{"id":2036,"date":"2006-05-15T14:32:41","date_gmt":"2006-05-15T12:32:41","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-13T10:36:48","modified_gmt":"2016-04-13T08:36:48","slug":"la-questione-islamica-note","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-questione-islamica-note\/","title":{"rendered":"La questione islamica (Note)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>Studium<\/strong> n.1 gennaio\/febbraio 2006<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Roberto AM. Bertacchini<\/strong> e <strong>Piersandro Vanzan<\/strong> S.J.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Di essa si pu\u00f2 parlare da diverse prospettive. Per esempio la monografia di <em>Ad gentes<\/em>, 2005, 2, ne tratta da un punto di vista missionario. \u00c8 un taglio legittimo, ma non \u00e8 il nostro, che sar\u00e0 <em>non<\/em> da un punto di vista cristiano, ma oggettivamente laico, preoccupati del bene comune e non della salvezza di qualche anima musulmana. E se i tempi di Roncisvalle e Lepanto sono passati, sarebbe tuttavia ingenuo presumere che il confronto con la modernit\u00e0 sia avvenuto nello stesso modo nella cristianit\u00e0 e nell&#8217;Islam. Questa differenza \u00e8 il cuore del problema. Del resto, se di fronte a un musulmano \u00e8 sempre auspicabile l&#8217;apertura pi\u00f9 calda, sarebbe un delirio di onnipotenza pensare che tutto comunque dipenda da noi, dalla nostra \u00abbont\u00e0\u00bb. Non \u00e8 vero: bisogna vedere anche da quali motivazioni ideologiche \u00e8 mossa la controparte. Ecco perch\u00e9 in questa fase capire la complessit\u00e0 dei processi storici in atto \u00e8 a dir poco vitale. Infine va precisato l&#8217;uso del lessico: 1. <em>mondo musulmano<\/em> = complesso delle variet\u00e0 assunte dalla religiosit\u00e0 islamica (sunniti, sciiti, sufi, musulmani secolarizzati, diversit\u00e0 di associazionismi musulmani, ecc.); 2. <em>Islam<\/em> = scheletro ideologico del mondo musulmano, articolato nelle scuole e Facolt\u00e0 coraniche &#8211; fortemente allineate tra loro dal Pakistan all&#8217;Egitto, al Marocco &#8211; e connesso con la popolazione ad esse succube e perci\u00f2 fondamentalista. L&#8217;<em>Islam<\/em> non \u00e8 il <em>mondo musulmano<\/em>, ma opera attivamente per orientarlo, e mostra una significativa capacit\u00e0 di incidenza pratica e politica, anche perch\u00e9 manca un contraltare di pari peso che lo contrasti. E mentre il mondo musulmano \u00e8 solo parzialmente antioccidentale, purtroppo oggi non si pu\u00f2 dire lo stesso per ci\u00f2 che abbiamo definito Islam.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> In controtendenza per esempio <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, 1972, 1, pp. 409 s. e 1992, n, pp. 449 s., dove per\u00f2 non si parla di terrorismo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">3) L. Pellicani, <em>Jihad: le radici<\/em>, LUP, Roma 2004, p. 20.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> Ibid., p.21<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Scrive Khatami che l&#8217;Occidente egemonizza il mondo delle idee e \u00abpropaganda una concezione del mondo che blandisce le sue prede fino a soggiogarle. Ci troviamo di fronte a un avversario risoluto, che fa ricorso a tutte le proprie risorse materiali, militari e di informazione per persuaderci alla resa o, in caso contrario, minacciarci di distruzione. Nel confronto politico il nemico usa la maschera della scienza e della cultura per ingannarci. In questo frangente, la nostra lotta contro l&#8217;Occidente \u00e8 essenziale alla nostra sopravvivenza; qualsiasi forma di riconciliazione e pacificazione, considerata la tendenza all&#8217;inganno propria dell&#8217;avversario, potrebbe condurre alla nostra umiliazione, costringerci a calpestare la nostra dignit\u00e0. Dobbiamo opporci a questo con tutta la nostra forza, e la vittoria non \u00e8 impossibile. Dobbiamo confidare in Dio e chiedergli di guidarci, contando sulla nostra identit\u00e0 storica, di cui ci siamo appropriati grazie alla nostra rivoluzione\u00bb (Id., <em>Religione, libert\u00e0, democrazia<\/em>, cit. in G. De Rosa, <em>Gli sciiti ieri e oggi,<\/em> in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, 2004, IV, p. 253). Dunque l&#8217;Occidente \u00e8 <em>il nemico<\/em>, i fronti della battaglia sono <em>economico, ideologico-mediatico e militare<\/em>, e la lotta <em>all&#8217;ultimo sangue inevitabile<\/em>. Impressionante la convergenza ideologica con la prassi jihadista; e se si pensa al programma atomico iraniano, si comprendono molte preoccupazioni, mai sorte per il riarmo indiano.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Un intervento dello Stato sui <em>curricula<\/em> formativi \u00e8 stato introdotto solo localmente, per esempio in Pakistan, e solo su pressioni americane successive agli eventi irakeni. In pi\u00f9 senza arrivare a sostituire la classe dei formatori, che dunque continuano ad avere in mano la situazione e tendono a trasmettere anche la propria irritazione per ci\u00f2 che ritengono uno sgarbo antislamico dello Stato e un asservimento satanico.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Secondo Khomeyni, \u00abi colonizzateli cercarono di creare le condizioni adatte all&#8217;annientamento dell&#8217;Islam, religione dei combattenti che vogliono il diritto e la giustizia, che esigono la libert\u00e0 e l&#8217;indipendenza, che non vogliono permettere agli infedeli di dominare sui credenti\u00bb (Id., <em>Il governo islamico<\/em>, cit. in G. De Rosa, <em>Gli sciiti ieri e oggi,<\/em> cit., p. 250). Parole emblematiche di una percezione radicale dei rapporti di civilt\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> L. Pellicani, <em>Jihad: le radici<\/em>, cit., p. 22.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Ibid., p.22<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Per un argomentare pi\u00f9 disteso cfr. ibid., pp. 18 ss.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> \u00abRiviste, giornali, televisioni e predicatori insistono dappertutto sulla necessit\u00e0 di [&#8230;] islamizzazione dell&#8217;insegnamento e della cultura, [&#8230;] dei costumi e dei comportamenti\u00bb (M. Borrmans, <em>L&#8217;islam contemporaneo e i suoi fondamentalisti<\/em> <em>radicali,<\/em> in G. Mura, ed., <em>Il fondamentalismo religioso<\/em>, Urbaniana University Press, Roma 2003, p. 114).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> M. Pera-J. Ratzinger, <em>Senza radici<\/em>, Mondadori, Milano 2004, p. 42.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> \u00abCi sono delitti di passione e delitti di logica. Il confine che li separa \u00e8 incerto [&#8230;]. Heathcliff, in <em>Cime Tempestose<\/em>, ucciderebbe la terra intera per possedere Cathie, ma non gli verrebbe in mente di dire che quest&#8217;omicidio \u00e8 ragionevole o giustificato dal sistema [&#8230;]. Ma dacch\u00e9, in mancanza di carattere, si ricorre ad una dottrina, dall&#8217;istante in cui il delitto si fa raziocinante, esso prolifera come la stessa ragione, assume tutte le figure del sillogismo. Era solitario come un grido, eccolo universale come la scienza. Ieri giudicato, oggi il delitto detta legge. [&#8230;] Non si pu\u00f2 dare coerenza all&#8217;omicidio, ove la si rifiuti al suicidio. [&#8230;] Suicidio e omicidio sono qui due volti di uno stesso ordine, quello di un&#8217;intelligenza infelice che preferisce alla sofferenza di una condizione limitata la fosca esaltazione in cui si annientano terra e ciclo\u00bb (A. Camus, <em>L&#8217;uomo in rivolta<\/em>, Bompiani, Milano 1990, pp. 5-10). Camus non pensava certo all&#8217;Islam, ma le sue riflessioni calzano perfettamente anche nel leggere i fatti recenti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> La ragione di tale assunto sta nei meccanismi di dissonanza cognitiva che condizionano fortemente l&#8217;agire collettivo. Se un terrorista, nell&#8217;esecuzione dell&#8217;attentato, si abbandonasse a eccessi ritenuti moralmente riprovevoli, da eroe diverrebbe infame. Perci\u00f2 quando prima stupra e poi uccide sa che queste azioni non saranno giudicate negativamente nel mondo che rappresenta e nel quale si identifica. E ci\u00f2 vuoi dire molte cose. Per esempio che non vi sar\u00e0 una condanna pubblica dei capi religiosi, e neppure che vi saranno censure da parte dei media islamici pi\u00f9 diffusi (cfr. al-Jazeera). Ecco perch\u00e9 gi\u00e0 i primi attentati del 1970 venivano da lontano, ed ecco perch\u00e9 non \u00e8 possibile che non vi sia stata una certa approvazione almeno da una parte del potere politico. Se infatti non fosse cos\u00ec, non sarebbero mancate reazioni forti di disapprovazione da parte dei giornali controllati ed orientali dai regimi islamici. Ma queste reazioni talvolta non ci furono neppure dopo l&#8217;11 settembre.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> Secondo Khomeyni, \u00abda principio il movimento islamico venne tormentato dagli ebrei, i quali diedero inizio alla loro attivit\u00e0 reattiva inventando falsit\u00e0 circa l&#8217;Islam, attaccandolo e calunniandolo. Ci\u00f2 \u00e8 continuato fino ai nostri giorni. Oggi, in un&#8217;epoca in cui tutte le forze del colonialismo e i suoi agenti, i governanti traditori, il sionismo e il materialismo ateo stanno collaborando per alterare l&#8217;immagine dell&#8217;Islam, la nostra responsabilit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 pesante che mai. Vediamo gli ebrei che alterano il Corano e distorcono i suoi versetti nelle nuove edizioni che hanno pubblicato nei tenitori occupati e in altre parti. Dobbiamo smascherare questo tradimento, in modo da far comprendere al popolo che gli ebrei e i loro padroni cercano di prendere in trappola l&#8217;Islam e di spianare la strada alla dominazione ebraica nel mondo\u00bb (Id., <em>Il governo islamico<\/em>, in G. De Rosa, <em>Gli sciiti ieri e oggi,<\/em> cit., p. 250 ss.).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> Sull\u2019 antisionismo si torner\u00e0 ancora. Un indicatore importante \u00e8 per\u00f2 la recente intervista su SkyTg24, dove Hamza Piccardo, segretario dell&#8217;UCOII, ha dichiarato: \u00abIl video dell&#8217;uccisione del colono ebreo diffuso da Hamas non \u00e8 un atto di terrorismo, ma un atto di guerra. [&#8230;] Hamas usa i metodi terroristici che tutti i movimenti di liberazione hanno utilizzato nella loro storia, compreso il nostro movimento partigiano\u00bb (<em>II Giornale<\/em>, 1 ottobre 2005). Purtroppo Piccardo ha ragione. Ma quando intervistato da Lerner ammette che nelle moschee italiane si onorano gli uomini bomba autori di stragi in Israele, e precisa: \u00abIndubbiamente noi preghiamo il Misericordioso per i martiri, autorizzati a quel tipo di azioni dal regime di occupazione costituito da Israele, un&#8217;aberrazione del XX secolo. Il sionismo si sta rivelando un&#8217;empiet\u00e0 ancor pi\u00f9 duratura del nazismo e del comunismo\u00bb (ibid.), allarma non tanto per il duro giudizio sulle politiche neocolonialiste ebraiche, ma per la visione religiosa del problema. Al di l\u00e0 dei paragoni, \u00e8 il termine empiet\u00e0 che preoccupa, perch\u00e9 dice di una solidariet\u00e0 non solo con i kamikaze palestinesi, ma in genere col jihadismo. E cio\u00e8 con gli atti antioccidentali del terrorismo islamico. Posto poi che Israele \u00e8 una questione globale, perch\u00e9 legato all&#8217;ebraismo diffuso in tutto il mondo, non \u00e8 possibile una lotta antisionista locale, analoga al Risorgimento italiano. E una solidariet\u00e0 esplicita all\u2019antisionismo \u00e8 <em>ipso facto<\/em> dichiarare di essere un brodo di coltura per l\u2019jihad antioccidentale.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> In quegli anni per i neri d&#8217;America era molto facile identificarsi in Martin Luther King. Perci\u00f2 lo strepitoso successo ottenuto indica la capacit\u00e0 di una propaganda tanto scientifica quanto spregiudicata e la lucidit\u00e0 strategica di individuare l&#8217;anello debole su cui far leva. La popolazione bianca pi\u00f9 difficilmente avrebbe potuto essere abbordata, non solo perch\u00e9 cristiana, ma perch\u00e9 pi\u00f9 colta. Invece persone narcisiste o superficiali non erano in grado di accorgersi dell&#8217;ipocrisia di una campagna islamica di celebrazione della superiorit\u00e0 della razza nera, finanziata dagli arabi, che neri non sono.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> \u00abLa Lega del Mondo Musulmano, di obbedienza saudita, ha finanziato la costruzione dei grandi centri islamici di Bruxelles, Roma, Madrid, Lione ecc.\u00bb, assicurando l&#8217;irraggiamento dell&#8217;Islam \u00abtramite le sue pubblicazioni\u00bb e \u00abnumerose attivit\u00e0 missionarie musulmane in Africa e altrove sono finanziate e animate dall&#8217;Arabia Saudita\u00bb (M. Borrmans, <em>L&#8217;islam contemporaneo<\/em>&#8230;, cit., p. 127). La grande moschea di Bruxelles fu inaugurata da Feisal nel 1978. La missionariet\u00e0 ha per\u00f2 anche altri risvolti: per es. a Mazara c&#8217;\u00e8 un predicatore che, per reislamizzare la comunit\u00e0, fa la <em>dawa<\/em> (invito all&#8217;Islam), arrivando anche a schiaffeggiare i ragazzini per il loro abbigliamento.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Ci\u00f2 \u00e8 in effetti avvenuto e sta avvenendo in pi\u00f9 direttrici: basta essere attenti a ci\u00f2 che lasciano filtrare i <em>mass media<\/em> per rendersene conto. A livello accademico agli inizi degli anni Novanta fu messo in cantiere un progetto europeo di una <em>Storia della scienza<\/em>, in Italia pubblicata in dieci volumi dall&#8217;Istituto della Enciclopedia Italiana, che dedica l&#8217;intero vol. III alla scienza islamica. Si resta tuttavia sconcertati dinanzi ad articoli rozzamente encomiastici che di tutta l&#8217;opera enfatizzano solo e proprio quel volume (cfr. per es. <em>Corriere della Sera<\/em> del 3 luglio 2005), celebrando nell&#8217;Islam la salvezza del pensiero greco, quasi come se la cristianit\u00e0 lo avesse distrutto, e fosse pure responsabile<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Cit. in O. Fallaci, <em>La forza della ragione<\/em>, Rizzoli int., New York 2004, pp. 150 ss.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> \u00abI meriti dell&#8217;Occidente sarebbero quelli di aver portato a maturazione le premesse scientifiche date dall&#8217;islam, grazie alla sconfitta della Chiesa oscurantista, mentre nei paesi musulmani il progresso si sarebbe fermato soltanto perch\u00e9 essi avrebbero cessato di essere veramente musulmani\u00bb (P, Branca, <em>I musulmani e la societ\u00e0 civile in Europa<\/em>, &#8216;in <em>Ad gentes<\/em>, 2005, 2, p. 146): visione storiografica delirante, frutto di un&#8217;ideologia accecante. E il delirio collettivo \u00e8 pericolo grave.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> Questa affermazione si capir\u00e0 meglio leggendo il seguito.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> Cit. in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, 1972, IV, p. 76.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> Cit. in O. Fallaci, <em>La forza della ragione<\/em>, cit., p. 87.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> \u00c8 vero che trascura le controspinte indotte dal tasso di crescita economica che in Italia non \u00e8 n\u00e9 <em>cinese<\/em> n\u00e9 <em>indiano<\/em>. Ma non va escluso che tenga conto dei petrodollari, che potrebbero finanziare anche un certo sviluppo economico accelerato delle comunit\u00e0 islamiche europee, e dunque la sostenibilit\u00e0 di un loro tasso di crescita elevato. Vi \u00e8 infatti grande differenza tra immigrazione islamica e polacca o filippina. L&#8217;immigrazione normale produce lavoro e consuma beni e servizi prodotti dal Paese che la accoglie. Invece l&#8217;immigrazione <em>islamica tende ad esportare Isilm e a consumare Islam<\/em>. E questo non solo aprendo esercizi commerciali dove si vendono sciarpe pakistane, ma anche aprendo banche, macellerie e <em>internet point<\/em>, moschee, scuole islamiche, ecc. Anche se non si pu\u00f2 parlare di autocrazia islamica, vi \u00e8 un modello socioeconomico di sviluppo che \u00e8 atipico, molto diverso da quello dell&#8217;immigrazione italiana in America.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> Per capire meglio occorre fare un notevole passo indietro, ricordando che l&#8217;Arabia Saudita \u00e8 governata da wahhabiti, discendenti di una setta di riformatori religiosi del sec. XLX, il cui motto era \u00absolo Corano\u00bb: da qui <em>sharia<\/em> e assolutismo monarchico. E quando il wahhabita Feisal incontra Andreotti, il suo programma \u00e8 nitido. Per lui la politica \u00e8 al servizio della fede: non avrebbe nessun senso una diversa visione delle cose. Ecco perch\u00e9 Andreotti sottolinea l&#8217;aranciata. Feisal non dimentica mai di essere musulmano, perch\u00e9 per lui esser tale viene prima di ogni altra cosa, anche del bon fon diplomatico. In breve: nel dopoguerra il mondo islamico fu unito nel riconoscere obiettivo comune la lotta contro l&#8217;invasione sionista, ma non nel concepire il modo di quella lotta; e solo una parte antepose quelle motivazioni religiose che col tempo rimasero le uni-che possibili.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>27)<\/strong> In Kosovo e in Bosnia il programma ha avuto successo, con la costituzione di due entit\u00e0 islamiche, politicamente autonome. In Cecenia il successo \u00e8 stato sfiorato. In Nigeria i cristiani sono a mal partito, e la <em>shari&#8217;a<\/em> \u00e8 stata imposta in larghe aree del Paese. Addirittura in Somalia gli americani sono usciti con le ossa rotte. Ma, si dir\u00e0, in Europa i musulmani non raggiungono il 5%: vero. Tuttavia potrebbero tentare ci\u00f2 che hanno fatto in Bosnia e in Kosovo; che gi\u00e0 hanno tentato nelle Filippine, a Timor Est e tuttora in Thailandia. Per aprire le ostilit\u00e0 non \u00e8 necessario arrivare al 50%: \u00e8 sufficiente divenire maggioranza in qualche piccola area. A quel punto scatta il programma di secessione, con una parte della maggioranza non musulmana che improvvisamente si ritrova minoranza, come i serbi nel Kosovo, ecc. \u00c8 nella luce di una tale strategia che si deve considerare, per esempio, il progetto di Abdul Kadir Fadl Allah Mamour, presentato al sindaco diessino di Carmagnola, di costruire in Italia la prima \u00abcitt\u00e0 islamica\u00bb, ossia la prima testa di ponte per una islamizzazione della vita civile italiana. Cfr. O. Fallaci, <em>La forza della ragione<\/em>, cit., p. 84. Certo, una cittadella di 30.000 abitanti alle porte di Torino cosa sar\u00e0 mai, quando a Londra il <em>londonistan <\/em>conta 700.000 musulmani? Ma \u00e8 appunto questo il problema: l&#8217;imitazione di un modello gi\u00e0 esistente. A Rimini o Milano vi sono vie dove la gente abbandona le attivit\u00e0 commerciali, per il progressivo espandersi del commercio islamico. Il National Intelligence Council ha previsto che entro il 2005 la popolazione islamica europea sar\u00e0 raddoppiata per il solo effetto della natalit\u00e0. Islamizzare \u00e8 una realt\u00e0 in atto, di cui Al Qaeda \u00e8 solo un modo.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>28)<\/strong> Come se l&#8217;Islam creasse uno<em>jus<\/em> proprio e autogestito. Logico allora che poi si taglino le dita a chi ruba, si accoltelli chi tradisce l&#8217;Islam, e tutto il resto.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>29)<\/strong> Accettare il primo significa accogliere il principio che i cittadini non siano uguali davanti alla Costituzione e alla legge, perch\u00e9 su alcune materie il referente giuridico per alcuni non \u00e8 lo Stato. Ma se si concede questo all&#8217;Islam, diventa incoerente che lo Stato pretenda di sciogliere matrimoni celebrati in chiesa: l&#8217;etica religiosa non pu\u00f2 avere valenza giuridica in un caso e non nell&#8217;altro. E se poi si estende la legislazione per favorire l&#8217;Islam, <em>a fortiori<\/em> ci\u00f2 si esigerebbe per la tutela di valori cristiani. N\u00e9 \u00e8 tanto evidente una via media che risolva nascenti conflitti (crocifisso, ecc.).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>30)<\/strong> Islam e non <em>mondo musulmano<\/em>. Il cit. voi. III della <em>Storia della scienza<\/em> dell&#8217;Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani si avvale di molti professori musulmani, ben consapevoli dell&#8217;eredit\u00e0 cristiana o delle influenze occidentali.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>31)<\/strong> Sorprendentemente, si tratta di una posizione teologica solidissima, perch\u00e9 se il Corano \u00e8 Parola di Dio, non vi sono alternative. Il cristianesimo non ha questo problema solo per due motivi strutturali. Il primo \u00e8 che il Verbo di Dio \u00e8 anche una Persona divina, dunque un essere vivo inesauribile. Il secondo \u00e8 in Gv 16,12: \u00abMolte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso\u00bb. Ges\u00f9 si manifesta e rivela il Padre e il mistero trinitario, ma non senza residui. Ci\u00f2 significa che la Rivelazione \u00e8 un processo infinito, aperto. L&#8217;Islam, scandalizzato dall&#8217;idea di un Dio finitizzato nella carne, lo finitizza &#8211; seguendo il modello ebraico &#8211; nella carta. Ecco perch\u00e9 il cristianesimo pu\u00f2 reggere la modernit\u00e0 e l&#8217;Islam no. Qui \u00e8 il nodo strutturale che viene al pettine.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>32)<\/strong> Cfr. per esempio <em>Contro Felice<\/em>, n, 5 s.; e soprattutto <em>Contro Petiliano<\/em>, n, LXX, 177: \u00abGes\u00f9 Cristo non ha perseguitato nessuno: Egli era venuto a stabilire la fede, non con la costrizione, ma con l&#8217;invito a credere\u00bb.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>33)<\/strong> Questo pone un problema rilevante, perch\u00e9 molte posizioni della sinistra, soprattutto di politica estera, scendono da una lettura degli eventi in chiave di materialismo storico. E quando ci\u00f2 avviene in modo sistematico porta a fraintendimenti gravissimi della realt\u00e0. Questo dovrebbe allarmare non poco chi da tale atteggiamento non sia affetto. In effetti la Margherita a fine settembre 2005 ha organizzato a Venezia un convegno su \u00abIslam e democrazia\u00bb che segna una certa discontinuit\u00e0 ideologica, puntualmente rilevata da Angelo Panebianco (cfr. <em>Corriere della Sera<\/em>, 30 settembre 2005). Vedremo quali saranno gli esiti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>34)<\/strong> \u00abOggi le frontiere diventano sempre pi\u00f9 mobili: sia quelle geografiche sia quelle dell&#8217;informazione. Risultato: il geografico diventa sempre meno circoscritto\u00bb (P. Vanzan, <em>Oltre la multiculturalit\u00e0<\/em>, in <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>, 2002,1, p. 375). In altri termini gli \u00abimmigrati sono al contempo laggi\u00f9 e qui\u00bb (ibid., p. 371) e perci\u00f2 comunicano le trasformazioni che vivono destabilizzando il quadro dei Paesi di origine proporzionalmente alle loro trasformazioni e all&#8217;intensit\u00e0 dei flussi migratori. Ecco perch\u00e9 da un lato i confini geografici perdono vigore rispetto alla culturalit\u00e0; da un altro si generano controspinte che non solo tendono a proteggere lo <em>status quo<\/em> destabilizzato, ma per farlo devono disincentivare i cambiamenti e l&#8217;integrazione dei flussi migratori. E questo \u00e8 il motivo per cui i costumi occidentali disturbano anche a 10.000 km di distanza, a prescindere dall&#8217;esistenza di truppe di occupazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>35)<\/strong> Di questi tentativi ne furono fatti altri, per esempio dando valore metaforico alle metamorfosi coraniche, invece di un valore letterale, ecc.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>36)<\/strong> H. K\u00f9ng forse non sarebbe d&#8217;accordo. In effetti la teoria dei paradigmi (cfr. il suo <em>Progetto per un&#8217;etica mondiale<\/em>, Rizzoli, Milano 1991, p. 156 ss.) prevederebbe sia una dipendenza dell&#8217;Islam dall&#8217;apocalittica giudeo-cristiana, sia un cambiamento di paradigma islamico a cavallo dei secc. XVII-XVIII. L&#8217;applicazione alla storiografia religiosa delle teorie di K\u00f9ng non \u00e8 da scartare a priori, ma esigerebbe un&#8217;argomentazione organica che in questo testo di K\u00f9ng latita. E, in particolare, andrebbe chiarito a quali mutamenti islamici tra i secc. XVII-XVin si alluda.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>37)<\/strong> Secondo Khomeyni, \u00abin considerazione del fatto che il governo islamico \u00e8 il governo della Legge, soltanto l&#8217;esperto della Legge stessa e nessun altro dovrebbe detenere la responsabilit\u00e0 del potere\u00bb, perch\u00e9 \u00ab\u00e8 il solo che possa governare come Dio ha ordinato\u00bb (Id., <em>Il governo islamico<\/em>, cit. in G. De Rosa, <em>Gli sciiti ieri e oggi<\/em>, cit., p. 250).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>38)<\/strong> E questo dice ancora l&#8217;assurdo di un&#8217;Europa che si pretende laica e priva di radici cristiane.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>39)<\/strong> Emblematico che Abdelaziz Bouteflika gi\u00e0 partecipando al Meeting di Rimini nel 1999 avesse citato Agostino. Sarebbe curioso sapere se l&#8217;idea del Congresso Internazionale nacque proprio in quella circostanza, o in seguito a essa.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>40)<\/strong> Certo in USA e in Europa qualche <em>imam <\/em>canta fuori dal coro. Ma questi casi non vanno sopravvalutati, almeno finch\u00e9 tali moderati non diverranno fondatori di qualche Facolt\u00e0 coranica modernista.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>41)<\/strong> Molti in assoluto, ma percentualmente pochi. Nei Paesi in cui non si parla correntemente l&#8217;arabo &#8211; i pi\u00f9 &#8211; solo minoranze molto istruite possono accedere direttamente al testo. Ricordiamo anche l&#8217;alta percentuale di donne analfabete o semianalfabete del Marocco, ecc. Sono musulmane, ma non sanno che pochissime sure a mente. Di fatto si adeguano alle prescrizioni sociali che ricevono. L&#8217;Islam \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;interpretazione \u00abclericale\u00bb del mondo e della vita.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>42)<\/strong> Purtroppo ci\u00f2 avviene anche grazie al &#8220;buonismo&#8221; di sinistra. Sulle prime ci\u00f2 stupisce molto: \u00e8 una stranezza che le medesime persone che attaccano il Papa sol che dica una parola sulla famiglia e sull&#8217;etica, poi stendano tappetini a chi esige la poligamia, la deemancipazione femminile e, magari, l&#8217;infibulazione. Addirittura vi \u00e8 una sinistra che raccoglie finanziamenti pro terrorismo islamico (in particolare i CC\/cc postali 46676698 pro resistenza antimperialista irakena, e 57286221 per finanziare una Conferenza a sostegno dei compagni di Zarkawi, riferibili al Campo Antimperialista; pi\u00f9 altri in favore di Hamas, ecc.). Allora che si aiutino i palestinesi si pu\u00f2 capire, perch\u00e9 il colonialismo di Israele \u00e8 intollerabile. Ma risultati come quelli di Mazara del Vallo, dove ricompaiono i burka e i ragazzini musulmani crescono dissociati tra Islam-famiglia e societ\u00e0 civile, devono far riflettere sulla correttezza di politiche troppo concessive.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>43)<\/strong> Per ora l&#8217;idea opposta nasce essenzialmente dal fatto che negli USA l&#8217;Islam fino all&#8217;11 settembre non aveva dato particolari problemi (tranne un gravissimo attentato). E anche l&#8217;11 settembre gli attentatori venivano da fuori. Il 7 luglio di Londra ha invece chiarito quanto la stessa presenza islamica oggi destabilizzi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>44)<\/strong> Di Rushdie si sa; Farag Foda fu assassinato in Egitto nel 1992; Mahfuz, premio Nobel, fu pugnalato quasi a morte (1994); l&#8217;Universit\u00e0 Al-Ahzar ha disinfettato la propria biblioteca accademica, e le fiamme dell&#8217;alcool non hanno risparmiato neppure <em>Il profeta<\/em> di Gibran. Dunque alla fine del II Millennio siamo ancora all&#8217;incendio della biblioteca di Alessandria. E sarebbe interessante sapere cosa si \u00e8 salvato: non certamente tutto Voltaire o Dante. Nella prima met\u00e0 del 2000 in Egitto 12.000 studenti universitari arrivarono a duri scontri di piazza con la pretesa di sequestrare un&#8217;opera di Haidar Haidar. In Algeria fu assassinato Muhammad Boukobza, n\u00e9 fu l&#8217;unico intellettuale a perdere la vita. Rashid Boudjedra fu pi\u00f9 volte incarcerato. In Marocco fu vietato di espatriare a Mohamed Chouk-ri; nel Bengala nel 1994 fu chiesta la condanna a morte di Taslima Nasreen, che si salv\u00f2 solo per aver ottenuto la protezione della Svezia, e la cui colpa era un libro che narrava la persecuzione islamica contro una famiglia ind\u00f9. I libri della siriana Ghada Samman sono stati bruciati in quasi tutto il mondo arabo, Assia Djebar, algerina, deve vivere in esilio, ecc.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">45) <em>Le lettere di Jacopo Ortis<\/em> erano vendute e presenti nelle biblioteche senza che alcuno protestasse. E anche non pochi bravi cattolici e parroci le lessero.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>46)<\/strong> L&#8217;Islam pu\u00f2 essere tollerante &#8211; e neppur sempre &#8211; con minoranze non islamiche, che \u00e8 cosa molto diversa dal nostro concetto di tolleranza. E infatti ci\u00f2 ha a corollario l&#8217;unicit\u00e0 di fede e Stato, ossia il concetto di <em>Stato islamico<\/em>. Non esiste propriamente Islam se non nello Stato islamico, dove non \u00e8 concesso che vi siano due o pi\u00f9 interpretazioni compossibili dello Stato stesso, tra loro in competizione dialettica<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>47)<\/strong> Un padre musulmano ha ammazzato la figlia per essersi messa i jeans. Se si arriva a tanto, cosa si far\u00e0 verso coloro che le hanno mostrato quanto andare in jeans fosse bello? Pensare di essere al riparo \u00e8 da illusi. Anche senza le bombe di Londra, Fortuym e van Gogh mostrano con chiarezza che chi tocca i fili muore. Il 16 gennaio 2002 Ornar, marocchino impiantato a Eboli, sub\u00ec il taglio di quattro dita con una scimitarra, come <em>punizione islamica<\/em> per aver rubato. H 26 maggio 2002 Hassan Razine, clandestino, accoltell\u00f2 un altro clandestino diciannovenne che, frequentando la parrocchia, tradiva l&#8217;Islam. Il 19 aprile 2004 Ali Abu Shwaima, <em>imam<\/em> della moschea di Segrate, fu accoltellato ferocemente da un giovane marocchino, che riteneva la sua guida spirituale troppo moderata. Purtroppo l&#8217;integralismo islamico estremista \u00abdi fatto ormai controlla la gran parte delle moschee di tutto l&#8217;Occidente\u00bb (Magdi Allam, <em>Vincere la paura<\/em>, Mondadori, Milano 2005, p. 87). A Cremona, nel 2004, nell&#8217;alloggio di un esponente islamico \u00e8 stato rinvenuto del materiale propagandistico di questo tenore: \u00abL&#8217;Islam \u00e8 una religione di clemenza e bisogna dunque avere piet\u00e0 dei miscredenti. Tale piet\u00e0 bisogna metterla in pratica ammazzandoli, combattendoli, uccidendoli, tagliando loro la testa, lapidandoli, massacrandoli. [&#8230;] questa \u00e8 la piet\u00e0: salvare il mondo da loro stessi, gli occidentali\u00bb (ibid., p. 93 s.). L&#8217;integrazione non dipende solo da chi accoglie, contrariamente a ci\u00f2 che qualcuno vuoi far credere.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>48)<\/strong> Per esempio Amin Maalouf \u00e8 dell&#8217;avviso che la ricetta della tolleranza passi attraverso la multi-identit\u00e0. Cfr. <em>Corriere della Sera<\/em>, 29 settembre 2000.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>49)<\/strong> E infatti \u00e8 stata giustamente chiusa una scuola islamica di Milano. Ma dal punto di vista dei principi liberaldemocratici, perch\u00e9 chiudere scuole islamiche,.e permettere quelle ebraiche? Non vi \u00e8 cos\u00ec una evidente differenza di trattamento in base alla religione professata? Ed \u00e8 proprio sulla debolezza della nostra Costituzione, analoga a quella di altri Paesi occidentali che recepiscono la libert\u00e0 di associazione religiosa, che il jihadismo fa leva.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>50)<\/strong> Si tratta di una pubblicazione del gruppo L&#8217;Espresso: in pratica uno dei pi\u00f9 autorevoli pensatoi di politica estera della sinistra italiana.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>51)<\/strong> \u00abUna struttura di difesa nasce sempre come risposta a problemi reali [&#8230;]; in seguito si sviluppa e si perfeziona come apparato [&#8230;] che tende a produrre e a stabilizzarsi attorno ad un&#8217;immagine di s\u00e9 che ne autolegittima la funzione; poi, quasi una nemesi, vive l&#8217;arroganza di voler estendere questa autoreferenziale visione del mondo oltre i confini dei propri specifici ambiti di funzionamento [&#8230;], rinserrandosi dentro se stessa come fosse una piccola &#8220;cittadella del bene&#8221; assediata dal male circostante\u00bb (R. Bulzariel-lo, <em>II velo di Sais<\/em>, Mimesis, Milano 2005, p. 11).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>52)<\/strong> Difficile a credersi che i giornalisti di <em>Repubblica<\/em> e de <em>l&#8217;Unit\u00e0<\/em> non leggano <em>Limes<\/em>. Se leggono la rivista, perch\u00e9 non trarne le dovute conseguenze sul piano dell&#8217;informazione dell&#8217;opinione pubblica?<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>53)<\/strong> \u00c8 consolante il successo giornalistico del moderato al-Rashed,&#8217;direttore di <em>AI Arabiya<\/em> (cfr. Magdi Allam, <em>Vincere la paura<\/em>, cit, p. 176). Purtroppo il problema \u00e8 che una cosa \u00e8 non essere jihadisti, tutt&#8217;altra ritenere il jihadismo un crimine. Per arrivare a tanto occorre reinterpretare il Corano e dichiarare alcune sure bellicose annullate da altre. \u00c8 a questo livello che troviamo minoranze convinte, ma anche ferocemente perseguitate.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>54)<\/strong>\u00a0 \u00abEditoriale\u00bb, in <em>Limes<\/em>, 2004,1, p. 19 ss.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>55)<\/strong> II problema delle tecniche di depotenziamento della forza virale dell&#8217;Islam \u00e8 complesso e occorre distinguere piani molteplici: individuale, sociologico, politico, islamico e di forza pubblica. A livello individuale stabilire rapporti amichevoli \u00e8 ovviamente meglio che suscitare risentimenti. A livello sociologico \u00e8 per\u00f2 vero che in larghe fasce islamiche il risentimento gi\u00e0 esiste; e in gran parte \u00e8 effetto della fase-i, che a sua volta sfrutta sul piano propagandistico ci\u00f2 che pu\u00f2 (soprattutto il neocolonialismo israeliano e la corruzione dei costumi promossa dal laicismo occidentale). In pi\u00f9 si pone il problema dei flussi migratori, della costituzione di ghetti islamici, dell&#8217;influenza del fondamentalismo, ecc. Sul piano politico il corretto approccio \u00e8 quello negoziale, che concede, ma con attenzione alla concretezza delle contropartite. I governanti musulmani non sono tipologicamente omogenei: l&#8217;Iran non \u00e8 la Tunisia. Ma d&#8217;altra parte Gheddafi non sembra esempio specchiato di fedelt\u00e0 alla parola data. Perci\u00f2 nel negoziato occorre saper chiedere 1.000 per ottenere 100. Se invece si ha l&#8217;ingenuit\u00e0 di chiedere 100, \u00e8 probabile che si otterr\u00e0 10. Invece a livello propriamente islamico la difficolt\u00e0 \u00e8 massima. Certo \u00e8 opportuno enfatizzare il dialogo con gli <em>imam<\/em> pi\u00f9 aperti. Ma la sensazione \u00e8 che sia assai difficile che un dialogo interreligioso o interculturale ottenga ci\u00f2 che fino a oggi non hanno ottenuto gli intellettuali musulmani pi\u00f9 progressisti. Perci\u00f2 non si vede cosa si possa programmare tanto oltre il sostegno del dissenso islamico. <em>Extrema ratto<\/em>, le tecniche dell&#8217;antiterrorismo, del controspionaggio, ecc. E tuttavia \u00e8 del tutto verosimile che sia molto pi\u00f9 efficace la preghiera e il sacrificio. Il livello della minaccia \u00e8 infatti tale da rendere poco plausibile una reale capacit\u00e0 di contrasto da parte dei servizi segreti, tanto pi\u00f9 che non tutti hanno Scotland Yard, per non dire altro.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>56)<\/strong> \u00abEditoriale\u00bb, in <em>Limes,<\/em> 2004,1, p. 20.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>57)<\/strong> Si \u00e8 voluto che lo Stato facesse un passo indietro in economia: non \u00e8 detto che la stessa strategia non si possa esplorare anche in etica, trasferendo alle comunit\u00e0 religiose alcune competenze giuridiche, e modificando convenientemente la Costituzione. Che ci\u00f2 basti a disinnescare la bomba islamica non si pu\u00f2 dire, ma neppure escludere.<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">(<a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=2035\">torna all&#8217;articolo<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studium n.1 gennaio\/febbraio 2006 di Roberto AM. Bertacchini e Piersandro Vanzan S.J.<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-questione-islamica-note\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32438,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,111],"tags":[161],"class_list":["post-2036","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-islam","category-islam-in-europa","tag-islam-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La questione islamica (Note) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-questione-islamica-note\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La questione islamica (Note) - 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