{"id":1478,"date":"2005-09-24T20:08:27","date_gmt":"2005-09-24T18:08:27","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-22T18:17:21","modified_gmt":"2016-01-22T17:17:21","slug":"inchieste-dossier-mitrokhin-mistero-allitaliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/inchieste-dossier-mitrokhin-mistero-allitaliana\/","title":{"rendered":"INCHIESTE Dossier Mitrokhin. Mistero all\u2019italiana"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Mitrokhin_cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-29635\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Mitrokhin_cover.jpg\" alt=\"Mitrokhin_cover\" width=\"139\" height=\"200\" \/><\/a>Studi Cattolici<\/strong> n.532 giugno 2005<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il 15 dicembre 2004 la Commissione parlamentare sul \u00abDossier Mitrokhin e l\u2019attivit\u00e0 di intelligence italiana\u00bb approva la relazione di mezzo termine del presidente, sen. Paolo Guzzanti, presentata a conclusione della prima parte dell\u2019inchiesta, dopo cinque mesi di dibattito e discussione generale. La relazione finale \u00e8 prevista verso la fine della legislatura. \u00abSar\u00e0 il Watergate italiano\u00bb, annuncia Guzzanti. Vogliamo qui ripercorrere l\u2019intricata vicenda che nel nostro Paese, tra omissis, silenzi e ostruzionismi, passer\u00e0 senz\u2019altro alla storia come l\u2019ennesimo \u00abpasticcio all\u2019italiana\u00bb. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Emanuele Gagliardi<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">La \u00abbomba\u00bb Mitrokhin esplode nel dicembre del 1996 con uno <em>scoop<\/em> della rivista tedesca <em>Focus<\/em>: un ex ufficiale del Kgb fuggito in Inghilterra quattro anni prima avrebbe reso noti \u00abi nomi di centinaia di spie russe\u00bb (1).<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Servizio informazioni estere russo (Svr) (2), versione postsovietica dell\u2019Fed (Primo di rettorato centrale del Kgb), bolla la notizia come \u00abun\u2019enorme assurdit\u00e0\u00bb, ma la realt\u00e0 \u00e8 invece sensazionale: le valutazioni del servizio segreto su situazioni e personalit\u00e0 politiche, i sistemi d\u2019azione, i nomi (di battesimo e in codice) degli infiltrati nei Paesi dell\u2019Est e in Occidente sono miglia. Dal 1972 al 1984 Vasilij Mitrokhin \u2013 questo il nome dell\u2019oscuro archivista, morto ottantaduenne nel gennaio del 2004 \u2013 ha trascritto documenti <em>top secret<\/em> del Kgb ricostruendo, e consegnando al mondo occidentale, la vera storia dei servizi segreti sovietici dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre all\u2019\u00e9ra Gorbaciov.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 lo ha fatto? Vasilij inizia la carriera presso il Servizio informazioni estere dell\u2019Mgb (poi Kgb) a ventisei anni, nel 1948. E\u2019 il periodo dell\u2019ultimo Stalin e del suo sicario Lavrentij Berija, ossessionati dalle presunte congiure del maresciallo Tito e del sionismo <em>tout court<\/em>., Stalin muore nel marzo 1953.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Berija, che aspira alla successione, viene liquidato lo stesso anno dai suoi avversari Melenkov e Kusciev: arrestato a giugno \u00e8 fucilato a dicembre, dopo un ambiguo processo per \u00abattivit\u00e0 criminali contro il partito e lo Stato\u00bb. Kruscev conquista il Cremino e durante il XX Congresso del Partito comunista sovietico (14-25 febbraio 1956) condanna il culto della personalit\u00e0 e i crimini di Stalin (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una svolta epocale. Molti per\u00f2 (tra questi il nostro Mitrokhin) si domandano il perch\u00e9 di tali atrocit\u00e0 e dove fosse il nuovo Segretario generale mentre venivano commesse. \u00abDistensione\u00bb e \u00abdestalinizzazione\u00bb sono le parole d\u2019ordine dell\u2019\u00e9ra Kruscev, ma criticare la <em>nomenklatura<\/em> \u00e8 ancora pericoloso e cos\u00ec Mitrokhin paga le sue opinioni con il trasferimento dalle operazioni all\u2019archivio dell\u2019Fcd.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vasilij legge gli scrittori messi all\u2019indice dal regime, considera la censura contro Pasternak (autore del <em>Dottor Zivago<\/em>) la prova della barbarie culturale di Kruscev, secondo cui \u00ablo sviluppo della letteratura e dell\u2019arte in una societ\u00e0 sovietica procede [\u2026] secondo le direttive del partito\u00bb (4). Lo impressiona la violenta repressione della \u00abPrimavera di Praga\u00bb (1968) e il costatare come il Kgb manipoli a piacimento il sistema giudiziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si appassiona alla lotta dei dissidenti e matura l\u2019idea di un tentativo <em>sui generis<\/em> per documentare le iniquit\u00e0 del sistema sovietico: compilare un proprio archivio delle operazioni del Kgb all\u2019estero. L\u2019occasione si presenta nel 1972: l\u2019Fcd trasloca dagli uffici della Lubjanka (sede centrale del Kgb) in un nuovo edificio a Jaslevo (a sud-est di Mosca) e Mitrokhin \u00e8 responsabile del controllo e del sigillo di circa 300.000 documenti da trasferire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono le testimonianze ufficiali dell\u2019attivit\u00e0 degli agenti sovieticio all\u2019estero prima del secondo conflitto mondiale (i cosiddetti \u00abGrandi Illegali\u00bb) e nel periodo bellico, nonch\u00e9 della rete di \u00abresidenze illegali\u00bb sotto copertura diplomatica o altre coperture ufficiali realizzata dal Kgb nel secondo dopoguerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dodici anni, durante la settimana, Mitrokin prende appunti su pezzetti di carta che nasconde nelle scarpe e negli abiti e, appena a casa, sotto il materasso. Poi nel <em>weekend <\/em>li porta in una dacia di famiglia fuori Mosca e li trascrive a macchina, quindi nasconde i dattiloscritti in un zangola del latte, nel catino del bucato, in alcuni bauli di latta che seppellisce sotto le fondamenta della dacia. La era storia gli passa sotto gli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo turbano oltremodo le atrocit\u00e0 della guerra in Afghanistan (1979): villaggi distrutti, quattro milioni di profughi e un milione di morte fra gli afgani; 15.000 soldati russi caduti, rimpatriati alla chetichella e seppelliti senza onori e con il divieto tassativo di accennare all\u2019Afghanistan sulle lapidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1984 Vasilij va in pensione. Impensabile pubblicare il materiale raccolto in patria, impossibile portarlo in Occidente. Quando a novembre del 1989 rolla il Muro di Berlino, per\u00f2, il monopolio sovietico comincia a sgretolasi e Vasilij comprende che dovr\u00e0 pazientare ancora per poco. A fine 1991 l\u2019Urss scompare dalle carte geografiche: \u00e8 il momento!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A marzo \u201992 nasconde alcune pagine dei suoi appunti sul fondo di una valigia e sale su un treno notturno diretto verso la capitale di una delle repubbliche baltiche (che non vuole rivelare) da poco indipendenti. Si presenta all\u2019ambasciata britannica, mostra gli appunti e parla del suo voluminoso archivio. L\u2019interesse \u00e8 immediato e i servizi segreti inglesi (Sis) organizzano la sua fuga. Il 7 ottobre, ironia della sorte proprio il giorno del 75esimo anniversario della Rivoluzione bolscevica, Mitrokhin e famiglia lasciano definitivamente la Russia per iniziare una nuova vita in Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>l \u00abdossier Impedian\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel settembre 1999 esce in Inghilterra <em>The Mitrokhin Archive<\/em>, curato da Christopher Andrei, docente di storia moderna e contemporanea nonch\u00e9 preside della Facolt\u00e0 di Storia all\u2019Universit\u00e0 di Cambridge. L\u2019effetto \u00e8 dirompente. In Italia Rizzoli lo pubblica due mesi dopo, ma i media hanno gi\u00e0 dato risalto all\u2019eccezionale documento, anche perch\u00e9 contiene i nomi degli agenti italiani reclutati dal Kgb e di cui il Parlamento, rinunciando al segreto di Stato, ha autorizzato la diffusione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti di casa nostra occupano un capitolo di 645 pagine, noto come \u00abdossier Impedian\u00bb: 261 schede su agenti e operazioni del Kgb in Italia con nomi, cognomi, nomi in codice e qualifiche. Gli epigoni del Partito comunista italiano e i loro satelliti da cinque anni liquidano la cosa come \u00abspazzatura\u00bb, mentre il centrodestra \u2013 che il 7 maggio 2002 ha istituito un\u2019apposita Commissione parlamentare d\u2019inchiesta alla cui presidenza \u00e8 il senatore di Forza Italia Paolo Guzzanti (5) \u2013 continua, tra ostruzioni e derisioni, a voler far luce su questo autentico, ma non unico, \u00abpasticcio all\u2019italiana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle pagine dell\u2019archivio si apprende che all\u2019epoca della guerra fredda la\u00abresidenza\u00bb del Kgb a Roma \u00e8 seconda soltanto a quella di Parigi nello scacchiere europeo. In italia, come in Francia, la penetrazione \u00e8 stata favorita dal ruolo primario svolto dai rispettivi partiti comunisti nella Resistenza al tempo della seconda guerra mondiale. Agenti sovietici si trovano in molti ministeri e, negli anni \u201970, occupano importanti posizioni nel mondo giornalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra gli agenti \u00abdi lungo corso\u00bb spicca Dario (alias Bask, alias Spartak, alias Gau, alias Chestnyy, alias Gaudemus, nomi in codice di Giorgio Conforto), reclutato su base ideologica gi\u00e0 nel 1932, infiltrato nel Partito nazionale fascista nel \u201937 e successivamente nel Centro anticomunista annesso al ministero degli esteri. Dario recluter\u00e0 diversi agenti, anche donne, fra cui Leda che diverr\u00e0 sua moglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1975, dopo oltre quarant\u2019anni di \u00abonorato servizio\u00bb Dario e Leda vengono insigniti dell\u2019Ordine della Stella Rossa. La lista \u00e8 lunga. C\u2019\u00e8, per esempio, Questor (Francesco Virda), ufficiale cifratore del ministero degli Interni, che fornisce al suo \u00abcontrollore\u00bb i cifrari utilizzati dalle prefetture, dal ministero delle Finanze, dai comandi nazionali e regionali dei Carabinieri, dalle missioni diplomatiche, dallo Stato maggiore e dal Sifar (Servizio Informazioni delle Forze Armate), nonch\u00e9 elenchi di comunisti italiani, cittadini stranieri residenti in Italia e altri elementi sorvegliati dalla polizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche l\u2019ambasciata italiana a Mosca \u00e8 oggetto delle \u00abattenzioni\u00bb del Kgb. Le \u00abtalpe\u00bb vengono reclutate con la tipica tecnica della \u00abcompromissione sessuale\u00bb e successivo ricatto. In questo periodo il Centro (ossia il quartiere generale del Kgb) ha una conoscenza perfetta dell\u2019attivit\u00e0 diplomatica italiana e francese, come se la diplomazia delle due nazioni avvenisse alla luce del sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1970 ci sono a Roma nove ufficiali della <em>Linea X<\/em> (Dipartimento delle informazioni scientifiche e tecnologiche nelle residenze del Kgb) che controllano una decina di agenti, per lo pi\u00f9 imprenditori e accademici. Uchitel (\u00abdocente\u00bb) insegnante in un prestigioso ateneo, a cavallo ta gli anni \u201970 e gli anni \u201980 frnisce segreti militari importantissimi, tra cui notizie sul <em>Tornado<\/em>, il nuovo cacciabombardiere della Nato. Gli agenti italiani vengono utilizzati per carpire informazioni scientifiche e tecnologiche al \u00abGrande Avversario\u00bb, gli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i principali compiti delle residenze del Kgb all\u2019estero c\u2019\u00e8 l\u2019organizzazione delle cosiddette \u00abmisure attive\u00bb. Fra le pi\u00f9 efficaci, in Italia e in Europa, quella che nei primi anni \u201980 fa leva nell\u2019antiamericanismo e sul timore di un conflitto atomico. Bench\u00e9 sia proprio l\u2019 Urss a riavviare la corsa agli armamenti schierando i suoi missili a medio raggio SS20, i movimenti pacifisti, manovrati dal Cremino, puntano l\u2019indice sulla conseguente decisione americana di posizionare in Europa i missili <em>Pershing II<\/em> e <em>Cruise<\/em>, Mitterand commenta con ironia: \u00abI missili sono a est ma le proteste dei pacifisti a ovest\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti oggi accade lo stesso: il terrorismo semina morte e la piazza si mobilita contro Bush. Sarebbe interessante sapere chi o che cosa, dimesso il Kgb e con Putin sempre pi\u00f9 filo-occidentale, ci sia dietro al berciare degli orfanelli di Lenin che esigono il ritiro dall\u2019Iraq. Probabilmente soltanto meri calcoli elettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Anni di piombo &amp; oro di Mosca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sullo scorcio degli anni \u201960 il ruolo guida del Pcus \u2013 gi\u00e0 minato all\u2019inizio del decennio dal dissidio ideologico con Pechino \u2013 viene messo in discussione da una nuova corrente di pensiero denominata poi eurocomunismo. Questa \u00aberesia\u00bb nasce all\u2019indomani della Primavera di Praga, soffocata nel sangue dai tank sovietici, ed \u00e8 trainata dal Partito comunista italiano che nega, almeno a parole, il preteso diritto dell\u2019Urss e del Pcus di intervenire con le armi \u00abnella vita interna di un altro partito comunista o di un altro Stato\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei fatti, per\u00f2, i \u00abprofondi, fraterni e autentici legami\u00bb &#8211; come recitano le veline di Partito \u2013 fa Pci e Pcus continuano anche dopo la tragedia cecoslovacca, bench\u00e9 pi\u00f9 occulti. Luigi Longo, succeduto a Togliatti alla guida del Pci, si rivolge a Mosca allorch\u00e9 \u2013 dopo il colpo di Stato dei colonnelli in Grecia (1967) \u2013 tem un golpe di desta nel nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cremilno organizza allora un programma di addestramento per garantire l\u2019eventuale sopravvivenza del Pci come movimento illegale: agenti, stazioni radio clandestine, falsificazione di documenti, eccetera. Sempre Longo bussa a quattrini in vista delle elezioni politiche del 1972. Gli risponde Breznev in persona con un lettera che comprova la sovvenzione in termini di 5.200.000 dollari, \u00abpi\u00f9 altri 500.000 dollari per fare in modo che il Partito comunista italiano prendesse parte alla campagna elettorale\u00bb. Il denaro sovietico arriva direttamente nelle casse di Botteghe Oscure attraverso l\u2019ambasciata a Roma o tramite contatti lucrosi con societ\u00e0 controllate dal Pci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando, nel settembre 1973, i militati rovesciano Allende in Cile, Mosca riattiva la sua rete per garantire il Pci nel caso accadesse lo stesso in Italia. Alla guida del partito italiano c\u2019\u00e8 per\u00f2 ora un uomo nuovo: Enrico Berlinguer. E\u2019 un comunista di seconda generazione, ha una moglie cattolica, i figli studiano in istituti religiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dinanzi al pericolo di un golpe Berlinguer \u2013 che non vede di buon occhio Mosca dopo l\u2019attentato, chiaramente ispirato dal Kgb, subito in Bulgaria lo stesso anno \u2013 concepisce quella strategia che sar\u00e0 ricordata come \u00abcompromesso storico\u00bb: un\u2019alleanza con la Democrazia cristiana e con i socialisti. Tattica che si trasformer\u00e0 in un ambizioso progetto \u2013 blasfemo per Mosca \u2013 teso a coniugare la tradizione cattolica della solidariet\u00e0 con il collettivismo comunista per creare un nuovo ordine socio-politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1975 i partiti comunisti di Italia, Francia e Spagna redigono un <em>Manifesto dell\u2019eurocomunismo <\/em>che prende apertamente le distanze dal modello sovietico e si prefigge \u00abuna via parlamentare verso il socialismo all\u2019interno di un sistema pluripartitico\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Urss fa la voce grossa, ma Berlinuer non si lascia intimidire, anzi, nel \u201976, in piena campagna elettorale, scandalizza i \u00abpuri\u00bb dichiarando che l\u2019appartenenza dell\u2019Italia alla Nato \u00e8 un bene in quanto \u00abgarantisce il tipo di socialismo che vogliamo [\u2026], un socialismo pluralista\u00bb. Il Cremilno ribatte con una dura lettera, che rester\u00e0 segreta, e poich\u00e9 la popolarit\u00e0 di Berlinguer impedisce un attacco frontale, ricorre allora alla collaudata arma del discredito contro il segretario italiano e gli alti fautori dell\u2019eurocomunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consumato lo \u00abstrappo\u00bb, infatti, Berlinguer viene visto, insieme con il nuovo Pontefice polacco Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II), come uno dei peggiori nemici dell\u2019Urss. Gi\u00e0 dal 1976, a causa del suo \u00abvigliacco ripudio del Leninismo\u00bb il capo del Kgb Andropov progetta di calunniarlo con l\u2019accusa di possedere terreni in Sardegna e di essere coinvolto per decine di miliardi di lire in dubbi appalti edili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mission: italy ,<\/em> il libro di memorie di Richard Gardner, ambasciatore statunitense in Italia dal 1977 al 1981, ci aiuta a comprendere l\u2019atteggiamento di Berlinguer e le complesse vicende di questi anni legate al possibile ingresso del Pci nel governo (6). Apertura mai realizzata poich\u00e9 il Pci rester\u00e0, in effetti, fuori dalla stanza dei bottoni allorch\u00e9 conceder\u00e0 la \u00abnon sfiducia\u00bb al monocolore Andreotti \u2013 sostento per fronteggiare la drammatica situazione dell\u2019ordine pubblico culminata nel sequestro Moro &#8211; , dando vita alla breve esperienza della \u00absolidariet\u00e0 nazionale\u00bb (7).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gardner non dice, per\u00f2, che sin dalla sua elezione alla Segreteria generale del Pci (1972) Enrico Berlinguer \u00e8 controllato dalla Cia, che gli attribuisce il nome in codice di Devil Squid (calmaro diabolico) (8).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la manifesta adesione di Berlinguer ai valori democratici occidentali, infatti, non c\u2019\u00e8 dubbio che sussista in seno al Pci una corrente legata a Mosca. Il cruccio di Washington \u00e8 capire con chi si sarebbe schierato il segretario comunista italiano nell\u2019eventualit\u00e0 di una escalation con l\u2019Urss.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Decifrare Berlinguer &#8211; \u00abuomo molto guardingo\u00bb, come sottolinea Giglia Tedesco, ex senatrice comunista, vicepresidente del Senato e amica personale del segretario \u2013 diviene una delle priorit\u00e0 della Cia in Italia. Berlinguer, ricorda Claudio Gatti, \u00abevitava di parlare di questioni delicate al telefono. O persino nel suo ufficio e a casa. [\u2026] si fidava di pochissime persone, forse di una sola [\u2026] Tonino Tat\u00f2, capo dell\u2019ufficio stampa e segretario di Berlinguer. Oltre che suo pi\u00f9 stretto collaboratore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tat\u00f2 e sua moglie Giglia Tedesco vivono in un piccolo appartamento a via de\u2019Nari, a poche centinaia di metri dal Senato, che Berlinguer considera \u00abfuori dalla portata dei radar dei servizi\u00bb e usa per gli incontri riservati. Nel 1976 Hugh Montgomery, <em>chief of station<\/em> della Cia a Roma, idea l\u2019operazione <em>Devil Star <\/em>per \u00abavere accesso al cuore del leader del Pci: mettere delle cimici nell\u2019appartamento di Tat\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivelazione pi\u00f9 significativa dell\u2019operazione \u00e8 l\u2019assoluta ostilit\u00e0 di Berlinguer nei confronti di Mosca \u2013 soprattutto dopo l\u2019attentato subito nel 1973 in Bulgara \u2013 da cui si potrebbe dedurre che \u00abl\u2019inflessibile opposizione dell\u2019ambasciata Usa all\u2019ingresso del Pci al governo abbia contribuito a rallentare di anni un processo evolutivo che Berlinguer sembrava pronto ad accelerare. In altre parole, la svolta della Bolognina sarebbe forse potuta avvenire svariati anni prima della caduta del Muro\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle politiche del giungo 1976 il Pci raggiunge il 34,4% e nasce il governo della \u00abnon sfiducia\u00bb. \u00abIl patto [\u2026] venne siglato tra me e Berlinguer proprio a casa di Tat\u00f2\u00bb, ricorda Giulio Andreotti. \u00abBerlinguer si impegnava a votare a favore di un documento che riconosceva nel Patto Atlantico e nella Cee i punti di riferimento della politica estera italiana. In cambio l\u2019impegno era di arrivare, seppur a tappe, a togliere l\u2019estraneit\u00e0 oggettiva del Pci dal governo. I tempi erano da definire, ma la logica era di portarlo a essere una componente del governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Washington l\u2019amministrazione Carter \u00e8 agitatissima. A Roma i negoziati sono continui: \u00abMoro, Andreotti e Fanfani avevano contatti diretti con Berlinuer e negoziavano senza necessariamente informarsi a vicenda. In poche parole, nessuno sapeva veramente quello che i leader democristiani erano disposti a concedere al Pci. O quello che Berlinguer pretendeva per mantenere il suo supporto. Con un\u2019unica eccezione: la stazione della Cia a Via Veneto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 gennaio 1978, su insistenza dell\u2019ambasciatore Gardner, il Dipartimento di Stato emette un comunicato risoluto: \u00abNon siamo favorevoli alla partecipazione dei comunisti al governo. Al contrario vorremmo che l\u2019influenza dei comunisti in tutti i Paesi dell\u2019Europa occidentale diminuisse\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andreotti si dimette, ma ottiene subito il mandato per trovare una nuova formula. Tutto lascia pensare che le porte del nuovo governo saranno aperte al Pci. Giglia Tedesco, citata da Gatti sul <em>Sole24Ore<\/em>, riferisce che il 3 febbraio 978 Tatt\u00f2 comunica a Berlinguer un\u2019affermazione di Franco Evangelisti, segretario di Andreotti di Franco Evangelisti, segretario di Andresti: \u00abA Toni\u2019, \u00e8 fatta, voi entrerete nella maggioranza\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cinque settimane dopo, per\u00f2, Andreotti sale al Quirinale con una proposta di monocolore praticamente uguale al precedente. Il senatore a vita oggi nega che sia stato un intervento americano a forzare l\u2019inversione di marcia. \u00abNel nostro partito i tempi non erano ancora maturi\u00bb, spiga. Moro paventa una spaccatura nella Dc e forse decide con Andreotti di placare gli oppositori interni \u00aba suon di poltrone ministeriali\u00bb. Il 16 marzo 1978 Moro viene rapito dalle Brigate Rosse e, in un clima di emergenza, il Pci concede il proprio sostegno al nuovo gabinetto Andreotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrasti a parte, per\u00f2, il Cremino continua a rimpinguare i forzieri di Botteghe Oscure (6,5 milioni di dollari nel 1976) e ad addestrare \u00abcomunisti scelti\u00bb (9). In occasione del sequestro Moro (1978) il Pci \u2013 sostenitore della \u00ablinea dura\u00bb che rifiuta di trattare con le Brigate Rosse \u2013 sar\u00e0 particolarmente angustiato dalla possibilit\u00e0 che vengano alla luce le collusioni tra terrorismo nostrano e l\u2019intelligence cecoslovacca, e le indagini a tappeto delle forze dell\u2019ordine per scoprire le stazioni radio delle Br finiscano per smascherare quelle del Pci allestite con l\u2019ausilio del Kgb. Quel che importa a Mosca \u00e8 poter contare, al di la delle diatribe ideologiche, su una base pronta a sostenerla soprattutto nelle questioni internazionali. La gi\u00e0 ricordata questione degli euromissili ne \u00e8 esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia la guerra in Afghanistan (1979) e l\u2019imposizione della legge marziale in Polonia contro <em>Solidarnosc<\/em> (1981) compromettono ulteriormente i rapporti tra Pci e Pcus, pur non arrestando il flusso delle sovvenzioni, ancorch\u00e9 ridimensionate. Berlinguer asserisce senza mezzi termini che la Rivoluzione d\u2019Ottobre \u00abha esaurito la sua forza propulsiva\u00bb e invita le sinistre dell\u2019Europa occidentale a impegnarsi per il \u00abrinnovamento democratico\u00bb dei Paesi del blocco sovietico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica voce fedele a Mosca resta quella di Armando Cossutta. Nell\u2019<em>Archivio Mitrokhin <\/em>si legge che \u00abdieci anni pi\u00f9 tardi, nel pieno della disgregazione dell\u2019Unione Sovietica, si verr\u00e0 a sapere che le sovvenzioni sovietiche al Pci sono continuiate su scala minore anche negli anni Ottanta ma, secondo un osservatore, fu subito evidente che se i fondi sovietici erano stati convogliati in Italia, erano arrivati attraverso le mani [\u2026] di Cossutta, allo scopo di salvare un giornale filosovietico sull\u2019orlo del fallimento (<em>Paese Sera<\/em>) oppure di finanziare le proprie attivit\u00e0 contro il leader del Pci\u00bb (p.374).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli ultimi pagamenti documentati risalgono al 1985 (700.000 dollari), al 1986 (600.000 dollari) e al 1987 (630.000 dollari) utilizzati per fornire \u00absostegno materiale\u00bb a quelle che il Kgb e la Sezione internazionale del Pcus considerano ancora \u00able forze integre del Pci\u00bb: Cossutta e <em>Paese Sera<\/em>. Nel 1992 Mosca fornisce alla Procura di Roma i dettagli dei pagamenti, ma di questa Tangentopoli rossa non si sapr\u00e0 nulla prima del 1998.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Gorbaciov l\u2019eurocomunismo fa breccia nel Cremino. L\u2019uomo della <em>glasnost <\/em>(trasparenza) e della <em>perestrojka<\/em> (riforme politiche) si incontra spesso con i vertici del Pci (morto Berlinguer, nel 1984, il partito ora \u00e8 guidato da Alessandro Natta), loda le loro scelte e le usa per amplificare il suo pensiero sulla democrazia sociale e sulle relazioni est-ovest. Dopo il fallito golpe di Mosca del 1991 a Cossutta e al suo sparuto gruppo di nostalgici non resta che prendere amaramente atto che \u00abadesso il termine &#8220;comunismo&#8221; \u00e8 una parolaccia anche nella patria di Lenin\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Watergate italiano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSono convinto che questo caso sia pi\u00f9 grave del Watergate americano e che ci troviamo soltanto all\u2019inizio\u00bb, commenta il senatore Paolo Guzzanti dopo il si alla sua relazione di mezzo termine del 15 dicembre 2004, che fa il punto di due anni di lavoro svolto a San Macuto dalla Commissione parlamentare sul \u00abdossier Mitrokhin e l\u2019attivit\u00e0 di intelligence italiana\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione ha indagato sulle modalit\u00e0 in cui i vertici del Sismi hanno gestito le operazioni durante i governi Dini, Prodi e D\u2019Alema (1995-1999). La relazione finale \u00e8 prevista tra un anno e mezzo circa, alla fine della legislatura. Il documento contiene una dura condanna su come il Sismi e i governi dell\u2019epoca hanno gestito il <em>dossier Mitrokhin <\/em>proveniente dalla Gran Bretagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opposizione non ha partecipato alla votazione e al primo tentativo \u00e8 mancato il numero legale; poi il documento ha ottenuto i 22 voti compatti della Cdl. I diciassette parlamentari dell\u2019opposizione hanno presentato un loro documento di minoranza. Il presidente Guzzanti precisa: \u00abSto studiando la possibilit\u00e0 di rimettere alla magistratura un documento che integra la relazione sotto l\u2019aspetto dei possibili profili penali\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuesta Commissione ha lavorato due anni\u00bb, aggiunge il senatore di Forza Italia, citato da fonti Ansa, \u00abper scoprire che i direttori del Sismi dell\u2019epoca, Siracusa e Battelli, non avevano detto tutta la verit\u00e0 alla magistratura e al Copaco, allora presieduto da Franco Frattini. Avevano taciuto che Mitrokhin era stato messo a disposizione per tre volte dal servizio segreto britannico, affinch\u00e9 fosse sottoposto all\u2019interrogatorio del Sismi, ma il Sismi di quel tempo prefer\u00ec glissare e lasciar cadere l\u2019offerta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo scoperto che la legge 801, che regolamenta i servizi segreti italiani, \u00e8 stata calpestata. Ho inoltre il sospetto molto fondato che esista un altro dossier Mitrokhin, pi\u00f9 grande e pi\u00f9 importante. La mia opinione \u00e8 che quando arriv\u00f2 il dossier al Sismi sapevano perfettamente quel che stava per succedere e venne predisposto un &#8220;binario morto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le 261 schede del dossier che abbiamo finora letto sono importanti, ma ci sono ancora segreti talmente grandi da creare un allarme tale da richiedere la mobilitazione di forze rilevanti, politiche e non, nonch\u00e9 il silenzio sui lavori della Commissione. Siamo sulle tracce di verit\u00e0 scomode sugli anni \u201970 e \u201980, sul caso Moro e sulla genesi del terrorismo rosso e nero. C\u2019\u00e8 materiale di grande importanza che proviene dalla Francia. Il caso Mitrokhin sar\u00e0 il Watergate italiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin ovvio il livore del centrosinistra che, vedendo imputata la propria vicenda storica, dal filosovietismo assoluto di Togliatti agli ultimi colpi di cosa cossuttiani benevolmente tollerati anche dagli eredi della Dc, replica stizzito per bocca di Valter Bielli (DS) \u00abSiamo di fronte a falsificazioni e mistificazioni, frutto di una operazione politica che Berlusconi volle nel suo programma di governo per delegittimare il centrosinistra e i governi che l\u2019avevano preceduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relazione, che i parlamentari della Cdl hanno votato a malincuore visto che al primo tentativo \u00e8 mancato il numero legale, reca un danno alle istituzioni: a pagina 86 si adombra il rischio che i servizi non abbiano condotto in maniera adeguata la lotta al terrorismo anche di matrice islamica. Siamo di fronte a un qualcosa che rasenta l\u2019irresponsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo di fronte anche ad un linguaggio\u00bb, affonda Bielli, \u00abnon solo infido e subdolo, ma si fanno persino commenti sulle risposte degli auditi e finanche si \u00e8 espresso un giudizio sui commissari chiamati &#8220;ossequiosi e docili&#8221;. Questo non era mai accaduto nella storia del Parlamento\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa verit\u00e0 ti fa male, lo so\u2026\u00bb cantava Caterina Caselli nel 1966. Poi arriva il \u201968\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1)<\/strong> <em>Christopher Andrei-Vasilij Mitrokhin, L\u2019archivio Mitrokhin. Le attivit\u00e0 segrete del Kgb in Occidente<\/em>, Rizzoli, Milano 1999, p.108.<\/p>\n<div><strong>2)<\/strong> La sigla sta per Sluzhba Vneshney Razvedki.<\/div>\n<div align=\"justify\"><strong>3)<\/strong> Per il testo della requisitoria di Kruscev si veda: <em>Il rapporto \u00absegreto\u00bb di Kruscev al XX Congresso del Pcus<\/em>, Edizioni Corrispondenza Socialista, 1958.<br \/>\n<strong>4)<\/strong> Analogo <em>leitmotiv<\/em> sar\u00e0 ripreso pi\u00f9 tardi in Cina da Mao Zedong, il pi\u00f9 irriducibile avversario di Krusciev, ed estremizzato al punto da portare, negli anni cruenti della Rivoluzione culturale (1966-1976), all\u2019annientamento del dibattito culturale e del progresso scientifico secondo il dettato \u00abmeglio rosso che esperto\u00bb. Si veda in proposito: Emanuele Gagliardi, <em>Sulle rive dello Yang-Tze. Cina 1966-1976<\/em>, \u00abStudi Cattolici\u00bb n. 458-459, aprile-maggio 1999, pp 335-339; nonch\u00e9: <em>Cina. Dal \u00ablibretto rosso\u00bb al \u00absocialismo di mercato\u00bb<\/em>, \u00abStudi Cattolici\u00bb n. 504, febbraio 2003, pp 90-98.<br \/>\n<strong>5)<\/strong> La Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sul \u00abdossier Mitrokin e l\u2019attivit\u00e0 di intelligence italiana\u00bb \u00e8 istituita con legge 7 maggio 2002, n. 90, per \u00abaccertare la veridicit\u00e0 delle informazioni contenute nel cosiddetto <em>dossier Mitrokhin<\/em> sull\u2019attivit\u00e0 spionistica svolta dal Kgb nel territorio nazionale e le eventuali implicazioni e responsabilit\u00e0 di natura politica o amministrativa\u00bb (art 1, comma 1). Il comma 2 dell\u2019articolo 1 della legge 90 precisa i compiti della Commissione: \u00abaccertare: a) ogni aspetto relativo all\u2019acquisizione e alla disponibilit\u00e0 del <em>dossier Mitrokhin<\/em>; b) se le informazioni sulle persone citate nel <em>dossier Mitrokin<\/em> erano gi\u00e0 note e se le persone erano conosciute da chi prese la decisione di non procedere; c) lo stato attuale delle persone citate nel <em>dossier<\/em> e, con riferimento ai dipendenti e ai collaboratori a qualunque titolo delle pubbliche amministrazioni, qualora la loro attivit\u00e0 fosse nota, quali funzioni ad esse erano attribuite e quali iniziative da essi furono poste in essere, fatto salvo il divieto di indagare o sindacare circa opinioni politiche, azioni derivanti da opinioni politiche non costituenti reato o aspetti della vita privata di detti soggetti; d) le attivit\u00e0 svolte da organi di <em>intelligence<\/em> italiani, ovvero i modi e le procedure di ricevimento, trasmissione interna, e quindi esterna, dei documenti del dossier. Setali procedure furono quelle ordinarie ovvero, in caso di procedure diverse, se furono seguite le modalit\u00e0 adottate per altri casi precedenti; e) quando e con quali modalit\u00e0 il Governo fu informato del dossier e dei suoi contenuti e si decise di rendere pubblico il documento; f) se furono prese dagli organi di <em>intelligence<\/em> decisioni senza consultare il Governo; g) che le informazioni trasmesse non abbiano subito modificazioni; h) le attivit\u00e0 di finanziamento dirette ed indirette del Kgb a partiti politici italiani, a correnti di partito e a organi di informazione in Italia; i) le operazioni commerciali e finanziarie svolte fra l\u2019Italia e i Paesi dell\u2019Est europeo finalizzate al finanziamento illecito del Partito comunista italiano al di fuori di ogni controllo; l) le attivit\u00e0 svolte dal Kgb e in particolare dagli uffici di Roma; m) se vi furono complicit\u00e0 se vi furono complicit\u00e0, protezioni, coperture di natura politica o da parte della pubblica amministrazione, sulle attivit\u00e0 del Kgb in Italia; n) i risultati raggiunti nella ricerca di materiale bellico e di depositi clandestini di armi e apparati di ricetrasmissione connessi alle attivit\u00e0 del Kgb relative all\u2019Italia; o) se gli organi di <em>intelligence<\/em> stiano ancora svolgendo indagini in merito ai contenuti del <em>dossier<\/em>; p) se il <em>dossier<\/em> pubblico in Italia contenga le medesime informazioni trasmesse dalle istituzioni britanniche; q) se esistono documenti all\u2019estero che si renda necessario acquisire\u00bb.<br \/>\n<strong>6)<\/strong> Richard N. Gardner, Mission Italy. <em>Gli anni di piombo raccontato dall\u2019ambasciatore<\/em> <em>italiano a Roma 1977-1981,<\/em> Mondatori, Milano 2004.<br \/>\n<strong>7)<\/strong> Alle elezioni politiche del 1976 il Pci si afferma, quantunque il previsto sorpasso ai danni della Dc non si realizzi perch\u00e9 il partito cattolico recupera larga parte dei consensi perduti alle amministrative del 1975. Il sistema politico italiano raggiunge la sua massima bipolarizzazione: la Dc non pu\u00f2 governare n\u00e9 alleandosi col Psi, che vive momento di crisi interna, n\u00e9 appoggiandosi ai piccoli partiti suoi tradizionali alleati, anch\u2019essi ridimensionati dal risultato delle urne. L\u2019unica soluzione appare una vasta alleanza, un governo di solidariet\u00e0 nazionale. Nasce cos\u00ec un monocolore guidato da Andreotti, detto \u00abgoverno della non sfiducia\u00bb, grazie all\u2019astensione dei comunisti. Per la prima volta dai tempi del Cln i comunisti entrano nell\u2019area di governo , quantunque solo sul piano parlamentare. Il governo di solidariet\u00e0 nazionale nasce, <em>in primis<\/em>, per fronteggiare la gravissima situazione interna provocata dal dilagare del terrorismo, ma \u00e8 anche funzionale alla strategia politica dei due principali partiti. I comunisti, infatti, puntano \u2013 pur non mancando perplessit\u00e0 \u2013 sul rilancio della coalizione antifascista per rientrare al governo; la Dc, per parte sua, deve fronteggiare la crescita dei comunisti, frutto del voto dei diciottenni, ma anche delle simpatie che essi sembrano conquistare nell\u2019ambito del ceto medio. Figure chiave di questa breve e intensa stagione sono Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, rispettivamente teorici della \u00abterza fase\u00bb e del \u00abcompromesso storico\u00bb. Il leader comunista teorizza un improbabile ibrido tra la morale cattolica e quella comunista per salvare l\u2019Italia dalla crisi economica e dal terrorismo. La strategia di Moro, invece, prevede di realizzare nei confronti del Pci quello che era gi\u00e0 avvenuto negli anni Sessanta col Psi: di inglobarlo nell\u2019area di governo, lentamente e senza traumi, per smussarne l\u2019opposizione alle scelte dell\u2019esecutivo. Sul lungo periodo, la strategia di Moro prevede una nuova fase per la politica italiana \u2013 la \u00abterza fase\u00bb, appunto, della democrazia dell\u2019alternanza \u2013 riconoscendo in prospettiva ad altre forze politiche il diritto e la possibilit\u00e0 di governare il Paese. La politica di Moro mira cos\u00ec a un rafforzamento della Dc, consolidandone la compattezza interna cos\u00ec da renderla idonea a navigare le tempestose acque della situazione attuale e del futuro. Il sequestro e l\u2019assassinio del presidente democristiano porranno per\u00f2 fine a questa arrischiata esperienza.<br \/>\n<strong>8)<\/strong> Cfr. Claudio Gatti, <em>Le memorie dell\u2019ex ambasciatore Usa Gardner, <\/em>\u00abIl Sole24Ore\u00bb, 10 ottobre 2004. Da questo punto in poi se non indicato diversamente, i virgolettati sono tratti dall\u2019articolo di Gatti.<br \/>\n<strong>9)<\/strong> Corsivo nostro.<br \/>\n<strong>10)<\/strong> <em>Mitrokhin: Commissione approva relazione Guzzanti. Il presidente, caso pi\u00f9 grave del Watergate, Ansa, 5 dicembre 2004<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi Cattolici n.532 giugno 2005 Il 15 dicembre 2004 la Commissione parlamentare sul \u00abDossier Mitrokhin e l\u2019attivit\u00e0 di intelligence italiana\u00bb approva la relazione di mezzo termine del presidente, sen. Paolo Guzzanti, presentata a conclusione della prima parte dell\u2019inchiesta, dopo cinque mesi di dibattito e discussione generale. 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