{"id":1623,"date":"2005-10-24T12:20:23","date_gmt":"2005-10-24T10:20:23","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-11-17T16:49:51","modified_gmt":"2015-11-17T15:49:51","slug":"la-scristianizzazione-della-societ-nel-pensiero-da-lutero-a-marx-e-enge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-scristianizzazione-della-societ-nel-pensiero-da-lutero-a-marx-e-enge\/","title":{"rendered":"La scristianizzazione della societ&agrave; nel pensiero, da Lutero a Marx e Engels (2)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong>IL MARXISMO IDEOLOGIA DELLA RIVOLUZIONE<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di Fernando Oc\u00e0riz, Ares 1975<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(seconda parte)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>7. Il socialismo tedesco e i fondatori del marxismo<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 vedere in Karl Rodbertus-Jagetsow un antecessore prossimo, tanto del socialismo marxista quanto del socialismo \u201cdi Stato\u201d, di cui si parler\u00e0 pi\u00f9 innanzi. Gi\u00e0 Rodbertus affermava che il profitto dei proprietari procede dallo sfruttamento dei lavoratori, dato che ricevono i benefici di qualcosa nella cui produzione non sono intervenuti. Secondo Rodbertus questa frode si mantiene grazie alla propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il trapianto diretto del socialismo francese e di quello inglese in Germania dette origine anche a quello che si autodenomin\u00f2 \u201cvero socialismo\u201d (rappresentato specialmente da Karl Gr\u00fcn), che Marx qualific\u00f2 &#8220;<em>un&#8217;oziosa speculazione<\/em>&#8221; <em>(Manifesto, 195). <\/em>A questo \u201cvero socialismo\u201d, che non ebbe grande influenza, Marx ed Engels avevano dedicato, prima del <em>Manifesto, <\/em>una dura critica nell&#8217;ultima parte della loro opera congiunta <em>L&#8217;ideologia tedesca.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) \u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Karl Marx<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque a Treviri, in Prussia, il 5 maggio 1818. Suo padre era ebreo di religione ma, poich\u00e9 le leggi di Prussia permettevano ai soli luterani di svolgere professioni liberali, si \u201cconvert\u00ec\u201d al luteranesimo. Ammiratore di Rousseau, di Voltaire e di Diderot, educ\u00f2 suo figlio secondo le teorie di questi autori. Non risulta che Karl Marx fosse battezzato, e non ricevette nessuna formazione religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1830 cominci\u00f2 a frequentare il liceo di Treviri e, nel 1835, si iscrisse alla Facolt\u00e0 di diritto di Bonn. L&#8217;anno successivo conobbe Jenny von Westphalen, che sposer\u00e0 nel 1843. Da lei ebbe sei figli, tre dei quali morirono molto giovani. Le sue figlie poi si sposarono con dei socialisti e contribuirono alla diffusione delle idee del padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1836, visto il poco profitto dei suoi studi a Bonn, suo padre lo iscrisse alla Facolt\u00e0 di Berlino. Ivi segu\u00ec i corsi di Savigny (che negava il diritto naturale) e di Gans (che spiegava la filosofia del diritto di Hegel). Nel 1837 cominci\u00f2 a frequentare il <em>Doktorclub, <\/em>dove entr\u00f2 in contatto con i &#8216;giovani hegeliani&#8217; della sinistra. Conobbe Bruno Bauer, e quando questi ottenne una cattedra a Bonn, Marx si affrett\u00f2 a presentare la sua tesi dottorale alla Universit\u00e0 di Lena: <em>Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro, <\/em>con il proposito di assicurarsi anch&#8217;egli un incarico d&#8217;insegnamento in quella universit\u00e0. Si era nel 1841.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bauer fu espulso dalla Universit\u00e0 di Bonn, e Marx &#8211; non riuscendo ad ottenere la cattedra &#8211; cominci\u00f2 a scrivere sulla rivista <em>Rheinische Zeitung, <\/em>attaccando l&#8217;idea di \u201cStato cristiano\u201d e dedicando particolare attenzione alle questioni sociali. Nel 1843 la rivista fu chiusa per ordine del governo, e Marx and\u00f2 a Parigi per mettersi in contatto con i movimenti socialisti &#8211; specialmente con Proudhon &#8211; che aveva conosciuto attraverso l&#8217;opera di Lorenz von Stein, pubblicata nel 1842, <em>Il socialismo e il comunismo della Francia contemporanea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rest\u00f2 a Parigi per due anni. Durante questo tempo, con l&#8217;aiuto di un altro \u201cgiovane hegeliano\u201d, Arnold Ruge, fond\u00f2 gli <em>Annali Franco-Tedeschi. <\/em>L\u00ec cominci\u00f2 pure a studiare gli economisti classici e scrisse i <em>Manoscritti del 1844<\/em>, che furono pubblicati solo molto tempo dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del 1844 Marx ed Engels &#8211; assieme per la prima volta &#8211; scrissero <em>La sacra famiglia, <\/em>titolo blasfemo-satirico per designare Bruno Bauer e seguaci, che fu pubblicata nel 1845, anno in cui Marx fu espulso dalla Francia e and\u00f2 a stabilirsi a Bruxelles. L\u00ec lo raggiunse Engels e insieme scrissero <em>L&#8217;Ideologia tedesca, <\/em>criticando Feuerbach, Bauer, Stirner e il \u201cvero socialismo\u201d tedesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1846 \u00e8 l&#8217;anno della rottura fra Marx e Proudhon: questi aveva scritto <em>La filosofia della miseria <\/em>e Marx gli rispose l&#8217;anno successivo con la <em>Miseria della filosofia. <\/em>In quest&#8217;epoca Marx entr\u00f2 nella <em>Lega dei Comunisti <\/em>alla quale cambi\u00f2 subito il motto \u00ab<em>Tutti gli uomini sono fratelli<\/em>\u00bb in quello \u00ab<em>Proletari del mondo, unitevi<\/em>\u00bb. Marx assunse subito il controllo della Lega e, su richiesta del II Congresso di questa, Marx ed Engels redassero <em>Il manifesto del partito comunista, <\/em>pubblicato per la prima volta nel 1848.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una serie di moti rivoluzionari ebbe luogo in Germania durante quell&#8217;anno, e Marx pot\u00e9 tornare nel suo paese. Entr\u00f2 come redattore capo della <em>Neue Rheinische Zeitung, <\/em>e collabor\u00f2 al movimento comunista di Colonia finch\u00e9, dopo l&#8217;insuccesso di questo movimento, fu un&#8217;altra volta espulso dalla Germania. Sono di quest&#8217;epoca gli articoli che, nel 1895, Engels raccolse ne <em>La lotta di classe in Francia <\/em>e quelli che costituiscono <em>Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1849 Marx si stabil\u00ec definitivamente a Londra. Dovette affrontare serie difficolt\u00e0 economiche e per ottenere un p\u00f2 di denaro scrisse in questi anni una serie di articoli per il <em>New York Tribune.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1859 pubblic\u00f2 il volume <em>Per la critica dell&#8217;economia politica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1864 ebbe inizio un nuovo periodo della vita di Marx, periodo specialmente dedicato alle sue lotte contro le deviazioni dalla \u201cortodossia socialista\u201d che egli propugnava. In detto anno partecip\u00f2 alla formazione della \u201cI Associazione internazionale dei lavoratori\u201d (meglio conosciuta come &#8216;I Internazionale&#8217;) di cui sar\u00e0 membro attivo fino al 1876.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dirigente della \u201cI Internazionale\u201d Marx dedic\u00f2 molta della sua attivit\u00e0 a lottare contro i seguaci di Proudhon in Francia, quelli di Lassalle in Germania, e gli anarchici, capeggiati da Bakunin.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\">Nel 1867 fu pubblicato il primo libro de <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Il capitale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre anni dopo scoppi\u00f2 la guerra franco-prussiana, dinanzi alla quale Marx adott\u00f2 inizialmente una posizione favorevole ai prussiani, perch\u00e9 vedeva che la vittoria di questi &#8220;<em>sarebbe nel contempo la vittoria della nostra teoria su quella di Proudhon<\/em>&#8221; <em>(Lettera a Engels, <\/em>20-VII-1870). Pi\u00f9 tardi per\u00f2 cambi\u00f2 posizione e si un\u00ec alla \u201cComune di Parigi\u201d, che consider\u00f2 \u00ab<em>un araldo glorioso della nuova societ\u00e0<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Congresso del 1872 a La Haye, Marx ottenne che Bakunin e i suoi anarchici fossero espulsi dalla Internazionale, e anche che la sede dell&#8217;associazione si trasferisse a New York, per evitare una nuova infiltrazione di proudhonisti e di bakuninisti. A New York la I Internazionale ebbe vita languida, fino a quando spar\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1873 Marx si ritir\u00f2 quasi completamente dalla vita pubblica, dedicandosi a continuare <em>Il capitale. <\/em>Mori a Londra il 14 marzo 1883.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Friedrich Engels<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nacque a Barmen (Westfalia) il 28 novembre 1820, da famiglia borghese di industriali. Fino a non molto tempo fa si pensava che Marx avesse &#8216;educato&#8217; Engels al socialismo, ma la pubblicazione delle opere giovanili di Engels evidenzi\u00f2 che questi sofferse per conto suo la crisi avvenuta in Germania nel decennio successivo alla morte di Hegel, e che nel momento del suo incontro con Marx gi\u00e0 da vari anni procedeva sulla stessa strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Engels sub\u00ec l&#8217;influsso di Hegel attraverso gli insegnamenti di Strauss, Batier e Feuerbach. I suoi primi scritti filosofici sono dedicati alla speculazione teologica. Nonostante la deformazione della sua concezione religiosa &#8211; tipicamente luterana &#8211; Engels durante questo periodo appare molto diverso da Marx, che sembra non abbia mai avuto credenze religiose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto presto per\u00f2, influenzato dalla \u201cdemitizzazione\u201d del Vangelo fatta da Strauss, Engels pass\u00f2 decisamente all&#8217;ateismo e a mostrare, come gli altri della sinistra hegeliana, che questo ateismo era il \u201csegreto\u201d del sistema hegeliano. Nel 1841-42 Engels era gi\u00e0 comunista. Alla fine del 1842 and\u00f2 a Manchester per lavorare in un&#8217;azienda paterna e si verific\u00f2 il suo primo contatto con il mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pubblic\u00f2 il saggio <em>Situazione in Inghilterra <\/em>nel quale compaiono ancora i problemi religiosi; ma il lavoro forse pi\u00f9 qualificante di questo periodo fu la sua critica al libro di Th. Carlyle, <em>Past and Present, <\/em>in cui fa gi\u00e0 una critica &#8216;positiva&#8217; della religione. Pure appartiene a questo periodo il suo <em>Abbozzo di una critica dell&#8217;economia politica.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1843 cominci\u00f2 la sua amicizia e collaborazione con Marx, dalla quale seguirono le gi\u00e0 citate opere congiunte: <em>La sacra famiglia, L&#8217;ideologia tedesca, <\/em>ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1844 cominci\u00f2 a scrivere la sua opera <em>La situazione della classe operaia in Inghilterra, <\/em>che non termin\u00f2 fino al 1849. Redasse, su richiesta dei comunisti e prima che commissionassero a Marx e a lui il Manifesto, i <em>Principi del comunismo. <\/em>Dopo l&#8217;insuccesso della rivoluzione tedesca del 1848 scrisse tre saggi sul tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1850 torn\u00f2 alla fabbrica di suo padre a Manchester, e di l\u00ec continu\u00f2 la sua collaborazione con Marx, specialmente nella redazione degli articoli politici per il <em>New York Tribune.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Marx si ritir\u00f2 dalla vita pubblica, Engels assunse tutto il peso della diffusione e della difesa del marxismo, contro gli attacchi di \u201crevisionisti\u201d e anarchici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Degli anni 1876-77 sono le sue polemiche contro il socialista Eugen D\u00fchring, raccolte nella sua opera <em>Antid\u00fchring, <\/em>della quale un capitolo fu redatto da Marx. A causa di queste polemiche aveva dovuto interrompere i suoi lavori circa la <em>Dialettica della Natura; <\/em>e dovette lasciarli di nuovo alla morte di Marx, per dedicarsi a mettere ordine nelle note e nei manoscritti lasciati dal suo amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1885 pubblic\u00f2 il II libro de <em>Il capitale, <\/em>e, nel 1894, il III, undici anni dopo la morte di Marx. Durante tale periodo fu praticamente questo l&#8217;unico lavoro che fece, a parte l&#8217;appoggio fornito ai diversi partiti comunisti europei, soprattutto a quello russo. Mori nel 1895.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>8. Principali avversari di Marx ed Engels<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Il \u201csocialismo di Stato\u201d di Lassalle<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferdinand Lassalle (1825-1865) fu il massimo rappresentante del \u201csocialismo di Stato\u201d. La sua principale differenza con il marxismo consisteva nella tattica propugnata per arrivare alla societ\u00e0 socialista. Lassalle negava la necessit\u00e0 della Rivoluzione, e affidava allo Stato il compito di stabilire il socialismo. Il programma di Lassalle, di ispirazione hegeliana, si potrebbe riassumere dicendo che la storia dell&#8217;umanit\u00e0 altro non sarebbe che una lunga lotta per conquistare la libert\u00e0 sulla Natura, sulle oppressioni di ogni tipo (fra le quali pone come principale la religione), e sulle miserie che circondano l&#8217;uomo. Lassalle affermava che era necessaria, per vincere questa lotta, l&#8217;unione di tutti i lavoratori, unione che solo lo Stato poteva creare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla sua morte le sue dottrine non godettero di molta stima fra i socialisti \u201cortodossi\u201d (di orientamento pi\u00f9 o meno marxista), e nel Congresso di Erfurt (1891) condannarono la teoria di Lassalle. Ad ogni modo, attraverso il suo discepolo Wagner, Lassalle influ\u00ec molto sul partito laburista inglese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">L&#8217;anarchismo: Bakunin<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel IV Congresso della I Internazionale (Basilea, 1869) c&#8217;erano due tendenze principali: i marxisti e gli anarchici. Dopo quattro anni di continue dispute, al Congresso di La Haye del 1872, gli anarchici, capeggiati da Bakunin, ruppero definitivamente con i marxisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mijail Bakunin (1814-1876) nacque vicino a Mosca, da famiglia agiata, ma a partire dai ventun anni cominci\u00f2 una vita errante per l&#8217;Europa. Verso il 1840 arriv\u00f2 a Berlino ed entr\u00f2 in contatto con la sinistra hegeliana, specialmente con Max Stirner, che avrebbe decisamente influito sulla sua concezione politico-sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1848 prese parte alla rivoluzione tedesca di Dresda; fu fatto prigioniero e consegnato alle autorit\u00e0 russe, che lo deportarono in Siberia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1860 fugg\u00ec, e attraverso il Giappone e gli Stati Uniti torn\u00f2 in Europa, partecipando a diversi tentativi rivoluzionari in Russia, in Polonia e in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1867 prese parte al I Congresso della \u201cLega della Pace\u201d, ma pat\u00ec una disillusione di fronte al pacifismo di Victor Hugo, Garibaldi, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;anno successivo Bakunin fond\u00f2 la \u201cAlleanza della Democrazia Socialista\u201d, che si un\u00ec alla I Internazionale. Fu allora che le sue dispute con Marx assunsero un carattere non soltanto teorico ma personale. Bakunin scriveva poi: \u00ab<em>Marx mi ha chiamato idealista sentimentale, e aveva ragione; io l&#8217;ho chiamato un uomo vanitoso, perfido e astuto, e anch&#8217;io avevo ragione<\/em>\u00bb. Teoricamente, Bakunin affermava che lo Stato \u00e8 la somma delle negazioni della libert\u00e0 individuale e che la societ\u00e0 politica \u00e8 la causa di tutti i crimini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe pertanto necessaria e sufficiente la rivoluzione che annulli lo Stato borghese capitalista perch\u00e9 si instauri la &#8216;nuova societ\u00e0&#8217;, nella quale non vi sar\u00e0 nessuna autorit\u00e0, e che sarebbe naturalmente buona in quanto fondata sulla libert\u00e0 degli individui, pertanto, senza bisogno di una tappa intermedia di &#8216;Stato proletario&#8217;, fra la rivoluzione e il comunismo, come propugnato da Marx. Dopo essersi separato dall&#8217;Internazionale, Bakunin fond\u00f2 la <em>Federazione del Giura<\/em>, che fu la culla di quasi tutti gli anarchici dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>9. Le dottrine economiche<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante che l&#8217;economia sia stata studiata fin dai tempi antichi, la \u201cscienza economica\u201d \u00e8 di origine abbastanza recente, e si \u00e8 soliti porre il suo inizio verso la met\u00e0 del Settecento. L&#8217;economia, che all&#8217;inizio era un insieme di norme etiche per amministrare le ricchezze, acquist\u00f2 a poco a poco &#8211; soprattutto dalla seconda met\u00e0 del Quattrocento in poi &#8211; indipendenza rispetto alla morale, fino a reggersi con leggi proprie. Tuttavia l&#8217;inizio di questa separazione risale specialmente al \u201cmercantilismo\u201d del Seicento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">Il mercantilismo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 soliti designare con questo nome le concezioni economiche predominanti in Europa fino al 1750, durante il periodo caratterizzato, in campo economico. a grandi linee, dall&#8217;iniziare e primo svilupparsi del capitalismo, molto legato al fiorire del commercio, ancora per\u00f2 nell&#8217;ambito di una societ\u00e0 a stati sociali, monarchica e con residui di feudalesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercantilismo non fu un sistema e neppure una teoria economica; gli economisti si dedicarono, inizialmente, a stabilire una serie di norme concrete per l&#8217;arricchimento del Principe o dello Stato, e, in seguito, anche per l&#8217;arricchimento privato. Queste norme venivano stabilite con indipendenza dalla morale: come leggi mercantili \u201cautonome\u201d, con le quali si cominci\u00f2 a perdere di vista la precedente concezione di \u201cgiusto prezzo\u201d per sostituirla con quella di \u201cprezzo conveniente\u201d. Per\u00f2, nonostante la \u201cemancipazione\u201d dell&#8217;economia dalla morale, le soluzioni e i piani mercantilisti costituivano ancora un ostacolo per la libera attivit\u00e0 economica degli individui, data la loro generalizzata dipendenza rispetto agli interessi degli Stati moderni nascenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercantilismo, accanto a questo, comport\u00f2 in pratica una diffusa trascuratezza dell&#8217;agricoltura. Nel Settecento, come reazione a questa situazione, nacque l&#8217; \u201ceconomia politica\u201d liberale (anche se il termine fu coniato dal mercantilista francese Montchrestien nel 1615).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0 <span style=\"text-decoration: underline;\">I fisiocratici<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Furono i primi a concepire l&#8217;ordine economico come analogo a un organismo naturale. La societ\u00e0 economica \u00e8, secondo loro, un organismo di circolazione della ricchezza, retto da alcune leggi proprie e &#8216;naturali&#8217;, a meno che non vengano loro posti degli intoppi artificiali (intervento statale, imposte, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ordine e lo sviluppo economico \u00e8 il migliore possibile, secondo questi autori, quando gli individui sono pienamente liberi di operare nella circolazione di ricchezze, dato che quest&#8217;ordine \u00e8 quello \u201cnaturale\u201d. Ricevettero il nome di \u201cfisiocratici\u201d (fisiocrazia = governo esercitato dalla natura) gli autori francesi che costituirono scuola attorno a Francois Quesnay e al marchese di Mirabeau, verso la fine del Settecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le idee naturaliste di Quesnay si concretarono nel suo \u201cquadro economico\u201d, del 1758, che \u00e8 una rappresentazione grafica delle leggi di circolazione della ricchezza fra le \u201cclassi\u201d (produttiva, proprietaria e sterile, secondo la sua terminologia), Questa terminologia ci indica un&#8217;altra delle idee principali dei fisiocratici: oltre che per il liberalismo, erano \u201cagrari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che circola nella societ\u00e0 \u00e8 secondo loro il <em>surplus <\/em>(eccesso di beni rispetto al consumo) o prodotto netto; e questo sarebbe prodotto solo dall&#8217;agricoltura, dato che solo in essa la natura collabora con l&#8217;uomo. L&#8217;industria e il commercio, invece, sarebbero \u201csterili\u201d. Anche se sono necessari, l&#8217;industria e il commercio non \u201cproducono\u201d propriamente ricchezza: la trasformano soltanto e la trasportano; sicch\u00e9 alla fine del ciclo ci\u00f2 che avanza (il <em>surplus o <\/em>prodotto netto, indice del progresso economico) sarebbe dovuto alla sola agricoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Marx &#8211; anche se li criticava duramente &#8211; trov\u00f2 nei fisiocratici un aspetto utile e precisamente la loro concezione naturalista dell&#8217;economia, che presentava punti di contatto con la visione marxista della storia come processo naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">La nascita della scuola &#8216;classica&#8217; di economia politica: Adam Smith<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il liberalismo economico francese della scuola fisiocratica pass\u00f2 presto in Inghilterra, ma si abbandon\u00f2 il carattere \u201cagrario\u201d della produttivit\u00e0 per mettere l&#8217;accento sul \u201clavoro umano\u201d come fonte primaria della produttivit\u00e0 economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adam Smith (1723-1790) si occup\u00f2 dei problemi economici partendo dalla filosofia, influenzato soprattutto dall&#8217;empirismo di David Hume. Conobbe Quesnay nel 1764 e due anni dopo pubblic\u00f2 la sua opera fondamentale: <em>Ricerche sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adam Smith viene frequentemente considerato come il fondatore dell&#8217;economia politica classica, e perfino come il padre della scienza economica in generale, mentre altri pensa che, nonostante il suo influsso sia indubbio, questo sia un giudizio esagerato. L&#8217;apporto principale di Smith \u00e8 pi\u00f9 dottrinale che tecnico. Secondo lui &#8211; e ci\u00f2 comportava una certa rivoluzione &#8211; l&#8217;unico fattore di produttivit\u00e0 \u00e8 il lavoro. Ne consegue che, per Smith, il progresso economico \u00e8 legato essenzialmente alla divisione del lavoro, che rende possibile la diminuzione del costo di produzione di ogni mercanzia valutato in lavoro umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Smith per\u00f2 non giunse a precisare un&#8217;unit\u00e0 di misura per codesto lavoro: alcune volte assume come misura del valore di una mercanzia il \u201ctempo\u201d di lavoro necessario per produrla, e altre volte il \u201cvalore\u201d del lavoro (salari). Questo sar\u00e0 uno dei punti che Marx criticher\u00e0 in Smith.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La teoria del valore \u00e8 uno dei pilastri dell&#8217;economia classica. Il valore per\u00f2 di una determinata realt\u00e0 materiale non \u00e8 qualcosa di univoco: fu precisamente Adam Smith a introdurre la distinzione fra \u201cvalore d&#8217;uso\u201d (pressappoco l&#8217;utilit\u00e0 pratica dell&#8217;oggetto per la vita dell&#8217;uomo) e \u201cvalore di scambio\u201d (il suo equivalente economico sul mercato). In tal modo, per esempio, l&#8217;acqua ha sempre un enorme valore d&#8217;uso, mentre il suo valore di scambio pu\u00f2 variare (dall&#8217;essere di solito piccolo, e perfino nullo, sino a essere elevato, in circostanze di grande scarsit\u00e0). Il contrario succeder\u00e0, per esempio, con il diamante, di limitato valore d&#8217;uso e di grande valore di scambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">d)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">David Ricardo (1772-1823)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E l&#8217;altro grande rappresentante dell&#8217;economia politica classica inglese. La sua influenza fu maggiore di quella di Smith, di cui prese. la tesi del lavoro come fonte unica del valore. La sua opera <em>Principi di economia politica e di tassazione<\/em>, del 1817, \u00e8 ancora oggetto di riedizioni in diverse lingue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;importanza di Ricardo \u00e8 dovuta a diversi aspetti della sua economia, come l&#8217;analisi dell&#8217;origine della rendita del suolo, aspetti che qui non ci interessano. Per ci\u00f2 che si riferisce alla \u201cteoria del valore\u201d, punto che invece \u00e8 di interesse per il fine di queste pagine, Ricardo si accorse che Smith aveva utilizzato indiscriminatamente, come misura del valore della merce, il tempo di lavoro e il valore del lavoro (salari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Propose allora l&#8217;unificazione di questa misura, nel senso seguente: assumere come misura del valore il valore del lavoro (salari), ma per questo bisognava ottenere che la proporzione fra capitale fisso (macchinari, edifici, ecc.) e capitale impiegato in salari fosse la stessa in tutte le industrie. Ma ci\u00f2, come gli obietter\u00e0 Marx, \u00e8 inattuabile: questa proporzione non pu\u00f2 essere uguale, per esempio, nell&#8217;agricoltura e nell&#8217;industria siderurgica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 nonostante \u00e8 con Ricardo, pi\u00f9 ancora che con Adam Smith, che si viene a considerare il valore di scambio come unico valore economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro aspetto importante dell&#8217;opera di Ricardo fu la tecnificazione dell&#8217;economia (codificazione in formule matematiche), che dette a questa scienza un aspetto &#8216;oggettivo&#8217;, indipendente da ogni concezione filosofica, e la rese restia ad accettare istanze e obiezioni di tipo filosofico, etico, ecc. Ci\u00f2 nonostante c&#8217;\u00e8 in essa tutta una carica ideologica: il liberalismo materialista dei fisiocratici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e)\u00a0<span style=\"text-decoration: underline;\">Economisti posteriori<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo Smith e dopo Ricardo segui una serie di autori di importanza minore, che si limitavano a diffondere le dottrine dei \u201cmaestri\u201d. Fra di essi si suole citare soprattutto James Mill e Nassau Senior.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Maggiore importanza ebbe il filosofo ed economista inglese John Stuart Mill (1806-1873), il quale, oltre ad essere un brillante espositore e divulgatore, nella sua opera <em>Principi di economia politica<\/em>, del 1848, formul\u00f2 la legge della tendenza decrescente, del profitto, della quale Marx si giov\u00f2. D&#8217;altra parte, Stuart Mill propugn\u00f2 una specie di sintesi fra liberalismo e socialismo. t frequente per\u00f2 che i marxisti considerino questo autore come un semplice ripetitore e continuatore di Ricardo, forse per sottolineare di pi\u00f9 l&#8217;originalit\u00e0 di Marx (p. es., M. Dobb, <em>Introducci\u00f2n a la econom\u00eca<\/em>, Fondo de Cultura econ\u00f2mica 1938, p. 32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Inghilterra l&#8217;ottimismo naturalista dell&#8217;economia classica venne presto meno, dando origine a variazioni pessimistiche circa il progresso economico. anche se non mancarono sostenitori accaniti dell&#8217;ottimismo iniziale, come Samuel G. Lloyd, e soprattutto Cairnes. Fu comunque in Francia che il liberalismo inglese assunse carattere quasi ufficiale, soprattutto con J. B. Say.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il liberalismo dei classici inglesi ebbe poca risonanza in Germania dove von Th\u00fanen seguendo la linea dello \u201cStato commerciale chiuso\u201d di Fichte e dell&#8217;economia nazionalista di List &#8211; propugn\u00f2 una teoria economica isolazionista. Maggior interesse present\u00f2 la successiva &#8216;scuola storicista&#8217; tedesca di Roscher e Wagner, che negavano un &#8216;ordine naturale&#8217; e difendevano l&#8217;evoluzione continua delle strutture economiche, bench\u00e9 in pratica fossero conservatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Roscher e Wagner attrassero l&#8217;attenzione critica di Marx, che accett\u00f2 da essi &#8211; conformemente alla tradizione hegeliana tedesca &#8211; il carattere storico delle forme economiche, ma criticando sia il loro conservatorismo pratico, sia la loro considerazione delle forme economiche come dipendenti dal cammino della storia sociale, mentre, secondo Marx, succede esattamente il contrario: \u00e8 la struttura economica a produrre le forme sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1096\"><strong>torna alla prima parte<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MARXISMO IDEOLOGIA DELLA RIVOLUZIONE di Fernando Oc\u00e0riz, Ares 1975 (seconda parte)<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-scristianizzazione-della-societ-nel-pensiero-da-lutero-a-marx-e-enge\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":27811,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[32,54,27],"tags":[139,389,862,576,386],"class_list":["post-1623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofia-del-comunismo","category-rivoluzione-e-controrivoluzione","category-socialismo-e-comunismo","tag-comunismo","tag-filosofia-del-comunismo-2","tag-lutero","tag-marxismo","tag-rivoluzione","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La scristianizzazione della societ&agrave; 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