{"id":1814,"date":"2006-01-20T00:00:00","date_gmt":"2006-01-19T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-04-28T09:10:45","modified_gmt":"2016-04-28T07:10:45","slug":"i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/","title":{"rendered":"I totalitarismi nella storia del Novecento"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Incontro a cura della Circoscrizione 1 del Comune di Pisa<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">e del <strong>Centro Cattolico di Documentazione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Marina di Pisa\u00a0&#8211; Venerd\u00ec 8 ottobre 2004<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">prof. <strong>Ettore Cannella<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>(Ricercatore di Storia Contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Pisa)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8211; trascrizione riveduta dall\u2019autore &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-33623\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\" alt=\"Hitler_Stalin_Mao\" width=\"250\" height=\"166\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Sono contento d\u2019essere qui con voi stasera, anche perch\u00e9 scorgo tra il pubblico amici che non vedevo da anni. Ringrazio tutti i presenti e il dottor Andrea Bartelloni, che ha voluto organizzare quest\u2019incontro. Il tema dell\u2019odierna conversazione \u00e8 alquanto vasto, complesso e controverso. Si tratta d\u2019un argomento incandescente che, toccando pagine drammatiche della storia del Novecento e grandi tragedie storiche, suscita emozioni e passioni.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi sforzer\u00f2 d\u2019affrontarlo con pacatezza, esponendo i risultati delle mie letture, ricerche e riflessioni.Sono oltre trent\u2019anni che mi occupo di questa temi. Il mio non sar\u00e0 dunque un comizio politico, ma un discorso il pi\u00f9 possibile rigoroso e argomentato, che spero susciti obiezioni e critiche, insomma un franco e vivace dibattito. Poich\u00e9 la materia \u00e8 vastissima, grande \u00e8 la tentazione di parlare a lungo. Tenter\u00f2 di frenarmi e di essere il pi\u00f9 breve possibile, sfiorando s\u00ec molte questioni ma lasciando spazio agli interventi e alle osservazioni dei presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTotalitario\u00bb e \u00abtotalitarismo\u00bb sono termini controversi. Innanzi tutto sono termini molto diffusi e addirittura abusati, che ricorrono continuamente sui giornali, nei libri e nel linguaggio quotidiano. Tante volte li usiamo per scherzo o per ingiuria: per esempio, parlando d\u2019un avversario politico, ci capita di bollarlo con l\u2019accusa di \u00abtotalitario\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa dunque significa tale parola nel linguaggio di tutti i giorni? E\u2019 per lo pi\u00f9 intesa come sinonimo di dittatoriale, dispotico o tirannico. Potevamo allora intitolare il nostro incontro \u00able dittature del ventesimo secolo\u00bb? No, perch\u00e9 secondo me totalitario e totalitarismo hanno un significato ben preciso, bench\u00e9 controverso e tale da non trovare concordi gli stessi storici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Addirittura alcuni, e non sono pochi, negano vi sia stato un fenomeno totalitario nel Novecento; e anche coloro che ne ammettono l\u2019esistenza, poi divergono tra loro nel definire quali sono i tratti essenziali del totalitarismo. Una tendenza che \u00e8 stata dominante per tantissimo tempo, sebbene ora sia un po\u2019 in declino, \u00e8 quella della scuola anglosassone. Volendo caratterizzarla nelle linee generali, possiamo dire che questa scuola ha un approccio di tipo politologico. In concreto, essa si dedica a costruire modelli d\u2019interpretazione del fenomeno totalitario; insomma, essa definisce e analizza la realt\u00e0 del totalitarismo servendosi di modelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I regimi che rientrano in un determinato modello sono chiamati \u00abtotalitari\u00bb. Personalmente non trovo molto fecondo un simile approccio, perch\u00e9 la storia umana \u00e8 oltremodo complicata e, soprattutto, dinamica e in continuo divenire. Le realt\u00e0 totalitarie non sono statiche, ma tendono anch\u2019esse ad evolversi. Prima della nascita di un regime totalitario, troviamo un partito o un movimento totalitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi bisogna spiegare come quest\u2019ultimo \u00e8 giunto al potere, quali sono la sua ideologia e la sua composizione sociale, come si \u00e8 venuto sviluppandosi, e infine come ha dato vita ad un regime che chiamiamo totalitario. E anche il regime totalitario va visto e studiato non come una realt\u00e0 statica e immobile, bens\u00ec nelle sue strutture di potere e nell\u2019evoluzione interna fino al crollo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 dunque l\u2019approccio storico-descrittivo o storico-comparativo quello pi\u00f9 utile. Ovvero, una volta individuati i regimi totalitari, occorre studiarli e analizzarli uno per uno e metterli a confronto per vedere se e quali siano, al di l\u00e0 delle differenze, i tatti comuni. Questa \u00e8 l\u2019operazione che ho sempre cercato di fare nei miei studi e che vorrei qui esporre brevemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come procedere? Parto da alcune tesi generali perch\u00e9, qualunque studio s\u2019intraprenda, la concettualizzazione \u00e8 importante. Prima di tutto il totalitarismo \u00e8 un fenomeno circoscritto nello spazio e nel tempo; presuppone l\u2019avvento della societ\u00e0 di massa, che nasce tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento. Nella storia umana si sono avute innumerevoli dittature, tirannidi, stragi e ogni sorta d\u2019atrocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non possiamo dire che c\u2019\u00e8 stato sempre il totalitarismo, il quale invece \u00e8 una forma peculiare di tirannide e presuppone la societ\u00e0 di massa. Ci\u00f2 significa anzitutto l\u2019irruzione delle masse sulla scena della storia, la nascita dei movimenti e partiti di massa e il trionfo dei mezzi di comunicazione di massa (e quindi delle tecniche pubblicitarie). Questo \u00e8 un tratto essenziale del fenomeno totalitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda ipotesi interpretativa \u00e8 che fu la prima guerra mondiale, con il grande macello di popoli, a generare i regimi totalitari. La terza premessa generale \u00e8 che il totalitarismo va considerato soprattutto \u2013 potremmo anzi dire esclusivamente \u2013 un fenomeno europeo del periodo tra le due guerre mondiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo dunque a procedere come in matematica, partendo da alcuni presupposti e cercando poi di dimostrarli. Quali regimi dobbiamo considerare totalitari? Io non chiamerei totalitario un regime come quello di Pinochet, nonostante la sua grandissima ferocia. Persino la Cambogia di Pol Pot, che \u00e8 stato forse il regime pi\u00f9 sanguinario del ventesimo secolo, non andrebbe definita totalitaria; meno che mai la Spagna di Franco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il totalitarismo sta allora diventando un fantasma evanescente? No. Pi\u00f9 semplicemente, il fenomeno totalitario si restringe a pochissimi casi: senz\u2019altro, la Germania nazista e l\u2019URSS di Stalin (quindi, non tutta la storia sovietica). Soltanto il periodo staliniano \u2013 ossia i venticinque anni che vanno dalla fine degli anni Venti alla morte di Stalin \u2013 costituiscono, secondo me, la fase totalitaria della storia sovietica. Ci\u00f2 non vuol dire, beninteso, che il regime sovietico non sia stato sempre oppressivo e tirannico. Per quanto riguarda l\u2019Italia fascista, il discorso diventa ancor pi\u00f9 complesso perch\u00e9 solo nell\u2019ultimo periodo, cio\u00e8 nella seconda met\u00e0 degli anni Trenta, si ebbe una svolta totalitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fuori dai confini europei, il fenomeno totalitario lamb\u00ec la Cina di Mao ma, per cos\u00ec dire, di riflesso: infatti, il maoismo pu\u00f2 essere considerato un regime totalitario solo nella misura in cui imit\u00f2 il modello sovietico. Forse, ma non ne sono del tutto sicuro, anche l\u2019Iran di Khomeini potrebbe esser definito totalitario. Non sono soltanto la ferocia e la brutalit\u00e0 a caratterizzare un regime totalitario; occorrono molti altri elementi ben precisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste sono le tesi generali che provo adesso a dimostrare e concretizzare. Proceder\u00f2 secondo il metodo storico-comparativo, come ho gi\u00e0 detto. Prenderemo in esame prima la Germania nazista, poi l\u2019URSS di Stalin e, infine, se rester\u00e0 un po\u2019 di tempo, l\u2019Italia fascista. Partiamo dal nazismo, che \u00e8 la realt\u00e0 totalitaria relativamente pi\u00f9 semplice. In che senso? Innanzi tutto, perch\u00e9 esiste una generale concordia nel formulare un giudizio negativo sull\u2019esperimento nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 persona di normale moralit\u00e0 e intelligenza che non condanni senza mezzi termini Hitler e il nazismo. Senza dubbio, un tale unanime giudizio di valore facilita il compito degli studiosi. Inoltre, come vedremo, il regime hitleriano fu assai pi\u00f9 omogeneo di altri. Infine, possediamo tanti studi seri sulla Germania nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se devo consigliare a un mio studente qualche buon libro su tale argomento, non ho difficolt\u00e0, mentre invece non saprei suggerire una bella e chiara sintesi sul fascismo italiano, un libro cio\u00e8 che faccia capire cos\u2019\u00e8 stato il fascismo italiano e qual \u00e8 il suo posto nella storia d\u2019Italia. Per non parlare del comunismo sovietico, sul quale esistono istruttivi studi parziali relativi a singoli aspetti, ma mancano sintesi intelligenti e attendibili. Un\u2019analoga considerazione vale per le fonti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il materiale documentario sull\u2019Unione sovietica \u00e8 solo da poco copioso e accessibile; fino ad una dozzina d\u2019anni fa ci si doveva avventurare nel campo delle ipotesi. Invece, per quanto riguarda la Germania nazista, dopo la sconfitta del 1945 gli storici avuto accesso all\u2019intera documentazione, il che ha permesso loro di rivelare tutte le malefatte del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche il progetto totalitario del nazismo fu, come dir\u00f2 subito, abbastanza semplice; e l\u2019intera parabola storica della Germania hitleriana fu improntata ad una sinistra linearit\u00e0. Non fu cos\u00ec per il fascismo italiano, assai pi\u00f9 camaleontico e proteiforme. Lo stesso comunismo sovietico sfugge ad una catalogazione semplicistica. Ci\u00f2 non significa che, anche riguardo al nazismo, non vi siano controversie storiografiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, si discute se il nazismo abbia avuto radici nella storia tedesca di lungo periodo o sia stato invece un fenomeno recente. Non meno controverso \u00e8 il ruolo avuto da Hitler nella crescita del movimento nazionalsocialista e, soprattutto, nell\u2019edificazione del regime nazista. Qualcuno ha addirittura definito Hitler un \u00abdittatore debole\u00bb. Partiamo proprio dalla personalit\u00e0 di Hitler. Ci\u00f2 ci consentir\u00e0 d\u2019esaminare un primo importante aspetto del totalitarismo, la presenza cio\u00e8 d\u2019una personalit\u00e0 di spicco che diviene capo carismatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hitler senza dubbio lo fu. Possiamo seguire la sua carriera, i suoi sogni sinistri e la sua visione del mondo attraverso un testo che ce li svela: \u00e8 la sua celebre autobiografia <em>Mein Kampf<\/em>. Quasi nessuno l\u2019ha letta integralmente, perch\u00e9 \u00e8 prolissa e noiosa (oltre che raccapricciante): settecento pagine cupe e sinistre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi trova la forza di studiarla dalla prima all\u2019ultima riga, capisce la mentalit\u00e0 e l\u2019universo ideologico di questo personaggio storico, che tanto ha influito sugli eventi del XX secolo.\u00a0 Conosce altres\u00ec le esperienze di Hitler, avvenute nella bellissima e civilissima Vienna degl\u2019inizi del Novecento (dove si avevano anche fenomeni inquietanti come il razzismo e l\u2019antisemitismo, dove operavano gruppuscoli che stampavano una rivista \u2013 \u00abOstara\u00bb \u2013 dall\u2019eloquente sottotitolo \u00abRivista per biondi\u00bb). Hitler leggeva avidamente i fascicoli di \u00abOstara\u00bb, che erano tra le fonti del suo pensiero (oltre al pangermanismo tedesco e austriaco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pensiero del futuro F\u00fchrer non troviamo elementi originali: egli assimil\u00f2 la sottocultura che esisteva allora in Europa e che, pur essendo ai margini della grande cultura, sarebbe diventata sempre pi\u00f9 agguerrita e invadente. A Vienna Hitler ebbe anche modo d\u2019osservare la grande forza organizzata della socialdemocrazia austriaca, che incuteva paura ad un piccolo borghese come lui: ne studi\u00f2 la struttura organizzativa, la capacit\u00e0 d\u2019azione e le tecniche di propaganda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi fu poi l\u2019esperienza decisiva della prima guerra mondiale. Hitler dice nel <em>Mein Kampf<\/em> che \u00e8 un vero uomo solo colui che ha fatto il servizio militare ed \u00e8 stato in guerra. Egli part\u00ec volontario e combatt\u00e9 per tutta la durata della guerra, fu un soldato modello temprato dalla vita di trincea. Nel dopoguerra, a Monaco di Baviera, Hitler scopr\u00ec d\u2019essere un uomo politico e, tenendo i primi comizi \u2013 lo racconter\u00e0 nell\u2019autobiografia \u2013 si accorse di saper parlare e incantare le folle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto un partitino (il partito operaio tedesco, DAP), che non poteva sperare in grandi successi, venne da lui trasformato nel terribile partito nazionalsocialista (NSDAP). La DAP era un partito dal programma confuso e pasticciato; ma, nelle mani di Hitler, bravissimo politico, si trasform\u00f2 sul piano politico e organizzativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Hitler scopriamo una doppia personalit\u00e0: da un lato egli fu ossessionato per tutta la vita dai miti pi\u00f9 macabri (razzismo, antisemitismo, pangermanismo, eugenetica). Dall\u2019altro lato, almeno fino agli ultimi mesi, quando perse del tutto il contatto con la realt\u00e0, egli ebbe un fiuto acutissimo, nonch\u00e9 una grande capacit\u00e0 di comunicare e trasmettere la sua volont\u00e0, di scegliere i collaboratori. Un uomo abilissimo e volitivo, che si giov\u00f2 delle sue grandi doti politiche per attuare un programma fosco e surreale: ci\u00f2 spiega come abbia potuto prodursi l\u2019orrore storico che ci riempie di sgomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo, a questo punto, di enucleare i primi tratti caratterizzanti del totalitarismo. E\u2019 facile individuare, nel <em>Mein Kampf<\/em>, un ben preciso progetto totalitario. Il progetto totalitario non \u00e8 un programma politico, cio\u00e8 una serie di concrete e specifiche misure che un gruppo di uomini, riuniti in partito o comunque tra loro associati, si propone di mettere in atto. Nel <em>Mein Kampf<\/em> troviamo una complessiva visione del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hitler espone la sua interpretazione della storia umana, della natura, perfino dei rapporti tra i sessi e del ruolo della donna nella societ\u00e0. Il programma politico, globale e totalizzante, discende da una siffatta visione. Questo \u00e8 il progetto totalitario, che \u00e8 anche il primo presupposto del totalitarismo. Occorre cio\u00e8 un progetto generale e globale di trasformazione della realt\u00e0 politica e sociale (che, nel caso dei bolscevichi, sar\u00e0 anche di dominio dell\u2019uomo sulla natura).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hitler non si propose di mutare la realt\u00e0 naturale, ma di plasmare e soggiogare gli uomini: cambiare la societ\u00e0, eliminare gli elementi deboli, gli zingari, gli ebrei, ecc. E\u2019 un progetto folle ma globale. Nella vita di tutti giorni pu\u00f2 capitare di incontrare un mentecatto che ha strane e farneticanti visioni; ma non per questo parliamo di totalitarismo. Insomma, si pu\u00f2 avere una visione totalitaria; ma ci\u00f2 non basta; occorre anche un contesto storico adatto perch\u00e9 essa possa tradursi in fatti concreti e realizzarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se oggi qualcuno sognasse, ad esempio, di riportare l\u2019Italia all\u2019anno Mille, cio\u00e8 in pieno Medioevo, con tutta la sua capacit\u00e0 e forza di volont\u00e0 non riuscirebbe a mettere in atto tale programma. Perch\u00e9 un progetto totalitario trionfi, sono necessari sia un contesto storico favorevole sia la capacit\u00e0 di realizzarlo: capacit\u00e0 politica e organizzativa, capacit\u00e0 di scegliere i collaboratori che fanno alla bisogna, capacit\u00e0 di mobilitare la gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hitler aveva tali doti. Per fare almeno un nome, Goebbels, il genio della propaganda nazista, all\u2019inizio era filocomunista (anche se non sempre ci\u00f2 viene ricordato). All\u2019inizio del 1926, quando faceva parte dell\u2019ala sinistra della NSDAP, scriveva nel suo diario: \u00abPerch\u00e9 noi nazionalisti dobbiamo combattere i comunisti?\u00bb, \u00abmeglio il bolscevismo della schiavit\u00f9 capitalistica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco cosa pensava allora del futuro F\u00fchrer: \u00abMa che specie di Hitler \u00e8 mai questo? Un reazionario?\u00bb. Eppure, Hitler riusc\u00ec ad ammaliarlo e tirarlo dalla sua parte. Nell\u2019estate 1926 Goebbels definiva il capo del partito \u00abun genio\u00bb, annotando nel suo diario: \u00abDi fronte a lui io mi sento come paralizzato. Hitler \u00e8 cos\u00ec: come un bambino, amabile, buono, misericordioso. Come un gatto, scaltro, furbo, abile; come un leone, grandiosamente ruggente e gigantesco. Insomma, un vero uomo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Joseph Goebbels, laureatosi in filosofia nella prestigiosa universit\u00e0 di Heidelberg, era l\u2019unico intellettuale tra i gerarchi del partito nazionalsocialista. Hitler aveva assoluto bisogno di lui, essendo tutti gli altri suoi collaboratori e compagni d\u2019arme rozzi e quasi illetterati. Se Hitler non l\u2019avesse conquistato politicamente, Goebbels sarebbe rimasto nell\u2019ala sinistra del partito (quella che sar\u00e0 poi eliminata nella \u00abnotte dei lunghi coltelli\u00bb). Goebbels ebbe un ruolo importante, perch\u00e9 fu lui a inventare le formule e le tecniche propagandistiche di maggior successo, che tanto contribuirono all\u2019ascesa del nazionalsocialismo e al consolidamento del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 prima dell\u2019ascesa al potere, durante le campagne elettorali, Hitler giungeva dall\u2019alto, in aereo, nella localit\u00e0 dove avrebbe arringato la folla. Fu coniato lo slogan <em>Hitler \u00fcber Deutschland<\/em> (Hitler sopra la Germania). L\u2019inno del partito era <em>Deutschland \u00fcber alles <\/em>(la Germania sopra tutto); di qui la formula e l\u2019immagine di Hitler sovrastante la Germania, anche fisicamente. Possiamo vederlo in alcuni documentari e nel film di Leni Riefenstahl <em>Il trionfo della volont\u00e0<\/em>: Hiter arriva a Norimberga in aereo, planando lentamente, come un Dio che scende dall\u2019alto. Per immaginare tutto ci\u00f2 e inventare una cos\u00ec raffinata tecnica pubblicitaria, ci voleva un propagandista sveglio e scaltro come Goebbels.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella moderna societ\u00e0 di massa le tecniche pubblicitarie occupano un posto importante. Hitler seppe cogliere questo aspetto essenziale del mondo contemporaneo, descritto sin dalla fine dell\u2019Ottocento da sociologi e psicologi. Ricordo qui almeno un pensatore, Gustave Le Bon, perch\u00e9 il suo libro <em>La psicologia delle folle<\/em> (1895) ebbe grande influenza su Hitler (il quale, senza citarlo, lo parafraser\u00e0 e scopiazzer\u00e0 in un capitolo del <em>Mein Kampf<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Le Bon, sul piano psicologico la folla non rappresenta la somma degl\u2019individui che la compongono, perch\u00e9 in essa \u00abla personalit\u00e0 cosciente svanisce, i sentimenti e le idee di tutte le unit\u00e0 si orientano nella medesima direzione\u00bb: \u00absi forma cos\u00ec un\u2019anima collettiva, senza dubbio transitoria, ma con caratteristiche molto precise\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019anima irrazionale della folla (cio\u00e8 della massa), descritta da Le Bon, attir\u00f2 Hitler; cos\u00ec come l\u2019attir\u00f2 il rapporto tra il capo e le masse (analizzato anch\u2019esso da Le Bon), che sar\u00e0 un elemento essenziale del regime totalitario. Hitler seppe cogliere la novit\u00e0 della societ\u00e0 contemporanea che, essendo una societ\u00e0 di massa, si fonda sull\u2019uso dei mezzi di comunicazione di massa (fino all\u2019avvento della televisione, soprattutto giornali, radio, comizi, adunate collettive) per coinvolgere e mobilitare la gente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il totalitarismo, lungi dall\u2019essere soltanto un regime feroce e sanguinario, presuppone l\u2019adesione e il coinvolgimento emotivo di larghi strati della popolazione; presuppone altres\u00ec la capacit\u00e0 del capo di trasmettere la sua volont\u00e0 alle masse servendosi dei pi\u00f9 moderni e raffinati mezzi di propaganda. Hitler non improvvisava, ma studiava con cura i gesti e le pose da assumere in pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella scalata al potere Hitler commise senza dubbio degli errori grossolani, come il fallito <em>putsch<\/em> di Monaco del 1923. Grande ammiratore di Mussolini, un anno dopo la marcia su Roma egli volle tentare la marcia su Berlino partendo da Monaco. Dopo l\u2019insuccesso, cap\u00ec che non era quella la strada per giungere al potere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro, magari, sarebbe uscito con le ossa rotte dopo il fallimento del tentativo insurrezionale. Hitler, invece, impar\u00f2 la lezione e assunse una tattica legalitaria. Da allora egli decise di mostrarsi in doppiopetto, pur mantenendo l\u2019apparato paramilitare del suo partito (le SA e le SS). Esibizione di forza nello scontro con socialdemocratici e comunisti, ma allo stesso tempo professione di fede legalitaria di fronte ai nazionalisti e ai conservatori: fu questa la strategia da lui adottata e che risulter\u00e0 efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti Hitler and\u00f2 al potere per vie legali, vincendo le elezioni. Hitler fu dunque un politico abile e scaltro, non un pazzoide qualsiasi. Come avrebbe fatto altrimenti a mettere nel sacco la diplomazia europea per tanti anni? Salito al potere, Hitler riusc\u00ec ad abbindolare le cancellerie europee con mosse abilissime, realizzando un po\u2019 alla volta il suo programma di riarmo e d\u2019espansione territoriale della Germania: dopo ogni violazione del trattato di Versailles, si professava uomo di pace dichiarando di non voler altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una siffatta tattica, usata quando la Germania era ancora debole, gli permetteva d\u2019evitare la guerra; e quasi tutti gli credevano, anche perch\u00e9 nessuno voleva un altro conflitto europeo. Alla fine, per\u00f2, la corda si spezz\u00f2 e scoppi\u00f2 la seconda guerra mondiale. Il regime nazista dur\u00f2 a lungo, perch\u00e9 era solido e godeva d\u2019un largo consenso popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Hitler sal\u00ec al potere, la NSDAP aveva gi\u00e0 messo radici in Germania conquistandosi le simpatie soprattutto dei giovani (ragazzi e ragazze). Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 i soldati tedeschi per tanti anni abbiano combattuto lealmente, senza ribellarsi neppure quando la guerra volgeva male per la Germania. Una tale fedelt\u00e0 non \u00e8 da attribuire solo alla mentalit\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hitler non riusc\u00ec a far breccia tra gli operai, molti dei quali nel 1933 erano socialdemocratici o comunisti, ma trascin\u00f2 dalla sua parte altri strati sociali e soprattutto i giovani, ai quali la <em>Hitlerjugend<\/em> (l\u2019organizzazione giovanile del partito) faceva ammalianti promesse. Ebbene, questa \u00e8 senz\u2019altro abilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo alla fine, a causa della sua megalomania, Hitler perse ogni contatto con la realt\u00e0 interna e internazionale rifugiandosi nel suo mondo di perverse visioni. Spero che, dopo quanto detto finora, comincino ad emergere i tratti fondamentali e caratterizzanti del totalitarismo:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0progetto totalitario<br \/>\n\u00b7 moderna societ\u00e0 di massa<br \/>\n\u00b7\u00a0presenza d\u2019un capo carismatico<br \/>\n\u00b7\u00a0rapporto tra il capo e le folle<br \/>\n\u00b7\u00a0ricorso ai pi\u00f9 sofisticati mezzi di propaganda<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per realizzare un progetto totalitario non ci vuole solo la forza pi\u00f9 brutale, ma occorre altres\u00ec la mobilitazione ed il consenso di larghi strati della popolazione. E\u2019 necessario un lungo lavoro di preparazione e di propaganda. Semplificando, potremmo dire che nella Germania nazista la ferocia fu rivolta soprattutto verso l\u2019esterno, perch\u00e9 all\u2019interno il regime godeva d\u2019un ampio consenso. Il consenso popolare permise al regime hitleriano di consolidarsi e di reggere a lungo. Ci\u00f2 non significa che non vi sia stata un\u2019opposizione interna (aperta o sotterranea) e che lo Stato nazionalsocialista non abbia creato un temibile e capillare apparato repressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, in Germania furono arrestate o fucilate solo poche migliaia di persone: niente di paragonabile, insomma, agli orrori dello stalinismo. Se il programma nazista mirava a sterminare gli ebrei e ad espandersi fuori dei confini tedeschi per realizzare il \u00abnuovo ordine europeo\u00bb, bisognava usare la pi\u00f9 ferina violenza, perch\u00e9 tali obiettivi avrebbero suscitato la resistenza delle vittime e dei popoli sottomessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando le truppe tedesche occupavano altri paesi, usavano i mezzi pi\u00f9 barbari per domare l\u2019inevitabile ribellione delle popolazioni locali. Il consenso e la repressione sono ambedue strumenti essenziali del regime totalitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* \u00a0* \u00a0*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passiamo ora ad esaminare il caso sovietico, che comincia ad essere assai pi\u00f9 complicato. Anche qui dobbiamo trovare una personalit\u00e0 carismatica, un progetto totalitario, la volont\u00e0 e capacit\u00e0 di realizzarlo, e via dicendo. Il regime \u00e8 durato in Russia settant\u2019anni; ma chi deve esserne considerata la persona pi\u00f9 eminente? Lenin o Stalin?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se entrambi, come pare fuor di dubbio, bisogna analizzare il rapporto tra i due: vi fu continuit\u00e0 o di rottura tra la politica di Lenin e quella di Stalin? E che ruolo ebbero gli altri protagonisti tutt\u2019altro che secondari, come Tockij e Bucharin? Trockij, ad esempio, fu un personaggio di primissimo piano. Fu lui il vero artefice della rivoluzione d\u2019Ottobre e il creatore dell\u2019armata rossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo annoverare anche lui, che negli anni \u201930 defin\u00ec \u00abtotalitario\u00bb il regime di Stalin, tra i fondatori del totalitarismo sovietico? Per quanto riguarda il progetto totalitario, il programma del partito bolscevico prima del 1917 era molto simile a quello di molti partiti socialisti europei e, quindi, non era totalitario. Possiamo magari definirlo, per certi versi, dottrinario; sarebbe tuttavia improprio ed esagerato chiamarlo totalitario. Era un ambizioso programma di trasformazione della societ\u00e0, diviso in una parte minima da realizzare a breve scadenza (nell\u2019ambito cio\u00e8 della societ\u00e0 borghese) e una parte massima (da attuare dopo la vittoria della rivoluzione proletaria).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando e perch\u00e9 cambi\u00f2 il programma bolscevico? Anzitutto, per effetto della guerra mondiale, che produsse una metamorfosi nel bolscevismo. Fino al 1914 Lenin non era certo un democratico, come noi l\u2019intendiamo, ma accettava la repubblica parlamentare borghese come primo passo nel cammino verso il socialismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lenin ammirava la grande forza organizzata e le conquiste della socialdemocrazia tedesca e si augurava che la Russia zarista, autocratica e arretrata, raggiungesse il livello politico-sociale ed economico della pi\u00f9 progredita Europa. Questa era la sua visione fino al 1914. Solo dopo lo scoppio della grande guerra Lenin si prefigger\u00e0 l\u2019obiettivo di distruggere la civilt\u00e0 politica dell\u2019occidente democratico, da lui apprezzata negli anni giovanili. Che cosa significarono quei cinque anni di guerra generale e ininterrotta?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno storico ha parlato di \u00abbrutalizzazione della vita\u00bb per spiegare le terribili conseguenze, anzitutto antropologiche, della prima guerra mondiale. Quei lunghi anni, che milioni di uomini trascorsero in trincea a uccidere e a morire, rischiarono di sommergere l\u2019intera civilt\u00e0 europea. Non \u00e8 esagerato parlare di profonda mutazione antropologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milioni di ex combattenti non s\u2019adattarono facilmente alla vita civile, dopo la terribile esperienza bellica. Ci\u00f2 spiega il clima di violenza e di guerra civile che si respir\u00f2 un po\u2019 dappertutto in Europa, con i frequenti omicidi politici e i reiterati tentativi insurrezionali, insomma con il generale ricorso alla forza nei conflitti politici e sociali. Fu questo il terreno di coltura del totalitarismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molti paesi europei ebbero luogo, nel dopoguerra, tentativi di <em>putch<\/em> e conati rivoluzionari. In un siffatto clima di generale violenza, prodotto dalla guerra, matur\u00f2 anche la metamorfosi del bolscevismo. Il leninismo, tuttavia, non va considerato un fenomeno semplice e facile da spiegare, n\u00e9 pu\u00f2 essere etichettato come \u00abtotalitario\u00bb. Il partito di Lenin diede prova della pi\u00f9 spaventosa ferocia, ma fu anche il frutto della grande violenza della prima guerra mondiale. Pu\u00f2 far comodo definire totalitario il \u00ableninismo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma dobbiamo domandarci: quale Lenin? Il giovane marxista impegnato nella polemica contro i populisti russi? L\u2019ammiratore di Kautsky e della Seconda Internazionale? Il giacobino promotore dell\u2019insurrezione d\u2019ottobre? Il rivoluzionario anarchico che esaltava la creativit\u00e0 delle masse e vagheggiava la distruzione dell\u2019apparato statale? Lo spietato creatore della tirannide sovietica?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lenin fu un pensatore e un uomo d\u2019azione proteiforme e, per certi versi, inafferrabile. Se l\u2019analizziamo con cura, scopriamo nel \u00ableninismo\u00bb diversi e contrapposti strati. Un compagno d\u2019arme del supremo capo bolscevico parl\u00f2 del suo \u00abgeniale opportunismo\u00bb. E\u2019 un giudizio azzeccato, che coglie un aspetto fondamentale della complessa personalit\u00e0 politica del fondatore del bolscevismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu, quella di Lenin, solo doppiezza tattica? In realt\u00e0, nella sua battaglia politica Lenin assimilava, di volta in volta, la dottrina che meglio si confaceva alle necessit\u00e0 del momento, cercando di dare ad essa dignit\u00e0 teorica. Questi diversi e persino contradditori ingredienti sono tutti parte integrante del leninismo; ciascuno di essi veniva tirato fuori e utilizzato al momento opportuno, per esser poi accantonato (ma quasi mai ripudiato) quando non serviva pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ogni caso, dopo il 1914 Lenin ripudi\u00f2 il marxismo della Seconda Internazionale, che ravvisava nella repubblica democratica una fase necessaria nella lotta per il socialismo. Per lui la democrazia parlamentare e borghese non poteva pi\u00f9 esser considerata un\u2019autentica democrazia: quest\u2019ultima doveva essere diretta e proletaria, basata sui soviet (anche se il partito restava lo strumento principe della rivoluzione e dell\u2019edificazione socialista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna individuare e analizzare con attenzione i non pochi mutamenti, grandi e piccoli, nella visione politica e nella strategia di Lenin. Mentre la carriera politica di Hitler, al di l\u00e0 delle repentine svolte tattiche, fu contraddistinta da una sinistra coerenza dall\u2019inizio alla fine, nel bolscevismo e nel comunismo sovietico notiamo invece una serie di profonde metamorfosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni del cosiddetto \u00abcomunismo di guerra\u00bb, nel periodo cio\u00e8 che va dalla primavera 1918 all\u2019inizio del 1921, emerse il primo progetto totalitario nella storia dell\u2019Unione sovietica. Cosa fu e cosa si proponeva il comunismo di guerra? I bolscevichi intendevano attuare una celere e globale trasformazione dell\u2019intero ordinamento economico-sociale e politico, nazionalizzando tutti i mezzi di produzione e instaurando la dittatura del partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto fall\u00ec, perch\u00e9 in Russia v\u2019erano decine di milioni di contadini, ossia di piccoli produttori indipendenti. La cosiddetta guerra civile russa fu soprattutto una guerra tra il partito comunista, che mirava a statalizzare anche il settore agricolo, e i contadini, che intendevano disporre liberamente della terra e dei suoi prodotti. La guerra tra \u00abbianchi\u00bb e \u00abrossi\u00bb, che ha sempre attirato l\u2019attenzione degli storici, fu meno importante e decisiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 lecito parlare di realt\u00e0 totalitaria in questa fase parte della storia sovietica? A me sembra di no, perch\u00e9 allora nel partito bolscevico v\u2019erano ancora correnti e fazioni in competizione l\u2019una con l\u2019altra. I pi\u00f9 eminenti intellettuali bolscevichi erano s\u00ec fanatici e dottrinari ma, essendo d\u2019estrazione piccolo-borghese, avevano un buon livello d\u2019istruzione, erano abituati alle dispute interne e conoscevano l\u2019Europa occidentale per avervi soggiornato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur compatti e uniti contro i nemici (veri o presunti), i comunisti russi polemizzavano all\u2019interno del partito e, nei congressi, presentano mozioni diverse e contrapposte. Ci\u00f2 non accade in un regime totalitario, dove regna un capo indiscusso (o, in ogni caso, le tensioni e le dispute tra i massimi gerarchi non sono rese pubbliche). Lenin cominciava gi\u00e0 allora ad esser venerato dai suoi seguaci; ma, pur godendo d\u2019indiscussa autorit\u00e0 morale, non esercitava un\u2019incontrastata supremazia politica e poteva anche esser messo in minoranza nelle votazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comunismo di guerra ebbe termine senza che fossero stati realizzati tutti i suoi obiettivi. Anzi, la \u00abnuova politica economica\u00bb (NEP), introdotta dopo la primavera 1921, dovette fare non poche concessioni ai contadini e smantellare il comunismo di caserma costruito negli anni precedenti. Geniale \u00e8 la definizione che della NEP diede Pasternak nel romanzo <em>Il dottor \u017divago<\/em>: \u00abil periodo pi\u00f9 falso e ambiguo nella storia dell\u2019URSS\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, la NEP fu caratterizzata da un embrionale pluralismo economico e sociale, che ridava spazio agli agricoltori indipendenti e tollerava la piccola e media industria non statale, lasciando allo Stato le grandi aziende e il commercio con l\u2019estero. Nello stesso tempo, diveniva sempre pi\u00f9 rigido il monopolio politico del partito comunista il quale, oltretutto, andava trasformandosi in una mastodontica organizzazione di massa retta da apparato burocratico e gerarchico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il massimo artefice di tale processo di burocratizzazione fu Stalin, il quale comprese meglio di tutti il ruolo del partito in una moderna societ\u00e0 di massa. Lenin e Trockij erano, in fondo, dei rivoluzionari ottocenteschi, che non si rendevano conto dei tratti peculiari della societ\u00e0 contemporanea. Stalin, invece, al pari di Hitler e Mussolini, grazie al suo formidabile intuito cap\u00ec cosa fosse e come andasse guidata la societ\u00e0 di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle note scritte da Stalin all\u2019inizio degli anni Venti leggiamo: \u00abPer attuare praticamente la direzione dell\u2019avanguardia della classe, vale a dire del partito, \u00e8 indispensabile che il partito si circondi di una larga rete di organismi di massa non di partito, i quali sono nelle sue mani le antenne con le quali esso trasmette la sua volont\u00e0 alla classe operaia, mentre la classe operaia si trasforma da massa dispersa in esercito del partito\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono queste \u00abcinghie di trasmissione che uniscono il partito alla classe\u00bb? Sono i sindacati, le cooperative, le associazioni della giovent\u00f9, le scuole politiche per la preparazione dei quadri, la stampa (che \u00ab\u00e8 lo strumento pi\u00f9 forte mediante il quale il partito quotidianamente, ora per ora, parla con la classe operaia\u00bb), l\u2019esercito (visto come \u00abcentro di raccolta degli operai e dei contadini\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trockij, Bucharin, Zinov\u2019ev e gli altri bolscevichi della vecchia guardia intellettuale rimasero dei tribuni rivoluzionari, mentre fu Stalin a intuire la fondamentale importanza di moderni apparati che trasmettessero la volont\u00e0 del partito dall\u2019alto verso il basso. Negli anni della sua segreteria vennero create le scuole di partito, che dovevano indottrinare i militanti bolscevichi spiegando loro i canoni del \u00abmaterialismo dialettico\u00bb e del \u00abmaterialismo storico\u00bb. In tal modo, chi aderiva al partito, non ne accettava solo il programma politico, ma abbracciava altres\u00ec una visione generale del mondo e della storia umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La NEP fu una parentesi ambigua nella storia dell\u2019URSS, perch\u00e9 il rudimentale pluralismo economico e sociale di quegli anni fu promosso e gestito da un partito che veniva sempre pi\u00f9 irrigidendosi e assumendo tratti totalitari. Comunque, neppure nel periodo della NEP riusciamo a scorgere, chiare e distinte, le stimmate del totalitarismo. Il totalitarismo sovietico s\u2019afferm\u00f2 a partire dalla fine degli anni Venti, quando il partito bolscevico pose termine all\u2019esperimento della NEP e diede l\u2019avvio ai piani quinquennali e alla collettivizzazione forzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stalin fu il grande artefice di tutto ci\u00f2. Fu lui a creare il regime totalitario. Lenin e Trockij non ne erano capaci perch\u00e9, pur mostrandosi spietati con gli avversari politici, non sapevano organizzare e mobilitare le masse in senso totalitario. Certo, con la sua brillante e travolgente oratoria Trockij poteva elettrizzare le folle di seguaci bolscevichi; e con la sua abilit\u00e0 e ferocia aveva saputo mantenere la disciplina nell\u2019armata rossa. Ma tali doti non bastano a creare un regime totalitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbattendo la NEP ed eliminando i piccoli produttori indipendenti, Stalin forgi\u00f2 nel giro di pochissimi anni la societ\u00e0 sovietica creando le strutture del regime totalitario. Forse non tutti sanno che Trockij era fautore del mercato perch\u00e9 convinto che, almeno per un certo periodo, la pianificazione socialista non avrebbe potuto farne a meno. Stalin e i suoi seguaci, invece, volevano abolire di colpo il mercato e sottomettere tutti i piccoli produttori indipendenti, anche se ci\u00f2 comportava una durissima guerra contro decine e decine di milioni di contadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per realizzare un cos\u00ec audace e barbaro progetto, che comportava la lotta senza quartiere contro gli abitanti delle campagne, occorrevano la pi\u00f9 incrollabile determinazione e il ricorso alla pi\u00f9 selvaggia violenza. Ci voleva, certo, anche il fanatico entusiasmo di giovani militanti comunisti, convinti di combattere contro il \u00abnemico di classe\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel complesso, solo pochi strati sociali \u2013 membri della giovent\u00f9 comunista e operai indottrinati \u2013 aderirono con passione a quella che la propaganda del partito chiamava pomposamente l\u2019\u00abedificazione del socialismo\u00bb. Il grosso della popolazione sub\u00ec, ora con la resistenza passiva ora con l\u2019aperta ribellione, la forsennata offensiva scatenata dal partito comunista contro l\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco fu condotto in grande stile e con tutti i mezzi: pressioni economiche, arresti e deportazioni in massa, fucilazioni sommarie. I contadini \u2013 i quali, in Russia come altrove, erano legati alla loro terra e al loro bestiame, nonch\u00e9 al proprio modo di lavorare e di produrre \u2013 non potevano accettare supinamente la violenza abbattutasi su di loro. Entrando nelle fattorie collettive, avrebbero perso ogni identit\u00e0, oltre ai loro piccoli ma preziosi beni materiali. Resistettero come poterono, prima di soccombere nella guerra contro lo Stato bolscevico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra fu totale. Dopo aver sperimentato tutti i mezzi, il regime comunista non arretr\u00f2 dinanzi alla misura pi\u00f9 crudele e raccapricciante: per domare l\u2019opposizione contadina, Stalin e i massimi gerarchi comunisti decisero di far morire di fame milioni di contadini. Il sistema sovietico si form\u00f2 in un brevissimo lasso di tempo, tra la fine degli anni \u201920 e la met\u00e0 degli anni \u201930, con la violenta collettivizzazione e con i primi due piani quinquennali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema economico-sociale cos\u00ec creato rester\u00e0 pressocch\u00e9 immutato, salvo alcuni ritocchi, fino alla sua dissoluzione nel periodo gorbacioviano. Proviamo ad immaginare decine di milioni di persone, che da un giorno all\u2019altro vedono cambiare la loro vita, il loro modo di produrre, le loro relazioni umane e sociali. La resistenza non pu\u00f2 essere che accanitissima; e, per domarla, occorre l\u2019uso della forza pi\u00f9 bruta. Cos\u00ec, con il ferro e con il sangue, venne forgiato il sistema sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se la violenza ne fu l\u2019ingrediente principale, il totalitarismo comunista conobbe anche un certo grado di consenso: non all\u2019interno del paese, dove solo esigui strati della popolazione sostennero fanaticamente la barbara avventura della collettivizzazione e della completa statalizzazione dell\u2019economia. Il maggior consenso il comunismo sovietico l\u2019ottenne fuori dai confini dell\u2019URSS, tra molti lavoratori e tra l\u2019opinione pubblica \u00abprogressista\u00bb del mondo occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mito dell\u2019URSS, il pi\u00f9 grandioso e fascinoso mito sociale del XX secolo, ebbe un ruolo fondamentale nel consolidamento e nella crescita del comunismo sovietico. Il fatto che tanti lavoratori e intellettuali dei paesi capitalistici credessero nelle favole della propaganda comunista, chiudendo gli occhi dinanzi alla realt\u00e0, si rivel\u00f2 per il regime di Stalin un potente surrogato del debolissimo consenso interno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando croll\u00f2 il mito dell\u2019URSS? Dopo il patto Molotov-Ribbentrop dell\u2019agosto 1939, molti simpatizzanti del comunismo sovietico in occidente apparvero delusi e smarriti. Persino Trockij, il quale viveva in esilio all\u2019estero, condann\u00f2 duramente la collaborazione tra la Germania nazista e l\u2019URSS di Stalin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I comunisti francesi, il cui paese era in guerra contro i tedeschi, si trovarono in difficolt\u00e0 e furono malvisti dall\u2019opinione pubblica; per giustificarsi, essi dovettero blaterare che anche la Francia era una potenza imperialistica al pari della Germania. Ebbe allora inizio la decomposizione del movimento comunista internazionale. Ma poi accadde un miracolo insperato. Attaccando l\u2019Unione Sovietica, Hitler salv\u00f2 Stalin e il comunismo, che apparvero cos\u00ec agli occhi del mondo intero vittime del nazismo e difensori dell\u2019umana civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u00aboperazione Barbarossa\u00bb (come fu chiamata la campagna militare tedesca contro l\u2019URSS) consolid\u00f2 l\u2019impopolare e pericolante regime comunista, mantenendolo in vita per mezzo secolo. I contadini sovietici \u2013 soprattutto ucraini \u2013, i quali speravano in una liberazione da parte dei tedeschi, s\u2019accorsero presto che gli occupanti nazisti li consideravano appartenenti ad una razza inferiore e da schiavizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu per loro giocoforza concludere che, quasi quasi, il regime di Stalin era meno odioso e bestiale di quello nazista e che il suolo patrio andava difeso contro l\u2019aggressore. Ci\u00f2 nonostante, non furono pochi gli episodi di collaborazionismo con il nemico, spiegabili con l\u2019impopolarit\u00e0 del regime comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mito dell\u2019URSS assunse dimensioni spettacolari dopo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: l\u2019Unione Sovietica fu magnificata dai comunisti e dai \u00abprogressisti\u00bb come il paese del socialismo, che aveva salvato il mondo dalla barbarie nazista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel mito \u00e8 duro a morire talch\u00e9, ancor oggi, quando un comunista non sa pi\u00f9 quale argomento tirar fuori in difesa dell\u2019URSS, se ne esce dicendo che Stalin ebbe almeno il merito di distruggere Hitler e il nazismo (dimenticando i due anni di stretta collaborazione tra la Germania e l\u2019Unione Sovietica e ignorando che Stalin metteva sullo stesso piano le democrazie occidentali e la Germania nazista). Quel mito, in ogni caso, si rivel\u00f2 efficacissimo e costru\u00ec un grande consenso intorno all\u2019URSS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo il 1945 il mito di Stalin contagi\u00f2 anche i russi i quali, pur vivendo male e patendo la fame, si sentivano padroni del mondo. Il soldato russo che marciava su Berlino e poteva vendicarsi dell\u2019aggressione nazista al suo paese, stuprando le belle <em>Fr\u00e4ulein<\/em> tedesche, provava una grande soddisfazione personale e sciovinistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece i popoli non russi dell\u2019Unione sovietica, come lituani o ucraini, continuarono a detestare il regime comunista che, oltretutto, perpetuava il predominio dell\u2019etnia granrussa nell\u2019Unione Sovietica. Il mito dell\u2019Urss grandeggi\u00f2 fino alla morte di Stalin, poi and\u00f2 pian piano scemando. Le crepe, che dapprima sembravano piccole e limitate, portarono alla fine al crollo del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019URSS si dissolse non per l\u2019esaurimento della \u00abspinta propulsiva\u00bb (che in realt\u00e0 fu attiva solo nella fervida immaginazione dei propagandisti e degli ammiratori del comunismo sovietico), ma perch\u00e9 sin dalla sua nascita il sistema era oppressivo e bacato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che Gorbaciov si trov\u00f2 a gestire quando sal\u00ec al potere era un sistema putrescente, che non aveva neppure pi\u00f9 il consenso dell\u2019opinione pubblica \u00abprogressista\u00bb del mondo occidentale. Persino i partiti comunisti cominciavano a prendere le distanze dall\u2019Unione sovietica. Senza che gli osservatori se ne avvedessero, abbagliati com\u2019erano dalla potenza militare dell\u2019URSS e dall\u2019apparente stabilit\u00e0 interna, il sistema sovietico entr\u00f2 in una lunghissima e quasi interminabile agonia dopo la morte di Stalin, che segn\u00f2 anche la fine del periodo totalitario nella storia del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incrinatosi il mito di Stalin in seguito alla denuncia dei suoi crimini da parte di Krusciov, nessuno dei suoi successori seppe rincollare i cocci rotti dell\u2019abbagliante leggenda politico-sociale, che aveva costituito la maggior forza d\u2019attrazione del comunismo sovietico. Sebbene persistesse ancora a lungo, tenuto in vita dalla propaganda comunista in Russia e in occidente, il mito dell\u2019URSS non fu pi\u00f9 in grado di ridare alla \u00abpatria del socialismo\u00bb il prestigio e il consenso, di cui essa aveva goduto all\u2019epoca dello stalinismo trionfante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Man mano che s\u2019indeboliva e si esauriva il suo mito fondante, il comunismo sovietico sembrava sempre pi\u00f9 orbo e monco mostrando le crepe interne e i difetti strutturali: debolezza economica, penuria di beni di consumo, odiosi privilegi sociali, mancanza di libert\u00e0, malcontento delle nazionalit\u00e0 non russe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il regime, pur non essendo pi\u00f9 totalitario, restava oppressivo e dittatoriale. Venuto meno il consenso, interno e internazionale, la Russia comunista era destinata a crollare o a liquefarsi. Per una serie di ragioni, che non posso ora ricordare, il processo di dissoluzione dell\u2019URSS e del comunismo avvenne in forme pacifiche, senza guerre esterne n\u00e9 convulsioni interne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mostro che, da vivo, aveva richiesto uno spaventoso tributo di sangue umano, al momento dell\u2019agonia non pretese \u2013 per fortuna \u2013 ulteriori vittime sacrificali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro a cura della Circoscrizione 1 del Comune di Pisa e del Centro Cattolico di Documentazione\u00a0 Marina di Pisa\u00a0&#8211; Venerd\u00ec 8 ottobre 2004 prof. Ettore Cannella (Ricercatore di Storia Contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Pisa) &#8211; trascrizione riveduta dall\u2019autore &#8211;<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":33623,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94,53,24,80,84],"tags":[237],"class_list":["post-1814","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nazionalsocialismo","category-politica","category-storia","category-totalitarismo","category-urss","tag-totalitarismo-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2006-01-19T23:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-04-28T07:10:45+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"275\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"183\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"32 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"I totalitarismi nella storia del Novecento\",\"datePublished\":\"2006-01-19T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2016-04-28T07:10:45+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/\"},\"wordCount\":6459,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/01\\\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\",\"keywords\":[\"totalitarismo\"],\"articleSection\":[\"Nazionalsocialismo\",\"Politica\",\"Storia\",\"Totalitarismo\",\"URSS\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/\",\"name\":\"I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/01\\\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\",\"datePublished\":\"2006-01-19T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2016-04-28T07:10:45+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/01\\\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2006\\\/01\\\/Hitler_Stalin_Mao.jpg\",\"width\":275,\"height\":183},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"I totalitarismi nella storia del Novecento\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2006-01-19T23:00:00+00:00","article_modified_time":"2016-04-28T07:10:45+00:00","og_image":[{"width":275,"height":183,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"32 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"I totalitarismi nella storia del Novecento","datePublished":"2006-01-19T23:00:00+00:00","dateModified":"2016-04-28T07:10:45+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/"},"wordCount":6459,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg","keywords":["totalitarismo"],"articleSection":["Nazionalsocialismo","Politica","Storia","Totalitarismo","URSS"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/","name":"I totalitarismi nella storia del Novecento - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg","datePublished":"2006-01-19T23:00:00+00:00","dateModified":"2016-04-28T07:10:45+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Hitler_Stalin_Mao.jpg","width":275,"height":183},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/i-totalitarismi-nella-storia-del-novecento\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"I totalitarismi nella storia del Novecento"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1814"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33624,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1814\/revisions\/33624"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}