{"id":1302,"date":"2005-09-06T13:11:07","date_gmt":"2005-09-06T11:11:07","guid":{"rendered":""},"modified":"2016-03-29T10:42:20","modified_gmt":"2016-03-29T08:42:20","slug":"fu-guerra-di-pochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fu-guerra-di-pochi\/","title":{"rendered":"Fu guerra di pochi"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-32270\" src=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/wp-content\/uploads\/2005\/09\/partigiani-2.jpg\" alt=\"partigiani\" width=\"250\" height=\"170\" \/>Pubblicato su <strong>L\u2019Espesso <\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">11 settembre 1995<\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">Fascismo e antifascismo \/ L\u2019ultima provocazione di De Felice<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">di <strong>Chiara Valentini<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo tre anni esatti Renzo De Felice sta terminando l\u2019ultimo volume della sua gigantesca biografia di Mussolini (12 mila pagine pubblicate fin\u2019ora), che riguardano i due anni finali della vita del Duce. E\u2019 un lavoro che \u00e8 cresciuto a dismisura fra le mani del suo autore, diventando una storia del fascismo e in conclusione anche una storia dell\u2019Italia. <em>La guerra civile <\/em>sar\u00e0 infatti il titolo del lavoro, previsto per il 1996 e molto atteso anche per la girandola di rivelazioni che gi\u00e0 si preannunciano.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 anche per fornire in anticipo un filo conduttore e per preparare il terreno alle inevitabili polemiche che lo storico ha scritto, assieme al vicedirettore di <em>Panorama<\/em> Pasquale Chessa, un libro intervista, <em>Rosso e Nero<\/em> (Baldini &amp; Castaldi). E\u2019 un\u2019operazione che ricorda quella fatta nel 1975, con la famosa &#8220;Intervista sul fascismo&#8221; a Michael Le eden.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quell\u2019anno magico per le sinistre De Felice aveva preso di petto con un certo coraggio la storiografia pi\u00f9 accreditata accusandola di conformismo per come trattava il fenomeno fascista. E subito era stato tacciato da molti di compiacenza per il Ventennio. Oggi, in un clima del tutto diverso, il suo obiettivo \u00e8 di sollevare i velo sugli anni di Sal\u00f2 e della Resistenza, visti anche come momenti chiave per spiegare i guai dell\u2019Italia di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si considera come momento fondante dell\u2019Italia repubblicana il 25 aprile, la Liberazione. Lei invece in campo una data ben pi\u00f9 cupa, l\u20198 settembre, in cui vede una specie di peccato originale della Repubblica, destinato ad esercitare la sua influenza fino ad oggi. Perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u20198 settembre \u00e8 il crollo completo di tutto. &#8220;Abbasso tutti&#8221; c\u2019era scritto su una spalletta del Lungotevere. Quel giorno, con un senso di premonizione, i giornali italiani uscirono listati a lutto. La realt\u00e0 \u00e8 che si stava consumando il senso di appartenenza nazionale. L\u2019idea dell\u2019Italia come unit\u00e0 di tutti fu travolta da quella vicenda incredibile\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vuole dire che l\u2019Italia, per mantenere l\u2019identit\u00e0, avrebbe dovuto continuare la guerra a fianco della Germania?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNo, L\u2019Italia non poteva che chiedere l\u2019armistizio. Ma fu una follia il modo in cui si ag\u00ec. La fuga di Vittorio Emanuele, di Badoglio, del capo si Stato maggiore Ambrosio e di buona parte dei vertici militari, l\u2019abbandono delle truppe nei territori occupati, la dissoluzione dell\u2019esercito furono qualcosa di talmente grave da segnare e minare per sempre la memoria collettiva nazionale\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 non crede che la Resistenza sia riuscita a ricostruire il tessuto morale del Paese?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer la ragione che la Resistenza, come d\u2019altra parte la Rsi non ebbe adesioni di massa. Fra la grande maggioranza degli italiani ci fu un atteggiamento di sostanziale estraneit\u00e0 se non di rifiuto nei confronti di entrambe le formazioni. Il biennio 1943-45 fu un periodo di guerra civile, di dimensioni e drammaticit\u00e0 ignote ad altri paesi, con due parti molto motivate in lotta fra di loro e la grande nassa che voleva solo sopravvivere\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo per\u00f2 \u00e8 quel che \u00e8 successo in tutta Europa, dove c\u2019era lo stesso rifiuto della guerra da parte delle popolazioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLei dimentica che per molti anni in Italia la parte che ha vinto ha presentato la vulgata del popolo in armi a fianco dei partigiani. E\u2019 stata una vulgata aggressiva ed egemonica, a cui si devono gli stereotipi che ci hanno impedito di dipanare i nodi irrisolti degli ultimi cinquant\u2019anni. Una delle lacune riguarda proprio l\u2019atteggiamento della gente comune, la &#8220;condizione umana&#8221; di quegli anni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prospettiva, nel libro scritto con Pasquale Chessa, una ricostruzione non soltanto negativa della Repubblica di Sal\u00f2. Si aspetta accuse di revisionismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abChe lo facciano pure\u2026Per sua natura lo storico non pu\u00f2 essere che revisionista, dato che il suo lavoro prende le mosse da quel che \u00e8 stato scritto per correggerlo, per ampliarlo. In particolare rispetto a Sal\u00f2 \u00e8 ora di farla finita con la vulgata di parte fascista sia con l\u2019immagine che ne hanno dato i vincitori, per cui la Rsi sarebbe stata un fenomeno unitario, dove non si distinguono gli assassini come Pietro Koch o gli estremisti faziosi come Pavolini da uomini come Giovanni Gentile. Mi sembra che sia ora di uscire da una visione mitologica di questi avvenimenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al contrario di quel che era stato fatto finora da quasi tutti, lei d\u00e0 un\u2019interpretazione positiva della decisione di Mussolini di mettersi a capo della Rsi. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPiaccia o non piaccia, Mussolini, che dopo la prigionia al Gran Sasso si considerava un uomo finito, aveva accettato le pressanti richieste di Hitler per la costituzione di una repubblica fascista del Centro-nord perch\u00e9 convinto che quello era il solo modo di mettersi al servizio della patria , per cercare di difenderla. Hitler minacciava di far subire all\u2019Italia il trattamento che aveva avuto la Polonia. E c\u2019era anche il timore che i tedeschi potessero mettere in piedi un proprio governo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Crede che lo avrebbero fatto?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNo. Hitler aveva bisogno di Mussolini, perch\u00e9 se il padre, l\u2019inventore del fascismo si fosse ritirato, anche l\u2019allievo ne sarebbe stato squalificato. Questo Mussolini non riusc\u00ec a valutarlo. Ma le ragioni che lo mossero furono la difesa del Paese\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo non toglie che avesse trascinato l\u2019Italia in una guerra tragica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi, ma il discorso \u00e8 astratto. Nel \u201940 Mussolini non poteva restare fuori dal conflitto. Nel momento in cui la Francia crolla, l\u2019idea della guerra diventa popolare, ci si immagina una guerra che sarebbe stata vinta in breve. E forse sarebbe andata cos\u00ec se Winston Churchill, un eroe a cui dobbiamo il fatto che i Paesi europei siano Paesi liberi, il vero vincitore della guerra. Ormai sappiamo che nel 1940, dopo Dunkerque, senza Churchill gli inglesi si sarebbero messi d\u2019accordo con Hitler\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I servizi segreti inglesi, a quanto lei racconta, hanno giocato un ruolo importante anche all\u2019interno di Sal\u00f2.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNon solo i servizi inglesi. Una delle ragioni per cui la storia di Sal\u00f2 \u00e8 mal conosciuta \u00e8 che \u00e8 stata anche la storia dei servizi segreti che operarono in Italia durante la guerra. A Sal\u00f2 oltre agli inglesi c\u2019erano gli americani, i russi, naturalmente i tedeschi e perfino gli svizzeri, che avevano moltissimi agenti e giocavano una loro partita. Per esempio, tutti si sono sempre attribuiti il merito del salvataggio del porto di Genova, dai partigiani ai repubblichini, al cardinale Siri. E\u2019 vero, ma quel che non si sa \u00e8 che erano stati gli svizzeri a tirare le fila, a compiere il lavoro sotterraneo, perch\u00e9 il loro Paese aveva bisogno di quel porto per il dopoguerra\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei scrive anche che dietro la fucilazione di Mussolini<\/strong> <strong>si mossero varie forze straniere in competizione fra loro.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi, gli americani volevano Mussolini vivo. Soprattutto il presidente americano Roosevelt, che aveva avuto l\u2019idea del processo di Norimberga, voleva il padre del fascismo sul banco degli accusati per una questione simbolica prima che politica. Gli inglesi al contrario erano ben decisi a non far arrivare Mussolini vivo al processo, perch\u00e9 quel che avrebbe potuto dire creava problemi enormi\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A che cosa si riferisce?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella famosa borsa che Mussolini aveva con se quando fu catturato dai partigiani c\u2019era, non per caso, una scelta ragionata del suo carteggio con Churchill\u2026\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ufficialmente, per\u00f2, la posizione degli Alleati era che Mussolini restasse vivo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCertamente, nel testo dl cosiddetto &#8220;armistizio lungo&#8221; era stato scritto e riscritto pi\u00f9 volte l\u2019articolo che riguardava l\u2019obbligo del Cln di consegnare Mussolini agli Alleati se fossero stati loro a catturarlo. Ma erano solo parole. Nella realt\u00e0 le cose andarono in modo ben diverso. Gli americani, pasticcioni come sempre, avevano messo in piedi ben due gruppi dell\u2019Oss, il loro servizio segreto, che agivano all\u2019insaputa uno dell\u2019altro per catturare il Duce. Ma qualcuno, secondo me gli inglesi, li aveva fatti fessi. Un gruppo venne dirottato ad acchiappare Graziani, l\u2019altro si disperse sulle montagne\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intanto i partigiani mettevano le mani su Mussolini e sulla Petacci.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE qui compare il capo della branca militare dei servizi inglesi, ad avvertire i membri pi\u00f9 influenti del Cln che se non volevano farsi portar via Mussolini dagli americani dovevano fucilarlo subito. L\u2019uomo era Max Salvatori, molto legato all\u2019ala azionista\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli americani non si accorsero di nulla?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abFurono giocati clamorosamente. Appena avevano avuto la notizia della cattura avevano mandato un dispaccio urgente per far sapere che stavano per mandare un aereo per prelevare il Duce. Ma il Cln rispose che era troppo tardi, che l\u2019esecuzione c\u2019era gi\u00e0 stata. Il bello \u00e8 che non era vero. La fucilazione avvenne varie ore dopo, come poi scoprirono gli americani inferociti, dopo una minuziosa indagine che \u00e8 racchiusa in un documento di 500 pagine\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei ha trovato quel documento?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCerto, ma ne ho trovati molti altri che mi stanno obbligando a riscrivere intere partidel mio ultimo volume su Mussolini. Faccio solo un piccolo esempio. E\u2019 noto il discorso che fece a Milano il rappresentante americano Charles Poletti dopo piazzale Loreto, elogiando il popolo italiano che aveva saputo fare giustizia. Ma il messaggio che aveva mandato in America e che ho potuto avere \u00e8 ben diverso. Poletti dice che era stata una cosa orribile, che gli italiani erano dei barbari\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ha scoperto la verit\u00e0 anche sull\u2019oro di Dongo, altro classico mistero italiano?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE\u2019 un argomento che mi interessa poco. Comunque ho trovato molte carte, perch\u00e9 l\u2019Italia \u00e8 uno strano Paese, che infratta i documenti ma che poi \u00e8 molti restio a distruggerli. Ho perfino una relazione completa dal convento dei Cappuccini di Dongo. L\u2019opinione che ne ho ricavato \u00e8 che l\u2019oro si era in buona parte disperso in mille rivoli, fra persone del posto. Una parte era andata alla Rsi, una parte ai partiti e soprattutto ai comunisti, che erano i pi\u00f9 organizzati\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali altre novit\u00e0 ha trovato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abHo trovato addirittura diverse versioni dell\u2019autopsia di Mussolini. Mi sono fatto l\u2019idea che la pi\u00f9 attendibile \u00e8 quella, inedita, allegata all\u2019inchiesta segreta degli americani. Risulta un colpo di arma da fuoco alla nuca di Mussolini, che non compare nelle altre due versioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sarebbe una prova della doppia fucilazione del Duce di cui si \u00e8 parlato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo si vedr\u00e0 nel libro che sto preparando. Mi sembra si possa gi\u00e0 capire che qualcosa non torna nella versione ufficiale della fucilazione davanti al famoso cancello di Mezz\u2019egra. In quelle condizioni \u00e8 un po\u2019 difficile sparare un colpo alla nuca. E il colpo di grazia si d\u00e0 alla tempia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Professore, dopo trent\u2019anni di studi dedicati a Mussolini che giudizio d\u00e0 del suo personaggio?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abE\u2019 stato un uomo che in un momento estremamente difficile di trasformazione politica e ideale dell\u2019Europa ha cercato di dare una funzione all\u2019Italia. Ma non ha avuto la forza di combattere chi si opponeva ai cambiamenti, fossero di destra o di sinistra. Era partecipe del vecchio e del nuovo, si era potato dietro tutti i miti di una rivoluzione che doveva essere diversa da quella bolscevica, ma che non ha avuto la capacit\u00e0 di realizzare. Non era un guerrafondaio in senso classico. Anche se il colonialismo italiano \u00e8 temporalmente l\u2019ultimo non \u00e8 cos\u00ec antistorico. Quei territori dovevano dare all\u2019Italia la dimensione di grande Paese e allo stesso tempo servire da sbocco al lavoro italiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Uno po\u2019 di tempo fa a Gianfranco Fini, lo sdoganamento del Msi, era scappato detto che Mussolini \u00e8 stato il maggior statista del secolo. Lei cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono sciocchezze, capaci solo di scaldare il petto di qualche vecchietto nostalgico. Mussolini ha fatto all\u2019Italia danni molto forti, certo maggiori dei benefici. La sua gestione del potere \u00e8 stata autoritario-patrnalistica, tipicamente italiana, non certo alla Hitler o alla Stalin. Il punto drammatico \u00e8 che allora l\u2019Italia non seppe esprimere una classe dirigente alternativa, che venne fuori solo dopo l\u20198 settembre. La verit\u00e0 \u00e8 che Mussolini \u00e8 stato forte perch\u00e9 erano deboli gli alti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Estratto da: Quanti erano i partigiani<\/strong>I<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">veri numeri della Resistenza. Dagli archivi inediti di sal\u00f2<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Da &#8220;Rosso e nero&#8221; ecco alcuni brani sulla valutazione quantitativa della Resistenza<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fonte pi\u00f9 importante per una valutazione storico-quantitativa del movimento partigiano e delle azioni di controguerriglia, \u00e8 inedita: la documentazione, raccolta per uso interno, dall\u2019Ufficio operazione e servizi dello Stato maggiore della Rsi con il titolo &#8220;Relazione complessiva sulla forza dei banditi. Attivit\u00e0 banditi e anti-banditi dal settembre 943 al novembre 1944&#8221;, ci consente di ripercorrere passo passo la storia ella Resistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prosa dei burocrati dell\u2019esercito di Sal\u00f2, pur non avendo la qualit\u00e0 del racconto tacitiano, ha il dono della sintesi storica: \u00abresta come la forza numerica dei banditi da un minimo di 4-5000 prima dell\u20198 settembre 1943\u00bb &#8211; il dato si riferisce agli slavi operanti nella Venezia Giulia &#8211; \u00absia andata sempre pi\u00f9 aumentando nei mesi successivi fino a raggiungere un massimo di 110.000 nell\u2019ottobre 1944\u00bb, si legge nel primo capoverso. (\u2026)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNei mesi di novembre e dicembre 1943 e nel gennaio 1944 il numero dei banditi si accrebbe di circa 19.000 uomini a causa delle chiamate di classi alle armi effettuate dal risorto esercito repubblicano (\u2026) Nei mesi di febbraio marzo e aprile il fenomeno dell\u2019aumento del numero dei banditi si accentu\u00f2 (\u2026) a causa della successiva chiamata alle armi e dell\u2019invio in Germania di contingenti dell\u2019esercito e per la costituzione e l\u2019addestramento delle note G.U. [ndc: Granti Unit\u00e0] (\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019inizio di maggio la situazione apparve favorevole per un provvedimento di clemenza che consentisse a un gran numero di italiani che si erano posti fuori dalla legge per renitenza o diserzione di rientrale nella normalit\u00e0. Infatti nel campo dei banditi apparivano manifesti segni di stanchezza e di delusione per il mancato arrivo degli anglo-americani e per il lungo arresto del fronte meridionale a Cassino. Il 9 maggio venne, infatti, promulgato il primo bando di condono del Duce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale bando diede ottimi risultati specie in alcune regioni come nell\u2019Umbria (\u2026) e molto pi\u00f9 favorevoli ne avrebbe dati se non fosse intervenuta la nuova offensiva anglo-americana che valse a risollevare le speranze egli appartenenti al banditismo (\u2026) I<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">n complesso alla fine di maggio i banditi assommavano a 68.000 uomini, con una diminuzione di 7.000 rispetto al 30 aprile. A fine ottobre e all\u2019inizio di novembre l\u2019irrigidirsi della resistenza germanica sull\u2019Appennino tosco-emiliano, la dichiarazione del generale Alexander che ammoniva i banditi a non attendersi avvenimenti decisivi durante l\u2019inverno e l\u2019interruzione degli aviorifornimenti anglo-americani, nonch\u00e9 le gavi perdite subite dai banditi, creano l\u2019ambiente favorevole per un nuovo provvedimento di clemenza. Il 28 viene promulgato, infatti, il secondo bando di amnistia del Duce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale bando d\u00e0 ottimi risultati che si ripercuotono sul numero dei banditi con una diminuzione di circa 30.000 unit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, contro i partigiani, quanti erano i combattenti di Sal\u00f2? Secondo un prospetto stilato per Mussolini dall\u2019Okw (Comando supremo della Wehrmacht), nel settembre del 1944 le forse repubblicane contavano 780 mila uomini, di cui 520 mila militari e 260 mila lavoratori militarizzati. Secondo i dati di Virgilio Ilari le forze armate repubblicane contavano su 573 mila soldato arruolati per leva o richiamo o volontari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, ho pensato di fare un conto, approssimativo ma significativo, per delimitare il numero degli individui coinvolti dall\u2019una e dall\u2019altra parte: sono arrivato a 3 milioni e mezzo &#8211; 4 milioni. Mettendo insieme familiari stretti e parenti lontani, amici e vicini. Pochi, rispetto ai 44 milioni di persone che abitavano allora l\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato su L\u2019Espesso 11 settembre 1995 Fascismo e antifascismo \/ L\u2019ultima provocazione di De Felice di Chiara Valentini<\/p><p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.rassegnastampa-totustuus.it\/cattolica\/fu-guerra-di-pochi\/\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":32270,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90,100,96],"tags":[992,423,404],"class_list":["post-1302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ii-guerra-mondiale","category-resistenza","category-storia-italiana","tag-repubblica-sociale-italiana","tag-resistenza-2","tag-storia-italiana-2","item-wrap"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Fu guerra di pochi - 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