{"id":2066,"date":"2006-06-01T14:47:14","date_gmt":"2006-06-01T12:47:14","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-12-31T19:10:06","modified_gmt":"2014-12-31T18:10:06","slug":"gianna-beretta-molla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/gianna-beretta-molla\/","title":{"rendered":"Gianna Beretta Molla"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi&#8221;<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">[Didach\u00e9 IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/Beretta-Molla.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15948\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/06\/Beretta-Molla.png\" alt=\"Beretta Molla\" width=\"204\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Tratto dal Sito ufficiale della <\/strong><a href=\"http:\/\/www.giannaberettamolla.org\/\" target=\"_blank\"><strong>Fondazione Santa Gianna Beretta Molla<\/strong><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">PROFILO\u00a0 BIOGRAFICO<\/p>\n<p><em><strong>La famiglia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianna nacque a Magenta (Milano), nella casa di campagna dei nonni paterni, da genitori profondamente cristiani, entrambi Terziari francescani, il 4 ottobre 1922, festa di San Francesco d\u2019Assisi, e l\u201911 ottobre, nella <em>Basilica di San Martino<\/em>, ricevette il S. Battesimo con il nome di Giovanna Francesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era la decima di tredici figli, cinque dei quali morirono in tenera et\u00e0 e tre si consacrarono a Dio: Enrico, medico missionario cappuccino a Graja\u00f9, in Brasile, col nome di padre Alberto; Giuseppe, sacerdote ingegnere nella diocesi di Bergamo; Virginia, medico religiosa canossiana missionaria in India.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia Beretta\u00a0 visse sino al 1925 a Milano, in <em>Piazza Risorgimento n.10<\/em>; durante i 18 anni della sua residenza milanese, frequent\u00f2 assiduamente la <em>Chiesa dei Padri Cappuccini<\/em> in Corso Monforte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1925, dopo che l\u2019influenza spagnola si era portata via tre dei cinque figli che morirono in tenera et\u00e0, e a seguito di un principio di tubercolosi della sorella maggiore Amalia, di sedici anni, la famiglia si trasfer\u00ec a Bergamo in <em>Borgo Canale n.1<\/em>, dove l\u2019aria di collina era pi\u00f9 salubre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pap\u00e0 di Gianna, Alberto, nato come lei a Magenta, era impiegato al Cotonificio Cantoni, e fece enormi sacrifici perch\u00e9 tutti i figli potessero studiare sino alla laurea, riducendo tutte quelle spese che riteneva essere spese inutili, come quando, di punto in bianco, smise di fumare il suo sigaro. Uomo dalla fede profonda, dalla piet\u00e0 sincera, convinta e gioiosa, fu loro di grande esempio cristiano: ogni giorno si alzava alle 5 per recarsi alla S. Messa ed iniziare cos\u00ec, davanti al Signore e nel Suo nome, la sua giornata di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la mamma, Maria De Micheli, nata a Milano, era donna dalla fede profonda, dall\u2019ardente spirito di carit\u00e0, dal carattere umile e al tempo stesso forte, fermo e deciso. Si recava anch\u2019ella ogni giorno alla S. Messa, insieme ai suoi figlioli, dopo che il marito era partito per raggiungere con il treno, a Milano, il suo posto di lavoro. Mamma Maria si occup\u00f2 di ciascun figlio come se ne avesse avuto uno solo; correggeva i suoi figlioli aiutandoli a capire i loro sbagli e talvolta bastava il solo sguardo. Fu loro sempre vicina: impar\u00f2 persino il latino e il greco per seguirli meglio negli studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La giovinezza<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianna, sin dalla prima giovinezza, accolse con piena adesione il dono della fede e l\u2019educazione limpidamente cristiana che ricevette dai suoi ottimi genitori, che con vigile sapienza la accompagnarono nella crescita umana e cristiana e la portarono a considerare la vita come un dono meraviglioso di Dio, ad avere una fiducia illimitata nella Divina Provvidenza, ad essere certa della necessit\u00e0 e dell\u2019efficacia della preghiera. Fu da loro educata all\u2019essenziale, alla sensibilit\u00e0 verso i poveri e le missioni, secondo lo stile francescano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immersa in questa atmosfera familiare di grande fede e amore per il Signore, Gianna ricevette la sua Prima Comunione a soli cinque anni e mezzo, il 4 aprile 1928, nella <em>Parrocchia Prepositurale di<\/em> <em>Santa Grata<\/em> a Bergamo Alta. Da quel giorno and\u00f2 con la mamma tutte le mattine alla Messa: la S. Comunione divenne \u201cil suo cibo indispensabile di ogni giorno\u201d, sostegno e luce della sua fanciullezza, adolescenza e giovinezza. Il 9 giugno 1930 ricevette la S. Cresima nel <em>Duomo di<\/em> <em>Bergamo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crebbe serena, prodigandosi per i fratelli e le sorelle, senza mai stare in ozio: amava tutte le cose belle, la musica, la pittura, le gite in montagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli anni non le mancarono prove, sofferenze e difficolt\u00e0, che per\u00f2 non produssero traumi o squilibri in Gianna, data la ricchezza e la profondit\u00e0 della sua vita spirituale, ma anzi ne affinarono la sensibilit\u00e0 e ne potenziarono la virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gennaio 1937 mor\u00ec la sua carissima sorella Amalia, all\u2019et\u00e0 di 26 anni, e la famiglia si trasfer\u00ec a Genova Quinto al Mare, citt\u00e0 che era anche sede universitaria e favoriva, cos\u00ec, lo stare tutti insieme, come era sempre stato desiderio di pap\u00e0 Alberto. Qui Gianna si iscrisse alla 5\u00aa ginnasio presso l\u2019<em>Istituto delle Suore Dorotee<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni della residenza genovese, Gianna matur\u00f2 profondamente la sua vita spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante un corso di S. Esercizi Spirituali, predicato per le alunne della scuola delle Suore Dorotee dal Padre Gesuita Michele Avedano nei giorni 16-18 marzo 1938, Gianna, a soli quindici anni e mezzo, fece l\u2019esperienza fondamentale e decisiva della sua vita. Di questi Esercizi \u00e8 rimasto il quadernetto, di trenta paginette, di <em>Ricordi e Preghiere<\/em> di Gianna, tra i cui propositi si legge: \u201c<em>Voglio temere il peccato mortale come se fosse un serpente; e ripeto di nuovo: mille volte morire piuttosto che offendere il Signore<\/em>\u201d. E tra le sue preghiere: \u201c<em>O Ges\u00f9 ti prometto di sottomettermi a tutto ci\u00f2 che permetterai mi accada, fammi solo conoscere la tua Volont\u00e0\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contribu\u00ec in modo determinante a far maturare in pienezza il cammino spirituale di Gianna anche l\u2019azione pastorale dell\u2019ottimo Parroco di Quinto al Mare, il noto liturgista Mons. Mario Righetti: egli, che divenne suo direttore spirituale, l\u2019ebbe attiva collaboratrice nell\u2019Azione Cattolica come delegata delle Piccolissime, e le inculc\u00f2 l\u2019amore alla liturgia, che fu per lei una fonte di vita spirituale; proprio a Genova ella acquist\u00f2 il messale quotidiano del Caronti, che us\u00f2 ogni giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finita la quinta ginnasiale, i genitori di Gianna credettero bene farle sospendere le scuole per un anno affinch\u00e8 rinforzasse la sua delicata costituzione, e lei si sottomise docilmente, passando cos\u00ec un anno in dolce compagnia dei genitori, contenta di avere l\u2019occasione di conoscerli maggiormente per poter poi imitare sempre pi\u00f9 le loro virt\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottobre 1939 riprese gli studi, frequentando il liceo classico nell\u2019<em>Istituto delle Suore Dorotee di Lido d\u2019Albaro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I bombardamenti su Genova provarono molto mamma Maria, gi\u00e0 debole di cuore, e cos\u00ec la famiglia, nell\u2019ottobre 1941, ritorn\u00f2 a Bergamo, nella casa dei nonni materni a <em>San Vigilio<\/em>. Fu qui che Gianna, proprio nell\u2019anno della maturit\u00e0 classica, perse entrambi i genitori, a poco pi\u00f9 di quattro mesi di distanza l\u2019una dall\u2019altro, prima la mamma, il 29 aprile 1942, all\u2019et\u00e0 di 55 anni, e poi il pap\u00e0, il 10 settembre, all\u2019et\u00e0 di 60 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>La maturit\u00e0<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la morte dei genitori, nell\u2019ottobre 1942 Gianna ritorn\u00f2, con tutti i fratelli e le sorelle, a Magenta, nella casa dove era nata. Nel novembre dello stesso anno si iscrisse e frequent\u00f2 la Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia, prima a <em>Milano<\/em> e poi a <em>Pavia<\/em>, dove si laure\u00f2 il 30 novembre 1949.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni dell\u2019universit\u00e0 fu giovane dolce, volitiva e riservata, e and\u00f2 sempre pi\u00f9 affinando la sua spiritualit\u00e0: quotidianamente ella partecipava alla S. Messa e alla S. Comunione, nel <em>Santuario dell\u2019Assunta<\/em> nei giorni feriali, faceva la Visita al SS. Sacramento e la meditazione, recitava il S. Rosario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono questi gli anni in cui, insieme alle sorelle Zita e Virginia, Gianna si inser\u00ec nella vita della <em>comunit\u00e0 parrocchiale di San Martino<\/em>, offrendo la propria collaborazione al Parroco, Mons. Luigi Crespi, e lavorando intensamente nell\u2019educazione della giovent\u00f9 nell\u2019<em>Oratorio delle Madri<\/em> <em>Canossiane<\/em>, che divenne la sua seconda casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre si dedicava con diligenza agli studi di medicina, tradusse la sua grande fede in un impegno generoso di apostolato tra le giovani nell\u2019Azione Cattolica e di carit\u00e0 verso i vecchi e i bisognosi nelle Conferenze delle Dame di San Vincenzo, sapendo che \u201ca Dio piace chi dona con entusiasmo\u201d <em>(2 Cor. 9,7<\/em>): amava Dio e desiderava e voleva che molti lo amassero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impressione che lasciava \u00e8 riassunta da una sua compagna di liceo: \u201cGianna donava il suo sorriso aperto, pieno di dolcezza e di calma, riflesso della gioia serena e profonda dell\u2019anima in pace\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la laurea in Medicina, il 1 luglio 1950 Gianna apr\u00ec un ambulatorio medico INAM a Mesero, mentre a Magenta continu\u00f2 a sostituire, al bisogno, il fratello medico Ferdinando. Si specializz\u00f2 in Pediatria a <em>Milano<\/em> il 7 luglio 1952, e predilesse, tra i suoi assistiti, poveri, mamme, bambini e vecchi<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre compiva la sua opera di medico, che sentiva e praticava come una missione, premurosa di aggiornare la sua competenza e di giovare al corpo e all\u2019anima della sua gente, accrebbe il suo impegno generoso nell\u2019Azione Cattolica, prodigandosi per le \u201cgiovanissime\u201d, e, al tempo stesso, continu\u00f2 a sfogare con la musica, la pittura, lo sci e l\u2019alpinismo la sua grande gioia di vivere e di godersi l\u2019incanto del creato<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si interrogava, pregando e facendo pregare, sulla sua vocazione, che considerava anch\u2019essa un dono di Dio, perch\u00e9: \u201c<em>Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicit\u00e0 terrena ed eterna.<\/em>\u201d Le lettere del fratello padre Alberto, che parlavano del lavoro cui doveva far fronte da solo ogni giorno, maturarono in lei la specifica vocazione missionaria e la decisione di raggiungerlo a Graja\u00f9 per aiutarlo. Ma la sua costituzione fisica non era robusta, e il suo direttore spirituale riusc\u00ec a convincerla che questa non era la sua strada. Gianna si rasseren\u00f2 e attese che il Signore le desse un segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u20198 dicembre 1954, in occasione della celebrazione della Prima Messa di padre Lino Garavaglia da Mesero, Gianna ebbe il suo primo incontro ufficiale con l\u2019uomo della sua vita, l\u2019ingegner Pietro Molla, dirigente della S.A.F.F.A., la famosa fabbrica di fiammiferi di Magenta, appartenente egli pure all\u2019Azione Cattolica e laico impegnato nella sua parrocchia di Mesero; Gianna e Pietro erano stati entrambi invitati da padre Lino Garavaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>Il fidanzamento e il matrimonio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fidanzamento ufficiale si tenne l\u201911 aprile 1955, luned\u00ec di Pasqua, con la S. Messa celebrata da Don Giuseppe, fratello di Gianna,\u00a0 nella <em>Cappella delle Madri Canossiane <\/em>a Magenta. Gianna e Pietro vissero il loro amore alla luce della fede. \u201c<em>Carissimo Pietro\u2026<\/em>\u201d, gli scrisse Gianna nella sua prima lettera, il 21 febbraio 1955, \u201co<em>ra ci sei tu, a cui gi\u00e0 voglio bene<\/em> <em>ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana.\u201d <\/em>\u201c<em>Ti amo tanto tanto, Pietro,<\/em> &#8211; gli scrisse il 10 giugno 1955 &#8211; <em>e mi sei sempre presente, cominciando dal mattino quando, durante la S. Messa, all\u2019Offertorio, offro, con il mio, il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze, e poi durante<\/em> <em>tutta la giornata fino alla sera<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianna godette il periodo del fidanzamento, radiosa nella gioia e nel sorriso. Ringraziava e pregava il Signore. Era chiarissima nei suoi propositi e nelle progettazioni della nuova famiglia, e, al tempo stesso, era meravigliosa nel trasmettere a Pietro la sua grande gioia di vivere, nel chiedergli come doveva essere e ci\u00f2 che doveva fare per renderlo felice, nell\u2019invitarlo a ringraziare con lei il Signore per il dono della vita e di tutte le cose belle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prepar\u00f2 spiritualmente a ricevere il \u201cSacramento dell\u2019Amore\u201d con un triduo, S. Messa e S. Comunione, che propose anche al futuro marito: Pietro nella <em>Chiesetta della Madonna del Buon<\/em> <em>Consiglio <\/em>a Ponte Nuovo, lei nel <em>Santuario dell\u2019Assunta<\/em> a Magenta. Pietro ringrazi\u00f2 Gianna del santo pensiero del Triduo, e lo accolse con tutto l\u2019entusiasmo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gianna e Pietro si unirono in matrimonio il 24 settembre 1955, nella <em>Basilica di San Martino <\/em>a Magenta. Si stabilirono a Ponte Nuovo, nell\u2019accogliente villetta riservata alla famiglia del Direttore degli Stabilimenti S.A.F.F.A., a pochi metri di distanza dalla <em>Chiesetta della Madonna del Buon<\/em> <em>Consiglio<\/em>, dove Gianna si rec\u00f2 quotidianamente a pregare e a partecipare alla S. Messa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella piccola frazione di Ponte Nuovo Gianna, dal 1956, svolse con dedizione il compito di responsabile del Consultorio delle mamme e dell\u2019<em>Asilo nido<\/em> facenti capo all\u2019Opera Nazionale Maternit\u00e0 e Infanzia (O.N.M.I.), e prest\u00f2 assistenza medica volontaria nelle <em>Scuole Materna<\/em> <em>ed Elementare di Stato<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu moglie felice, e il Signore presto esaud\u00ec il suo grande desiderio di diventare mamma pi\u00f9 che felice di tanti bambini: il 19 novembre 1956 nacque Pierluigi, l\u201911 dicembre 1957 Maria Zita (Mariolina) e il 15 luglio 1959 Laura, tutti e tre nati nella casa di Ponte Nuovo. Gianna seppe armonizzare, con semplicit\u00e0 ed equilibrio, i suoi doveri di madre, di moglie, di medico a Mesero e a Ponte Nuovo, e la sua grande gioia di vivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa armonia, continu\u00f2 a vivere la sua grande fede, conformando ad essa il suo operare e ogni sua decisione, con coerenza e gioia. Nella comunione di vita e d\u2019amore della famiglia, che la nascita dei figli aveva reso ancora pi\u00f9 ampia ed impegnativa, Gianna si sent\u00ec sempre pienamente appagata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il mistero del dolore <\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, Gianna fu raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore: si present\u00f2 un voluminoso fibroma, tumore benigno, all\u2019utero. Prima dell\u2019intervento operatorio di asportazione del fibroma, eseguito nell\u2019<em>Ospedale San Gerardo di<\/em> <em>Monza<\/em>, pur ben sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, supplic\u00f2 il chirurgo di salvare la vita che portava in grembo e si affid\u00f2 alla preghiera e alla Provvidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita fu salva. Gianna ringrazi\u00f2 il Signore e trascorse i sette mesi che la separavano dal parto con impareggiabile forza d\u2019animo e con immutato impegno di madre e di medico. Trepidava e temeva anche che la creatura che portava in grembo potesse nascere sofferente e pregava Dio che cos\u00ec non fosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, era pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura. \u201cMi disse esplicitamente\u201d &#8211; ricorda il marito Pietro &#8211; \u201ccon tono fermo e al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticher\u00f2 mai: Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete &#8211; e lo esigo &#8211; il bimbo. Salvate lui\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pietro, che conosceva benissimo la generosit\u00e0 di Gianna, il suo spirito di sacrificio, la ponderatezza e la forza delle sue scelte e delle sue decisioni, si sent\u00ec nell\u2019obbligo di coscienza di doverle rispettare, anche se potevano avere conseguenze estremamente dolorose per lui e per i loro figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Gianna la creaturina che portava in grembo aveva gli stessi diritti alla vita di Pierluigi, Mariolina e Laura, e lei sola, in quel momento, rappresentava, per la creaturina stessa, lo strumento della Provvidenza per poter venire al mondo; per gli altri figli, la loro educazione e la loro crescita, ella faceva pieno affidamento sulla Provvidenza attraverso i congiunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta di Gianna fu dettata dalla sua coscienza di madre e di medico e pu\u00f2 essere ben compresa solo alla luce della sua grande fede, della sua ferma convinzione del diritto sacro alla vita, dell\u2019eroismo dell\u2019amore materno e della piena fiducia nella Provvidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Il sacrificio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pomeriggio del 20 aprile 1962, Venerd\u00ec Santo, Gianna fu nuovamente ricoverata nell\u2019<em>Ospedale S. Gerardo di Monza<\/em>, dove le fu provocato il parto, per espletarlo per vie naturali, ritenuta la via meno rischiosa, senza esito favorevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mattino del 21 aprile, Sabato Santo, diede alla luce Gianna Emanuela, per via cesarea, e per Gianna inizi\u00f2 il calvario della sua passione, che si accompagn\u00f2 a quella del suo Ges\u00f9 sul Monte Calvario. Gi\u00e0 dopo qualche ora dal parto le condizioni generali di Gianna si aggravarono: febbre, sempre pi\u00f9 elevata, e sofferenze addominali atroci per il subentrare di una peritonite settica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGianna\u201d, ricorda la sorella Madre Virginia, che, rientrata inspiegabilmente e provvidenzialmente dall\u2019India pot\u00e8 assisterla nella sua agonia, \u201csolo raramente svelava le sue sofferenze. Ha rifiutato ogni calmante per essere sempre consapevole di quanto avveniva e presente a se stessa. Non solo, ma per essere lucida nel suo rapporto con il suo Ges\u00f9, che costantemente invocava\u201d. \u201cSapessi quale conforto ho ricevuto baciando il tuo Crocifisso!\u201d, le disse Gianna, \u201cOh, se non ci fosse Ges\u00f9 che ci consola in certi momenti!\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAttingeva la forza del suo saper soffrire\u201d, ricorda ancora Madre Virginia, \u201cdalla preghiera intima manifestata in brevi espressioni di amore e di offerta: \u201cGes\u00f9 ti amo\u201d \u2013 \u201cGes\u00f9 ti adoro\u201d \u2013 \u201cGes\u00f9 aiutami\u201d \u2013 \u201cMamma aiutami\u201d \u2013 \u201cMaria\u2026\u201d, seguite da silenziose riflessioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutte le cure praticate, le sue condizioni peggiorarono di giorno in giorno. Desider\u00f2 ricevere Ges\u00f9 Eucaristico anche gioved\u00ec e venerd\u00ec: causa l\u2019incoercibile vomito, con suo grande rincrescimento, per non mancare di rispetto al Signore, si accontent\u00f2 di ricevere sulle labbra una minima parte dell\u2019Ostia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fratello Ferdinando aveva accettato da Gianna l\u2019incarico di avvisarla quando fosse giunto il momento della sua morte con una frase stabilita. Ferdinando non ebbe il coraggio di eseguirlo: ne incaric\u00f2 Madre Virginia, che, al momento opportuno, disse a Gianna: \u201cCoraggio, Gianna, Pap\u00e0 e Mamma sono in Cielo che ti aspettano: sei contenta di andarvi?\u201d \u201cNel movimento del suo ciglio\u201d, ricorda Madre Virginia, \u201csi pot\u00e8 leggere la sua completa e amorevole adesione alla Volont\u00e0 Divina, anche se velata dalla pena di dover lasciare i suoi amati figli ancor tanto piccoli. Gianna, come il suo Ges\u00f9, si consegn\u00f2 al Padre\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019alba del 28 aprile, Sabato in Albis, venne riportata, come da suo desiderio precedentemente espresso al marito Pietro, nella sua casa di Ponte Nuovo, dove mor\u00ec alle ore 8 del mattino. Aveva solo 39 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I suoi funerali, celebrati nella <em>Chiesetta di Ponte Nuovo<\/em>, furono una grande manifestazione unanime di profonda commozione, di fede e di preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu sepolta nel <em>Cimitero di Mesero<\/em>, dove riposa tuttora nella <em>Cappella di famiglia<\/em>, mentre rapidamente si diffuse la fama di santit\u00e0 per la sua vita e per il gesto di amore grande, incommensurabile, che l\u2019aveva coronata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Le lettere<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 21 febbraio 1955 Gianna scrive a Pietro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026<em>Vorrei proprio farti felice ed essere quella che tu desideri: buona, comprensiva e pronta ai sacrifici che la vita ci chieder\u00e0.\u201d\u2026 \u201cOra ci sei tu, a cui gi\u00e0 voglio bene ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana.&#8221;&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u201911 marzo scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u2026Pietro, potessi dirti tutto ci\u00f2 che sento per te! ma non sono capace &#8211; supplisci tu. Il Signore proprio mi ha voluto bene &#8211; tu sei l\u2019uomo che desideravo incontrare, ma non ti nego che pi\u00f9 volte mi chiedo: \u201csar\u00f2 io degna di lui?\u201d S\u00ec, di te, Pietro, perch\u00e8 mi sento cos\u00ec un nulla, cos\u00ec capace di niente, che pur desiderando grandemente di farti felice, temo di non riuscirvi. E allora prego cos\u00ec il Signore: \u201cSignore, tu che vedi i miei sentimenti e la mia buona<\/em> <em>volont\u00e0, rimediaci tu e aiutami a diventare una sposa e una madre come Tu vuoi e penso che anche Pietro lo desideri\u201d. Va bene cos\u00ec, Pietro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Con tanto tanto affetto ti saluto\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Tua Gianna.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 23 marzo, scrive da Sestriere:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cCarissimo Pietro, \u2026\u00e8 meraviglioso, quando si \u00e8 in alto in alto, con un cielo sereno, la neve bianchissima, come si gode e si loda Iddio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pietro, tu gi\u00e0 lo sai, mi sento cos\u00ec felice quando sono a contatto con la natura cos\u00ec bella, che passerei delle ore in sua contemplazione.\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 9 aprile, Gianna scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u2026 Pietro carissimo, tu sai che \u00e8 mio desiderio vederti e saperti felice; dimmi come dovrei essere e ci\u00f2 che dovrei fare per renderti tale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ho tanta fiducia nel Signore e son certa che mi aiuter\u00e0 ad essere la tua degna sposa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mi piace spesso meditare il brano dell\u2019Epistola della Messa di S. Anna &#8211; \u201cLa donna forte chi la trover\u00e0?\u2026\u2026 Il cuore di suo marito pu\u00f2 confidare in lei\u2026 non gli far\u00e0 che bene, n\u00e9 mai gli recher\u00e0 danno, per tutto il tempo della vita\u201d ecc &#8211;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pietro, potessi essere per te la donna forte del Vangelo! Invece mi pare e mi sento debole. Vuol dire che mi appogger\u00f2 al tuo braccio forte. Mi sento cos\u00ec sicura vicino a te!\u201d&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn realt\u00e0\u201d, ricorda Pietro,\u00a0 \u201c\u00e8 stata, da subito, una donna forte. L\u2019ho chiamata ad abitare nella villetta entro il recinto degli stabilimenti di cui ero direttore e il suo s\u00ec \u00e8 stato pronto. E quando, nel triennio 1956-1957-1958, scioperi prolungati e molto pesanti le hanno fatto condividere in diretta preoccupazioni e amarezze, non mi ha mai chiesto di cambiare casa; sapeva che questa residenza facilitava l\u2019adempimento dei miei compiti e delle mie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 18 aprile:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c\u2026Gi\u00e0 lo sapevo che tu mi volevi tanto bene, ma l\u2019avermelo oggi confermato nella tua lettera, mi hai riempito il cuore di gioia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pensa per\u00f2 Pietro, il Signore ci ha fatto questa grande grazia, come dovremo sempre essergli riconoscenti!\u201d.\u00a0&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 giugno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026 <em>Ti amo tanto tanto Pietro, e mi sei sempre presente, cominciando dal mattino quando durante la S. Messa, all\u2019Offertorio, offro con il mio, il tuo lavoro, le tue gioie, le tue sofferenze e poi durante tutta la giornata fino alla sera.\u201d \u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 settembre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c\u2026<em>Mancano solo venti giorni e poi sono\u2026Gianna Molla! Che diresti, se per prepararci spiritualmente a ricevere questo Sacramento facessimo un triduo? Nei giorni 21 &#8211; 22 &#8211; 23 S. Messa e S. Comunione, tu a Ponte Nuovo, io nel Santuario dell\u2019Assunta. La Madonna unir\u00e0 le nostre preghiere, desideri, e poich\u00e9 l\u2019unione fa la forza, Ges\u00f9 non pu\u00f2 non ascoltarci ed aiutarci. Sono certa che dirai di s\u00ec, e ti ringrazio.\u201d &#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GLI\u00a0 APPUNTI DI\u00a0GIANNA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scritti di Gianna, appunti e lettere, sono certamente quanto di pi\u00f9 significativo, prezioso e caro conserviamo di lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli appunti sono stati da lei manoscritti, in massima parte, per le sue conferenze alle giovani di Azione Cattolica, e, in piccola parte, sono documenti e note che riguardano i suoi incarichi direttivi svolti nell\u2019Azione Cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dagli appunti e dai propositi scritti durante i ritiri spirituali emergono chiaramente le radici profonde della sua spiritualit\u00e0, della sua grande fede, del suo spirito di preghiera, della sua fiducia nella Divina Provvidenza, del suo amore e del suo rispetto sacro per la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rileggendoli alla luce della sua vita, delle sue scelte, del suo comportamento, emerge chiaramente che quanto Gianna ha esposto e raccomandato alle sue giovani lo ha realizzato pienamente in lei stessa con coerenza e coraggio sino alla fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco alcune delle sue riflessioni sulla preghiera, la devozione alla Mamma Celeste, l\u2019apostolato, la vocazione, la missione di medico, la gioia, l\u2019amore, e\u00a0 l\u2019amore e il sacrifizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La preghiera<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">La preghiera<\/span> \u00e8 la ricerca di Dio che sta nei cieli, e ovunque poich\u00e9 \u00e8 infinito\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chi <span style=\"text-decoration: underline;\">non prega<\/span>, non pu\u00f2 vivere in grazia di Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pregare, pregare bene, pregare molto. Non solo quando abbiamo bisogno di grazie, non solo per chiedere. La vera preghiera \u00e8 quella <\/em><em>di <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">adorazione<\/span>: riconoscimento della bont\u00e0, dell\u2019amore di Dio <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>poi di <span style=\"text-decoration: underline;\">ringraziamento<\/span>: sono un nulla, eppure sono un corpo, ho dei doni, tutto tuo dono &#8211; il mondo l\u2019hai creato per me. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vediamo la mano di Dio dappertutto, e ringraziamolo <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <span style=\"text-decoration: underline;\">perdono <\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di <span style=\"text-decoration: underline;\">richiesta<\/span>: non solo le cose materiali, ma \u201ccercate prima il Regno dei Cieli\u201d, la grazia, il Paradiso per noi e per gli altri.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pregate e vi santificherete &#8211; santificherete &#8211; vi salverete.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(<\/em><em>Quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, ? 1944 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La devozione alla Mamma Celeste<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La devozione alla Mamma Celeste fu in Gianna intensa e determinante:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; per la vita di Piet\u00e0 della giovane di Azione Cattolica, Gianna raccomanda con insistenza il S. Rosario e aggiunge: \u201c<em>senza l\u2019aiuto della Madonna in Paradiso non si va. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(Quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, ? 1944 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; <em>\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Amare la Madonna<\/span> = confidenza tenera nelle nostre difficolt\u00e0. La Madonna \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">Mamma<\/span> non pu\u00f2 lasciar cadere la nostra domanda.\u201d <\/em><em>(anni 1947 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Alle nuove Delegate delle Giovanissime di Azione Cattolica: \u201c<em>Amate le vostre bambine, vedete in loro Ges\u00f9 fanciullo e pregate tanto per loro, tutti i giorni mettetele sotto la protezione di Maria Santissima.\u201d<\/em><em> (anno 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L&#8217; apostolato<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cLa condizione pi\u00f9 essenziale di ogni attivit\u00e0 feconda \u00e8 l\u2019immobilit\u00e0\u00a0 pregante. L\u2019apostolato si fa prima di tutto in ginocchio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Signore desidera vederci accanto a Lui per comunicarci, nel segreto della preghiera, il segreto della conversione delle anime che avviciniamo\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ci dovrebbe essere mai nessuna giornata nella vita di un apostolo che non comprenda un tempo determinato per un po\u2019 di raccoglimento ai piedi di Dio\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noi dell\u2019Azione Cattolica dobbiamo dare del divino alle anime, non dell\u2019umano. Ma capite bene che per poter dare dobbiamo avere, cio\u00e8 dobbiamo possedere Dio. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pi\u00f9 si sente il desiderio di dare molto, e pi\u00f9 sovente bisogna ricorrere alla sorgente che \u00e8 Dio.\u201d\u00a0<\/em>\u00a0\u00a0<em>\u00a0(luned\u00ec 11.11.1946)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cPretendere di essere apostoli, di far parte dell\u2019Azione Cattolica e non partecipare\u00a0 poi al sacrificio del Salvatore del mondo \u00e8 pura immaginazione e illusione! Azione Cattolica \u00e8 Sacrificio, non dimentichiamolo. Dobbiamo sempre accettare i sacrifici che ci vengono chiesti. Non ritirarsi quando ci\u00f2 che vi si chiede di fare costa tempo, costa fatica, costa sacrificio. Le persone tiepide il Signore le detesta. La semigenerosit\u00e0 Ges\u00f9 non l\u2019amava.\u201d<\/em> <em>\u00a0(luned\u00ec 30.12.1946)<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La vocazione<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cTutte le cose hanno un fine particolare. Tutte obbediscono a una legge: le stelle seguono la loro orbita, le stagioni si seguono in modo perfetto. Tutto si sviluppa per un fine prestabilito. Tutti gli animali seguono un istinto naturale. Anche a ciascuno di noi Dio ha segnato la via, la vocazione &#8211; oltre la vita fisica, la vita della grazia\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicit\u00e0 terrena ed eterna\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che cos\u2019\u00e8 la vocazione? E\u2019 un dono di Dio &#8211; quindi viene da Dio. Se \u00e8 un dono di Dio, la nostra preoccupazione deve essere quella di conoscere la volont\u00e0 di Dio. Dobbiamo entrare in quella strada:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>1)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>se Dio vuole &#8211; non forzare mai la porta<\/em><\/p>\n<div><em>2)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>quando Dio vuole<\/em><\/div>\n<div><em>3)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>come Dio vuole<\/em><\/div>\n<p><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Conoscere la nostra vocazione<\/span><\/em><em> \u2013 in che modo?:<\/em><\/p>\n<p><em>1)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>interrogare il Cielo <span style=\"text-decoration: underline;\">con la preghiera<\/span><\/em><\/p>\n<div><em>2)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>interrogare il nostro direttore spirituale<\/em><\/div>\n<div><em>3)<\/em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <em>interrogare noi stessi &#8211; sapendo le nostre inclinazioni.<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\">Ogni vocazione<\/span><\/em><em> \u00e8 vocazione alla maternit\u00e0 &#8211; materiale &#8211; spirituale \u2013 morale, perch\u00e9 Dio ha posto in noi l\u2019istinto della vita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il sacerdote \u00e8 <span style=\"text-decoration: underline;\">padre<\/span>, le Suore sono <span style=\"text-decoration: underline;\">madri<\/span>, madri delle anime.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u00a0<\/em><em>(Quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, ? 1944 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La missione del medico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Bellezza della nostra missione<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cTutti nel mondo lavoriamo in qualche modo a servizio degli uomini. Noi (medici) direttamente lavoriamo sull\u2019uomo. Il nostro oggetto di scienza e lavoro \u00e8 l\u2019uomo che dinnanzi a noi ci dice di se stesso, e ci dice \u201caiutami\u201d e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noi abbiamo delle occasioni che il sacerdote non ha. La nostra missione non \u00e8 finita quando le medicine pi\u00f9 non servono. C\u2019\u00e8 l\u2019anima da portare a Dio e la nostra parola (dei medici) avrebbe autorit\u00e0. Ogni medico deve consegnarlo (l\u2019ammalato) al Sacerdote. Questi medici cattolici, quanto sono necessari!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il grande mistero dell\u2019uomo: egli \u00e8 un corpo ma \u00e8 anche un\u2019anima soprannaturale. C\u2019\u00e8 Ges\u00f9 (che dice): chi visita il malato aiuta \u201cme\u201d. Missione sacerdotale \u2013 come egli (il sacerdote) pu\u00f2 toccare Ges\u00f9, cos\u00ec noi (medici) tocchiamo Ges\u00f9 nel corpo dei nostri ammalati: poveri, giovani, vecchi, bambini.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Che Ges\u00f9 si faccia vedere in mezzo a noi, trovi tanti medici che offrano se stessi per Lui. \u201cQuando avrete finito la vostra professione \u2013 se l\u2019avrete fatto \u2013 venite a godere la vita di Dio perch\u00e9 ero ammalato e mi avete guarito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(Blocchetto ricettario, ? 1950 &#8211; 1951)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La gioia<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl mondo cerca la gioia ma non la trova perch\u00e8 lontano da Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Noi, compreso che la gioia viene da Ges\u00f9, con Ges\u00f9 nel cuore portiamo gioia. Egli sar\u00e0 la forza che ci aiuta.\u201d <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>(Quaderno dei ricordi\u00a0 durante i SS. Esercizi, ? 1944 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Il segreto della felicit\u00e0 \u00e8 di vivere momento per momento, e di ringraziare il\u00a0 Signore di tutto ci\u00f2 che Egli nella sua bont\u00e0 ci manda giorno per giorno.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019amore<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Amare<\/span> vuol dire <span style=\"text-decoration: underline;\">desiderio<\/span> di perfezionare se stessa, la persona amata, superare il proprio egoismo, donarsi\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019amore deve essere totale, pieno, completo, regolato dalla legge di Dio, e si\u00a0eterni in Cielo.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(Quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, ? anni 1944 &#8211; 1948)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019amore e il sacrifizio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cAmore e sacrifizio sono cos\u00ec intimamente legati, quanto il sole e la luce. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non si pu\u00f2 amare senza soffrire e soffrire senza amare. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Guardate alle mamme che veramente amano i loro figlioli: quanti sacrifici fanno, a tutto sono pronte, anche a dare il proprio sangue purch\u00e9 i loro bimbi crescano buoni, sani, robusti! E Ges\u00f9 non \u00e8 forse morto in croce per noi, per amore nostro! E\u2019 col sangue del sacrificio che si afferma e conferma l\u2019amore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando Ges\u00f9, nella S. Comunione, ci mostra il suo cuore ferito, come dirgli che lo amiamo se non si fanno sacrifizi da unire ai suoi, da offrirgli per salvare le anime? E qual \u00e8 la maniera migliore per praticare il sacrificio? La maniera migliore consiste nell\u2019adorare la volont\u00e0 di Dio tutti i giorni, in tutte le piccole cose che ci fanno soffrire, dire, per tutto quello che ci succede: \u201cFiat: la tua volont\u00e0, Signore!\u201d E ripeterlo cento volte al giorno! Non sono solo le grandi penitenze: portare il cilicio, digiunare, vegliare, dormire sulle tavole ecc., che fanno sante le anime, ma il vero sacrificio \u00e8 quello di <span style=\"text-decoration: underline;\">accettare<\/span> la croce che Dio ci manda \u2013 con amore, con gioia e rassegnazione\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Amiamo la Croce\u201d e ricordiamoci che non siamo sole, a portarla, ma c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 che ci aiuta e in Lui, che ci conforta, come dice S. Paolo, tutto possiamo.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(anni 1945 &#8211; 1946)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;cercate ogni giorno il volto dei santi e traete conforto dai loro discorsi&#8221; [Didach\u00e9 IV, 2; CN ed., Roma 1978, pag. 32].<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/gianna-beretta-molla\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,65],"tags":[1294],"class_list":["post-2066","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-chiesa","category-santi","tag-gianna-beretta-molla","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Gianna Beretta Molla - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - 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