{"id":1716,"date":"2005-11-23T09:44:53","date_gmt":"2005-11-23T08:44:53","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-12-02T21:37:18","modified_gmt":"2014-12-02T20:37:18","slug":"1943-lestate-delle-tre-tavolette-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/","title":{"rendered":"1943 &#8211; L&#8217;estate delle tre tavolette (2)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-14698\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png\" alt=\"3 tavolette_cover\" width=\"123\" height=\"200\" \/><\/a>di <strong>Franco Bandini<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">(segue da: Capitolo Primo\u00a0\u00a0 <strong>Amnesie<\/strong>)<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019interesse storico di questo scenario trascende le parole, la figura ed il destino di Mussolini, per allargarsi all\u2019orizzonte assai pi\u00f9 vasto dello stato della guerra in quelle settimane convulse. Se Mussolini, e poi Grandi non mentirono, deve necessariamente essere esistito un qualcosa che fino ad oggi \u00e8 rimasto coperto.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sforzo va fatto per riportarlo alla luce. Fortunatamente non \u00e8 difficile, purch\u00e9 se ne rintraccino i precedenti a partire da quel 10 luglio 1943 che vede il debutto del grande sbarco di due Armate alleate alle spiagge siciliane. Per tre giorni, una ridda di\u00a0 false voci \u2013 forse sparse ad arte \u2013 suscita a Roma ed in Italia, in alto e in basso la rosea speranza che gli invasori possano essere congelati sul \u201cbagnasciuga\u201d, come ha profetizzato Mussolini, per essere poi ributtate a mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il 13 luglio porta ad una vera e propria catastrofe psicologica, poich\u00e9 si apprende di colpo che tutto \u00e8 andato a rovescio: le Piazze marittime si sono arrese senza sparare un colpo, le divisioni costiere si sono liquefatte, gli americani stanno rombando verso Palermo, gli inglesi si apprestano ad occupare Catania. (21 )La Capitale cede al panico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppo di gerarchi, tra cui Bottai e Farinacci, si riunisce alla Direzione del PNF, e conclude che \u00e8 ormai divenuto necessario \u201caccantonare\u201d Mussolini, e comunque avere con lui un confronto, in una seduta di quel Gran Consiglio che non \u00e8 pi\u00f9 stato convocato dal 1939. E difatti il 16, dopo un\u2019altra mattutina riunione, gli stessi ed altri aggiuntisi gerarchi, \u201cmarciano\u201d su Palazzo Venezia a tardo pomeriggio, recando ad un Duce \u201cmolto annoiato\u201d la loro richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con mirabile scelta di tempo, gli apparecchi inglesi hanno disseminato sulla Capitale milioni di manifestini, firmati Roosevelt e Churchill, nei quali si incita il popolo italiano a liberarsi dai \u201cfalsi capi\u201d ed a chiedere una resa onorevole. Mussolini ascolta i suoi seguaci ribelli, e poi consente, convocher\u00e0 il Gran Consiglio. O, almeno, cos\u00ec \u00e8 stato detto. In realt\u00e0, come sempre, le testimonianze sono ambigue. Secondo alcuni, egli risponde semplicemente \u201cCi penser\u00f2\u201d, secondo altri dice s\u00ec, \u201cma dopo la vittoria\u201d: per altri ancora, si impegna \u201cper l\u2019ultima settimana di luglio\u201d, cio\u00e8 di l\u00ec a breve. Nebulosit\u00e0 della quale occorre tener conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora due giorni convulsi, tra recriminazioni tedesche e notizie sempre peggiori dalla Sicilia, poi, il 18 luglio giunge una comunicazione di Hitler, il quale desidera incontrare il suo \u201cpartner\u201d, anche su territorio italiano, se necessario, per colloqui della durata prevista di tre giorni. Mussolini ha avuto la stessa idea, ma partendo da ben altri programmi: premuto dai suoi gerarchi, e dal Capo di S.M., generale Ambrosio, ha in animo di porre ai tedeschi un \u201caut aut\u201d: o daranno i mezzi per difendere la Sicilia e la Penisola, oppure dovranno consentire allo \u201csganciamento\u201d. Scrive la lettera di richiesta, ma quella di Hitler arriva prima. (22)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sole tre ore si fanno le valigie e si organizza l\u2019incontro, tredicesimo tra i due dittatori, che passer\u00e0 alla storia come \u201cConvegno di Feltre\u201d: avvenuto in realt\u00e0 a Villa Gaggia, nel feltrino, per ragioni di riservatezza e di sicurezza. Mussolini vi giunge in aereo, dopo una sosta notturna a Riccione, probabilmente destinata, pi\u00f9 che a riflettere, a starsene lontano dai suoi agitati consiglieri. Le due delegazioni si incontrano all\u2019aeroporto di Treviso alle nove del 19 luglio e subito proseguono per la Villa: il programma immediato prevede due riunioni, una del mattino, ed una seconda a pomeriggio.<\/p>\n<div id=\"attachment_14707\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Hitler-e-Mussolini.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14707\" class=\"wp-image-14707\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Hitler-e-Mussolini.png\" alt=\"Hitler e Mussolini\" width=\"240\" height=\"147\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14707\" class=\"wp-caption-text\">Hitler e Mussolini a Feltre<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Testimonianze, relazioni e ricostruzioni tardive sono di assai scarsa utilit\u00e0 \u2013 come sempre accade per questi storici momenti cruciali \u2013 nel darci conto di quanto realmente successe a Villa Gaggia tre le 11 e le 15 di quel giorno. Tanto pi\u00f9 che i pochi presenti, e la serie di storici che si son mossi sulla base delle loro testimonianze, han dato larghissimo spazio al \u201cpathos\u201d della riunione, piuttosto che alla sua essenza politico-militare: affannandosi a descrivere un Mussolini \u201cannoiato e distratto\u201d, ma relativamente in buone condizioni, ed un Hitler \u201cspento e lunare\u201d, pressoch\u00e9 paranoico e comunque insopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei fatti, il Fuhrer tiene una vera e propria conferenza\u00a0 dalle 11 alle 12,55, praticamente senza interrompersi mai. E chiunque, nei suoi verdi anni, abbia vissuto attraverso la radio la disperante esperienza delle allocuzioni-fiume di Hitler, non fatica di certo a comprendere lo stato d\u2019animo della delegazione italiana, e dello stesso Mussolini in quella occasione. Ma questo non ha il minimo riferimento con la \u201cqualit\u00e0\u201d dell\u2019intervento del sulfureo Cancelliere: che \u00e8 altissima, come probabilmente mai prima e mai dopo, essendo in strettissima relazione tra lo stato globale della guerra e la gi\u00e0 scontata inevitabilit\u00e0 di una defezione italiana. E\u2019 insomma il momento in cui Hitler deve estrarre una soluzione praticabile dal suo calcolatore cerebrale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo fa, presentando subito un\u2019analisi molto fredda e sincera della situazione. La guerra sottomarina ha dato grossi dispiaceri, ma la tecnica tedesca sta approntando apparati nuovi che permetteranno tra breve di riprenderla. La produzione aeronautica ha manifestato gravi lacune che hanno permesso ai \u201craid\u201d alleati notevoli successi: ma ora la si sta avviando e razionalizzando per una vigorosa rimonta. Per i carri, il \u201cPanther\u201d ha dato ottime prove, ed \u00e8 il miglior carro esistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto fredda l\u2019analisi operativa. Il nemico da batter rimane sempre la Russia e nessun accordo con essa pu\u00f2 essere realizzato, poich\u00e9 il prezzo ne sarebbe la perdita di territori che sono essenziali per tenere in piedi i livelli produttivi dell\u2019industria tedesca. Ma una volta battuta l\u2019Armata Rossa, si potr\u00e0 \u201ctornare al Mediterraneo\u201d e risolvere facilmente la crisi militare italiana. Per ora, quindi, bisogna reggere, utilizzando al meglio i non grandi mezzi a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella terza parte della sua conferenza militare poich\u00e9 tale essa \u00e8, Hitler disegna un quadro molto duro della capacit\u00e0 italiana a combattere, sia in generale, che specialmente in Sicilia. Dice che \u00e8 inutile mandare aerei tedeschi, se poi essi vengono distrutti al suolo per difetto di una buona contraerea e di apprestamenti adatti. Ed \u00e8 inutile inviare truppe di alto valore come le Divisioni corazzate e \u201cPanzergrenadiere\u201d, se non esiste un supporto di fanterie capaci di mantenere un fronte. Critica i comandi, l\u2019organizzazione dei porti, le incomprensibili lungaggini burocratiche\u00a0 che &#8211; per esempio \u2013 impediscono la costruzione rapida di aeroporti per l\u2019opposizione dei proprietari dei terreni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E conclude dicendo, in buona sostanza, che la Germania poco pu\u00f2 fare in questa situazione: l\u2019Italia dovr\u00e0 contentarsi di qualche centinaio di aerei, ma non subito, e concentrarsi sulla difesa della Sicilia. Se si potr\u00e0 tenerla, allora il Comando tedesco potr\u00e0 avviarvi qualche altra Divisione di qualit\u00e0. Ma se si decide di abbandonarla, meglio subito che pi\u00f9 tardi, in modo da recuperare i reparti che vi stanno combattendo. Si penser\u00e0 poi ad una riconquista, che non si presenta difficile, visto che gli Alleati non potranno mantenere sull\u2019isola a tempo indefinito le due Armate che vi sono sbarcate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sappiamo con esattezza che Hitler si trova a Feltre, avendo in tasca un \u201cmemorandum\u201d del suo O.K.W., secondo il quale non \u00e8 possibile raddrizzare la situazione italiana, senza prima aver messo finalmente in piedi un \u201cComando unificato\u201d che, in un modo pi\u00f9 o meno mascherato, dia ai tedeschi, e soltanto a loro, l\u2019effettiva direzione delle operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Hitler ha chiesto se ci fosse un generale italiano all\u2019altezza del compito, i suoi han risposto in coro \u201cnessuno\u201d: ed hanno suggerito un paio di formule destinate, secondo loro, a raggiungere lo scopo senza provocare reazioni pericolose. Ma Hitler non chieder\u00e0 questo, e non certo\u00a0 &#8211; come \u00e8 stato scritto \u2013 per un riguardo al \u201csuo amico\u201d Mussolini. Da buon politico, egli sa che la formula \u00e8 impraticabile, specie sui tempi brevi e brevissimi che la sorte mette a disposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non comunque in una Nazione moderna, la cui organizzazione ed amministrazione richiede un livello di consenso molto alto. Men che meno in tempo di guerra, su popolazioni stanche e Forze Armate gi\u00e0 molto provate. Certo, si pu\u00f2 emettere un\u2019Ordinanza e collocare Kesselring o Rommel al vertice militare:\u00a0 ma il vero problema sono le reazioni, le passioni, le suscettibilit\u00e0 di 200 mila ufficiali italiani, quelle di due milioni di soldati, marinai ed aviatori, quelle di una popolazione forse non ancora sfiduciata del tutto, ma pericolosamente in bilico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le volte che Hitler si \u00e8 trovato di fronte a questa tipica situazione, ha ricercato e mantenuto al possibile una soluzione \u201cstandard\u201d: rispetto totale delle strutture statali dei paesi occupati\u00a0 o alleati, controllo attraverso i \u201ccapi carismatici\u201d locali, dai Petain agli Antonescu, dagli Horthy ai Mannerheim.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019Italia 1943, la soluzione di Hitler \u00e8 la stessa, ma \u00e8 anche l\u2019unica praticabile con qualche probabilit\u00e0 di successo. Occorre sostenere Mussolini in modo che egli sia in grado di ricontrollare la situazione, almeno per qualche tempo. Non si tratta \u2013 lo vedremo \u2013 di un puro espediente dilatorio, poich\u00e9 nel pentolone del Cancelliere bolle in realt\u00e0 una zuppa di sapore completamente nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una guerra su due fronti quale si sta combattendo, \u00e8 vero che gli Alleati occidentali dovrebbero accettare una \u201cpace bianca\u201d se si riuscisse a sconfiggere in modo definitivo la Russia sovietica. Ma \u00e8 anche vero il contrario: se gli Alleati fossero messi fuori combattimento, Stalin dovrebbe piegarsi o esser distrutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora a Natale del 1944 con la battaglia delle Ardenne, Hitler proseguir\u00e0, in peggiori condizioni, pi\u00f9 o meno lo stesso schema: bloccare ad ovest, per poter fare i conti finali ad est. Di questo, a Feltre non si parla, bench\u00e9 si debba onestamente dire che un uditorio pi\u00f9 attento, soprattutto pi\u00f9 qualificato culturalmente avrebbe dovuto intuire una grossa parte dei nuovi piani tedeschi, proprio dalla tecnica e dagli argomenti utilizzati da Hitler, con successo, per rafforzare la posizione di Mussolini, fino al punto di fargli reinghiottire il suo del resto gi\u00e0 debole proposito di arrivare ad un \u201caut &#8211; aut\u201d con i tedeschi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai generali e\u00a0 politici italiani presenti, ipnotizzati dalla schizofrenica persuasione che sia davvero possibile ottenere da Hitler il castrarsi da solo, chiedendogli il \u201cpermesso\u201d di sganciare l\u2019Italia dall\u2019alleanza in cambio di una neutralit\u00e0 utopistica, sfugge persino la sottigliezza psicologica che il Cancelliere tedesco dispiega per raggiungere il suo scopo. La chiave di Hitler gira due volte. La prima \u00e8 pubblica, davanti a Mussolini ed alla delegazione italiana. Subito dopo aver parlato delle \u201cdelusioni\u201d ricavate dalla guerra sui mari e nell\u2019aria, egli fa un circospetto ma chiaro accenno alle sue \u201carmi nuove\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frederick Deakin \u00e8 lo storico che ce ne ha tramandato il resoconto pi\u00f9 ampio: \u201c\u2026.accenn\u00f2 poi (Hitler) a due nuovi armi sulle quali egli non vuole comunicare particolari, che alla fine dell\u2019inverno verranno impiegate contro gli inglesi e contro le quali essi non disporranno di alcuna difesa. Anche la Germania non avrebbe avuto alcuna difesa contro di esse, salvo che per la sua posizione geografica\u201d (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo giro di chiave \u00e8 privato. Alle 12,15 la Conferenza ha avuto una prima interruzione, essendo giunte da Roma notizie drammatiche che hanno violentemente agitato Mussolini. La Capitale, coincidenza mirabile anche questa, \u00e8 sotto attacco aereo, con danni pesanti e molte vittime. Hitler assiste impassibile alle emozioni e reazioni della delegazione italiana, poi riprende il suo discorso: forse \u00e8 l\u2019unico a scorgere nel sorprendente bombardamento della \u201ccitt\u00e0 sacra\u201d per eccellenza un segnale preciso non tanto della determinazione alleata, quanto dell\u2019esistenza di un meccanismo bilaterale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un atto, una sincronia giustificatoria di quanto si sta preparando sul piano politico. Alle una si va a tavola, ma per la prima volta i due dittatori si appartano senza testimoni in una saletta riservata. I militari-camerieri entrano ed escono, forse interviene una volta o due anche l\u2019interprete, ma nessun\u2019altro.<\/p>\n<div id=\"attachment_14708\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Roma-1943.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14708\" class=\"wp-image-14708 size-full\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Roma-1943.jpg\" alt=\"Roma 1943\" width=\"240\" height=\"164\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14708\" class=\"wp-caption-text\">Roma bombardata<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Deakin, l\u2019unica testimonianza diretta\u00a0 su quanto venne detto in quella rapida colazione, risale agli appunti di Mussolini, stesi circa un mese dopo, nei suoi \u201cPensieri pontini e sardi\u201d, nei quali \u00e8 detto: \u201cDopo le dichiarazioni del Fuhrer ebbe luogo il nostro primo scambio di opinioni a quattr\u2019occhi. Mi comunic\u00f2 due fatti essenziali: 1) la guerra sottomarina sarebbe stata ripresa con nuovi mezzi: 2) a fine agosto la flotta aerea di rappresaglia avrebbe cominciato ad operare contro Londra che sarebbe stata cancellata dalla faccia della terra in una settimana. Gli risposi, tra l\u2019altro, che in attesa di questi attacchi, la difesa dell\u2019Italia doveva in ogni modo essere rafforzata\u2026.\u201d (24)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 o meno tutte le fonti indirette accettano la verit\u00e0 sostanziale di questo appunto mussoliniano. Ma ne abbiamo almeno altre due, pressoch\u00e9 dirette, di grande valore. La prima \u00e8 quella di Leonardo Simoni, pseudonimo di Michele Lanza, Segretario all\u2019Ambasciata Italiana di Berlino, il quale sotto la data del 20 luglio riferisce con una certa ampiezza il resoconto reso ai colleghi diplomatici dell\u2019Ambasciatore Dino Alfieri, appena rientrato da Feltre. \u201cMa di sganciamento si \u00e8 parlato? (chiedono essi). Di sganciamento? Neppur per sogno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I due capi si sono parlati in tono cordiale e cameratesco. Hitler ha fatto un\u2019esposizione molto esauriente della situazione. Ha formalmente promesso l\u2019invio di alcune Divisioni in Italia. E\u2019 sicuro di vincere\u2026\u201d \u201cMa Lei, non ha parlato chiaro al Duce?\u201d \u201cSi\u2026si\u2026., anche Ambrosio e Bastianini gli hanno parlato. Credo che il Fuhrer gli abbia detto, in segreto, cose molto importanti: forse i motivi su cui fonda la sua certezza assoluta di vittoria. Il Duce voleva riferirne ad Ambrosio nel viaggio di ritorno\u201d (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altra testimonianza \u00e8, ancora, di Dino Grandi. Recatosi a colloquio da Mussolini, tre giorni dopo Feltre, a sera del 22 luglio, si sente dire: \u201cHai finito? \u2013 mi domand\u00f2 glacialmente \u2013 Ebbene, sappi \u2013 mi replic\u00f2 \u2013 alcune cose che dovrai fissarti bene in mente e sulle quali ti invito a meditare quando sarai uscito di qua: 1) la guerra \u00e8 ben lungi dall\u2019essere perduta: avvenimenti straordinari si verificheranno tra poco nel campo politico e militare, tali da capovolgere interamente le sorti della guerra: Germania e Russia si accorderanno: l\u2019Inghilterra sar\u00e0 distrutta\u2026..\u201d (26)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 delle parole, la prova migliore che quella \u201ccolazione a due\u201d costitu\u00ec davvero il punto risolutivo dell\u2019incontro, ci viene da quanto accadde immediatamente dopo. Difatti, Mussolini fece sapere alla sua delegazione che non ci sarebbe stata un\u2019appendice pomeridiana e che si sarebbe ripartiti alle 16. Subito, Ambrosio, Bastianini ed Alfieri gli si fecero attorno, interrogandolo sul punto che a loro stava a cuore, se cio\u00e8 egli avesse sottoposto ad Hitler una richiesta di sganciamento concordato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Mussolini rispose \u201cNon ce n\u2019\u00e8 stato bisogno. Mander\u00e0 tutto quanto \u00e8 necessario\u201d. Poi, sedutosi, fece un breve discorso, un po\u2019 teatrale, sull\u2019impossibilit\u00e0 morale e pratica dell\u2019Italia di uscire davvero dalla guerra. Attese Hitler in giardino, poi le due carovane si mossero verso Feltre e Treviso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 importante stabilire che l\u2019interruzione dei colloqui non avvenne su iniziativa di Hitler, che anzi ne apparve \u201cstupito e stizzito\u201d, ma per volont\u00e0 di Mussolini. Ed ancora pi\u00f9 importante \u00e8 capirne le ragioni: che non potevano risiedere nella necessit\u00e0 di rientrare a Roma in conseguenza\u00a0 del bombardamento della mattina, cos\u00ec come anche \u00e8 stato detto, bens\u00ec nel fatto puro e semplice che Mussolini, nella colazione privata, era stato veramente messo a giorno di un elemento non ipotetico, ma preciso, capace di imprimere una svolta alla guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un piano a breve scadenza, puntato sulla distruzione di Londra, e con essa, dell\u2019Inghilterra. Sullo sfondo, un accordo con la Russia. Non ha molto senso indagare se Mussolini vi credette totalmente, parzialmente o niente del tutto, poich\u00e9 il fatto essenziale \u00e8 che egli vi vide il mezzo per superare la sua crisi politica. Avrebbe presentato ai suoi vacillanti \u201cfedelissimi\u201d ed al Re questa grossa novit\u00e0, attribuendo a loro ed a lui la responsabilit\u00e0 di prendere decisioni irreversibili \u201cprima\u201d della prevista distruzione del nemico occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli sicuramente pens\u00f2 che nessun uomo con la testa sulle spalle avrebbe scartato, per pura e semplice incredulit\u00e0, che a brevissimo termine potesse verificarsi davvero una \u201csvolta\u201d cos\u00ec clamorosa: chiunque, perci\u00f2, avrebbe almeno atteso gli avvenimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va osservato che Hitler, nello sbottonarsi sulle rivelazioni, era stato particolarmente abile, poich\u00e9 era partito da una valutazione assai precisa dell\u2019ormai ridottissimo livello del prestigio mussoliniano. Se avesse sciorinato soltanto a lui i suoi segreti, ed avrebbe comunque dovuto farlo tra\u00a0 due esigenze contrastanti, quella di mantenere un riserbo assoluto sui dati essenziali, e quella di rivelarglieli in modo abbastanza ampio e dettagliato da farlo convinto, se dunque gli avesse detto non tutto, ma abbastanza, rimaneva pur sempre sul tavolo il fondato sospetto che \u201cgli altri\u201d non gli avrebbero creduto, avrebbero pensato sicuramente ad un trucco, ad una comoda scappatoia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 per questa ragione che Hitler interviene sulle \u201carmi segrete\u201d gi\u00e0 nella mattina, nella riunione plenaria, comunicando che esse esistono, che verranno impiegate contro gli inglesi alla fine dell\u2019inverno, ma che \u201cper ora\u201d non ne riveler\u00e0 i dettagli. E\u2019 l\u2019indispensabile puntello che servir\u00e0 a Mussolini per essere creduto. Su questo meccanismo, poggia probabilmente anche la differenza tra i \u201ctempi\u201d dell\u2019annunziata distruzione. In pubblico, Hitler dice \u201ca fine inverno\u201d, in privato \u201ca fine agosto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di due scenari radicalmente diversi, quanto ad incidenza politica: l\u2019Italia pu\u00f2 reggere per un altro mese, non per otto o nove, e del resto, quando si \u00e8 in guerra, cio\u00e8 nel corso rapidissimo degli avvenimenti, non ha molto senso prospettare realt\u00e0 gi\u00e0 malcerte come sostanza, opinabilissima poi in funzione di un remotissimo futuro. Eppure Hitler \u00e8 costretto a tale doppio binario, poich\u00e9 il \u201cquando\u201d di un\u2019operazione militare di vastissima portata \u00e8 ovviamente un segreto vitale: e perci\u00f2, lo precisa solo a Mussolini, il quale \u2013 va rilevato \u2013 ne mantiene lo stretto riserbo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in Gran Consiglio dir\u00e0 soltanto \u201c\u2026.\u00e8 prossimo il momento\u201d (27). Si vedr\u00e0 che in effetti l\u2019indicazione di \u201cfine agosto\u201d \u00e8 quella che corrisponde alla realt\u00e0 dei fatti, quali ora li conosciamo. Non \u00e8 per\u00f2 inutile tornare al problema della maggiore o minore credulit\u00e0 di Mussolini, poich\u00e9 esso coinvolge di necessit\u00e0 un giudizio sia sulla sua personalit\u00e0, che sull\u2019importanza del Convegno di Feltre come matrice di quanto successe poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli storici di oggi, senza eccezione, lo definiscono \u201cun insuccesso\u201d, partendo dall\u2019idea che Mussolini e la delegazione italiana vi si siano recati al minimo per porre un \u201caut-aut\u201d ai tedeschi, ed al massimo un consenso allo sganciamento. Se anche fu cos\u00ec, e non \u00e8 detto, si pu\u00f2 parlare di insuccesso soltanto relegando in un angolo le rivelazioni di Hitler, che invece costituirono il \u201cproblema nuovo\u201d di fronte al quale si trov\u00f2 Mussolini, probabilmente con grande e comprensibile sollievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si trattava infatti di decidere sullo stato della guerra qual appariva in quel momento, ma di farlo in base ad una prospettiva diversa, ed a breve scadenza per giunta. Eran cio\u00e8 cambiate le basi del giudizio, perch\u00e9 era stato messo sul tavolo un dilemma dal quale si poteva ragionevolmente uscire soltanto con l\u2019attesa. Per non credere ad Hitler, <span style=\"text-decoration: underline;\">in quel momento<\/span>, i motivi erano pochi, ma soprattutto di genere extrarazionale, cio\u00e8 poco validi su piano di responsabilit\u00e0 politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/carri-tedeschi.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-14709\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/carri-tedeschi.png\" alt=\"carri tedeschi\" width=\"250\" height=\"168\" \/><\/a>In quel luglio terribile, la \u201cWehrmacht\u201d disponeva ancora di 335 Divisioni, pi\u00f9 altre 30 finlandesi, romene ed ungheresi, e l\u2019estensione dell\u2019impero nazista andava ancora da Capo Nord a Creta, e dai Pirenei al Donetz. La gigantesca macchina industriale tedesca, notevolmente sostenuta dalla collaborazione di quella francese, raggiunse nel 1943 i suoi livelli pi\u00f9 alti, sfornando 27.000 cannoni, 12.000 carri e pi\u00f9 di 22.000 aerei: n\u00e9, in quell\u2019inizio d\u2019estate, potevano ancora essere misurati i grandi ritardi accumulati fino al 1942 col rifiuto di Hitler ad una mobilitazione veramente totale, n\u00e9 gli errori concettuali che si erano compiuti o si stavano compiendo in un corretta politica degli armamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche i grandi bombardamenti Alleati, pur rovinosi, erano appena al loro debutto, e nessuno poteva ancora prevedere quale risultato avrebbero prodotto, o formulare un giudizio sicuro sulla capacit\u00e0 di resistenza delle popolazioni tedesche. Anche sul piano delle operazioni terrestri era difficile azzardare pronostici. C\u2019era stata Stalingrado, ma appena quaranta giorni dopo la \u201cWehrmacht\u201d aveva brillantemente riconquistato Karkhov, bloccando l\u2019Armata Rossa, e ripristinando sui suoi comandanti il proprio vecchio ascendente professionale. Insomma, come sempre succede in guerra, i pessimisti disponevano di carte altrettanto buone che i loro avversari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mussolini, dunque, non aveva motivi particolari per non credere ad Hitler. Dopotutto era un italiano, affascinato ed anche avvilito dai grandi successi tedeschi. Non aveva alcuna capacit\u00e0 di giudizio tecnica, specialmente militare, e non era quindi in grado di farsi un\u2019idea personale sulla fattibilit\u00e0 reale di un piano che prevedeva la distruzione di Londra ed una \u201cspettacolare svolta\u201d nella guerra. Per\u00f2 sapeva che Hitler non lo aveva mai ingannato, se non nei limiti di quell\u2019approssimazione delle previsioni, senza la quale non ci sarebbe davvero pi\u00f9 alcun problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva detto che avrebbe battuto la Francia in sei settimane, e lo aveva fatto in cinque. Aveva ripristinato la situazione in Grecia con la rapidit\u00e0 della folgore. Aveva preso Creta e sguinzagliato per\u00a0 i mari pi\u00f9 di 300 sommergibili che, almeno sino all\u2019aprile, avevano rischiato di tranciare per davvero le comunicazioni alleate nord atlantiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel fidarsi, Mussolini possedeva anche un elemento in pi\u00f9, sul quale \u00e8 sempre stata stesa una pesante coltre di silenzio. Era assai bene al corrente sui progressi delle armi segrete tedesche, e gi\u00e0 da molto tempo. Ufficiali italiani avevano assistito ai lanci, ed industriali italiani si erano visti sottoporre dai tedeschi i piani dettagliati di quegli \u201caerei senza pilota\u201d, che poi sarebbero stati denominati V1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I canali diplomatici e gli addetti militari avevano recato altre informazioni, per cui l\u2019unica vera rivelazione della \u201ccolazione a due\u201d, non era tanto quella dell\u2019esistenza di tali armi, ma il piano della loro utilizzazione a breve termine. Ovviamente, si debbono distinguere due livelli di conoscenza: quello di Mussolini e dei suoi capi militari, per i quali l\u2019esistenza delle armi nuove non era un segreto, e quello dei gerarchi minori, nonch\u00e9 del pubblico, che non ne sapevano nulla, al di l\u00e0 delle voci pi\u00f9 o meno fantasiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedremo meglio il quadro complessivo di parte italiana del peso che questa svolta tecnologica ebbe o no sulla valutazione dello stato della guerra, ma \u00e8 importante notare sin da questo momento che il silenzio ancor oggi gravante su questo aspetto particolare del mosaico, acquista il valore di una rimozione intenzionale: negli attori di quel lontano dramma, e nei loro epigoni e commentatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mussolini rientra a Roma la sera del 19 luglio e subito d\u00e0 disposizioni a Carlo Scorza, Segretario del Partito, perch\u00e9 convochi il Gran Consiglio per sabato, 24 luglio, ad ore 17. A Grandi che cautamente si informa a che si debba quello che evidentemente \u00e8 un fatto nuovo, lo stesso Scorza risponde: \u201cNon lo so. E\u2019 tornato da Feltre con questa idea\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio su Feltre, Mussolini va dal Re a riferire, la mattina del 22. Su questo colloquio sappiamo pochissimo, poich\u00e9 i resoconti dei due protagonisti hanno un identico grado di laconicit\u00e0, se non di reticenza: e ben si capisce che il De Felice abbia chiamato questa una \u201cvexata quaestio\u201d, costruendovi sopra un\u2019interpretazione che, se non manca di finezza psicologica, tuttavia non risponde affatto alle non ignorabili implicazioni di ci\u00f2 che gi\u00e0 sappiamo per certo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi pu\u00f2 infatti essere alcun dubbio che con il Monarca Mussolini pose al centro del discorso quello stesso dilemma sul \u201ccolpo\u201d di fine agosto che Hitler gli aveva illustrato appena tre giorni prima: se, di l\u00ec a quattro o cinque settimane si fosse davvero verificato il capovolgimento delle sorti, nessuna decisione irrevocabile poteva essere presa prima di quella data.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorreva dunque aspettare.I testimoni esterni di quel colloquio,\u00a0 ci hanno lasciato una descrizione attendibile, ed abbastanza strana, dell\u2019atteggiamento sia del Re che di Mussolini: \u201cinquieto ed accigliato\u201d il primo, \u201cdisteso e sereno\u201d il secondo. E ben se ne comprende il perch\u00e9: lungi dal doversi limitare ad attendere che qualcuno o qualcosa gli fornisse un appiglio costituzionale all\u2019apertura di una crisi, ora il dilemma richiedeva al Re una vera e propria decisione autonoma, e l\u2019assunzione di una responsabilit\u00e0 \u201cdi fatto\u201d che, tra l\u2019altro, non rientrava neppure nelle sue prerogative sovrane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credere a Mussolini era altrettanto pericoloso che non credergli: comunque stava a lui. Il 18 ottobre di quell\u2019anno, quindi dopo la tragedia dell\u2019armistizio, il Maresciallo Badoglio riun\u00ec in Agro San Giorgio Jonico un gruppo di avviliti ufficiali del nascente \u201cRegno del Sud\u201d e cerc\u00f2 di risollevarne gli spiriti con un discorso mezzo soldatesco e mezzo politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver rinverdito, ad ogni buon fine, i suoi allori, lontani e piuttosto pacati, venne a parlare dell\u2019accusa di \u201ctradimento\u201d che la Repubblica di Sal\u00f2\u201d gli rivolgeva quotidianamente dai suoi giornali, e disse: \u201c\u2026Tornato a Roma (da Feltre) Mussolini assicur\u00f2 il Re che, in ogni caso, si sarebbe sganciato dalla Germania entro il 15 settembre. Lo sa Ambrosio, che \u00e8 qui,\u00a0 e lo sanno diversi Ministri fascisti, che son rimasti di l\u00e0, non so pi\u00f9 se nemici o amici o perseguitati di Mussolini\u2026.\u201d (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa affermazione, che poi Badoglio ammise di aver ricavato da quanto \u201cprobabilmente\u201d gli aveva riferito Vittorio Emanuele, non \u00e8 mai stata smentita da alcuno: ed anzi lo stesso Badoglio la ripet\u00e9, negli identici termini, davanti alla Commissione d\u2019inchiesta per la mancata difesa di Roma, il 29 dicembre 1944. Se ne trova conferma anche nel \u201cDiario\u201d del generale Puntoni, Primo Aiutante di Campo del Re e \u2013 con alcune difficolt\u00e0 di interpretazione \u2013 anche nella monumentale opera di Churchill, l\u00e0 dove egli, senza ancora conoscere il \u201cDiario\u201d del generale, dice espressamente: \u201cMussolini rispose (al Re, nel colloquio del 22 luglio) a quanto sembra, che sperava di svincolare l\u2019Italia dall\u2019alleanza dell\u2019Asse per il 15 settembre\u201d (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, questa notizia e questa data, gi\u00e0 circolavano a Roma negli ambienti \u201cbene informati\u201d fin dalla sera del colloquio del 22. Va aggiunto quanto accoglie Deakin, traendolo da un testo apologetico posteriore al settembre 1943, redatto a Bari, dall\u2019addetto stampa del Governo del Sud, ed intitolato \u201cIl segreto dei due Re\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Narrando del colloquio del 22 luglio, vien fatto dire dal Monarca: \u201cVenne a parlarmene (Mussolini). Gi\u00e0 sapevo del colloquio (di Feltre) anche per quanto mi aveva riferito, oltre al generale Ambrosio, il colonnello Montezemolo\u2026.La situazione era ormai tale che bisognava porre il dilemma ai tedeschi\u2026.Preferisco evitare rovine e dolori al mio Paese, piuttosto che sacrificare tutto ad una resistenza ormai inutile\u2026(Mussolini) prese a parlarmi delle armi segrete tedesche. Lo interruppi: \u201cLe migliori armi segrete sono quelle pi\u00f9 conosciute\u201d. Si conged\u00f2 da me\u201d. (30)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insieme di queste scarne testimonianze non autorizza affatto le conclusioni che ne sono state tratte poi, fino ad oggi. Intanto, perch\u00e9 non spiega il diverso livello emozionale dei due, sereno quello di Mussolini, nervoso ed irritato quello del Re. Ma poi, non d\u00e0 conto della straordinaria fiducia nel Re che sorresse Mussolini per i due giorni successivi e durante tutta la prima parte della storica seduta del Gran Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una fiducia che egli poi defin\u00ec \u201cingenua\u201d: un aggettivo che tuttavia non vuol dire stupida, o irrealistica, nel senso \u2013 appunto \u2013 che Mussolini, recandosi al Gran Consiglio riteneva in buona fede che il colloquio del 22 luglio fosse stato per lui positivo. Salvo accorgersi durante la seduta, e son le uniche due ipotesi possibili, o che si era prodotto un \u201cfatto nuovo\u201d, o che il Re gli aveva mentito. In tutti\u00a0 e due i casi, per\u00f2, non era nel conto il \u201cfatto\u201d, ma soltanto la valutazione di esso: o, addirittura, che alla prima valutazione il rapidissimo svolgersi delle cose, ne avesse resa obbligatoria una seconda. Che Mussolini fece soltanto alla mezzanotte del 24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sede di interpretazione, gli storici hanno adottato all\u2019unanimit\u00e0 l\u2019idea che nel colloquio del 22 Mussolini abbia avanzato l\u2019idea di una proroga, ed hanno motivato questa convinzione con la supposizione che il dittatore fosse alla ricerca di un modo \u201conorevole\u201d per trarsi d\u2019impiccio. Ma questo castelletto di ipotesi non tiene conto del fatto che, in quel momento, Mussolini non era e non si sentiva ancora in pericolo, convinto com\u2019era di poter riportare all\u2019ovile i suoi gerarchi dissidenti e frondisti: e d\u2019altra parte conscio del fatto che al Re, un Re costituzionale fino al formalismo, mancava sino a quel momento qualsiasi appiglio legale e morale per aprire una crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto quel che sappiamo milita appunto a sostenere l\u2019idea che la convocazione del Gran Consiglio, nel pensiero di Mussolini, fosse finalizzata allo scopo di potersi presentare poi al Re, forte del suo vecchio sostegno politico. E che su questo contasse proprio in funzione dell\u2019imminente \u201csvolta\u201d bellica che Hitler gli aveva prospettato. Non dovrebbe dunque esservi dubbio alcuno su quale fu la strategia sostanziale di Mussolini nel colloquio del 22 luglio. Egli non chiese nulla, ma si limit\u00f2 a dire quanto sapeva: secondo ogni vista cio\u00e8, era altamente probabile che alla fine di agosto, e dunque di l\u00ec a quattro o cinque settimane, Londra sarebbe stata distrutta dalle nuove armi tedesche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali che fossero i dubbi e le riserve in materia, sarebbe stato il colmo di una sinistra e beffarda ironia se l\u2019Italia avesse deciso di abbandonare il combattimento \u201ccinque minuti prima di mezzanotte\u201d. Anche perch\u00e9 in tal caso, la vendetta tedesca sarebbe stata dieci volte pi\u00f9 terribile di quella con la quale si dovevano fare i conti gi\u00e0 in quel momento. Nel caso poi di una \u201cpace bianca\u201d generale, all\u2019Italia sarebbe toccata la sorte peggiore, \u201ca Dio spiacente e a li nimici sui\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019unica soluzione possibile era dunque quella di attendere: se al 15 settembre il \u201ccolpo\u201d non si fosse verificato, si sarebbero prese altre decisioni, pi\u00f9 facili in quanto si sarebbe potuto dire ai tedeschi, \u201cci avete ingannato una volta di pi\u00f9\u201d. \u00a0Proprio l\u2019irritazione di Vittorio Emanuele, unita al fatto, indiscutibile, che al colpo di Stato <span style=\"text-decoration: underline;\">non<\/span> fece seguito un\u2019immediata cessazione delle ostilit\u00e0, n\u00e9 alcuna seria presa di contatto con gli Alleati almeno sino al termine della seconda decade dell\u2019agosto, provano largamente che a quella strategia mussoliniana non v\u2019erano alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 una volta il Re aveva detto che \u201cla scelta del tempo era il problema essenziale\u201d, ed ora si trovava proprio davanti a questo problema. Lo risolse nell\u2019unico modo possibile, attendendo; ma procur\u00f2, con la defenestrazione di Mussolini, di allargare al massimo le sue possibilit\u00e0 di contrattazione con gli Alleati, se e quando si fosse rivelato necessario rivolgersi davvero a loro. Non li amava e ne diffidava: ma nelle guerre, amici e nemici non si scelgono, si subiscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 molto probabile che Vittorio Emanuele III, numismatico ferratissimo, ma tecnico e tecnico-militare di modestissima levatura, abbia davvero pronunziato la frase attribuitagli sulle vere armi tedesche, \u201cche sono anche le pi\u00f9 conosciute\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa reca le stimmate della sua personalit\u00e0 scettica ed anche quelle della sua sostanziale incapacit\u00e0 a comprendere \u2013 come del resto accadde a quasi tutti \u2013 che il conflitto, nel 1943, era uscito da una sua \u201cprima fase\u201d per cos\u00ec dire artigianale, nella quale si era combattuto con armi di poco migliori di quelle \u201cgi\u00e0 conosciute\u201d: ed aveva imboccato una \u201cseconda fase\u201d militarmente e scientificamente rivoluzionaria, che avrebbe lasciato in eredit\u00e0 alla seconda met\u00e0 del secolo Ventesimo una terrificante serie di scoperte e ritrovati, la cui funzione di \u201carma\u201d sarebbe stata soltanto una piccola parte di quella pi\u00f9 generale, essenzialmente politica e persino filosofica.<\/p>\n<div id=\"attachment_14710\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/V1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-14710\" class=\"wp-image-14710 size-medium\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/V1-300x166.jpg\" alt=\"V1\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/V1-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/V1.jpg 301w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-14710\" class=\"wp-caption-text\">La V1, una delle &#8220;armi segrete&#8221; di Hitler<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I grandi razzi intercontinentali, accoppiati all\u2019energia atomica, i radar e le calcolatrici ultrarapide, i gas nervini e le colture batteriologice, gli aerei a reazione ed i sommergibili velocissimi e pressoch\u00e9 inaffondabili, persino l\u2019inevitabile avvento della Televisione avrebbero comportato uno sconvolgimento tanto tellurico nell\u2019ordinario concetto di guerra, da richiedere strumenti intellettuali nuovi di zecca per valutarli appieno, e da vanificare addirittura il significato di \u201cvittorie\u201d e \u201csconfitte\u201d: che sarebbero nate non pi\u00f9 sul campo, ma molto prima, nei laboratori scientifici, nell\u2019organizzazione industriale, nell\u2019intelligenza dei gruppi-guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Vittorio Emanuele davvero non credette alle \u201carmi segrete\u201d, bisogna dire che si sbagli\u00f2, almeno sul piano teorico. Proprio in quel momento le dieci o dodici persone decisive del War Cabinet di Londra erano preda di un \u201cfreddo panico\u201d conseguente a quanto un agente \u201csicuro ed autorevole\u201d in Svizzera aveva segnalato col telegramma 189 del 23 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giunto personalmente a Churchill, esso fu consegnato a Lord Cherwell, suo consigliere scientifico, il 1\u00b0 luglio, recandolo a mano e sotto il vincolo del pi\u00f9 assoluto segreto. Esso diceva: \u201cI tedeschi annunziano per agosto un attacco aereo devastatore contro la Gran Bretagna, farebbero ricorso a bombe ad aria liquida di terribile forza distruttiva, cos\u00ec come ad altri mezzi non precisati, ma ancora non impiegati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 precisato se si tratti di gas. L\u2019attacco sarebbe di un tipo nuovo e di una violenza irresistibile ed avrebbe \u2013 si garantisce \u2013 per effetto un grande scacco per il nemico, e probabilmente una vittoria decisiva dell\u2019Asse\u201d. Nella settimana seguente, dunque al principio di luglio, un secondo rapporto dello stesso agente parlava esplicitamente, e per la prima volta, di un\u2019arma atomica, con una portata teorica di 800 chilometri, pratica di 480, di 40 tonnellate di peso e lunga 20 metri. Il primo terzo \u2013 proseguiva l\u2019informatore \u2013 era costituito da un\u2019ogiva contenente un esplosivo \u201ctipo disintegrazione dell\u2019uranio\u201d, e l\u2019arma era in costruzione nell\u2019isola di Usedom, a Brema, Friedrickshafen e Vienna. Sarebbe stata operativa per il 1\u00b0 settembre. (31)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi due rapporti, e gli altri giunti a Londra, prima e dopo da fonti diverse non potevano non provocare un allarme eccezionale in Churchill e Lord Cherwell: essi erano tra i protagonisti al corrente di quanto si stava facendo negli Stati Uniti per giungere alla realizzazione di un ordigno atomico. Ma sapevano molto bene ed in pi\u00f9 che anche la Germania poteva essere sulla stessa strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Otto Hahn e Lize Meitner avevano scoperto la disintegrazione dell\u2019uranio dal febbraio 1939, e non c\u2019erano ragioni valide per pensare che il primo, che poi era anche il miglior fisico a livello mondiale, nonch\u00e9 capo del celebre \u201cKaiser Wilhelm Institut\u201d se ne fosse rimasto con le mani in mano. C\u2019era Hahn e c\u2019era in Cecoslovacchia tutto l\u2019uranio che si voleva. E dunque il rischio era gravissimo, persino se gli attacchi non fossero avvenuti \u201cal nucleare\u201d, ma a gas, ed anche col comune esplosivo. (32)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo \u201cfreddo panico\u201d, nacque il convulso seguito degli avvenimenti, che dovemmo subire senza comprenderli appieno: n\u00e9 allora, n\u00e9 oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/wwwhttps:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1714\">torna alla prima parte<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Bandini (segue da: Capitolo Primo\u00a0\u00a0 Amnesie)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":14698,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[97,90,24,96],"tags":[185,183,1140],"class_list":["post-1716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fascismo","category-ii-guerra-mondiale","category-storia","category-storia-italiana","tag-fascismo-2","tag-mussolini","tag-seconda-guerra-mondiale","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>1943 - L&#039;estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"1943 - L&#039;estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2005-11-23T08:44:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2014-12-02T20:37:18+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"160\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"260\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"28 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"1943 &#8211; L&#8217;estate delle tre tavolette (2)\",\"datePublished\":\"2005-11-23T08:44:53+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-02T20:37:18+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/\"},\"wordCount\":5642,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/3-tavolette_cover.png\",\"keywords\":[\"fascismo\",\"Mussolini\",\"Seconda Guerra Mondiale\"],\"articleSection\":[\"Fascismo\",\"II Guerra Mondiale\",\"Storia\",\"Storia italiana\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/\",\"name\":\"1943 - L'estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/3-tavolette_cover.png\",\"datePublished\":\"2005-11-23T08:44:53+00:00\",\"dateModified\":\"2014-12-02T20:37:18+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/3-tavolette_cover.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/3-tavolette_cover.png\",\"width\":160,\"height\":260},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"1943 &#8211; L&#8217;estate delle tre tavolette (2)\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"1943 - L'estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"1943 - L'estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2005-11-23T08:44:53+00:00","article_modified_time":"2014-12-02T20:37:18+00:00","og_image":[{"width":160,"height":260,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png","type":"image\/png"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"28 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"1943 &#8211; L&#8217;estate delle tre tavolette (2)","datePublished":"2005-11-23T08:44:53+00:00","dateModified":"2014-12-02T20:37:18+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/"},"wordCount":5642,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png","keywords":["fascismo","Mussolini","Seconda Guerra Mondiale"],"articleSection":["Fascismo","II Guerra Mondiale","Storia","Storia italiana"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/","name":"1943 - L'estate delle tre tavolette (2) - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png","datePublished":"2005-11-23T08:44:53+00:00","dateModified":"2014-12-02T20:37:18+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/3-tavolette_cover.png","width":160,"height":260},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/1943-lestate-delle-tre-tavolette-2\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"1943 &#8211; L&#8217;estate delle tre tavolette (2)"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1716"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14711,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1716\/revisions\/14711"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14698"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}