{"id":1940,"date":"2006-03-17T00:00:00","date_gmt":"2006-03-16T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-12-17T14:33:42","modified_gmt":"2015-12-17T13:33:42","slug":"cattolicesimo-italiano-e-futuro-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cattolicesimo-italiano-e-futuro-del-paese\/","title":{"rendered":"Cattolicesimo italiano e futuro del Paese"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/marcia-vita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-28896\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/marcia-vita.jpg\" alt=\"marcia vita\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/a>La Societ\u00e0<\/strong> (rivista scientifica della Fondazione \u201cGiuseppe Toniolo\u201d di Verona) n.1 2006<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Card. <strong>Camillo Ruini<\/strong>,\u00a0Presidente della CEI<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(<em>Prolusione del VII Forum del Progetto culturale, svoltosi a Roma il 2 dicembre 2005<\/em>)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1. La questione dell&#8217;etica pubblica<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A un anno di distanza dal VI Forum del progetto culturale, dedicato al Concilio Vaticano II, siamo qui per rilanciare quelle riflessioni, a partire dal riferimento dinamico al Concilio stesso, concentrandole sulle prospettive attuali dell&#8217;Italia. Non tendiamo a fornire un&#8217;analisi della situazione esistente, e ancor meno a mettere a punto previsioni, di solito abbastanza improbabili, sul nostro futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cercheremo piuttosto di immaginare e delineare i contributi che il cattolicesimo italiano, nella sua multiforme presenta e realt\u00e0, pu\u00f2 dare al cammino della nazione. la mia prolusione non ha ambizioni di globalit\u00e0, nemmeno nell&#8217;enunciazione dei problemi. Apre solo la strada ai tre interventi programmati del Prof. Luigi Alici, di Mons. Gianni Ambrosio e del Doit. Dino Boffo, che individueranno alcune tematiche e questioni di peculiare e concreta rilevanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incomincio facendo riferimento all&#8217;anno 2005, che \u00e8 quello che ci separa dal Forum precedente. Per la Chiesa e i cattolici italiani si \u00e8 trattato senza dubbio di un anno particolarmente intenso e, possiamo aggiungere, di un anno in cui l&#8217;Italia nella sua globalit\u00e0 ha fortemente percepito la sua &#8220;anima&#8221; e il suo &#8220;fondo&#8221; cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto soprattutto con l&#8217;aggravarsi della malattia e poi con la morte e le esequie di Giovanni Paolo II, seguite dalla rapida elezione di Benedetto XVI e dal riversarsi su di lui, con spontanea continuit\u00e0, dell&#8217;affetto popolare che era cresciuto intorno al suo Predecessore.\u00c8 stata, questa, una straordinaria esperienza di unit\u00e0 per il nostro popolo, come del resto &#8211; pur con ovvie gradazioni e differenze &#8211; quasi per l&#8217;umanit\u00e0 intera, compresa la sua grande parte non cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra circostanza significativa di questo 2005, sebbene di natura assai diversa, \u00e8 stata il referendum sulla legge per la procreazione assistita. Esso ha rappresentato un forte motivo di impegno e di unit\u00e0 per i cattolici italiani e al contempo d\u00ec incontro e convergenza con significativi rappresentanti della cultura laica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha anche contribuito per\u00f2 a far emergere una nuova e certamente non desiderabile fase di tensione nei rapporti con altri laici, soprattutto sul piano politico e mediatico, mentre nella realt\u00e0 concreta del Paese una simile difficolt\u00e0 sembra di gran lunga meno presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva del contributo che potremo dare come cattolici al nostro Paese nei prossimi anni \u00e8 importante comunque riflettere su queste problematiche, dato che esse, al di l\u00e0 delle vicende contingenti, appaiono destinate ad acquisire un rilievo crescente, non solo in Italia e non solo in relazione alla Chiesa cattolica, e gi\u00e0 presentano a-spetti nuovi e profondamente diversi rispetto alle forme in cui si ponevano tradizionalmente le questioni dei rapporti Stato-Chiesa e della laicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente infatti i veri motivi di contrasto non riguardano pi\u00f9, se non in via del tutto secondaria e per cosi dire &#8220;di risulta&#8221;, il contenzioso classico tra Chiesa e Stato in quanto istituzioni e le loro rispettive competenze: queste materie hanno trovato ormai degli assetti largamente condivisi e sostanzialmente stabili, sebbene diversi nei singoli Paesi a seconda della storia e della realt\u00e0 di ciascuno di essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quelle che invece stanno emergendo in maniera prepotente sono le questioni che fanno riferimento all&#8217;area della soggettivit\u00e0 personale e delle norme pubbliche entro le quali occorre in qualche modo inquadrarla. L&#8217;approccio che ha trovato la sua formulazione classica gi\u00e0 con Ugo Grozio nel 1625, secondo il quale le norme fondamentali del diritto conserverebbero la loro validit\u00e0 &#8220;<em>etsi Deus non daretur<\/em>&#8220;, perch\u00e9 fondate nella natura umana, ha infatti esaurito ormai da tempo la sua efficacia storica, come risulta dal progressivo venir meno, nel corso del secolo XX, di quella larga coincidenza materiale e contenutistica tra etica pubblica civile e morale cristiana che era a lungo sopravvissuta all&#8217;affermarsi dell&#8217;autonomia degli Stati rispetto all&#8217;autorit\u00e0 ecclesiastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto lo stesso fondamento teoretico della formula di Grozio \u00e8 entrato in crisi non da oggi, con la contestazione sempre pi\u00f9 radicale del concetto stesso di &#8220;natura umana&#8221; e quindi di diritti naturali. Gi\u00e0 alla fine dell&#8217;800 F. Nietzsche pone di fatto un&#8217;alternativa totale all'&#8221;<em>etsi Deus non daretur<\/em>&#8220;: per lui infatti la conseguenza della morte, o pi\u00f9 espressivamente dell&#8217;uccisione&#8221; di Dio, \u00e8 la trasformazione di tutti i valori, il venir meno di ogni precedente punto di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto \u00e8 diffusa, e tende ad affermarsi come unica valida nello spazio pubblico, la posizione secondo la quale la libert\u00e0 individuale e i &#8220;diritti di libert\u00e0&#8221; costituiscono il valore fondamentale che misura tutti gli altri, con la conseguente esclusione di ogni vera o presunta discriminazione ai danni di qualcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo dovrebbe essere pertanto l&#8217;unico criterio regolatore dell&#8217;etica pubblica, o almeno di quella parte di essa che si esprime in norme giuridicamente vincolanti, mentre non potrebbe essere ammesso, a livello pubblico, alcun riferimento a ci\u00f2 che \u00e8 bene o male in se stesso, ma soltanto alla valutazione delle conseguenze, utili o dannose, dei nostri comportamenti: un&#8217;illustrazione assai penetrante di questa situazione e delle sue radici e implicazioni \u00e8 stata fatta dall&#8217;allora Cardinale Ratzinger nella relazione tenuta a Subiaco poco prima della sua elezione al Pontificato (cfr ora &#8220;<em>L&#8217;Europa di Benedetto nulla crisi delle culture<\/em>&#8220;, ed. Cantagalli, pp. 29-79).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comprende quindi facilmente come questa libert\u00e0 individuale che non discrimina, per la quale in ultima analisi tutto \u00e8 relativo al soggetto, tenda ad escludere o sottomettere ogni altra posizione, che pu\u00f2 essere lecita, sempre a livello pubblico, soltanto finch\u00e9 rimane subordinala e non in contraddizione rispetto a un tale criterio relativistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo il vero motivo di contrasto non solo con ogni pretesa di valenza pubblica di un&#8217;etica di ispirazione cristiana, o di altra matrice religiosa, ma anche con un&#8217;etica che si richiami a un proprio oggettivo fondamento umanistico. In un tale dibattito \u00e8 dunque scarsamente efficace, perch\u00e9 non tocca il fondo del problema, richiamarsi al fatto che le norme alle quali cerchiamo di conservare una valenza pubblica, pur essendo state formulate all&#8217;interno della tradizione cristiana, esprimono aspetti che valgono per l&#8217;uomo in quanto tale e promuovono il suo bene autentico: resta in piedi infatti la discriminante decisiva, che quelle norme non si sottometterebbero al criterio relativistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di allargare lo sguardo a una problematica pi\u00f9 ampia, entro la quale possano intravedersi non solo le vie per superare l&#8217;approccio relativistico, ma soprattutto i modi per rispondere in forma positiva alla domanda circa il contributo dei cattolici al cammino dell&#8217;Italia, vorrei avanzare una proposta, che pu\u00f2 suonare abbastanza ovvia, ma che ha il merito di superare, a livello pratico, lo stallo generato dalla contrapposizione tra i sostenitori e gli avversari dell&#8217;approccio relativistico in materia di etica pubblica, senza obbligare n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli altri a recedere dall&#8217;agire secondo i propri convincimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta cio\u00e8 di affidarsi, anche in questi ambiti, al libero confronto delle idee, rispettandone gli esiti democratici pure quando non possiamo condividerli. Cos\u00ec gi\u00e0, fortunatamente e nella sostanza, avviene di fatto, in un Paese democratico come il nostro, ma \u00e8 bene che tutti ne prendiamo pi\u00f9 piena coscienza, per stemperare il clima di un confronto che prevedibilmente si protrarr\u00e0 assai a lungo, arricchendosi di sempre nuovi argomenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fautori del relativismo continueranno a pensare che in certi casi siano stati violati i &#8220;diritti di libert\u00e0&#8221;, mentre i sostenitori di un approccio collegato all&#8217;essere dell&#8217;uomo continueranno a ritenere che in altri casi siano stati violati diritti fondati sulla natura, e perci\u00f2 antecedenti ad ogni umana decisione, ma non vi sar\u00e0 motivo di accusarsi reciprocamente di oltranzismo antidemocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 appena il caso di aggiungere che, pur all&#8217;interno dell&#8217;alternativa fondamentale tra queste due concezioni dell&#8217;etica pubblica, esiste una molteplicit\u00e0 di posizioni sui singoli problemi concreti, che non si presta ad essere inquadrata entro schemi prefissati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Allargare gli spazi della razionalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sono soffermato piuttosto a lungo sulla questione dell&#8217;etica pubblica perch\u00e9 essa ha certamente un suo oggettivo e grande rilievo, e anche perch\u00e9 non sarebbe realistico evitarla, interrogandoci oggi sul contributo dei cattolici al cammino dell&#8217;Italia. Sono per\u00f2 pi\u00f9 che fondate le preoccupazioni riguardo ai limiti e ai danni che comporterebbe un appiattirci su tali problematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etica pubblica stessa, del resto, non sta mai da sola: essa rimanda anzitutto all&#8217;etica dei comportamenti vissuti, alle scelte quotidiane &#8211; di per s\u00e9 libere e al contempo molteplicemente condizionate &#8211; delle persone, delle famiglie, dei vari gruppi sociali. Ma anche l&#8217;ambito dell&#8217;etica preso nella sua interezza non \u00e8 isolabile e non si regge in alcun modo da solo: rimanda piuttosto sia alle concezioni di fondo sull&#8217;uomo e sulla realt\u00e0 che improntano una cultura sia, e ancora pi\u00f9 profondamente, al mistero dell&#8217;esistenza personale, a quella dimensione nella quale l&#8217;uomo ha a che fare con il Mistero originario. Sarebbe davvero grave se proprio i credenti in Cristo dessero anche solo l&#8217;impressione di mettere tra parentesi questa dimensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un compito al quale Benedetto XVI spesso ci richiama, da ultimo nel discorso all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, \u00e8 quello di allargare gli spazi della razionalit\u00e0. Quella forma di razionalit\u00e0 che possiamo denominare\u00a0scientifica e funzionale, per la quale \u00e8 razionalmente valido soltanto ci\u00f2 che, direttamente o indirettamente, \u00e8 sperimentabile e calcolabile, ha certo una sua legittimit\u00e0 e necessit\u00e0 nell&#8217;ambito scientifico-tecnologico e costituisce un grande e fondamentale fattore di sviluppo, ormai a livello planetario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dimentica per\u00f2 il proprio carattere di scelta metodologica e pretende di costituire l&#8217;unica forma di conoscenza davvero razionale della realt\u00e0 contraddice quel canone e quel limite che essa stessa si \u00e8 giustamente imposta e rende in concreto razionalmente non decidibili, anzi non proponibili, le questioni del bene e del male morale, e pi\u00f9 fondamentalmente del senso e del destino dell&#8217;uomo e dell&#8217;universo, in ultima istanza la questione di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare a proposito dell&#8217;uomo una simile restrizione della razionalit\u00e0 comporta inevitabilmente che il soggetto umano sia razionalmente conoscibile solo in quanto venga per cos\u00ec dire &#8220;misurato&#8221;, attraverso qualche forma di indagine sperimentale, e che in tal modo si perda di vista proprio il soggetto in ci\u00f2 che gli \u00e8 specifico, cercando invece di ricondurre l&#8217;uomo all&#8217;interno della serie degli oggetti naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente indicative, in questo contesto, sono le direzioni delle ricerche sui rapporti mente-cervello, sulle questioni della coscienza e dell&#8217;autocoscienza, come anche sul linguaggio umano, a confronto con quello attribuito ad altri animali. \u00c8 evidente d&#8217;altronde l&#8217;intima coerenza che unisce tra loro la posizione del relativismo etico, la restrizione della razionalit\u00e0 all&#8217;ambito di ci\u00f2 che \u00e8 sperimentabile e calcolabile e &#8211; a livello contenutistico &#8211; la riduzione dell&#8217;uomo ad uno degli oggetti della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme a questa intima coerenza non \u00e8 difficile per\u00f2 percepire un curioso paradosso, e finalmente un&#8217;autentica contraddizione interna: infatti ridurre l&#8217;uomo a un prodotto de La natura implica inevitabilmente la negazione della sua reale libert\u00e0 e della sua stessa autentica razionalit\u00e0, e quindi anche la messa in discussione dei suoi &#8220;diritti di libert\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendere atto degli elementi di criticit\u00e0 pi\u00f9 profondi, e alla fine pi\u00f9 influenti, del contesto socio-culturale nel quale ci muoviamo non deve indurci per\u00f2 ad essere ciechi o indifferenti verso altri aspetti, di segno ben diverso, che sono a loro volta presenti e che anzi sembrano essere quelli pi\u00f9 nuovi e meglio capaci di futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci stimola a prestar loro fiduciosa attenzione anzitutto Papa Benedetto XVI, ad esempio nel discorso del 19 novembre alla Conferenza sul genoma umano promossa dal Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, dove ha messo in rilievo che il secolarismo radicale non soddisfa pi\u00f9 gli spiriti maggiormente consapevoli ed attenti&#8221; e che &#8220;nelle popolazioni di lunga tradizione cristiana rimangono presenti semi di umanesimo non raggiunti dalle dispute della filosofia nichilista, semi che tendono &#8230; a rafforzarsi quanto pi\u00f9 gravi diventano le sfide&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, quella convergenza tra\u00a0 cattolici, laici e credenti di altre confessioni che in Italia \u00e8 diventata parti-colarmente visibile in occasione del referendum sulla procreazione assistita, e che ha rappresentato una conferma fattuale delle parole aggiunte a braccio da Benedetto XVI al suo discorso del 30 maggio all&#8217;Assemblea della GEI,&#8221;non lavoriamo per l&#8217;interesse cattolico ma sempre per l&#8217;uomo creatura di Dio&#8221;, non \u00e8 certo limitata al nostro Paese e si verifica anche su terreni diversi da quello dell&#8217;etica pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente significativo e incoraggiante \u00e8 il fatto che le grandi domande sull&#8217;uomo, sulla vita, sulla totalit\u00e0 dell&#8217;universo interessano e coinvolgono con forza crescente proprio coloro che pi\u00f9 sono impegnati nella ricerca scientifica, perch\u00e9 l&#8217;avanzare delle scienze stimola a porre problemi che debordano dai canoni metodologici delle scienze stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo una questione sulla quale vorrei fermarmi brevemente \u00e8 quella dell&#8217;evoluzione, non solo perch\u00e9 intorno ad essa si \u00e8 sviluppato oggi un nuovo dibattito scientifico-teologico, ma soprattutto per la rilevanza che essa ha nella cultura del nostro tempo, e anche per le precisazioni epistemolo-giche che essa richiede e consente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 Pio XII nell&#8217;Enciclica <em>Humani generis<\/em> aveva ammesso, a determinate condizioni, libert\u00e0 di discussione sulla &#8220;ipotesi&#8221; evoluzionistica, mentre Giovanni Paolo II, nel messaggio del 24 ottobre 1996 alla Pontificia Accademia delle Scienze, affermava che &#8216;nuove conoscenze conducono a non considerare pi\u00f9 la teoria dell&#8217;evoluzione una mera ipotesi&#8221; bens\u00ec appunto una teoria &#8211; o pi\u00f9 esattamente delle teorie, diverse anche per le filosofie a cui fanno riferimento &#8211; che si \u00e8 &#8220;progressivamente imposta all&#8217;attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere&#8221;: resta comunque fermo che lo spirito dell&#8217;uomo non pu\u00f2 essere ricondotto alla materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 certo il caso di fare dei passi indietro rispetto a queste precisazioni di Giovanni Paolo II. Bisogna per\u00f2 essere lucidamente attenti a quella filosofia, o visione del mondo, a cui spesso la teoria dell&#8217;evoluzione viene collegata e della quale diventa veicolo di diffusione, fino a proporsi come la spiegazione scientifica &#8211; almeno potenziale &#8211; di tutto il creato o, secondo le parole del Cardinale Ratzinger nel libro <em>Fede Verit\u00e0 Tolleranza<\/em>\u00a0 (ed. Cantagalli, pp. 187-192), come &#8220;una specie di &#8220;filosofia prima&#8221; che rappresenta per cos\u00ec dire l&#8217;autentico fondamento della comprensione razionale del mondo&#8221;, al di l\u00e0 della quale &#8220;le ulteriori domande sull&#8217;origine e la natura delle cose non siano pi\u00f9 lecite o necessarie&#8221;, con la chiara conseguenza che non rimane alcuno spazio per un&#8217;Intelligenza creatrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A una simile proiezione filosofica e ateistica dell&#8217;evoluzionismo \u00e8 senz&#8217;altro giusto opporre anzitutto che essa deborda, costitutivamente, dall&#8217;ambito e dai canoni della ricerca scientifica. \u00c8 possibile per\u00f2 fare anche un passo ulteriore e oggi si tenta di compierlo, seguendo due vie che occorre tenere accuratamente distinte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una di esse cerca di individuare nei viventi alcune strutture complesse non suscettibili di essere spiegate con i meccanismi dell&#8217;evoluzione, che richiederebbero quindi un disegno intelligente. Non sono ovviamente in grado di pronunciarmi sulla fondatezza scientifica di tali posizioni; a livello metodologico esse, nella misura in cui intendano concludere direttamente a un&#8217;Intelligenza creatrice, sembrano incorrere nella medesima obiezione di sconfinamento dai canoni dalla ricerca scientifica che si deve opporre all&#8217;interpretazione ateistica dell&#8217;evoluzionismo; il loro eventuale merito pu\u00f2 essere piuttosto di contribuire al progresso della scienza, facendo emergere interrogativi cui le teorie attualmente diffuse non siano in grado di dare risposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altra via non si riferisce a singole questioni scientifiche ma si colloca fin dall&#8217;inizio a livello filosofico, interrogandosi sulle condizioni di possibilit\u00e0 dell&#8217;intero sviluppo della razionalit\u00e0 scientifica e individuandole, dal punto di vista dell&#8217;oggetto conosciuto, nell&#8217;intelligibilit\u00e0 dell&#8217;universo, a sua volta ultimamente non spiegabile se non riconducendo a un&#8217;Intelligenza creatrice l&#8217;universo stesso (mi permetto di rinviare in proposito anche a un mio vecchio libretto, <em>Le ragioni della fede<\/em>, ed. Paoline, pp. 57-76).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Vivere senza prescindere da Dio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Benedetto XVI nell&#8217;udienza generale di mercoled\u00ec 9 novembre, attraverso un commento di grandissimo respiro al Salmo 135 (136), ha mostrato tutta la portata che hanno per la fede cristiana queste problematiche: riferendosi alle parole sorprendentemente attuali di un Padre della Chiesa del IV secolo, San Basilio il Grande, il Papa ha affermato che oggi sono pi\u00f9 numerosi di allora quanti &#8220;tratti in inganno dall&#8217;ateismo, ritengono e cercano di dimostrare che tutto sia privo di guida e di ordine, come in balia del caso&#8221;, ed ha aggiunto: &#8220;il Signore con la Sacra Scrittura risveglia la ragione che dorme e ci dice: all&#8217;inizio \u00e8 la Parola crea-trice &#8230; questa Parola &#8211; che ha creato questo progetto intelligente che \u00e8 il cosmo &#8211; \u00e8 anche amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamoci, quindi, risvegliare da questa Parola di Dio; preghiamo che essa rischiari anche la nostra mente, perch\u00e9 possiamo percepire il messaggio del creato &#8211; i-scritto anche nel nostro cuore -, che il principio di tutto \u00e8 la Sapienza creatrice, e questa Sapienza \u00e8 amore, \u00e8 bont\u00e0: &#8220;La sua misericordia rimane in eterno&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole di Papa Benedetto e-sprimono sinteticamente quanto egli ha elaborato attraverso decenni di riflessione teologica, nella quale l&#8217;opposizione al relativismo e al materialismo non prende mai la forma di un assolutismo della ragione, di un chiuso razionalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa corrispondere invece all&#8217;unit\u00e0 in Dio creatore di sapienza e amore libero e gratuito l&#8217;intimo nesso di ragione, amore, rivelazione e grazia, nel nostro aprirci al mistero di Dio. In concreto, proprio riguardo all&#8217;alternativa fondamentale tra Intelligenza creatrice e interpretazione materialistica dell&#8217;evoluzionismo, l&#8217;allora Cardinale Ratzinger riconosce che &#8220;il pensiero filosofico stesso qui giunge al suo limite&#8221; (<em>Fede Verit\u00e0 Tolleranza<\/em>, p. 191): a livello filosofico pertanto &#8220;il Logos &#8230; all&#8217;origine di ogni cosa rimane, pi\u00f9 che mai, l&#8217;ipotesi migliore, bench\u00e9 sia un&#8217;ipotesi &#8230; che esiga da parte nostra di rinunciare a una posizione di dominio e di rischiare quella dell&#8217;ascolto umile&#8221; (<em>L&#8217;Europa di Benedetto nella crisi delle culture<\/em>, p. 123).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, nemmeno ai nostri giorni l&#8217;evidenza di Dio \u00e8 stata eliminata, &#8220;ma va riconosciuto che essa, pi\u00f9 che mai, \u00e8 resa irriconoscibile dalla violenza che il potere e il profitto e-sercitano su di noi&#8221;. Permane e si accentua cio\u00e8 quella tensione tra l&#8217;apertura interiore dell&#8217;anima umana a Dio e l&#8217;attrazione pi\u00f9 forte dei bisogni e delle esperienze immediate che attraversa la storia intera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da solo pertanto l&#8217;uomo, pur non essendo capace di sbarazzarsi completamente di Dio, non ha nemmeno la forza di mettersi concretamente in cammino verso di Lui, &#8220;non \u00e8 in grado di chiarire completamente la strana penombra che grava sulla questione delle realt\u00e0 eterne&#8221;: Dio stesso deve prendere dunque l&#8217;iniziativa di rivolgersi all&#8217;uomo e di venirgli incontro, perch\u00e9 possa sorgere in noi una vera relazione con Lui (cfr ibidem, pp. \u00cc2\u00cc-124). \u00c8 profonda la consonanza tra questi pensieri e ci\u00f2 che scrive l&#8217;Apostolo Paolo nella lettera ai Romani, cap. I, 16-32 e anche cap. 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in questo contesto il cardinale Ratzinger, nella relazione tenuta a Subiaco il 1\u00b0 aprile di quest&#8217;anno, avanza, nella sua &#8220;qualit\u00e0 di credente&#8221;, &#8220;una proposta ai laici&#8221;: quella di sostituire all&#8217;ormai storicamente consunto &#8220;<em>etsi Deus non daretur<\/em>&#8221; l&#8217;assioma inverso: &#8220;anche chi non riesce a trovare la via dell&#8217;accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita <em>veluti si Deus daretur<\/em>, come se Dio ci fosse.\u00a0Questo \u00e8 il consiglio che gi\u00e0 Pascal dava agli amici non credenti; \u00e8 il consiglio che vorremmo dare anche oggi ai nostri amici che non credono. Cos\u00ec nessuno viene limitato nella sua libert\u00e0, ma tutte le nostre cose trovano un sostegno e un criterio di cui hanno urgentemente bisogno&#8221; (.ibidem, pp. 60-63).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su simili basi trovano il loro pieno significato e la loro autentica motivazione (e espressioni a favore di una &#8220;sana&#8221; e &#8220;positiva&#8221; laicit\u00e0 dello Stato formulate da Benedetto XVI in occasione della sua visita al Presidente della Repubblica, e poi pi\u00f9 ampiamente nel messaggio al Presidente del Senato per il convegno su libert\u00e0 e laicit\u00e0 svoltosi in ottobre a Norcia: in virt\u00f9 di una tale laicit\u00e0 &#8220;le realt\u00e0 temporali si reggono secondo norme loro proprie, alle quali appartengono anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell&#8217;essere stesso dell&#8217;uomo. Tra queste istanze, primaria rilevanza ha sicuramente quel &#8220;senso religioso&#8221; in cui di esprime l&#8217;apertura dell&#8217;essere umano alla Trascendenza &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel momento stesso in cui si propone ai laici di vivere &#8220;come se Dio ci fosse&#8221; emerge nella sua radicale seriet\u00e0 la vocazione e missione dei credenti di inverare la loro fede nella loro concreta e quotidiana esistenza. Interpella dunque ciascuno di noi la testimonianza del nuovo Beato Charles de Foucauld: &#8220;Come credetti che c&#8217;era un Dio, compresi che non potevo far altro che vivere per Lui solo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dobbiamo mai dimenticare, anzitutto, che la nostra fede in Dio e il nostro vivere per Lui hanno origine dalla rivelazione di Dio, dal libero dono che Dio l\u00e0 di se stesso a noi. ia parola &#8220;rivelazione&#8221;, che purtroppo nella cultura attuale ha perso per lo pi\u00f9 il suo genuino significato biblico e teologico, sta ad indicare, prima ancora che la Scrittura come parola di Dio nella quale la rivelazione si \u00e8 espressa, l&#8217;atto stesso con cui Dio si mostra e si comunica a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del concetto di rivelazione fa sempre parte pertanto il soggetto che la riceve: dove infatti nessuno percepisce la rivelazione, nulla viene svelato, nessuna rivelazione \u00e8 realmente avvenuta. Perci\u00f2 la comunit\u00e0 credente, in concreto il popolo di Israele nell&#8217;Antico Testamento e la Chiesa, il nuovo popolo di Dio, nel Nuovo Testamento, \u00e8 costitutivamente implicata e coinvolta nella rivelazione stessa, con la sua risposta di fede e di vita secondo la fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Colonia, nella Giornata Mondiale della Giovent\u00f9, Benedetto XVI ha spiegato ai giovani come, per accogliere il Dio che si rivela a noi in Ges\u00f9 Cristo crocifisso e risorto, sia necessario lasciarsi sorprendere da Lui, cambiare le nostre idee umane su Dio e sull&#8217;uomo, comprendere che il potere e il modo di agire di Dio sono diversi da quelli degli uomini, e in specie dei potenti del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 ha la sua realizzazione pi\u00f9 alta e la sua sorgente dinamica nel mistero dell&#8217;Eucaristia: con le parole pronunciate sul pane e sul vino nel cenacolo Ges\u00f9 anticipa la propria morte, &#8220;l&#8217;accetta nel suo intimo e la trasforma in un&#8217;azione di amore&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa la trasformazione sostanziale, la sola in grado di suscitare un processo di trasformazioni il cui termine ultimo \u00e8 la trasformazione del mondo, fino a che Dio sia tutto in tutti (cfr 1 Cor 15,28). Questa stessa trasformazione fondamentale, che avviene quando il pane e il vino diventano il corpo e il sangue di Cristo, esige e produce anzitutto la trasformazione nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel corpo e quel sangue sono infatti dati a noi affinch\u00e8 noi veniamo trasformati a nostra volta: veniamo cio\u00e8 uniti a Cristo e al Padre e diventiamo cos\u00ec realmente capaci di sottometterci a Dio, di fare di Lui la misura del nostro vivere, con un atto che non ci estranea da noi stessi, ma ci libera in funzione della pi\u00f9 intima verit\u00e0 del nostro essere; in concreto, ci rende capaci di amore, di dedizione e di perdono, in compagnia e a imitazione di Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole di Benedetto XVI a Colonia non possono essere ridotte ad una, per quanto ottimamente articolata, esortazione spirituale. Al contrario, soltanto prendendole davvero sul serio nella realt\u00e0 del nostro agire personale e comunitario &#8211; pur appesantito da tante spinte che ben conosciamo e che vanno in senso contrario -\u00e8 possibile non lasciarci dettare dalle logiche di questo mondo la nostra agenda quotidiana, privata e pubblica, i modi di pensare, i comportamenti e le scelte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, come abbiamo bisogno di una razionalit\u00e0 pi\u00f9 larga, rispetto a quella soltanto scientifica e funzionale, cos\u00ec, e forse maggiormente, abbiamo bisogno di un ethos pi\u00f9 autenticamente umano rispetto a quello che pu\u00f2 offrirci una teoria evoluzionistica elevata a interpretazione ultima della realt\u00e0. Un tale ethos evoluzionistico non pu\u00f2 non avere infatti la sua struttura portante nel modello della selezione, e quindi nella lotta per la sopravvivenza, nell&#8217;adattamento riuscito e nella vittoria del pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi pu\u00f2 essere in tutto ci\u00f2 un&#8217;apparenza di grande realismo, ma ben poco di moralmente persuasivo e appagante; ben poco di utile a ci\u00f2 di cui l&#8217;umanit\u00e0 ha oggi maggiormente bisogno: un&#8217;etica della pace, dell&#8217;andare oltre il proprio interesse particolare &#8211; di persone, di nazioni o di categorie -, finalmente un&#8217;etica dell&#8217;amore concreto del prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva cristiana, al contrario, il primato del Logos, e quindi di una razionalit\u00e0 pi\u00f9 larga, si identifica con il primato dell&#8217;Amore da cui tutto ha origine, e quindi di un ethos che ha il suo centro nel duplice comandamento dell&#8217;amore di Dio e del prossimo. Nei primi secoli della sua storia il cristianesimo ha convinto e si \u00e8 diffuso &#8220;grazie al legame della fede con la ragione e grazie all&#8217;orientamento dell&#8217;azione verso la <em>caritas,<\/em> la cura amorevole dei sofferenti, dei poveri e dei deboli, al di l\u00e0 di ogni differenza di condizione sociale&#8221; (j. Ratzinger, <em>Fede Verit\u00e0 Tolleranza<\/em>, p. 183).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur nella profonda diversit\u00e0 delle situazioni storiche, questo \u00e8 anche oggi, nella sostanza, il grande compito che sta davanti a noi: un compito nel quale i cristiani laici (qui finalmente uso la parola &#8220;laici&#8221; nel suo significato ecclesiale e teologico) hanno un ruolo essenziale e determinante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Per i cristiani tutti, ma certamente in modo specifico per i laici, vale l&#8217;appello con cui l&#8217;allora Cardinale Ratzinger concludeva la sua relazione del 1 aprile a Subiaco: &#8220;Ci\u00f2 di cui abbiamo soprattutto bisogno in questo momento della storia sono uomini che, attraverso una fede illuminata e vissuta, rendano Dio credibile in questo mondo.\u00a0La testimonianza negativa dei cristiani che parlavano di Dio e vivevano contro di Lui, ha oscurato l&#8217;immagine di Dio e ha aperto la porta all&#8217;incredulit\u00e0. Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da l\u00ec la vera umanit\u00e0. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all&#8217;intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio pu\u00f2 far ritorno presso gli uomini&#8221; (<em>L&#8217;Europa di Benedetto nella crisi delle culture<\/em>, pp. 63-64).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste parole ci indicano la via per dare corpo all&#8217;obiettivo del Convegno di Verona dell&#8217;ottobre prossimo: rendere visibile Ges\u00f9 Cristo come speranza del mondo. Vorrei terminare rifacendomi ad un intervento di Ernesto Galli della Loggia, apparso sul <em>Corriere della Sera<\/em> del 31 ottobre scorso, che coglieva nella religione e nella scienza le due prospettive valoriali maggiormente in grado di plasmare il futuro, in un periodo nel quale l&#8217;individuo e la sua soggettivit\u00e0 hanno ricuperato il centro della scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra che una simile valutazione sia in buona misura condivisibile, ma penso, e soprattutto mi auguro, che queste due prospettive, pur nella loro indubbia diversit\u00e0, non siano destinate a contrapporsi sistematicamente e possano trovare invece una reale e non forzata complementariet\u00e0, tenendo insieme il valore perenne della persona creata a immagine di Dio, affermato dal cristianesimo, e quelle in certo senso illimitate potenzialit\u00e0 di progresso che la scienza assicura proprio in virt\u00f9 dell&#8217;apertura illimitata al vero e al bene iscritta nell&#8217;intimo del nostro essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Societ\u00e0 (rivista scientifica della Fondazione \u201cGiuseppe Toniolo\u201d di Verona) n.1 2006 Card. Camillo Ruini,\u00a0Presidente della CEI (Prolusione del VII Forum del Progetto culturale, svoltosi a Roma il 2 dicembre 2005)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cattolicesimo-italiano-e-futuro-del-paese\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":28896,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[1238],"class_list":["post-1940","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","tag-ruini-prolusione","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Cattolicesimo italiano e futuro del Paese - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/cattolicesimo-italiano-e-futuro-del-paese\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Cattolicesimo italiano e futuro del Paese - 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