{"id":1584,"date":"2005-10-18T14:38:22","date_gmt":"2005-10-18T12:38:22","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-22T09:25:06","modified_gmt":"2016-01-22T08:25:06","slug":"modernismo-e-antimodernismo-nellepoca-di-pio-x-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/modernismo-e-antimodernismo-nellepoca-di-pio-x-3\/","title":{"rendered":"Modernismo e antimodernismo nell&#8217;epoca di Pio X (3)"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/don_Orione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29511\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/don_Orione.jpg\" alt=\"don_Orione\" width=\"164\" height=\"200\" \/><\/a>Testo del prof. <strong>Roberto de Mattei<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0tratto dall&#8217;opera &#8220;<em>Don Orione negli anni del modernismo<\/em>&#8220;, edita da Jaca Book, Milano 2002, pp. 320, Euro 23, ISBN 8816-30386-7 e curato da Don Flavio Peloso dell&#8217;Opera Don Orione, qui riprodotto per gentile concessione del curatore e dell&#8217;editrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>III. L&#8217;AZIONE DI DON ORIONE<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><strong>1. Don Orione durante il periodo messinese (1909-1912)<\/strong><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per illuminare dall\u2019interno il dibattito sul modernismo, \u00e8 interessante l\u2019esame dell\u2019atteggiamento di un protagonista di eccezione: il beato don Luigi Orione (1) (1872-1940), fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza, sia pure limitatamente ad alcuni episodi relativi alla sua permanenza a Messina come vicario generale della diocesi tra il 1909 e il 1912 (2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il terremoto che aveva sconvolto le coste calabro-sicule il 28 dicembre 1908, aveva suscitato una immediata generosa mobilitazione non solo da parte delle autorit\u00e0 civili, ma della stessa Santa Sede. Pio X apparve subito preoccupato, oltre che della situazione materiale, delle condizioni morali e spirituali dei sopravvissuti, soprattutto dei numerosissimi orfani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta di don Orione quale suo vicario a Messina non era dovuta solo allo spirito di abnegazione verso il prossimo di cui il prete tortonese era notoriamente prodigo, ma anche alla sua comprovata fedelt\u00e0 alle direttive pontificie e alle sue qualit\u00e0 diplomatiche necessarie in una situazione ingarbugliata quale era quella della citt\u00e0 siciliana dopo il terremoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Orione assolse il suo compito con la generosit\u00e0 che gli era caratteristica, ma si fece inevitabilmente dei nemici, sia negli ambienti civili impregnati di laicismo massonico, che in quelli ecclesiastici, a volte collusi con i precedenti. Messina fu, in pi\u00f9, l\u2019imprevisto teatro di una presenza laico-modernista che tocc\u00f2 all\u2019Orione fronteggiare. Gli approfondimenti offerti da questo volume (3) ricostruiranno, grazie all\u2019apporto di importanti documenti, quelle vicende storiche, tormento e gloria di don Orione, ma anche fonte di affrettati e talvolta antistorici giudizi nei confronti del suo operato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mese di marzo del 1910, don Orione apprese che si era costituita una Associazione Nazionale per gli interessi morali ed economici del Mezzogiorno d\u2019Italia di cui era presidente l\u2019on. Leopoldo Fianchetti (4) (1847-1917), e il nucleo era costituito da un gruppo di modernisti milanesi, Fogazzaro, Alfieri, Gallarati-Scotti, ovvero il gruppo dirigente della rivista \u201cIl Rinnovamento\u201d che, dopo essere incorso nella scomunica, il 24 dicembre del 1907, aveva cessato le pubblicazioni nel dicembre del 1909 (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le preoccupazioni di don Orione erano pi\u00f9 che giustificate perch\u00e9 la penetrazione della Associazione per il Meridione, condotta con dovizia di mezzi, coinvolgeva lo stesso don Orione, nella sua qualit\u00e0 di Vicario del Pontefice: l\u2019oggetto dello scontro era quello dell\u2019educazione degli orfani e dell\u2019influenza morale sulle popolazioni terremotate, in un periodo in cui il problema dell\u2019educazione e dell\u2019insegnamento era pi\u00f9 che mai sul tappeto. Sono gli anni non solo del modernismo, ma quelli (1908-1911) in cui ritorna alla Camera il dibattito sulla laicit\u00e0 dell\u2019insegnamento, divampano le manifestazioni in favore dell\u2019anarchico Francesco Ferrer e Guido Podrecca a Montecitorio inneggia a favore di Giordano Bruno (6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica di Pio X nei confronti delle autorit\u00e0 del Regno non appariva tuttavia di scontro frontale. L\u2019abolizione del <em>non expedit<\/em> e l\u2019ingresso dei cattolici nella vita politica italiana comportava la necessit\u00e0 di compromessi e di attuare \u201calleanze\u201d, senza che questo dovesse per\u00f2 significare un cedimento alla \u201cmorale laica\u201d soprattutto nel campo dell\u2019educazione. Al progetto immanentista di \u201crieducazione nazionale\u201d tracciato da Francesco de Santis (7) ed eseguito dai suoi successori, Pio X contrapponeva un programma di restaurazione religiosa e morale riassunto nella formula <em>Instaurare omnia in Christo<\/em>, la stessa che don Orione aveva scelto come motto della Congregazione, prima ancora dell\u2019elevazione al pontificato di Papa Sarto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pio X sentiva fortemente il problema degli orfani del terremoto, che per legge passavano al Patronato Nazionale Regina Elena, presieduto dalla contessa Gabriella Spalletti Rasponi (1853-1931), e incaric\u00f2 don Orione di \u201cespugnare quella donna per avere in mano gli orfani\u201d(8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I modernisti lombardi da parte loro non si presentavano come un innocuo sodalizio intellettuale, ma come un gruppo organizzato di cui lo stesso Fogazzaro aveva delineato il programma e mostrato l\u2019estensione della rete nella conferenza tenuta all\u2019<em>Ecole des Hautes Etudes<\/em> di Parigi nel gennaio 1907, quando aveva descritto con queste parole il co-protagonista del suo romanzo <em>Il Santo<\/em>, Giovanni Selva: \u00ab<em>Giovanni Selva appartiene al mondo della realt\u00e0 quanto voi ed io. Il suo nome \u00e8 Legione. Egli vive, pensa e lavora in Francia, in Inghilterra, in Germania, in America come in Italia. Porta la tonaca e l\u2019uniforme come l\u2019abito di societ\u00e0. Si mostra nelle universit\u00e0, si nasconde nei seminari. Lotta nella stampa, prega nell\u2019ombra dei monasteri. Non predica quasi pi\u00f9, ma tiene ancora delle conferenze. \u00c8 esegeta e storico, teologo e dotto, giornalista e poeta<\/em> (\u2026). <em>Egli si crede una energia vitale nel seno della Chiesa romana, di quell\u2019organismo<\/em> <em>colossale del quale si dice nel mondo che ha le arterie ossificate<\/em> <em>dalla vecchiezza, che ha perduto la facolt\u00e0 di adattarsi all\u2019ambiente e che \u00e8 colpito d\u2019atassia. Giovanni Selva non \u00e8 di questo avviso. Egli ammette volentieri che la sua Chiesa ha ben l\u2019aria d\u2019invecchiare di tempo in tempo, ma le attribuisce un fondo inesauribile di giovent\u00f9 rinascente<\/em>\u00bb (9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Pascendi<\/em> e la successiva condanna del \u201cRinnovamento\u201d avevano costretto il modernismo lombardo a una metamorfosi, di cui l\u2019Associazione del Mezzogiorno d\u2019Italia era inizialmente espressione. Don Orione, convinto che l\u2019associazione costituisca \u00ab<em>un grave pericolo per la Chiesa specialmente in Calabria<\/em>\u00bb, ne informa la Segreteria di Stato, con una lettera del 15 marzo 1910 al sostituto mons. Nicola Canali (10), e ne parla quindi personalmente con il cardinale Gaetano De Lai (11), prefetto della Concistoriale. Subito dopo, forse su suggerimento delle stesse autorit\u00e0 cui riferisce, suscita l\u2019allarme anche attraverso la stampa, rivolgendosi a don Alessandro Cavallanti, direttore dell\u2019\u201cUnit\u00e0 Cattolica\u201d che \u00e8 in questo momento il giornale pi\u00f9 vicino alla Santa Sede, pregandolo di pubblicare tre corrispondenze senza fare il suo nome (12).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019\u201cUnit\u00e0 Cattolica\u201d a cui don Orione si rivolge \u00e8 cara a Pio X che l\u20198 maggio 1908 ha incaricato l\u2019Arcivescovo di Firenze, mons. Mistrangelo, \u00ab<em>di assumere sul medesimo giornale una sorveglianza immediata e speciale<\/em>\u00bb (13). Il Papa che raccomanda a don Cavallanti e ai suoi collaboratori di evitare gli eccessi e di \u00ab<em>dipendere in tutto da mons. Arcivescovo e seguirne i consigli<\/em>\u00bb (14), \u00e8 convinto della necessit\u00e0 di \u00ab<em>tener vivo fra tante tenebre questo lumicino<\/em>\u00bb (15), \u00ab<em>dando fiato a questa voce, che predicher\u00e0 pure al deserto, ma ha il merito di tenere desti quelli che vorrebbero dormire e non essere disturbati nella via che percorrono<\/em>\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre corrispondenze di don Orione vengono pubblicate il 19 e 29 aprile e il 19 maggio. \u00ab<em>I noti modernisti lavorano<\/em> \u2013 si legge in quella di maggio \u2013. <em>Essi vanno di paese in paese, e cercano di costituire in ogni terra della Calabria dei gruppi di amici, e stendere una vasta rete di soci corrispondenti e di affiliati. Coloro dei quali si possono fidare di pi\u00f9, vengono pi\u00f9 strettamente riuniti<\/em>\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 aprile 1910, don Orione aggiorna sulla situazione il cardinale Merry del Val: \u00ab<em>\u00c8 stato qui due volte di seguito il conte Gallarati Scotti. Ieri venne con lui l\u2019ing. Alfieri. Non mi accennarono di volere fare della propaganda religiosa ma non credo che vogliano prescinderne; propaganda religiosa in senso, mi pare, protestante, certo molto ostile alla Chiesa, anche se non lo dicono<\/em>\u00bb (18). In seguito alle tempestive informazioni di don Orione, la Segreteria di Stato mise in guardia i vescovi calabresi con una circolare riservata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anno dopo, in una lettera allo stesso Merry del Val del 14 luglio 1911, lo stesso don Orione dovendosi difendere dalle obiezioni mosse contro di lui dall\u2019arcivescovo di Messina D\u2019Arrigo di aver avuto contatti con esponenti modernisti, si difender\u00e0 rivendicando a suo merito di aver \u00ab<em>condotto sull\u2019Unit\u00e0 Cattolica la lotta contro i modernisti scesi in Calabria<\/em>\u00bb e di avere \u00ab<em>avvertito la S. Sede, che invi\u00f2 una circolare riservata ai vescovi della Calabria<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra iniziativa di don Orione durante il periodo messinese \u00e8 dell\u2019anno seguente, il 1911. Don Orione avvisa il Cardinale Segretario di Stato dell\u2019arrivo a Messina della Contessa Spalletti, la quale, resasi conto del fallimento delle istitutrici laiche da lei inviate, prega don Orione di trovarle delle Suore a cui affidare l\u2019Orfanotrofio della Croce Rossa. \u00ab<em>Con la Spalletti<\/em> \u2013 scrive don Orione \u2013 <em>venne a Messina anche quell\u2019Alfieri, che scriveva il <\/em>Rinnovamento modernista<em> a Milano<\/em>\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Per\u00f2<\/em> \u2013 egli prosegue \u2013 <em>la ragione precipua per cui sentii doveroso informare Vostra Eminenza, a bene della Chiesa e delle anime, \u00e8 questa: la contessa Spalletti disse che, a Reggio, si far\u00e0 un istituto per Orfani, e lasci\u00f2 capire che vorrebbe chiamarvi a dirigerlo Padre Semeria, anzi ebbi l\u2019impressione che gi\u00e0 vi siano come degli accordi. Ci\u00f2 sarebbe grave, ed io non glielo nascosi<\/em>\u00bb. Don Orione non dissimul\u00f2 la sua contrariet\u00e0 a tale eventualit\u00e0, chiosandola con un espressivo: \u00ab<em>Ci mancherebbe ancora P. Semeria<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>2. Il \u201clealismo\u201d di don Orione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa iniziativa qualcuno ha visto un atto di slealt\u00e0 da parte di don Orione verso padre Semeria, con il quale aveva un precedente rapporto di amicizia. Il contributo di don Lanza (20) mette in luce l\u2019esatto contesto storico e relazionaledi un tale pronunciamento (21). Per ora, basti osservare che rispetto al 1909, quando don Orione aveva invitato, senza esito, padre Semeria a impegnarsi nel campo della solidariet\u00e0, la situazione era cambiata profondamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo statomaggiore del modernismo lombardo era infatti sceso in Meridione (22) e l\u2019atmosfera era divenuta tale per cui Semeria non si sarebbe recato a Messina per \u201cseppellire il suo modernismo\u201d, ma per promuoverlo, compromettendo la sua situazione disciplinare che proprio don Orione, precedentemente, aveva cercato di sbrogliare. Inoltre, aveva sempre destato notevoli riserve la attitudine pedagogica di Padre Semeria, che ora veniva chiamato proprio per dirigere unIstituto per orfani (23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi due episodi \u2013 le tre corrispondenze del 1909 e il giudizio negativo sulla venuta di P. Semeria in Calabria nel 1911 \u2013 si sono concentrate alcune critiche all\u2019operato di don Orione. L\u2019atteggiamento del sacerdote piemontese \u00e8 stato severamente giudicato, fino a parlare di \u201cambiguit\u00e0\u201d, da parte di due studiosi, don Lorenzo Bedeschi e padre Sergio Pagano (24), i cui commenti rischiano di distorcere la verit\u00e0 storica dei due episodi in questione e di gettare un\u2019ombra sulla correttezza di comportamento di don Orione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I commenti di Bedeschi e di Pagano sembrano infatti confondere due aspetti che andrebbero rigorosamente distinti: quello storico e quello morale. Il giudizio storico, che si basa innanzitutto su un rigoroso accertamento dei fatti, \u00e8 oggettivo e su di esso pu\u00f2 concordare qualsiasi studioso, quale che sia la sua matrice e provenienza ideologica. Il giudizio morale \u00e8 pi\u00f9 delicato perch\u00e9 implica considerazioni che possono essere diverse e non da tutti accettate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due dimensioni non possono essere totalmente separate, ma vanno attentamente distinte, almeno sotto l\u2019aspetto metodologico. Ancora pi\u00f9 disastroso \u00e8 il risultato di confusione quando il giudizio morale \u00e8 fondato su una ricostruzione storica inesatta in molti fondamentali punti, come quelli gi\u00e0 segnalati da don Antonio Lanza (25).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano storico, la preoccupazione di don Orione di fronte al modernismo \u00e8 indiscussa: \u00ab<em>Se col modernismo e col semi-modernismo non si finisce <\/em>\u2013 scriver\u00e0 il 26 giugno 1913 \u2013 <em>si andr\u00e0, presto o tardi, al protestantesimo o ad uno scisma nella Chiesa che sar\u00e0 il pi\u00f9 terribile che il mondo abbia mai visto<\/em>\u00bb (26). Da queste parole, che paventano il pericolo di uno scisma, si comprende come l\u2019antimodernismo di don Orione sia innanzitutto la logica conseguenza della sua concezione ecclesiologica e della sua spiritualit\u00e0, che ha il suo \u201cfocus\u201d carismatico nel ruolo del Papato romano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La romanit\u00e0 papale \u2013 intesa come centro di coesione e di irradiazione universale della Chiesa (27) \u2013 costituisce la concentrazione ecclesiologica che d\u00e0 forma alla sua spiritualit\u00e0 e al suo apostolato. In questo, egli \u00e8 erede di quel fecondo filone di spiritualit\u00e0 piemontese che prende le mosse, negli anni della Rivoluzione francese, da Pio Brunone Lanteri e dalle \u201cAmicizie\u201d, per arrivare a Cottolengo e don Bosco, che sono gli immediati predecessori di Orione (28).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin dall\u2019inizio della sua <em>Piccola Opera della Divina Provvidenza<\/em> don Orione aveva pensato di costituire, al suo interno, una <em>Compagnia del Papa<\/em> che si ponesse alle dirette dipendenze del Pontefice per realizzarne le direttive in qualsiasi circostanza (29). Il progetto di una <em>Compagnia del Papa<\/em> fu abbandonato, ma lo \u201cspirito papale\u201d diede ugualmente spirito e forma a tutta la Famiglia religiosa da lui formata con il trascorrere degli anni. Don Orione stesso volle per i suoi <em>Figli della Divina Provvidenza<\/em> un \u00abIV voto di speciale fedelt\u00e0 al Papa\u00bb, inteso come la \u00abpi\u00f9 completa adesione di mente, di cuore e di opere al Pontefice\u00bb (30).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tutti i Pontefici che don Orione personalmente conobbe, quello a lui pi\u00f9 vicino fu indubbiamente Pio X (31). Ai suoi piedi, nella storica udienza del 19 aprile 1912, appena qualche giorno dopo aver rassegnato le sue dimissioni da vicario generale della diocesi di Messina, emise, oltre ai voti religiosi perpetui, un esplicito e vero giuramento \u00ab<em>di amore sino alla consumazione di me e di fedelt\u00e0 eterna ai Piedi e nelle mani del Vicario di Cristo<\/em>\u00bb (32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Orione non venera tuttavia la persona privata del Papa, ma l\u2019istituzione divina che egli rappresenta, il Papato. Si tratta di un atto di fede teologica e non di una ideologia o calcolo strategico. La sua concezione \u00e8 \u201cromana\u201d proprio perch\u00e9 egli coglie l\u2019importanza della dimensione istituzionale del Papato; \u00e8 questa istituzione che egli afferma, difende e promuove non solo di fronte al modernismo che vorrebbe spogliare la Chiesa del suo aspetto \u201cgiuridico\u201d, ma anche in altri momenti storici di fronte ad altre questioni (33) che toccano l\u2019unit\u00e0 della Chiesa, ruotante attorno al suo \u201ccardine nel mondo\u201d, il Romano Pontefice (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora nel 1912, ai suoi sacerdoti e confratelli riuniti a Villa Moffa, don Orione lasci\u00f2 preziose tracce sulla vita e lo spirito della Congregazione. \u00ab<em>Il fine della Congregazione \u00e8 di accrescere in noi e in altri l\u2019amore al Romano Pontefice. Pare che il Signore l\u2019abbia fatta sorgere contro le eresie moderne. Questo fine \u00e8 precipuo: lottare estremamente contro chi vuole fare il deserto attorno al Santo Padre. Questa Congregazione \u00e8 tutta del Papa, bench\u00e9 piccola, bench\u00e9 minima, pure essa \u00e8 tutta di Lui<\/em>\u00bb (35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime costituzioni a stampa del 1912, (36) al numero VII, prevedono la costituzione di una \u201cSezione speciale\u201d di sacerdoti con lo speciale obbligo di \u00ab<em>servire in tutto e per tutto al Romano Pontefice che \u00e8 l\u2019Arbitro e Superiore assoluto della nostra Congregazione, ne difendano con la massima sollecitudine l\u2019autorit\u00e0 e si abbiano siccome guardie giurate della Fede e della dottrina cattolica: servitori fedeli fino alla morte e figli del Papa\u201d, i quali, \u201cnon vivano che per la S. Chiesa di Roma, pronti, per la sua infallibile dottrina e divina costituzione, sempre a morire<\/em>\u00bb (37).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>3. La logica di un santo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per don Orione, dunque, il modernismo \u2013 specie nel periodo messinese (1909-1912) \u2013 rappresenta un pericolo che va segnalato ed egli lo fa anche per le speciali responsabilit\u00e0 che in questo momento ricopre. Don Orione \u00e8 vicario generale e rappresenta il Papa nel delicato incarico; ha il dovere di informarlo su tutto quanto nella diocesi a lui affidata tocca direttamente o indirettamente le materie religiose e morali e gli interessi della Chiesa. Egli non \u201cspia\u201d, n\u00e9 \u201cdenunzia\u201d, ma \u201cinforma\u201d i suoi diretti superiori come informano i nunzi, i vescovi e devono informare i vicari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se usa la stampa per mettere in allarme sulla minaccia modernista \u2013 e ci\u00f2 avviene solo in questi anni \u2013 lo fa in un frangente particolare per avvertire di un grave pericolo per le anime a lui affidate. Il suo comportamento, coerente con le sue premesse teologiche, non si discosta, sotto il piano etico, da quella dottrina cattolica a cui egli si richiama e al dovere istituzionale affidatogli (38).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Orione non \u00e8 un controversista n\u00e9 un polemista; il suo specifico carisma \u00e8 quello di affermare la verit\u00e0 attraverso le \u201carmi della carit\u00e0\u201d (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La professione intransigente della verit\u00e0 d\u2019altra parte \u00e8 tanto pi\u00f9 autentica, quanto pi\u00f9 \u00e8 accompagnata dall\u2019ardore della carit\u00e0, verso Dio e verso il prossimo. Verit\u00e0 e carit\u00e0, giustizia e misericordia, che umanamente vediamo, a volte, come perfezioni contrapposte, in Dio formano un\u2019unica perfezione e nelle anime dei santi, che tendono a riprodurre l\u2019immagine divina, si conciliano spesso in maniera misteriosa ma reale (40). Ricordando le parole di san Paolo <em>Veritatem autem facientes in Charitate<\/em> (Ef 4, 15), don Orione scrive a questo proposito: \u00ab<em>Vivere la verit\u00e0 nella carit\u00e0, operare cio\u00e8 sempre secondo gli insegnamenti della fede, che contiene la verit\u00e0 rivelata, sotto l\u2019impulso della carit\u00e0, fedeli alla verit\u00e0, ma in una volont\u00e0 e spirito di santo amore, di carit\u00e0<\/em>\u00bb (41).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La logica di don Orione, espressa in una lettera a Merry del Val del 14 luglio 1911, \u00e8 quella di un santo, che fa sua la divisa di Pio X: <em>fortiter in re, suaviter in modo<\/em>; \u00ab<em>se, nei modi, cerco di usare prudenza e carit\u00e0, ci\u00f2 non faccio mai a scapito dei principi e, in fatto di dottrina, di disciplina, di Chiesa, di Papa, di libert\u00e0 della Chiesa, di obbedienza e di unione in tutto col Papa, mi sono sempre gloriato e mi glorio di essere un intransigente, e non saprei concepire un Sacerdote e un cattolico che pretendesse essere tale, la pensasse o facesse<\/em> <em>diversamente<\/em>\u00bb (42).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una lettera al conte Roberto Zileri (1858-1937) del marzo 1911, don Orione manifesta la sua intenzione di darsi \u00ab<em>a corpo morto ad un lavoro di difesa della Chiesa: con molta carit\u00e0 e pregando continuamente, per me e per quelli contro cui dovr\u00f2 aprire il fuoco, che del resto non varr\u00e0 che ad illuminare gli erranti e i dubbiosi, e non abbrucer\u00e0 che gli errori e le iniquit\u00e0 dei traditori della Chiesa, di coloro che esigono essere considerati quali figli o soldati della Chiesa, mentre in realt\u00e0 son passati cos\u00ec oltre, da non essere, in realt\u00e0, che disertori e talora, anche perfidi denigratori della Sede Apostolica e nuovi crocifissori del Vicario di Cristo. Sento che questo vuole Dio da me, sono povero servitore; che mi dia tutto al suo onore, sino all\u2019olocausto di me stesso, e all\u2019amore a difesa della nostra Madre, la S. Chiesa di Roma<\/em>\u00bb (43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni in cui si acclamava la figura utopistica del \u201c<em>Santo<\/em>\u201d di Fogazzaro, don Orione incarna la vera santit\u00e0, umile e silenziosa, ma non per questo meno incandescente nell\u2019amore che la consuma. Decantate le polemiche, uno degli \u201caccusati\u201d di don Orione, lo stesso biografo di Fogazzaro, il Gallarati-Scotti, ammise: \u00ab<em>Solo oggi posso dire: tutti sentivano il Santo. Il Santo che \u00e8 al di sopra di tutti, che congiunge tutti, che abbraccia tutti, che comprende tutti<\/em>\u00bb (44). L\u2019abbraccio caritatevole di don Orione verso i pi\u00f9 lontani non sacrifica neppure uno iota alla Verit\u00e0 in cui egli crede e che riproduce in se stesso, ad immagine del suo Divino Maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(1)<\/strong> Don Orione \u00e8 stato beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980. Per un panorama della letteratura orionina si veda <em>Bibliografia orionina<\/em> a cura di A. Belano, Piccola opera della Divina Provvidenza, Roma 1997. Tra le biografie: Giorgio Papasogli, <em>Vita di don Orione<\/em>, Gribaudi, Torino 1974; Domenico Sparpaglione, <em>Don Orione<\/em>, Paoline, Roma 1978; cfr. anche AA.VV., <em>La figura e l\u2019opera di don Luigi Orione (1872-1940)<\/em>, Atti dell\u2019incontro di studio tenuto a Milano il 22-24 novembre 1990, Vita e Pensiero, Milano 1994 e gli studi raccolti in questo volume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(2)<\/strong> Don Orione assume l\u2019incarico il 25 giugno 1909 e lo tenne fino al 7 febbraio 1912. Sulla sua attivit\u00e0 a Messina, cfr. G. Papasogli, cit., pp. 180-228.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(3)<\/strong> Cfr. i capitoli successivi \u201cUna rete di rapporti\u201d e \u201cDon Orione e Padre Semeria: una lunga e fraterna amicizia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(4)<\/strong> Il barone Leopoldo Franchetti, celebre per le sue inchieste sulle condizioni dell\u2019Italia meridionale, senatore dal 1909, era impegnato in numerose iniziative di carattere filantropico. Cfr. la voce di G. Sircana, in DBI, 50 (1998), pp. 71-73.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(5)<\/strong> Sulle vicende de \u201cIl Rinnovamento\u201d, cfr. L. Bedeschi, <em>Modernismo a Milano<\/em>, Pan editrice, Milano 1974, pp. 31-70. Cfr. anche P. Scoppola, <em>Crisi modernista<\/em>, cit., pp. 163-200; O. Confessore, <em>Conservatorismo politico e riformismo religioso<\/em>, Il Mulino, Bologna 1971, in particolare per i rapporti con la rivista \u201cLa Rassegna Nazionale\u201d (pp. 287-366).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(6)<\/strong> Cfr. Giovanni Spadolini, <em>Giolitti e i cattolici (1901-1914)<\/em>, Felice Le Monnier, Firenze 1960, pp. 155-177.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(7)<\/strong> Cfr. Antonio Piromalli, <em>Francesco de Santis e il programma massonico di pedagogia nazionale<\/em>, in Centro per la Storia della Massoneria, <em>La liberazione d\u2019Italia nell\u2019opera della Massoneria<\/em>, 2a ed. riv., Bastogi, Foggia 1990. Cfr. anche Giorgio Canestri-Giuseppe Ricuperati, <em>La scuola in Italia dalla Legge Casati ad oggi<\/em>, Loescher, Torino 1976; G. Chiosso, <em>L\u2019educazione nazionale da Giolitti al primo dopoguerra<\/em>, La Scuola, Brescia 1983; <em>Fare gli Italiani. Scuola e cultura nell\u2019Italia contemporanea<\/em>, a cura di S. Soldani-Gabriele Turi, Il Mulino, Bologna 1993; Emilio Gentile, <em>La grande Italia. Ascesa e declino del mito della nazione nel XX secolo<\/em>, Mondadori, Milano 1997.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(8)<\/strong> Pio X, <em>Positio<\/em>, pp. 862-863; cfr. A. Lanza, <em>Don Orione e la contessa Spalletti<\/em>, \u201cMessaggi di Don Orione\u201d 32(2000) n. 100, pp. 51-57. A Messina lavoravano due organizzazioni: una costituita dalla Delegazione Pontificia presieduta da Monsignor Cottafavi, e l\u2019altra laico-governativa, il Patronato Regina Elena per gli orfani, presieduto dalla Contessa Gabriella Spalletti Rasponi. La Spalletti, che era stata tra le fondatrici del Consiglio nazionale delle donne italiane nel 1900 (cfr. Agostino Gemelli-Francesco Olgiati, <em>Il movimento femminile in Italia<\/em>, in \u201cVita e Pensiero\u201d, 5 (1919), p. 617-622; Danilo Veneruso, <em>Benedetto XV e il laicato cattolico italiano<\/em>, in <em>Spiritualit\u00e0 ed azione del laicato cattolico italiano<\/em>, II, Padova 1969, pp. 416-419), presiedeva la \u201cAssociazione delle Donne Italiane\u201d a cui si era contrapposta la \u201cAssociazione delle Donne Cattoliche\u201d fondata, su mandato di Pio X, da donna Cristina Giustiniani Bandini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(9)<\/strong> A. Fogazzaro, <em>Le idee di Giovanni Selva<\/em>, in \u201cIl Rinnovamento\u201d, febbraio 1907, pp. 130-131. Fogazzaro non aveva mutato le sue opinioni di fondo; in quello stesso 1910, definiva le opere di Tyrrell (gi\u00e0 scomunicato), \u201clibri ammirabili, superiori per potenza di suggestione religiosa a quanto ha prodotto il clero cattolico, direi, da secoli\u201d; Lettera a Sabatier del 28 gennaio 1910, in <em>Carteggio Fogazzaro-Sabatier<\/em>, a cura di Ettore Passerin d\u2019Entr\u00eaves, \u201cFonti e Documenti\u201d, 2 (1973), p. 77.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(10)<\/strong> Lettera del 15 marzo 1910 in <em>Scritti<\/em>, 107, 76. In una minuta di questa lettera si legge: \u201cMi pare sia tale da costituire un grave pericolo, specialmente per la Calabria. Essa \u00e8 formata da uomini di varie religioni, ed \u00e8 presieduta dal barone Franchetti, ebreo, ma moralmente pare sar\u00e0 guidata dal Fogazzaro. Essi contano redimere il Mezzogiorno d\u2019Italia dalla superstizione \u2013 ed educare il popolo al bene\u201d; <em>Scritti<\/em> 107.76; 84. 24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(11)<\/strong> \u201cStasera, trovandomi da Sua Eminenza rev.ma il cardinale De Lai, ho stimato buona cosa fargli conoscere questo nuovo piano di guerra che si prepara per quella Diocesi, anche per essere autorizzato ad avvertirne subito Mons. Arcivescovo di Reggio (\u2026). Tenuto conto della cultura, della disciplina ecclesiastica e dello spirito e vita sacerdotale del Clero della Calabria e di parte della Sicilia, questo lavoro, che vorrebbero fare per parecchi anni, gi\u00e0 tanto in s\u00e9 esiziale per le loro dottrine, temo grandemente porti ad una vera rovina pel clero di quelle parti\u201d. L\u201911 ottobre 1909 il card. De Lai aveva compiuto una visita strettamente privata all\u2019arcivescovo di Messina. La visita era dovuta alle insistenze su Pio X di don Orione che suggeriva le modalit\u00e0 in cui avrebbe dovuto svolgersi la visita; DO, pp. 220-222.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(12)<\/strong> Don Orione scrive al Cavallanti, il 16 aprile: \u201cLe dico che di questo lavoro che si vuole fare \u00e8 gi\u00e0 informata la S. Sede e credo poterle dire in via riservata che mi pare che Lei far\u00e0 cosa a Roma gradita, ed utilissima a queste popolazioni, che sarebbero doppiamente disgraziate, se attecchisse qui il modernismo\u201d; L. Bedeschi, <em>Documenti<\/em>, cit., p. 362.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(13)<\/strong> Lettera di Pio X a mons. Mistrangelo dell\u20198 marzo 1908, in <em>Disquisitio<\/em>, p. 104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(14)<\/strong> <em>Disquisitio<\/em>, p. 110.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(15)<\/strong> <em>Disquisitio<\/em>, p. 112.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(16)<\/strong> <em>Disquisitio<\/em>, p. 111.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(17)<\/strong> \u201cL\u2019Unit\u00e0 Cattolica\u201d, 19 maggio 1910.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(18)<\/strong> <em>Scritti<\/em> 84, 291; 96, 137.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(19)<\/strong> <em>Scritti<\/em> 107, 98; 48, 61. \u201cNon so quanto ci possa essere vero \u2013 aggiunge don Orione \u2013 ma egli, parlando, disse essere tutto intimo di un certo P. Gazzola, che \u00e8 a Livorno e di avere bravi amici tra alcuni professori del Seminario di Milano\u201d. Traspare da queste righe la diffidenza di don Orione verso padre Gazzola, di cui non conosceva, ma intuiva, i legami con i modernisti e verso i \u201cbravi amici\u201d del Seminario di Milano, considerato da Pio X come un focolaio di modernismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(20)<\/strong> Cfr. <em>Don Orione e Padre Semeria: una lunga e fraterna amicizia<\/em> (pp. 123-222).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(21)<\/strong> L\u2019amicizia di don Orione con padre Semeria datava gi\u00e0 dal 1898 e aveva portato il barnabita a collaborare con don Orione per la stesura delle <em>Costituzioni<\/em>, indubbio atto di fiducia e sintonia. Gi\u00e0 nel gennaio del 1909 don Orione aveva invitato padre Semeria a portare la sua opera di soccorso ai terremotati (<em>Scritti<\/em>, 66.284). Don Orione, amando padre Semeria, pur senza condividerne certe idee, in quell\u2019occasione lo invitava a misurare sul terreno della carit\u00e0 il proprio desiderio di apostolato. Semeria da parte sua, conoscendo l\u2019influsso del sacerdote tortonese su Pio X, aveva visto nella proposta l\u2019occasione per ottenere un\u2019autorizzazione pontificia che potesse rompere il clima di isolamento in cui si trovava a causa del suo ambiguo atteggiamento nei confronti del modernismo. Scrisse dunque immediatamente una lettera a Pio X, che lo stesso don Orione si incaric\u00f2 di far recapitare il 18 gennaio, in cui cos\u00ec si esprimeva: \u201cOh Padre Santo, io sono disposto a lasciare il campo arido delle discussioni intellettuali: io l\u2019ho anzi lasciato, per gettarmi in questo campo della carit\u00e0, che Don Orione m\u2019addita, e le presenti circostanze impongono\u201d, ma chiede a Pio X una \u201cparola liberatrice\u201d che gli restituisca \u201cl\u2019energia e la fiducia dell\u2019apostolato\u201d verso \u201ctutta quella povera gente tra la quale discutere di critiche filosofiche o storiche sarebbe una irrisione. (\u2026) Mi metter\u00f2 a disposizione di don Orione col permesso della Santit\u00e0 Vostra, senza uscire menomamente dal mio caro Ordine. Che bella cosa sarebbe cos\u00ec il seppellire sotto le rovine del terremoto il mio cosiddetto modernismo!\u201d; <em>Scritti<\/em> 66, 284 ss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(22)<\/strong> Semeria dopo aver preso parte alla redazione del <em>Programma dei modernisti<\/em>, aveva approvato, nel 1909, il progetto della \u201cRevue moderniste internationale\u201d di Antonino De Stefano (cfr. F. Parente, <em>Buonaiuti<\/em>, cit., p. 114): frequentava Buonaiuti (Giorgio Levi della Vida ricorda di aver incontrato Buonaiuti presso il Semeria nella casa dei Barnabiti in via dei Chiavari; <em>Fantasmi ritrovati<\/em>, Neri Pozza, Vicenza 1966, p. 128) e collaborava alla sua \u201cRivista storico-critica delle Scienze teologiche\u201d. Quando nel 1910 fu imposto il giuramento antimodernista, egli domand\u00f2 al Sant\u2019Uffizio e quindi alla Concistoriale, di esserne dispensato e poi si rivolse direttamente a Pio X, sottomettendogli il suo \u201ccaso di coscienza\u201d. Il Papa gli rispose concedendogli, a titolo personale, di prestare giuramento con le riserve che egli aveva indicato, ma poich\u00e9 Semeria comunicava i propri segreti a tutti \u201csotto silenzio\u201d confidenziale, la cosa fu conosciuta negli ambienti modernisti e utilizzata come pretesto per fare il giuramento senza aderirvi pienamente. Sul giuramento semeriano, cfr. Gentili-Zambarbieri, <em>Il caso Semeria<\/em>, in \u201cFonti e Documenti\u201d, 4 (1975), pp. 170-184; F. Gabrieli (a cura di), <em>Il testamento di fede di don P. Vannutelli<\/em>, \u201cFonti e Documenti\u201d, 8 (1979), p. 125. Gabrieli situa Semeria, come don Primo Vannutelli (1885-1945), \u201ctra i modernisti rimasti dopo la condanna dentro la Chiesa, che si piegarono alla sua disciplina pur mantenendo nel cuore le loro intime convinzioni\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(23)<\/strong> Anche Adelaide Coari, pur estimatrice di Semeria, nelle sue memorie, conferma che \u201cPadre Semeria venne in Calabria nel periodo della guerra 15\/18, non mi pare sia venuto prima. Era una cara persona, ma non era nato del tutto per essere un educatore. Era troppo idealista, e largo, tollerante troppo, e troppo preoccupato del benessere degli assistiti. Anche don Orione voleva il benessere, ma anche lo spirito di sacrificio&#8230;\u201d; <em>Memorie di Adelaide Coari<\/em> trasmesse al Postulatore di don Orione con lettera datata Milano 25 marzo 1959, in ADO, <em>Coari<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(24)<\/strong> L. Bedeschi<em>, Documenti per la storia dell\u2019antimodernismo: tre corrispondenze di don Orione dopo il terremoto Siculo-calabro<\/em>, in \u201cRivista di Storia e letteratura religiosa\u201d, VI (1970), pp. 350-367; padre Sergio Pagano,<em> Il \u201ccaso Semeria\u201d nei documenti dell\u2019Archivio Segreto Vaticano\u201d<\/em>, \u201cBarnabiti Studi\u201d, 6 (1989), pp. 7-175).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(25)<\/strong> A. Lanza, <em>Don Orione negli anni del modernismo<\/em>, <em>Messaggi<\/em> 24 (1992) n. 79. Alla luce dei nuovi e pi\u00f9 completi documenti L. Bedeschi ha scritto la <em>Nota<\/em> riportata alle pp. 349-352.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(26)<\/strong> <em>Scritti<\/em>, 43, 53.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(27)<\/strong> Cfr. A. Zambarbieri, <em>Centralismo romano e universalismo nella missione del Papato. La prospettiva di Don Orione: spunti, consonanze e accordi storici<\/em>, \u201cMessaggi di Don Orione\u201d, 23 (2002), n. 107, pp. 5-24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(28)<\/strong> Cfr. i saggi di Mario Taccolini, <em>Ecclesiologia e sacerdozio nella spiritualit\u00e0 di don Luigi Orione. Studio introduttivo<\/em>, in Aa.Vv., La figura e l\u2019opera di don Luigi Orione, cit., pp. 103-105, e N. Raponi,<em> I rapporti di don Orione con il movimento cattolico, Pio X e il modernismo<\/em>, ivi, pp. 142-148; A. Zambarbieri, <em>La devozione al Papa<\/em>, in \u201cStoria della Chiesa\u201d (Fliche-Martin), XXII\/2, Milano 1990, pp. 9-81. Sulla genealogia spirituale che risale a Pio Brunone Lanteri, cfr. R. de Mattei, <em>Idealit\u00e0 e dottrina delle \u201cAmicizie\u201d<\/em>, Biblioteca Romana, Roma 1981.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(29)<\/strong> \u201cIl cattolico intransigente \u2013 afferma don Orione in uno scritto giovanile \u2013 \u00e8 un cattolico schietto e semplice, che ascolta la voce del Leone vaticano e lo venera e ubbidisce nel suo governo (\u2026), \u00e8 in tutto e sempre col Papa e leva coraggiosamente la fronte e ti dice alto: Guardami in faccia: sono papalino!\u201d; <em>Scritti<\/em> 57, 220. Cfr. Giancarlo Rocca, <em>Nascita e orientamento della congregazione orionina nel quadro dello slancio sociale dei religiosi<\/em>, in Aa.Vv., <em>La figura e l\u2019opera di don Luigi Orione<\/em>, cit., pp. 125-140.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(30)<\/strong> <em>Scritti<\/em>, 52,2. Sul IV voto cfr. Ignazio Terzi,<em> \u201cSpeciale legame di speciale interesse\u201d. Il IV voto di fedelt\u00e0 assoluta al S. Padre,<\/em> Piccola Opera della Divina Provvidenza, Tortona-Roma 1983; A. Lanza, <em>Il IV voto di fedelt\u00e0 al Papa dei Figli della Divina Provvidenza<\/em> \u201c<em>Messaggi\u201d<\/em>, n. 60; AA.VV., <em>Sui passi di Don Orione. Sussidio per la formazione al carisma<\/em>, Dehoniane, Bologna 1996.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(31)<\/strong> Cfr. le deposizioni di don Orione in <em>Pio X<\/em>, <em>Positio<\/em>, pp. 861-866, 1086-1088. Conferenza di don Orione in <em>Scritti<\/em>, vol. 61.128; <em>Il Papa della Divina Provvidenza<\/em> in <em>Scritti<\/em>, vol. 105.369; ne invoca la beatificazione, in <em>Scritti<\/em> 85.112; sulla condanna del modernismo cfr. <em>Lettere<\/em>, vol. 77.154.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(32)<\/strong> <em>Lettere<\/em> I, pp. 77-101; cfr. I. Terzi,<em> cit.<\/em>, p. 47. Don Orione aveva gi\u00e0 emesso i voti perpetui un mese prima, il 19 marzo 1912, presso il Santuario della Madonna della Catena a Cassano Jonio. In quel testo si legge: \u201cPrometto e giuro e faccio voto di difendere il Santo Padre, il Papa che ora \u00e8 il S. Padre Pio X e tutti i suoi legittimi Successori, e di obbedire in tutto e sempre a Lui, e di amare e difendere non solo i suoi diritti spirituali, ma anche i temporali e la santa libert\u00e0 della Sede Apostolica Romana e della Santa Madre Chiesa con tutte le mie forze, e anche colla effusione del sangue e con il sacrificio di tutta la vita, poich\u00e9 questa piccola Congregazione \u00e8 tutta opera della Santa Chiesa di Dio e della S. Sede Apostolica, che \u00e8 la Romana, e del Vicario in terra di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo che \u00e8 il Santo Padre, il Papa di Roma oggi Pio X\u201d; <em>Scritti<\/em> 71, 70; 80, 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(33)<\/strong> Si veda per esempio la posizione di Don Orione di fronte alla \u201cquestione romana\u201d o alla \u201cquestione sociale\u201d: I. Terzi, <em>La Chiesa dovr\u00e0 trattare con i popoli<\/em>, \u201cMessaggi di Don Orione\u201d 16 (1974) n. 20; Idem, <em>Il momento storico in cui oper\u00f2 Don Orione<\/em>, \u201cRivista Diocesana di Tortona\u201d, maggio-giugno 1972, p. 105-112; Aldo Del Monte, <em>La scelta sociale di Don Orione<\/em>, in AA.VV., <em>Don Orione nel centenario della nascita: 1872-1972<\/em>, Ed. Piccola Opera della Divina Provvidenza, Roma 1974; pp. 92-100. Sulla questione romana si veda: A. Lanza, <em>Don Orione, la Questione Romana e la Conciliazione<\/em>, \u201cMessaggi di Don Orione\u201d 25 (1993) n. 81; Flavio Peloso, <em>Don Orione e la <\/em><em>Conciliazione<\/em>, \u201cStudi Cattolici\u201d XLV (2001) n. 484, pp. 426-431.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(34)<\/strong> Cfr. <em>Piano e programma della Piccola Opera della Divina Provvidenza<\/em> (<em>Lettere<\/em> I, pp. 11-22) presentato da don Orione al vescovo Igino Bandi in vista dell\u2019approvazione della congregazione nel 1903.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(35)<\/strong> Cit. in I. Terzi,<em> \u201cSpeciale legame di speciale interesse\u201d<\/em>, cit., p. 42.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(36)<\/strong> Per uno studio della elaborazione e delle successive edizioni delle Costituzioni, cfr. A. Lanza, <em>Le Costituzioni della Piccola Opera della Divina Provvidenza<\/em>,<em> \u201c<\/em>Messaggi di Don Orione 23 (1991) n. 76.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(37)<\/strong> I. Terzi, cit., p. 46. \u201cNoi siamo guardie giurate del Papa. (\u2026) Vivere, operare e morire d\u2019amore per il Papa: ecco, questa, e solo questa, \u00e8 la Piccola Opera della Divina Provvidenza\u201d scriver\u00e0 il 5 gennaio 1928 ai religiosi di Polonia della Congregazione (<em>Lettere<\/em>, vol. II, p. 45). Gunther J. Gerhartz S.I. afferma che il IV voto degli Orionini \u00e8 pi\u00f9 esteso ed esigente di quello dei Gesuiti; cfr. <em>\u201cGuardia Giurata\u201d des Papstes: Don Orione und sein Werk<\/em>, in <em>\u201cInsuper Promitto&#8230;\u201d. Die feierlichen Sondergelebde katholischer Orden<\/em> (Analecta Gregoriana, 153), Roma 1966, pp. 273-279.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(38)<\/strong> Non vi \u00e8 mai traccia, nel suo comportamento, di menzogna, che per la morale cattolica consiste nella <em>locutio contra mentem<\/em>, ossia nella esplicita contraddizione tra il proprio pensiero e quanto con la parola o con lo scritto si comunica al prossimo, tradendo la sostanziale funzione della parola, che \u00e8 quella di esprimere il proprio animo; cfr. le voci di L. Godefroy, <em>Mensonge<\/em>, in DTC, coll. 555-569; Leonardo Azzolini, <em>Menzogna<\/em>, EC, VIII, coll. 701-705.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(39)<\/strong> Anche a Messina, pur avendo una responsabilit\u00e0 istituzionale che lo portava alla contrapposizione, si fece autentici amici proprio quelli che combatteva tessendo con loro una rete di rapporti fecondi e duraturi. Cfr. il contributo alle pp. 87-122.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(40)<\/strong> Cfr. R\u00e9ginald Garrigou-Lagrange, <em>Dieu. Son existence et sa nature<\/em>, Beauchesne, Paris 1950, vol. II, pp. 720-726.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(41)<\/strong> <em>Scritti<\/em> 57, 84. Cfr. anche <em>Lo spirito di don Orione<\/em>, vol. VII, <em>Carit\u00e0<\/em>, Piccola Opera della Divina Provvidenza, Tortona-Roma 1993, p. 41. Su questa logica di don Orione, cfr. Divo Barsotti, <em>La spiritualit\u00e0 del Beato Luigi Orione<\/em>, Messaggi di Don Orione\u201d 16 (1984) n. 59; F. Peloso, <em>Don Orione un vero spirito ecumenico<\/em>, Dehoniane, Roma 1997, in particolare pp. 59-65.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(42)<\/strong> <em>Scritti<\/em> 107, 159; 102, 163. La lettera riportata in D.O., pp. 564-569.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(43)<\/strong> <em>Scritti<\/em> 50, 278, 276.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(44)<\/strong> ADO, <em>Gallarati Scotti<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo del prof. Roberto de Mattei \u00a0tratto dall&#8217;opera &#8220;Don Orione negli anni del modernismo&#8220;, edita da Jaca Book, Milano 2002, pp. 320, Euro 23, ISBN 8816-30386-7 e curato da Don Flavio Peloso dell&#8217;Opera Don Orione, qui riprodotto per gentile concessione del curatore e dell&#8217;editrice. III. L&#8217;AZIONE DI DON ORIONE<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/modernismo-e-antimodernismo-nellepoca-di-pio-x-3\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":29575,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[157,427],"class_list":["post-1584","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiesa","tag-chiesa-2","tag-modernismo","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Modernismo e antimodernismo nell&#039;epoca di Pio X (3) - Rassegna Stampa Cattolica<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Rassegna Stampa Cattolica - Per una cultura che nasce dalla Rivelazione cristiana in conformit\u00e0 alla tradizione e al Magistero della Chiesa in opposizione ad ogni relativismo e totalitarismo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/modernismo-e-antimodernismo-nellepoca-di-pio-x-3\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Modernismo e antimodernismo nell&#039;epoca di Pio X (3) - 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