{"id":1489,"date":"2005-09-27T17:28:24","date_gmt":"2005-09-27T15:28:24","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-11-25T11:24:01","modified_gmt":"2014-11-25T10:24:01","slug":"il-relativismo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/il-relativismo-moderno\/","title":{"rendered":"Il relativismo moderno"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">Pubblicato su <strong>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/strong> n.3726 del 17 settembre 2005<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Giuseppe De Rosa sj<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;introduzione a <em>Relativismo e fondamentalismo <\/em>G. P. Prandstraller rileva che \u00abnella parte terminale del Novecento si \u00e8 manifestato, nelle aree pi\u00f9 avanzate, un fenomeno di grande rilievo culturale: l&#8217;avvento del <em>relativismo <\/em>come <em>costume sociale, fatto pratico, mentalit\u00e0 <\/em>[\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista filosofico, il relativismo \u00e8 quella corrente di pensiero secondo cui la conoscenza umana non pu\u00f2 penetrare la realt\u00e0 in s\u00e9, <em>come <\/em>assoluto, ma deve accontentarsi di afferrare, della realt\u00e0, solo aspetti parziali, particolari, contingenti e reciprocamente condizionati: essa riconosce inoltre l\u2019azione condizionante del soggetto sui suoi oggetti di conoscenza, facendo proprio il detto di Protagora \u00abl&#8217;uomo \u00e8 misura di tutte le cose&#8221;\u00bb (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col termine \u00abrelativismo\u00bb qui indichiamo due cose<em>. <\/em>Anzitutto un&#8217;ideologia in forza della quale si afferma che non esiste nulla che abbia carattere di assolutezza e di immutabilit\u00e0, ma che tutto sia \u00abrelativo\u00bb al tempo, ai luoghi, alle persone nelle concrete situazioni in cui si trovano. Cos\u00ec, in campo gnoseologico, non si pu\u00f2 parlare di verit\u00e0 e di errore o di falsit\u00e0, validi universalmente, cio\u00e8 per tutti i tempi, tutti i luoghi, tutte le epoche e tutte le circostanze; in campo etico, non si pu\u00f2 parlare di bene e di male in senso assoluto, per cui alcuni atti sono sempre buoni e sempre da farsi e altri atti sono sempre cattivi e quindi sempre da evitarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre che un&#8217;ideologia, col termine \u00abrelativismo\u00bb si indica una prassi, cio\u00e8 un comportamento pratico che non tiene in nessun conto princ\u00ecpi e norme morali fondati sulla natura umana e quindi sulla legge naturale, vale a dire in ultima analisi su Dio e sulla legge divina, quale appare sia dall&#8217;esercizio della ragione umana, sia da una rivelazione divina. In concreto, il relativismo nega ogni validit\u00e0 alla morale naturale-razionale e ad ogni norma morale di origine e di natura religiosa. Ogni richiamo a una legge morale divina, e dunque trascendente, \u00e8 visto dal relativismo come una forma di fondamentalismo, nel senso che si attribuisce a Dio e alla religione la funzione di dare \u00absenso\u00bb alla vita umana e al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abll fondamentalismo monoteistico, in quanto assertore di una spiegazione unitaria ed esclusiva della realt\u00e0 &#8211; afferma Prandstraller -, viene a trovarsi in posizione conflittuale rispetto a qualsiasi visione pluralista della realt\u00e0 e della societ\u00e0, in generale a tutte le dottrine che rimettono a fonti diverse e molteplici la spiegazione del mondo e della vita umana. La posizione culturale relativista rappresenta un&#8217;antinomia cognitiva ed esistenziale rispetto al fondamentalismo, dato che il relativismo nega l&#8217;Assoluto, cio\u00e8 l&#8217;esistenza di entit\u00e0-verit\u00e0 capaci di risolvere in s\u00e9 tutta la realt\u00e0, esistenza che \u00e8 invece alla base del credo fondamentalista (2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, \u00abse il fondamentalismo viene considerato come una <em>matrice di senso, <\/em>appare in piena luce la sua dissonanza rispetto ai sistemi sociali nei quali gli individui <em>non <\/em>ricavano il proprio senso da quella connessione o rifiutano addirittura di ripetere il senso della vita da qualche principio trascendente, avendo imparato a darsela da soli [\u2026].\u00a0Il massimo punto di frizione intellettuale tra il fondamentalismo e la modernit\u00e0 sta appunto nel fatto che la modernit\u00e0 (delle societ\u00e0 complesse) non sa che farsene dell&#8217;offerta unitaria di senso avanzata dal fondamentalismo, ossia neglig\u00e9 quella forma di &#8220;salvezza&#8221; che la mentalit\u00e0 fondamentalista considera come lo scopo supremo di ogni societ\u00e0. Quando prevale, tra gli uomini che costituiscono una societ\u00e0, l\u2019idea che ciascuno deve preoccuparsi del proprio senso, dato che la vita non ha alcun senso derivato da una realt\u00e0 trascendente, la proposta fondamentalista manifesta, per loro, il pi\u00f9 alto grado di anacronismo e di estraneit\u00e0\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La \u00abdittatura\u00bb del relativismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti i settori della cultura e della vita contemporanea il relativismo \u00e8 il \u00abpensiero dominante\u00bb fino al punto da esercitare sul pensiero di oggi una specie di \u00abdittatura\u00bb (4). Cos\u00ec, nel campo della filosofia, si nega ogni valore al \u00abpensiero forte\u00bb, cio\u00e8 alla metafisica e, invece, si enfatizza il \u00abpensiero debole\u00bb, scettico e nichilista, affermando che l&#8217;intelletto umano pu\u00f2 attingere soltanto quello che \u00e8 empiricamente attingibile (Hume-Kant) e scientificamente verificabile, per cui termini come Dio, la verit\u00e0, il bene, lo spirito sono parole \u00absenza senso\u00bb che non dicono nulla, perch\u00e9 le realt\u00e0 che con tali termini si designano non sono n\u00e9 empiricamente attingibili n\u00e9 scientificamente verificabili. Di tali realt\u00e0 \u00abmetafisiche\u00bb, cio\u00e8, non \u00e8 possibile parlare \u00absensatamente\u00bb, e perci\u00f2 di esse la filosofia deve tacere, secondo la raccomandazione di L-Wittgenstein: \u00abDi ci\u00f2 di cui non si pu\u00f2 parlare, si deve tacere\u00bb (5)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il relativismo gnoseologico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, nel campo della conoscenza intellettuale, si nega che ci sia o ci possa essere una verit\u00e0 oggettiva, perch\u00e9 la mente umana conosce la realt\u00e0 non come \u00e8 in se stessa, ma come \u00e8 percepita da essa nella sua attivit\u00e0 conoscitiva. Questa si svolge secondo propri schemi e proprie regole, cosicch\u00e9 la realt\u00e0 conosciuta non \u00e8 la realt\u00e0 oggettiva o la realt\u00e0 \u00abin s\u00e9\u00bb, ma \u00e8 la realt\u00e0 qual \u00e8 percepita dal soggetto conoscente. Ci\u00f2 significa che la verit\u00e0 non \u00e8 &#8211; come per il pensiero antico (Platone e Aristotele) e medievale (san Tommaso e la Scolastica) &#8212; la \u00abconformit\u00e0 dell&#8217;intelligenza alla realt\u00e0 qual \u00e8 in se stessa\u00bb <em>(adaequatio intellectus<\/em> <em>et rei) <\/em>(6), ma al contrario \u00e8 la \u00abconformit\u00e0 della realt\u00e0 alla mente, al soggetto conoscente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, non \u00e8 l&#8217;intelletto che si adegua alla realt\u00e0 in s\u00e9, all&#8217;oggetto (verit\u00e0 oggettiva), ma \u00e8 la realt\u00e0 che si adegua alla mente, al soggetto (verit\u00e0 soggettiva). Non \u00e8 la realt\u00e0 che si rivela alla mente e da questa \u00e8 accolta e interiorizzata, ma \u00e8 l&#8217;intelligenza che pensa la realt\u00e0 e la coglie secondo le leggi che regolano il proprio atto conoscitivo. \u00c8 \u00abreale\u00bb quindi quello che \u00e8 pensato e nella forma in cui \u00e8 pensato; non \u00e8 pensato quello che \u00e8 reale. Per tale motivo, l&#8217;intelletto umano \u00abcrea\u00bb e \u00abmodella\u00bb la realt\u00e0, nel senso che le d\u00e0 la propria forma e la propria impronta; ma non si adegua ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo &#8211; siamo qui nel cuore della filosofia moderna &#8211; \u00e8 essenzialmente un essere \u00abpensante\u00bb <em>(Ego cogito <\/em>cartesiano e <em>Ich denke <\/em>della filosofia trascendentale tedesca), per cui \u00e8 reale quello che egli pensa e nella maniera e forma in cui lo pensa: non \u00e8 reale quello che l&#8217;uomo non pensa o che la sua ragione non pu\u00f2 pensare, in quanto \u00e8 ad essa superiore, come sono, ad esempio, i \u00abmisteri\u00bb rivelati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl razionale \u00e8 reale e il reale \u00e8 razionale\u00bb afferma Hegel, includendo tutta la realt\u00e0 nella razionalit\u00e0 umana, cosicch\u00e9 non \u00e8 reale quello che la ragione non pensa o non pu\u00f2 pensare. La verit\u00e0 \u00e8 dunque qual \u00e8 pensata dall&#8217;intelligenza umana. Essa \u00e8 quindi sempre \u00absoggettiva\u00bb. Ma l&#8217;intelligenza umana non \u00e8 unica per tutti gli uomini, e i modi di pensare e di ragionare cambiano secondo i luoghi e i tempi. Perci\u00f2 la verit\u00e0 non \u00e8 una sola, ma le verit\u00e0 sono molte, diverse e contraddittorie; inoltre gli uomini vivono in tempi, in luoghi, in culture differenti, in momenti storici e in condizioni culturali e sociali diverse. Perci\u00f2, sotto l&#8217;aspetto cognitivo, il relativismo \u00e8 segnato dal soggettivismo e dall&#8217;individualismo: ognuno ha la propria verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il relativismo etico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel campo etico, il relativismo nega che ci siano leggi, norme e valori morali validi sempre, in ogni luogo e in ogni tempo: norme morali, quindi, che abbiano validit\u00e0 assoluta e non siano soggette a cambiamenti a motivo delle diversit\u00e0 dei luoghi e dell&#8217;evolversi storico delle culture e dei costumi; valori etici che siano validi in ogni tempo e in ogni luogo, pur nell&#8217; evolversi delle culture. Il relativismo afferma, invece, che le norme morali, i valori etici non hanno carattere di assolutezza e di immutabilit\u00e0, ma sono \u00abrelativi\u00bb all&#8217;evoluzione storica delle idee e delle culture: cio\u00e8, possono cambiare e anche perdere ogni validit\u00e0 col mutare dei tempi e delle condizioni di vita; col mutare delle idee e dei modi di comprendere il senso e il fine della vita umana; con le nuove acquisizioni scientifiche e tecniche, capaci di aprire vie nuove al progresso umano, di migliorare la vita fisica e psichica delle persone e di rispondere ai bisogni sempre crescenti delle moderne societ\u00e0 complesse, che non possono vivere secondo le norme morali adatte alle societ\u00e0 agricole del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec le vecchie norme morali e i vecchi valori etici possono, anzi oggi devono, essere sostituiti da nuove norme morali e da nuovi codici e valori etici, alternativi ad essi e anche contraddittori. In altre parole, le norme morali e i valori etici non hano un fondamento oggettivo e una base stabile, e perci\u00f2 non soggetta al variare dei tempi, dei luoghi, delle culture e dei modi di sentire e di pensare, ma sono \u00abrelativi\u00bb, cio\u00e8 sono quelli che le persone e le societ\u00e0 liberamente si danno in piena autonomia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il re1ativismo etico esistono soltanto \u00abopinioni\u00bb soggettive, non \u00abverit\u00e0\u00bb n\u00e9 \u00abcertezze\u00bb obiettive, e dunque tali da imporsi a tutti. Esso mette in primo piano la libert\u00e0 umana, come ci\u00f2 che propriamente costituisce l&#8217;uomo, per cui questi non \u00e8 legato da nessuna norma morale che a lui si imponga dall&#8217; esterno del proprio io &#8211; ad esempio, da Dio e dalla Chiesa -, ma \u00e8 \u00ablibero\u00bb di fare quello che vuole, con l&#8217;unico limite di non fare danno agli altri e di non impedire agli altri di fare quello che essi vogliono o ritengono necessario e utile al proprio benessere o al libero svolgimento della propria attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il relativismo giuridico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo giuridico, il relativismo si manifesta anzitutto nel fatto che le leggi hanno valore morale e forza obbligante non perch\u00e9 si conformano alle norme morali e a quello che \u00e8 oggettivamente buono e giusto, ma perch\u00e9 sono emanate dal legittimo legislatore (positivismo giuridico); si manifesta poi nel fatto che le leggi non sono specificazioni e traduzioni particolari della legge naturale universale, compiute dal legislatore legittimo, ma sono espressioni della la volont\u00e0 del potere legislativo, detenuto sia da una singola persona, come avviene nei regimi assoluti, sia da pi\u00f9 persone, come avviene nei regimi democratici, in cui il popolo delega alcune persone a legiferare secondo la propria volont\u00e0, tenendo conto della conformit\u00e0 delle leggi non ai princ\u00ecpi morali, ma alla volont\u00e0 del popolo o, nei casi di diversit\u00e0 di opinioni, della sua maggioranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019assolutizzazione dell\u2019essere umano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ora ci chiediamo che cos&#8217;\u00e8 il relativismo nella a sua essenza profonda, dobbiamo rispondere che esso non \u00e8 &#8211; come potrebbe sembrare &#8211; la \u00abfine degli assoluti\u00bb, ma \u00e8 l&#8217;assolutizzazione dell&#8217;uomo, e in tal mondo all&#8217;Assoluto divino \u00e8 sostituito l&#8217;Assoluto umano: l&#8217;\u00abuomo-dio\u00bb. Nella visione relativista, un Assoluto c&#8217;\u00e8, ma non \u00e8 pi\u00f9 Dio, bens\u00ec l&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l&#8217;uomo \u00e8 un essere \u00abstorico\u00bb: non solo cio\u00e8 vive in un mondo che cambia continuamente e in una storia perennemente in movimento verso traguardi che, nonostante errori e sbandate, sono in continuo e incessante progresso; ma egli stesso \u00e8 in perenne cambiamento, poich\u00e9 le condizioni storiche, sia culturali, sia ambientali e sia climatiche, agiscono sulla sua psiche e determinano i suoi modi di pensare e di vedere se stesso, la sua storia passata, il suo presente e il suo avvenire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l&#8217;uomo adegua i suoi criteri di verit\u00e0 e di moralit\u00e0 alle mutate circostanze storiche e alle sue acquisizioni in campo scientifico e culturale. In tal modo la verit\u00e0 e il bene non sono princ\u00ecpi assoluti, ma \u00abstorici\u00bb, e dunque cambiano con il divenire storico, che \u00e8 un carattere essenziale dell&#8217; essere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma un carattere ancora pi\u00f9 essenziale della stessa \u00abstoricit\u00e0\u00bb \u00e8 nell&#8217;uomo la \u00ablibert\u00e0\u00bb, intesa non solo come \u00abcapacit\u00e0\u00bb di determinare il proprio destino e quello del mondo, e di dare autonomamente un \u00absenso\u00bb alla propria vita, ma come \u00abnecessit\u00e0\u00bb di essere se stesso, di non dipendere da nessuno, di pensare quello che si crede e di fare quello che si vuole, e quindi ritenere vero e giusto quello che si pensa (<em>\u00abIo <\/em>la penso cos\u00ec\u00bb) e di poter fare quello che si vuole (<em>\u00abIo <\/em>voglio fare cos\u00ec\u00bb). Non si nega agli altri l&#8217;uguale diritto di pensare e di volere diversamente: perci\u00f2 si rispettano gli altri, in quanto portatori della \u00abloro\u00bb verit\u00e0, che pu\u00f2 essere contraria alla mia, ma \u00e8 sempre una verit\u00e0 che ha diritto di esistere quanto la mia, perch\u00e9 la verit\u00e0 non \u00e8 oggettiva, ma \u00e8 sempre soggettiva, cio\u00e8 \u00ablibera\u00bb creazione dell&#8217;uomo nella sua individualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La filosofia dell\u2019immanenza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cosa c&#8217;\u00e8 alla radice del relativismo moderno? In primo luogo, c&#8217;\u00e8 la filosofia dell&#8217;immanenza, secondo la quale tutto \u00e8 \u00abimmanente\u00bb all&#8217;uomo, alla sua storia e al suo mondo e nulla esiste che \u00abtrascenda\u00bb l&#8217;uomo e il mondo: non esiste quindi Dio, come creatore dell&#8217;uomo e dell&#8217;universo e come autore di una legge morale, che l&#8217;uomo pu\u00f2 conoscere con la sua ragione e alla quale egli deve conformare la sua azione per il suo bene, essendo la legge morale divina ci\u00f2 che lo fa essere uomo nella pienezza del suo essere. Infatti, la legge divina \u00e8 la legge stessa dell&#8217;uomo, non una legge che si impone a lui dall&#8217; esterno, rendendolo servo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La filosofia dell&#8217;immanenza, negando l&#8217;esistenza di Dio Creatore e Legislatore, nega che nel campo del pensare ci sia, una verit\u00e0 trascendente e assoluta alla quale l&#8217;intelligenza umana debba adeguarsi e, nel campo dell&#8217; agire, nega che ci sia un bene assoluto a cui si debba aderire con la volont\u00e0 e tradurlo nella pratica della vita. Afferma invece che l&#8217;uomo nel conoscere non esce fuori di s\u00e9, ma ogni conoscenza \u00e8 una \u00abrappresentazione mentale\u00bb immanente e dunque soggettiva, in quanto non \u00e8 determinata dall&#8217;oggetto del conoscere, ma \u00e8 \u00abprimaria\u00bb rispetto ad esso e ad esso impone le sue leggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma, inoltre, che, nel campo dell&#8217;agire morale, \u00e8 l&#8217;uomo che nella sua sovrana indipendenza determina i beni da perseguire e i valori da attuare, essendo egli arbitro e misura ultima del bene e del male, di ci\u00f2 che \u00e8 giusto e di ci\u00f2 che \u00e8 ingiusto: l&#8217;uomo in quanto singolo per quanto riguarda la sua vita e la sua attivit\u00e0 di privato cittadino, e l&#8217;uomo come facente parte di una comunit\u00e0 politica, di un popolo, per quanto riguarda il bene comune della comunit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relativismo moderno \u00e8 dunque radicalmente secolarista e ateo: vede anzi in Dio il suo nemico e nella religione &#8211; soprattutto nella religione e nella morale cattoliche &#8211; l\u2019avversario contro il quale lottare, perch\u00e9 a suo parere, Dio rende \u00abschiavo\u00bb l\u2019uomo e la morale cattolica lo rende \u00abinfelice\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo storicismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, alla base del relativismo moderno c&#8217;\u00e8 lo storicismo, cio\u00e8 la teoria secondo la quale tutto \u00e8 \u00abstorico\u00bb, vale a dire provvisorio e mutevole, soggetto a cambiamenti, cosicch\u00e9 quello che era ieri in una certa maniera oggi non lo \u00e8 pi\u00f9, quello che valeva ieri <em>oggi <\/em>non ha pi\u00f9 valore: nella storia umana non c&#8217;\u00e8 nulla di assoluto e di sempre valevole, ma tutto muta, in quanto \u00e8 relativo ai luoghi, ai tempi e alle sempre mutevoli circostanze della storia umana. Perci\u00f2 le idee, i modi di pensare, i sentimenti, i princ\u00ecpi morali sono in perenne mutamento, per cui quello che \u00e8 vero, buono e giusto in un periodo storico, in una civilt\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 vero, buono e giusto in un altro periodo storico e in un&#8217;altra civilt\u00e0. La verit\u00e0 \u00e8 <em>filia temporis <\/em>(figlia del tempo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;antropologia culturale mostra infatti l&#8217;immensa variet\u00e0 delle idee, delle tradizioni religiose, dei costumi, delle norme morali, dei modi di sentire, di pensare e di ragionare che si sono avvicendati nella storia umana, ognuno dei quali ha avuto e ha una propria validit\u00e0. Nella visione storicista, nessuna cultura, nessuna morale e nessuna religione pu\u00f2 arrogarsi il diritto di credersi migliore delle altre o ad esse superiore e tanto meno di credersi l&#8217;unica totalmente vera.Tutte hanno uguale diritto di cittadinanza e uguale diritto di farsi valere, di fare propaganda e proseIitismo a loro favore; tutte hanno uguale legittimit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni pretesa di ritenersi pi\u00f9 vera, anzi l&#8217;unica vera, sarebbe tacciata di \u00abfondamentalismo religioso\u00bb o d&#8217;\u00abimperialismo culturale\u00bb, e quindi di poca stima, anzi di disprezzo borioso di altre culture, religioni e morali: un giudizio negativo non giustificato, perch\u00e9 tutte le religioni e tutte le culture sono prodotti \u00abstorici\u00bb e dunque \u00abrelativi\u00bb ai tempi e ai luoghi e alle circostanze culturali e politiche in <em>cui <\/em>sono nate; di conseguenza \u00abbuone\u00bb per il tempo, i luoghi e le circostanze in cui si sono sviluppate, ma non per tempi e culture diverse, perch\u00e9 <em>ogni <\/em>periodo storico ha la sua religione, la sua morale che \u00e8 adatta ad esso, ma soltanto ad esso. In tal modo lo storicismo <em>giustifica <\/em>e fonda il relativismo: \u00abOgni cosa \u00e8 buona e valida per il &#8220;suo&#8221; tempo, ma non per tempi, luoghi e culture diversi\u00bb? (7)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il progresso \u00abinarrestabile\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, alla base del relativismo moderno c\u2019\u00e8 l\u2019idea del progresso inarrestabile: nonostante tutte le difficolt\u00e0 che l\u2019umanit\u00e0 incontra sul suo cammino e tutti gli insuccessi a cui va incontro, essa \u00e8 in continuo progresso; ne \u00e8 prova, in campo biologico la teoria dell&#8217;evoluzione di H. Spencer e di Ch. Darwin; in campo culturale, l&#8217;uscita dell&#8217;umanit\u00e0 dalle \u00abtenebre\u00bb del Medioevo e il faticoso approdo al secolo dei \u00abLumi\u00bb; in campo politico il passaggio dai regimi assoluti <em>dell&#8217;ancien r\u00e9gime <\/em>ai regimi democratici, che sono riusciti a trionfare anche sui regimi totalitari del XX secolo. Ma il motore del progresso dell&#8217;umanit\u00e0 negli ultimi due secoli \u00e8 stata la scienza, uscita con fatica dalla gabbia della filosofia scolastica e della teologia cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 visto infatti che gli immensi e sempre pi\u00f9 stupefacenti progressi della scienza e della tecnica in tutti i campi hanno assicurato &#8211; e possono farlo ancora di pi\u00f9 nel futuro &#8211; all&#8217;umanit\u00e0 un crescente benessere. A condizione che la ricerca scientifica sia lasciata assolutamente libera e non le sia impedito di compiere gli esperimenti anche pi\u00f9 audaci (che un certo bigottismo qualifica come immorali e dannosi per l&#8217;uomo!) per motivi cosiddetti etici o per altri motivi che non siano di natura puramente scientifica, dei quali devono rispondere soltanto la coscienza dello scienziato e il parere della comunit\u00e0 scientifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 &#8211; afferma il moderno relativismo &#8211; la scienza, proprio perch\u00e9 \u00e8 libera da vincoli religiosi e morali e, soprattutto, perch\u00e9 lavora sul terreno solido dell&#8217;esperienza empirica, ha un valore assoluto, superiore a tutti gli altri, perch\u00e9 pu\u00f2 dare risultati certi e sicuri, verificabili, e quindi contribuire al vero progresso dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo scetticismo e l\u2019utilitarismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quarto luogo, alla base del relativismo moderno c&#8217;\u00e8 lo scetticismo, cio\u00e8 la convinzione che non solo non ci sono verit\u00e0 oggettive e norme morali sempre valide, ma che, anche se ci fossero, l&#8217;uomo sarebbe incapace di raggiungerle. Nel pensiero moderno lo scetticismo ha avuto inizio col \u00abdubbio metodico\u00bb di Cartesio, che egli ha superato conIa certezza assoluta del <em>Cogito; <\/em>ma il \u00abdubbio\u00bb ha continuato a dominare il pensiero umano dopo di lui fino ai nostri giorni sotto forme diverse, quali l&#8217;agnosticismo, l&#8217;empirismo, il positivismo comtiano, il neopositivismo logico, il fideismo, l&#8217;irrazionalismo, il \u00abpensiero debole\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, il relativismo \u00e8 fondamentalmente scettico. Ma il suo scetticismo \u00e8 corretto dal pragmatismo: se sotto il profilo conoscitivo non c&#8217;\u00e8 nulla di certo e di vero, sotto il profilo pratico sono veri, giusti e buoni quelle idee e quei comportamenti che conducono a risultati pratici soddisfacenti. Se una certa azione \u00e8 in grado di risolvere un problema pratico importante per la vita e la felicit\u00e0 di una persona, quell&#8217; azione \u00e8 \u00abbuona\u00bb e \u00abgiusta\u00bb. Cos\u00ec, per esempio, le credenze religiose &#8211; di cui non si pu\u00f2 dimostrare la verit\u00e0 &#8211; se per molti individui \u00abfunzionano\u00bb, cio\u00e8 assicurano una vita pi\u00f9 felice, sono \u00abvere\u00bb (evidentemente non in se stesse, ma \u00abin riferimento\u00bb a quelle persone) (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 l&#8217;efficacia pratica \u00e8 il metro per giudicare se un&#8217;idea \u00e8 vera o falsa e se una norma etica \u00e8 buona o cattiva. Questo ci porta ad affermare che, in quinto luogo, alla base del relativismo moderno c&#8217;\u00e8 l&#8217;utilitarismo, in forza del quale si ritiene buono e giusto ci\u00f2 che \u00e8 \u00abutile\u00bb, vale a dire ci\u00f2 che in qualsiasi maniera e forma serve a migliorare la vita fisica e spirituale delle persone e delle societ\u00e0, ci\u00f2 che rende la vita umana pi\u00f9 piena, pi\u00f9 piacevole, pi\u00f9 godibile, e si ritiene invece male &#8211; e dunque da evitarsi &#8211; tutto ci\u00f2 che comporta sacrifici, sofferenze e rinunce, tutto ci\u00f2 che non permette di godersi pienamente la vita o che \u00e8 di ostacolo alla propria piena auto-realizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec l&#8217;utile \u00e8 la misura ultima del bene e del male. Frequentemente, all&#8217;utilitarismo si associa l&#8217;edonismo, per il quale il bene \u00e8 ci\u00f2 che rende felice la vita e permette di goderla senza gli intralci costituiti dalle cosiddette \u00ableggi morali\u00bb: in tal caso, il \u00abpiacere\u00bb in tutte le sue forme &#8211; da quelle pi\u00f9 nobili e pi\u00f9 alte a quelle pi\u00f9 comuni e volgari &#8211; \u00e8 il valore supremo della vita, e la norma \u00abmorale\u00bb che deve guidare gli uomini e le societ\u00e0 \u00e8: \u00abMassimizzare il piacere e minimizzare il dolore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una sfida radicale alla fede e alla morale cristiana<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il relativismo moderno, che fin qui abbiamo cercato di enucleare, pone alla fede e alla morale cristiana una sfida radicale, in quanto ne nega sia i presupposti razionali -la filosofia dell&#8217; essere (la metafisica), l&#8217;esistenza di una verit\u00e0 oggettiva che l&#8217;intelligenza umana pu\u00f2 conoscere, l&#8217;esistenza di una legge naturale, che la ragione pu\u00f2 conoscere &#8211; sia le essenziali verit\u00e0 di fede: 1&#8217;esistenza di Dio uno e trino, l&#8217;esistenza di una Rivelazione divina, nella quale Dio ha comunicato agli uomini i misteri della sua vita intima, ha fatto conoscere loro la sua volont\u00e0, dapprima espressa nel Decalogo e poi negli insegnamenti di Ges\u00f9 di Nazaret, che la Chiesa ha codificato nella morale cattolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo fatto non deve essere minimizzato o banalizzato, come se l&#8217;opposizione tra il relativismo moderno e la visione cristiana della vita, data dalla fede e tradotta nella pratica, sia in campo individuale, sia in campo sociale, fosse un fatto trascurabile e di scarso rilievo. Ci\u00f2 significa che la sfida che il relativismo moderno lancia alla visione cristiana della vita &#8211; e, in particolare, della morale &#8211; dev&#8217;essere accolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, essa dev&#8217;essere compresa nella sua realt\u00e0, profondit\u00e0 e vastit\u00e0: a questo pu\u00f2 aiutare quanto abbiamo detto nelle pagine precedenti, nelle quali abbiamo messo in rilievo che il relativismo moderno \u00e8 il punto terminale del lungo e accidentato cammino compiuto dal pensiero moderno, iniziato da Cartesio, ma proseguito da Spinoza, Locke, Iilame, Kant, Comte, Spencer, Bentham, Nietzsche, fino a giungere ai pensatori di oggi, come Heidegger, gli analisti del linguaggio, Lyotard, Rorty, Derrida e i cultori delle neuroscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, il pensiero cristiano \u00e8 chiamato oggi a un confronto estremamente difficile, poich\u00e9 si tratta di giustificare e riproporre in maniera adatta alla mentalit\u00e0 e al linguaggio del nostro tempo le essenziali verit\u00e0 della metafisica e dell&#8217;antropologia cristiana, la possibilit\u00e0 della conoscenza della verit\u00e0 oggettiva e la validit\u00e0 di una legge naturale, fondata sulla natura razionale dell&#8217;uomo e sulla sua dipendenza creaturale da Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo, quello che si deve deprecare oggi \u00e8 un certo timore, in alcuni pensatori cristiani, di affrontare queste tematiche. Infatti, la forza del relativismo moderno \u00e8 la sua capacit\u00e0 di far passare coloro che lo avversano per \u00abfondamentalisti\u00bb, per \u00abfanatici\u00bb, per persone di altri tempi, attardate su un passato che \u00e8 morto definitivamente, per persone che si oppongono al progresso scientifico e alla \u00abmodernit\u00e0\u00bb, ritenendo di vivere ancora nel Medioevo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il fondamentalismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0, bisogna negare risolutamente che chi &#8211; come noi &#8211; sioppone al relativismo moderno e rigetta come erroneo e nocivo all&#8217;uomo sia un \u00abfondamentalista\u00bb, come afferma G. P Prandstraller. Che cos&#8217;\u00e8 infatti il fondamentalismo? Esso \u00e8 anzitutto un fenomeno storico, sorto negli Stati Uniti, nell&#8217; ambiente dell&#8217; evangelismo protestante, tra il 1878 e il 1918. Tra gli evangelici si formarono due correnti: l&#8217;una \u00abfondamentalista\u00bb, l&#8217;altra \u00abmodernista\u00bb o \u00abliberale\u00bb, che si distinguevano per il modo diverso di interpretare la Bibbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i fondamentalisti \u00abla Bibbia \u00e8 opera di Dio soltanto e non di uomini, nel senso che Dio ha ispirato le precise parole del testo biblico a uomini santi\u00bb: l&#8217;ispirazione non solo si estende a tutte le parti della Bibbia, e quindi alle singole parole, ma fa s\u00ec che essa sia infallibile assolutamente e quindi non contenga nessun errore, neppure in campo storico, geografico e scientifico. Se si potesse scoprire il pi\u00f9 piccolo errore in qualsiasi campo, non sarebbe pi\u00f9 il \u00ablibro di Dio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 per i fondamentalisti la Bibbia dev&#8217; essere interpretata in senso letterale, escludendo ogni ricorso al metodo storico-critico: cos\u00ec bisogna credere che Mos\u00e8 \u00e8 autore del Pentateuco; che il libro di Daniele risale al tempo di Nabucodonosor; che Dio ha creato tutti gli esseri cos\u00ec come sono oggi e che quindi l&#8217;evoluzionismo in tutte le sue forme \u00e8 falso e contraddice la Bibbia; che <em>ci <\/em>si deve opporre al mondo moderno, perch\u00e9 \u00e8 dominato dal materialismo, dall&#8217; ateismo ed \u00e8 schiavo di Satana, che Ges\u00f9 distrugger\u00e0 quando verr\u00e0 a giudicare il mondo; che bisogna rifiutare ogni ecumenismo e opporsi ai sistemi politici che si ispirano al liberalismo, al socialismo e, soprattutto, al comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si parla oggi di fondamentalismo e di fondamentalisti, bisogna fare attenzione a non confondere religione e fondamentalismo, quasi che credere in Dio trascendente, Creatore del mondo, Salvatore degli uomini e autore della legge morale, che si \u00e8 rivelato agli uomini, praticare la religione e osservarne i precetti sia necessariamente fondamentalismo. In realt\u00e0, forme di fondamentalismo si ritrovano oggi in tutte le religioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso pi\u00f9 noto \u00e8 il fondamentalismo islamico, che poggia su tre princ\u00ccpi: 1) il Corano \u00e8 un libro propriamente \u00abdivino\u00bb, tutto e soltanto opera diretta di Allah, per cui dev&#8217; essere interpretato e applicato alla lettera, senza che sia possibile applicare ad esso i princ\u00ccpi ermeneutici usati per le opere \u00abumane\u00bb. 2)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;isl\u00e0m \u00e8 la rivelazione divina, unica e definitiva e dunque l&#8217;unica \u00abvera\u00bb (ebraismo e cristianesimo sono religioni non false, ma \u00abfalsificate\u00bb dagli ebrei e dai cristiani), Perci\u00f2 \u00e8 volont\u00e0 di Allah che essa sia accolta e praticata da tutti gli uomini: deve quindi essere \u00abproposta\u00bb con la \u00abchiamata\u00bb e \u00abimposta\u00bb con il <em>;ihiid <\/em>a quelli che non vogliono convertirsi. 3) La legge religiosa cranica <em>(sharz\u00e0) <\/em>dev&#8217;essere legge dello Stato, perch\u00e9 tutte le espressioni della vita umana devono conformarsi alla legge di Allah. Ma ci sono forme di fondamentalismo anche nelle altre religioni, come nell&#8217;ebraismo, nell&#8217;induismo, nel protestantesimo nordamericano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in campo cattolico ci sono alcuni gruppi di tendenza fondamentalista. Non c&#8217;\u00e8 per\u00f2 soltanto un fondamentalismo di natura religiosa. C&#8217;\u00e8 anche un fondamentalismo laico, che consiste nell&#8217; esclusione di ogni elemento religioso e trascendente da ogni ambito della vita umana, nell&#8217;intolleranza per ogni segno religioso nella vita pubblica, nel non voler tenere in nessun conto, come non degni di attenzione, i sentimenti religiosi delle persone, qualificandoli a priori come frutto di irrazionalit\u00e0 e di superstizione e come fonti di alienazione e di svilimento per il carattere propriamente \u00abumano\u00bb dell&#8217;uomo. Perci\u00f2, accanto a forme di fanatismo religioso ci sono forme di fanatismo laico, non meno virulente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Chiesa non \u00e8 fondamentalista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo detto che, all&#8217;interno della Chiesa cattolica, non ci sono forme di fondamentalismo, ma la Chiesa cattolica non \u00e8, come alcuni pensano, fondamentalista; rigetta, anzi, ogni forma di fondamentalismo come contrario alla fede cristiana. Cos\u00ec, afferma che la Bibbia \u00e8 \u00abispirata\u00bb, ma non \u00abdettata\u00bb da Dio, bens\u00ec \u00e8 stata composta, sotto l&#8217;azione dello Spirito Santo, da autori umani, i quali nel comporla hanno usato i modi di pensare e di sentire del proprio tempo e hanno scritto secondo il proprio carattere, la propria cultura e la propria sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 la Bibbia non dev&#8217;essere interpretata letteralmente, ma deve essere compresa secondo i comuni princ\u00ecpi ermeneutici, tenendo per\u00f2 sempre presente che nella Bibbia Dio, attraverso il linguaggio \u00abumano\u00bb dei suoi autori, rivela e comunica il suo disegno di salvezza e la sua divina volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Afferma inoltre che il cristianesimo \u00e8 la \u00abvera\u00bb religione e che tutti gli uomini sono chiamati a credere in Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo e l&#8217;unico Salvatore degli uomini, ma non la impone, bens\u00ec la \u00abpropone\u00bb alla libera adesione; non combatte n\u00e9 disprezza le altre religioni, ma \u00abnulla rigetta di quanto \u00e8 vero e santo in queste religioni\u00bb (<em>Nostra aetate, <\/em>n. 2) e invita i cristiani al dialogo interreligioso. Afferma infine sia la libert\u00e0 religiosa, sia la \u00ablegittima autonomia delle realt\u00e0 temporali\u00bb, quali sono la politica e gli ordinamenti politici, sociali ed economici, la scienza e la ricerca scientifica, l&#8217;arte e le manifestazioni artistiche, la laicit\u00e0 dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2, bisogna fare ben attenzione che quello che la Chiesa condanna nel relativismo moderno \u00e8 il principio secondo cui non esistono n\u00e9 verit\u00e0 oggettive, n\u00e9 princ\u00ecpi morali validi sempre, in ogni tempo e in ogni luogo, ma che tutto, sia nel campo della verit\u00e0 sia nel campo della morale, \u00e8 \u00abrelativo\u00bb, dunque soggetto al cambiamento; \u00e8 il principio che l&#8217;uomo nella sua ragione e nella sua libert\u00e0 \u00e8 la \u00abmisura\u00bb, il metro e la norma del vero e del falso, del bene e del male, escludendo ogni trascendenza e chiudendosi nella totale immanenza. In altre parole, la Chiesa rigetta il soggettivismo e l&#8217;ateismo che sono la base costitutiva del relativismo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non rigetta, invece, un certo grado di relativismo nella ricerca della verit\u00e0 e nello sforzo di stabilire i princ\u00ecpi morali. Infatti le circostanze storiche, le diversit\u00e0 culturali e perfino le diversit\u00e0 del clima possono influire nello stabilire certe verit\u00e0 e certe regole morali, che a un esame critico possono apparire incomplete. Avviene cos\u00ec che anche la Chiesa, per il fatto di vivere nella storia, pu\u00f2 prendere posizioni che poi, a un esame pi\u00f9 approfondito e dinanzi ai progressi della cultura e della scienza, pu\u00f2 ritenere bisognose di correzioni e di integrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, quello che la Chiesa tiene a ribadire con forza -senza mai stancarsi, nonostante le critiche dure e spesso ingiuste e infondate dei relativisti &#8211; \u00e8 che Dio non pu\u00f2 essere escluso dalla vicenda umana senza che l&#8217;uomo vada incontro sia alla perdita di \u00absenso\u00bb della vita umana, sia a forme di barbarie che rendono oggi cos\u00ec dolorosa la storia del nostro tempo, che pure non manca di cose grandi e belle. \u00c8 infatti per la difesa dell&#8217;uomo che oggi la Chiesa combatte il relativismo moderno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> G. PRANDSTRALLER, <em>Relativismo e fontamentalismo, <\/em>Bari, Laterza, 1996, VII. La bibliografia <em>sul <\/em>relativismo \u00e8 molto vasta. Cfr, fra l&#8217;altro, S. PRIVITERA, \u00abRelativismo\u00bb, in F. COMPAGNONI &#8211; G. PIANA &#8211; S. PRIVITERA (edd.), <em>Nuovo Dizionario di teologia morale, <\/em>Cinisello Balsamo (MI), Ed. Paoline, 1990, <em>1.086-1.091; <\/em>S. PRIVITERA (ed.), <em>Sul <\/em>re<em>Lativismo nella cultura contemporanea, <\/em>Palermo, Istituto Siciliano di Bioetica, <em>2003; <\/em>R DI CEGLIE (ed.), <em>Pluralismo contro Relativismo, <\/em>Milano, <em>Ares, 2004; <\/em>V. POSSENTI &#8211; A. MASSARENTI (edd.), <em>Nichilismo, Relativismo, Verit\u00e0. Un dibattito, <\/em>Soveria Manrielli (CZ), Rubbettino, <em>2001; <\/em>D. WONG, \u00abRelativism\u00bb, in P. SINGER (ed.), <em>A Companion to Ethics, <\/em>Oxford, Blackwell Reference, 1991; R. <em>RoRTY, Objectivism, Relativism and Truth, <\/em>Cambridge, University <em>Press, <\/em>1991. TI detto di Protagora: \u00abL&#8217;uomo \u00e8 la misura di tutto le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono\u00bb \u00e8 riportato da Platone, <em>Teeteto <\/em>151 e; 152 a; <em>Cratilo <\/em>385 e.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>2)<\/strong> Ivi, 159.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>3)<\/strong> Ivi, 161 s.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>4)<\/strong> TI cardo J. Ratzinger, nell&#8217;omelia della Messa <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Pro eligendo Romano Pontifice <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">(18 aprile 2003), commentando il testo di san Paolo che chiede ai cristiani di essere adulti nella fede, per non essere \u00absballottati qua e l\u00e0 da qualsiasi. vento di dottrina\u00bb <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">(Ef <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">4,14), osserv\u00f2: \u00abQuanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode di pensiero [&#8230;]. La piccola barca del pensiero di molti cristiani \u00e8 stata non di rado agitata da queste onde &#8211; gettata da un estremo all&#8217;altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo, dal collettivismo all&#8217;individualismo radicale; dall&#8217;ateismo a un vago misticismo religioso; dall&#8217;agnosticismo al sincretismo e cos\u00ec via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice san Paolo sull&#8217;inganno degli uomini, sull&#8217;astuzia che tende a trarre nell&#8217;errore (cfr <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Ef <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">4,14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cio\u00e8 il lasciarsi portare &#8220;qua e l\u00e0 da qualsiasi vento di dottrina\u00bb, appare come l&#8217;unico atteggiamento all&#8217;altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>5)<\/strong> L. WITTGENSTEIN, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Tractatus logico-philosophicus, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Aforism 7.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>6)<\/strong> <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Summa Theol., <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">I, q. 16, a. 2: <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">\u00abPer conformitatem intellectus et rei veritas definitur. Unde conformitatem istam cognoscere est cognoscere veritatem\u00bb; De Veritate, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">q. l, a, 1. Cfr V. POSSENTI, \u00abVerit\u00e0\u00bb, in D. TANZELLA-NITTI &#8211; A. STRUMIA, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Dizionario lnterdisciplinare Scienza e Fede, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Roma, Urbaniana University Press- Citt\u00e0 Nuova, vol II, 2002, 1.502-1.518<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12px;\"><strong>7)<\/strong> Per una valutazione critica di queste idee. cfr B. SGIULLER. <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">L&#8217;uomo veramente uomo. La dimensione teologica del!&#8217; etica nella dimensione etica dell&#8217;uomo. <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Palermo, Edi Oftes. 1987.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong style=\"font-size: 12px;\">8)<\/strong><span style=\"font-size: 12px;\"> Cfr J. DEWEY, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Rifare la filosofia, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Roma, Donzelli, 1998<\/span><em style=\"font-size: 12px;\">. <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">W.JAMES, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Volont\u00e0 di credere, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Milano, Rizzoli, 1984; ID., <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Il Pragmatismo, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Milano. Il Saggiatore, 1984; C. S. PEIRCE, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Scritti di filosofia, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Bologna, Cappelli, 1978. H PUTMAN:.<\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Il Pragmatismo: una questione aperta, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Roma &#8211; Bari, Laterza, 1992; R. RORTY, <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Conseguenze del pragmatismo, <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Milano, Feltrinelli, 1986; ID.,<\/span><em style=\"font-size: 12px;\"> La filosofia dopo la filosofia <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">Roma-Bari, Laterza, 1990; ID., <\/span><em style=\"font-size: 12px;\">Scritti filosofici,2 <\/em><span style=\"font-size: 12px;\">voll., ivi, 1993-94.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su La Civilt\u00e0 Cattolica n.3726 del 17 settembre 2005 di Giuseppe De Rosa sj Nell&#8217;introduzione a Relativismo e fondamentalismo G. P. 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