{"id":1680,"date":"2005-11-10T16:49:22","date_gmt":"2005-11-10T15:49:22","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-06-13T10:00:23","modified_gmt":"2016-06-13T08:00:23","slug":"teoria-dellazione-comunista-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/","title":{"rendered":"Teoria dell&#8217;azione comunista in Italia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-34541\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg\" alt=\"Gramsci\" width=\"149\" height=\"200\" \/>S. Alessio, 30 luglio 2001<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">INTRODUZIONE al SEMINARIO ESTIVO di ALLEANZA CATTOLICA:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>il \u00abmarxismo-leninismo-gramscismo\u00bb. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di\u00a0 <strong>Umberto Bringheli<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\u00abChi afferr\u00f2 subito il vero significato dell\u2019Ottobre fu Antonio Gramsci, che salut\u00f2 l\u2019exploit di Lenin come \u201cla rivoluzione contro il Capitale\u201d di Carlo Marx. E al giovane socialista rivoluzionario italiano si deve l\u2019avere acutamente compreso perch\u00e9 quella falsificazione era in realt\u00e0 anche un inveramento: bastava leggere (&#8230;) la dottrina marxiana del crollo del capitalismo non quale scienza, come pretendeva di essere, bens\u00ec quale mito: \u201cGiovan Battista Vico ha detto prima di Marx che anche la credenza nella divina provvidenza ha operato beneficamente nella storia, diventando stimolo dell\u2019azione consapevole\u201d: cosa impedisce che \u201canche la credenza nel \u2018determinismo\u2019 [possa] avere avuto la stessa efficacia in Russia per Lenin e altrove per altri?\u201d.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto altrimenti: cosa impedisce che la credenza di avere dalla propria parte le leggi bronzee dell\u2019economia, anche se ci\u00f2 non \u00e8 vero, abbia sui rivoluzionari \u2013 purch\u00e8 fortemente convinti, e, soprattutto, purch\u00e9 riescano ad infondere quella fede fanatica nei loro seguaci \u2013 la stessa forza di spingerli a tutto osare, che ha avuto sui cristiani la credenza nella Divina Provvidenza, indipendentemente dall\u2019esistenza o inesistenza di Dio? E, si badi, (\u2026) Gramsci \u2013 che intendeva riferirsi in particolare all\u2019Italia e in generale ai Paesi occidentali \u2013 chiariva come la scorciatoia del volontarismo e del mito, il primato della coscienza sull\u2019essere, della politica sull\u2019economia, del potere sulle leggi spontanee di sviluppo della societ\u00e0, della fede sulla scienza (\u2026) si rendeva indispensabile\u00bb [1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sin qui siamo ancora nell\u2019ambito \u00abvolontarista\u00bb del paradigma leniniano. In pi\u00f9, rispetto ad una concezione positivista del materialismo \u2013 potremmo dire \u00abengelsiana\u00bb \u2013 nell\u2019italiano Gramsci prevale quella dialettica, per la quale le basi materiali dell\u2019esistenza (\u00abl\u2019essere\u00bb) sono condizionate, se non determinate, dalle idee, dal pensiero, dalla cultura (\u00abla coscienza\u00bb) [2]. Perci\u00f2, secondo il suo pensiero, in quei paesi sviluppati e civilizzati socialmente e politicamente, in cui la \u00abvia militare\u00bb, golpistica, non \u00e8 quella giusta, o almeno non basta, si pone l\u2019esi-genza di conquistare l\u2019anima della societ\u00e0 prima ancora del suo corpo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mondi ricchi di storia, di articolazione e stratificazione sociale e culturale, dunque, la conquista del potere politico non basta, e men che meno \u00e8 possibile mirarvi attraverso tecniche golpistiche e\/o insurrezionali: la societ\u00e0 ha una sua soggettivit\u00e0 che la rende capace di reazione e resistenza tali da poter infliggere alla Rivoluzione una storica sconfitta. Occorre allora pazientemente conquistarla dal di dentro: se in Russia la Rivoluzione \u00abdall\u2019alto\u00bb \u2013 dal Palazzo alla societ\u00e0 civile \u2013 era stata possibile, anzi era l\u2019unica possibile, \u00abaltrove\u00bb la Rivoluzione deve procedere \u00abdal basso\u00bb, anche accettando sul piano politico un lungo periodo di \u00abguerra di posizione\u00bb [3].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gramsci, riecheggiando tematiche tipiche di un certo pensiero che potremmo definire reazionario [4], distingue tra \u00absociet\u00e0 politica\u00bb (\u00abpaese legale\u00bb, il Palazzo, i luoghi del potere politico-burocratico-amministrati-vo), e \u00absociet\u00e0 civile\u00bb (\u00abpaese reale\u00bb, corpi sociali intermedi, i luoghi dell\u2019autorit\u00e0 e delle gerarchie spontanee o naturali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve conquistare l\u2019egemonia su quest\u2019ultima per essere in condizione di cogliere finalmente il potere politico come un frutto maturo, senza dover poi temere alcun sussulto reattivo [5]: ed intanto, altro vantaggio di questa strategia, la Rivoluzione \u00e8 gi\u00e0 in corso nel profondo della vita sociale, e la successiva conquista anche del potere politico serve a proteggerla nelle sue realizzazioni, a consolidarle e ad accelerarne il processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta insurrezionale, dunque, per il PCI, diventa una subordinata eventuale, e non per ragioni di principio o etiche \u2013 bandite per definizione \u2013 ma perch\u00e9 giudicata inadeguata alla realt\u00e0 italiana [6], e cio\u00e8 perdente [7]. E se qualcuno se ne dimentica o non lo comprende, lo stesso Stalin (Josif Vissarianovic Dzuga\u0161vili, 1879-1953) (\u00abche temeva in particolare una rivoluzione prematura\u00bb [8]) provvede a ricordarglielo: \u00abIl 26 marzo [1948] Molotov telegraf\u00f2 a Kostylev la risposta del Comitato Centrale sovietico per Togliatti: (\u2026) \u201cper quanto riguarda la presa del potere attraverso una insurrezione armata consideriamo che il PCI in questo momento non pu\u00f2 attuarla in nessun modo\u201d\u00bb [9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cosiddetta \u00absvolta di Salerno\u00bb, e cio\u00e8 la decisione di collaborare con la monarchia e con il governo di Pietro Badoglio (1871-1956) accettando di farne parte, comunicata da Togliatti ai suoi allorch\u00e9 rientra in Italia dopo quasi venti anni di assenza nel marzo \u201944, con la quale spegne ogni velleit\u00e0 insurrezionale (\u00abtrasformare la guerra civile \u2013 la cosiddetta Resistenza \u2013 in guerra Rivoluzionaria\u00bb) \u00e8 voluta da Stalin stesso, e comunicata ad un Togliatti che ancora pensava all\u2019insurre-zione nel corso di un colloquio al quale \u00e8 presente Georgi Dimitrov (1882-1949), il potente segretario del Comintern, che lo attesta nei suoi diari: \u00abL\u2019interpretazione della svolta come un atto di indipendenza da parte di Togliatti nei confronti della (\u2026) linea politica di Stalin si dimostra soltanto un mito politico\u00bb [10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, il Partito conserva quell\u2019apparato clandestino illegale ed armato [11] la cui esistenza ed organizzazione era condizione di adesione alla Terza Internazionale [12]: in occasione della riunione costitutiva del Cominform a Szklarska Poreba il 22-27 settembre 1947, \u00abLongo con dignit\u00e0 e una certa fierezza, \u201cVi assicuro\u201d dice fra l\u2019altro \u201cche il nostro partito dispone di un apparato clandestino di speciali squadre che sono dotate, per il momento in cui sar\u00e0 necessario, di ottimi comandanti e di adeguato armamento\u201d\u00bb [13].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutto questo \u00e8 reso possibile anche da una certa benevolenza complice della polizia, che nel 1946, come Togliatti riferisce all\u2019ambasciatore sovietico a Roma, \u00ablascia in pace le forze di sinistra e nello stesso tempo dimostra il suo attivismo nel perseguire e liquidare l\u2019attivit\u00e0 dei fascisti e dei monarchici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la polizia di Roma avesse voluto in questi giorni dare un\u2019occhiata a cosa succede in certe sezioni dei partiti di sinistra avrebbe scoperto alcuni seri mezzi di difesa\u00bb [14] (non \u00e8 da escludere che \u00abl\u2019apparato\u00bb, come i comunisti chiamavano la loro organizzazione armata clandestina [15], \u00abinabissatosi\u00bb, sia poi riemerso all\u2019epoca del terrorismo prima gruppuscolare e poi professionalmente organizzato [16]). Ma, lo si ripete, la prospettiva insurrezionale e l\u2019azione violenta rimangono una subordinata, utile comunque la seconda, e quindi da agitare periodicamente, per intimorire il \u00abnemico di classe\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019egemonia di cui parla Gramsci non si caratterizza come direzione esplicita ovvero come infiltrazione: la sua essenza \u00e8 l\u2019influenza, la penetrazione \u00abradioattiva\u00bb nella societ\u00e0 per informarne la mentalit\u00e0, il costume, la cultura. Ma \u00e8 anche modalit\u00e0 di condizionamento dei centri di decisione e delle polarit\u00e0 di potere attraverso la sapiente creazione di un clima ostile, ovvero favorevole a determinati orientamenti: il partito, moderno principe che organizza i suoi intellettuali organici, cio\u00e8 coloro che preparano la giustificazione ai suoi gesti, si trasforma in gigantesco agente d\u2019influenza, senza tuttavia trascurare il compito di conquistare, l\u00e0 dove \u00e8 possibile, le \u00abcasematte del potere borghese\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tipico, da questo punto di vista, \u00e8 il coordinamento tra l\u2019opera di infiltrazione (facile perch\u00e9 vi si accede per concorso e quindi non \u00e8 necessario conquistarsi un consenso) e la conquista dell\u2019egemonia sul potere giudiziario: ordine senza vertice gerarchico e quindi luogo ideale di sperimentazione di un potere di fatto, di direzione o orientamento piuttosto che di dominio, a prescindere da qualsiasi titolarit\u00e0 formale ed istituzionale di un posto di comando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza che sia necessaria una qualsivoglia disposizione espressa, e spesso seguendo l\u2019esempio di \u00abavanguardie\u00bb costituite da veri e propri infiltrati, la magistratura italiana si allinea periodicamente a determinati orientamenti: lassisti quando si tratta di \u00abspezzare l\u2019apparato repressivo dello Stato\u00bb o di proteggere i \u00absocialmente e politicamente vicini\u00bb; duri e giustizialisti quando si tratta di colpire i \u00abnemici dell\u2019ordine e della legalit\u00e0\u00bb progressisti e i \u00abfascisti\u00bb, ovvero quando si tratta di abbattere \u00ablegalmente\u00bb un potere costituito avversato [17].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto tipico, se non di pi\u00f9, \u00e8 il processo di conquista dell\u2019egemonia sui centri di elaborazione e diffusione dell\u2019istruzione, dell\u2019 educazione, dell\u2019informazione e della cultura popolare: dall\u2019asilo all\u2019Uni-versit\u00e0, dai mass media ad ogni forma di spettacolo, massime quello cinematografico, mentre i sedicenti anticomunisti governano, da titolari dei ministeri competenti, badando al piccolo cabotaggio di un clientelismo miserabile, il PCI orienta sempre di pi\u00f9 e sempre meglio questi pedagoghi di massa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 vengono trascurati, dallo sforzo di egemonizzarli, i poteri economici e sindacali, e nemmeno quello ecclesiastico, cio\u00e8 quello della Chiesa-soggetto sociale, opinion-maker. Trascuro qui di esaminare il ruolo \u00abtri-bunizio\u00bb del partito [18], che comunque sembra avere soprattutto un fine \u00abpromozionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 dire che mentre Lenin, nella sua realt\u00e0 sociale, si poteva accontentare di instaurare un potere sui corpi, pretendendo, ed ottenendo con i pi\u00f9 atroci mezzi terroristici, l\u2019obbedienza esteriore, tale obiettivo non \u00e8 consigliabile, perch\u00e9 difficilmente conseguibile, in societ\u00e0 altamente sviluppate ed articolate, tanto dal punto di vista culturale che da quello socioeconomico, con una pluralit\u00e0 di soggetti sociali attivi, radicati e corporativamente coesi, oltre che culturalmente coscienti della propria identit\u00e0.\u00a0Pertanto per ottenere l\u2019obbedienza esteriore occorre passare per quella interiore e dirigere le coscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se a Lenin, almeno inizialmente, basta che \u00absi faccia quel che lui vuole\u00bb, per Gramsci \u00e8 indispensabile che \u00absi pensi come lui vuole\u00bb: questo \u00e8 il significato di \u00abquel tutto \u00e8 politica\u00bb [19], che elimina ogni ambito neutro e sottratto al pubblico controllo, prefigurando un totalitarismo tanto pi\u00f9 insopportabile e tremendo, quanto pi\u00f9 sottile, \u00abdemocratico\u00bb ed esteriormente inavvertito: il soggetto non reagisce non perch\u00e9 imprigionato, ma perch\u00e9 persuaso a rimanere immobile; non viene ucciso, ma si uccide; non viene censurato, ma si auto-censura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La lotta per l\u2019egemonia interna.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma poich\u00e9 <em>nemo dat quod non habet<\/em>, se il partito vuole conquistare l\u2019egemonia sulla societ\u00e0, esso deve innanzitutto \u00abegemonizzare\u00bb se stesso, cio\u00e8 ottenere al proprio interno il controllo del modo di pensare e di essere dei militanti: \u00abIl PCI (\u2026) \u00e8 l\u2019avanguardia organizzata e cosciente della classe operaia (\u2026) comprende i migliori elementi della classe dotati di vasta esperienza, di spirito di sacrificio e di devozione illimitata (\u2026). Il partito deve essere il cervello pensante che sa dove, come e quando muoversi e in quale direzione, senza tuttavia perdere mai il collegamento con le masse, senza essere cio\u00e8 troppo innanzi ad esse\u00bb [20].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo \u00e8 un obiettivo, piuttosto che una realt\u00e0 di fatto, allorch\u00e9 il partito passa dalle poche migliaia di iscritti (circa tremila) degli anni trenta, ai due milioni del 1948: come perseguirlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La modalit\u00e0 organizzativa non rinuncia al paradigma leninista: la coorte di ferro, ben disciplinata e gerarchicamente costituita, sebbene adattata ai tempi (non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 la clandestinit\u00e0 che favorisce una struttura rigida), ed ai luoghi (l\u2019Italia, \u00e7a va sans dire, non \u00e8 la Russia). La formazione del militante, la sua fedelt\u00e0 alla linea, la sua capacit\u00e0 di essere un rivoluzionario di professione, ancorch\u00e9 alla ricerca dell\u2019egemonia piuttosto che dell\u2019insurrezione armata, sono esigenze irrinunciabili da soddisfare inderogabilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si distingue, per\u00f2, di fronte al carattere di massa assunto dal partito, tra \u00abdirigenti\u00bb \u2013 i veri rivoluzionari di professione \u2013 e compagni di base, dai quali si pretende di meno (in ogni caso, sempre tantissimo a fronte di quanto si \u00e8 preteso \u2013 ed ottenuto \u2013 dai militanti di base degli altri partiti). La formazione degli uni e degli altri viene curata, con modalit\u00e0 evidentemente diverse, ma, ciascuna nel suo genere, ugualmente rigorose, allo scopo di\u00a0 \u00abassicurare a tutti almeno quel tanto di marxismo-leninismo di cui non si poteva fare a meno per comprendere la linea del partito (\u2026). C\u2019erano almeno due ordini di problemi da risolvere: quello dell\u2019omogeneit\u00e0 del sapere da trasmettere (\u2026) e l\u2019altro della maggiore semplificazione possibile dei processi di divulgazione (\u2026). Chiunque avesse gi\u00e0 posseduto una preparazione culturale (\u2026) sarebbe stato inviato a Mosca o, almeno, all\u2019\u201cuniversit\u00e0\u201d italiana del Partito, la Scuola centrale quadri A. Zdanov di Roma. Ma per la massa\u00a0 (\u2026) era necessario organizzare un lavoro didattico-ideologico pi\u00f9 diretto, rapido, capillare, essenziale ed efficace. (\u2026) La strumentazione della didattica fu affidata a una rete (\u2026) di \u201cscuole\u201d provinciali e regionali (\u2026) che organizzavano (\u2026) corsi e seminari di formazione politica ed ideologica. (\u2026) le scuole di partito (\u2026) perseguivano [il fine] di una vera e propria ristrutturazione della personalit\u00e0 umana e intellettuale degli allievi. Questi, distribuiti in \u201cbrigate di studio\u201d (\u2026) erano chiamati tra l\u2019altro a compiere un fondamentale atto di verifica della loro conseguita maturit\u00e0 marxista-leninista: l\u2019autocritica, ovvero la pubblica confessione dei loro limiti personali e degli errori ideologici o politici commessi in tempi pi\u00f9 o meno vicini. (\u2026) L\u2019avvenuta nascita dell\u2019uomo nuovo, pronto alla professione rivoluzionaria, era testimoniata dall\u2019autobiografia nella quale venivano appuntati anche gli elementi essenziali dell\u2019autocritica. (\u2026) \u201csi realizza collettivamente quell\u2019inventario, quel conosci te stesso di cui parla Gramsci\u201d\u00bb [21].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente, tra il 1945-50 si organizzano 2.946 corsi per 52.713 allievi; tra il 1951-54, i corsi sono 13.479, per 254.072 iscritti [22]. Uno sforzo enorme per l\u2019auto-egemonia, in modo che la linea del partito, elaborata ed imposta secondo i criteri del \u00abcentralismo democratico\u00bb [23], venisse effettivamente seguita ed attuata nel lavoro rivoluzionario quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La \u00abquestione cattolica\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo sforzo, il partito oltre a dover affrontare la complessit\u00e0 della costituzione della societ\u00e0 italiana, deve fare i conti con la sua identit\u00e0 nazionale, con la sua cultura profonda, con il suo senso comune [24], tutti inequivocabilmente cattolici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ambasciatore sovietico in Italia, Kostylev, scrivendo a Molotov, sostiene che \u00abla reazione italiana \u00e8 capeggiata dal Vaticano\u00bb, unica \u00abistituzione che ha il coraggio e la sfrontatezza di (\u2026) ignorare i nostri interessi e permettersi dichiarazioni antisovietiche in forma cos\u00ec aperta\u00bb [25]. E Togliatti definisce il Vaticano \u00abl\u2019avversario pi\u00f9 irriconciliabile e organizzato di una maggiore trasformazione democratica dell\u2019Italia\u00bb [26]. Ma se il Vaticano \u2013 nell\u2019ottica gramsciana esso, rispetto al mondo storico presente, equivale a quel che rispetto al mondo storico futuro \u00e8 il partito: intellettuale collettivo \u2013 \u00e8 il nemico, come combatterlo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esperienza spagnola di attacco frontale e violento era stata fallimentare, ancora una volta e semplicemente in quanto perdente [27]. Occorre quindi \u00abdialogare\u00bb, al fine di coesistere in vista di uno svuotamento del cattolicesimo italiano dei suoi contenuti culturali e di una sostituzione del senso comune nazionale: \u00abristrutturazione\u00bb dell\u2019identit\u00e0 sociale analoga a quella dell\u2019identit\u00e0 personale svolta sui quadri e sui militanti. Ma \u00abdialogare\u00bb con chi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Togliatti distingue subito \u00abtra la posizione della DC e di De Gasperi e quella del Vaticano, ma anche all\u2019interno della DC tra la posizione di De Gasperi e quella degli altri dirigenti\u00bb [28], facendo propria la lezione gramsciana sulle capacit\u00e0 disgregatrici dell\u2019identit\u00e0 e della presenza cattoliche da parte del popolarismo [29] di cui coglie tutta la vena progressista [30], conformemente alla sua natura di espressione politico-sociale del modernismo teologico [31].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli sa che per la DC la questione della \u00abmessa fuori legge\u00bb del PCI non esiste [32]. Sa, ancora con Gramsci, che il senso comune delle masse cattoliche \u00e8 \u00abarretrato\u00bb, conservatore, quando non reazionario. E perci\u00f2 sa, finalmente, che rompere con la DC non gli conviene, perch\u00e9 se essa perde il legame con il PCI pu\u00f2 essere risucchiata a destra; ma che non conviene nemmeno trascinarla troppo a sinistra, perch\u00e9 allora potrebbe perdere il suo legame con la base cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli perci\u00f2 accetta sia l\u2019estromissione dal governo del 1947 (per prevenire la seconda dannosa ipotesi), sia la sconfitta elettorale del 1948, contro ogni estremismo, sempre ritenuto leninisticamente una \u00abmalattia infantile del comunismo\u00bb [33], per prevenire la prima: non scende dal \u00abcavallo di Troia\u00bb eletto [34].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E attraverso\u00a0 il dialogo permanente con la DC, anche negli anni in cui l\u2019opposizione appare pi\u00f9 dura, il PCI lavora per l\u2019egemonia, cio\u00e8 contro il \u00absenso comune\u00bb nazionale: \u00abLa posizione della filosofia della prassi [35] \u00e8 antitetica a quella cattolica: la filosofia della prassi non tende a mantenere i \u201csemplici\u201d nella loro filosofia primitiva del senso comune\u00bb [36]. \u00abUna filosofia della prassi non pu\u00f2 che presentarsi inizialmente in atteggiamento polemico e critico, come superamento del modo di pensare precedente e del concreto pensiero esistente (o mondo culturale esistente). Quindi innanzitutto come critica del \u201csenso comune\u201d\u00bb [37].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta come \u00e8 facile capire di una \u00abrivoluzione culturale\u00bb [38], che ha bisogno, per riuscire, di un sostanziale accordo con i rappresentanti politici del mondo cattolico, che ne smorzino la reattivit\u00e0 e provvedano ad emanciparlo, almeno sul piano della cultura politica e cio\u00e8 della dottrina sociale, dal magistero della Chiesa e dalle gerarchie ecclesiastiche, alla cui ulteriore \u00abmodernizzazione\u00bb, poi, gli stessi democristiani contribuiscono per contagio attraverso il sostegno che ne ricevono in campo politico, quasi prezzo che il clero di fatto finisce col pagare, magari di buon grado per la presenza in esso di precise tendenze culturali in tal senso<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Misura di tanto \u00e8 l\u2019osservazione secondo la quale \u00abi privilegi riconosciuti dalle legislazioni scolastiche e dai concordati all\u2019insegnamento religioso sono diventati in effetti privilegi concessi ad un insegnamento privato che si deconfessionalizza nella misura in cui la Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 capace di formare un personale insegnante ecclesiastico\u00bb, in tal modo perdendo ogni controllo, dopo averlo perso per opera dei democristiani sulle \u00abbranche cattoliche degli apparati sindacale e politico, (\u2026) su altri apparati ideologici [come quello] scolastico\u00bb [39].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, il cattolicesimo tende a perdere ogni influenza sulla societ\u00e0 italiana, che si allontana cos\u00ec dalla propria identit\u00e0, mentre i cattolici \u00abemancipati\u00bb rimangono esposti all\u2019influenza di dottrine e filosofie laiche, materialistiche, se non addirittura marxiste, in una parola secolarizzanti. Questa Rivoluzione culturale che si compie, fa s\u00ec che il \u00abnuovo senso comune\u00bb preconizzato da Gramsci influisca su\u00a0 tutte le polarit\u00e0 di potere esistenti in una struttura sociale ricca, articolata e stratificata qual \u00e8 quella italiana, e che l\u2019egemonia comunista diventi una realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni della solidariet\u00e0 nazionale certificano in qualche misura, ma non in misura piena, sul piano politico, il potere culturale comunista, ed il compromesso storico (nato da una \u00abriflessione sui fatti cileni\u00bb [40]: in paesi del tipo italiano e cileno anche quando si va al governo avendone finalmente la forza \u2013 non in senso militare intesa \u2013 non si lascia la DC all\u2019opposizione ma la si porta con s\u00e9, anzi ci si fa portare al potere da essa) avrebbe dovuto perfezionare l\u2019operazione. Ma di quello che \u00e8 successo poi, un\u2019altra volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli esiti della strategia gramsciana in Italia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conformemente alla sua \u00abvocazione\u00bb, \u00abil partito di Togliatti, con le sue estese e variegate ramificazioni sociali, riusciva a funzionare davvero, oltre che come un grande coro di slogan, come un vero e proprio \u201ccervello collettivo\u201d\u00bb [41].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esso esercita una formidabile influenza culturale, sempre crescente, soprattutto attraverso il controllo monopolistico dei mezzi di produzione e di divulgazione del pensiero, dell\u2019arte, dello spettacolo, dell\u2019istruzione e dell\u2019educazione, e quasi monopolistico dei mezzi di produzione dell\u2019informazione \u2013 prima forma di confisca, che \u00abgramscianamente\u00bb deve precedere quella dei mezzi di produzione dei beni materiali e del potere politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutti gli intellettuali sono progressisti \u2013 ed \u00e8 difficile che tutti li diventino \u2013, ma attraverso tale monopolio si censura ci\u00f2 che non \u00e8 riconosciuto \u00abprogressivo\u00bb, per cui editoria ed informazione radicalmente anticomuniste, ma anche di una sinistra non allineata, sono sempre pi\u00f9 ridotte ad una sorta di semi-clandestinit\u00e0 e comunque destinate a non avere eco sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il partito stesso \u2013 gigantesco ed occulto editore, impresario d\u2019arte e spettacolo, oltre che produttore cinematografico \u2013 a decidere a chi dare la \u00abpatente\u00bb di progressista [42]. Accade cos\u00ec che si divulghi, promuova, pubblichi e pubblicizzi solo ci\u00f2 che viene ritenuto dal partito conforme alla sua cultura politica e, di pi\u00f9, alla sua politica culturale [43], mentre l\u2019informazione viene influenzata almeno \u00abnegativamente\u00bb, spesso in forma di auto-censura, nel senso di attenuare o mettere la sordina su tutto quanto non sia gradito al moderno \u00abprincipe\u00bb d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00abcervello collettivo\u00bb si propone, come abbiamo visto parlando dello sforzo di \u00abautoegemonia\u00bb, \u00abil \u201cvero\u201d cambiamento, ossia una ristrutturazione della societ\u00e0 cos\u00ec radicale da dover essere realizzata solo dopo la conquista del potere\u00bb [44]. Ma non dopo la conquista del potere politico, bens\u00ec \u00abdopo\u00bb la conquista del potere nella societ\u00e0 civile, per \u00abristrutturarla dal basso\u00bb, e prepararla ad accettare il successivo ed inevitabile lavoro di \u00abristrutturazione dall\u2019alto\u00bb che segue la conquista del potere anche sulla societ\u00e0. Ben sapendo che non pu\u00f2 chiederle esplicitamente se vuole il comunismo, perch\u00e9, come riconosce Pajetta, di fronte alla domanda \u00abvolete il comunismo o no? (\u2026) noi non potremmo mai avere una maggioranza legale\u00bb [45].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, il potere formale, cio\u00e8 la partecipazione ai governi tra il 1944 ed il 1947, viene sfruttato \u2013 nella consapevolezza che non \u00e8 un punto di arrivo, ma di partenza, e che non \u00e8 ancora definitivamente conquistato, mancando la premessa dell\u2019egemonia \u2013 per \u00abottenere il controllo sui servizi segreti e sui \u201cministeri di forza\u201d, secondo il gergo bolscevico, cio\u00e8 i ministeri dell\u2019Interno, della Difesa e della Giustizia.\u00a0Durante la sua permanenza al governo (\u2026) il PCI riusc\u00ec ad avere solo quello della Giustizia, ma ebbe comunque un ministero importante come le Finanze e posizioni chiave nei ministeri degli Esteri e della Guerra\u00bb [46].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partecipazione ai governi di unit\u00e0 nazionale, anche dopo il 1947, non viene dunque concepita come il fine ultimo dell\u2019azione rivoluzionaria, allo stesso modo in cui la democrazia formale viene vista fin dall\u2019inizio come \u00abun mezzo per avviare la prima fase di transizione ad un sistema di tipo sovietico, anche se i tempi di questo passaggio non erano definiti\u00bb [47].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungo il percorso non viene meno l\u2019esigenza di agire per la \u00abristrutturazione\u00bb della personalit\u00e0 e del modo di pensare dei militanti \u2013 figli anch\u2019essi, lo si ripete, della \u00abvecchia Italia\u00bb cattolica, e quindi impregnati dello stesso senso comune che bisogna rimuovere sostituendolo con quello rivoluzionario [48]\u2013 non solo con attivit\u00e0 di formazione teorica, ma anche con iniziative \u00abpratiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta cio\u00e8 di fare ai militanti quel che si vuol fare all\u2019intera Italia: de-cattolicizzare. \u00abInizia cos\u00ec la battaglia contro le debolezze mostrate in materia di religione. (\u2026) Prendono corpo addirittura le controiniziative mattutine domenicali nelle campagne, in concomitanza e come alternativa alle funzioni religiose del giorno festivo (\u2026). Cos\u00ec alla Messa si sostituisce l\u2019assemblea nell\u2019aia o nel granaio, all\u2019officiante il capocellula, al Vangelo le \u201cQuestioni del Leninismo\u201d o il \u201cBreve corso di Storia del PC(b) dell\u2019URSS\u00bb [49].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro produce i suoi effetti all\u2019interno del PCI e nell\u2019intera societ\u00e0 italiana, che viene culturalmente trasformata nel suo ethos e nel suo modo di pensare. La Rivoluzione culturale modernizzatrice proclamata da Gramsci contro il senso comune nazionale si compie. L\u2019egemonia \u00e8 una realt\u00e0, l\u2019Italia cambia la sua anima. Seppure non si perfeziona la socializzazione dell\u2019economia, sebbene lo Stato non diventa totalitario more sovietico, se anche il PCI non lo conquista del tutto, tuttavia il socialismo diventa reale sul piano delle idee e del costume, nonch\u00e9 dell\u2019influenza diffusa su tutte le polarit\u00e0 di potere esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuell\u2019Italia (\u2026) era allora una ben povera Italia, ben distante dalla matura modernit\u00e0 industriale degli anni sessanta. (\u2026) resisteva (\u2026) un rapporto profondo con idee e valori di tradizione contadina (\u2026). In quel contesto il PCI fu qualcosa di simile ad un grande laboratorio per la modernizzazione delle masse (\u2026)\u00bb [50].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl PCI togliattiano (\u2026) fu (\u2026) un\u2019immensa centrale di educazione collettiva\u00bb [51]. \u00abIl PCI a partire dalla sua battaglia per le riforme di struttura, esercit\u00f2 su tutti i processi della modernizzazione (\u2026) una spinta costante, conquistando un\u2019egemonia che sarebbe fazioso disconoscere\u00bb [52].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSenza la complessa dialettica di fede vigorosa e di prudente e abile arte politica (\u2026) probabilmente non sarebbe stato possibile attuare quella grande e molecolare mediazione tra il marxismo e la tradizione cattolica (\u2026) i cui effetti sarebbero venuti pienamente alla luce dal \u201968 agli anni settanta, quando poi la societ\u00e0 italiana, dinanzi alle consultazioni referendarie sul divorzio e sull\u2019aborto, avrebbe scoperto di essere (\u2026) pi\u00f9 democratica, pi\u00f9 responsabile, pi\u00f9 tollerante, pi\u00f9 laica\u00bb [53].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 degli aggettivi e dei sostantivi, sapientemente usati con funzione demonizzante o angelizzante, questo bilancio di decenni di elaborazione e applicazione all\u2019Italia della strategia Rivoluzionaria gramsciana, che, lo ripetiamo, \u00e8 \u00abculturale\u00bb, descrive la realizzazione forse pi\u00f9 piena del marxismo, o \u00abfilosofia della prassi\u00bb, che si possa ipotizzare. Infatti, la critica dell\u2019esistente, cio\u00e8 un giudizio di condanna del reale storico sottoposto a processo dai filosofi \u2013 ci\u00f2 in cui consiste l\u2019ideologia comunista, come abbiamo visto [54] \u2013, muove dalla critica della religione nella prospettiva della radicale \u00abmondanizzazione\u00bb del mondo: Marx \u00e8 pi\u00f9 qui, di quanto non sia in qualsivoglia programma di riforma socio-economica [55].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Rivoluzione culturale gramsciana, forse non da sola, ma certamente con un ruolo da protagonista se non dominante, ha portato ad una totale secolarizzazione della societ\u00e0 italiana, e in questo esito essa invera il marxismo nella sua pi\u00f9 autentica essenza. Le conseguenze socio-economiche dell\u2019e-gemonia (Stato sociale, affermazione del settore dell\u2019economia pubblica, nazionalizzazione delle fonti dell\u2019energia, Statuto dei lavoratori, pansindacalismo, riduzione degli spazi della propriet\u00e0 e della iniziativa economica private attraverso una fiscalit\u00e0 persecutoria), che pure hanno abbondantemente \u00abingessato\u00bb il corpo sociale nella stessa armatura del socialismo reale, ancorch\u00e9 non integralmente, sbiadiscono di fronte all\u2019effetto secolarizzante e di allontanamento dalla tradizione nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto ci sarebbe da dire ancora sulla penetrazione da parte del PCI nell\u2019economia attraverso il movimento cooperativo, gigantesco imprenditore organicamente legato al partito, capace nel contempo di sostenerlo economicamente e di condizionare l\u2019economia nazionale, per esempio con riferimento all\u2019import-export con i Paesi del blocco comunista. Oppure sull\u2019elefantiasi burocratica che la cultura statalista ha procurato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma certo quel che davvero rimane del lavor\u00eco pluridecennale del PCI secondo la traccia gramsciana, esito cui sar\u00e0 molto difficile e penoso rimediare, \u00e8 lo sfiguramento dell\u2019identit\u00e0 nazionale, lo sradicamento dalle nostre tradizioni cristiane, la secolarizzazione, detta modernizzazione \u2013 che oggi \u00e8 in voga nella forma del \u00abpensiero debole\u00bb, giustificazione teorica di una amoralit\u00e0 relativistica che nega la verit\u00e0 e la stessa idea di poterne parlare [56] \u2013, insomma una sorta di \u00abradicalismo di massa\u00bb proposto come conquista di cui vantarsi e che \u00e8 invece la vera causa della disperazione e dello squilibrio sociale e personale che affliggono oggi pi\u00f9 che mai il nostro popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> D. Settembrini,<em> art. cit<\/em>., pp. 71-72.<\/p>\n<div align=\"justify\"><strong>2) <\/strong><em>\u00abGramsci condivide totalmente il punto di vista di Lenin per il quale prevale la coscienza, la direzione ideologica. (\u2026) Il partito non rappresenta pi\u00f9 soltanto la direzione politica, ma \u00e8 anche e soprattutto la direzione culturale delle masse\u00bb<\/em> (Hugues Portelli, <em>Gramsci e la questione religiosa<\/em>, Mazzotta, Milano 1977, pp. 213-214).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>3)<\/strong> <em>\u00abIn pratica (\u2026) si trattava di attuare temporaneamente, senza ridurre l\u2019intensit\u00e0 della lotta di classe e senza rinunziare bench\u00e9 minimamente alle mete finali, quel passaggio, gi\u00e0 previsto e consigliato da Gramsci, dalla guerra manovrata alla guerra di posizione\u00bb <\/em>(G. C. Marino, <em>op. cit.<\/em>, p. 209, a proposito dell\u2019azione politica del PCI).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>4)<\/strong> Sul tema, con particolare riferimento al pensiero di Charles Maurras (1868-1952), cfr. Jean Plumy\u00e8ne, <em>Le Nazioni romantiche. Storia del nazionalismo nel XIX secolo<\/em>, Sansoni Editore, Firenze 1982, pp. 328-336 (334).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>5)<\/strong> <em>\u00abTraendo le conseguenze del fallimento della rivoluzione in Italia, Gramsci distingue le \u201cguerre di movimento\u201d e le \u201cguerre di posizione\u201d. La rivoluzione russa del 1917 \u00e8 un esempio di guerra di movimento: lo Stato zarista era essenzialmente un \u201capparato di Stato\u201d burocratico e militare che non si appoggiava su una potente societ\u00e0 civile, vale a dire su un importante complesso ideologico e culturale. L\u2019essenziale era quindi il rovesciamento dell\u2019apparato di Stato. Al contrario, in Occidente, in cui la forza della classe dirigente risiede soprattutto nella sua egemonia culturale, con l\u2019in-termediazione di potenti apparati ideologici, lo Stato \u00e8 \u201csolo una trincea avanzata, dietro cui sta[va] una robusta catena di fortezze e di casematte [la societ\u00e0 civile]\u201d\u00bb<\/em> (H. Portelli, <em>op. cit.<\/em>, p. 59)<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>6)<\/strong><em> \u00abLa \u201cvia italiana al socialismo\u201d che Gramsci propone nei <\/em>Quaderni<em> \u00e8 dunque la conseguenza della struttura particolare della societ\u00e0 civile in Italia\u00bb <\/em>(<em>ibidem<\/em>, p. 228).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>7)<\/strong><em> \u00abEsiste oggi una prospettiva immediata di insurrezione? Io ritengo che non sia giusto porre cos\u00ec la questione ma, certamente, un comunista non pu\u00f2 escluderla in eterno\u2026\u00bb <\/em>(P. Togliatti, intervento alla Direzione del PCI, seduta del 10 ottobre 1947, cit. in P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 211).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>8)<\/strong> E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>op. cit.<\/em>, p. 68.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>9)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 234 (la sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>10)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 58 (la sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>11)<\/strong> <em>\u00abSecondo dati del ministero degli Interni tra il 1946 e il 1953 erano stati scoperti 173 cannoni, 719 mortai, 35.000 fucili mitragliatori, 37.000 pistole e rivoltelle, 250.000 bombe a mano, 309 radiotrasmittenti\u00bb <\/em>(M. Mafai, <em>op. cit.<\/em>, p. 128)<em>, \u00ab27.123 fucili e moschetti da guerra, 995 mitragliatrici, 5,746 quintali di esplosivo, 5.480.879 munizioni\u00bb <\/em>(P. Di Loreto, <em>op. cit. <\/em>p. 320).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>12)<\/strong> Cfr. M. Geller e A. Nekric, <em>op. cit.<\/em>, p. 139.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>13)<\/strong> M. Mafai, <em>op. cit.<\/em>, p. 53.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>14)<\/strong> Colloquio tra l\u2019ambasciatore M. A. Kostylev e Togliatti, del 24 maggio 1946, verbalizzato, cit. in E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>op. cit.<\/em>, p. 242.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>15)<\/strong> Cfr. P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 64.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>16)<\/strong> Cfr. G. Cantoni, <em>La \u00ablezione italiana\u00bb. Premesse, manovre e riflessi della politica di \u00abcompromesso storico\u00bb sulla soglia dell\u2019Italia rossa<\/em>, Cristianit\u00e0, Piacenza 1980, p. 107.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>17) <\/strong>Cfr. Carlo Bonini e Francesco Misiani, <em>La toga rossa. Storia di un giudice<\/em>, Marco Tropea Editore, Milano 1998; Romano Canosa, <em>Storia della magistratura in Italia. Da piazza Fontana a Mani Pulite<\/em>, Baldini &amp; Castoldi, Milano 1996; e, dal punto di vista di un magistrato non progressista, Romano Ricciotti, <em>Giudici e impegno politico<\/em>, in <em>Critica Giudiziaria<\/em>, anno sesto, n. 5-6, settembre-dicembre 1981, Sansoni Editore, Firenze, pp. 17-45 (con appendice di documenti), e pp. 175-180.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>18)<\/strong> Cfr. G. Lavau, <em>Il Pcf, lo stato e la rivoluzione. Un\u2019analisi delle politiche, delle comunicazioni e della cultura popolare del partito<\/em>, in <em>Il comunismo in Italia e in Francia<\/em>, a cura di D.L.M. Blackmer e S. Tarrow, Etas Libri, Milano 1976, pp. 57-99 (p. 62), cit. in Pietro Ignazi, <em>Dal PCI al PDS<\/em>, il Mulino, Bologna 1992, p. 11.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>19)<\/strong> Antonio Gramsci <em>Quaderni dal carcere<\/em>, Einaudi, Torino 1975, vol. II, p. 886.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>20)<\/strong> G.C. Marino, <em>op. cit.<\/em>, p. 15.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>21)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, pp. 65-70 (le sottolineature sono mie).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>22)<\/strong> Cfr. Piero Ignazi, <em>op. cit.<\/em>, p. 38.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>23)<\/strong> <em>\u00ab<\/em>[La maggioranza]<em> depurata da influenze personali, assoluta e oggettiva \u2013 volont\u00e0 generale e non volont\u00e0 di tutti \u2013 identificava quella che correntemente veniva indicata come la \u201clinea politica\u201d del partito, un ideale concreto che richiamava un alcunch\u00e9 di trascendente e di mistico, un comando autorevole dall\u2019alto, sostanziato di democratico consenso, ineffabile per chiunque non fosse un militante ideologicamente maturo. (\u2026) Formalmente la linea politica (\u2026) veniva \u201celaborata, discussa, stabilita, adottata dal congresso nazionale costituito dai delegati eletti (\u2026) in pratica (\u2026)nessuno avrebbe potuto essere eletto se non fosse stato preliminarmente riconosciuto in linea col partito\u201d\u00bb <\/em>(G.C. Marino<em> op. cit.<\/em>, pp. 26-27. Le sottolineature sono mie)<em>.<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>24)<\/strong> Sul \u00absenso comune\u00bb, come compendio di verit\u00e0 di immediata evidenza, che non hanno bisogno di particolare dimostrazione e che sono il principio e fondamento di ogni discorso, cfr. don Antonio Livi, <em>Filosofia del senso comune. Logica della scienza &amp; della fede<\/em>, ARES, Milano 1990; e G. Cantoni, <em>Elogio del senso comune<\/em>, in <em>Secolo d\u2019Italia. Quotidiano di Alleanza Nazionale<\/em>, 17\/10\/97.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>25)<\/strong>Lettera del 3 marzo 1945 dell\u2019ambasciatore M. A. Kostylev a Vjaceslav Michailovic Skriabin, detto Molotov (1890-1986), ministro degli esteri dell\u2019URSS, cit. in E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>op. cit.<\/em>, p. 78.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>26)<\/strong> P. Togliatti all\u2019ambasciatore sovietico a Roma M. A. Kostylev, colloquio dell\u201911 marzo 1945, verbalizzato, cit. in <em>ibidem<\/em>, p. 79.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>27)<\/strong> Cfr. da ultimo, M. Caprara, <em>Togliatti, il Komintern e il gatto selvatico<\/em>, cit., specialmente pp. 73-104.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>28)<\/strong> E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>ibidem<\/em>, p. 115.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>29) <\/strong><em>\u00abIl cattolicismo democratico fa ci\u00f2 che il comunismo non potrebbe: amalgama ordina, vivifica e si suicida. (\u2026) Perci\u00f2 non fa paura ai socialisti l\u2019avanzata impetuosa dei popolari (\u2026). I popolari stanno ai socialisti come Kerensky a Lenin\u00bb <\/em>(Antonio Gramsci, <em>I popolari<\/em>, in <em>L\u2019Ordine Nuovo<\/em>, anno I, n. 24, 1-11-1919<em>, <\/em>in <em>L\u2019Ordine Nuovo. 1919-1920<\/em>, Einaudi, Torino 1954, p. 286). Commento contemporaneo a questo giudizio di Gramsci \u00e8 in una intervista rilasciata dall\u2019on. Ciriaco De Mita al <em>Corriere della Sera<\/em> (23 agosto 1999), nella quale l\u2019autorevole esponente democristiano, facendo eco quasi letterale, non so quanto consapevolmente, alla frase di un vecchio democristiano francese, Georges Bidault, ha dichiarato che <em>\u00abQuando gli storici si occuperanno di fatti e non solo di propaganda spiegheranno che il grande merito della DC \u00e8 stato quello di avere educato un elettorato che era naturalmente su posizioni conservatrici se non reazionarie a concorrere alla crescita della democrazia. La DC prendeva i voti a destra e li trasferiva sul piano politico a sinistra\u00bb<\/em>.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>30)<\/strong> <em>\u00abAll\u2019inizio si rivendicavano trasformazioni sociali analoghe a quelle che rivendicavamo noi, per cui era inevitabile che considerassimo possibile e persino necessaria una collaborazione di governo con questo partito\u00bb <\/em>(P. Togliatti, <em>Rapporto al VI Congresso del PCI<\/em>, 4 gennaio 1948, cit. in P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 232)<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>31)<\/strong> <em>\u00abIl modernismo non ha creato \u201cordini religiosi\u201d ma un partito politico, la democrazia cristiana\u00bb<\/em> (A. Gramsci, <em>Quaderni dal carcere<\/em>, cit., vol. II, p. 1384), cio\u00e8, <em>\u00abmodernismo significa politicamente democrazia cristiana\u00bb<\/em> (<em>ibidem<\/em>, p. 1305).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>32)<\/strong> <em>\u00abIn Italia (\u2026) non fu mai all\u2019ordine del giorno una messa fuori-legge del Partito Comunista: e questo va a merito non solo di De Gasperi, ma anche, e pi\u00f9, di Togliatti\u00bb<\/em> (Luciano Canfora, <em>Togliatti e i dilemmi della politica<\/em>, Laterza, Bari 1989, p. 109, cit. in P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 240)<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>33)<\/strong> Vladimir Il\u2019ic Lenin, <em>L\u2019estremismo, malattia infantile del comunismo<\/em>, con una prefazione di P. Togliatti, Editori Riuniti, Roma 1974.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>34)<\/strong> <em>\u00abTogliatti rilevava nel nostro paese (\u2026) la presenza di una consistente massa contadina orientata verso la DC (\u2026) che lo induceva a considerare questo partito l\u2019alleato determinante (\u2026) nonch\u00e9 ad insistere (\u2026) sull\u2019urgenza di un accordo con esso, concepito quasi come un presupposto per l\u2019azione comunista\u00bb <\/em>(P. Di Loreto, <em>ibidem<\/em>, p. 101. La sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>35)<\/strong> \u00c8 il nome che Gramsci d\u00e0 al materialismo dialettico-storico, in una versione che accoglie coscientemente l\u2019eredit\u00e0 de <em>\u00abla Rinascita e la Riforma, la filosofia tedesca e la rivoluzione francese, il calvinismo e l\u2019economia classica inglese, il liberalismo laico e lo storicismo che \u00e8 alla base di tutta la concezione moderna della vita\u00bb\u00a0 <\/em>(A. Gramsci, <em>Quaderni dal carcere<\/em>, cit., vol. III, p. 1860).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>36)<\/strong> A. Gramsci, <em>Ibidem<\/em>, vol. III, p. 1384.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>37)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 1383.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>38)<\/strong> <em>\u00abPer Gramsci il marxismo non \u00e8 unicamente una rivoluzione sociale e politica, esso \u00e8 anche (e soprattutto) una rivoluzione <\/em>culturale<em> che riuscir\u00e0 l\u00e0 dove il cristianesimo \u00e8 fallito: formare una nuova umanit\u00e0\u00bb <\/em>(G. C. Marino, <em>op. cit.<\/em>,\u00a0 p. 199. La sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>39)<\/strong> Hugues Portelli, <em>op. cit.<\/em>, p 222.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>40)<\/strong> Cfr. G. Cantoni, <em>La \u00ablezione italiana\u00bb<\/em>, cit..<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>41)<\/strong> G. C. Marino, <em>op. cit.<\/em>, p. 72.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>42)<\/strong> <em>\u00abIl partito che dirige l\u2019opera grandiosa di costruzione di una societ\u00e0 nuova, di una societ\u00e0 socialista, \u00e8 responsabile, in quanto organizza la parte migliore della societ\u00e0, anche degli indirizzi culturali e artistici\u00bb <\/em>(Roderigo di Castiglia, pseudonimo di P. Togliatti, <em>Orientamento dell\u2019arte<\/em>, in <em>Rinascita<\/em>, anno VI, n. 10, ottobre 1949, cit. in G. C. Marino, <em>op. cit.<\/em>, p. 169)<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>43)<\/strong> <em>\u00abIl partito di Togliatti era (\u2026) diventato l\u2019incontestato\u00a0 principe dei produttori di cultura\u00bb\u00a0 <\/em>(G. C. Marino, <em>ibidem<\/em>, p. 144)<em>.<\/em><\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>44)<\/strong> E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>op. cit.<\/em>, p. 84 (la sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>45)<\/strong> Gian Carlo Pajetta intervento alla Direzione del PCI, seduta del 26 aprile 1948, cit. in P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 260.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>46)<\/strong> E. Aga Rossi e V. Zaslavsky, <em>op. cit.<\/em>, p 83.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>47)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p 182. <em>\u00abCi\u00f2 che Togliatti definiva \u201cuna democrazia di tipo nuovo\u201d (\u2026) costituiva una chiara prospettiva di avanzamento verso il socialismo nelle forme leniniste della \u201crivoluzione ininterrotta per tappe\u201d\u00bb <\/em>(P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, p. 26).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>48)<\/strong> <em>\u00abCreare un nuovo \u201csenso comune\u201d significa per Gramsci creare \u201cuna nuova cultura e (\u2026) una nuova filosofia che si radichino nella coscienza popolare con la stessa saldezza e imperativit\u00e0 delle credenze tradizionali\u201d\u00bb <\/em>(H. Portelli, <em>op. cit.<\/em>, p. 217).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>49)<\/strong> P. Di Loreto, <em>op. cit.<\/em>, pp. 340-342.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>50)<\/strong> G. C. Marino, <em>op. cit.<\/em>, p. 11.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>51)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 202.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>52)<\/strong> <em>Ibidem<\/em>, p. 203.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>53)<\/strong><em> Ibidem<\/em>, p. 212.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>54)<\/strong> Cfr. nota 28.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>55)<\/strong> <em>\u00abMarx si pose sin dall\u2019inizio in un atteggiamento di critica radicale di fronte a tutto ci\u00f2 che si presentasse come \u201cstabilito\u201d: il suo intento era di fare \u201cuna critica spietata di tutto l\u2019ordine esistente\u201d\u00bb<\/em> (Fernando Ocariz, <em>Il marxismo ideologia della Rivoluzione<\/em>, ARES, Milano 1977, p. 73),\u00a0 nella cui prospettiva, <em>\u00abLa critica della religione \u00e8 il presupposto di ogni critica\u00bb<\/em> (K. Marx, <em>Per la critica della filosofia del diritto di Hegel<\/em>, in Idem, <em>La questione ebraica e altri scritti giovanili<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1971, p. 91).<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>56)<\/strong> <em>\u00abUn\u2019influente derivazione del marxismo <\/em>[\u2026]<em> ha la sua ispirazione principale <\/em>[\u2026]<em> da parte dell\u2019italiano Antonio Gramsci <\/em>[\u2026]<em>, ed \u00e8 uno storicismo relativista <\/em>[\u2026]<em>. Althusser <\/em>[\u2026]<em> non esita a qualificare il marxismo gramsciano \u201crelativismo borghese\u201d <\/em>[\u2026]. <em>Questa versione marxista \u00e8 quella maggiormente operante politicamente in Occidente <\/em>[\u2026]<em>. E la copertura speculativa di questo materialismo borghese, ateo, occidentale, \u00e8 una \u201cfilosofia post-marxista\u201d, che potrebbe riassumersi nel titolo di relativismo assoluto, il quale \u00e8 <\/em>[\u2026]<em> la negazione completa della tradizione, intesa come consegna di verit\u00e0 meta-storiche. <\/em>[\u2026]<em> Ne risulta cos\u00ec il triste panorama attuale, quasi un circolo vizioso, in cui lo spirito borghese e lo spirito rivoluzionario si alimentano a vicenda, dando origine ad una decomposizione brutale dei livelli superiori dell\u2019uomo e della societ\u00e0: religione, morale, filosofia, ideali\u2026\u00bb<\/em> (F. Ocariz, <em>op. cit.<\/em>, pp. 226-227. La sottolineatura \u00e8 mia).<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>S. Alessio, 30 luglio 2001 INTRODUZIONE al SEMINARIO ESTIVO di ALLEANZA CATTOLICA: il \u00abmarxismo-leninismo-gramscismo\u00bb. di\u00a0 Umberto Bringheli<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":34541,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,82],"tags":[857,855],"class_list":["post-1680","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-comunismo-in-italia","tag-antonio-gramsci","tag-palmiro-togliatti","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Teoria dell&#039;azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Teoria dell&#039;azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2005-11-10T15:49:22+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-06-13T08:00:23+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"194\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"260\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Redazione\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@rassegnastampa9\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Redazione\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"29 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Redazione\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\"},\"headline\":\"Teoria dell&#8217;azione comunista in Italia\",\"datePublished\":\"2005-11-10T15:49:22+00:00\",\"dateModified\":\"2016-06-13T08:00:23+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/\"},\"wordCount\":5902,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/Gramsci-1.jpg\",\"keywords\":[\"Antonio Gramsci\",\"Palmiro Togliatti\"],\"articleSection\":[\"Comunismo\",\"Comunismo in Italia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/\",\"name\":\"Teoria dell'azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/Gramsci-1.jpg\",\"datePublished\":\"2005-11-10T15:49:22+00:00\",\"dateModified\":\"2016-06-13T08:00:23+00:00\",\"description\":\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/Gramsci-1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2005\\\/11\\\/Gramsci-1.jpg\",\"width\":194,\"height\":260},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Teoria dell&#8217;azione comunista in Italia\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"description\":\"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"Rass. Cattolica\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#organization\",\"name\":\"Rassegna Stampa Cattolica\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/logo-rassegna1.gif\",\"width\":600,\"height\":163,\"caption\":\"Rassegna Stampa Cattolica\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rassegnastampacattolica\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/rassegnastampa9\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3\",\"name\":\"Redazione\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Redazione\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rassegnastampa-totustuus.it\\\/cattolica\\\/author\\\/pietroelle\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Teoria dell'azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Teoria dell'azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica","og_description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","og_url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/","og_site_name":"Rassegna Stampa Cattolica","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","article_published_time":"2005-11-10T15:49:22+00:00","article_modified_time":"2016-06-13T08:00:23+00:00","og_image":[{"width":194,"height":260,"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Redazione","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@rassegnastampa9","twitter_site":"@rassegnastampa9","twitter_misc":{"Scritto da":"Redazione","Tempo di lettura stimato":"29 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/"},"author":{"name":"Redazione","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3"},"headline":"Teoria dell&#8217;azione comunista in Italia","datePublished":"2005-11-10T15:49:22+00:00","dateModified":"2016-06-13T08:00:23+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/"},"wordCount":5902,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg","keywords":["Antonio Gramsci","Palmiro Togliatti"],"articleSection":["Comunismo","Comunismo in Italia"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/","name":"Teoria dell'azione comunista in Italia - Rassegna Stampa Cattolica","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg","datePublished":"2005-11-10T15:49:22+00:00","dateModified":"2016-06-13T08:00:23+00:00","description":"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/11\/Gramsci-1.jpg","width":194,"height":260},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/teoria-dellazione-comunista-in-italia\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Teoria dell&#8217;azione comunista in Italia"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#website","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","name":"Rassegna Stampa Cattolica","description":"Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization"},"alternateName":"Rass. Cattolica","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#organization","name":"Rassegna Stampa Cattolica","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","contentUrl":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/logo-rassegna1.gif","width":600,"height":163,"caption":"Rassegna Stampa Cattolica"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rassegnastampacattolica","https:\/\/x.com\/rassegnastampa9"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/#\/schema\/person\/08f319d2bd1a0904ad9e2bfb7b15e5c3","name":"Redazione","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/2fcdf27c78ea025fbdb44e914cc63c72249ffec9dc8aafd5c82b26240ef3f346?s=96&d=mm&r=g","caption":"Redazione"},"url":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/author\/pietroelle\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1680","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1680"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34542,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1680\/revisions\/34542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}