{"id":2016,"date":"2006-05-04T00:00:00","date_gmt":"2006-05-03T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-11T15:08:18","modified_gmt":"2015-11-11T14:08:18","slug":"armi-terrorismo-e-droga-nel-crocevia-di-cuba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/armi-terrorismo-e-droga-nel-crocevia-di-cuba\/","title":{"rendered":"Armi, terrorismo e droga nel crocevia di Cuba"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/05\/armi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-27433\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/05\/armi.jpg\" alt=\"armi\" width=\"250\" height=\"172\" \/><\/a>Studi Cattolici<\/strong> n. 541, marzo 2006<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Augusto Zuliani<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da tempo si assiste a un revival dell&#8217;ideologia terzomondista in salsa latino-americana, scandito da una serie di eventi, peraltro poco assimilabili Ira loro, come la vittoria di Lula in Brasile, quella pi\u00f9 recente di Chavez in Venezuela o della Bachelet in Cile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo revival, che si inserisce nel quadro dei pi\u00f9 generale movimento <em>no-global<\/em>, ha trovato largo spazio in Italia, sia nelle librerie (non solo della catena Feltrinelli) dove abbondano i libri sui movimenti terzomondisti e in particolare su Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Castro e Che Guevara, dal tono encomiastico e apologetico (1), sia nelle sale cinematografiche, il fenomeno \u00e8 stato incentivato dalla decisione con cui i ministri degli Esteri dei Paesi membri dell&#8217;Unione europea, il 31 gennaio 2005 sospendevano le sanzioni contro L&#8217;Avana, scattate il 5 giugno 2003, dopo che settantacinque oppositori del regime &#8211; intellettuali, giornalisti e attivisti dei diritti umani &#8211; accusati di essere al soldo degli Stati Uniti, erano stati condannati a lunghe pene detentive, e dopo l&#8217;esecuzione di tre giovani che avevano progettato il sequestro di un battello per fuggire da Cuba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;iniziativa europea veniva motivata con la liberazione di quattordici dissidenti, ma lasciava perplesso uno dei maggiori esponenti del dissenso, Oswaldo Paya, fautore della transizione pacifica dal castriamo alla democrazia, per il quale la Ue con tale gesto dava prova di debolezza, perch\u00e9 doveva subordinare la sospensione delle sanzioni alla liberazione di tutti gli oppositori (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale indulgenza, in effetti, creava il clima favorevole per una campagna di appoggio al regime lanciata su scala mondiale dal quotidiano spagnolo <em>El Pais<\/em>, lo scorso marzo, con un appello sottoscritto da centinaia di personaggi della <em>intelligencjia<\/em> e dello spettacolo, tra i quali in Italia si segnalavano oltre all&#8217;ineffabile Gianni Mina, Luciana Castellina, <em>noblease<\/em> <em>oblige<\/em>, il cantante Red Ronnie e il maestro Claudio Abbado che pare abbia trovato a Cuba la sua nuova patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei firmatari pi\u00f9 noti erano originari di Paesi del Terzo inondo, in particolare dell&#8217;America latina, espressione di un neoterzomondismo che ha subito una sorta di mutazione genetica rispetto a quello degli anni 1970 e dei primi anni &#8217;80, quando il movimento poteva contare sull&#8217;appoggio, in verit\u00e0 non sempre entusiastico, dei diversi regimi comunisti e in particolare dell&#8217;Urss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fattori dell&#8217;ideologia neoterzomondista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sono i fattori che hanno consentito l&#8217;articolazione dell&#8217;ideologia neoterzomondista: il collasso del sistema sovietico e degli Stati a esso legati, l&#8217;emergere di un islamismo militante a vocazione universalista e il manifestarsi dell&#8217;iperterrorismo su scala planetaria dopo l&#8217;attacco agli Stati Uniti l&#8217;11 settembre 2001 (3). C<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">he tra questi fattori esistano delle correlazioni \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che un semplice sospetto: non fosse altro per ragioni tecniche e operative gli irriducibili fautori del comunismo e della rivoluzione mondiale hanno intrecciato rapporti a pi\u00f9 livelli con i movimenti islamisti di varia origine, nel solco peraltro di una tradizione che risale gi\u00e0 all&#8217;esordio del regime bolscevico; quando, dopo il Primo congresso dei popoli dell&#8217;Oriente svoltosi a Baku nel 1920, prese corpo la \u00abvia musulmana\u00bb verso il comunismo indicata da Karl Radek e poi incarnata dal tataro Sultan Galiev, collaboratore di Stalin nel Commissariato delle nazionalit\u00e0 (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In che modo questo insieme di fattori abbia costituito \u00ccI tessuto ideologico e organizzativo su cui si e innestato l&#8217;iperterrorismo che ha segnato la storia dell&#8217;Occidente negli ultimi anni, \u00e8 difficile dire. Si tratta infatti di un processo ancora in atto, dai contorni piuttosto oscuri, dove i soggetti attivi e le menti strategiche di certo non vanno individuati esclusivamente nell&#8217;entit\u00e0 che ha preso il nome di \u00abAl Kaida\u00bb, con le sue emanazioni pi\u00f9 o meno attendibili, e in personaggi dalla ridondante esposizione mediatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia si possono scorgere alcune linee-guida, poich\u00e9 la dinamica di questo processo era attivata da tempo, pur rappresentando l\u201911 settembre un salto di paradigma (5). Gi\u00e0 a met\u00e0 degli anni Ottanta, infatti, lo studioso Roland Jacquard scriveva; \u00abAttraverso gli Stati e i gruppi o gli individui che organizzano o aiutano il terrorismo emana un&#8217;idea forte: l&#8217;annientamento delle civilt\u00e0 tradizionali e delle societ\u00e0 strutturate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che il terrorismo, pi\u00f9 o meno coscientemente, lavora per l&#8217;instaurazione di un nuovo ordine, di una ideologia spietata\u00bb (6). In ogni caso i tre soggetti &#8211; Stato, gruppo o individui &#8211; hanno bisogno per operare di uno o pi\u00f9 santuari interni o\/e internazionali; diversamente la loro sopravvivenza \u00e8 questione di settimane o al massimo di qualche mese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vecchio terrorismo terzomondista, infatti, poteva contare su diversi e ben muniti santuari in Europa, in Asia, in particolare nel Medio Oriente, in Africa e nelle Americhe dove si impose la novit\u00e0 geopolitica pi\u00f9 significativa con l&#8217;instaurazione a Cuba di un regime comunista, la cui sopravvivenza alle micidiali turbolenze dell&#8217;ultimo quindicennio suscita non pochi interrogativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascita stessa dello Stato castrista attiene invero a una fenomenologia complessa, in parte estranea alla vulgata marxista-leninista tradizionale, i cui dispositivi ideologico-coercitivi sono poi stati attivati in funzione non solo della sopravvivenza del regime, ma anche e soprattutto per svolgere un&#8217;attivit\u00e0 di destabilizzazione a livello planetario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Omicidio Allende: Castro il mandante?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un importante contributo per decodificare il mistero dell&#8217;isola del dottor Castro (7) e demolirne la mitologia \u00e8 giunto recentemente dalla Francia, con la pubblicazione di un libro dal titolo significativamente ambiguo, <em>Cuba Nostra<\/em> (8), terminologia usata dalla propaganda di regime, ma che allude anche alla struttura omertosa che innerva il potere a L&#8217;Avana. Il suo autore, Alain Ammar, reporter del <em>Tf1<\/em> e specialista di Cuba e dell&#8217;America latina, si \u00e8 valso della collaborazione di Juan Viv\u00e9s ex agente dei servizi segreti castristi, giunto in Francia nel 1979 e di Jacobo Machover, scrittore cubano che da tempo vive in esilio nel Paese transalpino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume, di oltre 400 pagine, \u00e8 ricco di testimonianze che gettano nuova luce sugli episodi e sugli aspetti pi\u00f9 oscuri e inquietanti che hanno caratterizzato e ancora segnano le vicende di un regime, che si ripropone come campione della \u00ablotta antimperialista\u00bb. Una delle rivelazioni pi\u00f9 sorprendenti riguarda la morte di Salvador Allende che, secondo la testimonianza di Viv\u00e9s, sarebbe stato ucciso &#8211; su ordine di Castro &#8211; da una sua guardia del corpo cubana mentre si apprestava a trattare la resa con la Giunta militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non ci sono prove definitive che confermino tale asserzione, resta pur vero che l&#8217;infiltrazione dei castristi nei gangli vitali della vita politica cilena, durante il governo di <em>Unidad Popular<\/em>, era tale da poterla condizionare fino alle estreme conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti l&#8217;eliminazione di Allende conveniva sia a Castro, che puntava a farne un nuovo martire-eroe rivoluzionario, dopo la scomparsa del \u00abChe\u00bb, sia alla Giunta militare liberata da una presenza che, anche dall&#8217;esilio, sarebbe stata comunque ingombrante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una uccisione quindi voluta da una tacita convergenza di interessi; convergenza, peraltro, testimoniata da un altro episodio significativo svoltosi in quelle tragiche ore, quando i reparti militari consentirono alle guardie del corpo presidenziale, tutte cubane, di abbandonare incolumi il palazzo della Moneda e rifugiarsi nell&#8217;ambasciata di Svezia, da cui poi grazie a un salvacondotto poterono ritornare in patria. Pare singolare questa indulgenza del generale Augusto Pinochet verso gli uomini di Castro; in realt\u00e0, tra il <em>caudillo<\/em> rosso dell&#8217;Avana e il militare cileno esistevano dei rapporti cui non erano estranee le comuni appartenenze o simpatie massoniche (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Spirito di solidariet\u00e0 internazionale\u00bb?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte pagine del libro di Ammar sono dedicate all&#8217;interventismo delle \u00ablegioni cubane\u00bb nei vari teatri di guerra del Terzo mondo, sia in America latina sia in Africa e nel Medio Oriente: dal Venezuela, tornato oggi di grande attualit\u00e0 con la presidenza \u00abbolivariana\u00bb di Hugo Ch\u00e0vez, al Sahara spagnolo appoggiando il Fronte Polisario per destabilizzare Marocco e Mauritania, dalla Palestina alla Siria, dove di fronte alle alture del Golan una brigata corazzata cubana schierata contro gli israeliani tra il 1973 e il 1975, sub\u00ec pesanti perdite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso Castro, in un discorso del 1\u00b0 maggio 2003, ricordava come \u00ablo spirito di solidariet\u00e0 internazionale\u00bb del suo regime si fosse manifestato su scala planetaria intervenendo in Algeria, Congo, Guinea e Capo Verde, Angola, Vietnam, Bolivia, Nicaragua, Granata, dove il golpe di Maurice Bishop nel 1979 doveva innescare l&#8217;operazione chiamata <em>Rosario Rojo<\/em> per imporre regimi comunisti in tutte le Antille, ma il tentativo fall\u00ec per il rapido intervento dei paracadutisti americani appoggiati da unit\u00e0 d&#8217;elite del Sas britannico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti questo attivismo sovversivo che, come Castro affermava nel suo discorso, non era limitato ai soli Paesi citati, suscita anche oggi pesanti interrogativi; non a caso un capitolo intitolato \u00abSantuario del terrorismo mondiale\u00bb \u00e8 dedicato quasi interamente ai rapporti del regime con la rete del terrorista venezuelano Ilich Ramirez S\u00e0nchez, pi\u00f9 noto come Carlos (10), che nella primavera 2003 fece pubblicare sul giornale venezuelano <em>La<\/em> <em>Raz\u00f3n<\/em> una lettera dove sosteneva l&#8217;azione repressiva di Castro contro i settantacinque oppositori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va sottolineato che Carlos, dalla sua cella francese, riesce a collaborare regolarmente con <em>La Raz\u00f3n<\/em> tenendo una rubrica intitolata \u00ab<em>La Bastilla<\/em>\u00bb, grazie all&#8217;intermediazione del suo avvocato Isabelle Coutant-Peyre che ha sposato in carcere e che, come lui, si \u00e8 convertita all&#8217;islam. Ottimi sono rapporti di Carlos con Ch\u00e0vez, che rispose a un suo messaggio di felicitazioni per la conquista del potere con una lettera di caloroso ringraziamento pubblicata da <em>Le Figaro<\/em>; episodio per il quale Ammar s\u00ec chiede \u00abse non esiste, tra il militare golpista oggi presidente (del Venezuela) e il terrorista in prigione, una convergenza di idee sugli obiettivi da raggiungere con mezzi diversi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da notare inoltre, per quanto riguarda il teatro europeo, che proprio a Caracas, dove c&#8217;\u00e8 una consistente comunit\u00e0 basca, venne fondata nel 1959 l&#8217;Eta, che poi ha goduto di un concreto appoggio da parte del regime castrista, come sottolineato di recente anche dal giudice spagnolo Baltas\u00e0r Garz\u00f3n.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Terrorismo, droga, eserciti mercenari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la Cuba del dottor Castro volesse riproporsii come la centrale ideologica e logistica della rivoluzione comunista mondiale, o quanto meno latino-americana in salsa bolivariana, era evidente fin da quando, superato il trauma del collasso dell&#8217;Urss (il cui sostegno economico aveva lungamente garantito la sopravvivenza del regime), a partire dalla met\u00e0 del 1995<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Avana rilanciava la rivista <em>Tricontinental<\/em>, organo teorico della segreteria esecutiva dell&#8217;Ospaal (Organizzazione di solidariet\u00e0 dei popoli dell&#8217;Africa- Asia. America latina), una sorta di Quinta Internazionale fondata nel 1966 (11) ed entrata in sonno verso la met\u00e0 degli anni 1980. Questo rilancio rispondeva a un disegno strategico che oggi non appare del tutto azzardato per quanto riguarda l&#8217;America latina, dove in molti Paesi il deperimento dell&#8217;autorit\u00e0 statale ha lasciato campo libero all&#8217;illegalit\u00e0 di massa e alla criminalit\u00e0 organizzata legata al traffico di droga per cui \u00abmet\u00e0 dell&#8217;intera attivit\u00e0 economica dell&#8217;America latina avviene a livello illegale\u00bb (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo mare nuotano a piacimento i <em>piranha <\/em>dell&#8217;eversione, e giustamente Animar dedica un lungo capitolo all\u2019<em>affaire<\/em> che vide protagonista e vittima il generale Arnaldo Ochoa.\u00a0 L&#8217;eroe\u00a0 nazionale che aveva studiato nelle pi\u00f9 prestigiose accademie militari sovietiche, il responsabile delle operazioni in Angola, ma anche il simpatizzante della <em>perestrojka<\/em> gorbacioviana\u00a0 (mentre\u00a0 Castro\u00a0 appogger\u00e0 i militari sovietici protagonisti del tentato golpe il 21 agosto 1991) e il depositario di molti segreti del clan castrista, divenne il capro espiatorio della cosiddetta \u00abAvana connection\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0 caso\u00a0 era\u00a0 esploso\u00a0 nell&#8217;aprile 1987, quando il settimanale <em>Us News and World Report <\/em>\u00a0pubblic\u00f2 un reportage che rivelava il ruolo del regime cubano nel traffico di droga attraverso l&#8217;intermediazione del gangster colombiano legato al cartello di Medellin. Carlos Lehder che, estradato negli Stati Uniti e processato a Jacksonville, denunci\u00f2 il coinvolgimene di alti dirigenti cubani e dello stesso Ra\u00f9l\u00a0 Castro,\u00a0 fratello del\u00a0 <em>Lider Maximo<\/em> e ministro della Difesa, nel traffico di narcotici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vicenda era clamorosa, le prove raccolte dagli inquirenti statunitensi lasciavano pochi dubbi sul fatto che\u00a0 Cuba\u00a0 fosse\u00a0 diventata\u00a0 una centrale di smistamento di droga a livello internazionale:\u00a0 l&#8217;unica soluzione per uscire dall\u2019<em>impasse<\/em> era costruire un processo farsa e scaricare tutte le colpe su personaggi\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 primo\u00a0\u00a0 piano\u00a0\u00a0 come Ochoa e altri ufficiali superiori, di cui Castro ormai diffidava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo diffuso dalla televisione si concluse con quattro condanne a morte, tra cui quella di Ochoa, e numerose lunghe pene detentive. La notte del 13 luglio 1989, alla presenza dello stesso F\u00ecdel Castro, i quattro condannati venivano fucilati. Il regime cosi si dava una ripulita agli occhi del popolo cubano e del\u00a0 mondo;\u00a0 nel contempo si liberava di una pericolosa fronda\u00a0 all&#8217;interno\u00a0 delle Forze armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 si trattava d\u00ec una <em>limpieza <\/em>a buon mercato e di breve durata, se \u00e8 vero che nel 2003 il governo dell&#8217;Avana aveva depositato 4 miliardi di dollari su un conto Ubs a New York, nel quadro di un cambio legale di banconote usate, ma sulla cui provenienza i sospetti d\u00ec riciclaggio restano, dato che gli introiti del turismo per lo stesso anno ammontavano a 1,5 miliardi di dollari e le rimesse degli emigrati, in gran parte negli Usa, si attestavano intorno agli 800 milioni di dollari. Sospetti implicitamente rafforzati da una recente dichiarazione dello stesso Castro che, ammettendo il disastroso risultato della raccolta di canna da zucchero nel 2005 a causa della siccit\u00e0 (1,3 milioni di tonnellate, la peggiore dal 1908). ha affermalo: \u00abLo zucchero non torner\u00e0 pi\u00f9 in questo Paese, appartiene all&#8217;epoca della schiavit\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basteranno allora le esportazioni di nickel, il cui prezzo si \u00e8 involato sui mercati mondiali, il turismo e le rimesse dall&#8217;estero a garantire la sopravvivenza economica di Cuba, che ha dovuto fare fronte anche ai danni (oltre due miliardi di dollari) provocati da due terribili uragani?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 la soluzione pi\u00f9 probabile \u00e8 che proprio un rinnovato protagonismo \u00abrivoluzionario\u00bb diventi anche un&#8217;arma economica da gettare sulla bilancia dei rapporti internazionali, in America latina e forse anche altrove, inserendosi nel nuovo grande ciclo della violenza \u00abnon statale\u00bb che si \u00e8 tradotta nel fenomenale sviluppo degli \u00abeserciti privati\u00bb disposti a essere ingaggiati da molti Stati (circa la mela membri dell&#8217;Onu) che non godono pi\u00f9 della protezione delle due ex superpotenze, e non sono in grado di fronteggiare &#8211; per la porosit\u00e0 delle loro frontiere, la corruzione dell&#8217;apparato civile e militare, quindi privi di una vera legittimit\u00e0 &#8211; le sfide interne ed esterne (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella nuova \u00abGuerra dei trent&#8217;anni\u00bb ingaggiata dal terrorismo su scala planetaria, il regime castrista pu\u00f2 ancora giocare delle carte, naturalmente a scapito del popolo cubano, con ulteriore rafforzamento dello Stato di polizia e di delazione, al quale Animar dedica l&#8217;ultimo capitolo: \u00abLa repressione permanente\u00bb. Da esso risulta che, oltre ai detenuti politici, ci sono circa 300mila detenuti per delitti comuni pari al 3% della popolazione (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di una simile cifra c&#8217;\u00e8 da chiedersi se non esistano anche a Cuba molti campi e strutture per il lavoro forzato, seguendo l&#8217;esempio della Cina popolare, con la quale il regime intrattiene stretti rapporti anche nei settori delle tecnologie avanzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019opera della Chiesa per la democrazia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro fosco le poche note positive giungono da alcune iniziative come quella lanciata nel maggio 2005 dalla dissidente Maria B\u00e9atriz Roque con l&#8217;Assemblea per promuovere la societ\u00e0 civile a Cuba, o il movimento pr\u00f2-amnistia delle Dame in bianco che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Sacharov dal Parlamento europeo. Ci\u00f2 che per\u00f2 suscita maggiore inquietudine nel regime \u00e8 l&#8217;azione che pu\u00f2 svolgere il mondo cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa, infatti, emerge come la sola istituzione che possa vantare una reale indipendenza, anche se resta difficile misurare la sua capacit\u00e0 di influire sul regime dopo oltre quarant&#8217;anni di sostanziale emarginazione (15). Il castrismo, non appena affermatosi, espulse molti sacerdoti verso la Florida e la Spagna. e fece appello a una religiosit\u00e0 sincretica, dove occupa un posto di rilievo la <em>santeria <\/em>(16), manipolando le confessioni protestanti pi\u00f9 remissive e a volte giocando su certe ambiguit\u00e0 manifestate in qualche ambiente vicino alla Santa Sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente la Chiesa pu\u00f2 contare su un migliaio di religiosi, ma anche su gruppi di laici molto attivi dopo il 1968: mentre la Chiesa latino-americana era pervasa dai confusi fermenti della ideologia della liberazione\u00bb, a Cuba preda della dittatura il francese padre Rene David auspicava una \u00abteologia della riconciliazione nazionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora questo progetto ha fatto progressivamente strada presso i dissidenti dell&#8217;interno come Elizardo S\u00e0nchez e Oswaldo Paya, il militante cristiano che nel maggio 2002, di fronte all&#8217;Assemblea del potere popolare svoltasi all&#8217;Avana, present\u00f2 un documento, chiamato \u00abProgetto Varela\u00bb &#8211; dal nome di un sacerdote che nel XIX secolo volle l&#8217;indipendenza di Cuba dalla Spagna con oltre undicimila firme in cui si chiedeva l&#8217;indizione di un referendum che portasse a libere elezioni. Il regime allora rispose con una grande campagna di mobilitazione e di intimidazioni, raccogliendo milioni di firme per rendere <em>intocable<\/em> il carattere socialista della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre nel 2002 Paya veniva insignito dal Parlamento europeo del premio Sacharov e da anni \u00e8 candidato al premio Nobel per la pace; oggi il suo progetto ha raggiunto le ventimila firme, mentre un altro esponente laico del mondo cattolico, Dagoberto Valdes, ha trasformato il Centro di formazione politica e religiosa di Pinar del Rio e la rivista <em>Vitral<\/em> in una sorta di laboratorio per disegnare la transizione dalla dittatura alla democrazia. Su questa linea si muovono anche ambienti e personalit\u00e0 dell&#8217;esilio come Marifeli P\u00e9rez-Stable attivo presso l&#8217;universit\u00e0 nazionale della Florida,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong>\u00a0 Ultimo in ordine di tempo il libro di Giulio Girardi, <em>Che Guevara visto da un cristiano<\/em>,\u00a0 Sperling\u00a0 &amp;\u00a0 Kupfer.\u00a0 Milano 2005, sul quale ha scritto una sferzante recensione Roberto Beretta (\u00abL&#8217;Avvenire\u00bb. 14 gennaio 2006).<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong>2)<\/strong> \u00abLa Stampa\u00bb, 1 febbraio 2005.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>3)<\/strong> Francois Heisbourg, <em>Hyperterrorisme: la nouvelle guerre<\/em>, Edition Odile Jacob, Parigi\u00a0 2001\u00a0\u00a0 (tr.\u00a0 it.\u00a0 <em>Iperterrorismo.\u00a0\u00a0 La nuova guerra<\/em>. Meltemi, Roma 2002).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>4)<\/strong> Karl Radek, esponente di primo piano del Komintern. era nato nel 1885 a Lemberg\/Leopoli,\u00a0 citt\u00e0\u00a0 della Galizia\u00a0 allora sotto la sovranit\u00e0 dell&#8217;impero austro-ungarico (oggi con il nome di L&#8217;viv fa parte della Repubblica ucraina), da famiglia ebrea: il suo vero nome era Karol Sobelsohn. Dopo aver studiato all&#8217;universit\u00e0 di Cracovia e di Berna, ader\u00ec al Partito socialdemocratico di Polonia e Lituania e partecip\u00f2 alla rivolta di Varsavia nel 1905. Durante la Prima guerra mondiale fu attivo in Svizzera e ader\u00ec alla linea bolscevica che puntava a trasformare il conflitto in guerra civile rivoluzionaria. Dopo il colpo di Stato del 7 novembre 1917 (la cosiddetta Rivoluzione d&#8217;Ottobre) entr\u00f2 nel Partito comunista partecipando ai negoziati di Brest-Litovsk con la Germania, dove venne inviato nel 1918 con il compito di riorganizzare il movimento comunista tedesco. Qui elabor\u00f2 le basi teoriche del \u00abnazional-bolscevismo\u00bb, sintesi ardita tra la vocazione universalista del marxismo e l&#8217;affermazione delle identit\u00e0 territoriali etno-nazionali. Dopo il fallimento della rivoluzione tedesca promossa dal Komintern torn\u00f2 in Russia nel 1920, anno in cui partecip\u00f2 al 1\u00b0 Congresso dei popoli dell&#8217;Oriente svoltasi a Baku dall\u20191 all&#8217;8 settembre 1920. Qui le sue idee nazional-bolsceviche suscitarono il vivo interesse di Sultan Galiev che incominci\u00f2 a elaborare una loro traduzione in termini di nazionalismo turco-islamico, e che per certe sue visioni anticipatrivi viene considerato da alcuni studiosi come il precursore dell&#8217;ideologia terzomondista (<em>Alexander Bennigsen, Sultan Galiev, le p\u00e9re de la r\u00e9volution tiers-mondiste<\/em>, Fayard, Parigi 1986). Accusato di sciovinismo panturco fu condannato nel 1929 a dieci anni di lavori forzati; liberato nel 1939, di lui poi si perse ogni traccia:. Non migliore sorte sembra sia toccata a Radek: espulso dal partito nel 1927 con l&#8217;accusa di trockismo, vi venne riammesso nel 1929; pi\u00f9 tardi fece parte della commissione incaricata di redigere la Costituzione del 1936, ma, coinvolto nella Grande purga staliniana, nel gennaio 1937 venne condannato a dieci anni di prigione. Da quel momento se ne perdono le tracce; comunque non esiste prova certa che sia morto in carcere nel 1939.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>5)<\/strong> Alain Bauer, Xavier Raufer, <em>La guerre ne fati que commencer<\/em>. R\u00e9seaux, <em>financements, armements, attentats&#8230; les sc\u00e9narios de deman<\/em>, Gallimard, Parigi 2002.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>6)<\/strong> Roland Jacquard, <em>Les Dossiers secretes du terrorisme<\/em>, Albin Michel, Parigi 1985, cit. in Alain Animar, <em>Cuba nostra<\/em>. <em>Les secrets d&#8217;Etat de Fidel Castro<\/em>, Plon, Parigi 2005, p. 83.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>7)<\/strong> Corinne Cumerlato &#8211; Denis Rousseau, <em>L&#8217;Ile du docteur Castro ou la transition confisqu\u00e9e<\/em>, Stock, Parigi 2000.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>8)<\/strong> Alain Ammar, op. cit.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>9)<\/strong> L&#8217;appartenenza a logge massoniche di Augusto Pinochet e soprattutto di Salvador Allende \u00e8 cosa nota: del secondo ricordiamo la celebre \u00abtavola\u00bb pronunciata durante la tornata della \u00abGran Logia de Colombia\u00bb a Bogot\u00e0 il 28 agosto 1971, in cui il presidente cileno proclam\u00f2 la sua profonda e costante adesione agli ideali massonici che lo guidavano nell&#8217;azione politica. Meno noto \u00e8 il ruolo predominante della massoneria a Cuba dove, secondo Eriberto Saborit ex gran maestro della \u00abGran Logia de Cuba\u00bb intervistato dalla rivista massonica spagnola La Acacia, ci sarebbero oltre 300 logge, con 23mila aderenti, che ogni mese vagherebbero 200 candidati. Altre fonti parlano di ben 340 logge con circa 34mila iscritti. Una visibile manifestazione della potenza massonica \u00e8 la sede della Gran Logia de Cuba de FrancMasones, un edificio di sette piani nel centro dell&#8217;Avana, che reca un grande simbolo massonico. D&#8217;altronde la stessa nascita dello Stato cubano e tutta la sua storia successiva sono profondamente segnate dai \u00abfigli della vedova\u00bb; basti ricordare Carlos Manuel de C\u00e9spedes, considerato il padre della patria, Ignacio Agramente, Antonio Maceo, Jos\u00e9 Marti, l&#8217;eroe dell&#8217;indipendenza, e gran parte dell&#8217;establishment. Inoltre molti comunisti che contribuirono all&#8217;avvento del regime castrista erano massoni, come Ra\u00f9l Diaz Ulloa della loggia \u00abArmonia\u00bb, Rodendo Lugo della loggia \u00abByrne\u00bb o Humberto Matos della loggia \u00abManzanillo\u00bb che, entrato in conflitto con Castro, pass\u00f2 diversi anni in galera. Il <em>L\u00ecder M\u00e0ximo<\/em> non sarebbe massone, almeno stando a quanto si legge sulla rivista \u00abHumanisme\u00bb, n. 109; tuttavia, sempre secondo l&#8217;organo del Grand Orient de France \u00ab\u00e8 al potere grazie ai massoni\u00bb, perch\u00e9 solo grazie all&#8217;intervento di un ufficiale dell&#8217;esercito di Fulgenzio Batista, il massone tenente Sarri\u00e9, l&#8217;avventuroso Fidel riusc\u00ec a fuggire, scampando alla fucilazione, comminatagli perch\u00e9 considerato uno dei responsabili del mitizzato attacco alla caserma Moncada, cui peraltro non aveva partecipato direttamente.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>10)<\/strong> II nome di Carlos, ritenuto uno dei pi\u00f9 pericolosi esponenti del terrorismo internazionale, prelevato nel 1994 con sospetta rapidit\u00e0 dai servizi francesi quando si trovava in Sudan e da allora ospite di una galera transalpina, \u00e8 apparso di recente anche nelle cronache italiane per il probabile coinvolgimento di un affiliato alla sua rete nell&#8217;esplosione che devast\u00f2 la stazione di Bologna il 2 agosto 1980 provocando un massacro; eventualit\u00e0 che sarebbe emersa dalla documentazione della commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sul caso Mitrokhin (cfr \u00abCorriere della Sera\u00bb, 17 novembre 2005). Carlos, oltre a collaborare con giornali venezuelani e francesi, ha redatto nella sua confortevole cella un libro il cui titolo \u00e8 tutto un programma: L&#8217;islam rivoluzionario, in cui esalta la mistica della violenza espressa dai terroristi suicidi, la cui azione \u00abcolloca nuovamente l&#8217;essere umano fatto di carne e sangue al centro della battaglia\u00bb. Convertitosi all&#8217;islam nel 1975, afferma che \u00abl&#8217;islam e il marxismo-leninismo sono le due scuole da cui ho attinto il meglio delle mie analisi\u00bb, ma \u00aboggi la Rivoluzione \u00e8 prima di tutto islamica\u00bb. Carlos, nel suo manifesto politico, strizza l&#8217;occhio a una certa destra radicale che simpatizza con l&#8217;islam, visto come l&#8217;antemurale contro il materialismo e l&#8217;immoralit\u00e0 di un Occidente irreparabilmente corrotto: \u00abGli ultimi europei, gli uomini e le donne che hanno conservato la fierezza delle loro origini, che sono ancora fedeli all&#8217;eredit\u00e0 dei loro padri, abbracceranno l&#8217;islam, il solo mezzo per salvaguardare i propri valori, il patrimonio spirituale ereditato da una lunga storia (sic!) [&#8230;] (rifiutando) di svilirsi a contatto del feticismo materialista\u00bb (Ilich Ramirez S\u00e0nchez Carlos, <em>L&#8217;isl\u00e0m r\u00e9volut\u00econnaire<\/em>, Editions du Rocher, Monaco 2003). Ben altro, in realt\u00e0, rappresenta \u00abl&#8217;isl\u00e0m rivoluzionario\u00bb come dimostrano i fatti e in modo esaustivo Roland Jacquard e Armane Tazaghart con il loro libro molto documentato, <em>Ben Laden, la destruction programm\u00e9e<\/em> de l&#8217;Occident, Jean Picollec, Parigi 2004.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>11)<\/strong> \u00abI contatti tra movimenti terroristi si sono concretizzati anche attraverso &#8220;conferenze&#8221;, di cui la pi\u00f9 famosa \u00e8 stata la Conferenza Tricontinentale dell&#8217;Avana nel 1966, alla quale hanno partecipato 83 movimenti terroristici di tutto il mondo\u00bb; Jacques Baud, <em>Le Renseignement et la Lutte contre le Terrorisme. <\/em><em>Strat\u00e9gies et perspectives internationales,<\/em> ed. Lavau-zelle, Panazol 2005, p. 62.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>12)<\/strong> Mois\u00e9s Naim, <em>Il boom dei traffici illegali<\/em>. <em>America Latina, il continente nero<\/em> (\u00abCorriere della Sera\u00bb, 2 dicembre 2005; trad. da \u00abForeign Policy\u00bb).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>13)<\/strong> Philippe Simonnot, <em>Le boom des arm\u00e9es priv\u00e9es<\/em>, \u00abLa revue de l&#8217;intelligent\u00bb, n. 1, f\u00e9vrier-mars 2005.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>14)<\/strong> Secondo le organizzazioni per la difesa dei diritti dell&#8217;uomo, come la Ccdhrn di Elizardo S\u00e0nchez, la cifra si aggirerebbe sui 100\/150mila detenuti.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>15)<\/strong> Philippe L\u00e9trilliart, <em>Cuba, l&#8217;Eglise et la r\u00e9volution<\/em>, L&#8217;Harmattan, Parigi 2005.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>16)<\/strong> La <em>santer\u00eca<\/em> \u00e8 un sistema magico-religioso sincretico, in cui si fondono elementi del cristianesimo con le credenze animistiche della trib\u00f9 yoruba, nativa della zona lungo il fiume Niger. La <em>santer\u00eca<\/em>, originariamente praticata dagli schiavi neri e dai loro discendenti nelle Antille, in Brasile e in Venezuela, e poi diffusa anche tra le altre etnie, ha essenzialmente una dimensione privata e i suoi riti, spesso segreti, vengono officiati nelle case sotto la regia di un <em>santero<\/em> o <em>babalawo<\/em>, figura di maggior prestigio per et\u00e0 e funzioni che governa una serie di affiliati. Spesso si tratta di una donna. Esemplare il caso della <em>santera<\/em> Celia S\u00e0nchez Manduley, per lunghi anni l&#8217;unica persona vicina a Castro in grado di tenergli testa; il suo ruolo emerse drammaticamente durante la famosa \u00abcrisi dei missili\u00bb del 1962, quando diede l&#8217;ordine di abbattere l&#8217;aereo spia americano.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi Cattolici n. 541, marzo 2006 di Augusto Zuliani Da tempo si assiste a un revival dell&#8217;ideologia terzomondista in salsa latino-americana, scandito da una serie di eventi, peraltro poco assimilabili Ira loro, come la vittoria di Lula in Brasile, quella pi\u00f9 recente di Chavez in Venezuela o della Bachelet in Cile.<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/armi-terrorismo-e-droga-nel-crocevia-di-cuba\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27433,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,72,108],"tags":[603],"class_list":["post-2016","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-cuba","category-paesi-e-continenti","tag-cuba-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - 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