{"id":1750,"date":"2005-12-16T00:00:00","date_gmt":"2005-12-15T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-12-03T17:51:56","modified_gmt":"2014-12-03T16:51:56","slug":"lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/","title":{"rendered":"L&#8217;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Pubblicato su <strong>Il Sabato<br \/>\n<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cinquanta anni fa le truppe del F\u00fcrer invadevano la Polonia. Da quel giorno la guerra sar\u00e0 l\u2019unica realt\u00e0 di milioni uomini. Ma come e dove viene preparato il pi\u00f9 grande conflitto mai accaduto? La storia controcorrente del fatale 1939.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-14762\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg\" alt=\"World War\" width=\"140\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Franco Bandini<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>Il Sabato<\/strong> 7 ottobre 1989<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019OTTOBRE E L\u2019APOCALISSE<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le verit\u00e0 pi\u00f9 sconvolgenti della Seconda guerra risiedono nella statistica: scienza che gode di ingiustificato disprezzo proprio da parte di coloro che la temono, appunto perch\u00e9 contro i numeri non c&#8217;\u00e8 arzigogolo che tenga. E difatti, nessun arzigogolo pu\u00f2 mutare il fatto che tra il 1939 ed il 1945 gli Alleati occidentali abbiano perduto, morti in battaglia, 997mila uomini contro i 3.113.000 (Italia compresa) del primo conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, un prezzo limitato, che lo diviene ancora d\u00ec pi\u00f9 se si tien conto del grande aumento delle popolazioni tra le due guerre, e del fatto che nei cinque anni e mezzo dell&#8217;ultima i deceduti per cause naturali sull&#8217;insieme delle stesse popolazioni alleate possono esser valutati almeno a 30 milioni di persone, serbatoi umani \u00abcolorati\u00bb compresi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va da s\u00e9 che quella di un soldato in guerra \u00e8 una morte biologicamente importante, poich\u00e9 colpisce soltanto maschi, in pi\u00f9 accentrati in poche classi d\u00ec et\u00e0, sottraendo alle nazioni energie ed intelletti freschi ed in certa misura insostituibili. Considerazione che, nel secondo conflitto, spiega molto bene \u2014 lo si \u00e8 gi\u00e0 detto \u2014 la pressoch\u00e9 universale tendenza di popoli e Stati Maggiori ad evitare con ogni cura le sanguinose \u00abcaldaie per salsicce\u00bb del primo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/alleati-killed.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-14799\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/alleati-killed.jpg\" alt=\"alleati killed\" width=\"240\" height=\"154\" \/><\/a>La terrificante eccezione a questo quadro, dopotutto non cos\u00ec negativo come i pacifisti a oltranza vorrebbero dipingerci, \u00e8 rappresentata dalla \u00abcatastrofe demografica\u00bb sovietica, che per molti versi potrebbe da sola anche spiegare quanto oggi sta accadendo sotto i nostri occhi in un Paese che probabilmente ha cessato di essere una grande potenza proprio per aver accettato, o subito, una guerra allo scopo di confermarsi tale. Destino non dissimile da quello di un altro impero plurinazionale: l\u2019Austria\u2014Ungheria, scomparsa dalla carta dell&#8217;Europa anche, e forse sopratutto, per il tragico salasso di un milione e 200mila morti in battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fare i conti addosso all&#8217;Unione Sovietica \u00e8\u00a0 impresa allucinane poich\u00e9 \u2014 e tanto per cominciare \u2014 non sappiamo neanche a quanto in realt\u00e0 ammontasse la sua popolazione alla vigilia della guerra, dopo le terribili perdite di quella civile, della collettivizzazione forzata nelle campagne, e soprattutto dopo le \u00abpurghe\u00bb staliniane. Come \u00e8 noto, il censimento del gennaio 1937 venne annullato e la Commissione di statistici che lo aveva organizzato fu probabilmente fucilata al completo \u00abper grossolane violazioni alla scienza\u00bb. Sembra per\u00f2 che queste violazioni consistessero nel fatto che la popolazione sovietica non era risultata superiore a 147 milioni di abitanti, con un \u00abammanco\u00bb di circa 20 milioni di unit\u00e0 rispetto alle stime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel gennaio 1939, si disse che la popolazione era salita a 170 milioni di uomini e donne, divenuti 193 dopo le forzate annessioni di mezza Polonia, degli Stati baltici, della Bessarabia e parte della Bucovina rumene. Naturalmente, \u00e8 possibilissimo che non ci sia stata alcuna variazione, tranne quella delle annessioni del 1939 e 1940, ed anzi \u00e8 stata avanzata l&#8217;ipotesi, legata a complessi calcoli sull&#8217;imperversare delle \u00abpurghe\u00bb, che il totale delle popolazioni propriamente russe nel 1941 non fosse in alcun caso superiore a 140 milioni di unit\u00e0. Bisogna fare un salto di venti anni, per trovare un altro censimento sovietico, quello del gennaio 1959, che quota a 209 milioni il complesso delle vecchie popolazioni pi\u00f9 quelle di nuova acquisizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche qui, mancano sulle stime \u2014 eseguite tenendo conto delle perdite attribuite alle \u00abpurghe\u00bb e di quelle belliche \u2014 almeno venti milioni di unit\u00e0, e questo pu\u00f2 essere spiegato soltanto in due modi: o con la deliberata menzogna del 1939, oppure con un impatto ancora pi\u00f9 drammatico delle perdite dovute alla brutale repressione poliziesca tra il 1937 ed il 1953, dal momento che i caduti in battaglia non possono aver ecceduto un certo livello, anche se altissimo.<\/p>\n<div id=\"attachment_14800\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/prigionieri-russi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14800\" class=\"wp-image-14800\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/prigionieri-russi.jpg\" alt=\"prigionieri russi\" width=\"250\" height=\"155\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14800\" class=\"wp-caption-text\">Soldati russi si arrendono<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si tien conto del fatto che l&#8217;Urss, nei primi quattro o cinque mesi di guerra con i tedeschi, perse pi\u00f9 di tre milioni di prigionieri nonch\u00e9 le regioni pi\u00f9 popolate, come tutta l&#8217;Ucraina, mezza Russia Bianca, pi\u00f9 quelle di recente acquisto, subito si vede che le perdite in battaglia finirono per gravare su un gruppo di popolazioni enormemente pi\u00f9 ristretto di quello teorico, forse non superiore a 100 o 110 milioni di unit\u00e0, visto che i tedeschi, alla fine del 1942, dichiararono di controllare una popolazione sovietica di 88 milioni di persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, a sopportare la pi\u00f9 gran parte del massacrante peso di una lunga guerra fu soltanto una \u00abmezza\u00bb Russia, anche se l&#8217;altra mezza dovette vedersela con un occupante non certo tenero. Queste cifre e le derivanti considerazioni han cominciato a trapelare soltanto da poco tempo, come risultato di studi molto severi, resi assai ardui per la pesantissima coltre di silenzio mantenuta dai russi, e con mano di ferro, sulla loro storia interna degli ultimi sei decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Usato esattamente come un&#8217;arma, questo silenzio ha giocato un ruolo decisivo, permettendo alla Russia di raggiungere dal 1945 in poi quel ruolo determinante nella politica mondiale che mai le sarebbe stato riconosciuto se la tragica realt\u00e0 della sua catastrofe fosse stata chiaramente e subito percepita. Nel maggio 1945. l&#8217;Unione Sovietica aveva gettato nella fornace le ultime riserve disponibili, e perci\u00f2 non era pi\u00f9 nelle condizioni di trarre un reale vantaggio dalla sua stessa vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ottenne molto, che per\u00f2 era soltanto una parte di ci\u00f2 che avrebbe voluto, fu per un fatale errore di apprezzamento che gli occidentali commisero nel valutare la sua forza reale: la stimarono grande, mentre invece essa non esisteva quasi pi\u00f9. L&#8217;urto con la Germania si era rivelato mortale. Oggi, siamo in grado di misurare con precisione l&#8217;imponenza della catastrofe dallo scarto tra il piano espansivo sovietico del 1939 e la sua pi\u00f9 modesta attuazione del dopoguerra, agevolata \u2014 occorre sottolinearlo \u2014 da una sconfitta tedesca che nel 1939 Stalin poteva desiderare, ma non prevedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo confronto emerge chiaramente che nel 1945 e seguenti manc\u00f2 in effetti all&#8217;Unione Sovietica la forza necessaria a risolvere davvero tutti i problemi che da gran tempo erano iscritti nel suo <em>carnet:<\/em> li conosciamo, perch\u00e9 essi vennero sciorinati sotto gli stupefatti occhi di Hitler, nel novembre 1940, dal ministro degli Esteri russo in persona, a Berlino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella occasione Molotov, che gi\u00e0 si era messo in tasca la sua parte di Polonia, Bessarabia e Bucovina, nonch\u00e9 la nuova Repubblica Carelo-Finnica e punti strategici importanti ex finlandesi, deline\u00f2 con \u00abbrutale chiarezza\u00bb cosa intendeva l&#8217;Unione per \u00absicurezza\u00bb: annessione completa della Finlandia, riacquisto anche della \u00abmezza Polonia\u00bb rimasta in mano tedesca, controllo dei passaggi d&#8217;uscita dal Baltico al Mar del Nord mediante un Trattato a due con la Danimarca, passaggio della Svezia a Stato cuscinetto sotto influenza sovietica, istallazione di basi militari ai Dardanelli ed in Turchia, passaggio nell&#8217;orbita geo-politica di Mosca della Romania, Bulgaria, Jugoslavia e Grecia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune di queste pretese furono avanzate da Molotov per esercitare una pressione diretta a far trangugiare ai tedeschi un prezzo pi\u00f9 ridotto: ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che il problema generale dell&#8217;espansione sovietica poggiasse in quel freddo autunno 1940 sui \u00abpunti dolenti\u00bb di ogni politica russa ante-Rivoluzione, e cio\u00e8 sui mari caldi, con una doppia spinta verso l&#8217;Oceano Atlantico al nord, e verso il Mediterraneo al sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne abbiamo una riprova certa dal passo che Molotov fece immediatamente dopo l&#8217;attacco tedesco, quando propose agli inglesi una occupazione mista della Norvegia del nord. \u00c8 interessante osservare che questa linea di tendenza sovietica sembra attiva ancora ai giorni nostri: tra tutte le apprensioni che il Comando della Nato nutre, quella di un&#8217;occupazione istantanea da parte di una divisione eliportata sovietica della parte norvegese deserta attorno a Capo Nord, ha una sicura priorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ampiezza di questi orizzonti spiega oggi benissimo, senza bisogno di ulteriori prove, che comunque abbondano, le ragioni per le quali Hitler si risolve il 5 dicembre 1941 a dare il via a quel Piano Barbarossa, al quale del resto sta febbrilmente pensando praticamente da sempre. Ma altrettanto bene spiega come soltanto l&#8217;attacco tedesco abbia di fatto impedito alla Russia sovietica, depauperandola della gran parte della sua forza iniziale, di raggiungere in Europa e nel mondo una base geografica cos\u00ec estesa da essere in pratica irreversibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque cosa possa essere argomentata oggi, sta ed \u00e8 di fatto che la \u00abscelta\u00bb di Hitler fu tutto meno che una scelta. Soltanto storici profondamente disonesti possono negare che nel 1939 e seguenti il vero problema europeo fosse quello di come contenere, e possibilmente annullare la spinta espansiva sovietica: che poi era nient&#8217;altro che la riedizione modernizzata di un \u00abpeso\u00bb russo crescente da alcuni secoli. Ed occorre un bel grado di capziosa distorsione dei fatti per non riconoscere che gli ultimi 44 o 45 anni di relativa pace sono in gran parte dovuti a quella che potrebbe benissimo essere definita la \u00absconfitta biologica\u00bb dell&#8217;Unione Sovietica nella Seconda guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, del resto, era avvenuto dopo il 1917: e se \u00e8 vero che ci son voluti due grandi conflitti per fermare, provvisoriamente, le forti pulsioni espansive tedesche, non e meno vero che col complesso meccanismo interno dei due conflitti \u00e8 stata bloccata \u2014 forse per sempre \u2014 una marcia verso il cuore d&#8217;Europa delle genti dell&#8217;Est incombente da secoli, salita, in questo, ad un forte grado di pericolosit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso errore di valutazione commesso da Hitler alla vigilia di Barbarossa, del resto comune a tutti gli Stati Maggiori occidentali, testimonia sulla gravita del pericolo reale rappresentato non tanto dalle forze armate di un Paese, come la Russia, non famosa per il rigore del suo pensiero militare e di certo incapace, almeno sino a quel momento di allevare uno Stato Maggiore professionalmente all&#8217;altezza dei\u00a0\u00a0\u00a0 tempi, quanto per i caratteri specifici delle masse in gioco, per la smisurata area geografica teatro dello scontro, per gli stessi lineamenti dell&#8217;industria sovietica, inadatta a sfornare prodotti di qualit\u00e0, ma in compenso pi\u00f9 che pronta a saturare il campo di battaglia con decine di migliaia di mezzi corazzati, aerei e cannoni non eccezionali ma comunque adatti, nella loro ruvidezza, ad un ruvido conflitto, fatto di fango, neve e freddo polare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col suo fiuto innegabile, Hitler lo confessa; a pochi intimi, ma lo confessa: \u00abPer me \u00e8 come se spalancassi la porta su uno spazio buio, mai visto, senza sapere cosa si nasconde dietro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le valutazioni dell&#8217;Oberkommando, a due mesi dallo scoppio della guerra, puntano su una forza sovietica di 171 divisioni di fanteria, 36 di cavalleria e 34 brigate motorizzate o meccanizzate, per un totale di 247 Grandi Unit\u00e0, tutte nella Russia europea e con una disposizione tale da far pensare ad una imminente ripresa di operazioni contro la Finlandia, come pure ad una spinta in direzione della Romania-Jugoslavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 un errore, perch\u00e9 nei primi trenta giorni di operazioni si identificano al fronte almeno 360 divisioni, nessuna delle quali di nuova formazione. Comincia qui un grosso mistero, sul quale gli storici militari indagano ancora oggi, poich\u00e9 nessuno dei dati complessivi forniti avaramente dai russi, allora e poi, coincide con la realt\u00e0 del campo di battaglia.<\/p>\n<div id=\"attachment_14801\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/offensiva-sovietica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14801\" class=\"wp-image-14801\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/offensiva-sovietica-300x166.jpg\" alt=\"offensiva sovietica\" width=\"250\" height=\"139\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/offensiva-sovietica-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/offensiva-sovietica.jpg 301w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14801\" class=\"wp-caption-text\">offensiva sovietica<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la Storia della Grande guerra patriottica, l\u2019Armata Rossa conta, il 22 giugno 1941, soltanto 4,7 milioni di uomini, la met\u00e0 dei quali schierati di fronte ai tedeschi: ma neppure con la prima cifra sarebbe possibile tenere in piedi ad effettivi di guerra le 247 Grandi Unit\u00e0 che si son citate, e men che meno le 360 rivelatesi nei fumi della battaglia, anche se si tenesse conto del milione di povere reclute che lo Stato Maggiore sovietico riesce a spedire al fronte prima della fine di luglio. \u00abCarne da cannone\u00bb, scaricata dai treni quasi sulla linea del fuoco, in abiti civili, con le valigie di cartone in mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contro questo \u00abbuio oltre la porta\u00bb, la \u00abWehrmacht\u00bb scaraventa 152 divisioni d&#8217;attacco, supportate da una quarantina di Unit\u00e0 finlandesi e rumene di dubbio valore. Le previsioni sono rosee: si conta di liquidare in una specie di \u00absuper Canne\u00bb il nocciolo centrale delle forze sovietiche entro i primi trenta giorni, e di proseguire poi l&#8217;avanzata sino ad una linea \u00abAA\u00bb da raggiungersi a settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa corre all&#8217;incirca per gli stessi luoghi gi\u00e0 raggiunti dall&#8217;esercito tedesco alla fine del 1917, e rappresenta il limite massimo oltre il quale Hitler non intende spingersi. Istallato su questa linea di osservazione e di sicurezza, convertir\u00e0 le forze tedesche ad una dimensione navale per risolvere la guerra con l&#8217;Inghilterra, sia sugli oceani che nel Mediterraneo, quand&#8217;anche volessero partecipare al ballo gli Stati Uniti. Tutto dunque riposa sull&#8217;annientamento dell&#8217;Armata Rossa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche pagine della storia militare di tutti i tempi son cos\u00ec incredibili come quella che vede la distruzione delle forze sovietiche entro la fine del settembre 1941, In una serie di battaglie d&#8217;accerchiamento lungo l&#8217;intero fronte di quasi 2mila chilometri, i panzer e le arrancanti fanterie tedesche catturano o uccidono due milioni e mezzo di uomini, con un bottino di 22mila cannoni, 18mila carri, 14mila aeroplani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il mondo di allora non crede a queste cifre, e del resto non ci crede neppure oggi. Ammetterle, significherebbe innescare un processo di revisione globale, che dovrebbe partire dal riconoscere i due errori, stragici, commessi da Stalin: la distruzione morale dell&#8217;Armata Rossa attraverso una \u00abpurga\u00bb forsennata tra il 1937 ed il 1940, e la sua incapacit\u00e0 politica a valutare correttamente la posizione senza uscita di Hitler e quindi !a conseguente fatalit\u00e0 di un attacco tedesco all&#8217;Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, il primo di questi due errori fondamentali comporta anche la necessit\u00e0 di un giudizio ben preciso sulla irrazionalit\u00e0 di ogni rivoluzione, ed in particolare sul \u00abcosto mortale\u00bb di quella sovietica\u00bbMentre il secondo \u00e8 assai adatto ad illuminarci sui pericolosissimi limiti di ogni autocrazia russa; cos\u00ec come era successo a Nicola II, anche a Stalin accadde di scambiare per realt\u00e0 i propri pregiudizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritenne che il comportarsi da ricattatore a sangue freddo con un altro ricattatore a i sangue freddo sarebbe stato pagante. Ma Hitler era qualcosa di diverso, e quello d\u00ec Stalin fu un bel granchio, dalle conseguenze letali. Come tutti sanno, ai folgoranti successi estivi della Wehrmacht, corrisponde un grigio autunno, tutto occupato in grosse diatribe di comando sulla direzione migliore da prendere per il proseguimento dell&#8217;offensiva, ed un inverno spaventoso, nel quale per poco le truppe di Hitler non vengono a loro volta disfatte quasi sotto le mura di Mosca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni di questa straordinaria inversione delle fortune sono molte e son state spesso elencate con minuzia di dettagli tecnici, climatici e psicologici. Ma la vera, e forse l&#8217;unica capace di spiegare tutto, \u00e8 che quello tedesco \u00e8 un esercito occidentale, con mentalit\u00e0, riflessi condizionati ed esigenze occidentali: costretto invece a vedersela con un esercito ancora di tipo orientale, capace di combattere una guerra inverosimile, sia per una strabiliante capacita di morire senza un lamento, sia per l&#8217;indifferenza ugualmente strabiliante per un minimo di organizzazione del campo di battaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;Armata Rossa non si contano n\u00e9 si seppelliscono i morti, non si curano i feriti, non si scrive alle famiglie, non si mantengono n\u00e9 collegamenti n\u00e9 linee di rifornimento. Il disordine \u00e8 massimo, le perdite spaventose, i risultati minimi: ma \u00e8 questo stesso disordine che disorienta il Comando tedesco, al quale continua a sfuggire la possibilit\u00e0 di valutare esattamente il residuo potenziale nemico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il bello \u00e8 che lo \u00abStavka\u00bb, Comando supremo russo, e lo stesso Stalin, versano nelle stesse ambascie. Si fucilano dozzine di generali, s\u00ec impartiscono ordini draconiani, ma ad ottobre la situazione appare cos\u00ec disperata da indurre Stalin ad elemosinare dagli inglesi l&#8217;invio di venti divisioni, \u00abche sarebbero le benvenuto in qualsiasi punto del fronte\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/freddo-al-fronte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-14802\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/freddo-al-fronte.jpg\" alt=\"freddo al fronte\" width=\"250\" height=\"149\" \/><\/a>Il freddo polare di quell&#8217;inverno eccezionale \u2014 per il quale i casi di congelamento del liquido cefalo-rachidiano e del tratto terminale dell&#8217;intestino per i disgraziati costretti ad evacuare all&#8217;aperto, si contano a migliaia \u2014 fa il resto: quando sul fronte di Mosca compaiono le 18 divisioni richiamate dall&#8217;Estremo Oriente grazie alla neutralit\u00e0 giapponese, i tedeschi son costretti a mollare. Nella citt\u00e0, evacuata con ineguagliata velocit\u00e0 da Stalin e dai suoi, i plotoni della Nkvd fucilano gli sciacalli, mentre nella accerchiata Leningrado un milione di uomini e donne comincia lentamente a morire di fame, in una vicenda cos\u00ec atroce da non avere alcun riscontro nella storia moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La primavera del 1942 porta ai russi la sgradita sorpresa di una Wehrmacht miracolosamente rinata dalle sue ceneri. Non se ne accorgono subito, persuasi di poter passare facilmente all&#8217;offensiva contro un nemico gi\u00e0 severamente punito. Lo Stavka organizza tre attacchi di concezione brutale e di caotica esecuzione in Crimea, sul Volkov ed a Karkov: tra l&#8217;aprile ed il maggio, falliscono tutti e tre con perdite gravissime, specie a Karkov, dove Timoscenko sborsa di tasca propria 240mila prigionieri e pi\u00f9 di mille carri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;inettitudine del Comando centrale \u00e8 cos\u00ec palese che il generale Vlassov, perduta la sua Armata sul Volkov, rifiuta di salvarsi con un aereo e si consegna ai tedeschi: organizzer\u00e0 un esercito anticomunista di milioni di uomini, e finir\u00e0 fucilato da Stalin appena finita la guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel giugno 1942, la Wehrmacht riparte ventre a terra, e per un pelo non salda il conto definitivo al suo avversario. Il \u00abcolpo di tuono\u00bb di von Bock, sostenuto questa volta da una reale superiorit\u00e0 numerica (ma non qualitativa), nelle forze corazzate, disgrega le Armate sovietiche e le volge in una fuga; precipitata che a luglio assume i caratteri di una rotta senza freni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il momento \u00e8 terribile, e l&#8217;Unione, lo stesso Stalin, oscilla incerta sulla doppia alternativa, armistizio o rovinosa prosecuzione della guerra. Piantando i suoi acquosi occhi in quelli del segretario di Stato americano. Molotov avverte che se gli alleati non procederanno subito ad aprire il \u00absecondo fronte\u00bb, l&#8217;Armata rossa \u00abdovr\u00e0 riconsiderare la propria posizione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla perentoriet\u00e0 di questo dilemma, e su tutto ci\u00f2 che ad esso consegue, oggi si preferisce sorvolare. Ma sta d\u00ec fatto che l&#8217;Unione, in questo preciso momento, misura con freddezza che, se anche sar\u00e0 possibile resistere su ipotetiche posizioni comunque molto arretrate, sar\u00e0 invece impossibile battere l&#8217;enorme superiorit\u00e0 professionale della Wehrmacht senza un decisivo contributo alleato all&#8217;Ovest.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se gli Alleati sbarcheranno, il nuovo fronte assorbir\u00e0 un minimo di 50 divisioni tedesche, che dovranno esser fatalmente ritirate da quello russo. Se non sbarcheranno, bisogner\u00e0 venire a patti: ad agosto, si son gi\u00e0 perse decisive fonti di materie prime, e le forze tedesche dilaganti nel Caucaso profilano un&#8217;agghiacciante minaccia anche sul petrolio. Molte industrie, spostate verso gli Urali, stanno decollando faticosamente in mezzo a difficolt\u00e0 d&#8217;ogni genere: ma soprattutto cominciano a mancare uomini, perch\u00e9 nei quattordici mesi trascorsi dall&#8217;inizio della gigantesca lotta, l&#8217;Armata ha perduto ormai quasi dodici milioni di soldati, tra morti, feriti e dispersi, al ritmo di 28mila al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi son prove che nell&#8217;agosto 1942 Stalin abbia meditato a lungo sul miglior partito da prendere, giustamente persuaso che i tedeschi non avrebbero potuto avanzare nel cuore della Russia sterminata molto pi\u00f9 di quanto non avessero gi\u00e0 fatto. Se la decisione di d\u00ec continuare, essa senza dubbio fu presa per ragioni politiche: il regime non avrebbe probabilmente superato una riedizione della pace forzosa di Brest Litovsky che Lenin aveva potuto imporre soltanto perch\u00e9 si trattava di liquidare \u00abla sporca guerra zarista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi, a costringere sulla via della lotta ad oltranza c&#8217;erano anche manifesti segni di disgregazione nelle truppe, di indecisione nei generali, e sintomi di cedimento anche in alcuni Soviet, come quello di Leningrado. Il poco che ne \u00e8 trapelato basta a disegnare un quadro da \u00abmalattia terminale\u00bb, che del resto \u00e8 identico a quello che gli Stati Maggiori alleati si fecero nello stesso momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno, n\u00e9 a Washington n\u00e9 a Londra, avrebbe allora scommesso un soldo sull&#8217;avvenire della Russia sovietica: tutti i piani che vennero stesi in quel momento, risentono di questa convinzione assoluta, ed ancora una volta essi furono rivolti contro di noi, poich\u00e9 il Mediterraneo, in caso di sconfitta russa, sarebbe rimasto l&#8217;unico teatro possibile per una prudente prosecuzione della guerra contro Hitler.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente \u00e8 anche possibile che nei calcoli alleati possa essere entrata una buona dose di malizia: sappiamo oggi benissimo che nel 1942 essi non si trovavano nelle condizioni di sbarcare in Francia con buone speranze di successo, ma forse avrebbero potuto farlo nella tarda primavera del 1943. Invece attesero il giugno 1944, e sorge almeno il sospetto che senza le forti pressioni americane, forse un \u00absecondo fronte\u00bb non sarebbe mai stato aperto davvero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se al termine della sua seconda folgorante campagna la Wehrmacht non trov\u00f2 altro che Stalingrado, le ragioni risiedettero quasi esclusivamente nell&#8217;imponenza stessa della rotta sovietica. Tra le truppe ed i Comandi si venne a determinare nel settembre di quel 1942 il particolare stato d&#8217;animo del soldato, coraggioso sino al giorno prima, che ora teme di essere \u00abl&#8217;ultimo a morire\u00bb, e rallenta, diventa prudente, sta attaccato alla radio da campo in attesa che ne sgorghi la parola \u00abfine\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_14803\" style=\"width: 272px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/Stalingrad.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14803\" class=\"wp-image-14803 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/Stalingrad.jpg\" alt=\"Stalingrad\" width=\"272\" height=\"185\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14803\" class=\"wp-caption-text\">combattimenti a Stalingrado<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei Comandi, il riflesso \u00e8 tecnico, ma sostanzialmente uguale: giunto in vista di Stalingrado, il generale Paulus pensa di aver davanti a s\u00e9 soltanto un .compito di ripulitura, dopo il quale si potr\u00e0 marciare a nord, lungo il Volga, per piombare attraverso Kazan alle spalle di Mosca. Le sue divisioni ; arrivano alla spicciolata, ed egli non attende di riunirle per un attacco in forze, ma le spende una dopo l&#8217;altra in una serie di attacchi che lo logorano senza portare mai alla decisione. Anche i russi fanno lo stesso, e Stalingrado finisce col divenire una gigantesca pompa che aspira sangue e corpi umani con una fame feroce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del gennaio 1943, per la prima volta nella loro storia, i tedeschi sono costretti a capitolare, lasciando in mano al nemico una intera armata di 200mila uomini. Su Stalingrado si \u00e8 scritto molto, ma ben raramente ne son stati ricordati i due caratteri negativi che la pur grande vittoria sovietica si port\u00f2 dietro, il primo dei quali era la speciale ipnosi che la citt\u00e0 assediata aveva ingenerato nel Comando centrale di Zukov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fisso nell&#8217;idea ossessiva di liquidare la VI Armata di Paulus, timoroso di disperdere le proprie forze, il maresciallo lasci\u00f2 passare senza sfruttarla la crisi della Wehrmacht del secondo inverno di guerra. Noi italiani, assieme ai romeni ed agli ungheresi, fummo per questa ragione assai sfortunati, poich\u00e9 le uniche operazioni che Zukov si concesse furono quelle attraverso il Don a nord di Stalingrado, dall&#8217; 11 dicembre del 1942 in poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pochi giorni, perdemmo anche noi un&#8217;intera Armata, la VIII, i cui resti dovettero iniziare una disastrosa ritirata che si concluse soltanto nella zona di Gomel. Una perdita gravissima, aumentata di l\u00ec a poco con la resa a Capo Bon dell&#8217;altrettanto sfortunata Armata d&#8217;Africa, dopo due anni e mezzo di disastrose sconfitte, ma anche di belle ed eccitanti vittorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;altro fattore negativo di Stalingrado fu certamente l&#8217;insostenibile prezzo pagato dall&#8217;Armata rossa in termini di uomini. Non sono mai state fornite cifre globali, ma sulla scorta di un gran numero di considerazioni questo prezzo deve essersi aggirata tra un minimo di 600mila uomini ed un massimo di un milione, tra morti, feriti, prigionieri e dispersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non per nulla i vittoriosi di Stalingrado avanzano in un primo tempo per trecento chilometri sul fronte meridionale soltanto per scontrarsi, in pessime condizioni, contro una Wehrmacht risorta miracolosamente per la seconda volta dalla sua sconfitta. Tra il marzo ed aprile del 1943, il comando sovietico, che ora deve fare i conti coi problemi professionalmente molto sofisticati di un&#8217;avanzata, dopo quasi due anni di battaglie puramente difensive, conclude con l&#8217;ammettere la superiorit\u00e0 del Comando avversario, riorientando l&#8217;intera propria strategia su canoni inediti: grande prudenza, fronti continui, potenti concentrazioni d&#8217;artiglieria, specie semovente e soprattutto una forte pressione sui politici, ovverosia su Stalin, per la ricerca e lo sfruttamento di tutte quelle occasioni su piano mondiale che possano servire a diminuire il numero delle Grandi Unit\u00e0 tedesche sul fronte russo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo il panorama pi\u00f9 sorprendente e meno indagato che offrono il 1943 ed il 1944 fino al 6 giugno, fino al giorno, cio\u00e8, dello sbarco alleato in Normandia. Un panorama nel quale crescono d&#8217;intensit\u00e0 le pressioni staliniane per un secondo fronte, in parallelo al colpo di Stato italiano del 25 luglio 1943, sicuramente varato dalla Monarchia sulla base di sollecitazioni e garanzie sovietiche, che acquisteranno chiarezza, ed un sensazionale spessore con la venuta di Togliatti in Italia nel marzo del 1944.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D&#8217;un colpo si volatilizzano con l&#8217;armistizio le nostre importanti forze nella Balcania, nella Francia meridionale, nella stessa Penisola, in Egeo: altrettante servit\u00f9 che l&#8217;esercito tedesco deve accollarsi, distraendo dal fronte sovietico non meno di trenta divisioni. Altre 59 si trovano con l&#8217;arma al piede nella Francia settentrionale, nell&#8217;attesa logorante di uno sbarco, e 15 in Norvegia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coperta sta divenendo davvero troppo corta. Se, nonostante le perdite e le nuove servit\u00f9 abbattutesi sulla Wehrmacht, l&#8217;Armata rossa impiega, dopo Stalingrado, ancora 27 mesi per arrivare a Berlino, la ragione \u00e8 una sola, la perdita per strada di 36 milioni di soldati, un terzo dei quali morti in battaglia. A conti fatti, essa ha dovuto rinnovare i suoi effettivi quasi cinque volte, il che significa che vi sono state in 1.417 giorni di guerra, cinque Armate rosse nuove di zecca, condotte alla distruzione completa contro un avversario irreducibile anche nella sconfitta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per ogni caduto tedesco, se ne sono contati 4 sovietici, con un rapporto ancora peggiore di quello, gi\u00e0 grave, verificatosi nei vituperati eserciti zaristi. Nell&#8217;aprile del 1945, l&#8217;Armata rossa brucia gli ultimi 300mila uomini nella conquista di Berlino: ma si trova, ancora una volta, sull&#8217;orlo, del disastro, poich\u00e9 la sua forza consiste soltanto in decine e decine d\u00ec divisioni corazzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fanterie sono quasi scomparse, divorate da una troppo lunga sequela di sconfitte e di vittorie pagate a carissimo prezzo. A Budapest, come nei vecchi Stati baltici, sul Danubio come sulla via di Berlino, la Wehrmacht nell&#8217;inverno 1944\/45 assesta le sue ultime quattro zampate, tanto micidiali da obbligare Stalin a nascondere le perdite con la massima cura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/russi-a-Berlino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-14804\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/russi-a-Berlino.jpg\" alt=\"russi a Berlino\" width=\"250\" height=\"156\" \/><\/a> \u00c8 molto difficile oggi valutare pienamente il significato profondo di un salasso di vite umane che dal 1936 al 1953, anno della morte di Stalin, non deve essere stato inferiore a 40 milioni di uomini e donne, immolati sugli altari delle \u00abpurghe\u00bb e poi in una condotta di guerra nella quale interi reggimenti vennero usati per far saltare i campi minati tedeschi. \u00c8 per\u00f2 sicuro che in un caso come nell&#8217;altro scomparvero i migliori cittadini sovietici, lo stesso futuro dell&#8217;Unione, ulteriormente compromesso da una sterminata massa di feriti e di reduci dal Gulag, piegati e piagati nel corpo e nello spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancor pi\u00f9 difficile \u00e8 stabilire se la Rivoluzione d&#8217;ottobre sia stata davvero il punto d&#8217;inizio di una nuova storia, almeno per l&#8217;Unione, o un ultima tragica insidia del Fato, abbattutasi sulla Santa Madre \u00abdai molti dolori\u00bb, cos\u00ec come ogni buon russo chiama la propria patria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che oggi vediamo accadere in quello sventurato Paese, ci\u00f2 che intanto siamo venuti a conoscere delle sue potenti contraddizioni interne non risolte e forse non risolubili, conforta nel concludere che l&#8217;esperimento del 1917 abbia sovrapposto alla ben nota malattia della mancanza, nella Russia zarista, di una ideologia veramente transnazionale capace di coagulare in unit\u00e0 di pensiero e d&#8217;azione 22 popoli diversi, lo spaventoso meccanismo di una autocrazia che nel brevissimo giro di 17 anni \u00e8 riuscita ad infliggere al proprio Paese un danno probabilmente fatale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si star\u00e0 dunque a vedere: ma teniamo bene a mente, quando scendiamo in piazza a manifestare contro la guerra, qual \u00e8 il taciuto prezzo di una Rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">___________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CRONOLOGIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Dal piano \u00abBarbarossa\u00bb alla morte di Hitler<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>12\/13 NOVEMBRE 1940<\/strong>: colloqui a Berlino tra Hitler e Molotov.<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong>5 DICEMBRE 1940<\/strong>: decisione finale tedesca per il piano \u00abBarbarossa\u00bb.<br \/>\n<strong>22 GIUGNO 1941<\/strong>: attacco tedesco all&#8217;Unione Sovietica.<br \/>\n<strong>29\/31 GIUGNO 1941<\/strong>: battaglia di accerchiamento di Minsk e Bialistok.<br \/>\n<strong>20 AGOSTO 1941<\/strong>: Stalin commissario del popolo alla Difesa.<br \/>\n<strong>3\/12 SETTEMBRE 1941<\/strong>: battaglia di accerchiamento di Uman.<br \/>\n<strong>19 SETTEMBRE 1941<\/strong>: i tedeschi entrano a Kiev.<br \/>\n<strong>7 DICEMBRE 1941:<\/strong> attacco a sorpresa nipponico a Pearl Harbour. Gli Stati Uniti in guerra.<br \/>\n<strong>25 DICEMBRE 1941<\/strong>: cade con una guarnigione inglese di 100mila uomini Hong Kong.<br \/>\n<strong>15 DICEMBRE 1941<\/strong>: controffensiva sovietica attorno a Mosca, e crisi militare tedesca.<br \/>\n<strong>19 DICEMBRE 1941<\/strong>: Hitler assume personalmente il comando.<br \/>\n<strong>28 FEBBRAIO 1942<\/strong>: i giapponesi occupano Giava.<br \/>\n<strong>28 APRILE 1942:<\/strong> incontro Hitler-Mussolini a Salisburgo.<br \/>\n<strong>12\/30 GIUGNO 1942<\/strong>: scacco della controffensiva sovietica a Kharkov.<br \/>\n<strong>20 AGOSTO 1942<\/strong>: le truppe tedesche investono Stalingrado.<br \/>\n<strong>2 FEBBRAIO 1943:<\/strong> resa della VI Armata tedesca a Stalingrado.<br \/>\n<strong>25 LUGLIO 1943<\/strong>: colpo di Stato in Italia. 8 settembre 1943: armistizio italiano.<br \/>\n<strong>6 GIUGNO 1944<\/strong>: sbarco alleato in Normandia.<br \/>\n<strong>20 LUGLIO 1944<\/strong>: fallito attentato ad Hitler. 28 aprile 1945: fucilazione di Mussolini.<br \/>\n<strong>30 APRILE 1945<\/strong>: morte di Hitler e trattative di resa tedesche.<\/div>\n<div align=\"center\"><strong><br \/>\n(<a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1746\">Torna alla prima parte<\/a>)<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su Il Sabato Cinquanta anni fa le truppe del F\u00fcrer invadevano la Polonia. Da quel giorno la guerra sar\u00e0 l\u2019unica realt\u00e0 di milioni uomini. Ma come e dove viene preparato il pi\u00f9 grande conflitto mai accaduto? La storia controcorrente del fatale 1939. di Franco Bandini<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":14762,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,24],"tags":[1140],"class_list":["post-1750","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ii-guerra-mondiale","category-storia","tag-seconda-guerra-mondiale","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>L&#039;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2005-12-15T23:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-12-03T16:51:56+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"176\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"251\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"23 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"L&#8217;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5)\",\"datePublished\":\"2005-12-15T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-03T16:51:56+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/\"},\"wordCount\":4736,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/12\\\/World-War.jpg\",\"keywords\":[\"Seconda Guerra Mondiale\"],\"articleSection\":[\"II Guerra Mondiale\",\"Storia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/\",\"name\":\"L'anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/12\\\/World-War.jpg\",\"datePublished\":\"2005-12-15T23:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-03T16:51:56+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/12\\\/World-War.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/12\\\/World-War.jpg\",\"width\":176,\"height\":251},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"L&#8217;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5)\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"L'anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"L'anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2005-12-15T23:00:00+00:00","article_modified_time":"2014-12-03T16:51:56+00:00","og_image":[{"width":176,"height":251,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"23 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"L&#8217;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5)","datePublished":"2005-12-15T23:00:00+00:00","dateModified":"2014-12-03T16:51:56+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/"},"wordCount":4736,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg","keywords":["Seconda Guerra Mondiale"],"articleSection":["II Guerra Mondiale","Storia"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/","name":"L'anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5) - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg","datePublished":"2005-12-15T23:00:00+00:00","dateModified":"2014-12-03T16:51:56+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/12\/World-War.jpg","width":176,"height":251},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/lanno-in-cui-il-mondo-fin-il-diario-del-39-5\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"L&#8217;anno in cui il mondo fin&igrave;. Il diario del \u201839 (5)"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1750"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14805,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1750\/revisions\/14805"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}