{"id":2025,"date":"2006-05-11T00:00:00","date_gmt":"2006-05-10T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-16T14:42:30","modified_gmt":"2016-06-16T12:42:30","slug":"introduzione-alla-realt-totale-il-rischio-educativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/introduzione-alla-realt-totale-il-rischio-educativo\/","title":{"rendered":"Introduzione alla realt&agrave; totale. Il rischio educativo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35030\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/05\/educare.jpg\" alt=\"educare\" width=\"250\" height=\"187\" \/>Supplemento a <strong>Litterae Communionis-Tracce<\/strong> n.4 aprile 2006<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trascrizione della conferenza del 20 giugno 1985 a Milano, presso la Sala Capitolare della basilica di Santa Maria della Passione a cura dell\u2019U.C.D. (Unione Cattolica Imprenditori Dirigenti)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di mons. <strong>Luigi Giussani<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Mi permetto cominciare questo accenno a quelli che, a mio avviso, costituiscono i fattori fondamentali del problema educativo. Non possiamo dimenticare, specialmente per i continui richiami del Papa nei suoi discorsi, che il problema educativo \u00e8 il problema capitale in una societ\u00e0 che abbia una consapevolezza civile minimamente evoluta. Io mi ricordo che i primi anni in cui facevo religione, spesso, negli alterchi e nella dialettica in classe, dicevo: \u00abPer favore, mandateci in giro, noi clero, nudi per le strade, toglieteci tutto, ma non toglieteci la possibilit\u00e0 educare\u00bb. E con mia amarezza ho dovuto constatare negli anni seguenti (perch\u00e9 queste cose le dicevo trent anni fa) che abbiamo cercato tutto, ma sacrificato la libert\u00e0 educativa.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei iniziare gli accenni a quelli che mi sembrano i valori, i tratti fondamentali del fenomeno educativo, con un brano di Eliot. Insieme a Leopardi, \u00e8 il mio poeta preferito, per cui lo leggo quasi ogni giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E la Chiesa deve sempre edificare, e sempre decadere, e dev&#8217;essere sempre restaurata.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Noi subiamo le conseguenze di tutte le cattive azioni del passato:<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Dell&#8217;ignavia, dell&#8217;avarizia, della gola, della dimenticanza del Verbo di Dio,<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Dell&#8217;orgoglio, della lussuria, del tradimento, di tutte le azioni [cattive] peccaminose.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>E di tutto ci\u00f2 che fu fatto ed era buono, di questo avete l&#8217;eredit\u00e0.<br \/>\n<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 le buone e le cattive azioni appartengono a un uomo solo, quando se ne sta solo dall&#8217;altra parte della morte,<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em><br \/>\nMa qui sulla terra avete la ricompensa del bene e del male che fu fatto da quelli che vi hanno preceduto.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>E potete riparare a tutto ci\u00f2 che \u00e8 male procedendo insieme in umile pentimento, per espiare i peccati dei vostri padri.<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>E tutto ci\u00f2 che era buono dovete lottare per mantenerlo con cuore devoto come fu devoto il cuore di quelli, fra i vostri padri, che lottarono per conquistarlo<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La Chiesa deve edificare di continuo, perch\u00e9 \u00e8 continuamente minata dall&#8217;interno e attaccata dall&#8217;esterno;<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Perch\u00e9 questa \u00e8 la legge della vita; e dovete [infatti] ricordare che in tempo di prosperit\u00e0<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>II popolo dimenticher\u00e0 il Tempio, e in tempo di avversit\u00e0 gli sar\u00e0 contro\u00bb<\/em> (1).<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>[1]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho voluto rileggere questo brano innanzitutto perch\u00e9, come ho gi\u00e0 impazientemente accennato prima, il primo fattore fondamentale del fenomeno educativo viene proclamato. Il fenomeno educativo \u00e8 evidentemente un presente (fosse un vestigio del passato, \u00e8 nel presente che pu\u00f2 diventare educazione), \u00e8 un rapporto presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per educare&#8230; Un buon teologo austriaco mi ha dato quella che io ritengo la definizione migliore di educazione che abbia trovato fino ad ora: dice che l&#8217;educazione \u00e8 l&#8217;\u00abintroduzione alla realt\u00e0 totale\u00bb (2). Ma perch\u00e9 l&#8217;uomo deve essere educato, cio\u00e8 introdotto alla realt\u00e0 totale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;uomo <\/em>&#8211; osserva continuamente il Papa quando parla di educazione o di cultura, che in fondo \u00e8 lo stesso, perch\u00e9 l&#8217;educazione \u00e8 lo strumento principe della cultura e ultimamente le due parole hanno due radici che si richiamano &#8211; <em>deve essere educato perch\u00e9 diventi pi\u00f9 se stesso, si realizzi<\/em>. L&#8217;uomo, infatti, non si realizza se non attraverso l&#8217;incontro con altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse qualcheduno di loro ricorda la Sinfonia pastorale di Gide (3) &#8211; mi pare ne fecero anche un film, ma io non vedo film da decenni -, dove Gide narra di un pastore protestante che a Natale fece la visita alle sue &#8220;pecorelle&#8221; ed entr\u00f2 anche in una capanna molto povera, dal tetto molto spiovente, fin quasi a terra. In quella povera abitazione, mentre stava parlando coi due vecchissimi abitanti, s&#8217;accorse che quello che gli sembrava un mucchio di stracci, proprio nel sottotetto, si muoveva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora si incurios\u00ec, si alz\u00f2, s&#8217;avvicin\u00f2: c&#8217;era, sotto il mucchio di cenci, una ragazza dall&#8217;apparente et\u00e0 di diciassette anni. Questa ragazza era cieca e sorda, e quindi muta. Era nata cieca e sorda, e quindi era rimasta muta. I due abitanti della capanna erano i nonni. La madre, loro figlia, aveva dato alla luce quella creatura ed era morta mentre la dava alla luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I nonni avevano incominciato a fare tutti i versi caratteristici per destare la reazione della bambina, ma essa era cieca e sorda e perci\u00f2 non recepiva nulla. Ignoranti e gi\u00e0 stanchi, perch\u00e9 vecchissimi, l&#8217;avevano semplicemente lasciata l\u00ec, sempre nello stesso posto, dandole semplicemente da mangiare. Era cresciuta, dice Gide, evidentemente, come una bestia. Allora, il pastore protestante si incarica della riabilitazione, del recupero di quella creatura, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, \u00e8 vero il contenuto primo del romanzo: che <em>l&#8217;uomo si sviluppa per rapporto, per contatto con altro<\/em>. L&#8217;altro, tanto \u00e8 originariamente necessario perch\u00e9 l&#8217;uomo esista, altrettanto \u00e8 necessario perch\u00e9 l&#8217;uomo s&#8217;avveri, si inveri, diventi sempre pi\u00f9 se stesso. Per questo l&#8217;uomo \u00e8 destinato, per un compimento di s\u00e9, all&#8217;orizzonte totale. Perci\u00f2, potenzialmente almeno, l&#8217;educazione deve mirare a introdurre l&#8217;uomo nella realt\u00e0 totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questa realt\u00e0 totale, o questa realt\u00e0 con cui il soggetto si impatta, con che occhi, vale a dire con che criteri, vale a dire con che &#8220;ipotesi di significato&#8221; sar\u00e0 affrontata? Non ci fosse un&#8217;ipotesi di significato, non ci fosse un precedente punto di vista, quanto minor valore avrebbe tutto ci\u00f2! Basta entrare in questa sala: quanto \u00e8 diversa la reazione che uno prova di fronte a questi capolavori a seconda dell&#8217;evoluzione che la sua coscienza ha avuto!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>[2]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, un genitore &#8211; identificando nel genitore, giustamente, l&#8217;educatore per eccellenza, per natura -, in base a quali termini introdurr\u00e0 il figlio nel rapporto con la realt\u00e0? Senza una proposta, il rapporto con la realt\u00e0 \u00e8 puramente reattivo, sarebbe come se cominciasse sempre da capo, sempre da zero, pura reattivit\u00e0 &#8211; istintiva o d&#8217;opinione -, ma non sarebbe mai una conoscenza nel senso pieno del termine. Insisto con i giovani nell&#8217;uso del termine, della formula scientifica, &#8220;ipotesi di lavoro&#8221; perch\u00e9 un uomo conosce solo in base ad una ipotesi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0La genialit\u00e0 dell&#8217;uomo sta nel reperimento d&#8217;una ipotesi di lavoro pi\u00f9 adeguata. Io dico che l&#8217;ipotesi di lavoro in base alla quale un genitore introduce nella realt\u00e0 il figlio si chiama &#8220;passato&#8221; \u00e8 il passato. Ho detto che il fenomeno educativo si gioca nell&#8217;istante, in un presente. Ma cos&#8217;\u00e8 un presente, un istante? L&#8217;istante presente \u00e8 nulla: la sua densit\u00e0, la sua ricchezza \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 del passato, compreso l&#8217;istante precedente. Nell&#8217;istante presente, soltanto entra in gioco quella cosa misteriosa che si chiama libert\u00e0, che manipola in qualche modo ci\u00f2 che arriva dal &#8220;precedente&#8221; dal passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio dire che la prima condizione o <em>il primo fattore fondamentale<\/em> d&#8217;una educazione \u00e8 la tradizione, \u00e8 <em>la ricchezza di una tradizione<\/em>. Senza questo non esiste possibilit\u00e0 di educazione o l&#8217;educazione diminuisce, s&#8217;appiattisce, pu\u00f2 diventare un encefalogramma a risultato piatto. Il primo fattore \u00e8 la ricchezza della tradizione. Questa \u00e8 la grande, pi\u00f9 o meno ricca, ipotesi o punto di vista con cui la natura assiste la nuova creatura nell&#8217;impatto con la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avventura in cui la natura, l&#8217;esistenza, butta la nuova creatura \u00e8 carica di dote. Non \u00e8 spoglia, nuda, neutra, ma \u00e8 carica di dote, e questa dote si chiama &#8220;il passato&#8217;! Insisto nell&#8217;osservare &#8211; Solzenicyn ha in questo senso delle pagine bellissime, ma \u00e8 una sua idea insistente &#8211; che un regime, nel senso cattivo del termine, un potere che voglia essere potere sugli uomini, sul popolo, innanzitutto deve tagliare i rapporti del popolo che gli \u00e8 soggetto con il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 un popolo che non tagli con il passato, a cui non venga come svuotata la memoria, annullata &#8211; dice Solzenicyn &#8211; la memoria, ha una potenzialit\u00e0 di giudizio e quindi di critica, e quindi una potenzialit\u00e0 di ribellione, grande. Inversamente, quanto pi\u00f9 grande \u00e8 la ricchezza di una tradizione proposta, tanto pi\u00f9 il giovane, l&#8217;educando, ha una pacificit\u00e0 di rapporto con chi lo precede, con chi \u00e8 pi\u00f9 grande, col padre e con la madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La cura della tradizione<\/em>. Ma questo significa che l&#8217;attore o il mediatore dell&#8217;offerta, il genitore, deve essere il pi\u00f9 possibile consapevole di ci\u00f2 che passa. Non \u00e8 assolutamente identificabile la consapevolezza con la ricchezza, perch\u00e9 la maggior parte, forse anche, della ricchezza viene comunicata, pu\u00f2 essere comunicata anche senza consapevolezza critica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quanto pi\u00f9 \u00e8 consapevole criticamente, tanto pi\u00f9 esplosivo \u00e8 il fascino che la tradizione esercita. Io credo che la sicurezza o la stabilit\u00e0 o l&#8217;equilibrio psicologico di una persona sia estremamente legato alla positivit\u00e0 di una proposta che riassuma -per la sua vita che si agita, nuova &#8211; il passato, la tradizione. Un senso per la vita, un significato per la vita non pu\u00f2 non essere innanzitutto identificato dentro un passato, o da un passato offerto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la parola &#8220;tradizione&#8221; non significa semplicemente un magazzino di notizie, di dati o di abitudini comportamentali, ma significa innanzitutto un senso di essi. Perci\u00f2 un&#8217;educazione &#8211; sono pronto a qual-siasi discussione su questo, desideroso di imparare se per caso esagerassi &#8211; innanzitutto \u00e8 dipendente e proporzionale alla devozione, alla fedelt\u00e0 e alla coscienza del passato che l&#8217;educatore ha.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>[3]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, questo sottolinea il <em>secondo fattore<\/em> del processo educativo. <em>La tradizione, come proposta, si attua nella figura dell&#8217;educatore<\/em>. Non credo che esistano affermazioni pi\u00f9 prive di senso di quella, pur cos\u00ec <em>r\u00e9pandue<\/em>, che il genitore non debba dare al figlio idee, sentimenti, valori, che il figlio crescendo si dovrebbe scegliere da s\u00e9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Niente di pi\u00f9 insensato, perch\u00e9 niente di pi\u00f9 innaturale. Un padre e una madre sono tali non solo perch\u00e9 danno latte prima e risotto poi al figlio che cresce; un padre e una madre danno loro stessi, un padre da se stesso al figlio, altrimenti l&#8217;ideale &#8211; mi perdonino &#8211; sarebbe avere un padre scemo e una madre idiota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente, se con lo svolgersi degli anni la mia vita acquista stima e devozione, commozione nella memoria e gratitudine sempre pi\u00f9 vasta, per il mio povero papa e per la mia povera mamma, \u00e8 perch\u00e9, quanto pi\u00f9 il tempo passa, tanto pi\u00f9 m&#8217;avvedo di ci\u00f2 che fu il mio povero padre, di ci\u00f2 che \u00e8 stata mia madre: scopro ricchezze in loro, nelle loro parole e nei loro atteggiamenti, cui non avevo certo fatto caso, n\u00e9 prima n\u00e9 dopo, per tanto tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, quando la mia povera mamma &#8211; lo ricordo spesso &#8211; veniva a darmi il bacio della buona notte e, rincalzandomi le coperte del letto, tutte le sere (prima che io entrassi in seminario, perci\u00f2 per almeno dieci anni), cambiando sempre la frase, mi diceva: \u00abPensa ai bambini che non hanno il pap\u00e0, pensa ai bambini che non hanno la mamma\u00bb; \u00abPensa ai bambini che non hanno il tetto o che hanno il tetto &#8220;buco&#8221; e si bagnano quando piove\u00bb; \u00abPensa ai bambini che non hanno mangiato come oggi hai mangiato tu\u00bb, come ha sviluppato il senso delle relazioni questa frase breve, detta alla sera con noncuranza, senza che io evidentemente ne capissi il valore, soltanto commovendomi qualche volta!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ho capito decine di anni dopo come debbo una certa sensibilit\u00e0, lo sviluppo di una certa sensibilit\u00e0, a quel comportamento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, quanto pi\u00f9 \u00e8 ricco di consapevolezza e di contenuti il soggetto educatore, la sua parola, il suo atteggiamento&#8230; Da questo punto di vista vorrei fare un&#8217;osservazione che qualche volta ha suscitato &#8211; ho visto &#8211; una certa reazione nel pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dico che la questione principale circa l&#8217;atteggiamento dell&#8217;educatore non sta tanto nella coerenza dal punto di vista etico. Anche perch\u00e9 il ragazzo, evolvendosi, superato un certo momento dell&#8217;adolescenza, capisce benissimo che suo padre \u00e8 un uomo come tutti gli altri e sua madre \u00e8 una donna, una persona, come tutte le altre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;incoerenza nella vita pratica, concreta, suscita vari sentimenti, tra cui rabbia, se conviene, o quasi contentezza come avallo anche alle proprie fughe. Ma una cosa il giovane ha bisogno di vedere nel genitore, nell&#8217;educatore: la <em>coerenza ideale<\/em>. Quando i genitori insistono su certi valori e poi, nella valutazione dei casi della vita, nell&#8217;attenzione e nei suggerimenti per il futuro, non tengono mai conto dei valori su cui insistono, questo genera nel giovane uno scandalo, una ferita, che raramente pu\u00f2 essere curata, dico incurabile!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 il giovane ha innanzitutto un&#8217;esigenza logica, razionale, grandissima. Se mi insisti su questo ideale e poi in tutti i tuoi giudizi questo ideale non c&#8217;entra mai, questo crea la disistima! Pu\u00f2 darsi che io sottolinei unilateralmente riflessioni ed esperienze fatte, ma di quanto ho detto adesso sono persuaso. Il soggetto educativo deve essere quindi il pi\u00f9 possibile consapevole nella proposta che compie e mantenere un atteggiamento verso questa proposta che \u00e8 soprattutto un atteggiamento di coerenza intellettuale, di giudizio, e perci\u00f2 di suggerimento e di valutazione, adeguato a ci\u00f2 su cui insiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come \u00e8 pericoloso, no!, come \u00e8 distruttivo che il soggetto propositore sia contraddittorio nella scelta dei collaboratori, cio\u00e8 che i genitori facciano una proposta a livello di certi valori ultimi, dei significati, e l&#8217;insegnante a scuola, e la compagnia in cui si permette tranquillamente che il figlio vada, abbia insistentemente una proposta diversa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sarebbe deleterio o distruttivo se tutto fosse affrontato consapevolmente e criticamente: allora sarebbe un aspetto dell&#8217;introduzione dell&#8217;educando a tutta la realt\u00e0. Ma le ragioni debbono venire a galla! Tutto ci\u00f2 che \u00e8 censu-rato provoca o un disagio e un fermento inconsapevole, ma molto attivo, dal fondo del cuore, oppure fa passare cose contradditto-rie, rendendo l&#8217;animo sprovveduto di fronte alla necessit\u00e0 morale, alla necessit\u00e0 etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, oltre che consapevole della tradizione, il soggetto educatore deve compiere la grande fatica di identificare i collaboratori secondo la linea della preoccupazione che \u00e8 stata o che \u00e8 fondamentale nel rapporto con i propri figli. Su questo punto credo che si debba fare qualsiasi sacrificio, perch\u00e9 non esiste un attentato pi\u00f9 grande dell&#8217;incocrenza della linea propositiva a dei giovani. Io mi ricordo, al mio liceo Berchet, che una volta stavo uscendo e, nell&#8217;atrio che introduceva alla scala, una mamma stava entrando, molto agitata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appena mi ha visto con la \u00abvestina\u00bb, mi ha assalito dicendo: \u00abQui \u00e8 entrato mio figlio in quarta ginnasio, veniva con me in chiesa, diceva con me le orazioni; adesso, terza liceo classico, non vuole pi\u00f9 venire in chiesa, e la colpa \u00e8 sua, come insegnante di religione\u00bb. E io le ho detto: \u00abMa signora, in cinque anni, quante volte \u00e8 venuta ad interessarsi di come suo figlio si comportava a scuola da me, quale giudizio avessi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come mai non si \u00e8 mai preoccupata che suo figlio andasse col tale, col tale e col tale, continuamente? Come mai, soprattutto, signora, lei non si \u00e8 mai interessata di quanto diceva il professore di italiano &#8220;x&#8221; e il professore di filosofia e storia &#8220;y&#8221;?\u00bb, e le ho fatto i nomi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una coerenza di proposta \u00e8 una questione grave di sanit\u00e0 e di intensit\u00e0 di rendimento d&#8217;una personalit\u00e0. Paradossalmente, solo se un giovane \u00e8 aiutato a provare, a &#8220;verificare&#8221; &#8211; citer\u00f2 ancora tra poco questa parola &#8211; fino in fondo una coerente ipotesi di affronto della vita, sar\u00e0 anche capace, per lealt\u00e0, in forza dei valori reali acquisiti, anche di abbandonare quella strada e di progettarne un&#8217;altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma affrontare l&#8217;esistenza, o permettere che s&#8217;affronti l&#8217;esistenza, senza innanzitutto <em>essere leali con ci\u00f2 da cui si nasce<\/em>, cio\u00e8 dalla tradizione, attentamente e &#8220;criticamente&#8221; affrontata &#8211; ma spiego anche questo tra poco -, significa fare ancora una volta della propria reattivit\u00e0 il criterio del vivere: ho voglia, non ho voglia, mi piace, non mi piace, mi pare o non mi pare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, dico sempre ai giovani, l&#8217;uomo nasce con una delle due famose bisacce di Esopo dietro le spalle, e in questa bisaccia che sta dietro le spalle (lo spunto da Esopo \u00e8 puramente esterno, di immaginazione esterna) i genitori o chi per essi (chi vuole il bene del bambino) mettono tutto quello che credono opportuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo \u00e8 giusto, come abbiamo detto prima, perch\u00e9 \u00e8 naturale. Ma ad un certo punto, la stessa natura, in nome della quale si da al proprio figlio quello che sembra pi\u00f9 giusto, spinge il bambino, il ragazzo oramai, ad afferrare la bisaccia che sta dietro alle spalle e a buttarsela di fronte alla faccia, per guardarci dentro. \u00abButtare di fronte alla faccia\u00bb si indica con una parola italiana che deriva dal greco, la parola &#8220;problema&#8221; (&#8220;gettato davanti&#8221;), e \u00abrovistare dentro\u00bb per vedere se la questione vale o no viene indicato da un&#8217;altra parola italiana, che deriva ancora dal greco, che \u00e8 la parola &#8220;crisi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parola &#8220;crisi&#8221; o &#8220;critica&#8221; significa cogliere le ragioni, rendersi conto delle ragioni e perci\u00f2 dei limiti e dei non-limiti di una proposta. Senza abituare a questo lavoro, senza compiere la fatica di abituare a questo lavoro, l&#8217;educando cresce reattivamente, con la reattivit\u00e0 come ultimo criterio: reattivit\u00e0 psichica o reattivit\u00e0 mentale. Per\u00f2, questo processo, se l&#8217;adulto in qualche modo non l&#8217;ha compiuto o, con l&#8217;occasione del figlio, non impara a compierlo, come far\u00e0 ad aiutare il figlio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, innanzitutto la libert\u00e0 entra in gioco nella figura dell&#8217;educatore. Veramente, innanzitutto la libert\u00e0 \u00e8 entrata in gioco nell&#8217;atteggiamento che l&#8217;educatore ha assunto nei confronti del passato. Come \u00e8 triste una societ\u00e0 in cui nessuno veramente si da da fare per difendere la possibilit\u00e0 di comunicare l&#8217;eredit\u00e0 alle creature nuove che emergono! Dai giornali alla televisione e alla scuola, tutto pu\u00f2 creare un sipario e un coibente che impedisce il contatto vivo con i valori del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso siamo in un&#8217;et\u00e0 in cui nessuno pi\u00f9 ricorda. Jaca Book ha fatto una Storia della Chiesa (per bambini; <em>ndr<\/em>). Io ho notato che tutti gli adulti che hanno preso quei libri, li hanno letti imparando quello che non avevano mai sentito. Ed \u00e8 un sommario fatto per bambini, con le figure per bambini! Un cristiano, figlio della Chiesa, che non sa la storia della propria casa, come fa a percepire la profondit\u00e0 dei valori che gli vengono proposti? \u00c8 impossibile. Del resto, la nobilt\u00e0 di un sangue, di un cuore o di un animo, in una famiglia, la si vede innanzitutto dalla sensibilit\u00e0 alla storia della propria famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>[4]<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vorrei accennare al <em>terzo fattore<\/em> che entra in gioco nel processo educativo, ed \u00e8 soprattutto per questo terzo fattore che chiamo normalmente il fatto educativo un &#8220;rischio&#8221; \u00c8 l&#8217;aspetto pi\u00f9 drammatico, veramente drammatico. Credo che, tante volte, anzi, normalmente, poche siano le sorgenti di delusione o di dolore che i genitori possono avere dai figli come quello che viene suggerito a questo punto del discorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ho gi\u00e0 detto in altre parole: quello che viene proposto non pu\u00f2 semplicemente essere proposto. Non \u00e8 educazione proporlo e basta. Bisogna in qualche modo allenare, per quello che si pu\u00f2, la propria creatura a paragonare ci\u00f2 che gli si \u00e8 dato con la problematica cui lo sviluppo della vita lo rende aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;esperienza che il figlio crescendo compie &#8211; esperienza: cio\u00e8 l&#8217;impatto della realt\u00e0 con il soggetto -, l&#8217;impatto della realt\u00e0 con un soggetto \u00e8 come una presenza provocante. &#8220;Provocante&#8221; ha la stessa radice della parola cristiana &#8220;vocazione&#8221; (infatti, la vocazione &#8220;\u00e8&#8221; attraverso le provocazioni determinate da questo impatto). Queste provocazioni pongono domande a cui il giovane, l&#8217;educando, deve rispondere, davanti alle quali deve realizzare la sua responsabilit\u00e0, cio\u00e8 la sua capacit\u00e0 di risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, l&#8217;educazione deve implicare un aiuto ad esemplificare queste risposte, che \u00e8 in fondo quanto abbiamo detto prima parlando di &#8220;critica&#8221;. Occorre saper rendere ragione di ci\u00f2 che si da a loro. Rendere ragione non \u00e8 mai un fenomeno astratto. Rendere ragione vuoi dire mostrare come ci\u00f2 che io ti do &#8211; ragazzo mio &#8211; \u00e8 capace di farti affrontare l&#8217;interrogativo pi\u00f9 o meno drammatico, pi\u00f9 o meno appassionato, che la realt\u00e0 ti pone, in modo intelligente e cordiale, da uomo, pi\u00f9 che non quello che ti dice il tuo compagno o quello che ti ha detto il tuo professore in classe, o quello che ti ha fatto vedere la sequenza del film o quello che diceva Severino nel tale articolo sul <em>Corriere della Sera<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;educazione \u00e8 soprattutto in questo fenomeno che si chiama &#8211; in termine tecnico e anche scientifico &#8211; &#8220;verifica&#8221;: la <em>verifica dell&#8217;ipotesi<\/em>. Ora, in questa verifica si intensifica la fatica dell&#8217;adulto, perch\u00e9 \u00e8 provato lui, innanzitutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma soprattutto, starei per dire, \u00e8 provata la fatica dell&#8217;adulto, perch\u00e9 non \u00e8 automatico che riesca a persuadere con il suo intervento verificatore: perch\u00e9 sia la proposta sia l&#8217;azione di esemplificazione verificante s&#8217;arrestano sulla soglia del mistero della libert\u00e0 del cuore del figlio o dell&#8217;educando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre quindi continuamente proporre, sperando contro ogni speranza in qualunque situazione, continuamente cogliendo l&#8217;occasione per mostrare la ragionevolezza di quello che s&#8217;\u00e8 sostenuto e che si \u00e8 dato, anche quando la reattivit\u00e0 sembra in senso contrario, anche quando sembra che il proprio figlio, o l&#8217;educando, sia impermeabile, anche quando percorra evidentemente altre strade: continuare in questo dovere paterno e materno, generatore, con questa contrizione del cuore, con questa amarezza tremenda, superare lo sconforto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, il &#8220;rischio&#8221; educativo \u00e8 a questo punto che si gioca: perch\u00e9 a noi, all&#8217;adulto, \u00e8 dato di amare, cio\u00e8 proporre e accompagnare per una verifica, affinch\u00e8 la persona a cui si \u00e8 proposto possa cogliere le ragioni che abbiamo colto noi. L&#8217;amore \u00e8 questo. Non pu\u00f2 essere la pretesa di un&#8217;ob-bedienza, che deve conseguire a una persuasione, a una convinzione non ancora formata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo, e quindi anche il proprio ragazzo o giovanotto, \u00e8 rapporto libero con il destino, con l&#8217;infinito, con Dio, con la verit\u00e0 e con il bene. \u00c8 un rapporto libero, perci\u00f2 \u00e8 misteriosa la strada per cui la ricerca del destino si muover\u00e0 in lui. Questo non pu\u00f2 sospendere mai l&#8217;inesauribilit\u00e0 della nostra attenzione, della nostra proposta e del nostro aiuto. Ad un abulico si pu\u00f2 far fare ci\u00f2 che si vuole, ma non \u00e8 educabile oltre un certo limite. Per concludere mi permetto leggere un&#8217;altra pagina di Eliot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00ab\u00c8 difficile per coloro che non hanno mai conosciuto persecuzione,<\/em><\/p>\n<div><em>E che non hanno mai conosciuto [perci\u00f2] un cristiano,<\/em><\/div>\n<div><em>Credere a questi racconti di persecuzione cristiana.<\/em><\/div>\n<div><em>[Come] \u00e8 difficile per coloro che vivono presso una Banca<\/em><\/div>\n<div><em>Dubitare della sicurezza del loro denaro. (&#8230;)<\/em><\/div>\n<div><em>Pensate che la fede abbia gi\u00e0 conquistato il mondo<\/em><\/div>\n<div><em>E che i leoni non abbisognino pi\u00f9 di guardiani?<\/em><\/div>\n<div><em>Avete bisogno che vi si dica che qualsiasi cosa sia stata, pu\u00f2 essere ancora?<\/em><\/div>\n<div><em>Avete bisogno che vi si dica che persino modeste cognizioni<\/em><\/div>\n<div><em>Che vi permettono di essere orgogliosi in una societ\u00e0 educata<\/em><\/div>\n<div><em>Difficilmente sopravvivranno alla Fede a cui devono il loro significato? (&#8230;)<\/em><\/div>\n<div><em>Perch\u00e9 gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perch\u00e9 dovrebbero amare le sue leggi?<\/em><\/div>\n<div><em>Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ci\u00f2 che vorrebbero scordare.<\/em><\/div>\n<div><em>\u00c8 gentile dove [gli uomini] sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri.<\/em><\/div>\n<div><em>Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli.<\/em><\/div>\n<div><em>Essi cercano sempre d&#8217;evadere<\/em><\/div>\n<div><em>Dal buio esterno e interiore<\/em><\/div>\n<div><em>Sognando sistemi talmente perfetti che pi\u00f9 nessuno avrebbe bisogno d&#8217;essere buono<\/em><\/div>\n<div><em>[che tutto il bene, la novit\u00e0 migliore, venga dalla struttura: \u00e8 l&#8217;abolizione della responsabilit\u00e0 della persona. \u00c8 la definizione della nostra epoca: &#8220;Essi cercano di evadere dal buio esteriore ed interiore sognando sistemi talmente perfetti che pi\u00f9 nessuno avrebbe bisogno di essere buono&#8221;].<\/em><\/div>\n<div><em>Ma l&#8217;uomo che \u00e8 adombrer\u00e0<\/em><\/div>\n<div><em>L&#8217;uomo che pretende di essere.<\/em><\/div>\n<div><em>E il Figlio dell&#8217;Uomo non fu crocifisso una volta per tutte,<\/em><\/div>\n<div><em>II sangue dei martiri non fu versato una volta per tutte,<\/em><\/div>\n<div><em>Le vite dei Santi non vennero donate una volta per tutte:<\/em><\/div>\n<div><em>Ma il Figlio dell&#8217;Uomo \u00e8 sempre crocifisso<\/em><\/div>\n<div><em>E vi saranno sempre Martiri e Santi.<\/em><\/div>\n<div><em>[Dunque] se il sangue dei Martiri deve fluire sui gradini Dobbiamo prima costruire i gradini; E se il Tempio dev&#8217;essere abbattuto Dobbiamo prima costruire il Tempio\u00bb<\/em> (4).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 il &#8220;trionfalismo&#8221; del cristiano autentico! Ma io ho letto questo brano per affermare che ogni storia personale \u00e8 come se incominciasse da capo. Nonostante l&#8217;eredit\u00e0, il vero punto del dramma, il punto della comprensione e perci\u00f2 della decisione -perch\u00e9 per comprendere bisogna &#8220;decidere&#8221; di comprendere -, il vero punto della decisione si pone sempre come se fosse la prima volta (quello di Adamo e di Eva), e la grande tenacia, o la grandezza d&#8217;animo, meglio, dell&#8217;educatore \u00e8 questa indefatigabile, continua riproposta. Proprio come dice la pi\u00f9 bella frase di tutta la Bibbia &#8211; secondo me, anche perch\u00e9 ne ho bisogno -: \u00ab<em>In<\/em> <em>spem cantra spem<\/em>\u00bb, sperando contro ogni evidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ho voluto semplicemente dire quelli che mi sembrano i fattori fondamentali di tutto il processo educativo. Innanzitutto, il valore della tradizione, il primo fattore bersagliato e censurato laddove nella societ\u00e0 domini in qualunque modo un potere: nella societ\u00e0 familiare, nella societ\u00e0 civile, nella societ\u00e0 religiosa, paradossalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 avvenire, in un determinato momento, che la societ\u00e0 ecclesiastica, se vissuta secondo una volont\u00e0 di potere, censuri il proprio passato. In secondo luogo, la figura, il soggetto attore dell&#8217;educazione: l&#8217;educatore, che \u00e8 il luogo dove la tradizione resa cosciente diventa proposta, ma \u00e8 una proposta che deve accompagnare nell&#8217;impatto, perci\u00f2 nel paragone, e nel paragone mostrare le ragioni della proposta stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo, il terzo fattore, cio\u00e8 la verifica, come esito non \u00e8 matematico, non \u00e8 logico, si arresta, come ho detto prima, sulla soglia della libert\u00e0. Qui \u00e8 la drammaticit\u00e0 del &#8220;rischio&#8221; educativo. Ma, qualunque sia l&#8217;immediato esito della propria passione amorosa &#8211; perch\u00e9, come dice il Papa, non c&#8217;\u00e8 nessuna dimostrazione di amore all&#8217;umanit\u00e0 come l&#8217;impegno educativo -, indefatigabile deve essere la proposta vivente, cio\u00e8 l&#8217;io dell&#8217;educatore, che non ha n\u00e9 circostanze di spazio e di tempo, n\u00e9 quindi et\u00e0, n\u00e9 situazione esteriore, n\u00e9 tipo di risposta che lo possano fermare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> T.S.Eliot, <em>Cori da \u00abLa Rocca\u00bb,<\/em> Bur 1994, pp.55-57<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong>2) <\/strong>J.A.Jungmann, S.J., <em>Christus als Mittelpunkt religi\u00f6ser Erziehung<\/em>, Fraiburg i.B., 1939, p.20<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>3) <\/strong>A.Gide, <em>Sinfonia pastorale<\/em>, Garzanti 1995.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>4) <\/strong>T:S:Ekliot, <em>Cori<\/em>\u2026, op.cit., pp.87-89.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Supplemento a Litterae Communionis-Tracce n.4 aprile 2006 Trascrizione della conferenza del 20 giugno 1985 a Milano, presso la Sala Capitolare della basilica di Santa Maria della Passione a cura dell\u2019U.C.D. (Unione Cattolica Imprenditori Dirigenti) di mons. Luigi Giussani\u00a0<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/introduzione-alla-realt-totale-il-rischio-educativo\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35030,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,23],"tags":[234,1269],"class_list":["post-2025","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","category-scuola-ed-educazione","tag-educazione","tag-rischio-educativo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Introduzione alla realt&agrave; totale. 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