{"id":1370,"date":"2005-09-09T00:00:00","date_gmt":"2005-09-08T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-01-26T16:47:17","modified_gmt":"2016-01-26T15:47:17","slug":"la-serva-di-dio-isabella-la-cattolica-modello-per-la-nuova-evangelizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-serva-di-dio-isabella-la-cattolica-modello-per-la-nuova-evangelizzazione\/","title":{"rendered":"La serva di Dio Isabella la cattolica, modello per la Nuova Evangelizzazione"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\n<div id=\"attachment_29931\" style=\"width: 164px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Isabella_di_Castiglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-29931\" class=\"wp-image-29931\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/Isabella_di_Castiglia.jpg\" alt=\"Isabella_di_Castiglia\" width=\"164\" height=\"200\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-29931\" class=\"wp-caption-text\">Isabella di Castiglia<\/p><\/div>\n<p>Articolo pubblicato su <strong>Cristianit\u00e0<\/strong> n. 204<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Intervista con padre Anastasio Guti\u00e9rrez Poza C.M.F<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">a cura di <strong>Francesco Pappalardo<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 6 novembre 1990 una commissione storica nominata dalla Congregazione delle Cause dei Santi ha espresso un giudizio positivo sulla <em>Positio historica super vita, virtutibus et fama sanctitatis<\/em> della serva di Dio Isabella la Cattolica, regina di Castiglia e di Le\u00f3n.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni ambienti la notizia ha provocato preoccupazioni e polemiche, rese pi\u00f9 aspre dall\u2019approssimarsi del quinto centenario dell\u2019evangelizzazione dell\u2019America, un\u2019impresa che vide protagonista soprattutto la regina di Castiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcuni ritengono che la beatificazione di Isabella possa nuocere allo spirito ecumenico, perch\u00e9 ella port\u00f2 a termine la Reconquista, cio\u00e8 la riconquista della penisola iberica occupata dai musulmani quasi otto secoli prima, a tal fine abbattendo l\u2019emirato di Granada, e ordin\u00f2 l\u2019allontanamento degli ebrei dalla Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri ritengono che l\u2019istituzione del tribunale dell\u2019Inquisizione e la &#8220;conquista&#8221; dell\u2019America &#8211; che avrebbe comportato lo sradicamento delle culture locali e il genocidio degli <em>indios<\/em> &#8211; siano ostacoli insormontabili per il riconoscimento della santit\u00e0 della regina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi temi, noti al pubblico italiano soprattutto attraverso prospettazioni mitologiche e luoghi comuni, rivolgo alcune domande a padre Anastasio Guti\u00e9rrez Poza C.M.F., professore emerito della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense e postulatore della causa di beatificazione di Isabella la Cattolica, che incontro a Roma, all\u2019Istituto Giuridico Claretiano, nel mese di marzo dell\u2019anno cinquecentenario della scoperta del Nuovo Mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anastasio Guti\u00e9rrez Poza nasce ad A\u00f1atuya, in Argentina, il 5 dicembre 1911. Entra giovanissimo nella congregazione dei claretiani &#8211; i Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria fondati da sant\u2019Antonio Maria Claret, apostolo di Cuba -, nel cui seminario minore compie i primi studi, ed \u00e8 ordinato sacerdote il 13 giugno 1935. Continua il suo <em>iter<\/em> scolastico in Spagna e poi in Italia, alla Pontificia Universit\u00e0 Lateranense, conseguendo il dottorato in filosofia e <em>in utroque jure<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intraprende la carriera accademica e diventa professore ordinario di Diritto Canonico presso l\u2019Institutum Utriusque Juris della stessa universit\u00e0, preside del medesimo istituto e poi decano della facolt\u00e0 di Diritto Canonico. \u00c8 fondatore e direttore dei corsi di aggiornamento giuridico e dei Colloqui della Pontificia Universit\u00e0 Lateranense e promotore dell\u2019Institutum Iuridicum Claretianum, nonch\u00e9 direttore della rivista <em>Commentarium pro Religiosis et Missionaris<\/em>. \u00c8 autore di alcune opere &#8211; ricordo <em>Il matrimonio. Essenza, fine, amore coniugale<\/em> (2a ed., Societ\u00e0 Editrice Napoletana, Napoli 1974) &#8211; e di numerosi scritti pubblicati su diverse riviste scientifiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 accademica \u00e8 stato Aiutante di studio della Sacra Congregazione dei Religiosi, giudice pre-sinodale del Vicariato di Roma, perito del Concilio Ecumenico Vaticano II, avvocato della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, consultore delle Sacre Congregazioni per i Vescovi, delle Cause dei Santi e della Pontificia Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico, nonch\u00e9 prelato votante del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente \u00e8 consultore delle Congregazioni per le Chiese Orientali, per il Clero, per gli Istituti di Vita Consacrata e le Societ\u00e0 di Vita Apostolica, e del Pontificio Consiglio per l\u2019Interpretazione dei Testi Legislativi. \u00c8 fondatore di Seguimi, associazione di laici per la promozione umana e cristiana. Ha seguito fin dal 1958 le vicende della causa di beatificazione di Isabella di Castiglia, e nel 1972 ne \u00e8 divenuto Postulatore Generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>UN PERSONAGGIO STRAORDINARIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Isabella di Castiglia \u00e8 nota al pubblico italiano soprattutto come la &#8220;regina cattolica&#8221;, che forn\u00ec le caravelle a Cristoforo Colombo. \u00c8 veramente poco per un personaggio di tale statura&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Isabella \u00e8 una figura fra le pi\u00f9 straordinarie della storia e la sua vita sembra costituire un capitolo importante dei piani divini sul mondo e sulla Chiesa. Non si pu\u00f2 comprendere la storia politica e religiosa degli ultimi cinque secoli senza tenere nella giusta considerazione la Spagna, n\u00e9 la storia di Spagna senza tener conto in modo adeguato di Isabella la Cattolica, che costituisce il primo anello di una catena di personalit\u00e0 e di eventi di portata storica universale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Eppure, quando nasce &#8211; a Madrigal de las Altas Torres, presso Avila, il 22 aprile 1451, Gioved\u00ec Santo, da re Giovanni II di Castiglia e da Isabella di Portogallo, sua seconda moglie &#8211; Isabella non \u00e8 destinata al trono, anche se le leggi di Castiglia non escludono le donne dalla successione&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Isabella \u00e8 preceduta nella linea dinastica dal fratello maggiore Enrico, che cinge la corona nel 1454, e da Alfonso, pi\u00f9 giovane di lei di due anni. Dai tre ai dieci anni di et\u00e0 vive ad Ar\u00e9valo, educata amorevolmente dalla madre e guidata spiritualmente dai francescani. Chiamata alla Corte di Segovia da re Enrico, d\u00e0 prova di maturit\u00e0 chiedendo e ottenendo il permesso di vivere in casa propria per evitare che la vita dissoluta della Corte rechi danno alla sua anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019et\u00e0 di diciassette anni mostra di possedere un carattere energico e deciso, rifiutando la proposta dei seguaci del fratello Alfonso, scomparso prematuramente, di essere proclamata regina invece del fratellastro, Enrico IV, la cui politica aveva suscitato l\u2019opposizione armata di una parte della nobilt\u00e0 e del paese. Isabella, pur affermando il suo diritto alla successione, non mette in dubbio la legittimit\u00e0 del re e dichiara che, finch\u00e9 questi vivr\u00e0, nessun altro avr\u00e0 diritto alla corona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 19 ottobre 1469, dopo aver respinto numerosi pretendenti proposti dal sovrano, sposa don Ferdinando, principe ereditario di Aragona e re di Sicilia, che si impegna a portare a termine con la consorte, appena possibile, la Reconquista. Finalmente, alla morte del fratello Enrico, Isabella \u00e8 in-coronata regina il 13 dicembre 1474, a Segovia, dove consacra il regno a Dio, giura fedelt\u00e0 alle leggi della Chiesa, si impegna a rispettare la libert\u00e0 e i privilegi del reame e a farvi regnare la giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA RIORGANIZZAZIONE DEL REGNO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Quali sono le condizioni della Castiglia al momento dell\u2019incoronazione di Isabella?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> La regina si trova alla guida di una societ\u00e0 ricca di vitalit\u00e0 e di energie, ma indebolita da contese intestine e dall\u2019amministrazione poco attenta dei predecessori. Le difficolt\u00e0 maggiori vengono dalla nobilt\u00e0 di recente formazione, che dalla fine del secolo XIV ha sostituito la vecchia aristocrazia, affermatasi durante il periodo eroico della Reconquista, e si mostra desiderosa soltanto di mantenere i propri privilegi senza fornire alla comunit\u00e0 un corrispettivo di servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Isabella la Cattolica \u00e8 stata accusata dai suoi detrattori di avere proceduto alla riorganizzazione del regno con metodi sbrigativi e autoritari&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Al contrario, la sovrana pu\u00f2 essere additata come modello di un sano spirito democratico, perch\u00e9 mostra sempre grande rispetto per le autonomie regionali e per le minoranze, nonch\u00e9 per i fueros, cio\u00e8 per l\u2019insieme di consuetudini e di privilegi delle comunit\u00e0 locali e dei corpi intermedi.Fin dall\u2019inizio del suo regno convoca tutta la nazione ad assemblee generali per l\u2019elaborazione del programma di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 volte riunisce le Cortes di Castiglia, formate dai rappresentanti della nobilt\u00e0 e del clero e dai delegati delle citt\u00e0, alle quali chiede auxilium e consilium prima di prendere le decisioni pi\u00f9 importanti. Inoltre, il consenso delle Cortes \u00e8 indispensabile per l\u2019esazione di imposte straordinarie e per il riconoscimento ufficiale degli eredi al trono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riorganizzazione del regno ha inizio con la riunione delle Cortes di Madrigal, nel 1476, prosegue ed \u00e8 portata a termine con le Cortes di Toledo, che si chiudono il 28 maggio 1480: gli atti di queste due grandi assemblee possono essere considerati come una vera Costituzione. Grazie al coinvolgimento della nazione nell\u2019attivit\u00e0 riformatrice, Isabella gode di un largo consenso, che le permette di giungere in breve tempo alla pacificazione del regno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo di risanare le finanze pubbliche introduce severe riforme e revoca le donazioni compiute illegalmente: l\u2019operazione \u00e8 cos\u00ec imparziale che i primi a pagarne le spese sono i pi\u00f9 fedeli seguaci della Corona. Inoltre, la regina presiede quasi settimanalmente le sedute dei tribunali e d\u00e0 pubblica udienza a chiunque ne faccia richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, ordina la redazione di un codice valido per tutto il regno &#8211; pubblicato nel 1484 con il titolo di <em>Ordenanzas Reales de Castilla<\/em><strong> &#8211;<\/strong> al quale i magistrati possano far riferimento per le loro decisioni. Il suo senso della giustizia e la sua clemenza conquistano rapidamente il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA RIFORMA DEL CLERO E DEGLI ORDINI RELIGIOSI<\/strong><\/p>\n<p><strong>D. Isabella d\u00e0 un notevole contributo anche alla riforma della Chiesa in Castiglia&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Questa impresa, alla quale contribuisce soprattutto il francescano Gonzalo Jim\u00e9nez de Cisneros, confessore della regina e poi arcivescovo di Toledo, \u00e8 sostenuta da Papa Alessandro VI, che concede ampi poteri a Isabella. La riforma del clero, realizzata quasi un secolo prima che il Concilio di Trento la estendesse a tutta la Chiesa, favorisce la formazione di un episcopato molto preparato e all\u2019altezza del servizio universale cui la Chiesa spagnola fu presto chiamata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per promuovere gli studi ecclesiastici Isabella fonda numerose universit\u00e0, anzitutto quella di Alcal\u00e1 de Henares, che diventa il pi\u00f9 importante centro di studi biblici e teologici del regno. Istituisce anche collegi e accademie per laici di ambo i sessi, che danno alla Spagna un grande numero di dotti in tutti i rami del sapere e una classe dirigente ben preparata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro merito di Isabella \u00e8 la riforma degli ordini religiosi, maschili e femminili, i cui membri crescono notevolmente di numero e forniscono alla Chiesa non soltanto una legione di santi e di missionari &#8211; che si prodigarono specialmente nell\u2019evangelizzazione delle Canarie, dell\u2019emirato musulmano di Granada, delle Americhe e delle Filippine -, ma anche una schiera di uomini di vasta cultura e di profonda religiosit\u00e0, che negli anni seguenti diedero importanti contributi alla Riforma cattolica e al Concilio tridentino.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;INQUISIZIONE E L&#8217;ESPULSIONE DEGLI EBREI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Dunque, la difesa e la propagazione della fede costituiscono la principale preoccupazione di Isabella, che a tale scopo chiede e ottiene dal Pontefice l\u2019istituzione di un tribunale dell\u2019Inquisizione. Lo storico Jean Dumont afferma che il punto di partenza corretto per parlare dell\u2019Inquisizione spagnola sta nel mettere a fuoco la questione ebraica&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Quando Isabella sale al trono, la convivenza fra ebrei e cristiani si \u00e8 molto deteriorata e il problema dei falsi convertiti \u00e8 tale che, secondo l\u2019autorevole storico Ludwig von Pastor, era in questione l\u2019esistenza o la non esistenza della Spagna cristiana. Nei regni della penisola iberica gli ebrei, molto numerosi, erano soggetti da secoli a uno statuto, non scritto, di tolleranza e godevano di una particolare protezione da parte dei sovrani, che li consideravano sudditi diretti della Corona, poich\u00e9 essi non facevano parte dei municipi e quindi non avevano diritto alla cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le diverse dinastie non adottano mai una politica antigiudaica e i pi\u00f9 importanti re di Castiglia, Ferdinando III il Santo, Alfonso X il Saggio e la stessa Isabella, si avvalgono abbondantemente di tecnici e di economisti ebrei nell\u2019amministrazione del regno; l\u2019esempio era seguito anche da molte famiglie nobili e da numerosi vescovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Invece, erano pi\u00f9 difficili i rapporti a livello popolare fra ebrei e cristiani, soprattutto per gli abusi dei primi in materia di prestito a interesse, o &#8220;usura&#8221;, e perch\u00e9 era consentita loro l\u2019apertura delle botteghe anche in occasione delle festivit\u00e0 religiose, che a quell\u2019epoca erano molto numerose&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> La situazione \u00e8 resa ancora pi\u00f9 complicata dalla presenza di numerosissimi conversos, cio\u00e8 di ebrei convertiti al cattolicesimo, che dominano l\u2019economia e la cultura e rivestono anche cariche ecclesiastiche. In molti casi evidenti, gruppi di conversos mostrano che la loro adesione alla fede cattolica \u00e8 puramente formale e celebrano in pubblico riti inequivocabilmente giudaici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A partire dal 1391 nei regni spagnoli esplodono episodi di violenza popolare contro ebrei e falsi convertiti, che le autorit\u00e0 arginano con difficolt\u00e0: senza l\u2019Inquisizione, richiesta con insistenza anche da autorevoli conversos, si sarebbe verificato un bagno di sangue. Il 1\u00b0 novembre 1478 Papa Sisto IV istituisce l\u2019Inquisizione in Castiglia &#8211; dove, a differenza della vicina Aragona, non era mai stata operante &#8211; e autorizza Isabella e Ferdinando a nominare nei loro Stati alcuni inquisitori di fiducia, che hanno giurisdizione esclusivamente sui cristiani battezzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, nessun ebreo \u00e8 stato mai condannato perch\u00e9 tale, mentre sono stati condannati quanti si fingevano cattolici per ricavarne vantaggi. L\u2019Inquisizione, colpendo una percentuale ridotta di conversos, certifica che tutti gli altri sono veri convertiti, che nessuno ha il diritto di discriminare o di attaccare con la violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La portata di tale impresa &#8211; che costituisce una nazione spiritualmente compatta di fronte alla Francia lacerata dalle guerre di religione, all\u2019Inghilterra sulla strada dell\u2019eresia e al sultano difensore del mondo islamico &#8211; non pu\u00f2 essere sottovalutata, tanto pi\u00f9 che l\u2019Inquisizione godette sempre di grande popolarit\u00e0 presso gli spagnoli di tutti i ceti, per i quali era il simbolo di quanto costituiva l\u2019identit\u00e0 del paese, cio\u00e8 la fedelt\u00e0 incondizionata al cattolicesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Negli anni che seguono l\u2019istituzione dell\u2019Inquisizione \u00e8 comunque indispensabile procedere all\u2019allontanamento degli ebrei dalla Castiglia e dall\u2019Aragona&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Tale decisione \u00e8 una dolorosa necessit\u00e0 per i Re Cattolici, che vi ricorrono obtorto collo. Preoccupati per la crescente infiltrazione dei falsi convertiti nelle alte cariche civili ed ecclesiastiche e dalle gravi tensioni che indeboliscono l\u2019unit\u00e0 del paese, il 31 marzo 1492 Isabella e Ferdinando sono costretti a revocare il diritto di soggiorno agli ebrei non convertiti. Comunque, \u00e8 significativo che Isabella prenda questa decisione dopo quasi vent\u2019anni di regno e dopo che tale misura era stata adottata in Inghilterra nel 1290, in Ungheria nel 1349, in Francia nel 1394, e che in questo sia seguita solo dal Portogallo, da cui gli ebrei vengono espulsi nel 1497.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi non si tratta di un atto di intolleranza religiosa, ma un di provvedimento di natura politica, adottato per motivi di legittima difesa. Il professor Luis Suarez Fernandez, dopo aver studiato in modo accurato l\u2019argomento, sul quale ha raccolto ben 266 documenti &#8211; che costituiscono, con una Introduzione, il volume IX della documentazione della causa -, ritiene che i due sovrani sperassero nella conversione della grande maggioranza degli ebrei e nella loro permanenza sul posto: perci\u00f2 fecero precedere il provvedimento da un\u2019intensa campagna di evangelizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>L&#8217;ULTIMO EPISODIO DELLA RECONQUISTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. La tensione verso l\u2019unit\u00e0 religiosa, tanto pi\u00f9 comprensibile in un\u2019epoca nella quale l\u2019appartenenza dei cittadini alla stessa fede \u00e8 l\u2019elemento fondante delle nazioni, anima anche la lotta plurisecolare per la liberazione del territorio iberico dalla dominazione musulmana. La definitiva conquista delle ultime e ben agguerrite roccaforti andaluse \u00e8 gloria di tutti gli spagnoli, ma in particolare di Isabella&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> La regina, che nell\u2019ultima fase della guerra vive attendata con i suoi soldati sotto le mura di Granada, \u00e8 la vera protagonista della conclusione della Reconquista. Per cacciare i musulmani dal loro ultimo baluardo Isabella profonde tutte le sue energie e il suo denaro, fa costruire strade e citt\u00e0, assolda truppe scelte, allestisce i primi ospedali da campo e i lazzaretti, provvede all\u2019assistenza dei feriti e dei malati. La vittoria sui musulmani, sancita dalla resa di Granada il 2 gennaio 1492, dopo dieci anni di combattimenti, \u00e8 l\u2019evento pi\u00f9 importante della politica europea del tempo e giustamente suscita un giubilo infinito in tutto il mondo cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accordo di capitolazione garantisce esplicitamente ai musulmani la libert\u00e0 di culto e il rispetto dei loro costumi tradizionali, ma Isabella mira a trasformare l\u2019ex emirato in una terra cristiana. Allo scopo rinuncia al suo confessore, il gerolamino Fernando de Talavera, perch\u00e9 sia nominato arcivescovo di Granada. Questi si impegna con ardore nell\u2019evangelizzazione della popolazione locale, guadagnandosi la fiducia e il rispetto di una parte di essa; ma, di fronte alla sfida armata dei pi\u00f9 riottosi, i Re Cattolici ritengono violato l\u2019accordo di capitolazione e nel 1502 i mori non convertiti di Granada &#8211; solamente quelli di Granada &#8211; vengono espulsi da tutta la Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA SCOPERTA E L&#8217;EVANGELIZZAZIONE DELL&#8217;AMERICA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Nella storia dei regni cristiani della penisola iberica sono sempre presenti due componenti: lo spirito di crociata e la passione missionaria, la spada e la croce. Dopo la conclusione della Reconquista la Provvidenza, attraverso due avvenimenti &#8211; nel 1492 la scoperta dell\u2019America e nel 1496 il matrimonio di Giovanna di Castiglia con Filippo d\u2019Asburgo, da cui nasce il futuro imperatore Carlo V &#8211; affida alla Spagna un\u2019altra grande missione: difendere e diffondere il messaggio di Cristo in Europa e nel mondo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R. <\/strong>Isabella sostiene la spedizione di Cristoforo Colombo con la speranza di condurre altri popoli alla vera fede. L\u2019avvenimento del 12 ottobre 1492, del tutto casuale e imprevisto, \u00e8 in s\u00e9 irrilevante di fronte alle conseguenze che ne derivano. L\u2019evangelizzazione delle Americhe, per le sue dimensioni, trova paralleli &#8211; e ha una portata forse superiore &#8211; soltanto nella conversione del mondo greco-romano e nella nascita della Cristianit\u00e0 medioevale dopo l\u2019impatto con i popoli germanici e slavi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse nessuna nazione ha superato la Spagna nella preoccupazione per le anime dei suoi nuovi sudditi. Isabella e i suoi successori non badano a spese n\u00e9 a difficolt\u00e0 per onorare gli impegni con Papa Alessandro VI, che aveva concesso ai sovrani il diritto di patronato sulle nuove terre &#8211; governate come provincie e non come colonie &#8211; in cambio di precisi doveri di evangelizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro fra popoli cos\u00ec diversi, come gli indo-americani e gli iberici, \u00e8 perci\u00f2 molto fecondo, e determina la nascita di una nuova e originale civilt\u00e0 cristiana, che pu\u00f2 essere rappresentata dal volto meticcio della Madonna di Guadalupe. Oggi la met\u00e0 dei membri della Chiesa cattolica abita il continente ibero-americano, definito da Papa Giovanni Paolo II &#8211; nella lettera apostolica Los caminos del Evangelio, del 29 giugno 1990 &#8211; &#8220;il Continente della speranza&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Isabella, che gi\u00e0 nel 1478 aveva fatto liberare gli schiavi dei coloni nelle Canarie, proibisce subito la schiavit\u00f9 degli indigeni nel Nuovo Mondo e la decisione viene rispettata da tutti i suoi successori&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Con la &#8220;cedola&#8221; reale dell\u2019anno 1500 e con il suo testamento Isabella garantisce il diritto degli indios alla vita e alla libert\u00e0 e sancisce il divieto delle conversioni forzate, anticipando i contenuti della bolla pontificia Sublimis Deus, emanata da Papa Paolo III nel 1537, e ponendo le basi del &#8220;diritto delle genti&#8221;, sviluppato negli anni successivi dalla scuola di Salamanca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, la regina, incoraggiando i matrimoni fra vecchi e nuovi sudditi, promuove un\u2019autentica integrazione razziale, che si realizza sotto il segno del cattolicesimo, senza incontrare le difficolt\u00e0 proprie della colonizzazione di marca protestante. Anche la tratta dei neri interessa solo marginalmente le regioni governate dalla Spagna, come d\u2019altronde \u00e8 facile rilevare confrontando le popolazioni della zona andina, a grande maggioranza india, e della zona pi\u00f9 meridionale, popolata da europei, con quelle del Sud degli Stati Uniti, della regione caraibica e del Brasile, caratterizzate da una massiccia presenza di neri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Come trascorrono gli ultimi anni di vita della regina?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Alla fine del 1494 Papa Alessandro VI concede a Ferdinando e a Isabella il titolo di Re Cattolici come ricompensa per le loro eminenti virt\u00f9, per lo zelo in difesa della fede e della Sede Apostolica, per le riforme apportate nella disciplina del clero e degli ordini religiosi, e per la sottomissione dei mori. La regina, nonostante le gravi sventure familiari che funestano gli ultimi anni della sua vita &#8211; la scomparsa dell\u2019unico figlio maschio, Giovanni, della giovane figlia Isabella, del nipotino Michele, nonch\u00e9 l\u2019offuscamento della mente della figlia Giovanna &#8211; non viene mai meno ai suoi gravosi doveri. Combattiva fino all\u2019ultimo e confortata da una fede eroica, muore a Medina del Campo il 26 novembre 1504.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LA CAUSA DELLA BEATIFICAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Perch\u00e9 soltanto in tempi recenti si \u00e8 giunti all\u2019istruzione di un formale processo di canonizzazione per Isabella di Castiglia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Un cronista dell\u2019epoca riferisce che alla morte della regina &#8220;non vi fu un buono che non piangesse n\u00e9 un cattivo che non si rallegrasse&#8221;. Sembr\u00f2 quindi opportuno soprassedere all\u2019apertura di una causa di beatificazione in attesa che il tempo facesse decantare le passioni, anche se presso i contemporanei era quasi unanime il plauso per le virt\u00f9 di Isabella e l\u2019ammirazione per la sua vita esemplare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diffusione della &#8220;leggenda nera&#8221; sulla Spagna cattolica, le guerre di religione, la difficolt\u00e0 di consultare i documenti necessari per indagare sui punti ritenuti oscuri nella vita della regina rappresentarono altri ostacoli all\u2019apertura di una causa regolare. Ma la fama di santit\u00e0 di Isabella cresce nel corso dei secoli e aumenta con il procedere dell\u2019indagine storica, come un fiume si ingrossa allontanandosi dalla sorgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima met\u00e0 del secolo XX, alla luce della ricca documentazione acquisita, insigni studiosi chiedono con insistenza l\u2019apertura di un processo di beatificazione. Nel 1958, S. E. mons. Jos\u00e9 Garc\u00eda Gold\u00e1raz, arcivescovo di Valladolid &#8211; nella cui diocesi si spense Isabella &#8211; incarica il canonico Vicente Rodr\u00edguez Valencia, archivista e professore di storia, di organizzare la necessaria ricerca e nomina una commissione di tre esperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi, con l\u2019aiuto di quattordici fra ricercatori e archivisti, studiano per oltre un decennio circa centomila documenti nei principali archivi di Spagna e del Vaticano, analizzandone criticamente ben 3.160, ora raccolti in ventisette volumi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di questa documentazione la commissione conclude che &#8220;la pi\u00f9 scrupolosa indagine non scopre un solo atto nella sua vita pubblica o privata che non sia di piet\u00e0 e di virt\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Qual \u00e8 lo stato attuale della causa di beatificazione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Il 26 novembre 1971 l\u2019arcivescovo di Valladolid istruisce il processo ordinario diocesano, che si conclude dopo la celebrazione di ottanta sessioni.\u00a0 Il processo apostolico a Roma si apre il 18 novembre 1972 e, dopo quattordici anni di lavoro, \u00e8 portata a termine la composizione della Positio historica, che consta di un\u2019Informazione di 139 pagine, di 24 capitoli sulla vita della serva di Dio, di un capitolo sulla fama di santit\u00e0 &#8211; esaminata attraverso 150 testimonianze qualificate, raccolte nell\u2019arco di cinque secoli &#8211; e di quattro indici &#8211; bibliografico, onomastico, topografico e generale-, per un totale di 1.074 pagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti storici della\u00a0 Positio historicaInformazionePositio sono stati sottoposti all\u2019esame di sei consultori della Congregazione delle Cause dei Santi, che nella riunione del 6 novembre 1990 approvano un parere unanime e molto positivo sul valore della documentazione come base per giudicare delle virt\u00f9 della regina Isabella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora gli atti devono essere trasmessi a una commissione teologica, che si pronuncer\u00e0 sul merito della causa. Se il giudizio sar\u00e0 favorevole, la Congregazione esprimer\u00e0 il suo parere al Papa, al quale \u00e8 riservata la decisione sulla eroicit\u00e0 delle virt\u00f9 e la dichiarazione di venerabilit\u00e0. Allo stato attuale non si pu\u00f2 parlare di beatificazione, perch\u00e9 manca il miracolo necessario, a meno che non si voglia considerare come tale il perdurare degli effetti benefici del regno di Isabella nella Chiesa e nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. \u00c8 noto che dagli Stati Uniti e dal Canada, nazioni di cultura non ispanica, sono pervenute a Roma circa ventimila lettere postulatorie, volte a sollecitare la beatificazione della serva di Dio. Allo stesso scopo \u00e8 stato costituito un Comitato Promotore della Causa, composto da una cinquantina di cardinali &#8211; fra i quali il colombiano Alfonso L\u00f3pez Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, e il venezuelano Rosalio Jos\u00e9 Castillo Lara S.D.B., presidente dell\u2019Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e della Pontificia Commissione per lo Stato della Citt\u00e0 del Vaticano -, arcivescovi e vescovi di diverse nazionalit\u00e0 e di personaggi illustri del mondo cattolico. Nonostante queste autorevoli sollecitazioni l\u2019iter del processo ha subito un rallentamento. \u00c8 stato detto che la beatificazione di Isabella la Cattolica ostacolerebbe il dialogo ecumenico&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> Non si deve mai dimenticare che nella pratica dell\u2019ecumenismo la Chiesa non pu\u00f2 rinunciare alla sua identit\u00e0 n\u00e9 trascurare i doveri inerenti alla sua missione, come hanno ribadito, in tempi recenti, Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II. Quest\u2019ultimo non ha esitato a beatificare Edith Stein nonostante la protesta di alcuni settori dell\u2019ebraismo, e numerosi martiri della Rivoluzione del 1936 in Spagna, ignorando l\u2019opposizione del governo socialista di tale paese. La Chiesa non dovrebbe rimanere in silenzio nella ricorrenza del quinto centenario della scoperta dell\u2019America perch\u00e9 \u00e8 merito di Isabella, sua figlia fedelissima, la civilizzazione cristiana di quel continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>UN MODELLO PER I NOSTRI TEMPI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>D. Quali insegnamenti possiamo trarre oggi dalla vita della regina Isabella, che potrebbe essere la prima sovrana beatificata dopo i re santi del Medioevo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>R.<\/strong> La Positio historica, pur rilevando l\u2019assenza di fenomeni mistici straordinari in Isabella, la descrive come un\u2019autentica contemplativa nell\u2019azione, che ha saputo coniugare la pratica delle virt\u00f9 cristiane con il difficile esercizio dell\u2019azione di governo. Isabella ha intrapreso il cammino della santit\u00e0 proprio con il compimento puntuale dei suoi doveri di regina e ha mostrato che la vera missione dei reggitori degli Stati \u00e8 di stabilire la pace e l\u2019armonia fra i cittadini, affinch\u00e9 possa sbocciare la carit\u00e0 nelle anime e nelle societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 quindi anche modello di vita per i laici, ai quali insegna come devono procurarsi il Regno di Dio trattando le cose temporali, anche le pi\u00f9 impegnative. Inoltre, \u00e8 modello di virt\u00f9 per le famiglie, come figlia, sorella, sposa fedele, madre sollecita e premurosa di cinque figli, ai quali si \u00e8 dedicata senza trascurare i doveri di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso \u00e8 anche modello di squisita femminilit\u00e0, secondo l\u2019insegnamento della Chiesa, ribadito da Papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica <em>Mulieris dignitatem<\/em>, del 30 settembre 1988. Ma il suo principale insegnamento sta nella sollecitudine per l\u2019impegno missionario, che anima tutte le sue grandi imprese e che induce a proporla come modello della prima e della seconda evangelizzazione del mondo in genere e dell\u2019Europa in specie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">_______________________<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Leggi anche:<\/strong><\/p>\n<p><a title=\"PermaLink a Isabella di Castiglia: una santa Regina\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1371\" rel=\"bookmark\">Isabella di Castiglia: una santa Regina<\/a><\/p>\n<p><a title=\"PermaLink a Isabella di Castiglia (1451-1504)\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1372\" rel=\"bookmark\">Isabella di Castiglia (1451-1504)<\/a><\/p>\n<p><a title=\"PermaLink a La controversa Madre della Spagna e delle Americhe\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/?p=1727\" rel=\"bookmark\">La controversa Madre della Spagna e delle Americhe<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su Cristianit\u00e0 n. 204 Intervista con padre Anastasio Guti\u00e9rrez Poza C.M.F a cura di Francesco Pappalardo<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/la-serva-di-dio-isabella-la-cattolica-modello-per-la-nuova-evangelizzazione\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":29931,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,24],"tags":[1003,640,162],"class_list":["post-1370","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-personaggi","category-storia","tag-isabella-di-castiglia","tag-spagna","tag-storia-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.5 - 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