{"id":1621,"date":"2005-10-21T14:08:19","date_gmt":"2005-10-21T12:08:19","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-22T15:48:52","modified_gmt":"2016-03-22T14:48:52","slug":"studi-e-commenti-la-libert-religiosa-in-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/studi-e-commenti-la-libert-religiosa-in-turchia\/","title":{"rendered":"STUDI E COMMENTI \/ La libert&agrave; religiosa in Turchia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32017\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/religione_Turchia.jpg\" alt=\"religione_Turchia\" width=\"250\" height=\"175\" \/>Articolo pubblicato su <strong>Il Regno <\/strong>n.17<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">\u00a01 ottobre 2005<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0Otmar Oehring<\/strong> <em>\u00abSe &#8220;lo stato profondo&#8221;, il vecchio regime, riuscir\u00e0 a imporsi, l\u00b4evoluzione democratica del paese, e quindi la libert\u00e0 religiosa, finiranno nel dimenticatoio. Se riuscir\u00e0 a imporsi il governo Erdogan, la democrazia turca e la libert\u00e0 di religione avranno una nuova opportunit\u00e0 grazie a un islamista &#8220;illuminato&#8221;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l\u00b4Unione Europea prosegue tra molte difficolt\u00e0 e contrasti interni i negoziati d\u00b4adesione con la Turchia (con l\u00b4inizio ufficiale fissato al 3 ottobre), e nonostante il governo turco abbia varato riforme importanti per uniformarsi ai criteri stabiliti dal Vertice di Copenaghen del 1993, la mancanza di coerenti decreti applicativi e l\u00b4interferenza dello \u00abstato profondo\u00bb rendono il capitolo della libert\u00e0 religiosa nel paese ancora del tutto aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo afferma uno studio di Otmar Oehring per l\u00b4organizzazione tedesca Missio &#8211; Internationales Katholisches Missionwerk, che porta il titolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione dei diritti dell\u00b4uomo. La Turchia in cammino verso l\u00b4Europa<em>. A che punto \u00e8 la libert\u00e0 religiosa (dicembre 2004). Ne pubblichiamo i due capitoli conclusivi, che riepilogano i principali problemi aperti dal punto di vista giuridico e legislativo sul fronte della discriminazione delle minoranze religiose in un paese dove la popolazione \u00e8 al 99% musulmana. Cf. Regno-att. 10,2005,299; 16,2005,510.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situation des droits de l\u2019homme. La Turquie sur la voie del l\u2019Europe. O\u00f9 en est la libert\u00e9 religieuse, Aachen 2004, 56-63\u00a0; nostra traduzione dal francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre nei quasi quarant\u2019anni dalla firma di un accordo di associazione con l\u2019allora Comunit\u00e0 economica europea (CEE), il 12 settembre 1963 , la Turchia non ha fatto praticamente nulla per avvicinarsi al suo obiettivo a lungo termine, cio\u00e8 l\u2019adesione alla vecchia CEE o all\u2019attuale Unione Europea (UE), fra il febbraio 2002 e il maggio 2004 il Parlamento turco ha votato ben otto leggi di armonizzazione europea. Ma occorrer\u00e0 attendere per vedere se queste leggi\u00a0 e le altre che sono state annunciate avvicineranno effettivamente la Turchia al suo obiettivo a breve termine, cio\u00e8 ai negoziati di adesione all\u2019UE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1993, in occasione del Consiglio europeo di Copenaghen, la UE ha condizionato l\u2019adesione\u00a0 dei paesi candidati alla stessa al soddisfacimento di tre gruppi di criteri, i cosiddetti \u00abcriteri di Copenaghen\u00bb. Il \u00abcriterio politico\u00bb riguarda la <em>stabilit\u00e0 istituzionale, l\u2019ordine democratico e il principio dello stato di diritto, la difesa dei diritti umani, nonch\u00e9 il rispetto e la protezione delle minoranze.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il soddisfacimento di questo \u00abcriterio politico\u00bb, perlomeno in gran parte, sar\u00e0 decisivo per la decisione del Consiglio europeo del dicembre 2004 in merito all\u2019apertura dei negoziati di adesione con la Turchia (il Consiglio europeo del 17 dicembre 2004 ha stabilito di proseguire i negoziati, fissandone l\u2019avvio per il 3 ottobre 2005; <em>ndr<\/em>). Secondo l\u2019opinione dominante, ci\u00f2 implica la traduzione in pratica delle condizioni richieste e la dimostrazione della concreta applicazione dei relativi regolamenti da parte della Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo studio non pretendeva di valutare se nel frattempo la Turchia avesse o meno soddisfatto integralmente il criterio politico. Si chiedeva piuttosto se, e caso mai in quale misura, la priorit\u00e0 a medio termine fissata nel <em>Partenariato per l\u2019adesione della Turchia all\u2019Unione europea<\/em> sottoscritto nel 2001 (1), cio\u00e8 la libert\u00e0 di credenza e di religione, corrispondeva alla situazione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>Partenariato<\/em> di adesione del 2001 si aspettava dalla Turchia <em>una totale garanzia di tutti i diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali per tutti senza discriminazione n\u00e9 distinzione di lingua, razza, colore della pelle, sesso, opinione politica, concezione o religione; e lo sviluppo delle condizioni di difesa del diritto alla libert\u00e0 d\u2019opinione, coscienza e religione (2).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo studio intendeva valutare se la Turchia avesse soddisfatto, integralmente o perlomeno in gran parte, le succitate prescrizioni, prendendo come metro di misura le minoranze non musulmane. Occorre precisare che la questione della concessione della personalit\u00e0 giuridica alle comunit\u00e0 religiose riveste un\u2019importanza che oltrepassa di gran lunga l\u2019ambito delle minoranze non musulmane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per soddisfare le condizioni poste dal criterio politico, la Repubblica di Turchia ha intrapreso delle iniziative che si sono tradotte nelle otto leggi finora votate e in una serie di altre leggi ancora in fase di elaborazione, che vanno sotto il nome di \u00ableggi di armonizzazione europea\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista del nostro studio, i temi importanti erano i seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0<em>modifiche della legislazione sulle fondazioni:<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211;\u00a0\u00a0modifiche relative all\u2019apprendimento delle lingue parlate nella vita quotidiana da parte dei cittadini stranieri residenti in Turchia;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211;\u00a0\u00a0modifiche relative all\u2019uso delle lingue parlate nella vita quotidiana nelle trasmissioni radiofoniche e televisive da parte dei cittadini stranieri residenti in Turchia;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0 <em>modifiche del diritto di costruire.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano inoltre importanti gli sviluppi in materia di:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0<em>formazione del clero,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0<em>permessi di soggiorno e di lavoro per il personale straniero al servizio della Chiesa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0<em>statuto giuridico delle comunit\u00e0 religiose<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1 Questioni legate alla legislazione sulle fondazioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trattava di valutare se, e caso mai in che misura, gli emendamenti della legge n.2762 del 5 giugno 1935 sulle fondazioni, contenuti nella legge n.4771 del 3 agosto 2002 emendante varie leggi (3) &#8211; la <em>terza legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 e nella legge n.4778 del 2 gennaio 2003 emendante varie leggi \u2013 la <em>quarta legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 nonch\u00e9 il decreto di applicazione del 24 gennaio 2003, ormai in vigore, sull\u2019acquisizione e il godimento di beni immobili da parte delle fondazioni di comunit\u00e0 e sulla registrazione dei beni di cui dispongono hanno contribuito a risolvere il problema persistente delle fondazioni di comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong><em>Mancanza di disposizioni esecutive<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Relative alla legge sulle fondazioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle fondazioni di comunit\u00e0, le minoranze non musulmane hanno lamentato fra l\u2019altro la <em>mancanza di disposizioni esecutive relative alla legge n.2762 del 5 giugno 1935 sulle fondazioni<\/em> (4). Di conseguenza, lo stato applica alle fondazioni di comunit\u00e0 regole che erano state concepite per altri tipi di fondazioni o regola le relazioni con le fondazioni di comunit\u00e0 mediante ordinanze di polizia. <em>Questo problema persiste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0<\/em><strong><em>Assoggettamento delle fondazioni di comunit\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>All\u2019imposta sulle societ\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle fondazioni di comunit\u00e0, le minoranze non musulmane hanno lamentato fra l\u2019altro che persino le fondazioni di comunit\u00e0 caritative, finalizzate ad esempio alla gestione di un ospedale, sono assoggettate all\u2019imposta di societ\u00e0, il che costituisce indubbiamente una violazione dell\u2019art. 41, co.3 del Trattato di Losanna. <em>Questo problema persiste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Divieto di trasferimento degli utili fra fondazioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle fondazioni di comunit\u00e0, le minoranze non musulmane hanno lamentato fra l\u2019altro il divieto di trasferimento degli utili fra fondazioni, il che costituisce un\u2019incontestabile violazione della lettera e dello spirito del Trattato di Losanna, in particolare dell\u2019art. 40, comma 2 e dell\u2019art 41, co.2. <em>Questo problema persiste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Autorizzazione obbligatoria<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Per i lavori di ristrutturazione<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle fondazioni di comunit\u00e0, le minoranze non musulmane hanno lamentato fra l\u2019altro l\u2019obbligo di ottenere un\u2019autorizzazione dalla \u00abDirezione generale delle fondazioni\u00bb e ultimamente anche dal Ministero degli affari esteri, quando i costi dei lavori di ristrutturazione superano\u00a0 una determinata somma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la sua circolare n.2650 B del 23 dicembre 1999, la Direzione generale delle fondazioni per effettuare lavori ha abrogato gli art. 46 e 48 dell\u2019ordinanza n.2\/5042 del 17 luglio 1936, sulle fondazioni, e per ci\u00f2 stesso anche l\u2019obbligo di richiedere\u00a0 un\u2019autorizzazione per i lavori di ristrutturazione in caso di superamento della somma fissata dalla legge (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obbligo di ottenere l\u2019autorizzazione della Direzione generale delle fondazioni per effettuare lavori di ristrutturazione che superano una somma prefissata non esiste pi\u00f9. Ma non si sa se questa abrogazione possa avere delle ripercussioni anche sull\u2019obbligo di autorizzazione rilasciato dal Ministero degli affari esteri per questi lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Ordinanza esecutiva del 1936<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito delle fondazioni di comunit\u00e0, le minoranze non musulmane\u00a0 hanno lamentato fra l\u2019altro l\u2019esistenza di un decreto di applicazione della legge sulle fondazioni del 1936 (6), in realt\u00e0 benevola, che prescriveva la registrazione della propriet\u00e0 delle fondazioni (7), ma che era ampiamente sconosciuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1974, la Corte di cassazione turca ha emesso, sulla base di questo decreto applicativo, un verdetto secondo cui lo stato poteva confiscare tutti i beni immobili acquisiti dalle fondazioni di comunit\u00e0 dopo il 1936 mediante acquisto, dono o lascito, poich\u00e9, in occasione dell\u2019inventario del 1936, le minoranze musulmane\u00a0 non li avevano dichiarati . In base a questo verdetto, questi beni erano stati acquistati per giunta illegalmente, poich\u00e9 le minoranze non musulmane erano straniere e non avevano quindi alcuni diritto di acquisizione fondiaria in Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modifiche della legge\u00a0 n.2762 del 5 giugno 1935 sulle fondazioni, contenute nella legge n.4771 del 3 agosto 2003 &#8211; emendate varie leggi (8) \u2013 <em>terza legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 o nella legge n.4778 del 2 gennaio 2003 emendate varie leggi \u2013 <em>quarta legge di armonizzazione europea<\/em> -, nonch\u00e9 il <em>decreto di applicazione<\/em> del 24 gennaio 2003, ormai in vigore, sull\u2019acquisizione e il godimento di beni immobili da parte delle fondazioni di comunit\u00e0 e sulla registrazione dei beni a loro disposizione non hanno migliorato in modo significativo i problemi esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto che le fondazioni di comunit\u00e0 non possano acquisire beni immobili senza l\u2019autorizzazione concessa dalla Direzione generale delle fondazioni costituisce un passo indietro rispetto alle regole fino ad allora in vigore e, per giunta, una violazione del principio costituzionale dell\u2019uguaglianza e delle relative regole del\u00a0 Trattato\u00a0 di Losanna, poich\u00e9 questa norma non vale per le fondazioni musulmane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va criticato il fatto che l\u2019elenco delle fondazioni di comunit\u00e0 che beneficiano di queste nuove regole, allegato al decreto di applicazione sull\u2019acquisto di beni immobili del 24 gennaio 2003, contenga solo 160 fondazioni di comunit\u00e0, mentre l\u2019elenco del 1946, stabilito dal Ministero turco della giustizia, ne comprendeva 208. Il governo deve spiegare questa riduzione e, in particolare, le sue cause (la confisca illegale dei beni della fondazione da parte del tesoro e della Direzione generale delle fondazioni, con la conseguente soppressione della stessa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, bisogna deplorare il fatto che l\u2019adozione delle disposizioni\u00a0 legislative ormai in vigore in forza del diritto delle fondazioni non abbia offerto alcuna soluzione praticabile riguardo ai beni immobili in possesso delle minoranze non musulmane che non dispongono di fatto di alcuna fondazione di comunit\u00e0 e che, in base alle attuali disposizioni legislative, non sono abilitate a creare fondazioni del genere (si tratta in particolare, della Chiesa cattolica romana e delle Chiese protestanti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2 Modifiche relative all\u2019uso di altre lingue<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di vedere se, e caso mai in che misura, le modifiche della legge n.2923 del 20 settembre 2002 sull\u2019educazione e l\u2019insegnamento della lingua straniera (e l\u2019apprendimento delle lingue che sono parlate nella vita quotidiana dai cittadini stranieri residenti in Turchia) e il decreto di applicazione ormai in vigore del Ministero dell\u2019educazione nazionale sull\u2019apprendimento di altre lingue e dialetti che i cittadini stranieri residenti in Turchia usano nella vita quotidiana, come quelle specificate nella legge n.4771 del 3 agosto 2002 emendate varie leggi (9) \u2013 la <em>terza legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 o nella legge 4963 \u2013 <em>la settima legge di armonizzazione europea<\/em> del 30 luglio 2003 \u2013 hanno contribuito a risolvere i problemi che incontrano attualmente le minoranze non musulmane.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L\u2019insegnamento della lingua materna e liturgica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune minoranze non musulmane, cio\u00e8 i cattolici caldei, i cattolici siriani e gli ortodossi siriani, hanno lamentato la mancanza della possibilit\u00e0 garantita sul piano giuridico di dispensare ai loro bambini un insegnamento nelle loro lingue materne, <em>surit<\/em> e <em>suroyo<\/em>, nonch\u00e9 di istruire i loro futuri professori di religione ed ecclesiastici nella lingua liturgica, il <em>suroyo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli insegnanti dei corsi privati \u2013 in linea di principio ormai autorizzati \u2013 di lingue e dialetti usati nella vita quotidiana dai cittadini stranieri residenti in Turchia devono dimostrare di aver ottenuto un diploma di insegnamento conforme alle disposizioni in vigore. I succitati cristiani \u2013 cattolici caldei, cattolici siriani e ortodossi siriani \u2013 non possono soddisfare questa condizione. Infatti, essi non possono abbracciare la carriera di insegnanti perch\u00e9 gli insegnanti provenienti dalle minoranze non musulmane non possono aspettarsi di essere inseriti nell\u2019insegnamento pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica soluzione possibile del problema sarebbe il conferimento da parte dello stato turco della personalit\u00e0 giuridica alle Chiese, autorizzandole cos\u00ec a decidere autonomamente delle loro faccende interne, anche in materia di insegnamento della lingua ai loro giovani, nonch\u00e9 ai loro futuri insegnanti ed ecclesiastici. <em>Questo problema persiste!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Reti radiofoniche e televisive<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modifiche introdotte nella legge n.3984 sulla creazione di reti radiofoniche e televisive e sulle loro trasmissioni in base alla legge n.4771 \u2013 la <em>terza legge di armonizzazione<\/em> <em>europea<\/em> \u2013 e della legge n.4928 \u2013 la <em>sesta legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 permettono anche alle minoranze non musulmane \u2013 qualora dispongano di proprie stazioni radiofoniche \u2013 di trasmettere programmi nelle lingue e nei dialetti che usano nella vita quotidiana. <em>Le trasmissioni radiofoniche e televisive sono autorizzate!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 La costruzione di luoghi di preghiera<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte volte si \u00e8 attirata l\u2019attenzione sul fatto che i cristiani in Turchia non avevano il diritto a costruire chiese<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modifiche effettuate grazie alla legge n.4928 \u2013 la <em>sesta legge di armonizzazione europea<\/em> \u2013 comprendono anche emendamenti della legge n.3194 del 3 maggio 1985 sulle costruzioni. Questi emendamenti possono\/potrebbero avere delle ripercussioni dirette sulla possibilit\u00e0 di costruire chiese. Cos\u00ec, contrariamente a quanto avveniva fino ad allora, i piani regolatori possono prevedere non solo moschee, ma anche luoghi di preghiera, il che consente in linea di principio, parallelamente alla costruzione di moschee, anche la costruzione di luoghi di preghiera aleviti (<em>cem ev<\/em>), cristiani (chiese) ed ebraici (sinagoghe), precisando comunque che le autorit\u00e0 pubbliche dispongono di una grande libert\u00e0 di giudizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, i luoghi di preghiera possono essere eretti solo previa autorizzazione dell\u2019amministrazione civile, ma non \u00e8 chiaro se il verbo \u00aberigere\u00bb riguardi solo la costruzione di nuovi luoghi di preghiera o anche la riconversione in luoghi di preghiera di edifici e di parti di edifici gi\u00e0 esistenti. E non \u00e8 affatto chiaro chi sia abilitato a chiedere l\u2019autorizzazione per l\u2019erezione di luoghi di preghiera, dato che le Chiese cristiane e pi\u00f9 in generale tutte le comunit\u00e0 religiose in Turchia, non hanno personalit\u00e0 giuridica, cio\u00e8 non hanno alcuna esistenza giuridica e non possono quindi avanzare realmente una domanda di autorizzazione all\u2019\u00aberezione\u00bb di luoghi di preghiera. <em>Questo problema \u00e8 risolto solo in apparenza!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>4 la formazione del clero<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Centro di formazione del patriarcato armeno \u00e8 chiuso dal 1970, quello del Patriarcato ecumenico dal 1971, <em>Non si intravede ancora alcuna soluzione al problema!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 Gli ecclesiastici stranieri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccetto la Chiesa cattolica romana e le comunit\u00e0 legate alle rappresentanze diplomatiche, nessuna Chiesa operante in Turchia ha diritto di impiegare personale ecclesiastico straniero. Data la crescente difficolt\u00e0 delle Chiese di rinnovare il proprio personale, le comunit\u00e0 pi\u00f9 piccole potrebbero ben presto non disporre pi\u00f9 di ecclesiastici di origine turca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo campo, la legge n.4817 del 6 marzo 2003 sui permessi di lavoro per gli stranieri e il decreto di applicazione della legge sui permessi di lavoro per gli stranieri del 29 agosto 2003, promulgato dal Ministero del lavoro, inducono in qualche modo a sperare. Ma queste prescrizioni non sono applicabili agli ecclesiastici stranieri. <em>Non s\u2019intravede ancora alcuna soluzione del problema!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>6 Lo statuto giuridico delle comunit\u00e0 religiose<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora recentemente, l\u2019informazione sulla situazione delle minoranze religiose, in particolare delle minoranze non musulmane, in Turchia offerta dagli osservatori stranieri, e soprattutto dalle stesse minoranze e dalle loro istituzioni, era spesso parziale. Il problema centrale delle comunit\u00e0 religiose \u2013 la mancanza di statuto giuridico \u2013 non \u00e8 mai stato oggetto di dibattito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una lettera aperta comune, datata 23 settembre 2003, su <em>La questione dei bisogni religiosi delle minoranze cristiane e non islamiche in Turchia<\/em>, le grandi Chiese della Turchia hanno chiesto allo stato turco di riconoscere la personalit\u00e0 giuridica di tutte le Chiese e di tutti i patriarcati cristiani e di eliminare cos\u00ec tutti gli ostacoli giuridici che le penalizzano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Ministero turco degli affari esteri ha risposto alle istanze dei pro-memoria della Segreteria di stato vaticana, datati 5 luglio e 21 settembre 2002, affermando che il riconoscimento di uno statuto giuridico di una \u00abcomunit\u00e0\u00bb o di un \u00abgruppo religioso\u00bb come quello dei credenti della Chiesa cattolica era inconciliabile con il principio dello stato laico sancito dalla Costituzione e, inoltre, che la Turchia non aveva alcun obbligo contrattuale\u00a0 che prevedesse il riconoscimento di uno statuto giuridico nei riguardi della Chiesa cattolica o di qualsiasi altra \u00abcomunit\u00e0\u00bb. In compenso, finora nessuna istanza statale ha reagito alla lettera comune delle Chiese in data 23 settembre 2003. <em>Non s\u2019intravede ancora alcuna soluzione del problema!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo rispondere, alla luce dei risultati di questo studio, alla domanda se la Turchia sia in cammino verso l\u2019Europa sul piano della libert\u00e0 religiosa, \u00e8 molto difficile dare una risposta positiva. Si potrebbe avere quasi l\u2019impressione che ad Ankara la libert\u00e0 religiosa rivesta un\u2019importanza secondaria per il soddisfacimento del criterio politico e che non riguardi quindi la decisione che prender\u00e0 il Consiglio europeo nel dicembre 2004 sull\u2019apertura di negoziati di adesione con la Turchia. Ma alcune conversazioni con membri dell\u2019attuale governo della Turchia e con funzionari del Partito degli islamici moderati (AKP) permettono di farsi un\u2019altra immagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente, in occasione di un colloquio internazionale di esperti su \u00abTurchia e Unione europea\u00bb, uno dei vicepresidenti dell\u2019AKP affermava con convinzione e insistenza , che si era pienamente consapevoli che occorreva fare certe cose prima dell\u2019autunno 2004 per garantire una vera libert\u00e0 religiosa in Turchia e realizzare in questo campo i criteri di Copenaghen sul piano giuridico e pratico. E aggiungeva che, se non si riusciva a realizzare le necessarie riforme, si doveva incolpare solo se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa posizione collima con l\u2019immagine che osservatori di lunga data si sono fatti degli attuali sviluppi della Turchia. Mentre ancora nell\u2019estate del 2003 una parte dei mezzi di informazione turchi dissertava sulle iniziative e sui comunicati del governo Erdogan si chiedeva se si trattasse di <em>takkiye<\/em> (10) \u00absimulazione\u00bb o se si potesse credere al governo Erdogan, ora gli osservatori sono convinti che Erdogan e i suoi collaboratori prendano la cosa molto sul serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ci\u00f2 \u00e8 vero, ci si pu\u00f2 comunque chiedere come mai si proceda cos\u00ec lentamente sulla questione della libert\u00e0 religiosa. La risposta dei mezzi di informazione turchi e degli osservatori <em>in loco<\/em> \u00e8 unanime: <em>derin devlet<\/em>, \u00ablo stato profondo\u00bb (11). L\u2019espressione rinvia a coloro che hanno governato il paese in passato\u00a0 e cercano di continuare a governarlo contro il governo in carica: il Consiglio della sicurezza nazionale, considerato di destra, le cui competenze sono state nel frattempo ridotte, ma che continua ad essere molto potente in pratica; i servizi segreti (MIT); la burocrazia di tendenza kemalista e nazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi vincer\u00e0? I giochi non sono ancora fatti. Se \u00ablo stato profondo\u00bb, il vecchio regime, riuscir\u00e0 a imporsi l\u2019evoluzione democratica del paese, e quindi la libert\u00e0 religiosa, finiranno nel dimenticatoio. Se riuscir\u00e0 ad imporsi il governo Erdogan, la democrazia turca e la libert\u00e0 di religione avranno una nuova opportunit\u00e0 grazie a un islamista \u00abilluminato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, \u00e8 poco probabile che la situazione si risolver\u00e0 in un senso o nell\u2019altro prima del Consiglio europeo del dicembre 2004. Ma a volte accadono miracoli, anche in politica, e la soluzione dei problemi fondamentali in materia di libert\u00e0 religiosa\u00a0 in Turchia ne sarebbe indubbiamente uno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo \u00e8 concepibile solo se non si propongono soluzioni per salvare la forma, che non resistono a un esame pi\u00f9 approfondito, come sta facendo la burocrazia nazionale turca, ma si affrontano veramente i problemi fondamentali e si apre un vero dibattito sui principi costituzionali del \u00abnazionalismo\u00bb e della \u00ablaicit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> \u00abDecisione del Consiglio dell\u20198 marzo 2001 sui principi, le priorit\u00e0, gli obiettivi intermedi e le condizioni del partenariato di adesione per la repubblica di Turchia\u00bb (2001\/235(EG) in <em>Journal officiel dels Communaut\u00e9s europ\u00e9ennes<\/em>, L 085 del 24.3.2001<\/p>\n<div align=\"center\">\n<div align=\"justify\"><strong>(2) <\/strong>Ivi<br \/>\n<strong>(3)<\/strong> Pubblicata nel periodico ufficiale Resmi Gamete n.24841 del 9.8.2002<br \/>\n<strong>(4)<\/strong> Nella versione della legge di modifica 5404 del 31.5.1949<br \/>\n<strong>(5)<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.tesev.org.tr\/etkinlink\/cemaat_02_sunum.doc(6\" target=\"_blank\">http:\/\/www.tesev.org.tr\/etkinlink\/cemaat_02_sunum.doc(6<\/a><br \/>\n<strong>(6<\/strong><strong>)<\/strong> Conosciuto sotto il nome di \u00ab1936 Beyannamesi\u00bb.<br \/>\n<strong>(7) Cfr <\/strong><a href=\"http:\/\/www.turkishdailynews.com\/old_editions\/02-10-01\/featureshtm(8\" target=\"_blank\"><strong>www.turkishdailynews.com\/old_editions\/02-10-01\/featureshtm<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>(8<\/strong><strong>) Pubblicata nel periodico ufficiale Resmi Gazete n.24841 del 9.8.2002<br \/>\n(9)<\/strong> Pubblicata nel periodico ufficiale Resmi Gamete n.24841 del 9.8.2002<br \/>\n<strong>(10)<\/strong> Il potere conferito dall\u2019Islam a un fedele di poter rinnegare la propria religione\u00a0 qualora vi sia costretto.<br \/>\n<strong>(11)<\/strong> Cfr su tale questione per esempio \u00abDerin devlet\u2019in planlary\u00bb (I progetti dello stato profondo), in <a href=\"http:\/\/www.radikal.com.tr\/haber.php?haberno=86771&amp;tarih=28\/08\/2003\" target=\"_blank\">Radikal, 28.8.2003<\/a>;<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su Il Regno n.17 \u00a01 ottobre 2005 \u00a0Otmar Oehring \u00abSe &#8220;lo stato profondo&#8221;, il vecchio regime, riuscir\u00e0 a imporsi, l\u00b4evoluzione democratica del paese, e quindi la libert\u00e0 religiosa, finiranno nel dimenticatoio. 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