{"id":1954,"date":"2006-03-28T11:42:12","date_gmt":"2006-03-28T09:42:12","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-07-05T16:07:48","modified_gmt":"2016-07-05T14:07:48","slug":"matrimonio-tra-omosessuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/matrimonio-tra-omosessuali\/","title":{"rendered":"Matrimonio tra omosessuali?"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-35701\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/matrimonio_gay.jpg\" alt=\"matrimonio_gay\" width=\"250\" height=\"165\" \/>Tratto da:<strong> <em>Una filosofia della famiglia<\/em>, <\/strong>Giuffr\u00e8, Milano<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dietro le attuali prospettive sulla omossessualit\u00e0 e le unioni omosessuali vi \u00e8 la sfiducia nella possibilit\u00e0 di elaborare un discorso obiettivo sulla persona umana, sulle sue spettanze, sulle sue esigenze autentiche e profonde, sui suoi doveri; la stessa categoria dell&#8217;identit\u00e0 personale \u00e8 ritenuta non tematizzabile; la persona \u00e8 vista come fondamentalmente inafferrabile, indicibile, evanescente, quindi come fondamentalmente irrelata, avulsa da ogni logica di comunicazione e riconducibile unicamente alla dinamica costitutivamente instabile dei desideri individuali e soggettivi. Da qui pesanti conseguenze sul piano del diritto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Francesco D&#8217;Agostino<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a7 3. Matrimonio tra omosessuali?<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">(&#8230;) 3.3. Che cosa propriamente chiedono coloro che auspicano una riforma cos\u00ec radicale del diritto di famiglia come quella che dovrebbe aprirlo al riconoscimento formale delle coppie omosessuali? Essi chiedono che l&#8217;ordinamento giuridico prenda sul serio il fatto che l&#8217;omosessualit\u00e0 non pu\u00f2 pi\u00f9 essere intesa come una malattia (8); di conseguenza, che non \u00e8 pi\u00f9 possibile continuare a gestire la questione omosessuale come si \u00e8 fatto finora, cio\u00e8 attraverso un&#8217;attenta miscela di tolleranza privata e disapprovazione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in quanto non sono soggetti malati, gli omosessuali &#8211; ma su questo, si noti bene, non c&#8217;\u00e8 chi non sia d&#8217;accordo &#8211; hanno il diritto a non subire alcuna discriminazione a causa della loro identit\u00e0 (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potr\u00e0 e dovr\u00e0 continuare ad essere combattuta l&#8217;omosessualit\u00e0 che si manifester\u00e0 in forma violenta, ma non diversamente peraltro da come pu\u00f2 e deve essere repressa ogni pratica sessuale violenta posta in essere da eterosessuali. Ma una pratica omosessuale liberamente e consapevolmente accettata deve oramai &#8211; cos\u00ec si sostiene &#8211; avere lo stesso riconoscimento di una pratica eterosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 dunque esistono serie e rispettabili convivenze omosessuali, che presuppongono nei conviventi profondi impegni reciproci di affettivit\u00e0 e solidariet\u00e0, bisogna procedere nei loro confronti ad una vera e propria forma di riconoscimento legale, secondo modalit\u00e0 normative sostanzialmente analoghe a quelle che governano le coppie coniugate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una prima e generica approssimazione, sembra che tutto quindi si condensi in una richiesta che sembra avere dalla sua una certa ragionevolezza, la ragionevolezza di chi insiste che bisogna prendere atto di un dato che oramai appartiene alla realt\u00e0 del nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se per\u00f2 cerchiamo di andare al di l\u00e0 di questa prima approssimazione e vogliamo mettere a fuoco l&#8217;essenziale del dibattito in materia di questi ultimi anni, ci accorgiamo che le cose non possono essere ridotte in termini cos\u00ec semplici. Infatti, la linea dei &#8220;riformisti&#8221; (per riunire sotto quest&#8217;unica categoria tutti coloro che ritengono giunto il momento di riformare radicalmente il diritto di famiglia) non \u00e8 univoca: nel loro fronte convivono almeno due diverse linee di tendenza, irriducibili di principio tra loro, che solo occasionalmente si trovano, nel nome della rivendicazione di un modello &#8220;pluralistico&#8221; di famiglia, ad essere alleate contro la prospettiva giuridica &#8220;tradizionale&#8221;, quella che parla di famiglia &#8220;al singolare&#8221;, come fondata su un concetto univoco di matrimonio, inteso come l&#8217;unione stabile di due individui di sesso diverso (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.4.<\/strong> Da una parte c&#8217;\u00e8 la linea di tendenza che potremmo denominare liberazionista &#8211; seguendo l&#8217;indicazione di Andrew Sullivan in quello studio a suo modo esemplare che \u00e8 <em>virtually normal<\/em> (11) -secondo questa linea la lotta per il riconoscimento delle convivenze omosessuali si inquadrerebbe in una linea politico-progettuale assolutamente pi\u00f9 ampia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; evidente che il riconoscimento di un matrimonio tra omosessuali comporterebbe, nell&#8217;immediato, un effetto sociale inevitabile e cio\u00e8 il depotenziamento della famiglia in generale e in particolare di un istituto giuridico, come quello dei matrimonio legale, ritenuto dai &#8220;liberazionisti&#8221; obsoleto e repressivo (e gi\u00e0 questo basterebbe per i suoi fautori a renderlo auspicabile). Infatti, per ricomprendere in se stesso l&#8217;unione tra omosessuali, il matrimonio legale dovrebbe essere &#8220;depubblicizzato&#8221;, reso cio\u00e8 sempre pi\u00f9 simile a un mero contratto di diritto privato, che per definizione va affidato nei suoi contenuti concreti alla pi\u00f9 piena disponibilit\u00e0 dei contraenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconoscendo le convivenze omosessuali, il sistema giuridico si troverebbe quindi obiettivamente costretto a fare un primo, ma decisivo passo indietro; il primo dei molti, ulteriori passi indietro che dovrebbero condurre se non all&#8217;estinzione del diritto di famiglia, almeno alla sua riduzione ai minimi termini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui comincia a delinearsi l&#8217;ulteriore effetto, destinato a manifestarsi in tempi medio-lunghi, dell&#8217;auspicato riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali, un effetto dotato di una valenza ancor pi\u00f9 significativa di quella appena accennata, perch\u00e9 non si limiterebbe ad alterare radicalmente un capitolo del diritto privato come quello del diritto familiare, ma coinciderebbe sostanzialmente con una lotta politico-sociale d\u00ec carattere libertario e antigiuridista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riconoscimento del matrimon\u00eco tra omosessuali sarebbe quindi il primo passo di un processo &#8211; i cui tempi ovviamente, per chi se ne fa fautore, non sono oggi puntualmente prevedibili &#8211; che dovrebbe comunque condurre ad instaurare un modello di convivenza sociale assolutamente nuovo, radicalmente individualistico, liberato insomma dal peso di quel vincolo estrinseco e soffocante che \u00e8 il diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.5.<\/strong> Occasionalmente alleato al movimento liberazionista, ma profondamente diverso nei suoi presupposti ideologici e nella sua dimensione progettuale, \u00e8 il movimento che (sempre seguendo Sullivan) possiamo denominare liberale e che considera il riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali un autentico e specifico obiettivo, privo di qualsiasi carattere strumentale rispetto a finalit\u00e0 ulteriori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta evidentemente di un liberalismo <em>secundum quid<\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">,<\/span> perch\u00e9 sposta la sua attenzione dal piano della teoria e della prassi delle forme di governo (quello proprio del liberalismo classico) al piano del vissuto individuale dei cittadini, per come questo vissuto \u00e8 destinato ad acquistare rilievo giuridico-istituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettivamente questo movimento non pu\u00f2 che essere definito liberale, perch\u00e9 prende veramente sul serio l&#8217;ispirazione pi\u00f9 profonda del liberalismo (che \u00e8 nello stesso tempo quella pi\u00f9 problematica), quella ispirazione pluralistica, costitutivamente intinta per\u00f2 di un irriducibile individualismo e relativismo etico, che port\u00f2 nel secolo scorso i liberali (o almeno i pi\u00f9 conseguenti tra essi) a un durissimo scontro con la Chiesa (scontro composto solo nei limiti in cui il riferimento di alcuni liberali a un articolato sistema di positivizzazione dei diritti umani, come diritti inviolabili, ha consentito alla fine, e fortunatamente, di individuare fruttuosi piani di intesa e collaborazione tra cattolici e laici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversamente dal modello precedente, quello liberale non si prefigura nessuna palingenesi sociale, n\u00e9 meno che mai si lascia suggestionare da utopie antigiuridiste. Per i liberali, \u00e8 semplicemente giunto il momento di riconoscere che \u00e8 definitivamente tramontato l&#8217;ideale (o l&#8217;illusione) di un&#8217;etica (e in particolare di un&#8217;etica sessuale) universalmente condivisa e meritevole quindi di essere tutelata istituzionalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 comporta che andrebbe ritenuta parimenti tramontata l&#8217;idea (che per i liberali pi\u00f9 propriamente va ritenuta un&#8217;illusione) che le forme private di vita &#8211; ivi comprese quelle sessuali &#8211; siano tutte da ricondurre a modelli univoci, univocamente determinabili sul piano del diritto (come \u00e8 appunto il caso del matrimonio che esige che i contraenti appartengano a sessi diversi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esistono &#8211; sostengono i liberali &#8211; svariate modalit\u00e0 di vivere la sessualit\u00e0, cos\u00ec come esistono diverse modalit\u00e0 di vivere la fede religiosa o di praticare un impegno politico o di ricercare la propria felicit\u00e0. Ci\u00f2 che spetta al diritto &#8211; sempre nell&#8217;opinione dei liberali &#8211; non \u00e8 privilegiarne alcune, ma riconoscerle tutte, senza operare indebite discriminazioni di alcuna sorta. Regolamentare giuridicamente le convivenze omosessuali non implicherebbe pertanto un dire di no al diritto, ma solo il chiedere al diritto lo sforzo di porsi al servizio del nuovo politeismo etico che si \u00e8 imposto nel nostro tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per farlo, il diritto deve saper rinnovare se stesso e le sue forme tradizionali, deve inventare nuove risposte alle nuove e profonde esigenze che emergono nella societ\u00e0 civile. Nel breve periodo, ci\u00f2 pu\u00f2 di fatto comportare l&#8217;adozione di strategie normative non molto diverse da quelle richieste dai liberazionisti; ma nel lungo periodo, il progetto liberale manifesta una sua spiccata identit\u00e0: esso vede il diritto non come una realt\u00e0 repressiva, ma come un sistema di difesa dell&#8217;unico diritto umano che per i liberali \u00e8 davvero fondamentale, quello di ciascun individuo di veder riconosciute, protette e potenziate istituzionalmente le proprie insindacabili scelte personali di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(&#8230;) l&#8217;intreccio di queste due prospettive non \u00e8 privo di una sua ragione, sulla quale \u00e8 utile riflettere, se non altro perch\u00e9 pu\u00f2 aiutarci a giungere pi\u00f9 rapidamente a percepire quale esattamente sia la questione essenziale da fronteggiare. Le due diverse prospettive non si intrecciano &#8211; lo abbiamo gi\u00e0 detto &#8211; per la loro specifica portata propositiva: \u00e8 vero che i sostenitori delle due posizioni si battono perch\u00e9 gli omosessuali possano sposarsi legalmente, ma lo fanno in base a progetti politico-sociali significativamente diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si intrecciano piuttosto perch\u00e9 muovono da un implicito, comune (e tragico) presupposto, nel quale si riassume uno dei tratti tipici della modernit\u00e0 e che ha un carattere fondamentalmente antropologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia i liberazionisti che i liberali non hanno alcuna fiducia nella possibilit\u00e0 di elaborare un discorso obiettivo sulla persona umana, sulle sue spettanze, sulle sue esigenze autentiche e profonde, sui suoi doveri; la stessa categoria dell&#8217;identit\u00e0 personale \u00e8 ritenuta da essi non tematizzabile; la persona \u00e8 vista sia dagli uni che dagli altri come fondamentalmente inafferrabile, indicibile, evanescente, quindi come fondamentalmente irrelata, avulsa da ogni logica di comunicazione e riconducibile unicamente alla dinamica costitutivamente instabile dei desideri individuali e soggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne segue che del diritto non \u00e8 pi\u00f9 percepita (e quindi gli viene sottratta) la funzione tipicamente propria, quella appunto di essere uno strumento al servizio della comunicazione interpersonale (e rivolto alla difesa della parte che, nella dinamica comunicativa, si rivela pi\u00f9 debole).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diritto mantiene una sua (residua) legittimit\u00e0 (e questo peraltro solo per i liberali) unicamente nei limiti in cui lo si riconosca al servizio esclusivo dell&#8217;individuo e gli si imponga di omaggiare e di potenziare i suoi (privati e insindacabili) desideri. La battaglia che liberazionisti e liberali combattono contro il significato &#8220;tradizionale&#8221; (cio\u00e8 monistico ed eterosessuale) del matrimonio, equivale quindi ad una battaglia contro l&#8217;idea che esistano modalit\u00e0, obiettive, o &#8211; se cos\u00ec si preferisce dire &#8211; naturali di comunicazione interpersonale, modalit\u00e0 che il diritto sia chiamato a formalizzare, a regolamentare, a garantire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.7<\/strong>. Siamo cos\u00ec giunti al punto essenziale della questione, che, per i giuristi, pu\u00f2 essere formulata in termini molto semplici: quella tra omosessuali non pu\u00f2 avere riconoscimento giuridico perch\u00e9 non \u00e8 una comunicazione; o meglio, e pi\u00f9 propriamente, non \u00e8 una comunicazione nel senso, nell&#8217;unico senso, che pu\u00f2 avere rilievo per il diritto (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; evidentemente fuori discussione, infatti, che esistono mille modi per gli uomini di comunicare tra loro e che possono anche possedere un immenso rilievo esistenziale, ma che non possiedono, n\u00e9 in linea di principio possono possedere alcun rilievo giuridico: l&#8217;amicizia \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 emblematico che si possa fare al riguardo<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;amicizia non \u00e8 giuridicizzabile non perch\u00e9 il rapporto che unisce affettivamente due persone amiche non risponda ad una logica comunicativa, ma perch\u00e9 si tratta di una logica comunicativa strettamente privata e di conseguenza insindacabile e non istituzionalizzabile (l&#8217;amicizia, in altre parole, non muta natura, se resta nascosta agli occhi di terze persone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il matrimonio non istituzionalizza una comunicazione affettiva (che non pu\u00f2 che essere privata), ma una scelta, anzi uno stato di vita, che non pu\u00f2 non avere rilievo pubblico (e che solo per questo pu\u00f2 essere sindacabile da parte di un giudice). Gli status che il matrimonio istituisce, quello di marito e quello di moglie, possono essere attribuiti solo a partire dalla manifestazione di una formale e pubblica volont\u00e0 in tal senso degli sposi; ma non \u00e8 propriamente la loro volont\u00e0 a istituire questi status, bens\u00ec il riconoscimento pubblico che questa unione ha un significato umano e sociale che trascende la soggettivit\u00e0 stessa degli sposi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intuizione secondo la quale il matrimonio sta a fondamento della famiglia, cio\u00e8 della cellula fondamentale della societ\u00e0 &#8211; secondo un modo di dire che per alcuni potrebbe suonare antiquato, ma che in realt\u00e0 \u00e8 assolutamente insuperato &#8211; si basa sulla percezione (se si vuole implicita) che il matrimonio possiede una propria finalit\u00e0 strutturale, cio\u00e8 la regolamentazione dell&#8217;esercizio della sessualit\u00e0 al fine di garantire l&#8217;ordine delle generazioni, e che questa finalit\u00e0 non \u00e8 un dato condizionato culturalmente, o che sia emerso nel corso della storia solo in una determinata fase dello sviluppo economico dell&#8217;umanit\u00e0, ma \u00e8 un principio che caratterizza costitutivamente l&#8217;essere dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto esseri sessuati, gli uomini, non diversamente dagli animali, procreano; ma in quanto propriamente esseri umani, divengono genitori, mariti e mogli, padri e madri, figli e figlie: acquistano cio\u00e8 la propria identit\u00e0, grazie all&#8217;assunzione di ruoli familiari, resa possibile da quella straordinaria struttura antropologica che \u00e8 il matrimonio (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9, dunque, ogni analogia tra matrimonio e convivenza omosessuale \u00e8 fallace. In quanto costitutivamente (e non accidentalmente) sterile, il rapporto omosessuale non pu\u00f2 rivendicare una autentica pretesa mimetica nei confronti di quello eterosessuale (che pu\u00f2 essere sterile di fatto, per volont\u00e0 delle parti, a causa della loro et\u00e0 o per fattori patologici, ma non \u00e8 mai sterile nel suo principio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa pretesa \u00e8 quindi con ogni evidenza oggettivamente infondata, quali che possano essere le ragioni soggettive (che possono anche essere degne di profondo rispetto) che inducono a farla insorgere: ci\u00f2 \u00e8 quanto basta al giurista per fargli qualificare la comunicativit\u00e0 di un rapporto omosessuale giuridicamente irrilevante e quindi non formalizzabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3.8.<\/strong> Il giurista che si attesti sulle posizioni appena descritte verr\u00e0 certamente a trovarsi in una situazione particolarmente scomoda. In una societ\u00e0, come quella contemporanea, che si \u00e8 liberata dai pesanti (e nella maggior parte dei casi infondati) pregiudizi secolari contro l&#8217;omosessualit\u00e0, fino al punto paradossalmente di banalizzarla; in una societ\u00e0 che ha marginalizzato l&#8217;etica, che ha rimosso l&#8217;idea che esistano peccati contro natura e che cerca di elaborare un&#8217;interpretazione della sessualit\u00e0 come di una innocente istintualit\u00e0 polimorfica, che si pone quindi prima e oltre ogni distinzione sessuale; in una societ\u00e0 che \u00e8 divenuta ipersensibile e reattiva nei confronti di ogni, sia pur lieve, forma di criminalizzazione sociale, che non abbia una giustificazione esplicitamente economica; sembra che l&#8217;unico <em>no<\/em> nei confronti dell&#8217;omosessualit\u00e0 debba essere il giurista a dirlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 quindi da meravigliarsi troppo, se molti giuristi rifiutano di accollarsi questo onere, di cui proprio non riescono a rendersi ragione, per assumere l&#8217;atteggiamento prudente e attendista di cui parlavamo all&#8217;inizio di queste considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, il compito del giurista oggi \u00e8 questo. Non perch\u00e9 spetti a lui valutare eticamente, psicologicamente, sociologicamente l&#8217;omosessualit\u00e0; n\u00e9, meno che mai, perch\u00e9 spetti a lui riflettere su quale possa essere la politica sociale ottimale da adottare nei confronti degli omosessuali (o addirittura se debba esserci una specifica politica sociale al riguardo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che spetta al giurista \u00e8 mostrare che il problema dell&#8217;omosessualit\u00e0 non \u00e8 un problema di diritto, ma di fatto; che esso cio\u00e8 appartiene ad una di quelle dimensioni di mera fattualit\u00e0 che caratterizzano l&#8217;esistenza umana, che il diritto \u00e8 impotente a gestire e regolamentare, perch\u00e9 hanno un carattere ed una valenza pregiuridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tentativo di far entrare a forza il diritto anche entro questi ambiti corrisponde all&#8217;illusione che una pi\u00f9 pervasiva giuridificazione dell&#8217;esistenza possa donare agli omosessuali quell&#8217;equilibrio interiore della cui mancanza, con ogni evidenza, essi soffrono, e duramente. Un diritto che sappia reagire contro queste illusioni non \u00e8 un diritto insensibile o crudele; \u00e8 semplicemente un diritto che sa restare fedele alla verit\u00e0 delle cose, anche e soprattutto quando il solo riconoscerla implica uno sforzo etico e psicologico non indifferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)<\/strong> Si legga ad es. quanto scrivono F. LEROY-FORGEOT e C. MAcARY, nonch\u00e9 il cunoso esempio che portano a difesa della loro tesi:<em> &#8220;La question de l&#8217;ouverture du mariage aux unions homosexuelles est politique, c&#8217;est-\u00e0-dire que la r\u00e9ponse qui sera apport\u00e9e est choix politique, comme celui qui fit, par exemple, le gouvernement \u00e9lu en 1981 en d\u00e9cidant d&#8217;abolir la peine de mort alors qu&#8217;une grande majorit\u00e9 de Frangais y \u00e9tait oppos\u00e9&#8221; (Le couple homosexuel et le droit, Odile Jacob, Paris 2001, p. 85).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Questo \u00e8 formalmente vero, da quando nel 1980 l&#8217;American Psychiatric Association nella terza edizione del suo <em>Diagnostic Statistic Manual <\/em>non ha pi\u00f9 inserito l&#8217;omosessualit\u00e0 tra le categorie diagnostiche. Che sia sostanzialmente vero che l&#8217;omosessualit\u00e0 non debba essere considerata una patologia, \u00e8 ovviamente un altro problema, tuttora aperto. Restano ad es. ancora da interpretare i dati obiettivamente rilevati da Simon Le Vay, neurobiologo di Harvard, nel 1991, in ordine alle differenze anatomiche tra etero ed omosessuali maschi nell&#8217;ipotalamo (cfr. I. WICKELGREN, <em>Discovery of &#8216;Gay Gene&#8217; Questioned,<\/em> in &#8220;Science&#8221;,1999, 284, pp. 571 ss.). Va altres\u00ec sottolineato che la cancellazione dell&#8217;omosessualit\u00e0 dal novero delle patologie non \u00e8 stato l&#8217;effetto di specifici e innovativi accertamenti scientifici ma della pressione sociale degli omosessuali stessi, quando sono giunti a riconoscersi come gruppo sociale e ad agire efficacemente come movimento (cfr. le giuste osservazioni di T. NATHAN, specificit\u00e0 dell&#8217;emopsichiatria, in <em>La sfida dell&#8217;altro. Le scienze psichiche in una societ\u00e0 multiculturale,<\/em> a cura di M. GALZIGNA, Venezia 1999, pp. 41-42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> <em>&#8211;<\/em>L&#8217;omosessuale ha il fondamentale diritto di essere riconosciuto come persona umana, dotata della dignit\u00e0 e dei diritti di ogni altro essere umano. Tale riconoscimento esclude tassativamente che l&#8217;omosessuale, a motivo della sua condizione sessuale, possa essere considerato, in quanto a dignit\u00e0 e a diritti, in modo non paritario rispetto agli eterosessuali; che inoltre possa essere discriminato nella vita sociale, religiosa, politica, economica, cultu rale&#8230; La qualifica di persona, infatti, appartiene all&#8217;essere umano nativamente, a prescindere dalla sua caratterizzazione sessuale&#8221;: cos\u00ec G. CONCETTI,<em> Diritti degli omosessuali,<\/em> Casale Monferrato, Piemme, 1997, pp. 27-28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> Su tale concetto &#8220;univoco&#8221; di matrimonio, cfr. V. BELLVER-J.J. SILVESTRE,<em> La heterosexualidad come principio cal\u00edfzcador del matrimonio,<\/em> in &#8220;Cuadernos de Bio\u00e9tica&#8221;, VIII, 1997, n. 32, pp. 1368-1384.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Tr. it. col titolo &#8220;Praticamente normali. Le ragioni della omosessualit\u00e0&#8221;, Milano, Mondadori, 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Qui comunque potrebbe aprirsi la questione se in generale quella omosessuale sia davvero una comunicazione. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che nella cultura di questi ultimi decenni si siano moltiplicati gli studi volti a mostrare (per usare le parole di Oraison) che &#8220;pu\u00f2 esistere un rapporto tra due omosessuali, anche temporaneo, attraverso il quale passa un&#8217;autentica amicizia, un&#8217;autentica carit\u00e0&#8221; (M. ORAISON<em>, La question homosexuelle,<\/em> Paris 1975, p. 10). Non lo nego; mi limito a chiedere se questa amicizia, questa carit\u00e0 (della cui autenticit\u00e0 Oraison pretende di essere testimone e di certo nessuno pu\u00f2 o vuole negargli tale qualifica) si radichino nell&#8217;identit\u00e0 omosessuale dei partners, o &#8211; come appare pi\u00f9 probabile &#8211; nella loro pi\u00f9 generale capacit\u00e0 personale di incontro. Se cos\u00ec stessero davvero le cose, resterebbe aperta la questione (che qui \u00e8 impossibile approfondire) se questa che ho chiamato &#8216;capacit\u00e0 personale di incontro&#8217; sia fino in fondo compatibile con un rapporto omosessuale e con la sua obiettiva e pur sempre inadeguata (se non disperata) mimesi dell&#8217;eterosessualit\u00e0. Non mi sembra lontana da questa prospettiva Christine Boutin, quando afferma con forza che l&#8217;omosessualit\u00e0 non pu\u00f2 essere eretta al rango di norma sociale, perch\u00e9 veicolo di esclusione:<em> &#8220;Qu&#8217;est-ce que l&#8217;homosexualit\u00e9, si non l&#8217;impossibilit\u00e9 d&#8217;atteindre la personne de l&#8217;autre dans sa diff\u00e8rence? Qu&#8217;est-ce ensuite que cette impossibilit\u00e9, souvent voulue, sinon la forme la plus Accomplie (parce que volontaire) de l&#8217;exclusion? Pourrait-on alors faire d&#8217;un comportement exclusif une r\u00e8gle sociale, en int\u00e9grant l&#8217;homosexualit\u00e9 dans un cadre l\u00e9gislatiP Non: cette ,~:perspective est inacceptable pour quiconque est attach\u00e9 \u00e0 la d\u00ecgnit\u00e9 de la personne humaine&#8221;<\/em> (Ch- BOUTIN, <em>La d\u00e9fense de la famille contre les unions homosexuelles,<\/em> in &#8216;Tamilia et Vita&#8221;, 4, 1999, n. 1, pp. 99-100).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> M. MIELI <em>(Elementi di critica omosessuale,<\/em> Torino, Einaudi, 19772) considera &#8220;ipocriti&#8221; coloro che erigono la procreazione a dogma e ritengono l&#8217;eterosessualit\u00e0 &#8220;normale&#8221; in forza dell&#8217;equazione amore=procreazione (p. 40). <em>&#8220;Considerare la sessualit\u00e0 come finalizzata alla riproduzione &#8211; egli scrive &#8211; significa applicare una categoria interpretativa teleologico-eterosessuale, e quindi riduttiva, al complesso molteplice delle funzioni libidiche dell&#8217;esistenza&#8221; <\/em>(ib\u00eddem). Ora, non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che la riproduzione (nel senso strettamente, biologico del termine) non abbia bisogno in s\u00e9 e per s\u00e9 dell&#8217;amore e che, come scrive Andr\u00e9 GIDE,<em> &#8220;non \u00e8 la fecondazione che l&#8217;animale cerca, \u00e8 semplicemente la volutt\u00e0. Cerca la volutt\u00e0 &#8211; e trova la fecondazione per caso fortuito&#8221;<\/em> (Corydon, tr. it., Milano 1952, p. 83 e ss.). Ma non c&#8217;\u00e8 nemmeno alcun dubbio che nessun rapporto sessuale umano sia del tutto paragonabile a un rapporto sessuale animale.<em> &#8220;Pensiamo &#8211; ipotizza Vittorio Math\u00eceu &#8211; a un atto sessuale in cui non ci sia scambio di parole. In realt\u00e0 un tale rapporto sarebbe subumano&#8221; 1 Nel caso che la coppia non disponga di una lingua comune, si sviluppa, anzi, un insegnamento, che gli inglesi chiamano &#8220;pillow teaching&#8221;. La funzione che ha la lingua in ogni rapporto amoroso si palesa anche nell&#8217;uso popolare del verbo parlare per fare la corte, o addirittura avere un rapporto. Analogo l&#8217;antico italiano donneare, ossia parlare di amore con donne&#8221;<\/em> (L&#8217;ermeneutica, ponte sulla differenza ontologica, in MATHIEU<em>,<\/em> <em>L&#8217;uomo animale ermeneutico,<\/em> Torino, Giappichelli, 2000, p. 83). Insomma, se \u00e8 evidente che la sessualit\u00e0 umana veicola i propri significati anche al di l\u00e0 di intenzionali e\/o fattuali finalit\u00e0 procreative (dato che l&#8217;uomo \u00e8 s\u00ec un essere naturale, ma non naturale del tutto), resta per\u00f2 fermo che proprio nel suo determinarsi come umana la sessualit\u00e0 non pu\u00f2 essere ridotta alle sue strutturazioni libidiche. Abb\u00ecamo il dovere di prendere sul serio l&#8217;ordine delle generazioni, il fatto cio\u00e8 che, anche se non siamo e non intendiamo divenire padri o madri, siamo comunque figli o figlie; di prendere sul serio il fatto che \u00e8 in quest&#8217;ordine che la nostra identit\u00e0 sessuale trova la propria misura. E poich\u00e9 si tratta di una misura antropologica (o, se si vuole etica) e non biologica, ne segue che l&#8217;esercizio della sessualit\u00e0 da parte dell&#8217;individuo umano \u00e8 chiamato a seguire una logica del senso e non semplicemente dell&#8217;istinto o, per usare l&#8217;espressione di Gide, della volutt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tratto da: Una filosofia della famiglia, Giuffr\u00e8, Milano Dietro le attuali prospettive sulla omossessualit\u00e0 e le unioni omosessuali vi \u00e8 la sfiducia nella possibilit\u00e0 di elaborare un discorso obiettivo sulla persona umana, sulle sue spettanze, sulle sue esigenze autentiche e profonde, sui suoi doveri; la stessa categoria dell&#8217;identit\u00e0 personale \u00e8 ritenuta non tematizzabile; la persona &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/matrimonio-tra-omosessuali\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":35701,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[415],"class_list":["post-1954","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omosessualit","tag-matrimonio-gay","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Matrimonio tra omosessuali? 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