanto avvenuto per l\u2019elezione di Sindaci e presidenti delle Province e Regioni (ove peraltro stanno emergendo aspetti problematici), si conferisce al Primo ministro una sorta di investitura popolare diretta; i ministri diventano una sorta di suoi collaboratori, che egli ha facolt\u00e0 di nominare e revocare senza passaggio parlamentare e senza il concorso del Presidente della repubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi docenti di diritto costituzionale hanno denunciato la pericolosit\u00e0 di questa parte della riforma, evidenziando la netta perdita di potere \u2013 a tutto vantaggio del Primo ministro \u2013 da parte del Parlamento, del Presidente e della collegialit\u00e0 dei Ministri; tutto questo a detrimento del fondamentale criterio dell\u2019equilibrio dei poteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vittoria referendaria del s\u00ec andrebbe di fatto a suggellare quelle che un autorevole costituzionalista ha definito \u201cmodificazioni tacite\u201d, avvenute nel corso della XIV legislatura (2001-2006) per risolvere alcuni problemi delle forze politiche di quella maggioranza \u2013 o di qualche suo esponente \u2013 col ricorso a \u201ctecniche assai spregiudicate di applicazione dei regolamenti parlamentari (\u2026) le quali consentivano di velocizzare le procedure legislative, in particolare col ricorso frequente al voto di fiducia, di ridurre ai minimi termini il ruolo delle opposizioni e di conferire al Governo deleghe pressoch\u00e9 illimitate\u201d (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni altri aspetti problematici, sopra gi\u00e0 accennati, sono la diversificazione dei procedimenti legislativi (col rischio di veri e propri problemi di \u201cdirezione del traffico\u201d), il pericolo della frammentazione regionale su materie delicate (con la sanit\u00e0 di esclusiva competenza regionale, che ne sar\u00e0 di tutti coloro che si spostano da una Regione all\u2019altra per motivi di cure mediche?), la pi\u00f9 forte ingerenza del potere politico (e specificamente della maggioranza) nei confronti della Magistratura e della Corte Costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riformare, come e perch\u00e9<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti problematici evidenziati non significano che non sussista il bisogno di riformare. Per\u00f2 senza dimenticare prima di tutto la bont\u00e0 dell\u2019impianto complessivo della Costituzione repubblicana: sempre da parte di autorevoli costituzionalisti \u00e8 stato affermato che l\u2019impianto della II parte \u00e8 coerente con i valori che informano sia i principi generali che la I parte, per cui una pesante modifica di quella significherebbe minare il senso profondo di questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 da fare memoria di che cosa signific\u00f2 per l\u2019Italia che usciva da cinque anni di guerra e venti di dittatura la Costituzione repubblicana: la volont\u00e0 di concorrere, nella diversit\u00e0 accolta e valorizzata di molteplici soggetti culturali e politici e dei \u201cmondi\u201d cui essi si riferivano, a un progetto condiviso nel segno del rispetto dell\u2019altro, dell\u2019avversario mai pensato come nemico, della convergenza di aspirazioni e valori diversi ma riconducibili al bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un retaggio da recuperare, superando le anguste contrapposizioni tra maggioranza e minoranza per ritrovarsi su regole comuni. Successivamente ciascuno giocher\u00e0 le proprie carte. Perch\u00e9 questo succeda, c\u2019\u00e8 bisogno di un recupero della politica come intelligenza e come speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella comunit\u00e0 cristiana, i laici credenti sono chiamati a ruoli di responsabile protagonismo civile: coltivare un progetto di societ\u00e0, allargare gli spazi della democrazia, abitare i luoghi delle decisioni da cui dipende il futuro del paese, arricchire di senso e di qualit\u00e0 la vita di tutti i cittadini cominciando dai soggetti e fasce di popolazione \u201cdeboli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di riformare va posta al servizio di una forma-paese in cui la politica serve il bene comune, sviluppa armonicamente diritti e doveri, valorizza le diverse soggettivit\u00e0 locali, culturali, valoriali. E che la legalit\u00e0 prevalga finalmente sulla furbizia, la lungimiranza sui calcoli di bottega. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, che cosa c\u2019\u00e8 da augurarsi? Probabilmente \u2013 lasciando ai fatti ampia facolt\u00e0 di smentirci \u2013 una vittoria del no seguita dalla piena disponibilit\u00e0 della maggioranza e del Governo attuali a confrontarsi seriamente con la minoranza per progettare insieme le modifiche costituzionali necessarie, capaci di durare nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Si veda a questo proposito il testo di G. Campanini <em>Dal Codice di Camaldoli alla Costituzione<\/em> in <em>Aggiornamenti Sociali<\/em> n. 5\/2006. Pi\u00f9 in generale \u00e8 da segnalare il DOSSIER COSTITUZIONE ITALIANA curato dalla stessa rivista, a cui \u00e8 largamente debitore l\u2019autore del presente articolo. Il tutto \u00e8 disponibile sul sito <a href=\"http:\/\/www.aggiornamentisociali.it\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.aggiornamentisociali.it\/<\/a><br \/>\n<strong>2)<\/strong> V. la puntuale ricostruzione dell\u2019iter parlamentare nell\u2019articolo di E. Rossi e V. Casamassima \u2013 <em>La riforma costituzionale tra passato e futuro<\/em> in <em>Studi Zancan<\/em> n2\/2006<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><strong>3)<\/strong> A. Pizzorusso \u2013 <em>Costituzione italiana: come uscire dalla crisi?<\/em> in <em>Aggiornamenti Sociali<\/em> n. 2\/2006<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo per Settimana (n. 24 del 18 giugno 06) Antonio Cecconi<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/referendum-la-posta-in-gioco\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28309,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20],"tags":[1307],"class_list":["post-2105","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica-nazionale","tag-riforme-costituzionali","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Referendum, la posta in gioco - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - 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