{"id":1891,"date":"2006-02-28T14:30:38","date_gmt":"2006-02-28T13:30:38","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-12-12T11:32:19","modified_gmt":"2014-12-12T10:32:19","slug":"che-cos-la-massoneria-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-cos-la-massoneria-parte-1\/","title":{"rendered":"Che cos\u2019&egrave; la massoneria: [&#8230;] (parte 1)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Massoneria e religioni<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(pubblicato per gentile concessione dell&#8217;Editore).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CHE COS&#8217;E&#8217; LA MASSONERIA:\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>IL PROBLEMA DELLE ORIGINI, L&#8217;ORIGINE DEL PROBLEMA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Massimo Introvigne<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15332\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/02\/massoneria_logo.jpg\" alt=\"massoneria_logo\" width=\"184\" height=\"200\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I. IL PROBLEMA DELLE ORIGINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;L\u00a0origini della massoneria &#8211; secondo la storica inglese Frances Yates &#8211; sono uno dei problemi pi\u00f9 discussi e discutibili in tutto il campo della ricerca storica&#8221; (1). Tuttavia, se si vuole comprendere esattamente da una parte che cos&#8217;\u00e8 la massoneria, dall\u2019altra perch\u00e9 la massoneria &#8220;fa problema&#8221; per le Chiese e comunit\u00e0 cristiane, la questione delle origini non pu\u00f2 non essere affrontata. Possiamo distinguere tra un&#8217;origine <em>sociologica<\/em> e una <em>storica<\/em> della massoneria: anche se si tratta di due problemi &#8211; e di due origini &#8211; che si richiamano a vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. L&#8217;origine sociologica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema della massoneria non pu\u00f2 che essere compreso nell&#8217;ambito di una pi\u00f9 generale indagine sul problema della modernit\u00e0. La caratteristica pi\u00f9 essenziale della modernit\u00e0 \u00e8 il pluralismo non solo sociale, ma dottrinale: la presenza &#8211; considerata normale, e perfino promossa &#8211; di gruppi socialmente significativi portatori di idee diverse e inconciliabili sull&#8217;origine e sul destino del mondo e dell&#8217;uomo, portatori &#8211; cio\u00e8 &#8211; di diverse visioni del mondo, di diverse filosofie, di diverse religioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Medioevo, da questo punto di vista, non era una societ\u00e0 pluralista nel senso moderno del termine: le comunit\u00e0 ebraiche e musulmane, pure presenti, non erano considerate parte integrante della societ\u00e0; i vari gruppi ereticali erano corpi estranei, di rado socialmente significativi; l&#8217;unit\u00e0 e l&#8217;integrit\u00e0 della fede erano considerate un bene da perseguire e la presenza di visioni del mondo contraddittorie all&#8217;interno del popolo cristiano un male da combattere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La societ\u00e0 pluralista moderna nasce dopo la Riforma e le guerre di religione, il cui esito \u00e8 la presenza in diverse nazioni europee &#8211; e in ogni caso in Europa, se la si considera nel suo insieme &#8211; di gruppi religiosi diversi portatori di idee tra loro inconciliabili. Questa situazione di pluralismo non far\u00e0 che accrescersi dal Cinquecento in poi: se all&#8217;inizio coesistono cattolici e protestanti, ben presto i protestanti si frammentano in decine di denominazioni rivali (mentre le scoperte geografiche rendono evidente a tutto il pubblico colto l\u2019esistenza nel mondo di centinaia di religioni diverse); pi\u00f9 tardi &#8211; con l&#8217;illuminismo &#8211; diventano socialmente significativi anche il razionalismo e la miscredenza, e a partire dall&#8217;Ottocento acquista spazio sempre maggiore anche la presenza in Occidente di religioni non cristiane e nuovi movimenti religiosi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte al pluralismo dottrinale nasce &#8211; tanto pi\u00f9 nei paesi dove questo viene importato tardivamente e quasi improvvisamente &#8211; un disagio sociale diffuso, che si manifesta tuttavia in due modi diversi. Da una parte c&#8217;\u00e8 chi tenta la fuga dal pluralismo, che appare intellettualmente incomprensibile, rifugiandosi in &#8220;piccoli mondi&#8221; dove il pluralismo viene negato e dove la pluralit\u00e0 di messaggi contraddittori viene ridotta all&#8217;ascolto selettivo di un solo messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il caso delle &#8220;sette&#8221; che, fisicamente o almeno psicologicamente, si separano dalla societ\u00e0 pluralista per costruire micro-societ\u00e0 non pi\u00f9 pluraliste dove si ascolta un&#8217;unica &#8220;verit\u00e0&#8221; e si riducono i contatti (almeno intellettuali) con il mondo esterno. Dall&#8217;altra parte, vi \u00e8 anche chi &#8211; anzich\u00e9 fuggire dal pluralismo &#8211; ne cerca una chiave di lettura che lo renda ragionevole e che permetta psicologicamente di adattarvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;estremo opposto delle &#8220;sette&#8221; &#8211; per cui, nel senso pi\u00f9 rigido, c&#8217;\u00e8 un&#8217;unica verit\u00e0, quella della &#8220;setta&#8221; e dei suoi capi &#8211; nascono cos\u00ec gruppi caratterizzati dal sincretismo e dal relativismo, per cui tutti i messaggi contraddittori in circolazione nella societ\u00e0 pluralista sono contemporaneamente (anche se solo relativamente) veri, ed \u00e8 possibile vivere tra le pieghe delle loro contraddizioni purch\u00e9 si trovi una chiave che permetta di disporre e ordinare le diverse visioni del mondo in una costruzione in qualche modo logica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bench\u00e9 i relativismi e i sincretismi siano molteplici, molti comportano un elemento esoterico: si afferma, cio\u00e8, che a livello superficiale (<em>essoterico<\/em>, con due &#8220;s&#8221;) le diverse religioni, visioni del mondo, filosofie sono contraddittorie, ma che ciascuna comporta anche una parte pi\u00f9 profonda e segreta (<em>esoterica<\/em>, appunto), e che i nuclei segreti delle diverse religioni e filosofie non solo non si contraddicono ma anzi coincidono fra loro (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo itinerario sociologico dimostra, paradossalmente, il bisogno di verit\u00e0 degli uomini e il disagio di vivere in un mondo di contraddizioni. Quando nella societ\u00e0 pluralista moderna le contraddizioni si manifestano gli uomini sentono il bisogno di risolverle, o fuggendo verso il settarismo o facendosi una ragione delle contraddizioni con il relativismo e il sincretismo (3)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. L&#8217;origine storica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a) In generale <\/strong>La risposta sincretistica ed esoterica al bisogno di risolvere le contraddizioni della societ\u00e0 pluralista nascente si rivela nel modo pi\u00f9 caratteristico nella nascita della leggenda dei Rosacroce, secondo cui il &#8220;nucleo segreto&#8221; che sta dietro alle diverse religioni (e le unifica) sarebbe stato noto fin dal Medioevo a una confraternita di iniziati fondata da un certo Christian Rosenkreutz (o Cristiano Rosacroce) la cui tomba, nascosta in una foresta tedesca, conterrebbe appunto la chiave per pervenire al segreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La leggenda venne messa in circolazione gi\u00e0 nel Cinquecento, ma acquist\u00f2 larghissima diffusione nel Seicento grazie alla pubblicazione di tre testi: la <em>Fama fraternitatis<\/em> (1614), la <em>Confessio<\/em> (1615), le <em>Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz<\/em> (1616). Questi testi furono presi estremamente sul serio: perfino un personaggio come Cartesio dedic\u00f2 pi\u00f9 di un anno della sua vita a cercare i misteriosi Rosacroce in Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi gli storici sanno con certezza che era impossibile trovare i Rosacroce per una buona ragione: non esistevano. Non era esistita nel Medioevo nessuna confraternita dei Rosacroce; la leggenda era appunto una leggenda, creata &#8211; con altri &#8211; dal pastore luterano tedesco Johann Valentin Andreae (1586-1654) che, dietro la storia dei Rosacroce, proponeva il tema relativista dell&#8217;unit\u00e0 fra i nuclei segreti delle religioni (nella versione esoterica) e insieme un programma politico di coalizione fra tutte le forze protestanti e &#8220;illuminate&#8221; d&#8217;Europa contro la Chiesa cattolica, il Papato e gli Asburgo (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema filosofico e il tema politico non erano del resto eterogenei: Johann Valentin Andreae e i suoi amici percepivano correttamente come la Chiesa cattolica fosse irriducibile a qualunque schema di unit\u00e0 &#8211; pi\u00f9 o meno esoterica &#8211; fra le religioni e le Chiese fondato su premesse di tipo relativistico e sincretistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Rosacroce, dunque, non si trovavano; ma &#8211; per tutto il Seicento e fino al Settecento &#8211; cresceva il numero di coloro che li cercavano (5). Tra i numerosi luoghi dove si cercavano i Rosacroce c&#8217;erano anche &#8211; specie in Inghilterra e in Scozia &#8211; le antiche corporazioni di arti e mestieri, che stavano perdendo la loro importanza economica ma conservavano un ricco <em>corpus<\/em> di simboli e di leggende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La corporazione dei liberi muratori (<em>free masons<\/em> in inglese, <em>franc ma\u00e7ons<\/em> in francese, da cui poi gli italiani <em>frammassoni<\/em> e <em>massoni<\/em>), che comprendeva i lavoratori della costruzione dai muratori agli architetti, aveva un leggendario abbastanza rigoglioso ispirato a costruzioni famose dell&#8217;antichit\u00e0, dall&#8217;arca di No\u00e8 al tempio di Salomone. Non potevano trovarsi in questa corporazione &#8211; si chiedeva qualcuno &#8211; i segreti dei Rosacroce?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta, naturalmente, era negativa (sempre per il buon motivo che i Rosacroce non erano mai esistiti); ma questo non imped\u00ec a nobili e borghesi appassionati di esoterismo e di misteri rosicruciani di farsi ricevere, pagando il dovuto, nelle &#8220;logge&#8221; (ma questa espressione \u00e8 tardiva) della corporazione dei &#8220;liberi muratori&#8221;, pur non essendo n\u00e9 architetti n\u00e9 muratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno &#8211; che secondo studi recenti di David Stevenson sarebbe iniziato in Scozia negli ultimi anni del Cinquecento (6) &#8211; alla fine del Seicento era cos\u00ec diffuso che ormai in Gran Bretagna non era pi\u00f9 sufficiente parlare di <em>freemasons<\/em> o <em>masons<\/em>: occorreva specificare se si trattava di massoni &#8220;operativi&#8221; (cio\u00e8 lavoratori della vecchia corporazione) oppure &#8220;accettati&#8221; (cio\u00e8 esoteristi che erano entrati nelle logge alla ricerca di segreti rosicruciani, ovvero curiosi che si facevano &#8220;accettare&#8221; per ragioni sociali o passione antiquaria per le tradizioni corporative).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espressione &#8220;speculativi&#8221; si affermer\u00e0 nei primi decenni del Settecento per indicare i non &#8220;operativi&#8221; che avevano aderito alle logge per ragioni esoteriche e filosofiche culturalmente impegnative e distinguerli dagli &#8220;accettati&#8221; che erano mossi da semplici motivi di curiosit\u00e0 o sociali (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa trovavano nelle logge della corporazione muratoria gli &#8220;accettati&#8221; e gli &#8220;speculativi&#8221;? Forse trovavano meno di quello che si aspettavano. In Inghilterra le organizzazioni locali &#8220;operative&#8221; erano chiamate nel Medioevo <em>misteres<\/em>, parola che pi\u00f9 tardi &#8211; trascritta in <em>mystery<\/em>, &#8220;mistero&#8221; &#8211; comprensibilmente emozionava gli esoteristi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo i filologi moderni hanno accertato che la parola inglese arcaica <em>mistere<\/em> era una semplice corruzione dell\u2019italiano &#8220;mestiere&#8221; (\u00e8 nota l\u2019importanza dell\u2019Italia per l\u2019attivit\u00e0 dei costruttori), e dunque non faceva allusione a nessun &#8220;mistero&#8221; occulto (8). Gli elementi decisivi per la formazione del successivo rituale &#8220;speculativo&#8221; che si trovavano nella massoneria &#8220;operativa&#8221; britannica erano sostanzialmente due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte vi era un <em>corpus<\/em> di leggende contenuto nelle cosiddette &#8220;Costituzioni manoscritte della massoneria&#8221;, i cui testi principali sono due manoscritti, <em>Regius<\/em> e <em>Cooke<\/em>, che risalgono agli anni 1390-1410 (9). Questi manoscritti contengono due diverse leggende sulle origini della muratoria: una pi\u00f9 antica &#8211; che \u00e8 stata chiamata la &#8220;storia antica breve&#8221; &#8211; e una pi\u00f9 recente, la &#8220;storia nuova lunga&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;storia antica breve&#8221; parte da un mitico viaggio in Egitto di Euclide, che ivi avrebbe fondato una scuola dell\u2019arte della geometria e della costruzione, trasmessa poi a numerosi popoli e in particolare agli inglesi all\u2019epoca del re Athelstan, che avrebbe dato ai liberi muratori i loro regolamenti e costituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;storia nuova lunga&#8221; parte invece da prima del Diluvio e menziona vari personaggi biblici &#8211; tra cui Jabal, che sarebbe stato un maestro costruttore impiegato da Caino, ed Enoch &#8211; che avrebbero trasmesso i segreti dell\u2019arte muratoria in lamine d\u2019oro o colonne nascoste (pi\u00f9 tardi confuse con le colonne Jachin e Boaz del tempio di Salomone, con cui all\u2019origine non si identificavano). Successivamente questi segreti sarebbero stati rivelati ad Abramo, di cui sarebbe stato allievo Euclide il quale avrebbe insegnato l\u2019arte agli Egizi. Dagli Egizi l\u2019arte sarebbe stata ritrasmessa agli Ebrei, e avrebbe trovato il suo culmine con Salomone e il suo tempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la distruzione del tempio l\u2019arte sarebbe passata ai cristiani &#8211; fra cui quattro martiri europei, costruttori di professione, i santi Quattro Coronati -, sarebbe stata protetta in Inghilterra da sant\u2019Albano e codificata da Athelstan. Il materiale dei manoscritti <em>Regius <\/em>e <em>Cooke<\/em> &#8211; che risale a prima della Riforma, ed \u00e8 quindi il <em>corpus<\/em> di leggende di una corporazione cattolica &#8211; sar\u00e0 poi rielaborato in decine di altri manoscritti, che aggiungeranno il tema dell\u2019arca di No\u00e9 e si diffonderanno sul tempio di Salomone e sul suo architetto Hiram Abiff. Douglas Knoop e G.P. Jones fanno notare che la leggenda di Hiram Abiff cos\u00ec come i massoni di oggi la conoscono &#8211; che comprende la sua uccisione da parte di tre traditori a cui non voleva rivelare la &#8220;parola del Maestro&#8221; &#8211; appare solo in manoscritti settecenteschi (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alexander Horne in uno studio molto dettagliato sul tema pubblicato nel 1972 rintraccia precedenti pi\u00f9 arcaici per il ciclo del tempio di Salomone e anche per Hiram Abiff &#8211; sostenendo inoltre che temi antichi relativi all\u2019arca di No\u00e9 avevano potuto essere trasposti e riferiti al tempio di Salomone (11) &#8211; ma ben pochi di questi precedenti hanno a che fare con le corporazioni muratorie. \u00c8 pertanto possibile che in gran parte la leggenda di Hiram non sia stata <em>trovata<\/em> ma <em>portata<\/em> dagli &#8220;accettati&#8221; e dagli &#8220;speculativi&#8221; all\u2019interno della massoneria &#8220;operativa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa trovavano nelle logge della corporazione muratoria gli &#8220;accettati&#8221; e gli &#8220;speculativi&#8221;? Forse trovavano meno di quello che si aspettavano. In Inghilterra le organizzazioni locali &#8220;operative&#8221; erano chiamate nel Medioevo <em>misteres<\/em>, parola che pi\u00f9 tardi &#8211; trascritta in <em>mystery<\/em>, &#8220;mistero&#8221; &#8211; comprensibilmente emozionava gli esoteristi. Purtroppo i filologi moderni hanno accertato che la parola inglese arcaica <em>mistere<\/em> era una semplice corruzione dell\u2019italiano &#8220;mestiere&#8221; (\u00e8 nota l\u2019importanza dell\u2019Italia per l\u2019attivit\u00e0 dei costruttori), e dunque non faceva allusione a nessun &#8220;mistero&#8221; occulto (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi decisivi per la formazione del successivo rituale &#8220;speculativo&#8221; che si trovavano nella massoneria &#8220;operativa&#8221; britannica erano sostanzialmente due. Da una parte vi era un <em>corpus<\/em> di leggende contenuto nelle cosiddette &#8220;Costituzioni manoscritte della massoneria&#8221;, i cui testi principali sono due manoscritti, <em>Regius<\/em> e <em>Cooke<\/em>, che risalgono agli anni 1390-1410 (9). Questi manoscritti contengono due diverse leggende sulle origini della muratoria: una pi\u00f9 antica &#8211; che \u00e8 stata chiamata la &#8220;storia antica breve&#8221; &#8211; e una pi\u00f9 recente, la &#8220;storia nuova lunga&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La &#8220;storia antica breve&#8221; parte da un mitico viaggio in Egitto di Euclide, che ivi avrebbe fondato una scuola dell\u2019arte della geometria e della costruzione, trasmessa poi a numerosi popoli e in particolare agli inglesi all\u2019epoca del re Athelstan, che avrebbe dato ai liberi muratori i loro regolamenti e costituzioni. La &#8220;storia nuova lunga&#8221; parte invece da prima del Diluvio e menziona vari personaggi biblici &#8211; tra cui Jabal, che sarebbe stato un maestro costruttore impiegato da Caino, ed Enoch &#8211; che avrebbero trasmesso i segreti dell\u2019arte muratoria in lamine d\u2019oro o colonne nascoste (pi\u00f9 tardi confuse con le colonne Jachin e Boaz del tempio di Salomone, con cui all\u2019origine non si identificavano).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente questi segreti sarebbero stati rivelati ad Abramo, di cui sarebbe stato allievo Euclide il quale avrebbe insegnato l\u2019arte agli Egizi. Dagli Egizi l\u2019arte sarebbe stata ritrasmessa agli Ebrei, e avrebbe trovato il suo culmine con Salomone e il suo tempio. Dopo la distruzione del tempio l\u2019arte sarebbe passata ai cristiani &#8211; fra cui quattro martiri europei, costruttori di professione, i santi Quattro Coronati -, sarebbe stata protetta in Inghilterra da sant\u2019Albano e codificata da Athelstan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il materiale dei manoscritti <em>Regius <\/em>e <em>Cooke<\/em> &#8211; che risale a prima della Riforma, ed \u00e8 quindi il <em>corpus<\/em> di leggende di una corporazione cattolica &#8211; sar\u00e0 poi rielaborato in decine di altri manoscritti, che aggiungeranno il tema dell\u2019arca di No\u00e9 e si diffonderanno sul tempio di Salomone e sul suo architetto Hiram Abiff. Douglas Knoop e G.P. Jones fanno notare che la leggenda di Hiram Abiff cos\u00ec come i massoni di oggi la conoscono &#8211; che comprende la sua uccisione da parte di tre traditori a cui non voleva rivelare la &#8220;parola del Maestro&#8221; &#8211; appare solo in manoscritti settecenteschi (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alexander Horne in uno studio molto dettagliato sul tema pubblicato nel 1972 rintraccia precedenti pi\u00f9 arcaici per il ciclo del tempio di Salomone e anche per Hiram Abiff &#8211; sostenendo inoltre che temi antichi relativi all\u2019arca di No\u00e9 avevano potuto essere trasposti e riferiti al tempio di Salomone (11) &#8211; ma ben pochi di questi precedenti hanno a che fare con le corporazioni muratorie. \u00c8 pertanto possibile che in gran parte la leggenda di Hiram non sia stata <em>trovata<\/em> ma <em>portata<\/em> dagli &#8220;accettati&#8221; e dagli &#8220;speculativi&#8221; all\u2019interno della massoneria &#8220;operativa&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque sia, i segreti propriamente esoterici non erano certamente numerosi quando i primi &#8220;accettati&#8221; si fecero ricevere nelle logge &#8220;operative&#8221; alla fine del Cinquecento. Dopo un secolo, alla fine del Seicento, un certo numero di segreti esoterici nelle logge massoniche britanniche invece c&#8217;erano davvero: non, per\u00f2, perch\u00e9 ci fossero gi\u00e0 prima (c\u2019erano, come si \u00e8 visto, solo alcuni elementi), ma perch\u00e9 li avevano portati nelle logge gli &#8220;accettati&#8221; di tendenze pi\u00f9 esoteriche che in gran numero si erano fatti ricevere nella corporazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La data del 24 giugno 1717, comunemente assunta come data di fondazione della massoneria moderna, costituisce la presa d&#8217;atto (in origine limitata alla citt\u00e0 di Londra) di una nuova situazione, in cui le logge dei liberi muratori sono ormai composte quasi esclusivamente di &#8220;accettati&#8221;, in maggioranza ormai veri e propri &#8220;speculativi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La massoneria &#8220;speculativa&#8221; moderna nasce a Londra, anche se i primi &#8220;accettati&#8221; erano stati ammessi nella corporazione in Scozia, perch\u00e9 in Scozia ancora ai primi del Settecento &#8220;operativi&#8221; e &#8220;accettati&#8221; convivevano nelle stesse logge, mentre in Inghilterra vi erano ormai logge separate composte esclusivamente di non &#8220;operativi&#8221; (e poteva perfino capitare che un costruttore appassionato di esoterismo appartenesse a due logge: una &#8220;operativa&#8221;, dove discuteva i problemi della sua professione, e una &#8220;accettata&#8221;, dove coltivava interessi filosofico-esoterici) (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi &#8220;operativi&#8221; puri &#8211; ormai quasi degli estranei &#8211; vennero a poco a poco relegati alla periferia delle logge londinesi, e queste decisero di darsi nuove costituzioni, necessarie perch\u00e9 la realt\u00e0 delle logge era mutata: da corporazioni di arti e mestieri a circoli filosofico-esoterici ormai completamente privi di qualunque funzione corporativa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le logge londinesi affidano cos\u00ec al pastore presbiteriano James Anderson (1680 o 1684-1739) &#8211; massone &#8220;speculativo&#8221;, ma anche scrittore di professione disposto a preparare libri d&#8217;occasione a pagamento &#8211; la redazione delle loro nuove Costituzioni. Il testo, pronto nel 1721, venne rivisto da un comitato di massoni, di cui era <em>magna pars<\/em> il pastore anglicano Jean-Th\u00e9ophile Desaguliers (1683-1744), figlio di un profugo ugonotto francese e terzo Gran Maestro della Gran Loggia di Londra dopo Antony Sayer (1672-1752) e George Payne (1675-1757), e pubblicato nel 1723.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>Costituzioni<\/em> di Anderson comportano quattro parti: una storia leggendaria dell&#8217;ordine e dell'&#8221;arte&#8221; massonica (che rimonterebbe ad Adamo, No\u00e8, Salomone e all&#8217;architetto del tempio di quest&#8217;ultimo, Hiram); i &#8220;doveri&#8221; o <em>charges<\/em>; un regolamento per le logge; una serie di canti per i tre gradi di apprendista, compagno e maestro. La parte pi\u00f9 importante \u00e8 quella dei &#8220;doveri&#8221;, ancora considerata vincolante da diverse massonerie contemporanee e fonte di numerosi scismi nella storia, relativi soprattutto al primo e al secondo &#8220;dovere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo prevede che un massone &#8220;se comprende correttamente l&#8217;Arte non sar\u00e0 mai un ateo stupido n\u00e9 un libertino irreligioso&#8221;; non si tratta peraltro di seguire le stesse &#8220;denominazioni o credenze religiose&#8221; ma solo &#8220;quella religione su cui tutti gli uomini sono d&#8217;accordo&#8221;. Il secondo dovere chiede al massone la lealt\u00e0 nei confronti dei poteri politici costituiti e vieta alle logge qualunque attivit\u00e0 politica diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche controversia hanno causato anche il terzo &#8220;dovere&#8221; (che esclude tra l&#8217;altro dalla massoneria le donne) e il sesto, dove &#8211; pur senza usare la parola &#8220;segreto&#8221; &#8211; si raccomanda di essere &#8220;prudenti&#8221; perch\u00e9 neppure &#8220;l&#8217;estraneo pi\u00f9 acuto sia capace di scoprire o di trovare quel che non conviene neppure suggerire&#8221; (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle <em>Costituzioni<\/em> il riferimento all&#8217;esoterismo e al segreto coesiste con il deismo illuminista della &#8220;religione su cui tutti gli uomini sono d&#8217;accordo&#8221;. Come abbiamo visto, relativismo ed esoterismo erano gi\u00e0 presenti nelle prime formulazioni della leggenda rosicruciana. Questo non significa che l&#8217;esoterismo cristianeggiante (seicentesco) e l&#8217;illuminismo razionalista (settecentesco) siano riusciti subito a coesistere perfettamente nelle logge massoniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario una reazione contro le <em>Costituzioni<\/em> di Anderson, considerate troppo inclini al razionalismo e all&#8217;illuminismo, determin\u00f2 lo scisma degli <em>Antients<\/em> (&#8220;Antichi&#8221;), con centro nella citt\u00e0 di York (e con un quarto grado, quello dell\u2019Arco Reale, di intonazione cabalistica, pi\u00f9 tardi accolto da tutta la massoneria), che termin\u00f2 con la riunione con i <em>Moderns<\/em> di Londra solo nel 1813.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento di sincretismo &#8211; che ha dato origine a notevoli controversie &#8211; \u00e8 peraltro presente anche nell\u2019Arco Reale, dove viene rivelato (accanto al nome Jehovah) anche un altro nome di Dio, Jahbulon o Jah-Bul-On, sintesi dei nomi semitico (Jah o Jahveh), caldeo (Baal) e egiziano (On) della Divinit\u00e0. Per quanto riguarda &#8220;On&#8221; sembra che i primi ritualisti dell\u2019Arco Reale siano caduti in errore a proposito del biblico Putifarre &#8220;sacerdote di On&#8221; (<em>Genesi<\/em> 41, 45), interpretando On come se fosse una divinit\u00e0 (forse Osiride) mentre invece si trattava di una citt\u00e0 (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A prescindere dall\u2019errore, la letteratura anti-massonica cristiana ha spesso protestato vivacemente per l\u2019uso di un nome &#8220;pagano&#8221; di Dio nell\u2019Arco Reale. Un comitato incaricato di studiare la massoneria dallo stesso Sinodo Generale della Chiesa d\u2019Inghilterra (una comunit\u00e0 tradizionalmente filo-massonica ma che dal 1987 ha cominciato a sollevare serie obiezioni sulla massoneria) ha dichiarato che &#8220;Jahbulon (che si tratti di un nome o di una descrizione), che appare in tutti i rituali [dell\u2019Arco Reale], deve essere considerato blasfemo: nella teologia cristiana il nome di Dio (&#8230;) non deve essere nominato invano, n\u00e9 pu\u00f2 diventare parte di un amalgama con i nomi di divinit\u00e0 pagane&#8221; (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 sembra che non si tratti tanto di istillare sottilmente il paganesimo ma &#8211; attraverso un nome che vuole sintetizzare le divinit\u00e0 di popoli diversi &#8211; si voglia indicare l\u2019unit\u00e0 delle religioni se le si considera a un livello pi\u00f9 profondo o esoterico. A questa interpretazione, difendendosi dalle accuse della Chiesa d\u2019Inghilterra, si erano avvicinati gli stessi responsabili dell\u2019Arco Reale, i quali per\u00f2 insistevano che l\u2019unit\u00e0 viene ricercata intorno a un &#8220;codice morale&#8221; comune piuttosto che a una dottrina teologica (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In seguito alle polemiche sollevate dalla pubblicazione del <em>best seller<\/em> anti-massonico del giornalista Stephen Knight <em>The Brotherhood<\/em> &#8211; che insiste sul significato &#8220;segreto&#8221; della parola Jah-Bul-On (24) &#8211; dirigenti dell\u2019Arco Reale hanno insistito che le tre sillabe Jah-Bul-On hanno tutte e tre un significato biblico, giacch\u00e9 la sillaba &#8220;Bul&#8221; o &#8220;Bel&#8221; pu\u00f2 essere intesa come composta dalla lettera B (Beth, che significa anche &#8220;casa&#8221;) e dalla parola El (&#8220;Altissimo&#8221;, cio\u00e8 Dio, in ebraico) &#8211; con il significato complessivo, quindi, di &#8220;Casa dell\u2019Altissimo&#8221; &#8211; e la sillaba &#8220;On&#8221;, riferendosi precisamente alla citt\u00e0 egiziana di cui era sacerdote Putifarre, la cui figlia spos\u00f2 Giuseppe, intende appunto onorare quest\u2019ultimo personaggio biblico (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo sforzo filologico \u00e8 pregevole, ma l\u2019interpretazione \u00e8 capziosa dal momento che &#8211; qualunque cosa ne pensino esponenti dell\u2019Arco Reale di oggi &#8211; non c\u2019\u00e8 dubbio che per i primi ritualisti del grado &#8220;Jah-Bul-On&#8221; era una parola che intendeva contenere il riferimento a tre diverse divinit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b) Origini degli &#8220;alti gradi&#8221; <\/strong>L&#8217;origine degli &#8220;alti gradi&#8221; della massoneria (che inizialmente contava solo i tre gradi di apprendista, compagno e maestro) \u00e8 in relazione alla sua introduzione e diffusione in Francia, in cui gioc\u00f2 un ruolo prominente il cavaliere scozzese Andr\u00e9 Michel de Ramsay (1686-1743), legato alla spiritualit\u00e0 quietista di Madame Jeanne-Marie Guyon (1648-1717).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo <em>Discours<\/em> (pronunciato nel 1736 e che avrebbe dovuto essere ripetuto a una grande riunione delle logge di Francia prevista per il 24 marzo 1737, poi vietata dalle autorit\u00e0) (26) mira a propagandare la massoneria fra i nobili francesi, dissipando l&#8217;impressione che si tratti di una realt\u00e0 nata fra semplici artigiani e muratori e sostituendo all&#8217;origine storica muratoria un&#8217;origine leggendaria cavalleresca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Andr\u00e9 Michel de Ramsay cavalieri della pi\u00f9 alta nobilt\u00e0 europea si sarebbero infiltrati nella corporazione massonica fin dai tempi delle Crociate per perseguirvi al riparo da occhi indiscreti i loro interessi esoterici. Da molti secoli la massoneria sarebbe dunque, pi\u00f9 che una realt\u00e0 corporativa, una realt\u00e0 cavalleresca.\u00a0Sulla base di questa leggenda &#8211; creata consapevolmente a tavolino da Ramsay, senza basi storiche &#8211; vennero elaborati interi sistemi di &#8220;alti gradi&#8221; a simbologia cavalleresca, che si aggiungevano ai primi tre detti della massoneria &#8220;azzurra&#8221; che rimanevano comunque alla base del sistema (e che erano di origine invece effettivamente corporativa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Germania il <em>Discours<\/em> di Ramsay venne letto con grande interesse e collegato alle speculazioni, a loro volta prive di consistenza storica, che fervevano nel Settecento su una prosecuzione segreta dei Templari &#8211; in un clima ricco di segreti esoterici e di misteri &#8211; dopo la loro soppressione nel 1312. I &#8220;cavalieri&#8221; di cui Ramsay non aveva precisato l&#8217;identit\u00e0 venivano cos\u00ec identificati con i Templari, arricchendo ulteriormente la leggenda e dando origine a un gran numero di sistemi di &#8220;alti gradi&#8221; in concorrenza fra loro (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutti i massoni europei si entusiasmarono per le nuove leggende cavalleresche e templari: in particolare i pi\u00f9 legati all&#8217;illuminismo e al razionalismo temevano che gli &#8220;alti gradi&#8221; fossero veicolo per la prevalenza degli elementi pi\u00f9 inclini all&#8217;esoterismo e all&#8217;occultismo. I sostenitori degli &#8220;alti gradi&#8221; sconfissero i razionalisti su scala francese al Convento delle Gallie (tenuto a Lione nel 1778 e dove gioc\u00f2 un ruolo importante Jean-Baptiste Willermoz, 1730-1824, fondatore di un sistema massonico-esoterico desunto dalle dottrine occulte di Jacques Martinez de Pasqually, 1727-1774, ma insieme alla ricerca di una difficile conciliazione con il cattolicesimo), e su scala europea al convento di Wilhelmsbad nel 1782; pochi anni dopo, la &#8220;corrente fredda&#8221; razionalista si prese tuttavia una rivincita con la Rivoluzione francese (tra i cui protagonisti figuravano importanti massoni della &#8220;corrente fredda&#8221; e nel corso della quale i massoni della &#8220;corrente calda&#8221; pi\u00f9 esoterica furono invece perseguitati).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano massonico internazionale, la massoneria arriv\u00f2 negli Stati Uniti &#8211; paese che in seguito avrebbe acquistato una grande importanza massonica &#8211; corredata degli &#8220;alti gradi&#8221;, e appunto negli Stati Uniti &#8211; a Charleston, nel 1801 &#8211; fu fondata la versione oggi pi\u00f9 nota del sistema in 33 gradi detto Rito scozzese antico e accettato (28), pi\u00f9 tardi diffusa in tutto il mondo grazie all&#8217;opera di una figura controversa ma influente, Albert Pike (1809-1891) (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>II.\u00a0UNA MAPPA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Le obbedienze<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare di confondersi nell&#8217;arcipelago di nomi e di sigle che costituisce oggi la massoneria occorre anzitutto distinguere fra <em>obbedienze<\/em> e <em>riti,<\/em> due realt\u00e0 che vengono sovente confuse. Le obbedienze sono federazioni amministrative di logge o di gruppi nazionali di logge, che accettano la priorit\u00e0 di una loggia originaria o almeno accettano di sottoporsi a un certo coordinamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I riti sono sistemi di gradi massonici, di cui prescrivono non solo le cerimonie ma anche le caratteristiche. All&#8217;interno di una stessa obbedienza possono essere praticati diversi riti, senza che questo comporti uno scisma. Per converso lo stesso rito pu\u00f2 ritrovarsi in diverse obbedienze. Si pu\u00f2 vedere qui un&#8217;analogia con il fatto che all&#8217;interno della stessa Chiesa cattolica coesistono il rito latino, il rito siriaco, il rito ucraino e cos\u00ec via, senza che si esca dall&#8217;unica Chiesa cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;analogia, tuttavia, non deve essere presa alla lettera, e vale soprattutto per le variazioni sul tema all&#8217;interno dei primi tre gradi (pi\u00f9 ricche nel mondo anglosassone). Per i gradi superiori il rito \u00e8 pi\u00f9 di una semplice variante cerimoniale: \u00e8 una via iniziatica, con caratteristiche e insegnamenti specifici che vengono trasmessi nei diversi gradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo \u00e8 chiaro in teoria: ma in pratica questioni di rito hanno spesso determinato scismi anche quanto alle obbedienze, soprattutto perch\u00e9 i riti hanno i loro dirigenti (distinti da quelli delle obbedienze) ed \u00e8 spesso accaduto che fra i due gruppi dirigenti (che pure dovrebbero in teoria esercitare la loro giurisdizione su ambiti diversi) siano sorte rivalit\u00e0 e conflitti (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano delle obbedienze rivali possiamo distinguere:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a)<\/strong> l&#8217;obbedienza della <em>Gran Loggia Unita d&#8217;Inghilterra<\/em>, riconosciuta dalla maggioranza dei massoni mondiali (circa sei milioni) come Gran Loggia Madre per tutto il mondo. Due principali testi &#8211; <em>Basic Principles for Grand Lodge Recognition<\/em> (&#8220;Principi per il riconoscimento della Gran Loggia&#8221;) del 1929 e <em>Aims and Relationships of the Craft <\/em>(&#8220;Scopi e relazioni dell&#8217;Arte&#8221;) del 1938 (rivisto nel 1949) &#8211; fissano i criteri per il riconoscimento della &#8220;regolarit\u00e0&#8221; massonica da parte della Gran Loggia Unita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo questi documenti la &#8220;regolarit\u00e0&#8221; deve essere triplice: di origine (\u00e8 necessaria la fondazione da parte di una Gran Loggia gi\u00e0 riconosciuta come regolare o di tre logge regolari), di territorio (una sola Gran Loggia pu\u00f2 essere riconosciuta come regolare in ogni paese) e di dottrina (sono necessarie la credenza in Dio come Grande Architetto dell&#8217;Universo, l&#8217;uso di un &#8220;libro della legge sacra&#8221; &#8211; normalmente la Bibbia, ma \u00e8 ammesso un altro libro sacro tradizionale per le logge che operano in paesi diversi dall&#8217;Occidente cristiano -, l&#8217;esclusione delle donne e il divieto di discussioni politiche nelle logge).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 su questa base &#8211; che si afferma dedotta dalle <em>Costituzioni<\/em> di Anderson, anche se non mancano discussioni sulla loro interpretazione &#8211; che le massonerie maggioritarie dei pi\u00f9 importanti paesi latini (Francia, Spagna, America Latina) hanno perso a partire dal secolo scorso il riconoscimento della loro &#8220;regolarit\u00e0&#8221;, accusate di ammettere nelle loro fila atei (31), di non utilizzare la Bibbia e di occuparsi di temi politici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa situazione si trovava fino al 1972 anche la massoneria del Grande Oriente d&#8217;Italia, largamente maggioritaria nel nostro paese (circa seicento logge e 15.500 membri), che appunto nel 1972 era stata riammessa nella comunione con la Gran Loggia Unita d&#8217;Inghilterra. Da tale comunione \u00e8 stata di nuovo esclusa nel 1993 in seguito alle polemiche seguite a indagini giudiziarie sulle attivit\u00e0 politiche e affaristiche di alcune logge, e alla crisi interna che ne \u00e8 derivata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1972 chi non crede in Dio avrebbe dovuto essere escluso dalle logge del Grande Oriente d&#8217;Italia. Il Gran Maestro, Giuliano Di Bernardo, aveva tuttavia proposto una nozione di Dio come &#8220;principio regolatore&#8221; (32) che, bench\u00e9 non formalmente condannata da Londra, era al limite di quanto pu\u00f2 essere accettabile dalle massonerie &#8220;regolari&#8221; e ha suscitato pi\u00f9 di una obiezione. \u00c8 stato tuttavia lo stesso Giuliano Di Bernardo a fondare, nella crisi massonica del 1993, una Gran Loggia Regolare d\u2019Italia concorrente del Grande Oriente (per ora minoritaria), che \u00e8 stata riconosciuta <em>ad experimentum <\/em>da Londra (ma non dalle potenti massonerie degli Stati Uniti, che pure con Londra sono in comunione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b)<\/strong> il <em>CLIPSAS<\/em> (Centre de Liaison et d&#8217;Information des Puissances ma\u00e7onniques signataires de l&#8217;Appel de Strasbourg, &#8220;Centro di collegamento e di informazione delle potenze massoniche firmatarie dell&#8217;Appello di Strasburgo&#8221;) riunisce dal 1971 i Grandi Orienti di Francia, Belgio e Germania &#8211; in quest&#8217;ultimo paese \u00e8 presente anche una Gran Loggia &#8220;regolare&#8221; di obbedienza inglese &#8211; e le Grandi Logge olandese e danese, nonch\u00e9 la Gran Loggia d&#8217;Italia (Palazzo Vitelleschi), la seconda denominazione del nostro paese dopo il Grande Oriente (Palazzo Giustiniani).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Gran Loggia d\u2019Italia \u00e8 la pi\u00f9 grande fra le numerose obbedienze concorrenti che derivano dalla scisma massonico del 1908 di Saverio Fera (1850-1915), un pastore evangelico particolarmente anti-cattolico (33), ma ostile all\u2019anticlericalismo esasperato del Grande Oriente del suo tempo che talora accoglieva personaggi e tematiche anticristiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia delle obbedienze che risalgono a Fera e al suo successore Raoul V. Palermi (1864-1948), dette spesso &#8220;di Piazza del Ges\u00f9&#8221;, dal nome della piazza romana dove la principale ha avuto sede per molti anni, gli scismi sono frequentissimi &#8211; e costituiscono un elemento decisivo per spiegare la compresenza in Italia di numerose obbedienze massoniche minori &#8211; e, rispetto al Grande Oriente, vi \u00e8 stata una maggiore presenza di un elemento &#8220;cristiano&#8221; e talora anche &#8220;filo-cattolico&#8221;, che tuttavia &#8220;si dilu\u00ec non poco&#8221; a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni 1950 (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le obbedienze che aderiscono al CLIPSAS denunciano &#8220;il dogmatismo e il conservatorismo sociale della massoneria anglosassone&#8221;, ammettono gli atei e gli agnostici (per il Grande Oriente di Francia, dal 1877, data in cui venne soppresso l&#8217;obbligo del riferimento al Grande Architetto dell&#8217;Universo, con conseguente separazione dalla Gran Loggia di Londra), talora anche le donne (come fa la Gran Loggia di Palazzo Vitelleschi), e non rinunciano a un&#8217;azione politica in favore &#8220;dei diritti dell&#8217;uomo e della democrazia&#8221; (cos\u00ec recita l'&#8221;Appello di Strasburgo&#8221;). Bench\u00e9 in maggioranza non aderiscano al CLIPSAS le massonerie di lingua spagnola sono in genere su posizioni simili<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>c)<\/strong> la letteratura della Gran Loggia Unita d&#8217;Inghilterra denomina <em>&#8220;massoneria di frangia&#8221;<\/em> (fringe masonry) l&#8217;insieme delle obbedienze i cui interessi si situano soprattutto sul versante dell&#8217;occultismo e della magia. Questi interessi a partire dal secolo scorso sono largamente scoraggiati nella massoneria &#8220;regolare&#8221; e hanno quindi preso la strada di organizzazioni &#8220;di frangia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune di queste organizzazioni non sono semplicemente &#8220;irregolari&#8221; (in quanto affermano di interessarsi solo dei gradi superiori al terzo, riconoscendo alla Gran Loggia Unita la giurisdizione universale sui primi tre gradi, di cui soltanto essa dichiara di occuparsi). Tuttavia la loro ideologia si allontana notevolmente dallo spirito e dalla mentalit\u00e0 della massoneria &#8220;regolare&#8221; per cui spesso finiscono per dotarsi anche di gradi azzurri propri, diventando cos\u00ec, oltre che &#8220;di frangia&#8221;, anche &#8220;irregolari&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le obbedienze &#8220;di frangia&#8221; pi\u00f9 diffuse adottano una simbologia ispirata all&#8217;antico Egitto e costituiscono la famiglia (divisa in numerose obbedienze rivali) delle massonerie &#8220;egiziane&#8221;, il cui antecedente storico \u00e8 rappresentato dall&#8217;Alta massoneria egiziana creata da Cagliostro (1743 o 1749-1795) (35);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>d)<\/strong> certamente &#8220;irregolari&#8221; (nel senso di considerate non regolari dalla Gran Loggia Unita d&#8217;Inghilterra, fedele alle Costituzioni di Anderson che come abbiamo visto escludono le donne) &#8211; oltre che &#8220;di frangia&#8221; &#8211; sono le <em>obbedienze femminili e miste<\/em> nate con lo scopo precipuo di riconoscere alle donne a pieno titolo l&#8217;appartenenza massonica: la principale \u00e8 l&#8217;ordine misto Le Droit Humain, fondato nel 1893 in Francia dalla femminista Maria Deraismes (1828-1894) e dal senatore Georges Martin (1844-1916).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle obbedienze femminili e miste vanno distinte le logge &#8220;di adozione&#8221;, semplici ausiliari della massoneria che organizzano le spose e le figlie dei massoni senza che queste ultime rivendichino in alcun modo una effettiva appartenenza all&#8217;ordine (di questo tipo \u00e8 la Stella d&#8217;Oriente, che ha nel mondo circa tre milioni di adepte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 opportuno precisare &#8211; per non dare luogo a equivoci &#8211; che questo schema ha un semplice valore di mappa, non di giudizio: non \u00e8 possibile risolvere tutti i problemi sulla base della semplice dicotomia &#8220;regolare&#8221;\/&#8221;irregolare&#8221; o dei riconoscimenti internazionali (talora indubbiamente concessi tenendo conto anche di ragioni di opportunit\u00e0 politica); piuttosto, ogni obbedienza deve essere esaminata nelle sue caratteristiche e nella sua storia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. I riti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le enciclopedie massoniche riportano diverse centinaia di riti diversi, che sarebbe certamente troppo lungo esaminare in questa sede. Al cuore della storia massonica si situa il rito Emulation, il pi\u00f9 diffuso per i primi tre gradi di apprendista, compagno e maestro nelle logge inglesi. Largamente praticati &#8211; e retti da gerarchie proprie &#8211; sono i cosiddetti gradi complementari: il grado dell\u2019Arco Reale, complementare a quello di maestro, e il grado di Mark Master, complementare a quello di compagno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto diffusi in ambiente anglosassone sono pure i gradi di Knights Templar (&#8220;cavalieri templari&#8221;), che rappresentano quanto sopravvive della leggenda templare nella massoneria maggioritaria. Negli Stati Uniti \u00e8 largamente diffuso il Rito di York che fonde insieme Arco Reale, massoneria del Marchio (gradi dal quarto al settimo), gradi &#8220;criptici&#8221; (ottavo e nono, pi\u00f9 decimo in alcune giurisdizioni) e quattro ulteriori gradi &#8220;templari&#8221;. Con il Rito di York rivaleggia per diffusione il Rito Scozzese Antico e Accettato (il pi\u00f9 diffuso in Italia) in 33 gradi (da cui l&#8217;abitudine a considerare i massoni pi\u00f9 elevati in grado come necessariamente dotati della qualifica di &#8220;33\u00b0&#8221;, il che \u00e8 vero per questo Rito ma non per altri).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Grande Oriente di Francia si segue un Rito francese, assai pi\u00f9 scarno e semplificato. Nelle massonerie &#8220;egiziane&#8221; dominano il rito di Memphis (92 gradi) e quello di Misra\u00efm (90 gradi), nonch\u00e9 varie loro combinazioni. In alcuni paesi varianti del Memphis e\/o del Misra\u00efm sono riconosciute <em>come riti <\/em>anche da obbedienze &#8220;regolari&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Gli organismi para-massonici e pseudo-massonici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella letteratura specializzata si incontra spesso il riferimento a organismi &#8220;para-massonici&#8221;, &#8220;simil-massonici&#8221; e &#8220;pseudo-massonici&#8221;. In genere gli specialisti riservano l&#8217;appellativo &#8220;para-massonico&#8221; agli ordini e alle societ\u00e0 che non fanno tecnicamente parte della massoneria ma che ammettono nel loro seno esclusivamente massoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 importante organizzazione di questo tipo \u00e8 la Shrine (il cui nome completo \u00e8 Ancient Arabic Order Nobles of the Mystic Shrine, &#8220;Antico Ordine Arabico dei Nobili del Santuario Mistico&#8221;), fondata nel 1871 negli Stati Uniti dal medico Walter Millard Fleming (1838-1913) e dall&#8217;attore William Jermyn Florence (1831-1891).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Shrine adotta una simbologia &#8220;islamica&#8221; e orientale (talora grandiosa: alcuni suoi &#8220;templi&#8221; sembrano grandi moschee, possiedono autentici cammelli arabi e cos\u00ec via), non senza un&#8217;intenzione ludica di messa in scena e di scherzo; riunisce per\u00f2 una <em>\u00e9lite<\/em> della massoneria americana e gode di prestigio anche per le sue imponenti attivit\u00e0 benefiche nel settore degli ospedali infantili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro esempio di organismo para-massonico \u00e8 costituito dalla Societas Rosicruciana in Anglia, fondata da Robert Wentworth Little (1840-1878) nel 1865-1866, riservata ai massoni e luogo di incubazione nel 1888 del pi\u00f9 famoso ordine di magia cerimoniale moderno, l&#8217;Ordine Ermetico della Golden Dawn. La Golden Dawn, a sua volta, non \u00e8 un organismo massonico perch\u00e9 &#8211; sebbene fondata da massoni &#8211; ha sempre ammesso nei suoi ranghi i non massoni e anche le donne. In genere i vari &#8220;nuovi movimenti magici&#8221; moderni (36) &#8211; bench\u00e9 talora fondati e frequentati da massoni &#8211; non vanno confusi con la massoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso vale, a pi\u00f9 forte ragione, per movimenti a met\u00e0 strada fra la religione e la magia come la Societ\u00e0 Teosofica o la Societ\u00e0 Antroposofica (37), per i quali la definizione di organismi &#8220;massonici&#8221; \u00e8 chiaramente sbagliata, anche se i loro fondatori e loro esponenti di spicco hanno avuto interesse per vari tipi di massoneria, specialmente &#8220;di frangia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo chiamare &#8220;simil-massonici&#8221; i numerosi organismi e fraternit\u00e0 sorti, soprattutto negli Stati Uniti (ma anche altrove), a imitazione e in concorrenza con la massoneria, spesso (ma non sempre) rivolgendosi a classi sociali pi\u00f9 basse rispetto a quelle da cui la massoneria traeva i suoi membri: gli Odd Fellows, i Knights of Pythias, l&#8217;Improved Order of Red Men, e cos\u00ec via (38). Questi ordini &#8211; oggi in marcato declino, ma in parte tuttora esistenti &#8211; non sono massonici, e mostrano che la massoneria \u00e8 la <em>species<\/em> di un <em>genus<\/em> &#8211; la &#8220;fraternit\u00e0&#8221; moderna &#8211; che si esprime anche in forme diverse, le quali talora si rivolgono, in ambienti diversi, allo stesso tipo di bisogni e di aspettative sociologiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La letteratura massonica ama chiamare &#8220;pseudo-massonici&#8221; gli organismi che utilizzano nel loro nome la parola &#8220;massoneria&#8221; ma sono considerati al di fuori del mondo massonico dalla maggioranza degli organismi &#8220;regolari&#8221; o ufficiali. In questo ambito rientrano le iniziative messe in atto di tanto in tanto da meri avventurieri che vendono gradi &#8220;massonici&#8221; a puro fine di lucro (attivit\u00e0 repressa negli Stati Uniti &#8211; ma non sempre altrove e certamente non in Italia &#8211; dai tribunali, che oltre Oceano riconoscono alla massoneria &#8220;regolare&#8221; un monopolio sulla parola &#8220;massoneria&#8221;) e anche da gruppi che inventano &#8220;massonerie&#8221; senza alcuna derivazione da obbedienze note per coprire semplici attivit\u00e0 illecite o criminali (se ne sono avuti diversi esempi nell\u2019Italia Meridionale negli ultimi anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni chiamano &#8220;pseudo-massoneria&#8221; anche la cosiddetta Prince Hall Freemasonry, nata fra i neri americani che per lunghi anni sono stati esclusi dalle logge degli Stati Uniti (e ancora oggi, in vari Stati, sono discretamente scoraggiati dall&#8217;aderire). Alcuni neri costituirono cos\u00ec una massoneria nera chiamata Prince Hall dal nome del suo mitico fondatore settecentesco; pi\u00f9 tardi le organizzazioni massoniche e para-massoniche bianche acquisirono il loro corrispettivo nero (alla Shrine venne a corrispondere una Black Shrine e cos\u00ec via).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le relazioni fra massoneria e Prince Hall Freemasonry sono per\u00f2 migliorate negli ultimi anni; varie logge americane hanno sviluppato relazioni cordiali, non utilizzano pi\u00f9 l&#8217;espressione &#8220;pseudo-massoneria&#8221; e dirottano discretamente verso le logge Prince Hall i neri che si presentano per aderire alla massoneria &#8220;bianca&#8221; che pure ufficialmente non sarebbe pi\u00f9 segregata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III. LE ORIGINI DEL PROBLEMA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Esiste una dottrina massonica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le <em>Costituzioni<\/em> di Anderson (secondo e sesto &#8220;dovere&#8221;) escludono dai soggetti di cui si pu\u00f2 parlare in loggia le &#8220;discussioni di religione, di nazione o di politica&#8221;. Sembra che rimanga molto poco, e in effetti \u00e8 difficile ricavare dalle <em>Costituzioni<\/em> una vera e propria dottrina. Gli unici riferimenti precisi sono quelli alla legge morale (naturale) e alla &#8220;religione su cui tutti gli uomini sono d&#8217;accordo&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle Costituzioni della Gran Loggia Unita, del 1815, il deismo di Anderson si orienta verso un teismo personale: si parla di un Dio capace di &#8220;vedere i cuori&#8221; degli uomini e del dovere di credere in un &#8220;glorioso architetto del cielo e della terra&#8221;, &#8220;qualunque sia la religione di un uomo e il suo modo di adorare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La massoneria come emerge dalle sue carte di fondazione anglosassoni non \u00e8 una <em>dottrina<\/em>, ma un <em>metodo<\/em> che propone la libera discussione dei problemi e la loro soluzione secondo quanto sembra vero e giusto alla maggioranza dei fratelli. La discussione ha un limite positivo: non \u00e8 permesso mettere in discussione l&#8217;esistenza di Dio; ma Dio pu\u00f2 essere concepito in una grande variet\u00e0 di modi, anche lontani da quanto propongono le religioni tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stessi tentativi di restringere la nozione di Dio ammessa in massoneria al solo &#8220;monoteismo&#8221; sono sempre stati respinti anche dalla massoneria anglo-americana &#8220;regolare&#8221; (39). E, in realt\u00e0, la discussione ha anche un limite negativo: tutto pu\u00f2 essere messo in questione, tranne il metodo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi per esempio proponesse l&#8217;unicit\u00e0 di una verit\u00e0, di una religione, di una via si porrebbe automaticamente al di fuori del metodo massonico. \u00c8 in questo senso che l&#8217;ex-Gran Maestro del Grande Oriente d&#8217;Italia, Armando Corona, poteva recentemente dichiarare che il &#8220;fondamentale principio massonico&#8221; \u00e8 quello secondo cui &#8220;non esiste un&#8217;unica religione per arrivare alla Salvezza&#8221;, mentre &#8220;la Chiesa cattolica ha i dogmi e considera la propria l&#8217;unica vera religione&#8221; (40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un\u2019altra &#8220;famiglia&#8221; massonica, quella del Grande Oriente di Francia, un dirigente massonico che aveva partecipato a un dialogo con cattolici, Alain G\u00e9rard, confermava che &#8220;la massoneria del Grande Oriente di Francia non \u00e8 n\u00e9 una religione n\u00e9 una filosofia, ma soltanto un metodo&#8221;. Questo metodo, secondo Alain G\u00e9rard, non impedisce a nessuno di avere opinioni ben definite &#8211; per esempio al cattolico di essere cattolico &#8211; ma impone a tutti di &#8220;mettere in discussione&#8221; le loro opinioni quando il lavoro di loggia comincia, accettando l\u2019ipotesi che possano eventualmente essere false (o debbano essere superate in una sintesi superiore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo massonico &#8220;non significa che non si abbiano idee chiare; significa soltanto che si accetta di metterle in questione. Questa messa in discussione non pu\u00f2 veramente avere luogo se si dichiara prima che, qualunque sia l\u2019esito della discussione, ci sono dei punti su cui si continuer\u00e0 a essere convinti di avere ragione&#8221; (41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si potrebbe esporre meglio una posizione che accomuna tutte le famiglie massoniche: chi accetta il metodo massonico deve essere disposto a mettere sul tavolo le sue idee, a &#8220;metterle in questione&#8221; e ad accettare il verdetto che emerger\u00e0 dalla discussione condotta secondo i principi del libero dibattito. Qui sta la radice del problema: perch\u00e9 le Chiese e comunit\u00e0 cristiane &#8211; soprattutto la Chiesa cattolica &#8211; pensano che alcune delle verit\u00e0 che insegnano ai loro fedeli siano, per usare un termine sociologico, <em>non negoziabili<\/em>; non siano di origine umana ma divina, e quindi non possano essere &#8220;messe in questione&#8221; senza escludere a priori la prospettiva di rivederle o abbandonarle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa problematica, naturalmente, deve essere considerata in relazione alle esigenze sociologiche da cui nasce storicamente e psicologicamente la massoneria, che risolve il dramma del pluralismo ideologico moderno offrendo come sua chiave di comprensione il relativismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso autori massonici non accettano l\u2019espressione &#8220;relativismo&#8221;, considerandola ingiusta e riferita a una sorta di disinteresse per la verit\u00e0 che non sembra loro di professare. Essi osservano che, al contrario, vi sono stati nella storia numerosi massoni cos\u00ec convinti di una loro idea &#8211; nazionale, politica o sociale &#8211; da dare per questa idea la vita (42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vi \u00e8 qui una confusione fra due categorie filosofiche diverse: lo scetticismo e il relativismo. Mentre lo scettico teorico pensa che non esista la verit\u00e0, e lo scettico pratico che non sia importante, il relativista talora \u00e8 sinceramente affezionato a una verit\u00e0 relativa ma, nonostante questo, considera &#8220;la verit\u00e0 come qualche cosa di dipendente da una variabile indipendente che, come tale, la determina&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa &#8220;variabile indipendente&#8221; pu\u00f2 essere la ragione umana, per cui il razionalismo e l\u2019avversione per i dogmi non riducibili ai &#8220;limiti della sola ragione&#8221; non escludono il relativismo. Anzi, spesso il razionalismo finisce per &#8220;sboccare nel relativismo, nel senso che solamente \u00e8 vero quanto si relaziona gnoseologicamente in forma diretta con la ragione umana, variabile indipendente in funzione della quale si determina la verit\u00e0&#8221; (relativa) (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermare che il metodo massonico si situa nell\u2019orizzonte del relativismo non significa accusare i massoni nel loro insieme &#8211; o singoli massoni &#8211; di negare la conoscibilit\u00e0 filosofica o la rilevanza esistenziale della verit\u00e0. Significa solo constatare che si tratta di un metodo che promuove una visione della verit\u00e0 come relativa e condizionata da variabili indipendenti che la determinano: e questa, precisamente, \u00e8 la definizione del relativismo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo senso, appunto, che il metodo massonico \u00e8 collegato all\u2019origine sociologica della massoneria e del suo successo. In una delle pi\u00f9 serie indagini sul significato storico-sociologico della massoneria negli Stati Uniti, Lynn Dumenil ha scritto che &#8220;per gli uomini disturbati dalle grandi controversie sulla Bibbia e sulla validit\u00e0 del cristianesimo la massoneria offriva un\u2019esperienza religiosa che era confortevole e che non arrecava disturbo. [Una Convenzione massonica dichiarava che] \u2018l\u2019anima perplessa per le divergenze fra le religioni pu\u00f2 rifugiarsi nella sala della loggia e l\u00ec trovare riposo\u2019&#8230; [Una rivista massonica scriveva che] \u2018mentre la guerra promossa dalla scienza costringe il rigido dogmatismo dei credi ecclesiastici ad arretrare, questa guerra non ha potere sulla religione soggettiva del cuore, sulla quale sola gli uomini possono essere condotti a convenire, e che \u00e8 quindi la religione della massoneria\u2019. La massoneria esercitava una speciale forza di attrazione sugli uomini che continuavano a credere, ma che erano incerti su che cosa realmente credevano&#8221; (44).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente &#8211; come le osservazioni di Lynn Dumenil si riferiscono solo alla massoneria negli Stati Uniti in una certa epoca storica &#8211; cos\u00ec non tutte le massonerie si attengono alle <em>Costituzioni<\/em> di Anderson. A partire dal secolo scorso (ma con prodromi gi\u00e0 nel Settecento) soprattutto le massonerie latine hanno talora ripudiato l&#8217;obbligo di non prendere posizione in materia religiosa, sociale e politica e hanno elaborato una serie di posizioni dottrinali pi\u00f9 precise promuovendo l&#8217;anticlericalismo, il laicismo, il naturalismo in tutti i settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Battaglie come quella per la laicit\u00e0 della scuola (45), per il divorzio e pi\u00f9 tardi in alcuni paesi anche per l&#8217;aborto sono state promosse apertamente da alcune obbedienze massoniche latine, il cui anticlericalismo ha assunto in varie epoche storiche toni virulenti. La massoneria &#8220;regolare&#8221;, naturalmente, tiene a precisare che si tratta di posizioni tipiche di obbedienze separate da Londra, che hanno violato il divieto di prendere posizioni religiose o politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;altro canto si tratta di conseguenze che non possono essere considerate soltanto &#8220;deviazioni&#8221; estranee alle premesse massoniche, giacch\u00e9 dal deismo e dal relativismo non \u00e8 illogico dedurre, con varie sfumature, anche forme di laicismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero, in ogni caso, che quello che tutte le massonerie hanno in comune \u00e8 il metodo, cos\u00ec come molti calcolatori possono avere in comune lo stesso programma (o programmi con variazioni cos\u00ec modeste da potere essere considerate secondarie). Quello che esce dal programma pu\u00f2 variare a seconda dei dati immessi (e cos\u00ec diverse obbedienze e diverse massonerie possono assumere posizioni diverse su <em>quasi<\/em> tutti i problemi), ma il metodo rimane comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo massonico, peraltro, non \u00e8 una semplice tecnologia. La sua pratica implica un orizzonte etico-filosofico che deve essere condiviso da chi partecipa ai lavori di loggia; diversamente, il metodo rischierebbe da una parte di non essere compreso, dall&#8217;altra di portare non a risultati variabili all&#8217;interno dei limiti che abbiamo esaminato ma a un&#8217;assenza di risultati che impedirebbe il suo stesso funzionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volume pi\u00f9 influente sulla mentalit\u00e0 dei massoni americani nel nostro secolo \u00e8 probabilmente <em>The Builders<\/em> del reverendo Joseph Fort Newton (1876-1950), un pastore che fu al servizio di diverse comunit\u00e0 protestanti e che pubblic\u00f2 per la prima volta negli Stati Uniti quest&#8217;opera fondamentale nel 1914.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Newton ammette la centralit\u00e0 del metodo, ma lo fonda su quella che definisce &#8220;la filosofia massonica&#8221; (<em>masonic philosophy<\/em>) il cui principio centrale sarebbe il seguente: &#8220;poich\u00e9 l&#8217;anima umana \u00e8 affine a Dio, ed \u00e8 dotata di poteri a cui nessuno pu\u00f2 fissare un limite, \u00e8 in fatto, e deve essere in diritto, libera. Pertanto, secondo la logica della sua filosofia non meno che secondo l&#8217;ispirazione della sua fede, la massoneria \u00e8 stata spinta a presentare le sue storiche domande per la libert\u00e0 di coscienza, per la libert\u00e0 dell&#8217;intelletto e per il diritto di tutti gli uomini di ergersi senza timore e senza paura, uguali tutti di fronte a Dio e alla legge, ognuno pronto a rispettare i diritti dei suoi simili&#8221; (46).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento a Dio e alla fede certamente non si ritrover\u00e0 negli stessi termini nelle massonerie che si ispirano al Grande Oriente di Francia: ma neppure in queste ultime mancher\u00e0 il riferimento a un orizzonte etico e filosofico che fonda e regge il metodo. Dal punto di vista <em>etico<\/em> il metodo si fonda sul primato della tolleranza e della libert\u00e0 di coscienza (che si espande in una prospettiva pi\u00f9 generale &#8211; variamente intesa da diversi autori massonici &#8211; sulla libert\u00e0 e la solidariet\u00e0). Dal punto di vista <em>filosofico<\/em> l&#8217;orizzonte del metodo massonico &#8211; senza il quale il metodo stesso diventerebbe inintelligibile o impraticabile &#8211; comprende:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>a)<\/strong> un principio epistemologico di tipo realista, secondo cui il mondo e l&#8217;uomo hanno un&#8217;esistenza indipendente su cui \u00e8 possibile enunciare affermazioni che, se non sono definitive e &#8220;dogmatiche&#8221;, sono per\u00f2 ragionevoli; bench\u00e9 esponenti importanti dell&#8217;idealismo filosofico siano stati massoni, tutti i tentativi pi\u00f9 autorevoli di costruire una <em>masonic philosophy<\/em> &#8211; e gli stessi documenti di fondazione &#8211; sembrano dare per scontato un orizzonte epistemologico di tipo realista;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>b)<\/strong> un principio antropologico di tipo antropocentrista, secondo cui l&#8217;uomo \u00e8 libero ed \u00e8 al centro del suo mondo: se cos\u00ec non fosse, vi sarebbero elementi per mettere in dubbio la validit\u00e0 di qualunque risultato del metodo massonico;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>c)<\/strong> un principio filosofico di tipo spiritualista, secondo cui nel mondo e nell&#8217;uomo vi \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di quanto cade sotto il dominio dei sensi e delle scienze, sia questo &#8220;di pi\u00f9&#8221; immanente o trascendente; una prospettiva puramente materialista &#8211; che escluderebbe dagli argomenti a cui pu\u00f2 essere applicato il metodo massonico quelli che attengono al &#8220;di pi\u00f9&#8221; dichiarandoli semplicemente privi di senso &#8211; sarebbe in contrasto con i documenti di fondazione della massoneria ed \u00e8 stata coltivata solo in ambienti del Grande Oriente di Francia (con paralleli in alcuni paesi di lingua spagnola) in un periodo storico specifico, a proposito del quale si \u00e8 parlato di un influsso &#8220;patologico&#8221; e onnipervadente dell&#8217;anticlericalismo che ha indotto a una (temporanea) limitazione dell&#8217;ambito di applicazione del metodo sostanzialmente estranea alla massoneria (47).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa chiave molto generale &#8211; che fa riferimento a un orizzonte piuttosto che a una dottrina &#8211; \u00e8 legittimo parlare non solo, al plurale, di diverse filosofie massoniche (proposte da singole obbedienze o singoli autori a sostegno della loro prospettiva particolare) ma anche di quella che Newton (preceduto e seguito da numerosi autori massonici) chiama &#8220;<em>la<\/em> filosofia massonica&#8221;, dal momento che proporre un metodo significa gi\u00e0 proporre &#8211; in modo esplicito o implicito &#8211; l&#8217;orizzonte filosofico su cui il metodo si fonda e in assenza del quale non esisterebbero argomenti per suggerire che un metodo \u00e8 preferibile a un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso senso si ritrova l&#8217;espressione &#8220;filosofia massonica&#8221; in critiche che provengono dal magistero cattolico. Tali critiche &#8211; per distinguerle da altre solo apparentemente simili &#8211; vanno per\u00f2 inquadrate in una tipologia pi\u00f9 comprensiva delle prospettive da cui, nella storia, hanno preso le mosse forme diverse di opposizione alla massoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Una tipologia degli anti-massonismi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima ancora che la massoneria moderna venisse fondata, nel 1717, si erano gi\u00e0 manifestate reazioni anti-massoniche. Nel 1698, per esempio, un certo M. Winter fece diffondere un volantino indirizzato &#8220;A tutte le persone timorate di Dio nella citt\u00e0 di Londra&#8221; in cui si metteva in guardia dal &#8220;male perpetrato di fronte a Dio dai cosiddetti Massoni&#8221;: &#8220;essi sono l\u2019Anticristo che viene ad allontanare gli uomini dal timore di Dio. Perch\u00e9 mai certi uomini dovrebbero incontrarsi in luoghi segreti e con segni segreti, stando attenti che nessuno li veda, se fosse per compiere l\u2019opera di Dio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono questi i modi degli operatori di iniquit\u00e0?&#8221;. &#8220;Non mescolatevi con questa gente corrotta &#8211; consigliava il volantino &#8211; per non trovarvi con loro quando verr\u00e0 la consumazione del mondo&#8221; (48). Come si vede, l\u2019anti-massonismo \u00e8 almeno antico quanto la massoneria. Tuttavia, come \u00e8 pi\u00f9 opportuno parlare di massonerie, al plurale, cos\u00ec esistono diversi tipi di anti-massonismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle critiche alle cosiddette &#8220;sette&#8221; la letteratura sociologica distingue oggi fra un movimento <em>anti<\/em>-sette laico e un movimento <em>contro<\/em> le sette religioso, e, all\u2019interno di quest\u2019ultimo, fra una interpretazione che analizza le dottrine dei diversi movimenti e un\u2019altra che insiste sulla presenza del Demonio che opererebbe dietro le &#8220;sette&#8221; in modo diretto e immediato (49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe che tutti gli oppositori delle &#8220;sette&#8221; siano alleati o possano facilmente collaborare, ma in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. Il movimento anti-sette laicista rimprovera alle &#8220;sette&#8221; di essere, in un certo senso, ancora <em>troppo<\/em> religiose in una societ\u00e0 secolarizzata; il movimento contro le sette cristiano accusa invece i nuovi movimenti di essere <em>troppo poco<\/em> religiosi nel senso che il Cristianesimo d\u00e0 alla religione, da cui deduce tutta una serie di conseguenze a cui le &#8220;sette&#8221; vogliono sfuggire. I due tipi di critica possono talora appoggiarsi sugli stessi dati e sugli stessi fatti: dal punto di vista dottrinale sono invece non solo diversi, ma opposti. Lo stesso &#8211; <em>mutatis mutandis<\/em> &#8211; avviene per le critiche alla massoneria.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3990\">continua<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=3991\" target=\"_blank\">vai alle note<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saggio tratto da: CESNUR. CENTRO STUDI SULLE NUOVE RELIGIONI Massoneria e religioni a cura di Massimo Introvigne, Elle Di Ci, Leumann (Torino) 1994 (pubblicato per gentile concessione dell&#8217;Editore). CHE COS&#8217;E&#8217; LA MASSONERIA:\u00a0 IL PROBLEMA DELLE ORIGINI, L&#8217;ORIGINE DEL PROBLEMA di Massimo Introvigne<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-cos-la-massoneria-parte-1\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":15332,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[2396],"class_list":["post-1891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-massoneria","tag-massoneria","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Che cos\u2019&egrave; la massoneria: [...] (parte 1) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/che-cos-la-massoneria-parte-1\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Che cos\u2019&egrave; 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