{"id":1624,"date":"2005-10-24T13:06:10","date_gmt":"2005-10-24T11:06:10","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-11-27T10:10:27","modified_gmt":"2014-11-27T09:10:27","slug":"panoramica-giuridico-morale-in-materia-dinformazione-e-di-educazione-sessuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/panoramica-giuridico-morale-in-materia-dinformazione-e-di-educazione-sessuale\/","title":{"rendered":"Panoramica giuridico-morale in materia d\u2019informazione e di educazione sessuale"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">pubblicato\u00a0sul n. 279 di <strong>Cristianit\u00e0<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di<strong> Domenico Airoma<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fra il 1992 e il 1996 sono stati presentati tre disegni di legge \u2014 sempre sostanzialmente consonanti e talora anche formalmente identici \u2014 intesi a introdurre e a disciplinare l\u2019&#8221;educazione sessuale&#8221; nella scuola. L\u2019attenta analisi del contesto culturale in cui sono stati elaborati e proposti, qual \u00e8 attestato dalle relazioni accompagnatorie e dalle discussioni in sede di commissione, ne mostra i presupposti antropologicamente inadeguati e fuorvianti, e l\u2019intenzione soggiacente di attribuire alla scuola la responsabilit\u00e0 educativa primaria, sottraendola alla famiglia, cui spetta per natura. Sono poi indicate \u2014 alla luce del diritto naturale e del Magistero ecclesiastico \u2014 le coordinate di una corretta educazione all&#8217;amore e della sessualit\u00e0, educazione a cui certamente pu\u00f2 collaborare anche la scuola.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>1. I quesiti posti dall\u2019introduzione dell\u2019educazione sessuale <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>nei programmi scolastici<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quesiti posti dall\u2019introduzione dell\u2019educazione sessuale nei programmi scolastici possono essere cos\u00ec riassunti:<br \/>\n\u25ba <em>l\u2019educazione sessuale \u00e8 un compito e un dovere solo della famiglia (e \u2014 per i credenti \u2014 anche della Chiesa), o lo \u00e8 pure della scuola?<br \/>\n<\/em>\u25ba <em>\u00e8 possibile, in quest\u2019ultima, distinguere tra &#8220;informazione&#8221; sessuale, definita &#8220;scientifica&#8221; e &#8220;neutra&#8221;, ed &#8220;educazione&#8221; sessuale, implicante il necessario riferimento a una concezione dell\u2019uomo e della vita?<br \/>\n<\/em>\u25ba <em>come stabilire i contenuti, i modi, le forme e i limiti dell\u2019intervento scolastico in questo settore?<br \/>\n<\/em>\u25ba <em>dovr\u00e0 trattarsi di un\u2019educazione sessuale semplicemente &#8220;curricolare&#8221; (affidata cio\u00e8 all\u2019insieme delle varie discipline scolastiche) oppure potr\u00e0 avvalersi anche di interventi specifici e programmati &#8220;extra-curricolari&#8221;?<br \/>\n<\/em>\u25ba <em>chi sono gli operatori specificamente preparati per le iniziative &#8220;extra-curricolari&#8221;?<br \/>\n<\/em>\u25ba <em>esistono garanzie da offrire e da richiedere per assicurarne la seriet\u00e0 scientifica e la correttezza pedagogica e morale?&#8221;<\/em> (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I quesiti si presentano di complessa soluzione anche in considerazione delle peculiarit\u00e0 dell\u2019ora presente, caratterizzata da <em>&#8220;un oscuramento della verit\u00e0 sull\u2019uomo&#8221;<\/em> (2), effetto di <em>&#8220;una cultura in cui la societ\u00e0 e i mass media offrono al riguardo <\/em>[dell\u2019educazione sessuale] <em>il pi\u00f9 delle volte un\u2019informazione spersonalizzata, ludica, spesso pessimista e peraltro senza riguardo per le diverse tappe di formazione e di evoluzione dei fanciulli e dei giovani, sotto l\u2019influsso di un distorto concetto individualista di libert\u00e0 e in un contesto privo di valori fondati sulla vita, sull\u2019amore umano e sulla famiglia&#8221;<\/em> (3)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, se <em>&#8220;in passato, allorquando da parte della famiglia non si forniva un\u2019esplicita educazione sessuale, tuttavia la cultura generale, improntata al rispetto dei valori fondamentali, serviva oggettivamente a proteggerli e a conservarli&#8221;<\/em> (4)<em>, <\/em>oggi, con il mutamento delle condizioni culturali, risulta oggettivamente impossibile contare su quella sorta di <em>rendita di posizione<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il risultato \u00e8 rappresentato dalla difficolt\u00e0 per i genitori di poter fornire ai figli un\u2019adeguata preparazione al significato della sessualit\u00e0, difficolt\u00e0 che assume spesso i caratteri della <em>resa incondizionata<\/em> se solo si considerano il contemporaneo travaso informativo massmediatico cui vengono sottoposte le giovani generazioni e la disponibilit\u00e0 della scuola a svolgere programmi di educazione sessuale, seppur in via di sperimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poste tali premesse, diventa fin troppo facile, soprattutto dinanzi al verificarsi di abusi sessuali in danno di minori, indicare fra le cause di siffatti gesti criminosi \u2014 come fa l\u2019on. Anna Finocchiaro Fidelbo, democratica di sinistra, ministro per le Pari Opportunit\u00e0 \u2014 <em>&#8220;un vuoto educativo&#8221;<\/em> (5)\u00a0in materia, dovuto \u2014 secondo l\u2019on. Luigi Berlinguer, pure democratico di sinistra, ministro della Pubblica Istruzione e Universit\u00e0 e Ricerca Scientifica e Tecnologica \u2014 a un ritardo storico che va colmato (6) attraverso l\u2019introduzione nelle scuole di un\u2019educazione alla sessualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>2. La soluzione legislativa all\u2019esame del Parlamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.1. I lavori parlamentari<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 10 novembre 1992, nel corso dell\u2019XI legislatura (1992-1994), la VII commissione \u2014 cultura, scienza e istruzione \u2014 della Camera dei Deputati approvava in sede referente, con l\u2019unica opposizione dell\u2019on. Adriana Poli Bortone, del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, un testo che prevedeva l\u2019introduzione dell\u2019<em>Informazione ed educazione sessuale nella scuola<\/em>, richiedendone il trasferimento alla sede legislativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale testo risultava dall\u2019unificazione delle proposte di legge n. 179, presentata il 23 aprile 1992 dall\u2019on. Rossella Artioli, del Partito Socialista Italiano, e da altri deputati appartenenti a diversi gruppi parlamentari (7) e utilizzata come testo-base della discussione; n. 954, d\u2019iniziativa dell\u2019on. Danilo Poggiolini e di altri deputati del Gruppo Repubblicano; e n. 1593, presentata dai deputati Nichi Vendola e Pietro Mita, del Gruppo Rifondazione Comunista. Merita d\u2019essere ricordato, di passaggio, che la prima proposta di legge in materia fu presentata dall\u2019on. Giorgio Bini, del Partito Comunista Italiano, il 13 marzo 1975, nel corso della VI legislatura (1972-1976) (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolato \u2014 cio\u00e8 il complesso degli articoli che costituiscono la parte normativa di un progetto di legge \u2014 riproponeva, con modifiche non sostanziali, il testo della proposta di legge elaborato da un comitato ristretto (9) e licenziato, il 16 gennaio 1992, alla fine della X legislatura (1987-1992), dalla medesima commissione in sede referente, dopo aver raccolto i contributi forniti da esperti, da studiosi, da associazioni e da sindacati (10), ai quali venne preventivamente inviato un questionario organizzato in nove quesiti (11), incentrati sui nodi essenziali che la legge era chiamata ad affrontare. Un\u2019analoga proposta di legge, la n. 2389, venne presentata alla Camera dei Deputati da parlamentari di diversi schieramenti politici, il 7 aprile 1995, durante la XII legislatura (1994-1996) (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella XIII legislatura \u2014 in corso, aperta il 9 maggio 1996, dopo la tornata elettorale del 21 aprile precedente \u2014, lo stesso 9 maggio \u00e8 stata presentata alla Camera dei Deputati come proposta di legge, ora contrassegnata con il n. 218, l\u2019articolato che nelle due precedenti legislature aveva registrato il consenso di tutte le forze politiche, a eccezione di Alleanza Nazionale (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare, pertanto, opportuno, nell\u2019elaborare un giudizio <em>de iure condendo<\/em>, individuare nell\u2019articolato contenuto nella citata proposta il testo normativo di riferimento. Nell\u2019interpretazione dell\u2019articolato, poi, non si pu\u00f2 prescindere da una ricognizione dei passi pi\u00f9 significativi dei lavori parlamentari che, nell\u2019XI legislatura, giunsero all\u2019elaborazione del progetto d\u2019introduzione dell\u2019educazione sessuale nella scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.2. I princ\u00ecpi ispiratori della proposta di legge n. 218<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>la proposta in esame <\/em>[&#8230;]<em> pu\u00f2 rientrare tra le leggi di costume che ineriscono la morale e, in senso pi\u00f9 largo, la cultura&#8221;<\/em>, \u00e8 scritto nella relazione alla proposta di legge n. 179, d\u2019iniziativa dell\u2019on. Artioli e di altri deputati (14).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che l\u2019iniziativa si collochi, quale tappa significativa, in un ampio e articolato processo culturale emerge chiaramente dalle osservazioni di Bianca R. Gelli, deputato del PCI e relatrice in VII commissione nella X legislatura delle proposte di legge in materia: <em>&#8220;L\u2019introduzione dell\u2019educazione sessuale a scuola <\/em>[&#8230;]<em> risponde all\u2019obiettivo di sostanziare nei fatti, al di l\u00e0 di una semplice <\/em>parit\u00e0 numerica<em>, le ragioni di una scolarizzazione di massa femminile; e ci\u00f2, non solo promuovendo elementi di pari opportunit\u00e0 formative ed educative (rimuovendo ostacoli e facilitando scelte) ma assumendo come prioritario l\u2019obiettivo di porre al centro dei processi formativi una riformulazione dell\u2019identit\u00e0 di genere, sia femminile che maschile \u2014 una identit\u00e0 sessuale matura \u2014 in una fase storica di profonde trasformazioni culturali.<\/em><\/p>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\"><em>L\u2019apertura a questa tematica oggi va dunque collocata nelle linee di un progetto ambizioso. Non ci si pu\u00f2 limitare ad insegnare la fisiopatologia dell\u2019apparato sessuale e riproduttivo o come evitare gravidanze indesiderate.\u00a0<\/em><em>&#8220;La scuola \u00e8 chiamata a confrontarsi con una accezione ampia del termine <\/em>sessualit\u00e0<em>, comprendendo tra i suoi significati il mondo degli affetti, dei sentimenti, dei legami, dei valori propri di un individuo e della cultura entro cui \u00e8 inserito <\/em>[&#8230;]<em>.<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;La scuola non pu\u00f2 evitare di impegnarsi su questo terreno; la vita scolastica, in quanto momento privilegiato di comunicazione e relazione tra i giovani \u00e8 la sede naturale per rompere ruoli prefissati e rigidi, separatezze e discriminazioni. Una occasione, una tappa nella promozione della uguaglianza dei sessi, proprio a partire dalla individuazione delle differenze, assunte come vere e proprie risorse formative.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Da qui deriva la indispensabilit\u00e0 che la educazione sessuale cominci sin dagli anni della scuola materna, pur riconoscendo che essa acquista una valenza particolare negli anni della preadolescenza e dell\u2019adolescenza&#8221;<\/em> (15).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora: <em>&#8220;La scelta \u00e8 stata quella di guardare a questa legge non come esclusivamente di settore, necessaria per colmare un vuoto legislativo in campo scolastico: ma come una legge inerente il costume, l\u2019etica, la cultura pi\u00f9 complessiva della societ\u00e0, dovendo essa affrontare una tematica cos\u00ec complessa e ricca di implicanze. Questa, peraltro, \u00e8 stata la logica conseguenza dell\u2019aver dato sin dall\u2019inizio al termine sessualit\u00e0 una accezione vasta, non riconducibile alla sola sfera del sesso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;\u00c8 stata, peraltro, una scelta che ha comportato non pochi rischi, perch\u00e9 poteva far seguire alla legge sulla educazione sessuale lo stesso destino di altre inerenti ambiti analoghi, le quali fanno fatica ad essere varate o addirittura prendere il via. Il riferimento \u00e8 qui alle leggi sulla <\/em>violenza sessuale (16) <em>e a quella sulla <\/em>fecondazione assistita [&#8230;]<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Ma guardare a questa legge come ad una legge di costume significa, anche, guardare al problema dell\u2019introduzione della educazione sessuale nella scuola come completamento logico, anche se tardivo, di una complessa normativa che \u00e8 andata articolandosi via via nel tempo, dagli inizi degli anni \u201970 in poi, e registrando una stagione di cambiamento culturale e di costume.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Questi cambiamenti si sono manifestati non solo attraverso nuove leggi, ma anche con l\u2019abrogazione di vecchie norme. Si pensi ad esempio alla dichiarazione di illegittimit\u00e0, nel \u201971, delle norme che proibivano la propaganda degli anticoncezionali; alla cancellazione della causa d\u2019onore come attenuante nei delitti contro la persona e del matrimonio riparatore come mezzo di estinzione dei reati di violenza sessuale. Istituti, questi ultimi, entrambi legati a una cultura ancestrale che vedeva la donna come oggetto di propriet\u00e0 del maschio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;\u00c8 di quegli anni anche la prima iniziativa parlamentare per modificare la disciplina in fatto dei delitti contro la libert\u00e0 sessuale, posta dal codice penale sotto il titolo &#8220;dei delitti contro la moralit\u00e0 pubblica ed il buon costume&#8221;. Questa legge, espressione di una proposta popolare, portata in Parlamento da donne laiche e della sinistra, si \u00e8 arenata nel corso del dibattito, durato tre legislature, anche per il non raggiunto accordo sulla <\/em>presunzione di violenza<em> sui minori. Dieci anni di dibattito hanno per\u00f2 contribuito ad imprimere una svolta culturale, cos\u00ec che sono ormai acquisiti concetti prima improponibili.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Altre tappe importanti della normativa sui costumi sessuali e la vita di coppia sono state la legge sul divorzio; la legge sul nuovo diritto di famiglia, che riconosce, come nuovi soggetti di diritto, la donna ed il minore, anche nella sfera dei rapporti intrafamiliari; la legge sulla interruzione volontaria della gravidanza; quella sull\u2019istituzione dei consultori familiari, che prefigura, tra l\u2019altro, uno spazio di informazione sui temi della sessualit\u00e0 e della procreazione anche per i giovani; ultima, la legge per la realizzazione delle <\/em>pari opportunit\u00e0<em>&#8220;<\/em> (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tale svolta culturale spiega l\u2019accordo raggiunto su un testo normativo relativo a una materia, come l\u2019educazione sessuale, che <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>si \u00e8 spesso prestata in passato a dispute ideologiche a volte anche sproporzionate&#8221;,<\/em> come ha detto la sen. Rosa Russo Jervolino, democristiana, ministro <em>pro tempore<\/em> della Pubblica Istruzione (18).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di tale svolta l\u2019on. Gelli individua non solo i passaggi legislativi, ma anche la temperie sociale e politica in cui \u00e8 venuta maturando: <em>&#8220;<\/em>[&#8230;]<em> in questi ultimi anni, si \u00e8 assistito ad una laicizzazione progressiva dei linguaggi, vuoi marxisti vuoi cattolici, e questo, non solo perch\u00e9 si sono registrati eventi di portata storica, che hanno fatto perdere dall\u2019una e dall\u2019altra parte alcune certezze assolute, ma perch\u00e9, al contempo, andava crescendo negli uni e negli altri la tolleranza sollecitata da una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 pluralista, e che si avvia a divenire plurirazziale. Certo, permanevano, in tutto questo, punte estreme di conservatorismo e di integralismo \u2014 essenzialmente di destra \u2014 che, lungi dal cercare il dialogo, ribadivano una posizione rimasta peraltro isolata&#8221;<\/em> (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Penso \u2014 <\/em>osserva ancora l\u2019on. Gelli \u2014<em> che il salto di qualit\u00e0 nel discorso politico si sia prodotto allorch\u00e9 si \u00e8 avuto il coraggio, come legislatori, di inoltrarsi su tale terreno, da sempre considerato patrimonio privilegiato dei cattolici. Farlo ha significato superare un fraintendimento di fondo che tende a ridurre la portata di un\u2019etica laica, e a non cogliere le novit\u00e0 che, con l\u2019esaurirsi del pensiero marxista, vanno in quest\u2019ambito determinandosi&#8221;<\/em> (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Un\u2019operazione culturale di questa portata non pu\u00f2 evidentemente essere indotta per via giuridica. Il testo di legge sulla &#8220;informazione\/educazione sessuale nella scuola&#8221; pu\u00f2 contribuire a sollecitarla&#8221;<\/em> (21).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aver riportato diffusamente le intenzioni e le ragioni animatrici del fronte promotore dell\u2019introduzione dell\u2019educazione sessuale nelle scuole consente \u2014 senza timore di sconfinare nel terreno delle semplici congetture \u2014 di attribuire alle enunciazioni di principio contenute nell\u2019articolo 1 della proposta di legge n. 218 (22)\u00a0\u2014 in cui, fra l\u2019altro, si fa riferimento a una cultura della sessualit\u00e0 <em>&#8220;attenta ai valori della vita e della famiglia&#8221;<\/em> \u2014 lo stesso valore, di semplice <em>flatus vocis<\/em>, del richiamo ai princ\u00ecpi della vita e della maternit\u00e0 contenuto nell\u2019articolo 1 della legge n. 194 del 1978 sull\u2019interruzione di gravidanza; e il paragone \u00e8 suggerito, come si \u00e8 visto, dallo stesso <em>excursus<\/em> storico-legislativo utilizzato dai promotori per sottolineare il rilievo culturale e politico della materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, non \u00e8 mancato chi, come l\u2019on. Maria Luisa Sangiorgio, comunista, relatrice in VII commissione nell\u2019XI legislatura delle proposte di legge in materia, si \u00e8 preoccupato di chiarire la valenza non assoluta dei princ\u00ecpi enunciati e l\u2019imprescindibilit\u00e0 di una considerazione necessariamente unitaria \u2014 e, di fatto, annichilatrice di ogni principio \u2014 del citato articolo 1, che <em>&#8220;<\/em>[&#8230;]<em> contiene <\/em>[&#8230;] <em>\u2014 <\/em>avverte appunto il deputato del PCI \u2014<em> una tavola di valori <\/em>[&#8230;]<em> molto ampia e generalmente condivisa. Ovviamente ognuno potr\u00e0 ritenere prevalente un valore sull\u2019altro, ma questi nel loro insieme non possono non essere condivisi&#8221;<\/em> (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.3. Disciplina dell\u2019informazione ed educazione sessuale<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019introduzione dell\u2019informazione ed educazione sessuale viene modulata su un duplice livello: il primo \u00e8 quello relativo alla programmazione di competenza del ministero della Pubblica Istruzione, mentre il secondo investe l\u2019attivit\u00e0 di programmazione didattica annuale dei singoli istituti scolastici, come recitano gli articoli 2, 3 e 7 del disegno in esame (24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In considerazione del fatto che <em>&#8220;le tematiche inerenti alla sessualit\u00e0 <\/em>[&#8230;]<em> sono parte integrante degli orientamenti educativi e dei programmi didattici di insegnamento&#8221; <\/em>\u2014 secondo l\u2019articolo 2 comma 1 \u2014, il ministro della Pubblica Istruzione, sentito il parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione \u2014 organo istituito dall\u2019articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica n. 416, del 31-5-1974 \u2014, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, secondo l\u2019articolo 3 <em>&#8220;aggiorna con propri decreti gli orientamenti educativi della scuola materna ed integra i programmi di insegnamento per le scuole di ogni ordine e grado&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo livello di programmazione, l\u2019informazione ed educazione sessuale viene a inserirsi, integrandolo, in un ambito pi\u00f9 vasto, quello dell\u2019educazione alla salute, a cui devono informarsi i contenuti delle tematiche inerenti alla sessualit\u00e0 secondo l\u2019articolo 2 comma 4; in tal senso ebbe a esprimersi il ministro Russo Jervolino (25), ma soprattutto in tal senso si va orientando l\u2019opera di riforma del sistema scolastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tale proposito appare opportuno richiamare l\u2019articolo 104, comma 1, del d.p.r. n. 309 del 9-10-1990 \u2014 <em>Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza<\/em> \u2014, secondo il quale <em>&#8220;il Ministero della pubblica istruzione promuove e coordina le attivit\u00e0 di educazione alla salute e di informazione sui danni derivanti dall\u2019alcoolismo, dal tabagismo, dall\u2019uso delle sostanze stupefacenti o psicotrope, nonch\u00e9 dalle patologie correlate&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul punto, il professor Luciano Corradini, vice presidente del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, osserva: <em>&#8220;<\/em>Il concetto di salute viene in tal modo elevato a finalit\u00e0 della scuola<em>, nel senso in cui parla di finalit\u00e0 il documento programmatico della Commissione Brocca: non solo come concetto da studiare, ma come attivit\u00e0 da compiere, per raggiungere la salute come valore da vivere e non solo come valore da sapere&#8221;<\/em> (26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019educazione alla salute \u2014 e, quindi, anche quella sessuale \u2014 sembra assumere il ruolo di fondamento e di coronamento dell\u2019istruzione pubblica, occupando il posto lasciato dalla religione cattolica a seguito della stipula del nuovo Concordato fra lo Stato italiano e la Santa Sede nel 1984.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando all\u2019esame del profilo relativo alla programmazione didattica periferica, va anzitutto chiarito che esso si articola, a sua volta, in iniziative curricolari ed extracurricolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alle prime, la disciplina \u2014 all\u2019articolo 2 comma 2 \u2014 prevede che l\u2019introduzione delle tematiche inerenti alla sessualit\u00e0 si realizzi <em>&#8220;in forme prevalentemente disciplinari&#8221;<\/em> e non mediante l\u2019istituzione di una materia a s\u00e9 stante che, secondo il ministro Russo Jervolino, correrebbe il rischio di essere <em>&#8220;inevitabilmente ghettizzata&#8221;<\/em> (27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il procedimento contempla le seguenti fasi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf proposta dei consigli di classe e interclasse della scuola materna, elementare, media inferiore e secondaria superiore;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf parere \u2014 non vincolante \u2014 dell\u2019assemblea di classe dei genitori e, per la secondaria superiore, dell\u2019assemblea di classe degli studenti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf deliberazione del collegio dei docenti, la cui disciplina, non essendo diversamente statuito, va ricavata dalle disposizioni generali contenute nell\u2019articolo 28 del d.p.r. n. 416 del 1974 e cio\u00e8: per la validit\u00e0 dell\u2019adunanza \u00e8 richiesta la presenza della met\u00e0 pi\u00f9 uno dei componenti in carica e le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf attuazione a cura del docente \u2014 che ha frequentato le attivit\u00e0 di aggiornamento di cui all\u2019articolo 4 commi 1, 2 e 3 \u2014 anche con il contributo di esperti esterni alla scuola \u2014 qualora in tal senso abbia disposto il collegio dei docenti, e ci\u00f2 in considerazione del riferimento agli <em>&#8220;specifici progetti&#8221;,<\/em> che rimanda alla programmazione annuale di cui all\u2019articolo 4 comma 4 (28) \u2014 e avvalendosi di <em>&#8220;metodologie flessibili che favoriscano anche la partecipazione e la discussione di gruppo&#8221;<\/em>, a norma dell\u2019articolo 2 comma 2.\u00a0Il procedimento relativo alle iniziative extracurricolari, di cui all\u2019articolo 5 (29), appare ancor pi\u00f9 semplificato, e infatti si articola nelle fasi appresso indicate:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf proposta \u2014 eventuale \u2014 dei genitori e, nelle scuole secondarie superiori, degli studenti;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25cf deliberazione del consiglio di classe \u2014 nel quadro dei criteri fissati dal collegio dei docenti \u2014;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">\u25cf attuazione affidata a insegnanti interni o a esperti esterni alla scuola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eventuali obiezioni circa l\u2019assenza di una fase procedimentale adibita al controllo delle deliberazioni \u2014 anche e soprattutto quanto all\u2019osservanza dei princ\u00ecpi di cui all\u2019articolo 1 \u2014 vengono sbrigativamente tacitate dal ministro Russo Jervolino, che al riguardo <em>&#8220;sottolinea <\/em>[&#8230;]<em> come in una materia cos\u00ec delicata la necessit\u00e0 di momenti di garanzia sia soddisfatta dall\u2019aver demandato ai consigli di classe il compito di procedere alle decisioni finali&#8221;<\/em> (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 bene invece precisare che l\u2019intervento del consiglio di classe \u2014 ammesso che possa assolvere efficacemente, e in maniera non condizionabile, a una funzione di controllo \u2014 \u00e8 di tipo deliberativo solo per le iniziative extracurricolari, mentre per quelle curricolari \u00e8 di tipo propulsivo e per giunta non vincolante, quanto al contenuto, rispetto alla deliberazione del collegio dei docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ogni buon conto, la misura della preoccupazione della sen. Russo Jervolino a questo proposito \u00e8 chiaramente fornita da altra dichiarazione rilasciata dalla stessa allorch\u00e9, concordando con il deputato del Partito della Rifondazione Comunista, Nichi Vendola, <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>sull\u2019inopportunit\u00e0 di atteggiamenti scandalizzati&#8221;<\/em> afferma che <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>ogni tipo di esperienza pu\u00f2 entrare a contatto con il mondo scolastico&#8221;<\/em> (31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.4. Il ruolo della famiglia<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La centralit\u00e0 della questione del rapporto scuola-famiglia in materia di educazione sessuale \u00e8 stata avvertita sin dalle prime battute dei lavori parlamentari. <em>&#8220;Non a caso \u2014 <\/em>osserva l\u2019on. Gelli \u2014 <em>quello della famiglia fu uno dei nodi sui quali si aren\u00f2 il progetto Bini dodici anni fa. Nel testo elaborato dal comitato ristretto, all\u2019art. 1 le parole &#8220;con la collaborazione della famiglia&#8221; erano poste tra parentesi, appunto per evidenziare il non accordo tra i diversi gruppi. Nodo del contendere era quale delle due agenzie formative, la scuola o la famiglia, avesse un diritto prioritario in questo campo&#8221;<\/em> (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la proposta di legge in esame <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>viene superata l\u2019antitesi famiglia s\u00ec-famiglia no. Il fatto che questa sia la prima comunit\u00e0 educante non significa che sia sempre in grado di educare alla sessualit\u00e0 e che ad essa non debba subentrare la scuola per portare avanti con profonda responsabilit\u00e0 questo compito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Peraltro, se alla scuola compete educare i giovani, perch\u00e9 si dovrebbe ritenere che da questo compito debba essere esclusa la sessualit\u00e0, che rappresenta la dimensione di maggior rilievo nella personalit\u00e0 dei giovani? D\u2019altro canto, esistono famiglie in grossa difficolt\u00e0 nell\u2019assolvere a questo compito. Esse vanno dunque aiutate dalla scuola e dagli esperti che la scuola stessa potr\u00e0 mettere a loro disposizione&#8221;<\/em> (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo \u2014 neppur troppo celato \u2014 pare esser quello di sottrarre il minore all\u2019influenza educativa dei genitori, sicch\u00e9 non sembra azzardato il giudizio fornito al riguardo dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, quando osserva che <em>&#8220;la scuola <\/em>[&#8230;]<em> che si \u00e8 resa disponibile a svolgere programmi di educazione sessuale, lo ha fatto spesso sostituendosi alla famiglia&#8221;<\/em> (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, l\u2019on. Gelli \u2014 che, come si \u00e8 detto, ha svolto un ruolo di primo piano nella preparazione del testo normativo \u2014 sulla questione del ruolo della famiglia avverte: <em>&#8220;Sulla possibilit\u00e0 che la famiglia ponga vincoli giuridici sui minori &#8220;qualunque et\u00e0 essi abbiano&#8221;, penso debbano essere presi in considerazione una serie di elementi che pongono tale vincolo come non del tutto scontato <\/em>[&#8230;]<em>. Vi \u00e8 al riguardo tutta una normativa, relativamente recente e sempre pi\u00f9 ricca, che tende a rafforzare questo diritto in progressione del minore, riconoscendolo, sin dai 14-16 anni, come cittadino, e quindi come soggetto delle proprie scelte: si pensi al riguardo alla legge sui consultori che prevede l\u2019accesso dei giovani, ai fini informativi e preventivi nel campo della sessualit\u00e0 e della procreazione, ma si pensi altres\u00ec alle norme sulla interruzione volontaria della gravidanza, che introducono, a garanzia del diritto di autodeterminazione della minore, nei riguardi di una possibile maternit\u00e0, la figura del magistrato al posto degli stessi genitori&#8221;<\/em> (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poste queste premesse, diventa agevole spiegare la distonia esistente, nell\u2019articolato, fra le enunciazioni di principio formulate nell\u2019articolo 1, in ordine al ruolo della famiglia nell\u2019elaborazione dei programmi didattici, e gli interventi riconosciuti alla famiglia, di natura consultiva \u2014 articolo 4 comma 4 in relazione alla programmazione di iniziative curricolari \u2014 o propositiva \u2014 in riferimento a quelle extracurricolari \u2014, comunque mai vincolante o limitativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, il diritto a educare della famiglia \u2014 <em>originale e primario, insostituibile e inalienabile<\/em> (36) \u2014\u00a0viene minacciato in radice con la stessa previsione \u2014 all\u2019articolo 2 comma 1 \u2014 dell\u2019interdisciplinarit\u00e0 dell\u2019insegnamento dell\u2019informazione ed educazione sessuale; siffatto <em>metodo dell\u2019inclusione<\/em> oltre a rendere <em>&#8220;pi\u00f9 difficile controllare il contenuto dell\u2019istruzione sessuale&#8221;<\/em> (37)<em>, <\/em>esclude, a differenza di quanto previsto per l\u2019insegnamento della religione cattolica, ogni spazio per l\u2019introduzione del &#8220;diritto di non avvalersi&#8221;, cio\u00e8 della facolt\u00e0, del pari normativamente riconosciuta, di non servirsi del diritto di frequentare un determinato corso di lezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 pertanto evidente il salto di qualit\u00e0 rispetto alla disciplina attuale che pure prevede la possibilit\u00e0, grazie soprattutto alla legge n. 517 del 4 agosto 1977 recante <em>Norme sulla valutazione degli alunni e sull\u2019abolizione degli esami di riparazione nonch\u00e9 altre norme di modifica dell\u2019ordinamento scolastico<\/em>, d\u2019inserire l\u2019educazione sessuale nella programmazione didattica d\u2019istituto e di classe; ci\u00f2, qualora il corpo docente, le famiglie, gli stessi studenti, nell\u2019ambito degli organismi collegiali previsti dai cosiddetti decreti delegati, ritengano di volerlo fare, in un sistema improntato alla discrezionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Attualmente c\u2019\u00e8 tutta una serie di progetti ministeriali \u2014 <\/em>osserva al riguardo l\u2019on. Gelli <em>\u2014 che consentirebbero la possibilit\u00e0 di parlare di sesso e sessualit\u00e0 a scuola: il Progetto Giovani \u201893, le attivit\u00e0 di prevenzione dell\u2019AIDS previste dalla legge 162 (la cosiddetta Jervolino-Vassalli), i vari progetti nell\u2019area della salute e del benessere psico-fisico che per ora restano troppo spesso a livello di enunciazioni promettenti, ma prive di trascrizione pratica&#8221;<\/em> (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava, perci\u00f2, d\u2019introdurre una disciplina caratterizzata dall\u2019obbligatoriet\u00e0 di tale insegnamento e dall\u2019impossibilit\u00e0 per i genitori di far dispensare dall\u2019educazione sessuale i propri figli. Anzi, <em>&#8220;iniziative di approfondimento e di sensibilizzazione sulle tematiche inerenti alla sessualit\u00e0 possono essere rivolte specificamente ai genitori&#8221; <\/em>\u2014 cos\u00ec recita l\u2019articolo 5 comma 3 \u2014, allo scopo non di renderli <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>edotti dei contenuti che si intendono proporre, nonch\u00e9 dei metodi pi\u00f9 opportuni che si intendono seguire&#8221;<\/em> (39)\u00a0\u2014 il che significherebbe attribuire all\u2019intervento scolastico una funzione correttamente sussidiaria rispetto al ruolo educativo primario dei genitori \u2014, ma perch\u00e9, cos\u00ec facendo, <em>&#8220;le famiglie possono <\/em>[&#8230;]<em> aiutare la scuola \u2014<\/em> considerata evidentemente quale soggetto munito di una sorta di diritto originario fondato sul diritto positivo \u2014 <em>a meglio comprendere i loro figli, portando il contributo delle loro esperienze&#8221;<\/em> (40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.5. Il ruolo degli insegnanti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interdisciplinarit\u00e0 dell\u2019informazione ed educazione sessuale comporta conseguenze degne di nota anche per quanto riguarda la posizione degli insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, si pone la questione del diritto di sollevare obiezione di coscienza, sia quanto al <em>se<\/em> sia quanto al <em>come<\/em>. Sul punto vale la pena riportare l\u2019orientamento decisamente negativo, circa l\u2019eventuale riconoscimento di un tale diritto, formatosi nei lavori della VII commissione durante l\u2019XI legislatura. L\u2019on. Silvia Costa, della Democrazia Cristiana, per esempio, ebbe a sottolineare che l\u2019obiezione di coscienza <em>&#8220;<\/em>[&#8230;]<em> non ha alcun senso rispetto al testo approvato, che prevede un insegnamento interdisciplinare&#8221;<\/em> (41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019on. Sangiorgio fu ancora pi\u00f9 esplicita: <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>la libert\u00e0 di insegnamento non deve diventare obiezione di coscienza, in quanto la libert\u00e0 di insegnamento ha come vincolo per tutti i programmi e la programmazione&#8221;<\/em> (42); il ministro Russo Jervolino rileva, dal canto suo, come <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>la questione dell\u2019obiezione di coscienza venga sollevata in questa sede in modo improprio, in quanto la proposta di legge introduce compiti formativi in capo alla scuola e delinea una strategia all\u2019interno di un percorso educativo che non pu\u00f2 essere disatteso&#8221;<\/em> (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In coerenza con la negazione di ogni rilievo all\u2019obiezione di coscienza, il testo normativo, infatti, prevede per gli insegnanti sia specifiche attivit\u00e0 di <em>&#8220;aggiornamento&#8221;<\/em> \u2014 articolo 4 commi 1, 2 e 3, e articolo 6 (44)\u00a0\u2014 sia il supporto di <em>&#8220;esperti&#8221;<\/em> esterni alla scuola, per i quali non viene prevista e quindi richiesta alcuna caratteristica identificativa onde evitare irrigidimenti classificatori, come sostenuto dal ministro della Pubblica Istruzione, Russo Jervolino (45).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo, pi\u00f9 ampio, sembra essere quello di procedere a una vera e propria rieducazione dei docenti, chiamati a dotarsi di una nuova <em>&#8220;patente formativa&#8221;<\/em>. L\u2019espressione \u00e8 di Franco Frabboni, professore ordinario di Pedagogia nell\u2019universit\u00e0 di Bologna e direttore del mensile <em>Riforma della scuola<\/em>, il quale indica i requisiti di questa <em>&#8220;patente&#8221;<\/em> in 3 &#8220;A&#8221;, corrispondenti ai tre <em>&#8220;climi&#8221; <\/em>\u2014 <em>antidogmatico, antiautoritario, antropologico \u2014<\/em> che l\u2019insegnante ha il dovere di diffondere nell\u2019ambiente scolastico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;a) Il <\/em>clima antidogmatico<em> si rende familiare nella scuola predisponendo un &#8220;ambiente&#8221; che assicuri massima apertura ai processi di <\/em>socializzazione<em> e di <\/em>alfabetizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;b) Il <\/em>clima antiautoritario<em> si rende familiare nella scuola predisponendo un &#8220;ambiente&#8221; contrappuntato da un clima sociale positivo: possibile a partire da una elevata &#8220;qualit\u00e0&#8221; delle relazioni fra adulti e fra adulti e ragazzi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;c) Infine, il <\/em>clima antropologico<em> si rende familiare (e rispettato) nella scuola predisponendo un &#8220;ambiente&#8221; aperto alla presenza delle molteplici culture (fedi, ideologie, etnie) che pulsano nella comunit\u00e0 sociale <\/em>[&#8230;]<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Aprire la scuola al territorio significa legittimare le sue <\/em>antropologie<em>, validare il &#8220;plurale&#8221; delle sue assiologie&#8221;<\/em> (46).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per poter introdurre l\u2019informazione-educazione sessuale nella scuola occorre predisporre non solo condizioni soggettive favorevoli, ma bisogna creare \u2014 osserva sempre il professor Frabboni \u2014 <em>&#8220;una scuola a nuovo indirizzo&#8221;<\/em>, decidendo di <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>scegliere fra due scuole di segno opposto. Tra una scuola democratica <\/em>[&#8230;]<em> e una scuola selettiva <\/em>[&#8230;]<em>; tra una scuola pubblica, gestita dallo Stato (dotata di un modello strutturale &#8220;unitario&#8221;: quanto a tempo scolastico, formazione di base degli insegnanti, gestione sociale, organizzazione del lavoro didattico) e un\u2019agenzia &#8220;<\/em>liberistica<em>&#8220;, pubblica e privata, ritagliata su un sistema formativo &#8220;lottizzato&#8221; in tante scuole <\/em>autonome<em> quanti sono i gruppi ideologici e sociali presenti nelle singole comunit\u00e0 territoriali <\/em>[&#8230;]<em>; tra una scuola dai curricoli <\/em>produttivi<em> (capaci di penetrare dentro le frontiere dirompenti, folgoranti, euristiche della cultura antropologica e scientifica) e una scuola dai curricoli <\/em>riproduttivi<em> (frutto di &#8220;saperi&#8221; sclerotizzati, archeologici e polverizzati in una miriade di materie). Su questa scelta socioculturale emerge con forza il ruolo nevralgico che una <\/em>scuola democratica pubblica produttiva<em> \u00e8 chiamata a recitare. Essa potr\u00e0 contribuire ad un governo democratico della <\/em>transizione<em> (nel senso della pace, dell\u2019emancipazione civile e culturale della collettivit\u00e0, del progresso e della giustizia economica) a condizione che si presenti forte <\/em>istituzionalmente<em> e attrezzata <\/em>scientificamente<em>; una scuola di tal fatta spalancherebbe le porte di casa nostra ad una reale cultura dell\u2019alternativa&#8221;<\/em> (47).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>3. La &#8220;scorciatoia&#8221; amministrativa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lentezza dei lavori parlamentari, la vischiosit\u00e0 delle procedure di approvazione legislativa, le resistenze di taluni parlamentari hanno indotto il ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer a perseguire una strada alternativa; quella, molto pi\u00f9 rapida, della normazione di fonte secondaria e terziaria, mostrandosi sensibile, anche per il settore dell\u2019istruzione scolastica, all\u2019imperativo dominante della <em>delegificazione<\/em> (48), versione efficientistica della riduzione della politica ad amministrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del seminario nazionale <em>Cultura, educazione, identit\u00e0 sessuale. Il ruolo della Scuola<\/em>, organizzato a Roma nel marzo del 1998 dai ministeri per le Pari Opportunit\u00e0 e della Pubblica Istruzione, l\u2019on. Berlinguer ha annunciato l\u2019adozione di una <em>direttiva, <\/em>di una normativa specifica che eviter\u00e0 le lentezze del disegno di legge (49) e che introdurr\u00e0 nelle scuole la <em>&#8220;cultura della sessualit\u00e0&#8221;, <\/em>che <em>&#8220;non sar\u00e0 una materia, una disciplina <\/em>[&#8230;]<em>, sar\u00e0 una cultura che conserva il carattere della trasversalit\u00e0&#8221;<\/em> (50).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti utilizzabili dal ministro per praticare la via amministrativa, eludendo il ricorso allo strumento legislativo imposto dall\u2019articolo 33 comma 2 della Costituzione (51), sono rappresentati, in particolare, dal d.p.r. n. 419 del 31-5-1974, che prevede \u2014 all\u2019articolo 3 \u2014 l\u2019adottabilit\u00e0 da parte del ministro di decreti autorizzativi d\u2019indirizzi educativi sperimentali, o dall\u2019articolo 104 del d.p.r. n. 309 del 1990, che consente il ricorso a decreti ministeriali aventi a oggetto l\u2019inserimento, nell\u2019ambito di discipline curricolari, di tematiche relative all\u2019<em>educazione alla salute.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In entrambi i casi, la previsione dell\u2019introduzione di tematiche educativo-informative relative alla sessualit\u00e0 non potrebbe porsi in termini di obbligatoriet\u00e0 n\u00e9 per i docenti n\u00e9 per i discenti. Il ricorso allo strumento della <em>direttiva,<\/em> unito al carattere di <em>&#8220;trasversalit\u00e0&#8221; <\/em>\u2014 cio\u00e8 d\u2019interdisciplinarit\u00e0 \u2014 della <em>&#8220;cultura della sessualit\u00e0&#8221;<\/em>, costituisce, in buona sostanza, l\u2019espediente per ottenere da un lato l\u2019adesione dei docenti \u2014 sia delle scuole statali che di quelle non statali \u2014, sempre verificabile attraverso l\u2019esercizio dei poteri ispettivi, e dall\u2019altro la fattuale obbligatoriet\u00e0 di un insegnamento polverizzato nelle varie materie curricolari e rimesso ai differenti modelli culturali degli insegnanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4. L\u2019educazione sessuale nel Magistero della Chiesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura dei lavori parlamentari che hanno accompagnato l\u2019esame del progetto di legge in tema di introduzione dell\u2019educazione sessuale nella scuola e la disamina dei pareri degli <em>esperti <\/em>che quel progetto hanno contribuito a elaborare consentono di trarre una prima conclusione: al di l\u00e0 delle professioni di neutralit\u00e0 dei sostenitori dell\u2019informazione <em>scientifica <\/em>in materia di sessualit\u00e0, \u00e8 innegabile \u2014 e talora, come s\u2019\u00e8 visto, apertamente confessato \u2014 il riferimento a una concezione dell\u2019uomo, cio\u00e8 a un\u2019<em>antropologia<\/em>, qualunque sia la soluzione offerta per i quesiti posti da un\u2019istruzione scolastica estesa alla materia sessuale<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la concezione <em>igienico-sanitaria, <\/em>l\u2019educazione sessuale consiste in un\u2019informazione di carattere squisitamente scientifico-divulgativo, tesa a fornire adeguate conoscenze per un uso della sessualit\u00e0 idoneo a prevenire patologie: \u00e8 il <em>safe-sex<\/em>. Matrice di tale impostazione \u00e8 una concezione <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>biocentrica, che considera l\u2019uomo quale componente della biosfera&#8221;<\/em> (52), posto ontologicamente sullo stesso piano delle componenti vegetale e animale; la sessualit\u00e0 \u00e8, pertanto, espressione di un pi\u00f9 generale diritto al <em>ben-essere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso solco del <em>biocentrismo<\/em> si colloca l\u2019interpretazione <em>edonistica <\/em>della sessualit\u00e0, che conduce alle estreme conseguenze \u2014 sul piano dell\u2019<em>agire \u2014 <\/em>la concezione <em>vitalistico-istintuale<\/em>: <em>&#8220;Scopo primario dell\u2019educazione sessuale sarebbe quello di mettere l\u2019individuo in grado di fruire al massimo del piacere sessuale, senza limiti e inibizioni. Esso sarebbe non soltanto un diritto, ma un dovere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Primo compito dell\u2019educazione sessuale sarebbe quello di liberare l\u2019uomo dai numerosi &#8220;tab\u00f9&#8221; di ogni genere \u2014 soprattutto sociali, morali e religiosi \u2014 che ancora lo condizionano e pongono limiti al pieno godimento del sesso&#8221;<\/em> (53).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema del condizionamento socio-ambientale diviene centrale nell\u2019interpretazione <em>culturale<\/em> della sessualit\u00e0, che muove dalla concezione secondo cui <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>le norme che regolano i costumi e i comportamenti sessuali non sarebbero naturali e primarie, espressione della struttura dell\u2019uomo, ma derivate e acquisite, prodotte cio\u00e8 dalla societ\u00e0 e dalla cultura e pertanto mutevoli come i modelli socio-culturali<\/em> [&#8230;]<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Non esisterebbe, pertanto, un\u2019etica universale ed assoluta; ogni norma, anche in campo sessuale, sarebbe relativa. Lo sforzo di trasformazione di una determinata societ\u00e0 implicherebbe anche un mutamento nell\u2019interpretazione della sessualit\u00e0 e dei costumi sessuali&#8221;<\/em> (54).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel che accomuna tutte e tre queste concezioni della sessualit\u00e0 \u2014 quella igienico-sanitaria, quella edonistica e quella culturale \u2014 \u00e8 sicuramente l\u2019orizzonte morale di tipo relativistico nel quale le stesse si muovono, prigioniere delle inevitabili <em>aporie <\/em>proprie del relativismo, riassumibili nel seguente interrogativo che si pone Remo Bodei, docente di Storia della Filosofia nell\u2019universit\u00e0 di Pisa: <em>&#8220;Valori forti sono necessari per evitare il peggio, ma come individuarli, senza farli diventare pericolosamente assolutistici?&#8221;<\/em> (55). Un <em>&#8220;efficace strumento&#8221;<\/em> \u2014 continua il filosofo \u2014 <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>\u00e8 <\/em>[&#8230;]<em> rappresentato dal rispetto delle &#8220;regole del gioco&#8221;&#8221;, &#8220;<\/em>[&#8230;] <em>che rischia per\u00f2 di trasformarsi <\/em>\u2014 osserva ancora il professor Bodei \u2014<em> in un talismano in presenza di situazioni di violento scontro politico&#8221;<\/em> (56)<em>, <\/em>quando cio\u00e8 viene messa in discussione la fonte stessa delle regole. <em>&#8220;Si vive cos\u00ec <\/em>\u2014 conclude amaramente \u2014<em> pi\u00f9 nell\u2019immediato <\/em>carpe diem<em>, ci si situa in pi\u00f9 ristretti orizzonti temporali, spesso segnati dalla semplice durata della propria esistenza biologica. Ma l\u2019insoddisfazione per queste scelte, per questa angustia di prospettive rimane. E fa male&#8221;<\/em> (57).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Preso atto del fallimento della prospettiva relativistica occorre ripartire da una <em>corretta antropologia<\/em>, dalla <em>verit\u00e0 sull\u2019uomo;<\/em> la ragione naturale ci presenta la <em>persona<\/em> come <em>unit\u00e0 di anima e di corpo<\/em>, <em>dono e creatura di Dio<\/em> (58), munita di una struttura immutabile perch\u00e9 co-essenziale e di <em>istruzioni per l\u2019uso<\/em> la cui indefettibilit\u00e0 gli uomini hanno sperimentato nel corso dei secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;<\/em>L\u2019uomo, in quanto immagine di Dio, \u00e8 creato per amare<em>. Questa verit\u00e0 ci \u00e8 stata rivelata pienamente nel Nuovo Testamento, assieme al mistero della vita intratrinitaria: &#8220;Dio \u00e8 amore (1 Gv 4, 8) e vive in se stesso un mistero di comunione personale di amore. Creandola a sua immagine<\/em>&#8230;<em>, Dio iscrive nell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo e della donna la vocazione, e quindi la capacit\u00e0 e la responsabilit\u00e0 dell\u2019amore e della comunione&#8221;&#8221;<\/em> (59)<em>. &#8220;Questa capacit\u00e0 di amore come dono di s\u00e9 ha <\/em>[&#8230;]<em> una sua &#8220;incarnazione&#8221; nel <\/em>carattere sponsale del corpo<em>, in cui si iscrive la mascolinit\u00e0 e la femminilit\u00e0 della persona&#8221;<\/em> (60)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;\u00c8 ovvio che la crescita nell\u2019amore, in quanto implica il dono sincero di s\u00e9, \u00e8 aiutata da quella disciplina dei sentimenti, delle passioni e degli affetti che ci fa accedere all\u2019autodominio. Nessuno pu\u00f2 dare quello che non possiede: se la persona non \u00e8 padrona di s\u00e9 \u2014 a opera delle virt\u00f9 e, concretamente, della castit\u00e0 \u2014 manca di quell\u2019autopossesso che la rende capace di donarsi. <\/em>La castit\u00e0 \u00e8 l\u2019energia spirituale che libera l\u2019amore dall\u2019egoismo e dall\u2019aggressivit\u00e0<em>. Nella stessa misura in cui nell\u2019uomo si indebolisce la castit\u00e0, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cio\u00e8 soddisfazione di un desiderio di piacere e non pi\u00f9 dono di s\u00e9&#8221;<\/em> (61).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Parlare quindi di &#8220;educazione sessuale&#8221; nel suo senso corretto significa parlare di educazione integrale ed armonica della persona, di cui la sessualit\u00e0 costituisce un elemento essenziale, ma non unico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Isolare il problema dell\u2019educazione sessuale da quello della formazione della persona significa non solo impoverirlo, ma anche falsarlo: in pratica, renderlo insolubile&#8221;<\/em> (62).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l\u2019educazione sessuale \u00e8 un aspetto dell\u2019<em>educazione integrale della persona<\/em>, s\u00ec che pi\u00f9 correttamente andrebbe indicata come <em>&#8220;educazione della sessualit\u00e0&#8221;<\/em>, secondo il puntuale suggerimento di esperti cattolici (63).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A chi spetta educare la sessualit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;I <\/em>genitori<em> sono i <\/em>primi e principali educatori<em> dei propri figli ed hanno anche in questo campo una <\/em>fondamentale competenza<em>: sono <\/em>educatori perch\u00e9 genitori<em>&#8220;<\/em> (64):\u00a0essi sono chiamati dalla natura a trarre fuori \u2014 <em>e-ducere <\/em>\u2014, a far emergere il progetto di uomo che il fanciullo reca in animo, aiutandolo nella crescita in auto-consapevolezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I genitori non rimangono per\u00f2 soli in quest\u2019opera. <em>&#8220;Essi condividono la loro missione educativa con altre persone e istituzioni, come la Chiesa e lo Stato; ci\u00f2 tuttavia deve sempre avvenire nella corretta applicazione del <\/em>principio di sussidiariet\u00e0<em>. Questo implica la legittimit\u00e0 ed anzi la doverosit\u00e0 di un aiuto offerto ai genitori, ma trova nel loro diritto prevalente e nelle loro effettive possibilit\u00e0 il suo intrinseco e invalicabile limite. <\/em>[&#8230;]<em> La sussidiariet\u00e0 completa cos\u00ec l\u2019amore paterno e materno, confermandone il carattere fondamentale, perch\u00e9 ogni altro partecipante al processo educativo non pu\u00f2 che operare <\/em>a nome dei genitori, con il loro consenso <em>e, in una certa misura, persino <\/em>su loro incarico<em>&#8220;<\/em> (65).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 vale a maggior ragione per <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>quegli aspetti<\/em> [&#8230;] <em>che toccano la sfera pi\u00f9 intima della persona, qual \u00e8, appunto, l\u2019educazione sessuale&#8221;<\/em> (66).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio su questo terreno si avvertono gli effetti devastanti di un\u2019impostazione culturale improntata all\u2019edonismo relativistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;In tale contesto \u00e8 necessario che i genitori, rifacendosi all\u2019insegnamento della Chiesa, e con il suo sostegno, rivendichino a s\u00e9 il proprio compito e, associandosi ove risulti necessario o conveniente, svolgano un\u2019azione educatrice improntata ai veri valori della persona e dell\u2019amore cristiano prendendo una chiara posizione che superi l\u2019utilitarismo etico. Affinch\u00e9 l\u2019educazione corrisponda alle oggettive esigenze del vero amore, i genitori devono esercitarla nella loro autonoma responsabilit\u00e0&#8221;<\/em> (67).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se l\u2019<em>educare <\/em>forma oggetto, come s\u2019\u00e8 visto, di un diritto dei genitori <em>originale e primario<\/em>,<em> insostituibile e inalienabile, non totalmente delegabile n\u00e9 usurpabile da altri<\/em>, \u00e8 altrettanto vero che, per le stesse ragioni, esso \u00e8 un <em>dovere<\/em>,<em> &#8220;<\/em>[&#8230;] <em>che i genitori cristiani in passato hanno avvertito ed esercitato poco, forse perch\u00e9 il problema non aveva la gravit\u00e0 di oggi; o perch\u00e9 il loro compito era in parte sostituito dalla forza dei modelli sociali dominanti e, inoltre, dalla supplenza che in questo campo esercitavano la Chiesa e la scuola cattolica&#8221;<\/em> (68). \u00c8 tuttavia compito dei genitori far seguire alla <em>generazione primaria<\/em> quella <em>secondaria, &#8220;<\/em>[&#8230;] <em>che porta i genitori ad aiutare il figlio nello sviluppo della propria personalit\u00e0&#8221;<\/em> (69).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;1. Si raccomanda ai genitori <\/em>di associarsi con altri genitori<em>, non soltanto allo scopo di proteggere, mantenere o completare il proprio ruolo di educatori primari dei loro figli, specialmente nell\u2019area dell\u2019educazione all\u2019amore, ma anche per contrastare forme dannose di educazione sessuale e per garantire che i figli vengano educati secondo i principi cristiani e in modo consono al loro sviluppo personale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;2. Nel caso in cui i genitori vengano assistiti da altri nell\u2019educazione dei propri figli all\u2019amore, si raccomanda che essi <\/em>si informino in modo esatto sui contenuti e sulla modalit\u00e0 con cui viene impartita tale educazione supplementare [&#8230;]<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;<em>3. <\/em>[&#8230;]<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;4. Si raccomanda ai genitori di seguire con attenzione ogni forma di educazione sessuale che viene data ai loro figli fuori casa, <\/em>ritirandoli qualora questa non corrisponda ai propri principi<em>.<\/em> [&#8230;]<em> D\u2019altra parte, i genitori che tolgono i propri figli da tale istruzione hanno il dovere di dare loro un\u2019adeguata formazione, appropriata allo stadio di sviluppo di ogni bambino o giovane&#8221;<\/em> (70).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tali raccomandazioni, il Magistero pontificio aggiunge l\u2019esortazione a <em>&#8220;<\/em>[&#8230;] <em>un\u2019azione di coraggiosa denuncia presso l\u2019autorit\u00e0. I genitori, come singoli o associati tra di loro, hanno il diritto e il dovere di promuovere il bene dei loro figli e di esigere dall\u2019autorit\u00e0 leggi di prevenzione e repressione dello sfruttamento della sensibilit\u00e0 dei fanciulli e degli adolescenti&#8221;<\/em> (71).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;I cristiani \u2014<\/em> infatti \u2014 <em>mancherebbero ai loro compiti se non si impegnassero a far s\u00ec che le strutture sociali siano o tornino ad essere sempre pi\u00f9 rispettose di quei valori etici, in cui si rispecchia la piena verit\u00e0 sull\u2019uomo&#8221;<\/em> (72).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1625\" target=\"_blank\"><strong>vai alle note<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>pubblicato\u00a0sul n. 279 di Cristianit\u00e0 di Domenico Airoma Fra il 1992 e il 1996 sono stati presentati tre disegni di legge \u2014 sempre sostanzialmente consonanti e talora anche formalmente identici \u2014 intesi a introdurre e a disciplinare l\u2019&#8221;educazione sessuale&#8221; nella scuola. 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