{"id":1813,"date":"2006-01-20T00:00:00","date_gmt":"2006-01-19T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-06T12:49:16","modified_gmt":"2015-11-06T11:49:16","slug":"medio-evo-e-riforma-protestante-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/medio-evo-e-riforma-protestante-i\/","title":{"rendered":"Medio Evo e Riforma protestante (I)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">di<strong> Marco Tangheroni<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">PRESENTAZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il testo \u00e8 frutto della trascrizione, <strong>rivista dall\u2019autore<\/strong>, degli incontri tenutisi nei primi mesi del 1990, a cura della Croce pisana di Alleanza Cattolica e del Centro Cattolico di documentazione di Marina di Pisa. Gli incontri furono tenuti nella sala parrocchiale della Chiesa di Santa Maria del Carmine in Corso Italia, Pisa (g.c.). Nella trascrizione si \u00e8 mantenuto lo stile colloquiale.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Lutero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-27172 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2006\/01\/Lutero.jpg\" alt=\"Lutero\" width=\"240\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>INDICE <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Considerazioni introduttive<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La crisi del Medioevo e la Riforma Protestante<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1803\" target=\"_blank\">La Rivoluzione Francese<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1804\" target=\"_blank\">Il Risorgimento Italiano<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>APPENDICE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1805\" target=\"_blank\">1492 &#8211; 1992 : bilancio di un centenario<\/a><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei, prima di tutto, ringraziare i Padri carmelitani che, con la loro ospitalit\u00e0, ci consentono di svolgere questo piccolo corso di storia, organizzato da Alleanza Cattolica di Pisa. Questa sera l&#8217;incontro dovrebbe avere carattere introduttivo e servire a mettere a fuoco, attraverso alcune brevi riflessioni, il senso e l&#8217;interesse che l&#8217;iniziativa pu\u00f2 avere. In primo luogo va chiarito che gli incontri futuri necessariamente limitati nel numero, saranno dedicati a periodi pi\u00f9 o meno lunghi, considerati cruciali per la storia dell&#8217;Occidente e tali da richiedere particolari approfondimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma perch\u00e9 questo corso?.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente, la vostra stessa presenza qui d\u00e0 a tale domanda una prima risposta, dato che non siete certamente mossi da interessi professionali. C&#8217;\u00e8, comunque, un interesse crescente per la storia; un interesse da non dare per scontato. posto che, per esempio, il ruolo che la storia ha nelle scuole nordamericane \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 scarso, tanto che ora c&#8217;\u00e8 un certo ripensamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora: la storia \u00e8 stata una dei grandi imputati del cosiddetto &#8217;68, come forse non \u00e8 inutile ricordare a voi che siete quasi tutti troppo giovani per ricordarvene. Si voleva allora costruire una &#8220;societ\u00e0 senza padri\u201d, non saprei dire fino a qual punto rendendosi conto che una societ\u00e0 senza padri \u00e8 anche una societ\u00e0 senza figli, una societ\u00e0 che rifiuta il passato non pu\u00f2 avere diritto al futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come certe scritte testimoniarono a lungo, c&#8217;era, in quei rivoluzionari, un diffuso odio contro il passato, un desiderio di ripartire da zero, da una tabula rasa. Al pi\u00f9 si poteva riconoscere alla storia il compito di insegnarci i residui del passato, opprimenti, da cui liberarsi; \u00e8 questo il senso dell&#8217;impostazione dominante della einaudiana Storia d&#8217;Italia. Una funzione strumentale che dovrebbe prometterci di liberarci di quei pesi del passato che impediscono il nostro sviluppo progressista e liberatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo: oggi molta acqua \u00e8 passata sotto i ponti. I cambiamenti, radicali o parziali, del clima culturale sono stati, reali o anche solo apparenti, notevoli. Viviamo mesi di\u00a0straordinaria accelerazione della storia e ci\u00f2 comporta verso questo ramo della conoscenza un maggior interesse, in quanto si riconosce che essa ci pu\u00f2 aiutare ad intendere. Ma se ci domandiamo se l&#8217;attuale produzione storiografica \u00e8 in grado di rispondere a questa crescente domanda la risposta \u00e8 in buona parte negativa. Almeno per il Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte volte colleghi delle scuole secondarie mi mettono in imbarazzo chiedendomi un consiglio circa il manuale da adottare; a maggior ragione quando altre persone mi chiedono dove farsi una preparazione storica di base. Certo, vi sono alcuni aspetti della disciplina che i manuali difficilmente possono insegnare per la loro stessa struttura. Essi non trasmettono la problematicit\u00e0 della storia. Intendiamoci: non vi esorto certo allo scetticismo che nasce dalla\u00a0 constatazione \u00a0 delle contraddizioni dei testi, della molteplicit\u00e0 delle interpretazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi per quello che la storia ha di scientifico procede, come tutte le conoscenze scientifiche, attraverso l&#8217;accostamento progressivo, ma non lineare, e mai definitivo alla verit\u00e0. La storia pu\u00f2 raggiungere risultati veri; ma anche risultati dal diverso grado di verit\u00e0. Due affermazioni come &#8220;Cesare fu ucciso il giorno delle idi di marzo dell&#8217;anno X&#8221; e &#8220;le eresie dell&#8217; XI secolo furono una reazione al trionfo del feudalesimo&#8221; sono proposizioni diverse e che per la loro stessa natura contenutistica aspirano a livelli &#8216;di verit\u00e0&#8217; molto diversi. In secondo luogo i manuali arrivano sempre in ritardo sui risultati della ricerca storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni questa ha conosciuto uno straordinario allargamento tematico e metodologico. Diceva Marc Bloch \u2013 e l&#8217;immagine \u00e8 bella &#8211; che lo storico \u00e8 come l&#8217;orco delle fiabe, che volge la sua attenzione dove sente odore umano (ricordate la vecchia filastrocca dell&#8217;orco e dell&#8217;orchessa, &#8220;Ucci, ucci, qui c&#8217;\u00e8 odor di cristianucci: o ce n&#8217;\u00e8 o ce n&#8217;\u00e8 stati o ce n&#8217;\u00e8 di rimpiattati&#8221; ?). Il lavoro dello storico \u00e8 quello di ricostruire il passato degli uomini viventi in societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 passati dalle sole fonti scritte, dagli archivi, dalle biblioteche, alla dendrologia, alla Pollinologia storica, alla paleopatotogia&#8230;Tutto questo allargamento dell&#8217;orizzonte storico non \u00e8 rifluito nei manuali. Qui occorre una precisazione: questo allargamento, di per s\u00e9 positivo, viene ad essere addirittura un pericolo, un grave pericolo, quando, nel disprezzo o nel capovolgimento delle gerarchie dell&#8217;importanza dei temi, porta ad una <em>vana curiositas<\/em>, ad una dispersione non finalizzata di studi e letture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto bene si \u00e8 fatto, a mio parere, a dedicare una giusta attenzione, per fare un esempio ai ceti e ai gruppi &#8220;emarginati&#8221;, o alla vita delle tante persone comuni, queste apparenti &#8220;sillabe atone della storia&#8221;. Ci\u00f2 risponde a quella &#8220;pietas&#8221; con cui tutti &#8211; ma specialmente gli storici- dovrebbero volgersi verso il passato. Cio\u00e8 il chinarsi su di esso con affetto e con rispetto insieme, come Enea nei confronti del padre Anchise. Chi \u00e8 mai entrato in un archivio, magari in un archivio parrocchiale alla ricerca dei propri antenati, capir\u00e0 quel che voglio dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona che compare nella mia pergamena per un mutuo che non pu\u00f2 restituire, per un testamento fatto in giovane et\u00e0&#8230; e che diventer\u00e0 probabilmente un semplice numero accanto a tanti altri nel mio articolo, in quel momento riappare davanti a me come una persona, che ha amato, sofferto, tradito, pianto, lottato&#8230; un uomo come noi. Ma, pur nella comunanza della natura umana, egli \u00e8 anche un uomo molto diverso da noi, con mentalit\u00e0 e reazioni diverse: diverso, per esempio, il suo senso dello spazio o del tempo, diversa, che so, la sua sensibilit\u00e0 al freddo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna guardarsi dallo sceneggiato televisivo, dal romanzo storico da collana Harmony, dal travestimento in costume di atteggiamenti, mentalit\u00e0, modalit\u00e0 di sentimenti che sono nostri e non di un altro tempo. Niente feste mascherate quando si scrive, si legge, si studia la storia. In questo senso pu\u00f2 essere citata la frase riportata dal Cipolla: &#8221; un altro mondo quello; fanno cose diverse laggi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma &#8211; ripeto a scanso di equivoci circa la mia posizione bisogna neppure pensare che- non la natura umana, l&#8217;umanit\u00e0 delle persone sia cambiata. E&#8217; un equilibrio difficile da tenere, come quello tematico cui accennavo prima. Non si\u00a0\u00a0pu\u00f2 considerare che positivo l&#8217;allargamento di interessi della storia agli emarginati o alla cucina, alle variazioni climatiche o ai poveri. Ma va segnalato il rischio di descrivere un&#8217;epoca basandosi solo sugli emarginati o gli eretici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con buona pace di Brecht, e di una sua poesia ora frequentemente riportata nelle antologie scolastiche, la storia del cuoco di Cesare non ha la stessa importanza di quella di Cesare (forse ne avrebbe avuta di pi\u00f9 se lo avesse avvelenato&#8230;). Non tutti i fatti storici hanno la stessa rilevanza. D&#8217;altra parte non tutto ci\u00f2 che accade \u00e8 raccontabile dallo storico, cos\u00ec come il geografo, soltanto se impazzito, pu\u00f2 pensare di rappresentare la terra, o una sua regione, in scala 1:1!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un certo grado di astrazione fa parte di ogni conoscenza scientifica e di ogni racconto, e la storia, che \u00e8 l&#8217;una e l&#8217;altra cosa, \u00e8 costretta a selezionare. Mi sono soffermato fino ad ora, e molto rapidamente, su alcuni aspetti propri del lavoro dello storico, che io amo paragonare a quello dell&#8217;artigiano. I grandi storici nascono una volta ogni morte di papa, se non pi\u00f9 raramente, ma la conoscenza storica progredisce grazie a tanti artigiani che collocano un tassello accanto all&#8217;altro o, correggendo, al posto di un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo lavorio pu\u00f2 anche sembrare ozioso, se visto singolarmente: non negher\u00f2 un certo carattere di oziosit\u00e0, sia pure nel senso buono ed antico del termine, alle mie lunghe ricerche sull&#8217;esportazione dei cereali dalla Sardegna nel Trecento. Ma nell&#8217;insieme queste ricerche sono utili e necessarie: \u00adguai, lo sappiamo bene, ai popoli che dimenticano la propria storia! La storia deve essere per la politica quel che l&#8217;esperienza, l&#8217;esperimento, pu\u00f2 essere per altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso&#8217; trattando della virt\u00f9 della prudenza, S. Tommaso (come bene espone il Pieper in uno dei suoi aurei volumetti sulle virt\u00f9) d\u00e0 tanta importanza alla memoria come suo fondamento essenziale. Si pensi come \u00e8 difficile gi\u00e0 ricordare bene il nostro passato, cui guardiamo, per lo meno, con una costante indulgenza che non siamo soliti applicare anche al nostro prossimo: quei piccoli, marginali, ritocchini che rendono pi\u00f9 digeribile la pillola spesso, troppo spesso amara dell&#8217;esame di coscienza. Figuriamoci allora\u00a0\u00a0 cosa non succede nel campo della conoscenza storica, dove c&#8217;\u00e8 una mediazione essenziale tra lo storico e la realt\u00e0 oggetto del suo studio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Konrad Lorenz poteva cercare di ridurre al minimo gli schermi, le distanze tra lui e le taccole o le oche comportandosi da oca o da taccola; la mediazione tra lo storico e il passato, costituita dai documenti, dalla loro natura e anche dalla loro assenza, \u00e8 evidentemente molto pi\u00f9 forte. Certamente &#8211; e qui sono d&#8217;accordo con Henry Iren\u00e9e Marrou &#8211; il progresso della conoscenza storica non consiste soltanto nel trovare nuovi documenti ma anche nel porre domande nuove a documenti gi\u00e0 noti. In questo senso lo storico \u00e8 un po&#8217; come i cavalieri che dovevano porre la domanda giusta al Re Magagnato; ed il paragone potrebbe utilmente essere sviluppato nella direzione di quella purezza di cuore e di intelletto che, mancando, impediva la &#8220;domanda ben fatta&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un limite dato anche dalla documentazione esiste: non possiamo, come Zichichi, costruire immensi laboratori dentro il Gran Sasso. Esistono insomma dei problemi tecnici che discendono da queste considerazioni che non possono certo essere illustrati in questo corso, che non pretende di formare degli storici con la stessa rapidit\u00e0 con cui i corsi Linguaphone pretendono di insegnare le lingue. Ma \u00e8 bene che il lettore serio di storia ne avverta l&#8217;esistenza per comprendere quel che sta dietro al prodotto diciamo cosi &#8216;finito&#8217; che arriva tra le sue mani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda parte di questa conversazione vorrei affrontare un tema di maggior peso, cercando di esprimere rapidamente, senza banalizzare, quel che penso del rapporto tra storia umana e storia sacra, cio\u00e8, in un certo senso, del rapporto tra riflessione\u00a0 critica sulla storia e riflessione teologica sulla storia. Naturalmente come storico che \u00e8 cattolico. Certo ci sono dei begli spiriti come Ruggero Romano il quale, in un pamphlet pubblicato qualche anno or sono dall&#8217; &#8221;Espresso&#8221;, diceva che non possono esistere storici cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faceva per la verit\u00e0 l&#8217;eccezione di Cinzio Violante considerato uno storico che per caso era anche cattolico: posso testimoniare che in venticinque anni da che\u00a0lo conosco non ho mai visto Violante tanto infuriato&#8230; A meno di non assumere la posizione calvinista di tanti teologi d&#8217;oggi (un Dio &#8220;gratuito e lontano&#8221;), anche noi scettici cattolici del XX secolo dobbiamo credere che c&#8217;\u00e8 &#8216;un&#8217;azione costante di Dio nella storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, a mio parere, c&#8217;\u00e8 un rischio, una tentazione: la pretesa di leggere, tra l&#8217;altro contemporaneamente ai fatti, passo per passo l&#8217;azione di Dio nella storia. Un gran vescovo e oratore come Bossuet non corse il rischio di finalizzare tutta la storia al regno di Luigi XIV, sua splendida fioritura? Pure Luigi XVI non era lontano&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le domande sono legittime, le pretese di trovare tutte le risposte sono assurde. Le profezie si sono sempre svelate <em>&#8220;post factum&#8221;<\/em> e sovente hanno avuto bisogno di altre interpretazioni profetiche. E vorrei ricordare quel proverbio portoghese che ci insegna che &#8220;Dio scrive dritto ma con righe storte&#8221;, cio\u00e8 che a noi appaiono storte; a noi &#8211; e qui il proverbio che mi sovviene \u00e8 arabo- che vediamo un tappeto dal rovescio, intuendo lo schema, il disegno generale, ma incapaci di leggere i minuti particolari della trama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, ci\u00f2 su cui in questa sede vorrei insistere \u00e8 che in ogni caso non \u00e8 al mio mestiere che bisogna chiedere una lettura teologica della storia: noi possiamo soltanto cercare di fornire una base di fatti storici sempre pi\u00f9 ricca e sempre pi\u00f9 solida. Forse, quanto a vicinanza con la teologia, ma pur sempre entro limiti precisi, si spingono oltre gli. astrofisici o i biologi molecolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In uno dei pi\u00f9 grandi storici medievali,\u00a0\u00a0Ottone vescovo di Frisinga, zio del grande imperatore Federico I Barbarossa (met\u00e0 XII secolo), con un evidente rimando a un passo della lettera ai Romani, mi \u00e8 capitato di leggere un richiamo al fatto che gli <em>occulta consilia Dei<\/em> sono, appunto, occulti, occultati all&#8217;uomo. E questo in un testo che, anche nel titolo, &#8220;Storia delle due citt\u00e0&#8221;, \u00e8 di chiara impostazione agostiniana. Si noti peraltro una lieve differenza con Agostino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottone definisce cos\u00ec le due citt\u00e0: quella di Dio e quella del mondo, quindi non del diavolo, ma aperta a lui, <em>permissa Diabulo<\/em>, ma nella quale interviene anche Dio, talora con azioni inequivocabili, pi\u00f9 spesso con i suoi <em>occulta consilia<\/em>, cio\u00e8 attraverso piani che volutamente a noi non sono pienamente rivelati. E&#8217; un atteggiamento diffuso negli storici della cosiddetta Et\u00e0 di Mezzo, che sarebbe meglio chiamare Cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritroviamo spesso la convinzione, pi\u00f9 forte di quella che noi possiamo avere, che Dio agisce nella storia: si ricordi la\u00a0 ricorrente espressione <em>gesta Dei per Francos<\/em>, imprese compiute da Dio attraverso i Franchi. In Ottone trovo anche l&#8217;espressione <em>sacratissima magnalia<\/em> <em>Dei<\/em>, grandezze di Dio che sono in qualche modo celate, velate, anche se irrompono di tanto in tanto e vengono come tali riconosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, allora, in qual senso posso definirmi come uno storico cattolico e cercare di lavorare come tale? Voglio dire non con la laicistica voglia di annullamento e di nascondimento di uno Scoppola ? Come altri saranno medici cattolici, ingegneri cattolici, veterinari cattolici&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia riflessione qui non \u00e8 ancora sufficientemente matura e mi limiter\u00f2 a qualche spunto. In primo luogo mi pare che possa giovare molto partire da un&#8217;antropologia corretta, strettamente discendente da quella verit\u00e0 sull&#8217;uomo continuamente richiamata dal papa Giovanni Paolo II. Prendiamo (ma molto banalmente, senza esaminare le fonti) l&#8217;apparizione a Costantino prima della battaglia di Ponte Milvio e la conseguente decisione dell&#8217;imperatore di porre sui suoi labari il monogramma cristico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Posso benissimo credere\u00a0che la storia sia vera, che l&#8217;apparizione avvenne e fu celeste, anche se come storico non lo posso affermare, dovendo rimanere aperto ad altre ipotesi che appaiono ugualmente possibili. Gli storici non religiosi e non cattolici si chiuderanno invece totalmente alla prima ipotesi e questa esclusione li indirizzer\u00e0 verso spiegazioni spesso forzate, talora anche ridicole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parlo di antropologia corretta mi riferisco anche alla consapevolezza, tutta cattolica, dei limiti e insieme delle possibilit\u00e0 della natura umana, degli uomini. Lontani dai ricorrenti adoratori del &#8216;buon selvaggio&#8217;, sapendo che il peccato originale ha ferito la natura umana in tutti i discendenti di Adamo (salvo, s&#8217;intende, la Vergine), come storico, anche senza voler imporre ai confratelli del mestiere e ai lettori di diverso orientamento, la fede in questo dogma, sar\u00f2 certo pi\u00f9 portato a cogliere i limiti dell&#8217;uomo, le sue molteplici motivazioni, di un razionalista che rincorrer\u00e0 sempre, come don Ferrante, una spiegazione esclusivamente razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto l&#8217;economista Schumpeter ha dovuto riconoscere che non tutto pu\u00f2 essere spiegato e che alla fine resta un qualcosa di inspiegabile, che egli chiamava \u201cla risposta creativa della storia&#8221;. Lontani peraltro dal pessimismo luterano e calvinista circa la natura umana <em>post peccatum<\/em>, saremo anche portati a respingere tutte le tesi deterministe, di stampo razzista, deterministico-\u00adgeografico, economicistico. In confronto con il problema storico dell&#8217;interpretazione delle epidemie di peste che si abbatterono su tutta la Cristianit\u00e0 a partire dal terribile 1348, facciamo, per spiegarci in concreto, l&#8217;esempio dell&#8217;AIDS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 o meno pensare che questa malattia, che rischia di assumere dimensioni rilevanti, anche se non paragonabili a quelle della peste, sia un &#8220;castigo di Dio&#8221;. Lo si pens\u00f2 della peste. Ma bisogna riconoscere che non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di fare questa affermazione in modo scientifico. Ma un futuro storico cattolico sar\u00e0 portato a sottolineare i nessi con la liberazione sessuale e la tossicodipendenza, fenomeni propri ed esasperati degli anni &#8217;70 e 80 del XX secolo; potr\u00e0 mostrare come si sono creati degli squilibri nei meccanismi naturali e come questi abbiano largamente favorito la diffusione della malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va anche chiarita una ulteriore questione terminologica. Parlo qui di storia nel senso della disciplina, del ramo del sapere, del conoscere. Il chiarimento \u00e8 necessario perch\u00e9 non abbiamo in italiano la distinzione che aveva il latino tra le <em>res gestae<\/em>, cio\u00e8 la storia come insieme di accadimenti passati, di &#8220;cose fatte&#8221;, e la <em>historia rerum gestarum, <\/em>la storia di quegli .accadimenti, la conoscenza e il racconto del passato. Naturalmente, l&#8217;atteggiamento verso le <em>res gestae <\/em>condiziona quello verso la <em>historia rerum gestarum.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna sopravvaluta\u00adzione, cio\u00e8, della disciplina perch\u00e9 si \u00e8 contrari a ogni concezione immanentistica del senso della storia (nel significato di &#8220;cammino umano&#8221;). Ma anche, nessun scetticismo verso le possibilit\u00e0 conoscitive perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nessun cinismo, nessuna disperazione, circa l&#8217;esistenza di un senso del &#8220;cammino umano&#8221;. Non apparteniamo alla delusa <em>gentilitas<\/em>, non siamo come i pagani che, secondo l&#8217;espressione di san Paolo, sono, appunto, &#8220;coloro che non hanno speranza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire che rifiutiamo il senso della Storia con la esse maiuscola, il senso della storia hegeliano della coincidenza della razionalit\u00e0 con la realt\u00e0, dell&#8217;acquisizione del carattere di necessit\u00e0 degli avvenimenti una volta accaduti, \u00e8 molto importante in questo momento in cui le profezie marxiste stanno clamorosamente, totalmente e definitivamente fallendo. E il fallimento delle profezie significa il fallimento, anche ideologico, culturale, del marxismo, dato che proprio su di esse appoggiava la propria etichetta di scientificit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 provoca un disorientamento totale per chi era convinto di essere nel vento della storia, di marciare secondo il Senso della Storia (insisto sul peso delle maiuscole). In una corretta escatologia cristiana noi sappiamo che la guerra \u00e8 stata certamente vinta da Cristo, ma che prima della fine molte battaglie potranno essere perdute: il tema, celebre, del \u201cgi\u00e0 e del non ancora\u201d. Non abbiamo perci\u00f2 bisogno di verifiche dalla storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL MEDIO EVO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;impostare Questo breve corso di storia abbiamo a lungo riflettuto su come affrontare il Medio Evo. Si \u00e8 alla fine scelto di distribuire le fotocopie di un mio articolo, ormai di qualche anno fa, sulla &#8220;leggenda nera sul Medioevo&#8221; (<em>Cristianit\u00e0<\/em>, 1978, n.34-35), che va utilizzato, in un certo senso, come introduzione a quello che sar\u00e0 detto questa sera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esso sono, infatti, rintracciabili le motivazioni della ancora diffusissima tendenza a considerare il Medio Evo come un&#8217;epoca di pura negativit\u00e0:\u00a0una &#8220;leggenda nera&#8221; formatasi attraverso le tappe del Rinascimento (tempo della barbarie estetica e della sottovalutazione dell&#8217;uomo), della Riforma Protestante (tempo del trionfo della Chies e, quindi, dell&#8217;Anticristo), dell&#8217;Illuminismo (tempo del trionfo della superstizione e dell&#8217; irrazionalit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci siamo sentiti ripetere, in questi gironi, che la Romania stava uscendo finalmente, non dal comunismo, ma dal Medio Evo? Questo stesso termine periodizzante che impieghiamo \u00e8 un termine frutto di questa &#8220;leggenda nera&#8221; cui ora accennavo e di cui potrete pi\u00f9 ampiamente leggere nell&#8217;articolo distribuito in fotocopia: diffuso da un fortunato manuale seicentesco, scritto da uno storico protestante olandese, il Keller, indica un puro tempo intermedio tra due realt\u00e0 luminose: l&#8217;antichit\u00e0 classica e il Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, volendo caratterizzare in positivo questo Millennio, anzi, ponendoci il problema se questo Millennio abbia avuto una sua identit\u00e0 riconoscibile pur in tante variazioni e in tanti cambiamenti avvenuti, dobbiamo porci alla ricerca di un denominatore comune, nello spazio e nel tempo. Altrimenti, dovremmo ricorrere ad una periodizzazione diversa: per esempio, e ponendoci da un punto di vista storico-economico, dovremmo accettare la proposta del Cipolla di parlare di &#8220;et\u00e0 pre-industriale&#8221;, arrivando, con la periodizzazione, sino alla met\u00e0 del Settecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo denominatore comune \u00e8 da rintracciare nell&#8217;essere stati questi secoli, secoli, per certi aspetti e nei luoghi pi\u00f9 appartati, fino al nostro secolo, magari fino alla televisione. Ma noi dobbiamo basarci, per periodizzare, su elementi sostanziali; ed allora, ripeto, questi secoli si distinguono per il loro essere i secoli della Cristianit\u00e0, della Cultura Cristiana, dell&#8217;Unit\u00e0 Cristiana. Ed \u00e8 proprio questo elemento che, tra l&#8217;altro, spiega il sorgere e il mantenersi della Leggenda Nera sul Medio Evo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 legittimo assumere questa dimensione religiosa quale elemento caratterizzante e periodizzante in una prospettiva puramente storiografica. In altre parole, non stiamo qui assumendo ed imponendo una gerarchia di valori precostituita? Mi pare che la semplice constatazione dei fatti ci permetta di dare una risposta negativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nell&#8217;Alto Medioevo, nei secoli V, VI ,VII, VIII, un mondo si \u00e8 ricostruito in mezzo a tante rovine materiali, ci\u00f2 avvenne certamente soltanto in forza di un elemento unificante e coagulante: il Cristianesimo nella sua versione &#8216;romana&#8217;. Inteso, cio\u00e8, non solo come generale sentimento religioso, ma anche come istituzioni ecclesiastiche, dalla pi\u00f9 piccola cura d&#8217;anime ai vertici episcopali e fino al papato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentiamo Giorgio Falco, ancora non convertito al Cattolicesimo, nella voce \u201cMedioevo\u201d dell&#8217;Enciclopedia Italiana:\u00a0\u00a0\u00a0Il trionfo della nuova religione sulla tradizione pagana &#8220;imposta un problema politico e religioso unico nella storia del mondo, il problema nel quale consiste il Medioevo, cio\u00e8 la coesistenza di due universalit\u00e0&#8230; la Chiesa che opera sul mondo e nel mondo&#8230;, lo Stato a cui \u00e8 affidata una missione religiosa&#8230; La Rivelazione, la coscienza sacramentale, cristiana e romana, sono il carattere unico, la sostanza del Medioevo. Col che s&#8217;intende naturalmente esprimere il significato del periodo, non pronunciare su di esso un giudizio di pubblica o privata moralit\u00e0&#8230;A questo credo vanno riferiti tutti i grandi momenti della storia medievale, l&#8217;espansione e la formazione d&#8217;Europa su nuove basi, le lotte delle potest\u00e0 universali, le guerre di conquista e\u00a0di difesa contro Arabi, Turchi, Bizantini, il processo finale di differenziazione e dissociazione della repubblica cristiana. A questo fondamento religioso vanno ricondotti tutti i grandi caratteri del periodo: la filosofia che \u00e8 una teologia, il mondo sensibile considerato\u00a0\u00a0come\u00a0\u00a0specchio della Verit\u00e0 trascendente, le lettere e le arti destinate ad esaltare la fede, l&#8217;incessante richiamo all&#8217;ordine e alla purezza in mezzo all&#8217;anarchia e alla corruzione, il\u00a0 germogliare perenne delle profezie escatologiche ed apocalittiche, la sorte degli uomini sulla terra concepita come un dramma umano e divino, che trae luce e valore dalla Provvidenza, dal peccato, dalla Redenzione, dal Giudizio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiedo scusa della citazione un po&#8217; lunga, ma mi \u00e8 sembrato che, al di l\u00e0 di qualche passaggio che andrebbe, non dir\u00f2 corretto, ma meglio sfumato e articolato, la risposta alla nostra domanda ci sia; e che sia ben impostato, pi\u00f9 in generale, il discorso stesso degli elementi costitutivi del Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 dire che occorre una maggiore attenzione all&#8217;elemento germanico. Non dimentichiamoci che sar\u00e0 un popolo germanico,\u00a0\u00a0il popolo franco (quello, per l&#8217;appunto, convertitosi direttamente dal paganesimo al cattolicesimo, senza l&#8217;indugio nella fase ariana!) a ricostruire l&#8217;Impero d&#8217;Occidente su basi cristiane, con Carlo Magno, a Roma, la notte di Natale dell&#8217;anno &#8216;800. E sar\u00e0 tedesca, con la dinastia sassone, anche la nuova restaurazione dell&#8217;et\u00e0 degli Ottoni (2\u00b0 met\u00e0 del X secolo); quegli stessi Sassoni che avevano fermato, sul campo di battaglia della Lechfield, la terribile minaccia ungara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei insistere sul forte sentimento di continuit\u00e0 provato nel Medioevo nei confronti del mondo antico. Quando, come sono solito ripetere, dico che &#8220;gli uomini del Medioevo non sapevano di vivere nel Medioevo\u201d, non faccio una battuta facile e paradossale; intendo precisamente dire che essi non avvertivano di vivere in un&#8217;epoca differente, pur riconoscendo la centralit\u00e0 storica dell&#8217;Incarnazione di Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pensi alla Commedia, al posto che in essa ha Virgilio, come personaggio storico, poeta e saggio, oltre che come allegoria della ragione umana, o a quello di Catone, posto, lui, pagano, suicida, nemico di quel Cesare che pure stava preparando quell&#8217;impero provvidenzialmente disposto alla diffusione del Cristianesimo, a guardia del Purgatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;immagine ricorrente negli scrittori medievali del XII secolo, a partire dalla Scuola di Chartres, che rende bene la concezione del progresso propria del pieno Medioevo: &#8220;noi siamo come nani sulle spalle dei giganti&#8221;. Riconoscimento, cio\u00e8, dell&#8217;importanza dell&#8217;eredit\u00e0 antica e della sua grandezza, ma anche piena consapevolezza della capacit\u00e0 di ogni generazione di dare il proprio contributo al progresso. Riparleremo della nozione di progresso in et\u00e0 moderna e vedremo allora le differenze concettuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei accennare ad un&#8217;ultima considerazione a favore dell&#8217;importanza oggettiva dell&#8217;elemento\u00a0\u00a0religioso, il cristianesimo &#8216;romano&#8217;, per la formazione di un mondo nuovo in mezzo alle rovine, anche materiali, dei tempi della crisi dell&#8217;impero romano e delle invasioni germaniche. Quando, nel 410, Roma fu per la prima volta conquistata e saccheggiata ad opera dei Visigoti, guidati da Alarico, la reazione che la notizia suscit\u00f2 ovunque fu di costernazione e di sgomento. Non stiamo qui a dire quanto grandi fossero le accuse dei gruppi dirigenti ancora legati al paganesimo: per essi era evidente che gli Dei, abbandonati e traditi da Roma, si vendicavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma anche un cristiano come San Gerolamo, che si era ritirato in un eremo palestinese proprio per vincere le sue tentazioni &#8216;ciceroniane&#8217; ed impegnato nella creazione di una nuova lingua, semplice, per\u00a0la traduzione delle Sacre Scritture, pens\u00f2 che ormai la fine del mondo era vicina. L&#8217;<em>orbs<\/em>, il mondo, sarebbe morto insieme all\u2019<em>urbs<\/em>, la Citt\u00e0 per eccellenza, la Citt\u00e0 Eterna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu allora che Sant&#8217;Agostino, partendo dalla polemica contro le accuse pagane, concepisce, in quella straordinaria opera di teologia e filosofia della storia intitolata <em>De civitate Dei <\/em>anche un nuovo mondo, non pi\u00f9 inquadrato nelle plurisecolari strutture romane e imperiali; un nuovo mondo nel quale popolazioni romanizzate e popolazioni barbariche potranno fondersi grazie alla comune appartenenza al Cristianesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti degli elementi costitutivi del Medio Evo sono ancora, per quanto attaccati o distorti, gli elementi costitutivi della nostra societ\u00e0: quelli che ancora la strutturano e la caratterizzano come societ\u00e0 civile. Nell&#8217;introduzione al primo volume della <em>Storia del Medioevo<\/em> in tre volumi da lui curata (tradotta in Italia da Einaudi) Robert Fossier si sofferma su queste eredit\u00e0 e le elenca:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La capacit\u00e0 di dominare lo spazio, asservire la natura e sostituire la fatica dell&#8217;animale a quella dello schiavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">&#8211; L&#8217;uso razionale del tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">&#8211; Il distacco dai vincoli paralizzanti della trib\u00f9 o del clan e la fondazione della coppia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">&#8211; Il dominio della macchina.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">&#8211; \u00a0Nell&#8217;ambito della storia di tutti gli uomini, la creazione dell&#8217;Europa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merita poi riportare quanto lo storico francese scrive a commento di questo ultimo punto: &#8220;Ecco &#8211; diranno in coro tutti i begli spiriti del \u00admondo,- ancora l&#8217;Europa! Non vedete altro!&#8217; Eh si, \u00e8 anche la mia opinione, ed \u00e8 tempo di scrollarsi di dosso tutti gli pseudo-complessi da cui oggi siamo oberati: il fatto pi\u00f9 importante nella storia del pianeta tra il 500 e il 1500 \u00e8 il profilarsi del primato dell&#8217;Europa&#8230; la nascita di un&#8217;Europa conquistatrice del mondo \u00e8 un fatto capitale nella storia umana, \u00e8 un fenomeno meritorio del quale io non arrossisco e tale fenomeno&#8230;si chiama &#8216;Medioevo&#8217; &#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre a proposito di Europa, per le cui radici cristiane vi invito ad andarvi a rileggere il discorso, bellissimo, tenuto a Spira da Giovanni Paolo II, aggiungo soltanto che \u00e8 da osservarsi come la nascita dell&#8217;Europa non escluda, anzi vada di pari passo, con la nascita delle nazioni, dei popoli. Unit\u00e0 nella distinzione: come si pu\u00f2 verificare a livello di lingua, di diritto, di rito, di istituzioni ecclesiastiche&#8230; E come nascono i popoli? Covertendosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, ad esempio, quello ungherese, gi\u00e0 flagello d&#8217;Europa, si riconosce popolo attorno alla conversione del re Stefano&#8230; E &#8211; sempre in tema di unit\u00e0 europea &#8211; come non evocare, a questo punto, dico almeno evocare, l&#8217;apporto essenziale del monachesimo benedettino, espressione quasi esclusiva, nelle sue varie riforme e nelle sue varie famiglie, della vita religiosa in senso stretto fino alla nascita dei nuovi ordini mendicanti all&#8217;inizio del XIII secolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hanno contribuito in larghissima misura al salvataggio della\u00a0\u00a0\u00a0 cultura antica, hanno da\u00a0\u00a0missionari diffuso il cristianesimo al di fuori dei vecchi confini dell&#8217;Impero Romano, sono stati grandi costruttori, ma anche i riformatori della Chiesa e i bonificatori primi di foreste e paludi. Ma tutta la civilt\u00e0 altomedievale, pur in mezzo a tante distruzioni, a tante difficolt\u00e0 materiali, pur con una speranza di vita, alla nascita, non superiore ai trentacinque anni, appare proiettata verso il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno di voi ricorder\u00e0 quei brutti versi del Carducci in <em>Presso le fonti del Clitunno <\/em>nei quali viene evocata, in contrapposizione alla civilt\u00e0 antica, un Medioevo penitente e flagellante sulle orme di un &#8220;rosso Nazareno&#8221;\u2026 Niente di pi\u00f9 riduttivo \u00e8 possibile pensare, come appare anche da tante poesie dello stesso poeta laicista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giustamente Arno Borst &#8211; grande medievalista tedesco- si dice colpito dal sacro zelo di uomini che, mossi in prima istanza dal desiderio di servire Dio, per una realt\u00e0 non terrena, non storica, sono, proprio da questa istanza portati ad assumersi in prima persona immani compiti terreni di ricostruzione. Nel Medioevo, dice lo stesso Borst, &#8220;raramente si incontra il sorriso scettico o la rassegnazione del fallito&#8230; Non c\u2019\u00e8 la calma che regna in Paradiso, o nel carcere&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il commento, la giustificazione, l&#8217;esemplificazione degli altri elementi ricordati dal Fosser sarebbero evidentemente troppo lunghi; d&#8217;altra parte la loro elencazione mi pare abbastanza chiara. Vorrei rapidamente sottolineare l&#8217;importanza della scomparsa pressoch\u00e9 totale della schiavit\u00f9, che si riproporr\u00e0, come fenomeno rilevante, soltanto alla fine del Medioevo, anche perch\u00e9 \u00e8 un argomento di cui nessun manuale parla, pur, magari, dopo aver tanto insistito sul carattere schiavistico dell&#8217;economia antica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il servo medievale, infatti, non \u00e8 certamente lo schiavo antico che era, in diritto, una pura cosa; ha dei vincoli (ma talora essi sono anche una garanzia, come nel caso del vincolo alla terra): la parola latina ha mutato significato. Questa scomparsa \u00e8 legata, in una\u00a0situazione di sottopopolamento, allo sviluppo tecnologico di questi secoli, sviluppo che Gimpel addirittura definisce \u00e8 il titolo di un suo libro &#8211; &#8220;<em>La Rivoluzione Industriale del Medioevo<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00adrifacendomi ad una scena del film &#8220;Il nome della rosa&#8221; \u00adGuglielmo di Baskerville nascondeva gli occhiali alla vista dell&#8217;abate non era, come vorrebbe il film, perch\u00e9 temeva l&#8217;avversione della Chiesa al &#8216;nuovo&#8217;, al &#8216;tecnico&#8217;, ma per motivi egoistici e ignobili&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla facciata del Duomo di Pisa \u00e8 murata l&#8217;epigrafe di Buscheto, primo architetto di Questo straordinario e difficile edificio. In essa \u00e8 lungamente lodata la sua ingegnosit\u00e0 tecnica che lo ha portato a costruire delle macchine per il trasporto e la posa in opera delle colonne tali che &#8211; si dice nell&#8217;epigrafe- ora il lavoro che prima richiedeva decine di uomini pu\u00f2 essere svolta da poche ragazze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la fondazione del matrimonio monogamico merita di essere sottolineata perch\u00e9 ugualmente assente da tutti i manuali. Elevato a dignit\u00e0 di sacramento, esso vede gli sposi elevati al rango di ministri di questo sacramento. L&#8217;elemento consenso diviene decisivo per la validit\u00e0 dell&#8217;unione. Questa considerazione si legherebbe ad un discorso sulla condizione femminile, come oggi si usa dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voi conoscete le opere della Pernoud, una delle quali specificatamente dedicata all&#8217;argomento. Vi segnalo, perch\u00e9 di recente traduzione presso Laterza, il buon libro di Robert Delort su <em>La vita quotidiana nel Medioevo,\u00a0 <\/em>nel quale, dopo un esame sintetico, si conclude giustamente che, soprattutto tra XI e XIII secolo, la condizione femminile \u00e8 assolutamente migliorata, in specie Rispetto alla condizione di et\u00e0 romana,\u00a0 in cui era giuridicamente molto debole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur nella loro eccezionalit\u00e0, allora, personaggi come lldegarda di Bingen o Eleonora d&#8217;Aquitania, Giovanna d&#8217;Arco o Caterina da Siena, non ci appaiono in contrasto con una realt\u00e0 radicalmente diversa, anzi opposta. E gi\u00e0 che ho citato Delort, vi raccomando la lettura della prima parte del suo libro per intendere il rapporto tra gli uomini e la natura in quest&#8217;epoca; un tema di cui egli \u00e8 gran specialista anche a livello di ricerca diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, oggi salvare gli ultimi esemplari di lupo appenninico pu\u00f2 essere una buona cosa, anche se non la cosa buona per eccellenza, come molti intendono. Ma a quel tempo, certo, il problema non era salvare i lupi bens\u00ec salvarsi\u00a0 dai lupi! Neppure in citt\u00e0, in certe annate, era impossibile incontrarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA CRISI DEL MEDIOEVO E LA RIFORMA PROTESTANTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono, questi, due argomenti che avrebbero meritato al\u00admeno un incontro ciascuno. Tuttavia \u00e8 bene osservare che l&#8217;unione, anche se dettata da ragioni di tempo, non \u00e8 arbitra\u00adria. Gli ultimi due secoli di quell&#8217; epoca storica che siamo abituati a chiamare Medioevo possono e debbono essere visti in\u00adsieme come crisi della cristianit\u00e0 e come origine del mondo mo\u00adderno. Cos\u00ec, ad esempio, \u00e8 impossibile intendere quella rottura decisiva dell&#8217;unit\u00e0 cristiana rappresentata Dalla Riforma Protestante senza prima ricercare i precedenti segni di\u00a0 crisi nella Cristianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217; altra precisazione. Secondo il taglio di questo corso vengono lasciate sullo sfondo e date per conosciute le essen\u00adziali linee interpretative date da un breve capitolo di <em>Rivolu\u00adzione <\/em>e <em>Contro-Rivoluzione <\/em>del prof. Plinio Correa de 0liveira basate sull&#8217; importanza decisiva della Rivoluzione nelle ten\u00addenze. Sempre dal punto di vista delle questioni generali voglio anche ricordare l&#8217;interesse che,\u00a0 proprio per questo periodo, suscita l&#8217;interrogativo posto da don Giussani: &#8220;\u00e8 la Chiesa che ha dimenticato il mondo o \u00e8 il mondo che ha dimenticato la Chiesa?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste lezioni, infatti, ci collochiamo ad un livello pi\u00f9 descrittivo; fenomenologico. Anche, per\u00f2, a questo livello non \u00e8 facile trovare un equilibrio esposi ti va tra aspetti apparentemente lontani e che pure. sono collegati.\u00a0 Facciamo esempio. C&#8217;\u00e8 tutto uno sviluppo in campo filosofico; un campo che sembrerebbe elitario, limitato a di\u00adscussioni di scuola, tutto all&#8217; interno della filosofia scola\u00adstica. Che nesso c&#8217;\u00e8 con le eresie e le agitazioni sociali nu\u00admerose e diffuse negli ultimi secoli del Medioevo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la storia va studiata globalmente perch\u00e9 i vari livelli fanno parte\u00a0 della stessa realt\u00e0 e tra essi esistono delle interconnessioni che \u00e8 nostro compito ricercare. Intendiamoci: se noi volessimo fare una descrizione sta\u00adtica, fotografica, del XIV o XV secolo gli elementi di cui par\u00adleremo stasera sarebbero statisticamente poco rilevanti. La so\u00adciet\u00e0 rimaneva largamente uguale a quella dei secoli prece\u00addenti. Ma ci\u00f2 che noi stiamo facendo \u00e8 un modo diverso di fare storia, cinematografico, col quale andiamo a ricercare in quei secoli le origini di certi fenomeni successivi anche se non massicciamente presenti in un&#8217;epoca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello economico e sociale possiamo cos\u00ec avvertire dei segni di crisi. Per cominciare bisogna ricordare la grande catastrofe demografica provocata dalla peste del 1348 e dalle ricorrenti epidemie successive. Esse erano allora considerate un castigo\u00a0 di Dio, come anche nelle religioni pre cristiane (basti richia\u00admare alla mente l&#8217;inizio dell\u2019<em>Iliade). <\/em>Una questione di tal genere appartiene per\u00f2 all&#8217;ambito della teologia della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma\u00a0 dal punto di vista fenomenologico ci\u00f2 che interessa \u00e8 vedere come la societ\u00e0, di fronte a questa grossa catastrofe, abbia mostrato grossi cenni di cedimento: si possono rileggere a que\u00adsto proposito le prime illuminanti pagine del <em>Decamerone <\/em>di Giovanni Boccaccio le quali ci mostrano che, almeno a Firenze, anche i legami familiari e le solidariet\u00e0 cittadine vennero meno e che, passata la peste, nei sopravvissuti si scaten\u00f2 una caccia al lusso resa materialmente possibile dal concentrarsi delle fortune nelle mani dei sopravvissuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A parte la peste, nella seconda met\u00e0 del Trecento comin\u00adciamo a notare altri segni del venir meno della compattezza e della organicit\u00e0 della societ\u00e0 medioevale. Si moltiplicano le sommosse e le rivolte, a carattere ora esclusivamente sociale ora a carattere insieme sociale e religioso, sia nelle citt\u00e0 che nelle campagne. Ricorderete dai libri di storia il cosid\u00addetto &#8220;tumulto dei Ciompi&#8221; del 1378 a Firenze, ma dobbiamo pen\u00adsare anche alle jacqueries francesi (da Jacques bonhomme so\u00adprannome del contadino tipico), ai Lollardi in Inghilterra col\u00adlegato all&#8217;eresia predicata da Wycliffe, alle rivolte catalane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certi movimenti dalle componenti egualitaristiche suonano come campanelli d&#8217;allarme per quella che era stata, pur nel movimento, la sostanziale stabilit\u00e0 della societ\u00e0 medioevale. I cambiamenti della mentalit\u00e0 possono essere sintetizzati nel riferimento ad un crescente individualismo: la tendenza a vedere nell&#8217;uomo singolo la misura di tutti i valori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa tendenza si esprime anche nelle forme di devozione e di piet\u00e0 pi\u00f9 ortodosse che insistono sul legame strettamente personale con Dio, con un certo accantonamento del primato della Sua glo\u00adria. E&#8217; questo, per esempio, il caso della \u201c<em>devotio moderna<\/em>&#8221; o dei mistici tedeschi e fiamminghi. Un grande fenomeno di religiosit\u00e0 collettiva come le cro\u00adciate perde sempre pi\u00f9 seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le grandi costruzioni re\u00adligiose romaniche e gotiche non ebbero niente di analogo nei secoli seguenti specialmente sotto l&#8217;aspetto della partecipa\u00adzione comunitaria. All&#8217;attenzione sul giudizio universale si sostituisce una accentuata preoccupazione per quello individuale. Naturalmente i due elementi devono essere ugualmente presenti in una buona teologia cattolica, ma descrivendo i cambiamenti della menta\u00adlit\u00e0 e della religiosit\u00e0 questo spostamento di accento va se\u00adgnalato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolarmente tra i mercanti si nota questa preoccupa\u00adzione non pi\u00f9 vista come momento risolutivo della vita, ma come possibile momento di cambiamento della vita. Negli archivi si conservano molti testamenti di mercanti che, in punto di morte, si rendono conto dello scarto tra la loro vita e l&#8217;etica cri\u00adstiana e perci\u00f2 dispongono la restituzione dei loro guadagni ottenuti con l&#8217;usura. Sono spie di una rottura della continuit\u00e0 piena tra la vita e la morte che \u00e8 evidente negli uomini del medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leg\u00adgete la descrizione della morte di Rolando nella pi\u00f9 antica delle <em>chansons de<\/em> <em>geste<\/em>, la <em>Chanson Roland. <\/em>Oppure il primo ca\u00adpitolo del libro di George Duby, <em>Guglielmo il Maresciallo. <\/em>Questo individualismo lo ritroviamo anche nella filoso\u00adfia. La Scolastica aveva raggiunto nella seconda met\u00e0 del Due\u00adcento la sua piena maturit\u00e0 soprattutto con la grande sintesi di San Tommaso, attraverso una rivisitazione cristiana della filosofia aristotelica nella quale natura e grazia, intelletto e sentimenti, avevano trovato un loro pieno equilibrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Trecento questa filosofia entra in crisi prima di tutto per un movimento sviluppatosi al suo interno, il Nomina\u00adlismo. Esso rifiuta l&#8217;esistenza di idee o di concetti di carat\u00adtere generale: esistono solo i nudi nomi <em>(nomina nuda tenemus). <\/em>Cio\u00e8 non potremo pi\u00f9 parlare di umanit\u00e0, per esempio, ma solo di singoli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosi in teologia diviene difficile qualsiasi riflessione sulla Trinit\u00e0 e l&#8217;azione di Dio viene concepita, con Ockham, come qualcosa di assolutamente gratuito: le cose sono sante non perch\u00e9 espressione della santit\u00e0 di Dio ma sem\u00adplicemente perch\u00e9 Egli ha stabilito che esse fossero cos\u00ec. Egli nella Sua totale onnipotenza avrebbe potuto stabilire che quelle cose non fossero sante e altre invece lo fossero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In politica il nominalismo tende a porre a fondamento dello stato l&#8217;individuo e non le varie comunit\u00e0 intermedie a cominciare da quella familiare. Nel Quattrocento nasce poi in Italia e si diffonde nella Cristianit\u00e0 un movimento culturale che, con attenzione soprat\u00adtutto all&#8217;aspetto filologico letterario, siamo soliti chiamare Umanesimo e, in senso pi\u00f9 generale, chiamiamo Rinascimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso pone l&#8217;uomo al centro di ogni attenzione e di ogni attivit\u00e0. Esso non \u00e8, se non in alcuni rappresentanti, anticri\u00adstiano, anche se con la sua critica generale e spietata sul passato della Chiesa cattolica ha preparato, anche per l&#8217; idea del ritorno al cristianesimo delle origini, almeno in una certa misura il terreno alla Riforma Protestante. Si pensi ad Erasmo da Rotterdam, alle sue polemiche con\u00adtro gli ordini monastici e mendicanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, c&#8217;erano in essi fenomeni di decadenza ma anche sforzi di ritorno alla stretta osservanza delle regole. Cos\u00ec, ancora, il clero secolare e lo stesso episcopato erano afflitti da gravi difetti, perch\u00e9 sol\u00adtanto col concilio di Trento e la Controriforma sar\u00e0 impostato sistematicamente, con la generalizzazione dei seminari, il pro\u00adblema della formazione dei preti. Ma se leggiamo Erasmo si vede che la critica non \u00e8 rivolta alle manifestazioni patologiche ma all&#8217;essenza stessa delle realt\u00e0 criticate; per esempio \u00e8 l&#8217;idea che della gente si chiuda in un monastero per darsi alla con\u00adtemplazione a non essere accettata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nasce il mito del cristianesimo delle origini; un mito perch\u00e9 esso viene ricostruito e plasmato secondo i propri orientamenti. In campo artistico l&#8217;arte medioevale viene condannata come barbarica:. come, <em>gotica <\/em>appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo letterario si vuole ritornare al latino classico finendo col recidere quei legami che facevano ancora in una certa misura del latino me\u00addioevale una lingua viva. La parola d&#8217;ordine \u00e8: &#8220;ritornare all\u2019antichit\u00e0\u201d. Un&#8217;antichit\u00e0 vista ed interpretata in modi negromantici: in un certo senso si risuscita un cadavere assumendo lo come un mo\u00addello costituito da tratti innovativi e spesso alternativi a quelli propri della civilt\u00e0 cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente anche in questo caso bisogna guardarsi dalle eccessive generalizzazioni in quanto esistettero anche filoni di umanesimo cristiano che sarebbe interessante seguire. Ma \u00e8 indubbio che, sinteticamente, \u00e8 giusto dire che prevale in campo religioso e filosofico la coordinazione, cio\u00e8 &#8220;Dio e l&#8217;uomo&#8221; una formula che pu\u00f2 pericolosamente scivolare verso &#8220;prima l&#8217;uomo e poi Dio&#8221;, un Dio sempre pi\u00f9 lontano o sempre pi\u00f9 confuso con la Natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In filosofia il XV secolo \u00e8 dominato largamente dal neo platonismo inteso, prevalentemente, in un senso nuovo e spesso paganeggiante molto diverso dalla componente neo platonica che, attraverso lo Pseudo Dionigi, \u00e8 fortemente presente anche in San Tommaso e in generale in tutta la filosofia medioevale. A questo neo platonismo spiritualistico, sempre tentato di scivo\u00adlare nel panteismo (Giordano Bruno), si contrappone un aristo\u00adtelismo ridotto a puro razionalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle varie corti la rinascita dell&#8217;antichit\u00e0 \u00e8 spesso un alibi ideologico per l&#8217;abbandono a i lussi e ai piaceri della vita. La stessa corte pontificia nel momento in cui Martin Lu\u00adtero proclama le sue tesi non era certo nella situazione mi\u00adgliore per potere reagire con la massima efficacia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, proprio la rottura dell&#8217;unit\u00e0 cristiana segna il passaggio da un&#8217;epoca all&#8217;altra. Una rottura di portata deci\u00adsiva di cui \u00e8 bene qui dire qualcosa che non viene generalmente detto. Lutero fu un &#8220;enfant prodige&#8221; della Chiesa; molto valorizzato, si trov\u00f2 ad avere moltissimi compiti. Poi, colto dal terrore della dannazione e da una crisi di aridit\u00e0 inte\u00adriore, ricevette dal direttore spirituale l&#8217;incauto consiglio di gettarsi nell&#8217;azione: ho presente una sua lettera in cui scrive che le sue attivit\u00e0 gli impediscono di pregare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice normalmente che Lutero si scandalizz\u00f2 per i modi disinvolti di predicazione delle indulgenze. In realt\u00e0 egli era scandalizzato non dagli eccessi di un qualche predicatore domenicano ma dalla dottrina stessa delle indulgenze la quale presuppone che la Chiesa possa disporre dei meriti accumulati dai santi. Ora, per Lutero e per la sua concezione radicalmente pessimista della natura umana dopo il peccato originale \u00e8 im\u00adpossibile all&#8217;uomo procurarsi qualsiasi merito di fronte a un Dio che salva o condanna del tutto arbitrariamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo terreno gli umanisti come Erasmo non poterono evidentemente seguirlo: al <em>De servo arbitrio <\/em>di Lutero Erasmo pone il suo <em>De libero<\/em> <em>arbitrio. <\/em>Pur nella sua unilateralit\u00e0 bisogna riconoscere un certo fondamento alla tesi di Max Weber sullo stretto legame tra lo spirito del capitalismo e l&#8217;etica calvinista attenta a ricer\u00adcare nel successo negli affari un segno di predestinazione. Lutero rifiuta le intermediazioni tra l&#8217;uomo e Dio, da quella sacramentale della Chiesa a quella di Maria e dei santi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni rivoluzione anche la Riforma Protestante sci\u00advol\u00f2 verso forme sempre pi\u00f9 estremistiche. Lutero aveva tentato di salvare i vescovi, i presbiteriani pretenderanno di fondare la Chiesa solo sui pastori, ma ben presto si svilupperanno delle sette che sosterranno l&#8217;assoluta uguaglianza dei fedeli.\u00a0\u00a0Quanto alla Sacra Scrittura il principio della libera e personale interpretazione si afferma suscitando le ire dello stesso Lutero il quale, pur proclamando questo principio, voleva imporre le proprie interpretazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;episodio pi\u00f9 sanguinoso \u00e8 rappresentato dall&#8217; Anabatti\u00adsmo e dal suo tentativo di instaurare una societ\u00e0 comunistica nella citt\u00e0 di Munster sulla base di una mescolanza di profeti\u00adsmo e di interpretazione arbitraria della Bibbia. Un&#8217; altra riflessione mi pare che possa essere fatta: prendiamo la carta geografica dell&#8217;Europa a met\u00e0 del Cinquecento e sovrapponiamola alla carta dell&#8217;Impero Romano ai tempi della sua massima espansione. Si vedr\u00e0 che, con l&#8217;eccezione della Britannia poco romanizzata, i confini dell&#8217; Europa rimasta cattolica tendono a coincidere con quelli dell&#8217; Impero. Mi pare che sia una.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Verifica dell&#8217; importanza dell&#8217;eredit\u00e0 romana come componente della civilt\u00e0 cristiana. In campo politico sembrerebbe a prima vista che il protestantesimo si muovesse nella direzione di una maggiore cristianizzazione della societ\u00e0. A Ginevra Calvino fonda una repubblica basata sulla Bibbia e non priva di aspetti inquie\u00adtanti quanto a controllo totalitario della vita privata. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessun riferimento alla naturale socialit\u00e0 dell&#8217;uomo, al diritto naturale, alla continuit\u00e0 tra natura e grazia, alla possibilit\u00e0 di una fondazione razionale della politica. Per il protestantesimo tra natura e grazia c&#8217;\u00e8 solo piena contraddi\u00adzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, poich\u00e9 la natura umana non pu\u00f2 agire bene, deve essere violentemente corretta alla luce della rivelazione. Que\u00adsto modello \u00e8 lontano dalla concezione medioevale dello stato cristiano e si dimostr\u00f2 logicamente fragile perch\u00e9 la sua base biblica non era sostenuta da nessuna riflessione di tipo poli\u00adtico sociale. Di fatto gi\u00e0 Lutero fu costretto ad appoggiarsi passivamente dall&#8217;autorit\u00e0 ai principi tedeschi desiderosi di liberarsi dell\u2019autorit\u00e0 imperiale e di impadronirsi dei beni della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non diverse le motivazioni di Enrico VIII in Inghilterra. Dunque, paradossalmente, ma non illogicamente, la ri\u00adforma luterana fin\u00ec per porre la religione sotto il controllo dello stato. Alla fine anche Carlo V fu costretto a riconoscere il principio che i sudditi dovevano avere la stessa religione dei principi. Anche per questa via verifichiamo che la Riforma Prote\u00adstante rappresent\u00f2 una tappa importante nel processo di allon\u00adtanamento dalla civilt\u00e0 cristiana la quale si era fondata sulla ferma convinzione che, per dirla con San Tommaso, l&#8217;uomo non appartiene alla comunit\u00e0 con tutta la sua persona perch\u00e9 questa appartiene soltanto a Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Tangheroni PRESENTAZIONE Il testo \u00e8 frutto della trascrizione, rivista dall\u2019autore, degli incontri tenutisi nei primi mesi del 1990, a cura della Croce pisana di Alleanza Cattolica e del Centro Cattolico di documentazione di Marina di Pisa. 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