{"id":17950,"date":"2015-02-05T00:00:04","date_gmt":"2015-02-04T23:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=17950"},"modified":"2015-01-28T15:20:33","modified_gmt":"2015-01-28T14:20:33","slug":"crisi-della-famiglia-crisi-del-soggetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/crisi-della-famiglia-crisi-del-soggetto\/","title":{"rendered":"Crisi della famiglia, crisi del soggetto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/identit\u00e0_genere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17951\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/identit\u00e0_genere.jpg\" alt=\"identit\u00e0_genere\" width=\"240\" height=\"152\" \/><\/a>Studi Cattolici<\/strong> n.645 Novembre 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>La frammentazione del gender<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Crisi di genere, crisi della famiglia, crisi di identit\u00e0. Con l&#8217;imporsi della cultura relativista che estremizza l&#8217;individualismo nell&#8217;aff<\/em><em>ermazione totale dell&#8217;io, si so<\/em><em>no gravemente compromesse le trame del tessuto sociale, a partire dal nucleo centrale della famiglia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La frammentazione del tessuto sociale, in quella che il sociologo Baumann ha con efficacia definito la <\/em>societ\u00e0 liquida<strong>, <\/strong><em>oggi passa at<\/em><em>traverso il tentativo di legittimazione della teoria del gender, che cancella i due generi naturali maschile e femminile, mostra<\/em><em>ndo a ogni essere umano una pre<\/em><em>sunta autonomia demiurgica di programmazione del proprio essere, che passa anche da nuove forme di convivenza e di adozione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fabiana Cristofari,<\/em><em> dottore di ricerca in Scienze, Tecnologia &amp; Diritto e d<\/em><em>ocente di Bioetica, addentrando<\/em><em>si con effica<\/em><em>c<\/em><em>ia nella casi<\/em><em>s<\/em><em>tica e nella problematica, svela come dietro a questa possibilit\u00e0 manipolatoria ci sia solo un essere decost<\/em><em>ruito della propria perso<\/em><em>nalit\u00e0 in prospettiva nichilista.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un contesto, come quello attuale, in cui tutto sembra convergere verso la soddisfazione narcisistica e autoreferenziale dell&#8217;io, emerge l&#8217;esigenza di approfondire il tema dell&#8217;identit\u00e0 a partire da ci\u00f2 che pi\u00f9 propriamente la costituisce: la dimensione relazionale. In tal senso, i due termini identit\u00e0 e relazione non sono se non l&#8217;uno speculare all&#8217;altro, il che significa che se da una parte \u00e8 possibile per l&#8217;uomo attingere al senso della sua identit\u00e0 solo nell&#8217;apertura relazionale, dall&#8217;altra l&#8217;identit\u00e0 dell&#8217;uomo corrisponde in larga parte alla sintesi della qualit\u00e0 delle sue relazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle presenti riflessioni quest&#8217;aspetto avr\u00e0 una sua declinazione specifica a partire dalle provocazioni del gender cui oggi \u00e8 sottoposta la famiglia quale primo \u00e0mbito relazionale di formazione dell&#8217;identit\u00e0 individuale. In questo contesto, vorrei poter mettere in luce non solo come il processo d&#8217;identificazione dell&#8217;io (il processo di formazione dell&#8217;identit\u00e0 soggettiva) sia strettamente connesso alle dinamiche relazionali famigliari, ma come ci\u00f2 valga anche al contrario e come l&#8217;erosione della famiglia cui oggi stiamo assistendo vada inquadrata all&#8217;interno di un ben pi\u00f9 ampio fenomeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;erosione nichilistica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta dell&#8217;erosione nichilistica della stessa identit\u00e0 soggettiva che sembra progressivamente passare dal rifiuto dei vincoli del corpo (e, con esso, dei vincoli di genere) al rifiuto di ogni vincolo in quanto tale, verso orizzonti che richiamano alla dimensione della liquidit\u00e0 (1) pi\u00f9 cangiante. Ma se da una parte quest&#8217;ultima sembrerebbe far aumentare le possibilit\u00e0 di scelta, dal momento che implica la rinuncia a ogni criterio condizionante, dall\u2019altra questa rinuncia ha un prezzo. Il trionfo dell&#8217;ambiguit\u00e0 identitaria (ambiguit\u00e0 dell&#8217; esserci) e, dunque, la rinuncia al ruolo e alle conseguenti responsabilit\u00e0 riduce inevitabilmente la dimensione coniugale (l\u2019esserci-con) all&#8217;istante, compromettendo nello stesso tempo la dimensione generativa e oblativa (l\u2019esserci-per) dell&#8217;uomo e della donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco perch\u00e9 contrastare questa \u00abmagnifica progressione\u00bb di \u00abpretesa liberazione da ogni vincolo\u00bb mantiene oggi pi\u00f9 che mai un alto valore, proprio per il suo portato anti-liquidit\u00e0. Costruire dimensioni identitarie stabili e non ambigue, instaurare relazioni solide e che consentono l&#8217;apertura alla generativit\u00e0 e all&#8217;oblativit\u00e0, sono ancora, in ultima analisi, l&#8217;unico orizzonte di speranza che si apre per l&#8217;uomo del terzo millennio, immerso nel cupo e doloroso paradigma della liquidit\u00e0 che, inevitabilmente, condanna l&#8217;uomo alla propria dimensione autoreferenziale (allontanandosi dalla sua verit\u00e0 relazionale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi dell&#8217;esserci (la crisi identitaria) \u00e8 da tempo attestata su vari livelli, ma mai come oggi era stato avanzato il tentativo programmatico di destrutturare l&#8217;identit\u00e0 dall&#8217;interno mettendo in discussione il primo dato a partire dal quale ogni soggetto si costituisce nell&#8217;io: l&#8217;esistere come corpi incarnati che caratterizzano l&#8217;io nella differenza dell&#8217;essere maschile e femminile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, al contrario, parlare di identit\u00e0 maschile e di identit\u00e0 femminile \u00e8 estremamente contro tendenza l\u00ec dove si sta diffondendo, non solo nell&#8217;immaginario collettivo ma, ancora di pi\u00f9, all&#8217;interno di gran parte dei documenti internazionali e in molti filoni del pensiero filosofico e psicologico, l&#8217;idea di un soggetto asessuato in cui ogni differenza biologica sia annullata in vista dell&#8217;indifferenziazione sessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le teorizzazioni del pensiero gender, assunto dal femminismo americano, che permeano il linguaggio comune (facendo del concetto \u00abunisex\u00bb la parola d&#8217;ordine), ogni struttura concettuale e molte decisioni in campo giuridico e politico dove si riscontra, sempre pi\u00f9 di frequente, la sottolineatura dell&#8217;irrilevanza della differenza sessuale e la cancellazione di qualsiasi riferimento all&#8217;uomo e alla donna a favore di un generico riferimento alla categoria del \u00abgenere umano\u00bb come sessualmente indifferenziato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A titolo esemplificativo, \u00e8 interessante notare come il Quebec ha soppresso nel proprio codice civile le categorie di padre e di madre a beneficio della nozione di \u00abfornitore di materiale genetico\u00bb (artt. 538 ss. Codice Civile del Quebec) e, nel codice civile spagnolo, la precedente formulazione dell&#8217;art. 44, secondo cui \u00abl&#8217;uomo e la donna hanno diritto a contrarre matrimonio\u00bb, \u00e8 diventata \u00abqualunque persona ha diritto a contrarre matrimonio\u00bb; l&#8217;art. 66 \u00e8 passato da \u00abil marito e la moglie sono uguali nei dirit\u00adti e nei doveri\u00bb a \u00abi coniugi sono uguali nei diritti e nei doveri\u00bb e l&#8217;art. 67 infine ha sostituito \u00abil marito e la moglie debbono rispettarsi e aiutarsi reciprocamente\u00bb con \u00abi coniugi\u00bb, ai quali ora questi stessi doveri sono imposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, la Svizzera, nel Cantone di Berna, ha addirittura intrapreso una censura del linguaggio con l&#8217;intenzione di sopprimere la disuguaglianza tra le parole che suonano troppo maschili o troppo femminili a favore di appellativi pi\u00f9 neutri per cui \u00e8 stato proposto di sostituire l&#8217;espressione che in tedesco suona troppo maschile \u00abpassaggio per pedoni\u00bb (Fussg\u00e4ngerstreifen) con \u00abstrisce zebrate\u00bb (Zebrastreifen).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pensiero gender<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pensiero \u00abgender\u00bb &#8211; assunto dalle Conferenze internazionali del Cairo (1994) e di Pechino (1995) -si \u00e8 fatto promotore di un&#8217;efficacissima battaglia ideologica secondo la quale la differenza sessuale \u00e8 un dato aggirabile: il fatto che nasciamo maschi o femmine \u00e8 irrilevante dal momento che ci\u00f2 che conta &#8211; secondo il pensiero \u00abgender\u00bb &#8211; \u00e8 ci\u00f2 che diveniamo, e il divenire dipende dalla storia, dalla societ\u00e0, dalla cultura e dalla propria autocomprensione psicologica (da come il soggetto percepisce il proprio S\u00e9 indipendentemente dai vincoli del corpo secondo una connotazione volontaristica dell&#8217;identit\u00e0 soggettiva).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale prospettiva, possiamo essere\/nascere donne e divenire donne o essere\/nascere uomini e divenire uomini &#8211; e in questo senso i ruoli prodotti dalla cultura e dalla societ\u00e0 e le scelte psichiche dell&#8217;individuo coinciderebbero con la natura -, ma \u00e8 anche possibile essere\/nascere donne e divenire uomini o essere\/nascere uomini e divenire donne, nel senso dell&#8217;attuazione di comportamenti e dell&#8217;identificazione di ruoli sociali, ma anche fino alla completa trasformazione del corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non esisterebbe, quindi, secondo il pensiero gender, alcun legame tra sesso (differenza biologico-anatomica) e genere (identit\u00e0 sessuale), il quale viene inteso come \u00abruolo socialmente costruito\u00bb (con la conseguente eliminazione del disturbo dell&#8217;identit\u00e0 di genere dall&#8217;elenco dei disturbi psicologici) (2). Il genere, dunque, non pu\u00f2 e non deve essere costretto nel sesso o rispecchiarlo; il dato naturale della differenza sessuale \u00e8 considerato, secondo la matrice filosofica delle gender theories, una \u00abtrappola metafisica\u00bb da cui prendere le distanze, in quanto \u00e8 ritenuta la causa principale della \u00abcultura patriarcale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 a partire, infatti, dal dato naturale della differenza fisica sessuale che ogni individuo viene \u00abassegnato\u00bb socialmente alla categoria maschile o femminile e, in base a ci\u00f2, ognuno diviene ci\u00f2 che la cultura ritiene che sia o debba essere (uomo o donna), pensando falsamente che tale ruolo corrisponda alla sua vera natura. \u00c8, dunque, nell&#8217;\u00e0mbito di tale assegnazione di ruoli sociali che il femminismo di genere individua la distinzione tra il ruolo \u00abprivato\u00bb (riproduttivo e domestico) assegnato alle donne e il ruolo \u00abpubblico\u00bb (politico-economico) assegnato agli uomini, con la conseguente gerarchizzazione dei generi: la superiorit\u00e0 del ruolo maschile e l&#8217;inferiorit\u00e0 del ruolo femminile escluso dalla dimensione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La differenza sessuale (e dunque la natura) \u00e8 vista, allora, come un elemento discriminatorio da negare e combattere, in quanto ha creato e continua a determinare la fissazione di ruoli e a costruire gerarchie di potere: la famiglia fondata sul matrimonio e la femminilit\u00e0 &#8211; identificata con la maternit\u00e0 e l&#8217;accudimento domestico &#8211; sono considerate \u00abcostruzioni maschiliste\u00bb da decostruire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo del femminismo di genere \u00e8 quello di compiere una rivoluzione definitiva. Le femministe del <em>gender <\/em>sono d&#8217;accordo con i marxisti che il fine ultimo debba essere quello di giungere all&#8217;edificazione di una societ\u00e0 senza classi, ma la rivoluzione deve portare alla cancellazione della distinzione in classi sessuali. La chiave per raggiungere ci\u00f2 \u00e8 il controllo della riproduzione dal momento che quest&#8217;ultima, nel caso della donna, determina la sua subordinazione rispetto all&#8217;uomo (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto, questi obiettivi si declinano nelle campagne per riscrivere le leggi sui diritti umani utilizzando un linguaggio che le renda funzionali alla promozione dell&#8217;agenda di genere (4), il cui punto principale \u00e8 l&#8217;inclusione dei <em>diritti sessuali e ri<\/em><em>produttivi <\/em>(cfr Rapporto Estrela, Lunacek e Zuber discussi dal Parlamento Europeo): in questo senso, le femministe del <em>gender <\/em>considerano parte essenziale della loro agenda la promozione della libera scelta in questioni relative alla riproduzione e allo stile di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLibera scelta nella riproduzione\u00bb \u00e8 per loro l&#8217;espressione chiave per riferirsi all&#8217;aborto procurato come diritto umano, mentre \u00abstile di vita\u00bb mira a promuovere tutte le altre forme di sessualit\u00e0 (al di l\u00e0 dell&#8217;eterosessualit\u00e0) che in ogni soggetto pu\u00f2 mutare anche pi\u00f9 volte nel corso della vita. In Australia oggi le persone che si registrano all&#8217;anagrafe non sono pi\u00f9 obbligate a barrare la casella \u00abmaschio\u00bb o \u00abfemmina\u00bb. L&#8217;abolizione della dichiarazione di sesso \u00e8 arrivata da una sentenza storica emessa dalla Corte d&#8217;appello del Nuovo Galles del Sud (Sidney). La Corte ha accolto il ricorso dell&#8217;attivista Norrie May Welby, n\u00e9 uomo n\u00e9 donna, e ha stabilito che \u00e8 legale non identificare all&#8217;anagrafe il proprio sesso al momento della registrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sentenza del tribunale ha rovesciato un verdetto precedente, secondo cui tutti devono essere registrati all&#8217;anagrafe come maschio o come femmina, escludendo la definizione di \u00absesso non precisato\u00bb. Questo risultato giurisprudenziale non \u00e8 altro che la risultante sul piano pratico di quella corrente post-modernista-decostruzionista del pensiero <em>gender <\/em>teoria <em>queer <\/em>&#8211; che arriva a sfidare la stessa distinzione eterosessuale per la promozione d&#8217;<em>identit\u00e0 <\/em>non fisse ma <em>fluide <\/em>che non possono essere categorizzate perch\u00e9 non esiste in tal senso alcuna categoria, motivo per cui \u00e8 stato coniato l&#8217;acronimo <em>Lbgt <\/em>&#8211; utilizzato come termine collettivo per riferirsi a persone <em>Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender &#8211;<\/em> indicante l&#8217;esistenza di cinque sessi al di l\u00e0 della distinzione \u00abuomo\u00bb e \u00abdonna\u00bb: l&#8217;elemento chiave sta nel vedere gli atti sessuali come qualcosa che costruisce da s\u00e9 la propria realt\u00e0 piuttosto che riflettere una sessualit\u00e0 biologica predefinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Identit\u00e0 &amp; relazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, a ben considerare, i presupposti e i propositi del femminismo di genere si rivelano inadeguati dal momento che accantonano l&#8217;esperienza che abbiamo del nostro corpo cos\u00ec come ci si rivela. Infatti, con il corpo vivente si realizza quella sfera di ap\u00adpartenenza cos\u00ec stretta che non possiamo disfarci del nostro corpo se non suicidandoci. \u00c8 questa una situazione limite che ci indica come dal nostro corpo non possiamo distanziarci n\u00e9 allontanandoci da esso n\u00e9 allontanandoci da noi stessi: il nostro corpo vivente \u00e8 il nostro essere e nel momento in cui l&#8217;essere umano viene considerato uomo puro e semplice, n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina, viene colpito nel pro\u00adfondo del suo essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emblematico \u00e8, a tal proposito, il celebre caso di David Reimer, tra i pi\u00f9 noti casi clinici dell&#8217;Universit\u00e0 Americana e che ebbe una notevole risonanza in \u00e0mbito scientifico (alla cui situazione ci si riferisce come al \u00abcaso di Joan\/John\u00bb): i suoi esiti furono portati all&#8217;attenzione pubblica della Bbc e di diverse note riviste di psicologia e di medicina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David nacque con i cromosomi XY ma, a diciotto mesi, il suo organo genitale venne accidentalmente bruciato e staccato durante un intervento chirurgico. I genitori, incerti sul da farsi, furono attratti dalle possibilit\u00e0 offerte dalla clinica Johns Hopkins dove il dott. John Money effettuava chirurgia transessuale e intersessuale e sosteneva che se un bambino veniva sottoposto a un intervento chirurgico e iniziava a socializzare con un genere diverso da quello originariamente attribuito alla nascita, poteva svilupparsi normalmente, adattandosi perfettamente bene al nuovo genere e vivere felicemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I genitori scrissero al dott. John Money, il quale li invit\u00f2 a Baltimora e cos\u00ec David venne in seguito esaminato alla Johns Hopkins University dove il dott. John Money consigli\u00f2 di far crescere David come femmina. I genitori furono d&#8217;accordo e cos\u00ec i medici asportarono i testicoli, organizzarono i preliminari dell&#8217;intervento chirurgico per creare una vagina, ma decisero di aspettare fino a quando Brenda, nuovo nome del bambino, fosse pi\u00f9 grande per poter completare l&#8217;intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Brenda \u00e8 stata cresciuta come una femmina ed \u00e8 stata spesso esaminata e affidata periodicamente all&#8217;Istituto di Identit\u00e0 di Genere di John Money allo scopo di favorire l&#8217;adattamento alla nuova condizione. Gli psichiatri e i medici del luogo, convinti che vi fosse stato un errore in questa attribuzione sessuale, intervennero nel caso, che alla fine venne esaminato dal dott. Milton Diamond, un ricercatore in campo sessuale, che sosteneva la natura ormonale dell&#8217;identit\u00e0 di genere e che, da parecchi anni, era in aperta discussione accademica con il dott. John Money..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo nuovo gruppo di psichiatri e medici offr\u00ec a Brenda l&#8217;opportunit\u00e0 di cambiare percorso ed ella accett\u00f2. Inizi\u00f2 a vivere come maschio, con il nome di David, all&#8217;et\u00e0 di quattordici anni. Al tempo in cui David era Brenda, John Money continu\u00f2 a pubblicare relazioni che esaltavano il successo di questo caso di riassegnazione sessuale. Il caso fu di enorme rilevanza poich\u00e9 Brenda aveva un fratello gemello identico e Money poteva cos\u00ec seguire lo sviluppo di entrambi i fratelli e presupporre un&#8217;identica costituzione genetica. Egli sosteneva che il loro sviluppo, nei due differenti generi, stava avvenendo normalmente e felicemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma le sue stesse interviste registrate, per la maggior parte inedite, hanno gettato seri dubbi sulla sua onest\u00e0. Brenda non era affatto felice, rifiutava di conformarsi ai cosiddetti comportamenti femminili ed era sconcertata e furiosa per le continue, invadenti interrogazioni del dott. Money. Un caso tra gli altri, che denota la rilevanza della corporeit\u00e0 nella definizione dell&#8217;Io. Ci\u00f2 significa che la differenza tra maschile e femminile non appare solo una diversit\u00e0 anatomica che definisce un&#8217;identit\u00e0 sessuale: il corpo non \u00e8 una realt\u00e0 accessoria e strumentale di cui \u00e8 possibile disfarsi, ma \u00e8 elemento di specificazione che caratterizza la realt\u00e0 personale dell&#8217;essere umano coinvolgendo la sfera somatica, psicologica e spirituale in maniera differente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sessualit\u00e0 umana ha, dunque, un contenuto molto pi\u00f9 ricco di quello espresso dal termine sessuale, dal momento che d\u00e0 ragione di diversit\u00e0 di comportamenti in \u00e0mbiti anche lontani dalla sfera sessuale che in parte sono dovuti alla cultura, ma che hanno una loro radice naturale. La forma femminile e virile della vita umana &#8211; voglio dire questa forma personale &#8211; comincia dalla corporeit\u00e0, perch\u00e9 la realt\u00e0 umana \u00e8 intrinsecamente corporea. Cos\u00ec si tratta di una differenza che radica non tanto in ragioni di tipo culturale o primariamente educative, ma in una corporeit\u00e0 che si di\u00adstingue per la finalit\u00e0 secondo cui \u00e8 strutturata, segno di simboli e significati, a partire dalla quale l&#8217;uomo e la donna elaborano l&#8217;intera conoscenza, prospettiva e relazione con il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non significa che esistano dei tratti psicologici o spirituali attribuibili solo a uno dei due sessi, esistono per\u00f2 caratteristiche che si manifestano con particolare frequenza e in modo pi\u00f9 pronunciato negli uomini e nelle donne. Non si riuscir\u00e0 mai a determinare con esattezza scientifica ci\u00f2 che \u00e8 tipicamente maschile o tipicamente femminile, poich\u00e9 natura e cultura &#8211; i due grandi fattori d&#8217;influenza &#8211; sono strettamente interconnessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, le differenziazioni di genere sono in certa misura variabili tra uomo e donna, ma i margini di variazione e di intercambiabilit\u00e0 hanno dei limiti (per la diversit\u00e0 biologica e in ragione dei compiti da svolgere), motivo per cui rompere con la natura biologica non aiuta n\u00e9 l&#8217;uomo n\u00e9 la donna a liberarsi. \u00abA immagine di Dio lo cre\u00f2\u00bb e \u00abmaschio e femmina li cre\u00f2\u00bb (Gn 1, 27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uomo e donna non sono un&#8217;identit\u00e0 duplicata, sono un&#8217;identit\u00e0 diversificata che si traduce a favore di un&#8217;uguaglianza ontologica (che richiama alla stessa dignit\u00e0 e, dunque, tutela giuridica, di opportunit\u00e0 ecc.) e di una complementarit\u00e0 relazionale dei coniugi tra loro ed educativa nei confronti dei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Figli &amp; coppie omosessuali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta molto interessante, a questo proposito, la testimonianza di un professore della California State University, Robert Oscar Lopez, bisessuale e cresciuto dalla madre lesbica con la sua campagna. Davanti al Parlamento del Minnesota chiamato a legiferare sul matrimonio omosessuale, ha raccontato la sua esperienza sul <em>Public Discourse<\/em> (il giornale online del centro di ricerca The Witherspoon Institute dell&#8217;Universit\u00e0 di Princeton) spiegando di essere bisessuale e dichiarando come i bambini \u00absi sentono scollegati dagli aspetti legati al sesso delle persone intorno a loro, con una certa frequenza provano rabbia verso i loro &#8220;genitori&#8221; per averli privati del genitore biologico (o, in alcuni casi, di entrambi i genitori biologici), rimpiangono di non aver avuto un modello del sesso opposto, e provano vergogna o senso di colpa per il fatto di sentire un risentimento verso i propri genitori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa testimonianza \u00e8 rilevante alla luce delle posizioni sostenute da una parte della dottrina la quale ritiene che una legge escludente dall&#8217;accesso alla fecondazione assistita le coppie omosessuali o le donne sole sulla base del principio per cui \u00e8 meglio avere due genitori piuttosto che uno soltanto, in realt\u00e0 non entra nel merito della capacit\u00e0 educativa dei soggetti che intendono crescere il figlio. Inoltre, a questo proposito c&#8217;\u00e8 chi, a supporto di tale linea di pensiero, fa riferimento ad alcuni studi americani i quali dimostrerebbero che non c&#8217;\u00e8 differenza, in materia di benessere e salute mentale, tra i figli allevati in un contesto famigliare in cui siano presenti entrambe le figure genitoriali e quelli cresciuti in un contesto famigliare in cui una delle due figure sia assente o i genitori siano omosessuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un&#8217;attenta lettura delle pi\u00f9 recenti pubblicazioni americane cui si fa riferimento &#8211; la bibliografia disponibile \u00e8 estremamente ricca e in un lungo articolo di Charlotte Patterson (5) sono elencati una trentina di studi precedenti &#8211; non pu\u00f2 impedire di indurre, quanto meno, una certa perplessit\u00e0 rispetto alla loro credibilit\u00e0 (campione estremamente limitato, mancanza di gruppi di controllo, questionari comporta-mentalisti e stereotipati, nessuna attenzione alla durata, scelta di situazioni falsate &#8211; per esempio, comparazione solo con bambini allevati da una madre o da un padre divorziati -, conclusioni unilaterali ovvero senza alcuna eccezione alla tesi) (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recenti studi di psicopatologia ci confermano la consolidata teoria freudiana che riconosce quanto il bambino deve, per la sua crescita psichica, al gioco sottile delle identificazioni e differenziazioni nei riguardi del padre, in quanto uomo, e della madre, in quanto donna. Se da una parte la figura materna fa da caposaldo nei primi anni dell&#8217;esistenza individuale (\u00e8 nella relazione affettiva con la madre che il bambino impara a percepire il proprio corpo e s\u00e9 stesso) (7), dall&#8217;altra \u00e8 altrettanto importante che la simbiosi tra madre e figlio abbia fine secondo i tempi e i modi opportuni. Nel caso in cui non si verificasse tale realt\u00e0, l&#8217;individuo rischierebbe di rimanere fermo nel processo dell&#8217;evoluzione sessuale, un \u00abbambino\u00bb in perenne ricerca della madre, Soggetto amato\u00bb di cui \u00e8 stato privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Freud utilizza il termine \u00abnarcisismo\u00bb &#8211; dal mito di Narciso da cui il concetto di un amore verso l&#8217;immagine di s\u00e9 &#8211; per spiegare la scelta d&#8217;oggetto negli omosessuali i quali \u00abprendono s\u00e9 stessi come oggetto sessuale; partono dal narcisismo e cercano dei giovani che rassomiglino a loro per poterli amare come la loro madre ha amato s\u00e9 stessi\u00bb, rimanendo fermi alla fase dell&#8217;evoluzione sessuale corrispondente a uno stato originario di frazionamento della pulsione sessuale (libido) implicante, quanto al rapporto con l&#8217;oggetto, l&#8217;assenza di un oggetto totale (Io o persona estranea).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura patema \u00e8 ci\u00f2 che permette il processo di separazione dalla madre, indispensabile nella maturazione dell&#8217;identit\u00e0 psicologica individuale e nell&#8217;iniziazione al sociale (sia in campo maschile sia femminile la scomparsa del padre dalle posizioni di formazione e iniziazione al sociale, ha prodotto, nell&#8217;uomo, un&#8217;interruzione nella trasmissione della cultura materiale e istintuale mascolina, insieme a progressiva perdita della capacit\u00e0 di controllare e utilizzare positivamente la propria aggressivit\u00e0 (8), mentre nella donna una profonda insicurezza nell&#8217;istaurare la sua relazione con la societ\u00e0) (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo Freud, ma l&#8217;elaborazione psicoanalitica successiva ha definito incestuose le situazioni in cui nulla separa realmente la madre e il figlio, situazioni angosciose all&#8217;interno delle quali, alla violenza dell&#8217;attrazione materna, risponde la violenza distruttrice dell&#8217;adolescente che vuole affermare la propria differenza (non dimentichiamo che \u00abvita\u00bb e violenza\u00bb affondano le radici etimologiche nello stesso significato greco originario \u00abbios\u00bb o \u00abvios\u00bb, \u00abvita\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di un limite, dunque, si evidenzia come un bisogno sia per la madre sia per il figlio; a entrambi occorre il riferimento a una legge, cio\u00e8 a una parola normativa che introduca distanza e differenza l\u00e0 dove la madre \u00e8 fonte di vicinanza e dolcezza. I confini sono mobili, perch\u00e9 ciascuno dei genitori pu\u00f2 riunire in s\u00e9 qualit\u00e0 materne e paterne, ma l&#8217;elemento essenziale \u00e8 il contrasto, la differenziazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, c&#8217;\u00e8 da dire che se da una parte \u00e8 vero che non esiste una correlazione diretta tra la doppia presenza eterosessuale dei genitori e la loro attitudine educativa, dall&#8217;altra bisogna ammettere che ci\u00f2 che \u00e8 in gioco \u00e8 molto pi\u00f9 di alcune attitudini soggettive: si tratta di riconoscere il carattere imprescindibile di strutture relazionali costitutive della differenza sessuale, strutture relazionali determinate dall&#8217;eterosessuazione (10) (il sessuato rimanda al maschile e al femminile) e dall&#8217;eterosessualit\u00e0 (11) dei genitori (il sessuale rimanda a un comportamento, la sessualit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli studi clinici, con riferimento all&#8217;eterosessuazione, rilevano in modo chiaro e inequivocabile i danni subiti dalla bambina psicotica, danni imputabili al fatto di trovarsi nell&#8217;impossibilit\u00e0 di immaginare s\u00e9 stessa come scaturita dal corpo del padre, viven\u00addosi dunque come concepita dal nulla (12). Secondo Dumas occorre rendersi conto di ci\u00f2 che pu\u00f2 significare da parte della madre il silenzio sul ruolo del padre nel concepimento. \u00abQuesto silenzio pu\u00f2 essere interpretato come la forma pi\u00f9 quotidiana dell&#8217;incesto\u00bb, cio\u00e8 come un modo di salvaguardare la diade madre-bambino: \u00abL&#8217;esclusione radicale di ogni rappresentazione sessuale\u00bb (13). E solo quando il bambino sperimenta s\u00e9 stesso come il frutto dell&#8217;unione fra due corpi, si percepir\u00e0 giocoforza come qualcosa di diverso, unico, nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Necessit\u00e0 di padre &amp; madre<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare logico pensare che per lo sviluppo psicoemotivo del figlio \u00e8 necessaria la compresenza dell&#8217;uomo e della donna come figure di padre e di madre, con i relativi tratti di mascolinit\u00e0 (14) e femminilit\u00e0 che si offrono come modelli emblematici allo sguardo del bambino (e alla sua affettivit\u00e0 in formazione). Quest&#8217;ultimo s&#8217;identificher\u00e0 con i genitori attraverso l&#8217;affetto che da essi riceve e il modo in cui egli manifester\u00e0 loro le sue emozioni (15). Cos\u00ec come \u00e8 importante che il bambino si consideri derivante dal corpo di un uomo \u00e8 altrettanto importante che egli, sia di sesso maschile sia femminile, trovi un \u00abancoraggio nel maschile\u00bb, in modo particolare durante i suoi primi anni di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, se una delle principali mediazioni che permettono al ragazzo di sentirsi uomo \u00e8 la prossimit\u00e0, l&#8217;affinit\u00e0, la somiglianza con il corpo del padre (16) &#8211; \u00abIl fondamento di un&#8217;identit\u00e0, per un individuo, comincia nel corpo che \u00e8 simile al suo\u00bb -, la stessa importanza riveste la presenza di un&#8217;identit\u00e0 maschile per la bambina, la quale, come l&#8217;osservazione attesta, non si comporta allo stesso modo davanti al padre e alla madre (la bambina, dall&#8217;uomo che conta per sua madre si aspetta di essere riconosciuta nella sua femminilit\u00e0).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 dalla prossimit\u00e0 con il <em>familiare diverso<\/em> che il bambino e la bambina acquisteranno maggiore sicurezza nella propria identit\u00e0 sessuale e la predisposizione all&#8217;eterosessualit\u00e0, dal momento che osservando impareranno le differenze nel comportamento affettivo che singolarizzano il padre e la madre, e il modo in cui si trattano un uomo e una donna quando si amano. Senza vivere questi rapporti, l&#8217;educazione sentimentale sarebbe incompleta, a prescindere dai casi in cui i genitori vedovi cerchino di sostituire in maniera naturale la presenza della figura scomparsa (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un&#8217;espressione del filosofo Lacroix si pu\u00f2 affermare che per una donna aspettare un bambino da sola o insieme al futuro padre non \u00e8 la stessa cosa (18), e altrettanto si pu\u00f2 dire nel caso delle coppie omosessuali dove, oltre a essere negata l&#8217;eterosessuazione dei genitori, non \u00e8 indifferente che il padre\/madre &#8211; il procreatore\/procreatrice siano o no rivolti verso il femminile e viceversa (verso la per\u00adsona della madre o del padre in particolare), perch\u00e9 il bambino non si riferisce a monadi, a individui dissociati, ma a esseri umani in relazione (19) (oltre al fatto che la situazione sarebbe aggravata dall&#8217;effetto pregiudizievole che ha sui bambini l&#8217;instabilit\u00e0 delle loro relazioni affettive [20]).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo sviluppo emotivo e psico-affettivo \u00e8 aperto al mondo circostante, al mondo delle relazioni interpersonali; non \u00e8 una conseguenza cieca di una determinata configurazione biologica. Questo significa che i modelli di riferimento sociale ai quali \u00e8 esposto il bambino o la bambina durante lo sviluppo psico-emotivo determinano, o comunque condizionano, in tutti i casi lo sviluppo emotivo della persona\u00bb (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il padre reale, per il bambino, \u00e8 l&#8217;uomo di una donna. Dunque, non si tratta solo e anzitutto della relazione verticale di un uomo con un bambino. Il bambino ha un padre reale nella misura in cui quell&#8217;uomo \u00e8 quello che ha fatto di una donna che io chiamo mamma, la causa del suo desiderio e l&#8217;oggetto della sua relazione sessuale. La sola garanzia reale della funzione patema \u00e8 un uomo rivolto verso una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tal senso, la relazionalit\u00e0 umana nella diversit\u00e0 sessuale non solo garantisce sul piano biologico-naturalistico le condizioni dell&#8217;obiettiva apertura alla procreazione nella complementarit\u00e0 fisiologico-sessuale (dimensione mancante strutturalmente nel legame omosessuale, la quale, seppur durevole, \u00e8 strutturalmente sterile, motivo per cui non pu\u00f2 essere considerata equivalente all&#8217;unione eterosessuale), ma \u00e8 la condizione di possibilit\u00e0 dell&#8217;identit\u00e0 umana nella complementarit\u00e0 e la condizione di possibilit\u00e0 naturale della socialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista giuridico ci\u00f2 \u00e8 denso di conseguenze: la famiglia fondata sull&#8217;unione tra un uomo e una donna costituisce il nucleo naturale della societ\u00e0, che attiva sul piano pubblico l&#8217;attenzione del diritto, nel senso della difesa, della tutela e della promozione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che tecnicamente sia oggi possibile anche per coppie omosessuali avere figli non pu\u00f2 essere usato come un argomento a favore del riconoscimento giuridico dell&#8217;unione omosessuale: sarebbe un modo di usare la tecnologia asservendola ai desideri soggettivi, i quali per\u00f2 entrerebbero in conflitto in modo insanabile con l&#8217;interesse del nascituro, che verrebbe al mondo in una situazione famigliare con due madri o due padri (con una parentalit\u00e0 non pi\u00f9 distinta in paternit\u00e0 incarnata nel corpo maschile e maternit\u00e0 incarnata nel corpo femminile), strutturalmente orfano o di madre o di padre, a causa di un progetto a priori, non a causa di una fatalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pericolo \u00e8 che si neghi al nascituro la possibilit\u00e0 d&#8217;identificazione antropologica e sessuale con doppio referente eterosessuale, come le pi\u00f9 recenti e accreditate teorie della psicologia evolutiva e della psicoanalisi dimostrano. C&#8217;\u00e8 chi ritiene che esistano altre forme di socializzazione (o etero-socializzazione) che consentano un&#8217;identificazione anche senza madre o padre: ma lo stesso fatto che si ammetta che per la propria identificazione il bambino possa ricorrere a figure extrafamiliari di sesso opposto ai genitori \u00e8 una prova quanto meno d&#8217;incompletezza dell&#8217;identificazione intrafamigliare omosessuale; inoltre si tratta di un argomento che pu\u00f2 avere una valenza statistico-fattuale, ma dal quale non si possono indurre n\u00e9 considerazioni assiologiche n\u00e9 indicazioni giuridiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermare che la relazionalit\u00e0 eterosessuale sia rilevante sul piano normativo e dunque debba avere una priorit\u00e0 e un riconoscimento pubblico rispetto ad altre forme relazionali non significa discriminare le altre forme di relazione; significa semmai ri\u00adconoscerne la <em>vale<\/em><em>nza sul piano privato pre-giuri<\/em><em>dico<\/em> ed extra-giuridico, seppure eticamente discutibile, ma non sul piano pubblico (giuridico-politico). Infatti, il ruolo del diritto nella societ\u00e0 \u00e8 quello di tutelare il carattere simmetrico dei rapporti, che verrebbe leso nella misura in cui non si ponesse l&#8217;attenzione sui bisogni del bambino, come prioritari rispetto ad altre rivendicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinanzi al dibattito sulle <em>gender teories <\/em>emerge l&#8217;urgenza di acquisire una consapevolezza critica ragionata l\u00ec dove la discussione giuridica che deriva da tali teorie mette in gioco il senso dell&#8217;uomo, della societ\u00e0 e del diritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si profila una duplice alternativa che non trova soluzioni intermedie: o \u00abil diritto come asservitore estrinseco e formale della volont\u00e0 pulsionale individuale o il diritto come tutela oggettiva, sostanziale e intrinseca della relazione interpersonale tra uomo e donna\u00bb (22) aperta all&#8217;ordine delle generazioni. \u00abTale alternativa rispecchia il modo diverso di intendere il rapporto interpersonale: o il rapporto inteso quale espressione delle soggettivit\u00e0 che s&#8217;incontrano per la soddisfazione, anche temporanea, di interessi nella privatezza individuale oppure inteso come <em>le<\/em><em>game strutturalmente relazionale, <\/em>duraturo nell&#8217;impegno a tutela e promozione delle soggettivit\u00e0\u00bb (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il diritto positivo sta scegliendo la prima strada, che potrebbe portare ad accogliere, sulle medesime basi teoriche, altri \u00abnuovi modelli di famiglia\u00bb in quanto esigenze sociali, dimenticando che l&#8217;impegno del giurista, lungi dal limitarsi a registrare la prassi sociale, dovrebbe essere quello di cercare una paziente e continua traduzione positiva, normativa e istituzionale delle <em>esigenze struttur<\/em><em>ali coesi<\/em><em>stenziali <\/em>radicate nell\u2019 <em>humanum. <\/em>Il diritto \u00e8 chiamato a difendere alcuni valori costitutivi, <em>intrinseci alla giuridicit\u00e0, <\/em>senza i quali il senso stesso del diritto nella societ\u00e0 viene meno: il valore della dignit\u00e0 umana (ritenendo che ogni essere umano ha uguali diritti [24]) e della convivenza sociale, quali condizioni di possibilit\u00e0 dell&#8217;esistenza e della coesistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale orizzonte di pensiero, il diritto non \u00e8 chiamato a legalizzare desideri, istanze, affetti, ma \u00e8 chiamato a difendere istituzionalmente le strutture fondanti obiettive dell&#8217;essere umano, dunque la famiglia eterosessuale fondata sul matrimonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ossessiva pretesa di rifiutare qualsiasi limite, qualsiasi cosa sia altro da s\u00e9, il rifiuto dell&#8217;alterit\u00e0 del corpo, del genere e del generare, \u00abnasconde una forma sottile di nichilismo. \u00c8 un nichilismo psicoanalitico, la dissoluzione narcisistica di tutto ci\u00f2 che non sia riconducibile all&#8217;io, che tende a divenire nichilismo giuridico, quando i diritti dell&#8217;uomo sembrano costruiti in funzione di questo potenziamento illimitato della volont\u00e0\u00bb (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;erosione della famiglia come un aspetto di un pi\u00f9 ampio fenomeno di erosione nichilistica della stessa identit\u00e0 soggettiva sembra \u00abprogressivamente passare dal rifiuto dei vincoli del corpo, e con essi dei vincoli di genere, al rifiuto del vincolo in quanto tale\u00bb (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">____________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> Z. Bauman, <em>Modernit\u00e0 liquida<\/em>, Laterza, Bari-Roma 2001<sup>6<\/sup>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2)<\/strong> Sulla base di queste premesse, l&#8217;omosessualit\u00e0 viene sempre pi\u00f9 spesso presentata come una variante della sessualit\u00e0 umana rispetto all&#8217;orientamento eterosessuale fino alla soppressione graduale della voce \u00abomosessualit\u00e0\u00bb dai manuali psichiatrici. In particolare, il cambiamento radicale nell&#8217;approccio psicoanalitico all&#8217;omosessualit\u00e0 ha avuto come protagonista I&#8217;Apa, l&#8217;Associazione Psichiatrica Americana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3)<\/strong> Cfr S. Firestone, <em>La dialettica dei sessi. Autoritarismo maschile e societ\u00e0 tardo-capitalistica <\/em><em>(1970)<\/em>, Guaraldi, Firenze 1971.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4)<\/strong> In questa linea, il Comitato latinoamericano e dei Carabi per la difesa dei diritti delle Donne (la Clasdem) ha fatto circolare una Proposta per la Dichiarazione universale dei diritti dell&#8217;uomo secondo una prospettiva di genere chiedendo una modifica del testo della precedente dichiarazione: \u00abTutti hanno diritto a un&#8217;educazione sessuale libera e responsabile che garantisca il diritto alla sessualit\u00e0. Tutti hanno diritto al proprio orientamento sessuale che include la decisione di prendere o non prendere dei partner affettivi e\/o sessuali che siano dello stesso sesso oppure no. Tutte le donne e gli uomini dovrebbero aver garantito il diritto al pieno potere sulle loro autonome decisioni in relazione alle funzioni riproduttive\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5)<\/strong> Charlotte J. Patterson, <em>Children of Lesbian and Gay Parents<\/em>, \u00abChild development\u00bb, 1992, 63, pp. 1025-1042.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6)<\/strong> Per il confronto di tali rilievi consiglio di fare riferimento ad alcuni testi particolarmente significativi di Xavier Lacroix il quale ha studiato e consultato larga parte degli studi menzionati. In particolar modo cfr X. Lacroix, <em>Homoparentalit\u00e9, les de\u00adrives<\/em><em> d&#8217;une argomentation,<\/em> in \u00ab\u00c9tudes\u00bb 3993 (2003); versione integrale: <em>Le terme<\/em><em> homoparentalit\u00e9<\/em><em> a-t-il un sens?,<\/em> in \u00abRevue d&#8217;\u00e9thique et de th\u00e9ologie morale\u00bb 225 (2003)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7)<\/strong> Cfr C. Ris\u00e9, <em>Il padre, l&#8217;assente inaccettabile<\/em>, San Paolo, Milano 2004, p. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8)<\/strong> Cfr R. Bly, <em>La societ\u00e0 degli eterni adolescenti<\/em>, Red, Como 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9)<\/strong> Cfr C. Ris\u00e9, <em>op. cit<\/em>., pp. 61-65; cap. V, <em>Patologia della societ\u00e0 senza padre<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>10)<\/strong> X. Lacroix, <em>In principio la differenza. Omosessualit\u00e0, matrimonio, adozione<\/em>, Vita e Pensiero, Milano 2006, p. 73, cit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>11)<\/strong> Cfr ivi, p. 75.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12)<\/strong> Didier Dumas, <em>Sans p\u00e9re et sans parole<\/em>, Hachette, Paris 1999, p. 67.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>13)<\/strong> Ivi, p. 196.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>14)<\/strong> Per l&#8217;importanza del ruolo del padre come \u00abtrasmettitore di mascolinit\u00e0\u00bb cfr gli studi dello psicoterapeuta C. Ris\u00e9, <em>Il padre, l&#8217;assente inaccettabile<\/em>, San Paolo, Milano 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>15)<\/strong> \u00abI rapporti tra il padre e la madre costituiscono il primo scenario dell&#8217;educazione sentimentale\u00bb, intervista riportata da A. Polaino, in <em><a href=\"http:\/\/www.fides.org\/ita\/approfondire\/2005\/leggi2%20Jamiglia06.html\" target=\"_blank\">www.fides.org\/ita\/approfondire\/2005\/leggi2 Jamiglia06.html<\/a><\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>16)<\/strong> G Comeau, <em>P\u00e9re manquant, f\u00ecls<\/em><em> manqu\u00e9,<\/em> Ed. de l&#8217;Homme, Montr\u00e9al 1989, p. 71. Cfr anche p. 27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>17)<\/strong> \u00ab\u00c8 facile che l&#8217;attrazione sessuale si assembli con caratteristiche analoghe a quelle che sono proprie della sua peculiare differenziazione affettiva sessuale, evitando cos\u00ec l&#8217;insorgere di problemi riguardo alla propria identit\u00e0 sessuale e personale\u00bb. Intervista riportata da A. Polaino in <em><a href=\"http:\/\/www.fidesorg\/ita\/approfondire\/2005\/leggi2_famiglia06.html\" target=\"_blank\">www.fidesorg\/ita\/approfondire\/2005\/leggi2_famiglia06.html<\/a><\/em> , cit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>18)<\/strong> X. Lacroix, <em>Passatori di vita,<\/em> ivi, pp. 91 ss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>19)<\/strong> Cfr<em> ivi<\/em>, p. 114.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>20)<\/strong> Per l&#8217;instabilit\u00e0 delle relazioni omosessuali cfr Gerard J. M. van den Aardweg, <em>Omosessualit\u00e0 &amp; speranza<\/em>, Edizioni Ares, Milano 1995. Per quanto riguarda l&#8217;osservazione del comportamento dei genitori omosessuali e dello sviluppo della vita emotiva e della personalit\u00e0 dei loro figli, cfr ld., <em>Vivere da figlia con un padre omosessuale,<\/em> in \u00abStudi cattolici\u00bb 566, aprile 2008, pp. 269- 272; D. Stefanowicz, <em>Fuori dal buio. La mia vita con un padre gay<\/em> (Edizioni Ares, Milano 2012).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>21)<\/strong> A. Polaino (professore di psicopatologia presso l&#8217;Universit\u00e0 Complutense, Spagna) in occasione di un discorso presentato al Senato il 20 giugno 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>22)<\/strong> L. Palazzani, <em>Studi in onore di Giovanni Giacobbe<\/em>, a cura di G. Dalla Torre, Giuffr\u00e8, Milano, p. 693.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>23)<\/strong> Ibidem.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>24)<\/strong> Cfr Documento Congregazione per la Dottrina della Fede (3 giugno 2003), <em>Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persona omosessuali<\/em>: \u00abNon \u00e8 vera l&#8217;argomentazione secondo la quale il riconoscimento legale delle unioni omosessuali sarebbe necessario per evitare che i conviventi omosessuali perdano, per il semplice fatto della loro convivenza, l&#8217;effettivo riconoscimento dei diritti comuni che essi hanno in quanto persone e in quanto cittadini. In realt\u00e0, essi possono sempre ricorrere &#8211; come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata &#8211; al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse. Costituisce invece una grave ingiustizia sacrificare il bene comune e il retto diritto di famiglia allo scopo di ottenere dei beni che possono e debbono essere garantiti per vie non nocive per la generalit\u00e0 del corpo sociale\u00bb. Infatti, i rapporti tra i conviventi omosessuali possono e devono trovare la propria regolazione nell&#8217;\u00e0mbito delle possibilit\u00e0 concesse dal diritto privato. Tutti quei diritti generalmente invocati dai partner di una unione di fatto possono essere attivati tramite il diritto volontario e senza alcuna necessit\u00e0 di introdurre per via legislativa nuovi istituti. Cfr G. Amato, <em>Unioni gay: hanno gi\u00e0 tutti i diritti<\/em>, in <em><a href=\"http:\/\/www.lanuovabq.it\/it\/articoli-unioni-gay-hanno-gi-tutti-i-diritti-6370.htm\" target=\"_blank\">www.lanuovabq.it\/it\/articoli-unioni-gay-hanno-gi-tutti-i-diritti-6370.htm<\/a><\/em> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>25)<\/strong> S. Amato, <em>op. cit<\/em>., pp. 153-4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>26)<\/strong> Ivi, p. 154, cit.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi Cattolici n.645 Novembre 2014 La frammentazione del gender Crisi di genere, crisi della famiglia, crisi di identit\u00e0. Con l&#8217;imporsi della cultura relativista che estremizza l&#8217;individualismo nell&#8217;affermazione totale dell&#8217;io, si sono gravemente compromesse le trame del tessuto sociale, a partire dal nucleo centrale della famiglia. 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