{"id":1752,"date":"2005-12-16T00:00:00","date_gmt":"2005-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-29T10:34:29","modified_gmt":"2016-03-29T08:34:29","slug":"il-fallimento-dellonu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-fallimento-dellonu\/","title":{"rendered":"Il fallimento dell\u2019ONU"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-32268\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/assemblea_Onu.jpg\" alt=\"assemblea_Onu\" width=\"250\" height=\"174\" \/>\u00a0<\/strong><strong>Cristianit\u00e0 <\/strong>n.330-331 luglio-ottobre 2005<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La nascita delle Nazioni Unite, le cause della\u00a0loro inerzia in occasione delle crisi internazionali e come esse conducono la loro azione &#8220;umanitaria&#8221;, anche attraverso le proprie agenzie, in sostanziale disprezzo dei diritti umani da loro stesse solennemente sanciti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Agostino Carloni<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Nascita e scopi dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2005 cadono due importanti anniversari: il sessantesimo della costituzione dell\u2019ONU, l\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, e il cinquantesimo dell\u2019ingresso nella stessa dell\u2019Italia. Si tratta di ricorrenze che offrono l\u2019opportunit\u00e0 per una riflessione sull\u2019operato dell\u2019ONU e delle sue agenzie specializzate. Il bilancio che si pu\u00f2 tracciare sulla base dei fatti noti e accertati non lascia dubbi: le Nazioni Unite hanno fallito la propria missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ONU nasce sulle ceneri della Societ\u00e0 delle Nazioni, costituita nel 1919 &#8211; e sciolta formalmente nel 1946 &#8211; all\u2019indomani della Prima Guerra Mondiale (1914-1918) con lo scopo di conservare la pace internazionale dopo l\u2019inutile carneficina fratricida (1). Lo storico francese naturalizzato statunitense Ren\u00e9 Abrecht-Carri\u00e9 (1904-?) ricorda, nella sua <em>Storia diplomatica d\u2019Europa. 1815-1968<\/em>, che la <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>Societ\u00e0 poteva intraprendere qualsiasi azione ritenesse consigliabile (art.11), ma per cos\u00ec dire, non aveva denti\u00bb <\/em>(2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esiti della debolezza strutturale della SdN sono noti, alla Prima segu\u00ec la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), entrambe definibili come guerre civili europee <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>che hanno tentato e sono ampiamente riuscite, a interessare <\/em>grosso modo <em>il mondo tutto, sia come spazio che &#8211; ecco un secondo significato di &#8220;mondiale&#8221; &#8211; come partecipazione umana\u00bb <\/em>(3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Conferenza di San Francisco &#8211; preparata dalla <em>Carta Atlantica<\/em>, concordata dal presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) e dal primo ministro britannico Winston Churchill (1874- 1965) nell\u2019agosto del 1941, dalla <em>Declaration by the United Nations <\/em>firmata dal fronte anti-Asse nel 1942 e dalla Conferenza di Dumbarton Oaks, a Washington, nell\u2019autunno del 1944 &#8211; inizia i propri lavori il 25 aprile del 1945 per concluderli il 26 giugno quando viene definita la nuova <em>Carta delle Nazioni Unite<\/em>. Questa entra formalmente in vigore quattro mesi dopo, il 24 ottobre, ancor oggi giorno dedicato alle Nazioni Unite (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Regno d\u2019Italia, potenza sconfitta, e quindi sotto osservazione, entra a farne parte come membro di pieno diritto solo dieci anni dopo, quando \u00e8 Repubblica Italiana. Si tratta di un\u2019attesa che contribuisce alla nascita nel paese del mito dell\u2019ONU (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo 1 della <em>Carta delle Nazioni Unite <\/em>fissa fini e principi dell\u2019ONU. Essi <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>possono essere cos\u00ec riassunti:<\/em><\/p>\n<p>&#8211; rispetto dei diritti dell\u2019uomo, della dignit\u00e0 della persona umana, e dei principi di eguaglianza e di non discriminazione;<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div>&#8211; diritto dei popoli all\u2019autodeterminazione;<\/div>\n<div>&#8211; sovrana eguaglianza e indipendenza delle nazioni;<\/div>\n<div align=\"justify\">&#8211; promozione della cooperazione internazionale basata sul concetto dell\u2019interdipendenza;<br \/>\n&#8211; impegno ad adempiere in buona fede gli obblighi assunti in conformit\u00e0 alla Carta di San Francisco e a prestare la necessaria assistenza alle Nazioni Unite;<br \/>\n&#8211; divieto di interferenza negli affari interni di uno Stato;<br \/>\n&#8211; obbligo di soluzione delle controversie con mezzi pacifici;<br \/>\n&#8211; divieto di ricorrere alla forza, o di minacciarne il ricorso, nelle relazioni internazionali, sia contro l\u2019integrit\u00e0 territoriale o l\u2019indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite\u00bb (6).<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>2. Inerzia politica dell\u2019ONU nelle principali crisi mondiali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elencazione di tali finalit\u00e0 appare talmente generica da far esprimere cos\u00ec l\u2019internazionalista Benedetto Conforti: <em>\u00abUna analisi dettagliata dei fini dell\u2019Onu non potrebbe che essere sterile, data la loro indeterminatezza. <\/em>[&#8230;] <em>\u00c8 pi\u00f9 facile individuare le materie di cui l\u2019Organizzazione non pu\u00f2 occuparsi che quelle oggetto delle sue competenze\u00bb <\/em>(7). E appunto <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>rilievo fondamentale a tal riguardo assume la norma dell\u2019art. 2, par. 7 della carta, in base alla quale le Nazioni Unite non devono intervenire in questioni &#8220;che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno Stato&#8221;\u00bb <\/em>(8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, il fallimento dell\u2019ONU sta nella sua stessa struttura che vede l\u2019Assemblea Generale rispettare il principio, utopico, dell\u2019eguaglianza giuridica e politica degli Stati membri, che fa s\u00ec che il voto degli Stati Uniti d\u2019America conti quanto quello di qualsiasi altro Stato, a prescindere dalla dimensione territoriale e dal peso politico, economico o demografico: <em>\u00abDei due organi di governo, invece, il Consiglio di Sicurezza si fonda sul principio orwelliano che le cinque potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale <\/em>[Stati Uniti d\u2019America, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Francese, URSS e Repubblica Popolare Cinese] <em>&#8211; le sole chiamate a decidere con effetti operativi &#8211; sono &#8220;pi\u00f9 eguali&#8221; delle altre\u00bb <\/em>(9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un limite non da poco: la necessit\u00e0 di deliberare all\u2019unanimit\u00e0, <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>e siccome sono sempre state radicalmente divise su natura e fini di uomo, societ\u00e0 e storia <\/em>[&#8230;] <em>l\u2019unanimit\u00e0 non l\u2019hanno mai raggiunta\u00bb <\/em>(10) sino al crollo dell\u2019Unione Sovietica. Lo stesso problema si presenta a proposito del secondo organo esecutivo delle Nazioni Unite, il Segretario Generale, che, eletto dall\u2019Assemblea Generale, non pu\u00f2 imporsi ai cinque grandi. <em>\u00abIl risultato \u00e8 dunque quella paralisi che dura dal 27 giugno 1945\u00bb <\/em>(11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>l\u2019Onu nacque gi\u00e0 bell\u2019e morta\u00bb <\/em>(12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giornalista Christian Rocca analizza <em>Il fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un\u2019alleanza tra le democrazie <\/em>(13) attraverso i fatti che ne hanno caratterizzato la storia, a partire dal congelamento causato dalla Guerra Fredda (1945-1989) che le ha fatto <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>perdere ogni funzione vitale\u00bb <\/em>(14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abL\u2019elenco dell\u2019irrilevanza e dei disastri dell\u2019Onu \u00e8 &#8211; secondo Rocca- lungo, quasi infinito\u00bb (15). Inizia nel 1948, quando l\u2019ONU non difende la propria risoluzione sullo Stato di Israele e su Gerusalemme, arrivando nel 1970 a riconoscere de facto il terrorismo con la risoluzione n. 2708 del 1970 che autorizza, in materia di autodeterminazione dei popoli, a combattere con \u00abogni mezzo necessario a disposizione\u00bb (16). Si tratta di un input fatto proprio dalle organizzazioni terroristiche palestinesi con gli attentati che insanguinano quelle terre da pi\u00f9 di trent\u2019anni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la Repubblica Democratica Popolare di Corea o Corea del Nord invade nel 1950 la Repubblica di Corea o Corea del Sud l\u2019unico contributo dell\u2019ONU \u00e8 quello di porre una bandierina sui mezzi USA intervenuti a difesa della libert\u00e0.<em> \u00abL\u2019Onu non ha mosso un dito quando l\u2019Unione Sovietica si \u00e8 presa prima l\u2019Ungheria, poi la Cecoslovacchia e infine l\u2019Afghanistan. Nel 1956, subito dopo il silenziamento dell\u2019ultima richiesta d\u2019aiuto via radio da Budapest, l\u2019Onu se la cav\u00f2 con un documento che invitava il Segretario Generale a &#8220;indagare sulla situazione in Ungheria causata da un intervento straniero&#8221;\u00bb (17).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione non muta con il passare dei decenni. Quando il Consiglio di Sicurezza delibera a favore di un intervento nel 1991 in Kuwait e nel 1994 a Haiti si limita ad autorizzare gli Stati Uniti d\u2019America a muovere le proprie forze. A fare cio\u00e8 il lavoro di mobilitazione che spetterebbe all\u2019ONU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rocca ricorda anche che, se l\u2019Occidente vive cinquant\u2019anni di relativa tranquillit\u00e0, seppure in stato di guerra fredda, lo si deve alla NATO &#8211; la North Atlantic Treaty Organisation, l\u2019Organizzazione del Patto dell\u2019Atlantico Settentrionale &#8211; e agli Stati Uniti d\u2019America. Nei casi di crisi internazionale, nei quali l\u2019una e gli altri non sono intervenuti, il sangue scorre sotto gli occhi delle Nazioni Unite. Cos\u00ec avviene in Bosnia nel luglio del 1995, quando gli ufficiali ONU invitano i bosniaci a raggrupparsi in alcune citt\u00e0, fra cui Srebenica, per difenderli meglio. Il risultato \u00e8 il massacro, proprio a Srebenica, di settemila bosniaci a opera delle milizie serbe guidate dal generale Ratko Mladic.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comportamento dei caschi blu olandesi sotto comando francese durante il conflitto \u00e8 splendidamente descritto nel <em>film No man\u2019s land<\/em>, girato dal regista bosniaco Danis Tanovic (18) e premiato con l\u2019Oscar nel 2002 come miglior <em>film <\/em>straniero. Ai soldati della forza di pace dell\u2019UNPROFOR, la United Nations Protection Force, che si muovono contro le direttive dei propri superiori per salvare tre militi &#8211; due bosniaci e un serbo &#8211; bloccati in una trincea non controllata da nessuna delle due forze &#8211; appunto una <em>no man\u2019s land<\/em>, una \u00abterra di nessuno\u00bb -, una <em>reporter <\/em>statunitense accorsa sul posto chiede perch\u00e9 lo abbiano fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta del casco blu \u00e8: <em>\u00abPerch\u00e9 sono stufo di non fare niente\u00bb<\/em>. E poi, alla provocazione della giornalista che dichiara <em>\u00abCredevo foste neutrali\u00bb<\/em>, il sottufficiale risponde: <em>\u00ab\u00c8 in corso un massacro e non fare nulla per fermarlo \u00e8 gi\u00e0 una scelta\u00bb<\/em>. Il <em>film <\/em>si chiude con l\u2019intervento dei superiori del casco blu che ordinano l\u2019allontanamento immediato della stampa e l\u2019abbandono al proprio destino di morte dell\u2019unico superstite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa colpevole scelta di non intervento da parte dei burocrati dell\u2019ONU si registra in Ruanda nel 1994, quando il generale canadese Romeo Dallaire, comandante del contingente dell\u2019ONU nel paese, informa via <em>fax <\/em>l\u2019allora responsabile delle operazioni di <em>peacekeeping <\/em>-oggi segretario generale delle Nazioni Unite -, il ghanese Kofi Annan, del rischio di massacro dei tutsi per mano degli hutu. Dallaire avverte che gli hutu potrebbero uccidere mille persone in venti minuti. Kofi Annan in risposta al <em>fax<\/em>, passato alla storia come il <em>fax <\/em>del genocidio, impone a Dallaire di non intervenire per <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>non andare oltre il mandato dell\u2019Onu\u00bb <\/em>(19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una decisione di coerenza formale al mandato costata la vita a ottocentomila persone in venti giorni (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per avere un\u2019immagine istantanea dell\u2019inettitudine delle Nazioni Unite a garantire la pace e la sicurezza nel mondo pu\u00f2 essere utile soffermarsi sulla cartina che apre il piccolo volume dell\u2019Istituto Geografico De Agostini sulla situazione dei conflitti e delle aree di crisi nel mondo (21). Il planisfero \u00e8 per una buona met\u00e0 interessato da conflitti noti e meno noti, ivi compreso naturalmente quello scatenato dal terrorismo islamico, che si configura come una vera e propria quarta guerra mondiale (22).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rocca ricorda anche l\u2019esclusione nel 2002 degli Stati Uniti d\u2019America dalla Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, grazie a un\u2019alleanza fra regimi dispotici e Stati europei contrari alla politica del presidente degli Stati Uniti d\u2019America George Walker Bush. La Commissione conta oggi 53 membri fra i quali la Repubblica del Sudan, entrata a farne parte nel 2004, il Regno dell\u2019Arabia Saudita, la Repubblica di Cuba e la Repubblica dello Zimbabwe che decidono <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>quali violazioni dei diritti condannare\u00bb <\/em>(23). Sulla capacit\u00e0 di giudizio della Commissione basti qui ricordare che n\u00e9 la Repubblica Popolare Cinese, n\u00e9 il Regno dell\u2019Arabia Saudita sono mai stati criticati od oggetto di sanzioni per aver violato i diritti umani (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, per avere un\u2019idea di quanto succede in questi due Stati, cos\u00ec come nella Repubblica del Sudan e nella Repubblica dello Zimbabwe, sotto il solo profilo del rispetto del diritto di praticare la propria fede senza persecuzioni, \u00e8 sufficiente scorrere, anche distratta mente, il <em>Rapporto sulla libert\u00e0 religiosa<\/em>, curato dall\u2019Aiuto alla Chiesa che Soffre (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Ruolo sovversivo dell\u2019attivit\u00e0 \u00abumanitaria\u00bb dell\u2019ONU e delle sue agenzie<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera di Rocca &#8211; che \u00e8 ricca pure di dettagli sugli scandali collegati all\u2019operazione <em>Oil for food <\/em>nella Repubblica dell\u2019Iraq e alle violenze sessuali operate dai caschi blu impegnati in operazioni di <em>peacekeeping <\/em>&#8211; presenta un limite quando l\u2019analisi passa dall\u2019azione delle Nazioni Unite in campo politico a quella delle sue agenzie specializzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In esordio, infatti, Rocca sostiene che <em>\u00able Nazioni Unite andrebbero salutate, poi chiuse e infine sostituite con qualcosa di diverso, magari con un\u2019alleanza delle democrazie <\/em>[&#8230;]. <em>Non va cestinato tutto, ovviamente. Ci sono agenzie, fondi e programmi umanitari che funzionano. Non tutti e non sempre, ma vanno rafforzati, sostenuti, finanziati e soprattutto meglio gestiti\u00bb <\/em>(26). Il concetto \u00e8 poi meglio ripreso e approfondito nel capitolo <em>Le agenzie che funzionano e quelle che no <\/em>(27), nel quale si legge che <em>\u00abci sono l\u2019Alto Commissariato per i rifugiati, il World Food Program (programma mondiale per l\u2019alimentazione) e l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 (Oms) e altri enti che forniscono aiuti e assistenza contro la povert\u00e0, l\u2019Aids, la Sars, la polio ecc\u00bb <\/em>(28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tesi che \u00e8 propria di Joshua Muravchik &#8211; esperto di politica internazionale e figura emblematica del neoconservatorismo statunitense -, il quale la espone nell\u2019opera <em>The Future of the United Nations: Understanding the Past to Chart a Way Forward <\/em>(29). La proposta di Muravchik \u00e8 semplice: chiudere Consiglio di Sicurezza e Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ossia il \u00abramo politico\u00bb, e lasciare in vita le agenzie che svolgono un ruolo utile, anzi necessario, in campo appunto umanitario. Ora, mentre la prima parte della proposta trova conferme nei fatti esposti e noti, la seconda lascia perplessi. Anzi un\u2019analisi attenta dell\u2019attivit\u00e0 svolta dalle agenzie specializzate delle Nazioni Unite spingerebbe a chiederne l\u2019immediata e contemporanea chiusura insieme agli organismi politici (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo perch\u00e9 non solo assorbono gran parte del <em>budget <\/em>dell\u2019ONU, ma anche e, soprattutto, perch\u00e9 svolgono le loro attivit\u00e0 umanitarie con un\u2019impostazione ideologica lontana da ogni rispetto dei diritti naturali e, a ogni buon conto, lontana anche dai principi che animano la <em>Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo <\/em>delle Nazioni Unite del 1948 (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 sull\u2019impegno in favore delle aree disagiate del mondo viene proposta in due studi (32) prodotti da fonti diverse, quella chiaramente cattolica di monsignor Michel Schooyans, membro dell\u2019Accademia Pontificia delle Scienze Sociali, professore emerito dell\u2019universit\u00e0 di Lovanio, in Belgio, e autore di una ventina di opere di fama internazionale, e quella \u00abneofemminista\u00bb di Eugenia Roccella &#8211; giornalista e, negli anni 1970, <em>leader <\/em>del Movimento di Liberazione della Donna &#8211; e di Lucetta Scaraffia, docente di Storia Contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Roma La Sapienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due opere procedono, entro certi limiti, in parallelo affrontando il tema dell\u2019ONU, della sua azione di diffusione dei \u00abnuovi diritti\u00bb e dell\u2019odio che sembra muoverne i passi contro la Chiesa Cattolica. Sembra opportuno nel seguito articolare il discorso lasciandosi guidare pi\u00f9 dall\u2019opera di Roccella e Scaraffia che da quella di monsignor Schooyans sia perch\u00e9 pi\u00f9 recente &#8211; e quindi pi\u00f9 aggiornata -, sia per l\u2019impossibilit\u00e0 di considerarla pregiudizialmente favorevole alla Chiesa Cattolica e contraria all\u2019ONU. Va aggiunto anche che l\u2019opera di Roccella e Scaraffia ha scatenato nell\u2019area laicista fortissime reazioni (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scaraffia, nella parte prima dedicata a <em>I diritti dell\u2019uomo: realt\u00e0 e utopia <\/em>(34), nota che la critica femminista <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>aveva denunciato come i naturali &#8220;fruitori&#8221; dei diritti dell\u2019uomo fossero solo gli uomini, perch\u00e9 le violazioni di cui le donne erano vittime, essendo private, non erano quasi mai prese in considerazione sul piano giuridico. <\/em>[&#8230;] <em>Era necessario quindi dedicare alle donne un\u2019attenzione particolare, e questa richiesta ha cominciato a prender forma organizzata a partire dal 1975, dichiarato dall\u2019Onu anno internazionale delle donne\u00bb <\/em>(35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, la campagna antinatalista inizia nei primi anni 1950 (36) con finanziamenti e risorse notevolissime. Negli anni 1970 poi, una volta preparato adeguatamente il terreno, le tesi delle organizzazioni antinataliste &#8211; prima fra tutte l\u2019IPPF, l\u2019International Planned Parenthood Federation, Federazione Internazionale per la Pianificazione Familiare (37) &#8211; trovano ampia udienza e accoglienza presso le Nazioni Unite e le sue agenzie specializzate. Cos\u00ec il pensiero socialcomunista e femminista radicale, secondo il quale la famiglia \u00e8 il <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>luogo della riproduzione e di produzione del lavoro femminile non salariato, quindi il luogo dove ha origine l\u2019oppressione della donna\u00bb <\/em>(38) diviene <em>Leitmotiv <\/em>e linea guida dell\u2019azione internazionale delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scaraffia analizza lucidamente in questo contesto la posizione della Chiesa Cattolica, che dovrebbe in tesi essere considerata dall\u2019ONU fra i principali alleati nella tutela dei diritti dell\u2019uomo. Cos\u00ec non \u00e8 per divergenze &#8211; di fatto inconciliabili &#8211; sui temi della libert\u00e0 religiosa e dei cosiddetti diritti riproduttivi. Infatti la Santa Sede &#8211; rappresentata dalla Stato della Citt\u00e0 del Vaticano &#8211; \u00e8 da sempre \u00abStato non membro con lo <em>status <\/em>di osservatore permanente\u00bb (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale <em>status<\/em>, che non prevede il diritto di voto, consente la partecipazione a importanti convenzioni internazionali e ai lavori di numerose agenzie specializzate. Proprio in tali sedi la Santa Sede ha contrastato la concezione fortemente antinatalista e contraria ai diritti naturali dell\u2019uomo avviata dalle Nazioni Unite con l\u2019appoggio di potenti organizzazioni non governative nel settore umanitario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La reazione non si fa attendere (40) e nel corso degli ultimi decenni essa \u00e8 attaccata in maniera sempre pi\u00f9 forte sino al tentativo di estrometterla dall\u2019ONU partito nel 1999 con una campagna internazionale all\u2019insegna <em>See ch\u2019ange <\/em>&#8211; <em>slogan <\/em>che gioca sulla denominazione inglese della Santa Sede, <em>Holy See <\/em>&#8211; condotta dall\u2019Associazione Catholics for a Free Choice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un\u2019associazione, impegnata a partire dal 1973 nella battaglia abortista, che pu\u00f2 contare su un bilancio annuo <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>di due milioni di dollari, ottenuto soprattutto dalla Ford Foundation e dalla Packard Foundation, interessate alle campagne antidemografiche nell\u2019America latina\u00bb <\/em>(41). Monsignor Schooyans non esita a definirla <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>una ONG violentemente anticristiana dalle svariate ramificazioni che sfruttano in maniera ingannevole il riferimento al cattolicesimo per adescare le anime semplici o che tali vogliono apparire\u00bb <\/em>(42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La campagna per\u00f2, per quanto bene orchestrata, non ha il seguito sperato. Infatti, nel 2004 l\u2019Assemblea Generale adotta all\u2019unanimit\u00e0 una risoluzione che conferma e rafforza, riconoscendole il diritto a una pi\u00f9 attiva partecipazione ai lavori dell\u2019Assemblea, lo <em>status <\/em>di Osservatore Permanente per la Santa Sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I punti di maggiore contrasto fra Chiesa Cattolica e ONU stanno quindi nel concetto di tolleranza da una parte e nei cosiddetti diritti riproduttivi dall\u2019altra. Per quanto concerne il concetto di tolleranza monsignor Schooyans nota che <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>il laicismo si presenta come il custode della tolleranza, di una tolleranza insidiosa tuttavia <\/em>[&#8230;]<em>. In realt\u00e0 ci\u00f2 che questo atteggiamento ideologico si propone in nome di detta tolleranza \u00e8 di soffocare la voce della Chiesa con il pretesto della sua &#8220;intolleranza&#8221;, e ci\u00f2 perch\u00e9 essa annuncia un messaggio veritiero ed accetta di aprirsi alla Rivelazione di Dio nel tempo\u00bb <\/em>(43). In definitiva, la tolleranza cos\u00ec definita diviene <em>\u00ab&#8221;religione civile&#8221;, sistema di pensiero unico\u00bb <\/em>(44)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scaraffia, da parte sua, rileva come <em>\u00abpi\u00f9 volte nei documenti ufficiali \u00e8 ribadito <\/em>[&#8230;] <em>che chi considera vera la propria religione a discapito delle altre \u00e8 colpevole di fanatismo, e ricade quindi in quello che viene considerato &#8220;odio religioso&#8221; anche se il suo atteggiamento non contempla il ricorso alla discriminazione e alla violenza. La religione pi\u00f9 penalizzata a causa di questi provvedimenti \u00e8 quella cristiana, e in particolare la Chiesa cattolica, data la sua tradizione missionaria\u00bb <\/em>(45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2003, l\u2019allora responsabile della politica internazionale della Santa Sede, l\u2019arcivescovo Jean Louis Tauran, dichiara: <em>\u00ab\u00c8 un mondo <\/em>[quello dell\u2019ONU] <em>che talora fa della tolleranza la sua bandiera laica e che rifiuta a volte i valori della cultura cristiana in nome della asserita parit\u00e0 di ogni convinzione\u00bb <\/em>(46). Si tratta di una posizione che spinge l\u2019ONU a essere molto ben disposta verso tutte le organizzazioni interreligiose, in particolare verso quelle che puntano alla creazione di una nuova religione mondiale che sostituisca tutte le altre (47).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra queste sia monsignor Schooyans sia la Scaraffia citano la URI, la United Religions Iniziative, che fa parte del Comitato, istituito nel 1994, chiamato a stendere la <em>Carta della Terra<\/em>, considerata come Gaia, nuova dea di un <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>paganesimo intinto di New Age, che si preoccupa soprattutto d\u2019impedire la crescita della popolazione umana sulla terra\u00bb <\/em>(48).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roccella, nella seconda parte dell\u2019opera, intitolata <em>Non crescete, non moltiplicatevi <\/em>(49), sviluppa in particolare la genesi dei diritti riproduttivi e le conseguenze nefaste della loro diffusione nelle aree pi\u00f9 disagiate del mondo. Il passaggio pi\u00f9 significativo si ha alla Conferenza di Pechino del 1995, nella quale i cosiddetti diritti riproduttivi trovano una compiuta definizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una definizione che <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>riflette clamorosamente la filosofia pianificatrice che l\u2019ha generata. Dopo aver insistito in linea di principio sul diritto delle coppie e dei singoli a stabilire se e quando avere figli <\/em>[&#8230;] <em>l\u2019ultimo paragrafo pone le condizioni per rovesciare tutto quello che si \u00e8 affermato in precedenza\u00bb <\/em>(50). Infatti, nei documenti finali della Conferenza si legge <em>\u00abNell\u2019esercizio di questo diritto essi <\/em>[i singoli e le coppie] <em>dovranno tenere conto dei bisogni dei loro attuali e futuri figli, e delle proprie responsabilit\u00e0 nei confronti della comunit\u00e0. La promozione dell\u2019esercizio responsabile di questi diritti sar\u00e0 la base fondamentale delle politiche e dei programmi sostenuti dalle comunit\u00e0 e dai governi nell\u2019ambito della salute riproduttiva, includendo la pianificazione familiare\u00bb <\/em>(51).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, per capire come le cose funzionino e come l\u2019ONU sostenga i nuovi diritti riproduttivi, Roccella descrive il caso cinese. Nel 1979 nella Repubblica Popolare Cinese viene introdotto il divieto di avere pi\u00f9 di un figlio. Per sposarsi e per avere figli \u00e8 necessaria l\u2019autorizzazione dello Stato e quindi del partito comunista. Le donne in attesa di un secondo figlio sono costrette ad abortire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le sanzioni, poi, per chi contravviene sono pesantissime: i figli vengono sottratti ai genitori e chiusi in orfanotrofi simili a campi di concentramento e con la medesima percentuale di sopravvivenza. La coppia che ha tradito la Rivoluzione viene isolata e la loro casa distrutta. Si registrano anche casi di uccisione del neonato. Cos\u00ec, grazie al terrore, <em>\u00abla disobbedienza procreativa\u00bb <\/em>(52) viene ridotta quasi a zero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Repubblica Popolare Cinese vince la sua battaglia contro la sovrappopolazione, merita quindi l\u2019appoggio dell\u2019UNFPA, l\u2019United Nations Fund for Population Activities, oggi United Nations for Population Fund, che per anni finge di non sapere e di non riconoscere quanto le associazioni per la tutela dei diritti umani &#8211; ovviamente non onusiane &#8211; denunciano. Anzi, <em>\u00absecondo un rapporto pubblicato nel 1990 dall\u2019American Enterprise Institute, una nota dell\u2019UNFPA per l\u2019USAID (l\u2019agenzia americana per lo sviluppo, che \u00e8 la maggiore fonte di finanziamento per l\u2019UNFPA) sosteneva che la politica cinese del figlio unico si basava sull\u2019assenso volontario, e che nessuna forma di coercizione era tollerata \u00bb <\/em>(53).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019allora direttrice dell\u2019UNFPA, la pachistana Nafis Sadik, nel 1991 arriva a dichiarare che la sua organizzazione avrebbe propagato l\u2019esperienza cinese in materia di pianificazione (54).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere ancora meglio le caratteristiche dell\u2019attivit\u00e0 \u00abumanitaria\u00bb dell\u2019ONU \u00e8 senz\u2019altro opportuno affrontare la questione delle sterilizzazioni di massa, operate su donne inconsapevoli, senza i necessari <em>standard <\/em>igienico-sanitari e, soprattutto, senza spiegare adeguatamente che cosa quell\u2019intervento avrebbe significato per la loro vita futura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roccella nota che <em>\u00abla mortalit\u00e0 varia a seconda del luogo in cui l\u2019operazione viene effettuata: negli Stati Uniti muore una donna su 70.000, ma in paesi come India o Bangladesh <\/em>[&#8230;] <em>si pu\u00f2 immaginare molto pi\u00f9 alta <\/em>[&#8230;]<em>. Nonostante i rischi, per\u00f2, alle donne la cosa viene presentata come una piccola operazione di routine, semplice e veloce: la Planned Parenthood, per esempio, la definisce &#8220;Band Aid surgery&#8221;, chirurgia da cerotto, bench\u00e9 richieda un buon grado di competenza da parte del chirurgo\u00bb <\/em>(55).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, <em>\u00abil Bangladesh \u00e8 forse l\u2019esempio che meglio illustra come la convergenza delle organizzazioni internazionali sui programmi nazionali di pianificazione demografica, e l\u2019insistenza sul raggiungimento, in pochi anni, di alte percentuali di decremento abbia creato situazioni mostruose, un crescendo di accanimento antinatalista che si traduce in accanimento sul corpo delle donne pi\u00f9 indifese\u00bb <\/em>(56).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento altrettanto importante per comprendere le vere finalit\u00e0 della politica di pianificazione dell\u2019ONU \u00e8 la sua \u00abmoderata\u00bb capacit\u00e0 di tutelare la maternit\u00e0. Roccella nota come vi sia <em>\u00ab<\/em>[&#8230;] <em>una sproporzione evidente, nelle politiche internazionali sulla salute riproduttiva, tra l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019intervento per il controllo delle nascite, e quello per la tutela della maternit\u00e0. Mentre ormai in tutto il mondo il tasso di fertilit\u00e0 continua a scendere, quello di mortalit\u00e0 da parto rimane sostanzialmente invariato\u00bb <\/em>(57), fermo cio\u00e8 a circa 529.000 donne morte l\u2019anno, che potrebbero magari continuare a vivere con il loro bambino se i funzionari dell\u2019ONU non fossero variamente occupati a far abbassare il numero di nascite nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le righe conclusive dello scritto di Roccella dimostrano come certe battaglie a tutela dei pi\u00f9 elementari diritti naturali possano accomunare, se non totalmente almeno in buona parte, cattolici e \u00abatei devoti\u00bb o femministe storiche. Persone che sono state \u00abcolpite dalla realt\u00e0\u00bb e che, abbandonate le lenti deformanti delle ideologie, l\u2019hanno scrutata scoprendovi quelle verit\u00e0 che ogni uomo cerca nella propria vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roccella scrive appunto: <em>\u00abNella retorica della libera scelta sta per confluire tutto il nuovo mercato della procreazione, attraverso il quale si arriver\u00e0 alla distruzione del senso stesso della maternit\u00e0 e dell\u2019essere donna. \u00abSe questo scenario desolato non si realizzer\u00e0, sar\u00e0 in gran parte grazie alla resistenza del Vaticano, alla capacit\u00e0 di reggere alle pressioni internazionali e di mantenere il proprio radicale rifiuto di fronte a tutte le forme di manipolazione della maternit\u00e0 e dell\u2019identit\u00e0 sessuale. L\u2019immagine che si vuole diffondere, della Chiesa come &#8220;grande nemica&#8221; delle donne, andrebbe rivista, e forse andrebbe rovesciata in quella di una preziosa e fedele alleata\u00bb <\/em>(58).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse l\u2019ONU e le sue agenzie non chiuderanno a breve i propri battenti, ma \u00e8 certo che segnali nuovi di speranza per un futuro meno aperto alla cultura della morte si percepiscono, negli Stati Uniti d\u2019America, ma anche, grazie a Dio, in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Cfr. PAPA BENEDETTO XV (1914-1922), <em>Lettera enciclica \u00abAd beatissimi Apostolorum Principis\u00bb. Programma del pontificato<\/em>, dell\u20191- 11-1914, in <em>Enchiridion delle Encicliche<\/em>, ed. bilingue, vol. 4, <em>Pio X. Benedetto XV. (1903-1922)<\/em>, EDB. Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 1998, pp. 462-495, soprattutto pp. 466-467; e IDEM, <em>Lettera \u00abD\u00e8s le d\u00e9but\u00bb ai Capi dei popoli belligeranti<\/em>, dell\u20191-7-1917, <em>ibid<\/em>., pp. 970-977.<\/p>\n<div align=\"justify\">\n<div><strong>(2)<\/strong> REN\u00c9 ALBRECHT-CARRI\u00c9, <em>Storia diplomatica d\u2019Europa. 1815-1968<\/em>, trad. it., Laterza, Roma- Bari 1978, p. 423.<\/div>\n<div><strong>(3)<\/strong> GIOVANNI CANTONI, <em>Dopo l\u201911 marzo 2004: dall\u201911 settembre 2001 una guerra \u00abmondiale\u00bb nel secolo XXI?<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXXII, n. 321, gennaio-febbraio 2004, pp. 3-5 (p. 3); cfr. anche MASSIMO INTROVIGNE, <em>La nuova guerra mondiale. Scontro di civilt\u00e0 o guerra civile islamica?<\/em>, Sugarco, Milano 2005.<\/div>\n<div><strong>(4)<\/strong> Cfr. ANDREA DE GUTTRY e FABRIZIO PAGANI, <em>Le Nazioni Unite. Sviluppo e riforma del sistema di sicurezza collettiva<\/em>, il Mulino, Bologna 2005, pp. 25-28.<\/div>\n<div><strong>(5)<\/strong> Cfr. FABIO GRASSI ORSINI, <em>Il mito dell\u2019Onu Un\u2019istituzione discussa in un\u2019Italia divisa, <\/em>Liberal, Roma 2005.<\/div>\n<div><strong>(6)<\/strong> Cit. in A. DE GUTTRY e F. PAGANI, <em>op. cit.<\/em>, p. 33.<\/div>\n<div><strong>(7)<\/strong> BENEDETTO CONFORTI, <em>Le Nazioni Unite<\/em>, Cedam, Padova 1979, p. 7.<\/div>\n<div><strong>(8)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(9)<\/strong> NICOLA GUISO, <em>Onu, la stampa italiana titub\u00f2, <\/em>in <em>il Domenicale. Settimanale di cultura, <\/em>anno 4, n. 26, Milano 25-6-2005, p. 3.<\/div>\n<div><strong>(10)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(11)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(12)<\/strong> MARCO RESPINTI, <em>Smantelliamo l\u2019Onu<\/em>, in <em>il Domenicale. Settimanale di cultura<\/em>, anno 4, n. 26, Milano 25-6-2005, p. 1.<\/div>\n<div><strong>(13)<\/strong> Cfr. CHRISTIAN ROCCA, <em>Contro l\u2019Onu. Il fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un\u2019alleanza tra le democrazie, <\/em>Lindau, Torino 2005.<\/div>\n<div><strong>(14)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 25.<\/div>\n<div><strong>(15)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 15.<\/div>\n<div><strong>(16)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 16.<\/div>\n<div><strong>(17)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(18)<\/strong> Cfr. <em>No Man\u2019s Land idem-Terra di nessuno <\/em>(<em>No Man\u2019s Land<\/em>) (Belgio, Bosnia-Erzegovina, Gran Bretagna, Francia, Slovenia, Italia 2001). Regista: DANIS TANOVIC. Interpreti principali: Rene Bitorajac, Katrin Cartlidge, Branko Djuric.<\/div>\n<div><strong>(19)<\/strong> C. ROCCA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., p. 19.<\/div>\n<div><strong>(20)<\/strong> Cfr. <em>ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(21)<\/strong> Cfr. <em>Conflitti e aree di crisi nel mondo, Scenari geopolitici dopo la caduta del muro di Berlino, <\/em>Istituto Geografico De Agostini, Novara 2005.<\/div>\n<div><strong>(22)<\/strong> Cfr. NORMAN PODHORETZ, <em>La quarta guerra mondiale. Come \u00e8 incominciata, che cosa significa e perch\u00e9 dobbiamo vincerla<\/em>, trad. it., Lindau, Torino 2004.<\/div>\n<div><strong>(23)<\/strong> C. ROCCA, <em>op. cit.<\/em>, p. 45.<\/div>\n<div><strong>(24)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, p. 53.<\/div>\n<div><strong>(25)<\/strong> Cfr. <em>Rapporto 2005 sulla Libert\u00e0 Religiosa nel Mondo<\/em>, a cura di Attilio Tamburini, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Roma 2005.<\/div>\n<div><strong>(26)<\/strong> C. ROCCA, <em>op. cit.<\/em>, p. 9.<\/div>\n<div><strong>(27)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, pp. 71-83.<\/div>\n<div><strong>(28)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 71.<\/div>\n<div><strong>(29)<\/strong> Cfr. JOSHUA MURAVCHIK, <em>The Future of the United Nations. Understanding the Past to Chart a Way Forward<\/em>, AEI Press, Washington 2005; cfr. le presentazioni di C. ROCCA, <em>Riformare l\u2019Onu? <\/em><em>Il New York Times suggerisce di chiuderla<\/em>, in <em>Il Foglio quotidiano<\/em>, del 22-6-2005; e di M. RESPINTI, <em>Joshua Muravchik ci spiega il suo libro sul fallimento politico delle Nazioni Unite<\/em>, <em>ibid<\/em>., del 16-9-2005.<\/div>\n<div><strong>(30)<\/strong> Cfr. M. RESPINTI, <em>Smantelliamo l\u2019Onu<\/em>, cit.<\/div>\n<div><strong>(31)<\/strong> Sulla <em>Dichiarazione Universale dei Diritti dell\u2019Uomo<\/em>, sui suoi valori ma anche sulle sue <em>\u00abnotevoli carenze, alcune per omissioni e altre dovute all\u2019esorbitare dei diritti previsti\u00bb<\/em>, cfr. VICTORINO RODR\u00ccGUEZ Y RODR\u00ccGUEZ O.P. (1926-1997), <em>La \u00abDichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo\u00bb<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXVI, n. 283-284, novembre-dicembre 1998, pp. 15-27.<\/div>\n<div><strong>(32)<\/strong> Cfr. MONSIGNOR MICHEL SCHOOYANS, <em>Il volto nascosto dell\u2019Onu, Verso il governo mondiale<\/em>, trad. it., con <em>Prefazione <\/em>di Roberto de Mattei, Il Minotauro, Roma 2004; e EUGENIA ROCCELLA e LUCETTA SCARAFFIA, <em>Contro il Cristianesimo. L\u2019Onu e l\u2019Unione Europea come nuova ideologia, <\/em>con appendici a cura di Assuntina Morresi, Piemme, Casale Monferrato (Alessandria) 2005.<\/div>\n<div><strong>(33)<\/strong> Cfr. SERGIO LUZZATTO, <em>Ma Kofi Annan non \u00e8 un Erode<\/em>, in <em>Corriere della Sera<\/em>, Milano 11-6-2005; ed E. ROCCELLA, <em>L\u2019ideologia dei \u00abdiritti riproduttivi\u00bb secondo le Nazioni Unite, <\/em>in <em>Il Foglio quotidiano<\/em>, Roma 22-6-2005, che fa stato dell\u2019intervento politico di Emma Bonino all\u2019Assemblea dei Mille per la Rivoluzione Liberale e gli Stati Uniti d\u2019Europa, tenutasi a Roma il 6 marzo 2005.<br \/>\n<strong>(34)<\/strong> Cfr. L. SCARAFFIA, <em>I diritti dell\u2019uomo: realt\u00e0 e utopia<\/em>, in E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., pp. 31-88.<\/div>\n<div><strong>(35)<\/strong> <em>Ibid<\/em>.<em>, <\/em>p. 38.<\/div>\n<div><strong>(36)<\/strong> Cfr. il mio <em>Il Nuovo Disordine Mondiale e i suoi agenti<\/em>, in <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXXI, n. 320, novembre-dicembre 2003, pp. 7-13.<\/div>\n<div><strong>(37)<\/strong> Cfr. maggiori informazioni sul ruolo dell\u2019IPPF, <em>ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(38)<\/strong> E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>.<em>, <\/em>p. 39; cfr. anche MONSIGNOR M. SCHOOYANS, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>.<em>, <\/em>p.206.<\/div>\n<div><strong>(39)<\/strong> Cfr. E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., p. 45.<\/div>\n<div><strong>(40)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, p. 46.<\/div>\n<div><strong>(41)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>.<\/div>\n<div><strong>(42)<\/strong> MONSIGNOR M. SCHOOYANS, <em>op. cit., <\/em>p.183.<\/div>\n<div><strong>(43)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, pp. 86-87.<\/div>\n<div><strong>(44)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 87.<\/div>\n<div><strong>(45)<\/strong> E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op. cit<\/em>., p. 50.<\/div>\n<div><strong>(46)<\/strong> Cit. <em>ibid.<\/em>, p. 65.<\/div>\n<div><strong>(47)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, p. 50.<\/div>\n<div><strong>(48)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 62; cfr. anche MONSIGNOR M.SCHOOYANS, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>.<em>, <\/em>p. 184; e MAURO RONCO, <em>Il diritto al servizio della vita o contro la vita? <\/em>In <em>Cristianit\u00e0<\/em>, anno XXXII, n. 328, marzo-aprile 2005, pp. 15-24.<\/div>\n<div><strong>(49)<\/strong> Cfr. E. ROCCELLA, <em>Non crescete, non moltiplicatevi<\/em>, in E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., pp. 91-163.<\/div>\n<div><strong>(50)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 99.<\/div>\n<div><strong>(51)<\/strong> Cit. <em>ibid.<\/em>, pp. 99-100.<\/div>\n<div><strong>(52)<\/strong> <em>Ibid<\/em>., p. 105.<\/div>\n<div><strong>(53)<\/strong> Cfr. <em>ibid.<\/em>, pp. 105-106.<\/div>\n<div><strong>(54)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 106.<\/div>\n<div><strong>(55)<\/strong> <em>Ibid., <\/em>p. 122.<\/div>\n<div><strong>(56)<\/strong> <em>Ibid.<\/em>, p. 124.<\/div>\n<div><strong>(57)<\/strong> E. ROCCELLA, <em>L\u2019ideologia dei \u00abdiritti riproduttivi\u00bb secondo le Nazioni Unite, <\/em>cit.<\/div>\n<div><strong>(58)<\/strong> E. ROCCELLA e L. SCARAFFIA, <em>op<\/em>. <em>cit<\/em>., p.163.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Cristianit\u00e0 n.330-331 luglio-ottobre 2005 La nascita delle Nazioni Unite, le cause della\u00a0loro inerzia in occasione delle crisi internazionali e come esse conducono la loro azione &#8220;umanitaria&#8221;, anche attraverso le proprie agenzie, in sostanziale disprezzo dei diritti umani da loro stesse solennemente sanciti di Agostino Carloni<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-fallimento-dellonu\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32268,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104,19],"tags":[536],"class_list":["post-1752","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lonu","category-politica-internazionale","tag-onu","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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